La sostenibile leggerezza dell'inutile. Il superfluo è importante per non pensare al necessario, per continuare a vivere.
"Mi guardo intorno. Guardo i carrelli nei supermercati. Ciò che traspare dalle sporte (rigorosamente in plastica usa e getta). Sì, i carrelli sono appena più vuoti. Sì, i vestiti sono meno nuovi. Sì, gli sguardi sono bassi e ammosciati. Ma finché in quei carrelli, in quelle sporte, continuerò a vedere lo yogurt che fa cagare, lo snack che fa dimagrire, il detersivo più bianco del bianco, l'additivo dell'additivo, lo straccetto della polvere specifico per angolini morti, i dessert cioccolatosi al cento per cento grassi e zucchero...insomma tutte le porcherie inutili rese indispensabili dal consumismo e dal martellamento tv, allora non potrò fare a meno di continuare a pensare che siamo ancora lontani. Ce ne mancano ancora, di soprusi, di povertà, di disoccupazione, prima che ci svegliamo dal torpore e pensiamo seriamente a ribellarci." milena d., savona

Il superfluo che aiuta a vivere
17 febbraio 2010 alle ore 19:30•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (44)
marco luceri
17 febbraio 2010 alle ore 20:55Sono pienamente d'accordo.
macome ceprovi (focalizzerei l'attenzione (*))
17 febbraio 2010 alle ore 21:06Anch'io in accordo.
(Mah?? IOGURT CHE HANNO????
milena d.
18 febbraio 2010 alle ore 09:52Non ce l'ho con lo yogurt in generale, mi riferivo a
milena d.
18 febbraio 2010 alle ore 10:01Scusa mi e' partito il commento. Mi riferivo a quella pubblicita' ridicola e ossessiva della Marcuzzi.
filippo f.
17 febbraio 2010 alle ore 21:41vorrei abbracciarti milena per quanto mi sento vicino al tuo pensiero!!!
Marco .
17 febbraio 2010 alle ore 21:59si , la triste realtà fuori e matrix dentro di noi : cosa preferite? io finché ne avro' forza combattero' per distruggere il matrix
alvisea fossa
17 febbraio 2010 alle ore 22:10CIAO BEPPE
MATRIX DOVREBBE FINIRE TRA APRILE E MAGGIO,IL CRACK DELLA BORSA E DI MATRIX E' IMMINENTE
NON MOLLIAMO!!!!!!!!
ALVISE
giuseppe o.
17 febbraio 2010 alle ore 22:24Milena, mi hai fatto persino ridere con lo yogurt che fa cagare. Poi mi son messo a piangere perché hai ragione e la penso come te. Ciao.
Giacomo Z.
17 febbraio 2010 alle ore 22:30condivido pienamente!
capita anche a me di sbirciare nei carrelli dei supermercati, quelle rarissime volte che ci vado da quando faccio parte di un Gruppo di Acquisto Solidale, e mi rendo conto che la gente non compera con la testa ma con le idee balorde che suggerisce loro la TV... che tristezza!
nonostante ciò: NON MOLLEREMO MAI!!!
Pasquale D.
18 febbraio 2010 alle ore 00:26Sono proprio d'accordo con voi...
giulio vetrone
18 febbraio 2010 alle ore 00:41Brava, queste sono parole da diffondere su tutti i media, altro che le cretinate che ci propinano tutti i giorni.
luca gaiardelli
18 febbraio 2010 alle ore 00:54cambiera molto prima di quanto credi... ne sono certo... ma ci pensi a quanti siamo che la pensiamo come te?? la ruota sta girando... non puo passare ancora molto...
Stefano Mastrogiacomo
18 febbraio 2010 alle ore 01:00Ma che ne sai di quello che passa per la testa di chi acquista ?
Scusa ma sei superman? Vedi nei sacchetti e giudichi la gente?
Come saprai bene ognuno di noi ha una vita piena, lunga , larga, piena di idee , cose fatte e da fare...
Se mi porti dei dati "sui grandi numeri" di un supermercato si puo' fare una valutazione, ma su una osservazione cosi' puntuale ... e' superficialità.
Guardiamo "i grandi numeri" della distribuzione... poi ne trarro' anche io le stesse conclusioni.
Ciao
Stefano
Elisa .
18 febbraio 2010 alle ore 01:41Mi sento vicina al tuo pensiero, anche io sbircio nei carrelli altrui.
