
Etica della repressione
26 maggio 2005 alle ore 13:38•di MoVimento 5 Stelle
A Cuba sta aumentando la repressione contro la libera informazione e i giornalisti, tra cui alcuni italiani trattenuti nei giorni scorsi dalle forze di polizia cubane prima di essere espulsi.
Reporters sans frontières, l'organizzazione internazionale per la difesa della libertà di stampa e dei giornalisti sotto arresto, mi ha inviato una lettera scritta a Marco Tronchetti Provera lo scorso anno per una sua presa di posizione sulla partecipazione di Telecom Italia nell'operatore cubano delle telecomunicazioni ETEC SA, società grazie alla quale il governo cubano esercita la repressione della libertà di informazione in Internet e persegue gli oppositori.
E' inconcepibile che un'azienda italiana possa partecipare alla repressione di un popolo, sia pur per via finanziaria.
Chiedo a Tronchetti di dimostrare cos'è veramente l'etica prendendo una posizione pubblica sulla repressione che avviene attraverso la compagnia ETEC SA da lui partecipata.
Altrimenti, invece di parlare di etica dell'informazione al convegno che si è tenuto a Borgo La Bagnaia, dovrà parlarci dell'etica della repressione.
Commenti (491)
Bruno Panetta
26 maggio 2005 alle ore 15:38Finalmente!
Per una volta sono d'accordo con Beppe Grillo al 100%!
Bruno Panetta
bpanetta@gmail.com
lucia goddi
26 maggio 2005 alle ore 15:38l'unica etica di questi personaggi è l'etica della moneta
Andrea D'Ambra
26 maggio 2005 alle ore 15:44Finalmente Beppe tocchi qualche argomento che ti fa uscire dalla nicchia!
non farlo troppo spesso sennò qua si scatenano i temporali!
CUBA ES NO LIBRE!
Massimo De Laurenziy
26 maggio 2005 alle ore 15:47Che Schifo ! Siamo gli UNICI al mondo ad Autodistruggerci :-(
Io ho una bambina di 6 mesi....cosa gli lascio !? Caro Beppe, posso farla partecipare allo spot "Chi pagherà il debito ?"
Ciao Massimo
rocco cirocco
26 maggio 2005 alle ore 15:48Ecco, mo si scatenano tutti i destroidi.
Avanti, venite.
marco topi
26 maggio 2005 alle ore 15:48Beppe ancora ti illudi che esista un'etica nel mondo finanziaro del XXI secolo?
Luca Floris
26 maggio 2005 alle ore 15:48Evviva Panetta!!!! :-))))
Stefano Serra
26 maggio 2005 alle ore 15:48ciao a tutti dal Serra
Se il tronchetto (o chi per lui delegato a farlo) risponderà alla lettera, m'immagino già il potenziale contenuto della risposta:
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La direzione di Telecom italia ecc. ecc.
riferendso alla vostra comunicazione circa bla bla bla ha già preso provvedimenti al fine di accertare l'effettiva veridicità circa il coinvolgimento diretto della compagnia ETEC SA
bla bla bla bla bla...........................
Come a dire :
La responsabilità delle compagnie coinvolte nell'accordo sopraccitato,non riguarda la politica
oppressiva che il governo di tale paese esercita sul popolo cubano, ma si limita a un semplice accordo tra aziende,e bla bla bla bla bla.........
Insomma , sono secoli che si applica il "dividi et impera"!
Stefano Serra
claudia corda
26 maggio 2005 alle ore 15:48la libera informazione non esiste neppure da noi, ma quello di fidel è un regime dichiarato e invece il nostro???
e a chi ci dobbiamo affidare?? al tronchetto dell' infelicità.....
ma piuttosto cerchiamo di fare tornare almeno su rai 3 qualche comico vero.
piuttosto caro beppe l' altra notte ho sognato che lei faceva l' apertura di ballarò....
PRESAGIO O FOLLIA???
salvo bonacci
26 maggio 2005 alle ore 15:49carissimo, a cuba sat succedendo qualcosa di strano, perchè se prima la repressione era solo verso i cubani, ora invece, fidel, preso dallo sconforto e dalla vecchiaia comincia davvero a dare i numeri...maledette dittature!
roberto bracco
26 maggio 2005 alle ore 15:51
Scusate ma ad un disocuppato che c...o gliene frega dei giornalisti che vanno a Cuba???
Non facciamo i buoni e i bravi moralisti e pensiamo alle dittature nostrane e ai relativi problemi economico/finanziari.
Andrea Rossi
26 maggio 2005 alle ore 15:52Tronchetto nazionale ? no grazie ! Ho tolto il telefono fisso da casa pur di non pagargli il canone. L'appartamento è piccolo e non posso permettermi molossi di grossa taglia.
Per l'imprenditore moderno attuale l'Etica è praticabile solo quando porta Profitto, altrimenti meglio soprassedere. L'imprenditoria etica è storia, e mi chiedo se la parola Etica sia ormai prossima a scomparire dal dizionario.
roberto bracco
26 maggio 2005 alle ore 15:53scusate: ....e ai relativi problemi economico/finanziari... e sociali.
dario digeronimo
26 maggio 2005 alle ore 15:55Credo che questo articolo possa essere interessante, anche se fa male: d'altra parte la cura contro l'ipocrisia è lunga e dura.
Inoltre ti chiedo Beppe: quanti dissidenti politici languono nelle galere italiane? e in quelle statunitensi? cosa fa il nostro paese per sostenere la lotta contro i terroristi protetti dagli Usa, vivono a Miami, che hanno fatto un morto italiano durante la stagione delle bombe a l'Habana? Sarebbe bello saperlo.
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CUBA
Il candore dei cronisti italici
GIANNI MINÀ
il manifesto, 24 maggio 2005
Uno spirito caustico come Daniel Chavarría, scrittore e rivoluzionario uruguayano, ha liquidato l'episodio dell'espulsione da Cuba di Francesco Battistini del Corriere della Sera e di Francesca Caferri de la Repubblica, insieme a due o tre politici polacchi, con una battuta crudele «Meno male! A Cuba i giornalisti li espellono, in Iraq invece la truppa d'occupazione nordamericana spara loro addosso». La battuta feroce si basa su una constatazione incontrovertibile e scabrosa: anche Cuba vive da tempo una guerra, quella che gli Stati uniti le hanno dichiarato 45 anni fa con l'embargo economico e mediatico (recentemente inasprito) e che ora, nell'epoca di Bush jr., ha ripreso vigore, come confermano le 450 inquietanti pagine del progetto «Cuba libre», disponibili da maggio 2004 sul sito del dipartimento di stato Usa. E' un progetto politico ben preciso che, con tanti saluti al diritto di autodeterminazione dei popoli, punta ad un cambio «rapido e drastico» nell'isola. Così, senza voler giustificare le inutili espulsioni dei giornalisti, si intende come Cuba possa vivere in una sindrome di «castello assediato» che le fa commettere errori. Una condizione in cui la nazione più poderosa del mondo stanzia pubblicamente 53 milioni di dollari l'anno (più 5 per le campagne di propaganda) per costruire una opposizione alla revolución e cambiarne il destino (per ora meno drammatico del resto dell'America latina).
Perché nel documento della «Commissione per sostenere una Cuba libera» si dichiara senza mezzi termini l'intenzione del governo di Washington di designare fin da ora, per l'isola che si presume sarà liberata, un coordinatore del dipartimento di stato, che si occuperebbe della transizione. Insomma un Paul Bremer che successivamente dovrebbe passare il potere ad un altro Allawi, anche lui, verosimilmente, proveniente dalla Cia. E questo, è ovvio, per ristabilire la democrazia.
«L'assemblea per la promozione della società civile a Cuba», organizzata da Marta Beatriz Roque venerdì 20 e sabato 21 maggio, con un budget di 130 mila dollari, forniti da James Cason, esperto di «guerre sporche» e responsabile dell'ufficio di interessi degli Stati uniti all'Avana, è una delle tappe di questa strategia della tensione. Una politica tesa alla destabilizzazione interna e inaugurata, due anni fa, con i dirottamenti di tre aerei passeggeri e il sequestro fallito del ferry boat di Regla.
La strategia è proseguita quest'anno in occasione della 61° sessione della Commissione diritti umani dell'Onu, nella quale il governo di Washington è riuscito a bloccare la presentazione di una denuncia sulle violenze, gli abusi e le torture compiute dai suoi funzionari, ufficiali e soldati in Afghanistan, nelle carceri irachene e a Guantanamo, ma ha ottenuto di imporre di stretta misura, col voto determinante di alcune nazioni europee come l'Italia, una censura a Cuba, dove non ci sono mai stati desaparecidos, torture ed esecuzioni extra giudiziarie.
L'iniziativa di Beatriz Roque e di René de Jesus Gomez e Felix Antonio Bonne, che, bisogna ricordare, si è svolta regolarmente, con il disappunto di tutti quei politici mestatori e giornalisti che si aspettavano una repressione, è stata però un'iniziativa alla fine autolesionistica.
Perché non solo ha costretto alcuni dissidenti storici come Osvaldo Payá, Cuesta Morua ed Elizardo Sanchez a dissociarsi da una manifestazione organizzata da chi «incontestabilmente prende ordini e soldi dal governo degli Stati uniti», ma perché ha ribadito le divisioni e la possibilità di manipolare l'opposizione alla revolución.
Chi potrebbe fidarsi, infatti, di un progetto di cambio politico che afferma: «Bisognerà processare i funzionari e i membri del governo, del partito, delle forze di sicurezza, delle organizzazioni di massa e anche quelle di cittadini favorevoli al governo rivoluzionario (e quindi ufficialmente tutti) e forse pure di molti membri dei Comitati di difesa della rivoluzione»? Perché, sia chiaro «la lista potrebbe essere molto ampia». Questa sarebbe la strategia per restituire Cuba alla libertà e alla democrazia? E i cronisti dei nostri più prestigiosi giornali invece di informarsi e di allarmarsi per questa guerra sotterranea in corso, vanno, in zona di operazione, con visti da turisti. Lo farebbero in Iraq o anche solo in Palestina? E perché insieme ai candidi partiti «democratici» italiani dimenticano per esempio che, proprio in questi giorni, George W. Bush ha, come ospite a Miami, il famigerato terrorista Luis Posada Carriles, al quale potrebbe concedere «asilo politico»?
Ma in Italia queste inquietanti realtà, che spiegano la «sindrome da assedio» in cui talvolta cade Cuba, non interessano a molti esponenti di partiti che si dichiarano ancora di sinistra. Figuriamoci ai giornalisti, che certamente non hanno pensato di andare in Florida (consiglierei con un visto giornalistico ufficiale) per fare un reportage negli ambienti da cui parte il terrorismo verso Cuba.
Ma l'informazione embedded che trionfa attualmente ignora queste quisquilie. La guerra mediatica cara al dipartimento di stato si fa con le provocazioni, magari come quelle familiari ai Reporter sans frontières, il cui fondatore, Robert Menard, recentemente ha dovuto ammettere di essere stato sovvenzionato dal National Endovement for Democracy, l'agenzia della Cia che sovrintende a queste operazioni di discredito delle nazioni non allineate agli interessi del governo degli Stati uniti.
Alessandro Bardelli
26 maggio 2005 alle ore 15:57MI piacerebbe sentire Gianni Minà cosa dice adesso ...
Antonio Stefanelli
26 maggio 2005 alle ore 15:58C'è qualcuno che ha visto il documentario "Comandante" su Fidel Castro di Oliver Stone?
Alla domanda del regista sul perchè non ci sono elezioni democratiche a Cuba, Fidel Castro risponde candidamente: certo che ci sono elezioni libere (peccato che si riferisce a quelle regionali!).
P.S.La scena più buffa?Fidel Castro con le Nike ai piedi!
rocco cirocco
26 maggio 2005 alle ore 15:59E io che ho fatto un master sulla responsabilità sociale e l'etica d'impresa?
Che me ne faccio adesso?
PS
ora faccio lo stage presso un giornale ecnomico. qui altro che etica
Davide Ricci
26 maggio 2005 alle ore 15:59X tutti i frequentatori:
Spero che questi commenti non degenerino in una polemica pro-contro Fidel.
Spreo di non leggere troppi messaggi del tipo:
"...rispetto alla media dei paesi sudamericani bla bla bla SCUOLA E SANITA' bla bla bla..."
"...e invece voi comunisti questa gente la difendete bla bla bla... la gente muore di fame.."
Qui il punto è che da un lato la politica straparla "contro le dittature", dall'altra tramite società semi-pubbliche fa quello che gli viene più comodo (Serbia o Cuba che sia).
ps: (ma i cinesi a cui Bush, Berlusconi, Prodi fanno i sorrisoni, sono democratici?)
Riccardo Palazzani
26 maggio 2005 alle ore 16:00Hahah! Vedo l'immagine di Castro e mi dico... impossibile, Grillo che da addosso a Castro, ma allora non è poi sto "comunistone".
Tempo tre righe e vedo citato Tronchetti.
Ops.. ok, è ancora il comunistone di sempre :-)
Essì è davvero uno scandalo che un'azienda italiana abbia rapporti d'affari con una cubana.
Che contribuisca alla dittatura, soprattutto sei al suo vertice c'è uno come Tronchetti, che a belzebù gli fa una pippa.
Come i milioni di turisti del sesso italiano che ogni anno si trombano a pagamento i cubani. O i bastardi che con il commercio equo solidale comprano i prodotti cubani. Tutti soldi che finiscono nelle tasche di Castro.
Senza contare i fumatori di sigaro! Che aiutano Castro e rovinano i nostri polmoni!
E gli stronzi immigrati cubani che lavorano in Italia e spediscono fiori di euro di rimesse? E quelli non sono dei carognoni?
Quindi Beppe, conviene anche tu che occorra una severo embargo commerciale? Solo quando saranno ridotti alla fame capiranno.
:-)
Alan Bianchi
26 maggio 2005 alle ore 16:01Siamo sempre alle solite....
Davandi al Dio denaro tutto sparisce, e chissa perchè le prime cose a sparire sono sempre la coscienza e il buon senso.
Ormai non mi meraviglia più di tanto quello che ha detto Beppe... lo stesso problema si potrebbe riscontrare in migliaia di altre situazioni, la meraviglia e lo stupore li lascio a chi al giorno d'oggi ha la coda di paglia e ancora finge di non saperne niente.
A me resta solo un' immensa incaxx....atura.
Gazie Beppe per essere sempre qui ad informarci, e a dirci come stanno veramente le cose.
P.S. Il tuo spettacolo a Reggio Calabria è stato a dir poco sensazionale.
stefano crema
26 maggio 2005 alle ore 16:04Nota stampa dell'Ambasciata di Cuba in Italia sulla vicenda dei giornalisti di Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia
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In base alle norme internazionali ed agli accordi bilaterali, nessun cittadino può entrare nel territorio di un altro Stato senza aver previamente ottenuto un visto, qualunque sia il motivo del viaggio: per turismo, per lavoro, per studio o anche per ragioni di salute.
Naturalmente, la Repubblica di Cuba ha un proprio regolamento migratorio assistito dagli strumenti giuridici che il paese si é dato.
Recentemente, gli organi di stampa italiani Corriere della Sera e La Repubblica, entrambi al corrente dei regolamenti esistenti nel nostro paese concernenti lo svolgimento dell'attività giornalistica da parte di professionisti stranieri, hanno mandato a Cuba dei loro inviati provvisti soltanto di tessera turistica con la deliberata intenzione di violare i suddetti regolamenti, come é stato ampiamente dimostrato dal modo di agire di tali inviati nel territorio nazionale cubano dove, fin dal primo momento, essi hanno svolto attività giornalistica. Nessuno dei due inviati rimpatriati aveva chiesto il corrispondente visto per l'ingresso nella Repubblica di Cuba.
Di conseguenza, le autorità cubane competenti hanno proceduto ad agire in base alle leggi vigenti che regolano l'esercizio dell'attività della stampa estera a Cuba.
Entrambi gli organi di stampa, nel violare le leggi di un altro Stato e in aperta provocazione verso le nostre autorità, hanno con ciò dato dimostrazione di un atteggiamento irresponsabile. Per quanto riguarda il Corriere della Sera, il caso é ancora più grave dato che tale quotidiano aveva ricevuto un chiaro segnale secondo cui le autorità cubane non avrebbero permesso l'ingresso nel paese di un inviato che non avesse presentato neanche la richiesta di accredito, come occorso in una precedente occasione, quando un altro giornalista dello stesso organo di stampa era stato reimbarcato.
Il trattamento informativo dato a tali fatti ha scatenato una nuova campagna contro Cuba, facendo intendere all'opinione pubblica che era stato impedito a due giornalisti l'esercizio della loro professione, mentre si é taciuto sui veri motivi che hanno provocato il loro rimpatrio, e cioè la violazione delle leggi del nostro paese. E' inoltre passato sotto silenzio il comportamento disonesto, manipolatore e poco obiettivo che, come in tante altre occasioni, viene applicato contro Cuba dai mezzi di informazione.
A differenza di quanto sopra segnalato, organi di stampa italiani (tra cui un importante canale televisivo) che, nel rispetto dei regolamenti vigenti, hanno fatto richiesta di inviare un loro gruppo per svolgere attività giornalistica in questo periodo, hanno ottenuto l'autorizzazione ed il relativo visto. Ciò pone in evidenza chiaramente la nostra disponibilità ad accogliere e a lasciar lavorare ogni professionista che agisca seriamente rispettando le istituzioni e le leggi cubane.
Roma, 23 maggio 2005
http://italy.indymedia.org/news/2005/05/798477.php
Antonio Stefanelli
26 maggio 2005 alle ore 16:06X Davide Ricci
Sono d'accordo con te.
Cuba è una delle tante realtà e per questo non va nè demonizzata nè esaltata.
Non esiste il male e il bene assoluto...pensieri tipo "i comunisti mangiano i bambini" lasciamoli a Berlusconi & co.
Mark Brio
26 maggio 2005 alle ore 16:07Mica bisogna andare a Cuba,
la dittatura l'abbiamo in casa da quando il nano ha preso il potere.
Al Tronchetto dell'infelicità se vuoi lo puoi eliminare quando vuoi, basta disattivare la telecom e usare il cellulare con vodafone, e skype per tutto il resto.
Ma il nano ce l'hai dappertutto! E non puoi disattivarlo, altrimenti l'avrei spento da un bel pezzo.
Quindi prima di guardare a Cuba, guardiamo a quella Repubblica delle Banane che è diventata l'Italia in soli 4 anni.
Davide Ricci
26 maggio 2005 alle ore 16:10x stefano crema
Ho letto l'articolo e sono d'accordo.
I giornaisti hanno violato le regole vigenti in quel Paese.
Il vero problema, però, è se tali regole siano condivisibili!
(La televisione fa schifo...)
Francesca Marzo
26 maggio 2005 alle ore 16:11Io sono sempre più indignata dal Tronchetto dell'Infelicità :o\
Era cmq pensabile che arrivasse a tanto... daltr'onde un uomo senza scrupoli non si vergogna di reprimere la libertà di informazione, pur facendo parte di un Paese che, nonostante tutto, TUTELA tale libertà...
Trnchetto SVEGLIATI!!!
stefano crema
26 maggio 2005 alle ore 16:12Il tronchetto dell'infelicità ha già fatto abbastanza danni in Italia non abbiamo alcuna necessità di andare a vedere i danni che sta facendo all'estero.
Guardiamo lo stato di regime che abbiamo in Italia dove i giornalisti sono tutti sotto ricatto tranne forse quelli dell'Unità.
Dove una solo nano pelato possiede e controlla la maggior parte dei media, con la libertà che ci ritroviamo chi possiamo aiutare ???
Stefano
katia piccoli
26 maggio 2005 alle ore 16:13 @Panetta
... questa volta mi hai scovolto!! :-I
stefano crema
26 maggio 2005 alle ore 16:14Quando si và in un altro paese bisogna sottostare alle regole che si è dato anche se non sono condivisibili, anch'io avrei una gran voglia di strappare il velo alle belfagor arabe che vivono in Italia, ma ancora non l'ho fatto.
Stefano
Mark Brio
26 maggio 2005 alle ore 16:15Ma vi preoccupate di 2 giornalisti ai quali non hanno torto nemmeno un capello e che oltretutto hanno VIOLATO le norme cubane?
Che piacciano o no, che siano democratiche o dittatoriali sono sempre regole !
Ma una parola per Biagi, Santoro, Luttazzi non la spendete affatto!
Lo capite o no che la repressione ce l'abbiamo in casa da 4 anni ?
michele d'onofrio
26 maggio 2005 alle ore 16:15ok l'indignazione per la dittatura, ok l'indignazione per la cacciata dei giornalisti (andati lì camuffati da turisti!!), ok per tutto... ma occhio a ciò che dice reporters sans frontières visto che ha fatto dell'anticastrismo una professione e che ha alquanto numerosi contatti con la Cia e con la mafia cubana di Miami come riportato nell'articolo http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=990 e tanti altri disponibili in rete. Saluti
Davide Ricci
26 maggio 2005 alle ore 16:15X stefano crema:
ritengo l'unità un pessimo giornale.
Ricordati che è pu sempre un giornale "di partito".
Penso sia meglio "il manifesto"
Francesco Seddio
26 maggio 2005 alle ore 16:16Coma al solito ci risiamo,
soldi soldi soldi e solo soldi....l'interesse maggiore della maggioranza dellepersone sono i SOLDI...e chi se ne frega dei diritti......chissà se mai finirà un giorno questa filosofia...
