
L'Odio al vino
5 giugno 2005 alle ore 13:45•di MoVimento 5 Stelle
Odio il vino, quello "buono".
Il vino barricato con retrogusto di muschio, il vino degustato non bevuto, il vino tenuto in bocca, il vino fatto respirare.
Questo vino lo odio con tutte le mie forze.
Odio il vino prodotto dai Panerai, Rotschild, con le cantine fatte dai grandi architetti Botta, Weber, Yokonimo, Rikowski.
Cantine arredate, attrezzate a sala congressi, con sopra un Relais Chateaux con 50 camere lusso.
Odio le vigne perfettamente allineate, senza un filo d'erba superfluo.
Odio lo spreco delle bottiglie di vetro, belle, strardinarie, e buttate vie dopo l'uso.
Odio il tappo di silicone.
Odio i grandi intendiori.
Odio tutto ciò che gravita intorno al vino: le riviste, le trasmissioni televisive, i sommelier, gli accessori.
Il vino buono è un'altra cosa.
Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici.
Il vino dai 20 euro in su va odiato.
Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente.
Mi raccomando solo di non farvelo stappare, altrimenti vi applicano un servizio stappo che vi rovina.
Commenti (723)
gelpi cristian
5 giugno 2005 alle ore 14:08odio il vino buono, ma non il vino quello vero, quello genuino, quello che sa di uva e di fatica e perchè no quello pestato ancora con i piedi come si fa ancora dalle mie parti
Riccardo Galatolo
5 giugno 2005 alle ore 14:09eh no!
caro Beppe i vini californiani x arrivare fin qui inquinano...
ti ricordi il famoso tuo discorso dell'acqua minerale?
in trento bevono l'acqua calabrese e in calabria quella trentina?
ogni tanto toppi...
cmq ognuno la pensa come vuole...
io ti voglio bene lo stesso!
vado a bermi un Morellino ci Scansano...
non odiarmi eh?!
ciao...
LORIS DELLA MORA
13 maggio 2007 alle ore 10:27Scusa: dove sono le tue parti ?
Riccardo Galatolo
5 giugno 2005 alle ore 14:12ho messo "ci" invece di "di"...
meglio che non beva più x oggi...
ciao...
luca daconto
5 giugno 2005 alle ore 14:16Un mese fa è passata dalla mia città (cremona)
la manifestazione CRITICAL WINE.
C' erano molte aziende con prodotti di buona qualità e soprattutto a costi veramente accessibili.
Penso di non trovare più una bottiglia di amarone a 11 euro....................
Forse la soluzione è seguire CRITICAL WINE!
Franco Colombo
5 giugno 2005 alle ore 14:18Concordo don il fatto che il vino sia oggetto spesso di speculazioni al pari di tatni altri beni, che arricchiscono nomi che spesso si inventano vignaioli nell'arco di una stagione raddoppiando o triplicando la produzione.
Però conosco realtà di consorzi e cooperative che hanno prodotti vini eccezionali che sono il nostro miglior biglietto da visita del mondo.
Credo che la Tua provocazione Beppe sia quella di dire che odi un mondo dove si muore di fame e ci sono vini da 100.000 lire e passa (w la lira io l'euro non l'ho mai chiesto.....)e su questo non si può che essere d'accordo.
I vini australiani o sud americani sono più convenineti perchè sono considerati meno pregiati e hanno minor domanda, siccome anche quì vige la regola della domanda/offerta meno domanda, pi offerta prezzi più bassi.
Però a quelli che vivono coltivando le vigne che poi servono per ottenre i vini pregiati che sono in Italia come spiego che preferisco comprare estero e li metto in difficoltà economiche?
Sarebbe giusto andare, come faccio io, a comprare il vino direttamente dal produttore. Ottima qualità e prezzo più che ragionevole togliendo parecchi passaggi della distribuzione e lo zampiono dei grandi nomi che cambainao solo le etichette.
Ma Beppe accetta un consiglio se puoi.
Non generalizzare. Altrimenti da un'iniziativa lodevole può nascere confusione ed incomprensioni.
Vedi quello dell'odio è sì una buona provocazione ma finisce, visto che poi Tu non partecipi al dibattito e non rendi perciò interattivo lo strumento interattivo per eccellenza internet, per essere mal interpretato o peggio distorto.
Grazie.
Falerio Ascolano
5 giugno 2005 alle ore 14:24"Quanno che su lo vì
non ce sta mistura
non te fa cosa,
anzi te procura
de mantenette sanu
lu cervellu"
Marco Agate
5 giugno 2005 alle ore 14:26Beh, Beppe, penso che quando sei venuto a Marsala avrai di certo bevuto (e no "degustato") il nostro vino, famoso in tutto il mondo.
Non so chi ci guadagna davvero (..penso ai contadini che fanno la fame o quasi), ma una volta mi sono informato, a Roma, sul costo di un bianco prodotto nella mia città: non me la potevo permettere.
PS: In realtà qui una bottiglia (BOTTIGLIA, no bicchiere) te la bevi al wine bar, comodamente seduto, a partire da 5 euro. Servizio incluso.
donatello menna
5 giugno 2005 alle ore 14:28pe fa cuntent l'ommn
pe fa cuntent l'ommn
pe fa cuntent l'ommn
c vo tre coseeeeee:
quatrini, moje bella
quatrini, moje bella
quatrini, moje bella
e vin booneeeeee!!!!
dall'abbruzzo con affetto
Andrea Vignaroli
5 giugno 2005 alle ore 14:29Il vino da 20 in su non va odiato, vanno odiate le persone che propongono vini da 3 a 20!
La libertà è una bella cosa, anche la libertà di concedersi un sapore nuovo. Se si ha la voglia e la competenza per assaggiare un vino costoso, perchè non farlo? Alcuni metodi di vinificazione sono molto impegnativi, richiedono una gran quantità di tempo, non si può pretendere di averli a poco. Se non si vuole berli nessuno ti costringe, preferisco però poter scegliere.
L'enologia, e la gastronomia in generale, sono anche un modo per mantenere vive tradizioni che rischiano di andare perdute, veri e propri giacimenti antropologici che molto hanno da dirci sulla nostra storia socioculturale. Alcuni prodotti inoltre, come il lardo di Colonnata, l'aceto balsamico di Modena etc. etc. , sono molto costosi perchè, spesso, sono prodotti da un piccolo produttore artigianale che da solo lotta, o tenta di farlo, contro le grandi multinazionali (proprio quelle multinazionali contro le quali spesso ti batti) che sono in grado di produrre su grande scala a prezzi molto ridotti.
Interessante invece la possibilità di portare il vino da casa, non lo sapevo, qualcuno potrebbe postare qualche informazione in più al riguardo?
Finisco con il dire che l'odio è una cosa molto controproducente, ci annebbia, rende i giudizi meno obiettivi. Perchè hai deciso di dedicare ogni settimana un post a questo sentimento, così umano ma così detestabile? Non ne abbiamo già molto in giro?
Anche se non sempre concordo con quello che dici, sono comunque un tuo ammiratore, soprattutto mi piace la tua forma mentis, il tuo voler approfondire, l'andare dietro le quinte, la voglia di chiarezza e di rompere le palle quando non la si trova. Alle volte magari esageri un pò ma magari ad averne di Beppe Grillo in Italia.
Ciao
Andrea Vignaroli
Marco Sicco
5 giugno 2005 alle ore 14:30Allora passa da casa mia che ti offro vino vero. Parlo del 'sopravissuto' Bronda (Nizza Monferrato), lodato da Veronelli, poco prima di dipartire, in quanto genuino al massimo, senza fronzoli. La sua vigna è una jungla nel bel mezzo di campi rasati e 'igienizzati' dalle multinazionali.
Giovanni Greco
5 giugno 2005 alle ore 14:34Caro Beppe ciao, sono Giovanni.
Nella maggioranza delle volte che ho bevuto vino imbottigliato e non, ho sempre avuto vari fastidi, dal mal di testa atroce al rinco....to totale per tutta la serata e fino al mattino dopo. Devo salvare un 10 % dei casi dove, forse il vino era vino magari col minimo degli additivi e conservanti strani. Dico questo perche' io, da ragazzo ho vissuto al paese dove il vino ognuno ancora se lo fa da se e come dice mio padre ''e' fatto con l'uva''(e niente altro) e ti posso assicurare che bevuto pasteggiando per prova della sua genuinita' si potrebbe arrivare anche a berne un litro senza avvertire alcunche' di fastidio o perdite di lucidita'. Mia madre quando faceva la ''conserva'' di pomodori, dentro c'erano solo i pomodori e ti posso assicurare che anche aprendo i barattoli dopo 3 anni erano buoni e profumati come se fossero stati aperti alcuni giorni dopo fatti; dentro non c'era nessun conservante. Ora io mi chiedo qual'e' lo scopo di aggiungere conservanti e intrugli vari quando non ce ne bisogno?
Un caro saluto dal Viaggiatore del Tempo
Ciao.
domenico savino
5 giugno 2005 alle ore 14:36ODIO PURE IL TAVERNELLO...FORZA BEPPE
Paul Olden
5 giugno 2005 alle ore 14:37In vino veritas
di Paul Olden, 02 febbraio 2003
Se c'è una cosa che non sopporto sono i "degustatori enogastronomici". Una volta c'era il sommelier, che era un signore con la pancetta, e magari coi baffetti. Bello impettito, vestito con una specie di frac e con il suo bravo coppino di metallo al collo.
Il sommelier aveva pure lui i suoi difetti, però aveva un grande pregio: non scassava le palle. Ti diceva se l'annata era buona e se sapeva di tappo.
Adesso no. Adesso ci toccano i degustatori dell'ultima ora.
Allora io ve lo voglio dire, cari i miei pseudopoetucoli, mettetevi bene in testa queste poche fondamentali verità:
Non ci sono "frutti esotici" nelle colline piemontesi e il "profumo di fiori gialli" non esiste, perche' ci sono fiori gialli che profumano e fiori gialli che puzzano di merda. Poi ci sono pure fiori gialli che non odorano per niente.
Un vino non può odorare di "violetta, rosa appassita, incenso, goudron" perche' se nascesse tutta sta roba tra i filari delle vigne i contadini ci passano sopra con la trincia prima che fiorisca ( e fanno bene).
Nè farebbero mai entrare nelle loro cantine una "visciola sotto spirito" ( questa viene da qui http://tommasofarina.blogspot.com/2003_02_23_tommasofarina_archive.html#89603601 ).
Allora, degustatori, adesso ripetete con me:
- Il vino sa di uva. Al massimo puo' avere un retrogusto di terra, perche' la vigna e' li' che cresce.
- Se la vigna sta vicino all'autostrada il vino puo' avere un retrogusto di gas di scarico di TIR.
- Se l'annata e' stata umida puo' avere un retrogusto di "Rame Caffaro" (anticrittogamico rameico)
- Se la macina che lo ha pigiato era vecchiotta puo' sapere di ruggine.
- Se ci hanno buttato dentro un sacco di carbonato di calcio per correggere il PH magari si sente un po' al palato.
- Se il vino e' passato in botte di rovere al massimo odora di rovere, non di "delicati frutti di bosco". Perchè nelle cantine i frutti di bosco NON CE LI TENGONO!
- Se il contadino ha fatto tutto per bene il vino sapra' di buon vino e odorera' di conseguenza.
Finito. Leggete due volte, degustatori dei miei stivali, e lasciatemi solo con il mio nebbiolo, che sa di fatica e di colpi di zappa e odora di schiena che alla sera fa male.
Paul Olden
http://lnx.kontrokultura.org
Antonio Faiella
5 giugno 2005 alle ore 14:37Credo che quest'odio ti sia venuto assaggiando un vino che sa di tappo!!!!! Per quello che lo avrai pagato non ti preoccupare...lo puoi restituire.
Non generalizzare Beppe, il sofismo da sempre è stato odiato ma, come la malerba, resiste e cresce. Può essere fruttato con persistenze di cuoio conciato e di tabacco con venature di muschio...se il vino è buono è buono! Su questo non si transige! Il problema nasce quando ci sono persone che dicono ciò che è buono e ciò che è cattivo ed io ... non l'ho manco assaggiato. E non parlo di solo vino ;-)
Un saluto dal paradiso abitato da diavoli
Antonio Balsamo
5 giugno 2005 alle ore 14:38Caro Beppe,
questo discorso vale per il vino ma anche per tanti altri beni il cui valore è stato gonfiato ingiustificatamente dalla civiltà del Marchio. I no-logo in fondo avevano ragione (anche se andavano in manifestazione con magliette e jeans griffati). Parliamo ancora di Made in Italy? Il mio amico Riccardo Orioles dice che "e' dai tempi di Craxi che il concetto di "made in Italy" (cioe' di marchio, cioe' di niente) ha sostituito il concetto di produzione e non possiamo pretendere ancora a lungo che la borsetta firmata (e prodotta in Cina) valga duecento euri mentre quella identica non firmata (sempre prodotta in Cina) ne valga venti". Quand'è che ci sveglieremo?
Flavio Musetti
5 giugno 2005 alle ore 14:40Mi sembra che cominci ad odiare troppe cose, ti seguo da moltissimo tempo e ammiro moltissimo le cose che dici e scrivi ma temo che fra poco mi scriverai un blog dove dirai "odio la F...A"
Non voglio essere volgare ma ripeto mi sembra che il tuo ODIO sia esagerato.
Michele Fanni
5 giugno 2005 alle ore 14:41Il servizio stappo no, è tremendo!
luca loconsole
5 giugno 2005 alle ore 14:43TI SEGUO ANCHE IO DA UN PO', CARO BEPPE, MA IL VINO BUONO MI PIACE E NON LO ODIO...O FORSE MI STO PERDENDO UN MEX SUBLIMINALE?...
Carlo Masi
5 giugno 2005 alle ore 14:44Caro Beppe, i vini australiani cileni californiani beviteli pure da solo. Io scelgo tra le centinaia di vini italiani che costano anche meno di 5 euro (i 20 euro che poni tu come limite sono già insopportabili per le mie tasche), i vini fatti in casa, il classico vino del contadino. Insomma, non c'è bisogno di aspettare che la soluzione venga dall'esotico quando abbiamo in casa l'imbarazzo della scelta. Se capiterò in California proverò volentieri un vino locale, come faccio, se posso, in qualunque località mi capiti di approdare.
Luciano Lucifero Lucertola
5 giugno 2005 alle ore 14:44ahahah!!!
grande Beppe...
come si fa a dire che il vino sa di banana, more, fragole,vaniglia, liquirizia e topi di campagna?
A tutti I sommelier:
il vino è SUCCO D'UVA!!!
Alan Bianchi
5 giugno 2005 alle ore 14:44E..già.. oggi il vino è diventato un campo su cui ripiegare per fare businness....troppi V.I.P. (cosidetti) si sono buttati nella vinificazione, togliendo agli amatori di questo nettare il piacere di bere un buon bicchiere di vino senza star li a guardare il portafogli. E via alle guerre del vino.. Quello francese è meglio.... no no lo facciamo meglio noi italiani, e intanto qualche sera fa mi stavano rifilando per 30 Euro una bottiglia di vino che alla bottiglieria sotto casa mia la pago 2,50.
Secondo me (l'odio) deve essere indirizzato su chiunque , forte del suo nome, ci vende un prodotto qualsiasi facendocelo strapagere perchè sull'etichetta ci sta scritto questo o quel marchio. Intanto che posto questo messaggio mi stò bevendo un ottimo bicchiere di vino, porodotto da un signore del posto che insieme alla prima damigiana mi ha dato una fotocopia dell'esito delle analisi fatte sullo stesso, dicendomi: "Se il vino che ti dò non è come è scritto qui....ti restituisco tutti i soldi".
P.S. W il vino genuino, W il vino a 2 euro al litro, w il vino che dopo un paio d'anni se non l'hai bevuto lo devi buttare perchè non ci sono ne conservanti ne porcherie varie.
ciao a tutti
Matteo Manin
5 giugno 2005 alle ore 14:46Attenzione
va bene dire che certi vini costano troppo, ma diffidate da quelli super economici!
Del vino hanno solo il colore
claudia zannoni
5 giugno 2005 alle ore 14:47Io non bevo acqua,il vino mi piace.
Mi piace la "musica" che sento quando si stappa una bottiglia...mette allegria.
Odio gli pseudo intenditori che te lo fanno andare di traverso !
Alan Bianchi
5 giugno 2005 alle ore 14:53
X Matteo Manin....
Quello che dici non è esattamente vero..(secondo me)... il contadino siciliano spende gli stessi soldi di un produttore di Brunello per fare il vino....sai dove sta la differenza......che 100 metri quadri di terreno nella zona dove si produce il Brunello ti costa come comprarti un Palazzo.. e alla fine tutto si ripercuote su chi lo compra.
carlo bigazzi
5 giugno 2005 alle ore 14:54non odiare il vino, soprattutto quello buono, credo di aver capito la tua provocazione, il problema non è di rifiutare i prodotti che vengono offerti con ricarichi troppo elevati, ma farlo conoscere alla maggioranza delle persone consumatrici di vini ai ristoranti.
esempio. un buon chianti di marca viene acquistato dai ristoratori alla cifra di 7,00/8,50 euro e rivenduto a 25,00/30,00 euro
nessuna organizzazione di consumatori informa i clienti di bar e ristoranti che viene applicato un ricarico eccessivo sui vini " buoni".
ben vengano i vini dai paesi emergenti, che essendo più economici di quelli italiani, prima o poi obbligheranno noi ristoratori ad intervenire sulle nostre carte dei vini.
ottimo il consiglio di Luca di seguire i percorsi di " critical wine".
ciao.
Salvatore Pagano
5 giugno 2005 alle ore 14:57Odio quello strapagato della tv che dice che il vino ha retrogusto di tacco e fa pensare alla primavera, al corbezzolo e alla pesca selvatica.
Amo il vino, quello che però parla da solo e tappa la bocca ai sapientoni.
Ciao Beppe ;)
Paul Olden
5 giugno 2005 alle ore 14:57Comunque, consiglio a Grillo di informarsi su chi sono i proprietari delle vigne californiane...
Scoprirebbe gente tipo questa megamultinazionale:
http://www.diageo.com/
Bella roba, eh?
IVANO ROVOLON
5 giugno 2005 alle ore 14:59IL VINO E' UNA FORMA DI VITA....VIVA I VINI LOCALI FATTI CON "AMORE"....E PASSIONE! W IL VINO
PER RALLEGRARSI...W IL VINO "GENUINO" DELLE FESTE
DI PAESE...W IL VINO BUONO...W IL VINO X DIMENTICARE LE SCHIFEZZE DI QUESTO MONDO. ABBASSO IL VINO PERCHE' E' DI MODA...PERCHE' FA TREND...PERCHE' FA FIGO....A GENTE CHE NON SA NEANCHE COME SI FA A FARLO IL VINO.
Stefano Fiaschi
5 giugno 2005 alle ore 15:01Noto ultimamente una gran carenza di argomentazione nei tuoi post e un carico di idee strampalate buttate la...
Dici ai siciliani di bere acqua siciliana e ai lombardi di bere acqua lombarda poi ci dici di bere vino australiano.
Dici che il mondo è sovrappopolato e che dovremmo adottarli i figli invece di farli, poi te ne hai sei e porti agli spettacoli le carrozzine per denunciare la vecchiaia della popolazione italiana.
Quale Beppe Grillo ascoltare lo decidiamo noi?
Lorenzo Colombo
5 giugno 2005 alle ore 15:08MA CHE COLPA NE HA IL VINO?
L'ODIO EVENTUALMENTE DOVRA' ESSERE RIVOLTO AI VIGNAIOLI E ANCOR PIU' AI COMMERCIANTI DI VINO.
MA IL SUCCO D'UVA CHE COLPA NE HA?
AMO IL VINO E QUALCHE STORTA UNA VOLTA OGNI TANTO FA BENE.
BEPPE "VE FO' DA STA CRISI E BEF UN BICEER DE NEGHER!"
Igor Scicchitano
5 giugno 2005 alle ore 15:09...Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente...
ho provato a cercare su google, mi sembra che sia a discrezione del ristorante se si puo o no portare il proprio vino, viene comunque applicato un "diritto di tappo" che varia da 2 a 10 euro.
un mio pensiero sul vino, escludeno quelli veramente troppo economici perche probabilmente di bassa qualità e quelli troppo costosi perche si paga il nome, esiste un trucco per scegliere....
assaggiare :-) e decidere se ci piace o no...
Comunque finche non avremo trasporti meno inquinanti o fino a che i costi finali non rifletteranno questi costi, preferisco, a meno di eccezioni, favorire le produzioni locali (anche al costo di un po di gusto).
ciao a tutti.
francesca Mati
5 giugno 2005 alle ore 15:10Non sono molto in tema, lo so, ma sto cercando in rete un sito che mi spieghi meglio aspetti e conseguenze del prossimo referendum. Sapete dove posso trovare qualcosa di chiaro e non fazioso come quelli che ho visto fino ad ora? Grazie
Andrea Monachino
5 giugno 2005 alle ore 15:11Ti prego... io ti seguo da quando facevo le medie, dal tuo ritorno in RAI con le famose due puntate dopo anni di esilio, sono un tuo ammiratore... ma non dire che odii il vino!
Personalmente, sono stato "educato" ad apprezzare il sapore del vino, ho fatto anche dei corsi ma perchè é una cosa che mi é sempre piaciuta, odoro tutto quello che ruota attorno al vino, la vita all'aria aperte nei campi, la vendemmia, le tradizioni, i procedimenti per creare il vino... é una cosa che mi incuriosisce da bambino.
Vero é che oggi sembra che dirsi "esperti" di vino é una cosa che fa tendenza, ma c'è anche chi vive questo come una delle poche cose genuine che ci sono rimaste. Quanto a sentire degli aromi particolari nei vini... io li sento, ma perchè é una questione di educazione. Così come una persona dotata di orecchio quasi assoluto sa riconoscere ogni singola nota in un brano, esistono anche persone che, per educazione e passione personale, sanno riconoscere ogni sfumatura olfattiva nel vino.
Un tuo grandissimo fan.
giancarlo fiorenzano
5 giugno 2005 alle ore 15:11..........grande Beppe, da più di un anno mi diverto a vedere la rubrica "gusto" su una emittente?!?
e questi clown che parlano di liquirizie, mentolo, sabbia del deserto e altre caz...e del genere mi hanno fatto odiare un pochino il vino.
A proposito guardate la copertina del sommelier, in bella vista uno dei più grandi produttori attuali di vino.
http://www.sommelier.it/default.asp
Andrea Gianfreda
5 giugno 2005 alle ore 15:12Sei proprio il "buon Grillo" parlante. Grazie grazie... grazie!
Con rinnovata stima,
Andrea
Giovanni Benzoni
5 giugno 2005 alle ore 15:15Che dire... Bevi che ti passa :-)
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 15:18x caruso nicola:
"Odio lo spreco delle bottiglie di vetro, belle, strardinarie, e buttate vie dopo l'uso."
Beppe odia lo spreco e le bottiglie buttate dopo l'uso...
ma sai quanto ci vuole perchè si biodegradi?
Nessuno ci dice che le riciclino invece di gettarle chissà dove!!
PS con tutti i Post di critica verso Grillo come fai a credere che ci sia censura???mhà!!
Igor Scicchitano
5 giugno 2005 alle ore 15:19...Odio lo spreco delle bottiglie di vetro, belle, strardinarie, e buttate vie dopo l'uso....
BRAVO...
torniamo alle bottiglie di vetro anche per l'acqua minerale con un sano, sanissimo
VUOTO A RENDERE di un euro.
e gia che ci sono i farei la tassa anche sui sacchetti di plastica che ti danno al supermercato cosi la gente ricicla.
saluti
Igor
STELLA MAGLITTO
5 giugno 2005 alle ore 15:19Caro Beppe,
ti scrivo dalla prov. di Pescara e ti abbiamo visto nel tuo spettacolo di Chieti il 15 maggio; proprio a Chieti c'è un'ottima cantina di cui non faccio il nome - perchè non e' consentito - che propone una gamma di vini davvero spendidi e di ottima qualita' che acquistiamo sfuso a prezzi molto accessibili (circa 2/3 euro al litro).
In quel vino si sente tutta la passione ed il cuore del produttore che ama farsi un vino per sè, ma soprattuto da condividere con gli altri; vini di qualita' inferiore costano davvero una cifra...
Comunque la sua azienda e' cresciuta e sta crescendo a piccoli passi e l'anno scorso ha vinto la prima Gran Medaglia d'Oro al Vinitaly di Verona.
Vorrei dire che per me e' giusto che anche questo produttore abbia diritto di imbottigliare il suo vino e farsi conoscere un po' in giro, si vive anche di soddisfazioni, ed abbia diritto di vendere anche cara una sua bottiglia ai giapponesi (che non riusciranno mai a copiarla).
Dal canto mio continuero' sempre ad acquistare il loro vino perche' e' un vino "umano" fatto da persone di cuore che amano il loro mestiere, che non e' solo quello di fare soldi.
Fammi sapere se lo vuoi assaggiare, te ne mando una bottiglia (anche di piu').
Bacioni
Daryl Cordwell
5 giugno 2005 alle ore 15:20Alle narici ci parla di violetta, rosa appassita, incenso, goudron e visciola sotto spirito, mentre in bocca ci regala una sorsata ricca, vellutata e ampia come il profumo, semplicemente imperiale...
Direi che sono solo grandi cavolate per poter rubare i soldi a ricchi polli accompagnati da galline spennacchiate.
Ernesto Calato
5 giugno 2005 alle ore 15:24..spero che sia una provocazione Grillo.. se no stai postando delle stronzate.
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 15:31ma no per carità...così sennò si continua con il petrolio e schifezze varie.
sono solo del parere che il vetro debba essere utilizzato in modo furbo. a poco serve infatti sostituire la plastica con il vetro se poi non lo si ricicla a dovere...
Igor Scicchitano
5 giugno 2005 alle ore 15:31il mondo é bello perche é vario (anche se un po avariato) ed é bello anche perche due persone davanti allo stesso soggetto ne danno due interpretazioni differenti.
Io interpreto questo post di Odio come un inno d'amore al vino buono che secondo lui e quello figlio delle tradizioni, dell'amore e della passione e non quello dell'industrializazione (le vigne troppo precise e tappi al silicone), o del marketing (riviste, sommelier, vigne di botta...).
Insomma un inno a riscoprire il piacere del genuino ed non a farsi gabbare dai falsi miti.
ciao
Igor
torti mara
5 giugno 2005 alle ore 15:33E no così proprio non va
Sono compiaciuta delle risposte di negazione a questa provocazione "grilliana"
Diciamo piuttosto:
Viva la filosofia e la pratica del vino di qualità,
Viva la produzione italiana,
Viva la valorizzazione del territorio, che è forse l'unica risorsa che non può esserci sottratta,ma che sarà destinata a giacere sterile se andiamo avanti di questo passo;
ma
Abbasso l'oligopolio dei rivenditori di vetri e dei centri di acquisto della grande distribuzione organizzata che strozzano i produttori di vino, i primi praticando prezzi d'acquisto dei vetri troppo alti, i secondi imponendo una esagerata scontistica sulle vendite per accaparrarsi il maggior guadagno.
Giuseppe Fiori
5 giugno 2005 alle ore 15:34Ragazzi se vi interessa l'argomento cercate il documentario francese "Mondovino", da poco anche tradotto in italiano..
Illuminante e un po' inquietante.
Riccardo Arona
5 giugno 2005 alle ore 15:36Nel post sulla fecondazione assistita Beppe chiede se sia preferibile lasciare il nostro futuro nelle mani degli Antinori piuttosto che in quelle delle levatrici.
Ed ora arriva il post sull'odio verso il vino.
Capisco che può far rabbia sapere che c'è gente che non batte ciglio alla prospettiva di acquistare una bottiglia di Sassicaia a 500 euro, ma è evidente che Beppe vuole comunicare qualcos'altro.
Perchè gli Antinori decidono il nostro futuro?
Forse i frequentatori del Blog sapranno fornire qualche risposta.
A presto.
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 15:37Mi sa che beppe ha bevuto troppo vino californiano.....per dire ste ca...te
Io ¨"odio" Beppe Grillo!!!!!
1)Dice di sfasciare i computer ed io lo compro
2)Dice di bere vini stranieri e bevo solo quelli italiani buoni e non buoni.
3) Odia il calcio, io lo amo.
distinti saluti
mauro mauri
5 giugno 2005 alle ore 15:43Se ho capito il senso del post di Grillo, questo sentimento si può allargare verso tutti i generi alimentari di lusso.
Dal caviale Beluga prodotto in Iran, che il russo ormai non si sa più come viene fatto, al Culatello di Zibello venduto a 120 euro, al tonno inscatola di carloforte venduto ormai solo ai giapponesi.
E ne sono d'ccordo, perchè odia il business e il simbolo che ne rappresenta a discapito della ragionevolezza dei costi, della produzione e della distribuzione.
Anche se sono sicuro che il buon Beppe, nella sua posizione economica e sociale ha spesso assaggiato e beneficiato di sapori rari e prestigiosi...
mario ferrera
5 giugno 2005 alle ore 15:48Herr Grillo
sempre a criminalizzare i ristoratori che vendono tutto a prezzi esagerati.....adesso pure il vino.C´e´ per caso una legge o una prescrizione medica che ci obbliga a visitarli ? Siamo in un sistema che purtroppo fa lievitare molti prezzi esageratamente, indipendentemente dalla volonta´ singola.Rispettiamo questa classe di lavoratori ultimamente cosi´ bistrattata o almeno concediamogli la presunzione d´innocenza finche´ colpa non li coglie.
Beppe aspetta che arrivano i vini cinesi e vedrai che con 20 ti daranno anche BACCO
ciao con rinnovata stima ferrera mario
p.s. non chidermi che lavoro faccio aumenterei la schiera dei tuoi vilipesi rivenditori di nettare degli dei
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 15:50ma hai idea di quanto costi portare in giro per l'Italia uno spettacolo e prepararlo...non è gratis...per di più si deve pagare anke le spese legali(tante) dei Boss che scomoda.
non credo sia tutto rose e fiori.
Poi scusa ma dovrà pur campare, in fondo è il suo lavoro...
Giampiero Frulli
5 giugno 2005 alle ore 15:50X Nicola Caruso...
Non attribuire a Beppe cose che non ha detto... lui ha scritto che odia lo "spreco", non la bottiglia di vetro! Non sta dicendo che preferisce le bottiglie di plastica (come credi che dica Daniele Piredda). E ciò è avvalorato dal fatto che odia i tappi al SILICONE! E poi non dimenticarti mai il rispetto... non dire "non capisci una mazza"!
Che vuoi dire con "tirapiedi comunisti"...?
Guarda che la politica non è una squadra di calcio, e se comunque lo fosse, allora Beppe sarebbe l'arbitro! Lui esprime un giudizio, poi siamo noi che con la nostra coscienza riflettiamo se quello che dice è bene o male. Sempre nel rispetto delle opinioni.
Non ti far abbindolare da coloro che hanno "messo in campo" i "comunisti"... Qui i pregiudizi non contano, questo è ciò che dovresti imparare da uno come Beppe.
...A meno che tu non sia un produttore di vini da 200 euro al bicchiere...
Giovanni Carino
5 giugno 2005 alle ore 15:51Ciao a tutti i compagni del blog.
Ragazzi non è una questione di 3 o 20 euro,per quanto mi riguarda questo tentativo di boicottaggio ai vini italiani e quindi pubblicità a quelli stranieri è inutile. Con la disastrosa condizione economica nella quale ci troviamo tutti, avviene in automatico acquistare i prodotti più economici, se la media di un salario è pressocchè insufficiente per fronteggiare alle spese è normale ed è logico acquistare prodotti a basso prezzo. Qualcuno potrebbe mettere in discussione la qualità dei prodotti e su questo potrei anche accettare il dibattito partendo dal presupposto che i prodotti in questione non siano dannosi, allora resta solo il gusto personale ed il mio gusto è quello di arrivare a fine mese con meno affanni possibili, per questo io non comprerei mai vini al di sopra dei 20 euro. Ricollegandomi al boicottare inutilmente credo che se continuiamo così con l'economia italiana i vini sono l'ultima cosa che l'italiano penserebbe di comprare costringendo di conseguenza al calo prezzi. E' una condizione finita è solo questione di tempo.
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 15:52Io non ho detto che Beppe preferisce le bottiglie di plastica! ma state scherzando?
Robert Dubois
5 giugno 2005 alle ore 15:54Caro Beep, odio é una parola che...non amo
Capisco la provocazione, ma se poi é fine a sestessa perde forza ed impatto. Detto questo riprendo l'invito di un blogger (G. Fiori se non erro)di vedere il film-doc "Mondovino" che fa vedere come stanno veramente le cose.
Aggiungo una sola piccola cosa sul tappo in silicone: avevo il tuo stesso pregiudizio finquando non l'ho provato.Ora ne sono un fan. E' gradevole al tatto, non si sbriciola né si spacca ed é altamente igienico. Andrebbe imposto per legge. Miao.
Michele Serri
5 giugno 2005 alle ore 15:56Io più che il vino in sè "odio" le tante persone che per "sentirsi qualcuno" lo bevono, se non ci fossero quelle persone non ci sarebbe neanche quel tipo di vino, ma non è molto diverso da tutto il resto, dai vestiti firmati, dalle case superlusso, alle macchine supercostose, è sempre la stessa logica, il bisogno di sentirsi in qualche modo particolari, anche per il vino che si beve ed è in fondo la logica su cui si regge questo capitalismo, penso che il 90% del valore di mercato del vino sia dato da questo surplus di immagine che alletta l'amor proprio della gente, se tutto fosse ridotto all'essenza di tutto il nostro mercato non resterebbe quasi più nulla, soltanto che con questo sistema saremmo tutti disoccupati e bisognerebbe per forza pensare a qualche altro sistema...leggo spesso della favola del buon contadino che zappa la terra, ma, se poteva essere vera una volta, non credo sia più attuale, hanno tutti le loro belle attrezzature e sono convinto che fanno meno fatiche di un operaio in fabbrica e certamente una vita più sana e spesso ce ne sono di straricchi ed semiesentati dalle tasse, naturalmente non si può generalizzare, nè in un senso, nè nell'altro...si legge spesso di andare ad acquistare direttamente alla fonte, ma quando il produttore vende in genere va a ricavare i suoi prezzi da quello che fa fuori il commercio, senza sconti o con pochi sconti, o magari con rincari, con la scusa che quello che vende è DOC...e se come semplice produttore gli capita di essere vittima, non appena ne ha la possibilità diventa carnefice, non c'è senso della misura e si tende tutti ad approfittare della situazione...per me il vino è solo una bevanda, che non amo neppure particolarmente, e personalmente non spenderei mai più di 15 euro (e al ristorante) per bere del vino, oltre lo penso solo spreco e spocchia...
Giampiero Frulli
5 giugno 2005 alle ore 15:56X Daniele Piredda...
LO SO che non hai detto che preferisci le bottiglie di plastica... Ti faccio un esempio: se io dico che non mi piace il calcio, non ho detto che amo il basket! Ho detto semplicemente che non mi piace il calcio!!!
Tu non hai detto che preferisci le bottiglie di plastica...
Spero di aver reso l'idea! :)
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 15:57Ok, recepito il messaggio...ci tenevo soltanto a sottolineare il fatto che io parole in bocca a Beppe non ne ho messo e che a me la plastica non stà molto simpatica (anche se ci circondano)
Giovanni Carino
5 giugno 2005 alle ore 16:00Ciao a tutti i compagni del blog.
Ragazzi non è una questione di 3 o 20 euro,per quanto mi riguarda questo tentativo di boicottaggio ai vini italiani e quindi pubblicità a quelli stranieri è inutile. Con la disastrosa condizione economica nella quale ci troviamo tutti, avviene in automatico acquistare i prodotti più economici, se la media di un salario è pressocchè insufficiente per fronteggiare alle spese è normale ed è logico acquistare prodotti a basso prezzo. Qualcuno potrebbe mettere in discussione la qualità dei prodotti e su questo potrei anche accettare il dibattito partendo dal presupposto che i prodotti in questione non siano dannosi, allora resta solo il gusto personale ed il mio gusto è quello di arrivare a fine mese con meno affanni possibili, per questo io non comprerei mai vini al di sopra dei 20 euro. Ricollegandomi al boicottare inutilmente credo che se continuiamo così con l'economia italiana i vini sono l'ultima cosa che l'italiano penserebbe di comprare costringendo di conseguenza al calo prezzi. E' una condizione finita è solo questione di tempo.
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 16:01In effetti mi pare che Beppe nella foga di attaccare sia uscito un tantino dal seminato. Come per quasi tutti i prodotti esistono le fasce di eccellenza... ritengo sia più che giusto che, per esempio, un Brunello di Montalcino del 1997 sia distinto da altri vini pur validi anche dal prezzo. E poi perchè odiare sommellier ed intenditori... ? Non ne vedo nessuna ragione... E' vero che nel mondo del vino ci sono delle belle esagerazioni... ma non mi pare sia uno dei nostri crucci più pesanti... anzi mi pare che ci distingua nel mondo per qualità e capacità... devono fare una bella lingua lunga i cileni e gli americani per raggiungerci... a meno che non andiamo noi a produrre in quei posti... Nessuno obbliga nessuno a bere vini da 200 euro... tant'è vero che quasi ovunque si può degustare un decentissimo litro di vino per 7 / 8 euro...
Ma perchè questo attacco ???? Non riesco proprio a capire perchè tutto questo odio per un prodotto così buono da meritarsi l'appellativo di nettare degli dei...
Riccardo Gatani
5 giugno 2005 alle ore 16:01Stavolta non concordo, almeno sul fatto he i vini da 20 euro in su non siano buoni (non tutti almeno), e tanto meno sui vini cliforniani e cileni che per i miei gusti fanno proprio schifo. Sara' che io la vigna ce l'ho, ma il vino lo facciamo per berlo noi e basta, non lo vendiamo. Eppure sono molte di piu' le cooperative o i singoli agricoltori che nel fare vino ci mettono la passione, piuttosto quelli che lo fanno solo per business, ricorda beppe non fare mai di tutta l' erba un fascio perche' c'e' tanta gente che si batte dall' interno
Riccardo Gatani
5 giugno 2005 alle ore 16:02Stavolta non concordo, almeno sul fatto he i vini da 20 euro in su non siano buoni (non tutti almeno), e tanto meno sui vini cliforniani e cileni che per i miei gusti fanno proprio schifo. Sara' che io la vigna ce l'ho, ma il vino lo facciamo per berlo noi e basta, non lo vendiamo. Eppure sono molte di piu' le cooperative o i singoli agricoltori che nel fare vino ci mettono la passione, piuttosto quelli che lo fanno solo per business, ricorda beppe non fare mai di tutta l' erba un fascio perche' c'e' tanta gente che si batte dall' interno
marco scognamiglio
5 giugno 2005 alle ore 16:02Il lavoro che voglio fare da grande è guardare le donne in preda all'estasi sessuale per poterle ritrarre.
Sul tavolo una bottighlia di vino. Nella pentola a pressione la testa mozzata di Lei in brodo di verdure che servirò a sfamare i imei amici del parco.
Quando tutte le attività legali sono in mano al ceto alto, cos'altro possono fare i poveri se non dedicarsi al traffico di droga ?
Le vittime, non i persecutori, diventano i perseguitati:
più gli esuli della società si arrabattano con attività sgradevoli, più affondano.
Nessuna civiltà è nuova.
Alessandro Manfredi
5 giugno 2005 alle ore 16:02chissà perchè tutto debba essere commentato a tutti i costi... trovo la serie degli "odio" molto intelligente tanto quanto personale... riferimenti a una semplicità limpida, fuori dagli artifici, quella che dovremmo avere, contro all'omologazione da troppo tempo imperante: da bambino dovevo tifare per una squadra, poi più grande dovevo a tutti i costi bere Glen Grant (ve lo ricordate Michele?) e gli esempi potrebbero continuare.
Chiunque è libero di buttare 30 Euro per una bottiglia, chiunque è libero di dirgli che è un pirla. Non vedo altro. ciao a tutti
Matteo Torreggiani
5 giugno 2005 alle ore 16:05Caro Beppe sei sempre provocatorio; perchè sicuramente saprai che chi coltiva l'uva con passione vuole vedere la sua vigna più bella di sua moglie; saprai che per far arrivare alla vendemmia l'uva c'è bisogno di un anno intero di sacrifici i "vecchi" lo sanno che nella vigna "si lavora tutto l'anno"; saprai che Qualcuno paragonava il lavoro dell'uomo nella vigna al lavoro di Dio sull'uomo; quindi saprai anche che quando l'agricoltore beve il suo primo bicchiere di vino nuovo, ci sente un'anno di vita. Saprai anche che il vino Italiano è il migliore al mondo ed è qui a casa nostra. Quello che sò io è che pur di trovare guadagno "superfluo" in tutto, stiamo aggiungendo valore a cose non ne hanno o che ne hanno il giusto, così i cibi fino ad ora chiamati "poveri" si possono mangiare solo nei ristoranti di lusso o a qualche sagra paesana.
Saprai caro Beppe che chi stà rovinando tutto non sono quasi mai i produttori, ma quelli che vengono dopo (intermediari, grossisti, ecc.) che non servono a nulla, ma che pur di non lavorare (fisicamente), si inventano lavori che vanno a ricadere sulle nostre tasche, e non solo nel campo del vino queste "persone" sono ovunque, ci fanno credere che sono necessarie, intanto si arricchiscono sempre più distruggendo la sana vita.
Giovanni Carino
5 giugno 2005 alle ore 16:06Caruso Nicola,
Posso chiederti come hai ricercato queste informazioni sul cachet di Grillo??
Urge in me la curiosità.
MArio Rossi
5 giugno 2005 alle ore 16:07x Caruso Nicola
E lo trovi molto, il compenso di Grillo? Io pensavo di piu'! Cmq tutti meritati.
Ciao invidioso!
Rosario Pisanò
5 giugno 2005 alle ore 16:08HAHAHA il servizio stappo ..
Grande Beppe!! :D
E' vero anche intorno a questa nobile bevanda si sta costruendo un business gigantesto. Che schifo!!
Tutto per il profitto!
Giovanni Carino
5 giugno 2005 alle ore 16:09Caruso Nicola,
Posso chiederti come hai ricercato queste informazioni sul cachet di Grillo??
Urge in me la curiosità.
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 16:10http://www.arezzonotizie.it/Servizi/Notiziario/Lista.ASP?IDT=Politica&IDN=18120&YER=2004
L'sssessore alle politiche giovanili Oreste Civitelli: [...]Quindi i 13.000,00 € richiestoci, l'alto costo dell'Artista e la mancanza di teatri capienti ci hanno fatto riflettere sull'opportunità di avere oggi l'artista o posticipare l'evento all'estate, magari utilizzando altri palcoscenici più capienti e prestigiosi, quali l'Anfiteatro romano.[...]
----- molto meno dei tuoi 58000€
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 16:11Ancora c è gente che difende Grillo come se fosse il messia.
Beppe Grillo è un truffatore come tanti,che fa di speciale Beppe??Parla male dell Italia,come se non lo sapessimo che viviamo in mondo di merda.
Poi leggo sul blog,
grazie Beppe per averci dato voce ,grazie Beppe per tenerci informati grazie grande uomo, garzie grazie messia.
Non gli interessa un caxxo di noi povera gente.
Infatti sul blog che manda?Mina mi ha scritto una lettere guardate miei seguaci ,Mina!!! Mi ha scritto una lettera, sono bravo a dire tutte ste cose, io sono democratico,so che cos è la libertà ascoltatemi ,seguetemi, vi porterö fino in paradiso.
Grillo a me non mi freghi!!!!!!!!!!!!!!!!!¨¨¨
TU!!il tuo blog neanche l ho leggi perchè senno ogni tanto ti scomoderesti a mandare qualche risposta hai frequentatori
di questo blog,ma ti capisco noi non ci chiamiamo MINA!!
Mi raccomando il tuo DVD VENDILO A MENO DI 20Euro
senno fai una figura di m....anzi se vuoi essere coerente con te stesso fallo scaricare Gratis direttamente dal blog.
Ed i tuoi spettacoli ad 1euro,anzi no, non fare piu spettacoli nei palasport, fatti montare un palco nelle città con un microfono,li si che saresti diverso da gli altri.
Distinti saluti
Pietro Comoli
5 giugno 2005 alle ore 16:12Non scrivo mai ma questa volta devo dissentire con forza: vivo in una zona di vino buono (Gattinara, Ghemme, Fara, Boca) e posso odiare solo i tappi in plastica e lo spreco delle bottiglie.
Ciao
Rita Porrega
5 giugno 2005 alle ore 16:13Io non ODIO, ma non sopporto più tutte le trasmissioni di cucina (...Antonella Clerici in testa!!!) che trovi su ogni canale televisivo,a qualsiasi ora, che ti dicono quello che devi cucinare, quanto ti costa e con che VINO lo devi abbinare: come se uno non avesse niente altro da fare che riempire un quaderno per trascrivere tutte le ricette che ti danno!!E basta...NON SE NE PUO'
PIU'!!!!Adesso stai a vedere che le casalinghe italiane, prima di decidere cosa cucinare in base anche (...e soprattutto!) a quello che possono spendere, accendono la televisione, per vedere cosa consiglia la Clerici e , per non sbagliare, acquistano anche il vino giusto da abbinarci!!!
Rita
stefano buda
5 giugno 2005 alle ore 16:15personalmente invece concordo con beppe. in italia non c'è più la cultura del bere vino ma il business e la moda del consumare vino.
basta vedere i nuovi wine bar dagli arredamenti fastosi: spillano soldi ma servono pur sempre del vino come le cantine di un tempo.
inoltre i vari intenditori del caso, spesso prezzolatamente sponsorizzati dalle case produttrici (e dunque non sempre attendibili), non fanno altro che costruire a tavolino dei prodotti per un mercato che ce li vende a prezzi palesemente sproporzionati al loro effettivo valore. ovvio che ci sono vini di rarità per qualità ed annate senza prezzo. ma mi pare evidente che mediamente in Italia tutta l'industria del vino stia sopravvalutando economicamente i suoi prodotti e ci stia raccontando un mare di cazzate quanto a caratteristiche e proprietà "magiche" delle sue creazioni. conosco bene i vini chileni e posso assicurarvi che sono davvero eccezionali,mediamente meglio dei nostri e con punte di eccellenza.tuttavia non essendo sottoposti alle recenti logiche modaiole del vino di casa nostra, sono accessibili a prezzi contenuti.
bene ha fatto beppe ha sottolineare questi aspetti. saluti
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 16:16X DANIELE PIREDDA
Se ho capito bene ciò che ho letto sull'articolo da te linkato, i 13.000 euro sono solo il contributo richiesto alla pubblica amministrazione del luogo dove si svolge lo spettacolo per coprire il minor incasso dovuto all'assenza di strutture capienti.
E in ogni caso per 2 ore scarse di lavoro sono molto tanti e troppi.
Guido Scelso
5 giugno 2005 alle ore 16:19Questa potevi risparmiartela!
Questa uscita dell'odio il vino ti farà perdere quei frequentatori "moderati" del blog che amano i piccoli piaceri della vita, che vanno ancor di più oggi difesi.
Così come gli abiti dei grandi stilisti, le automobili sportive italiane, i gioielli dei virtuosi artigiani fiorentini che gli stranieri ci invidiano e che farebbero di tutto per acquistare almeno una volta nella vita, lascia anche che si producano vini che costano venti euro a bottiglia e più.
Non odiare il Passito di Pantelleria che tanto impegno e dedizione richiede o il Franciacorta veneto che nessuno al mondo potrà mai eguagliare.
Dici che non sono consentiti messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane ( istigazione a delinquere, diffamazione ecc... ), invece tu puoi scrivere dell'odio per il vino di Panerai, Rotschild per gli architetti Tizio e Caio, che il vino buono è un altra cosa e che tutto quanto gravita attorno al vino, e quindi anche chi ci lavora, va odiato.
Sarà forse perchè sei astemio?
O perchè invece ti sei bevuto il "cervello" a furia di essere arrabbiato con tutti e di tutto?
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 16:22...Quindi i 13.000,00 € richiestoci[...]
Guarda mi hai fatto venire il dubbio, ma da come è scritto sembra che sia il cachet...
Dire se sia adeguato o meno non credo spetti a me ne a te...credo solo che se continua a registrare pienoni ad ogni data un motivo c'è...
credo che il motivo sia che le persone sono disposte a pagare quella cifra per averlo in città...
ho sentito di cachet moooolto superiori....
Giampiero Frulli
5 giugno 2005 alle ore 16:22... I sommelier sono dei critici! E quindi vanno presi come tali!
Un sommelier dà al vino un giudizio "tecnico" (il tannino, l'equilibrio, ecc.) e un giudizio "artistico" (i famosi 'sentori')...
In televisione ho sentito certe robe... "retrogusto di corteccia di china calissaia"... anche i sommelier (ho un paio di amici sommelier) sorridono di fronte a queste cose!
Io sono un profano, ma mi piace bere il vino buono. Spesso vado in una piccola vineria di Perugia per "imparare" a gustare il vino. Non riesco a dire se è più o meno buono, riesco a dire se è gradevole, se è troppo forte, se è troppo delicato. Al massimo in un vino riesco a riconoscerci la vaniglia, la ciliegia...
Il proprietario di questa vineria, che saluto (ciao Lillo!), gira in moto mezza Italia, cascina per cascina, masseria per masseria, alla ricerca di vino, formaggi e quant'altro! E la sua filosofia è quella di trovare vini con le stesse caratteristiche tecniche dei "supervini" a prezzi contenuti, perchè magari destinate alla piccola produzione! E soprattutto altrettanto buoni!
Non esistono tecnicamente vini che valgono più di 60-70 euro al litro, a meno che la bottiglia non sia ricamata in oro o cavolate del genere. Tutto ciò che supera quel prezzo è dovuto al prestigio del nome, al trasporto (se si tratta di vini esteri) e alla confezione. Ma non all'uva! Diamine!
Il buon vino nasce dalla miscelazione di diversi tipi di uve, dalla qualità intrinseca delle uve stesse, e da tanti altri fattori, dalla terra, dal sole, dai macchinari, dalle barrique... (forse le cose che fanno alzare il prezzo sono queste ultime due)...
...ma vi posso assicurare che così come l'abito non fa il monaco, allo stesso modo non è il prezzo che fa il vino!
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 16:25Forse lo so perchè Grillo c è la con tutti.
Non e che lui Vorrebbe il meglio della vita è
sa che non potrà mai avere?
Grillo accontentati e godi!!!!!!!
Ti mando una bottiglia di Zibbibbo gratis!!!!!!!!!!!
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 16:27Innanzitutto dell'imbranato non lo dai a caso...un pò d'educazione.
i link non funziona...o meglio a me dice che c'è un problema con il database...
ma nell'indice gi google (perkè l'ho trovata quella notizia)si dice che compreso c'è il cachet, spese produzione e il resto-...
claudio landi
5 giugno 2005 alle ore 16:27personalmente ritengo che sia estremamente ingiustificata la quantità di denaro che viene richiesta per molte merci, servizi e quanto altro rapportata alla reale qualità del bene o del servizio fornito.
Il vino è sicuramente una bevanda che se prodotta in italia acquista "d'ufficio" un valore aggiunto per cui il prezzo di vendita sia nei supermercati come al ristorante subisce un alzamento "naturale".
Io abito nel bel mezzo del chianti, sono circondato da vigneti, qualsiasi orizzonte guardi mi offre una tipologia di vino diverso, il chianti classico senese, il chianti prodotto nel fiorentino e quello prodotto nelle valli aretine.
Il consorzio GALLONERO che è nato per raccogliere le migliori etichette, cioè quei vini prodotti con le uve pregiate provenienti da questa meravigliosa parte di toscana, adesso raccoglie in se non solo quelli che sono effettivamente i vini pregiati ma anche molto altro. tutto questo accade perchè versando la quota di appartenenza al consorzio chiunque può fregiare le proprie bottiglie della agognata fascetta nera con il gallo.
per effetto di questo i vini mediocri hanno iniziato ad essere venduti al prezzo dei vini pregiati ed i vini pregiati per distinguersi hanno inziato ad essere venduti a cifre altissime.
E' sicuramente intelligente la provocazione di portarsi al ristorante la bottiglia da casa ma non credo sia la soluzione al problema in quanto pure al market la bottiglia ha un prezzo che non rispecchia il reale valore di quello che compriamo, io penso che il vino sia comunque sopravvalutato!
Sono troppi 150 euro per un sassicaia,
sono troppi 30 euro per un labirinto
ed è troppo 1,50 euro per il tavernello!
nel frattempo io bevo acqua (del sindaco) e vediamo come va a finire!
Giampiero Frulli
5 giugno 2005 alle ore 16:27X Benito La Rosa
...Mi piaci... Sei un pò come Beppe...
Lo critichi come fa lui con tutti, bravo.
Davvero, non sto scherzando, giuro.
Mi raccomando, scrivi spesso nel blog!
vincenzo bruno
5 giugno 2005 alle ore 16:30adoro il buon vino,( rosso )sono d'accordo con la provocazione di Beppe,ma abbiamo il dovere di difendere e valorizzare il vino italiano che è tra i migliori al mondo.Non sono ne un sommelier ne un intenditore ,mi piace bere " bene ". per
quanto riguarda i prezzi il grande Savorelli ha detto che pagare un buon vino più di 10 euro alla bottiglia (anche al ristorante)è una rapina.prosit a tutti.
Sandro zonfrilli
5 giugno 2005 alle ore 16:30Caro Beppe,
molti non hanno capito l'argomento vino.Che io applico anche all'argomento cibo- ristoranti.
Per intenderci:che fine hanno fatto le trattorie d'una volta?
Purtroppo, per varie ragioni ,mi tocca andare al ristorante almeno due volte all'anno.E mangio sempre:fettuccine in bianco e frittura di calamari congelati.Ma, mi diceva un grande cuoco egiziano,che adesso è mio paziente,:al ristorante mangia sempre pasta in bianco e carne.E basta.
Saluti
Sandro
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 16:32SPETTACOLO "VA TUTTO BENE" DI BEPPE GRILLO - PIAZZA DEL POPOLO ...
... con il Comune di Fermo, di uno spettacolo di Beppe Grillo "Va tutto ... il cui costo
e` di Euro 58.000,00 (cinquantottomila/00) (cachet produzione, allestimento ...
www.fermo.net/ita/delibere/prova.php?file=906 - 5k - Risultati supplementari - Copia cache - Pagine simili
cachet produzione e allestimento...
Luca Giraldi
5 giugno 2005 alle ore 16:33Vini cileni, australiani etc etc.....???
Con l'aiuto di filtri e altre diavolerie chimiche, ormai riesce a tutti fare il vino "buono"; avete notato che non ci sono più annate migliori o peggiori?
Marco Liminta
5 giugno 2005 alle ore 16:34Il vino non è solo una bevanda, è un pezzo di cultura italiana, e state pur sicuri che al mondo non c'è nessuno che il vino lo fa come noi, manco i francesi, alla faccia di quegli stomaci felpati europei che ci vogliono togliere il lardo di Colonnata e il forno a legna...
Sono d'accordo che il business è capace di rovinare ogni cosa, e che andrebbe incoraggiata la piccola produzione locale, e anche sul fatto che i sommelier sono ridicoli...
Però una cosa è certa: i vini cileni, californiani e australiani, che se li tengano loro! Con che coraggio ci si lamenta della crisi di produttività se poi si incoraggia a consumare prodotti esteri che copiano i nostri??
Giovanni Barbieri
5 giugno 2005 alle ore 16:35Leggo questo blog da molto tempo, ma sono sempre stato un "lettore silenzioso".
Beh, oggi entro anch'io nel discorso perchè tocca un mondo che mi è molto vicino.
Caro Grillo, hai detto solo una marea di cazzate!
Posso condividere con te solo l'odio per il tappo di silicone e lo spreco delle bottiglie, ma per il resto...
Dici che i vini californiani, cileni ed australiani sono buoni e costano poco? VERO.
Ma prova ad informarti, caro il mio Grillo... ci sono vini californiani, cileni ed australiani da 150$ a bottiglia! Se provi a fare un giro nella Napa Valley, dubito che troverai il vino del contadino a 1$, ma sono sicuro che troverai TAAANTE bottiglie di Pinot, Chardonnay, Zinfandel e via dicendo a 20 $.
Il vino buono NON NECESSARIAMENTE deve costare tanto, perchè anche in Italia abbiamo ottimi vini che costano davvero poco (e parlo di vini nell'ordine di 3-4 a bottiglia).
Purtroppo questi vini NON hanno un nome altisonante come Gaja, Biondi Santi o Antinori, ma sono altrettanto validi e sicuramente ottimi per il rapporto qualità/presso.
E poi... perchè odiare i sommelier o gli intenditori di vino?
E' vero... ci sono tanti sommelier che si riempiono la bocca di paroloni... sentori... aromi... profumi.
E' colpa di QUEI sommelier se comici italiani ne fanno il verso, e li usano come "ispirazione" per i loro spettacoli.
Ma ci sono sommelier competenti, che CAPISCONO davvero il vino (e tu, con quello che hai scritto, non ne capisci niente, è chiaro), e lo trattano con rispetto (e forse anche un po' di timore).
Grillo... la fama ti sta dando alla testa...
Non basta essere "contro" per essere bravi, e scrivere contro tutto e tutti.
Bisogna avere gli argomenti per farlo, e tu... in questo caso... l'hai fatta proprio fuori dal vaso.
Giovanni Barbieri, sommelier (e con estremo orgoglio).
Riccardo Lenzi
5 giugno 2005 alle ore 16:39Finalmente qualcosa su cui NON siamo d'accordo: IO ODIO L'ACQUA MINERALE (come Fred Buscaglione...) e la Coca Cola.
Meglio spendere 50/100 euri una tantum per un Brunello di Montalcino che per un paio di scarpe made in China.
Prenditela piuttosto con quegli sfigati che bevono il tavernello. E poi è una delle poche cose che gli italiani fanno ancora meglio degli altri. Il vino americano (non sempre, ma quasi) sa di vaniglia ed è una merda. Viva Veronelli (e, se mai ne avrà, i suoi eredi)!!!
Rosario Pisanò
5 giugno 2005 alle ore 16:41Caruso Nicola,
Beppe Grillo cmq è sempre un comico professionista di una certa fama nazionale (lo conoscono tutti) e forse pure internazionale (invito al WTO)
Gli vuoi permettere di guadagnarsi quello che gli spetta? o vuoi andare te a dirgli quanto deve guadagnare?
Se per le amministazioni comunali il suo prezzo sarebbe caro non lo inviterebbero di sicuro..
Però se lo invitano penso che ne valga la pena ascoltare un comico un pò "fuori linea" rispetto agli altri.
Comunque con la sua comicità aiuta parecchie persone almeno a riflettere non dico a cambiare il mondo di m.... appunto in cui viviamo.
Quindi io personalmente gli darei quei soldi e gli pure gli altri.
E lascerei morire di fame quelli di Zelig ad esempio che al di là di una certa "comicità" non possono andare perchè dipendenti di mediaset...
Apprezziamolo cosi com'è questo comico che per fortuna è uno dei pochi che può fare comicità a 360°.
Franca Centonze
5 giugno 2005 alle ore 16:45Mi sembra che spesso chi scrive non abbia letto bene. Non mi pare che l'intenzione di Grillo fosse di denigrare il vino o i produttori o il prodotto italiano o le bottiglie di vetro. Leggete bene, magari due volte....mi pare che il senso sia: non fatevi prendere in giro da tutti quelli che,utilizzando la tecnica: "se non apprezzi vuol dire che non sei all'altezza",approfittano degli sciocchi, disposti a svenarsi per poter dire all'amico che hanno bevuto un Brunello del 1820 che era spettacolare. Magari se gli avessero servito un vino da tetrapack, utilizzando lo stesso rituale, gli stessi bicchieroni ora tanto di moda , dopo averlo fatto "respirare" nell'apposito decanter, nessuno si sarebbe accorto della differenza. Ricordiamoci della favola dell'imperatore nudo.
Chi ha più senno e meno disponibiltà, godrà con gli amici anche bevendosi un vinello "che va giù come l'acqua" ad un costo onesto e senza tante scene; oppure, e perchè no, giocando con lo stesso rituale e prendendosi un po' in giro, ma senza farsi fregare.
alessandro garda
5 giugno 2005 alle ore 16:47ciao a tutti.
coloro che levano voci ostili contro grillo, pur rimanendo una minoranza, aumentano di giorno in giorno.
la campagna dei denigratori sta prendendo piede.
è indubbio che grillo guadagni schifosamente tanto a ns. spese.. e che si sia scelto un lavoro facile.. che piacerebbe fare anche a me!
Grillo cavalca semplicemente l'onda del dissenso e del malcontento italiano! e dove poteva trovare una fonte più redditizia e garantita di successo?? considerando che in Italia si riesce solo a lamentarsi e fare ben poco per cambiare lo stato delle cose.
tanto noi, con le nostre stupide divisioni, rimanendo dei singoli sfigati, non contiamo un c***o contro lo strapotere dei politici e dei potentati economici.
grillo non enterà mai in politica, ve lo dico io, non è così scemo..
ma forse qualcuno di noi dovrebbe farlo..
Giampiero Frulli
5 giugno 2005 alle ore 16:47Non commento la questione "cachet" di Beppe
(preferirei solo che non occupasse lo spazio dedicato alla questione "vino").
Cito soltanto una sua stessa frase tratta da uno spettacolo mi pare del 1995:
"La gratuità è una cosa fenomenale... ci arriverò, cazzo se ci arriverò! Per adesso devo farvi ridere facendovi pagare il biglietto... Ma poi come farei a farvi ridere con una vita da miserabile?"
alessandro garda
5 giugno 2005 alle ore 16:51@ frulli
non per contraddirti..
ma io al posto del povero grillo riuscirei e riesco a ridere anche con qualche miliardo in meno..
anche senza lo yacht e la villa megagalattica sul mare..
voi che ne dite?
Ivan Ciani
5 giugno 2005 alle ore 16:53Credo che l'odio per il mondo del vino, da parte di Grillo, rappresenti solo il suo senso pratico e la sua capacita' di non farsi prendere per i fondelli da parte di chi te la vuol far credere. Spesso, un vino costa, non perche' e' il migliore, ma perche' e' il piu' raccomandato e sponsorizzato. Beppe, ste cose, lo mandano in bestia. Se possiamo bere un vino a 5E buono come uno da 20E gli snob che se ne intendono possono andare a quel paese e possono sfoderare tutti i patetici termini che usano e di cui si riempiono la bocca, a me fanno pena!
Menicocci Clauudio
5 giugno 2005 alle ore 16:56Sono daccordo, quando il vino costa troppo non ne vale la pena.
Troppi ricami ? Di Solito sono sommelier che se non inventano qualche cosa per fare scena si sentono e sono inutili.
Comunque scrivo per dire, anche e sopratutto, che lo scandalo sul prezzo del vino non è causato da chi il vino lo produce e lo vende in primo passaggio, il 90% delle bottiglie casta molto meno di 10.
Il problema è dopo, quando il ristorante, l'enoteca ecc. ecc. compra a 1 e rivende a 100.
Un picco esempio: ieri sera sono andato con la famiglia a mangiare fuori, una bottiglia di vino di cui conosco per certo il prezzo (il produttore è un mio amico e lo ha venduto a 3.5) mi è costata la bellezza di 27.50
ho protestato e il proprietario mi ha detto che la sua cantina ha un notevole costo di gestione per il lungo tempo di vendita e l'assortimento!??
Oltre al danno anche la beffa, la sua cantina è di 72 bottiglie varie che oltretutto paga al fornitore dopo averle vendute e se una bottiglia ha qualche problema ne vuole tre in omaggio per il danno alla sua immagine.
E' giusto protestare ma cominciamo anche a dire le cose come stanno.
Claudio Menicocci
Ireneo Gerosa
5 giugno 2005 alle ore 16:59Complessivamente, Signori e Signore,dopo aver dato una "letta" ai vari commenti, posso dire soltanto: Buon odio a tutti! E che buon pro' Vi faccia. Beppe, all'infuori della battuta, Ti dico che quel mondo o meglio, quella gente che "gira" attorno al vino, non è degna di essere considerata. Fai come fu detto a Dante Alighieri: Non ti curar di loro ma guarda e passa...I cosiddetti VIP , sappiamo tutti che in realtà, tali NON SONO. Per me, il VERO VIP,è l'operaio sfruttato in fabbrica, l' impiegato mobbizzato dal superiore, il disoccupato. Ti propongo di non occuparTi più dei parassiti ,venditori di una libertà inesistente e di promesse mai mantenute...
E, naturalmente, Beppe...
Prosit!
P.S. Beppe, come tanti altri frequentatori, gradirei una Tua risposta, ovviamente, non soltanto a me ma, quà e là, una tantum , sarebbe cosa gradita.
Se trovi un po' di tempo...Ciao
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 17:04X IVAN CIANI
E'evidente che difficilmente potrai bere un vino da 5 euro buono come uno da 20... Magari potrai dire che a te piace lo stesso o che non senti la differenza... ma questa rimane una tua opinione.
E'molto giusto che esistano diversi vini, diversi metodi di vinificazione, diversi prezzi e diverse qualità... Ma dov'è il problema...? Il consumatore compra ciò che vuole... Io una bottiglia di buon vino ogni tanto me la regalo... lo faccio respirare lo degusto e me lo godo... Sono forse da odiare per questo? Devo sentirmi patetico perchè il Tavernello mi fa schifo ?