Puntualmente trovo tutte marche viste e riviste in TV.
Io compro solo ed esclusivamente ciò che NON vedo in tv.........
Debora Mauri
18 febbraio 2010 alle ore 02:00D'accordo anche io.
La spesa di ognuno di noi rispecchia la nostra capacità critica e la nostra volontà di cambiare, di assumerci seppur piccole responsabilità, e ancora il nostro desiderio di un ambiente meno degradato e di un mondo più giusto.
Spese come quella da te descritta sono purtroppo il segno di un approccio superficiale ad alcuni aspetti importanti del vivere quotidiano.
Anche io mi deprimo quando vado al supermarket (cerco di andarci il meno possibile) e vedo quello che compra la maggioranza della gente; ancora più triste è vedere quello che molte persone a cui voglio bene e che stimo intelligenti decidono di acquistare.
Cambiare le proprie abitudini è difficile per molti; forse une delle nostre battaglie dovrebbe essere cercare di fare capire a chi ci è più vicino quale peso abbiano le nostre scelte.
Come dice padre Zanotelli, noi votiamo ogni volta che andiamo a fare la spesa.
Sono con te, votiamo per giustizia sociale, ambiente e nonviolenza.
Debora
vittorio b. torino
18 febbraio 2010 alle ore 02:03Brava Milena, la tua è una visione più che realistica, e chi non è d'accordo con te vuol dire che nel carrello mette proprio quelle cose.
Andrea Pelli
18 febbraio 2010 alle ore 04:36Tutto giusto e condivisibile, ma su questa storia del ribellarsi ci si perde ogni volta, non si affronta il problema.
Hai provato a consapevolizzare ad un consumo più attento e responsabile famiglia e amici? Hanno questi a loro volta fatto lo stesso con altre persone?
Questa non è ribellione, è una nuova consapevolezza per il consumatore/cittadino. Su un bel libro, 365 ideas to change the world, ci sono numerosi esempi - quasi tutti in inghilterra- di gruppi di consumatori autodefinitesi consapevoli.Piuttosto che ribelli.
Ivan Visentini
18 febbraio 2010 alle ore 07:17Tutto ciò che dici è vero, verissimo però vuoi mettere la comodità della grande distribuzione!!!!!!!!!!!(PROVOCAZIONE)
LA MIA SPESA LA FACCIO DAI CONTADINI O PRESSO I MERCATI RIONALI.
Le rare volte che vado al supermarket mi sento violentato luci,colori, anche odori che ti invogliano a comperare il nulla incartato e poi arrivati a casa si fa i bravi cittadini ECOLOGICI e si buttano i fantasmagorici e roboanti colori degli imballaggi negli appositi contenitori per la raccolta differenziata!!!!!!!Impossibile andare avanti così.Compri un limone e ti ritrovi in regalo una bellissima vaschetta in polistirene con tanto di nylon per richiuderla.assurdo!!!!
Per comperare quattro banane devo mettermi il guantino di plastica altrimenti chissà quali brutte malattie puoi trasmettere!!!!!Ma dai rendiamoci conto viviamo in busigattoli sempre più piccoli circondati da sempre più cose inutili abbiamo paura (indotta) di tutto;piuttosto che aprirci agli altri siamo pronti ad alzare sempre più barriere,cancelli,bodyscanner,guanti, preservativi di ogni genere che mentre dovrebbero rendere più sicura la vita la complicano e la rendono impossibile.Siamo grandi(alcuni), maturi(forse) ci nascondiamo dietro la sicurezza,l'igene la privacy ma realmente nulla di ciò che ci accade è sotto controllo!!!
ANDIAMO A FARE LA SPESA DA CHI PRODUCE così facendo si potrà vedere con i propri occhi come sono le cose,si potrà parlare con le persone riallacciare i rapporti con il territorio e innamorarsi nuovamente della natura e della vita.
Ma soprattutto bisogna riapprendere una cosa fondamentale che spesso sottovalutiamo e cioè che le decisioni odierne influenzeranno le vite dei nostri figli spesso in maniera molto forte e quindi bisogna stare sempre con gli occhi ben aperti.