Saluti
laura galli
26 maggio 2005 alle ore 16:17caro beppe sei troppo forte. qui hai toccato il massimo!!!
eheheh
Vincenzo.Rinaldi
26 maggio 2005 alle ore 16:20Ciao Beppe,
mi è venuta in mente Cuba l'altro giorno leggendo le righe del tuo articolo del 22 Maggio 2005 "Diritti civili e libero mercato" sulla repressione dell'informazione in Cina.Mi hai fatto ricordare di un amico Cubano che mi raccontava che anche li Internet è ristretto moltissimo ed è molto limitato, mi raccontava dei tentativi di sbarcare negli USA e quando l'hanno ripescato su una zattera in mezzo al mare...Ora è in Italia e sicuramente stà meglio!Putroppo la dittatura è una brutta cosa... :o(
Luca Floris
26 maggio 2005 alle ore 16:20Libertà di stampa.
Giornalista della "repubblica": Santoro = Castro: Berlusconi
Minchia Berlusconi comunista? LOL
^___^
Vincenzo.Rinaldi
26 maggio 2005 alle ore 16:21Ciao Beppe,
mi è venuta in mente Cuba l'altro giorno leggendo le righe del tuo articolo del 22 Maggio 2005 "Diritti civili e libero mercato" sulla repressione dell'informazione in Cina.Mi hai fatto ricordare di un amico Cubano che mi raccontava che anche li Internet è ristretto moltissimo ed è molto limitato, mi raccontava dei tentativi di sbarcare negli USA e quando l'hanno ripescato su una zattera in mezzo al mare...Ora è in Italia e sicuramente stà meglio!Putroppo la dittatura è una brutta cosa... :o(
demis panzeri
26 maggio 2005 alle ore 16:24Scusate ma non è che la lettera indirizzata a tronchetti provera sia solo per i giornalisti incriminati si parla di una libertà negata al popolo cubano dal "loro" governo.
Una volta tanto che i giornalisti fanno quello che devono, anche forse solo perchè hanno attaccato la loro professione. Speriamo ne possano beneficiare tutti i cittadini cubani.
Poi come si fa a definire Grillo un comunista, non esistono più. Una persona che parla di libertà di informazione non credo possa essere comunista. Ormai con le ideologie non si va da nessuna parte basta il buon senso.
dario digeronimo
26 maggio 2005 alle ore 16:25L'ipocrisia è senza vergona.
Ognun sistema difende se stesso inventando terroristi.
Chi ha assaltato i nostri Cc a Nassirya erano guerriglieri, e sono diventati terroristi.
Nel mondo si scatenano guerre preventive contro ogni diritto in nome della lotta al terrorismo.
Cuba ha avuto i suoi attentati terroristici e si difende, o almeno presume di difendersi, né più né meno come fanno i 'democratici' gonfi di grana: uccidendo la libertà.
Quindi lasciate fuori i discorsi sul 'regime' Cuba, che sarà anche un regime, ma infinitamente meno regime e meno pericoloso dei nostri, che forse a casa fanno parlare di 'democrazia' e 'riformismo', ma all'estero, nel terzo mondo, lontano, sono visti in altro modo: mostri fascisti dipinti di democrazia.
Corsera e Repubblica, due giornaletti per zore e landi frustrati, sono l'osceno della libertà di stampa, non stampando alcunché di interessante per i cittadini, e quel po' di pornografico lo stampano in nome della loro libertà, mica la nostra.
Questo fa imbestialire: non la natura più o meno dittatoriale del regime castrista ma lo strepitare di servi sciocchi a padroni altrettanto dittatoriali.
Mi mandi in Cina? Mi mandi a Cuba? Questa è casa mia. E se non difendi la Costituzione, il diritto, la giustizia sociale, la libertà vera non presunta, caro mio te ne puoi andare tu! Magari in qualche stato confessionale che piace tanto a Ratzinger.
Castro ha cacciato due giornalisti che avevano un visto turistico e 'pretendevano' di lavorare?
Fosse successo in Italia che due giornalisti cubani venivano beccati a partecipare a una riunione di anarchici insurrezionalisti che sarebbe successo?
Buffonlandia. Mangiate invece di starnazzare. Che solo mangiare sapete.
Ricky Remo
26 maggio 2005 alle ore 16:26Viva Cuba e i Cubani........
Cuba si è gia liberata dalla dittatura di Battista, se volessero lo potrebbero rifare con Castro......e senza l'intromissione dello zio Sam.
Parlate con i cubani che sono qui in Italia.....
giorgio gabrielli
26 maggio 2005 alle ore 16:26e pensare che lui era CONTRO LA REPRESSIONE.
Quando fece la rivoluzuione, giurò che nn avrebbe ripetuto la repressione fatta dal governo appena tolto. Io mi domando, è questo il vero comunismo o sono le persone che distorgono gli ideali??????
Franco De Martino
26 maggio 2005 alle ore 16:27Invitano Tronchettone a parlare di informazione e poi si scoprono queste cose?si ma anche Fidel non si vergogna?che fallito,ma non e'che in questo mondo sono tutti d'accordo e che l'unica missione e'mettercela in quel posto?attendo una risposta da chiunque,grazie e ciao!!
Ottavio Notaro
26 maggio 2005 alle ore 16:28Beh! I giornalisti fanno sempre e solo l'informazione che vogliono fare...
Fidel è un dittatore e ne parlano e scrivono e si riempiono dei fatti apparenti, ma non vedo scrivere poi tanto sull'embargo che i vigliacchi americani operano su Cuba da più di 10 anni.
Eppure è stato quest'embargo ha mettere in ginocchio l'economia di Cuba, non voglio giustificare Fidel e il suo comportamento, ma l'esasperazione porta a comportarsi in malo modo. L'informazione manipolata pienamente dagli americani e dai suoi sudditi parla solo di quel che gli fa comodo.
Di Tronchetti Provera non c'è da meravigliarsi più di tanto, quello pensa solo a far soldi, e per quelli tutto è lecito.
Anche a Borgo La Bagnaia sarà stato pagato per blaterare quattro cazzate.
Se un giorno lo mettessero a capo di un industria di armi scommetterei che sarebbe capace di vendere armi sia ai terroristi che a quelli che li combattono, è la logica del potere e del denaro.
Roberto Cavallo
26 maggio 2005 alle ore 16:29Praticamente sta per scoppiare una bomba. Stanno succedendo tante di quelle cose assurde . La miccia è accesa, a quando lo scoppio?
Simone Maccanti
26 maggio 2005 alle ore 16:31Vorrei sottolineare che la Telecom è una tra le poche realtà, tutta italiana, ancora sana e forse anche competitiva! Farei volentieri a meno dei suoi giochetti sporchi, ma ritengo sia un male sputarci contro!
Che ne dite? Se non altro per rispetto di tutti quei raccomandati (!!) che ci lavorano.
Ma Perchè non far fare all'Enel e alla Telecom la stessa fine? Dato che in Italia non esisterà mai un vero mercato dell'energia e della telefonia, dato che le infrastrutture sono dei due monopolisti, releghiamo Enel e Telecom a gestori delle sole infrastrutture, facendo nascere Enel-Servizi e Telecom-Servizi che si troverebbero nelle stesse condizioni di tutti gli altri operatori del settore sprovvistri di infrastrutture!
Che ne dite?
Mark Brio
26 maggio 2005 alle ore 16:32Beppe ma tu hai preso come pretesto la vicenda cubana per parlare di Tronchetti vero?
Mi auguro che sia per questo.
No perché a te per vederti siamo dovuti andare in Svizzera. Non so se mi spiego
Riccardo Angius
26 maggio 2005 alle ore 16:33Soldi soldi soldi, viva il dio banconota!
Alessandro Alecci
26 maggio 2005 alle ore 16:35Mi sneto un pò represso anche qui dove sto io ... sarà il caldo chemmi fa sudare o un accetta sulla mia testa che mi fa anche tremare di paura ...
www.plunkink.splinder.com
Pierangela Magioncalda
26 maggio 2005 alle ore 16:36caro eppe e cari lettori del blog . A proposito di reporters sans frontieres è uscito un interessante articolo su Z.net il 13 maggio, dove pare che questa associazione sia finanziata dalla Fondazione Nazionale per la Democrazia (National Endowment for Democracy - NED) statunitense e che quindi il loro lavoro verrebbe spesso utilizzato in modo fazioso e strumentale per propagandare la politica estera degli USA. Vi riporto il link dove potete leggere l'articolo in questione.
http://www.zmag.org/Italy/lamrani-usafinanziarsf.htm
Saluti
Pierangela
Longo Giuseppe
26 maggio 2005 alle ore 16:36Come sempre il tronchetto dell'infelicità non si smentisce mai... fin quando la nostra economia sarà nelle mani di speculatori senza scrupoli e senza etica possiamo stare freschi, continueremo ad essere il malato dell'europa...!!
Davide Sanna
26 maggio 2005 alle ore 16:36Simone Maccanti... ma a ki fa konkorrenza la Telekom?!
No sai mi sfugge questo pikkolo partikolare...
Giovanni Dufour
26 maggio 2005 alle ore 16:40Se il tronchetto dell'infelicità dovesse rispondere alla lettera, al massimo potrebbe proporre di mandare una taroccata come l'aladino a tutti i cubani...hehe
Luca Geraci
26 maggio 2005 alle ore 16:41Non vorrei esagerare con il commento, percui sforzandomi mi faccio bastare un...
povero Minà !
... è talmente prevedibile che non serve neppure leggerlo.
Cosa pensa Minà dell'espulsione dei giornalisti italiani da Cuba?
"... e perchè l'embargo, gli Stati Uniti, il mio amico Maradona, la Cia, come in Cile nel, il mio amico Luna"
Cosa pensa Minà dell'arresto e della condanna a morte di 8 dissidenti?
"... e perchè il mio amico Maradona, gli Stati Uniti, come in Cile nel, la Cia, il mio amico Luna e l'embargo"
Cosa pensa Minà del fatto che a Cuba gli omosessuali vengano arrestati ?
"... e perchè gli Stati Uniti, il mio amico Luna, l'embargo, come in Cile nel, la Cia e il mio amico Maradona".
L'ho seguito per anni, non ha mai risposto una volta a tono, ci deve sempre mettere una pezza, deve sempre trovare una scusa, deve sempre contrapporre qualcosa.
Caro Minà siamo tutti d'accordo con te, l'embargo strozza Cuba da decenni, la Cia ha fatto operazioni schifose in america latina (come in Cile nel...), gli Stati Uniti non li può vedere più nessuno... ma anche tu c***o aprili questi occhi una buona volta!
Castro è un fottuto dittatore, a Cuba non c'è la libertà e non c'è nulla di cui vantarsi ad essere amico del Fidel.
"... si ma a Cuba, gli Americani, come in Nicaragua, il mio amico Toquinio, l'embargo e la Cia"
;-)
Simone Sereni
26 maggio 2005 alle ore 16:41Mi sembra una delle "inchieste" meno clamorose tra quelle che partono da questo blog ... ma noto con curiosità che non piovono commenti accorati come negli altri casi... perchè?
Comunque, Cuba o non Cuba, SkyIP o no, che famo qui co' sto Tronchetto?
erico menczer
26 maggio 2005 alle ore 16:41sono cinquant'anni che giornalisti italiani vanno a Cuba e non sono mai stati espulsi. Perchè ora? Su che cosa volevano indagare? o meglio hanno scritto qualcosa di sgradevole contro il regime di Cuba?
michelangelo marchesi
26 maggio 2005 alle ore 16:42Tra poche settimane saremo chiamati a votare su un argomento importante, in quanto ha valenza sia Etica che Morale l'assistenza all'individuo nel momento della procreazione. Lamento una carenza di informazione sulla legge attuale e sul referendum che ne mmette in discussione alcuni punti. Le insistenti voci "dei regimi" gridano "No / Si / fai quel che ti pare". Se la legge è stata fatta, vi saranno state delle ragioni (dati scientifici alla mano, convinzioni morali, visioni etiche)? Dove sono finite?
Italiani, si fa appello alla nostra umanità, ai nostro portafogli, ai nostri complessi alla nostra forza! Ma al cervello non è previsto di fare ricorso... è in atto un bombardamento informativo che cancella l'informazione autentica.
Grazie per questo spazio, di riflessione e critica costruttiva.
Beppe for president,
Michelangelo
Mark Brio
26 maggio 2005 alle ore 16:44I cubani sono gente meravigliosa e chi è stato a Cuba lo sa. I cubani non sono Castro. Cuba è molto altro.
E poi Minà è troppo innamorato di Cuba per poter essere imparziale nel rispondere a questo tipo di domande.
E' come se parlassero male della tua donna e ti chiedessero cosa ne pensi
robert arctor
26 maggio 2005 alle ore 16:44ok, ma cosa è successo a quelli del convegno? c'è qualcuno che lo sa o è tutta una polemica mediatica?
Fabio Degli Angeli
26 maggio 2005 alle ore 16:48Scusate ma ... il problema è Tronchetti o la dittatura di Fidel Castro??? Mi pare che si stia esagerando! Un conto è cercare di osservare criticamente le cose, altro conto è iniziare a criticare tutto ciò che viene fatto in logica di profitto.
paolo de bellis
26 maggio 2005 alle ore 16:50liberta' di stampa e\o di espressione, xche' esiste???? non bisogna scomodare fidel, basta chiedere qui da noi ai signori, grillo, guzzanti, santoro, biagi, luttazzi, anche giorgino!!!
Ottavio Notaro
26 maggio 2005 alle ore 16:51L'embargo USA e l'accanimento che questo gigante mondiale vigliacco dimostra contro la "piccola" isola caraibica diventano paradossalmente fattori
stabilizzanti nei confronti del regime, e per reazione ne aumentano il consenso mondiale invece di decrementarlo.
Gli USA hanno un atteggiamento puramente ricattatorio e vendicativo. Se vi fossero motivazioni etiche e ideali in questo comportamento, esso dovrebbe aver luogo anche per un regime molto piu' esteso e potente, che riguarda il piu' popoloso stato del mondo, membro permanente del consiglio di sicurezza
ONU: la Cina.
Invece la Cina e' stata ammessa al WTO, e
l'amministrazione Clinton si e' distinta nell'elevare lo status della Repubblica Popolare Cinese al rango di partner privilegiato negli scambi commerciali con gli USA.
Evidentemente in questo caso si sono privilegiati potentissimi interessi
economici e finanziari, attratti dalla disponibilita' di manodopera a basso
costo (CHIAMASI SFRUTTAMENTO DELLA POVERA GENTE) per le multinazionali, e di un potenziale mercato di oltre un miliardo di consumatori.
CUBA E FIDEL NON CI STANNO A PRENDERSELO IN CULO DAGLI AMERICANI (o meglio dai lontani parenti bastardi degli inglesi) PIUTTOSTO PREFERISCONO MORIRE.
giuseppe donati
26 maggio 2005 alle ore 16:53i membri di consigli d'amministrazione di grandi aziende fanno esclusivamente (purtroppo!) l'interesse degli azionisti, senza curarsi di problemi etici o del personale delle aziende che spostano nel mondo .
Le uniche possibilità di limite sono date da Leggi nazionali ed internazionali, oppure dagli azionisti che "votano contro". I piccoli risparmiatori possono sempre esercitare il loro voto (per quanto possa servire) non acquistando azioni delle aziende che si comportano in maniera sporca o non eticamente corretta. Ricordate il boicottaggio contro la Nike e la Puma quando facevano costruire scarpe ai bambini nel sud-est asiatico per soli 4 dollari, per poi rivenderle in occidente a 80 dollari!
antonio la barbera
26 maggio 2005 alle ore 16:53Mi permetto di dire la mia banale verità.
ETICA GLOBALE. dell'informazione, della salute, dell'economia... Vogliamo prprio prenderci per il c..o? Intanto la gente continua a morire ed i "garanti"... se ne f.....o!
vincenzo gitti
26 maggio 2005 alle ore 16:56x tutti
cosa ne pensate dell'articolo di questa giornalista italiana che vive a cuba e che in italia è regolarmente oscurata (?) - democrazia ?
libertà d'opinione e di stampa (art. 21 della costituzione) ?
Avanti RAI, con le grancasse sul cosiddetto dissenso cubano.
Innanzitutto la data scelta da codesti signori nel libro paga della SINA, l'Ufficio di Interessi degli Stati Uniti, illegalmente posizionato sul Malecon a L'Avana.
Codesti signori hanno scelto il giorno 20 di maggio. Data infausta per l'orgoglioso popolo cubano in quanto il 20 maggio 1902 ha iniziato la cosiddetta "republica mediatizada" , con il tragico emendamento Platt, firmato dal primo presidente Estrada Palma che, di fatto, concedeva la baia di Guantanamo, una zona vicino a Cienfuegos, l'Isola dei Pini (odierna Isla de la Juventud) agli USA come basi navali. In più l'emendamento Platt recitava che "qualunque governo e presidente insediati a Cuba dovevano avere l'avallo degli Stati Uniti, che si arrogavano il diritto d¹intervenire militarmente". (Ah quanta democrazia sin da allora)
Ecco, cari signori della RAI, a chi si ispirano i cosiddetti dissidenti e soprattutto da chi ricevono i finanziamenti, a coloro , di fatto, avevano venduto l¹isola al vicino del nord. Il destino manifesto, come deciso dalla dottrina Monroe, già nel 1802.
Quello che RAI, giornalisti e pennivendoli vari non raccontano è l'assedio continuo e costante nei riguardi di Cuba. Il blocco economico, acuito dalla legge Torricelli prima, dalla Helms Burton poi, che impedisce all'isola di commerciare liberamente (alla faccia del decantato libero mercato! Ma solo se fa comodo agli imperialisti).
La RAI con annessi e connessi non ha menzionato la manifestazione del 17 maggio a L'Avana dove ben 1.500.000 persone sono scese in piazza per protestare contro il terrorismo ed il terrorista Posada Carriles
(attualmente certo incarcerato negli USA, ma di cui si nega l'estradizione in Venezuela, e mi chiedo per quanto in galera?). Quel terrorismo che a Cuba ha fatto oltre 3000 morti e 15.000 feriti (anche menomati permanentemente) per attentati, made in USA, dentro e fuori l¹isola dal 1959 in poi. Tra i quali il nostro connazionale Fabio di Celmo, del quale nel nostro paese. Ma a voi non importa di questa giovane vita stroncata, il cui padre 85enne ha scelto di concludere la sua vita a Cuba, dove suo figlio è costantemente ricordato (un ospedale, una scuola ed un balletto gli sono stati dedicati) mentre nel suo paese d¹origine si tace, anzi la sua sorte viene nascosta perché non conviene inimicarsi l¹imperatore d¹oltreoceano. Giustino di Celmo vive a L'Avana, testimone del grande umanesimo dell'isola, dove nel dicembre 2003 si è laureato in sociologia, coronando un suo vecchio sogno.
E neanche una parola sui 5 cubani prigionieri negli Stati Uniti per aver indagato sui gruppi terroristici (i mandanti anche dell¹assassinio di Fabio).
I 5 (come normalmente vengono chiamati Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort, Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar e René Gonzáles Sechwerert) hanno avuto una sola colpa: quella di aver voluto denunciare il terrorismo proprio a chi lo ha generato, lo produce ogni giorno e lo esporta al mondo intero: gli USA.
Un caso che molti nel mondo paragonano a quello di Sacco e Vanzetti e ai coniugi Rosenberg.
Come non avete parlato del fatto che il 1° maggio a Cuba sono raddoppiati gli stipendi e le pensioni base. Fosse mai che si ispirassero i lavoratori malpagati e senza ammortizzatori sociali del Belpaese!
La signora Martha Beatriz Roque, animatrice dei "dissidenti", assidua frequentatrice della SINA (Ufficio d¹interessi degli Stati Uniti) dalla quale è profumata pagata, si è fatta fotografare mentre votava, in quella sede, per il presidente Bush. E ciò in quanto ancora cittadina cubana, dovrebbe far riflettere.
Ecco, questo sarebbe la paladina della libertà di Cuba. Pronta a vendere la propria terra ed il proprio popolo ai mandanti dei golpe e degli assassini nell¹America Latina.
Avete detto, cari signori disinformati, che esistono 360 gruppi di dissidenti, ma che alla riunione hanno partecipato poco più di 200 persone.
Ciò perché alcuni gruppi sono unipersonali, fondati solo per finanziamenti USA.
Avete mai letto la storia di Cuba, signori giornalisti? Da quando il 10 ottobre 1868 Carlos Manuel de Cespedes liberò gli schiavi dando luogo alla prima guerra d¹indipendenza contro la Spagna, a Cuba si è messo in moto un
popolo che non ha mai smesso di essere ribelle, rivendicando la propria "cubania" ed il proprio indipendentismo. Riprendendo poi le armi sotto la guida di José Martì, Maximo Gomez e Antonio Maceo nel 1895. Stava vincendo contro la Spagna, quando il 15 febbraio 1898, prendendo a pretesto l¹esplosione del proprio incrociatore Maine, ancorato nel porto de L¹Avana (di cui furono autori gli stessi USA) gli Stati Uniti dichiarano a loro volta guerra alla Spagna.
Da ciò la pace firmata tra USA e Spagna, estromettendo Cuba e il summenzionato emendamento Platt e la "republica mediatizada".
Il popolo cubano non è mai stato suddito né succube. Si è sempre ribellato ed immolato, sotto la feroce dittatura di Machado prima, appoggiato dal nostrano Mussolini che sperava poter esportare il fascismo in America Latina, partendo da Cuba, quindi contro i partiti corrotti e mafiosi ed infine contro Batista, sanguinario e torturatore.
Ciò non vi da da pensare, cari signori dell'etere? Non vi fa ragionare che se a questo popolo così ribelle, così determinato, quello che voi chiamate "regime" (ma noi possiamo di dar lezioni di democrazia?) non fosse andato a genio si sarebbe ribellato a costo di un bagno di sangue?
