
Forza Islanda!
7 gennaio 2010 alle ore 22:56•di MoVimento 5 Stelle
"La Costituzione islandese è basata sul principio fondamentale che il popolo è sovrano. E' responsabilità del presidente far sì che la volontà del popolo prevalga". L'affermazione è di Olafur Ragnar Grimsson, presidente dell'Islanda, che ha rifiutato di firmare la legge che prevede quattro miliardi di euro di compensazione al Regno Unito e all'Olanda, tra gli altri Paesi, per il fallimento della banca Landsbanki e la conseguente perdita dei depositi detti Icesave di clienti europei. Il prossimo 20 febbraio si terrà un referendum promosso da 60.000 islandesi. Toccherà ai cittadini decidere se ripianare il debito della banca attraverso le tasse. Quasi certamente gli islandesi voteranno no alla legge e si vedranno così negato l'ingresso nella UE per ritorsione. Gli islandesi affermano un principio: i cittadini non possono accollarsi il debito delle banche. Lo Stato è pubblico e la banca è un istituto privato. Forza Islanda!
Commenti (94)
alvisea fossa
7 gennaio 2010 alle ore 23:22CIAO BEPPE,
FUNARI, GIANFRANCO FUNARI DICEVA MA CHE CA... CI FACCIAMO IN EUROPA?
ECCO AL RISPOSTA PER LE BANCHE E L'EURO. FACCIAMO ANCHE NOI AL STESSA COSA CHE HA FATTO L'ISLANDA,LE BANCHE SONO UN ISTITUTO PRIVATO E LO STATO E' UN ALTRA COSA E DATO CHE DECIDE CHE NON LE DEVE PAGARE, NON CI PAGARE IL DEBITO ALLE BANCHE,A TUTTI DEL BLOG SEGUIAMO L'ESEMPIO DELL'ISLANDA
ALVISE
Gianluigi F.
7 gennaio 2010 alle ore 23:59Anche io dico Forza Islanda.
Il popolo è sovrano e decide in autonomia del proprio destino, l'Islanda ha sfidato il sistema bancario internazionale. Da piccoli popoli fieri e determinati sono spesso nate le più grandi rivoluzioni. Forza Islanda
Siro Ciotti
8 gennaio 2010 alle ore 00:16Ah si sta parlando dell'Islanda. Per un attimo ho pensato che si trattasse dell'Italia. Mi ero spaventato.
Giuseppe 2 Di Pierri
8 gennaio 2010 alle ore 01:18La prima vera unione europea si è fatta al mero scopo di unificare il sistema monetario e quindi aumentare il potere esercitato dalle banche centrali sui cittadini, senza che questi possano minimamente influenzarne le sui importanti decisioni.
L'ISLANDA sta remando contro il potere delle banche.
Bravi!
Tanto di cappello per la democrazia islandese.
andrea g.
8 gennaio 2010 alle ore 01:37Ben fatto, forza Islanda, la democrazia dovreb'essere questa, e mi sembraun ottimo esempio del "loro" capo di stato.
orfeo nitrebla
8 gennaio 2010 alle ore 01:53PERCHE' IL POPOLO POSSA ESSERE SOVRANO.
DOBBIAMO AVERE IL REFERENDUM LEGISLATIVO.
COME LA SVIZZERA,L'ISLANDA ECC.
NO' FASULLO COME QUELLO ITALIANO.
PURTROPPO,DALLA COSIDETTA LIBERAZIONE, NON O' MAI SENTITO UN POLITICO
A NOMINARLO. MARCO CALI' DIREBBE CHE E' PIU'
FACILE TROVARE L'AGO SUL PAGLIAIO.
CIAO A TUTTI*ORFEO*
Bruno BASSI
8 gennaio 2010 alle ore 02:39In italilia pure il fascismo di mussolini affermo (codice civile e penale) che l'interesse pubblico doveva prevalere sempre su quello privato perciò non si tratta di un principio che proviene solamente dalle ideologie comuniste.
Mi odmando allora se quella italiana è una destra perché se non è una destra che cosa è?
davide lak (davlak)
8 gennaio 2010 alle ore 06:38tutto avviene perchè in ISLANDA il lavaggio del cervello alla gente non gliel'hanno potuto fare a mezzo TV.
lì ragionano ancora con la logica: banca privata? sò cazzi tua!
davide lak (davlak)
8 gennaio 2010 alle ore 06:44dimenticavo
http://www.youtube.com/watch?v=QLQV5hrxy48&feature=related
guardate anche gli altri video correlati, che descrivono la risposta degli islandesi (che vi ricordo sono pochissimi) ai bastardi della multinazionale ALCOA che in combutta con la italica IMPREGILO a iniziato la davastazione del territorio islandese nel 2000 ... l'IMPREGILO si dotò persino di un ESERCITO PRIVATO per soffocare le proteste.
maiali.
Giovanni Galbusera
8 gennaio 2010 alle ore 07:46ciao
bella questa
la finanza europea li ha fatti fallire e loro devo rimborsare la finanza europea...
mi sa che ho sbagliato mestiere.
Uno dei tanti
8 gennaio 2010 alle ore 07:59Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbe meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
> Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
> Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
> Ammiratore della forza, venale,corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."
>
> Elsa Morante. 1945 a proposito di Mussolini
petti isabella
8 gennaio 2010 alle ore 08:46la storia si ripete... popolo immaturo.
Silvano De Lazzari
11 gennaio 2010 alle ore 00:00Ti ringrazio perché mi hai fatto conoscere una pagina che non avevo letto prima: è davvero impressionante l'analogia con l'oggi. Poveri italianuzzi, passano i decenni, invano.
s sego
8 gennaio 2010 alle ore 08:24Io in Islanda sono stato...
grande nazione e grande popolo.
Pensate che la sera il 90% della popolazione legge dei libri.
Sì, libri...sono dei parallelepipedi di carta che servono per farsi una CULTURA.
No, non è vero che non serve a nulla: per esempio a non farsi fregare in situazioni come questa!
Forza grande popolo vichingo!
Fran Cesco
8 gennaio 2010 alle ore 09:04L'islanda... grande popolo, sapete? usano la loro lingua in tutto, non importano parole dall'inglese nemmeno per dire "computer" o "class action". Eppure sono acculturati, onesti e rispettosi. Un esempio, non come noi, che non conosciamo l'inglese ma usiamo parole a casaccio pronunciandole ed usandole male -- e per non farci capire.
Se a questo aggiungiamo che sono in democrazia, più dell'Italia (ma questo è scontato, tranne forse in qualche paese africano ma ho dei dubbi) o meglio più di molti paesi d'Europa...
