
Il comune di Torino e l'acqua privata
2 maggio 2009 alle ore 22:31•di MoVimento 5 Stelle
Iride e Enia sono i nomi esotici delle aziende che gestiscono l'acqua a Genova e a Torino. I consigli comunali stanno deliberando per la loro fusione. L'operazione, finanziaria, trasforma l'acqua pubblica in acqua privata. I consiglieri fanno tutto con discrezione, per non farsi sorprendere con le mani nel sacco. Infatti, se i cittadini fossero veramente informati li prenderebbero a calci nel culo. Guarda il video del Comitato Acqua Pubblica di Torino.
Commenti (20)
Angelo - Roma
2 maggio 2009 alle ore 23:09Allora, due aziende private gestiscono l'acqua pubblica, una azienda privata gestisce l'acqua privata. Due acque pubbliche, che aziende gestiscono? E se si fondono finanziariamente? Fanno la gassosa?
alvisea fossa
2 maggio 2009 alle ore 23:14CIAO BEPPE,
L'UNICA COSA, L'UNICA SOLUZIONE FINALE: IL FIATO SUL COLLO, TORINESI CERCATE DI INFORMARVI!!!!!!
ALVISE
Dr. Hause
3 maggio 2009 alle ore 00:11Questo è un paese di dementi e di belli addormentati nel losco che già dentro lo sfascio generale fa finta di niente e segue il pifferaio magico P2ista delle tv di Craxi fin dentro lo stagno dove affogheremo tutti allegramente e con ottimismo.
Si spera sempre in un improvviso risveglio prima del troppo tardi per liberare il parlamento infettato dalla marmaglia a nostro libro paga che si fa gli affari suoi e del suo padrone.
Daniele Calabrese
3 maggio 2009 alle ore 01:23Ho lavorato per anni alla banca mondiale di tema di riforma dell'acqua e mi sono sempre hiesto ma se la gente e' così incazzata con il settore privato anche se amano tanto i cellulari. Perché poi preferiscono i ladroni pubblici che tutti odiano per gesire lantanto amata acuq che i cattivi privati? Spero che qualcuno me lo possa spiegare in questo blog.
Daniele calabrese da washington
Roberto Malesi
3 maggio 2009 alle ore 02:05Allora avete sentito cari consiglieri comunali di torino? Siete pregati di fare i nostri interessi gli interessi dei cittadini altrimenti vi facciamo un sederino cosi ok? Prima cosa vi portiamo davanti ad un bravo giudice e vi facciamo una bella denuncia per truffa semplice o aggravata ai danni dei cittadini.. e vediamo se avrete ancora voglia di svendere la nostra acqua a dei privati.. avete sentito cari dipendenti?
Si perchè siete dei nostri dipendenti in quanto noi vi abbiamo votato e siamo noi che vi diamo lo stipendio e vi paghiamo affinchè ci possiate offrire i migliori servizi possibili.. Siamo noi cittadini torinesi che vi abbiamo delegato tramite voto di amministrare le nostre stesse cose a nome sempre nostro. Non so se lo avete dimenticato, se lo avete dimenticato eccovi qui una bella rinfrescata di memoria. Avete capito? Adesso avete una sola scelta e cioè di non far passare la delibera per la fusione delle due societa. Siamo stati chiari? Non è una minaccia ovviamente ma un ulteriore invito a riflettere profondamente sulle vostre scelte che sicuramente avranno un forte impatto sulla vostra futura reputazione.. Un caro saluto da uno dei tanti vostri datori di lavoro.
gennaro esposito
3 maggio 2009 alle ore 04:30questi brutti figli di puttana vogliono assetarmi?
ma chi cazzo ce li ha messi a gestire le risorse collettive in questo modo?
che svendita del cazzo sarà mai?
Enrico Bosco
3 maggio 2009 alle ore 12:09Beppeeee? Appena ho visto la notizia sul SECOLO XIX ti ho subito postato un messaggio, non che tu non sia informato sufficenza ma tanto per non lasciare nulla al caso.
