
Il rilancio della Olivetti
11 maggio 2005 alle ore 17:01•di MoVimento 5 Stelle
Lo storico marchio piemontese Olivetti torna in auge. E' stato infatti deliberato il cambio di denominazione sociale di Olivetti Tecnost in Olivetti Spa.
Il rilancio del marchio Olivetti è stato accompagnato dallo spostamento della produzione di stampanti in Cina con una conseguente diminuzione di 210 posti di lavoro e da una diminuzione dei ricavi (scesi a 108 milioni) di 31 milioni di euro nei soli primi tre mesi del 2005 rispetto al primo trimestre dello scorso anno.
Il senatore Panattoni ha dichiarato: "Il declino industriale del Canavese preoccupa ogni giorno di più, così come l'atteggiamento cinico nei confronti del territorio dimostrato dal gruppo Pirelli-Telecom-Olivetti".
Perché non delocalizziamo il management in Cina e teniamo le nostre aziende in Italia?
Commenti (413)
Luciano Tolomei
11 maggio 2005 alle ore 17:37purtroppo è inevitabile, la produzione di componenti elettronici ha una DOM (dimensione optima minima) , cioè il numero minimo di prodotti per i quali si raggiunge il minor costo di produzione, elevatissima.
La cosa che dovremmo fare e' progettare da noi e produrre là... il problema è che non abbiamo acquisito negli anni le capacità necessarie per progettare soluzioni d'avanguardia.
Fa riflettere che la Cina ha recentemente messo in produzione un nuovo processore, chiamato Dragon 2, con le performance dei vecchi pentium 3, progettato e realizzato con il contributo del Governo Cinese ... e camminia cammina tra un po di anni raggiungeranno i processori piu' blasonati.
ivan fornaciari
11 maggio 2005 alle ore 17:39Non sarebbe una cattiva idea ma non credo che i cinesi si prenderebbero i nostri menager (o pseudo tali!).
Roberto Iammarino
11 maggio 2005 alle ore 17:45Delocalizzare.... E' un termine che fa rima con un altro: "Globalizzare". Invito i frequentatori di questo blog a non fare facili invettive contro il management Olivetti-Telecom-Pirelli. I primi "colpevoli" di questa delocalizzazione sono quegli stessi consumatori che in altri momenti della giornata gioiscono della possibilità di acquistare un pc a meno di 500 euro, una maglietta a pochissimo, dei calzini a meno, e in quel frangente fanno certamente bene, visto che è legittimo far quadrare i conti. Tuttavia, quegli stessi consumatori devono anche sapere che il prezzo di quel pc, di quella maglietta a così poco è la messa fuori mercato di tutte quelle aziende che non possono permettersi di pagare i propri dipendenti anche meno di 1 euro l'ora (si veda la Cina) per orari di lavoro pari ad anche 14 ore al giorno, senza alcuna delle tutele cui siamo abituati in Italia. Paradossalmente, chi acquista una maglietta a pochi euro made in Cina sta salvando il proprio bilancio familiare mensile ma si sta forse privando di un futuro. Tutto questo appare ormai ineluttabile, perciò non possiamo certo opporci, è una marea che sommerge tutto. Non credo che ci si possa salvare "non delocalizzando" ma innovando, creando, mostrandosi pionieri. Qualcosa che forse in Italia non si fa come si dovrebbe, e che ci sta probabilmente condannando ad un futuro quanto meno incerto.
Fabio Comini
11 maggio 2005 alle ore 17:46cosa dire:la voglia di partecipare e di sostenerti è tanta la sensazione di impotenza anche; come concretizzare? ciao e grazie per tutto quello che riesci a fare.
sono d'accordo con la colletta per le spese legali!!!!
Mario Tardelli
11 maggio 2005 alle ore 17:50X Ale.
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Marco Borza
11 maggio 2005 alle ore 17:50Caro Beppe,
anche essendo un tuo sostenitore e accanito fan da sempre non posso far altro che criticare almeno in parte questo tuo intervento.
La questione e' molto piu complessa di quanto possa sembrare in quanto e' in gran parte alla produzione in italia che Olivetti deve il suo declino in questi anni. Nel momento in cui altri produttori iniziavano a produrre a basso costo in oriente Olivetti venne in pratica tagliata fuori dal mercato in quanto non in grado di offrire prodotti all'avanguardia e/o ad un prezzo concorrenziale.
Quindi benvenute le stampanti prodotte in cina e speriamo che riescano a tornare concorrenti sul mercato. Del resto chi e' del settore sa bene che i prodotti Olivetti ormai si usano quasi esclusivamente in societa' ad olivetti collegate.
Ed infine un augurio: che a fronte di 210 licenziamenti ci siano almeno il doppio di assunzioni in due anni. Non dimentichiamoci che un prodotto non deve essere solo "prodotto" (scusate il gioco di parole) ma anche supportato...
p.s.
io non comprerei mai un computer Olivetti se posso averne uno di altro marchio a meta' prezzo...
sergio frandini
11 maggio 2005 alle ore 17:57Bè, credo sia stato accontentato!
Non sei tu, Beppe, che qualche settimana fa hai scritto "ridateci la Olivetti"?
Ecco fatto! O forse credevi che fosse possibile fare resuscitare chi si è scavato la fossa da solo?
Lorenzo Sterani
11 maggio 2005 alle ore 17:57Per fare concorrenza alle multinazionali (solo nel settore stampanti) è sufficiente vendere prodotti i cui ricambi di cartucce non costino 20 euro.
Anche se la qualità di stampa fosse inferiore, una mossa del genere spronerebbe molti all'aquisto.
Manca forse il coraggio di tentare strade nuove come questa?
Giuliana Marcon
11 maggio 2005 alle ore 17:58Vogliamo davvero credere che tutte le industrie che si trasferiscono all'estero lo fanno 'solo' perchè la mano d'opera costa di meno? Sicuramente ci sono sotto accordi, contributi e fondi che noi poveri 'non manager' non conosciamo. Io avrei una proposta, prima di chiudere uno stabilimento qui in Italia, perchè non restituiscono tutta la grana che lo Stato gli ha passato per costruire gli stabilimenti, per assumere, per le strade, gli sgravi fiscali ecc.?
Hanno preso tutto quello che potevano qui e adesso si trasferiscono dove possono prendere ancora e magari l'Europa gli passa pure i soldoni perchè aprono nuovi stabilimenti in paesi in via di sviluppo. Ma quelli che chiudono qui non contano?!?
Alessandro Gabbia
11 maggio 2005 alle ore 18:11L'olivetti non deve certamente il suo declino solo al nostro paese ma deve ringraziare le politiche di imprenditori senza scrupoli che continuano a delocalizzare la loro prdoduzione in paesi sottosviluppati sfruttando al massimo la povera gente.
Altro motivo è sicuramente quello che l'operaio che produce il tessile si lamenta perchè viene considerato esubero lo licenziano per chiudere i battenti ed aprirli in Cina e poi a sua volta quando compra sceglie prodotti Cinesi perchè sono a basso costo.
Quindi caro Marco Borza mi sembra che le ragioni siano un pò più ampie di come tu le abbia descritte, certo che sul mercato può esserci di meglio e magari anche a meno ma cerchiamo sempre di usare la testa quando compriamo e non solo la logica del prezzo.
PS: Il doppio di assunzioni ci saranno, ma sicuramente non nel nostro paese.
Marcus Libero
11 maggio 2005 alle ore 18:13ma cosa vuoi che contiamo noi italiani..oltretutto adesso abbiamo pure il papa tedesco.....hahahhahahhahahahhahahahhahah, stiamo assistendo alla fine del mondo in diretta..pensa che culo.
ma lasciteli andare in cina...tanto noi compriamo solo roba orientale...io mi compro una bella KIA....alla faccia delle ziende italiane...
e se ho bisogno di tecnologia elettronica..solo giapponese...e se ho bisogno di fare le ferie..solo tahilandia...vai in albergo in sicilia a 250 euro al giorno.....W l'italia!!!!
ahahahahhahhahahahhah
Marcus Libero
11 maggio 2005 alle ore 18:15DIMENTICAVO.......
MA COME SI FA A DARE TORTO A STI POVERI IMPRENDITORI..
vedi la voce tasse---TASSE---TASSE-----MA POTESSI ANDARMENE ANCHE IO IN CINA
DARIO CANALI
11 maggio 2005 alle ore 18:16Ho visto in TV un servizio sulla SONY che investe nella ricerca sfornando ogni anno prodotti nuovi che nessuna azienda riesce a dare.
I nostri manager,invece,delocalizzano le aziende ed aspettano aiuti dallo stato;mi chiedo come mai non abbiamo fatto ancora un botto clamoroso tipo Argentina.
Qualcuno piu' dotto sulla materia economica sa dirmi perche' malgrado tonfi (Parmalat,Cirio ecc.)
ruberie e delocalizzazioni siamo ancora fra i primi al mondo come tenore di vita e reddito?
Andrea Senor
11 maggio 2005 alle ore 18:21Delocalizzare il management in Cina? é una bella idea!
Ma allo stesso tempo potremmo ridurre lo stipendio di quei dirigenti, fino al livello dei lavoratori cinesi, e concedergli gli stessi diritti che hanno là... credo che, dopo due o tre mesi passati in quel modo, prima di aprire un'altra filiale in quei posti, verificherebbero MOLTO bene i diritti sindacali vigenti là.
P.s.: Beppe sei grande! Continua così!
Giovanni Ferrari
11 maggio 2005 alle ore 18:24Diversi interventi lamentano che molti consumatori poi finiscono per comprare cinese per i bassi prezzi.
Io personalmente controllo la provenienza dei prodotti che acquisto, e di proposito preferisco prodotti italiani o europei.
In alcuni settori cio' non e' piu' possibile!!!
Provate a trovare nell'abbigliamento sportivo qualcosa che non sia fatto in Cina, Thailandia o Taiwan.
stefano crema
11 maggio 2005 alle ore 18:25Perchè non rilanciamo anche la Brillantina Linetti
un testimonial di eccezzione ce l'avrei in mente...
Stefano
Marcus Libero
11 maggio 2005 alle ore 18:25ma cosa compri tu di europeooooo????
ma vivete nel mondo dei sogni?
Riccardo Palazzani
11 maggio 2005 alle ore 18:28E' patetico scagliarsi contro i manager che prendono decisioni impopolari come se lo facessero spinti da personale sadismo. Viviamo in un paese che ha abbracciato il libero mercato, che ha le sue regole, a volte vantaggioso e volte no, ma che ci ha permesso di raggiungere un benessere che i cinesi ancora sognano. Non volevamo un modno in cui tutti potessero godere del nostro benessere? Bene, la redistribuzione è iniziata.
Hai un po' rotto con sta lagna. Soprattutto perché sappiamo tutti e due che non esiste una reale alternativa.
Giovanni Ferrari
11 maggio 2005 alle ore 18:30Per Marcus Libero
Se era una per il mio messaggio, la risposta e' semplice: l'auto . Tedesca.
Come qualcuno ha gia' scritto, meglio essere ringraziati da un tedesco che essere presi per il culo da un italiano
Luca Canavese
11 maggio 2005 alle ore 18:30Ormai le aziende italiane balzano agli onori delle cronache solo per queste cose.
Perdite spaventose, buchi di centinaia di miliardi, non serve delocalizzare il management basterebbe riuscire a levare di mezzo questa classe politica e dirigente costituita da quattro gatti che governano la maggior parte delle aziende e dell'economia da praticamente sempre.
Io, che sono piemontese, anche se studente, personalmente ho paura di vedere cosa sarà della FIAT, anzi ormai mi preoccupo più di sapere quanto manca al tracollo definitivo!
Emanuele Palombi
11 maggio 2005 alle ore 18:31Ebbene si, caro sig. Grillo
abbiamo a che fare con l'ennesima storia riguardante la Cina, ormai "boia" della ns economia.
Sono almeno 2 anni che con i colleghi, fornitori che incontro nel mio lavoro, parliamo di Cina, della sua continua espansione, alla ricerca di qualcuno che ci possa dire parole rassicuranti di un'inversione di marcia. Proprio oggi, parlando con il direttore generale di un'azieda con cui collaboro, vengo a sapere che la ABB, nota costruttrice di componenti elettrici, pur avendo un grosso dislocamento in Cina, non riesce più a rifornirsi dall'oriente in quanto la produzione cinese riesce a mala pena a coprire le esigente interne. A primo avviso uno può pensare: "evviva, c'è finalmente l'inversione di marcia, ritorneremo a produrre tutto qui, da noi.....". Invece no, purtroppo; tutto quello che oggi stanno stra-producendo in Cina dell'ABB per la Cina, non sono altro che componenti per altri macchinari che a sua volta produrranno in Cina e venderanno poi in Europa (e la cara America....promotrice di tutto questo macello)finché avremo i soldi per comprarceli......
Mi è piaciuta la tua battuta in quei pochi secondi del tuo spettacolo su Striscia (o "Il grande Talk" su Rai3), nella quale mostraVi il cartellone pubblicitario di un partito del centro sinistra, raffigurato da una famiglia italiana ed un bambino cinese......
Quello che mi spiace è che tutto questo ormai lo si sa da molto tempo, ed i Media ne parlano ogni tanto, così per fare, con qualche politico che annuncia di essere preoccupato, ma la casalinga di Voghera od il pensionato di Bobbio(PC) ormai abituato ad accumulare un sacco di notizie dai TG od altro, un tale fenomeno lo interessa molto meno dello Tzumani (ah si, è vero che c'è stato un maremoto che ha "creato" qualche centinaia di migliaia di vittime, umh cara cosa c'è per cena..?)
Mi spiace, vorrei scrivere che il fenomeno Cina è tutto un bluff e che oggi viviamo solo la crisi del Made in Italy (che stranamente è composto principalmente da articoli appetibili per una produzione in serie, di bassa tecnologia e manifatturiera) ma purtroppo ho paura di no, anzi sono anche sicuro che i ns espertoni non hanno ancora la minima idea di quali saranno le conseguenze da qui a 5 anni.
Ma siccome sono un pessimo ottimista, cerco ancora di credere ai miracoli.
Buon lavoro (finche c'è) a tutti.
simone paoletti
11 maggio 2005 alle ore 18:31C'è poco da fare, tra poco ci tocchera lavorare come i cinesi e tutto perchè qualche coglione del WTO non si è immaginato come sarebbe finita, ho letto qualche tempo fa che gli Stati Uniti o l' Unione Europea volevano rivedere gli accordi commerciali presi con la Cina durante il WTO ma i cinesi gli hanno risposto picchè perchè giustamente dicono: prima fate le regole per sfruttarci e poi quando non vi stanno più bene vi lamentate. Secondo me i cinesi da gran figli di p.....a che sono hanno pensato bene che l' unico modo per fare il culo all' america era combattere sullo stesso terreno, il capitalismo dittatoriale. Ora voglio proprio vedere come va a finire con la Corea del Nord, tra poco avranno due belle bombette atomiche. torneremo alla guerra fredda! e così via... un' altro giro un' altra corsa.
giuseppe panceri
11 maggio 2005 alle ore 18:34ma non e'una novita'la delocalizzazione di oggi, olivetti ha sempre fatto fabbricare le macchine nelle localita'piu'sperdute io tratto materiali per ufficio e gia'da anni le famose calcolatrici olivetti logos venivano dal messico quindi non c'e'nulla di nuovo sotto il sole faranno le stampanti in cina le venderanno allo stesso modo della famosa promozione( e-vai)la stampante quattro soldi le cartucce 70-80 euro, l'italia e'il paese dei troppo furbi e dei troppo potenti, ricorderete sicuramente quando nei magazzini delle poste c'erano montagne di telescriventi ai tempi sistema obsoleto di trasmissione e ricezione messaggi e pure in quel caso a pagare e'stato pantalone(il cittadino) il proprietario dell'olivetti era de benedetti a quei tempi quindi non facciamoci illusioni i potenti di destra e di sinistra si faranno sempre i fatti loro alle nostre spalle,invece di perdere tempo dietro ai capelli o la bandana di berlusconi perche'i giornalisti non fanno dei servizi sulle aziende che chiudono e delle famiglie che non avranno di che campare, grazie alla concorrenza sleale dei paesi canaglia(che sfruttano donne e bambini), andrei di corsa anche io in cina a produrre, tanto una stampante li mi costa si e no 5 la mando in italia e la vendo a 50 e come se non bastasse loro i nostri industriali illuminati amici della destra e della sinistra vogliono abbuffarsi guadagnando anche sui consumabili,beatifichiamo ogni giorno l'europa ma che cosa sta facendo per difenderci dall'assalto di questa concorrenza sleale,un bel niente tanto per loro il problema e'uno solo assicurarsi il domani facendosi una legge ad hoc tipo quella che ho letto sui giornali di domenica (prodi riceverebbe 13000 e passa euro al mese come ex presidente dell'unione europea) speriamo che quando sara'presidente del consiglio non faccia una legge ad hoc simile a quella europea per i bravissimi politici italiani.
Marcus Libero
11 maggio 2005 alle ore 18:35giovanni ferrari....
l'audi che compri ha l'80% di componentistica fatta in oriente.
ahahhahahhahahahhahahahhahahahaahahah
non parliamo di wolskvagen.....
lasciamo perdere fiat....piena di pezzi orientali.
ergo: mi comrpo direttamente il prodotto orientale..cosi' non sbaglio.
alla faccia delle panzane made in italy o europa.
30 anni fa seguivo il percorso olivetti....tutta rioba made in corea o giu di li.
heheheheheheheh
ma di cosa vi stupite?
Luca Pietrandrea
11 maggio 2005 alle ore 18:38Ciao Beppe,
il problema vero in Italia è che non si investe sulla ricerca, e non abbiamo nè la dote tecnologica dei paesi più sviluppati (Giappone su tutti, ma anche l'India sta avanzando), nè livelli salariali come la Cina.
O con una botta di culo (che però va sfruttata, non proprio come la Olivetti che tra calcolatrici e personal computer negli anni ottanta ha scelto di investire sulle prime...) inventiamo qualcosa di grandioso o non potremo che peggiorare...
Ma perchè invece non guardiamo al turismo???
Abbiamo un paese magnifico, e non mi sembra che alle Maldive o a Montecarlo gliene freghi molto della tecnologia e delle industrie.
Paolo Carlesi
11 maggio 2005 alle ore 18:39Sono completamente d'accordo con quanto ha scritto Simone Paoletti. Sui cinesi, essendo io di Prato, penso di saperne abbastanza ed assicuro che la mentalità è proprio quella.
Grazie per l'attenzione e complimenti a Grillo e la sua caparbietà nel documentarsi: quando sono andato a Firenze a vederlo, con l'argomento Cina ha citato più volte Prato con argomenti inoppugnabili.
giuliano aloeasy
11 maggio 2005 alle ore 18:40"Per fare concorrenza alle multinazionali (solo nel settore stampanti) è sufficiente vendere prodotti i cui ricambi di cartucce non costino 20 euro.
Anche se la qualità di stampa fosse inferiore, una mossa del genere spronerebbe molti all'aquisto.
Manca forse il coraggio di tentare strade nuove come questa?"
...qualità di stampa inferiore? ma lo sai cosa c'è dentro una "sofisticatissima" cartuccia di stampa? una spugnetta imbevuta di inchiostro! ...e il microcip serve solo a comunicare alla stampante che la cartuccia è esaurita, e spesso non è neanche esaurita completamente...è semplicemente speculazione. ci vendono la stampante a due soldi e ci tengono al guinzaglio con le cartucce. maledetti.
Gianni Lisai
11 maggio 2005 alle ore 18:41Ma io non capisco: le nostre imprese vivono in maniera tragica la concorrenza della Cina e poi sono loro stesse a produrre in Cina.
Io gestisco il reparto Sport di una famosa catena commerciale francese e nonostante i nostri fornitori siano tutti italiani, dipendiamo dalle navi che partono dalla Cina e attraccano a Genova.
Io vieterei il commercio di prodotti di aziende europee che sono fabbricati in Cina da dipendenti ai quali non sono garantite le minime garanzie di salario, di sicurezza e di dignità.
Questa è concorrenza sleale tra lavoratori, la classica guerra tra poveri: quì da noi si perde il lavoro per "colpa" di altri lavoratori sfruttati da chi? Dagli ex datori di lavoro dei nostri nuovi disoccupati.
Giovanni Ferrari
11 maggio 2005 alle ore 18:44Marcus,
puo' anche darsi che la componentistica delle auto tedesche sia fatta in Oriente, ma non le auto (almeno per adesso).
Era comunque solo un esempio, il punto fondamentale era evidentemente la parte successiva del messaggio.
Alessandro Coraglia
11 maggio 2005 alle ore 18:46Bhe, forse è poco pertinente con la notizia, ma se la cosa può interessare, dato che si parla di sgravi fiscali, vi informo di un'altra cosa che non sapete in molti.
Gli stipendi degli statali, talvolta, vengono ritoccati di poche devine di euro (ovviamente in difetto) che i tapini, nella quasi totalità delle occasioni, non riceveranno mai più per tutto il resto della loro breve esistenza, se non grazie a qualche impavido e colto collega che si accorge del piccolo errore (senza dubbio alcuno fatto in buona fede) che porta lo stato a risparmiare milioni su milioni di euro che non si sa dove vadano a finire... Se fossi un malpensante riterrei logico credere che gli sgravi fiscali vengano fatti grazie a queste piccole manovre strategiche per compensare lo sbilanciamento economico dello sgravo stesso...
Ne ho parlato perchè ho visto che molti hanno messo in campo gli oneri di cui le industrie si devono fare carico in italia...
Maurizio Longo
11 maggio 2005 alle ore 18:48Film già visto.
Io collaboravo in Marconi; aprirono uno stabilimento qua a Caserta solo per approfittare dei patti territoriali e della defiscalizzazione.
Era praticamente una manifattura, subito replicata poi in stati come la Malesia.
Non si è acquisito know-how.
Solo fumo.
Per chi di fumo si nutre fu una Waterloo. Famiglie sul lastrico per esuberi, riciclo di operai ed impiegati in sottomarchi creati appositamente, con il placet dei politici locali.
Che morchia.
Bisognerebbe creare il resto da codice penale "falso ideologico d'impresa" che punisca con la GALERA chi nn fa imprenditoria etica.
Magari galera cinese.
Riverisco, sor Beppe.
Giovanni Marucci
11 maggio 2005 alle ore 18:52per Marco Borza:
La questione è meno complessa di quel che sembra.
Non ritengo, inoltre, una colpa il fatto di non essere stati competitivi a causa dell'atteggiamento disonesto (e diciamolo chiaramente!) di altre concorrenti.
Il problema è politico? Senz'altro, ma è anche una questione di valori.
Quali valori guidano la nostra vita?
Non so che lavoro fai, ma prova a metterti nei panni di coloro che perdono il lavoro perché l'azienda ha deciso di spostare la produzione in altri Paesi; osservare gli altri gongolare perché ora acquistano un PC a quattro soldi, alla faccia di chi non lavora più (che non potrà sicuramente acquistare il PC a metà prezzo sia perché non avrà i soldi sia perché i suoi problemi saranno altri) e di chi lavora in condizioni miserevoli.
Come per la Olivetti (che si è scavata la fossa non delocalizzando prima), anche quelle 210 persone si sono scavate la fossa non capendo in anticipo che avrebbero dovuto espatriare in Cina?
Lavoreresti alle condizioni dei Cinesi?
Ti auguro di non cadere in disavventura come tanti altri in Italia, perché non so se continuerai ad affermare "benvenute le stampanti prodotte in Cina"!
Saluti
simone paoletti
11 maggio 2005 alle ore 18:53x Gianni Lisai
non saresti l' unico a volerglielo proibire te lo assicuro, gli USA e UE ci hanno gia provato ma la Cina gli è andata diritta in c..o perchè così hanno firmato gli accordi qualche hanno fà, i maghi della finanza non sanno nemmeno fare 1+1
Marcus Libero
11 maggio 2005 alle ore 18:55SCUSATE.....
ma vado a mangiare, ci vediamo dopo.
vado al RISTORANTE CINESE!!!!!!!!!!!!!
AHAHHAHAHAHAHAH
Giovanni Marucci
11 maggio 2005 alle ore 19:00Marcus Libero, noto che sei uno che la sa lunga e se la gode: ridi sempre.
Maria Gresele
11 maggio 2005 alle ore 19:03Bisogna ricordare che lo Stato Italiano ha foraggiato per decenni l'Olivetti ( anche con l'introduzione dello scontrino fiscale, situazione in cui per molto tempo le uniche casse omologate erano a marchio Olivetti, e col cambio di tutti i computer presenti negli uffici pubblici con altri di casa Olvetti)ed ora? Olivetti ritiene più vantaggioso andarsene in Cina.......e mi sembra giusto, visto che già all'estero ci è andata la Fiat, fregandosene del fatto di essere stata appoggiata finanziariamente da tutti noi per quasi tutta la sua esistenza,infischiandosene se gli è stata regalata dallo Stato Italia l'Alfa Romeo ( non l'ha mai pagata e non solo: sin da subito ha smartellato tutti i macchinari e li inviava a notte fonda a pezzi alle industrie nascenti in Sudamerica e nei paesi dell'Est)....i signori Agnelli hanno fatto la loro fortuna sulle spalle dei loro operai e sulle nostre tasche.
E vi sembra appunto che Olivetti possa essere da meno? quante altre grosse ditte, aiutate per anni coi fondi pubblici hanno scelto e sceglieranno la stessa " politica", ora che non c'è più così tanto da " mangiare" in Italia?
alessio biagiotti
11 maggio 2005 alle ore 19:08la cosa assurda è che l olivetti praticamente ha delocalizzato tutte le aziende e rimane una società italiana... è questo che non capisco
cosiderare made in italy prodotti fatti in cina o in altre zone del mondo... assurdo...
cmq io assieme ad altre persone di questo blog abbiamo aperto una chat su irc chiunque voglia partecipare può usare
mirc server irc.ircitaly.net oppure
la web chat in java utilizzabile con internet explorer http://webchat.ircitaly.net/default/index.php?ref=1&conf=default&canale=beppegrillo
ovviamente è gratuita si richiede massima educazione e collaborazione
spero che non dia noia ai gestori di questo blog e a beppe grillo stesso ma abbiamo pensato di organizzare questa chat per approfondire con un ulteriore mezzo le discussioni di questo blog vi ringrazio
alessio
alessio biagiotti
11 maggio 2005 alle ore 19:10scusare server irc.ircitaly.net canale #beppegrillo
webchat http://webchat.ircitaly.net/default/index.php?ref=1&conf=default&canale=beppegrillo
Maurizio Longo
11 maggio 2005 alle ore 19:10Sor Beppe,
bisognerebbe creare il REATO da codice penale "falso ideologico d'impresa" che punisca con la GALERA chi nn fa imprenditoria etica.
Chi marca made in Italy la roba cino-viet-bulgara;
Chi esporta macchinari e tecnologia in estremo oriente permettendo a quei governi di inondarci di prodotti a basso costo grazie ad una manodopera che sfrutta, senza regole;
Ma anche quei cinesi che vendono sottocosto in massa (per l'abbigliamento; mi è giunta notizia che nel nord-est stanno azzerando il mercato dei cappotti di lana ad 1 euro all'ingrosso - 1 EURO !!!) per impadronirsi dei mercati locali. Come hanno praticamente per il ferro dell'edilizia che è ormai raddoppiato.
Repetitia juvant.
Carlo Valente
11 maggio 2005 alle ore 19:11posso consigliare un libro??
"IL LIBRO NERO DELLA CINA"
di Reporter Senza Frontiere
non ricordo l'editore, cercate su internet.
E'interessante, molto. E credo sia datto da giornalisti indipendenti.
Gianni Lisai
11 maggio 2005 alle ore 19:13x Simone Paoletti,
spiegami meglio mi interesserebbe comprendere meglio quello che affermi.
IVANA IORIO
11 maggio 2005 alle ore 19:18IN RISPOSTA ALLA LETTERA PRECEDENTE..
E' patetico scagliarsi contro i manager che prendono decisioni impopolari come se lo facessero spinti da personale sadismo.( DA SADISMO NO..MA PER SOLDI E POTERE SI ) Viviamo in un paese che ha abbracciato il libero mercato, che ha le sue regole, (...DI BANCHIERI , MULTINAZIONALI CHE STANNO STRITOLANDO TUTTO IL POSSIBILE , MANAGER SENZA SCRUPOLI, POLITICI AL SOLDO DEI BANCHIERI A CUI HANNO SVENDUTO LA PARTE SANA DELL'ITALIA ) a volte vantaggioso e volte no, ma che ci ha permesso di raggiungere un benessere che i cinesi ancora sognano. ( IL BENESSERE BENE O MALE CE LO SIAMO COSTRUITI E GUADAGNATO CON IL LAVORO, CONQUISTE SOCIALI, INVENTIVA, E CHE GRAZIE A QUESTI FESSI I MANGER ITALIANI HANNO POTUTO REALIZZARSI ECC ECC .)Non volevamo un modno in cui tutti potessero godere del nostro benessere? Bene, la redistribuzione è iniziata.( SI MA IL BENESERE LO DOVEVANO ALZARE IN CINA NON FARLO PERDERE A NOI PER ARRICCHIRSI LORO...
Hai un po' rotto con sta lagna. Soprattutto perché sappiamo tutti e due che non esiste una reale alternativa. ( L'ALTERNATIVA ESISTE: MENO SOLDI AI MANAGER, AI NOSTRI CAPI DI STATO, AI NOSTRI CAPI DELLA BANCA D'ITALIA, E SOTTOCAPI, SOTTOCAPI , AI NOSTRI CANTANTI, ALLE NOSTRE PRESENTATRICI, AI NOSTRI CALCIATORI, AI NOSTRI POLITICI, AI NOSTRI BANCHIERI, E ALLA LUNGA SFILZA DI PERSONAGGI TIPO POGGIOLINI, E INDUSTRIALI CON IN MENTE SOLO GUADAGNI, NON DIVENTARE COLONIA DI QUEI BAMBINONI ARRICCHITI DEGLI AMERICANI...avevano gia gli schiavi anni fa: FARSI RESTITUIRE I SOLDI PRESTATI ALLE AZIENDE CHE ADESSO DELOCALIZZANO...MOMENTO: QUALCUNO HA FATTO MALE I CONTI: IN ROMANIA FORSE PAGANO TROPPO IL PERSONALE...FORSE E' MEGLIO LA MOLDAVIA O LA BULGARIA, TRANSINISTRIA: DELOCALIZZERANNO ANCHE DALLA ROMANIA TRA POCO.................POI NON RIESCO A CAPIRE UNA COSA : PERCHE' DOBBIAMO COMPETERE ????? I CINESI FANNO I LORO ARTICOLI E SE LI VENDONO TRA DI LORO , NOI FACCIAMO I NOSTRI E CE LI VENDIAMO TRA DI NOI
QUALCHE NOSTRO INDUSTIALE VUOL PORTARE IL BENESSERE IN QUEI PAESI ? BENISSIMO OTTIMA INIZIATIVA!!
VADA IN CINA, COSTRUISCA UNA FABBRICA E FACCIA LAVORARE LA GENTE DEL POSTO.................TRISTE VEDERE MANAGER CHE DICONO CHE IN ITALIA BISOGNA FARE RICERCA E INNOVAZIONE ? MA COSA DOBBIAMO RICERCARE ? IL GIORNO DOPO I CINESI LO COPIANO ...E COPIANO BENE ANCHE GLI EVENTUALI ERRORI..........NOTA : QUELLI CHE IN TV DICONO CHE BISOGNA INNOVARSI..HANNO LA FABBRICA IN ROMANIA...............E INOLTRE SI PARLA POCO DEL FATTO CHE SE IN ITALIA UN PAIO DI SCARPE COSTAVA ALLA PRODUZIONE 50 EURO IN NEGOZIO COSTAVA 100 ......ADESSO COSTA 2 ALLA PRODUZIONE E LO VENDONO A 70, PER CUI MAGGIORI GUADAGNI, SEMPRE PIU' PER QUEI POVERI RICCHI ( MI PIACEREBBE VEDERE I SOLDI CHE GUADAGNANO SE ARRIVANO IN ITALIA OPPURE RESTANO ESENTASSE IN CINA O ALL'EST) E SEMPRE PIU' MISERIA ALLA MASSA..
TRA NON MOLTO
LE NOSTRE RAGAZZE ANDRANNO A BATTERE SU MARCIAPIEDI CINESI, E NOI CI METTEREMO IN CONCORRENZA LAVORATIVA CON GLI EXTRACOMUNITARI PRESENTI IN ITALIA
..CHISSA SE IN CINA FANNO ENTRARE COME EMIGRANTI A NOI ITALIANI O APPENA CI VEDONO CHE STIAMO SU QUALCHE GIUNCA CI INVIANO QUALCHE SILURO DI BENVENUTO IN CINA
.
E I NOSTRI POLITICI DI DESTRA E SINISTRA PARLANO, PARLANO, GIRANDO IL MONDO, CONVEGNI, SALOTTI TV ,DICONO CHE LA CINA E' UNA OTTIMA OPPORTUNITA PER I NOSTRI INDUSTRIALI, CHE GLI EXTRACOMUNITARI SONO UNA RISORSA PER NOI ( DIFATTI PAGANO LA LIBIA PER NON INVIARCI CLANDESTINI E PARALLELAMENTE NE ARRIVANO SEMPRE PIU')
TRA BREVE CI TOVEREMO INGUAIATI : RINGRAZIO I PSEUDO MANGER E I NUOVI CAPITANI D'INDUSTRIA NOSTRANI CHE CI HANNO TRASCINATO IN QUESTA AVVENTURA
franco yato
11 maggio 2005 alle ore 19:23E' dai tempi di Marco Polo che importiamo i "loro"prodotti ed erano rari e cari,ora ci andiamo noi a produrli e,se non lo sanno fare da soli,ci pensiamo noi a insegnare come fare.Bravi!
L'Olivetti sono decenni che e' in crisi,salvata dai registratori di cassa imposti non mi ricordo da quale ministro,i Pc obsoleti dati all'amministrazione pubblica.....mi sembra che ci fosse un certo De Benedetti amico di.....
E' sempre la solita storia e mai nessuno paga di tasca propria anche quando le colpe sono evidenti e le condanne gia' emesse.(e nessuno ne parla piu')
Comunque,settimana scorsa, mi e' venuta tra le mani una confezione di aglio made in Cina,ma si puo' ? Basta rimetterlo giu'anche se ho forti dubbi che lo buttino se va in fiore ,con tutte le schifezze che useranno per coltivarlo e conservarlo.
Fabrizio Zendri
11 maggio 2005 alle ore 19:26pensati che dalla cina mi hanno portato una torcia che funziona senza pile,basta agitarla e fà luce gratis ed ecologica....ormai hanno tecnologia pari alla nostra!!!!
sti zozzoni ci lascieranno tutti a piedi con il lavoro!!!
Davide Visconti
11 maggio 2005 alle ore 19:26Il vero problema non è se un manager trova il prezzo più basso da qualche parte. Questo al massimo è un problema di diritti umani e del lavoro che devono essere risolti.
Il vero problema è che questi manager sono dei contabili, sanno che c'è un prodotto da produrre e cercano di farlo costare il meno possibile.
Olivetti era un imprenditore: creava quello che ancora non esisteva per soddisfare bisogni di cui neanche siamo a conoscenza. I cinesi in questo non possono abbassare il prezzo perchè prima devono inventarselo.
E' la creatività, l'innovazione, l'invenzione, gli investimenti che faranno decollare una società come Olivetti o una nazione come l'Italia, non certo un inseguimento al ribasso del costo di prodotti vecchi.
emanuele bardone
11 maggio 2005 alle ore 19:29davide ha usato la parola giusta: i manager sono dei contabili, che cercano di tagliare laddove sia possibile (e non è detto che questa sia lecito). e dire che io pensavo che il capitalismo fosse un modo per produrre ricchezza...
Cristiano Gilardi
11 maggio 2005 alle ore 19:29Gentile Sig. Grillo
Mi ricollego ad un suo gentile ospite di questa chat che ha suggerito di cercare di crescere nel turismo. Sono daccordo con Lui.Non ci rendiamo conto ma viviamo davvero in uno dei paesi più belli al mondo. Recentemente ero in California per lavoro ed alcuni colleghi Americani mi hanno portato a vedere una delle cose più storiche della California, a detta loro visitatissima. In effetti dinnanzi ad una immensa collina sovrastata da una villa il parcheggio tipo stadio era gremito di auto.Dopo avermi estorto 25$, un bus ci ha portato in cima alla collina e ci hanno fatto visitare una villona appartenuta ad un ricchissimo dell'editoria. Una cosa orripilante. Un rifattone con mini colonnato di Piazza San Pietro intorno ad una piscina....metà villa stile fintissimo veneziano...e l'altra metà tipo palazzo del rinascimento...insomma una cafonata da brivido. Consiglio mio: viviamo in un fantastico museo a cielo aperto....facciamo pagare 100$ ad ogni turista che mette piede in Italia...e mi embra ancora poco.
Cordiali saluti
simone rizzo
11 maggio 2005 alle ore 19:33E IL POMODORO CINESE DOVE LO METTI!!?? SULLA PIZZA!!
Oltre al tessile occorre aprire una indagine anche sul pomodoro cinese dopo che negli ultimi cinque anni sono quasi triplicate le importazioni nazionali di concentrato per raggiungere una quantità quasi pari a quella prodotta in Italia, mentre sono già sbarcati in Europa anche i pelati e i pomodorini di collina Made in China".
E' quanto afferma la Coldiretti a commento del via libera a inchiesta comunitaria sui nove categorie di prodotti tessili, nel sottolineare che il concentrato di pomodoro è la principale voce dell'export agroalimentare cinese in Italia nel 2004 con una quantità di 157 milioni di chili e un valore di oltre 62 milioni di euro (+46 % rispetto al 2003). Si tratta - spiega la Coldiretti - di pomodoro di prima trasformazione che giunge in Italia in fusti per essere "rilavorato" e riconfezionato anche "mescolandolo" con il prodotto italiano per diventare automaticamente "tricolore" e finire sulle tavole di ristoranti e pizzerie come "Made in Italy" senza che i consumatori lo possano riconoscere per la mancanza di indicazioni nelle etichette. Una situazione che - sottolinea la Coldiretti - sta determinano una "concorrenza sleale" sui mercati ed è stata causa della chiusura di alcuni stabilimenti e di una grave crisi tra le imprese agricole nazionali impegnate nella coltivazione del pomodoro che sarà pagato nel 2005 ad un prezzo ridotto di oltre il 20%. E per il futuro - continua la Coldiretti - particolarmente preoccupante è lo sbarco in Europa dei pomodori pelati Made in China presentati per la prima volta nell'ultimo Salone dell'Alimentazione di Parigi dalla multinazionale cinese Chalkis Tomato, filiale della Xinjiang Production fondata dall'esercito cinese. Occorre al più presto intervenire anche a livello comunitario per garantire - sostiene la Coldiretti - la trasparenza degli scambi commerciali con l'obbligo di indicare nelle etichette dei prodotti confezionati il paese di provenienza del pomodoro impiegato per evitare che sia spacciato come Made in Italy un prodotto coltivato a migliaia di chilometri di distanza. Una richiesta che è all'attenzione delle autorità comunitarie dopo che - ricorda la Coldiretti - lo scorso febbraio all'Europarlamento tutti i rappresentanti delle forze sociali dell'impresa agricola e cooperativa europea hanno assunto una dura presa di posizione nella quale "data la concorrenza internazionale crescente di ortofrutticoli trasformati provenienti da paesi terzi", si chiede "l'introduzione di una regolamentazione comunitaria che definisca l'obbligo dell'etichettatura i origine dei prodotti ortofrutticoli utilizzati nella trasformazione, al fine di fornire una informazione trasparente ai consumatori".
Claudio Conti
11 maggio 2005 alle ore 19:40Spero che si possa fare qualche cosa per salvare le nostre produzioni, bisognerebbe rifiutarsi di acquistare qualsiasi prodotto fatto in Cina e tassare in maniera differente le aziende, coloro che fanno produrre in Cina dovremmo raddoppiare il contributi sul lavoratori impiegati e maggiorare i costi dell'Irap, inoltre bisognerebbe togliere a queste aziende la possibitilita' di avere finanziamenti agevolati e qualsiasi forma di agevolazione pubblica. Il ricavato di questi introiti girato interamente alle aziende che si impegnano in Italia in modo da abbassare i costi e riuscire a competere con chi compete con noi in maniera impari.
rosario vesco
11 maggio 2005 alle ore 19:42Beppe Grillo scrive:
"Perché non delocalizziamo il management in Cina e teniamo le nostre aziende in Italia?"
Perchè no?
Sono certo di avere conosciuto dei manager italiani validissimi, soprattutto in vertici di rappresentanze di multinazionali in italia, ma anche moltissimi manager intermedi (anch'essi italici) a dir poco assolutamente insignificanti se non peggio:
alcuni più assimilabili alla categora incapaci, altri ad infidi tarli roditori probabilmente corrotti o scemi, forse aspiranti al suicidio aziendale, altri a veri e propri nemici delle persone a loro affidate.
Parliamo di produttività? Bene. Allora andiamo a vedere da cosa dipende in concreto (non su base teorica) caso per caso.
Magari estendiamo l'analisi e l'intervento al caso della pubblica amministrazione e ai suoi sprechi.
Credo che una struttura di vertice estera sia per aziende italiane in alcuni casi senz'altro una panacea (soprattuto se le nomine correnti sono invece politicizzate), in altri casi sarebbero inefficaci se l'ambiente è già in cancrena.
Marcus Libero
11 maggio 2005 alle ore 19:44PER GIOVANNI MARUCCI.
SI me la rido sempre, ho imparato dai comici come il nostro beppe Grillo.
La vita è un grande fiume, e io mi faccio trasportare con felicità.
dice il mio AMICO CINESE.
Infatti cinesi e italiani ridono sempre, sono simili, io non m'incazzo se loro fanno cosi', anche noi siamo chiamati i cinesi d'europa, siamo sempre in giro a scassare i marroni in ogni buco del mondo.
con le nostre inventive, il nostro lavoro......uniamoci ai cinesi, potremmo solo guadagnarci, in salute (almeno ridiamo) e in denaro...gli spacchiamo le ossa a tutti, basta mandare avanti i nostri napoletani.
Alfonso Loro
11 maggio 2005 alle ore 19:47I dazi doganali sono una cosa non applicabile, cio' secondo la teoria della libero mercato (anche se la matrigna della globalizzazione, leggi USA, applica forme discutibilissime di protezionismo anche oggi sui propri prodotti, alias acciao,dalla serie predica bene e razzola male!!!).
Allora come fare per arginare tale inarrestabile emorragia economica?
Niente di piu' semplice: l'Italia, l'Europa, gli USA da domani acquistano prodotti da paesi che hanno norme di sicurezza sul lavoro, impatto ambientale e rispetto dell'operaio uguali o superiori alle loro!!!
Proposta impensabile e irragionevole?
Non vedo altre soluzioni meno cruente...il mondo sta solo andando a farsi benedire e in momenti critici servono azioni coraggiose (vedi il progetto NESARA...lo hanno previsto i padri del capitalismo...si gli USA!!!!).
www.progettoterra.it/nesara.htm - 22k - 9 mag 2005
SALUTI
Paolo Iritale
11 maggio 2005 alle ore 19:48Carissimo Beppe, mi chiedo sempre: "perchè esiste un limite alla povertà (la morte di fame) e non alla ricchezza?"
nicola manca
11 maggio 2005 alle ore 19:53in italia ci si lamenta in continuazione dell'espansione economica della cina, si vogliono introdurre dazi, ci si dice che se la nostra economia va male è dovuto anche alla scorretta presenza della cina nel mercato europeo ecc. ecc.
provate a comprare per esempio un giocattolo della chicco guardatene l'etichetta.... strano made in china.
molte delle nostre aziende operano in cina per rispiarmiare sul costo del lavoro sulla produzione salvo poi lamentarsi della loro concorrenza!
ma quanto siamo coerenti e giusti non c'è che dire
Marcus Libero
11 maggio 2005 alle ore 19:54i dazi doganali sono l'anticamera dellterza guerra mondiale, forse ai piu' sfugge, mquando pesi uniti limitano l'economia di altri paesi in questo modo....alcuni paesi potrebbero incazzarsi....e la guerra , anche indiretta potrebbe essere l'unica soluzione percorribile, che per altro converebbe agli Usa che aspettano come corvi lo sfasciarsi della neo-nata europa.
Isacco Azzimo
11 maggio 2005 alle ore 19:56Bisogna clonare i cinesi e assemblarli nel NordEst.
Dino Monti
11 maggio 2005 alle ore 20:02Grillescion ( scusami se mi rivolgo a te sempre cosi' ..ma sono cresciuto con la tua comicita' e a questo nome sono affezionato..).....oggi ho letto una notizia TragiComica...pare che al Berlusca sia venuto in mente di mettere una WEBCAM nel suo Ufficio x far vedere agli Italiani come e quanto lavora.....siamo al REALITY ....Reality BALLS ( le ns )
Francesco Zeppilli
11 maggio 2005 alle ore 20:02Cina... Io domando una cosa... forse e' una domanda stupida... ma non potrebbero dirci la provenienza di un prodotto PRIMA di comprarlo ?