Continuate così!
Luca Moghini
8 gennaio 2010 alle ore 09:16RIcordatevi: con il Trattato di Lisbona le nazioni facenti parte dell'UE hanno perso ogni sovranità nazionale!
Forza Islanda, non sei sola.
Uno svizzero.
Alina F.
8 gennaio 2010 alle ore 10:51Il Trattato è stato ratificato da tutti gli Stati firmatari, esclusivamente per via parlamentare. Solo l'Irlanda ha tenuto due referenda nel rispetto di una decisione del 1987 della propria Corte suprema. E nonostante sia stabilito nella legge fondamentale tedesca che : "Il potere dello Stato emana dal popolo" (articolo 20 comma 2 frase 1GG) la Germania si è comportata come gli altri stati.Contrariamente alla Legge fondamentale, si evitò un referendum su Lisbona perchè il governo sa molto bene che la maggioranza dei cittadini avrebbero votato contro questo trattato.
Solo un "popolo europeo" potrebbe legittimare la Costituzione ma in realtà un "popolo europeo" non esiste.
Vito Muntianese
9 gennaio 2010 alle ore 12:21Hanno fatto la scelta giusta solo con questo referendum perchè quando si trattava del referendum del trattato di lisbona ce l'hanno messa in quel posto a tutti. Quindi altro che forza Irlanda, il peggio deve ancora venire...
Marco Ranieri
8 gennaio 2010 alle ore 09:52Beppe,
sono contentissimo di quanto riporti sul tuo sito in merito all'Islanda, che condivido al 1000%. Ho anche visto il tuo video sull'acqua(sono del ramo da 25 anni...) e condivido anche quello, ma ho delle perplessità sul cosa fare per arginare i disastri e sistemare il problema. Mi farebbe piacere incontrarte te (o chi per te) per parlare della cosa. Pensi sia possibile? In caso fammelo sapere. Intanto corro ad iscrivermi al tuo movimento.
Un abbraccio,
Marco
g.m.
8 gennaio 2010 alle ore 09:55Ciao Beppe,a proposito di tasse.In Italia,la TARSU,tassa della NETTEZZA URBANA.Voglio riferirti di persone disoccupate sollecitate dal Sindaco a pagare la tassa TARSU.Voglio ricordarti,che si paga in base ai metri cubi di una casa.Cosa impossibile,per queste persone disoccupate,che hanno ereditato una casa grande dei loro padri,e sono costretti a pagare,perchè vivono lì.Per chi è disoccupato sono troppi i soldi da pagare,dove li trovano?Non riescono nemmeno a mangiare ogni giorno,infatti li aiutano i parenti.Mentre ci sono persone,che lavorano tutti in famiglia,per esempio:i vicini di questi miei conoscenti e pagano poco,perchè hanno la casa più piccola.E' assurdo e VERGOGNOSO,che si paghi in base alla casa.La spazzatura la fa' la gente,non la casa.Perciò i vicini,che hanno un lavoro,dovrebbero pagare di più e invece no,le leggi vanno sempre contro le persone più deboli.Beppe fai qualcosa,fai che si cambi questa brutta tassa e legge.
Fabio Renka
8 gennaio 2010 alle ore 18:32Non è così semplice.. io mio dentista che ha una casa megagalattica, dichiara al fisco due lire e ha sempre tutte le agevolazioni (asilo, ticket, etc...) Almeno la Tarsu gli tocca pagarla!!!
Mauro B. Mistretta
8 gennaio 2010 alle ore 10:10Forza Islanda manco per niente !
Un Paese può essere democratico e giusto quanto ti pare, ma se continua a cacciare le balene allora a mio modestissimo avviso, non è un Paese civile.
ABBASSO L'ISLANDA, LA NORVEGIA, il GIAPPONE e il CANADA !!!!!
orfeo nitrebla
8 gennaio 2010 alle ore 10:50bravo!!! le balene ai nel cuore.
no' i quindicimila morti di fame tutti di giorni.
vergognatevi!
orfeo nitrebla
8 gennaio 2010 alle ore 10:55ma voi casa avete al posto del cuore?
vi fanno pena le balene. e non i quindicimila
persone che ogni giorno, muoino di fame!
ravvedetevi....e....vergognatevi!
Bruno BASSI
8 gennaio 2010 alle ore 11:24na i pollli d'allevamento e i maiali e i tacchini e tutto non li magni stronzo?
dario kimso
8 gennaio 2010 alle ore 12:241) Non c'e' bisogno di insultare.
2) Potrebbe essere vegetariano o vegano e tu non lo sai.
3) Cosa c'entrano le persone che muoiono di fame? secondo voi la carne di balena e' a basso prezzo? o viene venduta nei piu costosi ristoranti sushi?
4) Chi mangia carne dovrebbe vergognarsi e ravvedersi, e magari informarsi: http://altocasertano.wordpress.com/2009/04/26/scandalo-fame-nel-mondo-e-metodi-per-combatterla/
dove si cita: Ecocidio di Rifkin
Certe volte mi sembrate veramente ignoranti (non informati) e iracondi, il dialogo non esiste solo insulti e prese di posizione, evviva l'italia...
marco martoriati
9 gennaio 2010 alle ore 10:10Caro fratello,
vivo in Australia da 16nni, e ce ne sono state di battaglie su questa materia...(vedi l'ultimo evento d'un paio di giorni fa, lo scafo di GreenPeace,Lady Gil e' stata speronata ed affondata nel tentativo di fermare la baleniera giapponese).
Credimi,la pensavo come te e forse ero anche piu' incazzato; fino a quando mi sono ricordato che nei miei viaggi ero stato sia in Canada,Norvegia e
Giappone(paesi che hai menzionato tra l'altro bellissimi)...ed ho cominciato ha mettermi nelle loro scarpe.
Ti premetto che sono vegetariano ed ovvio nn mangio balene;ma se eravamo nati in uno di questi paesi(io e te)...sicuramente eravamo cresciuti e condizionati dalle loro culture. Come le abbiamo noi certe tradizioni e culture,loro hanno le proprie. Certo, e' facile giudicare dal di fuori che nn sappiamo assolutamente nulla delle loro culture...in fondo, ti assicuro anche loro hanno molto da lamentarsi sui di noi Italiani e del modo come siamo sia a casa nostra che in giro per il mondo.
Come vedi, anche tu sei caduto nelle stessa trappola, credo che avresti dovuto solo commentare sulla materia in oggetto...
In merito,spero solo che al piu' presto si arrivera' ad un accordo senza speculazioni da entrambi le parti.
