La classe operaia una volta andava in Paradiso, ora va a Nuova Delhi.
"A proposito di classe operaia segnalo il caso di Gaetanina Di Paolo di Nusco, 49 anni, madre di 4 figli, che dopo essere stata reintegrata nel suo posto di lavoro alla Catering Equipment Industry di Montemiletto (Avellino), del gruppo Desmon, si è vista arrivare una lettera di trasferimento per un anno nella filiale di Nuova Delhi, con lo stesso trattamento economico. il titolare della ditta è presidente provinciale di Confindustria". giuseppina tobaldi

La classe operaia va a Nuova Delhi
9 gennaio 2010 alle ore 18:14•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (35)
manuela bellandi
9 gennaio 2010 alle ore 18:39è una cosa vergognosa...
questa azienda andrebbe boicottata a tutti i costi
La democrazia diretta non si riassume nel solo voto
Silvia a
9 gennaio 2010 alle ore 18:40Si ok, ma la domanda sorge spontanea? CHE CAZZO AVEVA COMBINATO ? non credo che non ci sia proprio nessuna ragione dietro. Se le informazioni venissero trasmesse in modo corretto la gente potrebbe farsi un opinione propria, e non allinearsi come oche.... ma si vede che Qualcuno vuole che la pensiamo in un certo modo.... cosi da tenerci come bestie, Qua!
diego d
9 gennaio 2010 alle ore 18:54cosa ha fatto ?
ha fatto causa all'azienda perche' dal 2004 lavorava per loro con contratti a termine ripetuti uno dietro l'altro, cosa illegittima e che comporta il cambio del contratto in uno a tempo indeterminato (da quello che ho letto dagli articoli).
Il giudice le ha dato ragione e ha condannato l'azienda ad assumerla a tempo indeterminato e loro per ripicca, perche' solo di questo si tratta, la vogliono trasferire in india, bonta' loro.
Sarebbe interessante sapere che cosa producono ancora in italia e se l'ispettorato del lavoro e' mai andato a controllarla come si deve questa azienda...
sergio lion (ser72)
9 gennaio 2010 alle ore 19:18il giudice che ha disposto il reintegro sa le motivazioni. Se fosse stato un licenziamento per giusta causa, non avrebbe reintegrato la persona.
L azienda è stata danneggiata nell'imjmagine e non vuole che la persona rientri nei reparti per dare coraggio agli altri nella lotta sindacale.
Ecco, questo è un atto di bullismo spropositato. Che cosa insegna questa persona ai suoi figli?? il bullismo?
massimo c
9 gennaio 2010 alle ore 20:32nelle aziende succede spesso... ; se si cerca di far valere i propri diritti,prima o poi trovano le gabule per darti un calcio in culo...
e' sempre stato cosi'.....: non scopro l' acqua calda.....
gianni nardoia
9 gennaio 2010 alle ore 18:55per Craxi fior fiore di politici a ricordare chi fosse; per Peppino impastato a Bergamo sono stati capaci di togliere la targa dalla biblioteca senza che nessuno spendesse due parole...
Lorenzo Verde
9 gennaio 2010 alle ore 18:57"...per un anno nella filiale di Nuova Delhi, con lo stesso trattamento economico"
Fossi la lavoratrice mi farei due conti: quanto costa la vita a Nuova Delhi? Secondo me vivendo un anno in India, con lo stipendio italiano, potrebbe mettere da parte parecchi soldi. Le madri di famiglia da Ucraina o Romania fanno qualcosa di simile: vengono a lavorare in Italia e coi soldi guadagnati ci mandano i figli all'universitá nel loro paese.
Niente polemiche comunque, volevo solo suggerire un'altra prospettiva.
riccardo ugolini
10 gennaio 2010 alle ore 08:17Solo un appunto... La signora è ITALIANA, la sua VITA è in ITALIA, la sua famiglia è in ITALIA, e lo stipendio rimane quello di un operaio italiano (900/1000 mensili). In India deve anche vivere...o no? Vi vorrei far leggere quello che mi ha risposto il Presidente del CDA della Desmon....In Italia purtroppo ci sono molti imprenditori Cialtroni, o come dice Travaglio "imprenditori coi soldi de noaltri".
kiki eda
9 gennaio 2010 alle ore 18:58che schifo, ma non si vergognano un po?
oltre a creare disoccupazione, gli industriali che delocalizzano, sfruttano manodopera all'astero pagando di meno.
e i politici lasciano fare, poi li aiutano pure, come per gli incentivi alle auto!!!
Gianluca D.
