Perché in Italia non è previsto il reato di tortura? Perché l'Unione Europea resta a guardare?
"Che cosa è successo in Italia dell'habeas corpus? Quel diritto che ogni uomo ha per nascita, anche in un carcere, anche in un ufficio di polizia, anche in una manifestazione di piazza, di essere rispettato dalle autorità di sicurezza o penitenziarie nella sua integrità psicofisica? Perché in Italia la tortura non è reato? Perché la gente può essere massacrata in carcere o negli interrogatori senza che nessun responsabile sia punito? Perché le sevizie di Genova si ammucchiano come reati abnormi e si aggiungono alle sevizie quotidiane subite da poveri Cristi deboli e indifesi che cadono nelle mani di sadici assassini in divisa che agiscono indisturbati? Cosa ha a che fare tutto questo con la democrazia e la civiltà? La Corte Europea si occupa di salvaguardare i diritti fondamentali dell'uomo, ma, sembra, agisce solo su richiesta. E allora, se una privata cittadina ha potuto essere ascoltata dalla Corte europea per una faccenda dopo tutto minimale e solo rappresentativa come quella del crocefisso, perché non salgono voci potenti e collettive verso la Comunità Europea, magari convogliate dal nostro solerte Grillo o da qualcuno di questi giuristi che tanto spesso dicono il loro parere richiesto o non richiesto? Perché non si può mandare qualche migliaia di firme all'UE affinché anche in Italia diventi reato il crimine di tortura, maltrattamento e morte perpetrato dagli organi di polizia o carcerari?" viviana v.

Paese di santi, navigatori e torturatori
9 novembre 2009 alle ore 12:02•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (26)
fabrizio asteli
9 novembre 2009 alle ore 12:59parole sante quelle di Viviana - e' proprio dopo Genova 2001 che lo stato di diritto e' morto in questo paese e continuera' a restare seppellito finche' tutti i responsabili continueranno a rimanere impuniti.
Ex Ardvis Perpetvvm Nomen
9 novembre 2009 alle ore 13:06Non si può fare perchè agli italiani testediazzo basta avere il pallone in TV che tutto il resto gli stà bene. Prova a togliergli il calcio e vedi come s'incazzano.
tutto-annunci
9 novembre 2009 alle ore 13:09Che quella del crocifisso sia solo una questione minimale e rappresentativa lo dici tu!
Innanzitutto è "rapresentativa" come sostieni, perchè se passa il principio che i musulmani vengono a dettare le regole in casa nostra è finita davvero...
Poi fino a prova conrraria l'italia è un paese civile e la tortura non viene praticata.
Se vedi uno scippatore per strada allora tutta l'italia è un pese di scippatori?
Mi stupisco che su questo blog diano spazio ad argomentazioni così "qualunquiste"
Pippilotta Långstrump
9 novembre 2009 alle ore 13:55Se credi che la tortura non sia applicata in Italia cerca informazioni sui quei poveri cristi morti durante l'arresto o in carcere. Un nome a caso: Riccardo Rasman.
La signora finlandese che ha finalmente sollevato la questione dei simboli religiosi negli edifici pubblici, non é mussulmana. Non é stata neanche la prima né l'unica.
I crocefissi ci sono gtazie ad una circolare del ministero della Giustizia risalente al 1926 che impose durante il fascismo i crocefissi nei luoghi pubblici. É un atto privo di fondamento normativo e quindi in contrasto con il principio di legalità dell'azione amministrativa e non più in linea con il principio costituzionale di laicità dello Stato e con la garanzia della libertà di coscienza e di religione.
Infine La Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, ratificata dal parlamento italiano con la legge 176/1991, esige che sia rispettato il loro diritto alla «libertà di pensiero, di coscienza e di religione».
Diego B.
9 novembre 2009 alle ore 15:28Tranquillo, sono ancora molti quelli che non hanno capito il senso della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo... non sei l'unico
Neomeo s
9 novembre 2009 alle ore 13:22Concordo. L'inferno citato dal personale carcerario e di polizia, esiste sì, ma nelle loro menti. Il "lavaggio del cervello" di impedisce di vedere i fatti da punti di vista differenti. Questo impedisce di distinguere le situazioni e ti porta ad interpretare comportamenti innocui come sovversivi. Chi fa quel mestiere e non rispetta i diritti dell'uomo deve fare un altro mestiere. Ci sono tante richiesta di guardaspalle in zone di "guerra preventiva". Andate lì e vedrete che il punto di vista diventerà diverso e in Italia le scaramucce dei carcerati sono solo stronzate! PUNTI di VISTA!!! Vivete e osservate. Allora avrete solo e comunque una porzione di verità. Non LA Verità.
