Federalismo fiscale

foto di sugaree_gd
Rompete le righe. Sta arrivando il federalismo fiscale. I presidenti regionali del nord sono i nuovi moschettieri: uno per tutti e ognuno per sé. La Bresso vuole il modello catalano per il Piemonte. Galan lo vuole serenissimo e con gli schei. Formigoni vuole alleggerire il peso fiscale lombardo. Lo psiconano è sempre avanti a tutti. I soldi non li darebbe a nessuno: lui vuole lo sciopero fiscale. Alla fine il discorso è sempre quello. E’ il famoso articolo quinto: chi si tiene i soldi ha vinto.
La pubblica amministrazione è la prima fonte di occupazione in molte regioni del sud, primissima in Roma città. Il sud e parte del centro Italia vivono di pubblico e di pensioni. Una regione come la Sicilia dovrebbe avere il pil del Belgio o della Grecia. Invece è la patria degli inceneritori e dei rigassificatori. Di Scapagnini e di Totò Cuffaro.
I Savoia quando arrivarono a Napoli si portarono via subito la Cassa dello Stato. Da qui è nato il mito della Cassa del Mezzogiorno. Che è diventata un trasferimento delle tasse ai non migranti meridionali. Un modo per non spopolare il Sud. Una forma di risarcimento a uno Stato sovrano occupato.
Un Sud assistito e abbandonato alle mafie. Un Nord senza industrie di livello europeo. Il federalismo fiscale è un detonatore, se passa l’Italia non c’è più. Lo sanno tutti, anche la sinistra ambidestra. Se il Nord diventa federalista, con solo qualche piccola enclave diessina con termovalorizzatore incorporato, il gioco è fatto.
Il federalismo fiscale, comunque, esiste già. E’ applicato con rigore e professionalità dagli evasori. I numeri che vengono esclamati, con lo stupore dell’indignato, dai politici sono sempre più grandi. Enormi. Equivalgono a dieci, venti, trenta finanziarie. Riusciamo a evadere più di quello che produciamo. Chi evade di solito produce e chi produce di solito sta al Nord. O mi sbaglio? E allora di che si lamenta il Nord?
L’Italia sta in piedi con l’evasione del Nord, con le rimesse fiscali al Sud e con la pubblica amministrazione al Centro. Un equilibrio da circo, ma chi ci crede più?

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