Loro cacciarenno balene per la sola necessita'(utopia)...e noi cercheremo di nn fare piu'guerre...intendo, quelle degli altri(un'altra utopia)!
Caro fratello,
piuttosto,concentrati nel farci sentire ancora orgogliosi d'essere Italiani...all'estero!
I migliori auguri per il nuovo anno.
Ciao.
marco
Alina F.
8 gennaio 2010 alle ore 10:29L'Islanda non è nell'UE.
Per i suoi cittadini ha ancora valore l'esercizio democratico esercitato con i referenda.
Quanti esempi vogliamo ancora per renderci conto che per noi non è la stessa cosa?
Quanto tempo dovrà ancora passare prima che capiamo che cos'è l'UE?
Ciao ciao.
MARCO DE MARTINO
8 gennaio 2010 alle ore 10:36non sono troppo d'accordo. quando l'economia funzionava gli islandesi hanno avuto, grazie alle banche, uno sviluppo economico impressionante, tutti potevano tutto, tutti studiavano all'estero, viaggiavano avevano i SUV in ogni famiglia. Con la crisi, provocata anche dalle loro banche, non è che lo stato decide di non rilevare in blocco i debiti di queste, ma rileva solo quelli nei confronti dei propri cittadini..., ma per far entrare le banche nel giro economico, avrà firmato dei trattati, con clausole di assicurazione reciproca... se non le rispetta, è ovvio che, quantomeno, non ci si fida più. il discorso sarebbe stato giusto se lo stato non avesse garantito nulla e, eventualmente, avesse varato dei programmi per l'assistenza sociale di chi aveva perso i suoi risparmi nella crisi delle banche.
massimo p.
8 gennaio 2010 alle ore 11:10Un conto sono i prestiti alle aziende del posto, che presumo abbiano restitiuto, un conto sono gli pseudo investimenti che altre banche straniere cercavano di arraffare in quel paese, ti ricordo che anche noi siamo pieni di SUV ma abbiamo un'economia di merda (come le banche d'altronde)dove se io non sbaglio mi tocca pagare lo stesso, se un banchiere sbaglia, paghi lui, se un politico mi indebita, paghi lui ecc. in questa economia confusionaria ( a livello mondiale) le banche devono mettersi in testa che ci sono rischi anche per loro, quindi prenderlo nel culo è bidirezzionale.
Marco R.
8 gennaio 2010 alle ore 12:10Non conosco moltissimo della vicenda islandese, ma mi sembra di capire che i debiti "manlevati" dalle banche olandesi e inglesi erano unicamente quelli che la banca islandese aveva maturato verso cittadini inglesi ed olandesi, rispettivamente.Di risposta il governo isalndese, senza consultare i suoi cittadini, si è impegnato a restituire quei soldi in mi sembra 30 anni. Le banche straniere in altri termini non hanno sanato (come è giusto) alcun debito della famiglie islandesi, che al contrario hanno subito per intero gli effetti di quel default. Se così fosse, non mi meraviglierei che i cittadini islandesi abbiano qualcosa da dire verso chi ha decretato di ripianare quei debiti senza consultarli. Quindi ancora forza islanda. E chi se ne frega dell'Europa.
Giambattista Di Donna
8 gennaio 2010 alle ore 16:29Sono d'accordo solo sulla prima parte.
Se cittadini britannici e dei paesi bassi sono creditori di depositi Icesave della banca islandese, non toccava certo all'Islanda provvedere ad assicurare tali creditori!
Supponiamo che una banca online staniera ed operante in Italia fallisca. Non è lo stato di appartenenza della banca a dover provvedere ad un fondo assicurativo, ma pittosto è lo stato italiano che costringe le banche operanti sul nostro territorio a partecipare al fondo assicurativo interbancario.
Quindi nella fattispecie tocca a Regno Unito e Olanda "tranquillizzare" i propri cittadini creditori di fondi icesave.
Ivan Solinas
8 gennaio 2010 alle ore 11:06Davvero forza Islanda.... Chissà perché quando fanno utili le banche non si fanno mai vedere, quando fanno perdite invece allora i cittadini si devono frugare le tasche.
g.m.
8 gennaio 2010 alle ore 11:24Mi riaggancio al mio commento di prima.Le tasse della TARSU bisognerebbe pagarle in base al reddito e al nucleo familiare,non in base ai metri quadrati.BEPPE fai qualcosa per cambiare questa legge e questa tassa o i più deboli,saranno sopraffatti dalle tasse!!!
Emanuele E.
8 gennaio 2010 alle ore 11:39Sono stata in Islanda a Maggio e ho un'amica che vive li da circa tre anni. Lei è spagnola e da qualche mese ha avuto il suo primo figlio. Ha vissuto il crollo economico ed è stata testimone di non poche perdite di denaro che hanno colpito alcuni suoi colleghi e amici. A tutt'oggi, anche se il suo paese d'adozione ha subito un colpo così grande, l'ultimo pensiero che ha è di tornare in Spagna. Consapevole di ciò che è accaduto in Islanda si sente protetta da uno stato che è presente soprattutto in questo momento di difficoltà. L'Islanda è grande paese e la sua gente affronta la crisi con una dignità sconvolgente, si sente tutelata e soprattutto non abbandonata. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se la stessa cosa fosse successa in Italia.
Paola
alessandro b.
8 gennaio 2010 alle ore 15:28cara paola, non sarebbe successo nulla, come infatti non è successo. nel senso che le nostre banche, non avendo speculato spericolatamente sui derivati come quelle islandesi non sono fallite. finchè la finanza creativa ha retto l'islanda era il paese con maggior spesa pro capite in europa ora.... stiano serenamente isolati, non ripaghino il debito e buona fortuna : intanto, come tu citi, molti cittadini hanno già subito notevoli perdite economiche PERSONALI ( cosa non successa in italia ) ed il bello deve ancora venire. vedremo se quando l'economia sarà al crollo saranno ancora così felici della loro autodeterminazione. il problema non è e non è mai stato l'euro, l'europa e via dicendo. si tratta di semplice DISONESTA'. tutto qui. ad esempio non sono i fondi di investimento il problema ma il fatto che l'incentivazione dei manager è sul capitale raccolto e non sul risultato, ad esempio. basta con questo mito dell'indipendenza : i meccanismi sociali comunitari sonoil fondamento della civiltà da millenni. peccato che l'essere onesti goda di meno credito....
p.s. : non che abbia molto a che vedere con il tema ma il fallimento di uno stato cacciatore di balene, in fondo in fondo, anche a me lascia meno turbato di altri fatti...
Jonathan B.