Es... Mi han regalato L'I-POD ,LEttore MP3 , figata di tecnlogia, stile , ottimo prodotto ....
DESIGNED BY APPLE - CALIFORNIA... FIGATA...
ASSEMBLED in CHINA... ci so rimasto male...
Mi sarebbe piaciuto saperlo prima...bah
fabrizio saiu
11 maggio 2005 alle ore 20:02e' lampante che e' un auge anche lo sfruttamento, non solamente le ricerche di nuovi mercati. Le multinazionali o imprenditori decidono di spostare le loro amate produzioni in luoghi dove non esiste alcuna tutela, dove non esistono sindacati.
ancora da scoprire se tale operazione serve per il mercato asiatico oppure se poi esportano dall'asia. La logistica si dovra' attrezzare a riguardo.
Comunque credo che sara' un salto nel buio anche per i manager e poi...... il popolo cinese continuera' a farsi sfruttare e' tutto da vedere.
Di sicuro i manager dovranno emigrare per controllare la nuova avventura,con il pericolo
che la forza lavoro in italia si debba adeguare
a competere con i salari cinesi. La competitivita'.
sembra quasi l'ultima spiaggia per l'economia
Con la speranza di aver detto cose senza senso
saluti
Giorgio Gabel
11 maggio 2005 alle ore 20:04Da tempo vado sostenendo che Marco Tronchetti Provera ed i suoi Ascari detengono in Italia un potere di molto superiore a quello di Berlusconi ( ed i suoi Acari) .Eppure i giornali stranamente non se ne accorgono.Le TV non ne parlano.
Si sa, infatti, che oggi il vero potere non è degli Stati ma delle Corporations e dei poteri occulti,Corporation e potentati spesso intrecciano relazioni (molto) pericolose (per i cittadini)e tentano di mimetizzare le loro malefatte.
Ebbene non tutti sanno che a capo di Olivetti Tecnost c'è un Tronchetti Provera (Nino) che ha già fatto faville nel settore informatico di Telecom Italia e che prima di allora era famoso solo per il Gasolio bianco e per i cioccolatini .
Ma TronchettNINO era anche famoso per essere uno dei promotori del "club di kyoto" associazione ambientalista che unisce rampolli degli industriali (che finanziano), verdi e deputati ds (che spendono e ci mettono faccia e credibilità).
Perchè questa digressione? Per dirVi che siamo circondati e che il problema non è solo del Canavese ma del nostro "povero" Paese. Attenti ai capitalisti dal volto umano, Vi distruggeranno senza che ve ne accorgiate i delocalizzati e spossessati saremo noi.Chiedetelo ai dipendenti Telecom costretti a trasferirsi a Milano. Alle persone messe da parte perchè vecchie e obsolete.Ma a noi sta tutto bene stiamo tutti bene : Tronchetti ci da' l'INTER, ALICE,I CONCERTI AL COLOSSEO, IL TENNIS, LA PUBBLICITA', LA RESPONSABILITA' SOCIALE DELL'IMPRESA , L'ETICA.
Cosa volere di piu' dalla vita sorridiamo che il domani ci sorriderà.
Giorgio Gabel
maurizio morelli
13 ottobre 2006 alle ore 09:49non avevo mai sentito parlare di giorgio gabel fino all'altro ieri quando partecipando ad un seminario organizzato dal comune di roma sul tema
dell'inegrazione razziale il chairperson ha citato giorgio gabel.sinceramente avevo capito giorgio gaber ma visto il tono serioso del seminario mi sono fatto coraggio e ho richiesto il nome. cosi'l'ho ritrovato nel blog di beppe grillo a riprova che siamo proprio tutti circondati.
maurizio morelli
13 ottobre 2006 alle ore 09:49non avevo mai sentito parlare di giorgio gabel fino all'altro ieri quando partecipando ad un seminario organizzato dal comune di roma sul tema
dell'inegrazione razziale il chairperson ha citato giorgio gabel.sinceramente avevo capito giorgio gaber ma visto il tono serioso del seminario mi sono fatto coraggio e ho richiesto il nome. cosi'l'ho ritrovato nel blog di beppe grillo a riprova che siamo proprio tutti circondati.
Marcus Libero
11 maggio 2005 alle ore 20:05scusate, ma è da ingenui pensare che possiamo competere con un sistema come quello cinese, con un paese bananifero come il nostro, a parte i debiti e i costi, abbiamo fatto scelte diverse negli ultimi 30 anni.
mentre gli altri tenevano le monete e le economie per i capelli, non usavamo la svalutazione della lira..ora che cosa vogliamo? non valiamo nulla!
ti faccio un esempio: e come se per correre il gran prix di formula 1, ci presentiamo con una punto (fiat)..e pretendiamo pure di vincere, ecco questa è la visone di noi stolti e provinciali d'italiani.
cloniamo il sistema cinese, che tanto chi fa imprenditoria seria , copia già da decenni...e il gioco è fatto, altro che sindacati
Gianni Lisai
11 maggio 2005 alle ore 20:07Ivana,
permettimi di dissentire con te sul punto seguente(ricopio):"I CINESI FANNO I LORO ARTICOLI E SE LI VENDONO TRA DI LORO , NOI FACCIAMO I NOSTRI E CE LI VENDIAMO TRA DI NOI
"
La Cina è per tutti noi una risorsa, ma dove sta l'obiettivo? Ovviamente nel produrre quì e vendere lì, non il contrario. E' un mega-mercato in espansione ci sono oggi circa 200 milioni di ricchi. Si producano pure i loro prodotti, ma se i nostri sono migliori che se li comprino. E se noi troviamo meglio i loro li compriamo.
Ciò che sta alla base e che quì e lì i posti di lavoro dovrebbero aumentare perchè un miliardo e cinquecento milioni di abitanti stanno aumentando il loro potere d'acquisto!!!
maurizio bolzani
11 maggio 2005 alle ore 20:09caro alfonso
i dazi non si possono applicare?
non chiamarli dazi, altrimenti dai ragione alla Lega, chiamali come li hai chiamati tu.
cioè scambi commerciali con regole uguali.
il problema è che finchè erano in pochi ad importare dalla Cina andava tutto bene, ora che un sacco di persone ha creato una società di import export, sono in troppi a guadagnarci.
aspettiamoci qualcosaltro.
in ogni caso i guadagni sono così alti che la lobby degli importatori può tranquillamente convincere i politici a non interferire.
secondo voi 15 milioni di paia di calze acquistate a 2 cent sul mercato cinese, a quanto vengono vendute sul mercato italiano?
le pere franco porto di genova a 2 dico 2 centesimi al quintale a quanto verranno vendute sul mercato italiano?
questa è competizione o estinzione del ns mercato del lavoro primario e secondario?
ciao a tutti.
Marcus Libero
11 maggio 2005 alle ore 20:12SCUSATE .....SCUSATE.....
ma l'autarchia (la produzione e il consumo di prodotti propri) lo ha già fatto Mussolini nel 40.
dopo è scoppiat lA GUERRA!
oggi le guerre scoppiano per motivi commerciali e per l'acqua.
VOLETE LA GUERRA?
VOLETE LA GUERRA?
...continuate a proporre leggi protezioniste e l'avrete!
Marco Caronia
11 maggio 2005 alle ore 20:13E' incredibile come per rincorrere il profitto si stringano accordi con il "peggior nemico" ... è da almeno un anno che su tutte le reti italiane (libere e non) sento sempre la stessa solfa "la cina sta invadendo i mercati!" ... i nostri imprenditori si lamentano di questo e che fanno? anzicchè produrre beni di alta qualità .... delocalizzano le loro imprese produttive in cina??????
Il problema sarà irrisolvibile... così facendo non solo peggioriamo la condizione del lavoratore cinese, ma deturpiamo il mercato del lavoro nazionale! Inoltre i cinesi con gli enormi contributi nazionali che hanno ed i costi del lavoro irrisori ... fra un pò potranno comprarsi l'europa intera.
Marco
chiarella antonio
11 maggio 2005 alle ore 20:15siamo un paese del terzo mondo.Avevamo le potenzialità di diventare una potenza mondiale,ma a quanto pare ai nostri governanti, passati e futuri,non è interessata la cosa,a parte riempirsi le tasche,con i nostri soldi.L'olivetti era una grande azienda,di livello mondiale,invece è stata mandata in rottamazione,in favore della tecnologia estera.
meloni enrico
11 maggio 2005 alle ore 20:17.... e' fantastico prender coscenza sempre piu' di cosa accade e perche' certi personaggi attuino una scelta piuttosto che l'altra ... ma Cristo una vita abbiamo e a volte penso che sta meglio chi non capisce un cazzo !!!
mi piace comprendere ma se poi sto male perche' sono assolutamente impotente allora ....
dobbiamo trovare soluzioni a questo assedio e vi confesso che io oggi non ne ho neanche una ... stasera sono un po' depresso !!!
sorry
una ottima serata a tutti
paolo schlich
11 maggio 2005 alle ore 20:27prima o poi anche i manager e i loro parenti rimarranno in....ti da questo giochino
Dante Tettamanti
11 maggio 2005 alle ore 20:38Che notizia....ci mancava solo questo.....
Beppe candidati per favore... non ce la faccio piu', ogni giorno e' sempre peggio...
La prima legge che dovrai fare e' che chi e' riconosciuto come manager, debba venir espulso dall'Italia......ma forse lo dico per invidia...
ed e' questo il male peggiore.
P.s: Ragazzi una cosa non ce l'hanno tolta w la gnocca :-)
Niccolò Petrilli
11 maggio 2005 alle ore 20:39Perchè non usciamo dal G8 e dall'europa? Stacchiamoci dalle alpi e attacchiamoci alla Libia: avremo Petrolio, Gas naturale, turismo, lavoro per tutti e un solo imbecille al governo invece di 600 come adesso.
Mario Caporali
11 maggio 2005 alle ore 20:42Cari amici del blog, purtroppo il dominio dei Chief Financial Officer sulle imprese italiane sembra veramente inarrestabile. Dal loro osservatorio satellitare si fanno confezionare allegri piani pluriennali, ma il loro vero orizzonte temporale non conta piu' di qualche mese. Il modello prevede uno speciale riguardo per i soli analisti finanziari ed un quasi totale disinteresse per i veri pilastri di ogni impresa, vale a dire il prodotto, i clienti ed i dipendenti. Il vuoto di creativita' viene colmato da dosi industriali di ottimismo sui progetti futuri, ai quali prestano grancassa una stampa compiacente, politici incapaci e, soprattutto, quadri dirigenti trasformati in cinghie di trasmissione del potere.
E' noto che la storia del capitalismo si compone di una serie ininterrotta di crisi rigeneratrici. Prepariamoci ad assistere tra breve a quella che, forse, aiutera' il sistema economico italiano a diventare, questa volta si, veramente capitalista.
Niccolò Petrilli
11 maggio 2005 alle ore 20:44Per tutti e Marcus Libero:
Mi dovete spiegare perchè le persone che hanno da criticare(non quelli che dimostrano le proprie critiche, ma quelli che scribacchiano roba da bar) si nascondono sempre dietro nomi falsi. Avete paura che il vostro IO sia svelato da quello che dite?
Anche perchè il post del signor Marcus è una tale strxnzata che non merita neppure ascolto.
franco fava
11 maggio 2005 alle ore 20:46Più che un commento è una sconsolata riflessione: mille Grilli non basterebbero per denunciare, sbeffeggiandole, le nefandezze che vengono perpetrate in una solo provincia italiana, e quand'anche bastassero sarebbero un ronzio di mosca in un guscio vuoto. Il fustigatore di costumi, il giullare che castiga ridendo "mores" è il fratello gemello di colui che viene castigato. Pensi Grillo ad Aristofane, che Pericle sotto sotto foraggiava per sentirsi denigrato nell'anfiteatro, dove le sue nequizie ricevevano la condanna ideale e gratuita: poi ognuno tornava a casa sua con la coscienza ripulita dall'indignazione che Aristofane aveva stimolato e... il giorno dopo Pericle continuava a farsi a fatti suoi.
Olivetti, Tronchetti Provera, Bush, fecondazione assistita, Berlusconi, Inter, Grande Fratello, fumo attivo e fumo passivo, kamikaze, veline, inquinamento... ascolto la tua voce e penso CAZZO HA RAGIONE CAZZO BISOGNA FARE QUALCOSA CAZZO NON SE NE PUò PIù... poi domani è un altro giorno... ti lavi la coscienza comprando Repubblica (che sguazza e si impingua nel sordido pantano dell'indignazione) e rientri indignato nel meccanismo di un sistema la cui unica alternativa è la squallida massificazione comunista per la quale hai combattuto e ancora combatti.
Il comunismo, stravolgendo il pensiero di Marx, oggi può essere solo uno strumento di lotta, non un'ambizione, non più il fine estremo dell'umano egoismo che egli aveva ipotizzato: solo lotta, difesa affannosa, ideologica (l'ideologia è ancora un'àncora di salvezza per una mente pensante).
Vai avanti, Grillo, per la tua strada, ti seguirò sempre, comunque e nonostante, mi incazzerò con te, riderò amaro con te, e come te farò il mio percorso di faticosa sopravvivenza.
Forse questo è il peggiore dei mondi possibili, ma certo ormai è anche l'unico: non ci restano che i giullari, a suscitare salvifiche indignazioni. O staccare la spina.
Niccolò Petrilli
11 maggio 2005 alle ore 20:47Per Anna(poi smetto, mi sembra di floodare):
Il problema è che se dai lavoro a tutti i milioni di cinesi loro guadagnano tutti e noi solo pochi. Quindi arrivi a un certo punto che loro diventano benestanti e noi poveracci. E a quel punto non avranno neanche più tanta voglia di fare i comunisti. è questo il vero rischio di guerra, non il protezionismo.
Mentre una politica di abbattimento del costo del lavoro sarebbe possibilissima in Italia se si modificassero le tecnologie di vita e lavoro.
Dario Garavini
11 maggio 2005 alle ore 20:47L'unico settore in cui siamo competitivi è quello alimentare.
Per il resto facciamo pietà. Le macchine sono cariole, l'elettronica spicciola è strasuperata e abbiamo dei governanti RIDICOLI! La cina ci mangerà per colazione!
Saremo l'argentina 2!
sergio pensato
11 maggio 2005 alle ore 21:07La Cina produce assorbendo tecnologia dai Paesi più avanzati e risparmiando sul costo del lavoro. Negli anni 50 i giapponesi facevano lo stesso: niente di nuovo sotto il sole, così possiamo immaginare dove si va a parare; con la differenza che la Cina è davvero vicina, perché i cinesi hanno una mentalità opposta a quella giapponese e continuano ad emigrare senza rompere i legami con la comunità d'origine. La società multietnica decisa dalla globalizzazione avrà una notevole componente cinese. Detto e fatto, i cinesi fanno gli amici del giaguaro nei confronti dell'industria occidentale: offrono il loro mercato interno e la manodopera a buon mercato, mentre aggrediscono il mercato globale esportando a prezzi bassi. Ma soprattutto la Cina gode di un collante ideologico che affratella il Capitale in tutto il mondo: l'abbattimento del Welfare e della libertà sindacale. La fuga di risorse dall'Occidente riguarda, prima che la Cina, tutti i paesi poveri: sfruttiamo nel modo più infame la loro miseria e intanto gli vendiamo impianti riciclati o pericolosi. La complicità dell'Occidente corrisponde perfettamente alle misure adottate in Cina e più volte denunciate da organizzazioni politiche e umanitarie (condizioni inaccettabili in termini di dignità e salute delle persone) e taciute dalla stampa internazionale: dalla nostra parte di mondo ci salva (quanto reggerà la diga?)il progresso accumulato dai lavoratori in due secoli di lotte e sacrifici. Un atteggiamente comune tanto al Liberismo telepromozionale che ci governa, quanto a certo catechismo marxista è quello di confondere Economia e Natura: invece il Mercato (così come qualunque elemento culturale) non corrisponde a leggi fisiche e le strutture dell'economia non hanno la coerenza propria di qualsiasi cosa esistente in natura; l'Economia è essenzialmente Politica. Ditelo in faccia a quelli che si tastano il portafogli gonfio e intanto vi chiedono sacrifici, ditelo a quelli che oppongono alle vostre rivendicazioni la faccia costernata del papa di fronte ad un OGM e vi rimproverano: NON SIAMO COMPETITIVI. La forbice tra poveri e ricchi si allarga ogni giorno di più, questo è un fatto. E la Sinistra che fa? Intanto che si precarizza la popolazione mondiale, intanto che i flussi migratori mescolano Nord e Sud (benedetta globalizzazione!) nelle metropoli dell'Occidente, finchè avremo un unico sottoproletariato diffuso e l'emarginazione sociale assorbirà totalmente la contrapposizione di aree economiche... La Sinistra camuffa la propria debolezza da realpolitik, la propria politica parziale e ottusa verso il Terzo Mondo da garantismo.
Dobbiamo riprendere un movimento internazionale, capace di determinare scelte globali nel mercato globale. Un movimento che ispiri ai governi del mondo misure efficaci (vedi Tribunale del Commercio) ma democratiche contro quei paesi che non rispettano gli standard concordati. Una specie di Carta Universale Del Lavoro. Gli strumenti a nostra disposizione sono certamente inadeguati e dovremo integrarli con una serie di comportamenti più individuali (l'acquisto responsabile, spegnere la televisione,la rinuncia politica ad una qualsiasi definizione precostituita di appartenenza, un sistema di informazione dal basso)... Intanto che l'attuale modello di sviluppo compromette seriamente il futuro dell'ecosistema, intanto che si legittima uno stato di guerra permanente, sembra che l'Islam sia l'unica riserva ideologica all'Impero rimasta in piedi; sappiamo che non è così, dobbiamo riappropriarci della nostra storia e riprendere le lotte, perchè non abbiamo alternative. Ci aspetta purtroppo una lunga battaglia per la civiltà.
Niccolò Petrilli
11 maggio 2005 alle ore 21:07Per Fabio Vola:
io l'ho trovato su emule...(ma non ne parlare ad alta voce...^__^)
guido tersilli
11 maggio 2005 alle ore 21:08uauauauau
abbiamo uno schiavista tra di noi :)
signor Marcus "Libero" ci vai tu a lavorare 16 ore al giorno per 100 dollari al mese ?
Andrea Benedetti
11 maggio 2005 alle ore 21:12Ma possibile che i nostri grandi manager non abbiano pensato che:
- se delocalizzo risparmio sul costo del lavoro ma mando a casa (per esempio) 200 operai
- se tutti gli industriali fanno così i 200 operai diventano 2000 (o 20.000 ?)
- se aumento i margini di guadagno potrei ridurre i prezzi se non lo faccio (e non lo fanno per guadagnare di più) chi comprerà i miei prodotti in Italia ?
-Se non vendo in Italia vendo all'estero?
-Ma se delocalizzo in Romania dove pago gli operai l'equivalente di 70 (vero verificate) al mese, quando la Romania entra in UE e usa l' che succede ? Bisognerà adeguare gli stipendi alla media europea (lo spero per loro perché ad esempio i prezzi delle case stanno salendo vertiginosamente per adeguarsi agli stipendi che molti rumeni hanno all'estero e usano per comprarsi casa i patria)? Poi allora dovrò delocalizzare ancora...
- Quanto mi costerebbe?
-Sarebbe un bene o rischierei di regalare tutto ai cinesi andando avanti così?
-Vabbè mi accontento del margine che ho adesso e vedo di migliorare qualità e quote di mercato all'estero, IN FONDO NON MI MANCA NIENTE E VOGLIO LASCIARE UN PATRIMONIO MATERIALE E MORALE ALLA MIA FAMIGLIA.
PERCHE? QUESTI CAZZONI DI IMPRENDITORI NON PENSANO QUESTO? AVANTI SE QUALCUNO DI VOI SI DEGNA DI LEGGERE ME LO SPIEGHI ALMENO SE HO SBAGLIATO IMPARO QUALCOSA
IN
cristiano bianchi
11 maggio 2005 alle ore 21:31ieri a BALLARò c'erano un branco di cervelloni che si cimentavano con penoso ardire in grandi evoluzioni verbali e ridicole costruzioni mentali per convincerci che la differenza tra l'inflazione istat ufficiale e quella da noi percepita quando facciamo la spesa è causata dagli scarti dovuti alla composizione del PANIERE ISTAT... quindi è una differenza apparente!?!?! ma vi rendete conto cosa si devono inventare per celare il fatto ormai palese che l'indice d'inflazione è TRUCCATO, sissignore, pilotato politicamente perchè se ci dicessero il vero altissimo valore dell'inflazione le aziende dovrebbero aumentare gli stipendi, le aziende fallirebbero, la gente perderebbe il lavoro, confindustria s'incazzerebbe, il governo cadrebbe, l'azienda stato FALLIREBBE!!! così lo modificano , a piacere, e fanno un bel FALSO IN BILANCIO, i nostri governanti come i nostri imprenditori. MA L'ITALIA è GIà FALLITA
Davide Gualtieri
11 maggio 2005 alle ore 21:58scusate l'ignoranza... ma è per lo più l'italia che attua questa politica "made in china"? anche il resto d'europa ha questo problema con le sue industrie? (mi riferisco ad un ambito europeo)
io non so più dove reperire informazioni veritiere... (riguardo a tutto purtroppo :( )
grazie.
ciaoo
Paola Caterina
11 maggio 2005 alle ore 22:06E se delocalizzassimo in Cina pure il Berlusconi-bis ed eventualmente -fatti i dovuti scongiuri- anche il tris come difesa preventiva?
nadia magoni
11 maggio 2005 alle ore 22:20X SERGIO PENSATO, TI HO LETTO CON PIACERE E CONCORDO CON TUTTO QUELLO CHE SCRIVI ANCHE L'IDEA FINALE VA BENISSIMO, A LIVELLO NAZIONALE GIA' QUALCOSA SI POTREBBE FARE X ESEMPIO UNA SETTIMANA SENZA USARE I TELEFONINI X NOI SAREBBE POCA COSA MA NON CREDO LO SAREBBE X IL SIG.TRONCHETTI PROVERA.
Zhang Baodong
11 maggio 2005 alle ore 22:25> Perché non delocalizziamo il management in Cina e teniamo le nostre aziende in Italia?
Così dopo potremmo lamentarci che i cinesi sono poveri e muoiono di fame a forza di dazi, e potremmo inviare tanti bei miliardi di "aiuti umanitari" tratti dai soldi delle tasse. Geniale!
Bruno Panetta
11 maggio 2005 alle ore 22:25Un consiglio per il grillo parlante: prima di scrivere, leggi qualche testo elementare di economia.
michela "kiki" blu
11 maggio 2005 alle ore 22:26le stampanti che fanno in Cina sono quelle che vendevano agli uffici postali, già vecchie e inutilizzabili?
io ci sono stata in Cina. Neanche lì ci sarebbero i manager adatti per l'olivetti. eppure sono convinta che Beppe un'idea ce l'avrebbe per delocalizzare i manager...
vito liberto
11 maggio 2005 alle ore 22:41Caro B. Grillo tu dici di mandare i sindacati in Cina,sarebbe molto positivo per i cinesi.Ma per noi cambierebbe poco anzi niente.Voglio farti un paragone nel trasporto aereo,tutte le settimane in italia si fa sciopero e i passeggeri vengono derubati in continuazione, e ultimamente il parlamento gli ha regalato 500 euro alla compagnia di bandiera (e ancora non e fallita).
Il paragone e con la Svizzera mai un minuto di sciopero con la svisser,ma e fallita.Dalle ceneri della svisser anno creato la sviss,il parlamento le regala 2 miliardi di franchi,ma di nuovo poblemi che io non conosco e viene venduta lufthansa. Mi dai una spiegazione,(informazione svizzera uguale o peggio della rai).
valeria meroni
11 maggio 2005 alle ore 23:08'sera :-)
ho trovato facile e scorrevole un libro, che consiglio:
Francesco Gesualdi
Sobrietà
Feltrinelli
Non ci troverete nulla di nuovo, solo uno stimolo a pensare soluzioni diverse.
Ciao a tutti v.
p.s. che dite il Carletto se l'era sognata la "tigre di carta"? :-)))))
Francesco Colasuonno
11 maggio 2005 alle ore 23:19Attenzione, a parlare di sindacato. E' facile attaccarlo, portare ad esempio i controllori di volo o i piloti, per me è sbagliato, quelle sono caste protette. Ci sono situazioni dove il sindacato non può intervenire o fare attività sindacale è pericoloso, è il mondo del lavoro nero, dell'immigrazione clandestina etc. etc.
Senza il sindacato si lavorava 12 ore al giorno per 6 giorni alla settimana e i bimbi stavano nelle miniere se questo vi pare progresso sostenibile, allora togliamo il sindacato, io l'unica colpa che do al sindacato è che in molte situazione è diventato la lunga mano della parte datoriale.
Valerio Colombo
11 maggio 2005 alle ore 23:22Beh ormai...questo processo sembra destinato a finire con un "bel" collasso economico....non
potremo dire che la cosa ci ha colto di sorpresa,
perchè tempo per agire e trovare vie alternative ce ne è stato....la globalizzazione può avvenire in 2 modi: o in modo saggio (graduale cambiamento,risoluzione dei problemi poco alla volta,soluzione alternative ecc.) o in modo catrastrofico (perdita di migliaia di posti di lavoro,truffe,collasso economico,parmalat varie ecc...) purtroppo sembra che la via scelta dall'italia per affrontare la globalizzazione e il cambiamento e la seconda....in + anche il governo
c'è la metta tutta per sfaciare quel poco d buono che è rimasto....
altri paesi invece come la germania,che pure loro hanno grandi problemi(perchè si tratta d una crisi planetaria)cercano quantomeno d limitare il + possibili i danni rendendo un po + dolce il processo di globalizzazione e cambiamento planetario..per esempio un graduale rilancio dell'economia tramite lo sviluppo sostenibile ed energie rinnovabili...meno inquinamento e + posti di lavoro...insomma cercano,almeno in alcuni settori una produzione locale-nazionale....
avete visto la pubblicita della fiat dove i tedeschi dicono Danke? quando gli italiani acquistano le loro auto? ci dicono di comprare auto italiane(quindi fiat)..MI CI HAN PRESO PER DEFICENTI??? SE GLI ITALIANI COMPRANO AUTO STRANIERE CI SARA UN MOTIVO...LE FIAT FAN CAGARE!!
(salvo eccezioni forse)
ORMAI L'ITALIA E ALLO SFASCIO,NON STUPIAMOCI SE A BREVE ARRIVA LA MAZZATA FINALE!
gianpietro zirottu
11 maggio 2005 alle ore 23:25Ragazzi ma smettiamola con questa stronzata che le aziende producono all'estero perchè così i prodotti costano meno. Ma costano meno a chi? A loro non a noi consumatori. Avete idea di quanto margine di guadagno abbiano loro sui prodotti?
Faccio un esempio. Comprate un paio di scarpe nike, fabbricate nei paesi asiatici e poi vedete quanto le pagate in Italia. Le pagate diciamo 95. É credibile che loro le paghino 1 euro a paio (parliamo di produzione enorme)?
Semplicemente loro vogliono diventare più ricchi mentre noi diventiamo più poveri.
Un mio amico lavora per una azienda italiana che opera in Romania e gestisce manod'opera del luogo: sapete quanto pagano gli ingegneri?
Solo 150 al mese.
Fate le vostre considerazioni
roby cadeddu
11 maggio 2005 alle ore 23:26io penso che se mia zia cura l'orto tutto l'anno poi vengon su buoni ortaggi...stessa cosa x gli alberi da frutta...
le galline ed i conigli quest'anno han figliato meno del solito...c'è da dire che l'uva stà venendo sù bene...
avremo 1estate ricca!!
Alessandro Alecci
11 maggio 2005 alle ore 23:36Se hai cinesi non gli bastano gli occhi a mandorla possiamo vedere i nostri ...
www.plunkink.splinder.com
Valerio Colombo
11 maggio 2005 alle ore 23:39ORMAI MANCA SOLO IL PAPA CHE DA' L'ESTREMA UNZIONE ALL'ITALIA E SIAMO APPOSTO....
ORMAI E' TALMENTE TRAGICA CHE SI RIDE PER NON PIANGERE.....ORMAI NON SI PUO' PIU' SPERARE NEMMENO IN UN "MIRACOLO ITALIANO" (VEDI IL NANO) AHAHAAHHAAHAHAHAHAHAHHAHAHAAHAHHAHAHAHAHA
enrico bosco
11 maggio 2005 alle ore 23:39E' oramai da un bel po che ho deciso di fare quello che mi pare piu' giusto, mi sento contento.Se lo facessimo tutti, i LORO introiti diminuirebbero sensibilmente ed e' l'unica cosa che RECEPISCONO.
Non compero piu' un fico che arrivi da fuori Italia,sopratutto dalla Cina.
Uso il cellulare il meno possibile,cerco di consumare meno a tuttotondo,niente sprechi di elettricita', acqua o cibo;reciclare il possibile e farmi sempre la fatidica domanda:"a CHI giova quello che sto' facendo? a ME o a qualcun altro..."
Loro mettono in vendita, siamo NOI che compriamo.
ALcune magari non potremo non comperarle per motivi di budget o perche' non esiste altro modo pero' tutto il resto si.
Rosario Lambiase
11 maggio 2005 alle ore 23:53DETENIAMO DUE GRANDI POTERI. USATELI. 1° - Il potere di acquisto e 2° il potere del voto. Sembra che solo pochi hanno capito come si può attuare una rivoluzione non violenta.In un mondo di solo, o quasi, di interessi, forse è ora che si inizi una nuova guerra, la guerra dell'anticonsumo.E se dovete veramente comprare, comprate con la testa, tanto avete tutto il giorno per guardare le cazzate che vi passa la TV.
Marcello Larosa
12 maggio 2005 alle ore 00:05mi sembra che stiamo veramente toccando il fondo, tutto questo per arricchire sempre la solita schiera di potentissimi, che oramai a livello mondiale si può contare sulle dita delle due mani a malapena; mi sembra che sia il momento di operare una sana disobbedienza civile:
- basta con i prodotti di dubbia provenienza e qualità e/o ove la cattiva qualità del lavoro degli operatori, l'uso di test su animali e la scarsa riciclabilità siano ampiamente verificabili.
- basta con questa tv e informazione spazzatura si all'accesso ad internet a prezzi ridotti (vedi Francia)
- basta con le città=camere a gas e fabbriche di rumore no al petrolio si ai mezzi elettrici e biciclette=domeniche a piedi tutto l'anno!
ma sopratutto si al riappropriarsi della voglia di eleversi culturalmente si a maggiori investimenti nel settore scolastico e scientifico, no alla lobby dei farmaci si a una maggiore ricerca rispettosa della persona..
Grazie di esistere grande Beppe
rosario pisano
12 maggio 2005 alle ore 00:15Grillo sei sempre stato un mito fin da quando avevo 10 anni e forse anche meno.., non solo per me credo, ma per tanti altri sicuramente..
Volevo solo dire che è giunto il momento di passare alla pratica anche da parte nostra, da parte del popolo l'unico vero detentore del potere che ci stiamo facendo fregare..
Iniziamo di nuovo il boicottaggio delle marche delle multinazionali, ma stavolta ORGANIZZATO, della benzina, informiamoci dalle fonti vere (solo internet) e usiamo la televisione solo per i film e per lo sport al limite, sottraiamoci a questo potere .. logorante.. é giunto il momento di passare alla pratica e questo momento è proprio adesso!! prima che sia troppo tardi...
grazie per l'attenzione
Luigi Perissinotto
12 maggio 2005 alle ore 00:26Siccome dalla Olivetti siamo subito partiti sulla Cina, io la vedo così. Questi sono un miliardo passa più. Storicamente e culturalmente esistono da molti secoli prima della cultura occidentale. Sono il popolo più numeroso che esista al mondo sia dentro i loro confini che fuori. Insomma, se si mettono d'accordo e fanno un salto tutti insieme in contemporanea fanno uno tsunami che ci spazza via tutti quanti. Provate a immaginare cosa succede se semplicemente decidono di avere tutti un' auto per famiglia. (Auto ke poi, bastardi, si producono da soli, copiando magari i modelli occidentali). Dico, provate a pensare cosa combinano in polveri sottili un miliardo di cinesi in auto, provate solo quindi a pensare se questi iniziano a lasciarsi corrompere dal benessere consumistico di stampo occidentale, in termini di ozono, surriscaldamento, inquinamento e balle varie. Insomma, potenzialmente questi possono fronteggiare tutto il mondo occidentale, (su questo ci sono dei rapporti CIA, Giulietto Chiesa docet, che fanno rabbrividire). Figurarsi l'Italia.
Eppure vengono da noi. E' questo che dovrebbe far riflettere. E' la nostra cultura che li conquista. Industrialmente non c'è confronto. Possono fare quel c.... che vogliono, hanno la manodopera, hanno i soldi, sono dappertutto, sono convinti (giustamente, anche) di essere superiori culturalmente di noi.
Io vengo dal Nord-Est. Ma secondo voi, il modello nord-est è tanto diverso da quello cinese? Cos'è che ha lanciato il Nord-Est, secondo voi. Io dico la mia: il lavoro, il lavoro, il lavoro. Magari nel magazzino dietro casa, magari facendo lavorare mogli e figli, magari utilizzando manodopera in nero... E finchè il mercato era italiano o europeo il gioco funzionava. E' con la famosa globalizzazione che le cose sono cambiate. E' come se la Cina fosse un nord-est di un miliardo di persone. E sono ancora all'inizio.
Noi siamo ormai abituati a pensare che l'economia venga prima di tutto e quindi ci condizioni fin dall'inizio, ma ci si ricordi che l'economia è un prodotto culturale. Se il terreno è questo, di chi sa produrre, a costi più bassi e quindi a prezzi più vantaggiosi, più auto, più stampanti, più cappotti, più ecc. è evidente che i cinesi sono imbattibili. Voglio vedere, cribbio: sono un miliardo, sono "schiavi", hanno cultura ecc. Insomma, ci può andare il managmente, la produzione, chi ti pare in Cina, ma la strada è quella... questi su questo terreno ci fotteranno. Lo vogliamo o non lo vogliamo cambiare questo terreno? Quel che voglio dire è che noi, rispetto a loro abbiamo, solo una cosa: la nostra storia, la nostra cultura quindi. Quello è l'unico nostro terreno. (Tipo quelli della Lega, che non hanno ne storia, ne cultura hanno subito tirato fuori i dazi per esempio). E i cinesi, sta cosa, la nostra storia e la nostra cutura, la adorano. E' (tristemente) trendy da loro (o forse sono saggi, chissà). Notte.
floriano calcagnile
12 maggio 2005 alle ore 00:45a proposito di TELECOM:
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4115
"Il Tar salva Telecom Italia
Depositata la sentenza che annulla la multa inflitta dall'Antitrust per un difetto d'istruttoria.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-05-2005]
Il Tar del Lazio ha annullato per un cavillo giudiziario la multa di 152 milioni di euro che era stata comminata nei confronti di Telecom Italia il 20 novembre scorso.
La notizia è stata riferita alla stampa da Claudo Tesauro, avvocato di Telecom Italia, dopo che è stata depositata la sentenza. La parola adesso torna all'Authority delle telecomunicazioni, presieduta proprio da quel Calabrò che fino a lunedì scorso era presidente del TAR del Lazio.
La domanda adesso sorge spontanea: il nuovo presidente avrà il coraggio di riaprire l'indagine? Oppure lascerà cadere nel vuoto le accuse del predecessore, facendo finta di niente?
Con la nomina di Calabrò a capo dell'Authority si è verificata di fatto una situazione molto strana: la stessa persona che poco tempo fa era incaricata di giudicare adesso dovrà condurre le indagini. Lo stesso centrodestra che aveva invocato la separazione delle carriere giudiziarie, adesso sorvola su questa situazione alquanto bizzarra.
Ai poveri utenti italiani, tartassati dalle tariffe telefoniche e dai canoni più alti d'Europa, non resta altro che aspettare e sperare. "
Pietro Bruni
12 maggio 2005 alle ore 01:09E volete saperne un'altra? Tra un po' di anni succederà la stessa cosa alla Fiat, anzi sta già succedendo: perché i cinesi costano meno; 2 piatti di riso al giorno.
Maurizio Affer
12 maggio 2005 alle ore 01:17Complimeti per il Blog, non male (anche se e' il primo che seguo), alcune considerazion su temi vari.
1) Il Blog e' troppo veloce, con un subject nuovo ogni giorno faccio fatica a stargli dietro, anche perche' lo devo fare mentre sono al lavoro....
2)Nonostante questo gli interventi intelligenti si stagliano sugli altri, e dopo un po' si riesce a selezionre la paccottaglia dagli interventi interessanti
3)Domanda: vivo a Phoenix (Arizona) che e' solo un susseguirsi di case una dietro l'altra, giuro che non ho ancora visto un pannello solare, forse costano troppo?
Magari qualcuno ne sa qualcosa, anche se sospetto che sia solo una questione di coglioneria locale (scusate il termine, volevo dire totale indifferenza al problema energetico/ambiemtale)
4)Problema energetico: l'altro giorno sul NYtimes c'era una tabella che comparava in $ i prezzi della benzina nei vari paesi: qui adesso costa 2.3$ al gallone (ma un anno fa' era solo 2$)
In italia costa l'equivalente di 5.9$ al gallone.
Considerate che il pieno della mia Corolla mi costa sui 25$, praticamente niente.
Vorrei vedere tutti gli SUV che girano da queste parti (specialmente gli Hammer) a fare il pieno a 6$ al gallone...per cui sono d'accordo sul tassare la benzina a lle macchine che non sono fuel efficient.
5) Al posto della Corolla anche io avrei voluto comperarmi la Prius, ma costa 25.000$, il Corollone viene via con 15.000 circa, fate voi i conti. ( e in piu' c'e' da aspettare almeno 6 mesi per quel che ne so io, ma va verificato)
6) ascoltato sulla BBC international: servizio sul diesel e l'uso dell'olio di colza: in Inghilterra con l'attuale produzione si coprirebbe circa il 10% del fabbisogno attuale, e non so con quanta superficie coltivata.
Forse ottimisticamente si potrebbe ariivare a un 15%??
Secondo me sarebbe gia' qualcosa.
Sospetto che il problema dell'inquinamento vada attaccato da piu' parti
Trasporto pubblico
Automobili piu' efficienti
solar/wind power
Uso del biodiesel etc etc
con l'idea che ogni intervento intacchi anche solo per un 5% le emissioni ma sommate tutte assieme portino a riduzioni significative.
Simone Vannini
12 maggio 2005 alle ore 01:31SALVE A TUTTI !!!
Sapete una cosa? Sono ormai da tempo residente con la mia famiglia a Porto Alegre, Brasile. Internet mi permette di sentirmi vicino al mio paese e alla mia città di origine, la meravigliosa Firenze, ma quando mi metto a leggere certi blog (GRAZIE BEPPE DI ESISTERE, anche per questo) o i vari giornali nazionali.... beh.... mi vien da sorridere e pensare dentro di me: "Pffiiuuuuu, ma allora non ho fatto male quella volta che ho messo insieme le mie cose e me ne sono andato!".
Potenti, potentucoli, manager rampanti, colletti inamidati, emuli di Berlusconi con l'abbonamento a qualche finanziaria per comprarsi macchina e telefonini nuovi, zecche, funzionari pubblici che nella vita non contano una sega ma che davanti al povero cittadino che chiede spiegazioni si permettono una tale arroganza da evitare lo sputo in faccia solo per non complicare le cose, politici che si gonfiano le tasche e consumano la lingua sul culo di chi sta su qualche gradino sopra di loro, una società che vista da lontano sembra aver perso completamente la ragione e valori ormai lontani nella memoria..............
Devo andare avanti? Mi fermo, con amarezza.
Vi prego, voglio continuare tutti i giorni a leggere questo blog ed a trovare persone come voi che mi possano dare ancora una speranza. Voglio tornare ogni tanto con la mia famiglia in Italia sentendomi orgoglioso di mostrare ai miei figli ciò che appartiene anche a loro.
Un abbraccio a tutti.
SIMO
mike genova
12 maggio 2005 alle ore 01:41quando utilizzi Skype per chiamare un numero fisso l'utente che riceve la telefonata risponde via computer o direttamente al telefono?
Qualcuno mi può spiegare per favore?
Giovanni Tala
12 maggio 2005 alle ore 02:04Ciao Beppe
Salve al tutto il Blog....
Sono uno dei tanti che ti segue da anni. Ora quarantenne ( beeee quasi)
E inutile menzionare i meriti e il coraggio delle tue idee. Sono visibili a tutti!!! ORA, grazie a te :)
Quindi ti/vi prego di ascoltare questa volta un punto di vista che non coincide con il tuo/Vs. a proposito dell'argomento lanciato o almeno coincide solo in parte.
Effettivamente Olivetti aveva finito di produrre stampanti tanto tempo fa, oltre che essere stata acquisita prima del definitivo crollo da famiglia Kraft ( sempre i tedeschi di mezzo).
Aggiungo anche che finche le abbiamo prodotte NOI Italia, le. 9 e le 24 aghi erano lo stato dell'arte in fatto di stampa... Se vai in giro da qualche commercialista le trovi ancora che stampano.
Aime iniziammo a perdere colpi, quando le grosse major americane (hp, IBM, Dell...) decisero di localizzare in Twain prima e nella grande Cina dopo le loro produzione, complice la totale mancanza di normativa industriale o protezione sul lavoro. Lo farei ballare io, ma sotto gli Elefanti all'ora CEO di IBM.... uno dei tanti Manager colpevoli di aver avviato questo nuovo trend Asiatico ( ma solo uno dei tanti)....
Torno al punto... Il vero problema e la stasi dei ns. cervelli; parlo degli ingegneri e dei designer o della loro fuga all'estero... E te credo!! un ingegnere/manager all'estero vale tanto oro quanto pesa.... Hai idea di quanto guadagna un ingegnere di sviluppo in HP o intel e uno che lavora a Scarmagno per Olivetti?
Lo sai che all'estero se vali vai avanti e in Italia se vali ti fregano prima che possono? Aspe l'ultima
quanto investe lo stato Italiano in Ricerca? Ma questo lo denunci oramai da anni.
Un ultima cosa, non è vero che la Olivetti sta decentralizzando.... Magari....!!! Decentralizzare vuol dire prendere teste e soldi e andare ad aprire in Cina ( vedi piaggio)... Peggio!!!!!!!!!!!!!! OLIVETTI STA SOLO AQUISTANDO DA TERZI, al massimo facendosi personalizzare una serie di prodotti. Non lo so ora chi saranno queste terze parti. Nel 90 lavoravano con fujitsu, boooo te lo faro sapere se ti interessa.
Giuro concludo
Come dici e ripeti gia da un po, i paesi "occidentali" dovrebbero iniziare a imporre un adeguamento alle strutture e ai processi produttivi Cinesi. A noi in Europa ci fanno un culo cosi se non segui la procedure ISO, Vison200 ecc ecc (discorso a parte la loro validità, incrementano comunque i costi aziendali. Vi prego di leggere un bellissimo articolo apparso su National Geographics Italia ( credo sia quello di Gennaio) sulla condizione di vita, ambiente e situazione industriale cinese
. Posso testimoniare quello che l'autore dell'articolo scrive.
I cinesi stanno gia facendo la guerra, solo che i loro morti sono per silicosi o cancro per la totale mancanza di sistemi contro l'inquinamento,
Inquinamento atmosferico? Milano??? provate a fare un giro a Pechino alle 11 di una qualsiasi mattina dell'anno. Il loro sangue non lo stanno versano sui campi di battaglia ma ogni mattina andando al lavoro, morti in nome della Cina che verrà
noi illusi? dovresti conosce un cittadino medio di queste grandi metropoli cinesi, credetemi la Cina raccontata da Terzani e un ricordo svanito nel tempo.
ULTIMA a Tutto Il blog
. La prossima volta che entrate in un ( Azz non posso fare nomi, diciamo cosi) di quelle grandi aree commerciali in cui vi inondante di elettronica/IT a prezzi vertiginosamente bassi. Sappiate che tutto ciò che risparmiate sui Vs. acquisti ( computer, digital ecc), POI SI RIFLETTE SULLE TASCHE DI TUTTI NOI ITALIANI in termini di
..(be lo immaginate!!!) e non mi fate aggiungere altro altrimenti il prossimo a finire dalla finanza "come informato sui fatti" sarò io.
Ancora Ciao
Gianni
gianfranco carelli
12 maggio 2005 alle ore 02:40caro Beppe non è il caso di cominciare ad entrare in campo io mi sono rotto il cazzo di tutto e di tutti i nostri pseudo politlci da baraccone !!!!!
Facciamo un movimento che tiri fuori i coglioni
una volta per tutte.
Ciao un saluto vero.
POPO.
Mauro Pasquinelli
12 maggio 2005 alle ore 03:22Uahauhahauhauhauhauah.. mandare il management in Cina.. perché secondo te non c'è già il nostro management in Cina (per la precisione ad Hong Kong)? Tutti belli a mangiare riso cantonese e a ruttare insieme agli altri cinesi?