Tra l'altro tenete presente che i cubani sono un popolo armato.
Non vi viene in mente, signori, che forse esistono altre forme di democrazia diverse dal nostro scegliere tra i mali minori? O tra il cancro o l'Aids, come succede negli USA tra democratici e repubblicani?
A Cuba si votano le persone, scelte a livello rionale, di posti di lavoro, di circoscrizioni, vero esempio di democrazia dal basso, con in più il diritto di revoca se il delegato o il deputato si comportasse male.
Quindi di che libertà vogliamo parlare? Noi che ci ritroviamo le stesse facce da 60 anni e moltissimi politici riciclati, dal passato torbido.
Ma quale libertà si vuole per Cuba? Quella di finire come il Salvador, come il Guatemala, come il Nicaragua? Dove la mortalità infantile è elevatissima, dove la speranza di vita supera di poco i 50 anni, dove analfabetismo, malattie endemiche, miseria la fanno da padroni, dove la vita non ha valore.
Sono rientrata dal mio quindicesimo viaggio a Cuba lunedì. Vi ho ritrovato ancora più determinazione, ma anche ospitalità ed allegria, cultura e tenerezza. Un popolo bello e solidale. Ho visto giovani con le magliette con la scritta Mision Robinson, la campagna di alfabetizzazione nel Venezuela, ben diversa dalle missioni finte di pace od arcobaleno con cui siamo stati bombardati noi italiani. Ho visto studenti d¹altri paesi poveri d¹America Latina e Africa che studiano gratis nell'isola. Ho visto scuolette per pochi allievi in siti sperduti della Sierra Maestra, completamente elettrificate da energia solare, dotate di video e computer.
Ho visto bimbi sani che ci facevano domande sensate e intelligenti da far impallidire tanti signori dell¹etere e della carta stampata. Ho visto anziani sorridenti e sereni. Contadini e lavoratori colti, che ci hanno regalato tenerezza e poesia e ci hanno parlato della loro voglia di continuare a lottare e di fiducia nel loro futuro (quella fiducia che noi abbiamo perso).
Che li lascino in pace. Se non vogliono fare di Cuba un altro Irak.
Ma i signori nordamericani della guerra, non conquisteranno tanto facilmente l'Isola Ribelle.
E non serviranno a salvarli neanche i venduti "dissidenti" che tanto piacciono ai giornalisti Rai e non.
In quanto al signore del Corriere della Sera, perché non prova ad andare negli Stati Uniti con un visto turistico e poi ad intruffolarsi da qualche parte? In virtù della legge sulla sicurezza nazionale dopo l'11 settembre, probabile che finisca per provare le democratiche galere dei liberatori e dei portatori di libertà nel mondo, vedi i detenuti afgani in catene nella base di Guantanamo (ferita sanguinante nel libero territorio cubano).
Alma Masé
Segretaria del Circolo Hilda Guevara Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Trieste
Paolo Giannoni
26 maggio 2005 alle ore 16:57Non so se fra i commenti precedenti è già stato riportato ma tempo fa ho letto su www.comedonchisciotte.org un articolo di Thierry Meyssan riguardo a Reporters Sans Frontières...
Molto interessante!! Non è tutto oro quel che luccica:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=990&mode=&order=0&thold=0
vincenzo gitti
26 maggio 2005 alle ore 16:59x tutti
opps !! scusate è un po' lungo
vincenzo gitti
26 maggio 2005 alle ore 17:00x tutti
opps !! scusate è un po' lungo
Mark Brio
26 maggio 2005 alle ore 17:07x CARLO IL
Io a Miami ci sono stato e alcuni cubani esuli mi hanno detto che sono caduti dalla padella nella brace. Li infatti vivono come schiavetti.
Non tutti certo, ma una grande parte
marco ligas
26 maggio 2005 alle ore 17:10secondo me il Provera non prenderà nessun tipo di posizione,e se dovesse minacciarci di toglierci internet?le linee sono della telecom?o mi sbaglio?saluti
alfio la rosa
26 maggio 2005 alle ore 17:11ma sto cavolo di canone alla telecom quando lo tolgono?é perchè bisogna pagare un canone se non hai il servizio? io mi servo di tele 2,cè un risparmio certamente,ma pagare anche il canone mi fa girare i c...ni.Chi mi sa rispondere?
vincenzo gitti
26 maggio 2005 alle ore 17:12"Non sai neanche quello che dici perchè sei ignorante e analfabeta torna a scuola che è meglio e vai a cuba a vedere cosa fà fidel ai cubani"
"Ottavio Notaro vai a miami e chiedi ai cubani che sono scappati da cuba rischiando la loro vita chi è fidel e sciacquati la bocca prima di parlare degli americani e degli inglesi comunista dei miei cogl..ni!!!!!"
..zzo che proprietà di linguaggio x un fine cultore del dolce stil novo che rimanda scuola gli altri.
..inchia che argomenti: chiedere ai cubani di Miami è come chiedere a Reder perchè ha massacrato un migliao di civili innocenti a Marzabotto: "io obbedifo solo a ordini, kribbio"
Paolo Giannoni
26 maggio 2005 alle ore 17:13Concordo con te jello b-afra...
e oltre a www.comedonchisciotte.org aggiungo anche www.luogocomune.net
per citare solo due (in italiano!)dei tantissimi siti web dove si cerca di fare un po' di chiarezza sul mare di bugie ufficiali rilasciate sui fatti del 9/11
fabrizio cognigni
26 maggio 2005 alle ore 17:13Questa volta non sono daccordo.
L'articolo credo sia stato scritto da George W.Bush Il giornalista ha fatto il furbo entrando con il visto turistico cercando lo scoop a tutti i costi.
Qualsiasi governo democratico punisce un simile comportamento, ma visto che si tratta di Cuba.
pierluigi mele
26 maggio 2005 alle ore 17:13Beppe come hai detto tu in tuo spettacolo parlando dell'amministratore dell'ex Bayer ... la coscenza qesti uomini la rimettono solamente ai loro azionisti.
Spero veramente che un giorno ci sia la verta libertà di pensiero e di parola, e ti assicuro che nella nostra penisola le cose non sono tanto diverse . Li lo fanno in modo esplicito qui in modo subdolo... questo tuo blog sara' costantemente controllato ,e fidati al primo errore saranno i primi a tagliarti o tagliarci le gambe... tu continua come io continuo da 9 anni nolente o volente io... sempre con te mio "capitano" ;)... l'importante e' esistere!
mario miano
26 maggio 2005 alle ore 17:15il tronchetto colpisce ancora!
alfio la rosa
26 maggio 2005 alle ore 17:16ho già mandato il mio commento nella e-mail precedente,questa mi serve per far ricordare i miei dati.Grazie
Leonardo Facco (Editore)
26 maggio 2005 alle ore 17:17Non che mi stia simpatico Tronchetti Provera, ma mi vien da ridere sull'allusione fatta tra la sua azienda e la mancanza di libertà d'informazione e/o controllo dei cittadini. Il problema non è forse, e solo, Castro (tanto amato da "eminenti" uomini di spettacolo suoi colleghi?)
cossettini jeanpierre
26 maggio 2005 alle ore 17:19Attenzione Grillo, io ti voglio bene, pero' stai attento a difendere certi giornalisti.
Reporters sans frontières gode, in Francia, di un onorevole reputazione, mentre i media latino americani l'accusano di essere assoldato dalla NED/CIA. L'associazione raccoglie più di 2 milioni di euro all'anno grazie al pubblico francese che contribuisce economicamente ad aiutare i giornalisti oppressi nel mondo. In realtà, solo il 7% del budget totale di RSF è destinato alla sua missione principale. La vera attività dell'associazione, da quando ha firmato un contratto con la fucina d'Otto Reich, si è trasformata in lotta ai regimi progressisti latino-americani (Cuba, Haïti, Venezuela).
Il signor Robert Ménard, segretario generale di RSF da vent'anni, ha confessato di ricevere finanziamenti dalla Fondazione Nazionale per la Democrazia (National Endowment for Democracy NED), un'organizzazione che dipende dal Dipartimento di Stato nordamericano, il cui scopo principale è quello di promuovere la condotta della Casa Bianca in tutto il mondo. In realtà, il signor Menard è stato molto chiaro: "Effettivamente, riceviamo denaro dalla NED. E loro non sollevano alcun problema"
vedi anche:
http://www.zmag.org/Italy/lamrani-usafinanziarsf.htm
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=990&mode=&order=0&thold=0
ciao bacioni dalla Francia
michele d'onofrio
26 maggio 2005 alle ore 17:22consiglio di visitare il sito www.wumingfoudation.com (sito del gruppo di autori Wu Ming dove, tra l'altro, trovate anche il testo integrale dei loro romanzi) in cui è presente una bellissima lettera di Castro al presidente G. W. Bush. A proposito de "La Repubblica", il giornalista Riccardo Orioles ci da un saggio sulla sua qualità di informazione sul sito www.reporterassociati.org in cui ci dice addirittura che, per non arrecare danno al Berlusconi locale, il quotidiano a Catania esce SENZA la cronaca siciliana (forse è per risparmiare i giornalisti che devono mandare a Cuba sotto mentite spoglie). Saluti
Marco Guarnieri
26 maggio 2005 alle ore 17:23Grazie per il link jello b-afra, molto interessante.
Ivan Lugas
26 maggio 2005 alle ore 17:28So che il centro della tua notizia è Tronchetti Provera,e solo incidentalmente la repressione dei diritti umani.
Ma mi và di parlare di Cuba,e dei giornalisti espulsi.
Cuba,per cinquantanni ha resistito alla guerra economico-finanziaria-politica-civile-armata cui gli USA le hanno rivolto ogni santo giorno.
Il mondo è rimasto a guardare.Anzi,ha contribuito attivamente alla lotta contro Cuba e i suoi diritti umani.Un pò come dappertutto,vedi in Iraq con Saddam:Attraverso l'Embargo.
Cuba ha raggiunto traguardi civili impensabili: la sanità,la scuola,il cibo.Traguardi utopici,da lontano,reali a Cuba.Certo,Cuba ha le sue contraddizioni.Ha i suoi problemi,le sue repressioni.
Ma il mondo cd "civile" si è scandalizzato,è arrossito di stupore,ha detto "ohh mamma mia,ma sono pazzi a Cuba?".
Il mondo civile,già,quello dove stiamo noi.
I giornalisti italiani sono stati espulsi da Castro : "Oh no,mamma mia,ma come sono crudeli a Cuba,che vergogna".
E via subito la notiziona in tutti i TG,neanche uno se l'è persa.E tu sai,Beppe,cosa vuol dire una notizia ai tg nell'epoca del regime mediatico............
Io invece dello stupore,mi sono preso un incazzatore.Ma enorme sai?!!
Gloriosi giornalisti italiani,ripresi festosi all'aereoporto dopo l'arrivo dalla Cuba maledetta,che si abbracciavano come eroi,i familiari li strapazzavano di baci,commossi i giornalistio amici,li adoravano come eroi.
Eroi??????????
Ma porca puttana,dico io,i nostri giornalisti vanno a Cuba a fare gli eroi?
I nostri giornalisti vanno a Cuba per smascherare al mondo la presenza di un Regime?
Vanno a Cuba per farci sapere che non c'è informazione?
Vanno a Cuba per dirci che non c'è democrazia?
Vanno a Cuba per rivelare al mondo che li,dico li,non c'è pluralismo nell'informazione?
Vedi beppe,vanno li.
Li.
Mi fanno schifo,schifo con tutto il cuore.
Vanno altyrove a innaffiarsi di gloria.
Cercano la veste del giornalista vero mascherandosi paladini delle libertà,in Paese altro.
Poi tornano qua,in Italia,e riindossano l'armatura del leccaculo in missione,del protervo,dell'inginocchiato alla zona pelvica del loro padrone.
Finito il pompino,però,ingoiano il seme sacro della democrazia.
E' cosi che la imparano qua,l'arte della democrazia.
Come ora,l'arte del pluralismo : il culo è sempre il loro certo,ma è il cazzo che hanno in culo che gli diventa plurale.
Ciao Beppe
claudio carli
26 maggio 2005 alle ore 17:30basta vedere la tele in italia per capire che tali commenti o richieste da parte di associazioni fasulle e a libro paga non hanno senso se non quello di fare ridere. beppe beppe vai a parlare con mina' cosi' poi ste castronerie non le ripeti in sto blog pubblicitario
Mark Brio
26 maggio 2005 alle ore 17:42X IVAN LUGAS
Concordo in toto !
Vincenzo Moretti
26 maggio 2005 alle ore 17:43Perchè non mandiamo al Presidente della Repubblica anche questa lettera.
joe romano
26 maggio 2005 alle ore 17:44uno che a casa c'ha afef da trombare non può occuparsi di quisquilie come l'etica dell'informazione.
Pierpaolo Morfeo
26 maggio 2005 alle ore 17:48andate a dirlo a Biagi e Santoro del giornalista espulso da Cuba....
José Della Roma
26 maggio 2005 alle ore 17:53Interamente, perfettamente, assolutamente d'accordo con Ivan Lugas...
Può darsi che Cuba sia un regime... ma secondo me é molto meno marcio del regime che c'é in Italia...
Voglio giusto ricordare che anche gli stranieri hanno il diritto di essere curati negli ospedali cubani... roba che in altri paesi cosidetti civili (tra cui pure la Svizzera) se non hai il biglietto da 1000 in tasca non ti lasciano neanche andare al cesso...
Mauro Nobile
26 maggio 2005 alle ore 17:54Caro Beppe non partecipare anche tu all'assedio a Cuba.I giornalisti da te citati avevano un visto turistico e non un visto per giornalisti.
Quanto vai in uno stato ti adegui alle leggi di quello stato.La Baraldini ne ha fatti di anni in galera per reati di parola,e cinque patrioti cubani sono ancora in cella nella patria della liberta'!!!!!!!!
Cuba deve andare verso la democrazia e l'europa la deve aiutare in questo non deve mettersi a ruota degli americani esportatori di democrazia(vedi Iraq).
dario canali
26 maggio 2005 alle ore 17:57Gruppi di "dissidenti" pagati dagli americani (cosi' come e' accaduto in GEORGIA ed UCRAINA)cercano di sollevare la popolazione contro il "cattivo dittatore" che pero' ha tolto da CUBA prostituzione,droga e disoccupazione.
E si' quanto prima bisogna fare qualcosa anche contro IRAN,SIRIA,VENEZUELA ecc. che non si decidono a cedere lo sfruttamento delle materie prime a SHELL,ESSO ecc.
Che cattivoni!!!!!
giampiero giardinetti
26 maggio 2005 alle ore 17:59perchè a cuba ed in cina non mandiamo i sindacati?caro beppe ciao e buon lavoro ..... giampiero
fabrizio saiu
26 maggio 2005 alle ore 18:08sempre da reporters sans frontieres
Italy - 2004 Annual report
The conflict of interests involving prime minister Silvio Berlusconi and his vast media empire was still not resolved and continued to threaten news diversity. More journalists were prosecuted and their offices searched, threatening confidentiality of sources.
Silvio Berlusconi's job of prime minister gave him enormous influence over the country's state-run broadcasting corporation RAI through its governing board. He also owned one of the country's biggest media and publishing groups, Mondadori, as well as Mediaset, which operated three nationwide TV stations. This conflict of interests continued to alarm the Organisation for Security and Cooperation in Europe (OSCE), the parliamentary assembly of the Council of Europe and the European Parliament.
Berlusconi's attacks on the media in 2003 were not as harsh as in the previous year, when journalists were sacked for criticising the government, which also interfered in the running of RAI in violation of the national constitution. But the prime minister's behaviour did nothing to ease the structural and identity crisis at RAI.
Unrest among journalists grew further when two bills to protect Berlusconi were submitted to parliament. One of them, to supposedly resolve his conflict of interests, offered no real solution since it allowed him to remain owner of his media empire as long as he handed over day-to-day management to someone else.
In a surprise move, President Carlo Azeglio Ciampi refused on 15 December to sign into law the other measure, the "Gasparri" bill, approved by parliament on 2 December. He asked both chambers to reconsider it because it contained unconstitutional clauses.
This bill, officially to pave the way for digital terrestrial TV, would have lifted the ban on one person owning more than two nationwide TV stations, meaning Berlusconi could keep his three, Italia 1, Canale 5 and Retequattro. The constitutional court had ruled on 20 November 2002, that Retequattro had to become a satellite station on 1 January 2004 so as to comply with the law on competition.
The bill would allow the owners of more than two TV stations to acquire daily newspapers from 1 January 2009. Newspapers were also permitted to buy TV stations, but in practice their weak finances would make this unlikely.
The Gasparri bill also proposed greatly broadening the base for calculating the 20 percent of advertising revenue that media owners were allowed to keep, to include income not just from TV ads, but from publishing, films and the written press as well. RAI and Mediaset collect between them 93 percent of all TV advertising revenue (63 percent going to Mediaset).
The bill provided for gradual part-privatisation of RAI and a change in the make-up of its board. Privatisation would begin on 31 January 2004 but shareholders could not own more than 1 percent of its total stock, meaning the economy ministry would keep control of it. The board would be enlarged from five members appointed by the presidents of both houses of parliament to nine - seven named by parliament's watchdog commission and two by the ministry.
Berlusconi's response to the president's refusal was to issue a decree on 23 December giving Retequattro at least four more months (until 30 April 2004) to go satellite and so avoid losing a large chunk of its share value. The national telecommunications authority would then rule on the case again.
The courts obstructed the work of journalists in 2003 and undermined the protection of sources by prosecuting them and raiding their offices, especially for alleged violations of the rules of legal confidentiality. The year also saw a growing number of physical attacks on journalists investigating organised crime and attempts to intimidate them.
Gabriele Bernabini
26 maggio 2005 alle ore 18:10Ieri ci sono state perquisizioni e sequestri di documenti presso la redazione del Corriere della Sera in relazione all'inchiesta che quel giornale sta facendo sulle armi in Iraq ed uno strano traffico che ci sta dietro...
A Cuba purtoppo non c'è una vera libertà di stampa ma noi siamo messi così meglio?
Claudio Senato
26 maggio 2005 alle ore 18:12L'informazione libera è l'unico modo per fare cambiare le cose, senza informazione la gente non conosce e se nno sa non può ribellarsi. CIAO BEPPE
Andrea Carnevali
26 maggio 2005 alle ore 18:13Non sono d'accordo con te Beppe,
Cuba è un paese troppo particolare per riassumere la liberta di informazioni in 4 righe..
da te una superficialità del genere non me l'aspettavo.
Niccolò Petrilli
26 maggio 2005 alle ore 18:20Cubani e Italiani
una faccia una razza.
Loro cacciano i reporter stranieri.
Noi buttiamo fuori dalle televisioni, dai telegiornali, dai giornali i NOSTRI reporter, direttori, giornalisti.
E andiamo per telefono a minacciare di morte chi prova a dire la Verità.
E collaboriamo ai regimi. Perchè non possiamo accusare l'Icneumone di essere un collaborazionista?
Guardatevi
A riguardo guardatevi
-Citizen Berlusconi-
e
-The Agronomist-
Li trovate nei peer 2 peer...il secondo anche in libreria.
Giovanni Retone
26 maggio 2005 alle ore 18:21Sono d'accordo con Andrea, Cuba e' davvero un paese particolare, la liberta' li e' un'altra definizione, credimi siamo meno liberi in italia che a Cuba.
Io ho girato Cuba per piu' di un mese e non ho visto nessuno che si lamentava, non per paura, li stanno bene credimi! Ho paura invece che dopo Castro, l'america metta di nuovo lo zampino.
Niccolò Petrilli
26 maggio 2005 alle ore 18:23Tra parentesi: essere di sinistra e/o comunisti non significa tapparsi gli occhi di fronte a determinati eventi.
L'embargo attuato dai paesi democratici è aberrante.
La repressione culturale cubana è terrificante.
Ma non ci sono parole per le aziende dei paesi democratici(semidemocratici, considerando la Telecom) che collaborano alla repressione.
Federico Munerotto
26 maggio 2005 alle ore 18:24Segnalo questo:
http://www.zmag.org/Italy/miradarebelde-libertastampacuba.htm
mi pare attendibile. Castro non lascera' la liberta' di informazione su un internet, ma per quel convegno l'attenzione dei media e' stata pretestuosa, come spiegato in quella pagina web.
Fede
oliverio rinaldo
26 maggio 2005 alle ore 18:27Le dittature sono sempre delle brutte faccende,a meno chè.....non producano tuta la fuffa che compriamo quì e nel resto del mondo.Credo che sia giusto denunciare pubblicamente ciò che succede a cuba,ma......In cina tutti gli anni vengono Uccise centinaia di persone ma il nano portatore di democrazia va a stringere mani a tutto spiano.
Esistono dittature buone e dittature cattive?Saddam Gassava i Curdi,il governo turco mandava direttamente i corpi speciali a ucciderli(con tanto di foto ricordo dei militari con le teste decapitate in mano)foto "THE INDIPENDENT"ma finchè fanno comodo le dittature le si mantiene,le si foraggia con soldi armi,e sempre la stessa storia che si ripete......Cuba cos'à da dare?Il mare,il sole e la canna da zucchero.....troppo POCO!
Niccolò Petrilli
26 maggio 2005 alle ore 18:29Giovanni:
però perchè ci sono persone di sinistra che raccontano le tristezze di Cuba
e persone di destra che finiscono per innamorarsene?
E perchè migliaia di cubani scappano da cuba rischiando la vita in mezzo all'oceano?