8 gennaio 2010 alle ore 11:40IO DIREI CHE BEPPE STA GIA4 FACENTO MOLTO!
BASTA CON STI BEPPE FA' QUALCOSA! BEPPE AIUTACI TU!
BASTA BASTA BASTA!!!
MA ASCOLTATE QUELLO CHE DICE BEPPE O NO?
FATE QUALCOSA VOI! PORTIAMO UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE ANCHE NOI!
SATURIAMO IL GOVERNO DI LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE!
QUANTA ROBA VI STA SUL CAXXO IN QUESTO GOVERNO?
AVETE FACEBOOK O NO?
CONTATTATEMI IO SONO DISPONIBILE PER FIRMARE UNA LEGGE E HO 10 AMICI UGUALI A ME PIU' LA MIA FAMIGLIA E TU? NON HAI 10 AMICI PIU' LA TUA FAMIGLIA?
johnnyb_@hotmail.fr
laura.l.
8 gennaio 2010 alle ore 11:59Sarebbe bello andare a vivere in Islanda se non facesse così freddo!!!!!!
Wandel Thoreau
8 gennaio 2010 alle ore 13:48Lì il freddo è molto secco e piacevole,non è un problema, parola di un freddoloso.
Panino A.
8 gennaio 2010 alle ore 13:11che invidia quando sento queste cose ,generalmente l'invidia è un sentimento che non provo mai,poi forse quel no al referendum lo pagano ,ma nel tempo si vedrà chi aveva ragione ,in quel posto le banche ci penseranno due volte prima di fare le loro merdate
giuseppe f.
8 gennaio 2010 alle ore 13:13forza islanda!!!
massimo orru (lianu)
8 gennaio 2010 alle ore 13:17in Islanda sono avanti anni luce rispetto a noi...
Paul R.
8 gennaio 2010 alle ore 13:28italiano medio:
sei una merda.
impara dagli islandesi.
impara dai tedeschi.
impara dagli austriaci.
impara dagli SVEDESI!
impara dagli svizzeri!
tutti questi popoli non sono migliori di noi.
Ma ciascuno di loro ha qualcosa da insegnarci.
E reciproco: anche loro avrebbero qualcosa da imparare da noi....
ma se noi abbiamo una classe politica come l'attuale, significa che siamo stati condizionati pesantemente dai media di regime.
Senza rendercene conto.
Ahimè.
sergio lion
8 gennaio 2010 alle ore 13:36il presidente dell'Islanda che si è rifiutato di firmare questa legge vergognosa, SA che questo portera la conseguenza di vedersi rifiutare l ingresso nella UE.
Bisognerebbe portare queto esempio a Morfeo, per vedere se lui avrebbe firmato anche una cosa del genere.
Ma c'è anche da pensare che la UE sia messa molto peggio dell'Islanda... e che gli Islandesi preferiscano il loro debito, piuttosto che andarsi a infognare con un debito piu grosso....mah...comunque forza Grillo, e schifiamo schifani !!!
Luca Brischetto
8 gennaio 2010 alle ore 13:50Evidentemente il Presidente dell' Islanda non ha messo a capo della "Mediobanca" Islandese sua figlia e lui ed i suoi uomini di governano non hanno interessi personali e non intrallazzano con gli istituti bancari del loro paese.
Strano che il TG1, o il TG4 non abbiamo dato questa interessante ed illuminante notizia, però......
sergio lion (ser72)
8 gennaio 2010 alle ore 13:59Bene ha fatto il presidente Islandese a non firmare questa legge vergognosa.....bisognerebbe farlo sapere a Morfeo che invece firma tutto.
Non firmando, sicuramente le oligarchie bancarie della UE impediranno l'ingresso dell'islanda nel carrozzone europeo.
Ma io mi domando...sarà forse che gli islandesi preferiscono IL LORO DEBITO piuttosto che IL DEBITO EUROPEO??? loro queste informazioni le hanno.... magari non vogliono subire anche loro il debito dei greci. Grillo avanti cosi! ognuno vale uno, Schifiamo schifani e consigliamogli per le ferie l'anno prossimo una escursione SOPRA un GEISER islandese. Lui e lo psiconano INSIEME!!!!
Obbie D.
8 gennaio 2010 alle ore 14:39Non sono d'accordo, prima, quando le banche andavano bene, elargivano denaro alla popolazione, dividevano i loro guadagni con il popolo islandese, alla fine dell'anno si ripartivano i guadagni e si faceva una grande festa, quindi ora è giusto che siano loro a dare alle banche visto che sono in difficolta!
Ah non era così?
Le banche non dividevano con la popolazione?
E allora adesso cosa vogliono???!!!
Gigi L
8 gennaio 2010 alle ore 14:43Si certo il popolo è sovrano tranne che dei soldi.
Informatevi sul signoraggio e su come nasce la moneta. scommetto che quasi nessuno di voi lo sa.
LA SOVRANITA' MONETARIA E' IL PUNTO NUMERO UNO DA OTTENERE
antonio d.
8 gennaio 2010 alle ore 15:33In Itaglia, i debiti sono pubblici, mentre gli utili, sono privati ed esportabili esentasse.
Poi,possono essere rimpatriati in piccolissime quantità con un'aliquota del 5%, consentendo l'anonimato e la cancellazione del reato, così che rimangono puliti anche gli utili esportati e rimasti stabilmente all'estero.
Se poi consideriamo che, l' 80% delle entrate fiscali derivano da lavoro dipendente, si evince che, quando il governo concede aiuti di stato alle banche e compensi favolosi ai suoi menagers e poltronadotati, per l'80% sono soldi nostri.
Non ci resta che attendere che, impossesatisi del TFR dei lavoratori, si arricchiscano ulteriormente con speculazioni folli.
Tanto, poi se le cose vanno male, non sono mica soldi loro.
Ed a coloro che subentreranno, non rimarrà che aprire le braccia come cristo e dirci:
Bambole, non c'è una lira (un euro).
Giambattista Di Donna
8 gennaio 2010 alle ore 15:39A proposito di Europa...
Se il referendum in Islanda boccerà la cosiddetta legge Icesave "inevitabilmente ci sarà un rallentamento nel processo di adesione all'Unione Europea": lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, presidente di turno dei ministri degli Esteri della Ue.
