Anche la tazza dei baci Perugina è made in China. Ma neppure la Perugina è più italiana, fa parte infatti del gruppo Nestlè.
"A San Valentino la mia fidanzata (giusto per la cronaca: 31 anni, due lauree in Scienze Ambientali con 110 e Lode e niente lavoro!) mi regala un tubo di baci Perugina con allegata una piccola tazzina da caffè con un orsetto."Che carina! Grazie amore ti amo anche io!" Mentre per farla contenta mi gusto un caffè, guardo sotto l'etichetta e che trovo scritto? MADE IN CHINA! Ma cavolo, mi domando: un Paese dove l'industria non riesce ad essere competitiva manco per produrre una tazzina di caffè ma dove CAZZO FINIRA! MA CHE COS'E' IL MADE IN ITALY?ESISTE ANCORA? CHE VERGOGNA!" Dario Crocetta

La tazza dei baci Perugina
18 febbraio 2010 alle ore 22:20•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (38)
elia rizzuti
18 febbraio 2010 alle ore 22:39Ma quello e' cio' che ha fatto di FIAT LANCIA un CESSO?
alvisea fossa
18 febbraio 2010 alle ore 22:47CIAO BEPPE
LA FIAT NON E' ITALIANA,LA LANCIA E L'ALFA NON E' ITALIANA(LE FERRARI SONO PACCHIANE E LE LAMBORGHINI SONO TEDESCHE), E ADESSO PURE LA PERUGINA,IL MADE IN ITALY HA FATTO LA FINE DEL DODO,SI E' ESTINTA.....
ALVISE
sergio l.
18 febbraio 2010 alle ore 23:04Non vi preoccupate fra un po i cinesi acquisteranno l'italia intera per quattro soldi e rilanceranno il made in Italy.
Marco .
18 febbraio 2010 alle ore 23:49solo per cio' che romiti ha rovinato in fiat andrebbe zittito a suon di sberle . ora , ottuagenario piu' che mai viene a parlare di cosa ? ad insegnare cosa????
ma andate a....
Gordon Irving
19 febbraio 2010 alle ore 00:42Il punto non è quanto forte o debole possa essere un'economia, quanto bisogno possa avere di essere aiutata o rilanciata. Con la manodopera cinese non esiste una competizione, non costa niente. Finchè non si inseriranno de blocchi alle aziende per vie legali, gli imprenditori sceglieranno sempre la via del maggior lucro. Sono imprenditori.
Se una azienda italiana e vuoi produrre il Cina? Ok. Fallo. Ma poi qui in Italia non vendi.
Aieie Brazor
19 febbraio 2010 alle ore 09:27"Se una azienda italiana e vuoi produrre il Cina? Ok. Fallo. Ma poi qui in Italia non vendi."
Anche la mia prima reazione istintiva è quella del "protezionismo", sarei anche d'accordo con te, se non fosse che non bisogna dimenticarsi del rovescio della medaglia: le esportazioni.
Se si bloccano le importazioni dai paesi stranieri, probabilmente come ritorsione gli altri paesi bloccheranno a loro volta l'importazione dei nostri prodotti.
(oltretutto penso dovremmo uscire dagli accordi internazionali di libero scambio per fare una cosa del genere)
E il famoso "made in Italy" del quale andiamo tanto fieri? (anche se spesso è solo un'etichetta) Ci resterebbe tutto sul gobbone...
Vogliamo diventare un paese "autosufficiente" azzerando import/export? E se anche *volessimo* farlo, siamo effettivamente in grado di farlo?
basilio grabotti
19 febbraio 2010 alle ore 00:46E aspetta che la Cina inizi a produrre macchine su
larga scala.
Sai che pacchia per la Fiat e per l'ambiente???
Roberto Colombo
19 febbraio 2010 alle ore 00:57Provate ilsito www.taobao.com, l'eBay cinese.
Inserite il nome/il codice di un qualunque prodotto e vedrete che e' fatto in Cina...
Ragazzi.... svegliaaaaaaaaaaaaaaa.... TUTTO e' fatto in Cina. 30 anni fa era Made in Japan, 20 anni fa Made in Tawian/Korea, da 10 anni fa ad oggi Made in China. Ci svegliamo solo ora ????
Bisognava pensarci 30 anni fa, ora e' tardi...