Grazie Viviana per questa osservazione.
Uno dei tanti
9 novembre 2009 alle ore 13:32Giovanardi: "Cucchi? Morto perchè drogato"
La rabbia della sorella: "Si commenta da solo"
Giovanardi: "Cucchi? Morto perchè drogato" La rabbia della sorella: "Si commenta da solo"
Carlo Giovanardi
ROMA - Il sottosegretario Giovanardi ne è sicuro: "Stefano Cucchi è morto perché "anoressico e drogato". Parole pesantissime, che per la sorella del ragazzo morto misteriosamente "si commentano da sole".
"Stefano Cucchi era in carcere perchè era uno spacciatore abituale. La verità verrà fuori, e si capirà che è morto soprattutto perchè era di 42 chili". Così il sottosegretario alla Presidenza alla trasmissione "24 Mattino" su Radio 24. Nessun dubbio.
HA RAGIONE QUEL P. DI M. DI GIOVANARDI, UNO IN QUELLE CONDIZIONI NON È IN GRADO DI REGGERE UN PESTAGGIO DI STATO. :-(
PER MÈ È OMICIDIO PREMEDITATO, MA IO NON CONTO MOLTO, IN FONDO SONO UNO DEI TANTI.
Bobo Milano
9 novembre 2009 alle ore 13:43cosa c'entra l'Habeas COrpus inglese con l'Italia?
Pippilotta Långstrump
10 novembre 2009 alle ore 11:00L'Habeas Corpus è un diritto sancito nella Magna Charta Libertatum , approvata nel 1215 dal re Giovanni Senza Terra.
http://it.wikipedia.org/wiki/Habeas_corpus
Alberto Bario
9 novembre 2009 alle ore 13:51Nel 2003 il signor DI Pietro si oppose all'introduzione del reato di tortura in Italia... iniziamo a dire le cose come stanno...
http://www.ildue.it/PrimoPiano/PaginaSalute.asp?IDPrimoPiano=450
Diego B.
9 novembre 2009 alle ore 15:25non basta citare la fonte, bisogna anche saper comprendere quello che essa dice...
pastore r.
9 novembre 2009 alle ore 14:14Hai ragione Viviana, perché non raccogliamo le firme o comunque troviamo un modo di rivolgerci alla Corte Europea, primo perché si deve sapere in Europa che non tutti gli italiani sono alla deriva culturale e mentale, secondo perché non aderiamo solo perché baffetto venga eletto Ministro degli esteri ma soprattutto perché far parte dell'Europa deve essere utile in primo luogo ai cittadini come forma di garanzia per il rispetto dei diritti civili, in quei Paesi come il nostro che non dovrebbero allo stato attuale ritenersi degni di farne parte. Dobbiamo tutelarci il più possibile non isolandoci, perché non bastano un pò di giudici integri e qualche altra persona per bene, chiediamo aiuto all'esterno.
Pippilotta Långstrump
10 novembre 2009 alle ore 11:04"l'Italia a livello internazionale si è fatta promotrice di una mortatoria all'Onu sulle esecuzioni capitali mentre dall'altra, in «casa propria», convive con questo un buco nero."
Occorre un promotore, cosa fa l'IDV?
Leonardo Pandolfini
9 novembre 2009 alle ore 15:38Purtoppo secondo me siamo torturati infimamente e continuamente che la GENTE non si rende più conto di quanto sia grave la situazione. Oggi purtoppo in tutti i settori e gli ambienti in cui i cittadini vivono sono soggetti a torture psicologiche e fisiche talmente di routine che sono diventate "normali", dalle code agli enti pubblici al traffico, dai contratti a termine ai mutui, sono torture legali ed autorizzate che mantengono il controllo sulla popolazione, che impegnata a sopravvivere non si rende conto del "modus operandis" dell'ultimo governo intontita dalla "TV ipnospazzatura" e i giornali "PERSONALI" che la tiene relegata in un mondo di falsità e rassicurazione mentre si arricchisce alle loro spalle con il mercato azionario e le banche di proprietà, appalti truccati e fondi europei, che elargiti senza controllo arricchiscono chi se li fà propri.
