Le fabbriche chiudono e delocalizzano. Gli operai trascorrono le feste sui tetti delle aziende come tanti Babbo Natale in tuta blu.
"Iscrizione fatta. Parliamo di elmetto. Dalle mie parti Rolfo (ditta di trasformazione veicoli commerciali) senza commesse. Centinaia a rischio licenziamento. Abet (laminati) in crisi, cassa integrazione, nessuna luce in fondo a mesi di mancate commesse. Paura per decine di lavoratori. Graziano, ditta che faceva pezzi dei cambi anche per le Ferrari. 154 licenziati, azienda messa malissimo. A qualche Km gli operai Fiat protestano perchè hanno visto che cacchio di piega abbia preso l'azienda (Polonia, USA, Brasile, India, Cina).Mi viene in mente fuori dalla mia provincia la Brembo. Accordo per mega impianto in Cina. Costruirà solo per il mercato cinese, gli stabilimenti produttivi italiano non sono a rischio... La gente delle aziende che ho citato è disperata.Se lo mettessero anche loro l'elmetto..." Luis F.

Disoccupati con l'elmetto
22 dicembre 2009 alle ore 22:05•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (15)
alvisea fossa
22 dicembre 2009 alle ore 22:33CIAO BEPPE,
E' CHIARO CHE SAPPIAMO PER CHI METTERCI L'ELMETTO, LA NOSTRA CARA CONFINDUSTRIA ED I PARTITI , GRAZIE CHE DELOCALIZZATE CHE POI NE PAGHERETE LE CONSEGUENZE
ALVISE
Paolo P.
22 dicembre 2009 alle ore 22:58Perchè non viene stilata una lista della aziende in crisi col numero di lavoratori in pericolo e non la si fa girare come nell'esempio del post? Così tanto per avere il punto della situazione. Sentire parlare è una cosa vedere una cosa scritta è diverso.
IL SICILIANO
23 dicembre 2009 alle ore 07:20Ci hanno abituati a consumare sempre più,poi si sono accorti che l'atto del consumare era entrato nella nostra cultura come se fosse una cosa necessaria alla vita.Per cui,ci siamo riempiti le case di cose inutili ma costose che denotano certi standard di "benessere".Improvvisamente,le entrate che consentivano il mantenere il tenore dei consumi vengono contratti,artificialmente ed allora comincia il dramma dell'italiano medio che prima,per mantenere certi standard brucia i risparmi di una vita,poi si indebita per continuare a consumare ora ridotto in semipovertà si è attrezzato con mille espedienti per continuare a consumare.Però,questo italiano medio continua ancora a sperare che le cose possano cambiare:guarda la tv e fa sue certe, abitudini che prima avrebbe rifiutato a priori,cioè la Noemi Letizia,la D'Addario i trans,la coca ecc.Insomma una nuova cultura che lo invita a "farsi furbo" anche a costo di cambiare morale ed abitudini che sono quelle che perseguendole fino ad ora non gli consentono più il tenore di vita di prima ed ecco che le madri ancora piacenti di famiglia cominciano a farsi "furbe" vanno da tizio gli fanno capire che sarebbero "disponibili" però hanno da pagare la bolletta della luce e non hanno i soldi e se il tizio può fare un "prestito"; spesso il tizio abbocca ed allora per la prossima bolletta debbonoo passare ancora due mesi dopo si vedrà.Questa è la nuova cultura e la nuova morale che si sta diffondendo a macchia d'olio,Poi,ancora,se gente come Sgarbi,Capezzone,Fede ed Vespa fanno certi discorsi contrari al buon senso vengono dalla pluralità della gente scusati e legittimati ed accettati come gli unici all'avanguardia.I conservatori,la Chiesa,l'opposizione tacciono su questo"nuovo" modello di vita.Continuando così i giovani che ne verranno fuori saranno degli schiavi disperati.
stefano b.
