Autostrade pubbliche, profitti privati


Mapuche vs Benetton
In questi giorni sono disponibili le semestrali delle grandi aziende. Le aziende vanno divise in società di mercato e concessionarie di Stato. Il primo gruppo è sempre meno numeroso e vive spesso di stenti. I concessionari sono invece in aumento e godono di una salute di ferro. La concessione è un diritto di sfruttamento dei cittadini assegnato dallo Stato. Si possono dare in concessione acqua, spazzatura, energia elettrica, strade. Tutti i bisogni primari di cui le persone non possono fare a meno. Una volta il re assegnava ai suoi feudatari ducati e contee in cambio dei loro favori, oggi i partiti distribuiscono concessioni.
L’italiano, di fronte allo sfruttamento intensivo delle tariffe, può solo consumare meno. Ma, con sua sorpresa, si trova comunque a pagare di più. Infatti, la concessionaria ha un suo preciso obiettivo di profitto. Per raggiungerlo, se il mercato va giù, i prezzi vanno su. E’ un gioco di prestigio che permette ai nuovi monopolisti privati di fare ottimi bilanci e superlative semestrali. E di pagare contributi elettorali, alla luce del sole, ai partiti.
Atlantia, la holding della famiglia Benetton, controlla Autostrade per l’Italia. Le potete riconoscere tra mille nei vostri viaggi delle vacanze: sono quelle con lavori in corso. In un momento di recessione mondiale i Benetton rappresentano un esempio in controtendenza. Grandi industriali del taglieggiamento autorizzato autostradale. I ricavi di Atlantia sono aumentati del 7,8% in sei mesi, arrivando a 1,6 miliardi di euro. 1,3 miliardi di euro provengono dai pedaggi nonostante il traffico sia rimasto stabile. Le tariffe sono aumentate infatti del 3,6% dal primo gennaio 2008.
“Atlantia, la holding della famiglia Benetton”. Come suonano bene queste parole, danno lignaggio alle gabelle. Atlantia ha fatto un utile di 366 milioni di euro in un semestre (+7,4%).
Quando le autostrade erano gestite dallo Stato, gli utili rimanevano agli italiani. Oggi sono spartiti tra gli industriali alla Benetton e i partiti e il Paese diventa sempre più povero.
Si viaggiare, ma evitando le buche più dure…”

Ps. Domani, 9 agosto, alle ore 21.30 presso la corte del palazzo Baronale di Scanzano Jonico verrà presentato il libro “FRAGOLE E URANIO. Scanzano Jonico: storia di una rivolta”.


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Scarica "La Settimana" N°31-vol4
del 3 agosto 2008

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