Altro che globalizzazione politica... che nostalgia per i comuni e le città-stato.
rolla lorenzo
8 gennaio 2010 alle ore 16:55Credo che non dobbiamo compiangere gli amici islandesi se resteranno fuori dalla UE. Poco più di trecentomila persone (un quarto di Milano!) non cambiano la nostra vita... di europei. Quello che mi importa è che i debiti vadano onorati... sempre! (I bond argentini, ricordate!). Certo che la prospettiva di avere in tasca una moneta (la corona islandese) che ai valori attuali vale poco più di cinque centesimi non dev'essere esaltante... soprattutto se aspiri ad un alto tenore di vita, com'era qualche anno fa...
Luigi Di Pasquale
8 gennaio 2010 alle ore 16:58QUESTA E' VERA DEMOCRAZIA!
W ISLANDA! VERO ESEMPIO NEL MONDO!!!
L'ITALIA RIUSCIRA' MAI AD ESSERE COSì??
Alex drastico
9 gennaio 2010 alle ore 07:39L'Italia e' una nazione di merda
VALTEB
9 gennaio 2010 alle ore 11:19NO , purtroppo !!
Stefano A.
8 gennaio 2010 alle ore 17:07Ho la colonna sonora del movimento:
" Eh forza Islaaandaaa
siamo tantissimiiiii
Forza Islaaaandaaaaa
ognuno vale unooooo
Forza Islandaaaaaa
le banche affaunculooooo
Come inizio non c'e' male
alessandro c.
8 gennaio 2010 alle ore 17:49Se un altro paio di Paesi seguirà l'esempio dell'Islanda, l'Europa dei banchieri fallirà e l'Italia riacquisterà la sovranità monetaria.
Ritengo la cosa molto probabile, dato il numero dei Paesi, come quasi tutti quelli dell'Est, la Grecia, l'Irlanda, la Spagna e l'Italia, che stanno percorrendo questa via.
GIUSEPPE MISURACA
8 gennaio 2010 alle ore 18:13Se il popolo é sovrano, la decisione spetta al popolo, la banca era privata? cosa c'entrano allora i cittadini Islandesi. Non entrerà in Europa? E allora? Penso che sopravviveranno lo stesso!
patrizia l.
8 gennaio 2010 alle ore 18:14BRAVISSIMO ISLANDESI, COSI' SI FA, TUTTI GLI ALTRI DOVRANNO PRIMA O POI PRENDERNE L'ESEMPIO, LE BANCHE DEVONO CHIUDERE, LE BANCHE PER COSI' COME SONO DEVONO SPARIRE DALLA FACCIA DEL MONDO!
Domenico De Palma
8 gennaio 2010 alle ore 18:19Sono già 5-10 anni che l'Islanda ci ha superato. In tutto!!
Plinio Il VECCHIO
8 gennaio 2010 alle ore 19:24QUANDO TORNA MOLTO UTILE IL FUNZIONAMENTO DELLA NAZIONALITÀ
Anche la Costituzione italiana è basata sul principio (senz'altro non tanto fondamentale)
"che la sovranità appartiene al Popolo" (Art. 1), ma in una nazione dove vige il sistema produttivo capitalistico (praticamente in tutto il mondo e anche se socialistizzante) la sovranità del popolo resta una pura e semplice utopia (per non affermare: una mera contraddizione!).
Bisognerebbe chiedere e chiedersi se Olafur Ragnar Grimsson, presidente dell'Islanda, avrebbe usato lo stesso comportamento e avrebbe preso le stesse decisioni verso quei cittadini islandesi che eventualmente sono stati danneggiati dal fallimento della Landsbanki visto che, ad essere danneggiati, da quello che si sostiene in questo blog, sono stati i "clienti europei".
Così il prossimo 20 febbraio 60.000 islandesi decideranno, con un referendum, se ripianare oppure no, attraverso le tasse, il debito della banca (islandese), pur se si giocano con questo "isolazionismo" l'ingresso, per ritorsione, nella UE.
Si afferma in questo commento, che molto probabilmente essi voteranno no, secondo "il principio" che "i cittadini non possono accollarsi il debito delle banche", perché (e non soltanto secondo loro) "Lo Stato è pubblico e la banca è un istituto privato". (Come se non esistesse la Banca d'Islanda o la Banca d'Italia!)
Nel sistema socio-economico capitalistico lo Stato non è pubblico tanto quanto la sovranità non appartiene al popolo, ma alla classe dominante (quella che decide della sorte dei cittadini-lavoratori) e di questo, e una volte per tutte (sarebbe troppo bello se fosse vero), i cittadini di tutto il mondo dovrebbero esserne coscienti!
Da quando si è scoperta questa verità sono passati molti anni, ma i cittadini, continuano a credere che lo Stato appartenga loro, come la sovranità, e continuano a vivere in questa pia illusione: vuoi per ignoranza, vuoi per dabbenaggine. E gli islandesi sono
in "buona" compagnia!
sandro m.
8 gennaio 2010 alle ore 20:46Forza Islanda SI'
Forza Italia NO !
Luigi Vicenza
8 gennaio 2010 alle ore 22:02E' una vicenda da seguire con interesse.
luca rachello
8 gennaio 2010 alle ore 22:15l'articolo 75 della costituzione dice che non possono essere usati referendum abrogativi per leggi tributarie quindi dovremmo cambiare la costituzione............
carmelo spano'
9 gennaio 2010 alle ore 01:44leggi tributarie ORDINARIE, questa e' una situazione DI CRISI STRAORDINARIA.
caterina locci
9 gennaio 2010 alle ore 11:35Qual è il problema? Basta rivolgersi alla persona giusta...
Lui dice che andrà avanti lo stesso, qualsiasi sia la reazione del popolo...o di una pseudoopposizione.
Emanuele Cerri ()
9 gennaio 2010 alle ore 00:18M'Associo all' Islanda
Mi dissocio da una banca centrale europea
Non eletta da me.
Voglio e pretendo regole Chiare su chi gestisce il mio danaro.
Alex drastico
9 gennaio 2010 alle ore 07:45L'italia e' una nazione di merda
marcello p.
9 gennaio 2010 alle ore 08:29Islanda 1
Europa 0
Pasquale Zuppala
9 gennaio 2010 alle ore 09:42Questo è possibile in Islanda perchè ci abitano 4 gatti, non ci passano oleodotti, non interessa alle multinazionali e soprattutto è fuori dal grande giro del commercio mondiale. Quindi è possibile solo perchè glielo lasciano fare. Auguri di Buon Anno a tutti gli Islandesi.
eugenio b.
9 gennaio 2010 alle ore 09:57Ho due amici islandesi. Uno commercia in merluzzi e l'altro è docente universitario. Hanno studiato la lingua italiana, che in Islanda è studiata molto più di quanto non si creda; comunque, con l'aiuto di un po' d'inglese ci capiamo bene. Appartengono a un piccolo popolo, civilissimo e coraggioso, che ha capito qual via debba essere seguita per non esser definitivamente distrutti dai - ricattatori - speculatori di turno.