Apriamo gli occhi: la Cina è una scusa.. tutti vogliono che sia così! E' l'esempio di come saremo, dobbiamo rassegnarci oppure lottare per mantenere i nostri diritti (e riprenderci quelli tolti). E pretendere che siano riconosciuti a livello internazionale (ma non lo diciamo a Bush se no porta i diritti in Cina come ha portato democrazia in Iraq!!)..
floriano calcagnile
12 maggio 2005 alle ore 03:40(x giuliano aloeasy)
Ho una stupenda OLIVETTI JP790 che carico regolarmente con la siringa d'inchiostro.
Inutile dire che ho costi di stampa molto bassi; l'ultima volta che ho comprato una testina nuova (40e con 2 cartucce originali) è stato più di 2 anni fa, da allora l'ho sempre ricaricata (l'altra testina era anche originale e l'ho cambiata dopo ben 9 ricariche, ciarca 3 anni)..
E'molto interessante il mondo delle ricariche!
ps sotto la mia stampante si legge ancora MADE IN ITALY e non mi è sembrato d'averla pagata cara!
gerardo dereviziis
12 maggio 2005 alle ore 05:46Scusatemi se sono il bastion contrario.
Vivo e lavoro in Cina da 2 anni, e dal 1990 abbandonai il Belpaese per il Sud Est Asiatico dove vivo e lavoro.
Non condivido, la polemica contro la olivetti che transferisce le sue aziende in Cina, anzi debbo dire che e ancora una delle poche aziende che anche se tardi ha capito come andare avanti, perche se no sarebbe destinata al fallimento.
Il costo di una azienda e troppo elevato in Europa, il Labor cost, tasse sono enormi, e questo impedisce ad una azienda di essere competitva nella mass production, altre aziende Europee lo hanno capito anni fa, noi Italiani invece siamo ancora li a lamentarci se qualched'uno si muove e chiude una azienda alla soglia del fallimento e la muove su mercati nuovi dove la mass production e fattibile, crea profitto e permette espansione.
vi propongo un esempio, una grande societa di macchinari per cucine industriali ( la piu grande nel mondo) che ha sede in Pordenone ( ma il proprietario una multinazionale svedese), aveva in Cina il 40% del mercato dei lavapiatti industriali, questo fino a 2 anni fa, adesso la share di mercato e scesa sotto il 20%, con previsioni di andare fino al 8%, perche il presidente si e rifiutato di creare una fabbrica in Cina e preferito tenere la fabbric ain Italia, il risultato, non chiuderanno la fabbrica adesso, succedera fra 3 o 4 anni, perche i competitori americani, tedeschi, francesi e sopratutto locali che riproducono gli stessi macchinari qui, li vendono a meno di meta prezzo di quelli Italiani, funzionano bene lo stesso e in addizione le parti di ricambio e assistenza e piu veloce e molto meno costosa. La fabbrica in Italia andra in cassa integrazione, e gli operai perderanno il lavoro lo stesso.
Il problema e che le mass production vanno fatte nei paesi dove il labour e le strutture costano meno, non ho inventato io la globalizzazione, ma ci siamod entro fino al collo e percio o ci adeguaimo o moriamo, se rimaniamo ciechi... il futuro e buio.
Quello che le nostre aziende dovrebbero fare, e produrre items di qualita in Italia, e riportar eil Made in Italy al suo prestigio, continuare a produrre le magleitte di cotone da due soldi in Italia non solo e assurtdo e' un suicidio, in Italia andranno fatte le magliette in filo scozia che costano 20 Euro, e in Asia, Africa South America quelle che costano 1 dollaro. Solo cosi si potra sovrassedere la selvaggia globalizzazione e farla diventare democratica.
Per finire, ma non siamo noi che ci lamentiamo che in italia siamo pieni di stranieri ( cinesi africani etc etc ) ?
Cosa pretendiamo che loro continuino a morire di fame, perche nessuno investe nei loro paesi e in piu gli mandiamo le motovedette a sparagli quando arrivano ???
Suvvia, se volgiamo che non entrino come illegali, dobbiamo assicuraci che abbiamo lavoro al loro paese, se no la nostra ottusa ipocrisia e alla pari del Berluska e/o divetiamo un'altra ONU o World Bank...
Amichevolmente
gerardo
IVANA IORIO
12 maggio 2005 alle ore 06:40SONO CONTENTO PER TE CHE STAI BENE E PRODUCI IN CINA....PERO' DEVI ESSERE COERENTE: SE TI AMMALI FATTI CURARE IN UN'OSPEDALE CINESE, NON LAMENTARTI SE PER UN'ERRORE TI METTONO NELLE LORO CARCERI...PURTROPPO QUALCHE POLITICO ITALIANO, A SPESE DEGLI ITALIANI, TI RIPORTERA IN PATRIA, NON LAMENTARTI SE TI VIENE ADOSSO QUALCHE INFEZIONE ALIMENTARE, IN TEORIA NON DOVRESTI NEANCHE PENSARE AL SESSO CON DONNE ITALIANE, PREGARE SEMPRE DIO CHE NON FINISCI MALE ALTIMENTI I TUOI FIGLI SARANNO COSTRETTI A LAVORARE NEL SISTEMA CINESE, NON SARA' COSI PERCHE ,,,IMMAGINO...PENSIERO PERSONALE...CHE LE TASSE NON LE VERSERAI PER AIUTARE IL SISTEMA CINESE E CHE SICURAMENTE METTERAI IN QUALCHE BANCA ITALIANA DELOCALIZZATA IN CINA....OGNI TANTO TI INCONTRERAI CON QUALCHE CAPO DI STATO / POLITICO / GOVERNATORE ITALIANO CHE TI DIRANNO CHE SEI UN'IMPRENDITORE DI SUCCESSO,( VENDENDO IN ITALIA LE TUE MERCI A PREZZI DI MERCATO ITALIANO) ALLA FACCIA DI QUEI POVERETTI DI ITALIANI CHE GLI HANNO PAGATO IL VIAGGIO IN CINA
IVANA IORIO
12 maggio 2005 alle ore 06:58E UN DOMANI CHE IN CINA IL COSTO DEL LAVORO SARA' ALTO...DELOCALIZZA PURE IN ITALIA
CHE TRISTEZZA...
Alessandro Cremonini
12 maggio 2005 alle ore 07:59Magari! Sai quanto ci guadagneremmo a mandarli là, magari a lavorare 16 ore al giorno? Credo che si risolverebbero molti problemi. Ma c'è un modo (ovviamente legale!) per "eliminare" questi individui?? Cioè, fino a quando non sarà Madre Natura a toglierceli di torno ce li dovremo sorbire?
Ciao Grande Beppe
Manlio Poto
12 maggio 2005 alle ore 08:02X gerardo:
e quando qui in italia sarà la maggior parte delle famiglie a non aver i soldi per comprare quei beni che "bisogna delocalizzare per sopravvivere" allora con quei beni i manager e gli industriali che han delocalizzato si potranno pulire il kulo!
E non siamo distanti anni luce!
Condivido Beppe: delocalizziamo i mannagger!
MAnlio
Riccardo Galatolo
12 maggio 2005 alle ore 08:11Pallazzani!!!
te lo darei io Star Trek in Cina...
lì trotteresti...
eeh se trotteresti!
come fai fare te ai tuoi dipendenti lasciati in eredità dal nonno!
ringrazialo ogni giorno appena ti svegli...
sapresti una sega te di "intraprendere"...
Chiara Carretta
12 maggio 2005 alle ore 08:17senti Gerardo ,
ma chi li compra quei benedetti elettrodomestici se ti tolgono il posto di lavoro, ragazzi io lavoro in un'iper e la crisi si vede da paura, la gente compra sempre meno, il potere di acqusto di una famiglia media è sceso in maniera impressionante ,tra l'altro sai come si adegua l'azienda ?tagli al personale!
Yuri Oppizio
12 maggio 2005 alle ore 08:25x Mike Genova:
Per chiamare con Skype su un fisso o cellulare devi prima "caricare" il tuo profilo di X euro e vai tranquillo che dall'altra parte tireranno su la cornetta o partirà l'ennesima assurda suoneria polifonica ;-).
Tu ovviamente dovrai procurarti un microfono.
Ciao
maurizio mariotti
12 maggio 2005 alle ore 08:28Si parla di Dazi, io parlerei di sglia minima di diritti dei lavoratori, parlerei di una tassa da applicare a tutti i prodotti che arrivano da paesi dove non si raggiunge questa soglia minima e da destinare ad un fondo ONU oppure UNESCO per l'aiuto a bambini e lavoratori sfruttati.
Stefano Zago
12 maggio 2005 alle ore 08:31x gerardo
Leggo con piacere che si stia approntando un dibattito sul gruppo ex Olivetti,per me' e' una rarita'(la stampa ,TUTTA,non lo ha mai affrontato).Io mi potrei sentire parte in causa,sono un ex dipendente di quell'Azienda,o diciamo di quello che e' rimasto.
Caro gerardo tu ragioni nel mondo piu semplice ed ovvio,chiaro la' costa meno,Io vado la',bene.
Ma costa meno semplicemente proprio perche i diritti elementare del lavoro,che noi tutti godiamo,anche TU caro,li mancano.
Bello avere degli operai soldato,testa china e come si dice pronti sempre a lavorare come dei robot,magari se hai un figlio e ti diventa un robot a fine mese gli puoi cambiare l'olio.
Ma a parte gli scherzi,siamo onesti al mondo imprenditoriale piace il concetto di Utile a tutti costi,siete disposti voi e mondo politico ad accettare il comunismo alla cinese ,che schiavizza i cinesi,ma poi vi riempite la bocca di valori sacri come DIRITTI ,LIBERTA,DEMOCRAZIA.
CAVIALE X VOI
Io sono di Ivrea,mio nonno era un olivettiano,mio padre pure,io lo sono stato,ma in questa era di manager della baiona alla fine a chiuso,forse e' il segno dei tempi,non credo,e stata la loro incapacita',ma non di andare in Cina,ma di investire in innovazione,ricerca.
Caro gerardo sappi che elettronica non e' Cina,a Taiwan si producono quasi tutti i portatili del mondo,e altri componenti fondamentali ,ma la il costo non e' tanto inferiore del nostro,ma investono appunto in ricerca.
In Cina magari bisognerebbe mandare il manager Passera,lo conosciuto,nel 1996 fecero mega convention a Scarmagno nello stabilimento,disse"Io amministratore delegato faro' di tutto x risanare l'azienda e riportarla hai suoi fasti"
1999 FALLISCE
Yuri Oppizio
12 maggio 2005 alle ore 08:40x Sandro Pascucci:
Ciao, perchè dici che l'argomento Signoraggio non è gradito?
Oddìo, in effetti mi fa strano che non siano esplose una discussione e un'incazzatura spontanea a riguardo, anche perchè è talmente evidente il furto delle banche e il silenzio dei governi che, almeno noi dovremmo parlarne!
Beppe dove sei???
Yuri Oppizio
12 maggio 2005 alle ore 08:42x Sandro Pascucci:
Ciao, perchè dici che l'argomento Signoraggio non è gradito?
Oddìo, in effetti mi fa strano che non siano esplose una discussione e un'incazzatura spontanea a riguardo, anche perchè è talmente evidente il furto delle banche e il silenzio dei governi che, almeno noi dovremmo parlarne!
Beppe dove sei???
Leonardo Marai
12 maggio 2005 alle ore 08:42Concordo sul fatto di "chi compra se qui non c'è più lavoro?"
I cinesi stessi compreranno quello che producono?
Anche se fosse...sai che guadagno ci sarà per le aziende...mica possono vendere ai cinesi in cina i prodotti che loro stessi producono (in cina) agli stessi prezzi che fanno QUI in europa o nel resto del mondo!
poi quando i cinesi saranno ricchi trasferiranno le aziende nello spazio in cerca di qualche alieno da sottopagare.
Mauro Bevilacqua
12 maggio 2005 alle ore 08:44A chi fa veramente paura la Cina?
A quanto pare solo alla manodopera, non certo ai manager visto che insistono su questa strada.
Si sa.....quelli non ci hanno mai voluto bene!
Volemose bbbene
edmond dantes
12 maggio 2005 alle ore 08:50Caro grillo,
lo scrivo da anni ormai.
Sono i dirigenti della cigl-cisl-uil capitanati da cofferati che dovrebbero andare in cina (con realacci e ascanio pecoraro) ad organizzare un concerto. A maggior ragione da quando cofferati parla di efficacia ed efficienza come si trovasse questultima in provincia di piacenza piuttosto che al comune di bologna. Varcata sergino la muraglia, se la compagna glielo permette, i cinesi in tempo tre mesi dimenticherebbero pure cos'e'il pil.
-certo! dirai - ma senza un padellaro: come fara'? ma e' facilissimo! si potra' fare un mutuo (ma stavolta in cina! se i cinesi glielo fanno!) per comprarsi una fabbrica di stampanti olivetti gia' delocalizzata e in difficolta' prima del suo arrivo, fondare la china cigl, riempire mura cinesi (e muraglie)con i suoi moniti artistico-umanitari in formato A4.
Sono pronto a scommettere che i cinesi pur di liberarsene ci comprano la fiat a peso d'oro...
in coerente stile marchionne.
cordialmente :)
edmond dantes
12 maggio 2005 alle ore 08:54...e poi scusate.... ma chi li compra ( per poi vendere in italia, magari con marchi italiani!!) tutti i prodotti che migliaia di cinesi fabbricano 18 ore al giorno (per non dire 24) nei sottoscala e nei sotterranei dei condomini italiani? come fai a dire che non si tratta di un 'made in italy'? :)
Leonardo Marai
12 maggio 2005 alle ore 08:55volevo segnalare a Beppe e tutti voi questo articolo FRESCO FRESCO:
"Annullata la multa milionaria a Telecom"
-per la libera concorrenza-
link articlo:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52768
ciao. scusate ma credo possa essere interessante.
Gabriele Bernabini
12 maggio 2005 alle ore 08:55La Cina sta diventando un sempre di più un capo espiatorio.. E' sicuramente un terribile concorrente in certi settori ma le problematiche dell'imprenditorialità italiana sono altre.
Oltretutto la Cina può anche essere una risorsa un mercato potenzialmente enorme ed allora un managment intelligente (ed anche politici intelligenti) si dovrebbe impegnare nel cercare soluzioni utili a sfruttare questo bacino di utenza di così tanti nuovi consumatori.. Ad esempio nel turismo..
La classe indistriale ed imprenditoriale italiana purtroppo non è migliore della classe politica.
Come dice giustamente Grillo forse l'unica speranza sono i napoletani e la loro fantasia
simone ferron
12 maggio 2005 alle ore 08:56vorrei rispondere a gerardo, soffermandomi non tanto sugli incoerenti aspetti economici, già ampiamente sottolineati dalle tante rispèoste che ha già ricevuto...
leggendo la sua mail mi sembra di sentire il buon vecchio beppe grillo inscenare la maschera di un manager italiano (di cui fa tanto un buon parlare...): posso capire la lontananza dalla madre lingua, ma come diavolo scrive?!
delocalizzare la manodopera è conveniente, delocalizzare la dirigenza è auspicabile, delocalizzare la lingua italiana è solamente ridicolo.
vorrei citare quindi una frase di quel cantante che qualche mese fa chiudeva gli spettacoli di serena dandini a tarda notte per i sonnambuli della domenica sera, alla gaber: non è la violenza delle bombe che esportano la democrazia per la quale mi sento antiamericano, ma è per la violenza e lo scempio della lingua che parliamo e della cultura che si esprime con essa...
Roberto Marazzi
12 maggio 2005 alle ore 08:57Solo una cosa, basta con sta storia che qui non c'e' lavoro.
Nell'azienda per cui lavoro io le ultime quattro assunzioni sono state tutte di extracomunitari perche' di manodopera "Italiana" non se ne trova !
(e vi assicuro che l'abbiamo cercata)
Quindi non e' vero che non c'e' lavoro, semplicemnete gli italiani non hanno piu' voglia/bisogno di lavorare e poi si lamentano....
Pensa te....
Tiziana Furlan
12 maggio 2005 alle ore 09:00Certo, si può essere molto forti con una pacifica ma massiccia disobbedienza organizzata. Il tema,secondo me, sarebbe questo: come organizzarsi? La visibilità è molto difficile, visto che verrebbe boicottata dai mass media. Questo blog potrebbe essere utile, ma non aspettiamoci che Grillo (che fa già moltissimo e si espone coraggiosamente) possa mostrarci la strada. Secondo me potremmo cominciare ad evitare tutte le grandi marche nei supermercati (Barilla, Nestlè, ecc. ecc.) e decidere una giornata di black out ...non accendere la televisione ed evitare le testate giornalistiche maggiormente asservite. Per cominciare....
Andrea Pellegrini
12 maggio 2005 alle ore 09:03Caro Beppe Grillo,
magistrale il tuo spettacolo di ieri sera a Jesolo!
E condivisibili le cose che hai detto (ma io ero aggiornato perché leggo il tuo blog ma navigo anche in altri siti!)
Solo un piccolissimo suggerimento: sulle immagini multimediali trasmesse si riconosceva il più famoso sistema operativo ed altri software della stessa casa. Non sarebbe ancora più bello utilizzare Linux e software opensource, o un concorrente?
Grazie. Ci siamo divertiti (ma anche arrabbiati) moltissimo. E sono felice che abbiamo contribuito a finanziarti... per i processi in corso!
Riccardo Galatolo
12 maggio 2005 alle ore 09:07x Stefano Zago:
finalmente qualcuno che dice le cose giuste...
'sti stronzi di manager qui votano berluska e però guardano al COMUNISMO CINESE (non quello italiano-francese...quello no! ti dà i diritti x stare al mondo...) che è di uno schiavismo estremo, con i lacrimoni agli occhi!!!
è come il NANO PELATO MALEDETTO che gli stanno sul cazzo i comunisti di qui, ma però al FIGLIO DI PUTIN gli lecca il culo...
cazzo!
più comunista di Putin chi c'è???
era del KGB...il servizio segreto dell'IMPERO DEL MALE...
eehh...cosa non si fà x il dio denaro!
Riccardo Galatolo
12 maggio 2005 alle ore 09:09x Roberto Marazzi:
che azienda siete?
cosa producete?
dove siete?
quanto pagate?
orario di lavoro?
io stò cercando lavoro...
edmond dantes
12 maggio 2005 alle ore 09:12per roberto
la scarsa comprensione dell'italiano favorisce la manodopera straniera (in italia!)
ad es. da una parte l'extracomunitario non capisce che la societa' interinale (nel caso!) gli soffia in media il 30% dello stipendio sulle % maggiorazione notturno e festivo e quantaltro.... quelle che si chiamano svarioni....o distrazioni! (quando il lavoratore italiano che sa leggere i contratti e la normativa di riferimento se ne accorge perde il cosiddetto 'motivazionale': deve afre una vertenza e sa matematicamente che verra' segato comunque...la curiosita' uccide il lavoratore! chiedilo a sergino a bologna)
inoltre credo ci siano dei finanziamenti ad hoc per i lavoratori extracomunitari assunti.....
oltre al fatto che le regioni stesse hanno dei finanziamenti sul numero degli extracomunitari (sul cui numero si fa spesso tanta battaglia politica, mentre il cuUOore si scioglie)
:)
inoltre
francesco carola
12 maggio 2005 alle ore 09:13Olivetti Spa?!!... mah... pensano di poter risolvere i problemi cambiandoci il nome... la delocalizzazione in Cina è dettata dalla semplice legge del mercato, ossia vado dove posso acquistare ad un prezzo minore... la realtà dei fatti è che il nostro paese è al palo!!!...la soluzione ce l'abbiamo sotto il naso... la ricerca!!! Abbiamo tra i migliori ricercatori del mondo e li mandiamo fuori, invece di tenerceli qui da noi... i cinesi li battiamo con il know how, con le idee!!! Se il governo invece di "privatizzare" la scuola e l'università creasse un sistema virtuoso di sviluppo le cose andrebber omeglio per tutti.
Grillo grazie di esistere!!!
francesco
LUCA COLZANI
12 maggio 2005 alle ore 09:17produzione in cina......va bene!!!!!!! gli italiani devono abbassare un po le pretese, vogliono tutto tutti....trovo operai in giro con audi A3 mini cooper scarpe e vestiti firmati solo per appertenere, poi non si sposano non comprano casa e si lamentano perche' la vita costa troppo e vogliono 2000 euro per schiacciare per 8 ore un bottone di una macchina. dobbiamo tornare a 25/30 anni fa quando si capiva subito chi poteva e chi no e si viveva sicuramente meglio. noi come azienda produciamo i cina con la stesa qualita' trovata in europa a prezzi sicuramente piu bassi e lo sarebbero anche portando tutti i diritti civili che vogliamo. Ricordatevi che i sindacati sono un male dell'Italia e non un bene, servono solo per difendere i diritti....anzi no servono per no far svolgere i doveri deel'operaio lazzarone. Nessun imprenditore tratterebbe male o licenzierebbe un buon lavoratore (e non rispondete con qualche cazzate)solo per antipatia, ma lo farebbe volentieri con quelli che non fanno cazzo ma non puo'.....questa e' l'ingiustizia. parlano tanto di diritti e diritti ma mai di doveri i vari pezzotta e compagnia bella per no parlare poi di quando sento di aumenti agli statali come in questo periodo....mi viene solo il vomito. Con che coraggio richiedono dei soldi in piu visto che lavorano sempre meno e il servizio e' sempre piu scadente? sapete cosa vi dico...W la Cina
IVANA IORIO
12 maggio 2005 alle ore 09:24SI...MA COSA DOBBIAMO RICERCARE E INNOVARE ? POSSIAMO IN ITALIA DIVENTARE TUTTI RICERCATORI ? MA ALLA GENTE COSA IMPORTA DEL LIBERO MERCATO , QUANDO TRA POCO NON AVREMO NEANCHE I SOLDI PER VIVERE ? ..........QUELLO CHE HA INVENTATO LA SCARPA CHE RESPIRA...HA COSTRUITO LA FABBRICA IN ROMANIA E VENDE NEL MONDO LA SUA RICERCA..NON IN ROMANIA, DOVE SICURAMENTE NON POSSONO SPENDERE 100 EURO PER UNA SCARPA MA I SUOI GUADAGNI IN EURO CI RESTANO...E POI AD UN CONGRESSO IN ITALIA CI SPIEGA CHE CI VUOLE RICERCA E INNOVAZIONE PER COMPETERE
Roberto Marazzi
12 maggio 2005 alle ore 09:26per edmond dantes :
mi dispiace ma ora i posti sono tutti presi.
ti assicuro che le risposte avute dai ragazzi italiani sono state quasi tutte univoche :"Devo imparare a far funzionare una macchina utensile in un capannone ? Io cerco una scrivania !"
Oppure "Non ho studiato per fare l'operaio"
In ultimo "Solo 1000 euro al mese per 40 ore a settimana ?"
Per francesco caro:
nessun finanziamento speciale, nulla, solo hanno bisogno e voglia di lavorare come gli italiani del dopoguerra.
Basta guardarsi in giro, operai nuovi di colore, operatori ecologici di colore, giardinieri di colore.... e molti giovani che cercando il lavoro ma sperano di non trovarlo.
IVANA IORIO
12 maggio 2005 alle ore 09:29PER LUCA COLZANI : MA SE GLI ITALIANI SONO COSI POCO LAVORATIVI E CON PRETESE: PERCHE NON VAI AD ABITARE IN CINA ?...NON COME MANAGER MA COME OPERAIO PERO'....COSI DOPO TI ACCORGI LE PRETESE DEGLI OPERAI ITALIANI
Roberto Gentili
12 maggio 2005 alle ore 09:29Non si possono licenziare i fannulloni???????????
I sindacati sono un male????????????????
Certo, forse per lei lo sono, ma se non ci fossero, gli imprenditori metterebbero ancora la catena agli operai...come succedeva prima. In Cina, il costo della manodopera è basso perchè c'è SFRUTTAMENTO!!!!!, e subito gli imprenditori italiani ci si fiondano (non gli pare vero). Il vero problema dell'italia non sono il costo del lavoro o i sindacati, sono certi imprenditori che non sanno fare il loro mestiere e pensano solo a far soldi!!! Ne abbiamo uno come capo del governo (che allegria).
simona contenta
12 maggio 2005 alle ore 09:30SIGN COLZANI.....
Mi è venuta la pelle d'oca a leggere la sua mail....su alcuni punti posso anche discutere, perchè in parte hanno uno sfondo di verità..ma per il resto. Forse vuole solo lei comperarsi il bmw cabrio e andare in vacanza? Gli altri povere merd**cie devono solo fare gli operai, schiacciare un bottone e arricchire le sue tasche, poi se mangiano carne una sola volta alla settimana a lei cosa gli e ne frega!!!..tanto ha la bmw.
Vergogna.
Marco Amadori
12 maggio 2005 alle ore 09:31Un Commento per Andrea Pellegrini.
Dai tempo a Beppe Grillo per quanto riguarda Linux, il buon beppe è da poco entrato nell'era di internet e non credo che veda Bill Gates e la sua MicroSoft come l'impero del male che in realtà è ora, non si accorge che ci stanno brevettando il teorema di pitagora sotto i piedi e che l'innovazione e la ricerca sono castrate dalla DMCA Americana e dall'EUCD Europea. Dagli due anni e poi nei suoi spettacoli vedrai i crash in diretta di Windows e consiglierà di comprare una knoppix per la nonna in edicola. Sempre che per quel tempo esista ancora la possibilità di creare legalmente software libero.... Per chi non volesse aspettare che ve lo dica Grillo di eliminare quella pericolosa scatola nera della quale non siete i proprietari di nome Windows... auguri!
Provate qualche sito a caso: www.fsf.org ed www.eff.org per sapere bene che cosa si muove sotto.
http://www.ubuntu.com per una versione facile (ma per sempre libera e gratuita) di linux.
Oppure affidatevi a google e a wikipedia.
Vi prego fanatici di Windows, non rispondetemi, non è un problema tecnico o di chi fa più fps in ut2k4, ma di libertà di poter disporre di strumenti informatici e libertà di disporre delle informazioni che elaboriamo. Vorrei portare un annedoto: prima di passare a Debian/GNU/Linux ho usato windows per un anno e mezzo, durante il quale ho trasformato un cd del mio coro in wma, un formato audio proprietario di microsoft; dopo un annetto, aggiornando da win2000 a win xp, il player multimediale mi suggeriva di recuperare una licenza per la mia musica dalla casa discografica perché non avevo i diritti di ascoltarla..... Ma se nel cd ci avevo cantato io? Avrò i diritti o no?
Per non tediarvi molto di più vi prego di non usare MAI formati proprietari per i vorsti files, esiste sicuramente un alternativa aperta più performante, più efficiente e senza limitazioni. Esempi:
.doc -> openoffice (occupa un 10% dello spazio)
.mp3/.wma -> .ogg vorbis
.avi/wmv -> ogg media (theora anche)
.xsl -> openoffice calc (OASIS)
E altri ancora....
Molti di voi prenderanno il problema sottogamba... occhio ai prossimi anni e buona fortuna se vorrete far leggere la vostra tesi in .doc ai vostri nipotini.... che ridere.
alessio derivati
12 maggio 2005 alle ore 09:34A luca colzani:
sei un poveraccio, spero tu parta presto x la cina e che ci rimani x sempre!!! Perche non ci vai tu a schiacciare per 8 ore un bottone di una macchina??? Perche' ti servi di operai se tutto quello che fanno e' schiacciare un bottone per 8 ore??? Tu non lo sai fare??? sei monco??? sei un povero pezzente che non ha nemmeno il rispetto del lavoro della gente, spero tu finisca in malora ancora domani!!!
AHAHAH dimenticavo... se in cina esporti i diritti civili e non fai lavorare (anche i bambini!!!!) per 16 ore al giorno, col cazzo che paghi un operaio 80euro al mese (quando sono tanti!!).
Spero che tutti quelli come te finiscano sotto un ponte ancora domani.
ciao.
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 09:36per nicolo' petrilli.
le mie saranno anche stronzate da bar, ma quando vedo persone invocare norme di qui e norme di li, solo per coltivarsi l'orticello di casa, senza avere la minima comprensione degli interessi che girano, enormi lasciami dire ,intorno all'economia mondiale, e non capiscono che come sempre le guerre si sono combattute per motivi economici, e sfidare il grande drago CINESE, puo' voler dire risvegliare situazioni espolosive in macro economia...beh, io saro anche un pirlotto da bar, ma mi rendo conto che con persone cosi' come voi,le multinazionali possono solo aumentare i profitti.
O si accettano le leggi di mercato....o si muore.
Non ci sono ternative!
La Cin è un grande opportunità per l'europa....siamo noi che siamo scassati sotto il profilo economico, abbiamo imprenditori che non sanno manco usare il computer!!!! E vuoi andare alla conquista della CINa che è il maggior produttore con L'India di computer???
ma fatemi il piacere!!
Io mi iscrivo ad un bel corso di cinese..mgari tra 5 anni so dire qualcosa..e poi vado alla conquista della Cina...e non temo che loro mi conquistino coi loro prodotti.
la concorrenza nel tessile ha fatto scendere i prezzi, il vantaggio è del consumatore, chi ha detto che gli imprenditori devono essere tutelati, perchè creano posti di lavoro?
è anni che il tessile lo fanno fare nell'est!
e costa tanto...in Cina costa meno?
W LA CINA!
nb: IO MI CHIAMO MARCUS LIBERO...CHE TI PIACIA O NO!
Riccardo Galatolo
12 maggio 2005 alle ore 09:37x Roberto marazzi:
ero io e non Edmond a cercar lavoro...
cmq non tutti gli italiani sono così...
io le macchine a controllo alfanumerico(terminologia desueta...) le sò far funzionare...
e il tornio posso imparare...
se proprio nessuno lo vuole usare, si insegna!
e cmq come sono stati assunti questi extracomunitari?
con quale contratto?
spero non interinale...
e sennò ti credo che...
il mutuo con il COCOCO (grazie D'Alema...) non te lo danno...
4 stanze le voglio anch'io!
Marco Dalicco
12 maggio 2005 alle ore 09:40Ciao a tutti,
è la prima volta che scrivo nel blog e sono un po' emozionato.. caspita, quello che scriverò lo leggeranno tutti quelli che lo vorranno senza censura!
Io vorrei fare una polemica sulla questione del rinnovo del contratto degli 'statali'.. ma com'è che quando i parlamentari votano un aumento del LORO stipendio (come se gli mancassero le risorse per fare una vita agiata, penso che tutti hanno letto quanto hanno dichiarato), non ci sono problemi di fondi e decidono in quattro e quattr'otto aumenti che paragonati a quelli che decidono per le altre categorie fanno veramente PAURA?? Io ho 23 anni e quello che vedo mi fa schifo, vedo una classe diregente che guadagna, spende, spande e spreca e una classe lavorativa che non guadagna neanche per godersi quel poco tempo libero che gli rimane dopo 8 ore di lavoro, sempre che riesca a fare l'indispensabile..
ITALIANI SVEGLIA!!!!!!
Rosalba Alessio
12 maggio 2005 alle ore 09:45A proposito di boicottare le grandi multinazionali che producono all'estero, credo che nella società odierna non sia fattibile, vi siete guardati intorno? vedete come i ragazzini di oggi vestono? impeccabili anche negli accessori! jeans Levi's, scarpe Nike, grandi firme italiane, che però producono all'estero o vengono taroccate anche qui in Italia e si va sempre più ad incrementare lo sfruttamento della manodopera in nero, cellulari all'ultima moda e quant'altro. Ma chi acquista per loro? Ma allora questa crisi c'è o no?
ciao a tutti
p.s. Beppe hai mai pensato di formare un movimento politico?
Alessandro Salvatico
12 maggio 2005 alle ore 09:45Che pena, leggere un post come quello del sig.colzani. Non pensavo esistessero ancora nostalgici di ferro del genere, di quelli che era tanto bello quando gli operai si facevano un mazzo tale e per così tante ore che alla sera non avevano la forza di pensare a chiedere un trattamento equo, e nemmeno di andare in giro in auto (tra l'altro nemmeno potevano comprarsela...o se potevano era una 127); e il padrone sì che si distingueva per la macchina che aveva!
Già, solo per quella, colzani...perchè la testa era sempre quella di c***o che a quanto pare è ancora oggi.
Per quanto riguarda la questione, e l'occupazione (disoccupazione) del Canavese, concordo che il rilancio di Olivetti non porterebbe benefici alla regione e alla popolazione della stessa...Pochi giorni fa ho visto appeso in giro un foglio stampato in casa con questo testo, di ironia amara (molto)che credo ci si adatti:
"Ogni volta che compriamo un'auto italiana,
gli operai polacchi cinesi etc che la producono
ringraziano!
Metteteci alla prova
Gli operai Fiat di Mirafiori"
(Su questi ultimi, colzani stia tranquillo: l'auto non se la compreranno più. Poi forse non gli è chiaro che non compreranno neanche i prodotti dell'eventuale azienda del colzani nè di nessun'altro, ma la sua ottusità non è che possa curargliela io).
Riccardo Galatolo
12 maggio 2005 alle ore 09:48e cmq io mi sono rotto i coglioni del terrorismo mediatico...
la Cina ci spaventa?
vanno tutti a produrre in Cina?
così voglio vedere a che la vendono qui in Italia la roba che producono...
saremo tutti disoccupati e non potranno darci un prestitino neanche x comprare il Pc!
e allora a chi lo vendono il Pc?
ai cinesi?
ma se guadagnano poco...
ma non è che è tutto uno spauracchio x poter far abbassare la cresta agli operai qui in Italia?
mah...
ma che se ne vadano tutti affan cina!
francesco carola
12 maggio 2005 alle ore 09:49Per francesco caro:
nessun finanziamento speciale, nulla, solo hanno bisogno e voglia di lavorare come gli italiani del dopoguerra.
Io non intendevo finaziamenti a pioggia o sussidi... basta! sono stanco di vedere cattedrali nel deserto!!! vivo, se così si può dire, a Napoli e sono stanco di vedere le manifestazioni dei disoccupati che sono soltanto alla ricerca del posto al comune per scaldare la sedia!!! Basta... vorrei un sistema virtuoso che dia la scossa iniziale al motore italia che ormai è spento da anni ma che li pronto per scattare... tutto qui.
Inviterei poi tutti a non isultare nessuno siamo tra persone civili, o no(? :-P), che esprimono le proprie opinioni...
francesco
Tullio Ferri
12 maggio 2005 alle ore 09:52Devo dire che sento molta gente in giro che ragiona e la pensa come il sig. colzani, e ogni volta che li sento spero sempre che arrivi un "Mao" in Italia che gli tolga tutto e li mandi a zappare la terra.
Cmq sig. colzani io credo che i giovani non è che non hanno più voglia di lavorare, solamente che con la paga media di un operaio (800 euro al mese) cosa vuoi che uno ci faccia. Fai i tuoi conti, io li ho fatti e se abiti con tuo padre e tua madre magari riuscirai anche ad andare avanti, ma se vuoi farti una famiglia, comprarti una macchina (una punto o checchesia) è impossibile arrivare a fine mese. Negli nni 70, 80 invece il discorso era diverso, con quei soldi riuscivi a farti la vacanzina e tenere qualcosa da parte.
il fatto non è che per schiacciare un bottone o per spalare la terra la gente vuole più soldi il problema è che la gente vuole arrivare a fine mese caro mio!!!!!!!
pensaci su!!!! caro lavoratore che sei stato agevolato dalla legge Tremonti e che pensi che essere comunista significhi non aver voglia di lavorare. pensaci!!!
Gian Piero Biancoli
12 maggio 2005 alle ore 09:56Kierkegaard, nella sua lungimiranza, scrisse
"La nave è ormai in mano al cuoco di bordo e le parole che trasmette il megafono del comandante, non riguardano più la rotta, ma quello che si mangerà domani"
Come aveva ragione
P.S.
Beppe Ti vogliamo in forma questa sera a Rimini !
Maria Giovanna
12 maggio 2005 alle ore 09:59L'Italia è un paese COTTO ! lo volete capire o no? Non c'è speranza di risollevare la situazione. Prima ci si riempie la bocca di liberismo, di libero mercato e bla bla bla. Poi cosa fanno quando non sono capaci a reggere la concorrenza? Invocano il Protezionismo !
Questa si che è una mossa comunista, altro che liberismo.
Io quando posso compro cinese, malaysiano, taiwanese ecc... perché al mio portafogli ci penso solo io ! e me ne fotto di quegli industrialotti che quando le vacche erano grasse facevano gli arrogantoni e adesso che le cose vanno maluccio fanno i piagnoni e invocano protezionismo. Che la Cina ci invada pure, questo porterà notevoli risparmi e ridimensionerà tutta quella paccottiglia di industriali incapaci.
Il mercato prima lo avete voluto, ora combattete!
E se perdete sparite! Basta aiuti di stato a chiunque.
Cesare Campra
12 maggio 2005 alle ore 10:02Per Luca Colzani: lei ha scritto "dobbiamo tornare a 25/30 anni fa quando si capiva subito chi poteva e chi no e si viveva sicuramente meglio"...Poteva cosa? che senso ha questa frase se non mi mette il predicato verbale?..cmq andiamo avanti...."Nessun imprenditore tratterebbe male o licenzierebbe un buon lavoratore (e non rispondete con qualche cazzate)"..Cazzate? ...ma non si dice Cazzata? ma poi comunque...le pare il modo di esprimersi? ..ma ora il gran finale..."parlano tanto di diritti e diritti ma mai di doveri i vari pezzotta e compagnia bella per no parlare.... " Ma io dico...cosa ha fatto per scrivere una cosa del genere? ha preso una decina di parole a caso dal dizionario e le ha shakerate per 10 minuti per poi sparpagliarle sulla tastiera del pc?..
Conclusione...sono d'accordo con lei :W la Cina e per favore ci vada anche lei a lavorare , almeno forse impare il cinese meglio dell'italiano.
P.S: Ragazzi...questi sono gli imprenditori in Italia...
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 10:15X Marcus
io il cinese avevo iniziato a studiarlo, è veramente tosto, adesso sto studiando la medicina tradizionale cinese e spero di riuscire ad imparare qualcosa sul TuiNa che è la tecnica di manipolazione che ha originato lo shiatsu giapponese.
Ma sono veramente preoccupato dal discorso delocalizzazione, 12.000 aziende che dal nordest si sono trasferite in Romania e altre grosse aziende che hanno chiuso gli stabilimenti in Italia per aprirli in Cina mi fanno capire che gli industriali hanno un piano ben preciso in mente contro il quale i politici non possono fare un beato cazzo.
"La De Longhi ha deciso di chiudere il suo stabilimento di Ampezzo, nell'alta Carnia. Solo uno dei tanti casi di trasferimento della produzione che stanno mettendo in ginocchio l'economia del trevigiano. La lista delle aziende in crisi economica o che hanno preso la strada della delocalizzazione è lunga: oltre a De Longhi, Benetton, G.B.S., Pagnossin, Seebring, Monti, Nervesa Moda, Lanificio del Montello, solo per citare i marchi più noti."
Mi fanno ridere i politici TUTTI, che di questo non se ne sono ancora accorti ed è un argomento che non prendono nemmeno in considerazione, anzi dicono che "l'attuale governo non ha una politica industriale", ma che cazzo di politica industriale vuoi fare con aziende che chiudono e scappano all'estero!
Il fatto che non si siano ancora resi conto della situazione mi preoccupa ancora di più perchè se non si prende coscenza di qualcosa non si può nemmeno fare nulla perchè non entra neppure nell'insieme "problemi da risolvere".
La delocalizzazione sarà pure una mano santa per le aziende che aumentano i loro profitti e riducono i costi ma i benefici per chi sono ?
Non credo per gli ex-dipendenti delle aziende che sono scappate, gli ex-dipendenti al massimo si prendono un calcio in bocca e la cassa integrazione, e allora a chi vanno i benefici della delocalizzazione ? Alle aziende e agli azionisti se sono spa, allora a fronte di un maggiore guadagno di azionisti e aziende si chiede una riduzione dell'irap ?
E qui cominciano a non tornarmi più i conti, si portano via posti di lavoro dall'Italia e si chiedono anche sgravi fiscali ? E due fettine di culo panate nooo???
Noi che dal basso riusciamo a vedere più lontano dei politici e della comunità europea, perchè viviamo in prima persona la iattura della delocalizzazione selvaggia ci poniamo la domanda di cosa andranno a fare gli italiani di qui a pochi anni se non di qui a pochi mesi quando tutte le aziende avranno delocalizzato le loro produzioni, perchè statene certi la strada è quella, lavoreremo tutti nel terziario ???
A fare che ???
Per un momento , solo per un momento cazzo, provate a staccarvi dai vostri problemucci di merda quotidiani e guardate un pò più in la del vostro naso, cosa cazzo andremo a fare da qui a pochi anni ???
Voglio una risposta!!!
Come cazzo faremo a far diventare degli operai degli operatori nel terziario, come ci stiamo preparando a questa svolta epocale ????
Cosa stiamo facendo per evitare di doverci scannare per avere un lavoro di merda, cosa stiamo facendo per non diventare a breve tutti cococo e chicchirichììììì come stanno sperando
e attendendo con ansia tutti quelli che hanno la grana da parte e che finalmente potranno tornare a fare i ricconi in un paese di morti di fame???
Stefano
Riccardo Galatolo
12 maggio 2005 alle ore 10:18x LUCA COLZANI :
agli imprenditori il "cinese" fà bruciare il culo...
se sono bravi, se si sanno rinnovare, se hanno risorse intellettuali, non hanno nulla da temere...
altrimenti andaranno a fare i CO.CO.CO. x 800euri al mese...
e lì assaggeranno le "pretese assurde della classe operaia"...
e se sono bravi nessun PADRONE li licenzierà...
ce la faranno ad alzarsi alle 5:20 di mattina?
io ci sono abituato ma loro?
mah...
Niccolò Petrilli
12 maggio 2005 alle ore 10:24Colzani è un troll.
Sig. Libero, mi scusi allora per il qui pro quo...marcus.
Rispondo: che siamo 50 milioni e passa in questo paese e che non tutti sappiano cosa sia la macroeconomia e quali regole comporti è un discorso abbastanza ovvio, no? Anche la micro ha i suoi vantaggi(per conto mio la preferisco), ma lasciamo perdere. Il fatto è che ognuno ha diritto di esprimere la propria opinione, e a parte le strxnzate da bar, su questo sito se ne trovano di molto più intelligenti di quelle di imprenditori e governanti. Se vedi un paese andare allo sbando con il tuo "libero mercato"(che tutto tranne libero, è) cosa ti viene in mente? Che magari sarebbe meglio se il bombardamento di materiale orientale a basso costo rallentasse. O che i prodotti fatti a casa nostra avessero un costo produttivo minore basato su strategie di produzione e vendita e non sul licenziamento o l'abbassamento di stipendio.
Anche perchè pensi che il dragone cinese, come lo chiami tu, non si risveglierà lo stesso se vuole? E che i nostri imprenditori, politici, impiegati non sappiano usare il pc...pensi che gli imprenditori cinesi o di altri stati sappiano farlo? Mio padre ha un'azienda e usa benissimo il pc...ma i clienti non sanno neanche mandare una mail e quindi è praticamente inutile.
Il richiamo all'autarchia(che io non faccio, ho fiducia nella Cina, ho avuto anche una ragazza cinese in una città che ti guarda ad ogni respiro, e spero la storia mi renda ragione) non è dovuto al fatto che la gente odi i cinesi e voglia coltivarsi l'orto, ma allo spettro dell'Argentina che ci aleggia sopra al punto che anche il più sciocco se n'è accorto e che evitare di spedire ogni nostra azienda all'estero(oltretutto senza risultati) è una delle idee per salvare posti di lavoro.
saluti.
Niccolò Petrilli
12 maggio 2005 alle ore 10:26Tra parentesi: io ho iniziato a studiare il giapponese proprio nell'anno in cui queste teste di cavolo si sono messi a litigare con i cinesi!
^__^
marino metallo
12 maggio 2005 alle ore 10:26Nel corso di una recente intervista, uno degli imprenditori piu' in vista del settore automobilistico cinese, a chi gli chiedeva le motivazioni del successo della propria Azienda rispondeva:
"Abbiamo semplicemente quattro obiettivi:
1. Creare valore per il Cliente finale;
2. Generare profitto per gli Azionisti;
3. Dare stabilità e serenità agli impiegati;
4. Contribuire alla crescita del nostro Paese.".
Mi pare un modello di riferimento per i nostri imprenditori e manager.Voi che ne pensate?
Eugenio Galli
12 maggio 2005 alle ore 10:28Se anche ci siamo svegliati tardi il treno della Cina è così lungo che c'è un posto in carrozza per tutti. Smettiamola con la paranoia cinese. Perchè non vediamo l'opportunità che invece rappresenta un mercato così vasto? Perchè i tedeschi e i francesi sono già lì a far affari e l'Italia si arrocca in un protezionismo suicida? I diritti arriveranno anche lì, sapete? Appena l'economia avrà un'inversione di marcia, sia pure tra 20, 30 anni, in un Paese che ha un solo partito l'unica possibilità sarà modificare il sistema perchè non ci sarà un'opposizione politica da insediare. AVVERRA' la transizione democratica! Non può un Paese essere capitalista nell'economia e comunista nei diritti! Stanno vivendo il nostro Ottocento industriale ma dopo l'Ottocento viene il Novecento, no?