SE in questo PAESE continueranno a stare in prigione i piccoli "delinquenti" e chi fà reati gravi resterà impunito e libero di continuare a delinquere non ci sarà fine alle torture, questa compresa.
maria m.
9 novembre 2009 alle ore 16:11In Italia il reato di tortura non potrà esistere finché al governo avremo ministri come Giovanardi e una maggioranza di nostalgici del Fascismo che li sostiene e una Chiesa che li copre.
Del resto l'Italia, come tutti i Paesi cattolici, ha una lunga tradizione di tortura legalizzata e "sacrosanta" di cui va fiera.
Pertanto credo che da noi il reato di tortura non sarà mai nemmeno preso in considerazione come ipotesi.
devis q.
9 novembre 2009 alle ore 20:58è la dimostrazione che l'italia si conferma un paese tutto purchè civile,viste le ultime notizie che si sono sentite...
andrea a.
9 novembre 2009 alle ore 21:09hai ragione, ma il nostro è il paese che tutti stiamo vedendo, se il reato di tortura non c'è vien da se che il motivo è il più ovvio, e cioè si concede a chi è in divisa di fare quello che vuole, poi spuntano fuori i soliti politici del cazzo, che vanno a puttane, che rubano, che sniffano, che spacciano, che vanno a trans, bambine e mignotte in genere, il più delle volte collusi con mafia o camorra e si sentono i soliti discorsi della minchia di apprezzamento delle forze dell'ordine, che le nostre forze dell'ordine sono le migliori del mondo(?) che poche mele marce non costituiscono la totalità degli esponenti delle forze dell'ordine, e via dicendo, quello che mi domando è che se è vero che nelle forze dell'ordine ci sono poche mele marce come mai che quelle sane non si accorgono mai di un cazzo di niente? Come mai le denunce di poliziotti e carabinieri nei confronti di poliziotti o carabinieri sono pochissime, praticamente inesistenti? Poche mele marce. Già.
nevio santagiuliana
9 novembre 2009 alle ore 23:04Un vecchietto che abita nel mio paese una volta mi ha raccontato delle storie allucinanti.....cazzo storie autentiche! Lui era stato nelle SS italiane che erano una specie di corpi speciali e per loro uomini donne o bambini era uguale. Lui era giù per l' Africa e fra le tante missioni mi raccontò anche che venivano sguinzagliati nei villaggi e non vi dico neanche cosa facevano. Quello che ricordo molto bene è che lui un po' si giustificava per quello che aveva fatto un po' perchè lo facevano tutti e poi mi parlò della droga che gli davano. Prendevano pastiglie (sicuramente anfe o roba simile) e poi nei treni si picchiavano e si incitavano a vicenda e prima di aprirgli le porte e sguinzagliarli li facevano una pera di non so che cosa(secondo me sempre anfe o giù di li). Ho anche sentito dire (e non occorreva che lo sentissi dire perchè non sono rincoglionito) nelle squadre anti sommossa usano le stesse tecniche (chiaramente).....non ho sentito parlare di pere ma di anfe che girano si e anche che si pichiano per darsi carica prima di scendere dai furgoncini blu. QUINDI RAGAZZI, E PER CHI è STATO IN SUD AMERICA LO PUò SAPERE BENISSIMO, ALLE VOLTE BISOGNA AVERE PIù PAURA DI UN POLIZIOTTO CHE DI UN DELINQUENTE.
Corrado Busetto
10 novembre 2009 alle ore 07:54http://www.youtube.com/watch?v=6wXkI4t7nuc&feature=related
In questo video dove un professore-avvocato americano spega ai suoi studenti perchè nessuno in nessuna situazione dovrebbe parlare con la polizia, interviene un ufficiale di polizia americano e poci secondi prima del minuto 28 dice: "ho intervistato migliaia di persone, nel dipartimento di polizia [???] nella marina, ero nel [???] come investigatore criminale; grazie a dio siamo negli Stati Uniti perchè la maggior parte degli interrogatori in Italia, Spagna e così via iniziano fisicamente" e intende botte e torture!!
Le polizie straniere prendono la nostra come cattivo esempio!! Lo sanno tutti!