Luigi Derossi
9 gennaio 2010 alle ore 12:14Il fatto è che le cose stanno diversamente. Lo stato islandese ha rimborsato i creditori islandesi ed ha fatto un pernacchietto a quelli stranieri che avevano creduto in una loro azienda. A questo punto che rimangano fuori dall'Europa è una conseguenza naturale non una ritorsione, perchè il principo della separazione tra pubblico e privato, se lo si vuole accolgiere (come io penso) deve valere verso tutti.
Altro che W islanda, si sono dimostrati dei buffoni.
Roberto B
9 gennaio 2010 alle ore 12:54Attenzione: la banca e' anche stata nazionalizzata, e quindi il proprietario - cioe' i cittadini - devono rispondere dei debiti -.
La follia e' stata nazionalizzarla. Ma probabilmente se non l'avessero fatto, non avrebbero avuto un cent dal Fondo Monetario Internazionale.
L'altra follia e' che hanno un debito da pagare al 5.5%, che e' ben piu' alto di quanto siano i tassi di interesse ora. Insomma, UK e Olanda ci fanno la cresta. Qs e' davvero inaccettabile.
Muccio Mucci
9 gennaio 2010 alle ore 15:39Le banche nazionali sono il centro nevralgico di connessione fra le politiche speculative capitalistiche e lo Stato ed e' proprio da questi istituti che deriva la natura tutelativa dello stato per le classi dirigenti capitalistiche. Gli investimenti Nazionali nei fondi privati e la deriva monopolistica degli istituti bancari costringe a certe scelte piuttosto che ad altre. Il fatto che l'Islanda possa permettersi di dire no non significa che possa farlo ogni stato. La sovranita', anche in questo caso, e' purtroppo un'illusione, dettata dal fatto che le differenze economiche (e politiche) tra le classi islandesi e' di gran lunga inferiore rispetto ad altri Paesi come l'Italia ed il potere politico e' distribuito uniformemente al capitale. Per ribellarsi, od opearare controcorrente rispetto agli assetti monopolisitci capitalisti li' e' sufficiente un referendum, in Italia ci vorrebbe la rivoluzione, che, per quello che e' il contesto politico europeo e mondiale attuale e' del tutto non auspicabile. Resistenza passiva ed internaziolizzazione (e magari anche un po' di internazionalismo) sono invece le strategie di cui ha bisogno la vera opposizione in italia. Dalla crisi economica il mondo uscira' stravolto e gli equilibri mondiali sconvolti. Chi convincera' gli operai cinesi che noi non siamo il nemico? Chi ci permettera' di dialogare con il proletariato (non trovo una parola piu' adatta) indiano alla pari? Quale rappresentante politico mi offre questa alternativa? Nessuno...
Luigi Derossi
9 gennaio 2010 alle ore 19:08Dovresti scrivere in modo più semplice, ho letto 20 minuti per capire quello che scrivi che comunque è interessante anche se un po' eccessivo. Non credo che gli operai cinesi ci vedano come nemici e l'opposizione dovrebbe semplicemente tirare fuori un po' di palle per mostrarsi diversa da Berlusconi. Quando agli equilibri sconvolti dopop la crisi io crdo semplicmente che torneremo al punto di prima magari con qualche salutare aumneto delle regole finanziarie.
In effetti anche io spesso mi sono chiesto a che serve il capitalismo se poi la concorrenza di fatto non funziona e se non ci sono monopoli ci sono comunque dei cartelli. In ogni caso quali alternative sono probonibili?
ottaviano s.
9 gennaio 2010 alle ore 17:07BRAVA ISLANDA !!! RIBELLATI A QUESTI LICANTROPI BANCHIERI CHE SUCCHIANO CON IL SIGNORAGGIO IL SANGUE E LA VITA A MILIARDI DI ESSERI UMANI NEL MONDO !!! E BRAVA ANCHE LA GRECIA, RIBELLATI GRECIA !!!
2010.01.09 Ottaviano
patrizia saturni
9 gennaio 2010 alle ore 20:17Se fosse per me, io eliminerei i soldi dalla faccia della Terra!!!
Pensate ad un mondo, dove le persone fanno quello che sanno fare meglio ma per il bene comune e non per guadagnare personalmente i soldi che gli servono per pagare bollette e beni di prima necessità.
Grazie e forza Islanda. Il paese più europeo che ci sia.
Patrizia
Maarin M.
9 gennaio 2010 alle ore 21:14Sapete come si potrebbe fare per far si che l'Italia diventi meglio dell'Islanda? Semplice. Basterebbe mettere in vigore l'art. 19 e inerenti di questa legge disattesa (disattesa senza vergogna e senza alcuna risonananza mediatica - classica insabbiatura di "regime") [http://www.camera.it/parlam/leggi/05262l.htm]. La legge prevede che entro il 12 gennaio 2009 le quote di partecipazione di Bankitalia, attualmente in mano a imprese private, passino allo Stato ed agli enti pubblici. Ma guarda caso la normativa non prevede sanzioni, non indica una data precisa e un carattere perentorio di questa scadenza. In base a tali elementi la normativa potrebbe essere rinviabile indefinitamente nel tempo. Divulghiamo questa "distrazione" (chi non divulga parte del "regime" E'.. E'!).
g.m
11 gennaio 2010 alle ore 09:12Ciao Beppe,anche se in ritardo,voglio rispondere a Jonathan B. di Novara.Ciao Jonathan,scusa se ti rispondo adesso,ti vedo arrabbiato?!Be',voglio spiegarti,che questi conoscenti,mi hanno chiesto un favore,da fare presente a Beppe,di queste ingiustizie sociali.Proporre una legge sulla tassa TARSU,giusta e equa,sarebbe pagarla in base al redditto.Supponiamo,che uno guadagni,in 3 mesi stagionali o come precario,1200 Euro al mese.Quindi per 3 mesi percepirà 3600 Euro più buonuscita ecc.La proposta sarebbe o potrebbe essere,di pagare come tassa TARSU,la quota di 30 o 50 EURO.Chi guadagna in un anno 12.000 EURO,pagherà 120 o 200 Euro di tssa TARSU.chi ha una seconda casa,pagherà un surplus ecc.Voglio ricordarvi anche,che in passato chi aveva meno di 50 m2 di superficie di una casa,era esentato da pagare l'ICI,in alcuni paesi,anche se il redditto,di queste persone era alto.E potevano benissimo pagare la tassa.Invece la pagava,chi aveva più metri quadrati,anche se non aveva redditto.Troppe ingiustizie!!!
sergio lion (ser72)
11 gennaio 2010 alle ore 09:22lo'istituto democratico del referendum è l'anima della democrazia. Ultimamente l'ultimo referendum che ha avuto un grandissimo impatto mediatico è stato quello in IRLANDA, per l'approvazione del trattato di Lisbona. Gli Irlandesi votarono NO.
