Ciao, immenso Faber.
"Esattamente undici anni fa (11 gennaio '99) il Grandissimo Poeta e Cantautore Fabrizio De Andrè attraversò "l'ultimo vecchio ponte" lasciando un vuoto enorme nel panorama musicale italiano. Fabrizio è stato amico di Beppe, oltre che concittadino ed è stato un profondo conoscitore dell'animo umano, con le sue miserie e nobiltà. Ci ha lasciato un'eredità stupenda in termini di umanità e musica. Lui si, ha dato lustro all'Italia. Lui si, un grande uomo da ricordare. Si è risparmiato lo sconcio a cui stiamo assistendo. La sistematica demolizione della democrazia e della dignità umana; le ingiustizie, le buffonate e i vergognosi episodi di razzismo. Voglio ricordarlo con una stupenda canzone: "Preghiera in gennaio", che scrisse in occasione della morte di Luigi Tenco, morto anche lui in gennaio." Estrellita *.

PER FABER
11 gennaio 2010 alle ore 22:26•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (29)
Francesco forciniti
11 gennaio 2010 alle ore 22:4611 anni fa in questo stesso giorno ci hai lasciati... ma la magia e l'incantevole meraviglia della tua poesia, quel tuo modo di raccontare gli ultimi e di renderli così straordinariamente interessanti e vicini a noi (dagli indiani alle prostitute, dal servo pastore all'ubriacone, dall'impiegato all'immigrato), la discrezione e la sobrietà con cui la tua inconfondibile voce entra dritta nell'anima e materializza miracolosamente le tue parole, sono tutte cose che non ci lasceranno mai. Dovremmo più spesso ricordare ciò che dicevi per esempio in "Khorakhanè", un meraviglioso inno alla tolleranza e all'integrazione tra popoli che all'indomani dei fatti di Rosarno avremmo bisogno di ascoltare 100 volte al giorno. Finchè ci sarà consentito ascoltare le tue canzoni la Terra non sarà poi un posto così brutto in cui vivere. Un grazie dal profondo del mio cuore.
arnaldo pettazzoni
11 gennaio 2010 alle ore 22:49A volte penso che cosa avrebbe ancora scritto visto il momento che stiamo vivendo,sarebbe stato un poetico lamento. Continuerò ad ascoltarlo come ho sempre fatto da quarantanni, mai stanco,mai sazio di quella poesia popolare comprensibile sempre.... anche dai poveri di mente
silvia a
11 gennaio 2010 alle ore 22:54Tutto quello che vuoi, ma che tristezza la sua musica come queste commemorazioni, guardare al futuro con meno nostalgia e piu allegria e' la migliore strada per la guarigione.
alvisea fossa
11 gennaio 2010 alle ore 22:59CIAO BEPPE
FABRIZIO DE ANDRE' MANCA LA TUA POESIA IN QUESTA NOSTRA ITALIARAZZISTA E BUFFONA
ALVISE
fran cesca
11 gennaio 2010 alle ore 23:49
Cosa vuol dire avere
un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi
e le battute della gente,
o la curiosità
di una ragazza irriverente
che si avvicina solo
per un suo dubbio impertinente:
vuole scoprir se è vero
quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti
della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù
la più indecente.
Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti
senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste,
batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano
è una carogna di sicuro
perché ha il cuore toppo,
troppo vicino al buco del culo.
Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami.
diventai procuratore
per imboccar la strada
che dalle panche d'una cattedrale
porta alla sacrestia
quindi alla cattedra d'un tribunale,
giudice finalmente,
arbitro in terra del bene e del male.
E allora la mia statura
non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore,
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi
nell'ora dell'addio
non conoscendo affatto
la statura di Dio.
F. De André
Roberto O
11 gennaio 2010 alle ore 23:52.
LeninMagic ArmyRed
12 gennaio 2010 alle ore 00:31un buon ricordo per una grande persona
il rinascimento ha avuto Dante come icona
il nuovo rinascimento avrà ...
IL FABRIZIO "FABER" L'ULTIMO GRANDE
POETA ITALIANO !!!!!
gli ALTRI sono candele luccicanti nel tempo ....