Giampiero Frulli
5 giugno 2005 alle ore 17:04X Alessandro Garda
quello che ho scritto non vuol dire che sono d'accordo con lui... era semplicemente per ricordare a tutti qual è la sua giustificazione in merito!
X Tutti gli amici del blog
Ok, fino a qualche anno fa sarei stato d'accordo con il fatto di conoscere realmente chi c'è dietro a tante belle parole, e vedere se è coerente con quel che dice.
Ragazzi, ma se abbiamo mandato Berlusconi al governo infischiandocene del suo passato e della sua miserevole vita privata... Beppe Grillo lasciamolo lavorare e commentiamo soltanto quello che dice. A me francamente non me ne frega niente se lui prende x-mila euro per uno spettacolo. Io finchè posso permettermi di andarlo a vedere, ci vado. Altrimenti dovrò rinunciare pure a quello. Ma non mi importa!
Se Beppe volesse fare degli spettacoli gratuiti, gli basterebbe entrare in politica...! E guadagnerebbe molto ma molto di più. E sfido chiunque a dire che ciò non è vero.
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 17:05X IVAN CIANI
E'evidente che difficilmente potrai bere un vino da 5 euro buono come uno da 20... Magari potrai dire che a te piace lo stesso o che non senti la differenza... ma questa rimane una tua opinione.
E'molto giusto che esistano diversi vini, diversi metodi di vinificazione, diversi prezzi e diverse qualità... Ma dov'è il problema...? Il consumatore compra ciò che vuole... Io una bottiglia di ottimo vino ogni tanto me la regalo... lo faccio respirare lo degusto e me lo godo... Sono forse da odiare per questo? Devo sentirmi patetico perchè il Tavernello mi fa schifo ?
Antonio Balsamo
5 giugno 2005 alle ore 17:08Permettete? Ma come mai sfogate la vostra rabbia qualunquista dando addosso a Grillo? Grillo e' una persona normale come tutti noi ed ha l'unico torto di dire cose sensate. Ma quando si alza in piedi qualcuno che protesta nel nostro Paese di beoti e di camerieri, i beoti e i camerieri subito gli guardano in tasca, oppure guardano di che colore politico e', oppure se ha dei parenti inquisiti per potergli trovare la pecca e dire: "Eh, lo vedi che nemmeno lui e' pulito? Lo vedi?". Ma che significa? Grillo si fa pagare per gli spettacoli? E perche' non dovrebbe farsi pagare? Ah perche' quello che fa lui lo sapreste fare anche voi e quindi non e' giusto che percepisca un cahcet? E bravi! Allora fatelo anche voi e non rompete i coglioni con l'invidia dei servi e il qualunquismo di chi ha ridotto il Paese come e' ridotto! Perche' in Italia la gente che protesta viene vista male? Perche' siamo un popolo di SCHIAVI! Non abbiamo nessun senso della politica perche' siamo abituati ad essere dominati da generazioni e generazioni di politici corrotti e onnipotenti. Invece di prendervela con Grillo che vi ha toccato il vino, pensate a cambiare questo Paese!
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 17:09xxFranca Centonze xxx
copio collo
Mi sembra che spesso chi scrive non abbia letto bene. Non mi pare che l'intenzione di Grillo fosse di denigrare il vino o i produttori o il prodotto italiano o le bottiglie di vetro. Leggete bene, magari due volte.
Allora di a Grillo che spieghi che cavolo vuole dire se non capiamo.
Postato da GRILLO sulla costituzione EUROPEA.
"L'Unione Europea fondata mediante il presente trattato succederà all'Unione Europea fondata dal trattato sull'Unione Europea e alla Comunità Europea..."
Questo è un passaggio della Costituzione Europea.
400 pagine lunghe e incomprensibili.
La Costituzione, qualunque essa sia, deve avere delle prerogative di semplicità e di chiarezza per dar modo anche ad un bambino di leggerla e di capirla, ma soprattutto deve dare modo di poter creare in chi la legge sentimenti di consenso ed affetto.
GRILLO IO SONO UN BAMBINO FAMMI CAPIRE!!!!!!!!!!!!!
Dario Ferrari
5 giugno 2005 alle ore 17:11Mi sembra che ultimamente spesso i commenti di Grillo siano inutilmente "contro" tutti e tutto, senza avere particolare costrutto o competenze o cose da dire, ma solo il gusto di sparare a zero.
Fino a qui, passi. Ma almeno rispermiateci le decine di commenti che invitano a "leggere tra le righe", "vedere cosa ci sta dietro", "capire la provocazione", "leggerlo bene, l'articolo, magari due volte, per attingerne il senso profondo".
Non diventate tutti apostoli inneggianti al nuovo messia, anche quando dice una cazzata.
A presto.
dario
Giuseppe Pizzicalo
5 giugno 2005 alle ore 17:13Caro Beppe,
se la tua è una provocazione per guardare dentro l'affare del vino sono d'accordo con te.
Se invece vuoi demonizzare questa bevanda non mi trovi d'accordo.
Sono d'accordo sul fatto che il vino costa molto, ma costa molto solo a chi lo vende, perché come tutti i prodotti agricoli, chi ci lavora un anno (e mi riferisco soprattutto ai apiccoli produttori) spesso riesce soltatnto a riprenderci le spese.
Ne sappiamo qualcosa noi qua in Sicilia, dove si produce il miglior vino del mondo: per tanti anni il nostro mosto o il nostro vino è stato usato dalle grandi cantine del nord e anche della Francia per tagliare vini che altrimenti non potevano essere dichiarati tali per il basso contenuto alcolico (anche se un po' di tempo fa qualche cantina pensò che era più economico tagliarlo con il metanolo e pazienza se è molto qualcuno bevendolo).
Oggi assistiamo ad un fenomeno inverso: non si esporta più il vino per tagliarlo, ma sono venuti in Sicilia i vari Zonin, Marzotto e compagnia dicendo, i quali comprano grandi estensioni di vigneti e producono in loco. Potrebbe essere una cosa buona se non fosse per il fatto che difficilmente nelle etichette si riesce a capire la provenienza del vino.
Quanto poi a quello che succede nelle cantine dopo la raccolta dell'uva concordo con te che quello che si trova in commercio subisce tutta una serie di lavorazioni che lo rendono diverso da quello che dovrebbe essere il prodotto originario.
Il vero vino, quello genuino, e quello che è prodotto dai piccoli produttori i quali non si possono permettere tutte quelle sofisticazioni che subisce il mosto e che soprattutto lo fanno anche per l'autoconsumo.
Infine vorrei farti una piccola osservazione sperando di rispondermi: in uno dei tuoi tanti spettacoli hai detto che i siciliani bevono l'acqua della Lombardia e i lombardi bevono l'acqua della Sicilia e così ogni giorno ci sono tir pieni di confezioni d'acqua che fanno sali e scendi per la penisola con conseguente aumento dell'inquinamento edel traffico.
Perché allora dovremmo comprare un vino fatto in Cile, Australia o California se questa bottiglia deve fare almeno un viaggio di 15 kilometri? Non vale lo stesso ragionamento? E poi sei sicuro che in questi paesi la produzione di vino non subisca le stesse sofisticazioni? E poi perché un vino che fa tutta questa strada costa così poco? Quale manodopera sfruttano? Certo è vero che i prezzi di alcuni vini italiani sono esagerati al punto che conviene lasciargli le bottiglie nelle cantine per l'eternità (quelli dai 20 euro in su per capierci), ma allora non sarebbe meglio invogliare i consumantori a rifornirsi nei piccoli produttori che sicuramente non applicano questi prezzi e così si incontrerebbero produttori e consumatori?
Poco tempo fa su REPORT una delle pochissime trasmissioni serie che ancora resistono in RAI ha trattato il tema del vino e penso che abbiano centrato in pieno l'obiettivo.
Grazie per le tue provocazioni e la prossima che viene dalle nostre parti (Palermo) ci faremo una bevuta di buon vino.
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 17:15Permettete? Ma come mai sfogate la vostra rabbia qualunquista dando addosso a Grillo?
Io non sono ne arrabbiato ne qualunquista... E' un reato commentare una pisciata fuori dal cesso del nostro amato Grillo ?
Nella foga di odiare e di dare contro non si è accorto di esagerare e di generalizzare troppo...
Anche i migliori sbagliano... e a volte anch'io... :-)
E dirò di più... non so perchè ma mi sento autorizzato anche a commentare i cachet di Grillo che spesso si accomuna alla povera gente nelle sue battaglie... salvo però ritrovarsi in una dorata realtà mezz'ora dopo la fine del suo show... E allora viva il solito slogan: "seguitemi... fate come dico e non come faccio..."
Lo vorrei vedere Grillo al ristorante col vino portato da casa...
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 17:17Adesso torno in tema.
Il vino me lo manda mio padre dalla SICILIA,compra una partita d uva a MAZZARRONE (pro di CATANIA) c è lo facciamo noi 700 litri l anno e bevo a sbafoooooooooooo 15° gradi che e una meraviglia, tutti sti vini che cità BEPPE non l ho mai bevuti perché i miei genitori mi hanno fatto mangiare e bere sempre cose genuine fatte col sudore delle povera gente.
BEPPE DAMMI IL TUO INDIRIZZO TE LO MANDO IO IL VINO BUONO, E GRATIS!!!!!
Franca Centonze
5 giugno 2005 alle ore 17:17XX per Benito Le RoseXXX
Rileggi, ti prego, se sei un bambino ti do il consiglio che si da ai bambini... rileggi, con attenzione e senza prevenzione.
patrick mcgoohan
5 giugno 2005 alle ore 17:19Anzitutto consiglierei a Caruso di non limitarsi a leggere i risultati di google, ma ad aprire la pagina relativa allo spettacolo di Fermo:
http://64.233.183.104/search?q=cache:gnRe9EcrHQ4J:www.fermo.net/ita/delibere/prova.php%3Ffile%3D906+cachet+spettacolo+beppe+grillo&hl=it&lr=lang_it
Se non e' a conoscenza dei costi relativi ad un allestimento eviti di scrivere banalità da bar sport.
Troll ce ne sono fin troppi, sarebbe auspicabile che tutti questi interventi anti-Grillo portassero a discussioni interessanti o a idee da approfondire, io ci vedo solamente un'invidia nascosta e mancanza di lucidità mentale (sarà il caldo...)
Riguardo il vino, alla prima lettura mi sono chiesto dove volesse andare a parare il buon Grillo, ma rileggendo il suo post come dargli torto? (a parte la bontà dei vini californiani, cileni ecc., su quello ho ancora delle riserve)
Finché nei ristoranti si venderà vino da supermercato a prezzi da capogiro (e lo spettacolo e' vedere il cameriere della pizzeria che lo versa come fosse un'annata speciale) e la gente pagherà senza batter ciglio...
In parecchi ristoranti si puo' portare il vino da casa, ma alcuni fanno pagare il "diritto di tappo" che in certi casi arriva a 10 euro....(sic)
bye
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 17:21cachet produzione, allestimento generale,
organizzazione generale, promozione e distribuzione materiale
promozionale e stampe, servizio, noleggio macchinari, facchinaggio,
transennatura, sedie, allestimento camerini e maschere, assicurazioni,
permessi, interventi vari, servizio d'ordine e ambulanze)
Ammesso anke ke in tasca ne entrino 15000 per una serata ke importa a te...non andarci, non farlo kiamare dal tuo comune, ma se qualcun'altro lo vuole, e ci va nnon ci vedo nulla di male
Niccolò Petrilli
5 giugno 2005 alle ore 17:21Odio i grandi compratori di vigne. Io ho 15 filari, sufficienti per un pò di vino e un pò di aceto. E li voleva Zonin. 15 filari. Che sono rimasti miei.
Odio i recinti elettrificati intorno alle vigne, per impedire agli animali di passare nei campi. così passano per le strade.
Odio gli irroratori antifurto
Odio dover considerare il vino "made in Italy",
Odio il DOC che fa aumentare il prezzo.
Amo andare a rubare l'uva come quando ero piccolo, adoro fare la vendemmia e coprirmi di fango come un ebete, adoro assaggiare il vino nuovo e respirare il mosto, anche se fa male. Amo gettare la madre dell'aceto nelle bottiglie di vino più cattivo.
E bere vino, sì amo il Vino!
4mila anni di storia.
Massimo Regi
5 giugno 2005 alle ore 17:22Spezzo una lancia al Tappo di silicone!
L'odore di tappo nel vino è rimasto il difetto principale che si può incontrare nelle bottiglie di pregio.
La moderna tecnologia e l'utilizzo di lavorazioni sempre più precise e sofisticate ha permesso di ridurre moltissimo l'incidenza di altri problemi ma questo era rimasto, fino ad oggi, l'unico che non era stato possibile risolvere.
L'odore si forma a causa di batteri o funghi che attaccano i costituenti del sughero, e si propaga dopo pochi mesi dall'imbottigliamento.
Il fatto poi che il sughero permetta all'ossigeno di penetrare nella bottiglia, è da capire quanto sia salutare: fino al secolo scorso, non era raro trovare bottiglie chiuse addirittura con la ceralacca, per impedire all'aria di entrare, ritenendo il fatto in sé negativo.
Quindi benvenga il tappo al silicone!
La nostalgia frena lo svilluppo!!
Dino Dini
5 giugno 2005 alle ore 17:22Ecco, con questo nuovo argomento ho avuto la certezza che questo blog e' usato per farsi pubblicita' e che stringi stringi, non serve a niente per non dire ad un c...o
mario rossi
5 giugno 2005 alle ore 17:23...e dài, beppe, non fare lo sbronzo. Che brutta quella parola - odio - ripetuta mille volte: per chi, poi? Anzi. Contro chi?
Tra l'altro, occhei, i vini cileni (sopratutto i bianchi), quelli australiani o califoniani, quelli sudasfricani eccetera sono ottimi. A parità di qualità con i nostri, però, non è che costino molto meno.
Ribalterei la tua frase: il vino dai 20 euro in giù va evitato.
Nicola Mongelli
5 giugno 2005 alle ore 17:23Carissimo,
Ognuno é libero di esprimere le proprie opinioni, grazie al cielo.
Portarsi il vino da casa al ristorante ?
Criticare in fine il ristorante che applica le " droit de bouchon " ( tappo )
il ristorante deve mettere a disposizione:
1. I bicchieri (magari durante il lavaggio uno dei bicchieri si rompe)
2. La lavastogliglie del ristorante non la tua, alimentata con la corrente pagata dal ristorante, e i detersivi comprati e stoccati nel locale ove il ristoratore paga un affitto
3.Il servizio eh . . . si. . . bisogna aprirla la bottiglia e fare la mescita, quindi contiamo la paga del cameriere,etc. etc. e magari una goccia di quel vino finisce sulla camicia oltre alle spese di lavanderia il cameriere deve sentirmi dire che é un c.
Effettivamente come tutte le cose ci sono vini poco costosi e vini da 100 200 o piu' Euro la bottiglia, ma nel rapporto qualità prezzo forse troviamo una spiegazione.
Poi magari ci possiamo portare anche l'acqua al ristorante e perché no anche due foglie d'insalata e magari chiedere al cameriere un po' di aceto e d'olio ( quello buono extra vergine d'oliva ).
Lasciamo la libertà ad ognuno di bersi 1 bicchiere di tignanello durante la cena piuttosto che mezzo litro di tavernello a casa.
Caro Beppe ti stimo da anni. . .
mi permetto di dirti che il prezzo di vedita del vino o della pizza molto spesso non ha quasi niente a che fare col prezzo d'aquisto ma a tutta una serie di spese tra cui macchinari, personale, affitto, tasse etc.
Il prezzo del biglietto del tuo spettagolo non ha un rapporto diretto con le tue " performances "
piuttosto con le spese che sopporti per organizzare il tuo spettacolo, affitto, SIAE, luci, personale, materiale, pubblicità etc. etc.
Beppe . . .Beppe ti sarei grato di rivedere le tue dichiarazioni e magari di avere il coraggio di ammettere di aver detto una c.....a.
cordiali saluti
Nicola Mongelli
Rosario Pisanò
5 giugno 2005 alle ore 17:25Che palle sti post su quanto guadagna Grillo!!!
A me non interessa quanto guadagna!!
Interessa riflettere su quello che mi dice e su come pormi di fronte a questi truffatori del nuovo millennio...
Niccolò Petrilli
5 giugno 2005 alle ore 17:26Ah: Odio gli imbustinatori di vino, quelli che strappano, versano ed ecco il vino. Adorerei vedere le loro cantine e vigne scarse in fiamme.
Odio quelli che lo allungano con l'acqua o con l'alcool
Odio gli ispettori di igiene che si fanno pagare le mazzette, ma odio anche
LE BOTTI IN ACCIAIO!!!Che fanno prendere di METALLO al vino.
ODIO il vino per il mercato estero. Odio le bottiglie da 90 euro per il mercato USA.
a.m.bucci
5 giugno 2005 alle ore 17:26Non saprei dire se i vini californiani o cinesi (magari tra poco...) siano buoni oppure no, certo che un mercato che paga cifre così alte per una bottiglia di vino, anche se vecchio, io lo trovo schizofrenico.
Quando ho deciso, tanti anni fa', che alla mia tavola non poteva mancare il vino, iniziò quella che tutt'ora è la mia piccola, privata, egoistica risorsa e il mio hobby, cioè in parole povere, mi attrezzai la cantina con una spesa non eccessiva, mi accordai con un amico di pari gusti, e da allora, saranno trent'anni ormai, andiamo a comprare l'uva col suo piccolo camion, la lavoriamo secondo riti e usanze molto semplici e antiche, e lo consumiamo in famiglia, e alle nostre frequenti cene. Non ci costa più di un quattro euro a litro, ma almeno sappiamo quello che c'è dentro, sappiamo che non ci sono medicinali, additivi, esaltatori di sapori e di colori, disinfettanti, calce, mercurio e quant'altro di non salubre, per chi, come noi, lo ama bere a pranzo e a cena. Ogni anno ci rendiamo conto che aumenta il numero degli amici estimatori, visto che lo gradiscono, e molto.
Ho idea che sia la cultura del vino a essere sacrificata, da questo tipo di mercato, con la complicità di tanti operatori di scarsa professionalità e la superficialità di consumatori saltuari, del tutto impreparati, poco attenti alla sostanza, ma dediti all'apparire.
Mario Rossi
5 giugno 2005 alle ore 17:27x Nicola Mongelli
Quello che io odio e che il ristorante faccia pagare 3 volte in piu' il prezzo del vino.
Io denuncerei queste persone per truffa!
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 17:28Domanda per i più assidui frequentatori di questo blog...
Ma è mai successo che Beppe Grillo ritornasse su una discussione da lui postata,(magari per chiarire se non per ammettere di aver pestato una cacca),oppure scrive una grande verità e aspetta silente i nostri commenti ?
Bruno Panetta
5 giugno 2005 alle ore 17:28Beppe Grillo:
> Stanno arrivando i vini australiani, cileni,
> californiani, ottimi ed economici.
Ma non eri tu a dire che bisognava boicottare i prodotti cinesi per proteggere i lavoratori italiani? Adesso invece sono meglio i vini australiani, cileni, californiani perche' costano di meno? E i lavoratori italiani?
I casi qui sono 2:
1) Dei lavoratori non te ne frega niente ma ti stanno antipatici i cinesi. Forse perche' li trovi "gialli" e diversi da noi mentre americani, cileni e australiani ci somigliano di piu'.
2) Hai le idee molto confuse. Forse hai bevuto troppo tavernello, magari direttamente dalle bustine facendotelo frizzare in bocca 8-) Succede.
Dai retta a me, riflettici e vedrai che la tua posizione e' insostenibile.
Bruno Panetta
bpanetta@gmail.com
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 17:30X MARIO ROSSI
Avresti più sooddisfazione nell'aprirti un ristorante...
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 17:32non ha detto di acqustarli ha solo espresso una sua opinione riguardante la qualità...se poi per arrivare ad un ottimo standard qualitativo sfruttino i lavoratori è un'altra cosa...si parlava di qualità.
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 17:33Franca Centonze
Cara signora,io non devo rileggere niente,non ho bisogno di GRILLO per sapere le cose.
Esistono milioni di forum sul web dove si discute di tutto e gli argomenti li creano i frequentatori,non come qui.
angelo divi
5 giugno 2005 alle ore 17:33Caro Grillo
concordo con il tuo odio demagogico e popolaresco, ma disapprovo la conclusione:"Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici."Come dire: comntrpa straniero, fotti l'Italia
Prima di tutto perchè il vino italiano buono lo trovi anche a meno, molto meno: io lo vado a prendere sfuso nell'oltrepò pavese, a meno di 1,8 euro. In Bottiglia viene 3 euro. Al ristorante la stessa bottiglia sulle 15 o oltre. Fesso chi prende il vino che costa 1 okkio della testa. Si vede che se lo può permettere. Ma forse non sa gustarlo.Se lo sapesse gustare starei con lui.
Quindi non c'è bisogno dei vini extraeuropei.
I vini extraeuropei costano meno perchè i produttori usano lavoratori stranieri sottopagati senza ferie contributi e diritti, senza sindacati, con quintalate di diserbanti, colture OGM probabilmente. Comprare vino extraeuropeo significa appoggiare questa politica dello sfruttamento del lavoro, e aumentare l'inquinamento perchè per trasportarli in italia si usa carburante (aerei, camion etc). Tu critichi le acque minerali che girano per l'italia (ultimo spettacolo) ma poi accetti i vini che girano per il mondo.Sei leggermente in contraddizione...con te stesso.
Il vino italiano è sotto attacco delle corporation globali. Una recente direttiva Eu (o del OMC) poi accantonata voleva "scippare" all'italia il marchio di una qualità di vino - non mi ricordo quale - in modo tale da permettere anche agli stranieri di usare il marchio di qualità del vino italiano.
SVEGLIATI: se accetti la libertà di commercio globale, tutti ma proprio tutti diventeranno + poveri. nella concorrenza tra lavoratori vince chi costa meno. Non c'è concorrenza tra prodotti di qualità alta e qualità bassa: ai ricchi il buono, ai poveri le porcheria. Bere vino australiano o altra nazione significa distruggere la nostra economia del vino.
E non mi dilungo sul fatto che quel vino è una ciofeca (ho bevuto in california).
Ultimamente la stai facendo spesso fuori dal vasino....hai la testa mooooooolto confusa. E viene fuori, carsicamente, il modo di pensare del "figlio di papà" (come tu stesso ammetti)
PS: a tutti quelli che usano lo stipendio di Grillo come mezzo di critica: C'AVETE STRAPAZZATO I COGLIONI!!!!! se uno vale, deve guadagnare. Sono cazzi suoi. L'importante è che ci paghi le tasse. Se solo volesse, potrebbe vendere il culo ai massmedia alla pubblicità, al berluska e elevare alla ennesima potenza il suo guadagno.
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 17:34
Per Bruno Panetta:
" Hai le idee molto confuse "
Finalmente una voce fuori dal coro.
Panetta con questo e altri interventi puntuali e precisi stigmatizza le contraddizioni delle " sparate " di Grillo.
Complimenti!!
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 17:34x Fabio La Torre
non mi piace truffare la gente! I prezzi devo essere realisti, ecco perche' l'economia va male.
Non bisogna aspettare che la gente non vada piu' al ristorante, bisogna agire prima!
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 17:37xxMassimo Regi xx
Hai notato che poi Grillo ci parla di innovazione.hahahahhah
non e mai coerente sto benedetto uomo.
Stefano Milan
5 giugno 2005 alle ore 17:37Caro Beppe, il vino fa parte come tanti altri prodotti, dello sfacelo produttivo italico. Il tessile, la moda, la ristorazione, il turismo, e tanti altri.
A me spiace per le centinaia di migliaia di persone che perderanno il loro posto di lavoro grazie a questi brillanti settori ma... non c'è nulla da fare.
Da anni ormai "autorevoli commentatori" si riempiono la bocca di termini assurdi ed anacronistici se paragonati con la realtà economica del Bel Paese.
Le cosiddette produzioni di "qualità", "di classe", "di lusso": cose che a detta di molti, la Cina non sarebbe mai stata in grado di copiare. E invece, guardacaso, ci troviamo assediati dalla Cina (e non solo) perchè siamo un paese che produce cosa destinate a "ricchi" occidentali ma disponiamo d'un portafoglio in grado d'acquistare soltanto a costi "cinesi".
Basta ascoltare in TV qualsiasi intervento politico/imprenditoriale che tratti delle difficoltà di qualche settore, e le parole sono sempre le stesse: "bisogna puntare sulla qualità", "dobbiamo attrarre la clientela di lusso".
E' ora di finirla con le produzioni di "qualità", svegliamoci accidenti, dobbiamo tornare a produrre cose acquistabili dalla maggior parte degli italiani, è l'unico modo per far si che la gente, tutta, possa contribuire alla sopravvivenza dei settori produttivi del nostro paese.
Non possiamo continuare a pensare che basti vendere 10 prodotti da "miliardario" invece di 50 milioni da "comune mortale".
La verità invece è che si fa molto meno fatica a "buggerare" qualche migliaio di "pirla" dal portafoglio gonfio con il cosiddetto "valore aggiunto", piuttosto che rimboccarsi le maniche per produrre qualcosa di veramente utile e ben fatto ma a prezzi "normali".
Bruciamo la pubblicità per prima, e chi la produce, e forse otterremo qualcosa di nuovo e di buono.
Hanno preparato un bel cappio intorno al collo di noi tutti e non si rendono conto che la maggior parte delle cure proposte, è peggio della malattia stessa.
Ma sii, vendiamoci le spiagge, e magari vendiamole agli stessi che si comprano già mezza Italia mentre sorseggiano il loro bel calice di Brunello da 50.000 eurini.
Tanto chissenefrega
In vino... veritas!
tommaso santoponte
5 giugno 2005 alle ore 17:38più che invitare a bere vini cileni e californiani si dovrebbero capire le motivazioni che spingono i prezzi del vino a salire in alto. Per bere bene cmq si possono visitare le cantine che offrono un buon rapporto qualità-prezzo e che spesso vendono lo sfuso a prezzi molto interessanti.
Basta saper cercare.
paolo barbaro
5 giugno 2005 alle ore 17:38beppe non mollare ........ma ricordati come viviamo a reggio calabria una politica a livello comunale da fare impressione una strigliata delle tue gli farebbe venire un poco di vergogna.
Giampiero Frulli
5 giugno 2005 alle ore 17:39Ora mi sono proprio rotto...
BEPPE PER FAVORE APRI UN POST SUL TUO 730 COSI' ALMENO QUESTI INFOIATI SI VANNO A SFOGARE LA'???
paolo barbaro
5 giugno 2005 alle ore 17:41beppe non mollare ........ma ricordati come viviamo a reggio calabria una politica a livello comunale da fare impressione una strigliata delle tue gli farebbe venire un poco di vergogna.e un poco di rossore per la loro presunzione.
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 17:43
Per Angelo Diva:
SVEGLIATI: se accetti la libertà di commercio globale, tutti ma proprio tutti diventeranno + poveri. nella concorrenza tra lavoratori vince chi costa meno. Non c'è concorrenza tra prodotti di qualità alta e qualità bassa: ai ricchi il buono, ai poveri le porcheria. Bere vino australiano o altra nazione significa distruggere la nostra economia del vino.
E non mi dilungo sul fatto che quel vino è una ciofeca (ho bevuto in california).
Ultimamente la stai facendo spesso fuori dal vasino....hai la testa mooooooolto confusa. E viene fuori, carsicamente, il modo di pensare del "figlio di papà" (come tu stesso ammetti)
Incredibile che PROPRIO SU QUESTO IO SONO D' ACCORDO CON GRILLO.
La concorrenza globale abbassa i prezzi e da al consumatore prodotti migliori a prezzi piu' bassi.
Per Angelo Diva:
PS: a tutti quelli che usano lo stipendio di Grillo come mezzo di critica: C'AVETE STRAPAZZATO I COGLIONI!!!!!
Vedo che anche tu sei stato educato a Oxford.
E che hai rispetto per le opinioni altrui..
Aleardo Zaccheo
5 giugno 2005 alle ore 17:44Pur apprezzando e ammirando da sempre Beppe trovo che sia d' uopo operare qualche distinguo:
Odio il tappo di silicone: condivido !
Odio i grandi intendiori: spesso condivisibile.
Odio tutto ciò che gravita intorno al vino: le riviste, le trasmissioni televisive, i sommelier, gli accessori.
Il vino dai 20 euro in su va odiato: Il vino buono è un'altra cosa: e no va bene essere genovese ma ci sono vini da oltre 20 euro a bottiglia che questi soldi li valgono davvero. Penso a vini prodotti con meno di 750 grammi d' uva al metro quadrato, da vitigni antichi e prodotti con tecniche di cantina manuali (es. remontage) che costano un casino ma danno al vino dei gusti da sballo !
Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente. Certo ed è proprio così che si possono trombare i truffatori che applicano una ricarica del 300 % e più.
Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici. Verissimo ma confondere un barricque vero con gusti raffinati di sottobosco di pesca o di primula con vini che sanno di segheria in quanto sono "barricati" con segatura di legno immersa in un collant è come confondere la cacca con la cioccolata.
Cordialità
Ing. Aleardo Zaccheo
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 17:45
Per Mario Rossi:
" Quello che io odio e che il ristorante faccia pagare 3 volte in piu' il prezzo del vino. "
Non fai prima a non andare al ristorante?
Alessandro Sbarbada
5 giugno 2005 alle ore 17:46Caro Beppe Grillo, tu sei pazzo.
Ma ti rendi conto di quello che stai facendo?
In Italia puoi parlare male di Berlusconi, del Papa, del governo e dell'opposizione, dei medici e degli insegnanti, del sesso e della castità, del fumo e della pizza, della mafia e del terrorismo, del volontariato e della beneficenza: puoi parlare male di tutto, e troverai consensi e simpatia.
Ma ci sono due cose che sono intoccabili, che godono di una protezione mediatica e culturale pressochè assoluta.
Queste due cose sono il calcio e il vino.
Per questo sei pazzo, sei andato a camminare in un campo minato.
I giornalisti di "Report" lo scorso settembre hanno fatto una bellissima e coraggiosissima puntata sul vino ( http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=204 ) dove, tra le altre cose, veniva spiegato che cosa finisce dentro le bottiglie di vino, veniva smontata la martellante falsa informazione scientifica sui presunti effetti benefici del vino per la salute di chi lo beve (la manipolazione dell'informazione scientifica in questo ambito è magistrale).
Gabanelli e soci hanno avuto un sacco di grane per qualla trasmissione, come mai ne avevano avute su argomenti che sembrerebbero ben più spinosi, hanno dovuto lottare per resistere alle pressioni di chi li voleva addirittura costringere a realizzare una puntata riparatrice.
In definitiva, cao Beppe: grazie di esistere!!!
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 17:48X Nicola Caruso
Sono gli operai FIAT che guadagnano troppo... :-)
Mica è colpa di Grillo....
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 17:48
Per Pisanò:
" Interessa riflettere su quello che mi dice e su come pormi di fronte a questi truffatori del nuovo millennio... "
Uno che mette in vendita il vino al prezzo che reputa opportuno e' un truffatore?
Chi ti obbliga a comprarlo?
Antonio Balsamo
5 giugno 2005 alle ore 17:49Insomma, qui ci sono degli idioti che continuano a giudicare il valore di quello che dice un artista o un opinionista in base a quanto guadagna? Ma che senso ha? Se diventa ricco non e' piu' uno di voi? Questa e' l'invidia del povero impiegato servo dello Stato che non riesce a capacitarsi di come nel mondo dello spettacolo e dell'arte si guadagnino cachet da paura... Volete un consiglio? Beveteci sopra un buon Refosco, magari accompagnato dalla lettura di un buon filosofo (no non Buttiglione e nemmeno Pera). E prendetela con filosofia, tanto e' l'invidia sociale che vi far restare pezzenti. Pezzenti nell'anima.
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 17:52
Per Antonio Balsamo:
" Insomma, qui ci sono degli idioti che continuano a giudicare il valore di quello che dice un artista o un opinionista in base a quanto guadagna? "
Io giudico Grillo ( male ) sulla base delle stupidaggini che spara.
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 17:54xxxmatteo martini xxx
hahahahhahah Forte!!!
Bruno Panetta
5 giugno 2005 alle ore 17:54Tra l'altro e' forte che Grillo aggiunga:
"Mi raccomando solo di non farvelo stappare, altrimenti vi applicano un servizio stappo che vi rovina."
Forse nei ristoranti che frequenta lui, quelli dove hai il cameriere dietro che ti riempie il bicchiere appena si svuota...
Mas Reto
5 giugno 2005 alle ore 17:54A me invece mi fa pene chi beve il vino al posto dell'acqua!
Certo che alcuni del blog sono veramente ignoranti per quel che riguarda il vino.
Gente che fa' il "vino" da soli e dice che quelli australiani fanno schifo.
Forse l'acido per loro vino hanno cotto le loro lingue!
In italia si ha piu' conoscenza di Grande Fratello che del Vino.
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 17:55X ANTONIO BALSAMO
Il mio giudizio è a prescindere dal cachet di Grillo... non è mica infallibile... una cacchetta la pesta pure lui di tanto in tanto...
Questa è stata una...
Tu invece che dispensi appellativi come "idiota" a chi solleva obiezioni sarai senz'altro il depositario della verità...
Per questo d'ora in poi berrò solo Refosco dal peduncolo rosso...
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 17:56
Per Alessandro:
" In definitiva, cao Beppe: grazie di esistere!!! "
Leggiti bene il post di Grillo, non sta attaccando il vino per "cosa finisce dentro le bottiglie di vino ", ma perche' e' troppo caro.
Non far dire a Grillo cose che non ha detto.
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 17:56xxx Bruno Panettaxxx
Ora diranno che Grillo va nei ristoranti per informare le gente della truffa che subiamo.
Ma intanto Beve vino (150 euro a bottiglia) hahahahha
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 17:56
Per Fabio la Torre:
" una cacchetta la pesta pure lui di tanto in tanto..."
Solo una?
Stefano MIlan
5 giugno 2005 alle ore 17:57Per Angelo Divi. Concordo con molte delle tue affermazioni, eccetto una.
Quando dici che ci volevano togliere la rpoprietà del marchio di un vino, forse ti riferisci al Tocai. Ebbene, esiste in Ungheria una regione chiamata: Tokaj-Hegyalja che prduce vino notevole sin dal 1500 ed in cui è nata la prima classificazione vitivinicola attorno al 1770.
Credo che la polemica si sia svilupata attorno al nome, che pur essendo stato scelto dagli italiani, appartiene inequivocabilmente a quella regione che produce grandi quantitativi di vino.
Per quanto riguarda i vini cileni, australiani, californiani eccetera, non sempre vengono prodotti con manodopera sottopagata (come se la nostra invece fosse ben pagata) con colture OGM o pesticidi. Il vino al metanolo l'abbiamo fatto noi... mica in Cile.
Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e se qualcuno produce meglio ed a costi più bassi va premiato. Sarà forse il caso di rivedere la catena produttiva e distributiva dei vini (e non solo) in Italia? Perchè mai devi pagare 15 euro un vino da 2, solo perchè vai al ristorante?
I produttori devono curare anche il post-vendita perchè le speculazioni, oltre a danneggiare i clienti, danneggianpo anche loro.
Sarà il caso che si sveglino prima di affondare del tutto.
Lorenzo de Pippis
5 giugno 2005 alle ore 17:58Bravo Beppe!!!
hai dato un bel colpo nelle palle a tutti questi radical chic che si riempiono la bocca di disciplinari e di esposizioni del vitigno a nord/nord/est che sennò il vino non va bene nemmeno come aceto.Ma vadano tutti a vendemmiare!!!
Io personalmente prendo il vino sfuso in un grande consorzio toscano che fa anche il chianti classico,lo pago 1,5 euro al litro,quelli che vengono a cena da me dicono "come è buono....ma che vino è?".
Reputo immorale che si possano spendere anche solo 20 euro per tre quarti di litro di vino,e me ne sbatto dell'esposizione e dei grammi di grappoli a metro quadro.
Come reputo immorale che chi va al ristorante spenda più di 20 euro per un pasto.
Immorale perchè con 20 euro si può mangiare da re in tanti posti che non pagano i recensori delle varie guide.
Slow food può andare bene ma che non rompano con le vissanate dei ravanellidimontecerchiaiodisottochesenonsonoquelli nonvalelapenanemmenopreparareilpiatto!
Spendere troppo per mangiare o per bere è una trovata da radical chic del cacchio!
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 17:58
Per Stefano Milan:
" Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e se qualcuno produce meglio ed a costi più bassi va premiato. "
Bravo!
peppe galuffo
5 giugno 2005 alle ore 18:00Beppe,
ti voglio bene, ti seguo e ti apprezzo, ma mi pare che sul vino tu abbia le idee confuse.
In Sicilia, la mia terra, piccolissimi contadini lavorano la vigna con amore, senza un filo d'erba, da decenni.
La vigna richiede un lavoro dell'accidenti, lavoro di chi si spezza la schiena che merita rispetto.
Il tappo di sughero è un rischio, se poi non spendi una cifra ti becchi il tappo riclicato che non serve a niente.
Meglio il silicone (in Calofornia lo usano più che da noi, eh eh), ma si sta già sperimentando in Italia il tappo di vetro.
Sul prezzo hai ragione, ma è solo una questione di marchio: si può trovare vino italiano eccellente da piccoli produttori.
Riguardo ai prezzi la stessa regola vale anche per l'olio d'oliva: qualche vip lo vende a cifre spropositate; ma c'è l'olio di frantoio a prezzi onesti che è ottimo.
ciao
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 18:00
Per Lorenzo de Pippis:
" Reputo immorale che si possano spendere anche solo 20 euro per tre quarti di litro di vino, "
Immorale?
Uno se guadagna dei soldi onestamente li spende come meglio li pare e non certo come pare a te!!
Rosario Pisanò
5 giugno 2005 alle ore 18:02X Matteo Martini
no non sono tutti truffatori i commercianti di vino.
Però alcuni si, con la scenata del sommelier, delle degustazioni del cazzo, di queste cantine mastodontiche fatte più di legno che di vino buono.
Ad ogni modo per quanto mi riguarda personalmente di vino ne consumo pochissimo e quando me ne serve una bottiglia o me la faccio passare dalla produzione esigua di mio padre della quale ne conosco il valore e la provenienza oppure cerco di comprare marchè gia conosciute e "stracollaudate"..
E' anche vero che nessuno mi obbliga a comprare sto vino però.. c'è anche chi non vuole rinunciare al buon gusto, ma quello vero, non quello gonfiato da tutta la pubblicità che c'è intorno a questa nobile bevanda.
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:02x Stefano Milan
Concordo con te in pieno!
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 18:03" Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e se qualcuno produce meglio ed a costi più bassi va premiato. "
sono d'accordo in parte.
infatti in molti paesii sopratutto orientali si ottiene un minor costo a causa di diritti fondamentali dei lavoratori letteralmente calpestati.
ad esempio in cina si producono molte cose a basso costo, ma i dipendenti non hanno ALCUN diritto.
però il concetto di base è giusto...se ci si riesce facendo contenti tutti(poco probabile) ben vengano!!
claudio lo monaco
5 giugno 2005 alle ore 18:03Vorrei dire solo una cosa a chi dice che triplicare il prezzo di una bottiglia di vino è una truffa.
Vi siete mai chiesti quanto ricarico c'è su un bicchiere d'acqua minerale al bar?
Un saluto a tutti
Lorenzo de Pippis
5 giugno 2005 alle ore 18:04X mr.martini
Così diceva anche quello che si ciucciava i calzini.....
de gustibus non disputandum est!
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 18:04Vorrei dire solo una cosa a chi dice che triplicare il prezzo di una bottiglia di vino è una truffa.
Vi siete mai chiesti quanto ricarico c'è su un bicchiere d'acqua minerale al bar?
Questo sì che è un argomento valido...
Complimenti
Yang Chenping
5 giugno 2005 alle ore 18:04Miracolo! GRILLO HA PARLATO DI ROTHSCHILD!!
(per vie traverse!)
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:06x daniele piredda
Qui si parla di vino cileno (dal Cile) non dalla Cina!
Quindi il tuo commento non e' pertinente!
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:08x claudio lo monaco
Si lo so, ma adesso si parla del vino, non dell'acqua!
Yang Chenping
5 giugno 2005 alle ore 18:09Io odio il vino di Rockefeller e Morgan!
(parliamoci in codice, è divertente!)
Leonardo Ferretti
5 giugno 2005 alle ore 18:10Ciao Beppe,complimenti per la provocazione. Perchè sono convinto che la tua è una provocazione,in quanto se dici che odi una cosa devi spiegarne i motivi del perchè lo fai,altrimenti lasci aperte tante porte per i più variegati commenti e reazioni. Sono daccordo se dici di odiare il business del vino,come sicuramente odierai con me qualsiasi modello di vendita che predilige il business senza guardare alla cultura e alle radici del prodotto. Ma quando mi parli di vini californiani e cileni esageri. Se vogliamo comprare vino buono senza spendere tanto non abbiamo bisogno dell'Australia. Basta muoversi fino a quando si trova il posto giusto ( e si trova,lo sai anche tu... ) Poi la sapidità,il sentore di frutti esotici e tutte le altre baggianate lasciale a che ci crede... Ciao,un abbraccio.
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 18:10...ma si parla anche dei prezzi del vino...
che se paragonati con quelli dell'acqua (considerando anche il lavoro che c'è dietro) sono quasi irrisori... deve quantomeno fare riflettere...
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:10x matteo martini
ma si, compra il vino a 100 EURO, magari dalla fabbrica esce a 15 EURO!
Erica Preli
5 giugno 2005 alle ore 18:10Il vino se è buono lo capisci il giorno dopo una serata in cui ne hai bevuto un po' troppo!
daniele piredda
5 giugno 2005 alle ore 18:11quello sulla cina era un'esempio(l'ho scritto!)e poi il concetto è quello, molte volte(troppe)ci fermiano solo a pensare al vantaggio economico senza pensare a cosa c'è dietro.
Ma poi chi ti dice che in Cile siano rispettati come dovrebbe essere.
Ho solo detto quel che penso,se è scorretto secondo te dire che molte volte i prezzi sono bassi perkè si risparmia su pensioni etc etc, dillo...io alle opinioni diverse sono attento. anche se sono "in un post sbagliato"
W. Valeri
5 giugno 2005 alle ore 18:11Io odio la rubrica del TG5 Gusto
Bruno Panetta
5 giugno 2005 alle ore 18:11Yang:
A me sta cominciando a piacere il vino di Rothbard. Ho visto che su eMule se ne trova di buono.
Lorenzo de Pippis
5 giugno 2005 alle ore 18:11Bravo ferretti........andiamo a cercare produttori onesti e non posti frequentati da vip!!!!!
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 18:15Ma da dove viene la convinzione che chi beve Brunello o Amarone è un VIP ?
Lorenzo Gemo
5 giugno 2005 alle ore 18:15Odio il vino che fa tendenza!
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:16x daniele piredda
Il problema e' che i Prezzi in Europa sono gonfiati troppo.
La gente adesso se ne accorta e l'economia e' andata a farsi friggere.
Nel 2006/2007 ci sara' una grande crisi! Aspettate e poi vedrete!
claudio lo monaco
5 giugno 2005 alle ore 18:16Visto che si parla di vino....... un vino che costa meno di 4 al litro comprato da un produttore (che deve sopravvivere), probabilmente di buono avrà solo il gusto
Di conseguenza se questo vino deve arrivare sulle tavole di un ristorante sarà dura che costi meno di 15 la bottiglia
P.S. il confronto con l'acqua minerale era solo x chi parlava di truffa
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 18:17Secondo me un ristorante dovrebbe licenziare i camerieri,cosi guadagna su gli spidendi e noi beremmo il buon vino a basso prezzo.
Caxxo credete che aumenterebbe la disoccupazione???
franco yato
5 giugno 2005 alle ore 18:18E vai!!!!anche questa volta sei realistico.Da quando e' successo il caso del metanolo,un po' di anni fa,tutti hanno associato la qualita' del vino al prezzo alto e al solito i boccaloni han fatto le loro scelte.In piu' aggiungi che fa' chic bere certe etichette e il gioco si allarga perche' piu' la prendi in giro piu' "la gente" e' contenta.Senza arrivare al tavernello,che tra l'altro non e' economico rispetto a quello che e',ci sono vini fatti veramente con solo uva a prezzi normali,questa corsa ai nomi sta rovinando tutto,specialmente in Piemonte,nelle Langhe, dove e' diventato impossibile andare a mangiare da quando sono arrivati gli stranieri che ,invece di mangiare,sono li' ad annusare i bicchieroni di Barolo.Che rabbia quasi tutti i ristoranti dove mangiavi da Dio sono stati trasformati in vinerie o in nouvelle cuisine,ormai ci si puo' solo andare a rifarsi il"naso"
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 18:19X BENITO LE ROSE
Magari sì... aumenterebbe...
Machisenefrega... sai che bevutone generali?
Anche i camerieri disoccupati potrebbero ubriacarsi con pochi euri per dimenticare la disoccupazione...
Lorenzo de Pippis
5 giugno 2005 alle ore 18:19X fabio la torre
dal fatto che chi spende 100 euro per una bottiglia "ricercata" ha soldi da buttar via e quindi lo considero semplicemente un vip (che se tu non lo avessi intuito per me è un poveraccio).
Ne conosco di questi che si riempiono la bocca di annate e di disciplinarie poi non capiscono un cazzo della vita.
E che se non abbini il vino con quella pietanza sei un cretino perche non hai letto sulla rivista del santone del momento che dice cghe quel vino si può bere solo con quella cosa..........
Ma stiamo con i piedi per terra!
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:20x Benito Le Rose
... aumenterebbero di sicuro gli ubriaconi
rino livio
5 giugno 2005 alle ore 18:20Caro Beppe,
certamente d'accordo con te sulla la prosopopea dei grandi vini e del mercato che gira attorno ma, i vini californiani austrialiani etc che tu definisci ottimi ed economici sono frutto di una mancanza di regole.
In alcuni dei "paesi nuovi" del vino è possibile inserire coloranti e profumi sintetici ed il barrique viene ottenuto con l'immersione di trucioli.
La retorica dei grandi vini serve ad alimentare di certo un mercato ma, pensa alle griffe della moda: se noi non fossimo capaci di vendere all'estero Armani, Prada etc etc ci rimarrebbe ben poco come immagine. Idem per i vini.
Cmq il "vino del contadino" il piu delle volte fa schifo!( ed è una falsa retorica anche quella)
Ciao
Rino
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 18:21Un consiglio a Beppe:
Non sarebbe ancora meglio se tua moglie imparerebbe a cucinare cosi eviti di andare al ristorante compri il vino direttamente al produttore e saremmo tutti felici e contenti.
Mia moglie gia lo fa e effetivamente risparmio un sacco di soldi a fine mese.
Nicola Peroni
5 giugno 2005 alle ore 18:22Immenso...sono pienamente d'accordo e vorrei inoltre
sottolineare un fenomeno ancora piu' scandaloso...."lo SCIAMPAGNE"...si proprio lui lo"sciampagne" tremenda pisciatella di cane prosciuga portafoglio.
Grillo sei il numero UNO!!!!!Con affetto.
Alessandro Sbarbada
5 giugno 2005 alle ore 18:23per Matteo Martini
Non mi pareva di aver fatto dire a Grillo cose che non ha detto, ma forse mi sono spiegato male.
Provo a spiegarmi meglio.
Io penso che in Italia ci siano due cose intoccabili, per vari motivi: il calcio e vino.
Grillo, inaugurando la sua "rubrica dell'odio", ha cominciato proprio dal calcio e dal vino.
L'analogia con Report sta semplicemente nel fatto che anche Report ha avuto coraggio nel parlare del vino, dicendo verità sul vino che altrove non trovano spazio (certo, toccando argomenti del tutto diversi da quelli toccati da Beppe oggi).
Alessandro
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:23x Nicola Peroni
Cos'e' lo SCIAMPAGNE? Un animale?
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 18:25xxxMassimo Rossi xxx
hahahahhahahha!!!!!!
Si, son d accordo con te,ma i taxi lavorerebbero di piü non credi??
Grillo un idea per il tuo prossimo post:
A causa dell aumento degli UBriaconi ,abbiamo constatato un aumento del 200% ...................una vera truffa !!!!!!
Enrico Pirozzi
5 giugno 2005 alle ore 18:26Grande Beppe!! Finalmente qualcuno che la pensa come me....sono decenni che la mia famiglia produce vino ma mai nessuno ha sentito un retrogusto alla mela golden!!!! Perchè non vanno a vedere cosa ci mettono le grandi aziende nel vino per farlo essere sempre uguale!! Io sono vent'anni che vedo produrre vino in maniera artigianale e ti posso assicurare che ogni anno il vino ha un colore, e un sapore diverso perchè dipende se è stata una stagione piovosa, soleggiata secca etc...invece quello che si compra sembra fatto con lo stampino sempre lo stesso colore e lo stesso sapore chissà perchè .....forse qualcuno non sa che il vino si fa anche con l'uva!
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 18:28X De Pippis
E non può essere che chi si beve un buon vino pagandolo caro lo faccia a scapito di altri vizi o altri hobbyes che non coltiva... che ci sia chi preferisce bersi i suoi risparmi anzichè mangiarseli in altri modi ?
Bisogna per forza ridurre tutto a VIP o non VIP.... mah ?
Antonio Balsamo
5 giugno 2005 alle ore 18:29Per il Signor Mammola
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Io non tolgo un bel niente casomai si tolga lei! Beppe per me e' un amico e siccome dice cose che condivido ci tengo che anche altri le conoscano. E' stata una mia iniziativa, non guadagno nulla in questo e nessuno mi aveva chiesto niente. Se lei cominciasse a pensare che in Italia esiste anche gente che fa le cose disinteressatamente l'Italia sarebbe un Paese migliore.
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:30x Enrico Pirozzi
Ma chi ti ha detto che il vino e' sempre uguale?
Ricorda che ogni annata e' differente! I vini d'oltre oceano sono sempre migliori ... anche la Francia se ne accorta ed e andata ai ripari!
giusi papagni
5 giugno 2005 alle ore 18:31Beppe....ma come!!probabilmente avrai avuto una cattiva esperienza legata al vino...
non posso spiegarmi altrimenti questo tuo ODIO nei confronti di un prodotto così "decantato"...Premesso che anche io odio le esagerazioni, ritengo che l'indotto creato attorno al vino sia una bella trovata.Il vino è cultura e come tale va posto al centro di attività che lo valorizzino e valorizzino il territorio di produzione.Il vino italiano è una identità della nazione, così come tanti prodotti con alle spalle una tradizione pluriennale.Io non sono una intenditrice di vini, ma sono sempre molto orgogliosa quando i nostri prodotti attirano l'attenzione del turista, italiano e non.Il vino significa aggregazione e di conseguenza anche business, perchè no.
SI al vuoto a rendere, SI al riciclo del vetro, NI al tappo di silicone, ma decisamente NO all'odio nei confronti del buon vino.
Ciao Beppe.
Rita Porrega
5 giugno 2005 alle ore 18:33@ FABIO LA TORRE
Non mi risulta che Beppe sia mai ri-intervenuto sui post che ha messo nel blog...neanche per aggiustare il tiro (....ma io non seguo il blog sin dal suo inizio!): ma forse lui vuole proprio questo (anche se io non lo condivido!)...lanciare un sasso nell'acqua e vedere le "onde" che provoca...così, tanto per tastare un po' il terreno!
A me piace intervenire sui vari temi, ma, sempre più spesso, mi sto rendendo conto che così, senza dialogo, non serve a niente...ognuno, continua ad andare x la sua strada; nessuno però ci obbliga ad intervenire.....
Rita
Mauro Gori
5 giugno 2005 alle ore 18:33Da anni mio nonno produce su di una collina di Muggia (ridente cittadina in provincia di Trieste) un vino, casalingo, forte, che mi da proprio il "piacere di gustare la mia terra"! Non voglio assolutamente dire che codesto vino sia ottimo, soprattutto se stiamo sui canoni dei sommelier più acuti ma sicuramente assaggiarlo (da parte mia, che non sono un bevitore e tantomeno un intenditore) è un piacere unico e non sopporto che gli altri vini, sicuramente più pregiati vengano osannati in maniera eccessiva, soprattutto perché vengono prodotti in "catena di montaggio" e non da onesti contadini che usano sangue e sudore per fertilizzare i vigneti!
Lucia Stella
5 giugno 2005 alle ore 18:34Ancora una volta sono in sintonia con te, Beppe! Anch'io odio tutta la retorica del vino, e sopratutto le trasmissioni televisive, i film, i servizi giornalistici, le fiere, gli "eventi", le sagre, etc. nelle quali ti devono a tutti i costi convincere che "il vino è cultura", gente che non sa neanche parlare l'italiano, perchè conoscere la consecutio temporum non è cultura! Stesso discorso vale per il cibo, non sopporto tutto lo spazio che danno tutti i giorni allo chef di turno, alle ricette, "Gusto" & dintorni, ma possibile che la nostra vita debba essere solo un mangiare e bere? Che ne è del far funzionare anche il cervello? Per quello c'è solo questo blog?
Io comunque sono diventata pressochè astemia, e prima bevevo la birra, che viene prodotta anche in Sardegna (ed è buonissima)!!! Ci sono birre più buone e digeribili del vino, anche se ormai i prezzi stanno andando alle stelle anche per quelle...
Ciao Beppe
Fabio La Torre
5 giugno 2005 alle ore 18:34Immenso...sono pienamente d'accordo e vorrei inoltre
sottolineare un fenomeno ancora piu' scandaloso...."lo SCIAMPAGNE"...si proprio lui lo"sciampagne" tremenda pisciatella di cane prosciuga portafoglio.
Questo è un ottimo esempio di come chiunque possa esprimersi in democrazia.
Io dico:
Lo champagne è un ottimo prodotto, curato nei dettagli, amato durante la produzione, vinificato con dovizia e seguendo dettami rigidi e di antica estrazione che vale (forse non del tutto) quello che costa.
Secondo me le pisciatelle sono i vini come il Lambrusco e il Brachetto...
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 18:36xxxRita Porrega xxx
Ha ragione lei, Beppe lancia un sasso e poi scannatevi!!
Poi ne lancia un altro e un latro .......etc etc etc..
Ma poi Ci posta la lettera di Mina che con lui sono gli unici che possono andare tutte le sere al ristorante.
distinti saluti
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:38TAPPO DI SILICONE molto meglio!
_________________________
Guardate che il tappo di Sughero non migliora il vino, anzi molte volte lo peggiora. Il Barolo ha dovuto ritirare molte bottiglie a causa del tappo di sughero.
Il sughero non e' neanche igenico a causa di formazione di batteri.
Il tappo di silicone e l'unica alternativa!
Mettetelo nella zucca!
gianluca olgiati
5 giugno 2005 alle ore 18:39mah.... quest'idea dell'odio mi piace poco. Prima di tutto "odio" è una gran brutta parola e poco propositiva. Poi, qui c'è il rischio di generalizzare. Ero d'accordo sull'odio al calcio, quello miliardario, ma qui, caro Beppe, mi distruggi un mito, quello del vino, unica mia ragione di vita (scherzo).
Il calcio e il vino, in fondo, potrebbero essere una buona ragione per alzarsi al mattino (beh... forse il vino non proprio di mattino). Ciò che voglio dire è che bisogna condannare gli aspetti negativi delle cose (so che è quello che stai facendo, ma appunto mi sembra che qui si generalizzi un po'), non demonizzare così la creazione del mio amico Bacco.
Cosa dobbiam bere, la Coca-Cola? O il vino prodotto a 2000 km di distanza?
In Italia ci sono moltissimi produttori di vino onesti, che fanno dei prezzi giusti (o per lo meno normali), quello è il vino che dobbiamo comperare (e bere).
Ciao
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 18:41xxxMassimo Rossi xxxx
copio
Guardate che il tappo di Sughero non migliora il vino, anzi molte volte lo peggiora. Il Barolo ha dovuto ritirare molte bottiglie a causa del tappo di sughero.
Il sughero non e' neanche igenico a causa di formazione di batteri.
Il tappo di silicone e l'unica alternativa!
Daccordissimo!!!
Ma per Grillo questa nonn è innovazione,per lui innovazione e solo energia eolica.
Piera Castronovo
5 giugno 2005 alle ore 18:41Questa volta non mi trovi d'accordo...
Proprio quella del vino è un'industria meravigliosa che sta iniziando a svilupparsi anche qui in Italia ma sopratutto sta finalmente metendo in risalto una caratteristica della Sicilia per troppo tempo trascurata: quella del buon vino. Anche nelle terre sicane vi è stato un progressivo abbandono delle campagne alla volta delle città anche qua tante terre incolte tranne però nei luoghi dove le vigne producono i vini più buoni, più forti e con carattere. è vero, anch'io sono contro gli eccessi e comprare una bottiglia di 150 non è il mio scopo nella vita (ma i soldi girano Beppe, e anche parecchio: siamo noi poveri mortali che non ne abbiamo). Prendiamo ad esempio il passito di Pantelleria. Le vigne sono lasciate raso terra poiché Pantelleria è un'isola ventosa e l'uva non potrebbe crescere al meglio. Appena l'uva è matura ed arriva il periodo della vendemmia, le persone addette alla raccolta devono rompersi la schiena per prendere i grappoli ad uno ad uno. L'uva si deve mettere ad essiccare al sole e appena diventa "passita" appunto, si spreme e, da passita, naturalmente il succo che ne esce è molto poco ma assaggia ciò che diventa! E tu pensi che questo vino non dovrebbe costare più di 20? Se la pensi così anche dopo averlo assaggiato... bhè,,, continua a bere il tuo tavernello.
Giuseppe D'Urso
5 giugno 2005 alle ore 18:42caro Beppe,
faccio parte dell'altra parte della barricata, sono cioé uno di coloro che ti racconta la storia di ogni vino, te faccio sorseggiare, apprezzare, farti sentire intenditore, e tappo a parte, te lo vendo e te lo faccio pagare...
anzi piu è buono e più lo paghi...
oggi come oggi il Vino, che non solo é veritas, é un business enorme, produttori in Italia si son scoperti che a comprare collinette, a 4 soldi da contadini e poi marcarli in esempio, Barolo La Morra, agliano del vulture premiata azienda XXXX Rionero in Vulture, brunello delle "colline" di montalcino, sassicaia e cosi via, vuol dire aumentare almeno di 5 a 10 Euro tale bottiglia (prezzo al produttore), annata concedendo, i piemontesi furono i primi seguendo le orme dei francesi (che fecero perfino le bottiglie d'orate per i clienti giapponesi), oppure comprendendo, che molti anzi il 95% dei consumatori di vino non riconoscerebbe mai e poi mai una vendemmia di una certa zona e di un'altra (per non parlare che la maggioranza a occhi chiusi non riconoscerebbe un buon roero da un buon nebbiolo, e qui c'é chi farebbe la stessa prova con un sangiovese della romagna e un chianti gallo nero) e qui metterei tanti cosi reputati esperti e sommelier, con la banda nera sugli occhi e gli farei assaggiare una pepsi e una coca, il 70% cannerebbe, percio raccolgono le uve e le mischiano vinificando un prodotto da 10 o 20 differenti appezzamenti...sempre ICG o DOC ecc.ecc... aggiungendo tanto di additivi chimici legali che lo pastorizzano e lo rendono uguale sia che bevuto nei terreni del tufo in piena terra aglianica o nelle langhe o in quel di New York o Tokyo.... Global distribution... global taste...
Sono appena rientrato da un viaggio in Italia, ognuno ci faceva degustare i loro prodotti... eccelenti, globali... standard... annate, colline... chinati,... barrique... tappi in silicone o tappi in sughero che costano piú della bottiglia di vetro, perché oramai il sughero buono é raro e sia in sardegna che in porgallo, le piante sono ammalate, i sugheri buoni sono pochi i produttori di vino o similari sono tanti...
Rimane molto interessante il tuo punto anche se a mio parere non dovrebbe essere cosi generalizzato e valutando tutti gli aspetti che i ns wine producer, devono affrontare, comprendendo che l'unica via che hanno per emergere é l'esport, visto che in Italia oramai avete già le pentole in mano e se non cambiate incomincerete a picchiarci sopra come in argentina.
Il reperimento di un buon sughero é un problema serio, il taglio pristino dei grappoli in eccedenza per ottenere a tutti i costi una produzione a un certo livello é legato al cambiamento climatico e al rafforzamento della pianta, in quanto il forzato uso di concimi chimici e pesticidi, indebolisce la pianta in maniera enorme, i costi dei transporti (principalmente su gomma) e mano d'opera dovuti a un caro vita che ha ingrasato solo la classe dirigente è un fattore primordiale...
perció caro Beppe, hai fatto bene a lanciare la prima pietra, però volutamente o non volutamente analizziamo i problemi di base che hanno obbligato i ns wine producer a vendere tutto ai vari zonin e fare bevande alcoliche chiamati vini o ricercare prodotti particolare per emergere o morire, e datosi tutto il contesto dalla Milano da Bere fino al biscionismo berlusconiano, hanno scoperto che facendo cosí non solo sono sopravissuti, ma anzi hanno raccolto grossi profitti e percio continueranno, vistosi, che sono stati obbligati, non li sto difendendo, ma voi avete votato tale classe dirigente che ha obbligato tale producers a evolversi prima per sopravivere e adesso come tutti , la sedia é comoda perché mai cambiarla, tanto la maggioranza di Italiani comprerá bevande colorate alcoliche al prezzo massimo di 6 o 7 euro nei supermercati (bottiglie per le feste), pretendendo che sia vino.. quando poi un litro di vero vino con poca storia o limititati lustri all'origine ne costa solo 2 o 3....
Mantendo il concetto agricolo, avete seminato da Andreotti, Craxi, Occhetto, D'Alema, Rutelli,Fini, Berlusconi, perché vi lamentate ? questo é il vostro raccolto! Adesso bevete! Cin Cin!
Ultima domanda Beppe, tu che sei ligure, quanti litri di Sciaccatrá si vendono all'anno, e quanto é grande in ettari la zona di origine dello Sciaccatrá, prova a chiederlo ai Monterossini...
:-)
Attendendo, seduto sul sasso alla riva del fiume, il rantolo delle pentole, sperando che con tale fracasso finalmente L'italia si desti come diceva un inno oramai villipendio dello stesso...
un cordiale saluto!
enrico bosco
5 giugno 2005 alle ore 18:43Ecco! Adesso anche il nettare degli Dei e' finito nel mirino del Grillo.
Non tanto lui ma quello che l'uomo ne fa, tanto per cambiare.
SE il vino fa bene, bevuto con moderazione, allora ci vuole l'intevento dell'uomo per renderlo in qualche modo un qualcosa di negativo.
Comunque vorrei tanto sapere come facciamo noi comuni mortali a capire se il vino che compriamo vale i soldi che ci spendiamo.
Non parlo di vini costosi ma di vini da tavola comuni e a costo contenuto.
Magari e' vino cinese...
Il vino e' una buona cosa, che da' lavoro a parecchie persone, che fa bene alla salute (come detto prima) e che ci permette anche una certa buona figura a livello mondiale,una delle poche oramai.
Se vuoi prendertela con qualche cosa , azzanna i super alcoolici!!! Quelli si che sono una solenne cazzata...
sergio centola
5 giugno 2005 alle ore 18:44Hai propio ragione Beppe !
Ho settanta anni e quando potevo bere (nella mia più giovane età) ogni litro veniva segnato col gesso sulla botte posta nel grottino.
Grottino segnalato dalla " Fojetta " che pensolava all'entrata.
Puoi quindi capire se mi trovi d'accordo.
Un caro saluto e un grazie per tutto quello che fai,
sergio
Luca Andreozzi
5 giugno 2005 alle ore 18:45ora che il tappo di sughero non sia igenico.... sarà anche vero, ma avete mai sentito qualcuno che si è preso un'infezione batterica da "tappo di sughero"??
Rosario Lambiase
5 giugno 2005 alle ore 18:46VINO (non quello della propria vigna)= MORTE
L'anidride solforosa (SO2)utilizzata per la stabilizzazione del vino... (tutti i vini, anche quelli buoni)
Questo gas che si forma dalla combustione dei combustibili fossili, soprattutto nafta e carbone, attacca le cellule epiteliali diminuendo le capacità di difesa del sistema respiratorio.Ulteriori ed ultime ricerche stanno collegando un ulteriore danno all'organismo umano: Mutazione genetica del sangue.
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 18:46xxPiera Castronovo xxx
Ma cosa gli vuol spiagare a Grillo come si lavora la terra???
Guarda che GRillo sa tutto sapeva della parmalat vuoi che non sappia di come si fa il vino a Pantelleria.
Ciao Corregionale.
BRUZZANITI GIUSEPPE
5 giugno 2005 alle ore 18:46Caro Beppe,
perchè tu parli di "odio il vino dai venti euro in sù.." e sul blog tutti odiano tutto?
perchè quando tu odiavi il calcio tutti odiavano pure le partite all'oratorio (mia interpretazione)?
forse seguendo il tuo blog sto capendo che anche tra chi ti segue ci sono pecoroni e... non credo che questo sia lo scopo del blog.
In conclusione vorrei ricordare i tempi del metanolo ...