PS: vivo in Cina e vedo con i miei occhi quello che sta accadendo qua!
Lorenzo M.
19 febbraio 2010 alle ore 02:2531 anni, due lauree in Scienze Ambientali con 110 e Lode, niente lavoro e butta i soldi in quell'inno al consumismo di S. Valentino?
ok l'italietta ma certe incazzature si possono evitare..
Godelpas Giuseppe
19 febbraio 2010 alle ore 07:22trentanni due lauree e continuate a regalarvi tazzette e baci come tredicenni in calore...
ma andate ad Amici o al Grande Fratello: è quello il target
;-)
enrico chiesa
19 febbraio 2010 alle ore 09:13ma visto che ha due lauree deve avere lavoro per forza?
inveche chi non è laureato può pure essere disoccupato?
mah sta gente non la capisco
Davide Cardinali
19 febbraio 2010 alle ore 11:54Forse non hai inteso correttamente quello che si voleva dire, il rimarcare il fatto di avere due lauree non significa che si deve avere un lavoro a discapito di chi non è laureato, ma semplicemente che neanche quelle danno la certezza del lavoro.
Vediamo di non intepretare male i posts e di non scontrarci tra chi ha la lauera e chi no, una geurra tra poveri è l'ultima cosa di cui abbiamo bisgono
Dario Crocetta
19 febbraio 2010 alle ore 09:18Ragazzi il problema non è tanto il bacio Perugina a S.Valentino ma l'incapacità del nostro sistema industriale di essere competitivo anche per prodotti così semplici..riflettiamoci!
Ah, comunque, se mi date del tredicenne ci siete quasi andati vicini: siamo insieme da tredici anni e ci vogliamo ancora più bene di quando eravamo ragazzini...
Paky M.
19 febbraio 2010 alle ore 09:48Io credo che sia ormai anacronistico parlare di "made in...". In un mondo globalizzato è ovvio che i paesi con più risorse umane (Cina, India, Stati Uniti, Russia, Brasile) sono quelli che emergeranno e che finiranno per produrre qualsiasi cosa. Perchè credete che abbiano fatto l'Unione Europea? Se ci va bene, forse, un domani, potremo accontentarci di un bollino made in Europe.
Claudio Basso
19 febbraio 2010 alle ore 10:18Avete notato che il video è un'altro di quelli con la disattivazzione dei commenti?
Evviva la democrazia di Assolombarda!
Rocco A.
19 febbraio 2010 alle ore 12:06io l'ho pubblicato sul mio profilio di facebook,chi vuole può commentarlo sul mio post andrea perciante
fabio martello
19 febbraio 2010 alle ore 10:22Nel centro di Roma la meravigliosa pizza italiana, di regola è prodotta in locali acquistati da cinesi ed affittati ad indiani; viene cucinata da cuochi marocchini, con farina dall'Ucraina, lievito tedesco, pomodoro cinese, olio tunisino e formaggio dell'est europa;
http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=13331
Va aggiunto che è servita a clienti giapponesi in vacanza da camerieri albanesi.
L'italiano al momento si vede solo la mattina, quando viene svuotato il cassonetto con i rifiuti del locale (lavoro precario ovviamente).
NEANCHE "IL TUBO" dei baci perugina è fatto con materie prime prodotte in italia, figurarsi il cioccolatino...
...e poi che ceppa ci sarà da festeggiare dico io!!!
Stefano De Pietro
19 febbraio 2010 alle ore 10:56Lo credo bene che sul filmato hanno disattivato i commenti: sarebbero stati concimati.
roberto benedetti
19 febbraio 2010 alle ore 11:07come non esiste il made in italy,noi abbiamo la più grande produzione,in campo mondiale, di malaffare publico di ottima qualità,certificata ISO vaffa,ti pare poco?
Franco D.
19 febbraio 2010 alle ore 11:09Comprare "made in Italy" è solo per allocchi.O acquisti prodotti artigianali che costano un occhio della testa o, se sono articoli prodotti su larga scala, vengono prodotti in Cina o in Romania ecc. e qui viene applicata l'etichetta per farli diventare italiani e essere venduti a 100 volte il prezzo di costo per arricchire i cosiddetti imprenditori che pur di continuare ad arricchirsi non ci pensano due volte a chiudere l'azienda e licenziare centinaia di persone........questa sì è un'esclusiva "Made in Italy".