23 dicembre 2009 alle ore 09:49ci stiamo troppo abituando al fatto compiuto
ci portano via le fabbriche e facciamo finta di niente
E IL LAVORO CHE CI PORTANO VIA NON I PRODOTTI
(SIA BEN CHIARO)
LA INSEDIT (FABBRICHE BERLONI)
PRODUCE AL ESTERO MA I PRODOTTI POI VENGONO VENDUTI IN ITALIA
che se li comprano al estero E LA NOSTRA RISPOSTA
BISOGNA TORNARE AI VECCHI METODI DEGLI ANNI 70
DEI SCIOPERI AD OLTRANZA
NON SERVE LA VIOLENZA PER RISOLVERE I PROBLEMI
la loro e solo una questione di mero interesse
in certi paesi costa meno la manodopera
non ci sono leggi sulla tutela del operaio e non ci sono limiti di sfruttamento
BISOGNA FARE LA LISTA DEI PRODOTTI EX ITALIANI .. CHE VENGONO VENDUTI IN ITALIA COME MADE IN ITALY
bisogna BOICOTTARE tute queste aziende
LE AZIENDE ITALIANE LAVORANO AL ESTERO PER ITALIA...????
ALLORA SI BOICOTTA IL MERCATO IN ITALIA
IL METODO GHANDI E IL MIGLIORE IN ASSOLUTO
e la forma piu violenta di liberta
muoia sansone e tutti i filistei
noi saremmo disuccupati ma voi il mercato in italia ve lo scordate...
ps
e il mercato italiano che interessa non quello estero
al estero hanno usi e costumi diversi dai nostri .....E LORO LO SANNO..
Diego M.
23 dicembre 2009 alle ore 10:09Cercherò di essere chiaro e sintetico. Parlo da "imprenditore" per cui il mio punto di vista è ovviamente di parte.
Negli ultimi anni sono state raggiunte molte conquiste sul tema di diritti dei lavoratori che condivido per la maggior parte.
Penso, però, che nel prossimo futuro tutte queste conquiste diventeranno un lontano ricordo.
Sono ormai parecchi anni che le aziende di una certa dimensione stanno delocalizzando la produzione nei paesi asiatici.
Credo sia chiaro a tutti che la mancanza di regole circa la sicurezza sul lavoro e sull'ambiente ed inoltre il bassissimo costo della mano d'opera siamo i principali se non gli unici motivi di questo spostamento della produzione.
Ora mi metto nei panni di una grande azienda che produce in Italia con mano d'opera pagata con i contratti italiani.
Col passare del tempo questa azienda vedrà un progressivo aumento dei propri prodotti nei propri magazzini perché il pubblico tende ad acquistare ciò che più risulta conveniente senza curarsi di cosa ci sia a monte e di cosa voglia dire fabbricare a pochi euro.
Cosa dovrà fare chi gestisce questa azienda? Andare in contro al fallimento? Salvare il salvabile? Come?
L'energia ha un costo difficile da abbattere ed è certamente possibile migliorare tecnicamente la produzione e cercare di risparmiare sulle materie prime, ma la mano d'opera ha il suo grosso peso. Come può un'azienda fare concorrenza ad un'altra che produce senza regole e pagando le persone con un cifra che non è neanche paragonabile alla paghetta mensile che darei a mia figlia?
Personalmente ritengo giusto e sacrosanto che gli stipendi si adeguino all'aumento del costo della vita, ma è anche giusto che le lotte si facciano anche per proteggere i prodotti fabbricati con regole sane da quelli che invece non lo sono.
A cosa serve un aumento dello stipendio se tanto tra pochi mesi quello stipendio non ci sarà più?
Secondo il mio punto di vista è un dovere da parte delle istituzioni ***
massimo cresci
23 dicembre 2009 alle ore 18:47Hai pienamente ragione, ma vallo a spiegare ai "Komunistronzi" che abbondano in questo blog...
Ciao
Diego M.