Ovviamente dopo bisognerà stare attenti agli USA...vorranno portarla anche lì, la loro democrazia...
ma perchè non scoppia una bella guerra atomica?
Così dell'economia possiamo fregarcene, e non avremo più problemi di libertà. Svolazzeremo liberi...atomo per atomo..
citro alessandro
26 maggio 2005 alle ore 18:33Cuba pur essendo una dittatura resta comunque uno dei migliori paesi del sud america . Prima di riempire la testa della gente con parole quali "libertà" bisognerebbe riempirgli lo stomaco perche cosi si ragiona meglio.
Giorgio Gabel
26 maggio 2005 alle ore 18:34Non ho molta simpatia per Tronchetti Provera, anzi sostengo da tempo che il modo di fare Impresa di alcuni Suoi collaboratori sia una seria minaccia per il Sistema Paese .
Cio' premesso credo che Grillo su CUBA ed ETECSA sbagli. Su Cuba perchè è un paese molto complesso con luci ed ombre il cui regime ha moltissimi lati negativi, ma anche qualche lato positivo. Fidel almeno ha tentato di indicare una diversa via politica mitigando il comunismo iniziale , assicurando ai suoi dipendenti buoni servizi sociali, riuscendo a far felici i suoi cittadini del poco (molto poco) che hanno.
Su ETECSA (con Telecom che mantenendo una partecipazione in ETECSA ha violato l'embargo USA che vieta investimenti stranieri a CUBA)perchè CUBA è uno dei pochi Paesi dove lo Stato conta piu' dell'Impresa.
GG
mauro bragagnini
26 maggio 2005 alle ore 18:36grazie Beppe, è un pò che seguo i tuoi blog, mi stai facendo scoprire cose fino a ieri inpensabili per me, continua così che vai alla grande.
Gianluca Gendusa
26 maggio 2005 alle ore 18:41La cosa che mi fa incazzare quando sento queste notizie, che riguardano i comportamenti di grandi aziende al di fuori del loro paese di origine, è che di etica non se ne parla.
Possibile che un'azienda italiana possa investire soldi all'estero (la Telecom... quali poi... mah?) in attività che violano la stessa costituzione italiana? Non servirebbero delle leggi per regolamentare il comportamento di queste aziende anche al di fuori del territorio nazionale? Non dovrebbero le aziende di un paese democratico, essere OBBLIGATE a rispettare anche all'estero le stesse leggi che vigono nel paese di origine?
Lo so, lo so... come farebbero altrimenti aziende come la Nike a sfruttare la manodopera a basso costo orientale? Come farebbe Telecom Italia ad avere il 29,3% di ETECSA?
luca frangella
26 maggio 2005 alle ore 18:42anche stavolta il nostro beppe ha colto nel segno!
bella punzecchiata!
Marco A. Bartolucci
26 maggio 2005 alle ore 18:43mica male:
www.iltavolodivoltaire.it
Pietro Sannino
26 maggio 2005 alle ore 18:43E' uno dei pochi esempi in cui il capitalismo si trova pienamente concorde col regime cubano! Cosa non fanno i soldi!Ahinoi!Se solo Ernesto fosse qui... Chissà se ne nascerà un altro, anche fra cent'anni!!!
Franco Brughera
26 maggio 2005 alle ore 18:46Nel valutare quanto accaduto a Cuba mi sembra che si debba però tener conto di alcuni spetti fondamentali:
1) Gli USA hanno dichiarato una guerra a Cuba che tramite l'embargo dura da 45 anni. Quindi Cuba vive in stato di guerra.
2) Il governo di Bush jr ha stanziato circa 60 miliardi di dollari per il piano "Cuba Libre" che promuove un cambio «rapido e drastico» nella politica dell'isola e la instaurazione di un "governo fantoccio" filoamericano (una lunga tradizione USA).
3) Sono state effettuate e previste in futuro azioni di terroristi protetti dall'amministrazione USA finalizzate a destabilizzare o addirittura eliminare Castro (uno per tutti il famigerato terrorista Luis Posada Carriles ospite in questi giorni a Miami).
Ciò non giustifica le espulsioni dei giornalisti, ma fa capire come Cuba possa vivere la sindrome di «stato d'assedio» che le fa commettere errori.
Per dirla con uno slogan cinico: "Meglio Cuba che espelle i giornalisti, che gli USA e Israele che i giornalisti li ammazzano".
Ciao.
avy candelotto
26 maggio 2005 alle ore 18:46caro beppe grillo, io chiederei pure (almeno) le scuse di prodi, dini, ciampi e fassino per il finanziamento a milosevic di telekom serbia, dopo la bosnia e alla viglia del kosovo, con i nostri soldini.
Yang Chenping
26 maggio 2005 alle ore 18:49Ma il Pascucci che fine ha fatto?
Monica Leva
26 maggio 2005 alle ore 18:52Ciao,
ogni tanto nei paesi cosiddetti "democratici" spunta, guarda caso quando sono in difficolta' politica, l'incubo "rosso" di Cuba.
Io ho imparato che la democrazia è un'utopia.
Ci sono "dittature" dichiarate e "dittature" mascherate da "democrazia".
La più falsa di tutte è quella degli Stati Uniti i quali: esportano democrazia con la guerra,hanno come rimedio alla delinquenza la pena di morte, una sanità fatta su misura per i ricchi, non hanno più un ceto medio (infatti esiste la ricchezza più sfrenata e la povertà più totale), chi si professa di "sinistra" ha difficoltà a trovare lavoro (i casi più eclatanti, perchè riguardano personaggi famosi e quindi apparsi sui giornali, hanno coinvolto attori come Susan Sarandon, Sean Pean, etc.....), una scuola fatta -come la sanità - su misura per i ricchi, libera vendita di armi con le conseguenza che conosciamo (ragazzi impazziti che sparano ai loro compagni di classe), una giustizia fatta anch'essa su misura per i ricchi (più sei ricco più puoi permetterti un avvocato migliore che ti toglie dai guai anche quando sei un omicida) ..... e si potrebbe andare avanti per ore !!!!!
A ruota gli va dietro l'Italia, che porta sul palmo di mano l'esempio democratico degli Stati Uniti.
Ed ecco "spuntare" Cuba ..... dove alcuni giornalisti si sono recati con un visto turistico ed invece sono andati a fare le pulci alla politica cubana e sono stati "cacciati".
Sarebbe stato meglio, forse, essere più espliciti sul motivo del viaggio (visto che dovevano intervistare dei dissidenti).
La libertà di informazione è sacra ma la presa per i fondelli NO !!!!!
Secondo voi in America sarebbe stato diverso ????
In Italia, hanno cacciato dalla televisione Biagi e Santoro accusandoli di "uso criminoso della televisione pubblica".
E' una vita che Cuba fa la parte della "cattiva" e vive ancora sotto embargo.
Malgrado questo ha molti punti a suo favore: scuola e sanità gratis per tutti, latte gratis per i bambini (pensate al nostro in farmacia), tasso di mortalità infantile minore degli Stati Uniti, niente disoccupazione, etc .....
Non tutto è ovviamente "rose e fiori" e la "dittatura" esiste comunque, ma non mi sento di considerarla peggio di quella degli Stati Uniti e peggio della nostra.
Scusate ma qualcosa non mi torna !!!!!
Mi fa paura pensare che un domani, morto Fidel Castro, Cuba rischierà di diventare - come nel lontano passato ed è quello che sperano gli Stati Uniti - la "prostituta" della nazione più potente del mondo !!!
Riccardo Palazzani
26 maggio 2005 alle ore 19:10Mi sovviene un dubbio Beppe. Se vado a Cuba in vacanza sono complice di Tronchetti e Fidel?
Manwë Sulimo
26 maggio 2005 alle ore 19:19Castro sgancia fior di soldoni a Tronchetti Provera, mentre la semplice etica non rende niente in termini monetari. Siccome questi signori pensano solo a fini di avere quanti più possibile.... noi li dovremmo dare una bella passata di badilate in c**o e poi buttarli in una cella per il resto dei propri giorni cosi che capiscano la differenza tra ricchi, poveri, etica e morale, principi di vita e reale valore dei soldi!
Davide Ricci
26 maggio 2005 alle ore 19:22 X Riccardo Palazzani
ottima questa!!!!
paolo borghesi
26 maggio 2005 alle ore 19:23salve a tutti
vorrei attirare la vostra attenzione e richiedere un vostro parere sui casi di assenteismo proposti da striscia. Siete favorevoli alla possibilità da parte di enti o privati di poter licenziare in tronco tutti quei dipendenti che compiono azioni di questo genere in modo da favorire l'assunzione di disoccupati?
saluti
paolo
ramona monighetti
26 maggio 2005 alle ore 19:24La repressione esiste dappertutto a cuba è solo + dura accentuata dal comunista.
e per l'italiano tronchetti e solo uno dei tanti che prima dell'etica mette gli affari....
ciao a tutti
Luca Floris
26 maggio 2005 alle ore 19:31Scusate l'OT
A TUTTI I SARDI PRESENTI SUL BLOG
C'E' un Referendum regionale il 12/13 giugno 2005
Infatti il 12/13 giugno 2005, oltre che al referendum statale sulla fecondazione
assistita, si terrà in Sardegna il referendum regionale per l'abrogazione
della legge regionale n°8/2001 che consentiREBBE l'importazione in Sardegna di
scorie tossiche qualificandole come materie prime. La legge regionale n° 8,
infatti, consente l'introduzione di rifiuti di origine extra-regionale
da utilizzare esclusivamente quali materie prime nei processi produttivi
degli impianti industriali ubicati in Sardegna e già operanti alla data
dell'approvazione delle legge regionale, non finalizzata al trattamento
ed allo smaltimento dei rifiuti".
In questo modo, SECONDO ME, con la scusa di ulteriori lavorazioni di
impercettibili quantità, le scorie veRREBBERO fatte passare per materie prime e aggirando le normative Europee che impongono una documentazione sull'origine, il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti tossici, E si smaltIREBBERO in Sardegna scorie che SICURAMENTE nessuno al mondo vuole.
Queste scorie lasciEREBBERO nella nostra terra MILIONI di tonnellate di residui
tossici con il loro contenuto di metalli pesanti e talvolta anche
radioattivi, estremamente nocivi per il territorio e per gli esseri viventi,
dei quali possono modificare (FORSE) addirittura il DNA.
SECONDO ME, tutto ciò è incompatibile con il nostro popolo e con il nostro territorio.
E SEMPRE SECONDO ME, stravolgerà il giusto rapporto che la civiltà sarda ha stabilito con il
proprio habitat! Ciò non può essere tollerato, ANZI IO NON LO TOLLERO.
LA SARDEGNA NON PUO' DIVENTARE UNA DISCARICA ! , QUESTO ALMENO E' IL MIO PUNTO DI VISTA...
PERCIO' Il 12 e 13 Giugno
VOTA SI' CONTRO LE SCORIE, SEMPRE SECONDO ME, MA NON VORREI IMPORRE IL MIO PENSIERO A NESSUNO
OK?
Votando "SI'" viene abrogata la legge regionale n. 8/2001 e ripristinato
il comma 19 dell'art. 6 della Legge Regionale 24 aprile 2001 n. 6, recanti
norme in tema di rifiuti speciali, che cita: "E' fatto divieto di
trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire, nel territorio della
Sardegna rifiuti, comunque classificati, di origine extraregionale".
Passate l'informazione la vostra terra ve né sarà grata.
PS
Al gestore, ho capito che così va bene... è importante davvero....
FORTZA PARIS!!!!
CI BOLINTI CODDAI CUSTA BORTA PURU...
Marcus Libero
26 maggio 2005 alle ore 19:33maledette Corporation...è solo loro la colpa.
Paolo della Sala
26 maggio 2005 alle ore 19:47Riccardo Pallanzani è la sintesi perfetta del no global etc etc. Grazie a questi slogan viventi hanno successo le slogature umane come Castro.
Sono veramente indignato: se c'è ancora questa forma mentis non c'è speranza per il mondo...
Marcus Libero
26 maggio 2005 alle ore 19:50ci sono società che già ti danno il numero telefonico e l'adsl senza telecom....
una di queste é:
http://www.tex97.it/
TUTTO COMPRESO CON UN NUMERO TELEFONICO E INTERNE FLAT (24 ORE) 49 EURO MESE IVA COMPRESA
******************************************
LIBERATI DI TELECOM
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Marcus Libero
26 maggio 2005 alle ore 19:51Mi sovviene un dubbio Beppe. Se vado a Cuba in vacanza sono complice di Tronchetti e Fidel?
Postato da: Riccardo Palazzani il 26.05.05 19:10
***************************************************MI SEI SCADUTO*******COME LA PARMALAT.EHEHHEHEHHEHEHH***************
Antonio Cappa
26 maggio 2005 alle ore 19:52Ma come spiegarsi tutti i nomi noti che hanno sottoscritto il documento a favore di Cuba?
Simone Fineschi
26 maggio 2005 alle ore 19:52Mi meraviglia sempre il fatto che quando si parla di dittatura la mente della gente vada solo a 60 anni fa. E mi meraviglia ancor di piu che qualcuno continui a dire che viviamo anche noi italiani in stato di regime. Io vi invito sinceramente a riflettere prima di scrivere cose simili. Vedete un conto e dire che "qualcuno" al governo sta facendo i suoi sporchi comodi e un conto e svegliarsi la mattina e non poter piu parlare con un amico o un parente che misteriosamente e finito in carcere oppure al muro. Io credo che diversi cubani e cinesi se potessero (censura permettendo) leggere messaggi del tipo "almeno quello di fidel e un regime dichiarato" oppure "pensiamo alla nostra di dittatura" nella migliore delle ipotesi riderebbero amaramente e nella peggiore si incazzerebbero di brutto. Lo stesso vale per chi 60 anni fa ha vissuto sulla pelle il ventennio come mia nonna, che quando sente dire frasi come sopra, gelidamente afferma:"E gente che la dittatura non sa nemmeno cosa sia".
Noi no, ma i cubani si. Con o senza il Tronchetto...
umberto rossi
26 maggio 2005 alle ore 19:54Il nostro ministro degli esteri fa e dispone come se avesse già in tasca il rinnovo del mandato oltre il 2006. Dall'Iraq gli italiani non se ne vanno, sono gli irakeni a chiedercelo. La contropartita lo sfruttamento del petrolio di Nassirya a guerra conclusa, sempre che non sia la guerriglia a prevalere. Libertà e democrazia il pane per il popolo irakeno, il petrolio e gli affari alle forze di occupazione. Affari e finanza insanguinati, di sangue innocente. La dea Nemesi compirà la sua vendetta. Ne siamo certi. Il sangue dei nostri soldati morti durante la missione è il prezzo del baratto con il petrolio. La presa in giro è la premessa del nostro ruolo di pacificatori. La missione è una missione di guerra. La resistenza o guerriglia che sia è una realtà. Lo sanno bene i soldati americani che continuano a morire. Putin appoggia gli USA nel rimanere in Iraq, perché ne trae un duplice vantaggio. Ostacola il terrorismo e nello stesso tempo argina la destabilizzazione islamica in atto ai confini della Russia. Meglio un alleato scomodo alla porta che un morto in casa. L'Islam è il nemico comune da battere. Cecenia e Afghanistan i nemici naturali della Russia. Iraq, Iran, Siria i nemici che l'amministrazione Bush si è procurata con la guerra preventiva.la puzza di petrolio e del business ammorba l'aria mischiandosi alla puzza dei cadaveri nelle strade di Bagdad e dintorni. L'Italia fa la sua parte che maschera con opere di bene a Nassirya. L'odio islamico è avvolto da una caligine propangadistica . Non è così che l'Italia offre la sua immagine di nazione civile insistendo nell'appoggiare una guerra fondata sulla menzogna e sugli affari sporchi su cui lucrano tutti e fatti sulla pelle degli irakeni indifesi. Non abbiamo necessità del petrolio irakeno per sopravvivere tanto più comprato a prezzo di sangue. La nostra Costituzione tradita per trenta denari. Pacificatori? E' meglio dire per onestà intellettuale, approfittatori. Il rapimento della Cantoni non ha suscitato in Italia molta emozione. Forse perché lavora per Care un'organizzazione dicono di stampo americano, forse perché dopo l'assassinio di Calipari e la messinscena organizzata da Letta la gente non intende farsi strumentalizzare dal governo. Veltroni è un'anima pia. Gli altri sono soltanto degli sfruttatori delle altrui disgrazie.
alessio cunot
26 maggio 2005 alle ore 19:54ALLAXIA
Società finanziata da
TELECOM ITALIA
perche'???????????
Ma mi starebbe pure bene se non fosse che allaxia TRASFERISCE LA SEDE DA ROMA A MILANO E LICENZIA I
DISABILI.
BEPPE TI PREGO INTERVIENI, INDAGA E NE SCOPRIRAI DELLE BELLE.
AC
Marcus Libero
26 maggio 2005 alle ore 19:55signor aggio..tu sei pascucci a noi non ci freghi.
BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
alessio cunot
26 maggio 2005 alle ore 19:56ALLAXIA
Società finanziata (soldi e commesse moooooooltissimi EURO) da
TELECOM ITALIA
perche'i Suoi azionisti palesi ed occulti sono amici degli amici.
Ma mi starebbe pure bene se non fosse che allaxia TRASFERISCE LA SEDE DA ROMA A MILANO E LICENZIA I
DISABILI.
BEPPE TI PREGO INTERVIENI, INDAGA E NE SCOPRIRAI DELLE BELLE.
AC
Marcus Libero
26 maggio 2005 alle ore 19:58signor aggio....hai rotto i c*************i, vai da pascucci a parlare di sta bufala del signoraggio.
umberto rossi
26 maggio 2005 alle ore 20:00LA SALUTE PUBBLICA A CUBA PRIMA E DOPO LA RIVOLUZIONE
Si ritiene che il primo medico a Cuba, dopo l'occupazione spagnola, iniziò la sua professione dal 1527. Nel 1628 si cominciò la pratica medica attraverso frati, guaritori, medici indios e un numero esiguo di praticanti, nel 1850 su tutta l'isola esistevano 25 Ospedali. Già con le guerre del 1868, del 1878, del 1895 e del 1898, si crearono alcune strutture di tipo sanitario nella campagna; formando così le basi per una prima coscienza in materia di sanità a Cuba. Nel 1902 con l'istituzionalizzazione del paese e con la Repubblica, si formò il primo Dipartimento della Sanità, al capo del quale venne posto il Dott. Carlos Jota Finlay, un eminente ricercatore e grande medico cubano, che fu tra i primi ad ipotizzare la responsabilità della zanzara come agente di trasmissione della febbre gialla.
Già nel 1909 questo ricercatore creò a Cuba la Segreteria di Sanità e Beneficenza, che fu uno dei primi Ministeri di Sanità Pubblica nel mondo.
Nel periodo dal 1920 al 1958, ci fu una situazione di decadenza della sanità pubblica cubana per l'abbandono, dei Governi di quel tempo, di tutti i programmi di sanità esistenti riguardo le necessità di salute che aveva la popolazione. Nel 1930 intervenne un fattore nuovo, durante una crisi economica si cominciò a sviluppare "l'assistenza medica del mutualismo" (come si chiamò a Cuba), una assistenza medica privata e riservata alle classi privilegiate, mentre la popolazione, abbandonata, mancava di tutti i servizi medici indispensabili, soprattutto nella campagna.
Nel 1959, con il trionfo della Rivoluzione, si ereditò una situazione, dal punto di vista sanitario, caotica. C'era una grande disoccupazione, analfabetismo, denutrizione e pessime condizioni di vita nella maggior parte della popolazione.
Quelle che predominavano, fondamentalmente, come malattie, erano le malattie quali: diarrea acuta, tubercolosi, paludismo; e di queste moriva la maggior parte della popolazione.
La Rivoluzione, tra gli anni '59 e '60, produsse grandi trasformazioni, fra le quali la prima legge della Riforma Agraria e la nazionalizzazione delle grandi imprese straniere. Gli attentati terroristici organizzati dagli USA per soffocare la Rivoluzione imposero la necessità della creazione di un organo popolare armato e così nacquero i Comitati di Difesa Rivoluzionaria (CDR) che costituirono una valida struttura territoriale di massa in ogni villaggio e ogni quartiere delle città per difendere il Paese e la Rivoluzione.
Già in quegli stessi anni si crearono a Cuba i primi servizi medici sociali, attraverso i quali, i medici andarono a svolgere il loro servizio nei villaggi più lontani, coprendo anche le zone nelle quali non si aveva mai avuto assistenza medica.
Si crearono 26 Ospedali Rurali e vari Ospedali Urbani. Furono nazionalizzate le farmacie, si istituì la gratuità del servizio medico, aumentarono gli investimenti dello Stato per i servizi della sanità e si realizzò l'importante obbiettivo politico di formare una coscienza rivoluzionaria nei medici.
Al trionfo della Rivoluzione, con allettanti offerte, gli USA invitarono medici e tecnici a lasciare Cuba, così più di 3.000 medici abbandonarono il paese e nella Facoltà di Scienza Medica rimasero 12 professori. Questo rese necessario una formazione accelerata di professionisti e tecnici della salute, e grazie soprattutto alla volontà e partecipazione convinta di medici e studenti, già nell'anno '63, Cuba poté prestare il suo primo aiuto sanitario internazionalista nella Repubblica Popolare dell'Algeria. Nello stesso anno cominciarono i corsi di alcune decine di specializzazione in medicina, tra le quali cardiologia e ortopedia. Nell'anno '64 si cominciò a strutturare il Ministero di Salute Pubblica nei vari municipi e province del Paese, creando una fitta rete assistenziale diretta dal Ministero di Salute Pubblica con unità subordinate, come policlinici (poliambulatori) e ospedali.