A questo punto cominciarono i problemi!! Una piccola nazione come l'irlanda non poteva condizionare con un referendum tutta la politica capitalista e neoliberista sfrenata dell'europa.
Quindi si inventarono un secondo referendum, che è stato celebrato dopo circa un anno.
Come dire: a noi classe politica non ci piace il verdetto del primo referendum, e quindi lo facciamo rifare.Dopo una mirata ed attenta CAMPAGNA MEDIATICA di regime. Come se fosse una partita di calcio che abbisogna di una rivincita!! Allora mi chiedo...e la bella?? non la fanno??? Ora, per parlare dall'Islanda, io non credo affatto alla buona fede dei politici. Credo che vogliano evitare di entrare in europa perche preferiscono il LORO debito, piuttosto che fare parte del carrozzone che deve ripianare il debito greco del governo socialista destroide.
Pero' con la nazionalizzazione delle banche coinvolte hanno avuto i soldi del fondo internazionale... IO personalmente sto con la popolazione, ma allo stesso tempo i politici islandesi hanno fatto il doppio gioco, ed hanno tenuto i piedi in due scarpe.
Senza contare la caccia alle balene che hanno sempre fatto.
Il problema principale è che le classi dirigenti degli stati sono irresponsabili ed inette. Brave solo a fare gli interessi dei potenti con i loro conflitti di interesse.
Sono demoni dell'inferno co il doppio petto.
Marco Paladini
12 gennaio 2010 alle ore 02:26quoto: "hanno avuto i soldi del fondo internazionale..."
a quale tasso di interesse? Sopra il 16.50% annuo è usura, giusto?
Filippo C.
13 gennaio 2010 alle ore 14:32Veramente l'ultimo referendum con grande impatto mediatico è stato quello svizzero sui minareti. Anche in quel caso il risultato è stato contrario alle aspettative, ed ecco perchè ha avuto risalto. Dei risultati di referendum che rispettano i pronostici a nessuno frega niente. Quindi in sostanza i referendum sono un pro forma, e se non va tutto come deve andare... si pianta su un casino.
Loris C.
11 gennaio 2010 alle ore 09:54Forza Islanda, facci vedere come si fa e soprattutto che SI PUO' FARE!
Tutto quello che fa capo a interessi privati NON DEVE ESSERE A CARICO DELLA COLLETTIVITA'
Adriano Giulietti
11 gennaio 2010 alle ore 14:03Forza Islanda e forza informazione libera.
Voi dite che nella "NOSTRA" Italia l'informazione deviata ci porterà a conoscenza di questa dimostrazione di democrazia?
valter malgieri
13 gennaio 2010 alle ore 15:31Il Governo islandese nel 2008 ha garantito esclusivamente i depositi degli islandesi, fregandosene di quelli degli inglesi e olandesi nelle banche islandesi, garantiti dai governi inglese e olandese.
I risparmiatori inglesi e olandesi avevano prestato i loro risparmi agli islandesi.
Filippo C.
13 gennaio 2010 alle ore 16:06Fanno questo sondaggio solo perchè l'esito è scontato e sanno che non dovranno scucire soldi; lo stato non i cittadini. Così non entreranno in Europa ma avranno la scusa che la colpa è dei cittadini che si sono rifiutati di pagare per gli errori altrui. E in tutto questo ci vedete qualcosa di buono, ci vedete qualcosa di diverso dall'Italia ? Pensate che sia positivo per l'Islanda, all'indomani di un tracollo economico, rimanere fuori dall'Europa ? Bravi, complimenti per la profondità di pensiero. Siete talmente superficiali, che non vi rendete nemmeno conto che la stessa cosa sarebbe successa in Italia, anche Berlusconi e Bossi avrebbero promosso questo democratico referendum, pur di avere una scusa firmata dai cittadini per non pagare soldi dovuti ai creditori. E nel frattempo rimanere fuori dall'Europa. Infatti mi ricordo quanto era favorevole la destra, e soprattutto la Lega, ad entrare in Europa. Se non fosse stato per il governo di sinistra saremmo fuori, e quando tra poco falliremo come la Grecia, ce la saremmo presa in saccoccia gravemente. Invece ora abbiamo una speranza che il resto d'Europa ci salvi. Di sicuro non ci salverà la democratica Islanda.
il 3millennio
13 marzo 2010 alle ore 09:18entra e leggi se presidente vuoi diventare il mio progetto devi portare avanti
LEGGETE TUTTI
http://fransua.beepworld.it
il 3millennio
Giovanni Casson
14 marzo 2010 alle ore 21:42Caro Beppe Grillo
ho seguito con una certa frequenza le tue apparizioni in TV, e adesso ke hai formato delle liste per le elezioni regionali e comunali, nn hai mai detto che se lo stato italiano , vuol iniziare a risparmiare, deve cominciare a togliere tanti enti pubblici ke non servono a nulla , se non a pagare stipendi a PRESIDENTI, vice Presidenti, ecc ecc.
Mi sto riferendo agli enti chiamati PROVINCE.
Io vorrei sapere questo inizio di risparmio di spese pubbliche, è presente nel tuo programma??
Se non lo è per ora ( e posso anche capire il perchè) almeno promettimelo ke ne farai un caposaldo per la tua battaglia futura e avrai per sempre il mio sostegno.
Grazie per l'ascolto, e se mi farai pervenire una risposta sarai il mio beniamino per sempre.
In bocca al lupo........
graditi saluti Gianni
lucia fedele
22 marzo 2010 alle ore 12:58ciao beppe quando passi da padova lancia un urloooooooooooooooooooooo!!!
ignazio bianco
4 aprile 2010 alle ore 12:37Amici di Beppe Grillo, carissimo amico Beppe,
Oggi è Pasqua, ricordo della Resurrezione di Cristo Signore, su cui si fonda la nostra fede. Dico nostra perchè credo proprio che siate tutti o quasi tutti battezzati, anche se molti non hanno la fede, non cercata.
Più che la politica vale la religione, la ricerca e l'Amore di Dio. Vale più la Città eterna (ovvio per chi ha la fede...) che quella, anche la migliore, terrena.