9 gennaio 2010 alle ore 18:59Era un precario che dopo anni, ha visto la sua richiesta di essere assunta a tempo indeterminato, accettata dal tribunale(l'azienda continuava a rinnovarle il contratto senza mai dargli sicurezza) e per risposta l'ha spedita in india per un anno!!Vergogna...e la proprietaria intervistata ha detto che per lei nn esiste nessun caso..e se dovesse esserci qualcosa sarà lei a parlare..e ha liquidato la faccenda..io gli liquiderei il culo...a morte i padroni!!!
sergio lion (ser72)
9 gennaio 2010 alle ore 19:08A Silvia... evidentemente non aveva ne rubato e ne scatenato risse. Altrimenti il giudice non avrebbe disposto il reintegro, perche il licenziamento sarebbe stato per giusta causa. Si sa che sono provvedimenti molto rari purtroppo. Le aziende non accettano mai un reintegro, perche da' forza all attività sindacale all' interno delle fabbriche e da coraggio ai lavoratori nel chiedere i propri giusti diritti.
Questo trasferimento è semplicemente un atto di brutalità inaudita, da parte di un esponente di confindustria, il presidente provinciale! IL PADRONE SONO ME (!) un po come il film di alberto sordi...io sono io e voi non siete un cazzo
silvia a
9 gennaio 2010 alle ore 19:19Be' mi spiace, per fortuna che inItalia ci sono i sindacati... in Olanda una societa' del gruppo ENI, ha spedito dall'oggi al domani circa un centinaio di dipendenti (a tempo indeterminato) a Madeira .....con contratto di sei mesi,prendere o lasciare e con tanti auguri...non e' tutto oro quello che luccica neanche all'estero.
massimo c
9 gennaio 2010 alle ore 19:30Non cercate spiegazioni logiche a questa presa di posizione !
le aziende fanno solo e soltanto i propri interessi ! il profitto e' tutto !
le persone non contano un cazzo !
di episodi simili, nelle aziende,specie in questi tempi e' quasi la normalia' !
chi si stupisce e' fuori dal mondo !
il mobbing c' e' sempre stato !
e tutto cio' e' agevolato da scelte ben precise con l' avvallo di tutti :politici,sindacati.eccc
alvisea fossa
9 gennaio 2010 alle ore 19:45CIAO BEPPE
LA PROSSIMA VOLTA SULLE ETICHETTE, MADE IN INDIA E NON MADE IN ITALY CHE NON CONFONDIAMO DA DOVE IMPORTIAMO,PERCHE' IL MADE IN ITALY E' SCOMPARSO E NON ESISTE PIU'.......................
ALVISE
Lino S.
9 gennaio 2010 alle ore 19:52Solo per la cronaca, l'amministratice della Desmon, Federica Vozzella, non è la presidente di Confindustria Avellino, ma la vice.
Alessaio G.
9 gennaio 2010 alle ore 20:29L'azienda ha chiaramente fatto un atto di ritorsione ma secondo me non è con l'indignazione che si risolvono i problemi. Se c'è una classe dirigente cialtrona è vero anche che c'è anche un popolo ignorante.... due consogli per questa signora:
1)porti il caso all'attenzione dei sindacati e si faccia consigliare.
2)l'azienda avrà una policy per gli espatriati e dubuto che le condizioni siano le stesse che in Italia. Lei dovrebbe chiedere solo il rispeto della policy che, di solito, prevede aumento di stipendio base, indennità di sede estera, vitto e alloggio, voli pagati e incentivi (una tantum) vari. In più ha 4 figli,quindi i coefficienti aumentano e dovrebbero pagarle anche la scuola internazionale per i figli. Oltretutto essendol'India un paese classificato come "disagiato" potrebbe avere delle buone clausole di rientro.
In più non si sa mai se uno si sente male può sempre dichiarare che non è adatto fificamente al posto.
L'azienda minaccia ma in realtà se la signora avanzasse queste legittime richieste avrebbe un grosso danno economico e probabilmente farebbe un passo indietro.
Prima di alzare le urla di idigazione è bene avere una strategia ed essere informati, starnazzare non serve, rispondere a tono sì
saluti
riccardo u.
10 gennaio 2010 alle ore 15:15guardi che la cosa si è saputa proprio perchè la signora si è rivolta ai sindacati che lo hanno reso pubblico inviando la documentazione a repubblica
giuseppina tobaldi
Massimo esposito
9 gennaio 2010 alle ore 20:32Fino a quando i lavoratori di diverse categoria e di diverso trattamento economico rimarranno divisi, credendo di poter conquistarsi il posto con la sola professionalità o con l'ausilio della magistratura, saranno più frequenti casi di questo genere, perchè certe concezioni neo-liberiste, vedono l'azienda come macchina, che ha precise regole per funzionare, diversissime dall'etica umana. La verità fondamentale è che deve cambiare la mentalità dell' imprenditore, perchè l'imprenditoria alla fine è un impresa umana, si fa impresa, si producono prodotti per gli esseri umani, e i primi esseri umani dei quali occorre prendersi cura sono proprio quelli che stanno dentro all' azienda che produce cose per esseri umani. La legge ha solo una debole funzione educativa, è questo spirito del profitto fine a se stesso che dovrebbe essere rivoluzionato.
l antidemagogo
9 gennaio 2010 alle ore 21:10
VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!VERGOGNA!!!