Malcolm Lastoria
19 febbraio 2010 alle ore 11:33Beh, che ormai il "made in italy" sia rimasta solo una frase da apporre sui prodotti, per giustificarne il prezzo esagerato, è una triste realtà! Molto significativo, ed emblematico a mio parere, è il caso GEOX. Producono all'estero (Brasile, Cina, ecc.) una scarpa che poi vendono a 200 euro e per di più di scarsa qualità (geos, la scarpa che...fa passare l'acqua!!!). Provare per credere! Il web è pieno di gente che si lamenta a riguardo, ma nessuno è ancora riuscito a dare risalto a questa notizia. Sono anche disposto a metterci la faccia io in prima persona, per raccontare la mia "avventura" che, credetemi, è ai limiti del grottesco!
Malcolm
massimo p.
19 febbraio 2010 alle ore 14:43Ma scusatemi tanto, una scarpa che respira??? se fai dei buchi nelle suole è ovvio che entra l'acqua, lo sa bene Charlie Chaplin, sono capitalisti (persone che adorano il capitale, soldi, e farebbero di tutto per ottenerlo) e quindi mentono spudoratamente in tv "proteggendo" il made in italy mentre loro schiavizzano i cinesi, siamo noi i coglioni che ci caschiamo.
giovanni da penne
19 febbraio 2010 alle ore 12:48VOLEVO DARE IL MIO CONTRIBUTO:
HO UNA PICCOLA (SON SOLO DITEMI VOI SE LO è O NO!)ATTIVITà COMMERCIALE, è ARRIVATO UN CLIENTE CON UN PRODOTTO CHE LAVORO E CHE QUI SI VENDE SOLO MATERIALE A 200 EURO, LAVORATO A 250 EURO!
LA LAVORAZIONE CONSISTE NELL'INIETTARE UN SOFTWARE IN UN CHIP CHE POI INTERAGISCE CON UNA CENTRALINA, LETTERALMENTE DA IL CONSENSO AL FUNZIONAMENTO AUTORIZZATO DI UN CONGEGNO!
BE' IL CLIENTE MI CHIEDEVA DI PROGRAMMARE IL CHIP PAGANDO ANCHE CIFRE SUPERIORI A QUELLE DEL MERCATO ITALIANO PERCHè AVEVA ACQUISTATO IL CHIP IN INGHILTERRA, PAGANDOLO UN TRENTINA DI EURO! TRENTA CONTRO DUECENTO SETTE VOLTE, E NON CREDO CHE IN INGHILTERRA CI PERDANO, LA PRODUZIONE AVVIENE NELLO STESSO POSTO è L'IMPORTATORE CHE è DIVERSO, IMPORTATORE CHE IN ITALIA SI è RIFIUTATO DI LAVORARE IL CHIP CHE L'UTENTE SI ERA COMPRATO DA UN'ALTRA PARTE! MA COME WORLD WIDE E GARANZIA MONDIALE? CI STANNO PRENDENDO IN GIRO, IL FATTO DI LAVORARE FUORI UN PRODOTTO NON SOLO TI PERMETTE DI RISPARMIARE, MA ANCHE IMPEDISCE CHE QUALCUNO LAVORANDO IN QUELLA DITTA ACQUISISCA QUELLE CONOSCENZE CHE TI PERMETTONO DI METTERTI IN PROPRIO!
DOVRANNO RIMANERE SOLO I RICCHI, QUELLI VERI NON QUELLI CHE PUR COMPRANDOSI LA LAMBORGHINI LAVORANO 14 ORE AL GIORNO.