In effetti la privatizzazione del bene primario dei CITTADINI sta' procedendo indisturbata, nonostante tutto.
A GENOVA, tua citta' BEppe, dovrebbero esserci ancora piu' PALETTI e BLOCCHI per evitare questa vaccata maledetta.
Invece quelli procedono e se non sbaglio sono oramai arrivati.
Quindi ti chiedo, cosa possiamo fare per evitare che espugnino persino la tua citta' in barba a tutto quello che viene detto QUI e altrove?
Perche' se non non ci arrendiamo mai, loro pare facciano lo stesso pero' con RISULTATI, mentre noi al momento abbiamo solo tanta speranza...
Bruno BASSI
3 maggio 2009 alle ore 13:29Questi BASTARDI esagerano sempre di più senza ritegno fintantochè qualcheduno andrà fuori dai gangheri e deciderà di fare degli atti sconsiderati.
Allora dopo sarà terrorismo o patriottismo?
Sono fermamente convinto che bisogna trovare un mezzo pacifico per risolvere le questioni sociali ma il pacifismo funzionerà o la gente esasperata si darà a tafferugli con tutte le coneguenti sofferenze e tribolzioni come ci ha insegnato la storia passata?
BO!!
Bruno BASSI
3 maggio 2009 alle ore 13:32possimo vivere tranquilli o ci dobbiamo preparare ad un futuro infelice?
Ireneo G.
3 maggio 2009 alle ore 15:50Che gentaglia, che deve esistere. Ma restare meravigliati, no: siamo in Italia, mi pare. Quei luridi individui , prima o poi...Forse non sanno che la pazienza , umanamente, ha un limite!
gaetano gerbino
3 maggio 2009 alle ore 16:17MINIFAVOLA: O PANE O ACQUA
Il re Luca regnava nel paese di PENSOPERMÉ. Un giorno sposò Alessia. Alle nozze c'erano tanti invitati che mangiavano dolcini e ballavano contenti.
Il Re Luca, ad un certo punto, chiamò gli invitati, salì su un palco e raccontò una storia.
Un bambino, dopo essere stato in giro con la mamma, era rientrato a casa. Doveva lavarsi le mani, mangiare e poi andare a letto. Però nella loro casa non c'era acqua. Il bambino non poteva mangiare con le mani sporche e nemmeno avrebbe potuto andare a letto senza lavarsi i denti. In quel momento passò il venditore ambulante per strada che gridava: acqua! acqua!
La mamma si affacciò al balcone e chiese al venditore:
- Vendete l'acqua?
- Si, signora, quanta ne volete?
- Quanto basta al mio figliolo per lavarsi le mani, per bere, e per poi lavarsi i denti prima di andare a letto.
- Accipicchia, allora ci vogliono almeno tre denari.
- Tre denari? Ma è quanto abbiamo speso per la cena, e non ho più soldi!
- Mi dispiace, o così o nulla!Ma voglio aiutarvi: voi mi date il cibo che avete comprato ed io vi do l'acqua.
La mamma non potè che accettare perché la sete è peggiore della fame. Così il suo bimbo andò a letto con le mani pulite e con due bei bicchieri d'acqua in pancia. Non si lavò nemmeno i denti poiché non li aveva neppure sporcati.
Tutti gli invitati si rattristarono nel sentire la storia. Ma il Re Luca chiamò la Regina al suo fianco e diede a tutti la bella notizia: "Cari cittadini, da oggi nessuno dovrà più pagare per avere l'acqua che è necessaria per vivere e per lavarsi. Ogni cittadino pagherà solo un denaro all'anno per le spese dell'acquedotto"
E la Regina aggiunse: "Ed io ho chiesto anche al Re Luca, come regalo di nozze, di cambiare il nome al regno. Da oggi si chiamerà PENSOPERTUTTI e tutti gli abitanti avranno almeno quanto basta per vivere".