L'Italia è un paese del secondo mondo, o forse anche del terzo.
Pippilotta Långstrump
10 novembre 2009 alle ore 10:49La Camera approva il disegno di legge sul reato di tortura: soddisfazione di Amnesty International e Antigone
"La Sezione Italiana di Amnesty International e Antigone hanno accolto con soddisfazione l'approvazione odierna, da parte di tutti i gruppi politici della Camera dei deputati, del disegno di legge che introduce nel codice penale il reato di tortura.
Si tratta, per le due associazioni, di una buona notizia attesa da quasi vent'anni, da quando l'Italia, nel 1987, ratificò la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, obbligandosi pertanto ad adattare l'ordinamento interno attraverso l'introduzione di uno specifico reato di tortura.
"Speriamo che questa legge non debba mai essere applicata" - ha dichiarato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International. "Ma le leggi del nostro paese non possono permettersi di non avere gli strumenti necessari per contrastare la tortura".
"La tortura non è estranea neanche ai paesi democratici. Per questo occorre una legge che la prevenga e la punisca. Nessuno deve temere la previsione del reato di tortura nel codice penale" - ha commentato Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone.
Amnesty International e Antigone auspicano e sollecitano una rapida approvazione in Senato del disegno di legge."
FINE DEL COMUNICATO Roma, 13 dicembre 2006
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224, cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1303
Pippilotta Långstrump
10 novembre 2009 alle ore 10:51Ma a quanto pare:
"Tortura, l'Italia senza legge in coda alla Ue"
http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_12/tortura_legge_mancata_3e458b76-f024-11dc-a686-0003ba99c667.shtml
Pippilotta Långstrump
10 novembre 2009 alle ore 12:12Nel 2009 già 61 suicidi, 300-400 tentati suicidi l'anno, molte morti sospette e circostanze poco chiare.
Stefano Cucchi, 31 anni, deceduto in carcere.
Riccardo Rasman, 34 anni, deceduto durante l'arresto.
Federico Aldrovandi, 18 anni, deceduto durante l'arresto.
Domenico Palumbo, 30 anni, deceduto durante l'arresto.
Manuel Eliantonio, 22 anni, deceduto in carcere.
Gabriele Sandri, 28 anni, ucciso da un'agente.
Niki Aprile Gatti, 26 anni, deceduto in carcere.
Marcello Lonzi, 29 anni, deceduto in carcere.
Sorin Calin, 24 anni, deceduto durante l'arresto.
Giuseppe Turrisi, 58 anni, deceduto durante l'arresto.
Rumesh Rajgama, 18 anni, deceduto durante l'arresto.
Aldo Bianzino, 44 anni, deceduto in carcere.
Stefano Frapporti, 48 anni, deceduto in carcere.
Francesco Mastrogiovanni, 58 anni, deceduto in reparto psichiatrico.
Dibe Rachid Salah, 35 anni, deceduto in carcere.
Antonio Virelli, 24 anni, deceduto in carcere.
http://www.reti-invisibili.net/
francesco milanaccio
10 novembre 2009 alle ore 12:39Quando uomini vili, ignoranti, perversi e con profonde problematiche sessuali, impossibilitati nella vita normale a guadagnarsi stima e rispetto, l' amore di una donna, o di un uomo, nell'avere degli amici .. indossano infangando la divisa oppure scelgono la tonaca, cosi' i bambini glieli affidano i genitori stessi.
Mi dissocio dalla razza umana, faccio volentieri a meno di quel misero 1,3 % di differenza genetica e torno Bonobo, che almeno loro non hanno stregoni, sacerdoti, moralisti,politici e militari che impongono le loro perversioni agli altri ..w i bonobo, sono loro all'apice dell'evoluzione sicuramente molto piu' di di alcuni "umani"..
Matteo Dello Ioio
10 novembre 2009 alle ore 14:24Allora? Le raccogliamo 'ste firme da mandare in Europa o no?
alvisea fossa
10 novembre 2009 alle ore 16:18CIAO BEPPE,
ALL'UNIONE EUROPEA NON INTERESSA, NON FREGA NULLA DEI DISASTRI CHE QUI AVVENGONO NELLE VCARCERI, SOPRATUTTO DEGLI OMICIDI
ALVISE
gabriele de simone
10 novembre 2009 alle ore 18:04i tuoi perche mi ricordano la mia ingenuita. why?
