Cesare Salvi dei Ds ha detto in un'intervista alla Stampa: Giornalista: "Qualcuno, come D'Alema e altri, ha detto che non si poteva considerare la finanza rossa come figlia di un dio minore, che c'era del razzismo "finanziario" ". Salvi: "Certo, ma non si può fare con Consorte e l'Unipol. E'stato un errore politico pensare di poter competere su quel terreno e qualcuno dovrà renderne conto…" E ha aggiunto: "...Ora noi dobbiamo dimostrare rigore e fermezza giorno dopo giorno, altrimenti passerà la cultura di chi pensa che siamo tutti uguali e non val la pena di andare a votare…" Delle due l'una: su Consorte D'Alema sapeva e ha taciuto (e non lo credo) o non sapeva. Nel secondo caso ha fatto un grave errore politico a sostenere Consorte e la sua scalata alla BNL. Delle due l'una: su Fiorani D'Alema sapeva e ha taciuto (e non lo credo) o non sapeva. Nel secondo caso è stato sfortunato ed anche un po' cocciuto, dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche tra Fiorani e Fazio lo scorso luglio, a voler mantenere un mutuo, presso la BPI, di 8.000 euro mensili per pagare le rate della sua barca Ikarus II. Se la base dei Ds è quella rappresentata dalle famiglie nei suoi cartelloni pubblicitari, non credo che si possa riconoscere in D'Alema e volerlo come suo presidente. Fassino, tira fuori i globuli rossi, fai pulizia e appellati alla base con un discorso per celebrare il funerale politico di Massimo D'Alema e, visto che ci sei, anche di Violante: "Italiani, amici, miei compatrioti, vogliate darmi orecchio. Io sono qui per dare sepoltura a Massimo D'Alema, non già a farne le lodi. Il male fatto sopravvive agli uomini, il bene è spesso con le loro ossa sepolto; e così sia anche di Massimo. V'ha detto il nobile Consorte che Massimo era uomo ambizioso di potere: se tale era, fu certo grave colpa, ed egli gravemente l'ha scontata. Qui, col consenso di Consorte e degli altri (1) - ché Consorte è uom d'onore, come lo sono con lui gli altri - io vengo innanzi a voi a celebrare di Massimo le esequie. Ei mi fu amico, sempre stato con me giusto e leale; ma Consorte dice ch'egli era ambizioso, e Consorte è certamente uom d'onore. Ha addotto a Roma molti finanzieri, (2) Massimo, e il lor operato ha rimpinzato le casse dell'erario: sembrò questo in Massimo ambizione di potere? Quando i poveri han pianto, Massimo ha lacrimato: l'ambizione è fatta, credo, di più dura stoffa; ma Consorte dice ch'egli fu ambizioso, e Consorte è uom d'onore. Al Congresso - tutti avete visto - per tre volte gli offersi la corona e per tre volte lui la rifiutò. Era ambizione di potere, questa? Ma Consorte dice ch'egli fu ambizioso, e, certamente, Consorte è uom d'onore. Non sto parlando, no, per contraddire a ciò che ha detto Consorte: son qui per dire quel che so di Massimo. Tutti lo amaste, e non senza cagione, un tempo... Qual cagione vi trattiene allora dal compiangerlo? O senno, ti sei andato dunque a rifugiare nel cervello degli animali bruti, e gli uomini han perduto la ragione? Scusatemi... il mio cuore giace là nella bara con Massimo D'Alema, e mi debbo interromper di parlare fin quando non mi sia tornato in petto". (1) Sacchetti, Ricucci, Fiorani (2) Gnutti, Colaninno, Consorte e altri per la privatizzazione di Telecom Italia Ps: L'orazione funebre di Marco Antonio dal "Giulio Cesare" di W. Shakespeare è tratta da: www.liberliber.it