Nell'anno '65 sorse il concetto di policlinico integrale. In quegli anni, tra il '59 ed il '64, furono sviluppati i programmi di vaccinazione e la lotta contro le malattie endemiche, il che portò ad un immediato elevamento del livello generale di salute della popolazione.
Nel '65 la medicina cominciò a prendere un carattere innanzitutto preventivo e quindi curativo, fu abolita, da parte dei medici laureati, l'esercizio della medicina privata. Nel 1966 si crearono istituti che incominciarono ad offrire una funzione medica più qualificata alla popolazione. Nel 1968, questi stessi policlinici, cominciarono ad utilizzare il concetto di raggruppare la popolazione in settori; ogni medico aveva da 3.000 a 5.000 abitanti, e attraverso queste divisioni settoriali si cominciarono a fare interventi sul territorio e nelle abitazioni dove vivevano i pazienti e la popolazione.
In quel periodo, per il loro grande ruolo di partecipazione, si affermarono a Cuba organismi popolari di massa, fra questi il già citato Comitato di Difesa della Rivoluzione (C.D.R.), la Federazione delle Donne Cubane (F.M.C), la N.A.C., l'organismo degli agricoltori. Queste istituzioni realizzarono tutta una serie di importanti programmi per migliorare lo stato della salute pubblica, sia attraverso le vaccinazioni di massa; la campagna di igienizzazione; l'educazione della popolazione su come vivere in modo più sano; come fare per migliorare la salute.
Già nell'epoca del decennio tra il '60 e il '70 si consolidò il sistema di sanità sotto il principio socialista dell'attenzione alla salute pubblica, come la gratuità; l'accessibilità per tutti; includendo anche importanti successi nell'industria medico-farmaceutica. Già negli anni tra il '70 ed il '79, dopo il primo congresso del partito, si istituzionalizzò il Paese e si crearono gli organi locali del Poder Popular (parlamento cubano). In questa decade si ridusse la mortalità infantile di circa il 50%; da un livello che nel 1970 era del 46,7 per mille di nati vivi, diminuendo al 19,4 per mille nel 1979. Questa decade si caratterizzò per la perfezione della cura medica; si fece un programma di costruzione di ospedali e di policlinici.
Nel 1974, si passò ad un modello superiore di assistenza che si estese a tutto il paese nel 1977, il Ministero della Salute si frammentò decentrando le funzioni di assistenza popolare all'interno di questi organismi di massa che si erano creati; anche se mantenne il controllo metodologico di tutto il sistema della sanità, la parte amministrativa passò al Poder Popular.
Già nel 1976, si crearono le Facoltà di Medicina in tutte le Provincie, raggiungendo così l'obbiettivo di ridurre a meno dell'uno percento le cause di morte per malattie infettive e contagiose.
Nell'anno 1981, si lottò e si sconfisse l'epidemia del Dengue emorragico (malattia virale), introdotto misteriosamente nel nostro Paese e che causò centinaia di morti, soprattutto bambini. In ragione di quanto successe, si ritenne di dover fare un altro sforzo per rendere il Paese meno vulnerabile agli attacchi che gli venivano mossi, così vengono poste le basi di un ulteriore e necessario grande sviluppo nel settore della salute: diventare una potenza mondiale nel settore sanitario.
In quegli stessi anni furono create 32 sale di terapia intensiva, si svilupparono capillarmente i Policlinici, gli Ospedali Pediatrici, si ampliarono e si modernizzarono i servizi degli stessi.
Da un progetto pre rivoluzionario di costruzione di quella che avrebbe dovuto essere la più grande banca dell'America Latina, debitamente convertito in un progetto per la sanità, si costruì l'ospedale Hermanos Almejiras che si inaugurò nell'82. L'ospedale multifunzionale, è strutturato su 24 piani con specialità di livello mondiale; con nuove tecniche diagnostiche, come gli ultrasuoni, la tomografia attraverso il computer, la risonanza magnetica, l'accelerazione lineare, l'utilizzazione del laser. In quegli anni iniziò anche lo sviluppo della chirurgia cardiovascolare nei bambini e negli adulti; e la tecnica di trapianto di organi.
Nel 1984 prese l'avvio, nei quartieri delle città, la pianificazione del programma di assistenza medica della famiglia attraverso i medici di base, che si estese a tutto il paese; dalle montagne fino alla campagna.
Ora, a causa della scomparsa dei Paesi socialisti e la conseguente perdita dell'85% dei rapporti commerciali con l'estero, e del blocco economico che gli USA inaspriscono sempre più, la situazione si è fatta molto difficile, i medici cubani sono costretti a lavorare in condizioni proibitive, mancano medicinali, strumenti e pezzi di ricambio, ma malgrado le enormi difficoltà le strutture sanitarie sono tutte aperte, tutti i Policlinici e gli ospedali stanno funzionando e quello che è più importante, si è fatto uno sforzo colossale per mantenere la gratuità di tutti i servizi, il che non è cosa da poco, se si considera che i Paesi industrializzati, i cosiddetti Paesi ricchi, non solo non hanno la sanità gratuita, ma ogni giorno, per le classi popolari, il servizio sanitario diviene sempre più caro e meno efficiente.
Dai primi anni della Rivoluzione Cuba ha prestato aiuto solidale e internazionalista in decine di paesi, con medici, infermieri, dentisti, medici della salute. E pur nelle difficoltà odierne Cuba continua ad offrire assistenza gratuita a quei paesi del Terzo Mondo che, non essendo in grado di pagare, vengono abbandonati dai "Paesi ricchi". Basti l'esempio dei bambini colpiti dalle radiazioni della centrale di Cernobyl: nel nostro Paese, per averne ospitati alcune decine, e per periodi brevi, si era fatta una imponente, quanto inopportuna, campagna pubblicitaria attraverso i mezzi di informazione; i quali si sono ben guardati dal dire, almeno una volta, che a Cuba ne sono stati ospitati 18.000 di quei bambini, assieme ai loro genitori, e una parte di essi sono ancora ospiti a Tararà, nella cittadella che fu dei pionieri cubani.
Marcus Libero
26 maggio 2005 alle ore 20:02Pascucci, mi sei simpatico, fai il bravo.
e io ti autero'
marcello trave
26 maggio 2005 alle ore 20:04PER ALESSIO CUNOT
Allaxia è una Società costituita da rampolli piu' o meno agee della Milano per bene. Un tempo era legata a famosissimi opinionisti gente ricca e potente.
Poi qualcuno fa il passo piu' lungo della gamba e si indebita, poi non onora i contratti, poi ....................... ..........************************************QQQQQQQQQQQQQQQQQQQqqqq@@@@@@@@@@@@@@@@@@(cose turche censurate). Ma il bel MARCO non puo' far fallire i Suoi amici e da Cavaliere Bianco interviene.
Peccato che ALLAXIA sia poco etica. Ma LUI MARCO TRONCHETTI PROVERA non lo sa, perchè se sapesse non potrebbe tollerarlo. Cmque ALLAXIA licenzia e ne fa di cotte e di crude.
Se sapete che quello che scrivo non è vero scrivetelo.Sarei contento di sapere che sono tutte bufale
MT
Luca Canavese
26 maggio 2005 alle ore 20:05Non pago della manforte che sta dando al nostro premier per mettere il bavaglio all'informazione e uniformarla al volere di un solo uomo con la sua la7, si è rimboccato le maniche anche all'estero. D'altronde cosa aspettarsi di etico da uno che è parte integrante del nostro sistema basato su delinquenza e successiva impunità!!!
Marino Rapisarda
26 maggio 2005 alle ore 20:08Trovo fastidioso che il maleducato Sig PAscucci riempia il blog di GRillo (e forse anche altri) con tematiche che non hanno nulla a che fare con i temi proposti.
Rende più dificile la lettura, e fa pubblicità al suo sito deserto e privo praticamente di commenti.
Abbia almeno rispetto degli altri utenti.
vito liberto
26 maggio 2005 alle ore 20:10X Paolo Borghesi
sono con te licensiare subito tutti quei malscalzoni che rubano sul posto di lavoro.
Piu inviterei a proporre un referendum per ridurre gli stipendi a tutte le categorie che superano i 100.000 euro.(sia pubblico che privato).
franco yato
26 maggio 2005 alle ore 20:14x Rocco
non capisco perche' se uno non ama la sinistra debba essere automaticamente di destra,non puo' esistere gente che pensa con la propria testa e vede la realta' senza pregiudizi? Rara,ma ti assicuro che c'e'.Fosse solo il problema dei giornalisti a preoccupare per Cuba sarebbe una festa,il fatto e' che fa'veramente angoscia vedere un popolo tenuto nella miseria nera,senza possibilita' di migliorare in nome di non so che cosa mentre i tutti i Caraibi bene o male si vive normalmente,il non essere liberi perfino di maneggiare i soldi stranieri,farsi una fila di giorni per l'assegnazione di 6 uova per una famiglia di tre persone,la mancanza assoluta di fare qualsiasi commercio......che schifo,e non parliamo di embargo xche'i" capetazzi"state tranquilli che se la passano ultra bene.
luigi fioravanti
26 maggio 2005 alle ore 20:16xmarcus libero :puoi spiegarmi tu del signoraggio per favore dal momento che critichi quello che scrive sandro pascucci,te ne sarei molto grato.grazie
Nicola Giuliani
26 maggio 2005 alle ore 20:20Fidel Castro... l'ultimo comunista che ancora ci crede... anche Bertinotti ha i suoi dubbi... lui no!
DENG XIAOWARMALA
26 maggio 2005 alle ore 20:21PER I VOSTRI CAPITANI DI INDUSTRIA
Quello che sconvolge la mia mente e la mia anima è che ci sono persone che vengono imprigionate per aver rubato poche lire o un frutto, mentre alcuni signori si appropriano di somme ingenti senza che a loro sia torto un capello.
Per questo faccio un appello ai Signori che controllano le Società capitalistiche. Date il buon esempio non rubate cio' che non è Vostro, rispettate le Vostre leggi (ndr la corporate governance ) e quelle dello Stato.Altrimenti minerete le fondamenta non solo della Vostra Azienda ma della Società civile.
Dalai Lama
Luca Canavese
26 maggio 2005 alle ore 20:32Noto con dispiacere due cose inquietanti di cui noi siamo purtroppo fulgido esempio.
La prima è che c'è una globale tendenza su larga scala a zittire sempre più la libera informazioe e circolazione di idee regredendo dai pur pochi progressi che si erano fatti.
La seconda riguarda i diritti dei lavoratori: per cercare di diventare competitivi, invece di cercare di esportare i diritti in Cina, ove la suddetta categoria ne ha ben pochi, si fa il percorso inverso al progresso e questo, per rimanere nel nostro continente, a livello di unione europea, ovvero si tenta di ridurre il costo del lavoro, il che tradotto significa meno garanzie, diritti e soldi. Ovvero, invece di uniformare loro a noi ci stiamo uniformando noi al loro modello, anche qui con una profonda regressione.
Di questo passo si ritornerà all'epoca della rivoluzione industriale.
Niccolò Petrilli
26 maggio 2005 alle ore 20:33Vai Pascucci!
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Precisiamo: accettiamo eliminazioni del blog solo con giustificazione postata nel blog dallo staff o da Grillo.
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Il che non significa "alla gente dà fastidio leggere del signoraggio". Perchè a me e ad altri non dava fastidio.
Mi sembra democratico.
Oppure bisogna prendersela con Tronchetti Provera?
Niccolò Petrilli
26 maggio 2005 alle ore 20:35Tra parentesi: la perquisizione del corriere è avvenuta per reperire informazioni per cui risulta che i guerriglieri iracheni usano pistole BERETTA!
Visto? Loro si fidano del Made in Italy!
Ecco perchè la Fiat esporterà auto in Iran! Immagino cosa nasconderanno nel portabagagli!
Niccolò Petrilli
26 maggio 2005 alle ore 20:42Gli manchi,...Pascucci è morto in Maggio...ma in lui vive Signor Aggio!^__^
Ma perchè questa censura senza spiegazioni?
I nomi ok...ma se io invece del mio nome mi chiamavo Francesco Ingrassia non era lo stesso?
Comunque...e fate un forum, no?
FORUM!
Niente...
forse ora che il tour è finito non c'è più interesse nella gestione del sito?
Tiziana Manaresi
26 maggio 2005 alle ore 20:46ti giro questa nota tanto per essere precisi:
NOTA STAMPA DELL'AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA DI CUBA IN ITALIA
In base alle norme internazionali ed agli accordi bilaterali, nessun cittadino cubano può entrare nel territorio di un altro Stato senza aver previamente ottenuto un visto, qualunque sia il motivo del viaggio: per turismo, per lavoro, per studio o anche per ragioni di salute.
Naturalmente, la Repubblica di Cuba ha un proprio regolamento migratorio assistito dagli strumenti giuridici che il paese si é dato.
Recentemente, gli organi di stampa italiani Corriere della Sera e La Repubblica, entrambi al corrente dei regolamenti esistenti nel nostro paese concernenti lo svolgimento dell'attività giornalistica da parte di professionisti stranieri, hanno mandato a Cuba dei loro inviati provvisti soltanto di tessera turistica con la deliberata intenzione di violare i suddetti regolamenti, come é stato ampiamente dimostrato dal modo di agire di tali inviati nel territorio nazionale cubano dove, fin dal primo momento, essi hanno svolto attività giornalistica. Nessuno dei due inviati rimpatriati aveva chiesto il corrispondente visto per l'ingresso nella Repubblica di Cuba.
Di conseguenza, le autorità cubane competenti hanno proceduto ad agire in base alle leggi vigenti che regolano l'esercizio dell'attività della stampa estera a Cuba.
Entrambi gli organi di stampa, nel violare le leggi di un altro Stato e in aperta provocazione verso le nostre autorità, hanno con ciò dato dimostrazione di un atteggiamento irresponsabile. Per quanto riguarda il Corriere della Sera, il caso é ancora più grave dato che tale quotidiano aveva ricevuto un chiaro segnale secondo cui le autorità cubane non avrebbero permesso l'ingresso nel paese di un inviato che non avesse presentato neanche la richiesta di accredito, come occorso in una precedente occasione, quando un altro giornalista dello stesso organo di stampa era stato reimbarcato.
Il trattamento informativo dato a tali fatti ha scatenato una nuova campagna contro Cuba, facendo intendere all'opinione pubblica che era stato impedito a due giornalisti l'esercizio della loro professione, mentre si é taciuto sui veri motivi che hanno provocato il loro rimpatrio, e cioè la violazione delle leggi del nostro paese. E' inoltre passato sotto silenzio il comportamento disonesto, manipolatore e poco obiettivo che, come in tante altre occasioni, viene applicato contro Cuba dai mezzi di informazione.
A differenza di quanto sopra segnalato, organi di stampa italiani (tra cui un importante canale televisivo) che, nel rispetto dei regolamenti vigenti, hanno fatto richiesta di inviare un loro gruppo per svolgere attività giornalistica in questo periodo, hanno ottenuto l'autorizzazione ed il relativo visto. Ciò pone in evidenza chiaramente la nostra disponibilità ad accogliere e a lasciar lavorare ogni professionista che agisca seriamente rispettando le istituzioni e le leggi cubane.
Roma, 23 maggio 2005 --
NOTA STAMPA DELL'AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA DI CUBA IN ITALIA
Niccolò Petrilli
26 maggio 2005 alle ore 20:54Tiziana...
Ovviamente la colpa è sempre nel mezzo...violazione delle leggi di uno stato che però deve pur avere qualcosa da nascondere, se per entrare nel territorio devi prima comunicare perchè e cosa vuoi fare.
-Il bene e il male...ormai si sono suicidati e i loro corpi giacciono nella stessa fossa comune insieme alla giustizia-
Rita Porrega
26 maggio 2005 alle ore 20:56x PAOLO BORGHESI
Sono assolutamente d'accordo con te:licenziamento in tronco nel pubblico e nel privato per chi è un assenteista abituale, per chi non lavora ma "passa il tempo" per arrivare a fine mese e prendere lo stipendio....e ne conosco di gente così!!!!!Tutta questa gente deve essere rimpiazzata con persone disoccupate (....tanto la scelta è talmente vasta, purtroppo!)
Rita
Luigi Nappi
26 maggio 2005 alle ore 20:59Sono piuttosto sconcertato dal fatto che Cuba sia stata additata come un paese illiberale quando alcuni giornalisti entrati con visto turistico, sono stati fermati per chiarimenti dopo che invece di fare turismo hanno svolto attivita' lavorativa.
Nei paesi occidentali spesso i giornalisti scomodi vengono confinati e non possono piu' lavorare nelle tv di stato e nemmeno nei giornali, Beppe Grillo e' stato esiliato dalle televisioni per lunghissimo tempo. Cuba notoriamente non e' un posto democratico, ma e' un posto dove si cerca di dare assistenza medica e scuola a tutti. Qualche giornalista fantasioso e' persino riuscito a dire che l'embargo degli USA contro Cuba avrebbe arricchito il paese quando e' la principale ragione per la quale a Cuba molte persone fanno la fame. Embargo che si stringe sepre di piu' e che illegalmente prevede che se una azienda di un paese terzo esposta a Cuba poi non puo' esposrtare negli USA. Ora non sto qui a tessere le lodi un luogo dove da trent'anni non c'e' possibilita' di scelta e dove molti oppositori hanno perso la vita, ma fare tutta questa scena contro Cuba per la mancanza di liberta' giornalistica quando un giorno si ed uno no tentano di chiudere indimedia mi pare incoerente.
Luigi
Rita Porrega
26 maggio 2005 alle ore 21:03Mi spiace per i giornalisti e per i cubani, ma perchè, scandalizzarci così tanto?Non mi pare che da noi le cose(....internet a parte!!!), vadano poi così bene...e tu, Beppe, lo dovresti sapere se per fare un tuo spettacolo in televisione devi andare in Svizzera!!
E poi c'è tanta altra gente a cui chiedere: vedi Biagi (che la settimana scorsa era da Fazio e per poco si mette a piangere dalla gioia!), Santoro, Luttazzi, ecc. ecc....tutte persone che, guarda caso, quando esprimono un'idea appena una punta "controtendenza"...spariscono dagli schermi!
Rita
Niccolò Petrilli
26 maggio 2005 alle ore 21:06Nappi(nome della mia prof di matematica...ma non è colpa tua^__^)
Cuba è uno stato come molti altri, con la particolarità di essere una repubblica democratica di origine comunista impiantata accanto alla patria dell'odierno capitalismo(e democrazia liberale).
Sotto Embargo da 40 anni.
Con un leader ormai anziano.
Con una forte repressione tipica di un regime.
Con una forte emigrazione.
Esattamente come l'Iraq, in fondo.
Eppure resiste.
C'è un segreto su quell'isola, e tutti vogliono scoprirlo.
Alla faccia delle leggi dello stato di Cuba.
Insomma...ci sono torture e scuole gratis, giornalisti rigettati e uccisi e sanità gratuita...
contraddittorio, no?
Però:
in Italia abbiamo scuole a pagamento, sanità a pagamento, giornalisti rigettati e licenziati, a volte uccisi...o è stato tentato di farlo.
Un regime mediatico.
Nessun embargo, ma crisi economica.
Con una forte emigrazione.
Insomma...AIUTO!!!!!!!
Niccolò Petrilli
26 maggio 2005 alle ore 21:10No, (Pascucci...Signor aggio...come dobbiamo chiamarti? Mr X...o Bankin' man come a X-files?)^__^
Non stavo scherzando. Ma non ho le idee chiare. Ho troppe informazioni sulle -visite guidate- in Russia e troppe poche di questa situazione.
Che gli USA siano similari o peggio non lo metto in dubbio. Anzi.
Tiziana Manaresi
26 maggio 2005 alle ore 21:17rispondo a Niccolò: Cuba ha probabilmente da nascondere qualcosa come tutti gli stati del mondo, ma soprattutto ha da difendersi praticamente dagli USA e da tutto il resto dell'occidente di cui rimane comunque una spina nel fianco essendo l'ultimo baluardo del socialismo mondiale!Castro forse a volte esagera, ma cosa farebbe in qualsiasi altro capo di stato che troppi vogliono morto per poter approfittare di quella stupenda isola? E poi comunque siccome lui gode del consenso della maggioranza dei suoi connazionali, perchè da fuori si vuole per forza andare a rompere?
umberto rossi
26 maggio 2005 alle ore 21:32
Martino, l'agente americano del governo Berlusconi, vola dai suoi superiori a Washington e dopo l'incontro con Rumsfeld
spara la sua cazzatona per convincere gli italiani alla guerra contro l'iraq
L'europa grida al mondo .. temo però che questà euforica univocità sia destinata a durare assai poco.
In europa per esempio sono in pochi a credere nella necessità della guerra all'iraq, e ancor meno quelli disposti a propagandare le bugie del Pentagono circa il riarmo di Saddam del suo arsenale batteriologico.... purtroppo (ma non da oggi) abbiamo scoperto che uno di questi è proprio il nostro ministrello alla difesa,che ha ripetuto la filastrocca del riarmo iracheno,e della necessità dell'intervento.
Ma Martino si sà che è culo e camicia con la cricca del pentagono, non altrettanto certa invece l'adesione tedesca e francese, incerta anche l'inghilterra dove Blair sta sudando più del previsto per convincere gli inglesi alla guerra ..Morale?