EGLI è una luce splendente ancora presente...
ciao GRANDE
milena de palma
12 gennaio 2010 alle ore 01:24è sempre un gran sollievo salutare fabrizio de andrè. fa bene alla vita. non so se aveva intuito questo scenario.. forse sì. grazie beppe grillo
Emanuele Cerri ()
12 gennaio 2010 alle ore 01:44"Evviva L' Italia"
L' Italia Di Giorgio Gaber
Vivo in Thailandia, il mio governo mi ha tradito.
Il mio presidente si è disonorato con me.
Firmato ..una ciabatta scomoda
Evviva il Sovrano del Siam.
Che la nostra nazione prenda esempio di Civiltà e nobilta nell' animo, nelle parole, nell' Amore.
Viva L' Italia, L'Italia che mi tiene compagnia.
L' Italia di Fabrizio Andrè
Viva L' Italia dei comuni Virtuosi.
Viva L' Italia di Destra, quella di I. Montanelli.
Evviva la Sicilia..
Quella di Ettore Majorana e della Ferrilli.
Evviva L' Italia, L' Italia della Chiesa.
Quella di Gesù e dell' Signore mio Albino Papa.
Evviva L' Italia della chiesa che uccide.
Evviva L' Italia di Mauro Corona, quella di Troisi.
Evviva L' Italia, quella di Dante, Collodi e di Pinocchio. Evviva l' Italia di Benigni
Evviva le giornaliste d' Italia, da Ilaria Alpi a Stella Spinelli.
Evviva l' Italia Sovrana..
Evviva la Sovrana..
Evviva Il Grande Nuovo Regno d' Italia.
Evviva Milena Gabanelli REgina di Italia.
fran cesca
12 gennaio 2010 alle ore 02:01ah ah ah ah ah ah ah ah ! Ballo il valzer e mi bevo un caffé! Ciabatta scomoda, sei il massimo del masochismo, non sei secondo a nessuno!
fran cesca
12 gennaio 2010 alle ore 15:18Mi dissocio dal precedente sottocommento che non ho scritto io e mi scuso con Emanuele per aver lasciato il computer nelle mani di un cretino.
Francesca
andrea vagnoni milano
12 gennaio 2010 alle ore 01:55Ogni tanto si vede qualcuno della PFM che commemora l'esperienza di collaborazione con De André, che secondo me non ha funzionato... è stato un brutto disco (forse 2?) allo stesso tempo per l'uno e per gli altri, in un periodo di scarsa ispirazione. Non sarebbe meglio per la PFM commemorare i quarantennale dei suoi primi indimenticabili LP "storia di un minuto", "per un amico" e lasciare il ricordo di De André (e della PFM) a canzoni meglio arrangiate (per entrambi)?
Graziano Ferrero (redwolf83)
12 gennaio 2010 alle ore 04:42Ciao Faber
Giovanni Galbusera
12 gennaio 2010 alle ore 07:21Ciao Fabrizio, mi manchi tanto...
niamo suppo
12 gennaio 2010 alle ore 09:26oggi come allora, le tue canzoni sono un caldo rifugio quando non si capisce il senso delle cose e tutto sembra perduto ...
Fabio DiGenova
12 gennaio 2010 alle ore 09:53
Fabrizio De André a me piace moltissimo
soprattutto per "Storia di un impiegato"
"Tutti morimmo a stento", "La buona novella" e
"Non al denaro, non all'amore ne al cielo".
E' stato un grande poeta pero' bisogna anche
riconoscere che ha percorso una strada gia'
tracciata da modelli come Brassens, Cohen,
Ferre' e altri anche nella letteratura
(Masters ad esempio).
Questo vale non solo per i testi ma anche per la
musica (bellissimo "storia di un impegato"...sembra la pfm...)
Non fraintendetemi, ce ne fossero!!
Solo che e' un po' difficile: bravo a cantare,
dotato per la musica, intelligente, poeta,
amante della cultura, comprensibile a molti
e abbastanza ricco fin da ragazzo in modo
da potersi dedicare all'arte senza fame.