Ritrovare la strada smarrita, per chi l'ha persa, questo è il mio augurio.
Amici, stavo pensando di dimettermi dal Movimento dopo la presa di posizione del nostr eletto in Piemonte, l'amico Davide Bono, sulla pillola antiabortiva.Non lo conosco di persona, deve essere un uomo onesto, poco o niente avvezzo a masticare la Parola di Dio, almeno ad amarla.
Il vero cattolico mi capisce, sono un nonno di 65 anni con tre splendidi nipotini, e, come Grillo non può non sapere, è scientifico che la Vita è già in grembo della donna che abortisce. La vita! Cioè ciò che di più sacro ci sia e ci sarà mai.
Uccidere è un peccato mortale! Mortale vuol dire che si va dritti all'inferno! Che vale guadagnare il mondo intero - anche "giustissimo", almeno a parere dell'autore - se per farlo ho ucciso!?
Stavo per disicrivermi quando ho sentito Grillo che mi diceva, nel video correlato al link relativo: " peggio per te".
Caro Beppe, peggio per me se avvaloro con la mia iscrizione l'atteggiamento di Bono, che forse è del Movimento.
Quindigentilmente dico: o ricevo una risposta persuasiva che si è trattato di una decisione personale del nuovo personaggio assurto a consiliere per noi in Piemonte entro - penso sia equo - una settimana e l'assicurazione che i temi fondamentali, le verità del Vangelo non saranno mai oggetto di decisioni del Movimento ( lasciandole ai singoli , oppure sarò mio malgrado a togliermi e adoperarmi per contrastare il Movimento con le forze che Dio mi darà.
Buona Pasqua a tutti!
umberto c.
13 aprile 2010 alle ore 10:03penso che tu sia un bizochello da strapazzo e che nulla centri la tua osservanza preteconsola con il blog di Beppe.Che poi tu ti disincrivi è irrilevante come la Binetti che abbia lasciato il PD.Aveva già rotto i coglioni al governo Prodi e continuava a farlo ora.Anche il rossoscic Bertinotti ha consegnato per ben 2 volte il governo al Berluska,per non parlare di tutti quei rossi ortodossi cccccche pur di rompere fanno il gioco di Berlusconi che applica il: dividi ed impera.Finchè non capirete questo e meglio che andiate a Van faculo siempre.Il papa ritiene " inutile chiacchiericcio " la questione dei preti pedofili, cioè chiacchiere da comari di paese ? Prima o poi la storia dirà la sua sul fatto che sono 2000 anni che la chiesa, salvando tanti preti buoni, rompe le scatole all'intera umanità. Umbertosky
tommaso giuffrida
20 aprile 2010 alle ore 23:32siamo stanchi di questo cavaliere che non riescie a capire i veri problemi di questo paese, tranne i suoi problemi di non farsi condannare, ma chi se ne frega tanto se lo condannano,con i milioni che ha corromperà, lo stesso,qualcuno. la verità e che questo pazzo assetato di potere,deve lasciare la politicà, sta usando l'italia come un gioco per se stesso,attezione e uno di desrta che vi parla e sarrei fecice di poter parlare direttamente con lei sig. grillo,per rivelarci cose importantissime chiamare, cell.3285363958, sig.tommaso. grazie di questa opportunità, vi prego non archiviatemi...
anita z.
4 giugno 2010 alle ore 00:32carissimo beppe vaffanculo se ti arrabbi.. come potrei trascurare te e tutto il tuo magnifico lavoro da tanti anni..? il fatto è che ti leggo sul blog, su facebook, su twitter, MI PIACI sempre e molto ma leggerti anke sulla posta diventa esagerato e poi ti leggo male in uno spazio minimo... stasera ad anno.zero il tuo intervento è stato magnifico (ma se non ti facesse vedere santoro in tv..) Sono iscritta alle liste di BO e ti ho votato.. ma che caxxo vuoi di più? GRAZIE BEPPE PER ESSERCI! lo so che sei vanitoso e ti piacciono i complimenti.. non ti stancano mai, eh?
anita z.
4 giugno 2010 alle ore 00:43cosa pensi del bellissimo articolo di Samir Amin L'impossibilità di gestire l'euro su: www.controlacrisi.org/joomla/index.php?... perchè non pubblichi qualcosa al riguardo sul blog? forse molti rifletterebbero più a fondo sulla situazione mondiale che ci coinvolge tutti se fossi tu a parlarne..
Ignazio Bianco
29 luglio 2012 alle ore 17:02- Nuovo inizio per l'Umanità.
Quasi tutti sanno giocare a carte. Se al gioco delle carte un giocatore si accorge che nella distribuzione è subentrato un errore, la partita è annullata, e chi ha sbagliato di dar fuori le carte deve ricominciare il suo lavoro dall'inizio. Da qui il detto francese: "Qui mal donne, redonne", che in riferimento alle carte si può tradurre: "Se sbagli nel farle, devi rifarle".
Oggi sappiamo che Dio sta per rifare la sua Creazione. Lo rivelano i Profeti cristiani contemporanei. Detto incidentalmente, le suddette rivelazioni non contraddicono quelle della Bibbia. Se dunque il Genere umano sta per conoscere un nuovo inizio, da che cosa dipende? Da uno sbaglio iniziale commesso da Dio? È mai possibile che Dio si sia sbagliato nel dar fuori le carte all'inizio della Creazione?
No. Dio non sbaglia. La sua Creazione è perfetta. Se adesso è necessario rifarla, il motivo è che l'uomo ha truffato, si è servito della sua libertà per truffare. Dio potrebbe abbandonare la partita per l'offesa ricevuta. Ne avrebbe tutti i diritti. Se accetta invece di ricominciare tutto da capo, è per pura bontà, perché è Dio: Dio è amore.
Ma perché l'uomo si mette a truffare?
Gli esseri umani sono liberi. Possono scegliere di essere onesti oppure disonesti, di vivere bene oppure male. La libertà umana di scegliere il bene o il male si chiama "libero arbitrio". È un dono che l'uomo riceve alla nascita, ma i doni di Dio, anche i più eccelsi, diventano nocivi se l'uomo li usa per il male. Se un essere umano utilizza i suoi doni naturali per fare del male, i doni suddetti riducono la vita, la minacciano, la sopprimono, anziché favorirla. È come se un cuoco usasse i coltelli migliori della sua cucina per tagliarsi un dito, una mano
[1]
A forza d'abusi di ogni genere l'uomo d'oggi ha messo e continua a mettere in pericolo la sua stessa sopravvivenza. Che cosa non accadrà alla Terra se le cose non mutano in meglio?