L'europa tornerà ad essere quel troiaio di opinioni contrastanti con tutti che litigano con tutti , allora il dollaro si rimangerà in un attimo quel sei per cento faticosamente ceduto all'euro, gli americani ridendo come i matti faranno la loro brava guerra, Saddam sarà spazzato via e insieme a lui chi voleva transazioni petrolifere in euro,il nuovo regime iracheno concederà basi agli alleati americani i quali controlleranno così tutto il golfo e il suo petrolio, e scalderanno i muscoli in vista dell'iran, la borsa americana tornerà a volare e l'Europa divisa e incagnita vedrà dissolversi il suo sogno di supremazia economica, mentre ingenti capitali finanziari attraverseranno l'atlantico per riposizionarsi a wall street, questo più o meno lo scenario immaginato dagli americani,ma siamo sicuri che finirà proprio così?
tutti stanno chinando la testa
by essi 11:48am Sat May 11 '02
l'Iran sta segretamente trattando la propria sottomissione agli USA, le Filippine hanno consentito un massacro nelle isole del Sud, in Georgia gli americani si stanno mettendo comodi, tutte le zone adiacenti dell'ex Unione Sovietica sono diventate avamposti americani, Ungheria e Bulgaria sono state fatte entrare nella NATO per fornire basi e carne da macello per la guerra in Iraq, l'Indonesia sta per entrare in un conflitto per cedere all'imperativo americano di distruggere i musulmani più intransigenti, la Palestina non ha più autorità ed è ormai un secondo Bathustan, lo Yemen ha riaperto le porte agli USA sia come esercito che come punto di rifornimento, Cuba è nel mirino USA e lo stesso la Colombia, il Pakistan è diventato una base stabile americana e presto le zone più ostili saranno messe a cuccia con un attacco militare, Sudan e Somalia (annichilite) stanno concedendo ogni cosa, la Corea del Nord si sta prostituendo pur di non diventare il teatro del prossimo massacro...E noi? Noi siamo solo i vassalli di questo nuovo Impero. La comunicazione è già cambiata da tempo. Del resto scoppierà presto la guerra all'Iraq e non potevano dirci, ad esempio, che i palestinesi stanno subendo un massacro. Che facevamo poi durante la prossima guerra? Ci alleavamo con gli arabi? No, siamo vassalli di USA e Israele. Non vedo sbocchi. Anche perché l''informazione mondiale sta parlando a una voce sola, quella dell'Impero. Del resto che altre voci ci sono ora nel mondo? Non c'è contrapposizione e noi siamo sempre più isolati: gente che si informa che parla ad altra gente che si informa, non serve a molto. Dovremmo scrivere nei forum, mandare mail coi metodi della spam, entrare nel circuito dell'informazione... Ma presto sarà troppo tardi.
Riccardo Raunich
26 maggio 2005 alle ore 21:41Dimmi la verità Beppe, tu riesci davvero a non essere pessimista?
Una decadenza morale, sociale, economica e culturale come quella che stiamo vivendo ha paragoni col passato? Se ne uscirà senza passare per un evento drammatico ed epocale?
grazie per il tuo fantastico blog
mi ha ridato fiducia nella rete
ciao
riccardo
luigi fioravanti
26 maggio 2005 alle ore 21:51x i signori marino rapisarda e marcus libero:io sono venuto a conoscenza del signoraggio proprio su questo blog e se non ricordo male fu proprio beppe grillo a parlarne,da quel giorno ho iniziato a fare una ricerca su internet e ho trovato tanti articoli a riguardo,allora mi chiedo se magari il prof. G.Auriti sia pazzo o cosa? comunque se voi ne sapete di piu vi chiedo per favore di mettermi a conoscenza. grazie
Maurizio De Angelis
26 maggio 2005 alle ore 21:52E se avesse ragione Fidel?
agostino cavallo
26 maggio 2005 alle ore 21:53Vorrei ricordare che i due giornalisti italiani trattenuti a Cuba sono entrati "clandestinamente", cioè senza dichiarare di essere giornalisti ma facendo finta di essere turisti, violando la legge.
Ad ogni modo ricordiamoci che Cuba è in America latina e non in Europa. Non possiamo utilizzare la stessa logica. Poi a Cuba c'è davvero chi fa repressione: sono gli americani a Guantanamo.
Sinceramente non ci trovo niente di male che la telecom lavori a Cuba e per Cuba.
Di vergognoso c'è solo l'embargo, che tra l'altro fornisce un buon alibi a Fidel.
Cuba non è peggiore di tanti altri posti anche se ovviamente io preferisco la nostra malandata Italia.
miao
claudia zannoni
26 maggio 2005 alle ore 21:55Mi chiedo se sia giusto sapere e rendersi conto che è impossibile cambiare le cose pacificamente...
Meglio non conoscere la realtà e vivere sognando...
Luigi Nappi
26 maggio 2005 alle ore 21:55PER CAVALLO
COME MIAO?
Yang Chenping
26 maggio 2005 alle ore 22:14> Insomma...ci sono torture e scuole gratis, giornalisti rigettati e uccisi e sanità gratuita... contraddittorio, no?
No: è tipico del potere assoluto dello Stato.
marco ferri
26 maggio 2005 alle ore 22:17Allora Beppe, una volta buona dicci la tua posizione sul signoraggio, per cortesia.
Vorrei ringraziare romano prodi (pres. cons. europeo) per la Cina
http://www.disinformazione.it/lagercinesi.htm
Adesso facci sognare per quando diventerai di nuovo pres del consiglio in italia...
Prodi: ma vaffanculo!
Luca Cantaluppi
26 maggio 2005 alle ore 22:17Ancora un po' di pazienza ed anche il buon Fidel dovra' fare i conti con l'imparziale scorrere del tempo. E poi buona fortuna ai Cubani.
torcolacci silvio
26 maggio 2005 alle ore 22:24a Grillo, me dispiace ma stavolta sei scaduto nel pettegolezzo.
Informati su Cuba
silvio torcolacci
26 maggio 2005 alle ore 22:31LE "RELAZIONI PERICOLOSE" TRA REPORTER SANS FRONTIERES E LA CIA
DI THIERRY MEYSSAN*
Reporters sans frontières gode, in Francia, di un onorevole reputazione, mentre i media latino americani l'accusano di essere assoldato dalla NED/CIA. L'associazione raccoglie più di 2 milioni di euro all'anno grazie al pubblico francese che contribuisce economicamente ad aiutare i giornalisti oppressi nel mondo. In realtà, solo il 7% del budget totale di RSF è destinato alla sua missione principale. La vera attività dell'associazione, da quando ha firmato un contratto con la fucina d'Otto Reich, si è trasformata in lotta ai regimi progressisti latino-americani (Cuba, Haïti, Venezuela).
Durante il processo alla Havana, nel 2003, Nestor Baguer ha pubblicamente chiamato in causa Robert Ménard , e l'ha accusato di collusione con i servizi segreti statunitensi. Nello stesso periodo, reporters Sans Frontières (RSF), di cui M. Ménard è il direttore esecutivo, ha condotto una campagna contro il governo cubano e lo ha anche accusato di imprigionare giornalisti dissidenti.
Da allora, la polemica non ha smesso di inasprirsi fino a quando la giornalista statunitense Diana Barathona, del Northern California Media Guild, facesse un passo in più avanti accusando Reporters Sans Frontières di essere finanziato dalla NED/CIA e di scrivere i suoi rapporti sotto l'influenza dell'amministrazione Bush.
Robert Ménard, direttore di Reporters sans Frontières<
Abbiamo ritrasmesso questa controversa sul nostro sito spagnolo, Red Voltaire, e rimpiangiamo di averlo fatto senza sfumature. Difatti, l'indagine del nostro corrispondente canadese Jean-Guy Allard, e le altre verificazioni del nostro comitato francese, dimostra che il finanziamento diretto di RSF dalla NED/CIA è aneddotico e recente, in modo tale che non abbia potuto influenzare la sua attività. Intanto ci scusiamo nei confronti di RSF. Rimpiangiamo, tanto più che questo errore nasconde fatti davvero sorprendenti.
Inizialmente fondata per mandare reporters a testimoniare dell'azione d'ONG umanitarie, Reporters Sans Frontières si è evoluto per diventare un'organizzazione internazionale di sostegno ai giornalisti repressi. L'associazione è stata riconosciuta d'utilità pubblica dal decreto del Primo ministro Alain Juppé, il 19 settembre del 1995. Questa posizione le ha permesso di accedere più facilmente ai finanziamenti pubblici che rappresentano, negli ultimi conti pubblicati [1] 778 000 euro. Provengono dai servizi del Primo ministro francese degli Affari Esterni, dall'Agenzia intergovernativa della francofonia, dalla commissione europea, dall'OSCE e dall'UNESCO. RSF può anche contare sul mecenate privato (FNAC,CFAO, Hewlett Packard, Fondation Hachette, Fondation EDF etc.) per circa 285 000 euro. Tuttavia, la maggior parte del budget proviene dalla generosità del pubblico, in particolare per la vendita dell'album annuale per la libertà della stampa e altre operazioni speciali ossia 2 125 000 euro su un budget totale di 3 474 122 euro.
Ora, l'attività concreta di Reporters sans frontières è molto distante da ciò che i donatori credono finanziare. Il fondo d'assistenza ai giornalisti oppressi, vale a dire il pagamento della parcella degli avvocati che difendono i giornalisti oppressi, il sostegno materiale alle loro famiglie, lo sviluppo delle Case dei giornalisti, tutto ciò che rappresenta il cuore dell'attività ufficiale e la ragione della generosità del pubblico riceve solo
il 7% del budget generale ! Sì, avete letto proprio bene : per 1 euro dato per i giornalisti oppressi, solo 7 centesimi arrivano a destinazione.
Dove va a finire il resto?
La vera attività di Reporters sans Frontières è di condurre campagne politiche con bersagli ben determinati. Sarebbero legittimi se, come la Fondazione Soros [2], non strumentalizzassero la libertà della stampa al punto di evocarlo per giustificare gravi violazioni del diritto internazionale. A titolo di esempio, RSF si è congratulato del rapimento del presidente costituzionale d'Haïti da parte delle Forze speciali statunitensi appoggiate da una logistica francese [3], in quanto Jean-Bertrand Aristide sarebbe stato un "predatore della libertà della stampa"; un qualificativo sostenuto da una visione troncata di avvenimenti che mirava a far passare il presidente haïtiano per il responsabile dei crimini di giornalisti. È giocoforza osservare che Reporters sans Frontière sosteneva tramite i media un'operazione nella quale il governo francese si era smarrito, mentre lo stesso governo francese sovvenzionava l'associazione.
Il carattere ideologico delle campagne di Reporters sans Frontières mette l'associazione a volte in ridicolo. Così l'associazione si è indignata del progetto di legge venezuelano mirando a sottomettere i media al diritto generale, ma non si è preoccupata del ruolo del magnate dell'audiovisivo Gustavo Cisneros e dei suoi canali TV nel tentativo del colpo di stato militare per destituire il presidente costituzionale Hugo Chavez [4].
Alla fine, è a proposito di Cuba che la polemica si è cristallizzata, tanto è vero che RSF ha fatto del regime castriste l'asso principale delle sue campagne. Secondo l'associazione, i 21 giornalisti imprigionati sull'isola sarebbero stati accusati abusivamente di spionaggio a favore degli stati Uniti e sarebbero in realtà vittime della repressione governativa. Per lottare contro questo governo, RSF ha organizzato diverse manifestazioni, tra le quali quella del 14 aprile 2003 davanti all'Ambasciata di Cuba a Parigi la quale è andata a finire male. Nel suo entusiasmo, l'associazione ha ugualmente disturbato la sessione della Commissione dei diritti dell'Uomo, alla sede dell'ONU a Ginevra.
I suoi militanti avevano preso da parte la presidenza libica della Commissione e molestato anche dei diplomatici. Di conseguenza, RSF è stato sospeso per un anno del suo stato d'osservatore al Consiglio economico e sociale (Ecosoc) dell'ONU. Robert Ménard ha stigmatizzato le derive della commissione perché secondo lui, la violazione dei diritti dell'uomo si trova nelle mani di specialisti.
Però le sanzioni contro RSF sono state votate dagli Stati perfettamente democratici come l'Africa del Sud, il Brasile, Il Benino.
Interrogato via telefono, Robert Ménard ricusa le allegazioni secondo le quali RSF sarebbe stato comprato grazie ai soldi della NED/CIA [5] per condurre una campagna contro Cuba. Spiega che l'associazione ha richiesto una sovvenzione all'Agenzia statunitense per aiutare i giornalisti oppressi in Africa e che alla fine ha ricevuto solo 40 000 dollari à metà gennaio 2005. Di cui atto.
Proseguendo la discussione, M. Ménard ricusa anche le accuse del nostro collaboratore Jean-Guy Allard, d'altronde giornalista all'agenzia nazionale Granma Internacional. Nella sua opera, il Dossier Robert Ménard. Perché RSF si accanisce contro Cuba, questo ultimo riporta i legami personali stretti che il direttore esecutivo dell'associazione mantiene con gli ambienti di estrema destra anticastriste a Miami, e in particolare con Nancy Pérez Crespo. Alzando la voce, ci accusa di proiettare dei presupposti ideologici sulle cose, mentre la sua associazione e lui stesso si sottopongono alla più grande neutralità. Poi, ci accusa di accordare credito alla "propaganda comunista" (sic).
Dopo verificazione, Robert Ménard frequenta davvero l'estrema destra di Miami e RSF è finanziata dal lobby anticastriste per condurre una campagna contro Cuba. Nel 2002, RSF ha firmato un contratto con il Center for a Free Cuba e i cui termini non sono conosciuti. Al termine di questo contratto, ha ricevuto una prima sovvenzione di 24 970 euro e poi è stata aumentata e ha raggiunto il 59 201 euro nel 2003. L'importo del 2004 non è ancora conosciuto.
Il Center for a Free Cuba è un'organizzazione creata per rovesciare la rivoluzione cubana e riportare al potere il regime di Battista [6]. È presieduta dal padrone dei Rhum Bacardi, diretta dal vecchio terrorista Frank Calzon, e articolata a una fucina della CIA, la Freedom House [7].
Il contratto firmato con il Center for a Free Cuba è stato negoziato nel 2001 con il responsabile allora dell'organizzazione : Otto Reich, il campione della contro-rivoluzione in tutta l'America latina[8]. Lo stesso Otto Reich, diventato vice segretario di Stato per l'emisfero occidentale, fu l'organizzatore del colpo di stato fallito contro il presidente eletto Hugo Chavez ;poi, diventato capro espiatorio speciale del presidente Bush, soprintese l'operazione di rapimento del presidente Jean-Bertrand Aristide.
RSF: il 7 % di sostegno ai giornalisti oppressi e il 93 % di propaganda imperialista statunitense.
* Thierry Meyssan, Giornalista e scrittore, presidente del Réseau Voltaire. www.reseauvoltarire.net
rosario pisanò
26 maggio 2005 alle ore 22:36Vogliamo cambiare il mondo prima che sia troppo tardi?
Per me si può fare e come attraverso 3 semplici cose:
1: spegnere la televisione, mi fa vomitare...
= meno pubblicità del c***o
= meno lavaggio di cervello
= meno diseducazione per i nostri bambini(scene di violenza, di sesso, .. a tonnellate)
2: Diffondere la libera informazione attraverso internet, come ad esempio fa questo blog.
= ricerca delle informazioni/notizie preferite
= informazione vera, originale.
= libertà di comunicazione con chi c.. ci piace
3: Prendere i soldi dalle nostre banche e metterli in quelli delle banche etiche;
= crollo delle banche centrali mondiali ed europee, e del loro strapotere
= meno pericolo di dipendere da loro in futuro.
= vera rinascita del terzo mondo.
= meno finanziamenti alle industrie delle armi -> meno guerre nel mondo
= crollo delle multinazionali.
E' difficile che avvenga ma non impossibile.
Aldo Ungarelli
26 maggio 2005 alle ore 22:41Su Cuba...
Ho visitato Cuba diversi anni fa e per diverse volte. Avevo la fortuna di essere insieme ad una amica che parla spagnolo molto bene e quindi poteva parlare con le persone del posto e capirle senza altri traduttori.
Un giorno incontrammo una vecchietta che vendeva vestiti sulla spiaggia...Era zoppa e con un occhio che si vedeva essere stato operato.
Le chiedemmo di raccontarci un po' della Cuba di un tempo, di come si viveva prima di Castro e di cosa era successo dopo.
E lei, figlia di contadini, ci racconto' un po' di quella storia cubana che gli americani non faranno mai vedere ne' sapere a nessuno.
Se Castro e' ancora al potere non lo deve al "braccio di ferro" ma all'amore che i vecchi cubani hanno per lui e che continuano a tramandare ai loro figli.
Quando ci fu la grande fuga da Cuba, nessuno disse che erano state aperte le patrie galere e che una parte di quei dissidenti erano in realta' delinquenti comuni ed assassini...Ma in America lo sapevano difatti li fermarono subito e li "accolsero" a Guantanamo.....Che ipocriti!
A Varadeiro, la zona turistica per eccellenza, gli alberghi sono stati costruiti con capitali svizzeri, tedeschi e canadesi, alla faccia dell'embargo americano.
Una legge americana dice che se vai a Cuba poi non puoi entrare negli states per 6 mesi, cosi' capita che il timbro doganale cubano sia facoltativo, glielo devi chiedere, altrimenti te lo timbrano in modo anonimo.
Ora chiudo....Vi voglio bene
Aldo
claudia zannoni
26 maggio 2005 alle ore 22:49X Rosario
E'impossibile ....
Se agli Italiani togli la TV spazzatura e le partite si suicidano.
emilio marini
26 maggio 2005 alle ore 22:50la verità è che i bastardi dittatori come fidel castro dovrebbero crepare prima di nascere,nella intervista famosa di spielberg gli è stato chiesto come mai il suo popolo è alla fame e lui vive in un castello dorato,ha risposto"ma questa non è casa mia...è la casa del popolo,la casa di tutti" però ci vive lui...
tu lavora compagno,che io magno,w il comunismo...
Simone Fineschi
26 maggio 2005 alle ore 22:51La signora Tiziana Manaresi scrive:"Castro forse a volte esagera, ma cosa farebbe in qualsiasi altro capo di stato che troppi vogliono morto per poter approfittare di quella stupenda isola? E poi comunque siccome lui gode del consenso della maggioranza dei suoi connazionali, perchè da fuori si vuole per forza andare a rompere?"
Mi scusi signora a lei chi ha detto che la maggioranza dei cubani e dalla loro parte? Le democratiche elezioni che non sono mai state fatte oppure gli exit poll di regime?
La signora Rita Porrega scrive:"Mi spiace per i giornalisti e per i cubani, ma perchè, scandalizzarci così tanto?Non mi pare che da noi le cose(....internet a parte!!!), vadano poi così bene...e tu, Beppe, lo dovresti sapere se per fare un tuo spettacolo in televisione devi andare in Svizzera!!
E poi c'è tanta altra gente a cui chiedere: vedi Biagi (che la settimana scorsa era da Fazio e per poco si mette a piangere dalla gioia!), Santoro, Luttazzi, ecc. ecc....tutte persone che, guarda caso, quando esprimono un'idea appena una punta "controtendenza"...spariscono dagli schermi!"
Le volevo ricordare Rita che se lei avesse scritto un post del genere a Cuba dopo qualche giorno avrebbe di sicuro avuto visita della polizia, con la solita scusa del disfattismo probabilmente avrebbe passato qualche giorno in carcere con l'intimazione di non sgarrare piu. Certo in Italia vi e una democrazia bizzarra ma come ho detto in un post precedente credo che sia impossibile paragonare il nostro paese a Cuba. Lei se la prende (a ragione) della sparizione di un comico come Luttazzi dalla televisione ma a Cuba a sparire e la gente comune la cui unica colpa e stata quella di essere un dissidente. E qui mi ricollego al post del Sig. Aggio che definisce Castro un grande dissidente..... strano vero?
Il sig. Giovanni Retone scrive:"Sono d'accordo con Andrea, Cuba e' davvero un paese particolare, la liberta' li e' un'altra definizione, credimi siamo meno liberi in italia che a Cuba. Io ho girato Cuba per piu' di un mese e non ho visto nessuno che si lamentava, non per paura, li stanno bene credimi! Ho paura invece che dopo Castro, l'america metta di nuovo lo zampino."
Si e vero la nuova definizione di liberta ci ha pensato castro a insegnarla nelle scuole gratuite. Hai girato a Cuba per piu di un mese ma non hai visto nessuno che si lamentava? ma davvero? non mi dire.... pensavi forse, in un paese che fortunatamente mangia con il turismo, di assistere a fucilazioni negli stadi? O speravi forse che venissero da un gringo come te a lamentarsi di Cuba, con il risultato che dopo un mese tu saresti tornato a casa tua in panciolle a fare la vita di sempre e lui chissa, forse a spiegare ai militari che non ha detto nulla di male. E poi chissa perche i cubani che vivono in Italia invece non si privano di fare critiche sul loro governo. Un unica parola PAURA. Le verita sulle dittature vengono a galla solamente dopo che il regime e finito. MAI PRIMA!
Se ancora ci troviamo a dover difendere stati dittatoriali come Cuba e a pararsi dietro al fatto che gli Stati Uniti non sono poi tanto meglio vuol dire che dalla storia non abbiamo imparato nulla. Dal mondo dovrebbe solamente alzarsi un grido di odio e di rifiuto verso la violazione dei diritti umani senza distinzioni di ideologie politiche anacronistiche. Smettetela di difendere Castro, per rispetto di chi a Cuba sta marcendo da anni nelle carceri solo per aver difeso la liberta di pensiero. A loro del nostro Luttazzi e del nostro nano portatore di democrazia non puo fregare di meno....vogliono solo poter dire non sono daccordo.