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 18:48
Per Massimo Rossi:
" x matteo martini
ma si, compra il vino a 100 EURO, magari dalla fabbrica esce a 15 EURO! "
Mettiti tu nel business della vendita del vino e proponi del vino buono a prezzo inferiore.
BUONA FORTUNa!!
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 18:50
Per Alessandro:
" Io penso che in Italia ci siano due cose intoccabili, per vari motivi: il calcio e vino.
Grillo, inaugurando la sua "rubrica dell'odio", ha cominciato proprio dal calcio e dal vino. "
Ce ne sono molte altre: la Chiesa, la Ferrari, la pasta, etc.
E parlare di queste cose non e' buono in se', bisogna anche dire cose intelligenti.
Cosa che Grillo non fa
miraldo sponza
5 giugno 2005 alle ore 18:52Dopo tutto questo bel scrivere sono giunto ad una conclusione, ognuno tira il vino al proprio borsino.
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:52x Luca Andreozzi
Per forza, quando il vino sa ti tappo, tu mica lo bevi no?
Rosario Lambiase
5 giugno 2005 alle ore 18:52Ah si...!
Per chi ha condannato quest'ODIO di Beppe per il VINO. Bevete e tracannate quintali di vino alla Solforosa che vi assicurerà un posto nell'ultimo laboratorio creato da industriali di ogni sorta che già hanno fatto di noi ottime CAVIE.
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 18:52
Per Rosario Pisano':
" X Matteo Martini
no non sono tutti truffatori i commercianti di vino.
Però alcuni si, con la scenata del sommelier, delle degustazioni del cazzo, di queste cantine mastodontiche fatte più di legno che di vino buono. "
Giusto, ma i truffatori ci sono dappertutto.
Quello che mi chiedo e' che valore aggiunto sta dandoci Grillo con quello che dice..
giorgio gabrielli
5 giugno 2005 alle ore 18:53e che c...o nn si può odiare tutto, visto che poi sono sempre gli uomini che rovinano tutto.
ODIAMO L'UOMO..............
Luca Andreozzi
5 giugno 2005 alle ore 18:54dipende che vino e quanto sa di tappo: a casa mia si dice che quello che un ammazza ingrassa! eh eh eh
Antonio Balsamo
5 giugno 2005 alle ore 18:54Ecco, bravo! A noi ci ha fregato la Ferrari!
Pensiamo tutti di essere campioni del mondo e invece siamo a livello dell'Albania! Gli italiani non sono capaci di lavorare onestamente, ma solo di vantarsi dei meriti degli altri! Io, come diceva Gaber, non mi sento piu' italiano. Ma chi vi conosce!
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 18:54x matteo martini
Ci hanno gia' pensato: gli australiani, i cileni, il Sud Africani .... e chi piu' ne ha piu' ne metta!
Alessandro Rende
5 giugno 2005 alle ore 18:54Per fare il vino con l'uva ci vogliono un sacco di soldi e di tempo. Tutto costa: dal ferro per i fili, al gasolio per i trattori, LA MANODOPERA (noi i sindacati già ce li abbiamo MICA SIAMO IN CINA) le botti in rovere di slavonia, l'acciaio che viene dall'estero ecc. Se poi, come dicevano i vecchi, il vino si vuol fare ANCHE CON L'UVA allora il prezzo scenderebbe notevolmente, ma si tornerebbe al metanolo. Che poi alla fine ci sia qualcuno che ci guadagna facendo tante chiacchiere e poca fatica questo è vero!!! ma questo è vero anche per il grano(0,2/Kg)->pane (2,0/Kg cento volte di più!!!!)zucchine ( 0,3 al produttore contro 1,5 al dettaglio quattro volte di più per ritirarle e portarle al dettagliante)... andando ad indagare c'è un sacco di GENTE CHE GUADAGNA SENZA FATICARE ed un sacco di GENTE CHE FATICA SENZA GUADAGNARE!!! non per fare il sindacalista bolscevico, ma ti sembra che sia giusto?!
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 18:59xxAlessandro Rende xx
Hai dimenticato le arance di sicilia.
Antonio Balsamo
5 giugno 2005 alle ore 19:00Signor Mammola,
le svelo un segreto: i post vengono eventualmente cancellati secondo dei criteri piu' o meno condivisibili da una redazione che fa sicuramente del volontariato mentre Beppe e' preso da mille altre cose: non potrebbe seguire il blog in tempo reale (e nemmeno tout court). Io stesso non ce la faccio a star dietro al mio blog da solo e penso di chiuderlo presto perche' alla fine non serve a nulla e a nessuno. Provi a fare un blog anche lei e vedra' quanto lavoro occorre dedicargli. E senza guadagnare una lira.
miraldo sponza
5 giugno 2005 alle ore 19:03Il vino buono quello fatto da poveri contadini non l'ha bevuto nessuno di questi saputelli chimici, specialisti del tappo, dell'etichetta del nome frullato, della cantina condizionata; il vero vino sangue della terra ha bisogno di un'altro rispetto e di gente che lo beva in silenzio....tutto il resto è solo businnes.
maria gabriella
5 giugno 2005 alle ore 19:04x Massimo Rossi il 05.06.05 18:38
non so se massimo abbia idea di che materiale straordinario, stia parlando. il caso del ritiro delle bottiglie, a causa dei tappi, non è da attribuirsi al sughero, quanto alla sua lavorazione, al trattamento a cui è stato sottoposto, che è un'aspetto importantissimo quando si parla di tappi. questi, stando a contatto con una sostanza commestibile e piuttosto delicata, come è il vino, che viene alterato e compromesso dal contatto improprio con molte sostanze, dal movimento, dall'aria, dalla temperatura e vari....,devono essere prodotti con un sughero assolutamente incontaminato. chiudo ricordandogli che esistono nel mondo sei istituti di ricerca che si occupano solo di studiare le applicazioni del sughero e che fino ad oggi, nonostante il tentativo di modificarne i criteri e i metodi di imbottigliamento, il sughero rimane, il prodotto principe.
Alessandro Rende
5 giugno 2005 alle ore 19:05Caro BENITO LE ROSE
Ho omesso le arance, i mandarini, i pomodori, la lattuga, le angurie, i meloni aioddio ma quanta gente c'è che mangia sul sudore degli altri??? E io pago
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 19:06Monti vini dei contadini e' imbevibile (tranne per loro, perche' non conoscono l'aqua e hanno i bottiglioni da 2 litri).
Ecco perche' non lo vendono: si vergognano!
Rosario Lambiase
5 giugno 2005 alle ore 19:07X Miraldo
ben detto.
Il vino buono, color rubino, quello senza conservanti che sa di uva fresca!! ..si deteriora quanto prima cosi come tutti gli alimenti.
Ecco, quindi l'uomo che arriva e ci avvelena con tutti i suoi additivi...per cosa, profitto...profitto e profitto. Ci stiamo annientando piano piano e lo stiamo facendo tutto da soli, ...ma con l'aiuto dei grandi industriali.
Alessandro Rende
5 giugno 2005 alle ore 19:10Che il sughero sia più naturale, romantico e salutare siamo d'accordo, ma le querce non ce la fanno più a forza di scortecciarle. Se poi vogliamo togliere tutti i tappi al silicone allora leviamo anche il film plasticol dal tetrapak del latte e del tavernello, o le bottiglie in PET della minerale ecc.
Massino Rossi
5 giugno 2005 alle ore 19:10x maria gabriella
So che ci sono tappi di Sughero che costano da soli 20 EURO, ma a che mi serve se il vino non e' all'altezza?
Credimi l'alternativa al tappo di silicone non e' male. E basta con i soliti nostalgici, ne ho piene le scatole!
Sfido chiunque a provare che il tappo di sughero migliori i vino!
Bruno Campagna
5 giugno 2005 alle ore 19:15Grazie, Beppe...
Antonio Balsamo
5 giugno 2005 alle ore 19:17Voi vi chiedete a cosa brindano gli italiani col vino? A notizie come questa:
(ANSA) -ROMA, 31 MAG- Nuova pioggia di milioni in mini-finanziamenti nei collegi dei parlamentari, che si vanno ad aggiungere ai 548 della cosiddetta 'legge-mancia'. La commissione Bilancio della Camera ha approvato all'unanimita' una risoluzione che permette di spendere altri 101 milioni, ripartiti in 326 finanziamenti per Comuni, associazioni e parrocchie dei collegi dei deputati. Le cifre vanno dai 9.300 euro per il restauro della Parrochia di San Martino Masera (Verbania) a 2,5 mln al comune di Cinisi (Palermo).
Antonio Tanchis
5 giugno 2005 alle ore 19:19Caro Sig. Grillo
10 anni fa` diceva che` se` i Lombardi si bevevano l`acqua della Lombardia e` i Siciliani l`acqua della Sicilia evitavamo di avere troppi TIR nelle strade.
Ora viene a dire che` e`piu` economico comprare il vino della California oppure del Cile, e` il traffico che`diceva di odiare?
Dica la verita` un bicchiere di vino lo ha bevuto oggi.
dan sallo
5 giugno 2005 alle ore 19:20Questa saga dell'odio è snobbissima !
Una bottiglia di buon vino alla Esselunga costa mediamente 5/7 begli euretti ..
Certo, per chi passa la vita nei ristoranti, i prezzi sono altri...bene, vuol dire quando potrò permettermelo anch'io, mi accoderò alla lista degli iracondi..nel frattempo, scusate, ma devo andare a scolare la pasta..
angelo laghi
5 giugno 2005 alle ore 19:23sono pugliese. in italia ho avuto la fortuna di bere sempre "spremuta d'uva", cantina familiare, rosso, sosato, bianco spumantino; vini novelli, mai più di un anno in bottiglia! bevevo il vino "pregiato" italiano solo ai matrimoni, raramente nei ristoranti: chianti, valpolicella, tocai, etc. Il bisolfito mi dava alla testa dopo un minuto! Uno strazio. Ogni volta rimpiangevo il mio primitivo. Poi mi sono trasferito all'estero ed ho apprezzato il vino cileno (di vigneti d'origine italiana), il vino australiano ed il vino francese, massimo 4 euro la bottiglia, a volte tappi sintetici ma che importa. Restava l'ottimo rapporto qualità / prezzo. Alla faccia dei vini italiani, da ben oltre 20 euro in sù.
Prosit
Angelo
Yang Chenping
5 giugno 2005 alle ore 19:24> A me sta cominciando a piacere il vino di Rothbard. Ho visto che su eMule se ne trova di buono.
E che dire delle favolose Tartine Eque Solidali Annan & Strong?
barbara pastore
5 giugno 2005 alle ore 19:26mio padre faceva il vino....quello si che era vino....se potessi te ne farei assaggiare una bottiglia.....
cercate i posti dove fanno il vino artigianale costa poco è genuino e ha un sapore speciale....aziede vinicole piccole ce ne sono e non abbiamo bisogno di importare il vino da altri paesi.....ciao barbara
Marcus Libero
5 giugno 2005 alle ore 19:27bono er vino de li castelli....forza roma.
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 19:27x angelo laghi
Pero' l'uva primitivo non scherza: i vini sono ottimi.
Mentre Sangiovesi, Chianti e Tavernello (succo d'uva) fanno pieta'.
maria gabriella
5 giugno 2005 alle ore 19:30mi dispiace insistere, ma sono necessarie precisazioni: il sughero non migliora il vino, non ne ha la pretesa e non è quella la sua funzione, ma lo conserva meglio e non c'enra niente la nostalgia, bensì la conoscenza professionale di un settore che è quello della ricerca sul sughero e il silicone non è meglio....
gregory bonafini
5 giugno 2005 alle ore 19:30Grande Beppe,dillo a chi ne capisce che hanno rotto davvero,con queste storie sul vino eccezionale,profumato sentore di calicantus.Stanno facendo disastri,trasformano il vino in cola,la cola quella che viene preceduta da quella droga esatto.Un vero peccato che dentro le bottiglie tappo di sughero o silicone,ci siano lieviti e solfati che servono a modificare le rigidità e acidità di un vino.Ma avete mai provato a farvelo voi o a comprarlo da un contadino serio?E avete provato a confrontarlo?Sì mi viene detto ma quello del contadino è un vino,vinaccio passato.E allora vai con gli lieviti che anche dall'acqua di pompa sapientemente edulcorata può apparire un buon prosecco.Alla salute!!!
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 19:37x maria gabriella
Cara signora Gabriella,
un consiglio: si informi!
Il tappo di sughero non migliora il vino (come dice lei) anzi per il 5% lo peggiora, (una bottiglia su 10 sa di tappo, statistica!).
Invece il tappo di silicone non intacca nessuna bottiglia.
Faccia due conti, magari ci riesce anche lei.
Stefano Boscolo Marchi
5 giugno 2005 alle ore 19:39Il vino, quello buono, l'hanno bevuto solo i Greci e i Romani ai tempi dell'impero.
La sbobba che beviamo noi la dice gran lunga sugli artifizi usati per far sembrare ogni annata la migliore della precedente.
Le bottiglie di Barolo ce le possiamo solo sognare, il vino veramente buono come al solito lo beve solo l'Elìte, a noi ci danno le bottiglie sui 20 per farci credere di consumare "del buon vino", quella da 40 per fregarceli secchi.
Mi unisco alla voce di Grillo, ODIO i MANIPOLATORI del MERCATO.
Rosario Lambiase
5 giugno 2005 alle ore 19:40E dopo questa BELLA notizia:
Voi vi chiedete a cosa brindano gli italiani col vino? A notizie come questa:
(ANSA) -ROMA, 31 MAG- Nuova pioggia di milioni in mini-finanziamenti.......
BRINDIAMO con VINO Italiano alla SOLFOROSA ai 9 in PIU'di tasse governative all'anno (dai 6.39 trimestrali a 8.52!!!) sui nostri conti correnti che il Governo BERLUSCONI ci ha fatto OMAGGIO !!
angelo laghi
5 giugno 2005 alle ore 19:41@ massimo rossi
è vero l'uva primitivo dà un vino forte ed intenso, per gente che ama il sole, è un vino che lascia l'impronta sul bicchiere e nelle gambe (se si esagera :o)). Ma, come i veri proseliti di bacco sanno, non è il caso di imprigionarlo in una bottiglia (rigorosamente di vetro) e fargli fare qualche paio di migliaia di miglia in aereo, e per due buoni motivi:
1. se lo scolano a malpensa gli addetti ai bagagli/controllo
2. alla fine del viaggio, stressato ed inkatzato per le turbolenze ed i ritardi, quello ti cambia colore e gusto ...
perciò, quando son lontano dalla mai terra, lo tradisco con un ottimo cileno !!
ciao
maria gabriella
5 giugno 2005 alle ore 19:49xMassimo Rossi il 05.06.05 19:37
mi meraviglia un tono cosi aggressivo per una discussione che ambirebbe più allo scambio di informazioni che all'aggressione verbale per dimostrare chi ha ragione. per quanto riguarda ciò che ho detto dei tappi di sughero, la invito a rileggere ciò che ho detto che non è affatto che il sughero migliora il vino, piuttosto che lo conserva meglio. per quanto riguardo le informazioni che ho io sull'argomento....preferisco non "raccontargliele"...il tono è di chi pensa di sapere tutto....beato lei. cordiali saluti maria gabriella
enzo da crotone
5 giugno 2005 alle ore 19:57non ho nessun interesse personale, mi occupo di tutt'altro e però dico che tra una bottiglia da enoteca (ben sotto la soglia dei 20...) ed una bottiglia del contadino non c'è storia: la qualità della prima è senza discussione migliore del pur genuino prodotto casalingo...
dr. Gian Pietro Bomboi
5 giugno 2005 alle ore 19:58Sono sardo e abito in provincia di Nuoro. A propsito di vini, mi fa schifo o per essere più educato... mi fa ridere, una bottiglia di Barolo che costa: 20 - 40 come se fosse nettare di Ulisse. In Sardegna per esempio a Jerzu c'è un vino rosso da 13,5 gradi che è veramente un nettare. Sapete quanto costa in qualsiasi negozio?? 4 - 5euro la bottiglia (naturalmente DOC) e... credetemi, non c'è Barolo che tenga. Io penso che sia assurdo pretendere 20 - 40 euro per una bottiglia di vino!! E... possibilmente scendete dalla poltrona, questo lo dico a quelli che non capiscono che il loro Business, dimenticando per esempio che, non esiste al mondo una terra migliore della Sardegna adatta alla produzione di uva da vino.
Se, quelli del Barolo vi fate una visitina in Sardegna e assaggiate il nostro vino, sono sicuro che dopo; il Barolo vi farà RIDERE!!
Saluti da Gian Pietro Bomboi
Lorenzo Sterani
5 giugno 2005 alle ore 20:02Si è finito per parlare di tappi quando il discorso dovrebbe vertere altrove...
Il businnes dietro i vini pregiati è un altro caso di speculazione fatta usando pseudo-esperti pagati per dire "questo è buono".
Per restare in tema: stessa cosa viene fatta per i ristoranti -famosi- dove si mangia sbobba che ti viene venduta ad uno sfottio. Quando a casa puoi farti un piatto di pasta e mangiare meglio.
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 20:04x maria gabriella,
io non voglio aggredire nessuno, il mio era uno scambio di informazioni, ma dato che le sue le vuole tenere nascoste, faccia pure!
Ma pretendere che il tappo di sughero conserva meglio, quando la statistica dice il contrario e' il colmo!
Si faccia un bel giro su Internet, magari con Google cosi non va fuori strada, e si informi.
Ma perche' le donne sono sempre cosi cocciute?
(anche se a volte e' un bene :-)
Emilio Iannone
5 giugno 2005 alle ore 20:05ODIO I VINI DAI 3 EURO IN SU. CARO BEPPE BEATO TE CHE PUOI SPENDERE ANCHE 19 EURO E 50 PER UN MISERO 3/4 DI BIANCA DI VALGUARNERA
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 20:05x Lorenzo Sterani
Abbiamo parlato anche di altro: legga tutti i commenti!
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 20:08Il post di domani
Odio la FERRARI!!!
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 20:09x dr. Gian Pietro Bomboi
La prima volta che un mio amico sardo mi ha portato una bottiglia dalla Sardegna, sono veramente rimasto dal suo magnifico sapore!
Peccato che la Toscana abbia il sopravvento sugli altri vini italiani.
Tranne quelli citati prima, che sono da eliminare (vedi commenti precedenti)
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 20:10Il post di domani
Odio la FERRARI!!!
Postato da: Benito Le Rose il 05.06.05 20:08
Per Forza: non vince :-)
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 20:14Adesso vado a cenare mia moglie ma preparato una bella zuppa di legumi accompagnato da un bicchiere di corvo Comprato al supermercato a 7,50 (FRANCHI SVIZZERI)
ODIO IL DAZIO DOGANALE!!!!!!!!In sicilia costa 2 euro
Antonio Caciolli
5 giugno 2005 alle ore 20:15in un bellissimo libro una donna stupenda e giovane, ma con i capelli completamente bianchi, ordina sempre del buon vino (il migliore e il più adatto alla serata) e ne lascia quasi la metà nella bottiglia, in modo che anche i camerieri che non possono permettersi un vino così costoso abbiano il piacere di gustarlo (visto che una bottiglia aperta no si può più servire).
penso che il vino sia un bene del nostro mondo: un alimento genuino e salutare (in piccole quantità e stando attenti a bere vino e non polveri)
il vino costa poco o molto in dipendenza da tanti fattori. come i vestiti il vino ha un prezzo che è relativo alla qualità alla ricercatezza e anche alla marca.
benvengano i richiami al fatto che ci sono vini ottimi che costano poco, ma ricordiamo che ogni tanto ci possiamo togliere uno sfizio e ricordiamo che gli sfizi sono superflui e quindi anche se costano molto non per forza uno è costretto a comprarli. il pane costa un esorbità: scagliamoci su questo, perché al pane non ci si può rinunciare. al vino eccellente sì. e se uno invece vuole spendere per gustarsi un buon vino che lo faccia senza che nessuno lo additi. non sta inquinando il mondo viaggiando a bordo di una machcina lussuosa né costruendo ville a picco sul mare.
altrimenti prendiamo il vino dal contadino. e teniamo i soldi di una buona bottiglia (che potrebbe accompagnare un ottima cena) per andare a vedere uno spettacolo di teatro (anche di Grillo se si vuole)
ciao a tutti
Antonio
la libertà significa questo
maria gabriella
5 giugno 2005 alle ore 20:16mamma mia ...quanti luoghi comuni sul vino. io credo che la realtà sia che esistono vini buoni e pessimi vini, sia in enoteca che dal contadino, e penso che il probema vero, non stia nella bontà del vino, quanto nella speculazione che gira attorno al settore enogastronomico. purtroppo la società consumistica che vuole tutto omologato sia per i prodotti destinati ad un target facoltoso, che per i prodotti indirizzati alla grande distribuzione, utilizza la comunicazione di massa, le fiere, i premi, le trasmissioni televisive prezzolate, che veicolano un'immagine totalmente falsa e costruita solo per stimolare l'acquisto di un prodotto che ha un marchio e che spesso, forse, non corripsonde ad un reale buon prodotto. ma non deve esserci il rifiuto del vino, bensi, come dalla provocazione di grillo stesso, dell'apparato commerciale che gli stà intorno
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 20:17xxxMassimo Rossi xxx
hahahahh mi fai morire
Colpa delle gomme???
ODIO LE BRIG.....stone.
Giuseppe Durante
5 giugno 2005 alle ore 20:18Per saperne di più, andiamoci a riguardare la puntata di REPORT dedicata al vino.
"Viva il vino è sincero"
li calzi marco
5 giugno 2005 alle ore 20:20Caro Beppe, ti seguo dall'inizio ma questa volta non sono proprio d' accordo con te! Premetto naturalmente che da qualche anno il vino è diventato la mia passione tanto che, per inciso ho appena compiuto 41 anni, sono iscritto al terzo anno della facoltà di enologia. Come puoi bene immaginare, sto facendo dei grossi sacrifici dato che naturalmente lavoro.
Posso naturalmente essere d' accordo con te a riguardo delle aberrazioni riguardanti il business e la moda che sta attorno a questo mondo pero'.... credo proprio che tu non sia mai andato a visitare una cantina, una "giusta". Si fanno degli incontri con persone di una genuinità da vecchi tempi, persone con delle passioni per il loro lavoro immense, persone che hanno comunque saputo modernizzarsi nel loro modo di pensare per non soccombere in tempi duri come i nostri, persone che comunque restano dei contadini, e ne sono fieri, e che hanno la fortuna di vivere sempre immersi nella natura. Tornando ai vini: il vino buono costa, e al riguardo ti faccio un solo esempio: un tempo il viticoltore più "figo" era quello che produceva più uva. Oggi "diradando" i grappoli, cioè abbassando le rese in vigna, si ottengono dei vini che vent'anni fa non ci si poteva neanche sognare di bere, e questo naturalmente costa. Vorrei parlarti anche della storia che oltre al vino ci puo' stare dentro una bottiglia, ma questa è un' altra storia. Sei grande Beppe,
Marco
luca librandi
5 giugno 2005 alle ore 20:24Io invece odio questo tipo post,siamo all'asilo nido?
Luca.librandi@fastwebnet.it
maurizio nardi
5 giugno 2005 alle ore 20:31Qualcuno mi dica come faccio a vedere casa mia col satellite.
PER FAVORE!
marco sabatini
5 giugno 2005 alle ore 20:33.......e io odio anche i calciatori che bevono detto vino.
Sei grande,beppe!
Ettore Martinenghi
5 giugno 2005 alle ore 20:38Io sono astemio....e odio i giocatori di calcio e tutto il calcio. Sono un Beppiano D.O.C. (per rimanere in tema...)
Ettore Martinenghi
5 giugno 2005 alle ore 20:41X M. Nardi:
Vuoi vedere casa tua dal satellite? Ci devi andare sopra! (Al satellite...)
Luca Mastrodonato
5 giugno 2005 alle ore 20:41Ciao Beppe, sinceramente non capisco la tua polemica. A casa mia non abbiamo soldi per un Sassicaia, quindi beviamo quelli dei discount. Vivo a Verona e recentemente ho acquistato 3 bottiglie di un amarone a tre stelle, le ho pagate 15 euro l'una, senza dare soldi ad altre ditte che dopo un tre stelle si sono montate la testa e hanno pompato i prezzi.
Insomma il vino non è mica un'imposta che devo pagare obbligatoriamente, se lo vuoi lo prendi, altrimenti affari tuoi. Beviti un Tavernello, altrimenti se sei di bocca buona ti consiglio l'amarone Manara (il tre stelle di cui ti ho sritto sopra).
Sei una persona intelligente e quasi sempre l'odio parte dal basso, meglio non abusare di questa parola.
Enrica De Tata
5 giugno 2005 alle ore 20:43Grande!:)
"Vino dal sapore corposo, lievemente fruttato, dal colore rosso rubino"...Ma che c***o è???Un quadro?!!!
Il vino buono è quello che si beve qui da me!Il Solopaca, la Falanghina!Sono dei "signori vini" e non costano nemmeno tanto!
"Per venti bottiglie di vino, un po' d'erba del vicino,l'emozione dentro al canto, una risata dopo il pianto, un finale da carnevale
Il diverso diventa uguale, giocatevi il destino con 20 bottiglie di vino"!!!
Romano Reto
5 giugno 2005 alle ore 20:45Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente.
Mi raccomando solo di non farvelo stappare, altrimenti vi applicano un servizio stappo che vi rovina.
Postato da Beppe Grillo il 05.06.05 13:45
Io quando vado al ristorante mi porto anche il mangiare da casa, ... solo che il coperto lo devo pagare lo stesso!
Massimiliano Roggio
5 giugno 2005 alle ore 20:45Che succede è stato censurato il post sulla fecondazione assistita? Non compare più la possibilità di aggiungere commenti...forse per il sovraccarico? Mah....Ajò Beppe svegliati...rivedi il tuo post in proposito, non è il massimo!
Massimiliano Roggio
5 giugno 2005 alle ore 20:46Che succede è stato censurato il post sulla fecondazione assistita? Non compare più la possibilità di aggiungere commenti...forse per il sovraccarico? Mah....Ajò Beppe svegliati...rivedi il tuo post in proposito, non è il massimo!
Mario ressi
5 giugno 2005 alle ore 20:48x Enrica De Tata
Solopaca D.O.C. Falanghina
Caratteristiche organolettiche:
Colore: paglierino chiaro con riflessi verdognoli
Profumo: armonico, fruttato, gradevole, fresco
Sapore: asciutto, leggermente acidulo
Uvaggio: 100% Falanghina
Gradazione: 11%*
Acidità totale: 6*
Affinamento in bottiglia: 3 mesi
Abbinamenti: compagno ideale per piatti a base di frutti di mare, crostacei
Enrica De Tata
5 giugno 2005 alle ore 20:51X Mario Ressi
Ahah!Così mi ammazzi tutta la semplcità che quei vini contengono!Mannaggia!
Stasera mi tocca avvinazzarmi:)Mi avete fatto venir voglia:)
remo maciotta
5 giugno 2005 alle ore 20:52Son d' accordo !!!!! carissimo Beppe !!
oltretutto ho notato che il vino da 20 Euro in sù di solito, mi lascia un certo retro........mal di testa !!
buona continuazione
Remo
Giovanni Rufini
5 giugno 2005 alle ore 20:55Caro Beppe
la tua domenica dell'odio (ora il vino, prima il calcio) ha qualche macabro nesso con il "minuto dell'odio" del romanzo 1984 di Orwell.
Nel romanzo veniva trovata un'argomentazione al giorno (prevalentemente di carattere politico e non, come nel tuo caso, di costume) e la gente ripeteva a macchinetta la parola "odio".
Le tue prese di posizione mi sembrano assai discutibili. Ti consiglio di smetterla con questa cosa dell'odio, anche perchè non ne trapela nessuna ironia.
Continua con i tuoi classici Blog, rischi di scadere in stile e in deliri di onniscenza.
Giovanni
Antonio Balsamo
5 giugno 2005 alle ore 20:56Signor Le Rose,
l'odio per la Ferrari l'ho espresso prima io. Scusi eh!
Antonio Balsamo
5 giugno 2005 alle ore 20:57E poi odio chi odia l'odio!
Ebbasta con questo buonismo!
Alfredo Morfini
5 giugno 2005 alle ore 20:57Forse sul vino italiano si sta esagerando un pò.
Ho visto come è schizzato il prezzo dell'Aglianico, uno dei due vini doc della Basilicata da qualche anno a questa parte, avvicinandosi pericolosamente ai vini del Nord.
Siamo alle solite, se nel prezzo del vino ci deve essere anche il marketing, la convegnistica della degustazione e magari anche gli abiti da sera della signora Doc, il prezzo schizza.
Buona bevuta a tutti, e lunga vita all'unica droga legalizzata che è rimasta.
Salute
aristide arisi
5 giugno 2005 alle ore 20:58 E' una cosa terribile che si esplica anche tramite i mistificanti "corsi di degustazione" a volte sostenuti da molte partecipazioni, il tutto per dare degli aggettivi puramente convenzionali ad ogni vino, ma intanto si paga per saper dire se "questo vino sa di tappo" oppure "è un fruttato, c' è vaniglia, banana . . ."; molti dei partecipanti sono ristoratori che poi possono darla a intendere ossia a bere a clienti che pagano a loro volta.
Bisognerebbe tornare a farlo ognuno per sé ma dove?
Saluti
Davide Griffino
5 giugno 2005 alle ore 21:05Grillo piano piano si sta avvicinando: oggi, seppur "casualmente" (?) e con un errore di stampa ha nominato i rothschild.
Visto che se a qualcuno gli prende la briga di cercare ROTHSCHILD WINE gli viene della pattumiera tipo:
Rothschild - Wine - [ Traduci questa pagina ]
A history of the Rothschild family as financiers, winemakers, collectors and
benefactors with links to banking, wine and houses to visit.
www.rothschild.info/wine/
(SIC) vi do qualcosa da leggere io:
http://www.biblebelievers.org.au/slavery.htm
e da vedere:
http://www.themoneymasters.com/
(lo trovate qui:
http://www.supportthetruth.com/
Yang Chenping
5 giugno 2005 alle ore 21:05Io odio il pozzo italiano a Nassiryia, difeso a forza di militari morti ammazzati per niente. Pronto? Grillo?
Massimiliano Caboni
5 giugno 2005 alle ore 21:12Fin da quando ero piccolo mio padre e mio zio avevano una piccola vigna alla periferia del mio paese in provincia di cagliari...fin da piccolo ogni settembre ho fatto la vendemmia..la fatica e la gioia di raccogliere tutti quei grappoli..la rossa divisa dalla bianca..l'orgoglio di mio padre per quei due fondi di vitigno di montepulciano..e poi a sanMartino il vino novello..ancora da correggere o già buono..e d'estate il vino bianco fresco da bere col pesce
...gusti semplici da botti di legno fatte in casa o ereditate da qualche amico...per me il vino è sempre stato un alimente semplice e GIOIOSO..Quando al ristorante mi propongono la bottiglia di vino buonissimo..o in tv vedo i grandi assaggiatori di vino in botti di rovere o ...quello tratto da vitigni con millenni di tradizione...mi viene da sorridere pensando alla bonta e alla semplicità del vino che noi poveri ignoranti ci facciano per ns uso personale, penso al suo gusto...che sa di campagna e di lavoro e di semplicità.
Io amo il vino semplice, il vino che produci tu cogliendo i grappoli con sudore, macinando e torchiando il macinato, trasportandolo in botte,
travasandolo quando è il momento..il vino che degusti coi tuoi amici quando si fanno le cene assieme e tu tiri fuori il TUO vino e dici..sai questo vino lo facciamo noi....altro che somelier (si scrive cosi???)
Benito Le Rose
5 giugno 2005 alle ore 21:13xxAntonio Balsamoxx
MI scusi allora.
Odio..............la Ducati.
distinti saluti
Roberto Siciliano
5 giugno 2005 alle ore 21:20Ciao Beppe,
tutto quello che ci domandiamo se sia giusto o meno, tu con abile maestria(da vero Signore), lo spieghi........ e come lo spieghi.
Molti magari questo post lo considerano superfluo, banale ed insensato; ma noi come te siamo stanchi dei "saputelli del sapore", coloro i quali vanno in ristoranti alla moda dove più paghi e più sei considerato oppure ad eventi eno-gastronomici (che chic!) organizzati da coloro che veramente contano in questo Paese. Basta con 'sti Sandwich men!!!!
All'appello dei cultori del sapore e del gusto mancavano i nostri super uomini della politica che con le loro ricette patinate saranno pronti a deliziare i palati più fini.
Come proseguirà il cammino?
Scusa ma stasera vieni al Wine Bar a degustare un calice di rosso della Baha (California -Messico), in un'atmosfera lounge con musica eclettica? A me 'ste persone provocano l'irritazione alla pelle.
Beppe ma la newsletter arriva?
maria gabriella
5 giugno 2005 alle ore 21:21x massimo rossi
cosa ne dice di quasi vent'anni di ricerche biochimiche sulle applicazioni del sughero presso uno dei piu grossi centri di ricerca al mondo? non le pare che forse qualche informazione c'è l'ho? comunque non intendo piu rispondere a lei, questo non è un post suo e preferisco parlare con gente che ha voglia di comunicare le proprie emozioni in relazione ad un argomento come questo appassionante del vino, e che non pensa di essere fonte di verità assolute.....a buon intenditore...(per restare in tema)
simona contenta
5 giugno 2005 alle ore 21:35Ciao Beppe e ciao a tutti
Purtroppo anche il vino è diventata una moda. Ogni volta che vado al ristorante rimanga sconvolta dai prezzi delle bottiglie e ancora di più da tutti quelli che fanno roteare il bicchiere come dei pazzi e poi ci infilano il naso dentro per sentirne l'odore di rosa e il retro-odore di mandorlo, quel mandorlo che è a 5 metri dal filare della vigna!!!
I vino sono costosissimi, bisogna imparare a scegliere con intelligenza, logicamente non comperando quelli da 2 euro!! La bottiglia, l'etichetta a colori, il tappo e poi il contenuto...costano già loro 2 euro se non di più. Perciò occhio a i vini da poco possono far male, ma anche occhio a quelli costosi...solo perchè di moda.
Simo
Bruno Panetta
5 giugno 2005 alle ore 21:43A me sinceramente il vino non e' mai piaciuto, a parte quello dolce. Per il resto trovo che abbia un saporaccio pessimo.
N.Baratta
5 giugno 2005 alle ore 21:44Trani a go-go la vendetta!Con un solo euro al litro dai contadini tranesi.Che vino!!!Mio nonno lo beve da ottantasette anni.Grande!
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 21:44
Per Barbara Pastore:
" mio padre faceva il vino....quello si che era vino....se potessi te ne farei assaggiare una bottiglia..... "
Si stava meglio quando si stava peggio
matteo martini
5 giugno 2005 alle ore 21:46
Per Massimo Rossi:
" x matteo martini
Ci hanno gia' pensato: gli australiani, i cileni, il Sud Africani .... e chi piu' ne ha piu' ne metta! "
E allora di cosa ti lamenti?
Se non ti piace il loro vino, non comprarlo!!
loris lasagna
5 giugno 2005 alle ore 21:53io odio anche i vini da 20 euro in giù
elio donofrio
5 giugno 2005 alle ore 21:54è ora di passare dal vino "buono" al vino VERO; noi ci stiamo provando ... ma
Aldo Maroso
5 giugno 2005 alle ore 22:03Io non so in che mondo vivete, ma io da 40 anni compro dell'ottimo vino (e genuino) nelle piccole cantine del Veneto, a conduzione familiare, a prezzi che nulla hanno a che vedere con quelli che sento qui: pinot grigio euro 1.35 al litro, cabernet frank 1,30 ... e così via. Certo bisogna andarselo a prendere, imbottigliarselo (non tappi di sughero ma tappi corona, a 0,02 euro l'uno), riutilizzare ogni anno le stesse bottiglie etc etc. Ma ne vale la pena. Quanto ai ristoranti ... beh ci vado solo in occasione dei matrimoni!
Stefano Serra
5 giugno 2005 alle ore 22:11Ciao dal Serra
La tendenza attuale ,non conferma altro che la crisi del nostro mercato: attribuire agli stessi prodotti di diec'anni fa un valore ben più alto di ciò che valgono,come accade con le griffe e i marchi-marche.
Andando di 'sto passo, si sfida sempre più il buonsenso di chi compra, che avverte sempre meno il riscontro del prezzo nella qualità effettiva del prodotto,specialmente paragonandolo ad altri simili ma molto meno cari.
Si sputtana da solo, un sistema tale ,nient'altro da dire
Paolo Mori
5 giugno 2005 alle ore 22:12Io sono toscano,pieno Chianti.ho fatto un paio di vendemmie da contadini della zona.perchè odiare il vino di per se?
Roberto Cavallo
5 giugno 2005 alle ore 22:16Il vino: ho studiato 11 anni (la mitica scuola enologica di Alba prima e Università Agraria di Torino poi) per capircene qualcosa.
Ho pure insegnato 3 anni microbiologia enologica al Diploma Universitario.
Ho lavoricchiato in diverse cantine mentre studiavo (in Italia e in Francia).
Poi mi son messo a far consulenze ambientali, come sai caro Beppe.
Ma il primo amore non si scorda e così dal 1995 ho anche una piccola cantinetta.
Poco più di 2000 bottiglie.
3,5 euro a bottiglia la meno cara; 4,1 la più cara.
Ma quando dico i prezzi mi rispondono che "dunque non è buono"...
... ma i prezzi io non li cambio e il vino si beve.
Affettuosamente
Roberto (che organizzò un tuo spettacolo proprio ad Alba nel lontano 1989)
PS: a proposito però perché non parli della burocrazie che ammazza i piccoli produttori? (HACCP, 626, URF, CCIAA, Albo imbottigliatori, Carico-Scarico, Giacenze....). Pensa che per diletto ho provato un ano a fre il conto delle ore, visto che ci lavoro il sabato e domenica o dopo le 22 quando ho messo a nanna i bimbi: su 100 ore lavorate (escludendo il marketing), 32 le ho impegate per fare il vino, 24 a pulire la cantina e i piccoli macchinari 44 a compilare registri, fare code, pagare bolli, ecc.
Paolo Mori
5 giugno 2005 alle ore 22:16Viva il vino contadino!!!!!
gianluca sergi
5 giugno 2005 alle ore 22:18Il vino forte, corposo, un pò tannico, mi ricorda mio nonno vignaiolo, uomo povero ma buono, forte ma semplice, mani grandi e ruvide che mi accompagnano tra stretti filari di vecchie viti.
Mi piace ricordarlo così e sorrido, col bicchiere macchiato.
Emiliano Nardecchia
5 giugno 2005 alle ore 22:18Questa del vino... non me la bevo ! AH AH AH :-) !
A parte scherzi, nonostante il bene e la stima che nutro nei confronti del BEPPE, questo post lo trovo poco stimolante...
Meglio quello sul calcio.
A me il vino non piace.
stefano troiero
5 giugno 2005 alle ore 22:31Non discuto il lato consumistico del pianeta vino, ma ridurre tutta la cultura e la filosofia del vino ad una semplice radiografia legata al consumismo ed alle mode mi sembra un tantino eccessivo....! Riguardo invece ai vini sudafricani cileni ed australiani... beh non è sempre vero che costino davvero così poco rispetto a quelli europei o italiani...
Lorenzo Berni
5 giugno 2005 alle ore 22:36Ciao Beppe!!
grandissima l'idea di queste domeniche!
Un sentimento per niente sconosciuto anche alle schiera di buonisti che lo disconoscono...esseri umani come noi credo, a meno di non essere invasi da esseri sprizzanti sorrisi e tenerezze da tutti i pori giunti dal pianeta "TederLy" della galassia "LoVe LoVe".
tra l'altro ho sempre avuto l'idea di portarmi un quartino da casa al ristorante supechich snobbettone sotto casa mia, ora tu dici che per legge posso farlo e mi riempi il cuore di gioia...non ho ancora mangiato!!
tra l'altro dove c'è scritto tutto questo?in che legge?codice civile?se è lì mi conviene comprare l'edizione tascabile, ogni anno aumenta di volume...
sempre grande belandi!!!
Lò
stefano troiero
5 giugno 2005 alle ore 22:44beh... caro Lò, se mi devo portare un quartino al ristorante.... tanto vale che mi apro una buona bottiglia in casa mia.
E comunque si sappia che non è obbligatorio prendere una bottiglia intera... esiste anche la possibilità di gustare anche semplicemente un buon calice e basta...
Gilberto Fantoni
5 giugno 2005 alle ore 22:48I vini Californiani, Cileni ect. economici e ottimi? é un consiglio per non comprare i nostri? perché "odiare", meglio informare e consigliare di non eccedere nel consumo. Il vino è comunque un prodotto che fà parte della nostra cultura, della nostra alimentazione e fà vivere un mucchio di gente.
Alberto Castelli
5 giugno 2005 alle ore 22:50Ciao ,post solo per dire di fare attenzione a molti .......vini Californiani,Australiani etc,etc, "le cume bef i gamb del tavul" ,si dice in brianza,li fanno invecchiare mettendo del legno nelle botti.
ciao a tuch !
Giovanni Bosco
5 giugno 2005 alle ore 22:50Onorevole parlamentare,
nella qualità di suo elettore desidero indirizzarle la seguente osservazione
(prendendo spunto dal NO alla Costituzione Europea appena espresso dai cugini
francesi) sulla quale le chiedo cortesemente di illustrare il suo pensiero.
Dal 15 agosto 1971, con l'annuncio che Nixon fece al mondo, il dollaro perdeva
la sua caratteristica di ultima moneta ancora convertibile in oro.
Da quel momento in poi tutte le Banche Centrali (possedute oggi come allora da
privati), hanno continuato formalmente ad emettere moneta stampandola a puro
costo tipografico e addebitandone il valore nominale agli Stati che gliene
facevano richiesta (vedasi anche "Signoraggio").
In aggiunta questi "prestiti" sono gravati di interessi.
Tale pratica costituisce l'orizzonte all'interno del quale nasce il così detto
Debito Pubblico il cui peso grava su tutti i cittadini che sono impegnati dallo
Stato a produrre e consegnare alla Banca Centrale la ricchezza equivalente alla
moneta creata dal nulla.
Da sottolineare che, così come è vero per la Costituzione Italiana, anche nella
Costituzione Europea da nessuna parte viene indicato chi è il proprietario della
moneta al momento della sua creazione, condizione questa che, indirettamente,
sembrerebbe legittimare i privilegi accampati dal sistema bancario privato.
Pertanto le chiedo: data la situazione su descritta (volutamente sintetizzata),
non ritiene opportuno denunciare in Parlamento questa "truffa" operata ai danni
del Popolo Sovrano e impegnarsi per il ripristino della proprietà Statale della
moneta (come già avvenuto in diversi momenti storici e ancora oggi con le monete
metalliche)?
In attesa di un suo cortese riscontro alla presente le segnalo con soddisfazione
che nella società civile sta crescendo la consapevolezza del pubblico su questi
temi; mi riferisco a quelle cittadine e cittadini che con crescente intensità
attendono che la classe dirigente di questo Paese si attivi concretamente per la
cancellazione del Debito Pubblico e l'emissione Statale della moneta.
Con la presente non le potrà più essere riconosciuto il "privilegio"
dell'ignoranza in tema di signoraggio privato sull'emissione monetaria e che,
quindi, anche il suo operato politico sarà valutato alla luce di questa
conoscenza. Traccia di questa comunicazione sarà presto resa disponibile al
Popolo italiano tramite un apposito sito internet di cui le comunicherò al più
presto l'indirizzo.
Con l'augurio di ritrovarla presto tra quanti si stanno impegnando per la
Sovranità Monetaria del Popolo, invio distinti saluti.
stefano crema
5 giugno 2005 alle ore 22:56A me che ci sia qualche riccastro che si beve bottiglie dai 20 euro in su non fa ne caldo e ne freddo, vorrei soltanto che quello che prendo io che di solito è di molto sotto i 10 non avesse dentro metanolo o altre sofisticazioni, intanto ringrazio il cielo per aver potuto bere il clinton che faceva mio nonno (in veneto grinton) scuro come l'inchiostro e con un profumo che ti apriva il cuore, per il resto se sono in arrivo vini di buona qualità a prezzi accettabili ben vengano peccato che sia su quelli prodotti in Italia che su quelli d'importazione ci straguadagnino grossisti e distribuzione e non certo i produttori.
Stefano
Massimo Rossi
5 giugno 2005 alle ore 23:02x Benito Le Rose
Per me il vino costoso che Beppe ha bevuto sapeva di tappo!
mauro concas (flash)
5 giugno 2005 alle ore 23:13questo blog domenicale è diventato penoso caro grillo quando vai al ristorante ""la nave""di bottiglie ne chiedi due e di certo non le porti da casa,,((predicar bene e razzolar male^^^armiamoci e partite))
propongo di farci un blog per conto nostro senza lucrarci (si può fare), che ne dite???
Antonio Cicala
5 giugno 2005 alle ore 23:14Caro Beppe,
Grazie per il tuo consiglio sul vino. In effetti non me nero mai accorto ma probabilmente hai ragione :( Adesso cerchero il vino cileno e quello americano che sono sicuramente meglio.
Non mi stupirei se i grandi produttori di vino siano di forza italia.....
Mamma mia Beppe non mi ero mai accorto di questa "tassa sul tappo" ai ristoranti. Grazie di avercelo detto Beppe. Cosa faremmo senza di te.
Grazie per il blog Beppe, e per i tuoi consigli.
Antonio Cicala
Romani Mass
5 giugno 2005 alle ore 23:16I tappi sintetici hanno una capacità di chiusura circa 10 volte maggiore del sughero. Questa loro caratteristica fa si che gli enologi possano usare una quantità inferiore di anidride solforosa (SO2, usata proprio per contrastare l'ossidazione dovuta alla permeabilità del tappo) ottenendo vini di qualità migliore.
Filippo Noceti
5 giugno 2005 alle ore 23:25Io non sono troppo d'accordo riguardo questo argomento.
se ci sono delle persone che possono permettersi cantine di stralusso e persone che possono permettersi di comprare il vino da quelle cantine che lo facciano pure. L'importante è che il vino non diventi tutto così.
Abch'io sono contrario agli eccessi, nel vino come in tutte le cose come la moda, le auto che da accessorio sono diventate padrone di molte persone.
Sarei più d'accordo sul dire di verivicare che quelle aziende vitivinicole paghino il giusto stipendio ai dipendenti, quasi tutti extracomunitari, se poi ci sono dei ricconi che possono comperare bottiglie di vini da duemila euro che ci si affoghino, io certo non comprerò il tavernello ma neanche spenderò cifre così esorbitanti per del vino ma mi piace il vino buono - quello che mi piace quando lo bevo.
Contro anche al vino di vitigni di chissàdove spacciati per DOC DOCG IGP ecc ecc, come il vino delle cinque terre che ormai viene quasi tutto dalla Sicilia.
Viva i produttori di vino che saranno l'ultimo baluardo dell'occidente, insieme ai salumai.
Viva il vino, specie la Vernaccia (quella vera).
violi cosimo
5 giugno 2005 alle ore 23:28Caro Beppe,
sono d'accordo sui prezzi esagerati del vino soprattutto al ristorante, o sui vini degustati e non bevuti,maconsigliare il vino cileno perche' e' economico non mi sembra una gran trovata .
Come tu dici dovremmo chiederci l'economicita' soprattutto quando c'e' troppa differenza a cosa e' dovuta!Come viene prodotto !
gli operai che ci lavorano quanto guadagnano !
ecc. ecc. !
Io sono calabrese e' in Calabria e Sicilia ti posso assicurare che ci sono vini molto buoni che costano molto meno di quelli di 20 euro a bottiglia !
Un saluto !
vito liberto
5 giugno 2005 alle ore 23:32Il beduino Gasparri
siii.. a te beduino, dopo che vuoi chiudere la bocca al Beppe,ci provi anche con i cittadini di astenersi al voto referendario, noooo.. beduino io vivo in terra straniera, ho gia votato da una settimana per posta.Tu vuoni dirigere i cittadini no non te lo permetto,sai in val-padana cercano un cretino che sappia imbottigliare la nebbia.
norberto galloni
5 giugno 2005 alle ore 23:38Accidenti. Il vino mi piace,anzi,il vino buono mi piace. Sono d'accordo sui prezzi spaventosamente alti del vino (è tra i prodotti il cui prezzo è maggiormente aumentato negli ultimi 3 anni),ma il vino buono è buono Beppe. Ora è di moda, di "tendenza", quindi i commercianti bastonano sui prezzi,ma basta saperne un pochino per comprare ottimi vini senza dover aprire un mutuo. Ciao a tutti e buone bevute (con moderazione).
daniele ferrari
5 giugno 2005 alle ore 23:46Non so se un vino possa valere tanti soldi.Personalmente non mi pongo il problema perche'non ne ho abbastanza da comprarmelo un vino costoso.Pero' se li avessi cercherei di capire dalle sue qualita' cosa ha di cosi' prezioso a parita' di altri vini da renderlo cosi costoso. Bevo il vino (poco) fatto nelle mie zone,e quando vado in giro bevo il vino locale.Finche' ci sara' qualcuno che paga 80 euro per bere un vino ci sara' sempre uno che a torto o a ragione lo fara' pagare cosi' tanto.
Un saluto al Grillo.
Davide Griffino
5 giugno 2005 alle ore 23:49Antonio Balsamo: io odio le dinastie dei banchieri invece.
Guarda il film Money Masters, fidati!
Paolo Calvani
5 giugno 2005 alle ore 23:55Ci sono buoni vini in tutte le regioni italiane a prezzi determinati sulla base dei costi di produzione. E' necessario scegliere con attenzione e affinare il gusto. Non sempre un vino costoso è necessariamente migliore di un altro che ha un prezzo inferiore.
Yang Chenping
5 giugno 2005 alle ore 23:55I misteri dell'Economia Globale spiegati a Grillo:
Non vuoi bere il vino costoso? Non comprarlo.
Non vuoi mangiare al ristorante? Non andarci.
Non vuoi comprare il CD a 20 euro? Non comprarlo.
Non vuoi andare allo stadio? Non andarci.
Ti fa schifo la TV? Spegnila.
E' tutto molto semplice.
Il problema nasce quando qualche aquila tira fuori idee come "raddoppiamo il prezzo del petrolio a forza di tasse", usando il braccio armato dello Stato per portare avanti qualche schifosa agenda partorita da mentecatti come Strong, Annan, Soros e compagnia assortita.
L'unica cosa che non puoi evitare è pagare le tasse per mandare qualcuno a farsi ammazzare in Iraq per fare la guardia al pozzo, o evitare di vederti rifilare il passaporto biometrico o veder prese le impronte digitali ai tuoi figli a scuola.
Volendo, possiamo continuare a prenderci per il culo con la favoletta del "business cattivo" e dello "stato buono che dovrebbe pensare all'ecologia, basta votare con coscienza". Così ridiamo fino al 2080...
Giancarlo Cervetti
5 giugno 2005 alle ore 23:59Io pure odio tutti quegli intenditori del nulla e del non tangibile che basano la loro maestria su delle convenzioni neanche condivise da tutti, coperti da aloni di importanza fittizia che data la stupidità infinita del genere umano difficilmente ahimè viene colta.
Odio in particolare quelli che dicono di guardare il " PERLAGE " di uno spumante gli direi " A DEFICENTE SONO BOLLE DI ARIA ".
Meditiamo gente meditiamo soprattutto per capire.
Roberto Siciliano
6 giugno 2005 alle ore 00:02Mi è venuta la voglia di un panino con il salame ed un bicchiere di cabernet franc, magari ad una "sana" sagra paesana con tanto di orchestra!
Sono fuori tempo?
Mario Ross
6 giugno 2005 alle ore 00:03x Yang Chenping
Non ti piace quello che dice Grillo?
Non andare nel suo Sito!
Leonardo Vannucci
6 giugno 2005 alle ore 00:04Vorrei rispondere ad Andrea Vignaroli che così elegantemente in uno dei primissimi post ha esposto la sua difesa del vino di qualità. Mi ha dato molto da pensare il tuo post e lo comprendo, almeno fino ad un certo punto. Quando parli di unicità dei processi produttivi di alcuni cibi o vini sono totalmente daccordo. Quando pero' citi gli esempi ti posso smentire almeno per quanto riguarda il lardo di Colonnata. E' vero che è unico nel suo genere e che se ne sta difendendo la produzione e il valore proteggendolo da vili riproduzioni che potrebbero aver onesta vita propria ma che niente hanno a che fare col lardo in questione. Quando al prezzo pero' temo che sia proprio il suo valore lontano dal luogo di produzione che provoca aumenti incomprensibili e sicuramente non dettati dai produttori. Se tu facessi, come mi capita di fare, una passeggiata in moto o in auto a Colonnata, luogo stranissimo all'interno delle cave del marmo di Carrara, dai meravigliosi ed inconsueti panorami, ti accorgeresti che il prezzo al dettaglio, direttamente dai negozietti dei produttori, è assolutamente basso. Con poco te ne vieni via con un panetto enorme di lardo per la gioia del tuo palato e di quello dei tuoi amici. Penso che il problema si ponga se lo vuoi a Bolzano o a Trento o a Palermo. Allora sì che son dolori, anche perché la produzione è quella che è e non si può esagerare. Io penso che andrebbero favorite le unicità dei prodotti locali di TUTTI i luoghi e riscoprire la bellezza del turismo enogastronomico. Uno se ne fa a Forte dei Marmi a fare un po' di mare e poi una sera se ne va a Lucca per il tipico Farro alla Lucchese e la sera dopo se ne va a COlonnata dove degusterà i crostini locali, un piatto di lasagne e alla fine si compra una bella porzione da portare a casa per un po'. Preservati i prezzi, la salute e il piacere di scoprire e di viaggiare. Ma noi vogliamo i ghiaccioli dell'Alaska a Frosinone e il Lardo di COlonnata nel Ohaio... De gustibus.
Paolo Mazzola
6 giugno 2005 alle ore 00:11Vino con retrogusto di minchia.
Ma sto retrogusto, che inseriscono su tutto, che cos'è?
Forse mi sono perso qualche spot.
Qualcuno mi dica cosa prova, quando sente il retrogusto.
Forse ci stanno .....................
Io mi accontento di comprarlo senza.
Domani vado a comprare una bottiglia di vino, rigorosamente senza retrogusto.
Forse costa meno.
Ciao
Stefano Matteini
6 giugno 2005 alle ore 00:13L'odio viene fuori anche se non gli si dedica una rubrica.Secondo me intitolare una giornata del blog all'odio è un po' peso.
Grazie.
Riccardo Natoli
6 giugno 2005 alle ore 00:18- INTERNET
+ CABERNET
Liliana Amadò
6 giugno 2005 alle ore 00:59XXX BENITO LE ROSE XXX
Una volta tanto sono d'accordo con quanto hai scritto a Beppe. Ultimamente mi sa che forse beve un po' troppo e quando é ubriaco scrive ste str....te!
XXX Colombo Franco e Fiaschi Stefano XXX
Concordo anch'io con quanto avete fatto notare a Beppe. Bravi¨!
Salutoni
Liliana
emilio marini
6 giugno 2005 alle ore 01:00creare il vino è un'arte e come tutto ciò che arte attira gli speculatori,proprio come le mosche sono attirate da quella cosa che esce dal culo delle mucche....
perciò si può assistere a sceneggiate inscenate da imbecilli che sentono nel vino il sentore di fragole di sottobosco finlandese in una mattina di mezza estate appena terminato il temporale,
ma andate a cagare voi e i vostri sentori,certi vini sono dei capolavori ma cenderli a 5mila euro la bottiglia è chiaramente una speculazione,con l'avallo delgi imbecilli che rispondono al nome di SOMMELIER.
Yang Chenping
6 giugno 2005 alle ore 01:34> Non ti piace quello che dice Grillo? Non andare nel suo Sito!
E perdere la mia dose quotidiana di globalismo, mondialismo, solidarietà assortita, finte notizie, scoop montati e altre allegre avventure? Scherzi?
Andrea Vignaroli
6 giugno 2005 alle ore 01:47A Leonardo Vannucci
Grazie per aver perso del tempo a leggere le mie riflessioni e per esserti addirittura preso la briga di rispondermi.
Sinceramente non sapevo che il lardo di Colonnata costasse poco all'origine, buono a sapersi. Certo il fatto che il prezzo si innalzi di molto fa riflettere, non so se è dovuto soltanto ai costi del trasporto e della distribuzione, più probabilmente qualcuno specula.
In ogni caso sono perfettamente d'accordo con te: questo genere di prelibatezze andrebbe gustato sul posto, anche per afferrarne meglio i legami con il territorio, l'ambiente, il clima e soprattutto con la realtà sociale e culturale che è alla base del prodotto.Figurati che proprio tre giorni fa mi sono laureato con una tesi dal titolo: "Enogastronomia e territorio nel fenomeno turistico"....
Personalmente adoro viaggiare e conoscere nuove realtà, credo che le specificità alimentari di una località siano interessanti al pari di un monumento e, soprattutto, andrebbero apprezzate sul posto.
Affettuosi saluti, magari un giorno ci incontreremo in un'osteria in giro per l'Italia.
Andrea
Mauro Usardi
6 giugno 2005 alle ore 01:48Credo che ogni tanto , come tutti gli esseri umani anche dica delle stupidaggini . Ti consiglio di andarti a fare un corso alla associazione italiana sommelier , cosi magari eviti di dire stupidaggini
picard lore
6 giugno 2005 alle ore 02:17Mi scuso con tutti gli utenti ma non ho il tempo di leggere i commenti ... lo farò piu avanti.
Io dirò che il vino mi piace molto e ho riscontrato che marche molto note restituiscono un prodotto quasi sempre eccezionale.
Il vino è un vero piacere ... arricchisce l'animo di sensazioni piacevoli e spesso sorprendenti.
Una volta mi sono regalato una bottiglia pregiata di Champagne Crystal, anche se non vivo nell'oro ma la sorpresa che ebbi nel gustarlo fu quasi orgastica. No mi sembrava di bere un buon vino ma ho avuto la "reale sensazione" di respirare il piacere ... era perfetto.
Davvero non sembrava di bere ma letteralmente respirare il fino e la sensazione si diffondeva come talvolta i sogni ci imprigionano con le loro subdole insinuazioni.
ESPERIENZA FANTASTICA.
Lo Champagne Crystal è un vino, dico bene ?
ALLORA IO AMO IL VINO e adoro condividere il piacere con amici ed amanti ...
Il vino è buono, è scadente, ma può essere anche un'opera d'arte che per la sua complessità è necessario il supporto di esperti e studiosi.
La cultura enciclopedica non è più possibile da ormai 500/600 anni. Dividiamoci i compiti e condividiamo le nostre esperienze per evolvere socialmente apprendendo nella vita quello che da soli non saremmo mai in grado di farlo.
Forse Grillo tu non sei esperto di vino ed esprimi giudizi fallati da una esperienza diretta ed indiretta deficitaria.
Spesso è accaduto di odiare quello che non si conosce e spesso è accaduto di odiare quello che ci era semplicemente antipatico.
I nazional socialisti odiavano tante cose, gli integralisti islamici altrettante, i servi delle religioni interpretate nella loro forma più rigorosa altre ...
Io amo il vino e chi ne parla e tu che rappresenti ciò che mi è opposto non ti giudico e non ti odio ma riconosco in te una semplicissima alternativa di pensiero e per me la differenza di idee rappresenta ciò che più mi stimola ed amo ...
Io amo amare e soffro nell'odiare !
Ciao Grillo ... parlaci piuttosto di come aiutare le persone in difficoltà ... di quello ce ne sarebbe davvero bisogno ed oltretutto sarebbe un atto d'AMORE verso l'UOMO !
Agostino Sarnari
6 giugno 2005 alle ore 02:24Ciao Beppe, ti voglio sempre tanto bene.
...a me piace il vino genuino, de li paeselli, e che spesso costa poco. La maggiorparte dei vini che stanno arrivando in Italia, per favore, lasciamoli perde, se si puó blocchiamoli pure.....
Devo dirti pero che io posso capire che qualcuno ricerchi una certa "raffinatezza" e/o apprezzi l'arte e il conoscimento di come spiaccicare, mischiare e trattare uve normali o particolari, e poi conservare in luoghi strategici e giuste temperature le botti o bottigle per anni prima di fartele stappare a tavola.
I cretini si fanno riconoscere e odiare in tutti i campi ma lasciali spendere quello che vogliono, se prendono qualche fregatura ogni tanto va bene, peggio per loro, non sprecare il tuo odio cosí, non vale la pena.
Oggi é domenica ragazzi,
ma che ce frega, ma che ce importa, si l'oste ar vino c'ha messo l'acqua........
Domani che é lunedí odiamo chi ci stá rovinando veramente la vita e la lista é lunga.
Un abbraccione Beppe.
giancarlo fiorenzano
6 giugno 2005 alle ore 02:52Comunque la maggior parte dei post sono stati scritti senza leggere bene quello che ha scritto Beppe non odia il vino in generale ma il vino buono tra virgolette, non è solo una provocazione anzi penso che non lo sia per niente è una riluttanza verso la speculazione attorno alle marche più famose ai sommelier ecc.
Pasquale Bizzarro
6 giugno 2005 alle ore 03:07Sono d'accordo.
Non credo che Beppe Grillo volesse demonizare il vino.
Il buon vino è un'altra cosa.
La speculazione esiste quasi in tutti i campi oramai, vino compreso.
Questi post sull'odio sono particolari, e, cmq Beppe dà un suo punto di vista.
anche se ci sono cose molto più importanti...
Stefano Rossi
6 giugno 2005 alle ore 03:46Grande Beppe!
SEI UN GRANDE:)
aggiungo anke una critica a tutti
i locali della mia città ke fanno pagare una
birra da 50cent. dai 4 euro in sù... LADRI!
I gestori della mia città (Rimini) potrebbero permettersi altri prezzi... Credo.
Qualcuno mi corregga se sbaglio.
Ciao a tutti e VIVA IL SANGIOVESE!
WIK '78
(Stefano)
Antonio Tanchis
6 giugno 2005 alle ore 04:02Non ho parole , capisco che` sei in menopausa,
ma` vattene, confondi le idee!
Antonio Tanchis
6 giugno 2005 alle ore 04:24Non ti piace il calcio perche il GENOA sta` molto male!
Antonio Tanchis
6 giugno 2005 alle ore 04:41Before you ..... speak AMERICAN ...hide your self and learn Storia IGNORANTE.
ivana iorio
6 giugno 2005 alle ore 06:36grillo hai ragione : il vino buono lo possiede
solo chi lo fa in proprio con pregi e difetti personali : ormai e' una moda degustare il vino o far finta di essere intenditori...vedi solo il nome con cui chiamano i locali dove si beve il vino, se la chiami OSTERIA non e' piu trend. e' la pubblicita' che sta facendo del vino un dio da amare..che ti vuol vedere esperto e intenditore, in compagnia di belle ragazze e intanto ti rifilano la bottiglia da 10/15/20/30 euro...tanto non c'e scritto da dove viene per cui il pollo abbocca,,da esperto.....vedi il film : STAZIAMI MA DI BACI SAZIAMI con nino manfredi che faceva il cameriere e il suo padrone decantava un vino ai suoi amici altolocati......trasporto dell'acqua dal nord al sud non ha senso...il vino si,ogni zona di produzione ha il suo gusto.. il vino al livello industriale corretto e controllato secondo la legge ve benissino da bere sia italiano o di altra nazionalita, ( se non vi sono sofisticazioni o veleni appositamente immessi per bramosia di denaro del produttore...sempre al sud succedono ste cose per smercialrli al nord,,,vedi metanolo o ammoniaca ultimamamnte...ma questi sono casi rari per fortuna.) tra poco con la crisi industriale in corso potremmo solo permetterci quello da un'euro al litro..le vecchie mille lire al litro :(:(:(:( buono o no ma non ci sara' molta gente che potra bere bottiglie da 5/7/10 euro a pranzo..................
ivana iorio
6 giugno 2005 alle ore 07:04premetto che sono innamorata dell'italia e di tutti i suoi prodotti alimentari...ma perche i vini stranieri devono essere peggiori dei vini italiani ? Moldavia, regione poverissima ex russia...eppure hanno antiche tradizioni vinicole e i loro vini medi sono uguali ai nostri vini medi...In italia le aziende vinicole le stanno acquistando come hobby e prestigio, vari industriali e personaggi famosi e per venderci il vino lo stanno facendo diventare un qualcosa di ultra buono rifilandocelo a prezzi stratosferici ( come le magliette: le magliette se sono benetton sono buone ---- tanto le fanno in cina...)
ivana iorio
6 giugno 2005 alle ore 07:16a tutti quelli che parlano di retregusto,wine bar, bottiglie non da 100 ma da 10 euro, sommelier, palato, classe del bere, perlage, rubino , lardo di colonnata..........perche non lo andate a dire agli operai dell'alfa romeo ?
Riccardo Simiele
6 giugno 2005 alle ore 07:27Com'è bello il vino
rosso rosso rosso,
bianco è il mattino,
sono dentro a un fosso.
E in mezzo all'acqua sporca
godo queste stelle,
questa vita è corta,
è scritto sulla pelle.
Ma com'è bello il vino
bianco bianco bianco,
rosso è il mattino,
sento male a un fianco.
Vita vita vita,
sera dopo sera,
fuggi tra le dita,
spera, Mira, spera.