RICCARDO TUCCI
18 febbraio 2010 alle ore 08:04Mi sembra che ci si stia dimenticando di alcuni generi di prima necessità come i telefonini e i giochini elettronici con cui la comunicazione faccia a faccia viene pressoché eliminata con le conseguenze del caso. Alla lista delle prime necessità aggiungerei un po' d'erba, tanto per essere a la page. La filiera corta è un inganno: approvvigionarsi direttamente dai produttori, a meno che non si tratti di vino o di olio, vuol dire spesso, e parlo per esperienza vissuta, pagare il doppio del valore qualsiasi porcheria sono in grado di rifilarti con la scusa che è del loro orto o del loro pollaio. La grande distribuzione è fatta, come la piccola del resto, da grandi mariuoli perché i commercianti, hanno per protettore Mercurio, che nell'antichità era anche dio dei ladri. Gesù Cristo perdonò tutti meno i bottegai che prese frustate. Quindi, dovunque ci si gira, il furto, l'inganno e la turlupinatura sono in agguato. A noi rimane solo la scelta di salvare almeno una piccola parte del misero stipendio o pensione, facendo scelte oculate e cercando di farsi infinocchiare il meno possibile. Quanto poi allo Yogurth, come lo zucchero mi sembrano meno bestemmiabili di cosmetici, piercing, tatuaggi e altre schifezze con cui molti amano adornarsi la faccia.
massimo s.
18 febbraio 2010 alle ore 08:40Stupendo. Condivido. Il cavaliere non sbaglia quando dice che il punto G sta nella G di shoppinG. Decerebrati sulle jeep, come canta Vecchioni..
Gianbattista Burrasca
18 febbraio 2010 alle ore 08:53Ciao,
spesso mi capita di dover utilizzare la metropolitana per raggiungere zone
periferiche di Roma. Purtroppo per farlo è obbligatorio transitare per la
stazione Termini dove le due linee A e B si incrociano e l'affollamento è
elevatissimo, oltre ai casi paradossali di dover fare 30Km per arrivare a 7-8
Km dal punto di partenza (ad esempio per arrivare da Anagnina a Laurentina è
necessario arrivare a Termini e tornare indietro perchè non esiste
collegamento
con bus). Perchè non lanciate una iniziativa di sensibilizzazione per
costruire
una linea metropolitana ad anello intorno a Roma, collegata con le linee
esistenti di metro e treno, che eviti di dover per forza arrivare a Termini
anche per fare pochi Km? di sicuro il cittadino ne riceve benefici di tempo,
salute e magari il servizio sottrae traffico dall'intasattissimo raccordo
anulare e strade varie.
Gianbattista B. - Frascati
carlo dalmonte
18 febbraio 2010 alle ore 08:58Si , tutti noi dovremo essere consumatori critici e più consapevoli. Ma chi si mette sul pulpito e da lezione agli altri non mi piace,da dove verrebbe questo "primato morale" di chi giudica gli altri ?
Va bene la spesa dai contadini, ma quali garanzie ci offre? Faccio notare che dai supermercati pretendiamo il massimo delle garanzie e delle certificazioni , poi andiamo dal contadino e accettiamo tutto ciò che ci propone ,fidandoci ciecamente senza chiedere nemmeno una parte delle garanzie che le normative prevedono a tutela del consumatore. Come dire che il contadino è buono "a prescindere". Ho il sospetto che la nuova frontiera del marketing sia proprio questa della vendita diretta , dei "km 0" dei gas etc ?SE ci pensate queste modalità di vendita sono meno flessibili per il consumatore,meno garantite,e spesso anche più care...
A proposito di yogurt , ma Grillo non è stato il più famoso testimonial di uno yogurt?
Insomma più razionalità e meno emotività
Carlo
aldo cannavò
18 febbraio 2010 alle ore 09:58Cara Milena,il consumismo è il riempimento dei vuoti che sono in noi. Meno stiamo bene con noi stessi, più cerchiamo compensazioni nell'avere,perchè ci manca l'essere.Succede quando non capiamo chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e cerchiamo di riempire l'oggi,in modo sbagliato.Secondo un concetto yoga,l'umanità stà bene se ha sviluppato in modo equilibrato il corpo,la mente e lo spirito. Oggi però curiamo molto il corpo,meno la mente,quasi niente lo spirito. La conseguenza si chiama consumismo.
Aldo di Genova
silvio de marino
18 febbraio 2010 alle ore 10:45Grande Milena di Savona !!!
Hai proprio ragione !!!
Silvio di Torino
franco parisini
18 febbraio 2010 alle ore 10:53Complimenti, è una lettera bellissima.
ileana bego
18 febbraio 2010 alle ore 11:19complimenti Milena, sempre efficace...
ricordiamoci sempre che il cambiamento inizia anche da noi,
che la coscienza collettiva parte da quella individuale...
la partecipazione parte dall'amore di se stessi e della comunità
Ileana,
savona
Alex C.