Vincenzo Varone
9 gennaio 2010 alle ore 21:40Quando si parli di terrorismo dei potenti nei confronti della gente onesta si sa di chi si sta parlando... I proprietari della ditta dove lavora la signora (affiliati di Confindustria) sono innanzitutto disonesti e poi sono terroristi sociali (e socialmente inutili!). E sono moltissimi oggi in Italia come loro... organizzano ogni giorno attentati ai lavoratori che hanno persone a carico e noi ci scandalizziamo di un Kamikaze che si fa esplodere in mezzo alla gente in Irak o in Afganistan... Quello (purtroppo) ci rimette la vita mentre i nostri terroristi hanno pure i bonus a fine anno o non sono giudicabili se fanno (come fanno!) atti falsi in bilancio.
Izabella Zwack
9 gennaio 2010 alle ore 22:23Possiamo parlare della prima pagina del quotidiano "Il Giornale" di oggi, Sabato 9 Gennaio 2010, "Hanno ragione i Negri". Mi domando, come mai un titolo cosi' passa inosservato, come mai nessun tg, radio, blog ne parla, come possibile, dove siamo arrivati in Italia?
Mi oppongo,
Izabella
eugenio pirisi del balzo
10 gennaio 2010 alle ore 03:03Perchè erano binchi?
alberto carosi
9 gennaio 2010 alle ore 22:44Che schifo! Certa gente andrebbe defestrata! Che merde!
Vincenzo Tacconi
9 gennaio 2010 alle ore 23:58Buongiorno,
Riguardo al trattamento che una parte degli italiani riservano agli immigrati è disgustoso e indegno di un paese civile.
Auguro che gli ultimi fatti di Rosarno sia la fine e non la continuazione di questo comportamento vergognoso (ci sono aggettivi che mi ritengo di pronunciare).
Dico questo perché sono emigrato in Svizzera nel 1961. In quegli anni siamo arrivati in Svizzera più del 10% della popolazione Svizzera.
Abbiamo avuto moltissimi problèmi, numerosissimi attriti, molti svizzeri hanno approfittato della situazione verso di noi negli affitti, nei salari, evidentemente l'accoglienza inesistente.
Per farci accettare è stato duro e molto lungo. Però affermo che mai gli svizzeri si sono abbassati a trattarci come una parte di voi italiani (50 anni dopo di progresso e di civilizzazione) trattate gli immigrati.
Mi obbligo a non sfogarmi e dire quello che mi passa per la mente .
Sceptikus
riccardo u.
10 gennaio 2010 alle ore 08:43C'è una piccola precisazione da fare: la signora è ITALIANA, vive in ITALIA, ha 4 figli, non ha specializzazioni particolari, quindi il suo è un "semplice" stipendio da operaia (900/1000 euro mensili). In India deve pur viver: vitto e alloggio per esempio. Questo da un punto di vista economico. per non parlare di quello familiare. Non dobbiamo giustificare in nessun modo questo modo di operare di un'azienda guidata da imprenditori cialtroni, o come dice qualcuno, imprenditori coi soldi di noaltri. Vi vorrei far leggere quello che mi ha risposto il presidente della Desmon, ci sarebbe da fare un film di denuncia!
eugenio pirisi del balzo
10 gennaio 2010 alle ore 02:46Avendo esperienza di lavoratori irpini ,non sempre affidabili e volenterosi, sarei curioso di conoscere le ragioni del licenziamento.
Lino S.
10 gennaio 2010 alle ore 03:07Esperto di lavoratori irpini.....dopo molti rinnovi di contratti a tempo determinato il Tribunale ha ordinato l'assunzione a tempo indeterminato. La signora non è mai stata licenziata in quanto mai era stata assunta a tempo indeterminato. Sarei curioso di sapere da dove deriva tanta saccenza. Non ci sono più gli esperti di lavoratori irpini di una volta. Un (lavoratore) irpino.
ivan garofalo
10 gennaio 2010 alle ore 11:58I lavoratori irpini, come dici tu, hanno fatto la fortuna di tanti sfruttatori del nord! i parassiti e i disonesti sono ovunque, e non credo che le persone debbano essere catalogate in base al luogo di provenienza. Ti ricordo che la mia terra negli anni 50 60 ha subito uno spopolamento spaventoso, per andare a lavorare altrove. Cosa che si sta ripetendo in questi anni! Dall'alta irpinia ogni anno partono 2500 persone.Praticamente un paese in meno!
quindi evita di dire cavolate.
massimo p.