23 dicembre 2009 alle ore 10:11*** (una parola che mi sembra sempre di più trasparente ed inconsistente) evitare questa concorrenza sleale che si è venuta a creare, ma è anche un dovere del consumatore imparare a spendere il denaro per ciò che veramente è utile a vantaggio di prodotti che rispecchiano i requisiti di qualità sotto tutti i piano del ciclo produttivo e non solo sul risultato finale.
Penso che se ciò non accadrà si verificherà ciò che accade con i liquidi contenuti in vasi comunicanti.
I nostri stipendi si adegueranno agli stipendi asiatici se vorremo ancora lavorare.
Spero di avere torto marcio e che questa crisi sia solo frutto di una esagerata sovrapproduzione dovuta ad un consumismo incontrollato, il tempo ce lo dirà.
Diego
kiki eda
23 dicembre 2009 alle ore 10:41non so proprio dove arriveremo, ma non la vedo bene. LORO SEMPRE ATTACCATI AI LORO ESCLUSIVI PRIVILEGI CON CRAVATTE DA 300 EURO, MENTRE ONESTI PADRI DI FAMIGLIA CON MUTUI DA 700 EURO CHE DEVONO ALLE BANCHE STROZZINE PER UNA CASA, NON SANNO COSA FARE! E I TG PER FAR PASSARE TUUTO NELLA NORMA, FANNO SERVIZI DA VIA MONTENAPOLEONE O IN VIA DEL CORSO, DOVE VI SONO LE MOGLI DEGLI SCUDIERI ITALIANI, VESTITE CON MIGLIAIA DI EURO DALLA TESTA AI PIEDI CHE PARLANO DELLA FINE DELLA CRISI, CHE PER LORO NON è MAI INIZIATA! CHISSA' SARANNO IN CRISI PER IL VESTITO DA SCEGLIERE PER IL CENONE!!!!
E' VERO, LE CRISI NON SONO UGUALI PER TUTTI!!!
PENSATE ALLA SALUTE, CMQ, CHE è LA COSA PIU IMPORTANTE DEL MONDO!!!! BUON NATALE A TUTTI I POVERACCI COME ME, AGLI SCUDIERI E AI POLITICI AUGURO UN NATALE RICCO DI TRISTEZZA E PROBLEMI E UN 2010 RICCO DI SUPER TRISTEZZA E SUPER PROBLEMI!
Massimiliano Vessi
23 dicembre 2009 alle ore 11:06I problemi della situazione descritta sono molteplici:
-Da un lato abbiamo un mercato drogato da paesi che non hanno il grado di diritti civili, assicurazioni obbligatorie, processi ecologici costosi e obbligatori e altre regole "minime" per un paese civile. Cosi' e' molto semplice abbattere i costi di produzione: niente filtri, niente manutenzione, tasse minime, niente assicurazione obbligatoria, niente sindacati, ecc.
-Dall'altro abbiamo uno stato che paga solo quelli che decide lui. Conosco aziende in crisi perche' ancora aspetta pagamenti da parte della vecchia Alitalia, Trenitalia, ecc. (centinaia di migliaia di euro) E favorisce solo "alcune" aziende.
La prima soluzione potrebbe essere aumentare enormemente i dazi per l'immissione di prodotti cinesi/indiani. L'aumento del costo dei prodotti provenienti da questi paesi riequilibrerebbe il mercato e spingerebbe verso l'alto lo stipendio medio, poiche' le aziende potrebbero praticare un costo "giusto" delle merci. Il libero mercato non significa che se un'azienda non rispetta le leggi del nostro paese (e quindi costi), puo' venderci liberamente.
Sabina M.
23 dicembre 2009 alle ore 11:56L'Italia sarà acquistata a prezzi irrisori da Cina e India; nella mia zona a 70 km da Torino esistono quasi solo negozi e grandi magazzini cinesi e a breve apriranno anche delle attività di produzione. Per competere con loro bisogna lavorare con loro e non combatterli e insultarli; sono gli unici, dopo la mafia italiana, ad avere soldi in contanti. Non tutti i cinesi prongono porcherie; anche nel loro paese è iniziata la selezione dei prodotti di buona fattura. Suggerisco a tutti di iniziare a conoscere la loro cultura e mentalità per un convivere pacifico e collaborativo. Auguri di buone feste e di un allegro 2010
Uno dei tanti
23 dicembre 2009 alle ore 12:56OFF TOPIC
VISTO CHE GLI UNICI SOLDI CHE IL GOVERNO DI DESTRA DESTINA ALLA GIUSTIZIA SONO QUELLI PER COMPRARE TESTIMONI E MAGISTRATI ......