VIVA LA LIBERTA!
rosario pisanò
26 maggio 2005 alle ore 22:54Pascucci, o signor aggio, permettimi:
il blog comunque è di Beppe e lui può fare quello che vuole, se non ti va che cancelli i tuoi insistenti e laceranti messaggi sul signoraggio vai a postare da qualche parte altra o fatti un blog tuo e vediamo cosi quanti ti leggono...
Per questo signoraggio, non so neanch'io come funziona, visto l'argomento non di facile "abbordabilità" per tutti.
Comunque visto che stai rompendo cosi tanto .. le scatole penso che la gente si sia gia interessata all'argomento e che se ci fosse davvero qualcosa di distorto, penso cha anche l'egregio Grillo avrebbe dedicato una giornata a questo presunto problema..
Ci può essere o non ci può essere questo signoraggio.. sta tranquillo che io personalmente quest'estate quando incontrerò un mio amico appena laureato in economia e commercio chiederò a lui più chiarimenti..
Contento ora?
però per favore il prossimo messaggio sull'argomento postalo nel 2010 minimo..
rosario pisanò
26 maggio 2005 alle ore 22:56Claudia Zannoni,
condivido, tristemente ma condivido...
Giovanni Retone
26 maggio 2005 alle ore 23:02Ma Grillo, tu sei mai stato a Cuba? Da come parli mi sa di no! Castro avra' i sui difetti, ma li nessuno muore di fame, la sanita' e' gratuita, l'anafabetismo e' al 2%, ok non c'e' molta liberta' di stampa, meglio in Italia? Li parlare male di Castro e' come parlare male di Berlusconi, puoi avere conseguenze. Vai a Cuba e dopo ne riparliamo.
Io sono un tuo grande ammiratore, ma qui mi hai deluso.
luca tubiana
26 maggio 2005 alle ore 23:04per claudia e rosario
Beh le alternative sono usare la violenza oppure non fare nulla.
In ognuno di questi casi non cambierebbe assolutamente niente,la storia lo testimonia chiaramente.
Allora non voglio rassegnarmi.Tradirei me stesso.
ciao
luca
Giovanni Retone
26 maggio 2005 alle ore 23:04Mi scuso con Grillo, il mio ultimo messaggio era per Simone Fineschi.
claudia zannoni
26 maggio 2005 alle ore 23:11X Luca
Per noi comuni mortali si....le alternative sono solo 2....che possiamo fare? Niente.
José Della Roma
26 maggio 2005 alle ore 23:11per Fineschi!
È vero: Castro é un dittatore, ci sono fucilazioni, e non tutti possono dire quello che vogliono... Ma d'altronde nessuno muore di fame, tutti hanno accesso a cure mediche di ALTISSIMA qualità, tutti hanno accesso alla scuola...
Neanche qui in Europa puoi dire quello che vuoi.. magari non ti fucilano, ma ti tolgono il lavoro... e in Europa se non hai un lavoro non ti puoi neanche comprare la pagnotta (a meno che non vivi in Svezia)! E se non ti puoi comprare la pagnotta... non puoi neanche mandare i tuoi figli a scuola... perché se vogliono mangiare devono andare nelle strade a rubare autoradio, a lavare i vetri ai semafori o peggio ancora... vendersi!
Cuba non é lo stato perfetto... ma non é uno stato più marcio dei nostri...
Elisabetta Cantele
26 maggio 2005 alle ore 23:13Parliamo di sacrosantissime istanze nostrane e si scatena il mondo. Proteste, considerazioni amare, proposte coraggiose, cazzate immani...c'è di tutto.
Parliamo di Cuba e rispondono 4 gatti. In nome del cielo, perchè? Lo vogliamo capire che il vero e il falso, il giusto e lo sbagliato non hanno colore? La libertà di espressione non è politica, è LIBERTA', è di tutti.
Dov'è il problema? Ci fa paura ammettere che Fidel è un dittatore? Berlusca è un politico grottesco e un tenace missionario dei propri interessi, ma non ha nessun senso paragonare Cuba all'Italia, dai! Diverso contesto, diverso assetto sociale, economico, politico, geografico........ E non nascondiamoci dietro a un dito nemmeno rispetto al passato: l'informazione non è libera adesso e non godeva di salute florida nemmeno prima. Fino a quando il servizio pubblico radio televisivo sarà lottizzabile dai partiti, non esisterà obbiettività in rai. Fino a quando un uomo di governo possiederà i tre principali canali privati non esisterà obiettività in mediaset (che però non mi chiede il canone, questo bisogna ammetterlo).
Perchè ciascuno di noi non prova a fare semplicemente la sua parte? Perchè non proviamo a recuperare un po' di senso critico, di coraggio e di senso civico?
Panetta, by the way, essere tollerante e vagamente meno becero ti costa tanta fatica?
rosario pisanò
26 maggio 2005 alle ore 23:21Bruno Mammola,
forse il tema del signoraggio lo lanciai io stesso qualche giorno fa,.. ma poi lasciai perdere perchè non sono ancora convinto se esiste o no il problema, mi sembra una truffa davvero colossale, possibile tra l'altro vista la marea di truffatori nella quale navighiamo in questi giorni.. però non sono ancora convinto...
avevo letto già dei siti in questione, però ancora convinto sull'argomento.. perciò mi voglio informare..
comunque che il signor pascucci o signor aggio posti pure, tanto il blog non è mio e non posso fare niente.. può darsi che avrà ragione un giorno.. ma se non l'avrà? non vuoi che gli mando un virus via rete chiamato WORM.32.SIGNORaggio .. ? vabè..
Mario Rocci
26 maggio 2005 alle ore 23:26x emilio marini.
Tu puoi parlare solo di calcio, ma di Cuba e Castro non sai proprio niente, leggiti un po' di storia, quella vera!
Alessandro Gatsis
26 maggio 2005 alle ore 23:27(X Josè Della Roma)
scrivi:
"Voglio giusto ricordare che anche gli stranieri hanno il diritto di essere curati negli ospedali cubani... roba che in altri paesi cosidetti civili (tra cui pure la Svizzera) se non hai il biglietto da 1000 in tasca non ti lasciano neanche andare al cesso..."
a me personalmente non risulta che chi si presenta in un ospedale svizzero, magari alle cure intense, viene lasciato fuori se straniero. Conoscendo molto da vicino la "realtà ospedaliera" elvetica posso anzi dirti che prima ti curano, e poi fanno gli accertamenti.
Massi Resti
26 maggio 2005 alle ore 23:32x Alessandro Gatsis.
In svizzera prima di curarti in Ospedale, vogliono sapere se hai la Cassa Malati (quella che poi paga) se non ce l'hai non ti curano. Tranne se paghi in anticipo.
Io abito in svizzera.
rosario pisanò
26 maggio 2005 alle ore 23:35per Caruso Nicola:
Io comunque lavoro, regolarmente 8 e ore al giorno.. e non guadagno tanto più dell'operaio che lavora in fabbrica che comunque stimo e ammiro perchè anche lui contribuisce al bene comune oltre che al suo naturalmente..
Internet poi lo comprai inizialmente per "pirateggiare" film .. che ora neanche vedo.. però ultimamente ho scoperto che internet è anche uno strumento alternativo o forse l'unico che mi permette di mettermi potenzialmente in comunicazione con tutto il mondo e capire realmente perchè da qualche anno a questa parte il mondo si sta capovolgendo..
Il mio messaggio poi non era diretto all'operaio che non ha probabilmente gli strumenti per connettersi ad internet, ma era diretto a denunciare come questi potenti mezzi di comunicazione ci stanno distruggendo la vita, in nome della tecnologia e dell'informazione (fosse quella vera poi) ..
i nostri nonni vivevano forse con la televisione?
certo neanche con internet..
infine sto cercando delle tariffe migliori per internet perchè mi rendo conto che neanch'io posso più permettermi le 39 euro al mese..
grazie
simone dini
26 maggio 2005 alle ore 23:37x josè della roma
ma davvero sei così convinto di quello che dici??
la cosa che mi lascia maggiormente sgomento è che su cuba si parla e si sicrive tantissimo e tutti sono pronti a dire la propria spacciandola per una verità inconfutabile, ma poche...pochissime sono le persone che realmente sanno di cosa parlano. una curiosità: quanti anni hai vissuto a cuba?? o più semplicemente, quante volte ci sei stato e per quanto tempo? io penso che per esprimere giudizi di valore sulle condizioni politiche, civili e sociali di un qualsiasi paese bisogna innanzitutto viverlo da vicino per un lasso di tempo ragionevolmente lungo; inoltre questa è condizione necessaria, ma non sufficiente. la riprova di questo è che, per esempio, in italia tanta gente ha votato Berlusconi, quindi vuol dire che di come gira nel nostro bel paese non hanno capito un emerita mazza nonostante ci siano nati e vissuti.
attenzione coi facili giudizi...lasciano il tempo che trovano.
José Dela Roma
26 maggio 2005 alle ore 23:37Sono un italiano di seconda generazione... é soltanto di un paio di mesi fa l'episodio di un agricoltore della val di Blenio (Ticino) che dopo aver avuto la mano semi tranciata é stato rifiutato dal policlinico di Zurigo prima, da quello di Berna in secondo, da quello di ginevra in Terzo... e poi di nuovo da quello di Berna dopo interessamento del medico cantonale...
Risultato? Il contadino Svizzero ha avuto la mano riattaccata da un ospedale privato di Milano... La vicenda non é ancora stata chiarita... ma é già stato accertato che i posti liberi c'erano!
Simone Fineschi
26 maggio 2005 alle ore 23:39Jose della Roma scrive:
per Fineschi!
È vero: Castro é un dittatore, ci sono fucilazioni, e non tutti possono dire quello che vogliono... Ma d'altronde nessuno muore di fame, tutti hanno accesso a cure mediche di ALTISSIMA qualità, tutti hanno accesso alla scuola...
Lodevole davvero. Ci vada ad abitare allora. Se poi, un giorno, abituato come è ad esprimere giustamente il proprio dissenzo, qualcuno le spara... pazienza. I suoi familiari si conforteranno con le cure mediche di Altissima qualità.
Ma in che mondo siamo finiti?
Elisabetta Cantele
26 maggio 2005 alle ore 23:39Che bella occasione perduta...
Luca Battaglia, Caruso Nicola, tanto per citarne due...l'inciviltà evidentemente vi dà gusto. X esempio, dare della puttana ad una signora che nessuno di noi conosce personalmente, stando ben nascosti dietro lo schermo del pc fa sentire grandi?
Quanto al tribuno di quelli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, ti informo che non sei il solo, anche a casa mia non si va in ferie da anni, si compra al discount, ci si veste al mercato e si fa della gran fatica. NON E' un buon motivo per menare fendenti alla c**** di cane, accidenti!
Anche questo blog si sta popolando di pattume. Dev'essere il nascondiglio dello schermo che eccita i frustrati di ogni colore. Evidentemente scambiare opinioni in modo civile non è sufficentemente gratificante.
Peccato.
davide lazzarini
26 maggio 2005 alle ore 23:39ragazzi qui si è arrivati a dire che cuba è un regime progressista(cito testualmente...).
daccordo tutto le perkerie di usa e compagni tutti sappiamo quello che fanno è che a volte hanno piu marcio in casa di quanto non dicono di combatterne all'estero...
ma voglio ricordare che a cuba non si puo essere gay, non si puo credere in dio, non si puo accedere liberamente a internet non si puo dire "fidel non mi piace"...
qui fortunatamente possiamo ancora tutti esprimere il nostro parere su Silvio...al massimo ti danno del comunista ma non finisci certo in carcere...
quindi perpiacere evitiamo ste stronzate di definire cuba un regime progressista per favore...
è veramente troppo...
luca tubiana
26 maggio 2005 alle ore 23:40secondo me nel proprio piccolo possiamo fare eccome..l'importante e non perdere la speranza.
già iniziare nel nostro piccolo ad agire quando qualcosa ci sembra sbagliato cercando di rimediare anzichè lamentarci o pensare "qualcuno deve fare qualcosa" aiuta.
per quanto riguarda la speranza ho conosciuto persone in grado di rinascere dopo tredici anni di carcere,violenze,la dipendenza da eroina e l'aids.
E questa persona era in grado di trasmettere sia serenità che speranza agli altri.
per quanto riguarda la non violenza parlo come persona che in passato era anche violenta,mi sono poi reso conto che è una cosa ignobile.
non dico che risolveremo i problemi del signoraggio,o di cuba,ma si vive meglio,fidatevi.
Paolo Pinto
26 maggio 2005 alle ore 23:41Strano ma vero: in Sardegna ci sarà un quinto referendum, oltre ai quattro comuni al resto d'Italia. Ma se non fosse stato per l'email di un amico non ne avrei saputo nulla. Ancora una volta devo ringraziare di far parte del cosiddetto "popolo di internet" per essere riuscito ad avere quel poco di informazione che ancora valga la pena di avere.
Maro Seri
26 maggio 2005 alle ore 23:43x davide lazzarini,
Tu puoi dire a Berlusconi quello che vuoi perche' non sei nessuno, se eri qualcuno ti facevano il culo!
Quindi lascia stare Cuba, sai molto poco!
José Della Roma
26 maggio 2005 alle ore 23:43X simone dini
Detto e ripeto... Cuba non é lo stato perfetto: resta una dittatura!
Io volevo solo dira la mia riguardo a quanto si dice su questo post: c'é chi critica il diritto civile della libertà di comunicazione... Io dico che nonostante questo, a Cuba, altri diritti civili (forse più importanti) sono applicati megli che qui in Europa....
Sono giovane e non ho mai visto cuba! Ma credo nelle mie idee... anche se so che a 50 anni penserò che sono solo uno stupido giovane idealista!
rosario pisanò
26 maggio 2005 alle ore 23:45Beh Sandro Pascucci,
una cosa è la libertà di stampa e di esprimere le proprie idee.. e con questo sono più che daccordo..
un'altra cosa però è offendere --> "ABBASSO BEPPE"..
stai attento però .. non ti lamentare poi se ti cancella
Federica Fiore
26 maggio 2005 alle ore 23:46w Beppe...
porteremo in alto il tuo nome...
(come si sia arrivati a parlare della Svizzera e degli ospedali, non son riuscita a capirlo.)
Comunque IN ALTO GRILLO, mi inchino alla tua sapienza.
Riccardo Fortuna
26 maggio 2005 alle ore 23:48Caro Beppe,
riguardo a Cuba avremmo un bel parlare... ma questo lo rimandiamo ad una prossima eventuale occasione.
Invece riguardo all'espulsione dei giornalisti per la riunione dell'opposizione, si fa come al solito un grande ingiustificato 'casino'.
Devi sapere che il giornalista del corriere era la terza volta che andava a Cuba col visto turistico, pur recandosi là per fare giornalismo.
La giornalista de La Repubblica aveva anche lei chiesto un visto turistico. Ora secondo me per sputtanare Cuba più ancora che scrivere un articolo 'contro', è efficace il farsi espellere e gridare allo scandalo...lo dimostra il fatto che stiamo qui a parlarne.
Credo che i due fossero in malafede quando chiedevano i visti sbagliati, tant'è che una troupè della RAI ha regolarmente seguito i lavori dell'opposizione...che è libera di essere seppur con limiti di circostanza, e libera di farsi finanziare (in milioni di dollari) e imbeccare dal governo degli Stati Uniti.
Ti mando un abbraccio.
Riccardo Fortuna
rosario pisanò
26 maggio 2005 alle ore 23:54Grillo come anche Villaggio fanno parte di quella categoria di comici che con il loro mestiere sono riusciti a denunciare le grottesche contraddizioni di questa società..
ringrazio anch'io che ci siano queste persone..
vorrei vedere se aprirebbero un blog del tipo www.zelig.it.. con gli stessi temi che vengono trattati qui.. con tutto rispetto per la trasmissione e i comici che ci lavorano..
ma penso che al dilà di una certa comicità non possono andare quelli li.. gli fanno la "censura preventiva" o "trasversale" .....
Alessandro Gatsis
26 maggio 2005 alle ore 23:58@ Massi Resti
pure io. Tu hai mai sentito di qualcuno che fiinsce in pronto soccorso e non viene curato?
rosario pisanò
27 maggio 2005 alle ore 00:00ECCO CHE CAZZO FANNO I NOSTRI POLITICI PER FOTTERE SEMPRE DI PIU LA GENTE!! E QUESTO CHE MI FA IMBESTIALIRE..
Mi è appena arrivata ve la giro.
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Ad oggi il decreto non è ancora stato approvato..........
Però mi sembra il caso di farla girare questa BELLA e-mail !!!!! (p.s.: una volta tanto una "catena" INTELLIGENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!)
Oggetto: I: IMPORTANTE: DECRETO LEGGE SU TFR
Prendetevi 1 minuto di tempo per leggere, e' importante.
SPARGETE LA VOCE
Il prossimo giugno 2005 verra' applicato il famoso decreto legge sul TFR (trattamento di fine rapporto=liquidazione) con il silenzio-assenso.
COSA VUOLE DIRE?
Significa che se non facciamo niente, il nostro TFR verra' tolto dalla gestione delle nostre aziende ed assorbito in un
fondo gestito dall'INPS comune a tutte le categorie.
Questo significa molte cose:
1- non rivedremo mai piu' il capitale, ma solo un vitalizio a fine carriera di cui non si sa il valore
2- molti dei fondi che aderiscono sono in passivo: ad es. i piloti sono in passivo e percepiscono stipendi lordi annui intorno ai 250 milioni; questi fondi cosi' "pesanti" in passivo non fanno altro che abbassare anche i nostri che magari non lo sono
3- se non si esprime volontariamente il diniego a questo trasferimento entro i sei mesi dall'approvazione del decreto, il 100% del TFR verra' definitivamente perso ed incorporato nel fondo comune di cui sopra
4- chi lavora, ma anche chi e' disoccupato, deve spedire la dichiarazione di non assenso: ad es. se 5 anni fa ho lavorato una stagione a raccogliere le pere e da allora non ho piu' lavorato, se non spedisco la dichiarazione mi verra' per sempre tolta la possibilita' di riavere il mio TFR.
5- Se il mio TFR viene assorbito, non potro' piu' riaverlo neppure per motivi di salute o per la ristrutturazione o l'acquisto della casa, come invece avviene adesso
6- l'assenso o il diniego andra' deciso prima di sapere quali saranno le condizioni di tale fondo, ergo: prima dateci tutti i vostri soldi, poi vi diciamo come ve li ridaremo!!
Fate attenzione perché i titolari delle societa' per cui lavoriamo non sono obbligati a comunicarci tutte queste cose.
Il decreto sarà attuato il prossimo giugno 2005, come annunciato il 23 marzo 2005 dal ministro del Welfare Roberto Maroni.
Pertanto, se i tempi di pubblicazione del decreto sul silenzio/assenso saranno confermati, da giugno scatterà il termine dei sei mesi per esprimere la scelta sulla destinazione del Tfr. Dovrete pertanto esprimere il vostro eventuale diniego entro il prossimo dicembre 2005.
INVIATE A PIU' PERSONE POSSIBILE QUESTE POCHE RIGHE, SPERANDO CHE CONTRIBUISCANO AD INFORMARE TUTTI QUELLI CHE NE SONO ALL'OSCURO
------------------------------------------------
Massi Resti
27 maggio 2005 alle ore 00:02x Alessandro Gatsis
La cassa Malati e' obbligatoria in Svizzera, quindi si suppone che tu ce l'hai, ma prova a dire in Ospedale che non hai niente e poi vediamo se ti curano.
Abramo Auriti
27 maggio 2005 alle ore 00:04Dissero a proposito del signoraggio..
"Il debito nazionale e' una frode perpetrata verso gli Usa dagli interessi dei banchieri internazionali. La migliora soluzione per il debito nazionale (prendere appunti, ndt) e per la sicurezza sociale e' che gli Usa smettano di permettere ad una societa' privata di stampare
la moneta e di caricarci sopra gli interessi.
La Federal Reserve dovrebbe essere abolita come un punto di partenza per liberare gli Usa da una falsa dipendenza".
Andrew Jackson, settimo pres. usa
"Voi (i banchieri internazionali) siete un covo di vipere e ladri. Io voglio sconfiggervi, e con l'aiuto di Dio, vi sconfiggero'.
Se gli Americani solo capissero la totale ingiustizia del nostro sistema monetario e bancario, ci sarebbe una rivoluzione prima di domani mattina".
Ancora Andrew Jackson.
"Chiunque controlli l'ammontare del denaro circolante in un paese e' il padrone assoluto della sua industria e del suo commercio. E quando capisci che l'intero sistema e' facilmente controllato, in un modo o nell'altro, da una ristrettissima elite, non avrai bisogno che qualcuno ti spieghi come nascono i periodi di inflazione e deflazione".
James Garfield, 20° Pres. Usa
Queste sono solo alcune per quelli che pensano che sia una truffa cosi grande da non poter esistere..
Se volete leggere altre citazioni illustri andate qui:
http://tinyurl.com/dq59j
Dobbiamo svegliarci tutti e un giorno a Pascucci lo ringrazieremo!
Non che Grillo non faccia gia' molto (a Roma ha anche parlato del signoraggio!) ma questo argomento e' fondamentale..
Cosi si capisce anche meglio perche' la politica italiana sia in questa patetica situazione..
Alessandro Gatsis
27 maggio 2005 alle ore 00:06si, ma mica ti lasciano morente fuori dall'ospedale. 3/4 anni fa, se non ricordo male, un autista di camion greco ha fatto un drammatico incidente in Ticino. Lo hanno ricoverato al civico, dove è rimasto per un lungo periodo. Non credo che qualcuno si sia opposto perchè straniero...