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 10:30Per stefano da crema
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Ciao, infatti nel primo pezzo della tua risposta, dai ragione a me..."il cinese, le aziende che migrano, la competittività..ecc....
Nella seconda parte...dove chiedi cosa faremo, ti rispondo: niente!
Faremo ne piu' ne meno quello che abbiamo fatto sino ad ora...con una differenza:
le imprese con sede in Cina, pgheranno le tasse in cina, gli imprenditori itliani che chiuderanno si metteranno a lavorare in nero....
e lo stato forse, e con un po di fortuna lo mandiamo dal culo.
Cosi' ricominiciamo a respirare.
Un'altra soluzione per l'Italia è fare come i paesi africani: non pagare piu' la montagna di debito con l'estero....fare bancarotta, cosi si scaricherebbe un bel po di tassazione da noi poveri cristi, che paghiamo per ricevere nulla, e compriamo tutto all'estero.
Pietro Filippi
12 maggio 2005 alle ore 10:31E LA RICETTA DEI BISCOTTI?
non mi intendo di economia, mi rendo solo conto che hanno tutti le proprie ragioni per delocalizzare (gli imprenditori) e per non farlo (i lavoratori). Ma con tutte ste merci che girano, o gireranno, non eccederemo consumi primari e costi ambientali per farlo? Come saranno il canale di Suez ed il mar Rosso tra 10-15 anni? Vi ricordate la vecchia battuta di Beppe sui biscotti "ma perchè non si scambiano la ricetta?".
Non ne ho ancora sentito uno che metta insieme le due cose, non dico che abbia la soluzione, ma che faccia anche solo notare la prospettiva...
Pietro
francesco donato
12 maggio 2005 alle ore 10:32Ma insomma... si fanno tanti discorsi sull'economicita sui bassi costi ma secondo voi... anche se e' un utopia non sarebbe il caso di vietare alle imprese di delocalizzare la produzione laddove i diritti umani non sono rispettati?!?
ivan verdi
12 maggio 2005 alle ore 10:36Bravo Beppe!! Mi hai tolto le parole di bocca. Proprio ieri, quando l'on. Rutelli (ex Verde mi pare) proponeva in TV la riduzione delle accise, pensavo:
A) Ma questo non ha capito tanto bene la situazione!
B) Il prezzo dei carburanti dovrebbero quintuplicarlo, così molti idioti comprerebbero meno auto e l'inquinamento si ridurrebbe drasticamente. Altro che ridurre le accise!
Ciao a tutti.
IVANA IORIO
12 maggio 2005 alle ore 10:38PER STEFANO DI CREMA: PURTROPPO ANDREMO A MORIRE, VENDEREMO LE NOSTRE CASE PER POTER MANGIARE AI BANCHIERI E A CHI HA SOLDI.... INCHINANDO LORO LA TESTA , SE POI ,,,,ius primae noctis.....NON POSSIAMO NEANCHE GESTIRE LA NOSTRA MONETA SVALUTANDOLA ...SARANNO DOLORI E ANCHE PER CHI HA RISPARMI DA 100000 EURO...RESISTERA QUALCHE ANNO IN PIU',,,,INOLTRE NON POSSIAMO NEANCHE TORNARE ALLA'ATTIVITA' CONTADINA
POSSIAMO AL LIMITE FARCI ASSUMERE DA QUALCHE LABORATORIO CINESE IN ITALIA, EMIGRARE IN CINA, FARCI ASSUMERE DALLA MAFIA, O DA QUALCHE MUSSULMANO CHE HA FATTO FORTUNA IN ITALIA
. METTIAMOCI IL CUORE IN PACE : SOLO CHE HO L'IMPRESSIONE CHE ARRIVEREMO A FARE QUELLO CHE LA ROMANIA HA FATTO IN UN MOMENTO DI INCAZZATURA...SENZA PROCESSI, SENZA PRELIMINARI...A TUTTA QUELLA BANDA DI DELINQUENTI E RELATIVI FIGLI FIGHETTI CHE CI HANNO PORTATO IN QUESTA SITUAZIONE: NON CI SONO ALTERNATIVE
BRUNA LENTI
12 maggio 2005 alle ore 10:41caro Beppe, vivo nell'alto Piemonte da 10 anni e la sensazione che ho provato 10 anni fa si è via via confermata; Torino e dintorni, vedi Canavese, Valle di Susa ed altre valli, sono come quelle vecchie nobili signore alle quali figli scriteriati e nipoti sciacalli hanno rubato gioielli e soldi, per poi gettarla vecchia ed ammalata, nel primo miserabile ricovero.
Tutto questo è molto triste, ciao Bruna
oliveri rocco
12 maggio 2005 alle ore 10:43ho visto il tuo spettacolo sono di genova sei fantastico e tutta verita' quella che dici vai avanti cosi' che sei grande ciao beppe
Luca Baldan
12 maggio 2005 alle ore 10:46Ciao Beppe ho 29 anni sono di Padova , ti ho visto a Piazzola sul Brenta, ti seguo da qualche anno e ti ringrazio per quello che fai , è difficile trovare qualcuno che indichi modi alternativi per informarsi, e ringrazio anche la rete e il P2P con il quale ho potuto scaricare , vedere e passare ad amici che non ti conoscevano molti dei tuoi spettacoli degli anni scorsi dal 93 al 2002, non ti preoccupare però il dvd di quest' anno lo comprerò molto volentieri.
Continua così!
Marco Bo
12 maggio 2005 alle ore 10:50A proposito di lavoro in condizioni molto precarie.
Dal sito di peacereporter.net
Lavori forzati
Il rapporto pubblicato oggi dall'Organizzazione mondiale del lavoro: 12 milioni di nuovi schiavi
Qui il link all'articolo
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=2453
Massimo Claps
12 maggio 2005 alle ore 10:50Mi piacerebbe che si diffondesse in italia la cultura del patriotismo commerciale per i soli prodotti che dispongono di etichette chiare le quali indicano la provenienza della merce e dei componenti che la costituiscono, i paesi di origine che rispettano le norme (per noi elementari) di rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori, che escludano l'utilizzo di minori nell'impiego della manodopera e la certificazione di qualità dei prodotti alimentari.
Poi vorrei sollevare il problema dei grassi vegetali dei prodotti alimentari, dove, se qualcuno riguarda una scorsa puntata di Report (RAI3) si evidenzia la scarsissima informazione che si ha in questo settore importante. Le norme comunitarie non impongono ai produttori di indicare QUALI GRASSI VEGETALI sono utilizzati nei prodotti che mangiamo noi ed i nostri figli e con quali grassi sono fatte le margarine (che di per se' pare abbiano già molto poco di alimentare).
Vorrei sollecitare Beppe ad aprire una discussione su come si possono affrontare le disinformazioni in campo alimetare ed eventualmente divulgare degli elenchi di prodotti da evitare e boigottare perchè non rispettano le norme di sicurezza, salute, etica e legalità.
Quando la pubblicità imposta aiuta le aziende a rifilarci le loro "sòle" il boigottaggio dei consumatori aiuta anche i produttori a migliorare le loro offerte.
P.S. Io sono un accanito sostenitore della necessità che venga costituito un Ministero per i Consumatori a guida tecnica (e non politica) con poteri reali e nonfittizi (come quelli dei vari Antitrust)
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 10:52X Francesco
tutto è possibile e tutto si può fare ma come dicevano i romani , cum grano salis.
Le cose vanno pensate, e ripensate, regolate ma soprattutto regolamentate.
Se lasci fare al singolo "industriale" certo se ne sbatte i coglioni di lasciare a casa 1000, 10000, 100000 dipendenti, l'azienda in cui lavoro ne ha lasciati a casa 50.000 in tutto il mondo, poi però non puoi lamentarti della crisi del calo degli acquisti e della stagnazione del mercato.
La gente se non lavora e non guadagna mi spieghi dove li va a trovare i soldi per consumare e per comprare ??? Mica siam tutti ladri !!!
Vogliamo lasciare che le aziende portino le loro produzioni all'estero per aumentare i profitti,
perchè io la faccenda della concorrenza non me la bevo, OK organizziamoci per diventare un paese che lavora solo nel terziario, tanto di lavorare in fabbrica agli italiani non gliene fotte più a nessuno, ma facciamo qualcosa adesso, non fra un anno due o 5, muoviamo il culo adesso, altrimenti dopo non ci saranno più nemmeno le risorse per farlo, dichiarare bancarotta per noi sarebbe una iattura pazzesca, chiunque potrebbe venire qui e prendersi quello che vuole, anche casa tua, perchè lo stato italiano ha dichiarato bancarotta, già inglesi e crucchi si sono comprati mezza italia, l'altra metà gliela vogliamo regalare ????
Stefano
Paolo Gallingani
12 maggio 2005 alle ore 10:56Dov'era l'Egr. senatore Panattoni,
quando il suo amico, Carlo De Benedetti, ha smantellato *TUTTO*, ma proprio TUTTO, di Olivetti: industria, cultura, idee innovative, posti di lavoro, Made in ITALY e tessuto sociale?
...DOV'EraaaaaaAAA??
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 10:57O massimo sveglia, fra un pò saranno risolti tutti i tuoi problemi alimentari, perchè ti resterà solo un tozzo di pane ammuffito buttato da qualche cinese da mangiare, vedrai che avremo una linea invidiabile....
Stefano da Milano e Crema di cognome
Luca Tani
12 maggio 2005 alle ore 11:00E un cane che si morde la coda.. non c'è niente da fare... è inutile spostare la produzione in Cina come è inutile spostare il management... una stampante te la regalano con le patatine PAI ormai... Comunque quei 210 posti di lavoro persi, possono ringraziare anche quel lungimirante del nostro Presidente Ciampi che incoraggia l'apertura verso quel mondo... ma non invita mai a pranzo chi resta senza lavoro... I politici virtuosi del 2000... che creativi!!
Gianni Raco
12 maggio 2005 alle ore 11:01Non sara` mai possibile competere con i cinesi finche` loro potranno sfruttare milioni di lavoratori in condizioni di quasi schiavitu`.
Ha ragione Beppe quando dice di mandargli un po` i nostri sindacati (oltretutto sarebbe un bene anche per noi hehehe !)
Marco Meneghelli
12 maggio 2005 alle ore 11:04Rispondo a Roberto Iammarino che scrive: "Non credo che ci si possa salvare "non delocalizzando" ma innovando, creando, mostrandosi pionieri."
La creatività non manca all'Italia, è nei suoi geni, nella sua storia. La nostra è o non è la patria di Leonardo da Vinci?
E allora si rincominci a progettare e a investire sulla ricerca!
Olivieri alessandro
12 maggio 2005 alle ore 11:05Il problema fondamentale è che in italia non esiste più produzione, ma solo gente che fa consulenza o projet management e vole stipendi da favola xchè loro hanno studiato e hanno responsabilità (anche se poi nei processi la responsabilità ricade sempre sul dipendente). Ci sono aziende, e non poche, che hanno un dirigente o un quadro ogni 2-3 dipendenti, e poi sono costretti a collaboratori esterni per finire i lavori. Quindi d'icchè si ragiona di costo della manodopera, il problema è del costo dei capi e del fatto che c'è n'è troppi. Riguardatevi la storiellina della gara di canoa che gira su internet, e pensate se la vostra struttura aziendale è uguale o no a questa storia.
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 11:06non c'e peggior sordo di chi non vuole sentire.....qui stiamo a cercare di convincerci a vicenda che siamo i migliori del mondo, mentre siamo nelle ultime classifiche di ogni cosa...ma siamo seri!!
Ma quale legge a doc per non fare andare via le aziende???? questo e fascio-comunismo!!!
I cervelloni scappano, i laureati si laureano all'estero, basta vedere come ti danno le lauree in italia (finte), un laureato ha minimo 5 anni di costi da far digerire alle aziende per imparare un decimo di quello che in teoria dovrebbe sapere!!!!
La Cina è grande , ora è anche forte, è anche con una cultUra diversa da quei trogloditi di americani, e cercherà di non fracassarci le ossa subito , ma di spolpare quello che abbiAmo di buono, mantenedoci in vita per poter diventare un mercatino utile (55 milioni di anime cosa vuoi che facciano ad un giGANTE COME LA CINA..1,3 MILIARDI DI ANIME)?
IL MERCATO LIBERO, RENDE AI CONSUMATORI è questa la verità, perchè gli imprenditori devono inventarsi la luna per stare nel mercato ed essere concorrenziali, e devono capire che devono guadagnare meno.
Capisco che guadagnare meno con le tasse a questo livello e una utopia, infatti prima parlavo di far si che arrivi presto la bancarotta dello stato Italiano, unica vera speranza di salvezza per le prossime generazioni!!
per mantenere il livello competitivo e dare lo stipendio giusto ai lavoratori, in Italia si dovrebbe fare come in Russia al tempo del comunismo....l'imprenditore guadagnava qualcosina in piu' dell'operaio.....questo volete?????
Un maledetto comunismo sfruttatore e protezionista?
Basta ragazzi, il nemioc del nostro sviluppo è in casa nostra, non è la Cina, è l'Italia che fa pena.
Giampiero fabiani
12 maggio 2005 alle ore 11:07Continuo a scriverlo in tutti i forum che mi capitano a tiro: il problema italiano è che si è diffusa la cultura dell'economia immateriale e questo anche grazie a quel "genio" di 3Monti. I servizi non sono merce che si possa vendere oltre i patrii confini a meno che non ti chiami Lloyd di Londra o UBS. Pensate solo che delle circa 160 aziende in cui l'ancora per poco Premier ha le mani in pasta non ce ne è una sola che produca un pezzo fisico (es.: un cellurare, un microchip, una turbina o un ingranaggio). L'editoria, la pubblicistica, l'intermediazione immobiliare e i servizi assicurativi/bancari sono ESCLUSIVAMENTE rivolti verso il mercato interno mentre in Italia si è perso il treno delle alte tecnologie e, senza ricerca, stiamo perdendo anche quello delle nano-tech che costituisce il futuro. La Cina era una opportunità per l'esportazione di prodotti a tecnologia avanzata (di cui hanno fame) e noi l'abbiamo trasformata in un incubo ed un'alibi per l'immobilismo della nostra economia. Per cambiare la mentalità non sono sufficienti imprenditori coraggiosi...serve anche la mano dello Stato perchè bisogno anche cambiare l'orientamento verso le professioni. Un commercialista o un avvocato sono si figure professionali utili, ma non producono ricchezza (intendo dire che non fanno entrare soldi dall'estero perchè non producono beni esportabili) mentre un ingegnere o un fisico hanno tale possibilità...ma stanno sparendo. Il numero degli iscritti ad ingegneria se la gioca con quello dei candidati al Grande Fratello mentre non c'è più posto per giurisprudenza, economia e ingegneria della comunicazione...e come dare torto a quei ragazzi, visti i modelli culturali che circolano.
Un piccolo esempio lo danno proprio i media: quando l'astronauti italiano Guidoni è volato sullo Shuttle, nei Tg si parlava solo del Parmigiano che si era portato appresso
ora che l'altro astronauta Vittori è salito a bordo della Stazione Spaziale Internazione (SSI) sempre i soliti giornalisti hanno parlato solo della ricotta del Lazio e dei dolcetti che aveva con sé
ma che cavolo di paese!
IVANA IORIO
12 maggio 2005 alle ore 11:07 PER LUCA: PAROLE SANTE SU CIAMPI
Luca Tani
12 maggio 2005 alle ore 11:09Ma qualcuno di voi conosce veramante la realtà cinese??? Sapete quanti ingegneri sfornano all'anno da quelle parti??? Credete veramente che non siano creativi?? Hanno 4.000 anni di storia... questo dovrebbe bastare a farvi riflettere leggermete su cosa ci stà davanti.
Giampiero Tognetti
12 maggio 2005 alle ore 11:12Secondo me il problema e' che delocalizzando la produzione esportiamo tecnologia e formiamo personale all'estero. In breve tempo gli stessi paesi saranno in grado di sfruttare le conoscenze fornite per eliminarci completamente da quei settori. E' ovvio che in Italia abbiamo raggiunto un livello di "equita'" sociale tale da rendere impossibile il confronto diretto con mercati del lavoro nei quali sono assenti i diritti sindacali e vi e' uno sfruttamento disumano delle persone e dei bambini. Credo che il problema sia piu' dovuto al fatto che stiamo rinunciando a quello che ci ha sempre contraddistinto a livello mondiale ossia l'innovazione, la creativita', la genialita' italica che rendevano appetibili e riconoscibili i nostri prodotti. Adesso con le industrie che quasi non investono piu' in ricerca e con la creativita' al bando, abbiamo dilapidato la nostra grande risorsa che era la fantasia.
Alberto casa
12 maggio 2005 alle ore 11:14Io abito a Campi Bisenzio (tra Firenze e Prato) e qui abbiamo fra le più grosse comunità cinesi d'Europa. Ultimamente discuto sempre con tutti che ce l'hanno con i cinesi perchè accusati di portarci via il lavoro! Io controbatto sempre rispondendo che è vero che il problema esiste ma che non ce l'ho con loro direttamente ma con chi (resp.ASL - resp. VVFF -resp.ispett.del lavoro e ....... sindacati!!!) gli permette di poter lavorare NON rispettando TUTTE le norme sul lavoro e la sicurezza negli ambienti di lavoro (LAVORANO 12 ORE "MINIMO" AL GIORNO per 364 GIORNI L'ANNO - ABITANO NEL SOPPALCO DOVE LAVORANO - I BAMBINI (sigh!) STANNO IN MEZZO AI MACCHINARI - "ESTINTORE" PER LORO E' UN TERMINE CHE SI TROVA SOLO NEL DIZIONARIO - VENGONO PAGATI A NERO 4-500 EURO AL MESE - etc...) Insomma credo che nelle fabbriche del 1850 si stesse decisamente meglio.
Come possiamo permettere e tollerare che simili ingiustizie (soprattutto per loro) siano perpetuate al numero civico accanto al nostro!Dove se non indossiamo le scarpe antinfortunistiche scattano controlli severi con conseguenze addirittura penali!
Ribadisco io non ce l'ho con loro ma con chi (ITALIANISSIMO) viene PROFUMATAMENTE PAGATO DA NOI per effettuare i controlli e che a questo punto mi immagino venga SUPERPROFUMATAMENTE pagato, non da noi, per saltare il numero civico "cinese"!!!
Quindi spostiamo il nostro odio raziale dai cinesi a chi è VERAMENTE responsabile del problema e che non fa rispettare le leggi italiane sul terriorio italiano ....
Domandiamoci come mai questo non viene mai fuori nè da sinistra nè da destra ne da nessuna parte .......... non sarà mica che riscuotono tutti!?!?!?!
Mauro Fontana
12 maggio 2005 alle ore 11:14MA SECONDO VOI LE AZIENDE CHE VORRANNO INVADERE IL MERCATO CINESE CON PRODOTTI DI LUSSO PRODURRANNO QUESTI PRODOTTI IN ITALIA OPPURE IN CINA(DOVE COSTA MOLTO MENO)?
RIFLETTETECI...
Fabrizio Bonino
12 maggio 2005 alle ore 11:16Mi è arrivato oggi un doc in pdf redatto dal "comitato spontaneo Ivrea la Bella" (???) in cui si parla di un "importante" rilancio dal punto di vista dell'occupazione della nostra verde zona, e cioè sarà destinata per il recupero e smaltimento di ogni sorta di scorie, da quelle farmaceutiche a quelle industriali. Per chi è interessato ci sarà una riunione aperta a tutti Venerdì 13 Maggio alle ore 21,00 presso il Mulino di Cascine, Via Ponte Chiusella - Romano C.se.
Non si può certo dire che a noi non pensano...
Volevo poi aggiungere qualcosa in merito all'osservazione sull' on. Panattoni. Hanni fa, quando fu eletto, "tuonò" a colpi di canditi e uvetta passa, che il suo impegno primario sarebbe stato quello sulla condizione, e relativo rilancio della Olivetti. Meno male che ci ha pensato lui... pare che da quando si sia interessato all'Olivetti e Ivrea in generale le cose siano andate decisamente peggiorando. A tutti i Canavesani chiedo di ricordarsi di lui alle prossime elezioni, cioè di non votarlo. Forse era troppo impegnato tra un lifting e un tiramento di ciglia. Cmq chi vi scrive è "felicemente" disoccupato, insieme alla sua compagna e nn arrivano richieste di lavoro nemmeno per il facchinaggio. Motivo? A 36 anni sono troppo vecchio. Vecchio perchè non possono, gli altri, usufrire delle meravigliose agevolazioni contributive che le splendide riforme sui contratti di lavoro prevedono (fatte sia dal centro destra che dal centro sinistra).
Alle prossime elezioni, non andiamo. Oppure attacchiamo le nostre cartelle elettorali sui muri dei Municipi in segno di protesta. Siamo cittadini fino a prova contraria e questo dovrebbe implicare tutta una serie di diritti/doveri. Degli ultimi ne siamo strapieni, sui primi si latita.
Saluti a tutti.
Alberto casa
12 maggio 2005 alle ore 11:24Per conludere il discorso di prima:
non riusciamo a far rispettare ai cinesi le nostre leggi in italia figuriamoci se riusciamo a fargliele rispettare in casa loro !!(come spessimo viene scritto in tanti post)
Credo che debba passare ancora molto tempo, oppure noi dovremmo farci un idea di cosa ci toccherà in futuro....
Mauro Fontana
12 maggio 2005 alle ore 11:24-«Eravamo sull'orlo del fallimento in seguito a una pesantissima crisi finanziaria. Ma alla fine, grazie anche alla politica e al governo di allora, ci siamo salvati. Le istituzioni hanno fatto la loro parte fin dall'inizio con il risultato che i siti produttivi italiani della Zanussi sono rimasti aperti. Nonostante i pesantissimi sacrifici che abbiamo dovuto pagare. Rispetto ad allora, se c'è una differenza è proprio questa: oggi la politica ci ha completamente abbandonati. Le istituzioni, a cominciare dal governo, sono completamente latitanti». Dante Dal Bo è un operaio di 57 anni. Lavora alle linee di montaggio dell'Electrolux di Porcia. E oggi - esattamente come in quell'ormai lontano 1984 - è ancora in prima fila nell'organizzazione dello sciopero per salvaguardare il suo e gli altri stabilimenti del gruppo svedese in Italia. Il suo («Anche se tra pochi mesi andrò in pensione») e i posti di lavoro degli altri suoi diecimila colleghi.
Nella "grande ristrutturazione" che ha visto il passaggio della Zanussi all'Electrolux, Dal Bo ha dovuto rinunciare alla scrivania da impiegato per indossare la tuta blu e ricominciare in reparto e con i turni. «Siamo stati in molti - racconta - a dover fare questo passaggio. Tantissimi furono i prepensionati. Ma solo in questo modo abbiamo potuto salvare le aziende e garantire in qualche modo l'occupazione». Differenze tra la situazione di oggi e quella che abbiamo vissuto a metà degli anni '80? «In quel momento - prosegue l'operaio che è anche delegato sindacale - avevamo l'impressione che da un giorno all'altro potesse crollare tutto. Sarebbe stato un autentico disastro sociale per quasi ottomila famiglie. Oggi siamo di fronte a gravissimi rischi, anche se il processo sembra essere più graduale. Si è cominciato con il "freddo" di Firenze e con i 250 esuberi dichiarati. Ma credo che la strategia di tagliare proceda inevitabilmente: il 2008 non sarà certo la data dell'inizio di qualcosa di nuovo, ma sarà la data del completamento di una prima ristrutturazione che vedrà un dimagrimento della produzione anche nelle altre fabbriche italiane. Per Porcia i concorrenti cominciano a essere gli stabilimenti della Russia e della Polonia. Non è quindi da escludere che la strategia delle dismissioni e delle riduzioni in Occidente possa subire un'accelerata».
Ma se c'è un'altra differenza - rispetto alla crisi degli anni Ottanta - è che le delocalizzazioni erano ampiamente prevedibili. «Il paradosso di questa storia - è convinto il dipendente di Porcia - è che la politica non ha fatto nulla prima e non sta facendo nulla nemmeno ora. Anche se, forse, è ormai troppo tardi. Basti pensare che qui da noi solo due anni fa c'erano oltre 500 contratti a termine, oggi arrivano sì e no a cinquanta. Insomma, i segnali per una ristrutturazione ci sono tutti. E poi si sta pensando a un nuovo modello di lavatrice che richiederà una ulteriore riduzione dei costi». Ma il pensiero torna a vent'anni prima. «Per alcuni mesi, per avere lo stipendio dovevamo sottoscrivere l'impegno del nostro tfr come garanzia alle banche affinchè ci fossero i soldi per i nostri stipendi».
Anche Francesco Grilli di anni ne ha 57. Lui però ha sempre fatto l'operaio nel fabbricone di Porcia. Lo sciopero di allora e quello di oggi? «Le differenze non sono molte: allora chiedevamo l'impegno a salvare le fabbriche dopo l'ingresso in una multinazionale, oggi chiediamo la stessa cosa rispetto alle delocalizzazioni. Di questi tempi però le istituzioni non sono riuscite a costringere l'azienda a sedere a un tavolo e a discutere con il sindacato un piano industriale. Anche a fronte di una consapevolezza e di una responsabilità del sindacato».
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 11:25RISUONA IN QUESTI GIORNI IL DEPROFUNDIS DELL'ITALIA, svenduta alla fine della guerra per 4 dollari, svenduta oggi per 4 yen.
é stata la storia di una "prostituta" sfruttata.
Amen.
IVANA IORIO
12 maggio 2005 alle ore 11:26PER FABIO : PAROLE SANTE...CHE I POLITICI NON VOGLIONE VEDERE
Stefano Serra
12 maggio 2005 alle ore 11:30leggendo i giornali,l'allarmismo sulla cina che si cerca di far avvertire agli occidentali da parte delle classi politiche europee,italiani in primis, sembra in netta contraddizione con la condotta imprenditoriale delle aziende occidentali e italiane e delle mutinazionali di conseguenza.
Vorrei,scusandomi anticipatamente dello spazio e del tempo che prenderò,raccontare a tutti voi,in particolar modo a te,beppe,un interessante aneddoto:
tempo fa un mio caro amico,chiamato a partecipare al vertice italia-cina,tenutosi a roma, mi riportò alcuni episodi che fanno riflettere sulla situazione e gli atteggiamenti reali della nostra economia rispetto all'allarmismo che molti giornali italiani invece diffondono sull'argomento oggi,alcuni mesi dopo quel vertice:
- il vertice si è aperto con berlusca che proclama (cosa assolutamente non riportata dai tele-giornali):viva la cina!
- i nostri industriali (i più alti vertici) che fanno strali del produttivismo cinese da prender come esempio per il nostro sviluppo
-la volontà di spingere gli investimenti italiani nel territorio cinese
-l'assoluta necessità di aumentare l'import nei confronti della cina
non mi dilungherò ulteriormente,questi pochi punti fanno capiure quali siano i reali propositi della nostra classe dirigente( intendo i nostri veri dirigenti,cioè le aziende italiane o pseudo-tali).
ma non finsce quì:
finito il convegno, il suddetto amico, di cui preferisco non fornire il nome,si è trovato a parlare, durante la successiva e ormai scontata visita turistico-cultural-enogastronomica della città
con alcuni alti esponenti dello staff cinese,proprio dei medesimi temi,e sono emersi senza troppi dubbi, oltre che i reali atteggiamenti della cina nei confronti del mondo,quelli più importanti attualmente, cioè nei confronti degli stati uniti:
-la cina non teme attualmente la concorrenza industriale di nessun paese,stati uniti su tutti
-in quanto a ricerca e sviluppo:fino a diec'anni fa il governo cinese,a proprie spese, mandava a studiare i propri migliori ricercatori nelle migliori università americane e del mondo,pagando fior di soldoni anche le università stesse(cosa che all'epoca deve aver rimpinguato di non poco le tasche di queste ultime).dopo qualche anno , la cina annuncia che suddetti ricercatori(e parliamo di migliaia solo negli stati uniti) tornati in cina, entreranno a far parte dello scheletro costitutivo di almeno qualcosa come 500 università in cina!ciò sconvolgerà seriamente gli equilibri della ricerca in tutto il mondo, e al tempo stesso cesseranno improvvisamente di esser spediti altri studenti cinesi all'estero,e parlando di centinaia di migliaia che rappresentavano una grossa percentuale d'introiti per i bilanci delle università americane,causando delle enormi perdite alle stesse.(peraltro è di qusti giorni che sia stata accusata e arrestata in francia una studentessa cinese che sembra abbia fatto spionaggio industriale per conto della cina in uno dei gruppi di ricerca più importanti per anni)
-riguardo alla forte tensione politica tra cina e stati uniti,al mio amico viene candidamente detto che se gli stati uniti continuassero a condurre una linea politica improntata sulla tensione,la cina godrebbe (al contrario degli americani) di una grossa fetta di popolazione statunitense di origine cinese, attualmente stimata nell'ordine delle decine di milioni, e che ciò rappresenterebbe già di per sè un elemento deterrente nei confronti di un paese con intenti bellicosi a proseguire con tale linea politica.
insomma, dobbiamo constatare tutti che la cina, anche se sul piano della libertà e dei diritti dell' uomo fa acqua da tutte le parti,come potenza economica raggiungerà un primato praticamente irraggiungibile.
i cinesi, fin dai tempi antichi hanno suggerito al mondo una mentalità strategico-filosofica per affrontare ogni conflitto,militare o economico che fosse,e per raggiungere una vittoria(vedi sun-zu,citato anche in "wall street" di oliver stone).e i nostri grandi impreditori sapientoni e speculatori cosa fanno? si uniscono all'avversario
non potendo sconfiggerlo.
Giuliana Marcon
12 maggio 2005 alle ore 11:31X Giampiero
Sono pienamente in accordo con la tua opinione. Quello che manca ai nosti imprenditori e politici è la visione a lungo termine, a tutti interessa guadagnare tanto e ora. E se gli imprenditori e politici cinesi tra qualche anno, dopo che hanno imparato a produrre come gli italiani, come si fa innovazione e cosa vuol dire genio italico, rimandassero tutti gli imprenditoroni italiani a casa loro con un bel calcio nel sedere?
Ne hanno tutta la possibilità, e anzi, avrebbero anche la possibilità di mandare tutti in prigione per non farli rientrare in Italia!!!
Valeria Pezzotta
12 maggio 2005 alle ore 11:33Ciao Beppe,si sa che i Cinesi ci stanno facendo le scarpe in tutti i sensi. Mi viene da fare una domanda: come mai l'import dalla Cina che dista migliaia di chilometri funziona benissimo mentre per trasportare merce dal sud al nord max 1300 Km ci voglione settimane? Chi non vuole? perchè non potenziano gli aeroporti al Sud? perchè non usare il mare visto che l'Italia è percorsa dal Tirreno e dall'Adriatico/Jonio? perchè in Calabria non vengono ad aprire fabbriche invece di investire sulla Cina? perchè non danno lavoro a persone che sono iscritte all'ex ufficio di collocamento da 20 anni? e non dite che non accetterebbero, io sono laureata e ho un master eppure lavoro part time in Calabria a 500 euro al mese, ma l'importante è che lavoro!
Fabrizio Filippetti
12 maggio 2005 alle ore 11:35Sono assolutamente d'accordo con Giampiero Fabiane e Alberto da casa.
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 11:36dare lavoro in calabriaaa'?????????
ma non scherziamo per cortesia.
Il mondo è un grande mercato, prima bisogna capire questo.
Dopo risulterà piu' semplice capire che i confini, le regioni, non esistono.....
La calabria è scomoda, ecco perchè non vengono li.
Giuliana Marcon
12 maggio 2005 alle ore 11:39X Giampiero Fabiani
Ciao, io mi sono laureata in Ingegneria Civile vecchio ordinamento a gennaio, ero in corso, cioè ho fatto 30 esami in cinque anni, mi sono impegnata perchè credevo in quello che facevo. Mi interesso di sostenibilità edilizia e di risparmio energetico e ho spedito più di 100 curriculum a studi tecnici ed aziende, eppure ho ricevuto solo una risposta....
Quindi è inutile chiedere ai ragazzi di farsi il mazzo per diventare ingegneri e vivere nell'angoscia di non trovare un impiego per ciò che hanno studiato.
Se lo avessi saputo mi sarei fermata dopo le medie, avrei fatto un corso professionale e non avrei perso tutti gli anni migliori della mia vita a studiare.....
Stefano Serra
12 maggio 2005 alle ore 11:40ti voglio bene beppe!
fabrizio cognigni
12 maggio 2005 alle ore 11:41Io utilizzerei lo spot ideato per la nuova campagna della Fiat riproposto in questo modo:
Merci,Danke,Tanks,Gracias,Obrigado ecc...
L'Europa ringrazia la Telecom Italia per impedire lo sviluppo tecnologico del proprio paese impedendo cosi una valida concorrenza.
Adsl Italia copertura territorio < 5%.
luca colzani
12 maggio 2005 alle ore 11:48x alessio derivati e simona contenta:
avete ragione voi, dobbiamo andare tutti in giro in bmw cabrio e mangiarci tre bistecche al giorno perche' siamo tutti uguali....siete contenti adesso. l'uguaglianza solo per prendere e mai x dare ecco la vs. ideologia.
c'e' gente in fabbrica che non aspetta altro che timbrare alle 5 per andare al bar a bersi lo spruzzato e pretende chissa' cosa e volete parlare dei cinesi o degli italiani che se lo fanno veramente il mazzo(anche imprenditori quindi non certo persone "sfruttate" che e' un termine che vi piace tanto).
vivete continuamente nelle lotte di fabbrica non capendo che sono finite da un pezzo.
l'azienda e' un bene di tutti proprio perche' e' una fonte di reddito per tutti (per chi piu' e per chi meno ovviamente) quindi deve essere interesse di tutti il suo buon andamento, ma quando sento parlare di scioperi mi viene una rabbia perche' non riesco a capire come non facciate a comprendere he fate solo del male a voi stessi e non all'imprenditore visto che anche se gli va male lui i suoi miliardini li ha gia' messi da parte e siete voi ad aver perso il poisto.....svegliatevi
Luke Pine
12 maggio 2005 alle ore 11:50Da www.torino2006.org:
"LENOVO DIVENTA NUOVO SPONSOR
Martedì 18 Maggio 2004
La famiglia olimpica continua ad allargarsi e saluta l'ingresso nelle proprie fila di un nuovo grande marchio internazionale.
Lenovo, la più grande azienda cinese di tecnologia informatica, ha siglato un accordo con il CIO per partecipare al Programma Top Sponsor di Torino 2006. Durante la cerimonia di Pechino, che ha celebrato l'accordo fra il Comitato Olimpico e la società hi-tech, il direttore Tecnologie del TOROC Enrico Frascari ha illustrato i dettagli della cooperazione. «La sponsorship di Lenovo ha detto è un vero e proprio progetto congiunto di collaborazione Lenovo fornirà al TOROC i desktop e i notebook, i server di rete e il personale addetto alla gestione del progetto e ai servizi di supporto».
Il contributo di Lenovo per Torino 2006 consisterà infatti in circa 4.500 computer da tavolo, 600 portatili e 500 server di rete, oltre a 50 persone dislocate fra le varie sedi Olimpiche. Il colosso tecnologico asiatico, già sponsor della nazionale cinese di calcio femminile, sarà anche uno dei protagonisti delle prossime Olimpiadi Estive di Pechino 2008."
no comment
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 11:53Valeria è ora che te ne renda conto tu e tutti i "sudisti" nel senso di gente del sud, di venire ad aprire fabbriche al sud NON GLIENE PUO' FREGA' DE MENO, 12000 aziende italiane se ne sono andate in ROMANIA , DODICIMILA non cento duecento mille
DODICIMILA CAZZO senza contare tutte le altre che se ne sono andate in Cina India Malesia etc. etc.
NON ESISTE UN FUTURO INDUSTRIALE AL SUD e non esisterà mai prendetene coscienza, cacciatevelo nella zucca.
Stefano
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 11:57Sempre per valeria
e continuate a votare per il portatore nano di democrazia e per i suoi amichetti della lega,
che chiudono le fabbriche in italia e le vanno ad aprire in romania.
COGLIONI
Giorgio Piccinini
12 maggio 2005 alle ore 12:04Il problema più grave della economia globalizzata è proprio quello di andare a produrre in paesi dove il costo sociale del lavoro è molto basso a causa della inesistenza delle garanzie sanitarie,previdenziali e anche di sicurezza del lavoro. Il concetto del lavoro cinese non è simile a quello occidentale ....lavorare per loro significa servire mentre per noi significa guadagnare una migliore qualità di vita.
Una volta tanto sono d'accordo con la Lega...sarebbe utile mettere il dazio, da parte di tutta l'Europa, su tutti i prodotti cinesi.
Solo che queste somme ricavate dovrebbero essere utilizzate in qualche modo per riuscire a garantire, almeno in futuro, la sanità e la previdenza dei lavoratori cinesi. Così imparerebbero cos'è la civiltà occidentale.
Valeria Pezzotta
12 maggio 2005 alle ore 12:08Rispondo a Stefano Crema.
credevo che in questo Blog avrei trovato solo gente intelligente con sentimenti nazionali ma purtroppo noto che non è così. Giusto per informazione in Calabria alle Regionali "il portatore nano di democrazia"come lo chiama Lei, è caduto e abbiamo una Regione di Sinistra. Non rispondo invece al "Coglione", credo che Lei si sia insultato da solo se continua a sputare nel piatto dove mangia.
Davide Savelli
12 maggio 2005 alle ore 12:09Basta con questa menata del Nord e del Sud! Ma vi rendete conto al sud che tutta l'economia italiana sta andando a fondo e che da queste parti (al nord, già!) le fabbriche e le imprese chiudono una dietro l'altra! I ricchi imprenditori delle mie parti cominciano ad avere debiti e grosse difficoltà.
E noi giovani laureati e preparati siamo disoccupati o maleoccupati proprio come i giovani meridionali. Chi volete che venga in Calabria ad aprire le fabbriche? I cinesi, forse... Siamo tutti poveri, dobbiamo rendercene tutti conto!
Fabio Nell
12 maggio 2005 alle ore 12:09Ma di cosa abbiamo paura?
E' solo questione di tempo...
Quando "noi" ci saremo impoveriti, "Loro" si saranno arricchiti ed evoluti, la "Loro" classe politica diventera' sempre piu' corrotta, gli stipendi sempre piu' alti, guarderanno sempre di piu' la televisione e.... vedrete che saranno anche "loro" costretti a delocalizzare.
Dobbiamo solo stare lungo il fiume ed attendere il passaggio del nostro nemico. Ce lo hanno insegnato "Loro".
w.vallone
12 maggio 2005 alle ore 12:14ciao,
scusa mio italiano.io sono bambino di ciad .ho 5 anni e no mangio da 5 giorno. ho sete anche! aiuto! io ogni giorni legge qesto blogo pero no mangio e sto morendo di sette! aiutate me prego! poi pessate a cina! prima pessate a bambino di ciad!!
amin / bambino de 5 ano
enrico bosco
12 maggio 2005 alle ore 12:16I cinesi vivono come le formiche, lavorano come le formiche, hanno un senso GLOBALE dell'esistere e non PERSONALE quindi si immolano,volenti o nolenti, per la madrepatria.
Se continua cosi' l'unico modo che avremo per sopravvivere e' diventare come loro, ingranaggi di un sistema che schiaccia l'individuo e lo sfrutta sino alla sua nichilazione.
Dovreste guardare alcune statistiche sui SUICIDI in Cina...potrebbero essere illuminanti.
Altro che migliorare la qualita' della vita di tutti gli esseri umani, noi si vive bene sulle disgrazie e privazioni altrui.
Ma ora potrebbe toccare anche a noi...siate pronti? Io no...e spero per i miei figli che qualche cosa cambi altrimenti in futuro ci converra' camminare gia' piegati a 90°...
nicholas rosso
12 maggio 2005 alle ore 12:16ormai tutto costa troppo quindi anche la manodopera causa questo governo di m...a berlusconi!!!!!! Quindi tutti in Cina o romania........
IVANA IORIO
12 maggio 2005 alle ore 12:19per fabio hai ragione, solo che non non esisteremo piu' quando questo succedera' in breve tempo . stai tranqullo che la faranno alla svelta a farsi corrompere....
Paolo Gallingani
12 maggio 2005 alle ore 12:19Il problema reale non sono i Cinesi, ma siamo noi:
-siamo capaci, lavoratori, ingeniosi etc. MA anche "furboni": abbiamo esportato ANCHE il malaffare...
-siamo idealisti e quindi ipocriti, giustificando o "dimenticando" quando abbiamo a che fare
con realta' negative, che dovrebbero essere egregiamente risolte da chi spaccia i nostri ideali e
dice di essere dalla nostra parte: POLITICI ed IMPRENDITORI "illumiati"(vedi qui).
-Siamo anche tranquilli: il prox governo risolvera' tutto, come ha gia' fatto prima, con rottamazione, numero chiuso all'univerista'(medicina),
guerra alle medicine alternative(caso Di Bella) e guerra in Kosovo(senza ONU)!
Meno idealismo e piu' battaglia(seria) nelle cose in cui crediamo, forse aiuterebbe.
Ma forse e' meglio stordirci con l'idea che l'altro e' brutto, e' cattivo... e' peggio!
Ciao
PAOLO
Valeria Pezzotta
12 maggio 2005 alle ore 12:20infatti....i ricchi imprenditori se ne sono fregati di voi...vi hanno sfruttato fino a quando hanno potuto e ora tutti a gambe all'aria...noi qui non siamo mai stati "ricchi",quindi non abbiamo problemi.... probabilmente i nostri futuri datori di lavoro saranno i Cinesi, che ben vengano, forse loro riusciranno a sfruttare il Sud.
Alfio Brambilla
12 maggio 2005 alle ore 12:21Ragazzi, pensiamo al nostro presidente della repubblica che invece di sostenere l'impresa italia apre alla cina e alla VENDITA DI ARMI.
Ah, ma è vero! Avevo dimenticato che ciampi viene dritto da quella società estera che è bankitalia...
Oggi mi sono svegliato storto più di ieri e non vedo nessuna via d'uscita. La fine è qui.
Martina Confaloni
12 maggio 2005 alle ore 12:22Sono anni che ci sono "scambi" con Cina, Romania, India e via di seguito. Qui nelle Marche ci sono aziende e fabbriche note di cappelli e scarpe che da una vita fanno viaggi e esportano lavoro a basso costo in Cina ecc. e molti anni fa ne parlavano come se fossero state miniere d' oro...SOLO ADESSO SI VEDONO LE CONSEGUENZE?Era prevedibile. L' allievo supera il maestro coglione. E qui intanto fabbriche chiudono e operai che ci lavorano da almeno 20 anni hanno questa opportunità: andare in Romania con vitto e alloggio pagati. Aspettando il prossimo logico fallimento. L' Italia è una Repubblica fondata sul lavoro all' estero.
Giampiero Fabiani
12 maggio 2005 alle ore 12:22x Giuliana Marcon
mi dispiace sinceramente per quanto scrivi, solo ti prego di non considerare persi i tuoi anni di studio. Il punto è che prima o poi si dovrà per forza di cose tornare a progettare e produrre beni concreti...se lo si farà in tempi brevi, ciò sarà a beneficio nostro e del Paese, altrimenti lo faremo (con minori benefici) nelle ditte che le holding straniere avranno acquisito in Italia. Io ho ancora fiducia che l'orientamento economico e culturale (e soprattutto governativo) cambi direzione...
Ciao
Paolo Gallingani
12 maggio 2005 alle ore 12:22 Tornando all'OLIVETTI, il "vedi qui" del mio post era: http://www.beppegrillo.it/archives/2005/02/morti_di_fame.html
Ciao
PAOLO
roberto franceschini
12 maggio 2005 alle ore 12:26Caro Beppe,
il buon Mucchetti in "licenziare i padroni?" chiedeva soluzioni un pò più drastiche, ma anche la tua proposta non mi sembra male ;)
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 12:31per STEFANO
Hai ragione basta con il sud ! infatti è ora che il "caro" sud la pianti di piangere per problemi che non intende risolvere ...
l'economia italiana fa schifo non c'è dubbio siamo ultramega tassati ....... ma se anche i signorini del sud iniziassero a pagare le tasse invece che sperare nella vincita del tanto amato lotto e se la smettessero di starsene tranquilli a casa con il loro assegno di disocupazione mensile .. (al nord col cazzo che te lo danno!!!!) ... forse le cose inizierebbero a prendere una piega migliore ... il sud è e ben lontano dallo sviluppo al nord ... il nord trascina il sud da anni ma la mentalità non cambia quindi terroncelli se tanto siete bravi ... se tanto siete laureati e preparati ... perchè non vi va l'idea di un bel federalismo .. poi vediamo come fate !!! se siete tanto bravi o meno, è facile parlare ... il nord tappa le vs falle!!!! smettetela di parlare terroncelli ... iniziate a concretizzare e per inciso qua di coglione vedo solo te !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Fabio Zaghini
12 maggio 2005 alle ore 12:32beh, non c'è molto da stupirsi di quello che succede....