Tutti i pensopertuttiani saltarono dalla gioia e, da allora quel regno fu il più felice di tutta la terra.
Nicola Di Turi
3 maggio 2009 alle ore 16:36Non si capisce più niente...
http://nicoladituri.blogspot.com
franco basilico
3 maggio 2009 alle ore 17:55gli amministratori comunali possono permettersi di fare quello che vogliono perchè la stragrande maggioranza degli elettori, votano per tornaconto personale; chi non si vogliono adeguare e quelli che non possono aeguarsi devono pagare il salatissimo conto.
LENIN DI PIETRO
3 maggio 2009 alle ore 18:41acqua ? AFFARE MONDIALE ->
Guglielmo (Alessandro Nicola Giorgio Ferdinando) d'Orange-Nassau, è il primogenito della regina Beatrice dei Paesi Bassi ed è l'erede al trono olandese.
Tra le tante cose in cui è indaffarato, vi è anche quella di essere membro della "Commissione Mondiale dell'Acqua per il XXI secolo" e patrocinatore dell'"Associazione Mondiale dell'Acqua" (istituita dalla Banca Mondiale e dall'ONU).
Che ti ha fatto (assieme ai rappresentanti di 130 Stati) il 22 marzo scorso, alla fine del 2° Foro Mondiale dell'Acqua tenutosi all'Aja?
Ti ha stabilito che l'acqua è come il petrolio. Cioè, un bene economico e non sociale. E, quindi, va pagato. Ai privati che ne gestiranno la distribuzione.
Cose da pazzi!
La natura dà a tutti l'acqua. Pochi privati (i soliti predestinati) se ne appropriano e ci lucrano sopra, consolidando il loro potere.
Che fare? Ribellarsi, perdinci! Pacificamente.
Questi 4 gatti avidi tengano conto, nel frattempo, di un noto aforisma di J. F. Kennedy:
«Coloro che rendono impossibili le rivoluzioni pacifiche renderanno inevitabili le rivoluzioni violente».
[REBEL]
nicoletta forcheri
4 maggio 2009 alle ore 00:49non per caso è il primogenito della regina d'olanda, appartenente ad una delle casate reali piu direttamente responsabili di questa merda globale del WTO e della truffa finanziaria. Non è un caso che proprio l'Olanda assieme a GB e Francia abbiano delle isole paradisi fiscali dove possono persino STAMPARE MONETA con banche centrali dipendenti dalla corona e monete dipendenti dal dollaro
indovina indovinello chi ci lucra sul cambio euro dollaro????
kkk kkk
3 maggio 2009 alle ore 20:05QUANDO VI MANDERANNO I VIGILANTES (SQUADRACCE AL SERVIZIO DEI LADRI AUTORIZZATI DALLO STATO) E I CARUBBA (SPALLEGGIANO LE SQUADRACCE) NON FATEVI TROVARE DIARMATI.....
andrea vagnoni milano
3 maggio 2009 alle ore 20:38Non dimentichiamoci che questi vendono anche l'aria, a milano si può inquinare se si paga, ma nessuno viene rimborsato per quello che deve respirare. A Milano si fanno anche i soldi all'interno dei corpi umani con la malasanità... loro sono loro e noi non contiamo un cazzo, però almeno stavolta il Grillo è dalla nostra parte!
D L
4 maggio 2009 alle ore 02:02 A PROPOSITO DI ACQUE.... QUANTO PAGA IL CANONE PER LA CONCESSIONE DELL'ACQUA MINERALE LA SANTA CROCE DI CANISTRO, L'AZIENDA CHE HA LICENZIATO 120 OPERAI PER LA PARTECIPAZIONE AL FUNERALE DEL TERREMOTO DELL'AQUILA ?