18 febbraio 2010 alle ore 11:25Invece di guardare la sporta degli altri pensa tu a dare l'esempio. L'unica arma non è la polemica ma la dialettica.
Giuseppe A.
18 febbraio 2010 alle ore 12:42... se assieme alla dialettica, uniamo la polemica, produciamo una via straordinaria. Oltre al fare, necessario quantomeno per la coerenza, tentiamo una cosa meravigliosa: risvegliare la coscienza sopita altrui!
Buone cose
Marina
18 febbraio 2010 alle ore 11:54Questa lettera è l'esempio più evidente del modo di pensare che ammala il mondo. Guardare il carrello altrui. La casa altrui, il consumo degli altri, chi butta la carta a terra. Il vicino disturba perchè si comporta diversamente da me. Se non si scopre la solidarietà non cambierà nulla. Non c'è differenza tra lo snob pieno di soldi che va in suv e lo snob con le pezze al culo(o no)che compra solo sottomarche o dai contadini. E' solo una divisione delle nostre menti perchè ci hanno abituato a vederci sempre migliori dei nostri fratelli.
Ognuno ha la propria vita e le proprie abitudini e tempi. Quando saremo consapevoli di chi siamo,non esisteranno supermercati con quella roba. Non è certo criticando chi non conosce, o non può accedere ad alternative, che si cambia qualcosa.
Il male dell'essere umano è la disinformazione. Noi non sappiamo, noi non conosciamo alternative in moltissimi campi. Mettersi al di sopra dei nostri simili e puntare il dito è vergognoso, il dovere è INFORMARE. Con amore e gentilezza non giudicando.
Ernesto Pavese
18 febbraio 2010 alle ore 13:29Brava Milena! Hai centrato il problema, siamo ancora lontani ahinoi, molto lontani!
Massimo esposito
18 febbraio 2010 alle ore 14:10Gli esseri umani si sono sempre circondati di gadget e comodità,
addirittura l'uomo di Similau, la mummia di un boscaiolo di 5000 anni fa
ritrovata sulle alpi , era attrezzatissimo anche con oggetti superflui. Il
superfluo è nella natura umana, e non è in se un male. Il problema sorge
quando Un SOVRASISTEMA forza questa naturale attitudine degli esseri umani
per ottenere un proprio scopo, facendo appunto, dimenticare poi ciò che è
importante. Infatti l'uomo di Similau, era, si circondato da oggetti
superflui, e gadget di ogni genere, ma era anche un essere umano
perfettamente integrato col proprio ambiente, in un armonia ed equilibrio
perfetti. Lui si che poteva avere la certezza che dopo 50 anni avrebbe
trovato le stesse cose e gli stessi valori. Oggi c'è un caos pazzesco,non
si è certi più di nulla, è come se tutti fossimo impazziti e nessuno si
fida più dell' altro: L'umanità sta trasformando molta parte di se stessa
in merce, e ingranaggio. C'è una massima degli antichi che recita " Ciò che
viene fatto agli animali, prima o poi sarà fatto all' uomo", oggi
sfruttiamo all' inverosimile gli animali che mangiamo, che soffrono, e le
loro carni sono avvelenate quanto meno dalle tossine della loro breve e
straziante vita, ma questo non è niente al pensiero che un giorno faranno
questo anche alle masse umane, che al paragone Auchwitz apparirà una
favoletta per bambini. Sperando di sbagliarmi, mando i saluti all'autrice
di questo videopost.
FRANCESO GIULIANI
18 febbraio 2010 alle ore 14:16Nel mio carrello non c'è più nulla di tutto questo.
Niente yogurt che fa cagare, niente acqua che fa pisciare, niente dolci che fanno venire l'ictus o l'infarto.Non c'è nulla di tutto questo per scelta. Non c'è neppure carne italiana, latte della centrale della mia città, formaggi o salumi dogp, ne frutta o verdura biologica. Se c'è, c è mozzarella yugoslava, frutta e verdura spagnola o campana con diossina, latte a lunghissssima conservazione tedesco, carne rigorosamente francese. In italia le mucche si sono forse estinte? Ne formaggi ne salumi ne pesce di nessun tipo. Tutta roba che ha fatto in camion due volte il giro della terra.