è solo la logica conseguenza dell'applicazione della corrente che propone il liberismo sfrenato come unica soluzione per l'economia....
solo circolazione, produzione e consumo di beni e servizi, con i lavoratori trattati come scomodi ingranaggi del sistema...come se non fossero persone con sentimenti, con il bisogno di comprarsi una casa di dare da mangiare ad una famiglia....
quindi essendo preponderante la considerazione della merce su quella per l'essere umano, nei paesi in cui i lavoratori rivendicano i propri diritti essi sono visti come uno scomodo intralcio e si sposta la produzione in paesi in cui si può sfruttare l'uomo fino spesso alla morte...
non vorrei fare il solito critico ma penso di poter rigraziare particolarmente per questa evoluzione i signori della stessa specie di Bush e del suo fido leccapiedi Silvio "L'unto" Berlusconi
giuliana marchini
12 maggio 2005 alle ore 12:34Ho da poco cominciato a scrivere in questo Blog e mi sembra una cosa così emozionante che quando arrivo a scrivere mi dimentico tutto quello che volevo dire.
Comunque è solo un piccolo pensiero sulla Olivetti; non credo che cambiare nome e portarla in Cina sia la soluzione migliore per risolvere la crisi in cui si trova. Nel nostro Paese serve un cambiamento deciso a cominciare dal togliere quel Nanaccio e tutta la sua compagnia dal posto che occupano, illecitamente, ormai dopo le regionali. Non mi intendo di economia, ma una cosa la sò, vorrei per il mio bambino un futuro meno faticoso e nero di quello che si sta profilando all' orizzonte se non ci decidiamo a trovare un' alternativa valida al signor B.(non lo voglio nemmeno nominare). Magari proprio tu Beppe, che ne dici? Ciao.
Danilo Propo
12 maggio 2005 alle ore 12:38Non capisco quale sia lo scandalo della "concorrenza sleale" dei prodotti cinesi... Vorranno mica farmi credere che Olivetti va in Cina a far produrre le stampanti in stabilimenti che seguono le normative europee?? Ebbene, se Olivetti va in Cina a produrre, evidentemente fa anche lei "concorrenza sleale" ai produttori di stampanti che in Cina non ci vanno...
Qualche giorno fa sono andato in giro per i negozi del centro di Milano.
Ho scoperto che il costo delle T-Shirt (tipo monotinta con cuoricino/logo della Sweet-Years) si aggira fra 50/90 (!!).. Ovviamente sono tutte "Made in China/thailandia/Corea"...
Stesse magliette acquistate in un negozio cinese (senza logo, ma stesso tessuto) costano fra i 7 e i 10 Euro...
Adesso io mi chiedo??? Qual è il costo REALE di una T-Shirt? Sarà che i cinesi riescono a vendere i loro prodotti perchè sono gli stessi di quelli con il logo e costano molto di meno?
Chi sono i ladri? I cinesi che vendono un prodotto per quello che vale o i nostri industriali, che vendono le t-shirt a 50/90 Euro?
Bè, se devo essere sincero.. sono contento quando vedo "morire" le aziende che vendono i prodotti a quei prezzi così esorbitanti..
(E che la smettano di rompere con la teoria del "Made in Italy", perchè se noi italiani ci professiamo come produttori di prodotti di qualità facciamo semplicemente ridere...)
Ioni Checco
12 maggio 2005 alle ore 12:44Fuoritema ma di attualita'
Oggi alle 21 inizia lo sciopero dei ferrovieri di 24 ore.
E' mai possibile che per avere notizie sugli orari dei treni garantiti abbia dovuto aspettare sino a pochi minuti fa (il sito di trenitalia sino a poco fa linkava alla notizia dello sciopero odierno informazioni relative allo sciopero del mese scorso).
Se uno prova a telefonare al nro 892021 ,oltre a spendere dei soldi, ottiene solo di parlare con persone ,sottopagate, che ne sanno meno di te e che appena fai una domanda a cui non sanno rispondere riaggangiano
Non e' solo telecom a comportarsi in questo modo
ma sono tutte le societa' che devono fornire servizi (scommettiamo che Enel e' lo stesso?)
IVANA IORIO
12 maggio 2005 alle ore 12:48vorrei chiedere una cosa, magari a qualche rampante manager o padroncino tessile cinese : se le ditte chiudono, i politici rubano, lo stato ha un costo : dove prendera lo stato i soldi per stare in piedi? dovra sempre chiedere soldi ai cittadini...ma come fara' il popolo senza lavoro a pagare le tasse e vivere ? i lavoratori licenziati dalle ditte che localizzano in qualche maniera dovranno pur vivere,chi li mantiene ? se lo stato li mantiene vuol dire cha avra' bisogno di soldi.... e a chi dovra rivolgersi ? agli italiani....e se gli italiani non lavorano dove prenderano i soldi ?................ scoppiera qualche casino prima o poi
massimo liggio
12 maggio 2005 alle ore 12:49Io ho acquistato giorni fa' una bicicletta in un negozio dove mi hanno garantito che la produzione e' tutta italiana. Il negoziante e' un mio amico e quindi gli credo. L'ho pagata quasi il doppio di quanto avrei pagato una analoga bicicletta "made in China" in un grosso supermercato qua' vicino.
Nello stesso grosso supermercato posso comperare un tagliere "made in China" a due euro e delle mele "made in China" a 1.50 euro al chilo mentre quelle prodotte in Italia costano 1.70 euro.
Perche' una mela, un tagliere, che non e' altro che un pezzo di legno poco lavorato, ed una bicicletta (quattro tubi di acciaio saldati e verniciati) fatti in Cina e TRASPORTATI PER 12.000 CHILOMETRI costano di meno delle stesse cose fatte in Italia?
Perche' i consumatori, che spesso sono anche lavoratori od ex lavoratori mandati a casa dalla stessa concorrenza cinese, si fanno poi guidare nelle loro scelte solo dal prezzo?
Se mettiamo su tutte le merci un'etichetta "questo e' fatto in Cina" oppure "questo e' fatto in Italia" il consumatore sceglie il prodotto italiano?
Se continua a scegliere il prodotto meno caro, che quasi sempre viene dall'Asia, allora hanno ragione i manager dell'Olivetti a spostare la produzione in Cina, perche' il loro prodotto "made in Italy", piu' caro dell'analogo cinese, non lo comprerebbe piu' nessuno.
Luca Piccardi
12 maggio 2005 alle ore 12:49Beppe, sono troppo ignorante per commentare seriamente quello che scrivi, e vedo che gia di commenti abbondi, pero ti volevo fare due domande.
dato che sei cosi bravo e lucido a criticare il nostro paese, potresti in un tuo scritto, in un tuo discorso enfatizzare invece i punti di forza sui quali l'italia si regge (se ce ne sono ancora siamo ben intesi) perche noi giovani (sono un ignorantissimo 22enne) abbiamo, diciamo, bisogno di sognare, di sperare in un futuro roseo, o meglio d'aver sempre e comunque la possibilità non importa quanto schifosa possa essere la situazione di cambiarla. abbiamo bisogno di un incentivo vero tangibile sostenuto da fatti che dimostrano che in questo paese si puo ancora fare tantissimo si puo ancora migliorare nonostante il vecchiume e la corruzione gli interessi e le lobby. in poche parole abbiamo bisogno di un po d'ottimismo..."perche è il profumo della vitaaaa" (hahahahahaha scusa se rido non posso far alcuna pubblicità ma il riferimento è evidente...perdonami)
l'altra domanda è...credo che da quando tu abbia scritto sull'internazionale che esiste skype tutti noi l'abbiamo quanto meno scaricato potresti mettere a disposizione di tutti il tuo nome utente cosi da poterti tutti e 100.000 farti un salutino???? :-D
hahahahaha
ti voglio bene come si vuol bene ad un bravo nonno incazzato perso con la vita! continua cosi ma ascolta anche i giovani e consigliali spronali incentivali tanto quanto veniamo incentivati da tutti gli altri coglioni che promettono paradisi utopici e poi neanche sono capaci di ricordare quello che han promesso.
un saluto affettuoso
L.P.
Igor Scicchitano
12 maggio 2005 alle ore 12:51ciao a tutti
un libro che puo interessare, almeno sembra... comincio a leggerlo aggi pomeriggio
Un'Altra Moneta
Abbiamo la possibilità di creare una società fuori dalla logica del profitto, e di farla subito. Ci sono i numeri, le risorse, la fantasia, le capacità. Facciamola.
Eccovi il link per scaricarlo in PDF.
http://it.geocities.com/
domenicods/downloads/AltraMoneta.pdf
Spiace per i piu pigri sono 180 pagine.
dal sito di Domencio de Simone, ha recentemente scritto un libro su crac parmalat.
http://www.domenicods.tk/
ciao a tutti
laura galli
12 maggio 2005 alle ore 12:57non c'entra niente lo so ma tanto per raccontare qualcosa sul fatto di come vanno bene le cose in Italia e delle possibili ragioni...
ho disdetto un contratto con pagine gialle riguardante la pubblicità della mia attività, ben sei mesi fa, in anticipo, regolarmente.
sono stata cancellata dal loro network e sarò estromessa dalle loro prossime pubblicazioni...
oggi ricevo una lettera firmata da un pincopalla direttore vendite business e telefonica che mi dice testuali parole:
ho il piacere di inviarle il dettaglio del suo nuovo contratto. questo documento le consente di verificare la correttezza delle informazioni che saranno pubblicate negli spazi pubblicitari da lei acquistati. le ricordo che i suoi annunci sul volume PagineBianche saranno anche pubblicati automaticamente sul sito www.paginebianche.it .... eccetera eccetera con sbrodolata incensatoria sul numero di visite al mese su questo sito.
ma dove siamo? possibile che in queste "grandi aziende" la mano destra non sappia cosa fa la mano sinistra?
laura
massimo liggio
12 maggio 2005 alle ore 13:00vorrei aggiungere due righe di commento all'intervento di Ivana Iorio.
Ha perfettamente ragione, con la differenza che i casini sono gia' scoppiati.
Ci sono aziende italiane, con mercato "locale", che dopo essere andate a produrre in cina i loro prodotti, e licenziato i loro dipendenti "locali", sono fallite perche' nel loro mercato "locale" non c'erano piu' i soldi per comperare i loro prodotti fatti in cina.
Stiamo diventando un "paese di bengodi" dove nessuno produce ma tutti spendono (o almeno lo fanno quelli che possono). Finche' dura...
gerardo dereviziis
12 maggio 2005 alle ore 13:03Cara Ivana,
sfortunatamente denoto che il tuo commento e la classica esobriante risposta da cultura monolitica, inebriata da un informazione sfarzata e guidata dai mass media Italiani, si leggendoti debbo dire che i vari poteri di Dx e SX, hanno fatto un bel lavoro.
Non sono un imprenditore, ma un dipendete, prendo un salario neanche in Euro in USD, non per mia scelta, ma per contratto, e si produco, nelle cucine di un grande albergo, e se mi ammalo sempre per contratto o una assicurazione Internazionale che mi permette di volare a singapore o BKK o HK, e andare nelle migliori cliniche, che sono 100 volte meglio del sistema sanitario Italiano, oramai pu mattatio che altro.
Mia bellissima figlia, studia in una scuola internazionale e 11 anni e' fluente in 4 lingue, se si ammala anche lei ha una assicurazioen medica internazionale che la copre in tutto il mondo.
Lei lavora' dove gli piacera e con il sistema che gli piacera' di piu o almeno lo spero, e non non preghiamo dio, a parte che mia moglie e buddista, ma prescindere dalle religioni, non prego, mi rimbocco le maniche e nel mio piccolo faccio quel che posso, non attendo la manna dal cielo...
Non metto i soldi che quadagno dal mio stipendio nelle banche italiane, perche sono obsolente e costano troppo.
Le tasse sul mio stipendio ce il mio datore di lavoro paga e hanno pagato sono finiti nei vari governi di svariati paesi, e molti altri, i quali dopo i classici e vari "ingrassamenti" sono finit nelle infrastrture dei tali peasi, scuole, strade, ospedali, e se ci arrivato solo il 10% e sempre meglio che averli fatti finire nelel tasche dei nostri politici.
Il Sesso, si ne faccio molto, mi piace, non sono represso, e invece che incazzarmi, preferisco fare una buoan sessione di Tantra! libero in maniera positiva le mie tossine, o negative energie accumulate, e francamente datosi le esperienze all'estero inquesto settore debbo dire "soggetivamente" che vi e una buona percentuale di donne italiane che non sa recepire il piacere di fare sesso, e spesso haime lo fa ancora in maniera "castrata"
Le infezioni alimentari le puoi predere ovunque, quanto cibo OGM mangi tutti i giorni ?, quanta aria inquinata respiri tutti i giorni ? quando accendi la tua macchina a benzina o a gasolio, cosa fai immetti Ossigeno puro ? Quando vai al Dept Store e compri 2 kili di cipolle bianche a basso prezzo, sai quanti prodotti chimici sono stati usati e quanto hanno inquitati
In Italia, ci vengo in ferie con la mia famiglia e gli mostro le parti belle del nostro paese, la cultura, la nostra storia, senza santi e eroi, ma il concetto di cultura meditteranea.
Mi rammarico e leggere, si sfortunatamente hanno indotto il popolo a pensare come te.
non volermene, il mio commento e soggetivo come il tuo, siamo differenti visto che viediamo le cose da due punti del globo differenti.
Caro Beppe,
avevo gia analizzato questo punto, un giorno anche questi paesi avranno un costo alto... che suddera' ? quale sara' l'aternativa ? domande che al momento non torvano risposte e lasciano l'incognito inquietante.
ciao
gerardo
Eros Carrara
12 maggio 2005 alle ore 13:11X Ivana Iorio
Buon dì,
quello che dice è quello per cui si sono fatte varie rivoluzioni (la ribellione di Guglielmo Tell è nata dal non voler più pagare delle tasse orribilmente alte, in USA fù la tassa sul té la molla che scatenò la ribellione che porto alla sua indipendenza).
Bèh... forse non avevano la televisione per spegnersi il cervello... (scusate ma l'influenza avuta in passato e dall'abuso che se ne è fatto... non posso che essene un sicuro nemico - non che tutto sia da buttare per carità, ogni tanto qualcosa di veramente interessante esiste...! p.es. lo spettacolo di Beppe sulla TSI).
Buona giornata a tutti.
PS: permettimi una massima: "il mondo esiste per equilibrio, indi o lo si mantiene (l'equilibrio) o lo si subisce"...
ALBERTO PALLOTTI
12 maggio 2005 alle ore 13:12Quello che stiamo vivendo in questa epoca storica è la cosiddetta "spirale verso il basso dei diritti dei lavoratori" descritta già nei primi anni 90 come conseguenza della globalizzazione. Un esempio: per fare concorrenza al Rumeno e pur di non perdere il posto di lavoro l'europeo accetta di lavorare di più con meno stipendio e con meno diritti (guadagna la multinazionale). Il Rumeno intanto accetta di tutto pur di sfamare la famiglia (guadagna la multinazionale).Quando quest'ultimo inizia a stare meglio e a guadagnare di più (nel frattempo il suo paese viene devastato oltre che socialmente anche dal punto di vista dell'inquinamento ambientale)diventa antieconomico e la multinazionale si sposta ad esempio in Cina....e via così....In realtà occorrerebbe un fronte globale e multinazionale dei diritti per contrastare la catastrofe.
Fabrizio Filippetti
12 maggio 2005 alle ore 13:14Per valentina vicini
Avrei voluto calare un velo pietoso sulle tue parole e non risponderti, ma poi ho pensato che lo scopo di un posto come questo è proprio quello di scambiarsi idee ed informazioni.
Secondo me siete voi del nord i veri piagnoni. Vi credete che tutto il male dell'Italia deriva dal fatto che i "terroni" (come voi li chiamate) vivono allegramente disoccupati e felici di esserlo, suonano il mandolino per le strade, e cantano tutto il giorno come la cicala e la formica... Perché tanto basta che c'è 'sto sole...
Da come parlate del sud sono sicuro che non ci sei mai andata, e forse da una parte è meglio così. Perché siete troppo lobotomizzati dalla televisione, che vi offre una visione lontana e distorta di quello che si vive in quelle regioni.
Credo invece che un problema enorme di questo nostro paese è il nostro sistema fiscale che consente un'EVASIONE che non ha eguali in tutti i paesi industrializzati del mondo. TUTTI.
Le auto e le barche di lusso, le borsette di coccodrillo, non hanno avuto alcuna flessione nelle vendite. E secondo voi chi è che evade ? L'impiegato di banca ? L'operaio della FIAT ?
Sono gli industriali, i commercianti e i liberi professionisti ,una buona parte di questi si trova proprio al nord.
Come dice la nostra amica Valentina, è lì che l'economia viene trainata da questi infaticabili e indefessi lavoratori sulle spalle dei quali sopravvivono le sanguisughe del sud. Ma piantatela di pensare così limitatamente. Parlate di Federalismo ? Ma quando si tratta di ricevere i soldi da "Roma ladrona" o dalla CEE,quei soldi ve li intascate e come !!!
Preferisco fermarmi qui.
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 13:16Il mio non era un "basta col sud" ma un basta con le illusioni, basta col prendersi per il culo, per il fatto poi che finalmente hanno cambiato modo di votare, alla buonora ci siamo cuccati DC e altri politici mafiosi per 40 anni grazie al sud perchè avevano col voto di scambio, sussidi e soldi, posti statali, pensioni di invalidità a gente sana mentre quelli che sono venuti a lavoare al nord hanno cagato sangue per mantenervi a fare un cazzo al sud.
Stefano
simona contenta
12 maggio 2005 alle ore 13:18sign Cesare Campra è stato fantastico....
Il Sign Luca Colzani ha qualche problema.
Caro Luca, prima di tutto non lavoro in fabbrica, non sono un operaia, vorrei però che lavorasse lei ad una catena di montaggio, a fare tre turni e a schiacciare quel banalissimo bottone tutto il tempo...e perchè no, con magari 900 euro al mese, un affitto di 400 da pagare, le bollette, il cibo.....viverci!!!!
Non possiamo lottare contro i cinesi, è una battaglia persa in partenza, loro vivono con 50 euro al mese, sono in vita solo per lavorare e dormono in 5 o 6 in una stanza di 20 metri quadrati(quelli fortunati). Per loro questo è un gran vivere rispetto alle condizioni in cui erano prima, non avevano cibi ne una casa.
Dobbiamo collaborare con loro e dobbiamo investire in tecnologia e ricerca in Italia. Siamo indietro come dei somari in tutto!!
Su un unica cosa mi trovo a favore dei cinesi: sul mercato delle borse di marca finte...fanno benissimo a riprodurle, finchè ci saranno persone che buttano 2000 euro in una borsa...ci sarà posto anche per loro, uguali e perfette come quelle vere.
Dobbiamo salvaguardare gli imprenditori, le piccole imprese! Ma sinceramente lottare per un louis vuitton, per gucci, fendi ecc ecc non mi va...
Alessio Desi
12 maggio 2005 alle ore 13:19E' la globalizzazione
baby!
C'è poco da stupirsi.
E' da ipocriti condannare la Cina perché sfrutta la propria manodopera.
L'Italia e tutti i paesi del ricco occidente l'hanno fatto con i propri lavoratori che poi negli anni si sono ribellati ed hanno ottenuto delle garanzie sul lavoro.
Probabilmente anche in Cina si svilupperà questo processo via via che aumenterà la ricchezza procapite.
Senza considerare che le nazioni che oggi sono industrializzate (G8) per raggiungere il loro status negli anni passati (e forse anche oggi
vedi Irak) hanno intrapreso guerre, colonizzato interi continenti etc.. etc..
E' il mercato
baby!
C'è poco da lagnarsi
Domanda Offerta, non l'ho certo voluto io, è paradossale tutto questo lamentarsi da parte dei cosiddetti liberisti.
Dobbiamo investire in ricerca, in innovazione.
C'è poco da illudersi
Per me sono palle, io non ci credo, oramai abbiamo perso il treno. A parte il comparto culturale / alimentare e turistico (che abbiamo ereditato) tutto il resto, dal vaso di ceramica al navigatore satellitare, OGGI viene prodotto altrove e chi lo produce ha già le conoscenza necessarie per farlo e per migliorare i suoi prodotti a minor costo che noi, magari importando (da noi) i "cervelli" che gli servono.
Che fare?
Boh, non lo so
stiamo a vedere. Finchè la pacchia dura
godiamocela (acquistando poco e al minor prezzo possibile)
Investiamo in cultura, studiamo le lingue, facciamo viaggiare i ns. figli per il mondo così avranno mentalità più aperte
tanto il lavoro fra un po' non ci sarà più e comunque è meglio un disoccupato "laureato" che un disoccupato e basta.
L'unica consolazione è che siamo in Europa (alla faccia di tutti gli euroscettici) e forse sta proprio li la via d'uscita
se c'è. Se domani la mia auto sarà tedesca o francese ok qual è il problema? Magari l'operaio francese verrà a farsi le vacanze in Toscana.
L'altra sensazione, che mi rincuora, è che probabilmente il mondo si sta un po' riequilibrando, togliendo un po' di privilegi a coloro che fino ad oggi ne hanno goduto e distribuendo le risorse a quei milioni di persone che si affacciano sul mercato mondiale. Perché il processo è appena iniziato, dopo l'India e la Cina arriverà l'Africa, il SudAmerica.
Concludo citando ironicamente Battiato: "
e perché il sol dell'avvenire splenda ancora sulla terra, facciamo un po' di posto con un'altra guerra".
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 13:21E fai bene a fermarti fabrizio perchè magari ti può scappare di parlare di tutto il lavoro in nero che c'e' al sud, dell'omertà e della connivenza con la mafia e con i politici corrotti.
Basta, col clientelismo del sud, muovete il culo se volete il lavoro, ancora per un po lo troverete al nord altrimenti cominciate a prendere il biglietto per romania e cina, perchè fra un po non ne troverete più nemmeno qui.
Stefano
Fabio Stevanato
12 maggio 2005 alle ore 13:23ieri sera ero a jesolo, so che è difficile, ma creare il grande passa parola dim tutto il tuo spettacolo aprirebbe gli occhi a tutte le persone stanche di mangiare la solita minestra riscaldata. Metti on line tutto quello che dici internet è un grande fiume che tocca ogni lido, e se tutti ci mettono i piedi si ricodano di quello che c'è dentro e potranno difendere loro stessi e i loro cari usando la propria coscienza libera nuda e cruda. Lo so che vado contro i tui interessi e che devi pagare 6 avvocati ma che cavolo ti frega, la gente ti difenderà non possono mettere in galera un milione di persone!
ciao beppe prosegui dritto come sempre!!!!
Fabio
alessandro alimeri
12 maggio 2005 alle ore 13:26Semplicemente perchè i manager in Cina non ci vanno, è più bello comandare nei posti dove il comando fa fico e subordinare il lavoro dove il lavoro è economico senza diritti. Ho la sesazione che i giornali e qualche pubblicità stia eccesivamente sponsorizzando la figura del cinese come quello che ci frega i soldi. I cinesi sono delle persone favolose con una cultura straordianaria.Non confondiamo le cose e apprezziamoli anche perchè nel loro paese hanno delle forme educative, una metodica abitudine alla concentrazione e al lavoro di precisione che noi ce lo possiamo solo sognare. Sono uscito un po fuori tema ma va bene lo stesso vero beppe? Vi aspetto sul mio stio ciao Alessandro
Sandro Secci
12 maggio 2005 alle ore 13:34Stefano e tutti,
Berlusconi non é proprio del sud ma un certo numero di danni gli sta facendo anche lui...
Non voglio difendere il sud o il nord. Sarebbe forse anche meglio smetterla una volta per tutte di parlarne. In un economia allargata come quella che stiamo vivendo ora non mi sembra il caso di lagnarci se 5 o 6 regioni italiane hanno la sfiga di essere logisticamente fuori dal mondo. Io ho la sensazione che alla fine della fiera tutto dipenda dalla posizione geografica...o é stato influente in un certo momento. Insomma, se Milano e i milanesi fossero sradicati dal nord Italia e sbattuti al sud poi voglio vedere se vi dareste ancora tutte queste arie.
Comunque lasciamo perdere questi discorsi, visto che siamo tutti nella merda...posso provare quando volete che un siciliano, un calabrese, un sardo, lavorano altrettanto bene che un torinese o un milanese.
michel torrisi
12 maggio 2005 alle ore 13:37..la mia opinione (anche se non l'ha chiesta nessuno):
credo che la situazione del sud e dell'italia in generale sia un po' piu complessa di quanto si stia cercando di dare ad intendere negli ultimi post, e questo senza dare ragione o torto a nessuna delle due parti. forse dei toni un po' piu' pacati ed una discussione un po' piu' tranquilla potrebbero contribuire a creare dei ragionamenti interessanti, piuttosto che questo inutile scannarsi pieno di retorica e di idee preconfezionate.
Igor Scicchitano
12 maggio 2005 alle ore 13:38 "Siamo a marzo, ci sono state le vacanze di Pasqua, non si può andare al mare e pretendere che il pil cresca". Nuda e cruda eccola la spiegazione di Silvio Berlusconi sui pessimi risultati del Pil del primo trimestre.
:-)
ciao a tutti.
Domenico Pedullà
12 maggio 2005 alle ore 13:39Beppe per favore scrivi qualcosa a favore delle associazioni di volontariato!
Grazie
Luca Geraci
12 maggio 2005 alle ore 13:44A tutti coloro (tanti) che sostengono l'inutilità dei dazi, dico che hanno perfettamente ragione. Infatti L'Europa in un prossimo (imminente) futuro non potrà pensare di cavarsela con l'imposizione di dazi. Le regole imposte dal WTO non lo permetteranno e la Cina, giustamente, vorrà vedere rispettate quelle regole che le sono state imposte (com'era facile profetizzare, già al momento del loro ingresso, come sarebbe finita ! Chissà perchè i cervelloni non ci sono arrivati?).
Da qui a poco (2/3 anni?) ci troveremo invischiati in quel meccanismo perverso che ha permesso alla catena Wall Mart di imporsi e prosperare sulla povertà che portano nelle zone in cui insediano un punto vendita (questo per farsi anche un'idea del danno che portano le grandi superfici commerciali). La dislocazione produttiva delle aziende italiane (ma non sarebbe più giusto parlare di europee?) rendera più povero il nostro paese, più saremo poveri e più dovremo comprare merci cinesi... e via al volano che porta al disastro.
L'Europa non potrà imporre inutili dazi è per soppravivere avrà una sola ed unica scelta... l'autarchia.
Siamo destinati a chiuderci in noi stessi, e trovo che questa tesi sia avvalorata da recenti studi (non ricordo dove gli ho letti ma qualcuno di voi certamente sarà più informato) che indicano come i vari organismi dell'amministrazione americana guardino già oggi più ad est che alla cara vecchia europa; il loro punto focale in campo strategico ed economico è il sud/est asiatico (se non ci danno già per spacciati, quantomeno non ci considerano già più determinanti nel loro futuro economico).
A guardare il nostro immediato futuro non c'è da essere per nulla allegri. Ci raccontano che è inevitabile che la produzione si sposti (come lo facesse da sola) dove il costo del lavoro (schiavismo moderno?) è minore, ma che qui rimarrano lavori ben più qualificati: ricerca, sviluppo, design ed amministrazione. Questa è la balla più colossale che può esserci raccontata: già oggi le aziende americane ed inglesi hanno spostato ricerca e sviluppo in paesi come l'India dove un ingegnere costa un decimo di quello che costa in occidente senza contare che la Cina credo sforni 1 milione di ingegneri all'anno e che quindi presto ci supererà anche tecnologicamente.
Siamo un continente condannato al declino, la sola speranza è che dalla chiusura che ci dovremo imporre possa nascere un nuovo modello di società. Forse in questo modo (ma sicuramente non su quello della competizione) riusciremo nuovamente a riconquistare quella centralità ed importanza che ci ha visti protagonisti (nel bene e nel male) della storia umana degli ultimi 500 anni.
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 13:47spero che arrivi non solo la Wal mart...ma anche tutti i colossi asiatici....almeno i prezzi scenderanno.
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 13:47Non ci posso credere, ma davvero silvio è convinto che il pil non cresce perchè andiamo al mare ma è più comico di Beppe, occhio Beppe che ti vuole fottere il mestiere....
Ma quand'e' che si toglie dai coglioni invece di aprire il culo ogni giorno e dargli aria, SILVIO VA' A SCOREGGIAR SOTT'ACQUA CHE ALMENO FAI LE BOLLE!!!!
michel torrisi
12 maggio 2005 alle ore 13:50che a nessuno venga piu' in mente di sostenere che c'e'la differenza di opinioni e di vedute e che quindi votare berlusconi e' una libera scelta perche' si possono vedere le cose in modo diverso e che in questo blog ci sono solo comunisti che non accettano che la si pensi in modo diverso da loro e che silvio e' bravo e che e che.
le cose sono solo due: se uno vota Berlusconi o e' molto molto ricco, o e' davvero molto molto stupido. E chi si vuole offendere si offenda pure.
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 13:57Marcus i prezzi potranno anche scendere, resta da vedere se a noi resterà il becco di un quattrino,
perchè anche con i prezzi ultrabassi se non hai un cent non puoi comprare un tubazzo.
E' un pò come il discorso della chemio che devi sperare riesca ad uccidere il tumore prima di uccidere il malato, torneremo al baratto.
Mega tecnologia senza un soldo per acquistarla,
che bel futuro.
Roberto Bertorello
12 maggio 2005 alle ore 13:59Si è vero, pero' noi canavesani cosa possimao fare?__ nulla__ mai nulla_ dobbiamo solo prepararci le casseruole per andare in piazza...Saluti
Niccolò Petrilli
12 maggio 2005 alle ore 14:00Marcus...visto che citi la wal mart, vatti a vedere un pò le dichiarazioni dell'amministratore delegato degli ultimi giorni.
Quello che mi fa paura è che tu le abbia già lette...
studiati un pò di sociologia, lascia perdere l'economia.
Lorenzo Foti
12 maggio 2005 alle ore 14:00il libro altramoneta non è più scaricabile perché è stato raggiunto il limite.
Perché non lo metti in qualche rete p2p?
ciao e grazie
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 14:02C'e' da dire che la Moratti è stata veramente lungimirante nel costruire un modello di scuola che si adatta perfettamente a questo tipo di futuro.
Due classi sociali, schiavi (quelli indirizzati subito alle scuole professionali) e padroni (quelli invece indirizzati ai licei e università).
Classi intermedie ???
Non servono più tanto la produzione è stata delocalizzata.
Veramente in gamba..
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 14:07niccolo'....e stefano..
conosco "molto bene" il mercato della GDO (grande distribuzione)...sono gli unici che hanno profitti e assumono persone, che vogliano venire in Italia puo' solo renderci felici, visto che siamo sottodimensionati anche nei PV di supermercati.
In Francia e Germania, hanno u tessuto commeeciale piu' capillare e percio' piu' resistente agli attacchi esteri.
Noi siamo solo terra di conquista.
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 14:13pascucci questa è pubblicità..e visto che i libri che proponi non sono gratuiti, trova altri mezzi per intortarci con storielle di soldi e euro...tanto qui euro non ne abbiamo!!!
hehehhehheehheheheheheheh
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 14:14Marcus ho giusto un'amica che è stata mollata a casa dalla ditta in cui lavorava, operatore britannico di telefonia, se sai di qualche centro commerciale a milano che cerca dimmelo subito,
è disperata era così sicura che l'avrebbero assunta con contratto a tempo indeterminato che ha comprato casa e acceso un mutuo.....
Federico Guazzini
12 maggio 2005 alle ore 14:15negli anni 50 e 60, i cinesi del mondo eravamo noi italiani, che facevamo i lavori più umili per meno di un tozzo di pane
ancora prima, dovevamo emigrare perchè in italia mancava l'opportunità di lavoro anche a bassissimo costo
cosa fare adesso?
esattamente quello che hanno fatto in altri paesi del nord europa per esempio (norvegia, svezia, ecc.) che prima di noi hanno subito la delocalizzazione delle produzioni manufatturiere: smettere di fare manufatti!
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 14:15fagli fare domanda alla LIDL o alla SMa rinascente..non dimenticare Penny Market e la Bricocenter SIB spa, sono tuti in apertura a milano e Bergamo
ugo venturino
12 maggio 2005 alle ore 14:16Proposta:
1) decisione da prendersi a livello Europeo/mondiale, wto, G8 eccc: non si esportano le merci se non prodotte da stabilimenti con standard di sicurezza, compensi, condizioni di lavoro almeno pari a quelle del paese che deve ricevere la merce
Nessun dazio, le merci stanno fuori e basta.
2) Le aziende che delocalizzano si pagano con i prorii soldi la cassa integrazione e restituiscono eventuali incentivi, finanziamenti pubblici PRIMA di poter spostare alcuna attività
3) Se un'azienda (tipo FIAT) utilizza la cassa integrazione, quando genera profitti deve restituire i soldi.
Ecco un esempio:
Vi ricordo che la FIAT ha sbandierato i risultati di utile avuti dall'inizio anno anche grazie ai soldoni ricevuti da GM, però la cassa integrazione continuiamo a pagarla noi
Qualche anno fa, L'avvocato era al TG1 che si faceva bello per come era andato bene l'anno per la FIAT, eccc...Perchè nessuno gli ha detto: allora restituisci un po' di quello che ti abbiamo dato per la cassa integrazione!
Facile fare gli imprenditori così, eh?
Questa è bellissima:
"Ogni volta che compriamo un'auto italiana,
gli operai polacchi cinesi etc che la producono
ringraziano!
Metteteci alla prova
Gli operai Fiat di Mirafiori"
Luca Geraci
12 maggio 2005 alle ore 14:25X Marcus
il tema se la GDO accresca o diminuisca il mercato del lavoro è molto interessante, e tuttora senza una risposta definitiva. Io penso lo riduca.
La cosa certa è che la grande distribuzione distrugge il tessuto sociale di una città, spopola di vita i quartieri e depaupera quella grande ricchezza che sono i rapporti umani. Incentiva i consumi (inutili), si affratella spesso con la grande finanza (sai che la loro prima fonte di utile non è la vendita ma l'uso finanziario che fanno dei pagamenti posticipati?) e con le banche.
Senza dire della grossa comunanza che ha con la pubblicità, con la televisione...
...ma cosa vuoi che sia? E' una gioa per gli occhi vedere greggi di consumatori affollarsi fra gli scaffali e passare le proprie domeniche al fresco dei condizionatori.
edmond dantes
12 maggio 2005 alle ore 14:27su nord, sud e federalismo visto dal basso:
la sicilia e' stata ed e' da 2000 anni il granaio d'italia (eni..enel..etc.etc.),
presto l' italia sara' il granaio d'europa (se ci va bene!) vedi anche la vicenda penosa del teatro la scala di milano. noi litighiamo? ma si, diamoci ai francesi sotto la copertura della politica della globalizzazione. qualche feedback? ci penseremo!
sulla ricerca erotica in italia e sulla scelta della sede del convegno ottimo p.v. :
direttamente dall'olimpo della ricerca italiana, pedagogia e sis (mia cara miss)
sotlottitolo: divulgazione creativa ex odifreddi
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Una notte, sentendosi molto caricato, mister Farad decise di invitare miss Amp - un'amica del gruppo elettrogeno con cui era spesso in contatto - a fare un giro sul suo ciclotrone. Attratto dalla curva caratteristica di miss Amp, Mr. Farad passò subito a uno stato di eccitazione: la condusse nei pressi di un flusso di corrente che scorreva in mezzo a un campo magnetico, e, tutto galvanizzato, le disse: "Qui saremo isolati e non ci saranno interferenze." "Ah! Sei un invertitore!" gridò miss Amp scandalizzata "Mi hai calamitato. Ogni volta che ti vedo ho degli impulsi di tensione!" "Sento che tra noi c'è un flusso di corrente continua", le disse Mr. Farad per diminuire la sua suscettanza. "Ma tu mi comunichi una carica negativa!" protestò miss Amp, che voleva temporizzare. "Andiamo... non opporre riluttanza", disse Mr. Farad. "E allora mostrami il tuo potenziale!," ribatté miss Amp. A quel punto Mr. Farad non ebbe bisogno di raddrizzatori: dopo averla presa e messa a terra, abbassò la sua resistenza, e si inserì in parallelo. "Hai il megaciclo?" le chiese. "Non temere: uso la spira", disse lei. La frequenza delle vibrazioni aumentò. Miss Amp ebbe degli effluvi. L'intensità raggiunse il massimo. Non ci furono ritardi di fase. "Ohm... Ohm" gemette miss Amp andando in corto circuito. "E' un diodo!"... Mr. Farad ebbe una disrupzione e miss Amp fu satura. L'eccesso di calore li aveva scaricati, e vi fu una caduta di tensione. "Siamo una termocoppia perfetta", disse Mr. Farad. Continuarono a scambiarsi i flussi per tutta la notte, provando differenti connessioni. Miss Amp si applicò anche un oscillatore sul solenoide: "Lo uso spesso quando pratico l'autoinduzione", spiegò. Continuarono finché la barra magnetica di Mr. Farad non perse la sua forza elettromotrice. "La prossima volta faremo un triodo", disse miss Amp, che era ormai sfasata.
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saluti :)
fabio vola
12 maggio 2005 alle ore 14:30x marcus libero
pascucci propone temi di grandissima importanza
non ce niente da ridere ma da leggere ,leggere leggere
Alessio Bucchi
12 maggio 2005 alle ore 14:33MA SAPETE SU COSA HA INVESTITO LA WALL MART IN AMERICA, E DI CHE COSA E' RESPONSABILE???
INFORMARSI PRIMA DI POSTARE INUTILMENTE
Roberto Iammarino
12 maggio 2005 alle ore 14:35per Marco Meneghelli,
è vero che siamo la patria di Leonardo Da Vinci, ma le menti eccelse oggi sembrano annegare in un mare di mediocrità. Ormai, chi davvero vale è costretto ad emigrare per realizzare quei suoi sogni che domani saranno le innovazioni vere, i vantaggi competitivi che saranno goduti da quelle economie illuminate che oggi puntano alla ricerca. L'Italia di oggi non mi sembra appartenere a questo gruppo.
Andrea Tonchei
12 maggio 2005 alle ore 14:37Salve a tutti i commentatori seri.
Si perchè continuano ad essere presenti gli imbeccilli che anonimamente o sotto falso nome scrivono su questo meraviglioso, interessante, importante blog, del carissimo Beppe.
Riguardo ai cinesi ed alla Olivetti:
a me viene in mente che la settimana passata ho acquistato una partita di piatti in porcellana bianca. Gli stessi piatti ( dico proprio gli stessi, non simili ) vengono decorati dall'azienda e marchiati tramite un processo chiamato "seligrafia"(un pò come avviene alle magliette, si prendono, si disegnano, si cuce l'etichetta... e non sono più cinesi!!!) e vengono venduti dalle aziende a circa 6-7 euro al pz. Bene, quelli bianchi li ho acquistati a 0,13 euro il pz.
Qui mi vien da riflettere: funziona tutto così ?
Magari solo abbigliamento, informatica, porcellane...
Io personalmente vendo prodotti cinesi per il 60 %, altra provenienza 30%, 10% scarso italiani...
Una delle ultime novità nel canpo dell'etichettatura fasulla : "design made in italy" con design scritto piccolo in alto...
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 14:40per stefano
il fatto che tu volessi ignorare le mie parole non mi stupisce .... per tua informazione la tv non so nemmeno cos'è ... e sono pure stata varie volte al sud ,,, conosco molte persone del sud .. il mio ex era del sud .... noi non siamo piagnoni siamo realisti ... cari amici del sud provate a studiare un pò meno e a lavorare di più ... ognuno ha le sue colpe ma a quanto pare sud 80% nord 20% !!!!!!!!!!!!!!!!! siete gran bravi a parlare me i fatti dove sono .... ??????
noi non piangiamo e anche se lo facciamo poi ci muoviamo per risolverli i problemi .... voi ? cambiate mentalità...
e per la cronaca io sono una commerciante ... ladro sarai tu !!!!!
prova a farle le cose prima di dare un giudizio!
Alessandro Bellotti
12 maggio 2005 alle ore 14:48Chiedo quanto incide la manodopera sulla realizzazione di una felpa di marca che a Modena, nei negozi del centro, viene venduta a più di 100 Euro. A me risulta che se fabbricata in Italia l'incidenza della manodopera sia meno di 2 Euro quindi molto poco. Come si fa a dire che i Cinesi ci rovinano perchè hanno la manodopera che costa 10 volte meno ? Stesso discorso per le piastrelle, le scarpe etcc. Il problema vero è che è il sistema Italia che non funziona più. Basti pensare che gli Istituti di Credito Italiani hanno realizzato nel 2004 utili stratosferici a fronte di una cattivo anno per l'industria e l'economia in generale. Provate a guardare l'estratto conto e guardare quanto è remenerato il conto corrente. A me hanno fatto lo 0,01 % (litigando mi hanno aumentato di 100 volte l'interesse attivo). Provate a fare anche i conti in Euro di un barile di greggio con dollaro attuale (1.30) e con dollaro 0.82 (come era qualche tempo). Si scoprirà che il prezzo in Euro di un barile di petrolio è aumentato di una manciata di Euro. Il prezzo del gasolio ??
Saluti a tutti
il nuovo amico Alex
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 14:50sempre per quel saputello di stefano
altra postilla la vs cara ROMA, che per noi resta ladrona, a me non ha dato nulla e ammesso che abbia rimborsato qualcosa al nord non è che una millionesima parte di ciò che si è presa ...... con mille e mille tasse inutili ... non mi sorprenderei se domani mi arrivasse una bella tasse sull'aria che respiro.... quando finisci di suonare il mandolino prova a informarti bene prima di parlare .... invece di stare chino sui libri prova a lavorare che la maggior parte dei laureati che conosco sanno a malapena fare una fotocopia....... l'esperienza insegna più di tutti i libri e corsi universitari.... saranno cose pratiche ma alla fine sono quelle che ti danno da mangiare ... e aggiungo i più vivi complimenti per la riforma scolastica ... una vera stonzata
povera ITALIA .... !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Sergio Cavalleri
12 maggio 2005 alle ore 14:53...giusto perchè esistono le formule macroeconomiche e giusto perchè mi piacerebbe che chi ci governa le conosca:
PIL = CONSUMI+INVESTIMENTI+GOVERNANCE+(EXP-IMPORT)
buona gionata a tutti
dario castriota
12 maggio 2005 alle ore 14:54http://mondodifficile.blogspot.com/
michel torrisi
12 maggio 2005 alle ore 14:56per valentina vicini:
curiosita': e' veneta, per caso, oltre ad essere leghista?
Stefano Serra
12 maggio 2005 alle ore 15:00insomma ragazzi........qui si parla di economia europea e nazionale, mentre tutto sta andando a rotoli!sembra un clima da ancient-regime pocoprima della rivoluzione francese!
comprendo perfettamente che il cittadino italiota-europeo sia preoccupato principalmente del proprio potere d'acquisto,stipendio,posto di lavoro ecc.,ma il punto di vista del singolo in certi temi conta poco o nulla,rendiamocene conto!
il pessimismo che si respira è per lo più canalizzato verso tematiche ormai vetuste:tutti pensano a salvare gli affetti-effetti personali mentre la barca va a fondo!
mi sembra che l'unica alternativa alla conocorrenza dei mercati più forti sia il ritorno a un feudalesimo medievaleggiante,stile lega anseatica,comuni,isolazionismo-protezionista verso ciò che lede il nostro stile di vita.
per carità!........ci si può nascondere come gli struzzi,invocare il sentimento patriottico,come ai tempi del dominatore austriaco,poi però, chi decide il destino del paese è l'interesse person ale!mi rivolgo a tutti quelli che credonoi di avere ancora un peso in chiave elettorale,consumistica,ecc.
se si vuole fare un nuovo medioevo(che a mio giudizio non era così oscuro e sterile come spesso si allude tra le righe dei discorsi pseudo progressisti)bisogna partire dal quotidiano(i gruppi d'acquisto sono un buon esempio, anche se fanno fatica a diffondersi in italia). spesso non conosciamo manco chi ci abita dirimpetto,come speriamo di poter affrontare praticamente temi di ampio respiro se non riusciamo neanche a metterci d'accordo in famiglia su che programma guardare in tv?(basta comprarsi più televisori=isolarsi nel proprio mondo d'idee fasullo,così nessuno ci contraddirà).
pensiamo a tutte quelle possibili soluzioni strategiche che possano aiutarci a vivere meglio partendo dal nostro vicino più immediato al di fuori della nostra famiglia o casa o spazio vitale che sia,per poi cercare di agire attivamente in temi più di larga scala.
il medioevo era caratterizzato da un ritorno-riscontro più immediato sul proprio territorio delle spese energetico-economiche dell'epoca,perchè il singolo individuo non aveva la stessa percezione della realtà globale che lo circondava,era troppo preoccupato a sopravvivere nel proprio luogo,di conseguenza tutto ciò che non gli apparteneva nel pratico e nel culturale,faceva
difficoltà a farsi accettare.