Non so quando ne avremo un'altro...
gatta in calore
12 gennaio 2010 alle ore 10:43Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale
c'è un dollaro d'argento sul fondo del Sand Creek.
I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì
a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell'altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l'albero della neve
fiorì di stelle rosse
ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c'erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare
la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent'anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent'anni
figlio d'un temporale
ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
HANCK BUKOW (hanck17)
12 gennaio 2010 alle ore 11:02SEMPRE CON NOI.
CHARLES BUKOWSKI
davide gorini
12 gennaio 2010 alle ore 11:16si ptrbbe intestare a lui una strada invece che a craxi.
davide gorini
12 gennaio 2010 alle ore 11:17si potrbbe intestare a lui una strada invece che a craxi.
davide gorini
12 gennaio 2010 alle ore 11:21Si potrbbe intestare a lui una strada invece che a craxi,sarebbe senz'altro più rispettoso.
Si vuole intestare una strada a craxi,perchè oggi l'Italia ,sempre di più,si rispecchia in quello che ha fatto.
maurizio Lucchetta
12 gennaio 2010 alle ore 12:29E' stato meglio lasciarti... che non averti mai incontrato . Ciao Faber !
marco sagliano
12 gennaio 2010 alle ore 12:35mi hai cambiato la vita e aperto la mente,
ciao fabrizio!
oreste SP
12 gennaio 2010 alle ore 13:30Mi rammarica il fatto che la RAI ,sottomessa al vaticano ,non gli ha mai dato lo spazio che meritava!!!Come al solito , solo dopo la morte si è resa conto di aver perso qualcosa di grande!!!Troppo tardi stronzi!!!Io ho ancora le cassette della sue belle canzoni!!!
luigi anghinetti
12 gennaio 2010 alle ore 14:10grazie papà per avermi fatto conoscere un poeta cantautore, per avermi comprato i suoi dischi, per avermi aiutato a comprenderlo a fondo, per avermi portato al suo concerto al teatro Margherita a Genova, per avermi aperto la mente con le sue parole.
Grazie pà e grazie Faber.
Gigi
Paolo Guido
12 gennaio 2010 alle ore 17:32Fabrizio De Andrè un immenso protagonista culturale dell'Italia del '900. Fernanda Pivano lo ha definito il più grande poeta italiano del '900 e credo ne sapesse più di qualche commentatore improvvisato di questo blog (tutti i grandi si sono ispirati ad altri grandi, si sono "issati sulle spalle di altri giganti" per parafrasare Newton). Mi ha aperto la mente e il cuore, mi ha commosso e fatto pensare, l'ho amato e continuerò ad amarlo.
domenico grassi
12 gennaio 2010 alle ore 18:01dovrebbero coniare un'altro termine per chi come me ha amato le canzoni di FDA definirsi fans è davvero molto, molto riduttivo.
Michele Terzi
12 gennaio 2010 alle ore 19:21Peccato non abbia potuto ascoltarlo in concerto(sono troppo giovane) pero` tutte le volte rimango incredulo dalla sensibilita` e la capacita` di disegnare con le parole, un grazie a Giamberto, mio proffessore di italiano, per avermelo fatto conoscere, un grazie alla mia famiglia per avermelo fatto trovare in casa.
old Geppy
12 gennaio 2010 alle ore 20:25Ero giovanissimo quando intorno a me il mondo voleva cambiare. Lo percepivo ma non me lo spiegavo, c'erano tante cose che non sapevo.
Quando ascoltai una delle prime canzoni di Fabrizio, fu come una luce apparsa improvvisamente nel buio.
La poesia in musica, la società e i suoi difetti in musica. L'amore, le speranze e le delusioni in musica e poesia.
Da allora per anni ho seguito, attraverso i dischi, il suo percorso artistico. Aveva sempre da dirti, da insegnarti qualcosa.
Tanti LP, per tanti anni trascorsi, infinite volte ascoltati.
Tanti LP ora consumati dall'uso e dal tempo, che suonano solo nella mia mente.
E tanto mi emoziona tanto.