P.S. Chi conosce questa canzone e la ama è una brava persona... chi non la conosce la vada a cercare, scoprirà un genio criminalmente dimenticato
Masio Soprano
6 giugno 2005 alle ore 07:45x ivana iorio:
..........perche non lo andate a dire agli operai dell'alfa romeo ?
Perche' loro hanno il cuore sportivo, non capiscono cosa e' il retrogusto!
ivana iorio
6 giugno 2005 alle ore 07:52e' ironia ? o tu sei uno che che hai il maglione Ferrari da 100 euro fatto in cina ? ?
ivana iorio
6 giugno 2005 alle ore 07:53fatto in casa ma non dall'impiegato che lo fa per hobby
Mario Ro
6 giugno 2005 alle ore 08:02Anche l'acqua ha il retrogusto!
di Cloro, di Calcare, di Sodio, Salata, ....
Giovanni Russo
6 giugno 2005 alle ore 08:02Ciao a tutti, io sono nato e vivo in svizzera e debbo dire che quì al ristorante il vino è inbivibile. Infatti costa una cifra. Infatti la stessa bottiglia la si trova nei supermercati e la si paga almeno dieci volte meno? Incredibile. Se poi si vuole passare a bottiglie tipo Sassicaia non ne parliamo nemmeno... La birra costa come l'acqua o addirittura di più... La volete sapere la mia opinione? Come si fa a non diventare ladri in un mondo di ladri dove tutti i nostri (esempi di vita) sono ladri? Praticamente impossibile. Allora sapete che vi dico? All'arembaggio: rubate tutti ma non fatevi derubare... Purtroppo questa è la realtà. C'è anche un piccolo proverbio che dice: la vita è tutta una questione di culo, o ce l'hai o te lo fanno... Buona giornata a tutti
linda cima
6 giugno 2005 alle ore 08:17Io amo amare e soffro nell'odiare !
Ciao Grillo ... parlaci piuttosto di come aiutare le persone in difficoltà ... di quello ce ne sarebbe davvero bisogno ed oltretutto sarebbe un atto d'AMORE verso l'UOMO !
Postato da: picard lore il 06.06.05 02:17
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bravo picard...
Caro beppone,
incitare all'odio...perchè?
si vede che frequenti ristoranti...
beato te Beppone...io manco una pizzeria...
mi raccomando non ti montare la testa...
lascia stare l'incitamento all'odio domenicale...
è un idea sciocca!
ivana iorio
6 giugno 2005 alle ore 08:17sig. rei se ci fossero piu' contadini e meno laureati fasulli ( avvocat, banchieri, medici, comunicazione, politici) si vivrebbe meglio...
Carlo Marse
6 giugno 2005 alle ore 08:18Anche a me piace il vino che lascia un buon sapore finale (retrogusto) da farti immaginare: la vigna, la botte, il sole ... e magari la ragazza che ha pestato l'uva :-)
Fabio Medda
6 giugno 2005 alle ore 08:21Sono d'accordo sul merito ma non sulla forma. Anche secondo me attorno al vino c'è un business esagerato ed ingiustificato (vedi un vino della mia terra, il Turriga. Fino a qualche anno fa aveva prezzi normalissimi, poi ha ricevuto una recensione favorevole e qualche premio ed ha decuplicato il valore commerciale.) Il mio disprezzo va agli speculatori, non al vino. E, comunque, sono dell'idea che se c'è qualche cretino disposto a spendere 500 euro o più per una bottiglia di vino, peggio per lui: i polli sono fatti per farsi spennare. Io so benissimo che anche a 15 o 20 euro si trovano vini eccellenti.
Non concordo sulla forma. L'odio lasciamolo fuori dai ragionamenti e dalle opinioni, anche quando sono discordi. L'odio porta odio.
Anche i tuoi strali sul calcio, io li avrei indirizzati verso coloro che - dopo aver speso, sprecato, ostentato ed evaso il fisco - chiedono aiuti di stato, spalmadebiti, etc.: tali presidenti andavano semplicemente carcerati e le società liquidate, con un bel chissenefrega se si chiamavano Napoli o Roma.
Per concludere, il settore che personalmente trovo più scandaloso, falso, vuoto e disgustoso è quello della moda. Non capisco perchè benefici pure di contributi statali! Se c'è l'imbecille che si vuol comprare (alla modica cifra di 20.000 )l'esclusivo impermeabile di profilattici colorati "creato" dallo stilista XY ben venga, ma vorrei che i soldi pubblici fossero spesi meglio e non regalati a buffoni che li utilizzano per tenere lo champagne in ghiaccio sullo yacht e le sciacquette seminude a disposizione.
edmond dantes
6 giugno 2005 alle ore 08:30se escludiamo certi disciplinari in cui si parla testualmente di 'bevanda al gusto di vino' ( e non faccio nomi per non deprimere fazzuoli e altri stappanti gaudiosi :D )
il vino non andrebbe odiato ma bevuto in buona compagnia. se poi c'e' chi lo beve e lo produce per marchettare la fabbrichaetta ... beh , basta saperlo :)
insomma: evitare i calici gran balloooon
pvosit :)
emanuele frontini
6 giugno 2005 alle ore 08:33Ci sono vini dai 5 Euro ( Lire 10.000 ) ottimi e di qualità.
Non è necessario acqusitare vini dai 20 Euro, ve lo assicuro !!
Rioma carl
6 giugno 2005 alle ore 08:35Ci sono vini dai 5 Euro ( Lire 10.000 ) ottimi e di qualità. Non è necessario acquistare vini dai 20 Euro, ve lo assicuro !!
Postato da: emanuele frontini
E qual'e'? Il Tavernello?
Emilio Iannone
6 giugno 2005 alle ore 08:36STO INCOMINCIANDO A ODIARE ANCHE INTERNET.
CERCAVO FORMAGGI E HO AVUTO FIGHE,VOLEVO BICI E MI SONO RITROVATO IN UN MARE DI MINGHIE E AL POSTO DELLA PUBBLICITA' IN WEB MI SONO IMBATTUTO SUL SITO -PUBLIWEB-CHE MI HA MOSTRATO I VIDEOSHOCK DELLE DECAPITAZIONI IN IRAQ.INTERNET E' UNA TECNOLOGIA? OPPURE UN'ARMA.
Riccardo Simiele
6 giugno 2005 alle ore 08:40X Emilio Iannone
Beato te! Io cercavo fiche e mi hanno spedito una cassa di gorgonzola!
Mario RO
6 giugno 2005 alle ore 08:40x Emilio Iannone
Usa PC facile, o fai un corso al Cepu con Del Piero.
Magari ti fai pure un bicchierino di vino o di acqua, quello che preferisci :-)
emanuele frontini
6 giugno 2005 alle ore 08:41x Rioma carl
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Entra in qualche enoteca, e li trovi te lo assicuro.
certo se vuoi bere tignanello -.....
salvatore ferri
6 giugno 2005 alle ore 08:53Beppe se vuoi bere vino buono e "salubre" vieni in campagna, compra direttamente da noi che produciamo l'uva che poi trasformiamo. Per molto meno dei 20 euri ti porti a casa del vino "fatto con l'uva". Perchè come ben sai, e le cronache ne sono piene, il vino viene fatto anche con il concime fermentato in cisterne sotterranee. Il mio l'ho già venduto, ma se ti capita di passare dalle mie parti nel prossimo mese di dicembre passa a trovarmi, sarò lieto di ospitarti e di bere del buon vino con te! Ciao
Lorenzo Sulcis
6 giugno 2005 alle ore 08:59Ci sono due categorie di compratori di vino, quelli che comprano il vino e quelli che comprano etichette che pensano più é caro più sara à buono. i vari sommelier e degustatori trovano i sapori più strani dentro il vino meno in gusto dell'uva.
ecco da dove nascono i vari Châteaux Migraine vini dimenticati dall'uva ma non dai soldi.
Emilio Iannone
6 giugno 2005 alle ore 09:00X MARIO RO E RICCARDO SIMIELE. NON FATE FINTA DI NIENTE.
Umberto Mas
6 giugno 2005 alle ore 09:00Lista della spesa: barbera, grignolino, valpolicella, bonarda (si va in Langa o nei posti giusti e si spende veramente poco); porto; montepulciano; chianti (lo si può trovare anche a poco, e di buono).
Andate DAI CONTADINIe dai viticoltori.
Basta davvero con il chianti a 30 euro.
Basta anche con gli intenditori, giusto, e con le parole "al tatto si presenta...all'olfatto si presenta...morbido..caldo....sentore di viola mammola" etc etc
Se bisogna bere vino si vada nelle piole (le care vecchie osterie). Se la piola ha la carta di credito è una fregatura.
Mauro ARCAMONE
6 giugno 2005 alle ore 09:11Beppe guarda "SIDEWAYS", un film indipendente, recente, tra vino ed amicizia: c'è poesia, passione e ci scappa anche qalche risata! Sono certo che ti piacerà e che in parte cambierai idea! Per quel che riguarda il "finto" lusso e le... esagerazioni, beh... come si fa a darti torto!
PS Sul tappo ti sbagli. Le alternative al sughero (che non va abbandonato!) sono inevitabili e accettabili: questo è il vero progresso, quello buono, quello che cerchi tu!
Un intenditore
matteo martini
6 giugno 2005 alle ore 09:13
" Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici. "
Beppe sta facendo un po' di confusione..
Prima ci incoraggia a bere vinio esteri ma poi se la prende con una fabbrica di caschi se esporta lo stabilimento in Cina.
Pro o contro il libero mercato?
roberto argenta
6 giugno 2005 alle ore 09:14Avete provato quanto è bello non bere? Ve lo dice un astigiano. Mi rivolgo ai bevitori moderati, non agli alcolisti. Senza vino (ma vale anche per qualsiasi altro alcolico) si hanno più energie: l'alcol è un sedativo.
Si dorme meglio: l'alcol disturba il ritmo del sonno.
Si scopa di più: l'alcol è un piacere di tipo infantile (orale).
Si ha una visione più filosofica della vita e ci si sente più sicuri delle proprie capacità: ogni piacere che deriva dall'esterno (consumismo) limita la propria capacità di introspezione. Quello che una volta era panem et circenses ora è televisione e consumo. Tutte le filosofie e le religioni che mirano una migliore conoscenza di se stessi propongono un atteggiamento che faccia assegnamento su se stessi.
Vi invito alla prova. 21 giorni senza alcol, con la formula "soddisfatti o rimborsati" se alla fine del periodo di prova non vi sentite meglio siete sempre in tempo a tornare al bere.
Davide Ricci
6 giugno 2005 alle ore 09:16Invio un articolo di Michele Serra che mi ha fatto sbellicare: L'enologo che bevve troppo
La vendemmia 2004 promette una serie di imperdibili novità in bottiglia. Le raffinate prevsioni di un esperto d'eccezione
Come sarà il vino di quest'anno? Non ne so una mazza, ovvio: mica faccio il viticoltore. Purtuttavia, da qualche tempo è assolutamente obbligatorio che ogni italiano di mondo, specie se giornalista, specie se di sinistra, dimostri una raffinata competenza in materia enogastronomica. Ecco dunque le mie previsioni sulla vendemmia 2004.
Barolo. Le piogge scarse promettono un raccolto non abbondante ma di ottima qualità. Tanto che alcuni produttori di spicco, come Rebaudengo, quest'anno contano di poter produrre direttamente un Barolo dell'89, annata memorabile. I fratelli Pauta, attenti gestori della splendida tenuta Le Nespole, puntano le loro carte sull'eccellente Gocciolone, stagionato in barili di vimini che lasciano traspirare il vino fino a farlo colare lentamente sul pavimento, dove viene raccolto con il metodo tradizionale, spingendolo con scope di saggina dentro antichi scolatoi in pietra. Di qui l'inconfondibile perlage grigiastro e l'apprezzato retrogusto di detersivo per pavimenti. Controcorrente Gino Baima, che ha deciso di voltare le spalle alla stagionatura in barrique, ormai inflazionata, e stipa centinaia di ettolitri di mosto in un enorme pallone gonfiabile riciclato da un parco giochi per bambini.
Toscana. Ormai inarrestabile l'ascesa dei vini del Bolgherese. Dopo Sassicaia e Ornellaia, apprezzatissimi perché nessuno è così idiota da parlare male di una bottiglia dopo averla pagata 120 euro, è il momento del Sudiciaia, del Corteccione e del Marronaia, raffinatissimi rossi a produzione molto limitata. Li seleziona, nel fondo Le Nespole, il principe Metello Incisa Antinori Frescobaldi della Gherardesca, che raccoglie solo acini numerati e spremuti direttamente dalla moglie Ugucciona, a piedi scalzi, in piccoli cesti di palissandro intarsiato. Inconfondibile il retrogusto di smalto per unghie o, ad anni alterni, di acetone. Per limitare la produzione, anche quest'anno in Toscana si è deciso di lasciare un solo grappolo per ettaro, meglio se rosicchiato dai cinghiali. Insuperabile Vincenzo Vincenzi della Vincenza, che nel suo podere-orto Le Nespole, dieci metri quadrati in tutto, produce ogni anno solo una bottiglia di Impiccone. Costa 7 mila euro e si chiama così perché in genere sa di tappo e l'acquirente si impicca.
Frascati. Il più andante e popolare dei vini da pasto sta conoscendo un profondo processo di riqualificazione. I bottiglioni da due litri venduti negli ipermercati a un prezzo inferiore della benzina (pur avendo un numero superiore di ottani) sono ormai un ricordo. Il Frascati della Fattoria Le Nespole, ad esempio, è venduto in raffinate bottiglie bordolesi e costa dai 15 euro in su. L'unico problema è che il vino è identico a quello di prima, ma produttori intelligenti, come i fratelli Baldacci de Le Nespole, contano presto di migliorare il prodotto, a costo di infrangere la tradizione dei Castelli romani: vinificheranno con l'uva anziché con le bucce di fava.
Lombardia. Il vino del Milanese, fin qui non rinomatissimo, è stato coraggiosamente reinventato dalla famiglia Perego di Lissone, che ha riconvertito il capannone dove produceva fusibili per scaldabagni, lungo la Tangenziale est (zona industriale Le Nespole), e oggi sullo stesso terreno produce due vini abbastanza significativi, l'Olona e il Lambro. Caratteristica principale il colore cangiante sia del vino sia del bevitore, con sfumature che, nel corso della bevuta, vanno dal verde pallido al cinerino al nerofumo. Molto innovativa la pigiatura a copertone di camion, effettuata dai Tir che parcheggiano nella vigna quando l'uva è ancora sui tralci. Caratteristica la bottiglia a schiera Brianza, disegnata dai geometri locali unendo ogni bottiglia alla successiva con un piccolo patio in stile moresco. Molto apprezzato dai consumatori anche il prezzo: per ogni bottiglia che si porta a casa, si viene ricompensati con 5 euro.
ivana iorio
6 giugno 2005 alle ore 09:17sig, martini, acauistare estero da nazioni piu o meno nelle stesse nostre condizioni e' giusto, se loro riescono a vender eun prodotto( buono 9 a mino prezzo ..sta bene....acquistare dalla cina, che voglio invadere il mercato barbaricammente, senza regole, un paese in cui ti mettono in galera per una semplice infrazione impensambile in europa..allora non va bene, meglio i dazio contro questa genete : momento: non ho nulla contro i cinesi ma molto contro i pseudo industriali che sfruttano i icesi per poi guadagnare l'ira di dio in italia
Alessandro Cortigiani
6 giugno 2005 alle ore 09:22Rispondo a Matteo!
Non e' che Beppe invita a bere i vini esteri, i vini esteri ci sono gia'! e stanno facendo fuori il mercato italiano che si e' lanciato in una politica marcketing di alta qualita'e alto prezzo! Non hai in Italia e posso dirlo perche' ho un padre con un enoteca a Firenze un mercato logico. Un litro di Chianti in una cantina, quindi da imbottigliare costa meno di 2 euro perche' ne hanno una quantita' enorme non venduto, visto che gli imbottigliatori e i venditori applicano sul vino tasse e aumento dei prezzi per aumentarne pregio e qualita'! Faccio un esempio il bollo gallo nero ( se non e' aumentato ultimamente) costa 2.50 euro piu' del vino stesso! I vini esteri non sono buoni perche' vestiti a festa sono buoni e basta, come lo sarebbere quelli italiani se adottassero' una politica logica di vendita cioe' la qualita' del vino e non dell'etichetta!
Alessandro
Luigi Erittu
6 giugno 2005 alle ore 09:24Io non ci perderei tempo più di tanto a parlare del vino. Il vino è un prodotto assolutamente superfluo; esattamente come i liquori, i profumi e i vestiti di lusso. Certo, fa parte della cultura di un popolo, ma tutto fa parte della cultura e la condiziona, anche la fame o la sottomissione.
Il vino insieme a tante altre cose è il superfluo che rende piacevole la vita, ma non perdiamo di vista le cose che rendono almeno possibile la vita: il cibo, l'acqua, l'assenza di inquinamento, ecc.ecc.
Gigi
Cristiano Gilardi
6 giugno 2005 alle ore 09:28Ma insomma, diamoci una calmata fra tutti. Non è più un forum, stà diventando una tribuna politica, tutti contro tutti che vi sparlate a vicenda.Non credo che il Sig. Grillo abbia aperto questo posto per fare litigare le persone che hanno commenti ed opinioni differenti fra loro.
Il mio parere è che ...visto che siamo il paese dei furbissimi....stiamo perdendo anche in questo settore parecchia stima e competività da parte dei compratori mondiali.Prima il vino tagliato al metanolo...oggi vino banale venduto e blasonato come autentico doc.
E' un affare fantastico.Ti rifilano un vino squallido, facendotelo pagare un'esagerazione.
Non si pensa più a capitalizzare per il futuro. il futuro per taluni produttori è il prossimo semestre.....poi si vedrà
Saluti
Cristiano G.
Umberto Mas
6 giugno 2005 alle ore 09:30@ Gigi Erittu
Hai perfettamente ragione, ma quasi tutto nella nostra cultura è superfluo. Mangiare al ristorante, mangiare fino a scoppiare o a stare male, mangiare formaggi e dolci, parlare al videofonino, la partita di calcio a pagamento in tv, i fim a pagamento in tv, le maachine da 210 km/h, i vestiti di alta moda, le sfilate e così via.
Questo non è per difendere il vino, è per dire che è una delle migliaia di cose superflue di cui ci circondiamo.
Alessandro Caffarra
6 giugno 2005 alle ore 09:34Un paio di domande retoriche?
Se un disciplinare di un vico DOC prevede un massimo di uva per metro quadro, cosa c'è di più facile che comprare a quattro soldi vigne di collina incoltivabili industrialmente, e poi fare la media? Chiedere nell'oltrepò pavese (ad esempio) per conferma.
Ho fatto poi la seguente domanda a diversi produttori : "ma l'uva delle vigne che crescono di fianco a strade ed autostrade, vengono in qualche modo ripulite prima di diventare vino?"
Non ho avuto risposte....
Giancarlo Frigieri
6 giugno 2005 alle ore 09:38Io di vino non capisco niente. Ne bevo ogni tanto e se mi piace bene altrimenti no.
Non mi va di spendere tanto per una bottiglia e anche a me stanno sulle palle quelli che "degustano" invece di bere. Poi capisco che ci siano delle differenze e io non le so capire.
Non capisco cosa ci sia di male a non capire granchè di vino.
La puntata di Report sull'argomento è stata veramente bella.
Tenetevi i vostri decanter, le enoteche dove per un calice di rosso, tre fette di salame, due pezzi di formaggio e due crostini di pane della coop vi prendono trentamila lire.
Io non mi posso permettere certe cagate.
mario bacciarini
6 giugno 2005 alle ore 09:40e' chiaramente una grossa speculazione,ma oggi cosa non è soggetto alla speculazione?????? chi sa dirmi cosa rifugge da certe leggi capaci di moltiplicare tutto indecentemente?????
Michele Pietrelli
6 giugno 2005 alle ore 09:40Odiate la banalità , non sprecate il vostro tempo e i vostri soldi , il vino buono lo avete sempre bevuto , è quello che piace a VOI !!!
Umberto Mas
6 giugno 2005 alle ore 09:41@ Cristiano Gilardi
Il vino è una di quelle cose che dovrebbero rimanere "alla vecchia maniera", ovvero prodotte dai contadini in modo tradizionale. Cinquanta o 100 anni fa a un contadino fregava poco di "capitalizzare", di "fette di mercato" etc. Oggi invece viene prodotto (salvo alcuni casi d'élite, fatti strapagare) a livello industriale o semindustriale, con il risultato che è facile allungare con un po' d'acqua e polverina, usare un po' il metanolo fino ad arrivare ai vini completamente prodotti da polverine magiche.
Perchè dobbiamo "capitalizzare" ogni cosa?
Mario Rossi
6 giugno 2005 alle ore 09:43x Umberto Mas
E si certo, basta bere vino, anche se sa di sterco!
Paolo Carlesi
6 giugno 2005 alle ore 09:45Concordo con Grillo in questa invettiva sul vino, ad eccezione dei tappi al silicone, che mi sembrano ben funzionanti e che preservano chi imbottiglia il vino buono come il sottoscritto da brutte sorprese.
Infatti, per colpa di tappi di sughero garantitimi di "ottima qualità" ho dovuto buttare via quasi tre damigiane di ottimo rosso.
Grazie per l'attenzione.
Paolo Carlesi - Prato
paolo bacchin
6 giugno 2005 alle ore 09:46premetto che sono un appassionato di vino buono e che sono arrabbiatissimo.beppe ha analizzato solo alcuni aspetti di questo tema.
vi siete mai chiesti quanta uva ci voglia per fare una bottiglia di vino? 1kg! che sia prosecco o Sassicaia. avete mai sentito parlare di buone o cattive annate? no perché ogni anno i Bolgheri o Toscani in genere costano sempre di più anche se è piovuto tutto il tempo o se non ha fatto una goccia di pioggia. E'da tanto che non andate in sicilia? Terra di Mandorli e aranceti? Hanno piantato vigneti ovunque...ma non Nero d'Avola, Grecanico,Marsala,Insolia o qualcuno dei vigneti autoctoni NO hanno piantato Chardonnay Merlot CabernetSauvignon cazzo!Producono anche MULLERTHURGAU. la biodiversita se ne sta andando a quel paese. E vi siete mai domandati se un'azienda di quelle di cui parla Beppe produce dei danni ecologici? ve lo dico io SI! un'azienda di grandi dimensioni per piantare le viti SBANCA estensioni importanti di terreno distrugge i vigneti autoctoni TOMBA (ricopre) i fossi e i canali (infatti negli ultimi anni basta un temporale per allertare la PROTEZIONE CIVILE). il contadino che pulisce i fossi che rispetta la struttura del terreno e che conosce pianta per pianta e che se è fortunato porta a termine una sessantina di vendemmie è stato sostituito da BROCHURE di FIGHE IMPERIALI che "DANDOLA" al tizio si sono ritrovate PRODUTTRICI DI VINO decantate da quei FALSI COMUNISTI (e qui ci starebbe uno sproloquio)del GAMBERO ROSSO che per mangiare decentemente ti fanno spendere 200 euro e per bere un "OMBRA"di vino buono....
scusatemi se vi ho rotto le palle ma dovete sapere che sono innamorato del vino e dell'Italia.
Mario Rossi
6 giugno 2005 alle ore 09:46x Giancarlo Frigieri
Bere vino e' un piacere, se non e' buono che piacere e'?
Il vino buono puo' anche non costare molto, ma credimi ogni vino ha il retrogusto che lo vuoi o no! E se poi non ne capisci, pazienza ... bevi l'acqua!
severino dal grande
6 giugno 2005 alle ore 09:52Il vino è divenuto un business basta vedere la pubblicità, avete seguito il programma Reporter su questo argomento ? Come il solito il gregge di persone segue la moda non la bontà. Solo Veronesi diceva la verità anche se andava controcorrente.
luca culici
6 giugno 2005 alle ore 09:53La guerra del vino e noi
"Il ne faut pas faire des barriques mais des barricades"
Robespierre
Delegazione di fratelli di un altro tempo moveva il giorno 8 di Aprile dell'anno 2millesimoV° verso il Vinitaly di Verona, massima vetrina del sacro nettare nel globo. Poche ciance, obiettivi chiari, giornata di duro lavoro, giornata di molteplici significati, anche ideologici, come sempre oh fratelli!
Chi ci conosce sa che al di là di un indubbia inclinazione all'ars bebendi noi uniamo uno smisurato rispetto verso la Madre Terra, di cui il vino è figlio prediletto. La difesa della terra nasce dalla difesa dei suoi tesori, dalla sconfinata serie di regali che la natura offre ai suoi figli. L'attaccamento alla terra, lo studio di essa, dei suoi segreti, arti millenarie, diverse, in ogni luogo, in ogni tempo, in ossequiosa e devota osservanza. La difesa di queste innumerevoli differenze è un dovere ed un onore per i fratelli di un altro tempo.
Purtroppo per il vino non è più così. Il vino ha abbandonato da tempo il misticismo popolare per trasformarsi in business mistico. Questo per certi versi è stato anche un bene, poiché ha generato economia, creato benessere agreste, valorizzato i terreni, coadiuvato l'estetica del vivere (lo slogan è nessun nuovo capannone, dieci cento mille vigneti). Ma nel pieno del suo boom economico planetario il vino rischia di perdere la sua vera essenza, che è poi quella che lega il viticultore alla sua terra, di chi si identifica nei prodotti che produce, con amorevole patriarcalità, indifferente ed incurante dei gusti di mercato, non per moda, non per profitto, ma per vanto, per onore, per fedeltà alla sua terra. Questo va preservato e sostenuto con tutte le nostre forze, per quanto ci è possibile di dar contributo con il nostro agire, fratellidiunaltrotempo può fare molto in questo senso.
Abbiamo visitato gli stand, parlato con i piccoli viticultori, meraviglie d'un mondo contadino che riemerge con fierezza, che resuscita dopo secoli di desolazione, di esodi dalla campagna verso il lavoro nelle fabbriche e nelle aziende, lontano dal cuore, lontano dalla natura, in bocca ai demoni dell'industria.
Nel mondo del vino è in atto una guerra, come succede per ogni fenomeno cult del commercio. Da una parte i titani egemoni del mercato, modelli evoluti di sfruttamento agricolo, il solito alto management vampiresco abilmente mascherato, scellerati sostenitori dell'internazionalizzazione dei sapori, del gusto unico, tristi mietitori della diversità.
Sono queste grasse aziende, gli invasori delle vigne altrui, gli apologeti della barique (i piccoli fusti di rovere da 225/250 litri, di classica scuola francese, che negli ultimi anni hanno dilagato in Italia) a dettare le regole del gioco. Prodotti unici, omologati, piegati alla volontà dominante, in Toscana come in Sicilia, in California come in Cile, in Nuova Zelanda come in SudAfrica, artificiosa globalizzata bibita che placa la sete dei mercati e soprattutto la fame di profit dei grandi nomi dell'industria enologica. Bottiglie spersonalizzate, prive di tracce della terra d'origine, spesso sostanziali vini di merda coperti e smussati dal legno della barique, troppo spesso usata per coprire le evidenti deficienze della qualità di partenza. Un prodotto più simile ad uno Chanel N°5 che alla passione contadina, un vino falso, privo di passione, figlio unicamente del marketing, della legge del compra/vendi/arraffa a più non posso.
Un nome su tutti, Robert Mondavì, californiano, immagine stellare dell'imperialismo vinicolo. A capo della multinazionale più importante del mondo in materia di vino, questa è un azienda che si è inventata un marchio ed ha poi potuto sviluppare una politica di branding che le ha permesso di imporre sul mercato internazionale vini anche di dubbia provenienza e lavorazione, arrivando anche a condizionare il consumo legandosi all'attività di ambigui consulenti e opinion makers. Ecco così che potete ritrovarvi con un vino californiano spremuto in Toscana o in Puglia e viceversa, uccidendo tutti quei tratti salienti in cui ogni singolo terreno e geoclima si differenziano creando quella variegazione di sensazioni che è alla base del patrimonio universale della natura eche costituiscono lo squisito concetto di terroir.
Fanculo le grandi etichette, i casati nobiliari toscani e piemontesi che producono vino per miliardari, fanculo i cialtroni che dietro abili operazioni di marketing spacciano per buon vino prodotti confezionati ad arte per dissetare i modaioli e spennare i polli.
La lotta non è impari, al Vinitaly abbiamo intravisto i segni della riscossa. In mezzo ai soliti pescecani incravattati che animano le piazze del business abbiamo visto mani sporche di terra, volti arsi dal sole, schiene inarcuate da giorni passati tra i filari. Molti di loro fino a qualche anno fa conferivano l'uva ai grossi produttori, poi sull'onda della crescente popolarità del culto di Bacco hanno deciso di arrangiarsi, affiancando poi alle bottiglie di vino spesso l'olio d'oliva e i prodotti tipici, risorsa inestimabile della nostra grande nazione. Abbiamo discusso a lungo, degustato i loro manufatti, condiviso speranze, nel padiglione Puglia abbiamo particolarmente brindato innalzando i calici sotto l'auspicio di una nuova era. L'Italia è un patrimonio inestimabile, una galassia dove brillano miriadi di stelle purissime, aziende agricole a conduzione famigliare che danno vita a piccoli capolavori, figli pur essi dell'amore che genera.
Il simbolo di questa rinascita è il Sud, il Sud terrone ed emigrante, baciato in faccia dal sole migliore del mondo, che riscopre nelle proprie lande una ricchezza di perduta memoria e si prende la sua rivincita su decenni di povertà ed abbandono: il declino dell'industria italiana ha segnato la rivalorizzazione della territorio e tutto ciò che valorizza la terra sia benedetto e riceva il sostegno dei fratelli di un altro tempo.
Un nome su tutti Michele Moio, il signor Falerno, che strinse patti con Bacco in persona alle falde del Massico, che dietro bottiglie che non costano più di 10 nasconde un grandissimo vino, superiore a molti Brunelli, Baroli ed Amaroni che costano anche il quintuplo. Un vino schietto, che ha il profilo del suo creatore, generoso, sempre fedele a se stesso, lontano dalle mode, imperturbabile agli eventi. Un vino lontano dalla barique (che solo il figlio ha recentemente introdotto contro la volontà paterna), un vino che si affina secondo le tradizioni secolari che nella terra di Campania affondano fino all'epoca delle abbondanti libagioni dei romani. Un vino come allora, un vino per tutti, otro mundo es posible, otro vino es posible!
Moio contro Mondavi, Davide contro Golia, la terra contro il suo sfruttamento, il cuore contro il profit,
noi contro loro, la guerra di sempre.
Alla salute fratelli, bebituri te salutant.
Su fratellidiunaltrotempo, in sito veritas!
http://www.fratellidiunaltrotempo.com/
Marco Campagnaro
6 giugno 2005 alle ore 09:55NON CAPISCO se Beppe lanci una semplice provocazione o ci creda veramente a quello che dice e come lo dice.
1. Non capisco il termine ODIO. Non per essere polically correct ma insomma ODIARE è una parola grossa e non credo che del semplice vino possa provocare tanto.
2. Quello che dice Beppe è in parte vero. Vero è che ci sono cantine assurde, vero che si usa troppo legno (la barrique) per fare vino, vero è che c'è molto business, vero è che il vino costa troppo. Non è vero che i tappi al silicone siano così deleteri visto che di sugero buono se ne trova sempre meno!!!!!
3. Caro Beppe i vini cileni, australiani e californiani sono tra i più artefatti al mondo. Se stai parlando di genuinità non puoi sponsorizzare tali vini, fatti in laboratorio. Piuttosto evidenzia i vini italiani fatti come quelli austaliani o cileni o sudafricani che oltrettutto costano un sacco di soldi (soprattutto i grandi Toscani!!!!!! o l'amarone!!!!!).
RIPETO: non capisco quando TU, Beppe Grillo, fai simili sparate così giusto per dire qualcosa...ma sarai tu a dirle....? e poi leggerai mai i nostri commenti?
Un caro saluto a tutti.
Umberto Mas
6 giugno 2005 alle ore 09:55Mario Rossi: credi che sia più genuino un vino prodotto come si fa da secoli oppure un vino prodotto industrialmente? Hai mai VISTO certe aziende e il lro livello di pulizia? Hai mai visto la differenza tra silos metallici e tini di legno? Sei mai stato al supermercato a comprare vino (soprattutto quello in cartone) che ha lo stesso gusto SEMPRE e COMUNQUE, indipendentemente da vendemmie e raccolti, e che viene prodotto in milioni di litri al giorno, in qualsiasi stagione? Come fanno secondo te?
Cos'è più genuino?
Fabio Ranghiero
6 giugno 2005 alle ore 09:56Il Beppe provoca (risposta 1)
Sono astemio (risposta 2)
ahahah !
enrico bosco
6 giugno 2005 alle ore 09:56Signori...lasciate perdere per un attimo il VINO e leggetevi questa chicca...servira' a capire ancor di piu' quanto poco valgano i singoli nei confronti delle grandi potenze.
http://punto-informatico.it/p.asp?i=53198&r=PI
Buona lettura...
PS:leggitela anche tu Grillo... tanto per tenerti sempre piu' informato su quanto gia' sai da anni.
Marco Campagnaro
6 giugno 2005 alle ore 09:59x PAOLO BACCHIN
HAI RAGIONE....nel mio post precedente volevo dire anche questo ma non avevo letto il tuo....sono contento di vedere che c'è qualcuno con gli occhi aperti anche su un tema come questo (che ha implicazioni molto ampie se parliamo appunto di biodiversità).
Innanlziamo un buon bicchiere di vero e genuino BARBACARLO (quello vero di lino maga)
Ciao.
matteo balestrieri
6 giugno 2005 alle ore 10:04il discorso del vino va inserito, secondo me, in un'ottica più ampia...quello che vorrei far notare è che tutti i vini sono aumentati di prezzo, e anche se ti vai a cercare un'etichetta che mantenga ancora un dignitoso rapporto qualità-prezzo (come amano dire i sommelier..) detto rapporto dura si e no un anno..poi anche il produttore più sprovveduto si adegua ai prezzi di mercato...
andavo in Friuli a vino (bei tempi) prima dell'avvento dell'Euro (scusate se insisto)...il prezzo medio era sulle 10-12.000 (lire)..parlo del 2000..ci sono tornato quest'anno...non trovi un produttore che ti venda un bottiglia a meno di 8-10 euro...
comunque sono convinto che i produttori noti e stra-cari (gaja, san guido...) sono importanti per far conoscere il made in italy nel mondo...un po' come la ferrari...quello che non trovo giusto è che il vino diventi per pochi che pagano....
p.s. se c'è qualche sommelier mi risponda: ma come fate a sentire il sentore di rosa canina ovunque!
eva moschini
6 giugno 2005 alle ore 10:05un mio amico che fa parte di una sssociazione che lavora con l'africa e che ha assistito ad un tuo spettacolo, vorrebbe avere notizie sul kit per telefonare tramite internet, visto che hanno sempre problemi di linea. Grazie a chiunque mi potrà dare informazioni.
eva
Mario Rossi
6 giugno 2005 alle ore 10:05x Umberto Mas
non ho mai comprato il vino nel cartone, non piace il succo "d'uva".
Sono sempre alle ricerva dei vini buoni (max 75cc)
e che costano poco!
Odio il vino nei bottiglioni da 2 Litri e chi li beve!
Odio chi beve vino al posto dell'acqua, odio chi dice che il vino dei contadini e' il migliore e poi non ne capiscono niente di vino.
In italia ci sono vini molto buoni e non sono per forza toscani!
Anche un vino da 100 EURo puo' far pena ... ma che dire poi dell'aceto balsamico che puo' costare anche un fortuna?
Davide Griffino
6 giugno 2005 alle ore 10:09Eva Moschini: trovi il link nella colonna a destra.
www.skype.com .
Scaricalo che e' semplicissimo, vedrai.
In ogni caso trovi una guida qui:
http://www.skype.com/intl/it/help/
Alberto Cacciapuoti
6 giugno 2005 alle ore 10:13Ciao Beppe, volevo dirti che ti seguo e ti seguirò in questa tua "lotta" contro le ingiustizie e a chi vuole schiavizzarci e renderci succubi dei loro "poteri"... Approfittando dell'ultimo tuo articolo sul vino, sono pienamente daccordo in tutto ciò che dici, ma mi ha sconvolto una cosa: è vero che al ristorante la Legge consente di portarsi il vino da casa?????
Enz Di Giusto
6 giugno 2005 alle ore 10:14Caro Beppe, sarebbe utile sapere quanti trattamenti subisce l'uva, il mosto e infine il vino prima di pervaderci con i suoi aromi e retrogusti. In annate difficile ad es. ( troppa pioggia) si arriva anche a 28 trattamenti chimici e questo mix di "aromi" e profumi e del tutto sconosciuto ai consumatori. Alla (faccia della) Salute.
Pierpaolo Polo
6 giugno 2005 alle ore 10:15Non so voi, ma a me il vino piace con le pesche. Se ci stà bene con quelle che problema c'è se costa 200 euro? Cosa è uno spreco? Si, è uno spreco, allora ne compro uno che ci sta bene e che costa il giusto.
Ilario Moresco
6 giugno 2005 alle ore 10:16"Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici."
Ecco il pomo della discordia, la pietra delo scandalo, il capello nella frittata... ma leggete bene tra le righe...
Questa frase non è un inno al prodotto estero: è un avvertimento.
Lì c'è scritto "occhio che stiamo per esser invasi da un prodotto estero dal gusto piacevole e a poco prezzo". Gusto piacevole non è ovviamente sinonimo di bontà del prodotto (visto che il giorno d'oggi con la chimica riescono a rendere appetitosa pure una cacca di cane), economico significa "spendete pure qualcosina in più per il vino buono, ma non fatevi fregare" e questo vale sia per i prodotti carissimi, sia per quelli troppo economici.
Antonio Lagravinese
6 giugno 2005 alle ore 10:16Odiare il vino barricato con retrogusto di muschio?
Odio il vino prodotto dalle multinazionali? Con le cantine fatte dai grandi architetti Botta, Weber, Yokonimo, Rikowski?
Cantine arredate, attrezzate a sala congressi, con sopra un Relais Chateaux con 50 camere lusso?
Odiare le vigne perfettamente allineate, senza un filo d'erba superfluo?
Odiare lo spreco delle bottiglie di vetro, belle, strardinarie, e buttate vie dopo l'uso?
Odiare il tappo di silicone?
Posso anche sottoscrivere tutto.... PECCATO CHE SIA L'IDENTIKIT DEL VINO AUSTRALIANO E CALIFORNIANO CHE CI VIENE CONSIGLIATO DI BERE!!!!
BAH!
Giulia Ripamonti
6 giugno 2005 alle ore 10:18Mi date il link della legge che permette di portarsi da casa la bottiglia di vino al ristorant?
Paolo Candela
6 giugno 2005 alle ore 10:19io ho sempre bevuto il vino italiano...
e odio il tappo di silicone, finchè posso compro bottiglie del duemila o precedenti, ce ne sn molte ke costano ancora poco...
Ilario Moresco
6 giugno 2005 alle ore 10:19@Antonio Lagravinese
Ribadisco: leggi bene tra le righe...
Mario Ro
6 giugno 2005 alle ore 10:20x Ilario Moresco
ma non dir cazzate, i vini esteri ci sono sempre stati, solo che adesso sono diventati piu' buoni di quelli italiani a confronto con il prezzo.
Questa e' buona concorrenza, mentre contro la cina non c'e' speranza, li sono spietati!
Vassilios Alexiou
6 giugno 2005 alle ore 10:22Caro Bepe,
questa volta son sono d' accordo con te. Il vino e' un entita' viva che per questo va amata, caso mai vanno oddiati quelli che lo fanno costare tanto, molto spesso senza un motivo vero se non il profitto smisurato. Riguardo poi ai vini australiani, californiani e cileni, sono ancora molto lonatni dalla qualita' dei vini italiani, greci e spagnoli. Forse costano poco anche per questo.
Saluti
Vassilios
mario Rossi
6 giugno 2005 alle ore 10:23x Paolo Candela
perche' odi il tappo al silicone? Mica lo devi mangiare?
E poi il vino si mantiene piu' a lungo e rimane in buono stato!
Informati!
Mario Rossi
6 giugno 2005 alle ore 10:25x Vassilios Alexiou
ma fammi il piacere!
Bevi un Sangiovesi di 10 Euro e un californiano o australiano da 10 EURO e poi ne parliano.
Ragazzi il vino non e' acqua!
Maurizio Bianchi
6 giugno 2005 alle ore 10:26Così come per l'affaire football, anche in questo caso mi sembra che generalizzare sia un errore. Se è vero che sul vino i vari 'espertoni'
ci raccontano grandi favole, è tuttavia vero che siamo nel paese che produsse ottimo metanolo a buon mercato. Per qualcuno che se la tira con il profumo di coda di volpe bagnata di rugiada primaverile, ce ne sono molti che bevono meno e meglio, spendendo qualcosa in più ma con grande soddisfazione per lo spirito e per il palato. Lontano dal ritenere che nel mezzo stanno le virtù (mi sono bastati 50 virtuosi anni DC ), sostengo tuttavia che un vino a poco prezzo, sovente è anche di scarsa qualità.
Non mi interessano le bottiglie da 300 euro/centilitro, sono cadaveri eccellenti. Preferisco il vino che ricorda la Vita!
Anche sopra i venti euro a bottiglia.
eva moschini
6 giugno 2005 alle ore 10:27grazie david!
marco paganella
6 giugno 2005 alle ore 10:31Mi trovo d'accordo quasi su tutto con qualche perplessità sui tappi al silicone (sono ignorante in materia e quindi taccio).
La Sig.ra Iorio credo abbia centrato il messaggio che Grillo ha lanciato in confronto dei vini stranieri, lo dice anche nello spettacolo (lì forse si capisce meglio..): se continuiamo a far lievitare i prezzi del vino italiano (indipendentemente dalla reale qualità dei singoli vini) i vini esteri meno costosi arriveranno a farci una bella concorrenza anche a casa nostra.
Non credo l'odio sia rivolto al vino di per sé ma a chi ne gonfia i prezzi; come già postato da qualcuno, anche i cibi tradizionali, quelli tipici delle mense "povere" (sono romano: coda alla vaccinara, spuntature etc..) stanno diventando piatti "ricercati" (e quindi li stra-paghi). Ma perchè? Oramai come si può, si arraffa. Anche le parolacce ore te le fanno pagare (alla taverna "la parolaccia" infatti si paga di più anche per questo mentre una volta era rinomato per una buona cucina "popolare").
E basta co sta menata "se non vuoi il vino costoso non lo compri", se mi piace il vino lo so che lo devo pagare, ma mi piacerebbe pagarlo il giusto, è un male?
Se voglio bermi una bottiglia da 20 me la compro, ma vorrei anche che la valesse ed è quì cominciano i dubbi (e anche i rodimenti di fondo-schiena)!!
Buona giornata a tutti.
gianni pizzo
6 giugno 2005 alle ore 10:47Amo il vino, quello "buono".
Non capisco una mazza di vino barricato con retrogusto di muschio, di vino degustato non bevuto, di vino tenuto in bocca, di vino fatto respirare.
Ma non per questo lo odio con tutte le mie forze.
Non me ne frega un'altra mazza del vino prodotto dai Panerai, Rotschild, con le cantine fatte dai grandi architetti Botta, Weber, Yokonimo, Rikowski.
Le cantine arredate, attrezzate a sala congressi, con sopra un Relais Chateaux con 50 camere lusso, se potessi permettermele ne farei largo uso.
Amo le vigne perfettamente allineate, senza un filo d'erba superfluo.
Odio lo spreco delle bottiglie di vetro, belle, straordinarie, e buttate vie dopo l'uso.
Non odio il tappo di silicone, non mi fa ne' caldo ne'freddo.
Odio i grandi intendiori, perché son geloso del fatto che riescano a far soldi vendendo fumo. Magari riuscissi anch'io.
Non odio tutto ciò che gravita intorno al vino: le riviste, le trasmissioni televisive, i sommelier, gli accessori: non li cago e basta.
Il vino buono è un'altra cosa.
Sono giá arrivati da parecchi anni i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici, altrettanto dei nostri vini italiani. Quindi io bevo i nostri perché li conosco un pochettino. Gli altri manco so come si chiamano.
Il vino dai 20 euro in su va odiato, se non puoi permettertelo. Se puoi, invece, va bevuto.
Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente, se volete fare la figura del pidocchio. Potete anche richiedere un sacchettino per gli avanzi e degustarli con tranquillitá la sera dopo.
Mi raccomando solo di non farvelo stappare, altrimenti vi applicano un servizio stappo che vi rovina, rischiando che vi vendano un vinaccio per il vino da oltre venti euro che, potendovelo permettere, avete tutto il diritto ad esigere.
Mario Rossi
6 giugno 2005 alle ore 10:51Il vino lo lascerei mentre:
Odiamo il fumo.
Odiamo il cellulare all'ultima moda e le persone che fanno loro pubblicita'.
Odiamo il Grande Fratello, la Fattoria e Co.
Odiamo il Gossip e tutti quei presentatori sfigati.
Odiamo la moda.
Odiamo tutte quelle cose inutili che fanno arricchire le persone senza scrupoli!
roberto argenta
6 giugno 2005 alle ore 10:52Anch'io odio il vino per tutte le sofferenze che ho visto infliggere in nome suo.
(Nomi finti storie vere) Andrea suo padre, avvocato di successo e grande esperto di vino, a volte arrivava a casa ubriaco, lo svegliava e gli affibbiava un calcio nei testicoli. Questo è durato da quando aveva dai sei a quindici anni.
Rita suo zio enologo quando beveva la molestava sessualmente. Si è suicidata appena dopo il matrimonio.
Aldo assaggiatore di vino. È morto di cirrosi epatica, il suo medico non gli ha mai detto di smettere di bere. (Sapete il vino era la sua vita).
Renzo non beveva quasi mai. Quando sua moglie lo ha lasciato gli amici per "tirarlo su" lo hanno portato in vineria, ora è su una sedia a rotelle.
Così come non può esistere una guerra che non causi vittime innocenti, allo stesso modo non può esistere la presenza di vino senza danni collaterali.
Io non bevo perché non voglio partecipare, neanche indirettamente, a queste silenziose tragedie.
Claudio Guidi
6 giugno 2005 alle ore 10:52Non mi piace l'atteggiamento di essere per forza contro tutti i fenomeni di massa. se in questi anni non ci fosse stato il "boom" del vino buono staremmo qui a discutere sul fatto che gli italiani hanno perso il contatto con le loro tradizioni e bevono solo coca-cola. Il discorso sui prezzi ci può stare
ma come sempre il prezzo poi lo fa il mercato, se c'è molta richiesta cresce se ce n'è poca cala.
Per una volta si è creato un circuito positivo in cui si riesce a fare "business" sulla qualità e nn sulla quantità, sui prodotti tipici locali e nn su produzioni standardizzate di massa.
Diciamo allora che ci fa schifo associare un guadagno economico ad una qualsiasi attività ma, in questo caso, entriamo in un altro discorso totalmente diverso.
Piuttosto io ragionerei sulla situazione del nostro sistema industriale che annaspa e che nn produce più ricchezza, ragionerei su come fare per evitare la forbice tra più ricchi e più poveri, perchè nn possiamo certo pensare di basare la nostra economia sulla produzione di vino, spaghetti, ecc.
Maria Rita Bovi
6 giugno 2005 alle ore 10:56EVVIVA la birra!! AHAHAH
Il vino che per alcuni di noi era legata ai nonni, al paesello, al mezzo litro all'osteria è adesso diventato tutta 'na cosa trendy, ci fanno su pure i film (avete visto Sideways?).
In inghilterra, quando vogliono fare i sofisticati ordinano 'A glass of Chardonay', e per indicare una persona che vive al di sopra dei propri mezzi si dice 'A beer boy with a taste for champagne'.
Però mi spiace, se proprio devo scegliere, preferisco i vini italiani. Sarà che quando si è un emigrante si diventa nazionalista per queste cose...ma un buon rosso italiano non lo batte nessun Rioja...
Alvise Sommariva
6 giugno 2005 alle ore 11:00Una domanda secca:
Due bicchieri di vino. Uno da 70 euro, uno da 10 euro. Non vi viene mostrata l'etichetta. Quanti sono capaci di distinguere la differenza?
Il vino l'ho venduto per anni in negozio di mio padre, e la risposta e' (a mio parere) meno del 5%.
Michelangelo Sanguineti
6 giugno 2005 alle ore 11:06Raga... io il vino me lo faccio in casa, costa tempo e fatica, non sarà limpido come quello comprato ma... è di una bontà impareggiabile!
Mario Brebei
6 giugno 2005 alle ore 11:06L'altro giorno mia mamma mi ha preparato il pranzo, dovete sapere che da quando ho compiuto 35 anni mi da anche il vino, solo che mia mamma ci vede poco (mio zio Adolfo glielo dice sempre di mettersi li occhiali ma lei niente, io le ho detto che glieli posso pure ordinare via imeil ma lei niente) e al posto del vino mi ha messo l'aceto balsamico con le conseguenze che potete ben immaginare. Ho messo il vino nell'insalata.
Questo mi ha fatto riflettere.
Io dal giorno odio l'aceto balsamico (e anche un pò il vino), sul quale le aziende del bisnes si arricchiscono alle spalle dei paesi poveri del terzo mondo tipo quelli dove ci sono i bambini con la pancia gonfia, che non è mica perché hanno mangiato molto ma, cosi dicono gli studiosi, pare siano pieni di vermi.
Io Odio l'aceto balsamico (e qui mi riaggancio al discorso del sig. Grillo ) che è derivato dal vino che viene fatto con l'uva prodotta dai poverelli.
Quindi quando siete a tavola davanti al vostro ottimo tavernello penserete "aaaah ma cosa ha detto mario brebei sul vino? aveva ragione!" e lo butterete nel lavandino.
Peppe De Domenico
6 giugno 2005 alle ore 11:06Caro Beppe
vorrei sapere di più sulla possibilità di portarsi il vino al ristorante. La cosa è consentita in vari paesi, dove si applica una "tassa" stappo molto contenuta. In Italia una cosa del genere creerebbe la reazione dei ristoratori, che magari non sanno che è una cosa del tutto lecita. Quando il ristoratore obietta qualcosa cosa dobbiamo dire, c'è un riferimento di legge che possiamo citare?
grazie
Peppe
Alessandro Bandini
6 giugno 2005 alle ore 11:10Beppe mi dispiace ma stavolta hai pisciato fuori dalla tazza...bere australiano perchè italiano costa troppo?
E' come se ci dicessi di comprare bigiotteria per chè i diamanti costan troppo, o di mangiare da Mc Donald perchè melanzane e zucchine son care: non è obbligatorio che tu inserisca un post nuovo ogni giorno, se un giorno non hai argomenti sarà apprezzato anche il tuo silenzio...
Riccardo del Plato
6 giugno 2005 alle ore 11:13Beppe così mi sembri quel Puffo che dice sempre "IO ODIO..... "
Provochi lo so, ma quando mi dici che i vini Californiani e Australiani SONO OTTIMI ED ECONOMICI beh spari una grande caXXata.
È risaputo che il vino ITALIANO è quello con il miglior rapporto qualità/prezzo al mondo, infatti sono tanti i miliardari USA che stanno comprando i vigneti toscani sia per migliorare le loro produzioni "povere" sia per strozzare il mercato nostrano che ancora offre una buona "scaletta" di prezzi.
Ma hai mai visto nel mondo quanto costa bere un mediocre vinello rispetto all'Italia ?
Eppoi scusa ma perchè dovrei bere 1 vino in busta ogni giorno, piuttosto che "degustarmi" un buon vino 1 volta a settimana ?
Magari è bello proprio poter scegliere 1 delle 2 strade ? O no ?
Ciaoooooooo
antonio caiazzo
6 giugno 2005 alle ore 11:15Ma io non capisco perche bisogna fare della dietrologia spicciola per ogni cosa!,mo neppure il vino è buono,(per vino buono intendo quello che fa mia nonna nelle sue terre,ma anche quello in vineria)ci dovremmo fare le paranoie anche quando ci ubriachiamo?sti ca... che la rotschild produce il vino non e che 1deklle sue attivita forse l'unica pienamente legale!seguendo sto raggionamento non dovremmo fare neanche piu sesso con la figlia di chi ci sta sul ca..
mi dispiace Beppe questa e dietrologia spicciola
Pace
Falletti Gianvittorio
6 giugno 2005 alle ore 11:15Ma che cavolo dici Grillo !!!!!!!
Hai forse bevuto troppi vini Californiani, Cileni o Australiani, di bassa qualita', perche' guarda che i vini di qualita' dei paesi che hai citato tu costano quanto i nostri.
A proposito ho sentito dire che anche i Cinesi producono "ottimo" vino a prezzi incredibili !!!
Per fortuna che quale cazzata la spari anche Tu ogni tanto.
Soprattutto ti consiglio, per evitare di dire idiozie, di leggere e informati prima di parlare di un argomento che non conosci. Il tuo mi sembra un discorso qualunquista al massimo, diciamo, per rimanere in tema, "da Bar".
E poi se vuoi spendere poco i vini a basso prezzo li trovi anche da noi come Ciravegna ci insegna (fa anche rima)
Ciao
Gianni
Andrea Mereu
6 giugno 2005 alle ore 11:17Io non odio il vino costoso, se lo paga qualcun altro. In tal caso lo bevo molto volentieri.
Riccardo del Plato
6 giugno 2005 alle ore 11:19Quoto dal sig. Falletti
"Hai forse bevuto troppi vini Californiani, Cileni o Australiani, di bassa qualita', perche' guarda che i vini di qualita' dei paesi che hai citato tu costano quanto i nostri"
Ti correggo costano MOLTO MA MOOOOOOLTO di più dei nostri.
Ciao
Mario Rossi
6 giugno 2005 alle ore 11:21x Alvise Sommariva
Dipende se il vino da 70 Euro valeva quando quello da 10 EURO.
Oppure se quello da 10 EURO valeva come quello da 70 Euro.
Fai te!
emanuele frontini
6 giugno 2005 alle ore 11:28L'alcool fa bene al cervello
OLTRE A FORNIRE BENEFICI COGNITIVI, IL VINO PUÒ PREVENIRE MALATTIE CARDIACHE E ICTUS
Le donne che bevono giornalmente un bicchiere di birra o di vino avranno una mente più lucida in tarda età rispetto a quelle astemie. Lo sostengono alcuni ricercatori americani, in uno studio pubblicato sulla rivista "New England Journal of Medicine".
"I nostri risultati - spiega Francine Grodstein del Brigham and Women's Hospital e dell'Harvard Medical School di Boston - suggeriscono che un moderato consumo di alcool possa offrire alcuni benefici cognitivi". Gli scienziati, guidati da Meir Stampfer, hanno scoperto che le bevitrici di età compresa fra 70 e 81 anni avevano il 20 per cento in meno di probabilità di sperimentare un declino delle capacità cognitive nei due anni successivi, rispetto alle donne che non bevono per nulla.
In media, le donne che si concedono una birra o un bicchiere di vino al giorno tenderebbero ad avere una mente più agile e più "giovane" di un anno e mezzo rispetto a chi si astiene dal bere. Consumare più di un bicchiere al giorno, però, non produce un beneficio maggiore. In ogni caso, pochi dei soggetti dello studio erano forti bevitori.
Era già noto che un consumo moderato di alcool (circa 0,35 litri di birra o 0,20 litri di vino) potesse ridurre il rischio di attacco cardiaco o di colpo apoplettico. Stampfer e colleghi hanno ipotizzato che lo stesso effetto che limita i disturbi cardiovascolari potesse anche mantenere più sani i vasi sanguigni nel cervello, impedendo i piccoli ictus che riducono le capacità cognitive.
Fonte: Le Scienze (31/01/2005)
ruben moreschi
6 giugno 2005 alle ore 11:28A me il vino piace...
E mi piace anche l'idea del Newsgroup di Beppe Grillo: it-alt.fan.beppe-grillo
Se volete conoscere il mio commento:
http://www.mynewsgate.net/messaggio.php?num=167&ng_id=30218
Ciao a tutti e grazie Beppe Grillo.
Ruben
RAOUL.REDDITI
6 giugno 2005 alle ore 11:36B E P P E
Allora domani sera andiamo a berci un goccetto...
ti porto io dove bere bene ... T R A T T O R I A
D A P E P P I N A LA Z O Z Z O S A
C'E' TUTTO QUELLO CHE AMI NELLA SUA CANTINA...ANCHE DI PIU'........
AHOOOOO...E' UNA CANTINA TERIBBBILE
Marco Campagnaro
6 giugno 2005 alle ore 11:45RAGAZZI, attenzione ma mi sembra di aver capito che i più non ne capiscono nulla di vino, di quello buono non quello che costa tanto e magari buono non lo è (o magari è anche buono, solo che costa un'esagerazione). I vini cileni tanti citati arrivano qui in italia spesso in navi chimichiere (e non sono poi così sicuro che facciano un'accurata pulizia dei tank prima)
Michelangelo Sanguineti
6 giugno 2005 alle ore 11:49Ancora grazie Beppe, per l'opportunità di confrontarci su temi che non sempre sono la solita bieca politica di paese!
Il vino è una cosa buona, beppe non ce l'ha con il vino, ma con chi alle cose da un prezzo che non è il loro... sia chi vende, ma sopratutto chi compra!!!
Sono gli illusi della "Ricca italia", che non vedono come un insulto a chi muore di fame lo spendere più di 20 euro a bottiglia, il problema del discorso VINO.
Chi non vede che per semplici piaceri che hanno un costo di produzione basso (voglio vedere chi mi viene a raccontare che il costo di una bottiglia di vino può superare i 10 euro!) non è dignitoso spendere tanto solo per fare i fichi! E chi pensa che "chi può permetterselo fa bene"... beh... può starsene lì a invidiare i ricconi, personalmente io non mi abbasserei mai al loro livello. Il denaro ha una dignità.. è corrispettivo del lavoro! E' chi ne ha tanto senza merito, o chi ne ha tanto e lo spreca che toglie dignità al denaro... anzi a se stesso!
Ciao
W il buon vino....
W l'uomo forte che sa vivere i piaceri della vita senza diventarne schiavo!
Mauro Cardamone
6 giugno 2005 alle ore 11:53Per Andrea Sacchi: d'accordissimo, leggi il mio post delle 08:57!
Patrizia Gigante
6 giugno 2005 alle ore 12:00Hai ragione, il tappo di silicone, poi, è davvero spoetizzante!
Ti seguo da sempre, ti faccio i miei complimenti per tutto quello che riesci a dire. Per la tua spontaneità e schiettezza.
P.S. Quando vado al ristorante ordino sempre il vino della casa...casareccio, appunto.
Un salutone grande cosi....Patty
Davide Ferrante
6 giugno 2005 alle ore 12:05Basta con le speculazioni su prodotti che non hanno un reale valore alle spalle! Abbiamo già avuto abbastanza fallimenti per lo stesso motivo, no?
Le "mode" come vengono se ne vanno.
Seguire la tendenza a produrre solo vino esclusivo è un suicidio perchè le persone che se lo possono permettere sono poche e non saranno sempre disposte a pagare decine di euro per un prodotto che non li vale! Ogni prezzo deve rappresentare un valore reale: Un po' di marketing sul nome non fa male, ma ricordiamoci che stiamo vendendo comunque vino, non un marchio. Prima o poi i consumatori se ne accorgeranno...
Bisogna rimanere con i piedi per terra!
Davide
Claudio
6 giugno 2005 alle ore 12:05CITO: "Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente"
Veramente? Qualcuno sa qual'è la legge a cui si è riferito il Grillo? Dove posso recuperarne il testo?
Salut
mauro garofalo
6 giugno 2005 alle ore 12:06qualche tempo fa frequentando l'ambiente de "il ponte", rivista fondata da calamandrei, ho avuto modo di sentire valerio evangelisti (lo scrittore) parlare di un testo economico: globalizzazione scientificamente infondata - a suo giudizio "geniale".
mi ha stupito perchè l'autore di quel libro è il prof. vittorangelo orati, del quale sono stato allievo all'università. e al quale (orati) devo praticamente il mio, pur mai sufficiente, spirito critico.
il mese scorso il prof.orati è venuto a formello, dove abito. siamo riusciti a prendere il teatro stabile - collaboro con il comune.
il prof. ha tenuto una lezione-non lezione che ha impresionato tutti, denunciando in maniera chiara e netta le incongruenze di una globalizzazione solo produttiva, di un mercato solo competitivamente orientato (?!).
circa 150 persone hanno seguito la conferenza. dopo mi hanno detto che non avevano mai pensato "così".
dopo quell'incontro pare si stia muovendo qualcosa in questo piccolo centro della provincia romana.
credo sia importante ripartire dai piccoli spazi urbani.
proposta: perchè non scrivere un testo a quattro mani con beppe e rappresentarlo? potremmo avere già lo spazio del teatro...
Marco Campagnaro
6 giugno 2005 alle ore 12:07Brava PATTY, nel 98% dei casi il vino della casa è fatto dall'industria chimica......ben fatto....sei tra quelli che incrementano il vino fatto dall'industria.....chimica....
Riflettici su un po' Domandati quanta uva serve per fare un litro di vino, poi domandati quanto ore uomo servono per produrre un litro di vino, chiditi quali sono i costi di confezionamento, di distribuzione, tasse e tira le somme. Vedrai che comprare al supermercato 1 bottiglia di vino ad 1 euro è "Mission Impossible" (a meno che non usi polverine chimiche....) Meditate gente meditate
Dr Sgnafurz
6 giugno 2005 alle ore 12:18sapevo anche io che il vino può essere portato da casa, in genere i Ristoranti applicano il Diritto di Stappo, in genere sono 1 o 2 euro, il prezzo aumenta nel caso in cui il vino portato da casa sia presente nella lista dei vini del ristorante.
Ho provato a fare una ricerca ma non trovo leggi in riferimento al "Diritto di Stappo".
emanuele frontini
6 giugno 2005 alle ore 12:18x claudio - vedi se ci capisci -
SI PUO' PORTARE IL VINO AL RISTORANTE?
15983 (SdC) "Non si accettano clienti con i cibi propri". Ancora si legge questo avviso in alcune trattorie periferiche e di campagna, ove i clienti si recavano con il "fagotto" dei cibi portati da casa e ordinavano solo vino. Il contrario non succedeva e non succede, ovvero clienti che entrano nei ristoranti con il loro vino e ordinano solo cibi. Succede invece in Canada, ove cinque grandi province, Alberta, British Columbia, Quebec, New Brunswick e, da ultimo, Ontario, hanno addirittura emanato norme che permettono ai clienti di entrare al ristorante con il loro vino, pagando eventualmente una piccola cifra per farselo stappare. Queste norme sono state emanate in buona parte per combattere il "caro vino" nei ristoranti canadesi, ove da notizie di agenzia si apprende che "i clienti sono da tempo esasperati per i prezzi molto alti del vino servito nei locali". Probabilmente sono ancora più alti che in Italia, ove i ristoranti si comportano in questo modo: ricaricano anche di cinque volte la bottiglia di vino che costa poco (per esempio, se l'hanno pagata 2 euro la rivendono a 10), mentre il ricarico via via decresce quanto più la bottiglia ha un costo di partenza elevato, fino a scendere al 50 per cento, o anche meno per le bottiglie di costo elevatissimo, per esempio 500 euro. E' evidente che il consumatore risparmierebbe assai se potesse comprare la bottiglia di vino al supermercato e portarsela al ristorante. Ma in Italia si può fare?
Norme esplicite non ce ne sono. Il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che in parte si occupa anche di ristoranti ed esercizi pubblici ai fini dell'ordine, nulla prevede in proposito. Anche la legge n. 287/1991 che disciplina i pubblici esercizi non si occupa minimamente della questione, ma definisce l'attività di somministrazione come "la vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell'esercizio o in una superficie aperta al pubblico, all'uopo attrezzati". La definizione non comprende l'obbligo di consumare soltanto i prodotti del ristorante, anzi sembra non escludere che il cliente possa consumare prodotti propri, ma è molto generica. Anche il regolamento di esecuzione della legge sui pubblici esercizi (DPR 13/12/1995) nulla aggiunge in proposito. Tacciono completamente sulla questione le "raccolte degli usi e consuetudini" delle Camere di commercio, che in mancanza di una norma avrebbero il valore di legge. Da parte sua il Codice civile, nel disciplinare il contratto di somministrazione, prevede all'articolo 1567 che "se nel contratto è pattuita la clausola di esclusiva a favore del somministrante, l'altra parte non può
provvedere con mezzi propri alla produzione delle cose che formano oggetto del contratto". In altre parole, ciò significa che se il ristoratore e il cliente hanno pattuito che quest'ultimo non può consumare nel locale prodotti propri, non può neanche portarsi il vino.
Bisogna partire dalla considerazione che quando il consumatore entra in un ristorante e fa un'ordinazione, è come se avesse firmato un contratto con il ristoratore, impegnandosi a pagare il prezzo della somministrazione esposto nel listino e accettando le condizioni della somministrazione stessa. A questo punto, secondo Consumerlaw (www.consumerlaw.it), lo studio di avvocati consulenti dell'Unione Nazionale Consumatori, la questione si chiarisce nei seguenti termini: se il ristoratore ha esposto nel locale un cartello con l'avviso che non si accettano clienti con i cibi propri, il cliente non può consumare la sua bottiglia di vino perché con l'ordinazione ha implicitamente accettato le condizioni contrattuali di "esclusiva" del somministrante. Se non c'è il cartello, ha diritto a consumare il suo vino. Altrimenti non potrebbe neanche sgranocchiare nell'attesa del pranzo un pacchetto di noccioline che casualmente si è portato da casa. (SdC lug. 2004)
roberto argenta
6 giugno 2005 alle ore 12:23Secondo una studio svedese le donne in fase di post-menopausa che consumano vino corrono un rischio più elevato di sviluppare il cancro al seno.