Isacco Azzimo
12 maggio 2005 alle ore 15:02Berlusconi: non mantiene le promesse.
Vendola: non mantiene le promesse.
Cofferati: non mantiene le promesse.
Non è che, per caso, ci siano aspettative troppo elevate?
E chi genera ed alimenta ad arte queste aspettative in campagna elettorale?
E chi, come al solito, abbocca?
Troppi furbi, troppi fessi.
La prossima volta esercitate il vostro diritto di voto. State a casa. E' l'unico modo per dire finalmente "NO" a tutto questo. Perchè se deve cambiare qualcosa non è il governo, ma lo Stato.
Ah dimenticavo: la Cina è una grandissima nazione e ci sta "facendo le scarpe" a tutti. E non è una metafora......
Simone Milesi
12 maggio 2005 alle ore 15:02A me vien da ridere leggendo de "il terrore giallo" sui giornali, alla tv, nei blog...
Sì sì, proprio da ridere!
E' mai possibile che l'italiano medio si pianga addosso ogni 3x2 invece di sbattersi a trovare una minima soluzione?
Cavoli! Gli ITALIANI sono riusciti a VENDERE RISO ai CINESI!
Avete capito bene, RISO!
Un gruppo di risicoltori Padovani ha fatto assaggiare il riso allo zafferano (il dannato risotto alla milanese!!!) ai cinesi e quelli hanno chiesto loro di produrlo ed importarlo in CINA!
I cinesi non hanno mai mangiato riso tipo Roma allo zafferano e quando l'hanno scoperto ne IMPORTANO TONNELLATE ALL'ANNO!
E' questa la Cina che fa paura?
Mi vien da ridere per il "terrore giallo" perchè chi si piange addosso e sparge il germe della tremarella è quasi sempre lo stesso che 10 anni fa ha iniziato a portare in Cina ed India la sua produzione (Radici Tessile tanto per fare un nome bergamasco).
Quello che deve far paura, non è il prezzo basso dei loro prodotti, ma che lo stato cinese abbia costruito ex-novo un città dell'ingegneria con tanto di porto e aeroporto per formare ingegneri.
Una città creata SOLO per studenti dove il porto serve per ingegneria marittima, l'aeroporto per ingegneria Aeronautica etc etc..
Tra 10 anni la Cina avrà 100 milioni di ingegneri altamente qualificati che brevetteranno ogni anno il triplo di quello che viene brevettato in USA+Europa.
fabio vola
12 maggio 2005 alle ore 15:06cari itaglioti
in cina non solo il lavoro costa pocchissimo,
io direi anche il mangiare.
perche non ci mettiamo in dieta faccendo mangiare un po di piu i magri cinesi visto che costa poco?
o qualquno di voi dira che e soltanto questione di tempo?
Stefano Serra
12 maggio 2005 alle ore 15:14purtroppo il lavaggio del cervello è tale che pensare di riuscire a tener fuori dalla porta tutto ciò che non c'interessa o, più semplicemente non ci serve(tanto nel materiale che nell'ideologico),sembra impossibile. il disagio maggiore si percepisce sempre nei grandi centri abitati,dove vige forse maggiormente il libero associazionismo, ma anche la solitudine più bieca.
se non ci si reinventa un nuovo-vecchio concetto di comunità (che nella provincia italiana ha fatto grande questo paese),siamo destinati a vivere come tanti morti nei loro piccoli loculi, dove ascoltiamo solo i nostri lamenti senza interessarci, nè tantomeno poterci poi interessare dei problemi collettivi(mi vieni in mente il grande film di spike lee "fa la cosa giusta" per chi se ne rammenta).prima ci liberiamo dai metodi interpretativi impostici dall mediocre persuasione più o meno occulta che subiamo dai massmedia e prima si inizia a fare qualcosa di costruttiva.
io addirittura ricomincerei con il caro vecchio sistema del baratto...........
michel torrisi
12 maggio 2005 alle ore 15:20concordo con simone milesi.
D'altra parte i cinesi stanno vivendo il loro rinascimento economico,e non vedo per quale motivo bisogna colpevolizzarli per questo. E' indubbio che il blocco indo-cinese, negli anni a venire, vivra' un'espansione non da poco, creando sicuramente degli sbilanciamenti nell'economia sia americana che europea. Peraltro, soprattutto per quel che riguarda l'america,il decentralizzamento non riguarda soltanto le aree di produzione, ma anche il settore delle idee. I cinesi, grazie alla loro crescita esponenziale, stanno in pratica imparando a fare da soli, creando e formando nuovi cervelli che siano in grado di innovare, oltre che di copiare. Non riesco assolutamente ad immaginare quale possa essere lo scenario evolutivo piu' plausibile, in materia si dice tutto e il contrario di tutto, ma indubbiamente fa anche a me sorridere quest'enorme paura per il mostro giallo. Sicuramente verranno a modificarsi alcuni parametri, ma ritengo che l'Europa sia capace di non trovarsi nella condizione di pagarne troppo il prezzo.
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 15:26fabio vola.....
pascucci fa pubblicità di prodotti con un costo,il signoraggio è un argomento interessante...ma non deve produrre reddito, almeno qui dentro.
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 15:35FIAT...........................
HONDA...............
NISSAN..............
AUDI.........
citroen........
PICCOLO CENSIMENTO.... dite che macchina avete, cosi' ridiamo sul prodotto naziunaleeeee
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 15:36pascucci ...parlavo dei libri che pubblicizzi non del tuo sito.
e poi è meritevole il tuo impegno.
Luca Tani
12 maggio 2005 alle ore 15:42Avete visto... il PIL e andato ancora giù.. e il simpaticone col "cerone perenne"... colpevolizza le uova di pasqua... qui stà per diventare davvero un casino... Beppe... che si fa??
Igor Scicchitano
12 maggio 2005 alle ore 15:50x vicini valentina
NORD-SUD
Riflessioni del figlio di un napoletano ed una friulana nato in svizzera.
Le mie piccole verita.
1) Faccio notare che la terronia, all'occhio di un ticinese inizia a ponte chiasso (confine italo-svizzero), perche si sente piu civile anche di un nord-italiano mentre per uno svizzero tedesco inizio dopo il gottardo, cioe in Ticino, perche non saranno italiani ma certo non sono tedeschi sti ticinesi:-)
2) Made in Padania
viviamo nell'era della pubblicita, ecco cosa dovete ai terroni, il marketing.
Io ho girato il mondo e l'italiano e ancora pizza-mafia-mandolino e non polenta-risotto-bresaula. Se il marchio Italia vende nel mondo non é grazie al nord-est, mettegli su prodotto in Austria e poi vedi quanti ne vendete, la gente vuole Italiano ma Italiano non siete solo voi.
3) non sono contrario alla definizione di classi sociali, puo essere anche giusto, ma se c'é una classe che non comprendero mai sono i piccolo-borghesi.
Mandate i vostri figli a lavorare a 15 anni quando siete la regione piu ricca e prospera d'italia, bravi. Gli svizzeri li mandano a scuola perche vogliono un futuro miglore per loro, anche tanti terroni immigrati su fanno il culo per mandare i loro figli a scuola, voi no li mandate a lavorare a raccatare anche gli spicci, bravi, adesso che arrivano i cinesi vi ritroverete con figli operai disoccupati con l'audi a3 da mantenere. Bella visione.
la mia modesta opinione
Igor
Dario Panebianco
12 maggio 2005 alle ore 15:55Ma l'Olivetti non ha per anni riempito gli uffici pubblici di personal computer che valevano quanto le macchinette del caffè??? Non hanno ancora capito che per fare soldi l'unica cosa da fare e piazzare sul "libero mercato" prodotti e servizi efficienti?? O dobbiamo continuare a fare mercato piazzando ciofeche grazie all'appoggio degli amici politici?? Siamo seri chi non sa fare l'imprenditore andasse a lavorare...come fanno tutti. Io dico basta. Però gli italiani invece di continuare a dire: "perchè tu al posto "loro" che avresti fatto???" Siamo seri anche noi per favore, nel nostro piccolo possiamo fare due cose:o diventare come loro nel piccolo ..("tanto lo fanno tutti perchè non dovrei farlo anch'io??") o cambiare le cose nel piccolo. Ma usando la testa, poche chiacchere e comportamenti concreti. Per esempio è inutile andare al g8 sperando di dare fastidio superando la linea rossa...cosi non facciamo altro che fare la guerra fra poveri (poliziotti e manifestanti). Invece cominciamo una vera disobbiendenza civile partendo dai nostri posti di lavoro...Diciamo di no a quei consiglieri o direttori di banca che ci dicono di piazzare al più presto i bond della Parmalat! Chi si lava le mani dicendo che eseguiva un ordine non si pulisce la coscienza ma solo il culo. Cominciamo a dire di no..e cominciamo a fare denunce quando veniamo a conoscenza di illeciti senza giustificare o cagarsi sotto. Tiriamo fuori le palle altrimenti l'Argentina si avvicina sempre di più con il rischio di non riuscire più a risalire la china perchè oggi sono in pochi quelli capaci e disposti a rimboccarsi le maniche per ricostruire... Io nel mio piccolo sto già agendo......Fate anche voi la stessa cosa...invece di protestare per il rigore dato falso al milan o alla Juve. ecc. ecc. Altrimenti per piacere tacete.
Luca Tani
12 maggio 2005 alle ore 15:56x Sandro Pascucci
Non è un'antico sistema il "baratto"...
se guardi all'Argentina di due anni fa... andava molto di moda...
e a me non piace proprio questa idea...
Stefano Serra
12 maggio 2005 alle ore 16:00grazie sandro,sono consapevole del fatto che il clima attuale ci costringa a dover fare sempre discorsi di grande portata,quando però ci si deve poi preoccupare di arrivare alla fine del mese,ed è per questo che preferisco volare un pò più basso.con questo non voglio dire che chi parla mdi grandimanovre strategico-economiche non debba dir la sua.
mi farebbe piacere conoscere il tuo punto di vista,come ovviamente degli altri,relativo a certe
iniziative in molte città italiane dove,nei quartieri e non so a che livello di distribuzione, nelle edicole ,tabaccai,ecc. si vendono gratta-e-vinci dove invece di soldi si vincono buoni acquisto da spendere nei locali convenzionati,con una organizzazione stile club-med delle collanine a palline.anche se puerile, è solo una provocazione tesa a far capire che di sistemi di autodeterminazione consumistica ce ne sbattono in faccia in gran quantità,senza però farci sapere in che misura e luoghi ciò avvenga.possiamo ancora decidere con un discreto margine di errore,in che tasche può finire il nostro denaro?
il libro l'ho appena scaricato e ti ringrzio della dritta.:-)
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 16:09caro isacco azzimo
cofferati non mantiene le promesse ?
mica le ha fatte lui, e anche quando sono state fatte già non c'erano i soldi per mantenerle, figuriamoci adesso.
Come per il contratto degli statali, adesso perchè sanno che al prossimo giro se ne vanno a casa allora promettono mari e monti, poi saranno cazzi di chi governerà mantenere le promesse che stanno facendo loro adesso.
Per il berlusca invece , promesse ne ha fatte tante e si e' anche preso il tempo per realizzarle, ma guarda caso non ne ha realizzata una che sia una, si è solo parato il culo per se stesso e per i suoi compagni di merende.
Stefano
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 16:10X IGOR
ACCETTO LA TUA OPINIONE E' CORRETTA ... IN PARTE...
IO HO STUDIATO ... NON HO FATTO L'UNIVERSITA' PER SCELTA NON PER IMPOSIZIONE !
CREDO CHE SE UN RAGAZZO DOPO LE SUPERIORI NON INTENDE STUDIARE SIA ALQUANTO STUPIDO OBBLIGARLO.... PENSO CHE A 19 ANNI UNA PERSONA SIA ADULTA E CAPACE QUINDI DI SCEGLIERE...
IL FATTO CHE L'ITALIA SIA RICONOSCIUTA COME PIZZA SPAGHETTI E MANDOLINO + MAFIA A ME NON PIACE ...
E NON PIACERA' MAI ........... IL FATTO CHE PER I TEDESCHI SIAMO I TERRONI DEL NORD NE SONO COSCENTE ..... MA TORNO A RIBADIRE CHE SE NON AVESSIMO IL PESO DEL SUD "FORSE" CAMBIEREBBERO MOLTE COSE ... DI SICURO ANCHE AL SUD CI SARA' GENTE CHE LAVORA, MA , SEMPRE DAL MIO PUNTO DI VISTA NON PASSIAMO IL 20% ..........
RESTA UNA MIA OPINIONE ..........
CIAO IGOR
Alfredo Lo Cicero
12 maggio 2005 alle ore 16:12Ho letto da parte di una esaltata che abiterebbe dalle parti del nord, dentro una botteguccia queste parole:
".... per tua informazione la tv non so nemmeno cos'è ... e sono pure stata varie volte al sud ,,, conosco molte persone del sud .. il mio ex era del sud ...."
rispondo:
Ogni giorno vado al cesso, ma non per questo mi reputo un esperto di gabinetti. Ogni giorno entro dentro una macchina, ma la sua meccanica mie' pressoche' sconosciuta. E tu, per esserti fatta sc...are da uno del Sud pretendi di conoscerci? Mi pare esagerato, non credi?
Ha scitto:
"...noi non siamo piagnoni siamo realisti ... cari amici del sud provate a studiare un pò meno e a lavorare di più ... "
Rispondo:
Senza la mia laurea ed il mio master non sarei qui in palestina a gestire un progetto dal fondo numericamente pari al fatturato di 1000 negozietti come il tuo. Soldi del contribuente che ho il dovere di far spendere tutti per com'e' giusto spendere. E questo grazie ai miei studi. altrimenti aprivo un negozietto come il tuo.
Scivi:
"...e per la cronaca io sono una commerciante ... ladro sarai tu !!!!!
prova a farle le cose prima di dare un giudizio!"
rispondo:
Gli unici che si sono arricchiti con l'Euro siete voi commercianti. Avresti di che sindacare? Ed aumentare i prezzi approfittando della latitanza degli organi di controllo di un governo che pensa solo a curare gli interessi propri, non ti pare un furto?
cordialmente
Giullare
michel torrisi
12 maggio 2005 alle ore 16:15vi spiego una cosa,cortesemente:
purtroppo nell'espressione 'nord-est' si identifica anche la mia regione di origine, il Friuli Venezia Giulia. Ma tengo a precisare che perlomeno a Gorizia (dove sono nato) e a Trieste non siamo affatto leghisti come quei cazzoni dei veneti e non ce l'abbiamo con nessuno, tranne un po' di vecchi che a gorizia ce l'hanno con gli sloveni. la regione e' orientata a sinistra (il governatore e' Riccardo Illy, quello del caffe', che non sara' proprio uno stinco di santo di comunista - d'altra parte e' un imprenditore - ma fa anche delle cose buone e in piu' e' pure valdese). A Gorizia dopo vent'anni di sindaci democristiani e fascisti ne abbiamo uno di sinistra, che anche lui sta facendo un gran casino ma almeno tra un paio d'anni la citta' sara' completamente rinnovata. Per il resto - faccio un po' di pubblicita' - ci sono dei posti magnifici, ci si rilassa un casino, si mangia da dio e produciamo i vini bianchi migliori d'Italia.. Fateci un giro, se vi capita...
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 16:18SEMPRE X IGOR
DIMENTICAVO...
IL FATTO DELL'AUDI ... QUESTO STA ALL'INTELLIGENZA DELLE PERSONE IO COMPRO UNA MACCHINA CHE SONO IN GRADO DI MANTENERE ..... !!!
QUINDI UN OPERAIO CON L'AUDI E/O BMW NON LO CONCEPISCO NEMMENO IO !!!! ....
QUESTO E' UN GRAVE PROBLEMA .... LE PERSONE VOGLIONO APPARIRE E NON FANNO CHE GUARDARE IL PORTAFOGLIO DEGLI ALTRI E NON IL PROPRIO ... PERSONALMENTE LO TROVO UN ATTEGGIAMENTO STUPIDO ... MA COSA CI VUOI FARE .. SU QUESTO HAI RAGIONE MA NON PUOI PENSARE CHE CHI NON FA L'UNI SIA MENO INTELLIGENTE E CAPACE DI UN LAUREATO....
Federico Guazzini
12 maggio 2005 alle ore 16:22NIMB
not in my backyard
per la precisione
Franco Colombo
12 maggio 2005 alle ore 16:23Caro Beppe,
sono perfettamente in sintonia con quanto dici.
Come Presidente dell'Associazione della Piccola e Media Industria (Confapi) di Varese assisto ogni giorno alle difficoltà delle imprese in questo momento.
Ti segnalo che la Wirlphool in Provincia di Varese ha deciso di tagliare 1000 posti di lavoro per andare a comprare i frigoriferi in Turchia per poi rivenderli all'Europa(.....).
Questo comporterà disagi per l'indotto che si riferisce a 3.500 lavoratori.
E per cosa, forse per arricchire le popolazioni dei paesi in via di sviluppo???
No per aumentare i margini e profitti, a scapito dei consumatori, e il compenso di qualche manager di "Grido".
Vogliamo nomi e cognomi per poterli giudicare.
E capire chi è responsabile del declino della nostra economia.
Franco
Stefano Serra
12 maggio 2005 alle ore 16:24x tutti
forse mi ripeterò:
essendo in un blog,quindi senza un moderatore,suggerirei di portare il dialogo su temi più concreti.
x valentina
con tutto il rispetto x il nord-est che lavora,vorrei esprimere tutta la mia solidarietà verso chi per colpa di questi meridionali sporchi e fannulloni, decide di dover fare le ferie in croazia piuttosto che in italia,per non dare la soddisfazione a questi pecoroni di infarcire le loro tasche di grana.......grana padana s'intende......
poi non ci lamentiamo se in italia si crea in ogni tipo di dibattito il solito clima da stadio(napoli colera-giulietta zoccola docet)
scherzi a parte , rispettiamoci più tra di noi, senza apettarci una giustizia economica da chi non pratica manco quella del rispetto del prossimo....
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 16:25CARO LO CICERO
C'è COMMERCIANTE E COMMERCIANTE ... TU FAI GIRARE SOLDI NN TUOI ... QUANTO SIA GRANDE IL MIO NEGOZIO MANCO LO SAI .... IL FATTO CHE TU TI SCARICHI TUTTI I GIORNI MI RENDE FELICE ... SPERO CHE PERO' TU NON CI STIA ORE A MIRARE IL TUO MASTER!!!! .... NON MI REPUTO UN EPSERTA ... MA LA MENTALITA' CHE HANNO QUELLI DEL SUD LO POTUTA TESTARE .. SPERO DI INCONTRARE GENTE DEL SUD CON VOGLIA DI LAVORARE FINO AD OGGI NO... SIETE QUELLI CHE VOGLIONO COMPRARE IL PLASMA A RATE DA 10 .. SE IO UNA COSA NON ME LA POSSO PERMETTERE NON LA COMPRO PUNTO E BASTA... IL FATTO CHE UNO DEL SUD MIA ABBIA SCOPATO NON MI RENDE DIVERSA DA CIO' CHE SONO E NON CAMBIA IL MIO PUNTO DI VISTA... L'HO SEMPRE DETTO ANCHE A LUI... IO LAVORAVO 15ORE AL GIORNO E LUI DORMIVA 15ORE AL GIORNO ......... QUINDI DAMMI PURE DELLA GIULLARE E STAI PURE CON IL TUO MASTER MA SEMPRE AL COMANDO DI QUALCUNO CHE FORSE NON SAI NEMMENO CHI è MA PER LO MENO RESTA IN PALESTINA ... UNO DEL SUD IN MENO DA MANTENERE...
BUON LAVORO MASTER I MIGLIORI AUGURI NONOSTANTE TUTTO
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 16:28X TORRISI
NO LOMBARDA E FIERA D'ESSERLO
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 16:30in effetti il discorso dei dazi, tanto cari alla lega che non capisce un cazzo di microeconomia figuriamoci di macro, alla fine favorirebbe ancora una volta i bottegai che si stanno cagando sotto perchè vedono che i cinesi non si limitano più a vendere cianfrusaglie e involtini primavera,
ma stanno cominciando ad aprire negozi con ogni ben di dio a prezzi più contenuti dei bottegai italiani.
Uso bottegai con disprezzo perchè trovo sia stato veramente da vigliacchi giocare sull'ingresso dell'euro per raddoppiare in pratica i prezzi,
l'ha ammesso anche il nano, ma ha detto che non ci può fare niente.
Stefano
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 16:30X SERRA
QUESTO E' GIUSTO HAI RAGIONE CI PROVERO' MA NON TI ASSICURO DI RIUSCIRCI....
Giovanni Panzera
12 maggio 2005 alle ore 16:30In un qualche modo dobbiamo pur farli vivere 'sti cinesi. O No!! Meglio che lavorino come schiavi per noi che il contrario. Credo che però a non molto ci sarà lo scambio dei ruoli. NOI andremo a fare i "Filippini" nelle case dei Filippini nelle Filippine.
Ciao
jhon rackhman
12 maggio 2005 alle ore 16:36ho sperato nel millenium bug nel dicembre 1999
(chiaramente era solo un'azione mia mentale di fede totale in qualcosa che ,logicamente parlando, era inesistente..solo un americano medio poteva crederci)come mai sperai in tutta la mia breve vita(28 anni).....
l'unica triste soluzione è "il diluvio universale" sui giochi di potere e di conseguenza sull'economia(il diluvio e' la prima forma di vera rivoluzione).
So che nella logica delle cose tutto questo e' infattibile, ma io faccio comunque ed imperterrito la DANZA DELLA PIOGGIA ogni giorno.
Per favore chiunque tu sia,che leggi questo messaggio nella bottiglia, dammi un'idea di qualcosa di piu' di un semplice mio inutile balletto.
abbraccio tutti.
matteo (PR)
Francesco Esposito
12 maggio 2005 alle ore 16:37X sandro pascucci
massima solidarietà..ho letto De Simone del collettivo malatempora qualche anno fa..
interessante per l'acutezza dell'analisi ed il coraggio di una proposta concreta...grazie a tutti i contributi positivi e costruttivi...
PS. spegnete x piacere quella valentina...eheheh
Stefano Serra
12 maggio 2005 alle ore 16:40sparare sulla croce rossa è troppo facile.
pongo un quesito facile facile:
-il commerciante che si sarebbe arricchito con l'euro,dove se li spende i propri soldi? in danimarca?
-i rincari tanto assurdi sono passati attraverso la grande-media-piccola distribuzione in proporzioni variabili,nel senso che si sono arricchiti i primi(grandi) e a scendere tutti,alle spese di ognuno di noi.
per chi come me non va in ferie da diec'anni,le cose non son cambiate molto in peggio....almeno mi sento meno solo di prima.
se i prezzi all'ingrosso continuano a salire,è la produzione-grande distribuzione che non va.
chi può decidere di fare dei sacrifici e accontentarsi al giorno d'oggi?sempre il più povero.
commercianti non aspettate sempre l'esempio dall'alto,fate voi il primo passo
simona contenta
12 maggio 2005 alle ore 16:45...credo che la signorina Valentina sia stata castigata molto dal suo fidanzato meridionale...altrimenti non si spiega un accanimento tale!!!
Si, è vero al Sud ci sono dei grossi problemi, molto grossi, che sono radicati proprio nell'intimo delle persone, ma ti assicuro che ci sono molti giovani volenterosi che si stanno rimboccando le maniche, non facciamo di tutta l'erba un fascio....ops fascio, forse la signorina entra in pieno nel significato della parola.
Non serve a niente accanirsi contro il sud, contro il centro o contro il Nord, a parole sono bravi tutti.... lei avrà la sua coscienza a posto e quindi brava, se è questo che ti vuoi sentir dire brava, il Nord sarà fiero di avere una cittadina così diligente!!brava!!!
E allora dona un po' delle tue buone doti a chi non ne ha, cerca con intelligienza di fare qualcosa per quasta Italia..e ricorda che non è solo formata dal Veneto o dalla Padania.
Buon lavoro nella tua botteguccia..cosa vendi? Polenta e osei?
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 16:46X ESPOSITO
DI SOLITO SI CERCA DI SPEGNERE UNA COSA CHE NON PIACE O CHE ... DICE VERITA' CHE NON RIESCI AD ACCETTARE !!!!!
mirko zirafa
12 maggio 2005 alle ore 16:46uno studio ( ho sentito alla radio non ricordo purtroppo la fonte )ha dimostrato che la manodopera incide non più del 20% sui prezzi cosi bassi dei cinesi, il vantaggi oderiva dalle agevolazioni- incentividel loro governo.
c'e' qualcuno che conferma?
julie crazy belgium girl
7 gennaio 2007 alle ore 16:02Hello little italian boy. Do you remember me ? Maybe not but I think that you'll sometimes think about me... I hope so ... Now I'm a single mother with a baby boy who is nearly 2 years old. His name is Eliott. He is really cute and nice. I begin again with the school this year in the evening and I work during the day. If you want to send me some news about you, it'd be great. My email adress is piquepique@myway.com. I hope to hear about you very soon. I send you a lot of kisses! Julie
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 16:50X LA SIGNORINA " CONTENTA "
NON FACCIO DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO .. E ALTRA COSA NN MI HA CASTIGATO PROPRIO NESSUNO... NON ME NE FREGA UN C... SE MI DICI BRAVA ... IO FACCIO LA MIA VITA ... MA VIVREI MEGLIO CON MENO TASSE ... COMUNQUE GRAZIE PER L'INTERESSAMENTO ... ALTRO AH SI POLENTA E OSEI PERSONALMENTE NON LA MANGIO ... COMUNQUE SEI PROPRIO FUORI GENERE CIAO SIGNORINA CONTENTA
SI SEMPRE FIERA DI TE
marco paganella
12 maggio 2005 alle ore 16:52A proposito di Nord-sud..
Mi dispiace sempre sentire accendersi i toni per queste questioni..
La mia famiglia (da parte di padre e di madre) proviene tutta dal veneto. Mio padre ora pensionato ha lavorato anche come dipendente statale (toh?? strano..) è per lo stesso motivo è stato trasferito in provincia di Roma dove è poi rimasto.
Lo strano è che alcuni zii siano di orientamento come dire?.. "leghista" e che i primi che gli si scagliano contro sono proprio i miei genitori (hmm.. chissà sarà mica perchè i miei genitori conoscono il sud un pò meglio?? mah, strano "potere" della conoscenza..).
Io stesso ho lavorato vicino Venezia (circa 3 anni), poi Lecce (5 anni) ora Ferrara (4 anni) dove ho dovuto prendere casa.
Ho visto "terroni" farsi il cosiddetto "mazzo" e "yankee" seduti su una poltrona a "coordinare" (bella parola che giustifica la lettura di svariati quatidiani sotto la scrivania) il lavoro di suddetti terroni. ma quasto non può darmi il quadro completo no? forse è ora di argomentare meno (e magari più seriamente..) e fare di più..
Solo un'ultima precisazione: come mai le aziende del nord non si lamentarono all'epoca in cui lo stato erogava agevolazioni a chi apriva stabilimenti al sud (mi pare fosse la "cassa del mezzogiorno"..) molti poi chiusi??; Solo a Pomezia spuntarono più di 600 aziende..
A proposito di evasioni, prima di parlare, chiunque ha la possibilità di uasare un motore di ricerca con le parole evasione+fiscale+statistiche per avere la "bellisiima" sorpresa di constatare che il nord-est più il nord-ovest evadono praticamente come il centro + il sud + le isole.
A volte prima di parlare un minimo di informazione bisognerebbe acquisirla, invece che guardare solo a qualche spanna più in là del naso...
(per le statistiche:
http://www.brunochiarini.it/Research/Pisani-lucidi.pdf
ma se ne possono trovare altre, basta andarle a cercare..)
Intanto che nord e sud si scannano, a Roma ci sono già intere porzioni di quartiere interemente ed esclusivamente cinesi (per carità, possono e se li comprano..) se poi anche 3Monti ci vende le spiagge, alla fine dovremo pagare noi "l'affitto" per stare in Italia..
Scusatemi lo sfogo, ma dopo aver letto certe cose non potevo starmene zitto.
Concludo: scusa Valentina, spero per te, che al coro a con i 5 ministri leghisti e i 500 loro simpatizzanti quello "carino" sul Tricolore), non abbia partecipato anche tu, sarebbe davvero molto triste..
Marco.
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 16:53X SERRA
CREDIMI CHE OGGI NN DIVENTI PIU' RICCO A FARE IL COMMERCIANTE .. IO PERSONALMENTE NON HO RADDOPPIATO I PREZZI ,,, NON HO MAI RUBATO NULLA ... LIBERI DI CREDERLO O MENO ... IL PROBLEMA STA NEI PASSAGGI INTERMEDI ... COME HAI DETTO SI ARRICCHISCE IL 1° DELLA CATENA NON CERTO L'ULTIMO PASSAGGIO ...
chiara carretta
12 maggio 2005 alle ore 16:55x valentina
ciao a tutti,
cara Valentina se tu sei stata delusa, gli altri non ci possono fare nulla!
Anche io sono lombarda, mio marito è di Napoli e non ho mai conosciuto persona più onesta e lavoratore di lui!
Perchè sempre con i soliti discorsi idioti nord /sud.
dovresti imparare molto dalle belle persone del sud che hanno un modo tutto speciale di trattare la gente.
Se tuttte le volte ci blocchiamo su queste stronzate , come possiamo pretendere di aiutarci l'un l'altro a cambiare qualcosa.
Non ti sembra di essere un pochino meschina nei confronti di tutti quelli che qui vogliono parlare civilmente di soluzioni diverse!
simona contenta
12 maggio 2005 alle ore 16:57cara VALENTINA, forse non sai che sulla tastiera del pc c'è un tasto che se sblocchi magari scrivi in minuscolo come tutti i cristiani. Forse non sai il significato dello scrivere in MAIUSCOLO!!
Quella fiera di se stessa mi pari proprio tu, la nordista dal pugno di ferro. Ma stacci al Nord e non osare andare in vacanza più in giù della Liguria, altrimenti quei brutti e cattivi meridionali chissà cosa ti possono fare uu uu paura!!! Brutti sporchi e cattivi.
Le tasse bimba, bisogna pagarle, più si guadagna più si paga, credo sia normale e in cambio si ha qualcosa .....diciamo che in Italia non si ha molto in cambio...però il senso civico si ha oppure no. Comincia tu a comportarti bene, pensa al tuo orto.
Io non sono fiera di me..ma almeno non porto avanti una stupida crociata contro i meridionali.
Isacco Azzimo
12 maggio 2005 alle ore 17:05caro stefano crema
scrivi:
cofferati non mantiene le promesse ?
mica le ha fatte lui, e anche quando sono state fatte già non c'erano i soldi per mantenerle, figuriamoci adesso.........
ti rispondo:
vuoi salvare Cofferati con gli stessi argomenti che ha usato/usa Berlusconi: "Non è colpa mia il disastro c'era già........" = scaricabarile.
Scrivi:
Come per il contratto degli statali, adesso perchè sanno che al prossimo giro se ne vanno a casa allora promettono mari e monti, poi saranno cazzi di chi governerà mantenere le promesse che stanno facendo loro adesso.
ti rispondo:
sta a te se votarli o no. io no.
Aggiungo:
Vendola :
Si infrangono sui "ticket" dei medicinali le promesse di Rifondazione comunista.
"Toglieremo quegli odiosi balzelli a carico dei pazienti e aumenteremo nel contempo i posti-letto negli ospedali", aveva annunziato il pupillo di Bertinotti in campagna elettorale. Ma la risposta del suo assessore alla Sanità lo ha raggelato: "Impossibile, perché violeremmo i parametri dell'accordo Stato-Regioni". "La legge che non lo consente", spiegano i leader del centrodestra, "è delle sinistre-Ulivo di Prodi e compagni, non nostra".
da :www.gaetanosaglimbenitaormina.it
E non credere che non stimi Cofferati o Vendola.
Quello che voglio dire è che quando non ci sono i mezzi, bisogna abbassare le pretese, come già scrivevo.
E la colpa dello sfacelo attuale non è della Cina. Sono i tempi che cambiano. Per secoli l'hanno presa nel loro backyard, ora tocca a noi. Il futuro sta nel produrre servizi, che i beni materiali li fanno i cinesi solo perchè non hanno ancora inventato le macchine per sostituirli. In questo scenario che cambia tu pensi che siamo a posto con il baraccone di Stato che ci ritroviamo? Secondo me no. Per questo non vado a votare. Scusami tanto, ma se devo andare a votare per scegliere tra Berlusconi e Prodi, preferisco stare a casa. L'unica garanzia che ti danno questi 2 è che non cambi niente, nello status quo ci sguazzano. Poi, fai come credi.
Ciao.
jhon rackham
12 maggio 2005 alle ore 17:05faccio una domanda o una richiesta seria e nessuno risponde: l'altra parla di terroni e di nord e di sud e di fidanzati e tutti rispondo e si accaniscono.
Ora capisco perche va tutto male.
C'e' uno stronzo in piedi in ognuno di noi e qui non facciamo altro che ribadircelo a vicenda invece di evacquarlo in fretta.
Ragazzi: a guardare nelle mutande degli altri non si ottiene niente se non vi preoccupate solo delle vostre due palline che possedete.
Innaffiate e fate crescere quelle,che sono le uniche che potete tenere in vita!!!
valentina, dacci dimostrazione di sforzo verso il prossimo,saresti migliore di ieri e di dieci minuti fa,imparando che fermarsi a volte vuole dire vincere.
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 17:09X LA SIG. CONTENTA SO PERFETTAMENTE COME E' FATTA LA TASTIERA DEL PC ... MA SE NON SONO INDISCRETA CHE LAVORO FAI TU? ....
LA TUA TERRA L'HO VISTA TUTTA NON PENSO PER LO MENO QUEST'ANNO DI TORNARCI ALTRIMENTI SI POTEVA FARE UN DISCORSO PIU' LUNGO E FORSE SI POTREBBE ANCHE CAPIRE QUALCOSA DI PIU' TRA NORD E SUD COMUNQUE MAGARI L'ANNO PROSSIMO...
buon lavoro contenta che ho scritto minuscolo ?
Pio Rotondi
12 maggio 2005 alle ore 17:11Caro Beppe,
come mai ancora non hai commentato la nuova iniziativa di Storace per catturare consensi, tramite la ri-sperimentazione della cura Di Bella?
Sono curioso di sapere che cosa ne pensi.
Bruno Panetta
12 maggio 2005 alle ore 17:12Te lo dico io che ne pensa: adesso naturalmente e' contrario, perche' Storace e' a favore. All'epoca sicuramente dava ragione a quel citrullo di Di Bella e se la prendeva coi politici.
simona contenta
12 maggio 2005 alle ore 17:13APPELLO A TUTTO IL BLOG
C'è in rete un ragazzo meridionale che è uscito con una cerca Valentina Vicini?
Bene...se ci sei torna!
Cosa hai fatto a quella tenera ragazza per renderla così cattiva verso i meridionali, sei stato proprio un bast***o, scommetto che le hai fatto le corna con 7 o 8 tedesche e che mentre lei lavorava 15 ore al giorno, tu non dormivi, ma ti davi da fare con le altre..cattivello!!
Io mi ricordo di valentina era così brava, tenera e ragionevole, io mi ricordo di lei il sabato sera in pizzeria, solare, felice e adesso....? Guarda come l'hai ridotta..torna e chiedi scusa. Lo devi fare per salvare l'Italia dalla Liguria in giù altrimenti sono cavoli amari. Sii portatore di pace e di unione nazionale.
Con affetto
Simona e molti altri blogghini.
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 17:16x jhon
io non voglio vincere proprio nulla ... ho già ribadito che vorrei conoscere gente del sud volenterosa ma sino ad oggi non ne ho viste ...
e me ne dispiace veramente ...
la mia inclinazione politica comunque rimane quella ... il fatto che sono desiderosa di un federalismo e che vorrei vedere un cambiamento ... la gestione suddivisa in regioni credo che possa anche snellire molte procedure con mille giri inutili.... sono coscente che sto assistendo ad una disfatta perchè è a questo che stiamo andando incontro , sempre a mio avviso, e non ho potere in capitolo quindi non mi resta che stare a guardare cosa si inventano di nuovo ... ne vedrò ancora molte ( ho solo 24 anni) .. quindi credimi che nn ho la pretesa di vincere proprio nulla e per inciso chi ha iniziato a offendere se leggi bene dal principio non sono io !!!!!
grazie del consiglio
cordialmente
simona contenta
12 maggio 2005 alle ore 17:16PER VALENTINA
Io sono Piemontese, ho genitori piemontesi e familiari piemontesi da tante generazioni.
Non sono del Sud....
Vivo in Svizzera e in Italia (in Piemonte).
Ma giro spesso l'Europa e il mondo per lavoro e piacere. Conosco tante realtà differenti dalla nostra..c'è il meglio e il peggio come di tutto....ma si dai basta con le polemiche, ora mi vado a fare due passi al parco lungo il lago.
Ciao e buon lavoro
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 17:18x la contenta del gruppo
veramente sono pienamente soddisfatta del mio nuovo ragazzo ( nord) ... per lo meno al momento ,,, ma vedo che ti focalizzi solo su quel fatto ... sai parlare d'altro?
saluti
simona contenta
12 maggio 2005 alle ore 17:23Vale...hai 24 anni e si vede da come scrivi..mangia meno yoghurt e bevi meno succo di limone...
oggi non hai molti clienti se perdi tempo al pc.
ciao ciao lumbard
marino metallo
12 maggio 2005 alle ore 17:24W Valentina W il SUD
Eros Carrara
12 maggio 2005 alle ore 17:28X il Tema Nord-Sud: da Valentina a Igor passando da Serra.
Permettetemi la mia umile domanda:
questo è un posto per raccontare problematiche, proporre soluzioni, COMUNICARE.
Cerchiamo di evitare polemiche che siano offensive o che possono essere presi tali come certi aggettivi (poi Igor a volte l'Italia inizia a Sud del Monte Ceneri ... hockeyisticamente parlando... ma questo è un tema tutto suo... he he).
Per quel che riguarda la persone del Sud (che apprezzo molto visto che ne conosco diverse), voglio apportare la mia esperienza:
1. non so in veneto, ma in Lombardia so che le persone di origine Italia "del Sud" (mi piace così poco qest'aggettivo), lavorano come ogni altra persona (questione di possibilità... se non c'è né propensione al rischio né effettive possibilité di mercato... è un poco difficile smaltire la disoccupazione in un luogo, noh?)
2. il problema come anticipavo è la mancanza di propensione al rischio economico ed ad una economia sommersa dovuta pure ad una burocrazia generale italiana e poi europea di conseguenza, che toglie molte risorse a chi opera
3. in sto' occidente ci obblighiamo a fare cose che fanno tutti, invece di seguire la propria propensione dovuta a delle caratteristiche proprie (al Sud particolarmente dotati a livello di cuochi, produzione vini, pesca, turismo, ...)
4. i valori stessi (come per esempio della famiglia, quando essa può essere di peso (o l'opposto) ad una carriera se non addirittua all'imprenditoria
5. non dimentichiamo le strozzature della malavita! Che al nord non c'erano fino a qualche anno fa...
6. il nord è cresciuto tramite "un accordo non scritto" dove il sud acquistava con i soldi provenienti dal turismo e dai lavori satali i prodotti del nord. Poi il ciclo è saltato.
Inoltre, manca quello che io chiamo responsabilizzazione della classe dirigente dovuto in particolare alla mancanza "federalismo" (uuuuhhh... altro tema scottante...).
Ok.
Ho scritto fin troppo.
Chiedo scusa per eventuali errori e per aver troppo scritto.
Buona serata a tutti.
Eros
jhon rackham
12 maggio 2005 alle ore 17:31x valentina
come non detto: io sono emiliano 28 anni.
sai, io conosco un sacco di bionde che non capiscono un cazzo...e purtoppo vorrei che governassero il paese le more perche' sono piu' intelligenti e tettone......tu sei bionda vero??
Mi metto sul tuo livello culturale per vedere se riesco a capirti meglio.
w il nord a morte il sud, aggiungerei il lavoro rende liberi, e perche' no...anche god save the queen!!...forse pero' questa non l'hai capita!!
simpaticamente jhon....
ps: poi sono d'accordo con te quando dici che c'e' gente che risponde peggio di te,ma tu guarda te stessa, che penso che qualche lavoretto lo devi fare per raggiungere la perfezione!..magari devi fare una tinta!!
dai scherzo!
marino metallo
12 maggio 2005 alle ore 17:37Ma lasciate stare Vale, perchè accanirsi ?, Lei è troppo giovane e qualcuno di Voi troppo severo. E poi per esempio parliamo di me: 40 anni fa ero del Sud (Nato al Sud), 10 mi consideravo del Centro (vissuto per 20 anni a Roma). Ora mi sto per trasferire al Nord (Milano).Ho sempre lavorato 13 ore al giorno, stato in pari con gli esami ecc, ecc.
Sono del Sud o del Nord? Sono pirla, giusto o terrone? A mio avviso
Nord o Sud potenzialmente sono alla pari, poi c'è il clima, la gente le opportunità, ma soprattutto l'INDIVIDUO che è la misura di tutte le cose.
MM
jhon rackham
12 maggio 2005 alle ore 17:38X sandro pascucci
sono completamente con te!!!
ci ho provato anch'io,ma non ci tiri fuori un ragno dal buco !!!
ora l'ho buttata sull'ironia, ma credo che non l'accetteranno di buon grado!!! boh...io comunque vi voglio bene!!!
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 17:41non sono perfetta e non ho la pretesa d'esserlo...
x jhon la frase l'ho capita benissimo ho studiato lingue ..ps. non sono ne bionda ne mora ho i capelli rossi se proprio ti importa
x contenta oggi sono a casa perchè se proprio ti importa sono ammalata.
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 17:49pascucci all'opposizione dopo una settimana.....
pascucci capeggia la rivolta dei peoses meridionalisti, borbonici.
poveri italianazzi.
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 17:56Economia: disastro imminente?
A cura di Maurizio Blondet
Pubblicato dalla casa editrice Effedieffe www.effedieffe.com
La caduta di tutte le Borse asiatiche a cominciare da Tokio e di tutte le Borse europee annuncia l'apocalisse del capitalismo finanziario?
Certo è che la fuga dalle azioni denuncia una improvvisa "avversione al rischio", per non dire panico, fra speculatori e investitori. Tale fuga ha provocato persino un incredibile (e temporaneo) rialzo del dollaro rispetto alle valute asiatiche, perché la speculazione ha svenduto azioni in Asia e ha comprato in massa Buoni del Tesoro americani: nell'illusione che siano più sicuri. Illusione a tutti nota, perché nessuno ignora che gli Usa sono il Paese più indebitato della storia, e virtualmente insolvente.
Ma dove mettere al sicuro il denaro rovente della speculazione? Non nell'euro: difatti la domanda di euro è caduta con le Borse asiatiche e non è strano, viste le previsioni di crescita zero per l'Europa, esangue e anemica. Almeno, i Bot del superdebitore mondiale, gli Usa, sono comparativamente più alti dei tisici interessi europei. Ma un indebitato che offre interessi alti rivela che il denaro altrui ormai gli necessita come una droga, e che la sua reputazione è scossa.
La grande finanza globale si trova di colpo a barcollare senza appigli, senza punti fermi. Il fatto che si rifugi nei dollari è solo l'indice paradossale del suo terrore.
E non è il solo paradosso, in questa imminente resa dei conti.
A Tokio, sono cadute tragicamente proprio le azioni di tutte le imprese di navigazione, acciaio, trasporti e viaggi che stanno avvantaggiandosi dell'impetuoso boom economico della Cina. Nippon Steel è caduta del 3,9%, Toyota del 2,8 %, Sony del 5%; Kinki Nippon Tourist (grande agenzia di viaggi) è scesa del 6.3 %, la Taiyo Yuden Co. (componenti elettronici) del 5,2%, e via precipitando.
Ma perché se queste imprese vanno bene, e se il loro cliente, la Cina, chiede sempre più materie prime, componenti semilavorati, trasporti, servizi, merci finite?
Il fatto è che la Cina prospera, perché vende soprattutto le sue carabattole agli Stati Uniti. E finché riuscirà a rifilargliele. Ma il deficit commerciale americano, ormai al ritmo di 60 miliardi di dollari al mese, ha toccato record mai visti.
Gli Usa comprano a credito, perché gli americani non hanno soldi da parte. E chi glieli presta?
La Cina, acquistando Bot americani col suo surplus di dollari. La Cina ha un avanzo commerciale verso gli Usa che tocca 167 miliardi di dollari. L'America un deficit commerciale che tocca ormai i 720 miliardi di dollari.
"La più ineguale relazione commerciale della storia umana", dice un esperto di commercio estero, Charles McMillion. Non può durare.