CHE SCHIFO
bruno siciliano
19 febbraio 2010 alle ore 13:22L'uomo è la causa dei propri mali e continuerà così finchè non se ne renderà conto. La tua ragazza ha doppia laurea con 110 e lode ma è lei il motivo per cui non ha lavoro: la dimostrazione è che compra Nestlè e Made in China. Se è così intellligente e sensibile, a parte che la stupidità di festeggiare una festa di marketing, perchè non spende un euro in più ( forse) e compra da un piccolo artigiano magari delle paste fresche, così guadagna la salute, guadagna l'economia locale, perde la multinazionale e la stupidità. Perchè l'uomo continua a riempire i supermegamercati pieni di marketing e idiozie? Perchè continua a mangiare carne, rovinandosi la salute, torturando e massacrando miliardi di esseri viventi come e migliori di noi, uccidendo il clima e l'ambiente naturale, poichè l'industria della carne inquina e surriscalda per il 24% mentre tutte le automobili di tutto il mondo solo il 13%, ma soprattutto perchè continua a mangiare carne se adesso sappiamo che la coltivazione di foraggio per l'industri del bestiame ( vìche poi viene torturato e ucciso) causa la povertà e fame di tutte le popolazioni ( bambini compresi ) di tutto il terzo mondo? Sono le singole scelte di ognuno di noi che cambiano il mondo. Svegliatevi. Informatevi.
gigi boi
19 febbraio 2010 alle ore 14:11straquoto.
massimo p.
19 febbraio 2010 alle ore 14:35quoto in pieno e vorrei aggiungere le deforestazioni per ottenere pascoli, comunque non è detto che chi studia sia anche intelligente.
Dario Crocetta
19 febbraio 2010 alle ore 15:03praticamente ti sei fatto l'idea di una persona in 3 righe!bravissimo!sei proprio un genio!
Davide B.
19 febbraio 2010 alle ore 13:45Attenzione però!!!
Visto che la sigla Made in China non garantisce certo qualità e soprattutto sicurezza, e i consumatori se ne stanno lentamente rendendo conto, da qualche tempo sempre più prodotti portano la scritta Made in PRC. Bene, PRC non è altro che l'abbreviazione di People's Republic of China, il nome ufficiale dello Stato cinese.
Quindi prestiamo attenzione, Made in PRC = Made in China
Giordano Lain
19 febbraio 2010 alle ore 13:48questi non sono imprenditori, sono investitori e come tali nemici degli imprenditori italiani, nemici del popolo italiano, nemici dell'italia. se non vengono fermati o neutralizzati sarà bancarotta per il nostro paese (sempre che non sia troppo tardi).
m.f.
19 febbraio 2010 alle ore 14:08Il Made in Italy è da molto tempo che non esiste più. Ce ne accorgiamo solo adesso perchè le fabbriche chiudono.
Comunque nemmeno il caffè è italiano, non penso che esista una sola pianta da caffè in Italia a parte quelle ornamentali (forse).
Ormai è tardi. Una volta quando c'era il lavoro,
nessuno lo voleva fare (mi ricordo slogan tipo: "soldi a noi e lavoro ai padroni").
I padroni si sono dimostrati tali e se ne sono andati portandosi dietro il lavoro che fanno fare ad altri.
Ci vorrà parecchio tempo prima che tutto totni come prima. Anche se ho dei seri dubbi.
Alfredo Ragonesi
19 febbraio 2010 alle ore 15:38Io non mi scandalizzo che la tazzina per il caffe sia prodotta in Cina, Filippine o Vietnam: secondo me, noi non dobbiamo e non possiamo competere con quelle nazioni in cui il mercato del lavoro è alla stregua di una produzione fatta con gli schiavi che lavorano 12 ore al giorno senza alcuna garanzia sindacale; dove invece dovremmo cercare di essere competitivi sono tutte quelle produzioni ad alto valore aggiunto. Per intenderci il nostro terreno di copetizione dovrebbe essere nella progettazione e realizzazione di una macchina innovativa che produca quella tazzina o studiare un nuovo materiale con cui realizzarla, materiale che magari trattenga il calore e/o risulti infrangibile. Insomma dovremmo essere in grado di competere nelle attività di ricerca ma, anche in questo settore continuiamo a perdere terreno e posti di lavoro (vedi come Nokia sta liquidando la sede di Cinisello Balsamo -MI-) e non potrebbe essere diversamente se ogni anno si tagliano i fondi per la scuola e la ricerca scientifica, se per ridurre i costi al ministero della PI si pensa a ridurre le ore di matematica lasciando quella di religione. E come possiamo sperare che le cose cambino se questo governo, come sembra probabile, verrà premiato alla prossima tornata elettorale anche grazie a quanti decideranno di astenersi? Come si fa a sperare in un futuro migliore se quelli che scelgono oggi sono gli stessi che ieri dopo la prima vittoria di berlusconi nel 1994 scendevano in piazza a festeggiare sventolando la bandiera del milan o lo avevano votato solo perchè cosi facendo non sarebbero state oscurate la telenovella in voga al momento o "OK il prezzo è quel che ti pare"? Come si fa ad aver fiducia e non dire "ma che popolo di merda"?