Secondo lo studio, pubblicato dal Journal of Cancer, le donne che sono solite bere un bicchiere e mezzo di vino o più al giorno hanno due volte più probabilità di sviluppare le malattia rispetto alle donne astemie. Per le bevitrici più moderate il rischio è più basso: del 12%.
Questo rischio è correlato al vino e non è stato rilevato per alti consumi di altri alcolici come birra3 e liquori.
Paolo Nicolini
6 giugno 2005 alle ore 12:24Mio Nonno fa il vino da oltre 70 anni, sono romagnolo, ha dell'ottimo Sangiovese e Trebbiano, tutto fatto in casa senza polverine e altro, genuino, non sa di aceto come tavernello e compagnia varia...e sapete quanto è costretto a venderlo al litro?!
1,30 Euro!!!
Pensate che ci guadagni?
Sì in passione, tradizione genuinità....in questo ci guadagni!
per il resto ti rientrano i soldi della produzione così almeno bevi il vino gratis!!!!
E nei ristoranti meno di 15 euro ti danno il vino che sta bene sopra l'insalata e non nel bicchiere!!!
Senza contare che qualche rompicoglioni adesso ha detto a mio nonno che se vuole continuare, deve fare la cantina a norma!!
40.000 Euro ci vogliono, ma vaffa...e fattiin...
E ci vogliono fare buttare tini in legno di 80 anni!!!!!
Si, se prima passano sul mio cadavere!!!
W il tavernello e la cirrosi epatica che ci farà venire!!!!!
davide fania
6 giugno 2005 alle ore 12:25E pensare che credevo di essere l'unico ad odiare il vino. Soprattutto quando in una "cantina", il sommellier ha citato tra le caratteristiche di un certo vino: "si sente il profumo della foglia di pomodoro...". MA C'E' MAI STATO IN UN CAMPO DI POMODORI??? Io abito in campagna e L'UNICA COSA CHE SI PUO' ODORARE IN UN CAMPO DI POMODORI E' IL CONCIME ED I PESTICIDI.
IDIOTA.
Dr Sgnafurz
6 giugno 2005 alle ore 12:25i ristoranti che eprmettono di portare il vino da casa sono definiti BYO, ossia Bring Your Own
Paolo Nicolini
6 giugno 2005 alle ore 12:27"Secondo una studio svedese le donne in fase di post-menopausa che consumano vino corrono un rischio più elevato di sviluppare il cancro al seno.
Secondo lo studio, pubblicato dal Journal of Cancer, le donne che sono solite bere un bicchiere e mezzo di vino o più al giorno hanno due volte più probabilità di sviluppare le malattia rispetto alle donne astemie. Per le bevitrici più moderate il rischio è più basso: del 12%.
Questo rischio è correlato al vino e non è stato rilevato per alti consumi di altri alcolici come birra3 e liquori."
Marchi Alba, Romagnola, 72 anni compiuti, 2 bicchieri di vino al giorno dall'età di 10 anni
Qualche acciacco ma sana come un pesce!
Certo che se compri i vini modificati.....
mauro martelli
6 giugno 2005 alle ore 12:31caro Beppe
sono un sommelier per passione, e odio tutti gli esperti prezzolati, a cominciare dai giornalisti, ne ho piene le tasche di tutto questo gran parlare sul vino, su questo gusto internazionale, l'uso del cabernet e del merlot, e shirah, chardonnay ecc.in tutte le salse, che sono vitigni di origine francese, noi italiani abbiamo una terra per grazia di Dio, piena di sole ideale per il vino e non abbiamo bisogno come fanno i Francesi e i tedeschi di zuccherare il vino, avevamo il Chianti conosciuto in tutto il mondo per il suo gusto beverino e fresco e che cosa abbiamo fatto, niente più uva bianca, solo bacca rossa, aggiunta di merlot, a discapito di vitigni autoctoni, tipo colorino, mammolo, malvasia nera ecc. per fare un vino dolciastro, pesante, più da meditazione che da pasto, si...ora sopporta lungo invecchimento, ma la freschezza dove è.....sapore di vainiglia, legno...barrique, ma questo non è Chianti e se un produttore vuole continuare a fare il chianti come una volta lo deve Chiamare...vino da tavola IGT, che poi con questa scusa spesso si vendono vini a dei prezzi folli.
condivido con te l'odio per il tappo di resina forse come provocazione sarebbe preferibile il tappo a "corona", o inventare un tappo che provochi la microssigenazione senza a volte sapere di tappo.
Sono per il vino Italiano e di prezzo giusto e odio i vini che devono la loro fama a tutto un artificiosa pubblicità di giornalisti prezzolati.
non sono daccordo per i vini australiani, cileni ecc. continuiamo a importare dai paesi a basso costo, cosi metteremo sul lastrico i nostri produttori....questo proprio non lo posso accettare...io con mio fratello produciamo per uso familiare un buon vino bianco, ma per farlo buono, ho studiato tanto...e so quanto costa il farlo....delle cifre folli.....solo un pazzo come me può continuare a fare vino per passione.
ciao
Ilario Moresco
6 giugno 2005 alle ore 12:33@Mario Ro
Evidentemente non riesco a spiegarmi bene, proverò a dirlo con parole diverse scusandomi fin da ora per il tedio.
Non ho mai asserito che i vini esteri siano migliori dei nostri, nè lo ha asserito il buon Beppe: la cosa che emerge (in maniera provocatoria e anche con un po' di sfottò) dal topic del comico è che i nostri mercati sono invasi da prodotti esteri piacevoli da un punto di vista del gusto (sicuramente edulcorati ad arte ma, alla fine dei conti, piacevoli) e dal costo irrisorio. Ora domandiamoci una cosa: i notri vini sono più cari perché migliori o perché "pompati" da un mercato non esattamente trasparente?
La mia risposta così come il topic originale di Grillo non è un botto di esterofilia: è un modo per far pensare. Poi ognuno di noi tragga le conclusioni. Tutto qui.
Ah una cosa: Puoi dire le stesse cose senza necessariamente esser offensivo. Questo ovviamente è un appunto personale e come tale può esser ignorato senza problemi... :-)
ruben moreschi
6 giugno 2005 alle ore 12:34Ciao Dr Sgnafurz,
Sai anche dirmi se esistono a Roma, nel Lazio, IN ITALIA dei ristoranti BYO (Bring Your Own)?
Io ho letto che questo tipo di usanza sta cominciando a prendere piede... all'estero!
Conosci la situazione in Italia?
Grazie,
Ruben
Luca Pilolli
6 giugno 2005 alle ore 12:35OK! Adesso inizio a capire la sezione ODIO.
Ho un aneddoto da raccontare. Nella compagnia di amici ho 3 enologi e un ex-cantiniere. Un enologo una sera ci ha fatto un bel giochino. Ha messo due bottiglie sul tavolo avvolte da un foglio bianco. Ci ha fatto bere il contenuto prima di una e poi dell'altra (erano due rossi), poi ci ha chiesto di cogliere le differenze e di esprimere un parere. Il parere di tutti fu che la prima bottiglia si beveva con piacere e che la seconda aveva un sapore più forte (tralascio tutti gli aggettivi usati per brevità). Alla fine ci fece esprimere la nostra preferenza tra i due vini. La maggioranza scelse il primo.
Allora ci svelò che avevamo scelto un vino da 2 o 3 euro a bottiglia contro un vino da oltre 20 euro a bottiglia. Vi assicuro che nessuno di noi aveva espresso che il secondo vino era 10 volte più buono, anzi ricordo che maggioranza scelse il primo vino. Allora il mio amico cantiniere con ironia disse: conviene comprare vino da 2 euro e venderlo a 20! ;-)
Saluti.
Luca.
Davide Dalfiume
6 giugno 2005 alle ore 12:39aldilà del fatto che un buon vino fatto da contadini (e non da industrie) debba costare un prezzo che consanta ai produttori di avere un margine adeguato sotto un certo aspetto la penso anch'io così.
Questo perchè oramai è diventato non solo un fenomeno di costume ma anche una vera e propria moda e, si sa, nella moda il capitalismo sfrenato e gli sprechi sono la norma ed in questo gioco perverso, prima o dopo, ne subiamo un po tutti.
Unico appunto... no mi dispiace Beppe ma il vino californiano o australiano te lo bevi tu, quello economico poi che qualità può avere sapendo che il solo trasporto incide quanto il prezzo di un vino decente italiano?
Preferisco usare la testa, evitare i vini da 20 a boccia e cercare nella grande distribuzione i prodotti che hanno il miglior rapporto prezzo/qualità... per quanto possa essere in grado di valutare ovviamente....
Antonio Cicala
6 giugno 2005 alle ore 12:40"CITO: "Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente"
Veramente? Qualcuno sa qual'è la legge a cui si è riferito il Grillo? Dove posso recuperarne il testo?"
CITO??? Ma non era quel politico corrotto di Bari che voleva staccare il sud dall'italia? Lasciamo stare la politica per favore.
Paolo Mazzola
6 giugno 2005 alle ore 12:43Quando vado in autobus, odio sentire la gente che preme alle mie spalle, penso che vogliono semplicemente rubare il portafoglio.
Il retrogusto fa lo stesso, si mette dietro, ti frega i soldi, e provi sensazioni particolari, che evito di citare.
Ho visto del ciliegino dal fruttivendolo, con dei prezzi, da farmi girare il retrogusto dei coglioni
davide roberti
6 giugno 2005 alle ore 12:46e soprattutto odio, profondamente odio, sedermi su un'asse del cesso ancora calda..oh l'ho detto(santa maradona)
luca frangella
6 giugno 2005 alle ore 12:47bevete birra!!!
:-)
Piero Pompili
6 giugno 2005 alle ore 12:59La storia dell'enologia Italiana negli ultimi 20 anni ha fatto passi da gigante, siamo passati dal vino al metanolo ad una produzione di qualità, attualmente seconda sola alla Francia.
Anche i consumi sono notevolmenti cambiati e tanti sono i giovani che ancora oggi si avvicinano a questo mondo, forse per curiosità o forse per moda, resta di fatto che il boom dei wine bar risulta essere un buon punto di aggregazione sociale per i giovani e non solo.
Anche le aziende californiane dispongono di vigneti (molti, probabilmente Grillo non immagina quanti) perfettamente allineati senza alcun cespuglio o erbaccia. L'unica differenza rispetto alle aziende italiane è la quantità prodotta, milioni di bottiglie pronte ad esser distribuite in tutto il mondo ad un prezzo estremamente competitivo, un pò come la Tavernello. In questo caso mi riferisco a bottiglie di media qualità perchè se parliamo di alta qualità (tipo un Opusone) il prezzo di una bottiglia cresce notevolmente e non immaginate quanto.
L'Italia è la migliore produttrice di vini di media qualità con il miglior rapporto qualità prezzo. Provate ad acquistare un vino da 15 Francese o Californiano, vi renderete immediatamente conto delle innumerevoli scelte di qualità che il panorama enologico italiano può offrire rispetto ad altre blasonate nazioni. Magari al ristorante fatevi consigliare proprio da un sommelier, se ama il proprio lavoro, saprà consigliarvi le scelte più appropriate.
Francamente mi stupisce l'opinione di Grillo. L'ho trovata abbastanza banale e poco argomentata.
Mai come oggi il mondo del Wine Food è oggetto di attenzione ed interesse, con l'unica differenza che chi ne parla in maniera tale da non confondere i consumatori sono in pochi, tutti gli altri si lanciano nel Far West della comunicazione sparando a vanvera informazioni con lo scopo di fare demagogia cercando di accaparrarsi le lodi del popolo ignorante, ma a capire di enogastronomia in realtà sono pochi e credo che Grillo non rientri in questa fascia di pubblico.
Muccapazza28
Gianni Nasutti
6 giugno 2005 alle ore 13:02...mmm, non mi piace questa storia della rubrica settimanale dell'odio: mi ricorda 1984, Orwell. Brutta storia.
Beppe, che vuoi dire?
ciao
gianni
Denis Staccoli
6 giugno 2005 alle ore 13:03Beh, se i vini sopra i 20 Euro sono da odiare, per quanto mi riguarda anche gli spettacoli comici che radunano migliaia di persone e hanno un biglietto d'ingresso superiore ai 20 Euro sarebbero da odiare...
mario RO
6 giugno 2005 alle ore 13:12x Paolo Nicolini
Quello e'il prezzo giusto per un Sangiovese!
Mai assaggiato un vino buono, fatto con quell'Uva. Strano che non cambino vite.
Stefano Serra
6 giugno 2005 alle ore 13:15Ciao a tutti dal SERRA
Vorrei fare una considerazione con relativa domanda:
Chi sa qualcosa riguardo ai "GRUPPI D'ACQUISTO"?
Ne esistono sempre più e,a quanto mi risulta,aggirano la distribuzione e la pubblicità che gravano generalmente intorno al 40% sul prezzo finale del prodotto,permettendo a chi compra di risparmiare parecchio,e a chi produce fornisce il prodotto-merce di calcolare meglio la produzione annuale,contenendo anche gli sprechi dovuti (nel caso di beni deperibili) alla sovrapproduzione.
Nel caso specifico , tra tutti i beni acquistabili ,includiamo tranquillamente il nostro caro buon vecchio vino!
il SERRA
Elena Magni
6 giugno 2005 alle ore 13:22Caro Beppe,
anche a me non piace il lunedì accedere al blog e leggere tutti questi "Odio".
Ne abbiamo di cose per le quali deprimerci.
e il lunedì è già tutto così difficile...
E' proprio necessario?
Elena
Stefano Roncucci
6 giugno 2005 alle ore 13:28Io vado a prendere il vino da un contadino, nella zona del chianti (abito vicino) e lo compro nelle damigiane. Non so se è DOC o IGT, ma il vino è buono e soprattutto fatto con l'uva, (per vedere se è fatto con l'uva non cìè bisogno di essere sommellier: basta vedere se dopo qualche ora di apertura della bottiglia il vino cambia colore). Poi me lo infiasco da solo nelle bottiglie di birra da 0,66 accuratamente lavate e sciacquate, poi me le tappo con i tappi a corona (una conf. da 150 tappi cosa 1,5 euro). Una damigiana da 50 litri costa circa dai 60 agli 80 euro....fate voi il conto.
Ma io posso andare dal produttore e comprarlo....Chi non può deve andare a negozio, e lì, tramite la catena distributiva, aumenta il costo della bottiglia. Non vi fidate di pubblicità e giornali, il vino c'è da tutti i prezzi, DOC e DOCG sull'etichetta significano poco o niente.
Però caro Beppe, il vino buono un pò costa (non 50 euro a bottiglia!!) dico un pò, e il vino cileno e californiano, che magari costa poco perhè metà è fatto a bustine, io non lo bevo, e te?
Riccardo Bagni
6 giugno 2005 alle ore 13:32Beppe, ho la vaga impressione che questa rubrica dell' odio te la potevi anche risparmiare...
Che ognuno si compri il caxxo di vino che gli pare!!!
p.s. e comunque non ho mai comprato una bottiglia di vino oltre i 12 euro...
Mario Ro
6 giugno 2005 alle ore 13:33x Stefano Roncucci
Cosa fai a sapere che il californiano e' fatto con le bustine, se non lo bevi? Mica e acqua frizzante!
E svegliati ... Il vino e la birra ti sono andati al cervello?
enrico bosco
6 giugno 2005 alle ore 13:34Voi non vi rendete conto di quanto utile sia a Grillo questo blog...
Qualsiasi cosa vi scriva sopra, provocazioni, sciocchezze o cose serie,hanno tutte un fine...
Speriamo che in questo fine ci sia spazio anche per una reale lotta contro chi ci affligge.
Per il momento non si e' mossa una foglia...era quasi meglio trasformare in energia elettrica quella meccanica che usiamo per scrivere con la tastiera, almeno produceva qualche cosa di utile. :)
Scusate ma francamente non riesco a essere ottimista.
stefano crema
6 giugno 2005 alle ore 13:34Ciao Serra
se vuoi sapere qualcosa sui gruppi di acquisto solidali basta una ricerchina su google, troverai tutte le info che desideri, sarebbe davvero ora che ci GASassimo tutti.
Visto che il vino non è una componente essenziale dell'alimentazione vorrei invece segnalarvi un argomento ben più interessante, l'Aspartame e i suoi sostituti naturali, visto che ci sono e uno in particolare la Stevia, una piantina davvero dolcissima, può sostituire il dolcificante sintetico senza alcun effetto collaterale, pensate che in giappone lo usano per fare la cocacola light, mentre nella comunità europea che è appecoronata ai desideri delle aziende chimiche, ne vieta addirittura la vendita.
Il dolcificante sintetico, che a me già fa schifo come gusto, si è rivelato avere effetti collaterali ben peggiori del cagotto, che ti viene se esageri con le caramelle diet, se l'assumi per lunghi periodi .
Leggetevi un po questo bell'articoletto, altro esempio di come la stoltitudine di chi ci governa
rasenta la vigliacca complicità con chi ci fa del male ogni santo giorno sapendo di farlo.
http://www.disinformazione.it/stevia.htm
Stefano
Mario Ro
6 giugno 2005 alle ore 13:36Le denominazioni di origine e, le indicazioni geografiche tipiche di cui all'articolo 1, con riguardo ai prodotti di cui alla presente legge, si classificano in:
denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG);
denominazioni di origine controllata (DOC);
indicazioni geografiche tipiche (IGT).
2. I mosti ed i vini possono utilizzare le DOCG, le DOC e le IGT.
3. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia perdesignare i VQPRD (vini di qualità prodotti in regioni determinate). I vini possono altresì utilizzare le denominazioni seguenti: VSQPRD (vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate) come regolamentati dalla Comunità economica europea (CEE); VLQPRD (vini liquorosi di qualità prodotti in regioni determinate); VFQPRD (vini frizzanti di qualità prodotti in regioni determinate). Le definizioni della CEE sono aggiuntive e non sostitutive delle menzioni italiane.
La menzione IGT può essere sostituita dalla menzione «Vin de, pays» per i vini prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, e dalla menzione «Landweine» per i vini prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco.
Licia Podda
6 giugno 2005 alle ore 13:36Io odio i preti dispensatori di "morale"...
mauro martelli
6 giugno 2005 alle ore 13:41caro Beppe
un aggiunta al mio commento precedente,.. be fai un po confusione fra gli esperti,i sommelier e i giornalisti, odio anch'io gli esperti che non lo sono, i veri esperti sono veramente pochi, e per diventare esperti bisogna avere con umiltà degustato tanti di quei vini, che non ne hai idea,io con mio fratello (sommelier ambedue per passione) collezionavamo vino ed avemamo raggiunto una quantità enorme di vini ...più di 12000 bottiglie, per circa 900 tipi circa di vini diversi....be forse un po ce ne intendiamo,
sono stato presente a tante cene e degustazioni con anche giornalisti che scrivono guide, e non sono mai andato dove vuole portarti il padrone (produttore),io non mi faccio pagare, ed esprimo liberamente le mie idee sul vino anche se da alcuni non condivise...odio la barrique...facciamola usare ai francesi che l'hanno inventata e che sono così esperti che riescono a non farti sentire il legno....valorizziamo i nostri vini buoni e ne abbiamo tanti e a buon prezzo....quelli cari.....sono per i "giornalisti esperti"
ciao
stefano crema
6 giugno 2005 alle ore 13:44Magari è andato giù di testa perchè al ristorante l'hanno spennato come si deve, bottiglie di vino che costano più di 20 euro ce ne sono sempre state e sempre ce ne saranno e per la maggior parte della gente il sapore di quel vino resterà per sempre un mistero, ma a dire il vero che cazzo ce ne frega di bottiglie restate a riempirsi di polvere per anni, ma beviamoci il novellino e lasciamolo quello invecchiato per quei sorci bastardi pieni di soldi, chissà che gli imputridisca le budella.
Stefano
Niccolò Petrilli
6 giugno 2005 alle ore 13:49Grillo e il presupposto del: che mi odino o mi amino basta che mi seguano.
Comunque l'odio fi infastidisce proprio?
2 domeniche di fila con una sfilza immane di commenti.
Perchè l'odio non allontana.
Anche se pensate dopo aver letto(molti MALE)che Grillo sia deficente...continuate a seguirlo.
Bravo Staff.
Yang Chenping
6 giugno 2005 alle ore 13:56> Beppe, che vuoi dire?
Che mentre leggi 400 post sull'Odio al Vino, ti passano sotto il naso le notizie vere e tu non te ne accorgi.
Paolo Nicolini
6 giugno 2005 alle ore 14:05X mario RO
non conosci il vino, mi dispiace, e la generalizzazione è l'arte degli ignoranti (nel puro senso del termine).
Saluti!
Alessandro Dettori
6 giugno 2005 alle ore 14:06Beppe, perchè non vieni a trovarmi che ne parliamo?
Gino Cusano
6 giugno 2005 alle ore 14:09Beppe stai proprio degenerando...
Ma che cazzo ti viene???torna te stesso!!!
Che me ne frega che esistono bottiglie di 100 euro???Chi se le compra vuol dire che se lo può permettere;io continuo a comprare il tavernello,di più non posso
Gino Cusano
6 giugno 2005 alle ore 14:10Beppe stai proprio degenerando...
Ma che cazzo ti viene???torna te stesso!!!
Che me ne frega che esistono bottiglie di 100 euro???Chi se le compra vuol dire che se lo può permettere;io continuo a comprare il tavernello,di più non posso
Marco Inzitari
6 giugno 2005 alle ore 14:19Sono più o meno concorde. Non so se qualcuno l'ha già commentato, ma proprio di questo tratta il movimento "Critical Wine" fondato da Luigi Veronelli. Non ne so molto, ma un paio di settimane fa sono stato ad una serata di assaggi, con musica etc., al Centro Sociale Intifada di Ponte a Elsa (Empoli, Firenze), un appuntamento annuale iniziato proprio da Veronelli. Prezzi popolari, ottimi vini (molti dei quali non bariccati) e rapporto diretto col consumatore, senza la truffa delle guide dei vini. E' da qui che si deve ripartire, da posti come questi!!! Un altro grande personaggio, in merito, era un produttore di Barolo (Mascolo?, mi pare), che era contro questa stereotipia dei vini tipo Barrique o vitigni ormai di moda ovunque.
Mario Scafroglia
6 giugno 2005 alle ore 14:31
odio la speculazione.
odio questo mondo "Che ti dice cosa è giusto (anche bere...)"
odio questo mondo "Che ti dice quale è QUELLO buono"
odio chi "Se non costa non vale la pena".
odio chi sfrutta le mode per speculazioni e sovrapprezzi inutili.
odio chi ti dice "ovunque è così, è NORMALE"
odio chi trasforma il Lavoro in Produzione industriale (qualcuno ha visto THE CORPORATION? Forse dovreste farlo...).
L'odio è sempre per quel SOVRAPPROFITTO che ormai esiste su tutto (in termini economici, o d'immagine) che paghiamo noi, consumatori (che brutta parola...), e che niente ha a che vedere con la realtà (sia l'argomento il calcio, il vino...)e per difendere il quale spesso si combattono vere e proprie battaglie.
Comunque: W il vino, W il calcio, W la f...
no, forse è meglio non farglielo sapere, o ci fanno pagare pure quella...
Orami tutto è business.
Ma il business, è tutto?
Armando Castagno
6 giugno 2005 alle ore 14:31Ho per te una ammirazione vera, profonda.
Ma stavolta, davanti a questa sparata sul vino, resto di sasso. Nei prossimi minuti, provo a convincermi che tu abbia approfondito più di questa le altre tematiche che tratti nel modo coraggioso in cui sempre te le ho viste trattare. Non ci vuole molto: qui di approfondito non c'è nulla, solo una demagogica sequenza di - ahimé - luoghi comuni: 1. odio... il vino da più di 20 euro; 2. odio... i sommelier; 3. odio... le vigne pulite; e via dicendo.
ciao
SimonaGuicciardini
6 giugno 2005 alle ore 14:42Ho ricevuto questa mail e la volevo portare all'attenzione di "noi" tutti, cerchero' di approfondire e per quanto possibile verificare alcune tematiche trattate, non volendo fare assolutamente alcun allarmismo, mi limito soltanto a portarlo alla "nostra" conoscenza.
Ringrazio Beppe per queste opportunita' di scambi d'idee e "noi" tutti che vi parteciapiamo .
> Aerosol e armamenti elettromagnetici
>
> Questo articolo è tratto da "Aerosol and
Electromagnetic Weapons in the Age of Nuclear War"
scritto a giugno da Amy Worthington, giornalista che si
occupa di argomenti di sanità per l'Idaho Observer e
che ha studiato per lungo tempo le scie chimiche,
proprio quelle che vediamo spesso nel cielo lasciate
dagli aerei.
>
>
> Nel loro intento a primeggiare nella sequela di
morte, i fornitori di guerra perpetua hanno
deliberatamente abbassato la luce del sole fonte di vita
sulla Terra e ridotto la visibilità atmosferica servendosi
di particelle e polimeri che intasano i polmoni.
>
> Tale terrorismo ecologico ha compromesso
gravemente la salute pubblica, secondo migliaia di
testimonianze scritte. Anni di appelli di massa ai
legislatori, ai mezzi di comunicazione e alle autorità
militari per avere informazioni e per mettere freno al
catastrofico deterioramento atmosferico, non hanno
avuto alcun seguito a causa di una burocrazia che non
vuole sentire ragioni.
>
> La pubblica consapevolezza su ciò che sta
accadendo rimane ottenebrata almeno quanto i cieli
sopra di noi perchè coloro "che sanno" sono
imbavagliati dalle leggi di segretezza nazionale e gli
americani non hanno l'autorità per mettere in dubbio
questioni di sicurezza nazionale.
>
> Worthington parla dell'Operazione Cloverleaf, un
programma militare top-secret che implica
modificazioni climatiche, comunicazioni militari,
sviluppo di armi spaziali, ricerche sul buco dell'ozono e
sul riscaldamento globale più armi biologiche e analisi
di rilevamento. Spiega così:
>
> "Lo spargimento di tonnellate di nubi cariche di
particelle da un aereo ha geo-modificato la nostra
atmosfera planetaria convertendola in un plasma
elettro-conduttivo altamente caricato utile ai progetti
militari. L'aria che respiriamo è satura di fibre sintetiche
del calibro dell'amianto e metalli tossici, compresi i sali
di bario, l'alluminio, e a quel che si dice, il torio
radioattivo. Tali sostanze funzionano da elettroliti per
migliorare la conduttività dei radar militari e delle onde
radio. Velenoso quanto l'arsenico e soppressore
dimostrato del sistema immunitario, il bario atmosferico
indebolisce la muscolatura, compresa quella del
miocardio. L'alluminio inalato va direttamente al
cervello e gli specialisti in campo medico confermano
che causa tensione ossidativa al tessuto cerebrale
determinando la formazione di sviluppi neuro-fibrillari
come nel morbo di Alzheimer. Il torio radioattivo causa,
come risaputo, leucemia ed altri cancri."
>
> C'è di più. Le microonde ad alta frequenza e le
ELF (extremely low frequency), onde a bassissima
frequenza, pulsano a frequenze che incidono sul
funzionamento mentale e biologico dell'essere umano
e sulle associazioni di virus, batteri, funghi,
microbatteri, cellule sanguigne disseccate e
segnalatori biologici esotici tanto che le reazioni ad
esse legate sono osservabili nei regni umano, animale
e botanico.
>
> Ecco dunque tre argomenti relativamente poco
conosciuti da aggiungere ai tanti altri pericoli già
accertati per l'esistenza umana diffusi in tutto il mondo
grazie ad un manipolo di dissennati di Washington. La
Worthington
> scrive:
>
> "Osserviamo continuamente episodi di bizzarrie
metereologiche mentre potenti congegni
elettromagnetici interferiscono con la corrente a getto,
più comunemente nota come jet stream e con i singoli
sistemi frontali
> temporaleschi per creare condizioni climatiche
artificiali. Sono state documentate operazioni illecite
condotte con il coinvolgimento di missioni aerosol che
hanno arrecato malattie e disorientamento in frazioni
selezionate di popolazioni tramite agenti di test
biologici e tecnologie psicotroniche per il controllo
mentale/dell'umore."
>
> Per l'amor di Dio, ecco cosa dovremmo insegnare
ai nostri ragazzi nelle scuole, perchè queste sono le
più gravi minacce alla nostra sopravvivenza. E invece
di fluoruro, uranio impoverito e scie chimiche, non se
ne parla affatto nè sui principali canali di informazione
mediatica nè in alcun programma didattico. A parte la
psicosi politica americana che ora getta la sua ombra
tenebrosa sul mondo, sono questi gli argomenti più
importanti di cui tutti a questo mondo dovrebbero
parlare e riparlare.
>
> Invece, come avviene per i veri moventi del
governo USA circa l'11/9 e le guerre illegali in
Afghanistan e in Iraq, il popolo americano rimane
sbigottito e accondiscendente verso un martellamento
continuo di fesserie offensive propinate da uomini che
dovrebbero essere i nostri leaders ma che in realtà
sono coloro che stanno devastando estese aree del
pianeta per intere generazioni a venire.
>
> Queste sono solo tre tematiche su cui discutere
ma non ne parla nessuno. Il mercurio nelle medicine,
geni di Godzilla eunuchi nelle sementi che ci
garantiranno carestie di massa per anni nel prossimo
futuro, prodotti chimici letali nei vestiti che indossiamo,
terreni avvelenati, musica priva di contenuti,
videogiochi perversi che insegnano come uccidere ai
nostri figli...
>
> Ascolta il dibattito nazionale trasmesso dalla tua
starnazzante scatola elettronica. Nient'altro che
banalità insignificanti. Giunte a te per mezzo di quegli
stessi individui che combinano tutte quelle altre cose
guadagnandoci trilioni. I mezzi di comunicazione ci
pilotano proprio come in quel gioco da tavolo, dove era
facile disegnare il diavolo con una calamita. Noi siamo
i frammenti metallici che assumono le sembianze di
mostri di maligna creazione per mezzo della calamita
che sono i nostri misantropici mass media. Se
l'umanità, non si renderà consapevole che il mondo è
dominato da veri demoni, non sarà mai ne libera ne
felice e in buona salute..... tantomeno potrà
considerarsi intelligente. Non è più tempo di delegare
la nostra vita a chi della vita non ha il minimo rispetto.
>
> John Kaminski
>
> John Kaminski è autore di "The Perfect Enemy",
"America's Autopsy Report" e "The Day America Died:
Why You Shouldn't Believe the Official Story of What
Happened on September 11, 2001".
> Per maggiori informazioni visitare:
http://www.johnkaminski.com/
tradigo cristiano
6 giugno 2005 alle ore 14:43Vorrei dare la mia opinine, sul tema della procreazione assistita, un tema che mi sta'particolarmente a cuore, in quanto persona non fertile.prima di tutto "cos'e vita"?.Secondo me vita è quando una persona può cominciare a dire "io"sono,la chiesa e la scienza accettano la morte di un individuo quando viene meno la funzione cerebrale,nell'embrione le prime cellule cerebrali cominciano a formarsi dopo il 15°giorno,secondo mè è ragionevole pensare che da lì in poi si possa dire "persona".Prima la posso chiamare vita nel senso più ampio del termine(come es.spermatozoi,ovociti,tessuti usati per trapianti ecc.)Vorrei anche dire il desiderio di meternita-paternita non deve entrare nell'idea di un figlio a tutti i costi,certo ci sono tantissimi bimbi in cerca di adozione ma le procedure sono lunghissime e mortificanti.Chiudo ringraziandovi per l'opportunità.
Mario Scafroglia
6 giugno 2005 alle ore 14:49@ Simona
Delle strisce lasciate dagli aerei ne avevo già sentito parlare, ma non ricordo dove...
Searching...
(se trovo qualcosa poi posto il link...)
ma "Noi" chi?
ciao
!-)
Alessandro Bandini
6 giugno 2005 alle ore 14:50Caro Beppe,
anche il Signore il settimo giorno si riposò e invece te(o chi per te) ieri ti sei preso la briga di accendere il pc e postare questa sequela di boiate.
P.S. Io sono andato al mare
Mario Scafroglia
6 giugno 2005 alle ore 14:53http://www.nexusitalia.com/sciechimiche.htm
trovato.
alberto lodi
6 giugno 2005 alle ore 14:54Siamo in Italia e anche il vino è diventato oggetto da feticisti con siparietti esilaranti di persone che annusano, scrutano e degustano estratti che sanno di spezie, di cuoio, di fiori e frutta matura ... SIAMO ALLE COMICHE.
Amo il vino buono e purtroppo caro ... ma oltre i 20 è un ladrocinio ingiustificato.
Invidio Mara Venier che ammette di bere solo una marca di vino ... da 170 a bottiglia ... BEATA LEI
Alberto Zegna
6 giugno 2005 alle ore 15:05Mah, io non farei di ogni erba un fascio, certo che su quei vini del menga venduti cari perché messi in botti di rovere quando tutti sanno che è un difetto e non un pregio perché sennò saprebbero di acqua fresca, sono d'accordo con te.
Invece sui vini californiani e australiani sono d'accordo con quanto detto da qualcuno, che è un controsenso predicare da un lato di consumare i prodotti locali per abbassare l'inquinamento e dall'altro invitare a bere vini stranieri.
BELINATA!
Dietro al vino c'è anche un casino di speculazione, te ne do atto: quanto nero (nel senso dei soldi) e quanta esportazione di capitali si fa importando vinacci esteri spacciati e fatturati per sublimi ma in realtà porcherie torcibudella?
Fabio Rigamonti
6 giugno 2005 alle ore 15:06Caro Beppe
Ti ho sempre seguito con stima e simpatia, ma quando sulla bocca di una persona compare troppe volte la parola ODIO(calcio,vino), scende dai miei canoni personali.
Tante cose possono non andarmi bene, farmi soffrire, ma lungi da me la sensazione di odiare.
Io penso soltanto che di vino tu non abbia bisogno, perchè mi sembri già ebbro della tua condizione assolutista di venerato-blogpensatore.
Se avessi davvero la forza di cambiamento che biasimi agli altri di non avere,come spesso fai nei tuoi spettacoli o nelle tue esternazioni, scenderesti tu per primo in politica,per cambiare questo mondo, considerando il fatto che i voti di certo non ti mancherebbero.
Ciao Grillo, non deluderci, perchè se da uno qualsiasi una st......a buttata li(come quella che hai scritto) passa inosservata, detto da te, viene tutto amplificato.
P.S.Se poi volevi solamente contestare lo spreco nel buttar via soldi per una cosa che non condividi,penso che da un miliardario come te, che ha barche e ville con piscina, telefoni satellitari etc, ce la potevi anche risparmiare.
Dici sempre che prima di tutto sei un comico, torna a farci vedere il male con il sorriso sulla bocca.
Un tuo grande ammiratore.
cristiano Gilardi
6 giugno 2005 alle ore 15:06Occhio al vino del contadino.....
Ho avuto la disgrazia di conoscere parecchi cosidetti "contadini"...che rifilavano a chiunque della merda di vino che altrimenti dovevano buttare (tanto chi ci capisce qualcosa)....fatto nel peggiore dei modi e senza nessun tipo di tutela sanitaria. Quello buono lo vendevano alle aziende produttrici (in quanto i compratori di queste aziende qualcosa ci capiscono davvero).
Penserete mica che andando dal contadino a prendere 6 bottiglie si debba avere la certezza di un acquisto intelligente.....
idem per salumi e formaggi.....quelli passabili vanno alla Grande Distribuzione....gli scarti a noi che ci presentiamo all'alba dal "Contadino"....pensando di aver fatto una furbata.
.....mamma mia
Claudio A. Barzaghi
6 giugno 2005 alle ore 15:23Sono un ammiratore (fan?) di Beppe Grillo, ne ammiro la causticità e l'irriverenza. Diciamo, però, che qualche volta toppa, e questa è una di quelle.
Ci sono alcune questioni (terra terra) da sottolineare:
1) la prima in assoluto è che il "luogo comune" NUOCE sempre gravemente alla salute (almeno a quella mentale);
2) i Ristoranti, si sa, sono esosi, ma come per tutte le cose del mondo bisogna saper scegliere. Certo, cercare i ristoranti in cui si può bere bene a prezzi ragionevoli richiede tempo, però è sempre meglio che sparare in modo indifferenziato nel mucchio;
3) non è chiaro se l'odio si riferisce solo al prezzo del vino al ristorante o anche a quello nelle enoteche/vinerie (la differenza c'è);
4) I tappi di silicone sono un intelligente tentativo di ovviare alla penuria di materia prima: il sughero. C'è vino e vino, ovviamente, e non tutto è destinato alla lunga conservazione. Quelli che non hanno questa pretesa (o esigenza) è bene utilizzino i nuovi tappi;
5) quella della bottiglia di vetro è abitudine salutare ed ECOLOGICA, i contenitori alla Tavernello usano materiali accoppiati e non sono riciclabili. Alternativa non v'è;
6) i vini Californiani o Cileni (ecc.) devono tutto al marketing, agli enologi italiani che hanno insegnato loro quello che sanno, e a un posizionamento "medio-basso" che riguarda - guarda il caso - prodotti altrettanto medio- bassi (nella vita nessuno regala niente a nessuno);
7) personalmente non acquisto mai bottiglie che superino i 10 euro. Per convinzione profonda - e calcoli economici attendibili - non v'è nessun motivo "logico" che giustifichi lo splafonamento. Se il prezzo eccede le ragioni vanno ricercate altrove, ovunque tranne che nella qualità intrinseca del prodotto (anche se alcuni vini hanno ottimi motivi per costare di più, ma solo alcuni);
8) portarsi la bottiglia da casa è un'ottima idea, così come continuare a battere sul "prezzo". Ma qualcosa sta cambiando e va detto;
9) ma quali riviste legge Beppe? una delle mie riviste di settore preferite ha una rubrica in cui si segnalano i buoni vini (non meno di sei a numero) al di sotto dei 4 euro.
E allora? Il manierismo sbocciato intorno al vino stroppia, ma non è così per ogni insulso manierismo? In realtà c'è molto lavoro di base da fare e invece ci si concentra prevalentemente sui lustrini. Meglio, molto meglio "viaggiare informati". Sempre!!!
giorgio valgolio
6 giugno 2005 alle ore 15:32beppe parla di finanza che ti viene meglio,dici che il vino buono è un altra cosa, qual'è?
Trovare i vini buoni ad un prezzo accessibile è possibile ma bisogna informarsi,leggere,BERE!possibilmente non quelli cileni etc. TUTTI UGUALI LEGNOSISSIMI,NOIOSISSIMI, prova la lacrima di morro d'alba,il nero di troia,nerello mascalese,la corvina vini autoctoni italiani,la nostra forza,la nostra cultura enologica la nostra unicità nella immensa varietà dei nostri vitigni;hai idea di quanto tempo impiega la pianta di sughero a riformare la corteccia?circa 20 anni.W il silicone anche per evitare di gettare sempre più frequentemente vini che sanno di tappo.concludo suggerendo a tuuti di evitare il vino del contadino se ci tenete al vs nervo ottico.Alla salute
Gianni Dianni
6 giugno 2005 alle ore 15:37In genere si odia ciò che non si conosce.
E' forse ci si trova in questo caso.
Franco De Martino
6 giugno 2005 alle ore 15:44Anche io ho pensato che prendersela con il vino e'un po'inutile,con tutto quello che non va nel nostro paese,cmq continuo a chiedermi perche' Grillo non parla mai di "signoraggio"mah,ciao a tutti!!!
Marco Bertorello
6 giugno 2005 alle ore 15:48Mah, io vado a "vino del nonno" senza neanche farmi dei pensieri a vini cileni & simili. W il buon barbera da tavolo :)
Marcus Libero
6 giugno 2005 alle ore 15:52Biocarburanti, utilizzo obbligatorio
Percentuali minime presenti in tutti i carburanti per trasporto ed obbligo di distribuzione a carico dei produttori. Il Governo si prepara a recepire le ultime norme Ue sulla promozione dei biocarburanti.
Lo scorso 27 maggio il Consiglio dei Ministri ha licenziato il decreto legislativo per l'attuazione della direttiva 2003/30 sull'utilizzo dei carburanti liquidi o gassosi ricavati dalla biomassa e degli altri carburanti rinnovabili.
In base alla direttiva 2003/30/Ue le percentuali minime di biocarburanti che dovranno essere presenti nelle miscele propulsive dei mezzi di trasporto sono del 2% entro il 2005 e del 5,75% entro il 2010.
La quota minima degli ecocarburanti che le società petrolifere dovranno obbligatoriamente immettere sul mercato comunitario potrà essere soddisfatta in varie forme : biocarburante puro; biocarburante miscelato con derivati del petrolio; liquido derivante da biocarburante (come l'etere etilterbutilico).
(Vincenzo Dragani)
Danut Decaroli
6 giugno 2005 alle ore 15:52Mitico Beppe!
anche io odio il vino e soprattutto i grandi intenditori! per non parlare della questione di abbinamento che trovo davvero ridicola! come se tutti avessimo le stesse papille gustative! se a me coi biscotti piace il cioccolato amaro e a te quello al latte non c'e' esperto al mondo che ci possa far cambiare idea! e lo stesso vale col vino! inutile dire: "con questa pietanza ci vuole un bianco dolce frizzante.. bla bla bla" ma che caxxo vuol dire? ognuno ha i suoi gusti!
chi crede a ste stronzate e' un povero pirla..
Maria Adele Del Vecchio
6 giugno 2005 alle ore 16:01Ok Beppe mi hai un po' scioccato sul momento ma pensandoci volevo rispondere ad alcuni dei commenti che ho letto. Sentii Veronelli, durante una puntata di Report sul vino, dire che il peggior vino cafone è un prodotto più sano del vino industriale, cioè, è impossibile che la natura, i vigneti etcetc, producano ogni anno un "prodotto" quasi sempre identico a se stesso. Dimenticando i giochi per cui diciamo che il vino del 97 era migliore di quello del 98' sappiamo tutti di comprare qualcosa che conosciamo perfettamente quando scegliamo i nostri vini di riferimento...
... poi, è effettivamente odioso quell'atteggiamento che mi porta a sentirmi deficente ogni volta in cui sto bevendo un vino che mi sta magari scendendo bene lungo il palato ed arriva qualcuno che lo definisce "orrendo"... per tutta una serie di motivi che non conosco e riducono il mio gusto al silenzio. In genere la proposta di queste persone punta verso vini decisamente più costosi e che io non mi posso permettere. Altrettanto odioso quando stai bevendo un vino che sembra essere pregiato e vieni torturato dalle definizioni, che in realtà nulla aggiungono al sapore del vino, ma che ugualmente ti fanno sentire un po'idiota, tu e questi cristi che ti chiedono: non lo senti che è tondo?.... il bicchiere?
Comunque in california ho bevuto un fantastico Lacrima Christi del vesuvio per nove dollari.
Informarsi vuol dire imparare a comprare vini che costano meno di venti euro, ma anche non rompere i coglioni a chi ha massimo tre euro da spendere e comunque ama bere il vino.
Tutto il resto è economia.
Lara Battaglia Rocchetto
6 giugno 2005 alle ore 16:18Buongiorno! Mi fanno ridere tutte queste persone che si scandalizzano per una parola come "ODIO". Mi fa ridere che quando Beppe critica e ci apre gli occhi su cose "lontane" "non intime" come la produzione dei caschi per Valentino o come gli scandali politici, tutti esultano per LUI!!!! Ma non tocchiamo l'INTIMO delle persone...non tocchiamo il calcio, il vino e tutto ciò che ci fa riflettere su NOI STESSI!!!!! In questi casi il povero Beppe diventa il lupo cattivo!!! RIFLETTIAMO!!!!
Roberto Giuliani
6 giugno 2005 alle ore 16:19Caro Beppe,
mi occupo di vino per passione, guadagnando esclusivamente con un altro lavoro. Posso dirti che quando ho cominciato a leggere la tua arringa mi stavo gasando anche io. Perché di marciume e falsi valori ce ne sono davvero tanti, ovviamente anche nel vino. Ma è sempre bene sapere di cosa si sta parlando, cosa c'è oltre quella facciata "imprenditoriale" che ha sì rilanciato il vino italiano nel mondo, ma ha purtroppo contribuito a renderlo un oggetto d'elite.
Sono ormai quasi 10 anni che giro di vigna in vigna, assaggio, discuto con produttori di ogni ordine e razza, dal vignaiolo vero e tradizionalista convinto all'avvocato che ha deciso che il vino gli offriva emozioni maggiori. E posso garantirti che la realtà del vino non è così schifosa come tu la denunci. Soprattutto la "soluzione" dei vini californiani, australiani e cileni è assolutamente errata. I vini californiani e australiani non godono di disciplinari che gli pongano precise limitazioni (come mettere i trucioli per dare sentore di legno o effettuare zuccheraggi e altre pratiche da noi vietate). Questi vini, fra l'altro, non sono affatto economici, tranne quelli "da supermercato", che sono anche peggiori dei nostri. Anche i vini cileni, soprattutto quelli a basso costo, tutto sono fuorché "buonissimi".
Il gusto e la sensibilità individuale si affinano come le parole, i vestiti, i pensieri e mille altre cose.
Altrimenti non possiamo dare degli ignoranti agli americani che vengono qui, si mangiano la sogliola con il Barolo e a fine pasto si fanno un bel cappuccino.
Con rinnovata simpatia
Roberto Giuliani
Luigi Accomazzo
6 giugno 2005 alle ore 16:29l'Odio in questione è parzialmente condividibile ma...
1. se uno vuole levare l'erba tra le vigne perchè non lo può fare?
a casa tua puoi vivere nella sporcizia, ma non è detto che tutti lo vogliano fare
2. perchè no alle bottiglie di vetro ? il vetro è riciclabile al 100%. il brick può andare bene per il tavernello o i vini da poco (probabilmente fatti con porcherie)
3. il tappo di silicone è migliore del sughero; costa meno e risparmia la natura.
4. chissà perchè non posso sentire parlare o leggere di vino;
5. portarsi il vino al ristorante ? comica questa..non faccio prima a mangiare, e bere a casa?
In sostanza..chi ha scritto l'articolo non capisce nulla di vino e farebbe meglio a bere coca cola.
Luigi
Lale Mari
6 giugno 2005 alle ore 16:29Pienamente d'accordo. Con un'unica differenza. Io amo il vino, lo adoro. E amo il vino quello buono. Ed è proprio da qui che nasce il mio odio profondo. Odio profondamente il mondo del vino com'è diventato, ma la cosa che più mi fa incazzare è questa nuova concezione oggettiva del gusto. Oggi non si compra vino, per poi decidere se è buono o meno, lo si comprà già perfettamente inquadrato e definito. oggi il vino sopra i 20 euro non ti fa cacare, non può. al limite "è buono, buonissimo, ma non ti ha convinto...". Ma del resto come puoi permetterti di non gradire un vino che hai pagato 30 euro? saluti a tutti e... grande Beppe!
marco fiorani
6 giugno 2005 alle ore 16:41Ho vissuto 5 mesi a Digione capoluogo della Borgogna, regione francese dove si producono i vini più pregiati, famosi e, di conseguenza più costosi del mondo. In Borgogna la classificazione dei vini per appurarne la qualità è piramidale (4 categorie: da " Grand cru" a ai " Vins de village"). In ogni categoria si può sempre rischiare la fregatura ma è cmq un modo più onesto per la scelta qualità/prezzo rispetto a DOC DOCG che non garantisce la qualità. In Borgogna i produttori sono tutti di medio/piccole dimensioni e anzi si tende a diffidare delle grandi cantine (come dimensioni). Ci sono organi di controllo severissimi che ti sputtanano appena provi a fare il furbo e una tradizione che va avanti da seicento anni che per il momento non possiamo eguagliare.
Piero Pompili
6 giugno 2005 alle ore 16:46Mi permetto di far notare al SiG. Grillo che molti ristoranti italiani stanno sempre più aderendo al Byob.
Offrendo la possibilità ai clienti di portare il vino da casa. A differenza dei ristoranti californiani in Italia il diritto di stappo è molto basso si passa dagli 8 euro fino ai 5 euro e non mi sembra una cifra elevata considerando la qualità dei bicchieri proposti e del servizio.
Altra realtà da segnalere è la winebags, la possibilità per il cliente di portarsi a casa la bottiglia di vino non consumata.
Ad esser sincero mi sorprende che un tipo come lei dedichi un post sul qualunquismo del giornalismo italiano e poi non è il primo a verificare e consultare le fonti.
Alessandro Sbarbada
6 giugno 2005 alle ore 16:48L'informazione sul vino in Italia è in mano a produttori e amici dei produttori (cito, tra questi amici, Flavio Cattaneo, Bruno Vespa, Fabrizio Del Noce, il Professor Giorgio Calabrese, Emilio Fede, il ministro Alemanno...).
L'informazione su vino e salute è manipolata, le notizie sui presunti effetti benefici del vino spesso sono conseguenti a "ricerche" pianificate a tavolino, dai risultati programmati.
Si tratta di una semplice questione di marketing, che non ha nulla a che fare con la scienza e con la tutela della salute dei cittadini.
Non lo dico io, lo dice l'Organizzazione Mondiale della Sanità ("gli esperti dell'OMS ribattono nella battaglia contro gli effetti avversi dell'alcol, che è insostenibile e non saggio promuovere il concetto del bere moderato per ragioni di salute. Essi sono dell'opinione che la pubblicità data a questo concetto non è il risultato di una rigorosa ricerca scientifica ma è piuttosto ispirato da scopi commerciali" - "Moderate Drinking: serious warning by WHO specialists" - WHO Press - 1994) Trovate il documento completo al link http://www.arcattoscana.org/bere_moderato.htm.
Quanti servizi sono stati fatti nei telegiornali italiani sulla classificazione dell'alcol tra le "droghe pesanti" per i suoi effetti neurobologici (Rapporto Roques-1998)? Qui vino, birra e alcolici stanno tra eroina e cocaina (www.drogues.gouv.fr). Quanti servizi sull'inclusione del consumo di bevande alcoliche tra gli agenti cancerogeni (10° Report on Carcinogens - Governo degli Stati Uniti - 2003)?
Qui vino, birra e altri alcolici stanno tra benzene ed amianto.
Invece periodicamente riciclano la notizia di una "nuova ricerca" su una sostanza antiossidante presente nel vino, che in laboratorio risulta molto benefica sulla cellula. La notizia viene di solito titolata "Il vino fa bene" (previene cancro, infarto, Alzheimer, influenza, steatosi, eccetera).
Di solito la sostanza "studiata" è il resveratrolo, ma ogni tanto ne saltano fuori altre (potrei fare un lungo elenco).
Ma nessuno vi dirà che il resveratrolo, presente in 73 piante, non viene nemmeno assorbito dall'organismo umano, quando assunto attraverso il vino.
Nessuno vi dirà che il resveratrolo è presente nel vino in quantità irrilevanti (con una concentrazione tra le 10.000 e le 100.000 volte inferiore a quella dell'alcol, che certamente ha un'azione tossica sulla cellula, e non solo in laboratorio).
Oppure vi raccontano la bufala del paradosso francese (http://www.albanesi.it/Dietologia/paradossofrancese.htm).
L'alcol è importante fattore di rischio per oltre 60 diverse patologie (OMS 2005): è evidente che meno si beve e meno si rischia: grazie al cielo la maggior parte dei bevitori non svilupperà mai problemi in conseguenza di questo rischioso comportamento.
Se bevo un bicchiere al mese l'incremento del rischio sarà prossimo allo zero, se bevo due litri di vino al giorno sarà elevatissimo. Poi va a fortuna. "LESS IS BETTER", dice l'OMS, ignorata dai telegiornali.
Frequento da oltre 15 anni "l'altra faccia del bicchiere", e ho visto la devastante sofferenza che si porta dietro.
In Italia muore di alcol una persona ogni 12 minuti, i due terzi dei problemi alcolcorrelati nel nostro paese sono legati al vino (Ministero della Salute).
Questo costa allo stato tra il 2 e il 5 per cento del prodotto interno lordo (OMS).
Attenzione, non parlo solo di alcolismo.
Quasi la metà degli incidenti stradali in Italia hanno una relazione con il bere, ma tra questi solo una piccolissima parte è provocata dai cosiddetti "alcolisti".
Bastano due unità alcoliche per raddoppiare i tempi di reazione: viaggiando a cento all'ora significa cominciare a frenare 25 metri più avanti.
Le conseguenze le trovate ogni mattina sui giornali.
E' bene che ciascuno sia libero di fare le sue scelte, ma una scelta è consapevole quando l'informazione è corretta.
bruno sacheli
6 giugno 2005 alle ore 16:49Ciao a tutti!!!!!!
a me piace molto il vino....soprattutto ITALIANO.
Per caso conosco 2 grossi esportatori di vino (forse i più grossi). Esportano centinaia di migliaia di ettolitri di vino Italiano in FRancia....... COSA SE NE FANNO SE IN FRANCIA SONO COSI' SEVERI CON I CONTROLLI ??????????
minniti roberto
6 giugno 2005 alle ore 17:00ogni tanto il sig.Grillo qualcosa di giusto lo dice,ogni tanto invece si addentra in campi(qui direi in vigne) che non sono di sua competenza e straparla,forse anche per colpa del caldo o dell'ultimo vino assaggiato che un po' di residuo alcolico ha lasciato nel suo cervello.Non mi dilungo ulteriormente,chi capisce qualcosa di vino,sa benissimo che i costi finali sulla bottiglia son dati da molteplici fattori,quali: se un vino e' IGT o DOC o DOCG,dal tipo di bottiglia,dall'etichetta,dalla nomea dell'azienda produttrice,e via discorrendo.
Il vino inoltre non si fa solo in cantina pigiando l'uva e lasciandola fermentare,il lavoro va seguito in vigna,innanzitutto tenendola pulita,potando i grappoli in eccesso per avere poca resa per ettaro onde ottenere un buon prodotto finale,per quanto riguarda la vigna pulita il sig.Grillo dovrebbe farsi un giro in Borgogna dove i guyot (tralci bassi) son tutti ben allineati e in ogni capofila vi è una pianta di rosa.Lo stesso dicasi nelle Langhe dove il terreno è diverso,molto più scosceso,pero' la vigna è sempre ben pulita,segno di cura.Ci sarebbero altre cose da dire,ma non voglio tediare più nessuno,ripeto solo il concetto che certe volte è meglio tacere che parlare di cose di cui poco si sa.
Saluti.
Massimo Lupi
6 giugno 2005 alle ore 17:14Il vino starniero non riuscirà mai a esprimere quello che è presente nel nostro territorio, riuscirà a dare un bel vino dal gusto internazionale,ma non potrà mai avvicinarsi alla piacevolezza e tipicità di un pigato.
Soprattutto diciamolo ai ristoratori di non aumentare il vino del 150%.
NON BEVIAMOCI TUTTO QUELLO CHE CI VIENE DETTO MA UTILIZZIAMO LA NOSTRA CURIOSITA' PER VEDERE DENTRO AL BICCHIERE E NON FUORI.
Emanuele Gentili
6 giugno 2005 alle ore 17:36Salve. Fino a poco fa ero un estimatore del vino. Ho fatto un corso, compravo fino "raffinato".. mi ero fatto prendere la mano e dalla moda. Ora mi sento preso in giro. Continuano a chiamarmi enoteche per vendermi vino tramite telefono (minino una volta al mese). Ora basta.
Un consiglio: quando uscite a bere portatevi a casa la bottiglia, senza vergogna. La mia ragazza non è una gran bevitrice e a volte mi ritrovo a dover bere solo due o tre bicchieri di vino.. Il resto??? Lo faccio già da un paio di mesi, così come il cibo. Non abbiate vergogna. Con quello che si paga a uscire a cena.
Salve a tutti.
Emanuele
Giovanni Greco
6 giugno 2005 alle ore 17:44---------xxxxxxx SIMONA GUICCIARDINI----------
SI SCRIVE ''METEOROLOGICHE''
E NON ''METEREOLOGICHE''
SALUTI
IL VIAGGIATORE DEL TEMPO
sandro porcari
6 giugno 2005 alle ore 18:11GRILLO E' MEGLIO CHE VAI A LONDRA,TI PRENDI UNO SGABELLO,VAI A SPEAKER'S CORNER E IN INGLESE (SE LO SAI) SPARI LE TUE CAZZATE (STAVOLTA GRATIS) E VEDI SE QUALCUNO SI FERMA AD ASCOLTARTI.CHIUDI QUESTO BLOG PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI E FAI IL TUO MESTIERE COME HAI SEMPRE FATTO,EVITANDO CERTE CADUTE DI STILE,CHE' LA GENTE A LUNGO ANDARE SE NE ACCORGE CHE PARLI,PARLI MA...
ADIOS
sergio leone
6 giugno 2005 alle ore 18:22consiglio sull'argomento vino il sito
www.winereport.it con un opinionista non allineato di nome Franco Ziliano e la sua rubrica "il Franco tiratore".
ivan padula
6 giugno 2005 alle ore 18:28Semplicemente: pasteggio con un bicchere di vino.
Non so se è quello buono, ma a me piace.
La mia terra (Salento) ha una buona tradizione vitivinicola, quella del "niuru maru", secondo me,è la migliore.
Mi piace conoscere anche altri sapori, odori, fragranze, colori.
Tra tutti i vini con cui ho pasteggiato l'ultimo che mi è rimasto impresso, per il momento indelebile, lo bevuto a Natale 2004: "Nero" Conti Zecca non conosco il prezzo vero, comunque dovrebbe costare più di 20,00 .
Grillo rilassati fatti una bevuta e poi facci sapere se hai altri argomenti.
Ciao a tutti, Ivan.
Francesco Dal Pino
6 giugno 2005 alle ore 18:34Mi sembra proprio che questa questione dell'embrione ,sia un bell'incastro o si fà un regalo al bisness selvaggio,tra scenziati accondiscendenti e dogmatici ricercatori o lo si fà nutrendo l'arroganza di chi ritiene di detenere l'esclusiva di cosa sia la vita,la cara madre chiesa e amici...boh....
HEROS.GARAVALLI
6 giugno 2005 alle ore 18:34Sono un tuo fan, ho visto 5 dei tuoi spettacoli, fra rimini e pesaro, ma questa volta non sono d'accordo con te, non c'è bisogno di andare in australia o in cile per trovare un buon vino e spendere poco, in italia non è tutto oro ma nemmeno tutta merda, se smettiamo tutti di bere il vino italiano , i dipendenti delle case vinicole italiane che fine farebbero?
anche io odio l'imperante tendenza a essere tutti esperti di vino, cene celebrte con vini da 80 euro da gente che potrebbe bere tavernello e non accorgersene, ma la soluzione non è bere il vino cileno ma non bere vino da idioti.
ciao sei un grande
continua cosi
Mauro Nordio
6 giugno 2005 alle ore 18:43AMO il vino buono, quello che se lo compri e lo imbottigli troppo presto, ti lascia il fondo;
AMO il vino che se ti macchia la tovaglia, resta il viola per 5 lavatrici di seguito;
AMO il vino che se ne bevi due litri, basta fare pipì e lo hai già smaltito;
AMO il vino che sa d'uva pestata, con tutti i suoi retrogusti amabili o amarotici;
AMO il vino che non si offende se lo tieni in frigorifero;
AMO il vino che se lo imbottigli a febbraio-marzo .... Attento che non scoppi la bottiglia;
AMO il vino che finisce subito, soprattutto quando hai ospiti che solitamente lo comprano barricato o dai 20 euro in su;
AMO il vino che, fatto assaggiare ad un estimato viticoltore piemontese, questo ti chiede ... "Ce l'abbiamo anche Noi questa vite?" e la tua risposta orgogliosa è NO, CACCHIO ce l'abbiamo solo noi! (possibile che tutti i migliori vini ce li abbiano solo i piemontesi?);
AMO il vino rigorosamente in bottiglia di vetro, che non butto assolutamente via, ma che riciclo ormai da qualche anno;
ODIO il vino TROPPO BUONO, troppo limpido e con il gusto troppo rotondo;
ODIO chi sta tentando di eliminare dal sapore del vino i retrogusti considerati (a torto) meno armonici (i ricercatori, se non ricordo male, dell'università enologica trentina)
ODIO il nuovo modo di bere vino nelle "osterie" venete: con il calice lungo 20 cm., barricato o comunque di marca, accompagnato da crostini sofisticati;
ODIO i tappi di silicone. Comprendo che eliminando l'utilizzo del sughero la natura ne guadagna, ma ... che fine fanno poi i tappi di silicone?
Non mi interessa poi se la vigna è pulita o sporca, l'importante è che il vino sia buono. Non è poi vero che i vari IGT, IGP, DOC, DOCG, DOP influiscono molto sul prezzo di vendita: io ad esempio compro un IGP ad 1,15/l. rigorosamente da imbottigliare, pertanto risparmio anche la nomea, l'etichetta e quant'altro.
Infine, e poi giuro non Vi rompo più le balle, NON E' BUONO CIO' CHE E' BUONO, MA E' BUONO CIO' CHE PIACE, inteso come: non occorre intendersene di vini per dire ODIO questo o ODIO quello, ma uno esprime ciò che prova.
Ciro D'Agostino
4 marzo 2006 alle ore 20:39NON E' BUONO CIO' CHE E' BUONO, MA E' BUONO CIO' CHE PIACE, inteso come: non occorre intendersene di vini per
Bene, allora metta tutto il progresso dell'uomo dalla caverna ad oggi e lo butti nella merda. Lei odia cio' che e' buono perche' e' il buono.
ivan padula
6 giugno 2005 alle ore 18:47Semplicemente: pasteggio con un bicchere di vino.
Non so se è quello buono, ma a me piace.
La mia terra (Salento) ha una buona tradizione vitivinicola, quella del "niuru maru", secondo me,è la migliore.
Mi piace conoscere anche altri sapori, odori, fragranze, colori.
Tra tutti i vini con cui ho pasteggiato l'ultimo che mi è rimasto impresso, per il momento indelebile, l'ho bevuto a Natale 2004: "Nero" Conti Zecca non conosco il prezzo vero, comunque non dovrebbe costare più di 20,00 .
Grillo rilassati fatti una bevuta e poi facci sapere se hai altri argomenti.
Ciao a tutti, Ivan.
ivan padula
6 giugno 2005 alle ore 18:58Mi odierai (embè), ma se hai del vino che odi, e voui disfartene, contattami pure tranquillamente. Per il costo di spedizione possiamo metterci daccordo. Sono sempre contento quando posso aiutare qualcuno.
Ciao, Ivan.
sandro ficco
6 giugno 2005 alle ore 19:03tempo fà, bevevo. Tequila, rum, vodka eccetera.
Mi sono accorto che se bevevo prodotti scadenti, il giorno dopo stavo male.
Adesso bevo solo prodotti di origine controllata. Il giotno dopo sto male ma il melessere è d'origine controllato.
Ho smesso di bere superalcolici e grazie a una staordinaria promozione sul vino, ho deciso di bere solo lui. Fantastico, se bevo tavernello sto malissimo con i sensi di colpa perchè tutti sanno che costa meno dell'uva. Se bevo vino Doc, mi ubriaco senza sensi di colpa. Il vino fa bene al cuore, alle arterie ed'è anche una prevenzione verso i tumori.Peccato che anche il vino buono abbia la trascurabile caratteristica della dipendenza. Adesso bevo solo vino buono, mi ubriaco ancora di più e i miei sensi di colpa, le mie giornate da stonàto, i miei problemi con il lavoro,la famiglia, la mia incapacità di vivere e di pensare sono tutti
di origine controllata. Grazie Carlin Petrin, grazie slofud o come si chiama, adesso sono finalmente un alcolizzato d'origine controllata.
Non importa se spendo il triplo di prima. Adesso sono un alcolizzato DOC senza soldi. Domani tornerò al tavernello, ma adesso.........
massimiliano bugno
6 giugno 2005 alle ore 19:11Se hai del vino buono che odi e di cui vuoi disfarti,dimmelo.Per il prezzo di spedizione non preoccuparti,vengo fino a Genova a toglierti l'ingombro.
Ciao da Max.
P.S:Grande spettacolo il tuo.
Voglio fuggire e lavorare all'estero.Magari in Austria.O in Svizzera.
Paolo Morellini
6 giugno 2005 alle ore 19:15Questo commento sul vino mi è sembrato un po' troppo "tappa buchi".
Sopra i 20 euro si trovano prodotti che non sono da odiare ma da cercare di apprezzare ... basta saperli trovare.
riccardo croce
6 giugno 2005 alle ore 19:16Si! vabbè! hai ragione ... gli scemi stanno ovunque... ma per apprezzare le cose bisogna conoscerle, altrimenti si fa come chi critica Picasso perche "non gli dice niente". Non è che forse non gli piace perchè non lo capisce? e non lo capisce perchè non lo conosce? Come tutte le cose, più si conoscono e più si palesano le sfumature, e datemi retta, il vino ne ha da goderne per una vita intera.
Comunque... W GRILLO che forse cel'ha più con gli idioti che col vino!!!