E infatti, è bastato un rallentamento dei consumi americani a scatenare il panico, la fuga folle dalle azioni di aziende di successo. Perché ormai, nella patologica economia Usa, sono i consumi delle famiglie americane a contare per i due terzi del prodotto interno lordo. Non la produzione di merci e servizi, non l'esportazione, la vendita, la manifattura: il puro e semplice consumo. L'America non fabbrica nulla e importa tutto, persino le scarpe dei soldati che spedisce nelle sue guerre nel mondo sono Made in Cina. A credito, per di più.
E' il capolinea dell'ideologia del libero mercato planetario, delle frontiere aperte a capitali e merci, dell'abolizione dei dazi in tutto il mondo, del calcolo dei profitti in termini puramente monetari, la "finanziarizzazione" dell'economia.
La dottrina di Adam Smith ( "Anziché produrre le proprie merci, acquistatele dai paesi che le producono a prezzo inferiore") rivela la sua faccia feroce: la rovina globale dietro l'angolo, l'alluvione di merci destinate a Paesi il cui potere d'acquisto cala, per cui finiranno per restare invendute.
Che l'assenza di dazi crei prosperità si sta rivelando il grande falso del secolo.
L'America crebbe del 4% l'anno per 50 anni continui quando, sotto le presidenze da Lincoln a Teddy Roosevelt, imponeva dazi medi del 40% sulle merci importate dall'estero; oggi l'America declina in regime di commercio ultralibero.
La Germania dal 1870 al 1914 è cresciuta sana e forte in regime protezionista, così come il Giappone dal 1950 al 1990.
Non a torto, oggi Hillary Clinton propone dazi del 27 % sulle merci cinesi.
L'ortodossia ideologica liberista sta per essere rovesciata. Come accade nella grandi rovinose crisi, si cambia binario: ma dopo aver pagato il prezzo del disastro.
Chi e come lo pagherà?
In teoria, ciò che ci attende dovrebbe essere la deflazione: prezzi in calo di tutto, perché le merci cinesi sono troppo abbondanti per il nostro potere d'acquisto di occidentali, in calo epocale.
Ma in questi anni e ancor più negli ultimi mesi e giorni, la Banca Centrale Usa ha stampato trilioni di dollari per pagare i debiti americani: carta svalutata, la gigantesca molla di una inflazione esplosiva.
Da una parte, il rischio di un oceano di merci invendute. Dall'altra, il pericolo di un'alluvione di dollari, oggi in mano a cinesi e paesi petroliferi, che possono al minimo accenno di calo proiettarsi in Usa per fare man bassa, a qualsiasi prezzo, di qualsiasi merce disponibile, perché ogni merce è più sicura di pacchi di dollari-carta senza valore.
Rischio di deflazione estrema, o di estrema inflazione. Impossibile dire quale prevarrà, perché è la prima volta che una simile patologia si presenta nella storia, grazie al "libero mercato globale" e alla sottrazione di ogni aggancio reale (oro) alle valute. I due fenomeni, concettualmente opposti, potrebbero persino sommarsi e presentarsi assieme. In fondo è già quello che avviene: la benzina e il cibo rincarano, i telefonini e computer calano di prezzo.
La sola cosa certa è che il punto di rottura è imminente.
In Italia, l'occhio esercitato coglie già le prime fratture.
Solo due dati: gli ingenui neoricchi brianzoli e del nord-est, che sono corsi a comprarsi i SUV ("sport utility vehicle") tipicamente la Porsche Cayenne da 110 mila euro stanno rivendendoli al concessionario Bepi Koelliker, perché non ce la fanno a mantenerli (bollo, benzina, assicurazione).
Koelliker ricompra le Porsche Cayenne a 35 mila euro e non ci fa un affare, perché è dubbio che troverà altri fessi cui rivenderla. Secondo dato: un numero enorme di mutui-casa, si dice il 60% di quelli accesi in Italia, è in ritardo di pagamenti. In teoria, le banche possono rivalersi reclamando la proprietà della casa del debitore insolvente, ipotecata dal mutuo.
Esitano a farlo, perché dovrebbero poi mettere in vendita quelle case decine di migliaia facendo crollare il mercato immobiliare oggi fantasticamente inflazionato. Così, prolungano il credito ai poveri insolventi, sperando che rientrino.
Ma molti non rientreranno: stiamo tutti sperimentando il calo di potere d'acquisto. Fra poco, molte case pignorate saranno messe in vendita, a prezzi più che convenienti. Troveranno compratori?
Sono segni premonitori di deflazione. Sono segni di apocalisse imminente.
www.disinformazione.it
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 18:00caro paco reputami pure un'illusa ma mi sa che come i no-global che abbiamo visto nei vari cortei porti un bel paio di nike.... o adidas vedi tu... e magari oggi hai mangiato in un bel fast food.... credimi che le illusioni e le favole non fanno parte della mia vita .... libero di credermi o no ...
Igor Scicchitano
12 maggio 2005 alle ore 18:02X vicini valentina
difetti e pregi, ogni cultura a i suoi difetti e suoi pregi, non ci puoi fare niente se l'italia e pizza, spaghetti, mandolino.
Ognuno i suoi pregi, ognuno i suoi difetti, non sono un cultore del siamo tutti uguali ma uno del che belle le differenze ma trovo ottuso guardare solo i proprii pregi e i difetti altrui.
Restera cosi perche voi siete tendenzialmente piu lavoratori ma non avete, tendenzialmente, il genio per creare la pizza, e cosi, non devi arrabbiarti se il milanese dei film "vacanze..." e tendenzialmente meno simpatico e caratteristico di terrone o se il risotto a meno successo della pizza.
In piu quando non si capisce qualcosa si potrebbe provare a fare uno sforzo a capire altre culture e territori.
L'emigrazioni di tanta gente dal sud per il nord italia e per il resto d'Europa dovrebbe farti considerare che poi tanta gente del sud voglia di lavorare ne ha.
Il successo di molti di questi emigranti dovrebbe dimostrarti che poi hanno anche capacita che tu gli neghi.
siete la citta della moda, mi sembra di non sbagliare nell'affermare che 3/4 dei modaroli sono del sud.
Sei stata al sud potresti anche immaginare che siano diverse le culture che nascono da un posto di mare e sole e quelle di uno posto dove 3 mesi all'anno c'e la nebbia; se voi avete il diritto di chiudere ad agosto perche la citta e invivibile non puoi non dare il diritto a un palermitano di chiudere da giugno fino a settembre.
Poi qui potremmo aprire un discorso filosofico se il destino dell'uomo e lavorare 10 ore al giorno per accumulare ricchezza o qualcosa in meno e gustarsi i piaceri della vita.
Resta inteso che sono pienamente d'accordo con te quando dici che non puoi avere il televisore al plasma e pagarlo 10 euri al mese.
Sul lavoro e la scuola dovremmo ancora fare un discorso filosofico tra l'arricchirsi materialmente e l'arricchirsi spiritualmente ma come societa mi colpisce la propensione della vostra gente verso il lavoro, ed il successo ad esso connesso, come unico valore che distingue le persone. mahh.
Un ultima considerazione sul perche siamo riconosciuti all'estero.
Io abito in Svizzera, a Ginevra, vedo la Cnn, la BBC, ARTE (bellissimo canale franco-tedesco), Canal Plus, altri canali francesi guardo le notizie su internet da diverse fonti e ti assicuro che il nostro lombardissimo primo ministro non é che riscuota all'estero tutto sto successo, non ci fa fare una figura molto migliore della pizza anzi lo straniero ti dice "italia pizza eh, eh, ohh mafia" con ammirazione per la prima e paura per la seconda poi, dalla svezia al burundi, dice "ma come voi fatto votare berlusconi"
la mia modesta opinione
Igor
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 18:02La mia paura è che a mettere i dazi pagheremo tutto di più, perchè ormai non produciamo più una mazza e se vogliamo boicottare le importazioni ci tocca andare in giro nudi e senza scarpe.
Ragazzi facciamo prima a cercare le aziende che ancora producono qui che quelle che se ne sono andate.
Stefano
Marcus Libero
12 maggio 2005 alle ore 18:07stefano da crema.....
hai visto che giochetto con l'immobiliare in Italia?
e le banche?
che bello..che goduria....finalmente crolla tutto...
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 18:14per paco ...
non preoccuparti leggo e mi tengo aggiornata su tutto anche se lavoro ....
comunque anche se non approvo molti tuoi pensieri... li valutero e proverò a rielaborare il tutto
Isacco Azzimo
12 maggio 2005 alle ore 18:19Nord-Sud
chi sbaglia è lo Stato.
Un commento di Renato Ruggiero ex direttore del WTO , l'organismo del commercio mondiale, riportato da Mario Giordano nel libro "Waterloo! Il disastro italiano":
"Trent'anni fa sono stato il primo direttore a Bruxelles del Fondo di sviluppo regionale europeo. Allora le zone più arretrate erano l'Irlanda e il Mezzogiorno. Oggi l'Irlanda è ricca e il Mezzogiorno ancora povero". Perché? "Perché in Irlanda c'è stato il mercato, nel Mezzogiorno l'assistenzialismo."
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 18:20cannigo
quella era la scusa con la quale ci hanno fottuto sia la scala mobile che il recuopero del fiscal drag, adesso però basta, l'inflazione è scesa
ai minimi storici e va bene, ma noi non possiamo continuare a perdere potere di acquisto e a vedere aumentare tasse e bollette, in veneto si dice "Bon si, ma no coion!!"
Stefano
Maria Giovanna
12 maggio 2005 alle ore 18:24Caro Beppe,
cominciamo a moderare il blog perché i mangiapolenta tipo Valentina stanno cominciando a offendere. Si parla di olivetti e di delocalizzazione e attaccano il sud. Ma cosa c...o c'entra?
Oggi quella merda del nano di Arcore ha detto che l'Italia è in recessione per colpa delle vacanze di Pasqua. Ecco l'Italia è piena di gente come i mangiapolenta e gli umoristi di arcore. Affanculo dovete andare
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 18:25caro paco
credimi che sento molto più di quanto pensi questo problema........
e lo sto vivendo sulla mia pelle......
capisco il tuo discorso ma ciò implica un cambiamento nella mentalità generale .. la voglia e il pensiero fisso della maggioranza delle persone indipendentemente dalla razza dall'età e dalla cultura è L'HO DUNQUE SONO!!!
a mio avviso stò vivendo nella tristezza più ossoluta nel vedere gente che mangia pane e cipolla ma "fa vedere" che ha il bmw ... che senso ha vivere con le cambiali sotto il cu...
anche per questo a mio modesto avviso l'economia sta andando come vediamo tutti .
cordialmente
Niccolò Petrilli
12 maggio 2005 alle ore 18:26In questo Blog c'è un tale tasso di OTTIZZAZIONE che è impossibile portare un discorso serio...che ne dite se lo staff pensasse seriamente a un FORUM? Beppe o chi per te, i Blog sono come esperimenti: funzionano se sono presenti pochi esemplari!
Fabio Nelli
12 maggio 2005 alle ore 18:26 Propongo una colleta per la Valentina, che a giudicare da quanti post scrive, in negozio deve avere ben poco da fare, e il grado di acidità delle risposte lo confermano. Speriamo che non debba delocalizzare la sua bottega in un'area dove il tenore di vita è decisamente più basso, ad esempio il Sud Italia.
Baci affettuosi a tutte
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 18:29ma bravo isacco, e con l'assistenzialismo e il clientelismo il sud si è adagiato e ha continuato a chiedere e pretendere senza mai sforzarsi di rendersi autonomo.
Mo' i soldi son finiti, le aziende sono andate e voglio vedere adesso chi cazzo li esce i soldi per foraggiare ancora il sud.
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 18:29x maria giovanna
quella che offende sei tu
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 18:31x nelli
il mio negozio va bene sono a casa ammalata e quindi posso anche perdere tempo così
simona contenta
12 maggio 2005 alle ore 18:31X sandro pascucci
Caro Sandro hai proprio ragione...non c'è detto più vero di questo: "due donne e uno straccio fanno mercato"....riconosco di non aver risolto nulla ma solo di essermi infognata in un discorso senza capo ne coda.
ciao buona serata
Simo
stefano crema
12 maggio 2005 alle ore 18:34paco ma davvero credi che si sposta la produzione in Cina per dare la possibilità a dei morti di fame di comprarsi il TV al plasma ????
Ma sei ubriaco ???
Stefano
Fabio Nelli
12 maggio 2005 alle ore 18:35
VALE auguri di pronta guarigione
Fabio
simona contenta
12 maggio 2005 alle ore 18:35Cara Maria Giovanna..
il tuo post era un po' colorito da parole allegre e un po' inca**ate, però hai colto nel segno....ora basta però e torniamo all'argomento principale, mi sono acorta anche io di essermi persa in discorsi un po' fuori argomento... intanto sbattere contro gente così e come andare contro un muro di gomma.
Ciao
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 18:41paco
a mio avviso la cosa è ancora più semplice ci si dovrebbe accontentare di una punto se le tasche non ti permettono un bmw .. personalmente non credo che spostare le produzioni in cina come dici tu porti a un miglioramento ... tanto per dirti la grundig italiana produce i plasma in turchia e stata assorbita dai turchi ,.... ma il listino grundig italia è invariato di chi è la colpa?
vicini valentina
12 maggio 2005 alle ore 18:44 ah NELLI!!!
l'articolo davanti al nome non si mette!!!!!
michele d'onofrio
12 maggio 2005 alle ore 18:53licenziare i padroni. Un libro in proposito è stato scritto e, tra i padroni da licenziare, includeva lo stesso Tronchetti Provera della Felicità. Si tratta di mettere in pratica la teoria.
Ah se la nostra classe dirigente pensasse a fare un po' di politica seria!!!
saluti, Mik
massimo de sio
12 maggio 2005 alle ore 19:05------------------------ I MESSAGGIO --------------------------
name:
comment: problema fondamentale : il "senso di appartenenza", nelle nostre terre meridionali,è, da sempre putroppo, riferito all' area circoscritta del paese, quando non della frazione. Il vantaggio che il Nord ha in una prospettiva indipendista, è anche questo.
Esiste al Nord, mi sembra, un senso di comunità "su piú vasta base territoriale", almeno con riferimento ad una compatta area regionale.
P. es. in Campania : chi riuscirà mai a coinvolgere in un medesimo progetto concreto, non 1 ma 1000 napoletani, contestualmente a non 1 ma 1000 casertani, beneventani, aversani, irpini ...
anche al Nord le etnie sono piú incerte di quanto i leghisti vogliano credere e far credere, ma
al Nord in realtà a far da collante è l' intenzione di escludere i meridionali dal benessere
raggiunto (in gran parte a spese dei meridionali).
La mancanza di un vero comune sentire tra i popoli meridionali è pure alla base della debolezza del Sud.
Questa capillare frammentazione del senso di appartenenza, lo limita all' interno di unità teritoriali minime, spesso coincidenti con i singoli paesi, quasi mai con la provincia o la regione.
Guarda caso, avviene cosí anche nella spartizione del territorio da parte della delinquenza organizzata.
L' unica chance viene dal momdo della scuola.
E' essenziale cointeressare alla discussione della problematica autonomistica larghi strati di educatori.
I giovani parcheggiati nelle nostre scuole sono come ammalati che hanno il diritto di sapere di quale morte stanno per morire.
Com' è ovvio, ogni riscossa è mpossibile senza consapevolezza.
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Il comune dissentire
L'amico rileva - giustamente - che nel Meridione scarseggia il comune sentire, cosa che poi fa una nazione. Due meridionali assieme non fanno una società, ma una cosca, o come si dice nel linguaggio 'ndranghitistico, una 'ndrina. Quattro meridionali assieme non fanno una società in nome collettivo, ma due 'ndrine, per giunta antagoniste l'una all'altra.
Nell'autunno del 1860, decine di migliaia di contadini- soldati si accalcarono sotto le mura di Gaeta perché volevano combattere l'ultima battaglia con il loro re, che ai loro occhi rappresentava la libertà nella loro terra, il Regno, quella napoletanità che oggi abbiamo tutti perduto. E' significativo che ciò sia avvenuto uno o due mesi dopo che gli ammiragli e i capitani napoletani, che pure avevano giurato al re fedeltà fino alla morte, avevano venduto - stipulando il negozio fellone proprio sotto le finestre del palazzo che il re abitava - se stessi e l'intera flotta, che pure era tanto forte da poter facilmente affondare quelle sabauda, per poche decine di migliaia di lire e un posto in carriera.
Purtroppo, la nostra aristocrazia era composta essenzialmente dai discendenti degli usurai venuti da Genova e da Firenze a lucrare sugli arrendamenti regi e feudali. I grandi si sentivano sopra lo Stato e i medi e piccoli lo riconoscevano sono quando si trattava di scroccare qualcosa. Solo il popolo era patriota. A partire dai Vespri siciliani, la storia del popolino meridionale è punteggiata da ricorrenti sollevazioni: antifrancesi, antispagnole, la guerra per bande contro i Napoleonidi e contro i sabaudi. Ma i contadini e il popolino delle città, pur essendo patriotticamente motivati, politicamente erano plebe. Non avevano l'idea di Stato (come peraltro dovunque in Europa prima della rivoluzione industriale, solo che altrove le aristocrazie non venivano dall'usura; caso esemplare la Svizzera dove l'aristocrazia aveva un fare diremmo oggi democratico, ma anche in Sardegna le cose stavano meglio che a Napoli e in Sicilia).
Se gli aristocratici meridionali avessero avuto il sentire di Tommaso Campanella e di Masaniello, il nostro paese sarebbe diverso. In settecento anni di storia coloniale, l'aristocrazia sudica ha dato un solo patriota, Fabrizio Ruffo. Purtroppo era anche un uomo incline alla modestia (e forse troppo ubbidiente al papa), cosí non buttò a mare, e l'avrebbe ben potuto fare, Horacio Nelson e gli Hamilton, non incastrò come era giusto, Ferdinando e non rispedí in Austria Maria Carolina. Poteva essere un Cromwell e invece (lui che aveva salvato la patria) si fece cacciare da Napoli e accettò d'esser abbassato al ruolo d'ambasciatore. Insomma sprecò l'occasione storica che egli stesso aveva costruito.
Siamo una non nazione. L'unico impegno profuso con metodo e serietà dallo Stato nazionale italiano nel Meridione, da quando il Nord ha conquistato il Sud, è stato di squalificarlo nella capacità produttiva e nell'immagine. I padani, per svilupparsi, volevano un popolo di iloti, e lo hanno avuto. Hanno regalato ai ricchi le terre della Chiesa e il Demanio pubblico, hanno prezzolato i politicanti, hanno scatenato il clientelismo, hanno inaugurato il notabilato, hanno escogitato l'assistenzialismo, hanno governato contemporaneamente con carabinieri e con la mafia. Con i partiti nazionali e i sindacati nazionali hanno falsificato lo scontro politico. Et cetera.
Il Meridione è oggi un paese che si identifica solo per negazione. I meridionali sono italiani negati dalla stessa Italia. Affinché dal negativo passiamo al positivo, dobbiamo negare la negazione, cioè l'Italia. La quale non è stato e non è il nostro paese, la nostra patria. Dobbiamo erigere una statua a Fabrizio Ruffo e porla in Piazza Ferrovia, a Napoli, al posto di quel coglione di Garibaldi. Dobbiamo cambiare il nome a tutte le strade che s'intitolino ai Savoia e ai ministri (fra cui molti meridionali) che scorticarono in mille modi il popolo meridionale. Non dico dobbiamo suscitare l'odio per i settentrionali, che in fondo la loro storia la conoscono anche meno di quanto noi conosciamo la nostra, ma bisogna spazzare il mito nazionale a partire da Cavour e Garibaldi fino a Giuliano Amato, a Enrico Cuccia, alla Juventus e alla Ferrari.
L'obiettivo non è la rivalutazione dei Borbone. Questo lo faranno loro, lo stanno già facendo. Chi non ricorda le nobili incazzature di Federico Zeri? Chi non avverte che Bassolino si struscia sui ricordi di quei dinasti? Persino Ciampi lo fa. No, la procedura è un'altra: i meridionali debbono sapere finalmente su quali razzie piemontesi e nordiste, operate dello Stato, della Banca, dell'Industria, è stata edificata l'Italia degli altri. Su quali costi vivi, a carico del popolo meridionale, va avanti prosperosamente; si europeizza e si eurizza.
Un romano, in un momento di onestà intellettuale, disse del Sud dei suoi tempi, duemila anni fa: "Latifundia Italiam perdidere". Cioè lo scrocco dei senatori romani, che avevano cacciato i coloni dai loro poderi e messo gli schiavi al loro posto, ha rovinato il Sud (Italiam), ha portato a perdizione la piú grande civiltà economica e culturale che il mondo avesse mai avuto prima d'allora; grande rispetto alla stessa Grecia; culla economica e culturale di quella Roma che la rapinava (Graecia capta ferum vincitorem cepit).
Cambiate le dimensioni in senso quantitativo e qualitativo, lo stesso è avvenuto e avviene con l'Italia unita. Purtroppo contro i barbari romani e i loro figli legittimi e spuri, ci siamo dimostrati imbelli. Torniamo in noi stessi come popolo, imparando quella storia unitaria che grida vendetta. Pensate per esempio alle due tratte ferroviarie Napoli-Reggio e Bari-Reggio. Nei libri di storia quella ferrovia è qualificata come un progresso. In realtà si trattò - e si tratta ancora - di due trivelle affondate nel cuore del paese napoletano, che ai napoletani non servivano. Noi le pagammo, ma esse servivano solo a portare i bersaglieri sui fronti di guerra civile che si aprivano o minacciavano di aprirsi al Sud; servivano a costruire la fortuna di un nullatenente nordista, di un grande intrallazzista, molto amato da Cavour (Bastogi). Ripeto, le pagammo, però esse distrussero le attività allora ancora vivaci di dodicimila velieri e ovviamente il futuro della cantieristica napoletana e siciliana, in sostanza il corpo centrale di quella borghesia attiva di cui il professor Gal-asso (piglia tutto) e i suoi accoliti che insegnano storia nelle università napoletane e siciliane avvertono il difetto (ma perché non si pigliano un po' di bicarbonato!). In verità la storia patria, quella che si legge sui libri degli storiografi italiani, è una sequela di falsità e omissioni. Pensate, per fare solo un altro esempio, che tra il 1868 e il 1890, il governo del re Savoia dovette ricostruire interamente la flotta distrutta dagli austriaci nella battaglia Lissa. Voleva farlo a Sampierdarena, ma gli ingegneri (per esempio il milanese Giuseppe Colombo) chiarirono che solo a Castellammare c'erano attrezzature e maestranze capaci di simile impresa. Da Castellammmare uscí la flotta piú moderna del modo. Bene Castellammare fu subito liquidata e l'Italia s'impegno a costruire La Spezia. Un borgo di 3000 abitanti, già al censimento del 1901 ne contava piú di centomila.
Questa è l'Italia. Liquidare il Sud economicamente e asservirlo culturalmente al Nord era un chiaro progetto del Cavour, che egli stesso mise in opera e che fu portato a una prima conclusione dalla Destra Storica. Fu poi proseguito da Depretis, Cairoli, Crispi, specialmente Giolitti; poi ancora da Mussolini, De Gasperi, Einaudi. Forse Fanfani e i socialisti nenniani avevano l'idea di cambiare rotta, ma la Confindustria e i sindacati, avallati da Togliatti, Longo, Berlinguer, La Malfa e De Martino, li bloccarono.
Se crediamo che negare la negazione porta, oltre che algebricamente, anche politicamente a un numero positivo, allora questo dobbiamo fare: sfrondare lo scettro ai regnatori per mostrare di che lacrime grondi e di che sangue lo Stato nazionale italiano. Le lacrime nostre - quelle della mia generazione, che partí per il mondo umiliandosi a dire che ci dava un tozzo di pane era bello, intelligente, buono e generoso; quello dei padri che in centinaia di migliaia - forse un milione - morirono o rimasero invalidi per difendere la libertà di Milano e Venezia minacciate dall'Austria; quella dei nonni, che piansero sulle loro ricchezze travolte, sui loro poderi inariditi, sui loro arnesi da lavoro resi inutili, davanti alle loro mense, su cui il pane non si vedeva piú; che continuarono a piangere nelle stive dei vapori che li portavano in America, e che non smisero di piangere una volta arrivati a Buenos Aires a New York; infine quelle che piangiamo sui nostri figli e nipoti, senza piú volto, felicità, speranza.
E' questa l'Italia. Eterna, immodificabile. Francischiello lo sapeva già nel 1860 (non vi lasceranno gli occhi per piangere). Quando tutti i meridionali lo impareremo, allora saremo un popolo. Perché la viltà maggiore dell'Italia è stata ed è quella di mentirci.
Fabrizio Bonino
12 maggio 2005 alle ore 20:11In tutto quello che ho letto non ho trovato riferimento alcuno, magari ho letto male, a noi.
Noi in quanti lavoratori, bhè alcuni attualmente ex, e al comportamento tenuto nei momenti difficili. Cioè farsi le scarpe. La corsa a leccare il culo al capetto per ingraziarselo, tirandosi indietro quando qualcuno iniziava a chiedere conto all'azienda della situazione disastrosa. Di chi ha sempre fatto la spia, insomma il ballo di puttane e ruffiani nei momenti in cui ci si doveva unire per salvare veramente il posto di lavoro. Per sè e per i propri figli. Diciamo la verità, la depoliticizzazione degli anni '80 ha avuto il suo effetto. Miriadi di persone trasformate in dementi con l'obiettivo di "avere". La spersonalizzazione totale per avere cervelli cotti, che arrivassero appunto a cancellare la propria dignità per la considerazione del capo. A tutti quelli che hanno e avranno in futuro questi comportamenti avviso che il futuro dei vostri figli, se non ve ne siete accorti, è un pò in pericolo. Ma la soluzione al problema è demandata alla propria coscienza. E poi basta con sta menata del Sud. La cassa del mezzogiorno ha solo gonfiato le tasche dei politici, ha permesso il dilagare del voto di scambio. Io ho lavora al sud, ho conosciuto tanta brava gente, onesta e lavoratrice. Con in più il terrore di non potere esprimersi come voleva. Perchè don ciccio è seduto in parlamento, così non c'è garanzia per i diritti.
In più, l'ultima campagnia della FIAT; ma perchè Montezemolo e banda non si rivolge direttamente al Governo? Fate caso alla marca delle auto che i nosrti ministri usano. Avete mai fatto caso?
BMW!!!!
Ciao a tutti e scusate eventuali errori.
Elso Merlo
12 maggio 2005 alle ore 23:13Alla faccia di Adriano Olivetti, e della sua filosofia di uno sviluppo industriale e sociale portato avanti a braccetto. Ora gli eporediesi a braccetto continuano ad andare, ma perchè dopo essersele bevute tutte sono fatti.
lorenzo angeli
13 maggio 2005 alle ore 00:03I love you,maaan!
Massimiliano Tognetti
13 maggio 2005 alle ore 00:45Non è che la Olivetti farà la fine di Cirio e Parmalat?
A proposito di Cirio, non si sente più niente di Cragnotti e complici. C'è una pur che minima possibilità di recuperare qualcosa da questa manica di ladroni come può capitare con i bond argentini? Ho una zia che è stata fregata dalla 'sua' banca con i famosi bond Cirio. Beppe hai qualche buona notizia per chi è stato turlupinato (o sarebbe meglio dire truffato, si truffato, chiamiamola pure con il suo vero nome questa astuta manovra finanziaria con i soldi dei risparmiatori...)? Saluti
Sergio Tegas
13 maggio 2005 alle ore 07:24Sarà ora di finirla con questa Cina, basterebbe non rendere conveniente ai cinesi vendere in Italia o comprare i locali in Italia senza che nessuno ( finanza) chieda da dove possono arrivare tanti soldi ( in Contanti e tantissimi ). Non è vietata l'importazione di valuta?. Se le merci che arrivano dalla Cina sono tassatissime in ingresso non sarà conveniente produrre lì. Nessuno ha pensato che non è colpa nostra se non riusciamo a vivere in 15 in una stanza? L'Olivetti sarà un fallimento sempre e la cina rappresenterà il canto del Cigno, il vero problema è la Cina, per tutti, e la cosa comica è che si è mossa una mandria di lingue per poter stabilire rapporti comm.li . Ancora rapporti commerciali?.. Da tempo non si riesce a trovare un locale commerciale libero perchè se è vero che il prodotto cinese costa poso, il denaro cinese che compra tutto quello che è possibile comprare al livello di locali è tantissimo, contante, e non paragonabile a quello che possiamo permetterci noi italiani.
michel torrisi
13 maggio 2005 alle ore 08:35Stop agli euroscettici
"Ma il duo Berlusconi-Tremonti ha una vaga idea di come si starebbe oggi in Italia se non ci si fosse agganciati all'euro?
Giulio Tremonti è rientrato nel governo e la campagna berlusconiana contro l'Europa ha ritrovato slancio. Nel volgere di pochi giorni tanto il neo-vicepremier quanto lo stesso presidente del Consiglio, infatti, si sono esibiti in una sconcertante gara a chi le sparava più grosse contro la moneta unica, la Banca centrale di Francoforte, la Commissione di Bruxelles e, in generale, tutto quanto - vuoi regole vuoi istituzioni - rappresenta l'Unione europea.
Con toni da comizio al Bar Sport, il già ministro dell'Economia ha sostenuto che l'euro "ha devastato i bilanci delle famiglie italiane e ha prodotto gli stessi effetti che producono le guerre". Mentre Silvio Berlusconi se l'è presa soprattutto con la Bce, accusandola di non aver frenato il rialzo dell'euro, praticando una "politica distruttiva nei confronti della capacità competitiva delle aziende europee". A queste e ad altre consimili sciocchezze da più parti si è tentato di dare risposte con argomenti seri e razionali.
Perfino il presidente della Repubblica si è sentito in dovere di intervenire per ricordare che con l'euro gli italiani hanno guadagnato: 1. Una stabilità monetaria sconosciuta da decenni; 2. Una caduta verticale del costo del denaro con sostanziosi benefici tanto per il debito pubblico quanto per i mutui sottoscritti dalle famiglie; 3. Un vantaggio tutt'altro che trascurabile nella bolletta energetica in una congiuntura petrolifera altrimenti, questa sì, devastante e distruttiva. Altri hanno ricordato a Berlusconi e Tremonti che la Bce non solo non ha armi per frenare una rivalutazione dell'euro che è solo il riflesso della svalutazione del dollaro, ma anche quanto non sia vero che un euro debole spingerebbe la crescita: tre anni fa, quando la moneta europea era del 30 per cento più debole sul dollaro, il Pil italiano cresceva dello 0,4 per cento, un terzo del trend attuale.
A questi si può, infine, aggiungere un ultimo richiamo. Ma il duo Berlusconi-Tremonti ha una vaga idea di come si starebbe oggi in Italia se non ci si fosse agganciati all'euro? È dubbio, per esempio, che basterebbero quattromila lire per un litro di benzina. E i tassi d'interesse? A quale micidiale livello avrebbe dovuto portarli Bankitalia per arginare la caduta del cambio? E con quali conseguenze per la finanza pubblica e per gli investimenti privati? Certo, con l'ennesima svalutazione avremmo magari limitato il boom dei collant cinesi, ma al prezzo di mettere letteralmente in mutande il bilancio dello Stato e delle famiglie, nonché l'intero sistema economico.
Purtroppo, il peggio è che appare fatica sprecata replicare ragionatamente all'attuale premier e al suo vice. In realtà, costoro non possono che essere perfettamente consapevoli di dire delle enormità senza senso, ma insistono nel raccontare balle grossolane nel disperato tentativo di prendere per scemi gli italiani cercando in Europa un capro espiatorio per colpe e responsabilità che sono tutte loro personali. Come prova il fatto che le parole di questi sedicenti campioni delle riforme e dell'innovazione suonano soltanto come l'ultima raffica dello sciagurato partito della svalutazione."
-Massimo Riva-
francesco carola
13 maggio 2005 alle ore 08:46AIUTO!!! Peppe ci sei... la notizia è di quelle esplosive... hai visto chi molto probabilmente sarà destinato alla sala di comando dell'ENI!?... il "mitico" Paolo Scaroni attuale AD di ENEL.
Poveri noi... sempre gli stessi... oh Dio mio... intanto il PIL scende perche a Pasqua siamo andati in vacanza... si ma con quali soldi!!!... io, a Pasqua, ero qui a LAVORARE!!!!
Grillo "parlante" se ci sei, batti un colpo
francesco
Federico Guazzini
13 maggio 2005 alle ore 08:54se alzi i dazi alla merce in entrata dalla cina, i cinesi faranno altrettanto con la merce in entrata dall'italia
tra le varie conseguenze: prezzi al consumo più alti, blocco delle esportazioni per quei settori che hanno in cina un proprio mercato di sbocco, ecc.ecc.
Fabio Greggio
13 maggio 2005 alle ore 09:13LE FERIE DI PASQUA ROVINANO L'ITALIA. CHISSA' AD AGOSTO...
Berlusconi ha dato il massimo di se.
Dopo le corna alla foto di gruppo,
dopo "Mussolini era una brava persona",
dopo "Il confino era una villeggiatura",
dopo " lei è un kapò",
dopo " l'informazione in Italia è tutta Comunista",
dopo.....
è di ieri la bellissima " il PIL non cresce perchè a Pasqua gli Italiani sono andati al mare".
Guai a chi la commenta.
Certe cose non bisogna rovinarle.
Bisogna lasciarle li, in tutta la loro stupidità.
Un capolavoro.
Silvio aveva voluto il tanto decantato Tremonti come Ministro dell'Economia.
Tremonti è un commercialista. Era il suo commercialista.
L'Italia in mano ad un commercialista.
La squadra imposta a Berlusconi dai suoi alleati era orribile:
Maroni, Ministro del lavoro, era un venditore di cosmetici porta-a-porta dell'AVON.
Vendeva le cremine al mughetto alle sciùre Teresa della Briansa.
Per questo suo Know-how l'hanno fatto ministro del lavoro.
Castelli è un Ingegnere idraulico o edile.
Alla Giustizia.
Mi sembra logico.
Quando parla sembra il venditore di quaglie arrosto al mercato rionale di via Losanna a Milano.
Bossi ex cantante del Cantagiro con il nome Donato,
ex nullatenente che fingeva di studiare a Pavia ed invece cazzeggiava,
diplomato alla scuola Radio Elettra di Torino per corrispondenza, una specie di Cepu per periti degli anni 70, Ministro della Devolusciòn.
Quando ce l'aveva duro.
Matteoli ministro dell'ambiente, quello che ha messo a dirigere la difesa della fauna un cacciatore.
Tremaglia, ex Repubblichino orgoglioso di essere fascista, mai pentito, che lottava perchè vincesse Hitler, agli Italiani all'Estero.
Quello dell'Europa "culattona".
Uno spot continuo per AN in giro per il mondo.
Urbani, quello che da i soldi al Cinema, ma molti alla sua compagna regista, Ida di Benedetto, quello che Sgarbi, un'altra personcina tranquilla, ha definito in modo indecente, quello che voleva la documentazione quotidiana di ogni sito web su cartaceo in biblioteca.....ma solo per cultura.
Pena multa milionaria, ahahahaha...che birba.
Gasparri, infine, che ha fatto la legge sulle Telecomunicazioni, ma non l'ha mai letta.
Quello della rivoluzione digitale, che gli italiani non se lo sono comperato nemmeno regalandogli il decoder a spese dello Stato.
Decoder costruito da una ditta di Berlusconi.
Con concorso regolarmente vinto, s'intende...ahahahahaah.
Quello che " le antenne di trasmissione non fanno nulla", ma ne ha fatta spostare una alle Eolie vicino casa sua ( nze sa mai), quello che la moglie prende 1 miliardino per corsi subaquei alle Eolie, quelli li insomma.
L'Italia nelle mani di un Commercialista retrocede. PIù di tutti in Europa.
La colpa non è di Silvio.
Ma degli Italiani.
Esattamente come quando disse che la colpa della crisi dei prezzi era delle casalinghe che non sapevano fare economia famigliare.
Nel mio sito www.politikon.it, sono due anni che campo su di lui.
Se dovesse perdere le elezioni mi dispiacerebbe.
Con tutta la buona volontà, la Mortadella non mi darà tanto lavoro come lui.
Ma sinceramente, un altro come Silvio, così amorevolmente fuori dal mondo, dove lo troviamo?
Dai....
Fabio Greggio
www.politikon.it
paolo simone
13 maggio 2005 alle ore 09:13avevo chiesto come posso utilizzare skype tramite cellulare come ha fatto il mitico beppe grillo in trasmissione. è necessario un pc o posso utilizzare anche un cellulare? e nel caso potessi utilizzare skype con un cellulare dove si comprano le ricariche che ho visto usare alle iene?
Rosalba Alessio
13 maggio 2005 alle ore 09:15x Valentina
volevo dirti che se vuoi conoscere una perosna del sud che ha voglia di lavorare possiamo incontrarci! Sai quando sono arrivta a Milano ho iniziato a lavorare in un'impresa di pulizie e il primo giorno di lavoro mi sono presentata in ospedale (era lì che lavoravo) insieme ad una lumbard, fatto sta che il giorno dopo la ragazza ha telefonato dicendo che non era lavoro per lei io ho dovuto continuare non c'erano mamma e papà che mi passavano soldi.
buona giornata a tutti
stefano crema
13 maggio 2005 alle ore 09:26
Ma può essere che gli argentini sono più intelligenti di noi ? E anche più furbi ?
Stefano
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Occupazione operaia in salsa argentina
Naomi Klein ha presentato un nuovo documentario dal titolo The Take, in cui si racconta la storia degli operai argentini della fabbrica di ceramica Zanon, a Neuquén, in Patagonia. Nel 2001 si sono riuniti in una cooperativa, la Fasinpat, Fabrica sin padrones, hanno occupato l'azienda fallita e ripreso la produzione. Con risultati straordinari: nel 2004 il numero di operai della cooperativa è salito da 300 a 470 e la produttività è quasi raddoppiata. Sono inoltre riusciti a costruire un centro medico vicino alla fabbrica.
In totale sono oltre 15mila i lavoratori che hanno occupato e ora gestiscono 200 imprese, tentando di costruire una alternativa al sistema fallimentare (nonostante i finanziamenti statali) degli ultimi venti anni.
Tra questi ci sono i tipografi della Chilavert, i tessili di Brukman, gli elettrici di Renacer, i medici e gli ospedalieri delle cliniche di Junin e Ados, i calzaturieri di Gattic.
L'occupazione delle fabbriche non è vista di buon occhio dal governo che sta tentando in tutti i modi di boicottare l'attività lavorativa, facendo pressioni (intimidazioni, aggressioni verbali e fisiche) sugli operai. Il tutto nella più totale impunità.
In rete si può sottoscrivere un appello in difesa della cooperativa: http://www.PetitionOnline.com/zanon/petition.html
IVANA IORIO
13 maggio 2005 alle ore 09:46se alzi i dazi alla merce in entrata dalla cina, i cinesi faranno altrettanto con la merce in entrata dall'italia
tra le varie conseguenze: prezzi al consumo più alti, blocco delle esportazioni per quei settori che hanno in cina un proprio mercato di sbocco, ecc.ecc.
OK PUOI AVER RAGIONE : MA COSA ESPORTIAMO IN CINA ? 4 FERRARI E QUALCHE BOTTIGLIA DI VINO ? E POI ??? DIMMI QUALCHE ALTRO PRODOTTO..
COSA IMPORTIMAO ? NON DICO NULLA, METTITI UN GIORNO ALL'USCITA DEL MAGAZZINO IMPORT DI MALPENSA E GUARDA I MULETTI COSA TRASPORTANO..HO VISTO MELE CINESI NEI SUPERMERCATI.....BATTERIE ORIGINALI DURACELL FINTE (DURATA MENO DI UNA SETTIMAN) , ELETTRONICA DI BASSO COSTO E QUALITA'..GIOCATTOLI, PELUCHE, VESTITI, TUTTE QUELLE CAZZATE CHE TI DANNO IN OMAGGIO NELLE VENDITE TV, REGALI NELLE MERENDINE, RONDELLE DI FERRO, CIOE'...PRATICAMNETE TUTTO. VALE LA PENA TUTTO CIO' PER POTER VENDERE A LORO 4 FERRARI ? E VEDERE GENTE ARRICHIRSI IMPORTANDO MERCE DA QUEI POSTI, GUADAGNONDOCI PIU' DI PRIMA E ASSUMENDO....PERSONE DA TRATTARE COME MERCE ?
IVANA IORIO
13 maggio 2005 alle ore 10:12Personalmente non capisco piu nulla: e' da due tre anni che vedo il futuro nero e adesso sembra quasi si meravigliano di aver scoperto oggi che per l'Italia e' recessione.: Berlusconi fino a ieri diceva che le cosa andavano bene, maggior occupazione ecc ecc, ogggi inizia a dire che forse c'e qualche problema, ma intanto va a fare convegni e giri per il mondo Dall'altra parte Prodi dice che siamo in recessione, sorridendo : lo dice sul serio o lo dice perche Berlusconi ha detto il contrario ? Pero non ci vuole dire che cosa vuol fare per uscire da questa situazione !!
( nota: il tempo passa. Loro prendono fior di soldi, e noi prendiamo la fregatura) .
Il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco ha dichiarato che c'e' bisogno di uno sforzo "forte e serio da parte di tutti" per attuare il programma di governo, perche' il dato negativo del Pil costituisce un problema "comune" che ha le sue radici nel sistema produttivo. Secondo Siniscalco "la situazione va analizzata con realismo e senza polemiche". "Il programma del governo- ha aggiunto il ministro - individua le giuste aree di intervento: impresa, famiglia, Mezzogiorno, in un quadro di sostenibilita' dei conti. La sfida e' tradurre questo programma in realta'". (Agr)
.PER FAVORE CHI MI PUO' TRADURRE IN PAROLE POVERE IL SIGNIFICATO ?
Il nostro capo dello stato ci invita ad essere uniti in questo periodo di crisi per uscire da questa situazione : ma cosa vol dire uniti ? ( ieri diceva diceva che la cina e' una grossa opportunita per i nostri imprenditori
eh eh eh anche oggi con sudore oggi mi sono guadagnato la michetta
)
I sindacati si dicono preoccupati ma neanche loro sanno dire come uscire, momento: tutti hanno delle ricette ma dopo che le dicono, io personalmente non riesco a capire che cosa vogliono fare esattamente per uscire dal problema.
Quello della Ferrari ( qualcuno in tv ha detto che vale 380 stipendi di un'operaio fiat
fiat sempre foraggianta dal popolo
.vuol farci intendere che la fiat va male per colpa degli italiani dopo che prodi gli ha anche regalato l'alfa romeo ) e intanto importa gadgets dalla cina rivendendoli come bene di lusso in italia
Non capisco perche, arrivano a flotte extracomunitari : sembra che qualcuno abbia interesse a farli venire
forse per salvare qualche azienda italiana che non puo delocalizzare in cina , forse come surrogato dei cinesi si propongono questi poveretti
.
Per me la situazione e' molto semplice : le ditte chiudono e vanno all'estero perche hanno trovato schiavi da sfruttare, possibilita' di comprare interi territori per 4 soldi e costruirci sopra i capannoni, assenza di qualsiasi diritto per i sottoposti
tutto cio' con l'aiuto dei politici e banchieri i quali hanno creato loro le strutture per fare cio', ( euro, europa unita, apertura ad est, svendita a pezzi dell'italia a stranieri, rompere i coglioni a chi lavora al nord in modo onesto e lasciare lavorare in pace quei poveri cinesi tanto cosa vuoi che sia vivere in 15 in un soppalco sono tutti piccoli
.ed extracomunitari : un momento, io faccio fatica a capire il 730/740/cud , la burocrazia correlata ad un'attivita, l'iva ecc ecc ma questi qui come capiscono il funzionamento dell pagamento tasse ?) tra poco anche il giro della prostituzione delocalizza in cina e in asia : per i poveri turisti italiani che vanno da quelle parti e perche ormai in italia tra poco non si avranno neanche i soldi per una marchetta.
Eros Carrara
13 maggio 2005 alle ore 10:17Buon Dì
X Valentina:
buona guarigione
X Igor ... saluti da quel di Carouge :-)
E.
Marcus Libero
13 maggio 2005 alle ore 10:44forse una soluzione c'e'!
gestire il sistema creeditizio in proprio..e gestire il lavoro in proprio...con l'azionariato popolare, come già stanno facendo da qualche parte.
IVANA IORIO
13 maggio 2005 alle ore 11:04per marcus: potrebbe essere una soluzione, prenderci le fabbriche di chi vuole delocalizzare e andare avanti con l'attivita', partendo anche con governo e banche nuove
stefano crema
13 maggio 2005 alle ore 11:08X Ivana
ci sono persone che quando non sanno più cosa dire stanno zitte e altre che tirano dei pipettoni incredibili sulla supercazzola prematurata con scappellamento a sinistra:
aree di intervento: impresa, famiglia, Mezzogiorno, in un quadro di sostenibilita' dei conti. La sfida e' tradurre questo programma in realtà.