SAREBBE INTERESSANTE SAPERLO
ALESSANDRO PINTUS
4 maggio 2009 alle ore 02:07Avrei voluto scivere un commento decisamente più caustico, abbandonandomi errabondo alla critica di un ennesimo furto di un bene essenziale ed intoccabile come l'acqua. Invece, servendomi della "Mappa del potere della borsa italiana", ho approfondito meglio la composizione del consiglio di amministrazione di Enìa, e sono venute fuori cose veramente appetitose. Andando a zoomare sui consiglieri che siedono anche in altre Spa si scopre che: Alessandro Ovi ha una seggiola nella Landi Renzo Spa che si occupa, a loro dire, di fornire energia pulita, cioè Gpl e Gas Metano (dove sia l'ecologia in tutto ciò, è arduo intuirlo) e siede, del resto, nella Telecom Italia Media Spa (lo spettro del Tronchetto ci segue anche quì). Bruno Giglio, Francesco Micheli e Giuliano Tagliavini entrano nel Cda di Enìa in data 11/10/2007 come "consiglieri indipendenti". E sull'aggettivo usato dal quotidiano on-line LungoParma.it ho parecchi dubbi. Vediamo perchè: Bruno Giglio è consigliere della Itway Spa, che si cimenta in sicurezza e virtualizzazione nell'e-business, ma è anche presidente della Ingegneria Biomedica Santa Lucia, la quale detiene il 7,095% della Itway. L'ingegneria Biomedica ha, nella gestione, manutenzione e sicurezza delle apparecchiature biomediche, uno dei suoi - così affermano - cavalli di battaglia. Il nostro Giglio è infine - con un incredibile dono dell'ubiquità che farebbe impallidire Padre Pio - consigliere della Servizi Italia Spa, specializzata in sterilizzazione della biancheria e dello strumentario chirurgico. Francesco Micheli alberga anche nel Cda di Intesa San Paolo spa e Giuliano Tagliavini in quello di Bioera Spa, azienda che verte sui prodotti - cosiddetti - naturali con sfumature abbastanza new age. In fondo a tutto abbiamo Andrea Viero che fa da consigliere in Edison Spa, nota multinazionale dell'energia. Il quadro è illuminante: a partire da una vergognosa svendita di un patrimonio pubblico come l'acqua ad Enìa - nonostante la formale ---CONTINUA SOTTO--
ALESSANDRO PINTUS
4 maggio 2009 alle ore 02:33"fusione", leggi annessione senza nemmeno l'onore delle armi, con la municipalizzata, si giunge ad uno scenario di spartizione privata, in cui chi sà ha da guadagnarci mentre gli altri restano intorno al tavolo, in attesa delle briciole. Pensiamo davvero che il problema si fermi all'acqua privatizzata? No, di questo passo c'è la grande probabilità che la Servizi Italia vinca - per carità, anche con il dovuto merito - i prossimi appalti per la sterilizzazione di abiti e strumenti chirurgici a Le Molinette; oppure che la Ingegneria Biomedica Santa Lucia si aggiudichi la prossima gara per la manutenzione delle apparecchiature biomediche, sempre nel medesimo ospedale. Da non sottovalutare la presenza di Edison in Enìa, tramite il Viero, prefigurando un possibile mini-trust all'ombra della Mole. L'intramontabile Telecom farà la sua parte, grazie ad Alessandro Ovi, nella determinazione dei costi da addossare agli utenti torinesi: ma ve li immaginate gli agenti del Tronchetto che discutono di portata d'acqua e reti idriche, mentre fino a ieri si baloccavano con le loro scatole cinesi, giocando ai "predatori della bassa finanza"?! Anche il Tagliavini, presente in Bioera, potrebbe rifilare, in campo medico ma non solo, unguenti, integratori ed erbe officinali: presumiamo che le Molinette diventerà una succursale di prodotti e terapie new-age, con buona pace di tutti quelli che a Torino ci vedono solo una città di scalmanati adoratori del demonio.