Veronica Cielo
6 giugno 2005 alle ore 19:54Vorrei avere l'articolo della legge che consente di portarselo da casa. Credo anch'io che a volte da ogni parte ci si giri c'è qualcuno che ci deruba!
Francesco Coldesina
6 giugno 2005 alle ore 19:56Ma dai Beppe!
vabbe, non si puo essere brillanti in tutto, ma almeno riconoscere la propria ignoranza e quindi scegliere la via del maestoso silenzio me la sarei aspettata da una mente colta e tagliente come la tua. fare il rivoluzionario solo contro il mondo adesso mi sembra un po esagerato... ma come fai a bestemmiare in questo modo sul meraviglioso mondo del vino? ma ti rendi conto che la gastronomia (che secondo te e' praticamente un circo composto da pagliacci che prendono per il culo la gente) rappresenta uno degli ultimi link (per parlare da figo come te) con il nostro ricchissimo passato? abbiamo la fortuna di essere il paese con la piu' alta varieta' di uve al mondo, perche' sprecare cosi un patrimonio simile? odiando... ma dai beppe!! al ristorante non ci si va a mangiare, ignorante!! se devi mangiare ti basta una scatola di crackers! esci al ristorante perche apprezzi il lavoro incessante di migliaia di cuochi, sommeliers, camerieri che danno libero sfogo alla loro arte fantasiosa per farti oltrepassare i confini del gusto, e non solo! e' l'esperienza che non dimenticherai per il resto della tua vita che stai veramente comprando... spendi 20 euro? 50 euro? non sara' quello che ricorderai dopo anni se invece di sprecare il tuo tempo a odiare il brutto cominciassi a goderti il bello della vita! non ci andare al ristorante te ne prego, che mi fai passare la poesia...
Piero Vietta
6 giugno 2005 alle ore 19:59Amo il vino, in special modo quello buono.
Il vino barricato dagli aromi piacevolissimi, il vino degustato e poi bevuto, il venuto tenuto in bocca golosamente per rimandare ancora di poco il piacere della bevuta, il vino da respirare.
Questo vino lo amo con tutte le mie forze.
Come spesso mi è parso di leggere dai suoi "post", lo scopo ultimo del messaggio al quale lei giustamente vorrebbe tendere, finisce per perdersi in un calderone di argomenti troppo diversi tra loro in cui non si comprende esattamente quale siano i capi di accusa, né chi sia l'imputato.
Spero di non aver frainteso il suo j'accuse.
Non vedo comunque in che modo possano rientrare splendidi filari di viti perfettamente allineati e ripuliti, frutto spesso della sola meticolosità e dell'amore dei familiari di una piccola azienda vinicola.
Né capisco quanto possa essere stretto il legame tra la sua accusa e problemi di riciclaggio e inquinamento relativi a vetro e silicone. Problemi seri, entrambi, ma fare di tutta l'erba un fascio
Avrei qualche riserva anche sul suo presunto odio verso i grandi intenditori. Sarebbe più appropriato forse restringere il campo a coloro che ci prendono per il culo con termini e descrizioni prive di ogni significato, piuttosto che al "genere" degli intenditori.
E poi le riviste, gli accessori, le televisioni
.qui potremmo perderci in un dibattito lungo cent'anni. L'accusa è palesemente contro una società che vedo regredire sempre di più, contro chi mangia e beve media e televisione, non contro il vino. Qual è la colpa del vino in questo caso? E quella dei viticoltori? Quella dei produttori? La colpa è solo di quelle menti deficienti che si fanno portare in giro al guinzaglio dalla tv e dai magazines, lobotomizzati dal potere mediatico.
Aprirei poi un ulteriore capitolo che potremmo intitolare " Vino e concorrenza internazionale: modelli economici sul giusto prezzo". Torno a non capire chi o cosa si stia giudicando in questo tribunale
forse i ristoratori, il libero mercato, i coltivatori, le cooperative vinicole, la televisione, tutti i media, i sommeliers, le vigne senza erba superflua, gli agriturismi, il sistema di riciclaggio, cosa esattamente?
sono confuso!
Forse avrebbe potuto aggiungere l'ultimo pizzico di sale al calderone accusando l'euro di aver fatto lievitare i prezzi al consumo del vino, magari affermando: " Ehh, una volta un'ottima bottiglia la pagavi 20000 lire, oggi la compri con 20 euro!".
Mi rincresce ma nonostante apprezzi e spesso condivida i suoi sforzi genuini nella ricerca di migliorare e migliorarci, credo che talvolta vengano gettati in un'unica grossa urna argomenti troppo diversi tra loro, che forse andrebbero affrontati, vista l'importanza, con maggior delicatezza ed obiettività. Pare invece che tutti i giorni da quest'urna venga estratta una capsula contenente un tema su cui lei si scaglia non considerando le conseguenze delle sue recriminazioni.
Un esempio. Scrive: "Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi ed economici"
E' vero. Vero è anche il fatto che la nostra economia non può certo permettersi di perdere quote di mercato e competitività anche in questo settore. Non è certo una situazione rosea. Ma questi sono problemi di politica economica
..ancora un altro argomento.
Con tutta la più sincera cordialità, Ti saluto e Ti auguro buon lavoro.
Piero
Alessandro Sky
6 giugno 2005 alle ore 20:04vini sudamericani, australiani...???
Ottimi prezzi, peccato che per farli assomigliare ai nostri, realmente barricati ed invecchiati, utilizzino trucioli di legno!!!!
Grillo, da buon genovese, però, mi fai caso solo al prezzo!!!
Filippo Noceti
6 giugno 2005 alle ore 20:10Quando ero più piccolo mi sono comprato un paio di scarpe da ginnastica che costavano 25.000 lire.
Tutti i miei compagni mi hanno preso per il culo perchè secondo loro dovevo per forza comprarmene un paio da 150.000 in su.
Se i mondo è pieno di c......i non ci si può fare niente, li si può solo prendere per il culo e spillargli un sacco di soldi, come quelli che vanno dai maghi o che si giocano milioni al lotto.
Perchè odio al vino? Grasse risate in faccia agli scemi che lo pagano centinaia di Euro (e magari comprano merda), forse sarebbe meglio odiare quei bastardi che servono coctails "arricchiti" sui banconi dei bar e delle discoteche. Odiare tutte ste schifezze che ne sanno di shampoo al cocco fatte con chissà cosa, che sono dolci e non hanno l'aria di essere super alcoolici quando li butti giù (non io) ma che diventano armi micidiali al rientro a casa.
Il vino, da quello più economico a quello più costoso (talvolta non a torto più costoso perchè migliore) è soprattutto una bevanda da pasto, da bere con un bel pesce sotto il naso od coniglio appeso alla forchetta, raccontando barzellette con gli amici, magari a casa. Pace se poi ci sono i belinoni che vanno a degustare il vino e si fannno fare un mazzo così in quei locali (come si chiamano, vinerie, vinoteche....???) per fare gli splendidi.
Marcello Cagliani
6 giugno 2005 alle ore 20:30Ciao beppe,
secondo il mio modesto parere dovresti togliere la domenica dedicata all'odio..l'odio non porta da nessuna parte..e generalizzare in questo modo mi sembra un po' superficiale. Sinceramente non capisco come si fa a disprezzare il vino, se non ti piace non berlo..a me il vino buono piace..e non bisogna certo essere esperti per capire la differenza.
P.S. L'ACQUA FA MALE..IL VINO FA CANTARE!!
Mauro Mazzerioli
6 giugno 2005 alle ore 20:57Ho postato per sbaglio nel post informazione malata, anzichè quì: poveri giornalisti!
Mario Panzieri
6 giugno 2005 alle ore 21:39EDDAI COSTA MENATA DELL'ODIO ODIO ODIO
Mi piacerebbe sapere se è proprio Beppe a scrivere o se è un suo aiuto volontario ..perchè Beppe parla con misura di odio, non fa liste di proscrizione.
L'ODIO, quello vero , l'unico vero sentimento di odio è micidiale e sbilancia e deconcentra e distrare..genera solo altro ODIO in una catena a valanga. Infatti c'e' chi odia chi odia e chi odia il Puffo che Odia Tutto. Farà ridere voi...
E TIENITELO il tuo odio si vede proprio cosa produce, NULLA TRANNE altro odio...e altro odio
Perchè invece non dici di come il prezzo del vino sia assurdamente alto rispetto al costo di produzione ?
Perchè invece non sottolinei come sia i consumatori degli enormi deficienti che comprano tutto quello che gli capita sotto tiro senza pensare ?
AHHHHH ma non bisogna prendersela con il pubblico specie se è permaloso ...e saccente.
tiziano ruggia
6 giugno 2005 alle ore 21:58il vino dai CINQUE euro in su va odiato.
demis mancinelli
6 giugno 2005 alle ore 22:00vergogna!fatti il vino in casa e non ci rompere i coglioni!
michele del vecchio
6 giugno 2005 alle ore 22:13perchè nei vini comercializzati non sono indicati gli ingrdienti sull'etichetta come per gli altri prodotti?
carlo rubbia
6 giugno 2005 alle ore 22:17Come dire odio tutti quelli che han la Porsche o la Ferrari (Grillo compreso).Si spera che il suo dipendente che scrive queste boiate sia già stato redarguito,perchè non ci si può presentare sul posto di lavoro ubriachi o in stato di alterazione psichica...
Andrea Refosco
6 giugno 2005 alle ore 22:29Mi è capitato di andare in un locale tipo birreria inglese in provincia di vicenza e nella lista oltre alle solite bierre con nomi impronunciabili ma comunque buone si suppone, c'era la lista delle acque minerali. In particolare c'erano delle acque mi ricordo scozzesi e francesi ma anche italiane, di cui non ricordo il nome, comunque cosrtavano mediamente da 3 a 4,5 di mezzo litro.
Non so se vi rendete conto ma è una cosa incredibile, considerate il fatto che l'acqua di rubinetto costa in lire circa 1 lira litro,quindi circa 50 centesimi per mille litri.
Neanche i metalli più preziosi hanno un ricarico così alto dall'estrazione alla commercializzazione, e considerate che che "estrae" acqua dal sottosuolo paga una concessione fissa allo stato e non in proporzione al prelievo.
Allora il problema è sempre lo stesso, si presume che se ci sono questi prezzi ci sarà sicuramente qualche imbecille sottosviluppato che compra quest'acqua da 6 a 9 euro al litro.
Allora il problema non è il vino ma l'imbecille di turno.
roberto berera
6 giugno 2005 alle ore 22:36Caro Beppe,
non penso che tu odi il vino:)penso che come tutti gli uomini appassionati della vita, non Ti piace chi la violenta, la usa senza rispetto,
la manipola per fini stupidi, la spreca, la condiziona, la imprigiona e l'umilia.
Penso che non sia facile vedere come si uccide la vita, delle volte il sangue ci ribolle dentro, vorremmo dare fuoco a tutto il putridume.....
Penso che Tu appartenga alla stirpe degli Uomini
e non dei fantasmi. Le parole ci cambiano il mondo
ricordi l'hai detto Tu. Non usiamo parole che alimentano il mondo degli zombi assetati di sangue. Inventiamo il linguaggio degli uomini liberi:))
Ti ricordi un tempo qualcuno diceva "una risata vi seppellirà":))
L'autoironia è sintomo di intelligenza e spirito libero:).
Forse c'è bisogno di trasformare la rabbia, la sana rabbia, quel sano rodimento interiore che ci tiene vivi, in un atto creativo.
Ti abbraccio
il guerriero poeta
Giovanni Bernasconi
6 giugno 2005 alle ore 22:41Ragazzi sinceramente vi sconsiglio di andare in un ristorante con la bottiglia di casa vostra o del supermarket e pretendere di berla perché la legge lo consente. Non so se avete visto il filmetto "road trip" ma preferirei evitare che il cuoco sputi nella mia cena...
ciao ;)
Fabrizio Fontana
6 giugno 2005 alle ore 22:56Il vino che amo di più é quello che bevo con gli amici, perché é di compagnia. Se é buono tanto meglio e solitamente cerco che lo sia. Se é vero che l'abito non fa il prete é anche vero che il buon vino non lo fa la bella etichetta, ne tanto meno il prezzo elevato. Dovremmo dare maggiore valore al nostro istinto, al nostro palato e alla nostra ragione.
paolo severi
6 giugno 2005 alle ore 23:17Odio la tendenza di assemblare i vini con cabernet sauvignon e con merlot, odio chi chiede un vino toscano pensando sempre di bere chissà quale nettare, odio chi chiede un vino "profumato", odio chi esordisce con l'oste chiedendo "che vini hai?" senza neppure specificare se bianco o rosso o rosato, odio i locali che mi fanno pagare un vino mediocre 5 euro il bicchiere.
Cazzo, ogni volta sono stupito per le tue provocazioni che vanno a colpire esattamente l'atteggiamento dell'italiano medio finto ricco e finto intenditore. (vino compreso).
SEI L'UNICA VOCE FORTE CHE DA VOCE ANCHE A ME.
Hai tutto il mio sostegno.
andrea chiarugi
6 giugno 2005 alle ore 23:19distico di circostanza
qui si tenta di spiegare se col vino puoi campare
pro: il vino produce milioni di euro di fatturato e fa campare molta gente
contro: la ciucca porta a incidenti stradali
pro: pare che un buon vino faccia bene alla salute
contro: pare che un buon vino faccia male al portafoglio
pro: se lo bevono dall'antichità, qualcosa di buono avrà pure
contro: ma sono veri tutti gli aromi assurdi che gli intenditori trovano degustando il nettere degli dei o se la tirano e basta?
summa: in quanto astemio totale e involontario ci guadagno qualcosa o ci perdo qualcosa?
NonAllineato
6 giugno 2005 alle ore 23:40Non sono d'accordo.
Amo il vino buono e ODIO le esasperazioni.
Beppe, stavolta hai esagerato.
Attacchi il vino e non parli della Coca Cola?
giovanni capra
7 giugno 2005 alle ore 00:28Si vabbe' ma ora stai esagerando!!!Forse ti sei svegliato male...gli eccessi non stanno bene magari se si deve fregare il prossimo! ma mi sembri completamente sfiduciato.
Sono un tuo fan da sempre...mi sei sempre piaciuto......toh la prendo come una provocazione...e non ci do peso.altrimenti mi fai dubitare anche di altri argomenti con cui sono d'accordo con te!! Ciao
Giovanni
giovanni capra
7 giugno 2005 alle ore 00:30Si vabbe' ma ora stai esagerando!!!Forse ti sei svegliato male...gli eccessi non stanno bene magari se si deve fregare il prossimo! ma mi sembri completamente sfiduciato.
Sono un tuo fan da sempre...mi sei sempre piaciuto......toh la prendo come una provocazione...e non ci do peso.altrimenti mi fai dubitare anche di altri argomenti con cui sono d'accordo con te!! Ciao
Giovanni
Vincenzo Carluccio
7 giugno 2005 alle ore 00:39A Pasqua sono andato dai parenti in America a gli ho portato una bottiglia di Barolo:
"yeah yeah 'comm e' bbuono, 'comm e' bbuono and now chi la vuole un po' di birra che ci sciacquammu la bocca?!"
Mi hanno fatto una tenerezza!
Loro non sono stati contaminati dai teatrini che si fanno intorno ad una bottiglia di vino.Per loro e' una cosa da bere.
valter pernice
7 giugno 2005 alle ore 01:45ha ragione beppe. al disopra di 10 euro e pura speculazione su u prodotto naturale difusissimo, quindi non ce una ragione per farlo pagare 50,100,500 euro.
io al ristorante me lo porto sempre da casa.
lo compro dal contadino di fiducia che lo sà fare, a 1,30 euro .Anche dopo un litro alla mattina non mi fa male la testa, come succede con vini comprati in bottiglia.
Il mio preferito è il Terrano del carso Triestino, e pure il refosco istriano, una bomba di bontà!
Andrea De Gradi
7 giugno 2005 alle ore 06:04Mancava alla fine la firma
Oriana Fallaci
Susanna Melis
7 giugno 2005 alle ore 09:13Carissimo Beppe da ciò che scrivi mi sembra più che odi la speculazione che gravita intorno al soggetto "vino" che il vino di per sè e su questo non posso certo darti torto.
Ma sarebbe sufficiente,per demolire questa commercializzazione sfrenata di tutto,che gli stessi consumatori per primi ridessero il valore reale alle cose.Come?Evitando di spendere troppo per una cosa che vale troppo poco...e questo vale per tutto.ciao ciao.
Luigi Accomazzo
7 giugno 2005 alle ore 09:38Quella del vino fatto dal contadino che è 'per definizione' BUONO è una bufala che ormai solo i cittadini si 'bevono'. L'ultimo posto dove comprare il vino è proprio dal 'contadino' perchè è proprio lui che fa gli intrugli peggiori , crede di essere il genio del vino mentre è solo un pirla che non conosce i tempi di fermentazione ,butta dentro zucchero per 'fare la gradazione'e usa tini luridi.
Se proprio volete bere bene , e non spendere troppo, cercatevi una buona Cantina Sociale.
Luigi
Luigi Accomazzo
7 giugno 2005 alle ore 09:38Quella del vino fatto dal contadino che è 'per definizione' BUONO è una bufala che ormai solo i cittadini si 'bevono'. L'ultimo posto dove comprare il vino è proprio dal 'contadino' perchè è proprio lui che fa gli intrugli peggiori , crede di essere il genio del vino mentre è solo un pirla che non conosce i tempi di fermentazione ,butta dentro zucchero per 'fare la gradazione'e usa tini luridi.
Se proprio volete bere bene , e non spendere troppo, cercatevi una buona Cantina Sociale.
Luigi
Roberto Giuliani
7 giugno 2005 alle ore 09:52XXX ivan padula XXX
Caro Ivan,
Winereport ERA un'ottima rivista internet finché ci lavorava il caro amico Franco Ziliani, un giornalista amato-odiato dal mondo vinicolo. Diverse vicissitudini e idee non corrisposte dai proprietari del sito, lo hanno spinto ad andarsene.
Ciao
Lorenzo Fortini
7 giugno 2005 alle ore 09:53quale odio ? ma come si fa a dire delle robe così ? io non odio niente e nessuno, ma mi dà fastidio la non curiosità che sfocia nel non sapere. Mi dà fastidio il vino (qualsiasi) nei bicchieri di plastica perchè non riesci ad annusarlo. Mi dà fastidio chi: "i francesi sono solo bravi a vendere", mentre "evviva i cileni che costano poco e gli si dà una mano". Mi dispiace che in italia non nasca una VERA cultura del vino e del cibo. Mi dà fastidio chi "odio il vino sopra i 20" o "sopra i 50" o "sopra i 100". Mi dà fastidio che non si legga di più. Che basti un discutibile sommelier su "Gusto" per far odiare l'intera categoria. Che basti "Gusto" per far odiare l'intero mondo del cibo e del vino. Che tristezza, tutti figli di mediaset, soprattutto quelli che la odiano proprio perchè la odiano. Spegnete la tivù e andate dai produttori. quelli veri.
Marco Boscarato
7 giugno 2005 alle ore 09:54Questa volta Grillo ha esagerato, comportandosi da tuttologo di bassa lega. Mi dispiace, perché mi è simpatico, trovo le sue provocazioni (spesso) intelligenti e stimolanti, da voce fuori dal coro. Ma questa volta, come si dice da noi, "gà pissà fora dal bocàl". E dice portatevi il vino da casa, e stappatevelo pure, così non vi fanno pagare "la stappatura". Ma allora tanto vale invitare a portarsi i bicchieri, magari di carta che non si rompono, la tovaglia, il tavolino e le sedie da picnic. Di fronte al mio ristorante, ad esempio, c'è un piccolo spazio verde, vicino all'edicola, ci si può sedere e nessuno verrà a disturbare. Non passano più di dieci auto al minuto, e se piove posso prestare gratis un ombrello, è quello che mi hanno regalato con la pubblicità.
Non sparare sul mucchio dei ristoratori, signor Grillo, non è il giusto tempo.
Luigi Accomazzo
7 giugno 2005 alle ore 09:59Quella del vino fatto dal contadino che è 'per definizione' BUONO è una bufala che ormai solo i cittadini si 'bevono'. L'ultimo posto dove comprare il vino è proprio dal 'contadino' perchè è proprio lui che fa gli intrugli peggiori , crede di essere il genio del vino mentre è solo un pirla che non conosce i tempi di fermentazione ,butta dentro zucchero per 'fare la gradazione'e usa tini luridi.
Se proprio volete bere bene , e non spendere troppo, cercatevi una buona Cantina Sociale.
Luigi
Roberto Giuliani
7 giugno 2005 alle ore 10:02XXX Sergio Leone XXX
Caro Sergio,
Winereport ERA un'ottima rivista internet finché ci lavorava il caro amico Franco Ziliani, un giornalista amato-odiato dal mondo vinicolo. Diverse vicissitudini e idee non corrisposte dai proprietari del sito, lo hanno spinto ad andarsene.
Ciao
Luca Maggiore
7 giugno 2005 alle ore 10:18Bravo Grillo!!!
indignazione...ah che bella parola!peccato sia caduta in disuso.
Non tutto è perduto però...prima o poi forse tornerà la voglia concreta e liberatoria di erigere un VAFFANCULO di quelli mastodontici,in onore di chi,a priori,decide che siamo tutti coglioni.
Speriamo sia prima e non poi.
W il vino buono di cui tutti possono godere e alla cui fonte tutti possono attingere.
Luca Maggiore
Leo Perutz
7 giugno 2005 alle ore 10:25E' commovente la tua ode Beppe!
Chi non l'ha compresa non ha compreso l'atto d'amore che hai proclamato nei confronti del vino vero, quello che unisce e accompagna, che ha sporcato le tavole dei nostri pranzi familiari, che profumava i baci dei nostri nonni. Il vino del "Vinoeoli" sotto casa, quello venduto a mescita nei fiaschi avvolti con la paglia, quello che accompagnato all'acqua dissetava anche noi bambini.
Meravigliosa la tua ode Beppe!
A cagare il Gambero Rosso, i casali del Chianti e della Val d'Orcia, i percorsi country, i week-end eno-gastronomici tra BMW X5 e Porsche "cayenna"; le atmosfere raffinate delle enoteche in centro, piene di sbarbatelli sinistrorsi che non sanno distinguere un Merlot da un Primitivo ma che apprezzano i retrogusti di frutto di bosco del primo aceto rosso che gli versano tra le mani! A cagare le annate di Sassicaia vendute tra i collier di diamanti in centro a Milano!
A cagare l'industria del vino d'eccellenza italiano che sfrutta braccianti rumeni per scorrazzare in Ferrari i suoi proprietari di Montalcino, per pagare Master in economia aziendale a rampolle che non sanno tenere nemmeno una partita doppia e foraggiare giovinotti dalla penna sveglia sulle principali riviste di settore.
Grazie Beppe! La tua e' poesia per l'anima ferita.
marco marongiu
7 giugno 2005 alle ore 10:44prima il calcio poi il vino
sempre quelle cose dell'italiano medio
bravo, bravo, bravo
quand'è che passi all'odio per l'automobile
all'odio per il televisore come strumento di distruzione
all'odio per la falsa tecnologia che ci ha imprigionato da mezzo secolo
all'odio per la chiesa e per tutto quello che ancora sta facendo per fare stare peggio le persone ...
... all'odio per l'odio che è il carburante con cui questa civiltà - se così possiamo ancora definirla - si alimenta e con cui sta curando in modo certosino l'istinto di distruzione verso tutto ciò che è diverso da essa ( anche alcune parti di sè )
avete letto il libro di Lorenz sull'aggressività
ciao raga'
Mark Brio
7 giugno 2005 alle ore 11:08W IL VINO CHE FA MIO PADRE !
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Bravo Beppe, sottoscrivo ogni parola che hai scritto
Marina Boccatonda
7 giugno 2005 alle ore 11:28Si è mai visto un cane mordere la mano del padrone che gli sta riempiendo la ciotola?
Io ho solo visto cani in sciopero per avere un tozzo di pane in più!
Le informazioni,per chi le vuole,sono gratis su internet,spegnete il televisore e la radio,non pagate il canone e niente decoder,poi voglio vedere che c^^^^o si inventano!
alberto luccaro
7 giugno 2005 alle ore 11:43non vedo il motivo di un post settimanale dedicato all'ODIO. si può essere intelligenti, controcorrente, efficaci anche SENZA odiare. ciao
massimo barbieri
7 giugno 2005 alle ore 11:46Sig Grillo, il suo odio per il vino non mi convince. E' vero che negli ultimi anni il vino e' passato da prodotto alimentare a fenomeno di moda. Molti italiani si sono trasformati da bevitori di bibite a presunti sommelier. Consideri pero' questi tre elementi. Primo in Italia si possono trovare vini buoni o molto buoni fra i cinque e i dieci euro, quindi nella fascia di prezzo dei vini importati che lei cita. Basta cercare un rivenditore onesto ed evitare i furbi. Secondo, si documenti sulla politica che c'e' dietro alla produzione australiana o californiana: pochissimi vitigni e gusto standardizzato. Il mercato globale ha orrore delle sorprese e il vino deve diventare come la coca-cola, gusto uguale in tutto il mondo. L'Italia rappresenta una delle pochissime alternative a questa banalizzazione del gusto avendo un patrimonio unico di vitigni autoctoni.
Terzo condivido molte delle sue critiche all'Italia di oggi. Ma quello enologico e' uno dei pochi settori dove l'Italia ha fatto grandi passi in avanti negli ultimi anni e non riconoscerlo sarebbe stupido. Se non cresciamo nelle nano-tecnologie o nei processori la colpa non e' del vino ne' di chi lo produce. Chissa', un bicchiere di Sangiovese in piu' ci potrebbe far venire qualche buona idea. Saluti
Massimo Barbieri
gianluigi canevari
7 giugno 2005 alle ore 12:40Questa volta Sign.Grillo sono parzialmente d'accordo,infatti lo sono per l'affermazione che non necessariamente il vino buono deve costare caro,ma non lo sono per il fatto che al di la' di tutte le schifezze che facciamo in Italia e la continua esigenza genetica di volerci fregare tra noi(ecco perchè non credo nell'unita' italiana,non siamo piu' un popolo unito, ogni regione è un'Italia a se.....)io continuo ad acquistare seppur nel limite del possibile prodotti di produzione Italiana,e gli alimentari ed il Vino sono la scelta eccellente se Italiana;perchè comprare bottiglie Australiane,cilene che troviamo a .5,00 e che ci deve far capire che tra spedizione e tasse "cosa ci stiamo bevendo"?...allora compro il tavernello in busta........
CRIS TOR
7 giugno 2005 alle ore 13:07Beppe, credo che la parola ODIO non vada mai usata, come tra l'altro il buddismo laico insegna.
Facciamo qualcosa per cambiare il mondo senza usare questa parola. Grazie. E' una tua caduta di stile che speriamo non continui, visto che hai ventilato il continuo post sull'odio.
CRIS TOR
7 giugno 2005 alle ore 13:07Beppe, credo che la parola ODIO non vada mai usata, come tra l'altro il buddismo laico insegna.
Facciamo qualcosa per cambiare il mondo senza usare questa parola. Grazie. E' una tua caduta di stile che speriamo non continui, visto che hai ventilato il continuo post sull'odio.
Alessandro Pieri
7 giugno 2005 alle ore 13:18Qualche giorno fa alcuni miei amici hanno messo sul piatto una bella patata bollente, quella patata che più passa il tempo e più scotta, ma che in questi giorni trovi ugualmente nella bocca di tutti.
Mi riferisco al referendum, cui domenica e lunedì prossimi alcuni sono chiamati ad esprimere un parere, altri sono chiamati a disertare.
Ecco i quesiti: 1) Si può fare ricerca clinica e sperimentale sulle cellule embrionali con finalità terapeutiche e diagnostiche? Si
No
vo al mare.
2) Possono accedere alla procreazione assistita anche coppie portatrici di malattie genetiche, senza che per forza gli vengano fatti produrre solo 3 (tre) embrioni e dopodiché gli verranno infilati a forza nella pancia anche se si sa che il figlio potrebbe nascere
che so
senza gambe, con mezzo cervello, ecc
ecc..? Si
No
sto a casa a grattarmi.
3) Un embrione ancora in gestazione e una persona nata sono la stessa cosa? Si
No
chi ha vinto il Gran Premio?
4) Se è il marito sterile, si può far fecondare l'ovulo della moglie da uno spermatozoo di un donatore esterno se entrambi sono d'accordo? Si
No
c'è la gara di pesca a Cornia.
Quelli che di noi si sono espressi, hanno sostanzialmente appoggiato l'ipotesi della diserzione referendaria, per il fatto che i quesiti riguardano una sfera a cui non ci si sente in grado di poter dare un giudizio.
Ora
secondo voi, quelle poche persone che hanno concepito, portato avanti e approvato una legge del genere su questo argomento ne capiscono più di noi? Ne dubito altamente, molti dei promotori della legge sono arciconvinto che non sa nemmeno cosa sia la meiosi o la differenza tra una cellula animale e vegetale o cosa sia un procariote o un eucariote.
La legge 40 è il tentativo evidente di nascondere l'ignoranza umana con dogmi proibizionistici nel nome dell'Etica e della Morale.
Il mio amico Maurizio è entrato nel merito, onestamente tirando fuori tutte le sue sacrosante perplessità di essere umano che si trova di fronte alla problematica di "cosa è la vita, quando comincia, da quando inizia un essere umano?". Lui in 30 righe ha detto molto, Oriana Fallaci in 4 pagine di giornale non ha detto niente.
Siccome sui quotidiani sportivi sul Siena non era riportato praticamente niente, mi sono letto avidamente l'articolo che costei ha scritto sul Corriere della Sera.
E' stata costretta a tirare in ballo Fidel Castro, Mengele, Hitler, Frankenstein, la vivisezione, Auschwitz e Mauthausen, Huxley e una ventina di autocitazioni, per far capire al lettore, alla fine del suo articolo, che il succo fondamentale dell'esistenza umana è il sesso.
Si il sesso.
Quando da troppo tempo non si assapora il gusto passionale della carne, oppure nella propria vita se n'è assaporato poco e forse male, succede che vanno in acido gli ormoni e uno poi si sfoga con quello che si trova tra le mani. Lei se l'è presa con la scienza, con le libertà naturali degli individui, con la gamba di legno di Pietro Gamba di Legno che piace tanto a Trudy.
L'argomento è tosto lo so, ma è bene non delegare in queste cose chi ne sa forse meno di noi.
Questa legge non ha nessuna base scientifica, ha solo una base ideologica. Punto.
La morale è un bel piatto di spaghetti fumante, il moralismo è un piatto di spaghetti vomitato in terra. L'ideologia sta all'ideale come il moralismo sta alla morale.
Da un punto di vista scientifico una cellula uovo fecondata da uno spermatozoo non è un individuo, può diventare uno zigote unicellulare, poi dividersi in 2 poi 4 poi 8 cellule, fino ad arrivare ad un individuo di un milione di miliardi di cellule, ma il cammino è lungo.
La trascrizione del genoma o se preferite del DNA avviene allo stadio di 4 cellule, circa dopo 50 ore dalla fecondazione, forse in quel caso si può parlare di inizio dell'individuo, ma certo non prima.
Perché se ideologicamente potenzialmente un ovulo fecondato è un individuo, lo è anche quello non fecondato così come lo spermatozoo.
Forse è per questo motivo che le mestruazioni femminili sono tradizionalmente considerate impure, in quanto la donna ha sprecato il suo ovulo, quindi in peccato, oppure la masturbazione maschile è considerata l'atto impuro per eccellenza in cui noi tutti abbiamo provveduto a creare dei genocidi di dimensioni galattiche.
Essendo un comune cittadino che ha qualche conoscenza messa in croce di genetica, biologia e biochimica ho cercato di farmi un'idea sulla questione, anche perché tendenzialmente ho la brutta abitudine di vedere o bianco o nero (sempre fedele alla balzana insomma..) e purtroppo c'è sempre una zona vasta di grigio, invisibile ai miei occhi, che le persone forse meno impulsive del sottoscritto riescono a cogliere.
Ho il brutto carattere di voler sempre avere un parere su tutto e fino a quando qualcuno non mi dimostra il contrario, mi do anche ragione!
Figuriamoci come posso considerare chi vuol dimostrare la realtà delle cose attraverso l'ideologia, anziché attraverso il ragionamento scientifico.
Prendiamo il primo e più dibattuto quesito referendario.
Per la Legge 40 le cellule embrionali non possono più essere utilizzate per la ricerca, in quanto non etico.
La situazione è delicata, dato che in effetti da un embrione potenzialmente si può avere un nuovo individuo e per chi sostiene questa legge utilizzarne le cellule è una sorta di violazione al diritto dell'embrione a svilupparsi come essere umano.
Si entra in un mondo assai complesso, di difficile e sempre parziale lettura da qualunque punto si guardi, in quanto si va a stabilire con questo divieto in modo categorico, cosa è la vita e lo si fa solo da un punto di vista ideologico.
Praticamente si rinuncia a salvare alcune migliaia di vite umane nel prossimo futuro, per preservare alcune cellule a cui si attribuisce il valore supremo della sacralità della vita. Da qui si apre una nuova domanda, è più etico tentare di curare e debellare malattie mortali che affliggono il genere umano oppure è più etico lasciare che la natura segua il suo corso?
In pratica si vede solo in un certo tipo di cellula la vita, come se tutte le cellule non fossero dotate di una vita propria che le fa nascere, mangiare, respirare, riprodurre e morire.
Da un punto di vista etico, anche questa non è ugualmente una forma di vita? Dov'è scritto che esiste una vita più vita e una vita meno vita? Nei dogmi ideologici. Solo perché alcune potenzialmente danno origine ad un essere umano e altre invece ne fanno parte? E' qui la differenza?
Allora si ritorna sulla preservazione anche della vita degli spermatozoi e degli ovociti..
Come la Fallaci, molti vomitano strali inquisitori su tutte le sperimentazioni scientifiche anche se portano e hanno portato alla risoluzione di un sacco di patologie, collegando poi questo aspetto delle staminali embrionali alla vivisezione, ai macellai nazisti, al miglioramento della razza.
Alcuni sono promotori di una sorta di fatalismo divino, in cui se una cosa deve andare in un certo modo è giusto non interferire.
Se uno è malato di cancro allora è bene non interferire? Se hai l'alzaimer è bene non interferire? Se hai l'hiv è bene non interferire? Se hai bisogno di un trapianto è bene non interferire?
Già..anche questo altro aspetto non da poco, su cui vorrei fare una domanda agli "astensori"..è etico aspettare e sperare che qualcuno tiri le cuoia quanto prima perché hai un fegato da buttare che deve essere sostituito quanto prima? E' morale?
Ho un pensiero che mi rimbalza nella testa ormai da anni e si rafforza sempre più. Ad un certo tipo di cultura integralista-occidental-filomedievale piacciono molto più gli esseri umani potenziali che quelli reali. Si fa di tutto per far nascere individui, in qualunque modo e situazione, poi però una volta nati perdono d'interesse. Anzi più sono disgraziati e la condizione di vita è disagiata meglio è, per appagare quel desiderio di commiserazione e cupezza intrinseco a questo tipo di cultura strisciante.
E ancora.
E' morale fare la sperimentazione sugli animali? Chi crede che non lo sia, deve smettere di usare ogni tipo di medicina e non farsi più un vaccino, in quanto prima di infilarci in bocca anche una pasticca per il mal di testa, chissà quanti maiali, scimmie e topi sono dovuti morire!
Detto questo
pensiamo anche che grazie a questa legge il nostro paese ha già perso un anno di ricerca sulle staminali, che pagheremo in costi monetari e sociali prima o poi nei confronti di tutti gli altri paesi.
Secondo quesito.
In tutti i paesi del mondo e prima dell'entrata in vigore di questa legge in Italia, quando ad una donna che per vari motivi non riusciva ad avere figli, attraverso una stimolazione ormonale venivano fatti produrre diversi ovociti, poi fecondati e impiantato quello sano che avrebbe potuto portare a termine la gravidanza, gli altri chiaramente venivano utilizzati per la ricerca delle cellule staminali embrionali.
Oggi avviene la stessa cosa, ma se ne fecondano solo 3. Comunque siano venute vengono impiantate.
Non importa cosa accadrà, anche se il figlio avesse una grave malattia che magari lo fa campare un'ora o un giorno con sommo strazio della madre e del padre, con la benedizione di qualche sacerdote e la commiserazione degli integralisti-occidental-filomedievali, così dovrà essere.
Meno male che ancora esiste la possibilità di scelta sull'aborto (ancora per poco se questo referendum fallisce), dato che avere un figlio diversamente abile è una scelta coraggiosa, richiede un sacrificio assoluto della propria vita dal momento della sua nascita fino alla fine dei suoi giorni, sia in termini economici che di condizione umana. E chi non se la sente fa bene a non prendere nemmeno in considerazione tale ipotesi, prima magari di tenerlo legato ad una catena a vita, come accade di trovare di tanto in tanto, oppure di ucciderlo dalla disperazione.
Ma alla nostra società voieristica, ipocrita e in cerca di mostri da sbattere in prima pagina piace così.
Far nascere figli a forza, scagliando strali contro chi vorrebbe magari interrompere una gravidanza impossibile e plaudendo e divorando avidamente le cronache che parlano di genitori che affogano bambini o li vendono o li rinchiudono in un armadio appena nato, lasciandocelo a putrefare per un mese (ricordate? E' accaduto anche a Siena qualche mese fa). Chiedendo magari per loro la pena di morte. Sarebbe stato il caso magari di spiegare a queste madri che se non se la fossero sentita avrebbero potuto scegliere di abortire
dato che abbiamo un tessuto sociale non in grado di aiutare una madre in difficoltà e di conseguenza ad accogliere i suoi figli. Cinquant'anni fa le famiglie erano composte da dieci-quindici persone, con le donne che si aiutavano l'un l'altra dopo una gravidanza, quando ti nasceva un figlio li avevi visti nascere altri 4 o 5 da zie e sorelle e casi come questi non sarebbero mai accaduti. Una madre in difficoltà non sarebbe mai stata sola e avrebbe superato la depressione post-parto senza ripercussioni. Oggi non è così.
Ma l'importante è che nascano, non importa come, non importa per quanto
perché così ci piace, perchè è terribilmente etico!
Il terzo quesito.
E' praticamente legato al secondo. Parla di "diritti del concepito", neanche embrione
concepito.
Quindi una cellula fecondata ha il diritto di essere infilata in pancia, anzi ce la infilano a forza.
Poi però del diritto della madre, considerata alla stessa stregua di un contenitore di embrioni, fatta di carne e sangue, non ce ne importa una sega.
Non ci importa una sega, secondo questa legge, se occorre sottoporre una donna a cure ormonali dolorose e dannose per poi prenderle 3 ovociti solamente e se la cosa non va a buon fine deve ricominciare tutto da capo. Tutto ciò è molto etico.
Quarto quesito.
Questa legge non prevede che se ad essere sterile è l'uomo, qualcuno esterno alla coppia possa donare uno spermatozoo sano.
Molto più etico in questo caso farsi trombare la moglie, almeno non ci sono più imbarazzi morali e non si infrange la legge.
I fans di questa legge, difendono questo articolo perché considerano il fatto che un figlio abbia un padre biologico diverso da quello legale non sia etico, anzi illegale. Bene tutti i figliol di troia sono fuorilegge da un anno.
Non importa se un padre amerà questo figlio, anche se non sarà parte del suo sangue. La cosa importante è che non abbia figli.
Un altro cavallo di battaglia dei fans dell'oscurantismo medievale, è quello delle adozioni.
Già.
Se una coppia non può avere figli, deve adottarli.
Qualcuno ha un'idea delle difficoltà di adottare un figlio in Italia? Occorrono svariati anni, occorrono svariati viaggi per il mondo perché un figlio italiano non lo adotterai mai e occorrono minimo 40 milioni (20 mila euro) a disposizione. Una cosa alla portata di tutti insomma.
Tutto molto facile. Tutto molto naturale. Tutto molto etico.
Sono del parere che il proibizionismo non ha mai portato a niente e mai lo porterà. Né lo stato, né la chiesa, né un partito può decidere di scelte morali, etiche totalmente personali e individuali.
Uno stato, una società deve preservare prima di tutto i suoi cittadini, facendo in modo che possano godere di cure appropriate, le migliori possibili e che un figlio sia una scelta non un'imposizione.
Uno stato dovrebbe scegliere di investire in ricerca se si vuole poi dare un futuro ai nostri figli, invece di mettere dazi medievali e di vendergli le spiagge.
Purtroppo lo sviluppo sociale e scientifico ha sempre dovuto fare i conti con i dogmi clericali.
Se non fossero combattute queste battaglie, molto probabilmente saremmo ancora al punto della teoria geocentrica del sistema solare, perché pensare diversamente non sarebbe etico.
I moderni Torquemada si stanno organizzando per riuscire a incanalare le scelte individuali non per il bene umano, ma per la loro stessa sopravvivenza.
Io spero che qualunque scelta facciate, sia ponderata, meditata, consapevole e non per fare dispetto ai rossi o ai neri. Così facendo fate solo un dispetto ai vostri figli.
Alessandro
roberta bacchini
7 giugno 2005 alle ore 13:39Il servizio "stappo" ... come in Australia!!
Il vino ... non c'è cosa più bella di un bicchiere di vino, sulla spiaggia, di fronta agli amici.
Grande Beppe, ti seguo sempre!
Vittorio Rena
7 giugno 2005 alle ore 13:49La parola odio, in questi casi, va assolutamente usata.
L'indifferenza invece sarebbe inaccettabile soprattutto per noi, pubblico di questo blog.
Forza Bebbe, esprimi liberamente il tuo ODIO senza inibizioni.
I giornali, le radio e le televisioni, per accattivarsi il maggior numero di pubblico possibile, sono diventate insipide. Almeno che il Blog di Beppe Grillo sia pepato e salato il giusto.
Ciao
Vittorio Rena
virking72@yahoo.it
Mark Brio
7 giugno 2005 alle ore 14:57Chi si scandalizza per la parola ODIO è solo un bigotto.
Chi detesta qualcosa o qualcuno(e questo capita alla totalità degli esseri umani), in quel preciso momento sta odiando.
Continua così Beppe, anzi raddoppia la dose !
ah dimencavo: odio i bigotti !
mora nika
7 giugno 2005 alle ore 15:08A proposito del referendum o lo scritto di Beppe.Meno male che non sono sola a pensarla allo stesso modo, e vorrei aggiungere una postilla. Una donna che ha il vero instinto materno, non disdegnerebbe crescere un trovatello. Non soffre di una brama egoistica del DOVER avere un figlio proprio a tutti costi. Non parliamo poi della dignità della persona , madre o padre che siano: come si fa all'interno di coppia mettere al mondo un figlio di NN?! (parlando della inseminazione da sconosciuto).Ciao!
marco careddu
7 giugno 2005 alle ore 15:49Posso cortesemente odiare anche il vino di mio suocero ?.
Vera spremuta d'uva senza " medicina " colore rosso ducotone, sapore gasolio da autotrazione.
Pure gratis.
Abbiamo scoperto l'energia alternativa.
( l'uomo ha novant'anni e non ha intenzione di arrendersi ... Boooh, sarà il vino ?)
Mario Panzieri
7 giugno 2005 alle ore 15:50Mark Brio:
Non ti farebbe male conoscere meglio l'italiano ..non perchè scrivi male ma perchè non sai cosa stai dicendo
Dici : chi si scandalizza per la parola ODIO è solo un bigotto.
Non si tratta di scandalo, ma di avversione per un sentimento che genera solo altro odio. Le persone bigotte
sono colore che sono ostinatamente devote alle proprie opinioni e pregiudizi. Bene, ipotizziamo che io sia
bigotto circa l'odio. Dimostrami , se ne sei capace, come l'odio sia un sentimento costruttivo e positivo. Io sono aperto alle opinioni, non all'odio.
Dici : Chi detesta qualcosa o qualcuno(e questo capita alla totalità degli esseri umani), in quel preciso momento sta odiando.
No, chi odia sta odiando. C'e' una differenza fra detesta ed odiare. Detestare vuol dire non gradire assolutamente qualcosa, a tal
punto da provarne ripugnanza (es detesto il gelato squagliato). Tuttavia NON lo odio..perchè tu odi il gelato ? Vuoi distruggerlo,
annientarlo, schiacciarlo ?
Le parola devono essere usate con moltissima attenzione e tutti possiamo usarle per comunicare ; ovviamente usando un linguaggio
diverso le parole diventano solo dei suoni senza significato , ma anche parlando la stessa lingua è necessario non abusare della
sinonimia : è inutile usare le parole prendendolo a caso.
CRIS TOR
Non credo che debba esistere una tabù nell'utilizzo delle parole, perchè di solito i tabù sono fondati sulle paure. Dunque avere
paura o timore di usare una parola serve solo ad erigerla a feticcio della paura stessa, mentre trattasi sempre e solo di una parola,
uno strumento di comunicazione. Ovviamente, bisogna usarla in modo da rappresentare veramente l'odio e non l'avversione o altre sentimenti meno nefandi.
Rita Maracchioni
7 giugno 2005 alle ore 15:56Davvero si puo' portare da casa???!!!
Cavolo quanto siamo ignoranti (o dovrei dire quanto sono) e se il gestore dice che non è ammesso come posso obbligarlo?
GRANDE BEPPE!
Rita
Lupo Marsicano
7 giugno 2005 alle ore 16:14Meglio l'odio al vino che l'odio di ricino...
Rita Maracchioni
7 giugno 2005 alle ore 16:26che dire, mi stupisco di stupirmi ancora nell'apprendere quanto rumore si fa su una parola come sull'espressione di un pensiero. Personalmente credo che dovremmo fare più autocritica e meno "al posto tuo" Beppe ha espresso il suo modo di vedere le cose, noi non diciamo "anch'io, nemmeno io, io forse..." perchè probabilmente siamo abituati a criticare e a giudicare, ma come sarebbe possibile il contrario nella realtà in cui viviamo? Ci insegnano a stare "fuori" da noi fin da bambini insegnandoci ciò che è buono e ciò che non lo è
"mangia la pappa che è buona", "no, quello è cacca" ce lo dicono appena nasciamo quando l'isinto primario fa si che portiamo alla bocca qualsiasi cosa per conoscerla, per apprenderla, per incorporarla esatamente come il latte materno che ci nutre. Per favore smettiamola di fare gli insegnanti o i critici, prendiamo i pensieri degli altri come una possibilità di crescita o di conoscenza, poi se ci piacciono li abbracciamo, se no li lasciamo dove si trovano, ma perchè distgruggerli? Sì, è vero anche i "maestri" che hanno criticato Beppe hanno espresso un pensiero, ma vorrei sottolineare che non lo hanno fatto sull'argomento bensì sul modo di vedere o di sentire di una persona che ha il suo vissuto come il suo bagaglio culturale come la sua città di nascita come la sua realtà quotidiana che per forza di cose non può essere come quella di ognuno di noi così come quella di ognuno di noi non può essere uguale ad un'altra.
Con questo non voglio dire che allora tutto è giustificabile, no, personalmente combatto ciò che non gradisco la dove mi è possibile, dove non lo è per forza di cose devo accettarla e mi sforzo di riuscire a distinguere quando è possibile e quando non lo è. Ciao a tutti Rita
Lucia Falzari
7 giugno 2005 alle ore 16:26
Amo il Vino, quello BUONO.
Ho gustato con molto piacere quello barricato, passando poi ad altri sapori. Potrei saziarmi del profumo di un vino così come faccio con il suo sapore. Un vino a volte va fatto respirare perché è semplicemente come una persona che è stata rannicchiata in una bottiglia per tanto tempo: si "stiracchia" un po' all'aria prima di dare di nuovo il meglio di sè.
Amo le vigne perfettamente allineate, che disegnano colline e piani pettinati dalla mano dell'uomo; so quale e quanta fatica costi tenerle pulite, senza un filo d'erba. So che chi le coltiva e lo fa con passione non consce sosta, non sa di vacanza. I fili d'erba superflui, il più delle volte, sono piante infestanti che, se non tolte, renderebbero difficile se non impossibile la cura delle piante di vite.
Amo le bottiglie di vetro, di diverse fogge e ciascuna con un senso (la spalla della bottiglia, per esempio, ha la sua utilità per fermare il deposito. alcuni vini on ne hanno bisogno!). Di più: amo anche le etichette che possono raccontare la storia di quel vino.
Mi dispiace per i tappi di silicone (però garantiscono la conservazione perfetta di alcuni vini), perché sicuramente sono meno romantici, oltre che meno naturali.
Mi piace ascoltare alcune persone che amano il vino. Non per questo si deve essere "grandi intenditori", né per forza ai grandi intenditori interessa sempre sapere se un vino sa di gambo di pomodoro o di pipì di gatto per dire se gli piace!
Mi fa sorridere tutto quello che SUI MASS MEDIA orbita attorno al mondo del vino. Però alcuni libri mi sono piaciuti molto, come per esempio: "Confesso che ho bevuto"- racconti sul vino e sul piacere del bere" a c. di Luigi Anania e Silverio Novelli, o "la filosofia del vino" di Massimo Donà, o ancora -storceranno il naso gli anti-slowFood- la giuda "Il piacere del vino", ben fatta, semplice, adatta a chi volesse avvicinarsi a capire un pochino come si arrivi a certe produzioni...
Alcuni vini cileni o californiani non sono malvagi, ma sarebbe interessante, più che fare un distinguo tra la provenienza geografica in sé, guardare a come alcuni vitigni vengono cresciuti e trattati in maniera differente di paese in paese, ti garantisco che si potrebbe capire qualcosa di più dei gusti e dunque anche della cultura dei paesi in questione.
Il vino buono non è più quello del contadino, che gli dà giù di bisolfito o di zuccheri (che in Italia sono illegali) per alzare la gradazione.
Il vino dai 20 euro in su non va necessariamente odiato, né obbligatoriamente apprezzato. Un buon vino si può trovare anche in un range tra i 5 e gli 8 euro a bottiglia in negozio, a 2 euro e mezzo per bottiglia in una cantina. Sul ristorante è differente perché-pensiamoci- il guadagno del ristorante è tutto lì alla fine: il vino è una delle poche cose non deperibili che il ristorante acquista/vende: con quello vengono un po' amortizzate le altre spese. Purtroppo, ma è così.
Portarsi le bottiglie da casa è certo possibile (è capitato di farlo con amici), ma fatelo solo se conoscete molto bene il ristoratore: se è una persona intelligente capirà e magari vi chiederà di assaggiare un po' di quel che avete portato con voi. Se non lo è allora sarebbe comunque meglio cambiare ristorante!
Il vino migliore però, è e resta quello bevuto in compagnia del giusto 'Lui' (o della giusta 'Lei', per i signori ;o). Che sia solo la compagnia a fare girare la testa dopo una buona bottiglia! Salute a tutti e ricordatevi sempre di guardare dritto negli occhi le persone con cui brindate :o)
Francesca Berti
7 giugno 2005 alle ore 16:56Amo il vino.
Mi mette di buon umore, mi alleggerisce e a volte mi aiuta a ridere.
Ho passato momenti meravigliosi con un calice in mano...a volte era anche solo un bicchiere di plastica. Ma andava bene lo stesso..forse ero più giovane.
E poi ci sono state tutte le sbronze..quelle leggere e quelle audaci, che ti devono portare a casa le amiche e il giorno dopo non ne vuoi più sentir parlare...
E poi ci sono state le sbronze di mio fratello, del mio ragazzo, delle persone che amo..e mi hanno fatta ridere..ridotte a uno straccio..con la bocca impastata e i movimenti rallentati e lo sguardo assurdo...
e li ho accuditi con cura..ho ascoltato attenta i discorsi senza senso..e il giorno dopo ci abbiamo riso sopra...
Ho sempre pensato che le persone che non bevono vino siano poco curiose, poco passionali...molto poco interessanti.
Io sono felice..e stasera vado pure a vedere Vasco, che ci ha messo così poco a laurearsi mentre io ho dovuto studiare 5 anni...
però non riesco ad essere piena d'odio...
Mi dispiace per la mia Italia che va a rotoli..
e guardo tutto questo mondo strano che quando ero piccola mi sembrava così semplice.. e poi finisce che diventi grande.
Carlo Colomba
7 giugno 2005 alle ore 17:05AMO il vino, quello "buono".
AMO il vino barricato (non eccessimente) con retrogusto di muschio,
il vino VA degustato, AMATO NON BEVUTO, il vino DEVE ESSERE tenuto in bocca, il vino VA fatto respirare.
AMO questo vino con tutte le mie forze.
AMO il vino prodotto dai Gaja, Frescobaldi, Incisa della Rocchetta (Sassicaia dice qualcosa?), MA NON SOLO LORO!!!
AMO le cantine fatte dai grandi architetti.
NON CONOSCO Cantine arredate, attrezzate a sala congressi, con sopra un Relais Chateaux con 50 camere lusso.
AMO le vigne perfettamente allineate, senza un filo d'erba superfluo. QUELLE CON UN SOLO GRAPPOLO PER PIANTA!
AMO le bottiglie di vetro, belle, straordinarie, e RICICLATE dopo l'uso.
NON AMO il tappo di silicone, meglio quello di sughero
AMO i grandi intendiori, hanno molto da insegnare se uno vuole ascoltare
TOLLERO tutto ciò che gravita intorno al vino: le riviste, le trasmissioni televisive, i sommelier, gli accessori.
AMO il vino buono!
Per te e chi ti segue i vini australiani, cileni, californiani: economici, sì, ma PESSIMI...
quelli buoni, COSTANO!!!
A VOI, il vino del contadino, quello fatto con i piedi... che bontà!
A VOI, il tavernello quello in brick fatto con un miscuglio di 800 uve di m... In produzione industriale!
A NOI IL VINO BUONO, QUELLO VERO!
AMO e apprezzo tutto i il vino dai 5 ai 500 euro.
Quando vado al ristorate guardo la lista dei vini e, se posso, scelgo quello buono: costa, sì, ma lo AMO!!!
voi continuate a bere galassi e tavernello, il promemoria già ce l'avete
W IL VINO, buono!
Stefano Pirro
14 gennaio 2007 alle ore 17:42TU SEI UN VERO GRANDE!!!!!!!!!!!!!!
AVREI VOLUTO SCRIVERE LE STESSE COSE...
COMPLIMENTI DAVVERO.
GRILLO, LEGGI E, QUALCHE VOLTA, FAI AMMENDA.
CIAO
Mark Brio
7 giugno 2005 alle ore 17:16X Mario Panzieri
grazie per la tua cortese risposta.
permettimi solo di dirti che qui si tratta di sostanza e non di forma
come dire: non guardiamo il dito, ma a cosa quel dito ci indica.
E un bel dito ci indica che dobbiamo detestare chi ha trasformato qualsiasi piacere della vita in una sporca macchina mangiasoldi e spremipersone
E un altro bel dito (MEDIO) lo dobbiamo puntare noi verso queste persone.
La disputa sui termini corretti da usare è un qualcosa che non mi interessa affatto.
Se proprio non vogliamo usare odio, possiamo usare una frase proveniente da Oxford come: "mi sta sulle balle", ma intanto il risultato non cambia e poi abbiamo sprecato 3 parole per dire la stessa cosa
Tullio Quagliotti
7 giugno 2005 alle ore 17:21Oh, Grillo ! ma non hai nient'altro da fare che odiare il vino ?? Sei bravo, ma con l'età che avanza ti stai rimbambendo... avanti così e ti ritroviamo Presidente della Repubblica. Ti adoro lo stesso, ciao.
Deborah Marinacci
7 giugno 2005 alle ore 18:00Io adoro il vino. Ma questo non fa testo. Anche perché il suo post non si riferisce alla bevanda ma all'insopportabile sematica (presunta) di cui il prodotto è stato (a scopo di marketing) dotato. Causando ahimé un rigetto.
L'unico punto che contrasto è che invece di osannare i buoni ed economici vini cileni, possiamo pensare ad una politica che non rincari le nostre bottiglie in enoteca di puù del 100% (quello che ha chiamato "effetto stappo"). Ciò che paghiamo 20 in vineria, ci viene 10 dal rappresentante, al negozio di coloniali, o anche al supermercato se non cerchiamo le firme esclusive. 10 è tanto ugualmente. Ma io ho trovato un bianco cileno a 12 in birreria (!) e un gustoso Nero d'Avola a 13 in enoteca. Mah...
Ettore Carloni
7 giugno 2005 alle ore 18:04Io il vino me lo faccio e me lo bevo...
e sono SICURO che dentro c'è l'uva solo l'uva...
negli altri vini "buoni" cosa c'è???
il tabacco muschiato con retrogusto di violetta del sottobosco ecc.ecc. ma facciamola finita..
matteo martini
7 giugno 2005 alle ore 18:15
Per Iavan Iorio:
" acquistare dalla cina, che voglio invadere il mercato barbaricammente, senza regole, un paese in cui ti mettono in galera per una semplice infrazione impensambile in europa..allora non va bene, meglio i dazio contro questa genete : momento: non ho nulla contro i cinesi ma molto contro i pseudo industriali che sfruttano i icesi per poi guadagnare l'ira di dio in italia "
Il paese " senza regole " e' senza regole perche' ancora non sviluppato e se vogliamo che si sviluppi bisogna che favoriamo il progresso industriale cinese e gli imprenditori italiani che investono in Cina
matteo martini
7 giugno 2005 alle ore 18:17
Per Vittorio Rena:
" La parola odio, in questi casi, va assolutamente usata. "
Se usi la parola " odio " contro il vino, che parola userai per i pedofili assassini?
La parola " amore " ??
giorgio gabel
7 giugno 2005 alle ore 18:35ODIO L'ODIO
BOICOTTIAMO I POST DELL'ODIO.
GG
Matteo Strada
7 giugno 2005 alle ore 18:53il vino...dalla california?
Proprio tu che "perchè ognuno non si beve la sua c***o di acqua?!?"
Sto giro non ci siamo proprio.Eh no...
alberto castiglioni
7 giugno 2005 alle ore 20:28...io non odio nulla,semplicemente a pari qualità scelgo il vino più buono e conveniente. Ma visto che in america OGM è legale, evito il vino OGM. Visto che la cina è sempre + inquinata, evito il vino al chimicone. E poi, visto che al vino italiano lavorano viticultori italiani,sempre mantenendomi lontano da certi eccessi.. ciao a tutti e...moderazione!
fabio garau
7 giugno 2005 alle ore 20:47Cosa diavolo è questa cosa ODIO-ODIO-ODIO... non scadiamo così per piacere! L'eccellenza nel vino come in tutte le cose va rispettata anche se a permettercela non siamo noi! Se 40 anni fa non c'erano i ricchi a comprare le macchine costose, dove venivano installate per la prima volta le innovazioni tecnologiche anche in fatto di sicurezza, oggi non avremmo macchine più sicure per tutti!! Cosa diavolo è questa cosa che una bottiglia di vino non può costare più di venti euro??!!??! Non sta ne in cielo ne in terra... abbi rispetto per chi ci crede, chi ne capisce o ha la pretesa di capire le differenze tra una bottiglia ed un altra. ... Ma è logico o no??
luigi de benedictis
7 giugno 2005 alle ore 23:06Caro Beppe, è proprio vero quello che dici sul vino. Per tre anni ho vissuto in campagna mi sono fatto il vino ed ho scoperto una cosa. Solo chi si fa il vino per se, e per vino intendo la spremuta d'uva fermentata può capire di cosa sto parlando. Il vino è davvero un dono del cielo: il vino(la spremuta d'uva fermentata) ti regala l'ebbrezza sensazione davvero magica ed indescrivibile. La mente è leggera e vola alta, lo stomaco libero e non aggravato. C'è solo un piccolo handicap:devi rischiare. Ovvero devi dire: io questi 3, 5, 10 quintali d'uva me li gioco; se va bene avrò un buon succo d'uva sennò no. Chi lo fa per mestiere lo deve inevitabilmente lavorare, modificare, addizionare, pastorizzare ecc. ecc. ecc. ecc. E' difficile assaggiare il succo d'uva fermentato perchè chi lo produce, e gli viene bene, è mooolto restio a separarsene. A regà, arifamose er vino!
Vincenzo Pacelli
7 giugno 2005 alle ore 23:47Amo il vino!
Avrei voluto scrivere su questo blog solo per ringraziare Beppe delle tante informazioni che ogni giorno ci fa conoscere o ci inviata a ricercare, invece mi trovo quasi offeso e i ringraziamenti li ridimensiono un po'.
Purtroppo questa volta ha voluto generalizzare su un argomento che ritengo viva una realtà diversa.
Proprio Beppe che cerca di far crescere una coscienza, un senso critico alla gente, anche se è un comico, questa volta è caduto in una banalità sostenuta solo dalla televisione.
Il mercato italiano del vino è così ampio e ricco di diversità che non merita tanto ODIO !!!
Si può essere d'accordo su alcuni passaggi del suo articolo, però questa volta non c'è nessun TronchettiProvera da demonizzare.
E' vero, in questi ultimi anni la moda per il vino e il suo indotto è cresciuto moltissimo, e c'è chi ne ha approfittato.
Quello che voglio sottolineare è che la realtà economica del vino è ben diversa, specialmente per le cooperative che ogni giorno lottano per restare sul mercato anche se hanno prodotti di buona qualità con prezzi super accessibili.
Vivo a Vignanello in provincia di Viterbo, da millenni (fonti verificabili, es. LIVIO, storico latino) qui si produce un buon vino che raramente raggiunge in cantina un prezzo superiore ai 3 euro, tranne che per un solo prodotto un rosso "bariccato", invecchiato 2 anni che costa 10 euro; i vini di questa zona seguono i disciplinari del Biologico, dell'Indicazione Geografica Tipica IGT o della Denominazione di Origine Controllata DOC, i consumatori hanno tutte le garanzie che i vini non subiscono "manipolazioni"o sofisticazioni.
A Vignanello c'è una Cooperativa con circa 1200 soci che lavorano tutto l'anno le proprie vigne affinché producano ottima uva, che poi si trasformerà in ottimo vino.
Arriva BEPPE GRILLO e dice a migliaia di persone
ODIATE IL VINO ITALIANO E ACQUISTATE QUELLO STRANIERO!!!!
NO, NON LO ACCETTO.
La cooperativa si è costituita per portare dei benefici ai soci e ai consumatori, grazie ad essa, ma anche altre migliaia in giro per l'Italia, si riesce ad avere un prodotto di qualità a un prezzo accessibile che ottimizza le spese, soprattutto per l'impegno diretto di tutti i soci.
A questo punto mi pongo alcune domande:
I vini del resto del mondo come vengono prodotti???
A quali sofisticazioni vengono sottoposti???
Quanto inquinano, dato che devono essere importati?????
Quanti bambini vengono arruolati per la raccolta delle uve???
Sono certo che le risposte non sono facilmente reperibili, in Italia, invece, esistono regolamentazioni molto serie e sono continuamente verificate da varie autorità competenti tra cui reparti speciali dei Carabinieri.
Per i prodotti italiani possiamo stare sicuri.
Caro Beppe, o chi la pensa come lui, se passi per Roma, per Viterbo o per Terni fammelo sapere, Vignanello è nei dintorni.
Ti vorrei portare a visitare le nostre vigne, le cantine, quelle nel tufo e gli stabilimenti attuali, infine ti farei assaggiare i nostri vini bianchi e rossi che sicuramente apprezzerai dal primo all'ultimo.
Chissà se non ti viene voglia di propagandare la bontà del prodotto come fai per le cose che pensi possano, in qualche modo, aiutare a migliorare la qualità della vita, es Skype o Wikipedia.
Comunque vorrei anche far sapere a tutti che ogni anno dal 10 al 15 agosto si organizza la festa del vino di Vignanello venite a trovarci, non ve ne pentirete.
Gabriele Martinetti
7 giugno 2005 alle ore 23:50Caro Beppe
Nel vino ci sono dentro da quando sono nato ,ero piccolo ma ricordo bene i tempi eroici e carbonari premetanolo con pochi produttori che cercavano veramente la qualità ed i pochi adepti che ne apprezzavano gli sforzi ;poi ventanni di Paese dei Balocchi ed infine eccoli i miei Lucugnoli con la coda e gli orecchi da Asino a piagnucolare la loro innocenza!
Quindi bravo Beppe a porre l'argomento anche se per me hai sparato una cazzata (grossa) ed hai perso un'occasione (buona).
Andiamo per ordine:
1-America e Australia producono vini/bibite devitalizzati ,completamente costruiti pezzo per pezzo con tecniche aberranti(acido tartarico ,polifenoli aggiunti ,concentratori ,aromi ,polvere di legno ,irrigazioni massicce a pioggia!! è tutto vero leggiti The Wine Spectrum di Chris Somers padre dell'enologia australiana ,c'è da aver paura solamente a prenderla in mano una bottiglia siffatta!).Beppe sveglia!Questi sono i cinesi del vino!Il bello è che spesso ci siamo vergognati delle nostre diversità acquisite in secoli di storia enologica e ci siamo messi a rincorrerli sulla strada del "gusto internazionale" Noi che avevamo tutto da perdere!
2-Il vino è RIVOLUZIONE!Essere veramente esperti di vino signifca essere esperti dei propri sensi.
Significa spegnere il cervello e avvicinarsi ad un calice senza nessun preconcetto ,aspettativa ,pensiero.
Significa lasciarsi guidare dai propri sensi ,lasciare che questi frughino nel magnifico archivio olfattivo-emozionale che c'è nell'hard disk della nostra mente.Saranno loro ,i nostri sensi ,che a un certo punto ci diranno "mi emoziona -non mi emoziona" ,il vino parla a chi lo sa ascoltare.