ADOTTIAMO UNA PROCURA? O UN GIP? O UN MAGISTRATO? UN POLIZIOTTO O CARABINIERE?
COSÌ GLI FORNIAMO I MEZZI PER CONTINUARE A LAVORARE.
PS:
NON È UNO SCHERZO :-(
Nicola Ulivieri
23 dicembre 2009 alle ore 13:41non proprio OT.
Se qualcuno vuole rivedersi le vere origini del natale e il perchè del 25 dicembre spiegate partendo dagli orologi solari:
http://www.youtube.com/watch?v=tMHxG_mcoII
Buon feste
Paky M.
23 dicembre 2009 alle ore 14:09Bè ma è chiaro che le aziende cerchino di delocalizzare per tagliare i costi. I colpevoli non sono le aziende! I colpevoli sono i sindacati che ormai non esistono più! Col cazzo che i sindacati di cinquant'anni fa avrebbero permesso questo scempio! I sindacalisti italiani sono, ormai, diventati un branco di politicanti con le braghe calate. Anzi, se gli offrono la poltrona politica non ci pensano due volte (Savino, Cofferati).
Massimo Greco
23 dicembre 2009 alle ore 16:01Fino a che IMPERVERSERA' il "SILENZIO A CINQUE STELLE" sugli oltre 70 deputati italiani che recentemente a Strasburgo hanno VOTATO A FAVORE di una Risoluzione su Copenhagen CONTENENTE un emendamento scajolano sul NUCLEARE... NON sarà possibile alcun dialogo ed alcun supporto.
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TACERNE 70 per salvarne uno....
NE vale la pena??????????????????
NON solo. Tale Silenzio OPPORTUNISTA e tale CICATRICE resterà NON rimarginabile fino al Giorno delle ELEZIONI:
http://www.votewatch.eu/cx_vote_details.php?order_by=euro_tara_nume_en&order=ASC&last_order_by=euro_parlamentar_nume&id_act=196&vers=2
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Gianluca Del Bianco
23 dicembre 2009 alle ore 17:57Abito vicino al confine con l'Austria ed un azienda a circa 30 km. da casa mia aveva chiesto circa 2 anni fa il permesso per poter ampliare il capannone dove produce scambiatori di calore e, in un periodo di finta crisi si pensa che Comunità Montana e vari enti a loro affilliati dessero subito parere favorevole ed invece no; l'azienda sta ancora aspettando il consenso degli autorevoli periti per poter ingrandire il capannone dove ora sono dislocati. A buon intenditor poche parole si dice e, dunque l'azienda chiede la possibilità all'Austria di poter dislocare un capannone nel suo territorio. EUREKA! l'Austria nel giro di 2-3 mesi coglie la palla al balzo e dà parere favorevole. Ora con il prossimo anno dovrebbe già iniziare il disloccamento dei vari macchinari e l'inizio della produzione senza tanti convenevoli, ma con il risparmio di aiuti sociali ai disoccupati che si sono formati in quest'ultimo anno. Ora non voglio dire che in Austria i politici non rubano (vedi affari sporchi di Hipobank) ma si accontentano e fanno anche gli interessi dei vari cittadini con un servizio internet velocissimo e la possibilità di fare tutto da casa senza spostarsi. Pensate un rimborso spese dalle tasse quando sta un mese ad arrivare già si lamentano. Speriamo che col nuovo decennio e la natura ci porti ad una classe politica più giovane e cosciente e, con la reale visione dei fabbisogni dei cittadini.