E' la spesa del discount. Laspesa dei poveri che garntisce solo la perdita della salute.
L'ultimo bisogno comprimibile, comprimibile nella quantità, nella varietà e soprattutto nella qualità.
Io sono pronto quindi. Fammi sapere la località delll'appennino dove devo presentarmi per formare una nuova brigata di "banditen"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Daniele Galozz
18 febbraio 2010 alle ore 14:52Per ricollegarsi a quanto detto all'inizio del filmato riguardo il paragone decadenza = modo di alimentarsi e per parafrasare quello che diceva un grande persona come Ghandi.. direi che l'evoluzione di un popolo si vede da come tratta i suoi animali..
Nel video, che a mio parere tutti i telegiornali dovrebbero trasmettere ogni giorno, si nota inequivocabilmente come la nostra cultura, a parer mio la peggiore di tutte, sia tristemente priva di coscienza.
Brava Milena...
Giuseppe V.
18 febbraio 2010 alle ore 17:19Concordo.
Marina
18 febbraio 2010 alle ore 17:36Inoltre il video dice proprio l'opposto della lettera. Altro che brava..dice cose in netto contrasto con il video postato.
Corrado fg
18 febbraio 2010 alle ore 17:44"chi sei per giudicare", "guarda nel tuo carrello" , "inutile criticare, devi informare" "poveretti non sanno quello che fanno".... qualche fesso ci ha anche messo in mezzo i "grandi numeri"!
Cazzate.
Ogni giorno facciamo scelte. L'impegno per il futuro è farle oculate, alternative e responsabili anche se SCOMODISSIME.
Chiunque abbia risposto con le menate di cui sopra è uno di quelli con la kinder brioss nel carrello.
gabriele c.
18 febbraio 2010 alle ore 18:29una citazione intelligente da un film stupidissimo:"è stupefacente come si possa fare a meno dell'indispensabile quando si ha il superfluo"(Pitch black).
tutti dicono "ahinoi!"...vi dirò, a me sembra un motivo per mantenersi attaccati ad un briciolo di ottimismo:forse non è ancora troppo tardi, forse possiamo ancora cambiare la cose prima di ridurci completamente alla fame!
Luigi Vicenza
18 febbraio 2010 alle ore 18:31Condivido il contenuto di questo post.
alex akex
18 febbraio 2010 alle ore 18:41Siamo ( io no, e me ne vanto ) la generazione usa e getta,a molti succede e ce lo dice la tv, fare shopping allevia lo stress, non fa nulla che dopo 1 giorno ripiombi nella stessa apatia, ma almeno hai avuto un attimo di gioia, quanti di noi hanno sempre l'ultimo cellulare con milioni di funzioni inutili ( alla fine lo usiamo per telefonate e sms...) , quanti cambiano l'auto "perchè ormai ha 4 anni" ,questo modello ce lo consente e subdolamente ce lo impone ma in maniera molto furba, non ci si accorge delle necessità che ci vengono imposte.Ho percorso il cammino di Santiago 2 anni fa,arrivavo la sera distrutto ma trovavo un pasto caldo e un letto( a volte no...) per dormire,le uniche cose che mi servivavno e che mi rendevano felice.
meditate su quello di cui avete veramente bisogno.....saluti calorosi.
GIUSEPPE MISURACA
18 febbraio 2010 alle ore 18:46Hai pienamente ragione, la gente deve reimparare a comprare quello che é veramente utile e non indotto dalla pubblicità, l'ultima il "brodo già pronto" e quanto tempo ci vuole a mettere un dado nella pentola ?
manuela bellandi
18 febbraio 2010 alle ore 19:45problemi tecnici?
Marina
18 febbraio 2010 alle ore 21:00Solo un altro modo per dividerci in categorie. E lo conferma una che va ai mercati biologici tutti i mesi per fare la scorta. Invece di mettermi a sentenziare come voi cerco di farlo sapere e di coinvolgere altre persone. BLA BLA BLA quanto siete bravi e ecologicamente corretti voi.O Illuminati
francesco cavalieri
19 febbraio 2010 alle ore 01:30approvo. E' una guerra che dobbiamo tentare. E sapendo che non avremo il tempo di vincerla.
Andrea B.
22 febbraio 2010 alle ore 01:49magari fosse così la mia spesa... non dico che sono a pane e H2O, ma in 3 con 150 al mese ce la caviamo, anche meno a volte...