E allora Beppe capisci bene che gli imperanti professionisti della menzogna (scusa loro lo chiamano marketing...) hanno un fottuto bisogno di riempirci la testa di pensieri indotti anche su un argomento edonistico ed intimo come il consumo di vino.
Essere liberi bevitori di vino significa anche essere liberi pensatori e non più cavie/consumatori sulle quali trapiantare falsi bisogni a fini di lucro.
E ti sembra poco?
Ce ne sono tante di persone belle in questo mio mondo ,solo che non fanno rumore ,bisogna saper ascoltare ed aspettare...
Claudio Cecchetti
8 giugno 2005 alle ore 00:33 Caro Signor Grillo.
Metto questo post nella sezione "Odio" pur riferendomi all`argomento della settmimana scorsa.
Forse sono paranoico, ma la coincidenza tra il suo post di "odio" al calcio e la nuova reclame di non so quale automobile con famosi calciatori che dicono "ferma chi odia il divertimento!" riferendosi al calcio, non mi sembra solo una coincidenza.
Il suo sfogo e la sua affermazione di cominciare ad odiare il calcio mi trovano d`accordo. Ho sentito il suo intervento pubblico al convegno "Crescere tra le righe" tenuto a LaBagnaia e quindi mi domando se non abbia infastidito qualcuno che non ha perso tempo a fare una pubblicita' tutta carina ed allegra, come sanno ben fare, e diretta ai "giovani" dove bisogna bandire "chi odia il divertimento".
Nella reclame suddetta chi odia il calcio e` visto come una vecchina con un cortile pieno di palloni bucati, persi dai ragazzini che giocando le buttavano la palla nel cortile.
Lo so, posso sembrare eccessivamente prevenuto fino a vedere fantasmi dove non ci sono, ma conoscendo la maniara subdola e totalmente di parte di fare informazione che la televione usa per pilotare le menti con il medium di massa, la mia perplessita` mi sembra lecita. Anche a lei a fatto lo stesso effetto?
La ringrazio per la sua attenzione.
-Claudio Cecchetti-
davide ferro
8 giugno 2005 alle ore 06:56AMO IL VINO DELL'ANTICHITA' quello greco,romano ed etrusco con aggiunta di acqua che purtroppo non è "in" per i degustatori,AMO anche il vino con un filo di miele...bellissimo il libro di uno studioso americano sulla storia del vino nel mondo antico,il titolo:l'archeologo e l'uva...
Dario Iovannone
8 giugno 2005 alle ore 07:58Caro Grillo... mi dispiace ma non approvo il tuo messaggio per una volta.
Io lavoro come ristoratore nei Caraibi a San Juan Puerto Rico, e vivendo fuori dall`italia ho potuto vedere le differenze dei vini nostrani ai vini mondiali.
L`italia come la Francia e la Spagna vendono vini che hanno un controllo e una qualita` superiore ai vari cileni, californiani e australiani.
Senza dire che il regori della varie denominazioni italiani non permettono come ai vini californiani e chileni di irrigare le vigne cosi da avere sempre ogni anno una buona produzione che abbassa notevolmente il prezzo.
Continuando dal fatto che nei californiani ci sono vini economici come gallo (non lo bevete vi prego :D) ma ci sono i vari silver oack (100$ a bottiglia) e molti altri che non vado a nominare.
Bhe onestamente di sicuro siamo meno competitivi.... ma e` come quando vendi le macchine... la bmw la paghi piu cara della fiat ma corre della madonna :D
Spero che tu passi per puerto rico cosi ti incazzi anche per me... qui una bottiglia di vino a meno di 10$ non la trovi!!!
Lasciamo stare il vino italiano... ancora e` buono!!!!
Stefano Mercurio
8 giugno 2005 alle ore 10:45Caro Beppe e cari tutti, io il vino non me lo posso fare da me in quanto non ho la vigna. Fortunatamente abito in una zona, il canavese, dove il vino buono c'è e lo trovi anche a buon prezzo. Comunque credo che il punto centrale sia il business e non il prodotto in se stesso!! che può essere il vino, il calcio o i pannolini...la guerra da combattere è un'altra...e chi segue Grillo dovrebbe ormai saperlo. Cos'è il business? è trppo grande e bisogna scinderlo per catturare l'attenzione di quanta piu' gente possibile. Se dici odio il business e posti il tuo pensiero ti risponderanno 3 persone. Ma se cominci a sm...are tutto quello che lo compone crei una discussione pazzesca come è stato con questo post di Beppe. Mio nonno, come me e mio padre, è un'amante del vino (anche se io lo distinguo solo dall'aceto) e non si siede al tavolo senza il suo bicchierino ( il calice me lo ha scambiato per il decanter ) e senza la sua bottiglia da 2 euro il litro!! 20 euri a bottiglia?? il nonno Paolo mi ha detto che sono pazzo e che me lo posso bere tutto io...ahahaha!!ragà sveglia...l'informazione: per risparmiare basta cercarle le cose e non per forza andare oltre oceano. Guardate vicino la vostra città o il vostro paese, cercate chi produce vino e chiedete al vostro ristoratore, wine beer, taverna o quello che volete di annoverare tra i suoi fornitori il vino o la cantina che avete trovato. Ad Ivrea l'erbaluce lo trovi in bottiglia in cantina a 2,75 (poco meno di 2 euri sfuso da botte )euri e 8/9 euri nelle enoteche...non sono i 5 euri di Marsala ma che volete...non lo comprate...non siete obbligati. Detto questo mi defilo e...cin cin a tutti.
Fabrizio Favro
8 giugno 2005 alle ore 12:15Ciao.
E' sicuramente vero, bisogna "ridimensionare" alcuni aspetti del mondo del Vino, ma ritengo che Uccidere l'agricoltura Italiana ed i viticoltori "onesti" promovendo una concorrenza staniera talvolta SLEALE ( vedi coso manodopera, fruttamento etc. )non sia una mossa così saggia. Bere bene ed ad un prezzo onesto è un obbiettivo, darci mattonate sui coglioni da soli, non penso lo sia. Cosa ci mettiamo al prosto dei Vigneti ?? Le ville dei politici ?
Bye.
teresa de chiara
7 agosto 2007 alle ore 13:55magari tanti bei chiosketti e dei carretti colorati che vendon gelati al mango e senza zucchero ........
federica puddinu
8 giugno 2005 alle ore 12:31ciao, beppe volevo dirti che appoggio pienamente le tue critiche sopratutto sul tema" embrioni"..vorrei sopratutto che le donne non si facciano convincere dalla loro ignoranza alimentata dalla falsa moralitá
Pierpaolo Palmisano
8 giugno 2005 alle ore 12:55Ma davvero è possibile portarsi il vino da casa anche in Italia?
Se è così è fantastico! Negli USA lo fanno da una vita e non c'è nulla di cui scandalizzarsi!
Cosi porto il vino che voglio oppure lo stesso che hanno sulla carta dei vini al ristorante ma con un costo decisamente inferiore!
Matteo Bocci
8 giugno 2005 alle ore 14:10Mi pare ci sia un gran casino (in Italia almeno, all'estero no so) sul tema del "mangiare e bere bene" (all'italiana appunto).
Premetto che sono genovese (e quindi mi sento istintivamente vicino all'esortazione alla parsimonia invocata dal mio conterraneo).
Ciò detto non capisco tanta veemenza da parte di molti opinion maker (non so se in questo contesto piaccia l'espressione, me ne scuso) contro la qualità del cibarsi e del bere. E' vero che la qualità non è per forza legata al prezzo (una enoteca a Roma vicino Largo Argentina ne è la riprova). E' altrettanto vero che non può essere l'economicità un parametro di riferimento per la qualità.
L'industria del vino d'elite, in quanto tale, può interessare solo le elite e quindi penso di poterla trascurare in questo caso. Attenzione a non sacrificare invece la qualità dei prodotti tradizionali in nome di quell'economicità talvolta (spesso?) raggiunta a scapito di materie prime o procesi produttivi di scarso vaore, nonchè di strategie commerciali basate su economie di scala a grande raggio e sradicamento di tradizioni e peculiarità locali.
Il mondo è (sempre stato) complesso (vaglielo a dire ai mercanti cinquecenteschi che la loro era una vita "semplice"!!!), ma la soluzione non mi pare possa essere fornita da alternative radicali. Occorre credo un misto di ragione, intuito, capacità e incoscienza (sense and sensibility, potremmo dire). Mi spiace quindi si incorra spesso in posizioni massimaliste pro/contro aspetti cruciali dello stare nel mondo quali ad esempio la qualità dei cibi di cui ci nutriamo.
In appendice spendo una parola in soccorso del tappo in silicone che: è riciclabile, resiste più del sughero in ambiti climatici non favorevoli e permette maggiore resistenza del prodotto. Tutto sommato per vini di qualità anche medio-alta fa il suo sporco lavoro!
Saluti e grazie per l'attenzione.
Matteo.
Francesco Rustichelli
8 giugno 2005 alle ore 14:15E' vero, meglio non generalizzare.
Però credo che l'iniziativa "odio" sia soprattutto una provocazione.
nicola mongiardo
8 giugno 2005 alle ore 14:31caro Bebbe sul vino l'hai sparata grossa,non si può odiare un prodotto che è un vanto dell'economia e della cultura italiana.
Un settore dove le regole vengono rispetttate e dove i cialtroni vengono puniti(altro che la politica),non sono d'accordo nemmeno sull'eccessivo prezzo dei vini,c'è ampia scelta da 3 euro in sù sta al consumatore decidere.
Viva il buon vino italiano caro Bebbe,grazie per tutte le informazioni che ci dai,ma su questo tema sei in torto.
Marco Tiberi
8 giugno 2005 alle ore 15:14FINALMENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma voi sapete veramete cosa bevete?
E' ora che si faccia luce su questo mondo oscuro,dove la qualità la fa solo il prezzo e l'etichetta e un risretto gruppo di "esperti"! Invece non sai che c....o ti danno da bere,le uve viaggiano tutto lo stivale comprate a pochi euro da un "morto di fame" di un contadino e te di danno da bere un vino costosissimo e super trattato.
marco sanna
8 giugno 2005 alle ore 15:51vino californiano! "PREZZI BUONI"
POVERI MESSICANI.
andrea demagistris
8 giugno 2005 alle ore 16:00anch'io in parte condivido lo sfogo di beppe grillo. Il vino si è allontanato dalla dimensione più genuina e culturale per diventare una sorta di oggetto prezioso da sfoggiare o collezionare.
Mio padre ha 83 anni, è viticoltore e fa vino all'incirca da 60 anni; si è sempre rifiutato di trasformare la sua piccola cantina in un'azienda più moderna e ha continuato a fare vino senza saper nulla di enologia o di tecniche di produzione. Quando bevo il suo vino sento l'appartenenza al luogo, è un gusto imperfetto, ma in quei sapori io ritrovo, in parte, la mia identità familiare.
Non dimentichiamoci inoltre che l'uva è una delle poche produzioni agricole che permette di vivere dignitosamente pur avendo una piccola proprietà terriera. Il nostro modesto benessere è dipeso da questo: se avessimo coltivato fagioli, pesche o grano, chissà dove saremmo ora, chissà se avrei potuto laureami...
I veri speculatori sono chi vende il vino in bottiglia o i ristoratori. L'uva ha un prezzo persino basso: provate, provate a coltivare la vite, a sentire la fatica nelle vostre braccia, nella vostra schiena
Cordialmente
nicola barbato
8 giugno 2005 alle ore 16:29concordo e dissento, al solito.
il vino è un caro amico ma, purtroppo, se bevo una bottiglia da 10 euri e dopo ne assaggio una da 40, 99 volte su cento la differenza è abissale.
abissale.
il che, tuttavia, non giustifica certi prezzi. e infatti mi do dei limiti di decenza, al ristorante come in enoteca.
un sassicaia o un tua rita non li berrò mai, a meno che non me li regalino (ahem). ma distinguo tra chi ha costi maggiori perchè, ad esempio, fa un'agricoltura biologica della vite e chi ha costi maggiori perchè si è fatto rimettere a nuovo la cantina da un architetto dai pantaloni a scacchi.
e la barrique?
la barrique, come dice un vignaiolo pazzo che la ha in odio, è come il trucco per le donne: un filo può aiutare, ma troppo è da mignotte.
detto questo, cercando e avendo pazienza, si trovano produttori eccezionali ed onesti.
se la pazienza e il tempo scarseggiano si capita a bere un supertuscan barricato da 50 euri (ma la fortuna serve anche in questi casi...).
buono, sì.
tuttavia.
Massimiliano Ciceri
8 giugno 2005 alle ore 16:37Certo, sarà provocatoria ma è molto centrata!
Il problema non è che i buoni vini Italiani non siano poi così buoni, il problema è che si cerchi di convincere la gente che quelli prodotti in altri paesi facciano schifo e concorrenza sleale!
Inoltre i nostri vini hanno prezzi talvolta spropositati (un "normalissimo" Brunello di montalcino venduto ad uno sprovveduto Finlandese - mio amico - ad oltre 50 la bottiglia è un furto!) e poco importa se all'estero la stessa bottiglia sarebbe costata molto di più.
Ho assaggiato vini Californiani di ottima qualità che meritano (ed hanno talvolta) attenzione dagl'intenditori (quelli veri, mica quelli che nel vino, quando lo assaggiano, ci trovano aroma di fiori e sottobosco - ridicoli!!!) mentre in Italia sono recensiti quasi come quelli al metanolo.
Il vino proviene dalla terra, dal clima e dalla cura di chi lo coltiva e dalla qualità del vitigno, perché in altri paesi del mondo non devono esserci condizioni per realizzare ottimi vini? Possibile che ciò avvenga solo in Italia?
Luca Rinaldoni
8 giugno 2005 alle ore 16:57Che strano... Commentando il post "Odio il calcio" mi era venuto spontaneo fare un parallelo tra calcio e vino: calcio e vino possono essere dei provvidenziali piaceri, tutto dipende da come te li propongono e da come li consumi. E come per il calcio, sono sicuro che Grillo non odia il vino in sè e per sè (si accettano scommesse) ma quello che il vino è diventato in quanto prestigioso bene di consumo. Come per il calcio c'è chi se lo gode nella rarefatta atmosfera della tribuna VIP (rarefatta... ma non era da lì che era partita la monetina all'arbitro Frisk? Bah...) e chi si droga di Biscardi e Cannavò, altrettanta differenza passa tra chi degusta un bicchiere di Amarone nell'enoteca raffinata e chi si imbottisce di vinaccio da supermercato che costa meno della minerale. Sia per il calcio che per il vino, entrambi i tipi di consumatore sono lontani anni-luce dal godimento estetico autentico del prodotto. A questo punto ci starebbe anche che il prossimo post domenicale di Grillo sia un bel "Odio la f...a", dopo di che bisognerebbe veramente cercare di capire dove Grillo vuole portare il suo scelto pubblico.
nicola barbato
8 giugno 2005 alle ore 17:03mi dispiace, ma faccio parte dei ridicoli che cercano odori e sapori (e colori) nel vino. perchè ci sono.
nel vino come nel cibo. non sono un intenditore sborone, lo faccio perchè mi piace.
quanto ai vini che arrivano dall'estero, spero siano buoni. davvero lo spero. esserne sicuro no.
in italia il vino è migliore qualitativamente che, ad esempio, in francia, perchè la legislazione qui da noi è molto più seria e severa. un paese come l'argentina, ad esempio, che produce quantità enormi di vino, non riesce ad esportarlo perchè la qualità è lasciata al buon cuore del produttore, in assenza di un legislazione vera e propria. non si può sapere cosa si sta bevendo, tanto per intenderci.
qualità, per esempio, significa non aggiungere zuccheri nè (troppe) altre porcherie al prodotto della fermentazione.
quanto all'amico finlandese, beh... con la metà di quella cifra avrebbe potuto comprare ottimi brunelloni. magari, però, voleva sentire quel particolare aroma di sottobosco che solo in quella bottiglia di quel particolare produttore di quel particolare anno acquistata in quella particolare enoteca poteva trovare. come dargli torto? :o)
vgl
giacomo pantone
8 giugno 2005 alle ore 17:20è una delle poche volte che non sono daccordo con lei, il vino non va odiato ma compreso.
bisognerebbe odiare chi con prezzi stellari non consente a questo straordinari prodotto possa essere a disposizione di tutti
Antonio Gramsci
8 giugno 2005 alle ore 17:55"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva; e la massa ignora, perché non se ne preoccupa: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti".
Antonio Gramsci "La città futura" 1917
Gianclaudio Rossato
8 giugno 2005 alle ore 18:09Sono Gianclaudio da Cosenza e protesto perche' hanno impiegato 20 anni per costruire una stazione grandissima(da cui partivano moltissimi treni diretti per il nord)e adesso che fa TRENITALIA??LA CHIUDE!!!VERGOGNA..VERGOGNA per tutti i lavoratori che rimangono disoccupati e VERGOGNA per tutti i cittadini che per prendere un treno dovranno andare alla stazione di PAOLA(la meta')e farsi(30 km) ogni volta..VERGOGNA..Ringraziamenti ovviamente faccio al Comune che nn hanno fatto nulla per evitare cio'.
Pan solamente
8 giugno 2005 alle ore 18:30Ciao Beppe, sono un "ragazzo" ligure che ti ha sempre ammirato ma sopratutto provo un gran rispetto per quello che dici sempre...
Ho un mio piccolo Blog, nulla di esagerato, ma mi piacerebbe tanto ripostare alcuni tuoi interventi e e pensieri... Ovviamente segnalando la provenienza ecc... come da prassi .. e anche per il fatto che sinceramente odio fare mie le idee degli altri e mi pare giusto dare a Cesare quel che è di Cesare....
Ovviamente ringraziandoti e se mi permetti abbracciandoti.. Sei Troppo Un Grande !!!!
Vincenzo De Simone
8 giugno 2005 alle ore 19:27non avrei saputo odiare meglio
Alessandro Sbarbada
8 giugno 2005 alle ore 20:26Una nuova legge regionale toscana vieta la somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione "negli esercizi operanti nell'ambito di impianti sportivi, fiere, complessi di attrazione dello spettacolo viaggiante installati con carattere temporaneo, nonché nell'ambito di manifestazioni sportive o musicali all'aperto" come recita l'articolo 42, comma 4 della legge regionale 28 del 2005.
Si stanno già scatenando le prime polemiche.
Mi hanno chiesta un parere, che vi giro per conoscenza.
Ciao.
Alessandro - -
Una amica, lettrice della mailing list di alcolonline, mi ha chiesto un parere sulla nuova legge Toscana (http://www.comune.firenze.it/cgi-bin/ufstampa/comu.cgi?tipo=5&id=20296): il discorso mi pare molto interessante, e così ho pensato di proporre le mie riflessioni a voi.
Il divieto, a mio parere, è una sconfitta, il riconoscimento dell'incapacità di educare prima, e di gestire poi.
Io penso che proibizione e repressione siano utili e necessari, ad esempio, per quanto riguarda il fenomeno della guida in stato di ebbrezza, fenomeno che miete così tante vittime da "sbronza passiva".
Per tutto il resto basterebbe applicare le leggi che già ci sono, e che nessuno fa rispettare.
In questo senso sono contrario a "leggi speciali", tanto altro si può fare... e soprattutto non fare.
Il problema sta a monte.
La nostra cultura associa ogni occasione di celebrazione, festa, divertimento, convivialità con l'alcol.
Chi non beve in compagnia...
Questa è la cultura trasmessa ai giovani dai loro genitori e nonni.
I bambini cominciano a bere ancora prima di nascere, e proseguono da neonati (attraverso l'alcol bevuto da mamma in gravidanza e allattamento).
Già prima dei 10 anni di età del bambino, i suoi genitori si scoprono osti, e cominciano orgogliosi a somministrare le primi dosi di alcol all'allegro pargoletto.
Intanto le scuole elementari cominciano a insegnargli la cultura del vino, portando il bimbo con tutta la classe nella vigna o magari nella cantina sociale, a scoprire la "cultura del territorio".
Comincia subito l'opera di emarginazione sociale e culturale di chi desiderasse non bere, l'astemio viene tagliato fuori, è un "diverso", quando non un malato.
Nel frattempo la televisione ha già installato nelle giovani menti di questi bambini un fortissimo condizionamento verso l'alcol, mediante pubblicità dichiarate e, soprattutto, mediante più pericolosi messaggi, tambureggianti, che si esprimono attraverso i vari servizi sul vino che costellano i nostri programmi televisivi, già a partire dai telegiornali.
L'adolescente tende naturalmente a riprodurre la cultura che gli è stata inculcata, e comincia a bere per conto suo, da solo o con gli amici (quasi mai bere è una scelta, come ad esempio fumare: chi beve comincia a farlo senza mai averlo deciso).
Comincia allora la frequentazione di locali esondanti bevande alcoliche, promosse magari tramite "happy hour" (da notare la scelta dei termini), di feste di paese, sempre all'insegna del vino o della birra, spesso con il patrocinio o l'organizzazione delle locali Pubbliche Amministrazioni.
Le stesse Amministrazioni spendono i nostri soldi per promuovere percorsi enoturistici, strade del vino, eccetera.
Intanto il Ministero delle Politiche Agricole ti porta a scuola il concerto di Edoardo Bennato (proprio lui, quello di "Mangiafuoco" e del "Burattino senza fili"), testimonial della campagna "Vino e Giovani"... ( http://www.vinoegiovani.it/ ).
Tutto ciò premesso, ci si accorge che, misteriosamente, questi giovani strani e cattivi bevono alcol, chissà come mai, tra lo stupore dei genitori, dei nonni, degli insegnanti di scuola, dei programmi televisivi e degli Amministratori locali e di Edoardo Bennato... che gridano tutti insieme indignati allo scandalo rispetto alla gioventù bruciata (è sempre stato così, i nonni di oggi sono nati insieme a James Dean).
Considerate le caratteristiche proprie della sostanza alcol, inevitabilmente accadono dei problemi.
Preso atto dell'incapacità educativa, ecco che si interviene con la proibizione, con la disperazione di chi non sa più dove sbattere la testa.
Ricordate i Mondiali di Italia 90?
Tanti soldi pubblici investiti per la sponsorizzazione di VINI ITALIA, ma nelle città dove giocavano le partite era proibito vendere il vino e gli altri alcolici...
La proibizione è riconoscere un fallimento, ma è la cultura che è tutta da cambiare.
Non serve fare (dopo) leggi nuove, serve NON FARE (prima) tutte quelle iniziative, non mettere in atto (prima) tutti quei comportamenti che creano le condizioni per lo sviluppo dei problemi.
Quanto hanno investito per promuovere l'alcol le Amministrazioni che, sempre più numerose, oggi intervengono con i divieti, per arginare le violenze e gli incidenti alcolcorrelati?
Il bello è che questa gente, se gli parlo (prima) dei rischi del bere, mi da' del proibizionista.
Loro, che fanno i divieti, danno del proibizionista a me.
Forse sono io che non mi faccio capire, chissà...
sergio leone
8 giugno 2005 alle ore 22:18xRoberto Giuliani
Ti ringrazio per la precisazione,chiedo venia ma era un bel pezzo che non accedevo al sito Winereport;mi dispiace per Ziliani,però era immaginabile,dato che non era tra i più "malleabili" in fatto di enogiornalismo,chapeau bas.
Interessante il tuo link,nei giorni a venire approfondirò la visita,anche perchè non bisogna smettere mai di conoscere.
Saluti.
Luciano Pagni
9 giugno 2005 alle ore 10:09Amo il vino, quello buono nato nelle nostre campagne.
Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ma fatti dalle grandi case vinicole e non dai nativi australiani o cileni o argentini o sudafricani sicuramente grandi estensioni, curate con diserbi e prodotti chimici delle grandi industrie chimiche, e sicuramente senza un filo d'erba. Che dire poi dei vitigni OGM? dove vengono usati? sicuramente questi paesi (gli operatori economici) sono molto più disposti ad usare questi nuovi soggetti genetici. Come sarà il vino prodotto? Ottimo ed economico si, ma poi?
Un saluto Luciano
Carlo Volpi
9 giugno 2005 alle ore 16:59Aggiungo la mia voce ai difensori del silicone. Senza un corretto imballaggio si butta via fino al 40% delle merci deperibili e il vino non fa eccezione. Se lo spreco è un obiettivo, magari per alzare il prezzo delle bottiglie più antiche, allora il sughero mi sembra un ottimo mezzo per raggingerlo.
Il silicone usato per i tappi è poroso (quindi fa "respirare" il vino), molto leggero (quindi poco materiale che si butta via), igienico (quindi non ospita muffe cancerogene), economico (se volete date in beneficenza quello che risparmiate rispetto al sughero) ma soprattutto è un ottimo imballaggio per il vino.
L'unica cosa che forse ancora manca è il suo riciclo: non si può riciclare insieme alla plastica?
Anche il vetro si ricicla benissimo, tra l'altro, ed io non mi ricordo di aver buttato nel "nero" una bottiglia di vino da parecchi anni. Certo gli scatoloni in poliaccoppiato da 5 litri con rubinetto sarebbero un imballaggio ancora migliore ma come convincere il consumatore che contengono un buon vino?
Luciano Pagni
9 giugno 2005 alle ore 19:53A proposito hai assaggiato "Lo Stravizzo" che ti abbiamo dato ad Asciano (SI) in occasione del tuo spettacolo? Fammi sapere; quello è buono e molto sudato da mani contadine. Noi piccoli agricoltori abbiamo bisogno di una mano non di concorrenza dei grossi industriali del vino italiani ed esteri.
Di nuovo ciao.
giovanni corbellini
9 giugno 2005 alle ore 22:05- complimenti per il Suo spettacolo che ho molto apprezzato alla TV (svizzera naturalmente).
- in merito al Suo sito, condivido pienamente, tra l'altro, la Sua presa di posizione contro il dilagante (pessimo) gusto del vino barricato, un vino morto, sempre uguale, piatto e squallido, propinatoci da una manica di soloni in grado sentire i gusti piu' strani (ma quale muschio, quale cioccolato ...).
- nella vicenda del vino sembra poi di leggere una metafora che rispecchia fedelmente il nostro andazzo quotidiano, fatto di ormai solo di apparenze e di scelte imposteci da un potere sempre piu' complesso e tentacolare (la partitocrazia e la burocrazia che stanno uccidendo la nostra societa', i management che stanno uccidendo le nostre aziende, le lobbies di vario genere che uccidono ogni rigurgito di novita' e cambiamento etc. etc.).
Continuo a sperare nel formarsi di un movimento liberale con senso dello stato, che persegua principi di giustizia sociale nel rispetto delle regole, un movimento riformista che scalzi questa destra vergognosa. Ma arrivera' mai ???
A proposito, io bevo vino di mia produzione, 300 bottiglie l' anno, vino che non conosce metasolfito, non conosce chiarificanti chimici, che non viene stressato con filtrazioni di alcun genere; non sara' bello vedere la "camicia" all' interno delle bottiglie, ma almeno quando lo bevo riconosco un gusto indiscutibile: quello dell' uva e credo che cio' basti. Non le offro qualche bottiglia perche' nella sua posizione scomoda non credo accetti alcunche' da sconosciuti. Ma ho una casa ed una cantinetta che saranno lieti di offrirle "un bicchiere in amicizia" se un giorno passera' da queste parti.
Saluti e avanti cosi'.
Filippo Trascinelli
9 giugno 2005 alle ore 23:08Morellino di Scansano, Beppe! Morellino di Scansano con le trenette al limone. Altro che fecondazione assistita!
Liliana Amadò
9 giugno 2005 alle ore 23:50Caro Beppe,
con riferimento alla tua iniziativa di dedicare la Domenica alla parola ODIO e dopo aver letto tutti i postati in merito, mi permetto di consigliarti di dedicarene uno speciale per provocazione a:
ODIO la Lecciso per le sue apparizioni demenziali in TV, atte solo a far risorgere il marito, visto che da anni nessuno lo c...va più
ODIO pure il marito Al Bano, che invece di fare il cantante, si mette a fare il contadino-vignaiolo
che te ne pare?????
Ciao
Lili
Paolo Guido
10 giugno 2005 alle ore 00:29Odio Grillo quando fa il massimalista. Fatti un giro nelle vigne, Grillo, valli a vedere che lavorano. Poi metti il naso nelle loro cantine e giudica da te. Prima assaggia, poi fatti dire il prezzo. Poi riscrivi questa stronzata.
Prosit.
Enrico Salvatori
10 giugno 2005 alle ore 16:12Caro Beppe, sono uno studente del corso di laurea in enologia di una delle tante facoltà italiane. visto la crisi che il mercato del vino italiano sta attraversando (2002, annata schifosa, 2003, annata senza uva, 2004, non si è venduto il vino) dì qualcosa ai produttori italiani! Dobbiamo si continuare a fare la qualità, ma non possiamo fare pagare le bottiglie 20, 50 o 100 euro! Non c'è alcuna ragione tecnica! gli australiani arrivano sul mercato con bottiglie da 2-3 euro, che non saranno eccelse, ma che non hanno difetti, e che si posizionano sulla fascia di quel vino che noi vendiamo a 10-12 euro! Ci stanno facendo il culo! il loro export nell ultimo anno è cresciuto del 400%, il nostro del 3,7%.
Poi non ti dico gli australiani cosa ci mettono nel vino; la loro legge dice "Se non fa male alla salute, si può usare".
Ciao
Enrico
laura rosa
11 giugno 2005 alle ore 13:02Odio i telegiornali della Fininvest.Odio gli amori dei vip inseriti nei telegiornali.Odio i commenti personali ai fatti.Odio le interviste al mare o in montagna mentre la povera gente è a casa e non ha nemmeno i soldi per pagarsi una pizza o un cinema.Odio le previsioni del tempo ogni minuto-secondo.Odio i catastrofismi..gli allarmi valanghe,gli allarmi traffico,gli allarmi freddo e gli allarmi caldo...odio queste persone spregevoli che rendono ansiosa una vita già per se difficile.Chi è con me?????
Alessandro Monti
11 giugno 2005 alle ore 16:53Sono un sommelier e mi dispiace che tu mi odi, anche perchè io ti ho sempre ammirato e continuerò a farlo.
Questa volta però hai toppato alla grande: primo perchè il vino italiano buono significa cultura e
anche se alcune bottiglie costano care e carissime
non si può odiare la cultura. Prova a dirlo a chi fatica nei campi e in cantina.
Secondo : prova a chiedere quanto costa GRANGE (australiano)o OPUS ONE (americano)o i migliori vini Argentini, Cileni, Sudafricani, senza parlare dei Francesi o degli Spagnoli. Si può bere bene italiano anche con 5 o 6 e se vuoi ti faccio dei nomi, e sei sicuro di bere sano.
In Australia, ti assicuro, che nei vini da 2 o 3 ci sono troiai che neanche immagini.
Caro Grillo documentati meglio la prossima volta e sappi che nessuno ti obbliga a spendere 50 per una bottiglia di vino e non è giusto che tu odi chi apprezza questi vini e li sa capire (non come te).
Scusami per la presunzione, ma se tante volte sono stato io a imparare da te questa volta lascia che ti dica che hai scazzato di brutto.
gino felino
11 giugno 2005 alle ore 23:54insomma...
gino felino
12 giugno 2005 alle ore 00:13ho la conferma che lei signor Grillo, con la sua sparata sul vino, padroneggia l'arte della provocazione; come dare una bastonata al favo dei calabroni... un casino magnifico!
Quando aprirò il mio blog quindi la plagierò parzialmente, nel senso che per dar sugo alla discussione affermerò che io
non sopporto le donne bellissime
quelle con un corpo atletico
come Rossella Brescia
quelle mostruosamente erotiche
come Angelina Jolie
non sopporto cioè le stragnocche
Io amo le racchie
grasse basse e pelose
con la forfora e le ascelle marce
perché quelle sono VERACI e GENUINE!
Lei col vino, io colle donne e la cazzatona è servita!
Prosit
Fabio pic
12 giugno 2005 alle ore 02:52Caro beppe io da sommelier e da enotecnico posso dirti che hai perfettamenta ragione, un vino ad una cantina per quale sia il processo di vinificazione che utilizza nn supererà mai la spesa di 2 euro a bottiglia, la penso come te, i vini a più di 20 euro a bottiglia devono morire. NON SI POSSONO PAGARE 18 EURO DI NOME!!Ci sono vini al prezzo di 250 euro e io cosa pago?Il nome???E poi i vini barriccati...I vini barriccati....vai a vedere le barrique piene d'acqua nelle cantine perche costa troppo fare i travasi e perche il processo è troppo lungo.Per dare sentori di legno si utilizzano i trucioli, scaglie di legno aromatizzate per preparare un vino dall'invecchiamento di anni in pochi mesi. Chiedete alle cantine delle aggiunte di gomma arabica per colorare e ammorbidire....La coca cola è più pulita, almeno sai che c'è dentro di tutto.
Ilaria Romolini
12 giugno 2005 alle ore 16:25Gent.mo Sig. Beppe Grillo,
Ho appena letto il Suo articolo "Il business degli embrioni" e sono un po confusa.. Ho appena compiuto 22 anni convivo da 1 anno con il mio fidanzato che ha 21 anni. L'anno scorso a gennaio sono stata operata d'urgenza all'ospedale di Careggi a Firenze (città la quale sono nativa e residente), lasciando perdere tutti i particolari dello schifo che c'è nell'ospedale (sono arrivata il sabato sera e mi hanno operato solo il lunedì mattina, quando ero già in peritonite, perchè avevo un'emorragia interna) mi hanno fatto un bellissimo taglio nell'addome, perchè appunto ero piena di sangue (una cisti mi era scoppiata) e mi hanno trovato una cisti di endomentriosi in un ovaio. Conclusione mi hanno tagliato un pezzo dell'ovaio e mi hanno messa in menopausa per sei mesi.Non appena mi è tornato il ciclo mestruale mi sono tornati i dolori (nel giro di due-tre mesi, periodo in cui stavavamo provando ad avere un figlio)e così sono tornata all'ospedale mi hanno ritrovato una cisti in entrambi le ovaie (sempre di natura endometriosica) e la loro terapia di nuovo in menopausa. Questa volta mi sono rifiutata e mi sono messa alla ricerca di qualche informazione su questa malattia. Molto spesso ti porta a non avere figli, o meglio a rendere molta difficile la fecondazione "naturale", e le probabilità per quella assistita sono bassissime. Io capisco che per un uomo è difficile da capire, ma io farei qualsiasi cosa pur di riuscire ad avere una mia gravidanza, io rifiuterei alla fecondazione con il seme di un donatore, ma se c'è anche una sola persona in tutto Italia che sarebbe disposta a fare anche quella perchè vietarli IL DIRITTO DI SCEGLIERE. Io non discuto e non ne sono in grado di dire cosa è giusto o no, capisco solo il gran desiderio di una donna ad avere na propria gravidanza, e secondo il mio modestissimo parere dobbiamo avere il diritto di scegliere cosa noi vogliamo fare. Sono anche dell'idea che ogni donna al mondo, anche chi puo avere figli, dovrebbe adottare un bambino (uno o un milione) ma forse Lei saprà meglio di me le immense difficoltà che ci sono per l'adozione. Anche li girano miliardi di interessi. Io vivo in affitto in un bilocale poco fuori firenze e pago 600euro al mese, mi dice quante possibilità abbiamo noi di adottare un figlio? Mi scuso davvero per il mio email lunghissimo e per forse le molte cavolate che o scritto, ma penso di avere espresso solo il mio umile pensiero, e forse da persona un po ignorante. Capisco inoltre che Lei non può farci niente e che forse non avrà nemmeno interesse in questo mio email, lo prenda come un sfogo. La ringrazio comunque per tutto. Saluti Ilaria
Guido Rossi
13 giugno 2005 alle ore 10:22...mi piacerebbe..
dire..
la mia...
ma sono già ubriaco.
Credo fosse vino....
rosso!.
Paolo Barbieri
13 giugno 2005 alle ore 11:09Ciao a tutti,
effettivamente molti vini sono diventati inavvicinabili, molti vini sono sopravalutati, molti vini sono una presa in giro, MA... VIVA I VINI DA 200 Euro alla bottiglia, se esiste una persona straricca che pensa che sia meglio spendere quella cifra per un vino anzichè usarla per migliorare la vita di qualcuno (anche se quel livello di spesa è un insulto per un operaio), è giusto fregarlo alla grande!!! Intanto in piemonte è nata da qualche anno l'associazione buta stupa che permette di portarti a casa, adeguatamente confezionato, il vino che avanzi al ristorante. Un idea carina a cui aderiscono molti ristoratori.
Un brindisi a tutti!
Giusi Lapadula
13 giugno 2005 alle ore 14:56Solo una domanda: avere un figlio "eterologo" non è certo la stessa cosa che averlo non talassemico grazie alle ormai irrealizzibili (vista la scarsa affluenza) nuove tecniche. Vero è che chi si accanisce nel forzare la natura dovrebbe a un certo punto chiedersi se magari questo accanimento va diretto verso altri scopi che non quello di avere un figlio geneticamente suo a tutti i costi. Tuttavia c'è invece chi il figlio lo può avere ma geneticamente malato: perché precludergli la possibilità di averlo sano (appunto come i portatori d'anemia mediterranea)?
M'ha fatto un non so che votare sì sapendo che Veronesi è favorevole agli ogm, ma penso che la tutta la gente vada tutelata, non solo i benestanti (che continueranno ad espatriare per avere ciò che in Italia non si vuole). Che ci sia chi ci speculerebbe sulla manipolazione degli embrioni è chiaro e limpido. Dicendo no in Italia non riusciremo comunque a frenarla questa manipolazione (né in Italia né altrove) se non nella sua applicazione terapeutica per le coppie sterili.
Come al solito sono andata a votare turandomi il naso ma con la convinzione DI NON APPARTENERE AL PARTITO DEGLI ASTENSIONISTI, A QUELLO PROPRIO NO!
Saluti
Maurizio D'Aniello
13 giugno 2005 alle ore 16:18Provato il vino Rumeno, ottimo !
Stessa qualità del nostro ma al prezzo moltoooo più basso.
aldo fiordelli
13 giugno 2005 alle ore 17:05epperò... scrivo per le guide, sto di qua dalla barricata, si sta esagerando, è vero, ma c'è gente che la-vo-ra... bisogna smettere di parlare di vino come fosse tutto metanolo da una parte o come fosse tutto nettare di bacco, dall'altra. c'è una filiera, ci sono contadini, direttori commerciali, sommelier... osti, agronomi, guidaroli... c'è tanta gente che degusta centinaia di vini perché voi possiate andarli a comprare senza fregature, anche a 20 euro. se poi comprate sempre gli stessi non vi lamentate se dopo un po' costano 40 euro... salute!
stefano "akiro" meraviglia
13 giugno 2005 alle ore 20:48grande beppe!!!
abbasso i vino e viva la birra: belga ;)
fabio boscaini
14 giugno 2005 alle ore 12:37Ciao Beppe. Da Verona sfrequento da anni il VinItaly ormai diventato l'espressione di quello che dici tu, però, sempre da Verona, partono iniziative interessanti. Dai un'occhiata a Criticalwine.org e magari facci un salto il prossimo anno, i ragazzi che l'organizzano saranno sicuramente felici di spiegarti cosa c'è dietro (ovvero un grande, il mai abbastanza compianto Luigi Veronelli)
ciao (e ricorda che è una manifestazione itinerante, sul sito puoi sapere dove sarà prossimamente)
Gregorio Mulazzani
14 giugno 2005 alle ore 14:36Caro Beppe,
complimenti per tutto il lavoro che hai svolto finora e che continuerai in futuro, ho assistito spesso ai tuoi spettacoli al Forum di Assago però su questa sparata sul vino mi trovo in disaccordo con te perchè si tratta, ma forse era quello che volevi, di una generalizzazione senza alcun senso logico e anche se si possono condividere certamente alcune idee che hai scritto purtroppo buttate nel pentolone perdono di valenza, di forza e di significato. Peccato perchè sarebbe stata un'occasione per parlare di vino in modo diverso e forse costruttivo, non solo distruttivo come invece hai fatto. Alla prossima!
GIUSEPPE COLELLA
14 giugno 2005 alle ore 16:36Ciao,
A QUANDO IL VINO DELLA NIKE ??????
Alla salute !
marco pellegrini
14 giugno 2005 alle ore 18:41Io aggiungo che odio i proprietari di cantine che se la tirano con i loro paroloni altolocati come se stessero trattando con una materia divina. Preferisco sicuramente il vino alle altre bevande alcooliche, certamente i vini vanno valorizzati e promossi, ma tutta quest'aria di superiorità che circonda tutti gli addetti ai lavori e gli stessi consumatori che vanno in fibrillazione di fronte ad un bicchiere decantante e volteggiante è veramente ipocrita.
Siate calmi, alla fine è solo un bicchiere!
marco pellegrini
14 giugno 2005 alle ore 18:42Io aggiungo che odio i proprietari di cantine che se la tirano con i loro paroloni altolocati come se stessero trattando con una materia divina. Preferisco sicuramente il vino alle altre bevande alcooliche, certamente i vini vanno valorizzati e promossi, ma tutta quest'aria di superiorità che circonda tutti gli addetti ai lavori e gli stessi consumatori che vanno in fibrillazione di fronte ad un bicchiere decantante e volteggiante è veramente ipocrita.
Siate calmi, alla fine è solo un bicchiere!
mimmo capo
14 giugno 2005 alle ore 23:24Che ridere il coglione di turno che sente il profumo di muschio bianco e il sapore coriandolo nel vino da 3 euro la cassa ma che lui crede sia chissà cosa!!!
fabio boscaini
15 giugno 2005 alle ore 12:29Ciao Beppe, ho scritto ieri e ritorno sull'argomento vino. Non so come la pensi ma se tu potessi comperare un libro direttamente da chi l'ha scritto non preferiresti farlo, rispetto all'andare in un negozio e comperare lì il suo libro? Io sì. Per il vino questo si può fare. Basta andare direttamente da chi lo produce, alle cantine. Ma non quelle grandi dove ti pare di entrare in una cosa che sta a metà strada tra una banca e una fazenda argentina, ma in quelle del propio paese, piccole, dove si va a parlare direttamente con il contadino, quello che l'ha fatto davero il suo vino. Basta guardargli le mani per sapere con chi si sta parlando, se sono troppo curate meglio desistere. Sarebbe un modo semplice e alla portata di tutti per prendere del buon vino, a prezzo accessibile, e farsi magari quel minimo di cultura senza dover diventare per forza degustatori di professione. Andare al supermercato non ha valore in questo senso; deresponsabilizza rispetto all'acquisto, ed è un male. Per cui se vogliamo bere del vino, prendiamoci del tempo e andiamo direttamente da chi l'ha fatto, parlando e facendoci spiegare come lo lavora, da dove proviene la sua uva, che trattamenti gli fa, e così via (vista la difesa si potrebbe sospettare che sono un produttore, ma puntualizzo che non lo sono).
Sul prezzo poi aggiungo la mia opinione. Non ho niente in contrario a bottiglie che costano decine di euro, ma si tratta di fuori classe. Come mettersi a parlare di orologi e limitarsi ai Rolex. Si può discutere di questo a non finire. Però dico anche che le bottiglie "normali" non possono neppure costare troppo poco. Pensare di prendere una bottiglia di vino al supermercato a un euro non ha senso. Considerati tutti quelli che ci devono guadagnere prima che arrivi nel nostro carrello quello è qualsiasi cosa ma non è vino.
ciao
iacopo almeyda
15 giugno 2005 alle ore 16:48caro beppe, ho letto il tuo articolo sul vino. premetto che sono un appassionato di vino e anche secondo me esistono alcune bottiglie che costano piu' del dovuto. ma dire di lasciar perdere "se costano piu' di 20 euro " mi sembra una mezza cazz. in quanto la differenza esiste fra una bottiglia da 5 euro comprata dal droghiere sotto casa e da una comprata in una enoteca, non solo di etichetta ma anche nel sapore, nella produzione, invecchiamento..ecc.ecc.Quindi secondo me alcune bottiglie che costano sopra i 20 euro hanno tutto il diritto di costare quella cifra.
Quando sei a Roma dimmelo che ti porto ad degustarle.
Certo in una tua non risposta.
ti saluto.
ciao iacopo.
emiliano brioschi
15 giugno 2005 alle ore 18:34caro beppe ti ringrazio per l'informazione del tappo a me non capita anche perchè al ristorante quando e se ci vado prendo il vino della casa,questa scelta però risulta,a volte, rischiosa per lo stomaco che non sempre regge questi nettari dai 2 ai 5 euri.Mi chiedo dunque se ,a prescindere dal gusto,la salute della mia pancia sia legata al portafoglio.Voglio congratularmi con te per la soglia dei 20 euri che io supero raramente e quasi sempre durante le feste comandate.
marco sanna
16 giugno 2005 alle ore 00:19amo la natura
odio il silicone
raffaele paolini
16 giugno 2005 alle ore 14:52Anche io odio il vino troppo costoso quel vino, cioè, il cui prezzo supera eccessivamente i costi sostenuti dalla cantina per produrlo. Odio quindi i vini Californiani, cileni etc. che sono il frutto delle grandi cantine costruite da architetti famosi, il cui sapore è stato costruito a tavolino da ingegneri e enologi per affrontare il grande pubblico (come la coca-cola). Odio i vini che passano così tanto tempo in barrique da avere il piatto sapore del legno, così "internazionale". Odio quelli che ordinano una bottiglia di barolo solamente perchè è il più costoso della lista e fa molto figo! Odio quelli che preferiscono il vino del contadino perchè è più genuino, poi bevono un vino senza solforosa (il più comune dei conservanti) e il loro fegato si spappola per l'eccessiva presenza di acido acetico, molto più pericoloso. Odio quelli che annacquano il vino con la gassosa o quelli che provano a fare gli intenditori ma non riconoscono i profumi.
Amo quelli che il vino lo amano e lo gustano. Amo quelli che, pur di fare un buon vino, lo tengono per sei anni o più fermo dentro la botte, rischiando che vada tutto in malora pur di provare a fare un prodotto unico nel suo genere. Amo quelli che si sforzano di pulire la vigna, perchè la pulizia apparente significa anche pulizia in cantina, meno parassiti da eliminare sull'uva, un sapore più intenso perchè la pianta riceve più nutrimento. Amo quei produttori della Valtellina che conquistano alla montagna metri di coltivazione della vite. Amo i produttori delle cinque terre che devono raccogliere l'uva con l'aiuto di un trenino a cremagliera. Amo i produttori toscani che da settecento anni continuano a migliorare il loro prodotto. Amo i produttori del Brunello che, nonostante avessero vicino un concorrente che farebbe impallidire chiunque (il chianti) hanno avuto il coraggio di lavorare fino a ottenere un prodotto di livello ottimo. Amo i produttori Siciliani che devono lottare con la siccità ogni anno. Amo quello che si è inventato l'appassimento dell'uva ed ha dato il via al Recioto, l'Amarone, il passito etc. etc. A dire il vero li odio pure quando aumentano in maniera ingiustificata i prezzi perchè trovano qualche migliaio di polli che pagano un vino solamente per il nome. Allora vi do pure un consiglio: scegliete. Informatevi e scegliete. Andate a comperare il vino in cantina, riciclate le bottiglie, non vi fidate dei tappi di silicone, andate nei ristoranti dove la carta dei vini è ampia e non dispendiosa. Ci sono migliaia di cantine oneste, migliaia di ristoratori onesti. Odiare il vino non serve, conoscerlo è importante.
raffaele
giampiero senno
16 giugno 2005 alle ore 15:57è un tarlo che mi rode da lunedì..
che vino spumante si sarà mai bevuto il politico Marini alla notizia del mancato quorum ?
mi auguro che sia stato uno di quei frizzantini traditori, dal fruttato spiritoso da provocare meditazioni fredde alle tempie e corse ai servizi da primato olimpionico con il risultato di un bel bronzo sulle mutande.
p.s.
a prescidere dal costo del vino sicuramente scroccato alla buvette del parlamento
Giulio Dottorini
16 giugno 2005 alle ore 19:07Amo il vino. Amo la terra, i vigneti e i contadini onesti. Amo la falanghina, il greco di tufo e l'aglianico.
Amo i vini italiani, da quelli piemontesi a quelli siciliani passando per il Friuli e i vigneti del bresciano.
Amo chi riesce far capire ad uno come me cosa c'è nella bottiglia e come posso fare per gustarlo appieno. Amo chi mi consiglia il vino vicino al cibo. Sono entusiasta che un Brunello o un Barolo costino così tanto e che tutto il mondo c'è li individi.
Odio i vini ogm americani e astraliani. Odio il silicone, odio le bottiglie di plastica e quella schiefzza di liquido rossastro che vendono nei cartoni. Odio le contraffazioni, le alterazioni, i raggiri e tutto quanto disonesto.
Mi spiace Beppe ma stavolta un po' mi sento di dissentire.
Ciao,
Giulio
fabio barone
16 giugno 2005 alle ore 21:24Ciao Beppe
solo un piccolo problema per mandare l'email a Barroso. Mi mandi l'indirizzo email a cui mandarlo.
Ringraziando per quello che fai e per alleviare la mia depressione porgo i miei migliori saluti
grazy placidi
17 giugno 2005 alle ore 08:13Il vino buono è un'altra cosa.
Infatti sei invitato a condividere una
bottiglia di barbera (costata 4 euro)uva pigiata da un tipo come te...insomma una rarita'
attendo fiduciosa
credo che un bicchiere di vino sia la giusta pausa
per poi riprendere le battaglie della vita
STAFFIERO ANTONIO
17 giugno 2005 alle ore 12:48ciao beppe,anche oggi in questa italia di merda siamo diventati extracomunitari pure noi (senza offesa).a torino come in italia succedono delle cose vergognose.il 14 di maggio nel nostro centro commerciale SHop ville le gru di grugliasco torino sono state lasciate a casa otto persone con un semplice telegramma neanche consegnato a mano e ovviamente senza preavviso.queste persone addette alla movimentazione carrelli dopo anni sono tutti a casa con una famiglia a carico.oggi 17 giugno 2005 questa persone disperate stanno manifestando appollaiate sul tetto del ingresso principale del centro commerciale e minacciano atti estremi.noi ci chiediamo cosa mangeranno domani queste persone e le loro famiglie???la società in questione ALFA SPLENDOR di brescia è responsabile di tutto ciò.AIUTACI A FARE QUALCOSA!!grazie
MASSIMILIANO SEDDA
17 giugno 2005 alle ore 16:59SCUSA BEPPE , MA DOVE ABITI?
A SANT ILARIO O A CORNIGLIANO ?
A VOLTE PREDICHI BENE E RAZZOLI MALE
COSA INTENDI X VINO OTTIMO ED ECONOMICO IN ARRIVO DA CALIFORNIA CILE E AUSTRALIA ????
QUALI AZIENDE CONOSCI , COSA HAI MAI BEVUTO ,
MA CHE NE SAI .....
PERCHE' INCENTIVARE L'ACQUISTO DI PRODOTTI ESTERI A BASSO PREZZO CHE FANNO CAGARE ????
I PAESI DA TE CITATI PRODUCO OTTIMI VINI , MA TI POSSO GARANTIRE CHE ESCONO SUL MERCATO CON UN PREZZO ASSAI SUPERIORE AI TUOI 20 EURO .
CI SONO PRODUTTORI ITALIANI CHE OFFRONO VINI A PREZZI DECISAMENTE INFERIORI GARANTENDO QUALITA' E TIPICITA' .
PROVA AD INVESTIRE QUALCHE EURINO COMPRANDO UN PAIO DI BOTTIGLIE " COSTOSE " E MAGARI UN PO' VECCHIOTTE DI QUALCHE PRODUTTORE ITALIANO IMPORTANTE ,
TI ASSICURO CHE CAPIRAI MEGLIO QUESTO MONDO .
IL TURISMO ENOGASTRONOMICO ITALIANO E'UNA FONTE DI REDDITO X IL NOSTRO PAESE , NON DISTRUGGERLO
LASCIACI LAVORARE IN PACE .
MASSIMILIANO SEDDA
AGENTE DI COMMERCIO - GENOVA .
piero ciampi
17 giugno 2005 alle ore 23:35il vino............australiano ? californiano ?
ettore de michelis dal munfrà.
etanolo per sciupà .
italiano però!!!!!!!!!!!!!!!!!!
veronelli cafiero maletesta
17 giugno 2005 alle ore 23:41io bevo il vino bevo anche l'urina che mi propina il somellier della mediolanum .
massimiliano ma che te vorrai bere meglio de noi ,,,,,,,,,,,,,
il vino buono è per i ricchi a ripiiate
Claudio Testa
20 giugno 2005 alle ore 15:43chissà perché questo messaggio m'era sfuggito. Lo condivido solo in parte.
Sono d'accordo su tutto ma non sui vini australiani, californiani cileni, molti di quelli sono OGM, in Cile si fa un grand euso di pesticidi, come in Italia, io direi di esaltare quei vini italiani o stranieri che siano fatti bene senza additivi ne porcherie, ho trovato otitmo vino biologico a prezzi bassissimi, sotot i 10 euro, vino che fortuna loro noné mai finito nella bocca dei sommellier
Odio i sommellier non il vino.
Fabrizio De Vta
20 giugno 2005 alle ore 18:52Caro Beppe ODIO quei tuoi tanto amati vini Australiani e Californiani che sono tutti uguali perchè creati con viti OGM ed hanno tutti il tappo di silicone.
ODIO i vini Cileni creati dai "imprenditorotti" delle provincie toscane che SFRUTTANDO il basso costo della mano d'opera locale ed l'irrisorio costo della terra possono permettersi di venderti una bottiglia alla cifra di 2 euro e mio caro Beppe il tuo risparmio è frutto dello sfruttamento di una popolazione e di un paesaggio che muta per seguire la dittatura commerciale dei gusti del ricco e grasso popolo del dollaro.
ODIO chi si arroga il diritto di commentare il costo del vino senza capire cosa c'è alle spalle di una buona bottiglia di vino.
Caro Beppe non farti odiare anche tu!!!
bernaschina massimo
23 giugno 2005 alle ore 14:40Ciao Beppe,
avrei piacere che tu approfondissi,sempre che tu lo ritenga argomento interessante, la materia VINO in una tua prossima lettera.
Io come vedi dall'intestazione del mio web sono titolare di un'enoteca-ristorante e tutti i tuoi "io odio...." li maneggio giornalmente.
In questi ultimi tempi mi sono venuti dei seri dubbi sulla tipicità, tradizionalità e territorialità delle DOCG più importanti del nostro Paese cioè Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino e Chianti Classico (senza nulla togliere agli altri vini non meno importanti),in poche parole come fanno tutti i più grandi e famosi produttori a produrre milioni e milioni di bottiglie, quando gli ettari di vigneti considerati DOCG sono sempre gli stessi.
Spero sia un'argomento che ti possa interessare,
con infinita stima. Bernaschina Massimo di Acqui Terme
BACCO PER BACCO
6 luglio 2005 alle ore 22:28CHIARIAMO UNA VOLTA PER TUTTE CHE L'ALTO COSTO DEL VINO E' INTERAMENTE DA ATTRIBUIRE AI RIVENDITORI FINALI, CHE PONGONO UN MARGINE ALTISSIMO DI GUADAGNO, SPECULANDO SUL CONSUMATORE. LE CANTINE PRODUTTRICI HANNO PREZZI AL LIMITE E SONO VITTIME COME I CONSUMATORI DI QUESTA POLITICA COMMERCIALE CHE FA DIMINUIRE LE LE VENDITE DEL VINO. I COMMERCIANTI ED I RISTORATORI DEVONO ABBASSARE I PREZZI DEL VINO PER SALVARE QUESTO SPENDIDO ED IRRINUCIABILE ALIMENTO!
francesca guidetti
13 luglio 2005 alle ore 03:04E' vero che il vino non deve essere un lusso, è vero che alcune bottiglie costano troppo per quello che valgono, ma credo comunque che il vino vada bevuto bevuto e bevuto ancora, se non altro per dimenticare ogni tanto che aria grama che tira.
La prima cosa che ti insegnano qui a Modena quando fai il primo corso da sommelier, è che il vino va bevuto, con gioia e ti ricirdano sempre che bisogna essere umili, soprattutto se si lavora con la gente, è evidente ch equalcuno, per strada se lo scorda.Ma questo succede in tutte le professioni: sono forse umili i medici, o gli insegnanti universitari o i meccanici che aggiustano la mia macchina.
Io con il vino ci lavoro, il diritto di tappo è una vecchia legge che nessuno applica perchè nessuno conosce e nessuno la sfrutta, io personalmente chiedo la tassa di assaggio, come farebbe qualsiasi altro gestore appassionato cioè: "tu lo porti però me lo fai sentire!!"
C'è tanta confusione, ma alcuni vini costano tanto perchè valgono tanto, uve selezionatissime, invecchiamento,stoccaggio, buone bottiglie, buoni tappi di sughero, buoni imballaggi, buoni trasporti, queste sono le cose che fanno la differenza fra 3 e 30, sopra ci sono operazioni commerciali e importazione.
Sai qual'è il vero scandalo?
Un fusto di Guiness (30 litri) mi costa 100 circa finito da iva, con la stessa cifra compro due damigliane (106 litri) di bardolino del garda da imbottigliare.Vendo più in fretta il fusto di Guiness... ma non è questo il problema. Non ho niente contro la birra, ma E' ACQUA FERMENTATA!!!! Il nostro è succo d'uva fermentato e l'uva non sgorga da una fonte, ha bisogno di amore e attenzione.
salute e cin cin a tutti!!!
PER massimo di Acqui Terme, spero che quello che dici non sia vero, o perlomeno non lo sia per i vostri Barbaresco e Barolo sono stati la nostra bandiera nei tempi bui...comunque complimenti per il locale, il più bello di Acqui.
pietro marini
26 luglio 2005 alle ore 15:56sentite questa: a gusto, programma del tg5, un sommelier ha detto che un vino sa di pan brioches... ne ho sentite di tutti i colori, dal vino che sa da humus (ancora capibile), al tabacco, con un retrogusto di sottobosco... a quando il vino che sa di piedi?
Pillon Gianpaolo
20 agosto 2005 alle ore 09:32Salve a tutti.
Mi chiamo Gianpaolo e sono il rappresentante di tre generazioni di produttori vitivinicoli, e per caso sono incappato in questo sito che ho trovato molto costruttivo.
Devo dire che mi rattrista il modo in cui le persone vedono i produttori e i frutti delle loro fatiche, visto che non tutti si possono permettere cantine da sogno, con appartamenti di lusso annessi. Molti, infatti, vivono ancora con la semplice passione di fare un lavoro che li realizza, creando alla fine di uno o più anni di lavoro, un quadro, dipinto dal terreno, la vite, il clima e le mani di chi lo produce.
Perchè prima di giudicare non guardiamo bene nel particolare?
Perchè prima di elogiare qualcuno non andiamo a vedere fino in fondo il suo operato,aldilà del "mi piace"?
Devo avvertirla signor Grillo, che molti produttori stranieri tra cui cileni e australiani, aggiungono al vino sostanze che qui in Italia sono giustamente proibite, tra cui antibiotici e O.G.M.
Termino qui il mio forse eccessivo sfogo dicendole, che in Italia non sono tutti Santi produttori, ma c'è gente che da più di mezzo secolo fa un lavoro per passione semplice e genuina, cercando di dare il meglio alle persone che ci danno fiducia, non roviniamo tutto a causa di pochi.
Grazie per l'ascolto, un saluto Gianpaolo.
jairo pèrez
25 agosto 2005 alle ore 02:41ho bisogno di saper dove posso fare un corso per somelier
grazie
jairo pèrez
25 agosto 2005 alle ore 02:41ho bisogno di saper dove posso fare un corso per somelier nella sicilia
grazie
Ornella gaudio
25 agosto 2005 alle ore 12:50Mancavo dal blog da un po di tempo, mi è spiaciuto leggere i tuoi Odio al vino, in ogni attività ci sono persone oneste e meno oneste, ma produrre il vino è una cosa faticosissima soprattutto per le piccole cantine, che hanno meno forza economica, la mia famiglia produce vino da anni, non lo vendiamo ma lo usiamo in famiglia, l'unico lavoro prestato è il nostro e dei miei genitori, ti garantisco che se volessimo rivendere una bottiglia di 750ml non basterebbero 50 per la fatica che richiede,ti invito alla prossima vendemmia...
Tutte le cose quando diventano "di moda" spesso risultano fastidiose ora è il periodo del vino, formaggi e agriturismo ma la colpa non è degli operatori di settore... un salutissimo
Helios Pu
25 agosto 2005 alle ore 21:41Il vino oggi è un nuovo mito per subumani: intere trasmissioni televisive metteono al torchio copywriters che devono inventarsi valori storico-culturali-organolettici.
La gente non fa pasti normali ma solo aperitivi pieni di stuzzichini, pagando singoli calici anche 10 euro l'uno.
Odio e basta.
Luciano.Capellini
1 settembre 2005 alle ore 09:14SAI QUENTO è LA RICARICA DEI COMMERCIANTI?
SAI QUANTO COSTA PRODURRE VINO IN LIGURIA?
SE VUI DARE UNA MANO AI PICCOLI PRODUTTORI E CONSUMATORI CHE SONO L'ANELLO DEBOLE DELLA CATENA LAVORA SU QUESTO E SULLA QUALITà. GIà PERCHE CHI FA FARE LA CANTINA DAI NOMI CHE HAI CITATO LAVORA SUL MARCHIO E NON SULLA QUALITà, NON SULLA STORIA, NON SULLA CULTURA. mA SOLO ESCLUSIVAMENTE SUL MARCHIO.
CIAO DA UN PICCOLO VITICOLTORE.
VINCENZO PROTTI
6 settembre 2005 alle ore 15:33CARO BEPPE, SONO UN TUO GRANDE ESTIMATORE, HO VISTO DIVERSE VOLTE I TUOI SPETTACOLI E TI CONSIDERO UN VERO "MITO".
QUESTO ARTICOLO PERO' TE LO POTEVI VERAMENTE RISPARMIARE, ALMENO IN PARTE.
IL MONDO DEL VINO E' IN PARTE CORROTTO, QUESTO
- E' VERO, PERCHE' QUANDO ENTRANO IN GIOCO INTERESSI ALTISSIMI, COME IN OGNI ALTRO SETTORE,QUALCHE MECCANISMO INIZIA A DIVENTARE LOSCO E POCO TRASPARENTE.
COME LE MODALITA' DI INSERIMENTO DEI VINI SULLE GUIDE E SULLE RIVISTE TANTO PER DIRNE UNA.
- E' VERO CHE GLI EDIFICI DELLE CANTINE SONO SEMPRE PIU' STRAVAGANTI, A VANTAGGIO DEL'OFFERTA ENOTURISTICA MA A DISCAPITO DI QUELLA CULTURA CONTADINA ALLA QUALE BISOGNEREBBE ESSERE ANCORA LEGATI, PERCHE' RINNEGARE LE PROPRIE RADICI E' COME RINNEGARE IL PROPRIO PASSATO E QUINDI SE' STESSI.
- E' VERO CHE IL VINO BUONO, PER QUELLI CHE SI DEFINISCONO INTENDITORI(MAGARI NON SANNO NEMMENO COME E' FATTO UN GRAPPOLO D'UVA) NON E' L'UNICO VINO BUONO, ANZI.......... MAGARI CI SONO VINI DELLA STESSA TIPOLOGIA PIU' "BUONI" A UN PREZZO PIU' CONVENIENTE, QUESTI INTENDITORI SONO, PER LA GRAN PARTE, CORROTTI.
- E' VERO CHE I VINI NEI RISTORANTI HANNO UN PREZZO CHE ESAGERATO E' DIR POCO, QUESTA E' UNA DELLE CAUSE CHE STANNO FACENDO MOLTO MALE AL MONDO DELL'ENOLOGIA.
- PERO' LE VIGNE SONO PERFETTAMENTE ALLINEATE PER AGEVOLARE LA RACCOLTA MECCANICA E ABBATTERE I COSTI DI MANODOPERA, CHE TRA L'ALTRO E' DI DIFFICILE REPERIMENTO.
-PERO' I VIGNETI NON HANNO UN FILO D'ERBA PERCHE' MAGARI IN QUELLA ZONA LE RISORSE IDRICHE NON SONO SUFFICENTI PER SODDISFARE SIA L'ESIGENZA IDRICA DI UN MANTO ERBOSO SIA L'ESIGENZA IDRICA DEL VIGNETO.
- PERO' DEVI SAPERE CHE IL TAPPO DI SILICONE, CONSENTE DI RISPARMIARE LEGGERMENTE SUL COSTO DI CONFEZIONAMENTO E DI NON AVERE IL CLASSICO SAPORE DI TAPPO CHE A VOLTE CI ROVINA L'INTERA BOTTIGLIA. IL TAPPO DI SILICONE E' RICICLABILE, COSI' COME IL VETRO.
I VINI AUS E CILENI SONO BUONI MA IN QUESTI PAESI GLI ENOLOGI POSSONO AGGIUNGERE AL VINO PRATICAMENTE TUTTO.
salvatore urso
15 settembre 2005 alle ore 00:58 bhe! che dire..il vino per come la vede mio nonno è buono,e fa sangue, e quando c'è sangue c'è vita..
poche parole buon intenditore..
credo che il settore sia in forte ascesa, e debba essere controllato. esaltando i nostri di vini che sono tra i più buoni al mondo, ma una volta per tutte questo "VINO" deve essere Bevuto con gusto giusto per fà "SANGU".