Massimo esposito
19 febbraio 2010 alle ore 15:53Quando i tassi di consumo e la diffusione della ricchezza saranno caduti abbastanza in basso in Italia, allora forse potremmo ritornare ad essere competitivi, e allora le parti saranno rovesciate, gli imprenditori di altri paesi verranno in Italia ad investire, e a dare lavoro perchè l'Italiano, ovvero i nostri pronipoti, saranno più competitivi del cinese oramai ingrassato nel benessere. I capitali inseguono il lavoro a basso costo, in una sorta di corrente che fa il giro del mondo, rendendo ciclicamente una nazione, prima ricca e poi povera, e poi ricca di nuovo. Anche se riconosco che probabilmente la Cina è una feroce dittatura, mi verrebbe da pensare che il Capitale insegue il lavoro a basso costo, ma soprattutto insegue un paese politicamente stabile e con leggi certe e perpetue, e questo oggi l'Italia non è in grado di garantirlo.
Inoltre questi imprenditoricchi Italiani, vanno all' estero solo per spremere qualche altro dividendo, prima di essere soppiantati completamente da imprenditori cinesi, che , per esempio acquistano camion della IVECO, solo per copiarne i progetti, e poi riprodurli sotto un marchio diverso, magari cinese. Anche costoro dal punto di vista imprenditoriale sono alla frutta, anzi all' ammazzacaffè. Ciò che mi dispiace , è che l'Italiano così come lo conoscevamo è una specie in estinzione, e ci dovranno tutelare come il panda, perchè l'Italiano alla fine rispetto a tanti altri popoli, è proprio grazioso! Candidabile come patrimonio dell' UNESCO!
Franco D.
19 febbraio 2010 alle ore 15:57Sarà una cazzata ma io e la mia compagna già da qualche anno non festeggiamo San Valentino, proprio per non incrementare il consumismo. Abbiamo deciso che il nostro "S.Valentino" è il 27 febbraio, San Leandro (una data presa a caso sul calendario) e l'abbiamo chiamata: "Festa di Noi". Vaffanc.S.Valentino (non il santo che non mi ha fatto niente ma il sistema commerciale),i baci perugina,la medaglia dell'amore e chi più ne ha più ne metta. Ah, dimenticavo i fiorai....!!!!!
Fabio Nardocci
19 febbraio 2010 alle ore 17:36Perfino i bigletti di auguri sono stampati in CINA. Non ho parole.
Fabio
antonio d.
19 febbraio 2010 alle ore 19:311816 & C. viaggiano in Audi, pagate e mantenute da NOI.
Andrea B.
22 febbraio 2010 alle ore 01:34ormai alla perugina restano solo i documentari luce sulla sua italianicità, per il resto, ora è tutto made in cina... ma porkazz.. siamo una succursale della cina, siamo il loro negozio ...loro fanno, noi vendiamo. Vendiamo.. ma a chi, fra poco, anzi non tanto fra poco, ma ora, a campare senza rubare, "la se dura!"
Jack Jack
22 febbraio 2010 alle ore 13:10Il problema non è "l'industria non riesce ad essere competitiva manco per produrre una tazzina di caffè"... è IMPOSSIBILE per l'industria italiana produrre un oggetto competitivo a quello cinese... l'Italia ce la mette tutta, ma se la competizione con l'oriente è sleale, la colpa non è delle aziende italiane, bensì della politica economica
michela ottaviano
29 ottobre 2010 alle ore 08:26Vorrei sapere chi controlla i medici di base? es. medici di base che danno urgenza su analisi (colonscopia/gastroscopia/scintografia/etc) a persone che non hanno bisogno di "urgenza" ma che approffittano Asl per non pagare.. è possibile che ci siano ancora medici di base che prescrivono analisi ed esami specialistici a "comando" dell'assistito
Mi sembra quantomeno scorretto in primis per le persone che realmente sono malate e nei confronti della società che foraggiamo i falsi malati