Vuol dire che non sanno più che pesci prendere,
vuol dire che la situazione gli è completamente
sfuggita di mano e usano gli stessi trucchi della pubblicità, come lo slogan del Mulino Bianco. Chi mangia sano trova la natura. Cosa vuol dire, non vuol dire un cazzo, sono 6 parole buttate li per dare una parvenza di cosa salutistica ecologica naturale, ma se analizzi lo slogan non vuol proprio dire un cazzo.
Il partito detersivo usa le stesse tecniche che si usano per vendere tutti gli altri prodotti,
tutte le altre sole.
Almeno 4 salti in padella con la nonna troia che si mangia sempre tutto fà ridere, gli slogan del partito detersivo sono ormai come quelli del mulino bianco, nonsense, senza senso.
Stefano
michel torrisi
13 maggio 2005 alle ore 11:15UN CONSIGLIO PER TUTTI:
guardate 'THE CORPORATION', film documentario sulle multinazionali tratto dal libro omonimo - anch'esso illuminante - di Joel Bakan, edito da Fandango Libri. Ho avuto modo di vederlo ieri sera ad una rassegna (e' recentissimo, ma ho faticato a trovarlo; i cinema non gli hanno dato grande risonanza ed e' stato distribuito malissimo - guardatelo e capirete perche'). Ho pianto. E sono incazzato nero, piu' di quanto lo ero gia'.
Luca Floris
13 maggio 2005 alle ore 11:24X Valentina.
Cortesemente vorrei farti partecipe di un mio pensiero. Penso che le persone come te, non hanno capito di aver dichiarato la guerra ai poveri, non si sono accorti di aver sbagliato bersaglio. Sono le tipiche persone che al semaforo urlano contro gli zingari e non si accorgono della rapina perpetrata dallo stato e dalle banche. Magari credi che i problemi non derivino dal fatto che abbiamo una classe politica che per diritto acquisito non paga il cinema, la colazione, l'aereo o la carta igienica per pulirsi il culo... probabilmente, per te il problema è il marocchino morto di fame che viene in Italia a cercare di vivere. Tu non ti indigni davanti a politici che hanno già vinto tutte le gare d'appalto senza parteciparvi, non ti indigni quando vedi che i tuoi "duri e puri" appena saliti al governo hanno sistemato il parentame (molto meridionale non trovi?). Mi sembra di capire che ti dia più fastidio il napoletano lezioso di un presidente del consiglio che guadagna quanto una nazione africana.
Ti sembrerà incredibile, ma come ti hanno già fatto notare in altri post, dal sud la gente scappa per il fatto di AVER voglia di lavorare (e di avere fame...). Aprire un attività al sud non è cosa semplice,
Capirai che se anche delle personalità politiche dicono che con la mafia bisogna convivere puoi immaginare la fiducia nel futuro di un imprenditore meridionale. Mah...
Valentina credi che la gente lasci la famiglia, gli amici e i posti dove ha vissuto perché si annoia? O magari perché vuole girare il mondo?
Quello che infastidisce di più è che sei la sagra del luogo comune!! Al sud non lavora nessuno (se avessi avuto il fegato di dirlo alla buon anima di mio padre ti saresti ritrovata con una rotaia nel sedere
.) Anziché comprarti la BMW e mangiare panini, comprati una fiat punto (geniale, complimenti
), qui al nord tiriamo la carretta Italia
..(magari più la Romania ora come ora), solo i padani pagano le tasse
(le pago anche io, e salate, e dove abito io non ci sono i servizi che probabilmente ti ritrovi tu
o almeno lo spero per te). Valentina, è semplice dare la colpa ad una categoria, fare di tutta l'erba un fascio, non riconoscere i capri espiatori. Io ho conosciuto tante persone del nord Italia, alcuni stronzi e altri no, alcuni lavoravano e altri non avevano voglia di fare una mazza. Col tempo ho imparato a giudicare chi mi trovo di fronte solo dopo averlo conosciuto. Dire che al sud non si lavora non è del tutto giusto, in molti si potrebbero offendere. Ti dirò di più, se dovessi fare il tuo stesso ragionamento dopo aver letto i tuoi post, dovrei dire che nel nord Italia siete una massa di sempliciotti ignoranti, ma so benissimo di sbagliare. Anche perché non credo che tu sia una sempliciotta, magari un po' ignorante si.. e un po' troppo incavolata.
Un saluto e un consiglio CALMATI.
ps "terroncello", terrone ecc..non sono termini carini da usare, chiaro? Balossa
Marcus Libero
13 maggio 2005 alle ore 11:38Ad Andijon un gruppo armato ha preso il controllo degli uffici amministrativi e ha liberato circa 4mila detenuti. Sventato attentato contro l'ambasciata d'Israele. Negoziati in corso
Marcus Libero
13 maggio 2005 alle ore 12:08L'Italia è in recessione
L'Italia è entrata in recessione all'inizio del 2005: lo
dicono i dati dell'Istituto nazionale di statistica, che
indicano una diminuzione del prodotto interno lordo dello
0,5 per cento nel primo trimestre dell'anno, dopo un calo
dello 0,4 per cento nel quarto trimestre del 2004.
Tecnicamente, infatti, si parla di recessione dopo due
trimestri negativi consecutivi. Il calo del pil rappresenta
una sconfitta significativa per Silvio Berlusconi, che vede
diminuire le sue possibilità di vincere le elezioni del
2006. La recessione dell'Italia è una delle peggiori che si
siano verificate in un paese della Zona euro dal 1999.
Financial Times, Gran Bretagna [in inglese]
monica urbinati
13 maggio 2005 alle ore 12:13Ma quanto dormo nella mia vita??? in senso non propriamente fisico...ma dormo.
Tu bruci la vita...e io guardo. So che ben poco può importarti ma hai in qualche risvegliato una mia parte....forse quella che ha una gran volgia di vivere.
Se puoi falla sentire ancora di più la tua voce, penso tu abbia le energie per poterlo fare. Intanto io cerco di uscire dal torpore...sperando che la lieve controtendenza...si fermi.
Monica
Gabriele Bernabini
13 maggio 2005 alle ore 12:17Volevo dire che l'affermazione fatta ieri da Silvio Berlusconi sul PIL sceso a causa delle vacanze è l'ennesima ENORME CAZZATA e volevo spiegare perchè.
Credo che non ci dovrebbe essere bisogno di spiegare il perchè è una emerita stronzata ma lo spiego perchè gia in passato credevo tante cose ed invece sono rimasto cntraddetto dai fatti..
Gia altre volte quest'uomo ha detto e fatto cazzate ABNORMI ma alcuni nostri concittadini evidentemente le hanno interpretate in modo diverso.
Allora..
Affermare:''Non si può pretendere che Pil cresca durante le vacanze''
(http://it.news.yahoo.com/050512/201/380u0.html)
è una cazzata per prima cosa perchè le vacanze non ci sono state solo lunedì di pasqua è stato festivo e non un periodo particolarmente lungo comuqnue se fosse vero che ogni festività fa perdere così tanto Prodotto Interno Lordo sarebbe una tragedia in vista anche dell'esate (il 2 giugno.. ferragosto.. ecc.)
DICO VI RENDETE CONTO DI QUANTO E' GROSSA STA CAZZATA?..
Ma nei fatti il PIL non può dipendere dalle vacanze perchè nel calcolo fatto dall'ISTAT vengono decurtate le giornate festive, il valore tiene conto dei giorni lavorativi e non.
Inoltre il dato (-0,5%) è un dato riferito ad una proporzione e non ad un valore assoluto cioè il PIL è calato rispetto ad un altro valore di riferimento che era appunto il PIL del trimestre precedente.
La cosa tragicomica è che il PIL del 1° trimestre 2005 ha perso rispetto al PIL dell'ultimo trimestre 2004 e cioè rispetto al periodo in cui c'è stata la festività del 1° novembre, l'8 dicembre e le vacanze di Natale!! Cioè le vacanze ci sono state anche (e forse più) nel trimestre precedente!!
Spero sia gia chiara così quanto è enorme la cazzata.. Ma il dato PURTROPPO è ancora più allarmante perchè parla di una flessione che non si registrava dal 1998 (e Pasqua c'è ogni anno!!), eppoi c'è anche una produzione industriale in calo del 5,2% a Marzo.
Insomma la CAZZATA è davvero ma davvero grande.
Appurato che questa Stronzata demenziale è colossale, viene da chiedersi come mai sia stata detta e le possibilità sono solo 2.
O la cazzata è stata detta perchè Silvio Berlusconi crede veramente che sia una cosa vera oppure sa di aver detto una enorme stronzata ed avrà i suoi motivi per averla detta.
Se ha detto una così enorme cazzata credendo di dire una cosa intelligenete allora è un'altra (ennesima prova) che NON E' INTELLIGENTE, NON E' CAPACE, NON E' IDONEO A FARE CIO' CHE FA (ho cercato di essere offensivo)
Se ha detto quello che ha detto sapendo che era un GIGANTESCA CAZZATA allora la cosa è altrettanto grave.
Questa io credo sia l'ennesima dimostrazione della considerazione che ha il presidente del Consiglio dei suoi connazionali. Lui ci considera tutti IDIOTI e spara cazzate a vanvera.
Concludo solo allegando questo LINK che parla da solo:
http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/politica/nuovogoverno2/accerch/accerch.html
P.S. lo chiedo perfavore.. NON VOTATELO MAI PIU'!
vicini valentina
13 maggio 2005 alle ore 12:19x floris
grazie della risposta ma stai tranquillo che non sono sempliciotta .. le banche ? buone quelle i ladri dai guanti bianchi e lo stipendio dei ns "cari" signori padroni non lo condivido ,, oltre al cinema ---- ristoranti, voli aerei ,servizi pubblici e quant'altro ... più o meno un parlamentare costa a ognuno di noi 2833.63 all'ora ... lo so e credimi che il loro stipendio non lo concepisco nemmeno io ... visto l'operato!!!!!! il mio errore forse è stato concentrare male l'idea e le parole .. e poi si un pò ignoranti lo siamo tutti ... o no?
cordialmente
andrea giorgianni
13 maggio 2005 alle ore 12:36ciao bebbe.ho poco tempo per scriverti ma il tuo spettacolo e'stato magnifico e ha aperto ancora di piu i miei orizzonti.ciao da andrea a presto
Stefano Zago
13 maggio 2005 alle ore 12:52Ecco come vengono riutilizzate le aree industriale ex Olivetti nel Canavese.
Leggo dal quotidiano locale LA SENTINELLA DEL CANAVESE data 12-5-2005:
"La prima riguarda la ABC Farmaceutica situata a San Bernardo di Ivrea(nell'ex stabilimento Olivetti)ha gia' avviato tutte le pratiche per costruire un grande impianto di trattamento di residui chimici fortemente inquinanti(testuali parole),con scarico finale nel fiume Chiusella".
Sempre nella stessa area la Olivetti Multiservice(societa' satellite del mitico Tronchetto),"starebbe x aprire un deposito e lo stoccaggio per materiali pericolosi".
Prima li lavoravano centinaia e centinaia di lavoratori,oggi ci portano la merda.
W il capitalismo creativo
Zago Stefano
michel torrisi
13 maggio 2005 alle ore 13:26per valentina vicini:
non sei solo sempliciotta, non capisci proprio una mazza. Per poter esprimere opinioni come quelle che ho potuto leggere in questi giorni uscite dalla tua sfolgorante tastiera bisogna peccare di un'ignoranza senza confronti. D'altra parte viviamo in uno stato dove la Lega Nord trova uno spazio; gente come Bossi, Calderoli, Maroni, Borghezio, persone senza un minimo di competenza e di cultura, che si incazzano con i terroni e con i marocchini e con chiunque si permetta di difenderli, politicanti da quattro soldi, celoduristi che sventolando un fazzoletto verde e
facendo la voce grossa credono di aver ragione; non hanno alcun rispetto per questo stato, per la sua storia.non credo si possa pretendere molto da persone di questa risma.La Lega Nord non e'un alternativa, non e' un partito che si sceglie per diversita' di opinioni o di vedute, si sceglie per una profonda, radicata mancanza di cervello.
Isacco Azzimo
13 maggio 2005 alle ore 14:23Perché i meridionali si stupiscono di quanto seguito abbia un personaggio tanto ambiguo, dispotico e apparentemente rozzo come Bossi? Quali sono i motivi di tanto malessere?
Ecco alcuni dati riportati da Mario Giordano nel suo libro "Silenzio, si ruba" e che faranno arrabbiare molti meridionali.
Non è questo l'obiettivo, quanto il mostrare che la situazione di squilibrio è ormai insostenibile.
In cinquant'anni di assistenza le casse pubbliche hanno versato al Mezzogiorno 529.000 miliardi: 34,5 al giorno. Statistiche fiscali (dati 96-97): 1 abitante dell'Italia meridionale su 3 non paga l'Ici, il 20% degli automobilisti della Calabria non paga il bollo, l'84% di quelli della Campania non si curava della tassa sull'autoradio (finché esisteva). Campania e Sicilia hanno da sole il 27,4 % degli evasori totali Italiani.
La Campania guida la classifica Italiana dei redditi che sfuggono al fisco: 20.000 miliardi. In Lombardia il settore pubblico dà a ogni abitante, sotto forma di servizi, 596.000 lire, in Basilicata 1.248.000 lire. In Veneto 894.000, in Calabria 1.253.000. La sola Sicilia ottiene ogni anno dallo Stato 13.000 miliardi di più di quelli che versa come tasse alla cassa comune. Uno studente che si laurea a Bergamo copre di tasca sua il 30% del costo dei suoi studi, a Napoli solo il 7%, a Messina meno del 6%.
La tassa media per ogni iscritto alla Statale di Milano è di L. 1.300.000, a Messina L. 474.000, circa un terzo. Da Sesto San Giovanni a Linate (in Lombardia) passando nella tangenziale milanese, sono pochi km e L.3.000 di pedaggio.
Da Bari a Lecce sono 100 km di autostrada e non si paga nemmeno una lira. Si parla sempre di potenziare la Salerno - Reggio Calabria, nel frattempo l'autostrada esistente è gratuita. A Vasto in Abruzzo lo Stato ha speso 17 miliardi per costruire Aqualand fatto passare come "centro didattico", a Maratea in Sicilia ha speso 15 miliardi per un galoppatoio, a Cosenza 12 miliardi per un parcheggio, a Pescara 17 miliardi per trasformare una fabbrica di liquori in museo ittico. Nel secondo articolo della legge chiamata "Finanziamenti per la Salvaguardia di Venezia" con il governo Prodi, si stanziavano in realtà 30 miliardi per i terremotati dell'Irpinia (anno del terremoto 1980) e 20 miliardi per il Belice in Sicilia (anno del terremoto 1968). Con la finanziaria 1998 si sono fatti passare 400 miliardi per i terremotati dell'Irpinia. I quali finora hanno beneficiato di oltre 70.000 miliardi. Sfortuna per i morti, ma grande festa per i sopravvissuti. Con Prodi sono arrivati i prestiti d'onore (50 milioni per i giovani che aprono una nuova attività), i lavori socialmente utili, i 1000 miliardi per le borse di studio e gli impieghi sociali.
Si continua a dire che mancano le infrasturtture, ma il Nordest ha fatto il miracolo con un sistema di strade da soffocamento.
La strada che porta da Vicenza a Montebelluna è un budello d'asfalto mortale costellato da fabbriche pulsanti.
La Salerno-Reggio Calabria non ha fatto nascere nemmeno una falegnameria. Tutti questi soldi sono serviti a qualcosa? La Centosud ha svolto un'indagine per misurare l'effetto della pioggia di denaro.
Su 100 imprese sorte spontaneamente, dopo 5 anni ne erano vive ancora 69.
Su 100 imprese nate con gli aiuti straordinari, ne erano rimaste solo 39. Ottenere denaro facilmente, evidentemente lo fa anche dissipare facilmente.
gerardo dereviziis
13 maggio 2005 alle ore 14:32Ivana,
Tu hai scritto
"..... MA COSA ESPORTIAMO IN CINA ? 4 FERRARI E QUALCHE BOTTIGLIA DI VINO ? E POI ??? DIMMI QUALCHE ALTRO PRODOTTO..
COSA IMPORTIMAO ? NON DICO NULLA, METTITI UN GIORNO ALL'USCITA DEL MAGAZZINO IMPORT DI MALPENSA E GUARDA I MULETTI COSA TRASPORTANO..HO VISTO MELE CINESI NEI SUPERMERCATI.....BATTERIE ORIGINALI DURACELL FINTE (DURATA MENO DI UNA SETTIMAN) , ELETTRONICA DI BASSO COSTO E QUALITA'..GIOCATTOLI, PELUCHE, VESTITI, TUTTE QUELLE CAZZATE CHE TI DANNO IN OMAGGIO NELLE VENDITE TV, REGALI NELLE MERENDINE, RONDELLE DI FERRO, CIOE'...PRATICAMNETE TUTTO. VALE LA PENA TUTTO CIO' PER POTER VENDERE A LORO 4 FERRARI ? E VEDERE GENTE ARRICHIRSI IMPORTANDO MERCE DA QUEI POSTI, GUADAGNONDOCI PIU' DI PRIMA E ASSUMENDO....PERSONE DA TRATTARE COME MERCE ?"
stavo proprio raccontando ai dei clienti italiani che vendono macchinari Italiani in cina di questo blog....
Hanno concordato con me, l'infomazione che avete completamente distorta e volutamente assente dalla realta.
La sfortuna e che le aziende Italiane, sono arrivate tardi ma ce ancora molto da fare, sia come vendita di tecnologia che di prodotti.
Vi do due cifre solo dove lavoro io , 40 kili di pasta alla settimana, 90 kili di parmigiano al mese.... senza contare prosciutti vini, olio d'oliva etc etc ( non vi e un ristorante italiano nella mia struttura) etc etc...
Ferrari e Maserati a Aprile hanno gia finito la quota (assegnata da Maranello) per le vendite 2005, e se vuoi comprare un AUDI 4 o 6 prodotta in Cina, bisogna aspettare 3 mesi, la produzione non basta, a shanghai la BROADBAND, e gratuita in tutti gli appartmenti, nessuno usa piu l'ADSL, e a casa mia vi e una presa per ogni stanza, premetto pago solo 500 Euro per un appartmento 170 metri quadri, con piscina aperta a disposizione del palazzo, security, e sala GYM con tanto di servizio 24 ore di room service....
l'importatore de cecco, fa arrivare due container al mese e non bastano...
Sapete che arrivano solo a Shanghai 5 container di Arance al giono importate dalla america e Australia, perche noi Italiani, invece le maceriamo sotto le ruspe....
I negozi di firma Italiani originali, sia a pechino, shanghai, canton, oramai occupano tutte le "vie montenapoleone" cinese, e prezzi sono da collasso... compro prese Bticino originali, i supermercati carefour vendono perfino acque minerali della basilicata a 1 euro per bottiglia... aragoste in vasca....
A shanghai si lavora 5 giorni alla settimana 8 ore come per contratto, intendo i Cinesi, perche noi stranieri le ore sono 12 o 14... e se vengono trattati male corrono dalle labor unions che non discutono ti portano in tribunale....
..si non riuscite a comprede quanta e vasta e enorme la Cina, con tutte le sue opportunita e differenze fra zone indrustializzate e rurali e il veloce passaggio che sta facendo, con un progresso cosi veloce che fa spavento...
per cortesia informatevi... perche non sono i cinesi all'eta della pietra, ma voi con un informazione da eta della pietra, e se metterete i dazi sui prodotti Cinesi, come si suol dire vi butterete la zappa sui piedi!
Smettete di leggere i gironali,e vedere la televisioen, comprate un biglietto da aereo e veniete a vedere la realta'!!!.. oramai dovreste essere grandi e alle favole che vi raccontano non ci dovreste credere piu!
ciao
gerardo
paco
13 maggio 2005 alle ore 14:51per Gerardo,
per quale ragione dovremmo credere a quella grossa cazzata di favola che hai raccontato tu ?
paco
vicini valentina
13 maggio 2005 alle ore 15:03caro max mi spiace ma se tu hai dei problemi con il tuo sesso è un problema tuo
io sono VALENTINA una donna e non vedo perchè dovrei usare un nome falso
ciao
vicini valentina
13 maggio 2005 alle ore 15:08x michel
per fortuna che al mondo ci 6 tu!
no mi dispiace ma il patriottismo non fa poi così parte di me .... libertà d'opinione ?
non mi pare che tu ne dia la possibilità ....
io penserò alle tue parole comunque ... parli di storia ... la storia dovrebbe insegnare ... ma non mi pare che l'Italia o per lo meno la gente che la governa e quelli come te ne abbiamo tratto molto in insegnamento
cordialmente
gerardo dereviziis
13 maggio 2005 alle ore 15:41
"per Gerardo,
per quale ragione dovremmo credere a quella grossa cazzata di favola che hai raccontato tu ?
paco"
paco
non ti ho chiesto ti credere ti ho chiesto di prendere un bgiletto d'aereo e venire a vedere...
e per una volta spegnere la televisione, e vedere la realta....
state diventando peggio degli americani, credete solo a quello che Mamma Raiset e mediaset vi raccontano... parlate senza sapere la realta...
si vi meritate quello che state passando.. li avete votati voi alla fine....
infine paco io mi firmo col mio vero nome tu no...
au revoir ma petit...
gerardo
Cristiano terrucidoro
13 maggio 2005 alle ore 16:33http://www.simplicissimus.it
http://www.simplicissimus.it/2005/04/theo_van_gogh_s.html
15.04.2005
Theo Van Gogh, Submission, video online
Theo Van Gogh fu ucciso brutalmente il 2 novembre del 2004 da un estremista islamico, colpevole di aver ideato e diretto un film documentario di dieci minuti, Submission, sulla violenza perpetrata contro le donne in molte società islamiche.
Come spesso capita, il politically correct impone la censura alle cose scomode, e il documentario di Van Gogh non ha praticamente distribuzione. Così ho pensato di far cosa buona e giusta nel renderlo disponibile qui:
Submission, versione alta risoluzione, 22.2MB
Submission, versione bassa risoluzione, 2.1MB
Fabio Magrini
13 maggio 2005 alle ore 17:16La bellezza di questo blog sta nella possibilità di tutti di esprimersi.
Ma ragazzi, abbiamo anche l'opportunità di ignorare le cose palesemente volgari, razziste o peggio ancora di pura e banale provocazione.
Pensavo di leggere commenti riguardanti la nostra competitività, la dislocazione di aziende italiane, l'import-export ... ed invece ho dovuto scorrere 200 e-mail per capire come mai ci si stesse scontrando tra Nord e Sud !!
Ed intanto ,nei paesi veri, quelli uniti per il loro bene comune .... ci "fanno le scarpe".
Un italiano
Ivano Pavan
13 maggio 2005 alle ore 18:37Ciao a tutti,
a quanto gia' scritto nelle precedenti (il "deserto" lasciato dalla Olivetti...) vorrei aggiungere un ulteriore sassolino nello stagno.
Il Canavese si sta "candidando" per ospitare un paio di impianti, tra l'altro particolarmente pericolosi, di gestione/trattamento/smaltimento rifiuti: un termovalorizzatore e un depuratore per prodotti chimico/farmaceutici.
Se a questi si aggiungono quelli gia' esistenti (discariche RSU, impianti di compostaggio, ... tra l'altro gestiti in modo pessimo tale da causare molti problemi/disagi alla popolazione), non e' che per compensare la deindustrializzazione e la conseguente perdita di posti di lavoro si vuole "trasformare" il Canavese nell'immondezzaio della provincia di Torino ? (la gestione dei rifiuti e' una necessita', ma e' anche un businness...).
Per concludere, aggiungo che nello "sconforto" ci sono anche dei piccoli barlumi di luce: sul territorio esistono ancora alcune aziende/persone con 2 cojoni cosi' che stanno facendo di tutto e di piu' per creare qualche oasi in tale deserto...(non volendo fare nomi una di queste, che tra l'altro opera anche nel campo informatico, e' nata dal nulla una decina di anni fa con tanta volonta' e "cuore", ora conta circa 250 collaboratori e i risultati si vedono eccome...).
Ivano.
ENRICO CIANNELLA
13 maggio 2005 alle ore 18:43CARO BEPPE
SEI GRANDE.................
CIAO
ENRICO
marco paganella
13 maggio 2005 alle ore 19:40X Gerardo.
Io non so come stanno le cose in Cina, hai perfettamente ragione; non ci sono mai stato e quindi non posso parlarne.
Ma per il momento sono a Roma per lavoro. Ci ho vissuto fino all'età di 20 anni a Roma ed è impressionante, ora, andare per esempio al quartiere dietro la stazione termini e vedere che intere strade sono oramai file ININTERROTTE di negozi cinesi (le insegne sono TUTTE CINESI)..
Ora, sarà anche che noi italiani (ma quanti, e chi??) facciamo "grassi" affari in Cina, ma quì, nell'italia che forse è un pò che non visiti le cose si stanno mettendo un tantino maluccio per noi.
Nel paese dove risiedo normalmente (in provincia di Rovigo) una famiglia Cinese ha comprato un bar (sottolineo comprato, non affitato) per circa 300 milioni di vecchie lire in contanti...
Cordialmente, compra anche tu un biglietto, e magari vieni anche anche tu a vedere perchè QUI' la gente fa le affermazioni che non condividi.
Marco
Stefano Zanini
13 maggio 2005 alle ore 19:56Sono d'accordo con Gerardo,
la Cina è una delle poche opportunità rimaste per l'economia italiana.
Diciamo pure però che al momento è ancora un'opportunità potenziale. Non sono certo due container di pasta a fare la fortuna di un paese, nè qualche centinaio di Ferrari e Maserati.
E' anche ora di finirla nel dipingere l'industria italiana come interamente incentrata sui prodotti di lusso. L'economia industriale (ancora oggi) si fa sui volumi, cioè percentuali nei grandi mercati.
La Ducati e l'Aprilia vincono il Moto-Gp? Ecchissenefrega! Sono cattedrali nel deserto, producono si e no qualche migliaio di moto all'anno. La Honda da sola ne produce 150.000, come vuoi che competano?
Ferrari, Maserati, sono i Patech Philippe (noti orologiai franco-svizzeri) dell'auto. Ma è la Swatch ad essere competitiva sul mercato!
I cinesi ci battono per i bassi costi? Non preoccupatevi ci raggiungeranno presto anche per qualità e contenuti. Quattromila laureati all'anno salutano questo paese e difficilmente torneranno.
Li avete pagati voi i loro anni di studi, e se ne vanno a fare la fortuna dei paesi oltre confine. Andarsene o finire in un call center questo il dilemma che la società italiana gli ha posto.
I cinesi mandano i loro valenti giovani a frequentare i corsi di dottorato delle principali università americane ed europee. Sono tenuti a tornare per dirigere il futuro tecnologico, economico ed industriale della Cina.
I nostri dottorandi cercano disperatamente un contratto negli Stati Uniti od in Gran Bretagna. Una volta trovato fanno il proverbiale gesto dell'ombrello ed i loro figli saranno madrelingua Inglese. Sapete perchè? Perchè nel nostro paese avrebbero dovuto marcare il passo al figlio, nipote, moglie, amico del privilegiato di turno.
Vi sembra la solita paranoia da bar? Provate ad informarvi, (con Google si fa in fretta) chi erano le seguenti persone, che fine hanno fatto e, soprattutto, che fine hanno fatto le loro iniziative:
Enrico Mattei,
Felice Ippolito,
Giulio Natta,
Adriano Olivetti,
fam. Brion
ce ne sono tanti altri. Erano il futuro dell'Italia all'inizio degli anni sessanta. Con la loro cacciata dal tempio e la distruzione della loro eredità, L'Italia ha consacrato il suo futuro all'ignoranza, alla mediocrità che è sempre foriera di povertà economica.
Un paese d'importatori ed esportatori? Servizi, turismo e prodotti di nicchia? Chiunque ne capisca qualcosa di macroeconomia sa, non ha bisogno d'indovinare, che un simile paese dei balocchi è spacciato.
A meno di un cambiamento radicale di mentalità, quello di tornare ad esse un paese povero è il triste destino della nostra nazione. Chi ne capiva qualcosa lo sapeva sin dai primi anni novanta. (Vedi gli editoriali di Tullio Regge sulla rivista Le Scienze).
La Cina è un pretesto, si sapeva da parecchio, eravamo in tempo per metterci al riparo. La stupidità, l'ignoranza e l'arroganza ipocrita di pochi privilegiati hanno avuto per vent'anni un regno continuo ed incontrastato. Oggi ne viviamo solo le conseguenze.
annamaria Leale
13 maggio 2005 alle ore 23:53caro Beppe ricordi Fantastico 1 con loretta ed ether? ricordi quella che lavorava a genova in telenord che veniva a trovarvi tutte le settimane?sono completaamente dalla tua parte ti stimo e ti ammiro come allora e per di più genovesi come noi, e come lo era lo staf del primo fantastico eravamo in tanti.....mi piacerebbe rivederti al più presto ti bacio :Anna Maria Leale
Roberto Mannone
18 novembre 2006 alle ore 02:39Ciao carissimo amico dell'informazione,
grazie per tutto quello che fai.
Sei un uomo giusto e leale, come lo era mio padre.
Sei una bella persona!
paolo simone
14 maggio 2005 alle ore 10:39avevo chiesto come posso utilizzare skype tramite cellulare come ha fatto il mitico beppe grillo in trasmissione. è necessario un pc o posso utilizzare anche un cellulare? e nel caso potessi utilizzare skype con un cellulare dove si comprano le ricariche che ho visto usare alle iene?
paolo simone
14 maggio 2005 alle ore 10:41avevo chiesto come posso utilizzare skype tramite cellulare come ha fatto il mitico beppe grillo in trasmissione. è necessario un pc o posso utilizzare anche un cellulare? e nel caso potessi utilizzare skype con un cellulare dove si comprano le ricariche che ho visto usare alle iene?
paolo simone
14 maggio 2005 alle ore 10:43avevo chiesto come posso utilizzare skype tramite cellulare come ha fatto il mitico beppe grillo in trasmissione. è necessario un pc o posso utilizzare anche un cellulare? e nel caso potessi utilizzare skype con un cellulare dove si comprano le ricariche che ho visto usare alle iene?
federico tucci
14 maggio 2005 alle ore 20:37E te pareva che se spostava in cina pure l'olivetti... grillo ma quando ci andranno i nostri sindacalisti in quelle terre? Perchè i nostri imprenditori (?) non capiscono che riducendo il solo costo del lavoro non si è in ogni caso competitivi, ma serve ricerca ricerca e solo ricerca, ma fatta da LORO non dallo stato. E mica dobbiamo sempre noi pagare la loro ricerca
Otto Kemniz
15 maggio 2005 alle ore 00:22Una parola sull'olivetti e due sui prodotti cinesi. Mi occupo di informatica ed ho lavorato part-time in un concessionario olivetti.. e devo dire.. come pensano di rilanciare il marchio in questa maniera? Creano prodotti non funzionali(e bacati, per chi conosce le cornette dei fax ink-jet) e con prezzi spesso astronomici; molti dei loro prodotti sono inoltre semplicemente rimarchiati (gli ultimi computer che ho visto addirittura con una semplice etichetta adesiva che ne copre il marchio sottostante!). Adesso.. i prezzi presumo rimarranno gli stessi, ed i prodotti peggioreranno ancora.. ma a questo punto, non è meglio vendere tutto, magari ai cinesi?!
Per quanto riguarda invece il dominio economico cinese..bhè è una vergogna. E non è una vergogna solo italiana, ma di tutto l'occidente! Tempo fa si disse tantissimo sullo sfruttamento dei lavoratori e sul lavoro minorile, ed imputati erano marchi noti come puma, nike etc. Ora sfruttiamo i cinesi(quelli poveri e sottomessi, non quelli che vediamo ogni giorno in giro qua in italia), che lavorano per noi 20 ore al giorno, ma nessuno sembra mai ricordarsene. Richiediamo alle nostre imprese controlli e certificazioni su ogni prodotto, e poi importiamo dalla cina prodotti non controllati e non certificati(e magari pure con marchi imitati, come il CE). Abbiamo leggi ferree per lo smaltimento di rifiuti qui da noi, ma tutto il materiale di scarto che arriva in Cina che fine fa? Ovvio che con queste premesse un prodotto cinese non ha concorrenza! E allora diamo lavoro ai cinesi, e così in italia non si assume più, l'economia crolla e vendiamo le nostre ditte a chi? Ai cinesi. Non mi sembra un discorso tanto complicato, e non so quanto ci voglia a imporre forti dazi doganali alla cina, o a proibire l'importazione di prodotti che non rispettino i basilari diritti dei lavoratori, o ad imporre elevati test qualitativi alle importazioni. Ma nessuno lo fa... e tutti sanno perchè. E' perchè i nostri governi sono in mano a degli imprenditori. Imprenditori senza scrupoli: non investono e non fanno ricerca. Invece, importano dalla Cina di tutto, dall'abbigliamento ai computer. Alcuni sono addirittura i primi responsabili dei plagi: mandano laggiù prodotti italiani, e se ne fanno produrre di pressapoco uguali a 1/10 del costo. Un giorno, di questo passo, il nostro paese, e molti altri, saranno economicamente in mano alla Cina. Pensateci: anche ora, se la Cina chiudesse le frontiere, quanti prodotti sparirebbero dagli scaffali dei grandi magazzini? Credo forse la metà.. Tuttavia, questo non interessa a chi ci governa: chi ci governa in realtà è il primo che ci lucra. Via alle pentole allora!
Lucio Gobbetti
17 maggio 2005 alle ore 11:35Caro Gerardo
se lo dici tu, è vero.
Magari dovremmo comprare 54 milioni di biglietti e venire lì, nella nuova Eldorado.
Ma tu vivi in un appartamento di 170 mq con una presa internet per stanza, piscina e security che blocca chi viene a romperti le palle. Garantisci lo stesso trattamento per tutti noi?
Nel frattempo ti informo che qui c'è gente che non arriva a fine mese e nell'ultima settimana del mese non si può permettere nemmeno i prodotti cinesi. Lì hanno esaurito la quota delle Ferrari per il 2005, qui l'80% degli incassi i negozi li fanno nelle prime due settimane del mese. Indovina un po' perchè...
Forse sarebbe meglio che il biglietto dell'aereo lo prendessi tu e venissi un po' a vedere cosa sta succedendo...
Fabio Ceteroni
18 maggio 2005 alle ore 19:53E se proponessimo invece lo sciopero dell'acquisto verso queste Aziende....., rendendo pubblico l'elenco delle Aziende - Italiane - che chiudono in Italia spostano tutto all'estero...., chiamandola competitività....., o verso le Aziende che attuano mobbing nei confronti di over "40enni", considerati anziani solo per poter usufruire delle strabilianti formule della Legge Biagi - lavoro atipico: incertezza certa! -....,Saluti
Scuglia Giuseppe
21 maggio 2005 alle ore 19:54Scusa caro Peppe, ti chiamo Peppe perchè sono del sud e da noi Beppe non si usa, pochi giorni fa ho scoperto navigando,l'imbroglio dell'attentato al pentagono dell'11 settembre 2001 che tu sicuramente avrai già detto e ridetto,però non mi spiego il perchè i telegiornali e i giornali non abbiano parlato di questa cosa. Fino a qualche settimana fa io ero convinto che un aereo kamikaze si fosse scontrato sul pentagono, mentre invece è stato un missile o qualche cosa sicuramente più piccola di un boing 757 alto 13.6 m,lung 47.3 m e apertura alare di 47.32m. Come è possibile che un aereo di queste dimensioni abbia colpito solo il piano terra e perchè non ci sono i resti delle ali? Perchè nessuno si domanda queste cose? Eppure ci sono arrivato io che ho 17 anni...Mentre la maggior parte della gente continua a vivere in un mondo illusorio dove il padrone ci inganna facendoci vedere e capire tutto quello che vuole lui... Come il mito della caverna del grande Platone.
Scusa ma se ti avrai un pò di tempo ti prego di rispondere e di dirmi le tue considerazioni, comunque sei fantastico forse però in alcune cose sei un pò troppo estremista però sei uno dei pochi che ragiona, che vivi, visto che gli uomini di oggi si prendono in giro facendo finta di vivere, la vita è conoscenza e sapere non consumismo,massoneria,mafia,politica, ombrogli vari e noi non l'abbiamo ancora capito.
Ti prego di rispondermi quando mi risponderai ti dirò una notizia che in calabria ha fatto scalpore mentre nei tg nazionali non viente minimamente toccata perchè preferiscono parlare di cazzate!!
ciao
CARLO IBBA
21 maggio 2005 alle ore 20:54un sardo di alghero.
entro volentieri nel tuo blog per poter
attingere a notizie che normalmente nn si leggono sui giornali,
nn faccio commenti ma ti mando un ringraziamento caro beppe, ho avuto notizia che intorno alla metà di settembre sarai ad alghero per una serata.
grazie beppe aspetto con ansia quel giorno . forse la mia richiesta di qualche giorno fa ha avuto una sorta di miracoloso intervento?
Luisa D'alterio
21 maggio 2005 alle ore 22:04ciao UOMO ECCEZIONALE!!!!!
abito a Susa una piccola cittadina a 50 km da Torino e ieri sera 20/5 sono stata ospite del tuo splendido spettacolo!!! ero insieme a mio marito e ad alcuni amici e abbiamo riso tantissimo perchè sei davvero eccezionale, a costo di essere ripetitiva, ma mentre tornavamo a casa commentando ci siamo resi conto che c'era tutt'altro che da ridere per la serità e l'importanza degli argomenti trattati, seppur intercalati da splendide battute.
oggi appena ho potuto sono andata a visitare il tuo sito (che per altro avevo già visto) e ho deciso di iscrivermi alla mailing list.
hai parlato anche del Tav treno alta velocità, con cui hanno deciso di deturpare la nostra splendida valle.
presto partiranno i lavori per il cunicolo eplorativo (non 30cm di diametro ma 6,5 m!!!) ed è noto che le montagne delle nostre valli sono piene di uranio e amianto.
molti medici geologi e esperti di fluidodinamica hanno stilato fior fior di relazioni sulla catastroficità (oddio esiste come parola) su quest'opera che come hai rimarcato anche tu ieri sera non servià aniente e a nessuno, ma che venfono ignorate e insibbiate sia da i giornali che dalla televisione, a parte qualche breve articolo sui giornali locali.
il 4/6 ci sarà una marcia contro il tav.
sono una persona passionale e attiva, e soprattutto perchè sono mamma di 2 splendidi ragazzini (13 e 9 anni), sono preoccupata per la loro salute, per la salute di tutti gli abitanti della nostra valle...ma non so cosa fare!!!!
mi sento impotente contro quest'enormità che sta per caderci sulla testa, e più che partecipare alle manifestazioni e ad esporre la bandiera della pace affiancata da quella contro il tav non so cosa fare, e devo dire che questo sendo di impotenza mi crea a volte frustrazione, oltre che preoccupazione.
sono qui per chiederti umilmente consiglio, cioè cos'è che posso fare per non rendermi complice di queste persone senza scrupoli?
una tua accessissima e umilissima fan
luisa d'alterio
via donatori di sangue 11/c
10059 susa to
email loulou11@virgilio.it
tel 0122622611
con affetto un abbraccio
simona arigoni
21 maggio 2005 alle ore 23:01a "Crescere tra le righe" non vedo neanche l'ombra di una donna tra gli invitati...vorrà dire qualcosa??
ROBERTO H.T.ARIGONI
22 marzo 2007 alle ore 18:43GOSTARIA DE SABER QUEM É SIMONA ARIGONI , SOU BRASILEIRO MORO EM SÃO LOURENÇO DO SUL-RS ,GOSTARIA QUE ELA MANDASSE UM RETORNO POR E-MAIL
ROBERTO H.T.ARIGONI
22 marzo 2007 alle ore 18:46GOSTARIA DE SABER QUEM É SIMONA ARIGONI , SOU BRASILEIRO MORO EM SÃO LOURENÇO DO SUL-RS ,GOSTARIA QUE ELA MANDASSE UM RETORNO POR E-MAIL
edy savietto
21 maggio 2005 alle ore 23:34ciao beppe, sono un prete di treviso... vai da Dio. non mollare
Flavio Chiolino
22 maggio 2005 alle ore 00:03Ciao Beppe,
Come milioni di altre persone ti seguo da tempo, e ho solo una parola: Grazie.
Credo che con questo Blog tu sia diventato un "Hacker".Uno vero.
Ovviamente dobbiamo considerare questo termine nel suo vero significato: "Il rifiuto di accettare tutto quello che ci viene detto senza verificarlo, il rifiuto di ritenere la tecnologia patrimonio delle multinazionali e dei governi...."
Si può essere Hacher senza occuparsi di informatica, ma semplicemente convincendosi che le idee sono patrimonio di tutta l'umanità, vanno condivise, migliorate, ampliate. Non possiamo accettare di non sapere come funzionano le cose.
E questo non ha nulla a che fare con il copyright, con lo scambiare musica illegale, con il non rispettare il lavoro degli altri; anche se a questo proposito ci sarebbe ancora tanto da dire.
Tutto qui. Mi sembra sia quello che fai tu.
Io Non so programmare, nè entrare nei computer altrui, Ma mi sento un Hacker.
Come te.
Grazie ancora.
Marco Zenone
22 maggio 2005 alle ore 08:23Skype è proprio una figata, ma è ancora più figo sapere che la maggior conoscenza ed una miglior informazione è alla base del benessere di tutti; purtroppo l'egoismo personale di ognuno distrugge questi due diritti fondamentali. Forse dovremmo fermarci e ritornare a sederci dietro i banchi di scuola ad imparare cos'è il rispetto e l'onestà.
Grazie e saluti
Marco
massimo zani
25 settembre 2005 alle ore 18:41non ho trovato una sezione scuola o cultura,quindi in linea con l'attuale governo ho pensato che quello economia fosse il riferimento più confacente....
ho una domanda, come mai i nostri ragazzi usano ancora i libri ?? non sarebbe più semplice oltre che economico utilizzare dei meno costosi e più completi supporti multimediali?? (cd)penso alla schiena dei miei figli..al trasporto e alla produzione di tutti questi testi..saluti max.
valentina allegri
1 ottobre 2005 alle ore 21:01ho comprato un paio di quaderni in un supermercato e li ho pagati la bellezza di 2 ciascuno!!! meno male che l'istruzione é un diritto di tutti!!!!!!!!!!!!!!1
alessandro mosti
21 novembre 2005 alle ore 11:58Ciao Beppe,
sono un programmatore di una delle software house più grandi in Italia dove tu anni fà hai tenuto uno spettacolo,erano altri tempi e si guardava al futuro con serenità.
Cari amici
vi faccio un esempio concreto,la mia azienda a giorni manderà in mobilità il 50% dei dipendenti,
il motivo è delocalizzazione.
Nei commenti ho letto: "colpa dei consumatori".
Vorrei capire a che consumatori ci si stà riferendo,a quelli che comprano aziende per acquistare quote di mercato mandano i lavoratori
in mobilità e spostando poi la produzione all'estero??
Se qualcuno mi aiutasse a spiegare a mia madre che si è fatta un mazzo tanto per darmi un istruzione e quindi la possibilità di trovare un occupazione,cosa sia la delocalizzazione gliene sarei molto grato e soprattutto dal 2006 dove mi delocalizzerò???
Buona giornata a tutti
alessandro
silvio zirafa
21 giugno 2006 alle ore 23:44Vorrei sapere che fine ha fatto lo slogan tanto caro ai nostri politici sul fatto che moltissimi italiani non arrivavano a fine mese, e che una volta saliti al POTERE ci avrebbero pensato loro...
ELISABETTA CHINARELLI
28 settembre 2007 alle ore 11:31...tempo fa conobbi un signore, di Ferrara, la mia città, distinto ed elegante, che lavorò alla prima vera Olivetti. Mi raccontò che quella vera, appunto, organizzava esposizioni pregevoli e grandiose. Ovvero spazio all'arte, all'immagine per apparire loro stessi Oltre. Non solo Azienda ma Uomini per gli Uomini.
Rat Mataz
23 giugno 2008 alle ore 18:43COSA ERAVAMO CAPACI DI FARE
Nel 1965 (millenovecentosessantacinque) l'Olivetti (con la O maiuscola) presentò al mondo il primo "personal computer" alla fiera di New York.
Agli americani si sganciò di netto la mascella: non avevano mai visto nè immaginato nulla di simile (ci vollero quasi 20 anni prima che IBM costruisse il suo PC).
Grande successo commerciale per la prima macchina programmabile "per tutti" e non solo per gli addetti ai lavori. La HP ne comprò 100 esemplari e la copiò (infatti dovette pagare una barca di royalties).
Leggetevi la sua storia e mi raccomando non piangete troppo:
http://www.piergiorgioperotto.it/libriperotto/programma%20101/101.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Olivetti_Programma_101
http://www.arcoliv.org/eventi/2002/elea.html
http://www.ilpiave.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3342
http://www.science.uva.nl/faculteit/museum/Programma101.html
comprare mi piace facebook
28 settembre 2015 alle ore 15:02pascucci questa è pubblicità..e visto che i libri che proponi non sono gratuiti, trova altri mezzi per intortarci con storielle di soldi e euro...tanto qui euro non ne abbiamo!!!
hehehhehheehheheheheheheh