Andrea G.
20 settembre 2005 alle ore 13:08Salve sono un piccolo rivenditore di vino, Comunque grillo sei troppo bravo a dire le cose e ti ammiro... ti potrei dare ragione su quello che dici del vino ma nn pensi che siano sempre i soliti "media ecc" che stanno essagerando e cosi è una catena che va avanti?
Prova solo pensare in francia come va il vino.
Se noi in italia faremo il proprio lavoro.
contadino
cantiniere
rappresentate
enotecario
privato
i costi diminuirebbero di molto e che ti pare giusto che ci sia una IVA di 20% sul vino? è un alimento nn un bene per poche persone che facciano l'IVA del 40% sulle pellicce che li potrebbero farne a meno ma nn del 20 come le pellicce?
Volette fare delle sane risate vai è andate a vedere il filmato su raiclik di repoter "in vino Verita" e li ne vedi delle belle il ministro che nn sa che denominazione sia il sassicaia (cito la minore)
Comunque e una cosa impressionente questo mondo del vino guardato dall'interno vedere le possibilita di cambiamenti possibili ma noi che stiamo li a guardare.
P.s. scusa se nn ho messo il cognome intero ma nn mi va di far sapere a tutti la mia identità spero che almeno te mi leggerai e ci penserai un po su la mia mail l'hai contattami pure
Ciao a tutti
Andrea Gxxxxx
20 settembre 2005 alle ore 13:09Salve sono un piccolo rivenditore di vino, Comunque grillo sei troppo bravo a dire le cose e ti ammiro... ti potrei dare ragione su quello che dici del vino ma nn pensi che siano sempre i soliti "media ecc" che stanno essagerando e cosi è una catena che va avanti?
Prova solo pensare in francia come va il vino.
Se noi in italia faremo il proprio lavoro.
contadino
cantiniere
rappresentate
enotecario
privato
i costi diminuirebbero di molto e che ti pare giusto che ci sia una IVA di 20% sul vino? è un alimento nn un bene per poche persone che facciano l'IVA del 40% sulle pellicce che li potrebbero farne a meno ma nn del 20 come le pellicce?
Volette fare delle sane risate vai è andate a vedere il filmato su raiclik di repoter "in vino Verita" e li ne vedi delle belle il ministro che nn sa che denominazione sia il sassicaia (cito la minore)
Comunque e una cosa impressionente questo mondo del vino guardato dall'interno vedere le possibilita di cambiamenti possibili ma noi che stiamo li a guardare.
P.s. scusa se nn ho messo il cognome intero ma nn mi va di far sapere a tutti la mia identità spero che almeno te mi leggerai e ci penserai un po su la mia mail l'hai contattami pure
Ciao a tutti
Alice Morrison
23 settembre 2005 alle ore 15:43Perchè l'italiano medio si distingue cosi facilemte per la sua ignoranza ed arroganza, accaparrandosi un argomento senza esserne corretamente informato?
Per Vs. conoscenza in Australia non esiste produttore che impieghi uvaggio geneticamente modificato poichè NON CONCESSO DALLA LEGGE. State confondendo l'acronimo OGM (genetically modified organisms) con Cross-fertilisation System, che non è altro che un antichissimo metodo di Ibridazione Interspecifica. Per capirci meglio, le tecniche di ibridazione sono già note in Italia all'inizio dell'800, per la coltivazione dei broccoli, pomodori ciliegini ed altri ortaggi che ogni giorno vi arrivano in tavola. L'Ibridazione è del tutto naturale e non ha nulla a che vedere con l'OGM!
A parte questo, cari i miei esterofobici, credo proprio che il progresso del resto del mondo vi impaurisca cosi tanto da scatenare critiche e conclusioni affrettate, sintomi emblematici del provincialismo italico.Sono stanca di sentire le solite lagne, sulle importazioni tessili Cinesi o vini "del nuovo mondo" Insomma, nessuno qui cerca di togliere il primato al "made in italy", ma bisogna dare al consumatore l'opportunità di SCEGLIERE, e ostacolare le importazioni dall'estero mi fa pensare ad un EMBARGO.
Beppe, sei stato GRANDE!
Alice Morrison
silvia pomello
28 ottobre 2006 alle ore 03:39non capisco a cosa ti riferisci???
non hai nulla nelle mani,solo cose ereditate e non proprie...Tue-
gradnik melita
23 settembre 2005 alle ore 18:00
ciao beppe!
l altra sera a codroipo ho lasciato tre bottigllie di vino ai fonici...
te le hanno date?!?!?!!
spero ti sia piaciuto almeno un pochino...
perche lo produco io.e nn e un vino di lusso.
sei un grande.
grazie per questo spazio che avete creato...
finalmente si possono leggere e sapere altre verita!
ciao
Rocco Macrì
28 settembre 2005 alle ore 19:50Secondo me il vino, è la bibita più buona e naturale che ci sia in commercio.
Quindi non mi pare giusto criticare la bevanda degli Dei.
Generalmente si dice che il vino fa buon sangue, e che attisa la pistola.
Infatti il vino è un ottima bevanda afrodisiaca, che usata prima di fare l'amore, rende magica la serata.
Comunque no si può dire che il vino faccia male, poichè è un liquido naturale ottenuto dalla fermentazione del mosto, ottenuto dalla pigiatura della uva.
Dalle mie parti usualmente si usa creare un mosto ottenuto dalla pigiatura dei grappoli delle migliori uve.Una volta che il mosto ha raggiunto la fermetazione, si aspetta la prima luna piena per metterci dentro lo sperma del toro. Il tutto viene messo all'interno delle botti di rovere.
Rocco Macrì
28 settembre 2005 alle ore 19:55Secondo me il vino, è la bibita più buona e naturale che ci sia in commercio.
Quindi non mi pare giusto criticare la bevanda degli Dei.
Generalmente si dice che il vino fa buon sangue, e che attisa la pistola.
Infatti il vino è un ottima bevanda afrodisiaca, che usata prima di fare l'amore, rende magica la serata.
Comunque no si può dire che il vino faccia male, poichè è un liquido naturale ottenuto dalla fermentazione del mosto, ottenuto dalla pigiatura della uva.
Dalle mie parti usualmente si usa creare un mosto ottenuto dalla pigiatura dei grappoli delle migliori uve.Una volta che il mosto ha raggiunto la fermetazione, si aspetta la prima luna piena per metterci dentro lo spelma del toro. Il tutto viene messo all'interno delle botti di rovere.
paolo bombardieri
30 settembre 2005 alle ore 14:32CARO BEPPE,
NON BISOGNA ODIARE IL VINO, MA CHI APPROFITTA DEL SUDORE ALTRUI PER SPECULARE.
MI PIACEREBBE CHE VENISSI IN VALTELLINA PER TOCCARE CON MANO UNA GRANDE ED "EROICA VITICOLTURA", CHE NON RAPPRESENTA SOLO LA PRODUZIONE DI UVA MA LA MERAVIGLIOSA OPERA DI
SALVAGUARDIA DI UN PAESAGGIO MOLTO ATTINENTE ALLE
5 TERRE.
ADORO LA MIA "VALTELLINA" E INVITO TUTTI A VENIRE A VEDERLA, NON IN AUTO, MA A PIEDI IN MEZZO AI VIGNETI DOVE S'INCONTRANO I VECCHI VIGNAIOLI CHE
LAVORANO E CHE SONO DISPOSTI A SCAMBIARE DUE PAROLE CON I VISITATORI.
PURTROPPO ANCORA OGGI TROPPE PERSONE "USANO" IL
VINO PER "FARE GLI ESPERTI" O PER FAR VEDERE LA
LORO "POSIZIONE SOCIALE", DOBBIAMO TORNARE A
BERE IL VINO CONOSCENDO L'AZIENDA CHE LO PRODUCE
E IL TERRITORIO DA DOVE PROVIENE SOLO COSI' CAPIREMO SE EFFETTIVAMENTE QUEL VINO RAPPRESENTA EFFETTIVAMENTE IL TERRITORIO DOVE E' PRODOTTO. GRAZIE PER LO SPAZIO.
Paolo Bombardieri - Sondrio
Alessandro Sbarbada
5 ottobre 2005 alle ore 16:42Il ministro Alemanno inviterà i produttori di vino a scrivere sulle bottiglie «Il vino è piacere e salute. Bevi con sobrietà».
E se Storace, ministro della Salute, volesse scrivervi «il vino uccide», parafrasando quanto succede col tabacco? «Un calcio nel sedere, ma non lo farà», risponde Alemanno (dichiarazioni rilasciate a San Patrignano, il giorno 3 ottobre 2005, in margine al convegno a titolo "Il vino è una droga?").
Purtroppo in Italia sono milioni le famiglie per le quali il vino non è "piacere e salute".
Milioni di famiglie che probabilmente si vergognano di essere rappresentate da un ministro come Alemanno, e che, se proprio si dovesse dare un calcio nel sedere a qualcuno, avrebbero idee piuttosto precise sul destinatario prescelto per l'insano gesto.
Il vino uccide, signor ministro, nel nostro paese, nonostante i consumi siano pressochè dimezzati negli ultimi decenni, da solo uccide circa cinquanta volte di più di tutte le droghe illegali messe insieme. Ma non si può dire.
Non stupisce che questa drammatica verità voglia essere nascosta ai cittadini da Alemanno, resosi protagonista già in passato di una vergognosa censura all'informazione scientifica seria sui rischi del bere, quando fece oscurare l'opuscolo predisposto sull'argomento in questione da Istituto Superiore di Sanità e Società Italiana di Alcologia, su dati ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ancora una volta l'informazione scientifica soccombe agli interessi commerciali.
andrea maresca
22 ottobre 2005 alle ore 02:46odio i ristoranti
odio la stoffa ruvida di quei tovaglioli di terz'ordine
odio le file, le attese e le liste per entrare
odio la freneticità dei camerieri
odio la loro scortesia o la loro troppa, falsa cortesia
odio il "porto un antipastino per tutti?"
odio il "per secondo cosa vi porto?"
odio il solo sfiorarmi del pensiero di cosa accade nelle cucine
odio i volti annoiati delle persone ai tavoli accanto
odio osservare i loro silenzi, il loro guardarsi attorno mentre ingoiano pane
odio realizzare che io sto facendo lo stesso
odio aspettare il conto
odio vedere le facce ebeti dei cassieri
odio scoprire che sono il proprietario, la moglie del proprietario, il fighlio del prorpietario
odio contribuire ad arricchire dei porci
odio contribuire ad arricchire dei porci che si sono arricchiti in quanto unica alternativa per gente annoiata, con soldi da spendere ma con poca, troppo poca fantasia.
ciao beppe, non smettiamo di credere di poter cambiare...in meglio si spera,sei grande.
Stefano Pirro
14 gennaio 2007 alle ore 17:33Certo che da come descrivi l'odio per i ristoranti, si vede che li frequenti spesso....
Un'altra cosa, è vero che siamo in democrazia, ma io eviterei di dare dei porci a persone e professionisti che hanno dedicato la vita al loro lavoro, con fatiche che, forse , tu nemmeno puoi immaginare.
Non postare solo per farti pubblicità, non essere qualunquista per caso!
P.s. sei sposato? Se, si, non avrai utilizzato un ristorante per festeggiare con parenti e amici, vero? mi auguro che tu abbia invitato tutti a casa tua, spendendo magari solo 5.00 a persona....
Ciao
Marco Rossi
26 ottobre 2005 alle ore 23:45"Quando andate al ristorate portatevelo da casa, la legge lo consente."
La legge lo consentirà pure, ma è proprio da genovesi.
Carlo Martorana
7 novembre 2005 alle ore 02:14e bravo,
fai bene ad odiare il vino da 20 in sù
dalle mie parti c'è un ipermercato che vende
Trebbiano, nero d'avola, tocai, castelli romani, e tanti altri vini tutti DOC ad 1,59 , cioè a poco più di tremila lire!!!!!!
come fanno le enoteche a venderlo così caro!?!?!?
Marco Quaroni
8 novembre 2006 alle ore 11:56Ma come fanno loro a vederlo per così poco!!!!!! ti dò ragione che 20 euro per una bottiglia sono tanti e le enoteche sono care, ma conta che 100 kg di uva di media qualità costano circa 70 euro e si ricava ad occhio il 60% di vino cioè 60l quindi il costo della sola materia prima è di 1.10 euro al litro! Aggiungici bottiglia, tappo, etichetta, manodopera, trasporto ecc... ecc.. e fatti delle domande. magari al palato è buono ma tu non sai cosa c'è dentro!!!!
Gianpaolo Giacobbo
23 novembre 2005 alle ore 18:07Caro Beppe, eri partito bene poi ti sei omolgato anche tu .....
"Stanno arrivando i vini australiani, cileni, californiani, ottimi e economici."
La bontà del vino si misura nell'emozione che ci da.
Il vino è una materia viva!
Il vino è l'unico prodotto della natura che si conserva per molto tempo.
Se fatto seriamente è il segno di un territorio, il lavoro dell'uomo e l'espressione del vitigno.
Anche il costo è importante deve essere dignitoso per carità ma attenzione che tutto ha un prezzo e se i vini d'oltreoceano sono economici un motivo c'è.
Magari le prossima volta che ci vediamo beviamo un'ombra assieme e ti faccio capire come si può amare un vino.
Con immutata stima. Giampi che ama il vino buono.
Roberto di Filippo
1 dicembre 2005 alle ore 09:10Sono giovane, ma da oltre 20 anni vivo nel mondo del vino e lo faccio. Anche io ho la stessa reazione di Beppe nel vedere come è cambiato il settore e l'approccio di chi lo beve beve: anni fa potevo vedere qualche persona intorno ad una bottiglia di vino, bevendolo senza parlarne o al massimo dire:"...buono questo, chi lo fa?". Oggi vedo fare delle lunche seghe mentali intorno ad un bicchiere e posso garantirvi che se lo gustano meno di prima. Non condivido chi fa una cantina come una gioielleria e ritiene di vendere un prodotto senza prezzo, anche 20 euro per una bottiglia sono giustificati molto raramente (forse mai).
Comunque è un lavoro duro e alla lunga quello che da la forza non è il conto in banca che aumenta (e non sempre), ma il pensiero che migliaia di persone bevono e godono del tuo vino. Quindi dobbiamo fare in modo che siano acquistabili ad un prezzo decente, altrimenti resteranno sugli scaffali dei negozzi.
Ultimo appunto sull'informazione (o disinformazione) che orbita (e guadagna) sul mondo del vino: non è diversa da quella che c'è per il resto del nostro paese. Vivendola dall'interno posso garantirvi che molto di quello che si legge è falso soprattutto perchè la stampa è spesso pagata dai produttori invece che dagli utenti. Anche in questo settore sono pochi i giornalisti che hanno il coraggio di fare il loro lavoro.
E'inutile dire che sono tra i pochi produttori a condividere i servizi di Report (Rai 3) sul vino. Non sono certo masochista, ma da buon contadino sono lungimirante e tutto questo rumore sul vino alla lunga stancherà la gente. Il bicchiere di vino deve semplificarci la vita, invece oggi è più facile (ed economico) compilare una denuncia dei redditi che ordinare un vino al ristorante.
CArlo Serra del Mito
19 dicembre 2005 alle ore 16:07Ciao, nn ho la presunzione di convincere nessuno..pero se consideri che spesso i vini da + di 20 sono lasciati in cantina a maturare per 4-5 e più anni capirai che il prezzo è dato d costi alti e chi produce (come me) deve anche camparci..per me che sono salentno il vino rappresenta una risorsa importante, per me è stata l'alternativa all'emigrazione. Cosa odiare? i vini che, a torto, costano +di 20 che sono riconoscibilissimi se ci si informa un po e che contrariamente a quanto dici sono molto poco diffusi..Vorrei poi dire la mia sui vini californani, cileni ecc..sapete quanto costa una botte di rovere? noi in italia le usiamo e il risultato è constatabile e oggettivo..forse nn tutti snno che in california (in america in generale) il vino viene fatto invecchiare in fusti di inox con dei trucioli di rovere e viene venduto per vino invecchiato in barrique. oppure che in america è diffusa la pratica dell' aggiunta di zuccheri al mosto per aumentarne il grado alcoolico e poi viene diluito con altre sostnze (pratiche tutte VIETATISSIME in Italia). Perciò nn si puo fare di tutta l'erba un fascio..l'unica cosa sulla quale sono d'accordo è tutto il gran parlare di deusazioni e quelle che qualcuno ha chiamato "seghe mentali" anche se sono, a volte e nei modi corretti, necessarie al fine di migliorare la produzione. Considerate che il vino italiano è il miglior vino al mondo e..un motivo ci sarà!
Marco Gilles
21 dicembre 2005 alle ore 14:49====================================================================================================
Il Patto dello Sciacchetrà
Le ultime dichiarazioni di Fiorani stanno facendo emergere la verità sull'incontro che ha visto il SENATORE LUIGI GRILLO, Gran Maestro dell'operazione di corruzione e appropriazione indebita più sporca dalla fine di Tangentopoli.
L'incontro ha visto la partecipazione di: Fazio, Fiorani, Berlusconi e Grillo. Le dichiarazioni ufficiali vollero far passare l'idea di una difesa delle banche italiane contro l'assalto dei Barbari europei.
In realtà, il Senatore Luigi Grillo, eletto in Liguria nelle fila di Forza Italia, aveva bisogno di tanti soldini per costruirsi la VILLA nella Riviera Ligure (costruita abusivamente nel Parco Naturale delle Cinque Terre e poi condonata); quale sistema migliore per fare ciò se non fregare un po' di soldi ai correntisti della Banca Popolare di Lodi.
Il sistema a quanto sta dicendo Fiorani era semplice: bastava aprire un conto nella sua Banca, dare l'appoggio politico all'operazione bancaria più sporca della Seconda Repubblica e in cambio ci si ritrovava un bel gruzzoletto sul proprio conto corrente.
Il Senatore Grillo, una delle figure più losche della Politica italiana, ha fiutato subito l'affare e si è lanciato nella strenua difesa della scalata di Fiorani, ovviamente le sue dichiarazioni pubbliche sono state ripagate a suon di MILIONI di euro.
Il problema è che i soldi affluiti nelle tasche di LUIGI GRILLO erano dei correntisti della Banca Popolare di Lodi che sono stati truffati, rapinati e beffati; una persona che ha rubato dei soldi agli italiani dovrebbe stare in GALERA e non in Parlamento in una posizione chiave (Presidente della Commissione Trasporti del Senato).
IL SENATORE LUIGI GRILLO DEVE STARE IN GALERA E NON IN PARLAMENTO !!!!
===================================================================================================
salvatore mastroeni
15 febbraio 2006 alle ore 02:13caro marco gilles sono perfettamente d'accordo con te,vedrai che fra altri due giorni se continuano cosi si berranno pure l'acua piovana nelle bottiglie provenienti dall'estero.ancora non hanno capito un c....... in italia,l'italia è il primo paese a livello mondiale sulla qualita' del vino,poi guarda pure quell altro che mi dice che nell'ipermercato c'è il vino buono e costa 1.60.ma quello che ha detto questo si deve mettere una maschera.fatelo voi il vino buono e vediamo quanto vi costa se siete tutti cosi bravi,vi metto a disposizione pure la cantina e vediamo se riuscite a far bel vino buono in bottiglia a meno di 4 euro.tutte quelle persone che favoriscono il mercato internazionale per me possono sprofondare nel vuoto.in italia come il vino come tutto il resto riguardo gli alimentari abbiamo dei prodotti genuini,che non fanno male all'uomo.il problema non è il vino o i prodotti italiani(i migliori del mondo)il problema è che berlusconi e tutti quelli sotto di lui si sono fregati milioni e milioni di miliardi e l'economia si è fermata.ma voi pensate quante famiglie avrebbero potuto vivere?in italia l'economia si è fermata e se non se ne andra' berlusconi ce ne possiamo andare a dormire sotto i ponti.avete capito?????????per me il primo berlusconi va IMPICCATO!!!!!!
Marco Gilles
21 dicembre 2005 alle ore 14:56====================================================================================================
Il Patto dello Sciacchetrà
Le ultime dichiarazioni di Fiorani stanno facendo emergere la verità sull'incontro che ha visto il SENATORE LUIGI GRILLO, Gran Maestro dell'operazione di corruzione e appropriazione indebita più sporca dalla fine di Tangentopoli.
L'incontro ha visto la partecipazione di: Fazio, Fiorani, Berlusconi e Grillo. Le dichiarazioni ufficiali vollero far passare l'idea di una difesa delle banche italiane contro l'assalto dei Barbari europei.
In realtà, il Senatore Luigi Grillo, eletto in Liguria nelle fila di Forza Italia, aveva bisogno di tanti soldini per costruirsi la VILLA nella Riviera Ligure (costruita abusivamente nel Parco Naturale delle Cinque Terre e poi condonata); quale sistema migliore per fare ciò se non fregare un po' di soldi ai correntisti della Banca Popolare di Lodi.
Il sistema a quanto sta dicendo Fiorani era semplice: bastava aprire un conto nella sua Banca, dare l'appoggio politico all'operazione bancaria più sporca della Seconda Repubblica e in cambio ci si ritrovava un bel gruzzoletto sul proprio conto corrente.
Il Senatore Grillo, una delle figure più losche della Politica italiana, ha fiutato subito l'affare e si è lanciato nella strenua difesa della scalata di Fiorani, ovviamente le sue dichiarazioni pubbliche sono state ripagate a suon di MILIONI di euro.
Il problema è che i soldi affluiti nelle tasche di LUIGI GRILLO erano dei correntisti della Banca Popolare di Lodi che sono stati truffati, rapinati e beffati; una persona che ha rubato dei soldi agli italiani dovrebbe stare in GALERA e non in Parlamento in una posizione chiave (Presidente della Commissione Trasporti del Senato).
IL SENATORE LUIGI GRILLO DEVE STARE IN GALERA E NON IN PARLAMENTO !!!!
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marco baluba
28 dicembre 2005 alle ore 20:37ciao
marco baluba
28 dicembre 2005 alle ore 20:41ciao abbasso il vino
ANNA PANCHERI
11 gennaio 2006 alle ore 12:30Nell'ultimo numero de "Il Sommelier Italiano" che ricevo poichè socia AIS (Ass.ne Italiana Sommeliers)leggo e riporto intervento Vicepresidente della Regione Lombardia nonchè Assessore all'Agricoltura Viviana Beccalossi: "L'appuntamento di quest'anno è ancora più importante perché abbiamo deciso di giocare in casa. Facendo un parallelo con la stretta attualità, il riferimento corre alla recente approvazione della devolution, potremmo dire che con la giornata di oggi lanciamo il concetto di vino federalista. In estrema sintesi il concetto è chiaro e preciso: vino lombardo per i lombardi."
Mi sento offesa, indignata e preoccupata. Sono italina e adoro il mio paese da cima a fondo. Sono stufa di queste uscite offensive e fuori luogo.
Diego Cosenza
11 gennaio 2006 alle ore 12:45Io non odio il vino anzi ho cominciato da poco ad apprezzarlo. Certo e' che spendere 100 euro per una bottiglia mi sembra una gran caz..ta.
La stappi e sa di tappo che fai? ti spari una bordata sui maroni???
Ci sono delle ottime bottiglie sotto i 10 euro, e molte che non superano i 7.
La soluzione????
Andate in vacanza bevete vini locali, non pretendete un GEWURZTRAMINER quando siete nel Salento.
Comprate direttamente dalle Cantine Sociali.
La scorsa estate in Trentino ho speso 74 euro e mi sono portato a casa 14 bottiglie!!!
Con sommo piacere ho notato che erano tutte menzionate nella guida ALMANACCO DEL BERE BENE(3500 bottiglie sotto gli 8 euro) del Gambero Rosso. Non che la cosa abbia cambiato il mio attengiamento qundo me le stappo :-) .
Trovate qualche dritta su dove compare del buon vino sul mio sito
http://www.ristoroma.net/modules.php?name=Web_Links&l_op=viewlink&cid=12
Cin Cin!!!
ANNA PANCHERI
11 gennaio 2006 alle ore 14:02Beppe e Amici di Beppe, vi propongo la lettera che ho spedito alla Redazione della rivista "Il Sommelier Italiano". Vorrei che mi diceste la vostra in merito. Grazie!
Leggendo l'ultimo numero de "Il Sommelier Italiano", rivista che ricevo poiché membro dell'AIS Associazione Italiana Sommelier), rimango per l'ennesima volta turbata nel leggere l'intervento del Vicepresidente della Regione Lombardia, nonché Assessore Regionale all'Agricoltura Viviana Beccalossi nell'articolo "Al Circolo della Stampa il Premio Viniplus 2005" (pp.20 e 21) che recita: "L'appuntamento di quest'anno è ancora più importante perché abbiamo deciso di giocare in casa. Facendo un parallelo con la stretta attualità, il riferimento corre alla recente approvazione della devolution, potremmo dire che con la giornata di oggi lanciamo il concetto di vino federalista. In estrema sintesi il concetto è chiaro e preciso: vino lombardo per i lombardi."
Sgomenta ritorno indietro di alcune pagine e leggo il prodigarsi della Delegazione AIS in Giappone per stringere accordi e collaborazioni al fine di promuovere l'enogastronomia italiana
sfoglio altre pagine e ritrovo frasi riecheggianti dal Salone del Vino presso il Lingotto di Torino lo scorso ottobre sull'importanza della salvaguardia dei vitigni autoctoni italiani, la promozione dei vini italiani all'estero, a fronte del pericolo derivante dalla concorrenzialità dei prezzi dei vini del Nuovo Mondo, senza pensare che fra qualche anno dovremo affrontare anche nel comparto vitivinicolo l'entrata della Cina.
Mentre tutti invocano la piena collaborazione ai fini di difendere il Made in Italy c'è chi vuole disgregare l'Italia solo per questioni di stupido orgoglio padano, strumentalizzando ogni questione, senza nemmeno pensare in quale contesto essi stiano parlando e operando.
Sono turbata, offesa e preoccupata: questa non è politica ma senso civico e morale, non voglio fare della retorica anche perché non è né il mio mestiere né la mia indole. (continua
ANNA PANCHERI
11 gennaio 2006 alle ore 14:05(segue)
Sono trentina e spesso mi sento isolata dalle questioni nazionali a causa dell'Autonomia di cui gode la mia Regione, ma in cuor mio non è così: mi sento italiana, adoro il mio paese e soffro molto vedendo come stanno le cose. Vorrei inoltre sottolineare che le uniche tessere che rinnovo ogni anno sono quelle dell'AIS e dell' ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino) , per cui niente Partiti e niente Sindacati
Penso a tutti coloro non lombardi e/o non padani che hanno letto quest'articolo: sommeliers italiani che operano nel settore o semplicemente appassionati di enogastronomia: sicuramente non sono l'unica ad essere rimasta colpita dall'ennesimo affronto di politicanti che ahimè occupano pure ruoli istituzionalmente importanti.
Scusate lo sfogo ma a ragion di logica e di cuore non mi sento pienamente convinta di rinnovare anche quest'anno la mia adesione all'AIS finchè la Redazione non riponderà a questa mia lettera.
A mio avviso andava censurato il suo intervento dato che in Italia si assiste a punizioni e censure ad ogni braccio alzato, satira politica e via dicendo
e comunque ha il sapore di falso ideologico.
Non pretendo delle scuse, sebbene ci starebbero bene, ma una semplice giustificazione, e se dovessi essere radiata dall'Albo Nazionale per questa insubordinazione ne sarei fiera.
Salute!
flavio carenzi
17 gennaio 2006 alle ore 14:44Salve a tutti e anche a te' Beppe che ci piaci tanto anche se a volte esageri... come a proposito del caro vino.
A dire il vero di vino io un po' me ne intendo a causa del mio lavoro in U.K. e anche se sono in parte d'accordo con voi (spesso vini sotto i 20 euro sono veramente buoni ), quasi sempre vini sopra i 100 euro sono davvero eccezionali.
Il prezzo pagato( negozi o fornitori) ha spesso a che fare con numero di bottile prodotte, margine di guadagno, costo manodopera e periodo di invecchiamento...
Quello che poi si paga al ristorante e' un altra cosa.
Inoltre vorrei fare presente che la maggioranza dei vini economici dal nuovo mondo e' costituita da vini "costruiti" per piacere a un consumatore meno sofisticato! Io personalmente trovo questi vini troppo pronunciati spesso con acidita' sbilanciata. Si ha l'impressione che vengano lasciati con frutta/segatura in sospensione.( a volte lo fanno davvero visto che regolamentazioni laggiu' ne hanno poche)
I tecnicismi etc. sono a portata di tutti nel web.
Direi alla fine che visto la presenza di vino buono in tutte le fasce di prezzo, spendete quello che vi pare ma non giudicate chi spende una fortuna in vino che forse in qualche caso ne sa' piu' di voi.
D'altra parte non si puo' essere un "genio" in tutto, o no?
flavio carenzi
flavio carenzi
17 gennaio 2006 alle ore 14:45Salve a tutti e anche a te' Beppe che ci piaci tanto anche se a volte esageri... come a proposito del caro vino.
A dire il vero di vino io un po' me ne intendo a causa del mio lavoro in U.K. e anche se sono in parte d'accordo con voi (spesso vini sotto i 20 euro sono veramente buoni ), quasi sempre vini sopra i 100 euro sono davvero eccezionali.
Il prezzo pagato( negozi o fornitori) ha spesso a che fare con numero di bottile prodotte, margine di guadagno, costo manodopera e periodo di invecchiamento...
Quello che poi si paga al ristorante e' un altra cosa.
Inoltre vorrei fare presente che la maggioranza dei vini economici dal nuovo mondo e' costituita da vini "costruiti" per piacere a un consumatore meno sofisticato! Io personalmente trovo questi vini troppo pronunciati spesso con acidita' sbilanciata. Si ha l'impressione che vengano lasciati con frutta/segatura in sospensione.( a volte lo fanno davvero visto che regolamentazioni laggiu' ne hanno poche)
I tecnicismi etc. sono a portata di tutti nel web.
Direi alla fine che visto la presenza di vino buono in tutte le fasce di prezzo, spendete quello che vi pare ma non giudicate chi spende una fortuna in vino che forse in qualche caso ne sa' piu' di voi.
D'altra parte non si puo' essere un "genio" in tutto, o no?
flavio carenzi
ps il vino rumeno l'ho bevuto anchio ma il mio non era buono per niente
salvatore mastroeni
15 febbraio 2006 alle ore 02:14caro marco gilles sono perfettamente d'accordo con te,vedrai che fra altri due giorni se continuano cosi si berranno pure l'acua piovana nelle bottiglie provenienti dall'estero.ancora non hanno capito un c....... in italia,l'italia è il primo paese a livello mondiale sulla qualita' del vino,poi guarda pure quell altro che mi dice che nell'ipermercato c'è il vino buono e costa 1.60.ma quello che ha detto questo si deve mettere una maschera.fatelo voi il vino buono e vediamo quanto vi costa se siete tutti cosi bravi,vi metto a disposizione pure la cantina e vediamo se riuscite a far bel vino buono in bottiglia a meno di 4 euro.tutte quelle persone che favoriscono il mercato internazionale per me possono sprofondare nel vuoto.in italia come il vino come tutto il resto riguardo gli alimentari abbiamo dei prodotti genuini,che non fanno male all'uomo.il problema non è il vino o i prodotti italiani(i migliori del mondo)il problema è che berlusconi e tutti quelli sotto di lui si sono fregati milioni e milioni di miliardi e l'economia si è fermata.ma voi pensate quante famiglie avrebbero potuto vivere?in italia l'economia si è fermata e se non se ne andra' berlusconi ce ne possiamo andare a dormire sotto i ponti.avete capito?????????per me il primo berlusconi va IMPIC!!!!!!
salvatore mastroeni
15 febbraio 2006 alle ore 02:18caro marco gilles sono perfettamente d'accordo con te,vedrai che fra altri due giorni se continuano cosi si berranno pure l'acua piovana nelle bottiglie provenienti dall'estero.ancora non hanno capito un c....... in italia,l'italia è il primo paese a livello mondiale sulla qualita' del vino,poi guarda pure quell altro che mi dice che nell'ipermercato c'è il vino buono e costa 1.60.ma quello che ha detto questo si deve mettere una maschera.fatelo voi il vino buono e vediamo quanto vi costa se siete tutti cosi bravi,vi metto a disposizione pure la cantina e vediamo se riuscite a far bel vino buono in bottiglia a meno di 4 euro.tutte quelle persone che favoriscono il mercato internazionale per me possono sprofondare nel vuoto.in italia come il vino come tutto il resto riguardo gli alimentari abbiamo dei prodotti genuini,che non fanno male all'uomo.il problema non è il vino o i prodotti italiani(i migliori del mondo)il problema è che I POLITICI DI DESTRA si sono fregati milioni e milioni di miliardi e l'economia si è fermata.ma voi pensate quante famiglie avrebbero potuto vivere?in italia l'economia si è fermata e se non se ne andra' QUELLA BELLA FACCIA CHE ABBIAMO PER ORA COME PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ce ne possiamo andare a dormire sotto i ponti.avete capito?????????per me il primo LUI va IMPIC!!!!!!
salvatore mastroeni
15 febbraio 2006 alle ore 02:18caro marco gilles sono perfettamente d'accordo con te,vedrai che fra altri due giorni se continuano cosi si berranno pure l'acua piovana nelle bottiglie provenienti dall'estero.ancora non hanno capito un c....... in italia,l'italia è il primo paese a livello mondiale sulla qualita' del vino,poi guarda pure quell altro che mi dice che nell'ipermercato c'è il vino buono e costa 1.60.ma quello che ha detto questo si deve mettere una maschera.fatelo voi il vino buono e vediamo quanto vi costa se siete tutti cosi bravi,vi metto a disposizione pure la cantina e vediamo se riuscite a far bel vino buono in bottiglia a meno di 4 euro.tutte quelle persone che favoriscono il mercato internazionale per me possono sprofondare nel vuoto.in italia come il vino come tutto il resto riguardo gli alimentari abbiamo dei prodotti genuini,che non fanno male all'uomo.il problema non è il vino o i prodotti italiani(i migliori del mondo)il problema è che I POLITICI si sono fregati milioni e milioni di miliardi e l'economia si è fermata.ma voi pensate quante famiglie avrebbero potuto vivere?in italia l'economia si è fermata e se non se ne andra' QUELLA BELLA FACCIA CHE ABBIAMO PER ORA COME PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ce ne possiamo andare a dormire sotto i ponti.avete capito?????????per me il primo LUI va IMPIC!!!!!!
SALVATORE MASTROENI
15 febbraio 2006 alle ore 02:26VATTI A BERE IL VINO DEI SUPERMERCATI E NON ROMPERE.
SALVATORE MASTROENI
15 febbraio 2006 alle ore 02:26VATTI A BERE IL VINO DEI SUPERMERCATI.
SALVATORE MASTROENI
15 febbraio 2006 alle ore 02:29VUOI CONFRONTARE I VINI DEI SUPERMERCATI CON I NOSTRI?FIFLETTI DA SOLO.
Mauro Amati
13 ottobre 2006 alle ore 02:56da qualche anno sto assaggiando più spesso i vini di altre regioni vinicole del mondo e non ne sono più tanto sicuro. Il vino in molti Paesi oltremare ed oltreoceano non gode di tutele, regole e controlli, ma è un prodotto agricolo come un altro e proprio laggiù c'è piena libertà di sperimentazione di tutto ciò del quale oggi abbiamo almeno timore, se non paura. Quando va bene si tratta di assemblaggi e miscele senza costrutto, ma se pensiamo anche a fitofarmaci, antiparassitari, viti transgeniche, lieviti biomodificati e sostanze chimiche in vinificazione... allora si suda freddo, perché già oggi sono in vendita prodotti del genere senza nessuna specifica dichiarazione in etichetta.
È vero che i migliori vini californiani, australiani, cileni e via dicendo sono degli ottimi vini. Quando si parla di grandi marche che competono sul piano della tradizione e della qualità, spesso i risultati sono sorprendenti, qualche volta bagnano il naso ai cugini galletti d'oltralpe ed onestamente anche a noi in quelle prove d'assaggio alla cieca, dove i bicchieri e le bottiglie sono contraddistinte solo dai numeri e non si conoscono quindi la provenienza e il produttore.
Ma accanto a questi vini di alta qualità sono già in vendita anche i vini di largo consumo, quelli che hanno in genere prezzi più bassi, confezioni più spoglie, vie promozionali facilitate e condizioni di pagamento allettanti, attraverso alcuni ipermercati. Sono vini ottenuti con interventi tecnologici massicci in allevamento e nel processo di vinificazione e assemblaggio, con l'aggiunta di chips, concentratori, stabilizzatori, zucchero, glicerina e quant'altro e tutto perfettamente in regola con le legislazioni dei Paesi d'origine.
Assaggiandoli, si avverte subito che il vino è senza personalità. I profumi non sono intensi e variegati, il gusto è troppo morbido, troppo rotondo, senza emozioni, piatto. La costruzione fatta in laboratorio di un prodotto commerciale è davvero evidente, ma solo per i palati più fini e preparati, che non ci ricascano una seconda volta. Il novanta per cento della popolazione però compra solo sulla base del prezzo e della novità di un vino che viene da molto lontano e stimola perciò la curiosità del mercato. Dov'è la certezza che questi vini siano stati prodotti con le necessarie norme di cautela obbligatorie nei paesi della Comunità Europea? Chi ci assicura che le viti non siano transgeniche e le sostanze chimiche non siano tossiche? Qualcuno può mettere la mano sul fuoco a proposito dei controlli nelle regioni d'origine africane o sudamericane?
Dopo il vino al metanolo che fece numerose vittime circa vent'anni fa, in Italia si sta più attenti, ma l'allargamento a tanti nuovi Paesi della Comunità Europea e le differenze consistenti tra le legislazioni dei singoli Stati europei in materia di importazione extracomunitaria, con la libera circolazione delle merci ormai affermata nel vecchio continente un po' di timori me li fanno venire. A questi timori non so davvero chi sia in grado di rispondere e il consumatore deve essere pure tutelato da qualcuno. Un'autorità super partes del vino ancora manca, sia in Europa che in Italia.
andrea C
12 dicembre 2006 alle ore 18:35Odio il tappo si silicone e quelli che lo usano gli americani vi propinano tutto...w il sughero e le querce da sughero in spagna sardegna portogallo...il silicone viene usato solo per il suo basso costo...0,02 centesimi di euro , ma sapete quanto lavoro e serietà dietro un tappi di sughero
Piero Pasini
5 gennaio 2007 alle ore 19:01Invito ufficiale per bere il clinton (quello vero, poichè esistono varie mistificazioni) a casa mia.
Nicola Silva
8 gennaio 2007 alle ore 14:36Io l'ho assaporato e devo dire che regala immense soddisfazioni....
Stefano Pirro
14 gennaio 2007 alle ore 19:02FORSE NON LO SAI...MA E' ILLEGALE !!!!!
Piero Pasini
7 gennaio 2007 alle ore 14:13IL vino delle Cantine sociali è spesso eccezionale (ma bisogna cercare bene), costa poco, e non ci costringe al supermarket o alle cagate d'oltreoceano. Gambe spalle e in cerca del Soave a Soave, del Bardolino a Bardolino e di tutti i vini nel loro luogo d'origine...
Stefano Pirro
14 gennaio 2007 alle ore 18:14CARO BEPPE, L'ODIO E' UN SENTIMENTO TROPPO FORTE E SINCERO, NON TROVI CHE FORSE SAREBBE IL CASO DI UTILIZZARLO PER ALTRI ARGOMENTI? COSA TI HA FATTO DI MALE IL VINO? MA SOPRATTUTTO, COSA TI HANNO FATTO DI MALE GLI OLTRE 2.000.000 DI CITTADINI E ONESTI LAVORATORI ITALIANI CHE GRAVITANO ATTORNO AL SETTORE ENOGASTRONOMICO? LIBERO ARBITRIO, CARO BEPPE! IO (SEMPRE PER IL LIBERO ARBITRIO) CONTINUERO' A SEGUIRTI CON AMMIRAZIONE, CONTINUERO' A VENIRE AI TUOI SPETTACOLI. CHISSA' SE GLI ALTRI 1.999.999 PERSONE LA PENSANO COME ME? SO CHE SEI UNA PERONA SINCERA, MA VOGLIO DIRTI UNA COSA: MIO PADRE HA INIZIATO A VENDERE VINO NEGLI ANNI SESSANTA, QUANDO SI VENDEVA ANCORA NELLE DAMIGIANE, E' ANDATO IN PENSIONE TRE ANNI FA! HA MANTENUTO UNA FAMIGLIA, CRESCIUTO DUE FIGLI E, DOPO QUARANT'ANNI DI SACRIFICI, ADESSO VIVE SERENO, CON UN PICCOLO MA MODESTO APPARTAMENTO ED UNA UTILITARIA DA DODICIMILA EURO. LUI NON HA MAI VISTO CANTINE SUPERLUSSO, CON CINQUANTA CAMERE SUPERLUSSO. IO , GRAZIE A MIO PADRE E AL SUO SUDORE, FACCIO LO STESSO LAVORO. VENDO VINI CHE VARIANO DAI 2.00 AI 5.000 A BOTTIGLIA. COSA C'E' DI MALE? SONO DA POCO SPOSATO, STO METTENDO SU FAMIGLIA, ONESTAMENTE, SONO SOMMELIER PROFESSIONISTA, PER QUESTO ODI ANCHE ME? ODI MIO PADRE? ODIERAI FORSE MIO FIGLIO, SE UN GIORNO VORRA' PROSEGUIRE LE ORME DEI SUOI PREDECESSORI? IO NON TI ODIO... HAI IL DIRITTO DI SPENDERE 1.00 EURO, SE VUOI, MA SE POI IL TUO VICINO DI CASA NE SPENDE 50.00, TI PREGO, NON ODIARLO.
A PRESTO
STEFANO
Stefano Pirro
14 gennaio 2007 alle ore 18:55SCUSA BEPPE DIMENTICAVO UN COSA:
SAI COME HA FATTO MIO PADRE A SUPERARE LA CRISI DEL METANOLO, PIU' DI VENT'ANNI FA, IN ITALIA, CHE HA PURTROPPO UCCISO 26 PERSONE? HA CONTINUATO A VENDERE "VINO BUONO"!!!!! RICORDATI CHE IL VINO CONTENETE IL FAMIGERATO METANOLO ERA QUELLO PRODOTTO DA UNA TRENTINA DI AZIENDE, CHE SI CONCENTRARONO SULLA QUANTITA' E NON SULLA QUALITA'! NEL 1986 ESISTAVANO SOLO POCHI PRODUTTORI DI VINO CHE SI POTEVANO CONSIDERARE DI PRESTIGIO. GUARDACASO, ANCORA TUTTI ESISTENTE, FORSE PRODUCONO VINI UN PO COSTOSI, MA DI SICURO CON LORO NON RISCHI DI MORIRE!!!! ALLORA, ATTENTO ALLE CANTINE SOCIALI (HAI PRESENTE IL METANOLO?), MA ANCOR DI PIU' ATTENTO AL CILE, ALL'AUSTRALIA, ALLA CALIFORNIA; LO SAPEVI CHE ALCUNI TRA I VINI PIU' COSTOSI AL MONDO , PROVENGONO PROPRIO DA QUESTI PAESI? ANCHE NOI ABBIAMO VINI INTORNO AI 4/6 , COME LORO, MA LA QUALITA' E' DAVVERO POCA, COME LA LORO! NOI ABBIAMO LA TRADIZIONE, ABBIAMO I VITIGNI AUTOCTONI(VARIETA' DI UVE NATE IN UNA DETERMINATA REGIONE E DA SEMPRE COLTIVATE CON PASSIONE), GUARDA COSA PROVIENE DA STATI UNITI, AUSTRALIA, CILE, SUD AFRICA, NUOVA ZELANDA ETC.ETC. IL 90% DELLA PRODUZIONE E' CABERNET SAUVIGNON, MERLOT, CHARDONNAY E SAUVIGNON... TI RICORDANO NIENTE QUESTI NOMI? FORSE LA FRANCIA? ESATTO, CARO BEPPE, QUESTI STATI IMPORTANO DA SEMPRE I CLONI E LE BARBATELLE DALLA FRANCIA, STUDIANO I TERRENI, CRESCONO LE VIGNE ED IL GIOCO E' FATTO: PRODUZIONI INDUSTRIALI DI VINO CON L'AGGIUNTA DI 50/60 COMPONENTI CHIMICI DALLA COLTIVAZIONE ALL'IMBOTTIGLIAMENTO. E' DAVVERO QUESTO CHE VUOI COSIGLIARE AI TUOI AFFEZIONATI LETTORI? SAI QUAL'E' UNA DELLE AZIENDE CHE PRODUCONO PIU' VINO AL MONDO? E' UN'AZIENDA AUSTRALIANA, DI PROPRIETA' UDITE UDITE DELLA PHILIP MORRIS!!! BUSINESS IS BUSINESS.
ALLORA BEPPE, VUOI METERE UN BUON CHIANTI DOCG (SANGIOVESE), UN TAURASI (AGLIANICO), UN BAROLO (NEBBIOLO). QUESTA E' LA NOSTRA TERRA, NON ODIARLA! IL VETRO? CON LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, IL VETRO SI RICICLA, IL TETRAPACK NO!CON AFFETTO S.
Massimo Lotto
22 gennaio 2007 alle ore 21:35Il vino californiano non e' poi cosi' buono Beppe... anzi a dire il vero non ha nulla a che vedere con i nostri vini... meglio bere del buon vino italiano doc.
giacomo signorini
31 gennaio 2007 alle ore 20:48Secondo me non capisci una sega!
Francisco morales
1 febbraio 2007 alle ore 14:14Da come parli si vede che di vino non capisci molto. Non sai perchè le viti sono allineate e perfettamente pulite, dietro c'è un motivo tecnico. Non conosci le problematiche legate al tappo, sucghero o silicone che sia. Non conosci l'evoluzione del gusto del settore vinicolo. Sei una delusione, non hai rispetto per chi lavora tutti i giorni le vigne e si spacca la schiena per dare da bere a te, che non capisci nulla, un buon vino . Ti suggerisco più rispetto per le persone che lavorano.
ISI FASAN
1 marzo 2007 alle ore 16:11Volevo sapere se qualcuno sa rispondere alla mia domanda:
Da come ho capito io fra un po (dal 01/04/07) non si potra' piu' vendere il "tocai" (ottimo vino bianco prodotto in friuli)con questo nome ,allora i produttori hanno chiesto alla comunita' europea e fatto ricorso al tar per poterlo chiamare "friulano" pero' oggi 01/03/2007 ho sentito per radio che la proposta non e' stata accettata. Adesso volevo sapere cosa sucedera'? Ovvimente non si puo' piu' chiamarlo "tocai" perche' la piantina originale di vite che produce questo vino viene da altri paesi(da come ho capito io).
se qualcuno ha capito qualcosa e sa di preciso tutta la storia me lo dica a me e a beppe grillo.
STEFANO PIRRO
8 aprile 2007 alle ore 21:20Lo scorso 12 maggio 2005, la Corte Europea di giustizia del Lussemburgo ha stabilito «come pattuito nell'accordo del 1993 tra l'Unione Europea e l'Ungheria, il divieto di utilizzare - dopo il 31 marzo 2007 - la denominazione "Tocai" per taluni vini italiani». A meno che non si verifichino ulteriori sviluppi, la partita fra lo storico Tocai Friulano - gloriosa uva del Friuli Venezia Giulia - e il Tokaji Ungherese, si è conclusa con una sconfitta per la celebre uva Italiana. A nulla sono valse le storiche e ben documentate prove a sostegno dell'ottimo Tocai Friulano. La Corte Europea ha infatti stabilito che «le regole in materia di omonimia degli accordi internazionali esaminati non impongono che, di fronte all'indicazione geografica ungherese "Tokaj", la denominazione della varietà di vite italiana "Tocai Friulano" possa ancora essere utilizzata per la designazione e la presentazione di determinati vini italiani». Un verdetto che lascia poche speranze sul futuro del Tocai Friulano - ben inteso - unicamente al suo nome.
Secondo le ultime informazioni del Vinitaly 2007 svoltosi a Verona, si chiamerà "Friulano", ma il problema è uno: i numerosi produttori friulano non si sono ancora accordati su tale nome, quindi i produttori del "Tocai Veneto" si sono subito accordati per il nome di fantasia "Tai". Almeno così dicono...
LORIS DELLA MORA
13 maggio 2007 alle ore 10:24I produttori di vino cosidetto DOC dovrebbero rispondere sinceramente ad una sola domanda:
" quanti quintali realmente di uva produce un ettaro del loro vigneto?"
"Quanti ne consente il disciplianare da loro accettato e non imposto ?"
"Che fine fa il vino in eccesso?"
Rispondere con sincerità.
Attendo risposte che poi riscontreremo la veridicità nel vigneto in prossimità della vendemmia
Gianluca Sciacca
19 maggio 2007 alle ore 17:27Credo, caro Peppino, prima di odiare il vino che tu citi come sofisticato, dovresti odiare altre bevande veramente e lo sottolineo veramente dannose quali la Coca Cola e altre bevande del genere che di naturale non hanno nulla. Per esempio, sai che la cocacola contribuisce nelle donne ad aggravare l'osseoporosi? Inoltre in commercio ci sono migliaia di vini per tutti i gusti, puoi anche rivolgerti ad un contadino se preferisci il vino genuino. Ma è bene che tu sappia che per conferire al vino certe qualità sia organolettiche sia igieniche, bisogna sofisticarlo. La sofisticazione di un vino deve rispettare alcuni parametri che si prendono in considerazione secondo cio che si vuole ottenere dalla sua produzione. La sofisticazione di un vino è per me studio, scienza, arte, tradizione, se rispetta parametri qualitativi. Altrimenti si parla di quantità, ed ecco dove casca l'asino! Questo non vuol dire che chi spende 100euro per una bottiglia avrà meno danni al fegato di chi spende 5 euro per un'altra. Partiamo dal presupposto che in qualunque dose, anche minima, l'alcool danneggia le cellule, (discussione a parte per il metanolo) quindi in ogni caso il vino va bevuto con parsimonia. Ma dato che si parla di arte e di tradizione, è bene prima di spendere 100 euro per una bottiglia di vino chiedersi se si ha la sensibilità per apprezzarlo, altrimenti non vi è differenza con quello di 5 euro. E' come mettere un bambino completamente ignorante d'avanti un caravaggio o un picasso e gli si chieda di apprezzarne le qualità. Immagino che quel bambino apprezzi di più un fumetto o un giochino della play station bello colorato. Una differenza abissale, non credi? Da una parte troviamo una tecnica unica, inequivocabile, accademica, che suscita delle forti emozioni. Dall'altra parte vi è un prodotto semplice, riprodotto in milioni di copie che deve andare bene a tutti. Mi piace fare il paragone del pittore e del produttore di vino perchè trovo diverse analogie.
Gianluca Sciacca
19 maggio 2007 alle ore 17:40continuazione del mio messaggio precedente.
Prendiamo in considerazione un quadro singolare nel suo genere che potrebbe suscitare pareri contrapposti. La Guernica di Pablo Picasso. Qualcuno potrebbe dire che è solo confusione, qualcuno potrebbe apprezzarlo collocandolo in un momento storico che lo rappresenta ed esso rappresenta quel momento. ecc ecc ecc. Ma quel quadro, che valore poteva avere realmente al suo esordio, alla sua apparizione? Un valore scarso. e adesso dopo diversi anni quale valore ha la Guernica? Inimmaginabile. Cosa le ha attribuito questo valore in questo periodo? Analizzate questo sotto il punto di vista del vino....
Gianluca Sciacca
20 maggio 2007 alle ore 12:13Continuo il messaggio precedente...
Un bel giorno il vinaio (l'uomo che fa il vino) si sveglia con un'idea, ho voglia di creare un vino che susciti delle emozioni particolari, lo voglio rosso, fruttato, vellutato, floreale, che sappia di vaniglia, insomma sta per creare qualcosa che gli viene dal cuore ,dalla passione e dall'esperienza. Sceglie l'uva, la semina, la raccoglie è sa quando è il momento giusto, l'assaggia ogni giorno, vuole il meglio! Vendemmia e mette il mosto nella botte che ha scelto. Fermenta, è vivo. Lo cura come un bambino. Lo crea ma è ancora un novello, decide di farlo riposare un po in botte, lo cura, lo travasa, lo assaggia. Gli piace ma non è cio che voleva, lo pastorizza e lo affina altri anni in bottiglia, secondo la sua tradizione, in una cantina buia ma curata, nei minimi particolari, maniacalmente. Sta creando il suo vino, unico! E' il momento, stappa la prima bottiglia insieme ai suoi più cari amici, alla sua famiglia, è proprio una bella riunione. Una volta si chiamava simposio! Il vino fa anche questo. Era proprio quello che desiderava, il suo vino si potrebbe descrivere anche con colori, con suoni, con odori richiamati dal profondo delle nostre esperienze. Questo vino odora di antico ma anche di qualcosa di nuovo, come la frutta, mi ricorda quando ero piccolo. Mi ricorda anche le bacche rosse, le ciliege, le more, che sensualità. Ma non c'è nulla di tutto questo. Eppure tutto questo è racchiuso in quella bottiglia. Peccato bere questo vino!!! NON BEVETELO!! DEGUSTATELO! Immaginate di leggere una poesia velocemente, senza dare la giusta intonazione! Che senso ha!??? Forse quel poeta voleva dirci qualcos'altro?! W il vino, w l'arte e con essa vivano le emozioni. Siate più sensibili e meno superficiali, più romantici! Peppe ma è possibile che un critico come te sia cosi refrattario? Ciao a tutti e scusate se non mi esprimo chiaramente, ma cio che dico mi viene dal cuore!
Gianluca Sciacca
20 maggio 2007 alle ore 12:16Continuo il messaggio precedente...
Un bel giorno il vinaio (l'uomo che fa il vino) si sveglia con un'idea, ho voglia di creare un vino che susciti delle emozioni particolari, lo voglio rosso, fruttato, vellutato, floreale, che sappia di vaniglia, insomma sta per creare qualcosa che gli viene dal cuore ,dalla passione e dall'esperienza. Sceglie l'uva, la semina, la raccoglie è sa quando è il momento giusto, l'assaggia ogni giorno, vuole il meglio! Vendemmia e mette il mosto nella botte che ha scelto. Fermenta, è vivo. Lo cura come un bambino. Lo crea ma è ancora un novello, decide di farlo riposare un po in botte, lo cura, lo travasa, lo assaggia. Gli piace ma non è cio che voleva, lo pastorizza e lo affina altri anni in bottiglia, secondo la sua tradizione, in una cantina buia ma curata, nei minimi particolari, maniacalmente. Sta creando il suo vino, unico! E' il momento, stappa la prima bottiglia insieme ai suoi più cari amici, alla sua famiglia, è proprio una bella riunione. Una volta si chiamava simposio! Il vino fa anche questo. Era proprio quello che desiderava, il suo vino si potrebbe descrivere anche con colori, con suoni, con odori richiamati dal profondo delle nostre esperienze. Questo vino odora di antico ma anche di qualcosa di nuovo, come la frutta, mi ricorda quando ero piccolo. Mi ricorda anche le bacche rosse, le ciliege, le more, che sensualità. Ma non c'è nulla di tutto questo. Eppure tutto questo è racchiuso in quella bottiglia. Peccato bere questo vino!!! NON BEVETELO!! DEGUSTATELO! Immaginate di leggere una poesia velocemente, senza dare la giusta intonazione! Che senso ha!??? Forse quel poeta voleva dirci qualcos'altro?! W il vino, w l'arte e con essa vivano le emozioni. Siate più sensibili e meno superficiali, più romantici! Peppe ma è possibile che un critico come te sia cosi refrattario? Ciao a tutti e scusate se non mi esprimo chiaramente, ma cio che dico mi viene dal cuore!
Giuliano Lemme
3 settembre 2007 alle ore 12:33Perchè odiare un vino sopra i 20 euro? Perchè non poter pagare, se si vuole, 400 euro per una bottiglia (che in molti case li vale tutti)? Perchè molte volte chi è di sinistra (e lo sono anche io) odia il piacere, considerandolo, cioem la chiesa cattolica, figlio del peccato?
Lorenzo De Letteriis (degustatore ufficiale)
22 novembre 2010 alle ore 14:26Ciao, Giuliano!
Mi chiamo Lorenzo e sono, tra l'altro, Sommelier, Degustatore ufficiale e Reporter di un canale monotematico su Vino, Birra, ENOgastronomia e buona tavola!
Ho commentato le tue parole per dirti che ti stimo molto per il fatto che, nonostante l'orientamento del tuo credo politico, per tutta risposta, hai giudicato la situazione in maniera imparziale ed oggettiva e questo ti fa sicuramente onore!
Giuliano Lemme
3 settembre 2007 alle ore 12:34Perchè odiare un vino sopra i 20 euro? Perchè non poter pagare, se si vuole, 400 euro per una bottiglia (che in molti casi li vale tutti)? Perchè molte volte chi è di sinistra (e lo sono anche io) odia il piacere, considerandolo, come la chiesa cattolica, figlio del peccato?
Lorenzo De Letteriis (degustatore ufficiale)
22 novembre 2010 alle ore 15:53Ciao, Giuliano!
Mi chiamo Lorenzo e sono, tra l'altro, Sommelier, Degustatore ufficiale e
Reporter di un canale monotematico su Vino, Birra, ENOgastronomia e Buona
Tavola!
Ho commentato le tue parole per dirti che ti stimo molto per il fatto che,
nonostante l'orientamento del tuo credo politico, per tutta risposta, hai
giudicato la situazione in maniera assolutamente imparziale ed oggettiva e questo ti fa sicuramente onore!
Spero tanto di non perdreti di vista!
Alla prox!
Giuliano Lemme
3 settembre 2007 alle ore 14:48Aggiungo anche un dato....tra i vini australiani ve ne sono molti (cito ad esempio il Penfolds Grange) che costano, franco enoteca, intorno ai 300 . Buttiamo via anche quelli?
dante pirillo
9 gennaio 2008 alle ore 14:16Il vino.
Se ne parla, se ne discute, ci si riempie la bocca di parole, si riempie quel mondo di lustrini inutili.
Ma davvero sappiamo come si fa, cosa c'è dietro alla produzione, quello che viene messo dentro la bottiglia e come ci viene messo e attraverso quali procedimenti?
Difficile trovare queste informazioni, molto più facile il solito impomatato venditore di luoghi comuni, la persona smielata che insegna come degustarlo, come tenerlo in bocca, quale status simbol modaiolo deve seguire, quali sono le bottiglie in...
Abbiamo perso le radici, dimentichiamo che il vino è un alimento ed un piacere a tavola che deve accompagnare i pasti, si parla di vini da meditazione, ma che minchia vuole dire? Sarà piacevole per persone del nuovo mondo bere vino alle 4 del pomeriggio o la sera dopo cena, ma gustato e bevuto in quel modo, mi rimanda ai barbari, a persone danarose che stappano una bottiglia da cento euro per merenda, che senso ha?
Ma aldilà di questo, sarebbe molto interessante sapere e conoscere cosa si trova alla radice del prodotto, a come vengono accuditi i vigneti, come arriva e viene trasformata l'uva in cantina, quali sono le aggiunte, le tecniche, quelle vere, per vinificare.
Perchè non viene detto questo?
Lorenzo De Letteriis (degustatore ufficiale)
22 novembre 2010 alle ore 14:59 AMO IL VINO
AMO il vino, quello "BUONO", il vino barricato(non eccessivamente) con retrogusto di vaniglia,
il vino degustato e NON BEVUTO, il vino tenuto in bocca, che VA fatto respirare... il vino prodotto da Gaja, Frescobaldi, Incisa della Rocchetta (Sassicaia dice qualcosa)?, AMO, ancora le vigne perfettamente allineate, senza un filo d'erba superfluo, CON UN SOLO GRAPPOLO PER PIANTA, le bottiglie di vetro, RICICLATE dopo l'uso, i grandi intenditori, hanno molto da insegnare se uno vuole ascoltare, tutto ciò che gravita intorno al vino: le riviste, le trasmissioni televisive, i sommelier, gli accessori, tutto i il vino dai 5 ai 500 euro.Quando vado al ristorate guardo la lista dei vini e, se posso, scelgo quello buono: costa, sì, ma lo AMO!!!
... NON AMO, invece, il tappo di silicone, i vini australiani, cileni, californiani, economici, sì, ma PESSIMI... quelli buoni, COSTANO, il vino del contadino, quello fatto con i piedi... il tavernello, in brick fatto con un miscuglio di 800 uve di m...voi continuate a bere galassi e tavernello, a bere quello buono CI PENSO IO!!!
Antonio V.
1 aprile 2008 alle ore 15:36Signore e Signori Buonasera..l'altro ieri gironzolando per una soleggiata e particolarmente rilassante giornata di Marzo in una stanca e pigra Catania,mi sono imbattuto in una splendida piazza proprio nel cuore del quartiere universitario. In un attimo la mia curiosita' ha preso il sopravvento sulla mia voglia di restare in disparte e in mezzo ad una folla che nemmeno il concerto dei Sonic Youth o dei Marlene Kuntz erano riuciti ad assemblare in quella stessa piazza (ma forse l'Orchestra di Bregovic si!!)mi sono ritrovato invaso da un'energia positiva che mi ha cambiato stato d'animo...Forse,ho pensato,non e' poi cosi' difficile riuscire a sentire questa energia ogni attimo della propria vita...basta volerlo,basterebbe che i sorrisi stampati sui visi di tutta quella gente (e nel frattempo anche nel mio)trovassreo piu' spazio nei palinsesti di quei media(...e quali non?) che sembrano non facciano altro che cercare in ogni modo di mettere ansia,pressione,angoscia,deviazione...paranoia insomma! Beh certo...non sara'facile parlare di certi fatti col sorriso...non sara' facile vedere certe facce pensando che il nostro futuro e' nelle loro mani e sorridere...ma ieri ho capito che l'ironia e' un'arma molto affilata e che certe giornate possono durare anche una vita!!! A proposito,Signore e Signori,avete spento i vostri televisori?
Andrea Diotallevi
30 marzo 2010 alle ore 19:27"Il peggior vino contadino è migliore del miglior vino d'industria" L.Veronelli viva il sommo poeta, viva tutti i viticoltori onesti italiani che fanno il vino con passione e tradizione, viva i piccoli viticoltori cileni che fanno il vino con passione e non potranno mai venderlo in Italia nemmeno a 1 euro al litro, viva chi ha voglia di lavorare e bere e mangiare bene, no alle multinazionali per l'impatto ambientale che creano, no alla globalizazione del cibo e delle bevande bere vino buono per me per lo meno è un bene essenziale e quando mi ubriaco con vino di qualità non ho mal di testa a differenza di chi beve il vino nel cartone, fatto stà viva il vino nel cartone per chi se lo vuole bere io non lo uso nemmeno per fare il sugo della pasta, ma chi lo vuole bere lo beva affari suoi, ma sappia che il cartone con foglia di alluminio e con molto inchiostro sull'etichetta inquina molto più del vetro se non reciclato ovvero abbandonato nell'ambiente o in discarica. Viva Beppe Grillo, ma questa la poteva risparmiare il vino Italiano è il miglior vino al mondo ed importante difenderlo dalla globalizazione.
Lorenzo De Letteriis (degustatore ufficiale)
22 novembre 2010 alle ore 15:46 AMO IL VINO
Il vino barricato, degustato e NON BEVUTO, prodotto da Gaja, Frescobaldi ed Incisa della Rocchetta, le vigne perfettamente allineate senza un filo d'erba superfluo, CON UN SOL GRAPPOLO PER PIANTA. NON AMO, invece, il vino del contadino fatto con i piedi ed il Tavernello in brick prodotto da un miscuglio di... 800 uve. VOI continuate a bere Galassi e Tavernello, che a bere quello buono CI PENSO IO!
ivan corocher
29 novembre 2011 alle ore 21:03L'odio non mi appartiene... ma talvolta se ne può venire colpiti per essere, mio malgrado in questo caso, appassionati di qualcosa. Non vedo nulla di male nell'intendersi o no di un argomento, ivi compreso l'argomento vino. Ecco perchè non capisco l'odio per tutto ciò che gravita intorno ad esso. Il resto posso in parte condividerlo, anche se mi sfugge (?) il motivo per il quale non venga citato l'architetto Renzo Piano, che ha progettato una nota cantina per Panerai. Il business che ruota intorno al vino dà fastidio pure a me, come molte altre cose di questo sistema malato e in declino, ma preferisco le analisi precise e documentate alle mitragliate di invettive che hanno l'unico risultato di far sfogare un'eccessiva impulsività. Con immutata stima e simpatia, Ivan (sommelier professionista nato a Savona e che si è fatto un culo quadrato in Italia e all'estero per sapere qualcosa di vino e di ristorazione in generale...)
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28 settembre 2015 alle ore 15:59Odio il vino prodotto dai Panerai, Rotschild, con le cantine fatte dai grandi architetti Botta, Weber, Yokonimo, Rikowski.
Elena Bolpagni
27 ottobre 2017 alle ore 20:13Che strano, Grillo odia qualcosa
o qualcuno....
Che strano, Grillo ordina di odiare ("...VA ODIATO")
Che strano, Grillo odia qualcosa che non conosce....
Una mente piena di odio è cieca