10 gennaio 2010 alle ore 02:59questa tattica è vecchia e risale al primo dopoguerra quando declassavano i lavoratori perchè iscritti al sindacato (non quello di adesso), e poi se non te ne andavi trovavano una scusa e ti cacciavano (FIAT di torino i bravi Agnelli del cazzo), sicuramente alla signora succederà la stessa identica cosa, visto che le conquiste dei lavoratori sono tutte sparite.
riccardo u.
10 gennaio 2010 alle ore 11:01Pensate che il presidente del Cda della spett.le Desmon, il Sig.Corrado De Santis, è consigliere comunale per una lista di CENTRO SINISTRA al comune di Montemiletto (AV). lascio a voi ogni commento
stefano b.
11 gennaio 2010 alle ore 01:24tempo fa alcuni mi risposero su questo blob indignati perche consideravo la sinistra uguale alla destra
questo e un altra prova di quello ce ho sempre sostenuto
UN ALTRO CASO ECCLATANTE E IL CASO DELLA INDESIT
GRUPPO MERLONI
LA SIGNORA PAOLA MERLONI ELETTA NEL PD
FIGLIA DEL VITTORIO MERLONI PADRONE DELLA INDESIT
NONOSTANTE LA SUA FEDE POLITICA IN FAVORE DEI OPERAI NON SI E FATTA CERTO PROBLEMI DI LASCIARE A CASA 600 DIPENDENTI DI TORINO PER TRASFERIRE LA INDESIT IN POLONIA
in polonia ci sono lavoratori senza diritti e con poche pretese ...
NON SO VOI MA
per conto mio la indesit ha chiuso in italia PER SEMPRE
NON CONPRERO MAI NESSUNO DEI PRODOTTI MERLONI
Janek N.
10 gennaio 2010 alle ore 12:51Si chiama MOBBING MOBBING MOBBING MOBBING!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma meglio l'india che l'italia almeno gli dà un'occhiata e magari si fà assumere da una vera AZIENDA internazionale, in culo a sti pseudo imprenditori, italici
Janek N.
10 gennaio 2010 alle ore 13:14Ma quando si dice "atto di ritorsione" si vuol implicitamente dire che è legittimo? Cioé, io faccio valere i miei diritti (dunque non mi faccio prendere per il culo) e tu azienda ti incazzi ma cosa è la giungla? Altro che precariato, per la flessibilità del lavoro, se si potesse entrare ed uscire da un'azienda all'altra, ma pensate che si sarebbe sobbarcata tutto questo stress con 4 figli a carico? Avrebbe alzato i tacchi e sfanculati tutti, ma in un paese dove il lavoro è una "GRAZIA RICEVUTA" ancora qualcuno ci fà la morale sugli scansafatiche, ma va laaa! Che pretenda tutti i benefici, dell'andare all'estero, gli stritoli ben bene i coglioni! Si faccia forza che una volta fuori da questa palude di sabbie mobili troverà, le auguro, un pò di serenità visto che é cosi(cazzuta) forte! Ci vada e appena può, li sfanculi tornando magari a testa alta, a lavorare in italia per gli indiani che di sicuro la tratteranno meglio!
nadia condolf
10 gennaio 2010 alle ore 13:54Sul sito internet della Demon si può leggere che uno dei due punti fondamentali della filosofia aziendale è "il rispetto dell'uomo"!
Il sito necessita un aggiornamento, IN NEGATIVO, in quanto, con la manovra di indurre in dimissioni "volontarie" la signora (e' un classico) lasciandole come unica soluzione il trasferimento in India e quindi, di fatto, l'abbandono a se stessi dei quattro figli, non credo rientri in un comportamento rispettoso dell'uomo!
Piero C.
10 gennaio 2010 alle ore 13:55Appare abbastanza evidente che l'azienda voglia "scoraggiare"la lavoratrice alla prosecuzione del rapporto di lavoro:e pensare che da queste parti la classe imprenditoriale neppure esiste.Queste sono le famose aziende finanziate totalmente dal terremoto.Spolpati i lavoratori irpini via con quelli...indiani.Almeno la signora ha il privilegio di vivere a Nusco,lì c'è una sorta di santuario al quale fare un "voto",magari qualcuno in più e tra poco ci sono pure le regionali.Non tutto il male viene per nuocere.Una croce sulla croce (o sullo scudo)e sperare nella grazia.