Urbano Cipriani
27 maggio 2005 alle ore 00:09Guardati da Reporters sans frontières
http://www.zmag.org/Italy/lamrani-rsfwashcuba.htm
José Della Roma
27 maggio 2005 alle ore 00:13X Gatsis e massi Resti
Il pronto soccorso é il pronto soccorso... una benda sulla ferita é il minimo che si possa fare...
Per gli svizzeri la cassa malati é obbligatoria e costa l'ira di Dio... Eppure un contadino svizzero é stato rifiutato da 3 policlinici svizzeri (gli unici in Svizzera in grado di riattaccare una mano) per 4 volte...
Ma l'ho detto e lo ripeto: il mio era un esempio per rendere noto che a cuba magari non si applica il diritto civile della libertà di stampa... ma a cuba la mano di un contadino é riattaccata senza bisogno di una cassa malati che paga...
davide lazzarini
27 maggio 2005 alle ore 00:13io su cuba sapro certamente molto poco...
ma tu puoi dire che c'è la liberta sessuale e di credo religioso???
no perche se fosse sarebbe lo stato veramente perfetto...
la scuola la ssanita funzionano e puoi pure dire cosa pensi...
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 00:20Non so più che dire.
Lo staff di Beppe censura.
L'amministrazione Castro censura.
L'amministrazione Bush censura.
L'amministrazione Berlusconi censura.
Gli stoici avrebbero accettato il suicidio, in queste condizioni.
Io vorrei soltanto che la gente riprendesse un pò il controllo sulla propria vita, invece di vivere in questa sorta di Matrix.
Ma non siamo abbastanza. 400 commenti. Meno di un'edizione scarsa di un libro da grafomane.
Vent'anni...e vedo gente che si scanna per...boh?
Ognuno potrebbe incaxarsi ancora e sputarmi il suo motivo in faccia...(o meglio, nello schermo...ma nella realtà sarebbe forse anche peggio)...e sarebbe quasi sicuramente
un motivo enorme
che però non suscita reazione compatta
e di seguito diventa
un motivo da niente.
rosario pisanò
27 maggio 2005 alle ore 00:24Grazie signor Bruno Mammola,
è questo quello che intendo per libera informazione, passare tra di noi queste informazioni che se aspettiamo la televisione che c'è le dica possiamo veramente stare freschi...
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Per jello b-afra e per tutti
certo, ormai la schiavitù dell'umanità al capitalismo è alle porte..
Lo stanno realizzando questo ordine mondiale questi maledetti..
poi era già da un pò che lo tenevo sottocchio il sito www.disinformazione.it e quello sul nuovo ordine mondiale www.nwo.it
comunque io sono sempre più angosciato..
diana morris mayacen
27 maggio 2005 alle ore 00:25ciao.posso dire soltanto che prima di parlare vedere bene come stano da vero le cose.In cualunque parte del mondo vai come turista è dopo ti meti a fare il giornalista ti sucede come a cuba o peggio!
Vittorio Vezzola
27 maggio 2005 alle ore 01:09Pecunia non olet
Fra monopolisti ci si intende
Pantaleo Pantale
27 maggio 2005 alle ore 01:18Per essere sincero non mi meraviglia sia il fatto, che il governo cubano reprimi la libertà e che il "tronchetto" sii come paperon dei paperoni e guardi solo al profitto.
Dalla mia esperienza personale, posso solo dire che a Cuba è severamente vietato parlare con gli indigeni. Durante una mia vacanza - cinque anni fà - dove feci un tour da l'Havana a Santiago ogni qualvolta, che cercavo di parlare con i cubani e il discorso si prolungava oltre quallche minuto arrivava la polizia in uniforme blu e bloccava il discorso. Solo con dei trucchi da nascondino si riusciva ad entrare in contatto. Quel tour lo ricordo come vedere un film dal vivo. La telecamera ero io e non avevo l'opportunità di comunicare.
Ora mi chiedo, dovè la novità?
Ciao
Pantaleo da Colonia
alessandro alimeri
27 maggio 2005 alle ore 01:29Oggi parlavo con un mio amico di tematiche simili a questa. La cultura di pace , la cultura dell'onesta e del buon cristiano tipicamente italiana. Persone che lottano ogni giorno per un mondo eticamnte migliore, danno come risultati personaggi del genre? che amara sconfitta...vi aspetto sul mio sito è davvero importante cheleggiate il mio ultimo post lo trovo molto molto carino ciao ale
Paolo Mori
27 maggio 2005 alle ore 02:16cuba libre
Luca Floris
27 maggio 2005 alle ore 02:42Scusate l'OT
A TUTTI I SARDI PRESENTI SUL BLOG
C'E' un Referendum regionale il 12/13 giugno 2005
Infatti il 12/13 giugno 2005, oltre che al referendum statale sulla fecondazione
assistita, si terrà in Sardegna il referendum regionale per l'abrogazione
della legge regionale n°8/2001 che consentiREBBE l'importazione in Sardegna di
scorie tossiche qualificandole come materie prime. La legge regionale n° 8,
infatti, consente l'introduzione di rifiuti di origine extra-regionale
da utilizzare esclusivamente quali materie prime nei processi produttivi
degli impianti industriali ubicati in Sardegna e già operanti alla data
dell'approvazione delle legge regionale, non finalizzata al trattamento
ed allo smaltimento dei rifiuti".
In questo modo, SECONDO ME, con la scusa di ulteriori lavorazioni di
impercettibili quantità, le scorie veRREBBERO fatte passare per materie prime e aggirando le normative Europee che impongono una documentazione sull'origine, il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti tossici, E si smaltIREBBERO in Sardegna scorie che SICURAMENTE nessuno al mondo vuole.
Queste scorie lasciEREBBERO nella nostra terra MILIONI di tonnellate di residui
tossici con il loro contenuto di metalli pesanti e talvolta anche
radioattivi, estremamente nocivi per il territorio e per gli esseri viventi,
dei quali possono modificare (FORSE) addirittura il DNA.
SECONDO ME, tutto ciò è incompatibile con il nostro popolo e con il nostro territorio.
E SEMPRE SECONDO ME, stravolgerà il giusto rapporto che la civiltà sarda ha stabilito con il
proprio habitat! Ciò non può essere tollerato, ANZI IO NON LO TOLLERO.
LA SARDEGNA NON PUO' DIVENTARE UNA DISCARICA ! , QUESTO ALMENO E' IL MIO PUNTO DI VISTA...
PERCIO' Il 12 e 13 Giugno
VOTA SI' CONTRO LE SCORIE, SEMPRE SECONDO ME, MA NON VORREI IMPORRE IL MIO PENSIERO A NESSUNO
OK?
Votando "SI'" viene abrogata la legge regionale n. 8/2001 e ripristinato
il comma 19 dell'art. 6 della Legge Regionale 24 aprile 2001 n. 6, recanti
norme in tema di rifiuti speciali, che cita: "E' fatto divieto di
trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire, nel territorio della
Sardegna rifiuti, comunque classificati, di origine extraregionale".
Passate l'informazione la vostra terra ve né sarà grata.
PS
Al gestore, ho capito che così va bene... è importante davvero....
FORTZA PARIS!!!!
CI BOLINTI CODDAI CUSTA BORTA PURU...
Riccardo Campaci
27 maggio 2005 alle ore 03:06La libera informazione a Cuba ha voce flebile, acuta, impossibilitata nel fare voce grossa per potersi farsi sentire. Caratteristiche tipiche di un "Castrato".
Massimiliano Caboni
27 maggio 2005 alle ore 03:19Vorrei ringraziare il mio conterraneo Floris per quello che ha scritto sul suo intervento..ci vogliono fottere anche stavolta!!..semplicemente nn informandoci..e poi ci sono quei criminali dei fondamentalisti cristiani che chiedono che nn si vada a votare....è pazzesco, io sono disarmato..ogni giorno si fa sempre più viva in me la condizione di dover lasciare la mia amata isola...questo per nn farmi ammazzare..semplicemente...!
Sardi del Blog..diffondete capillarmente quanto è importante andare a votare al referendum...che se la mettano a sedere la loro spazzatura radioattiva..
massimo scazzo
27 maggio 2005 alle ore 06:46io sono per Castro e per Cuba ,contro i tronchetti e gli stronzetti provera che infestano questo blog.
evidentemente non ve la passate così male,dato che il vostro concetto di libertà è tipicamente occidentale.
Un cubano non sarà libero di parlare, ma è libero di studiare , perfino di ammalarsi.
qua da noi queste e molte altre libertà,si comprano. (per chi ne ha!)
Beppe, spero che questo giro tu abbia preso un abbaglio.
saluti
Riccardo Galatolo
27 maggio 2005 alle ore 06:59se facessimo l'embargo a tutte le nazioni che violano i diritti umani...
e comunque meglio sotto Castro che sotto Bush!
o sopra Anna D'Arco...
Mark Brio
27 maggio 2005 alle ore 07:23Ripeto il mio post di ieri:
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Ma vi preoccupate di 2 giornalisti ai quali non hanno torto nemmeno un capello e che oltretutto hanno VIOLATO le norme cubane?
Che piacciano o no, che siano democratiche o dittatoriali sono pur sempre regole ! E sono state violate !
Ma una parola per Biagi, Santoro, Luttazzi non la spendete affatto!
E Grillo, che per vederlo bisogna andare in Svizzera, e il documentario "citizen Berlusconi" che l'hanno fatto vedere in mezzo mondo ma non in Italia?
Lo capite o no che la repressione ce l'abbiamo in casa da 4 anni ?
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Allora, qualcuno commenti il regime "nano" che abbiamo in Italia ! Prima di andare a guardare cosa fanno gli altri guardiamo alle zozzerie nostre.
LUCA FANTIN
27 maggio 2005 alle ore 07:43Fa male vedere per quanta gente le violazioni delle libertà o dei diritti civili sono tali solo se vengono da una parte politica che non si condivide. La libertà è unica e va difesa contro chiunque cerchi di limitarla, qualuque colore politico abbia, sia che si tratti del demonio Berlusconi sia che si tratti di un dittatore chiamato Castro, che in tutti gli anni che è stato al potere, gli oppositori li ha zittiti, con la tortura, l'omicidio e la prigione. Mi piacerebbe che fossero pochi quelli che arrivano ad accettare o giustificare regimi come quello cubano, ma omai sono rassegnato al fatto che l'odio politico che è andato sempre più crescendo nel nostro paese, soprattutto da 10 anni a questa parte, abbia annebbiato la vista e la capacità di ragionamento di molti, troppi italiani.
Beppe Grillo dovrebbe essere un esempio per tutti. In certi casi non si può continuare a rimanere sempre attaccati alle proprio ideologie politiche, sia di destra che di sinistra, difendendole in ogni caso, anche quando vanno contro le libertà e i diritti umani.
Roberto Peroni
27 maggio 2005 alle ore 07:45Ciao Grillo,
Senti é un po di tempo che ti seguo, e a proposito grazie per skype e fantastico ci permette di Telefona alla mia fantastica suocera in Spagna molto piu spesso e la distanza si é accorciata di molto.
Forse é una cazzzzatona........ che vorrei proporti ma se solo con un sito riescia a fare 50.000 contatti al giorno cosa ne pensi di fondare un partito visto che siamo in via di elezioni.
Ti darei una mano, e non penso di essere il solo....
Tanti auguri...... e pensaci io ci sono ciao roby (CH)(I)
Roberto Peroni
27 maggio 2005 alle ore 07:45Ciao Grillo,
Senti é un po di tempo che ti seguo, e a proposito grazie per skype e fantastico ci permette di Telefona alla mia fantastica suocera in Spagna molto piu spesso e la distanza si é accorciata di molto.
Forse é una cazzzzatona........ che vorrei proporti ma se solo con un sito riescia a fare 50.000 contatti al giorno cosa ne pensi di fondare un partito visto che siamo in via di elezioni.
Ti darei una mano, e non penso di essere il solo....
Tanti auguri...... e pensaci io ci sono ciao roby (CH)(I)
fabio vola
27 maggio 2005 alle ore 08:20eviva pascucci
alberto pellegrin
27 maggio 2005 alle ore 08:38Ciò che stà accadendo a Cuba è estremamente grave ma non bisogna dimenticare che stiamo parlando di un regime totalitario, cosa dire piuttosto dell'informazione italiana? Com'è possibile che in un paese che si ritiene democratico, le televisioni nazionali siano politicamente controllate e usate di governo in governo come voce di propaganda?
barbaro paolo
27 maggio 2005 alle ore 08:49tronchetti......non rompere,grazie
Riccardo Palazzani
27 maggio 2005 alle ore 08:53X Marcus Libero
Mi spiace esserle scaduto ma il dubbio c'è e rimane. Se Tronchetti è complice di Castro perché collabora con un'azienda dell'isola, allora se vado là in vacanza, finanziando l'industria del turismo sono altrettanto complice. Così se acquisto in Italia prodotti cubani. E' logica, mica bau bau micio micio :-)
Giovanni Russo
27 maggio 2005 alle ore 08:56Cari signori, state tranquilli perchè Fidel è ormai vecchio e tra non molto morirà (certamente di morte naturale) e i prossimi a governare il paese saranno (spero) più umani e intelligenti... La dittatura è destinata a svanire nel mondo!!! Per quanto riguarda il caro Provera: grazie a lui e ai tipi come lui molti italiani si vergognano di essere tali. Ma lui si vergogna?
Simone Fineschi
27 maggio 2005 alle ore 09:06Per Luca Fantine e per chi e contro alle dittature...
Leggendo questo blog capisco perfettamente cio che c'è di malato in questa italia. Lo strascico che la guerra civile ha lasciato con i suoi lutti e le sue violenze e ancora molto sentito. Quando analizziamo le situazioni ancora non riusciamo a scrollarci di dosso le bandiere e le urla dei nostri "leader" di partito. Mettiamoci a riflettere dove ci hanno portato oggi questi dannati partiti con le loro ideologie obsolete alle quali forse non credono piu nemmeno loro....
Amaramente mi vengono in mente i versi della canzone di Battiato, Povera Italia....
Troppo odio, troppa ignoranza, troppo benessere. Come mi piacerebbe poter parlare di politica senza per forza essere additato come Fascista Comunista o fondamentalista cristiano.
C'è gente che non sopporta nemmeno piu le libere opinioni.
Si difende Castro. Mi piacerebbe che certe persone si informassero veramente leggendo libri su quello che e il regime di Cuba e non si limitassero ad andare a vedere i film di Michael Moore. Vanno bene tutti e due, ma devono essere insieme. Ed e inutile che qui gente continui a mettere link a siti (spudoratamente schierati) che riportano novita sul bellissimo stile di vita cubano. Ma fatemi il piacere, il 90% degli italiani va a cuba non per visitare la bella isola ma per sfruttare le povere donne che per mangiare sono costrette a prostituirsi. Gli stessi deficenti che qui non riuscirebbero nemmeno ad avvicinarsi ad una donna. Siete spazzatura. Se l'opportunita di sesso facile fosse stata nella germania nazista degli anni 30 sareste andati anche li.
Per una volta ho sperato sinceramente che questo blog ci potesse mettere daccordo. Ma come e ovvio quando una certa parte politica si sente ancora presa in causa con argomenti tabu come Cuba (per altro con un obiettivo diverso) reagisce subito.... beh allora sapete cosa vi dico? Mi sa che i comunisti ci sono ancora e della peggiore specie, quelli ciechi e devoti alla causa. Quelli che sarebbero dovuti morire insieme ai nazifascisti e che ancora blaterano nei bar nei giornali e nei Blog. Aprite gli occhini, svegliate il cervello intorpidito e andate a vivere a Cuba o in Cina e poi ne riparliamo. Siete ridicoli, mummie ideologiche attaccate ancora ad argomenti di 60 anni fa. So gia cosa state pensando ecco un altro fascista, schiavo di berlusconi, ricco e benestante.... niente di tutto cio. Sono solo una persona amareggiata dalla situazione politica italiana e dagli italiani che sanno eleggere solo gentaglia come Berlusconi o osannare uno come Castro.
Riflettete. Per una volta.
alessandro massasso
27 maggio 2005 alle ore 09:08(già postato ma è bene che sia sempre in evidenza anche per gli ultimi lettori)
NOTA STAMPA DELL'AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA DI CUBA IN ITALIA
In base alle norme internazionali ed agli accordi bilaterali, nessun cittadino cubano può entrare nel territorio di un altro Stato senza aver previamente ottenuto un visto, qualunque sia il motivo del viaggio: per turismo, per lavoro, per studio o anche per ragioni di salute.
Naturalmente, la Repubblica di Cuba ha un proprio regolamento migratorio assistito dagli strumenti giuridici che il paese si é dato.
Recentemente, gli organi di stampa italiani Corriere della Sera e La Repubblica, entrambi al corrente dei regolamenti esistenti nel nostro paese concernenti lo svolgimento dell'attività giornalistica da parte di professionisti stranieri, hanno mandato a Cuba dei loro inviati provvisti soltanto di tessera turistica con la deliberata intenzione di violare i suddetti regolamenti, come é stato ampiamente dimostrato dal modo di agire di tali inviati nel territorio nazionale cubano dove, fin dal primo momento, essi hanno svolto attività giornalistica. Nessuno dei due inviati rimpatriati aveva chiesto il corrispondente visto per l'ingresso nella Repubblica di Cuba.
Di conseguenza, le autorità cubane competenti hanno proceduto ad agire in base alle leggi vigenti che regolano l'esercizio dell'attività della stampa estera a Cuba.
Entrambi gli organi di stampa, nel violare le leggi di un altro Stato e in aperta provocazione verso le nostre autorità, hanno con ciò dato dimostrazione di un atteggiamento irresponsabile. Per quanto riguarda il Corriere della Sera, il caso é ancora più grave dato che tale quotidiano aveva ricevuto un chiaro segnale secondo cui le autorità cubane non avrebbero permesso l'ingresso nel paese di un inviato che non avesse presentato neanche la richiesta di accredito, come occorso in una precedente occasione, quando un altro giornalista dello stesso organo di stampa era stato reimbarcato.
Il trattamento informativo dato a tali fatti ha scatenato una nuova campagna contro Cuba, facendo intendere all'opinione pubblica che era stato impedito a due giornalisti l'esercizio della loro professione, mentre si é taciuto sui veri motivi che hanno provocato il loro rimpatrio, e cioè la violazione delle leggi del nostro paese. E' inoltre passato sotto silenzio il comportamento disonesto, manipolatore e poco obiettivo che, come in tante altre occasioni, viene applicato contro Cuba dai mezzi di informazione.
A differenza di quanto sopra segnalato, organi di stampa italiani (tra cui un importante canale televisivo) che, nel rispetto dei regolamenti vigenti, hanno fatto richiesta di inviare un loro gruppo per svolgere attività giornalistica in questo periodo, hanno ottenuto l'autorizzazione ed il relativo visto. Ciò pone in evidenza chiaramente la nostra disponibilità ad accogliere e a lasciar lavorare ogni professionista che agisca seriamente rispettando le istituzioni e le leggi cubane.
Roma, 23 maggio 2005
Lucio Gobbetti
27 maggio 2005 alle ore 09:10sembra che il figlio di Fidel, suo presumibile successore, abbia preso tutto dal padre e ci abbia aggiunto qualcosa di suo... Se così fosse poveri cubani, e anche poveri noi che pensavamo ad un mondo che imparasse dai propri errori...
Dico "sembra" ... perchè dell'informazione che ci viene data chi mai si può più fidare?
Ciao a tutti.
Valerio Tiranti
27 maggio 2005 alle ore 09:10Caro Beppe,
concordo con te su Tronchetti.
Ma le cose hanno sempre una origine: chi ha regalato Telecom a Tronchetti? Un'azienda che opera sul mercato praticamente in regime di monopolio (tutti comunque devono comprare da Telecom), agisce contro qualunque norma di mercato (è l'unico proprietario/gestore e commercializzatore dei propri servizi, quando tutte le altre aziende hanno dovuto separare le due parti), si permette qualunque comportamento nei confronti dei clienti senza problemi.
Nella logica del guadagno massimo non si è rispettata la minima decenza nei confronti degli italiani... figuriamoci se a qualcuno frega qualcosa dei cubani.... stiamo parlando di Tronchetti, l'attuale padrone dell'economia italiana!
Michelangelo Sanguineti
27 maggio 2005 alle ore 09:21Grande Beppe, la tua capacità di informarti è incredibile, ogni giorno notizie diverse!
Sono contento di aver scoperto il tuo blog.
Propongo un censimento tra le persone che vorrebbero sostenerti e darti una mano (concretamente) in questa lotta che porti avanti.
Quanti sarebbero disposti a dedicare un po' di tempo per questa lotta?
Chiariamo NON è di partito, NON è di schieramento e il mio termine lotta NON deriva dal termine lotta tradizionalmente di sinistra.
Questa lotta potrebbe essere:
1 - contro noi stessi, ovvero contro le NOSTRE abitudini sbagliate. (prima le nostre.. poi semmai quelle degli altri)
2 - a FAVORE dell'informazione OBIETTIVA e libera, questo vuole dire che se un giorno il nostro Cavaliere dicesse mai una cosa furba NOI saremmo capaci di sostenerla tanto quanto siamo capaci di dargli addosso ad ogni cretinata che fa. (E questo atteggiamento vale per ogni persona).
3 - con l'obiettivo di formere una grande gruppo capace di proporre vie da percorrere per far andare meglio il paese.
immagino che in questo Blog le competenze delle persone siano disparate... beh .. insieme potremmo fare qualcosa davvero... basta organizzarsi.
Okkio che se vogliamo fare confronto dobbiamo parlare a tutti, non solo a chi la pensa come noi.. altrimenti non si convincerà mai nessuno. Se in un Blog si leggono insulti a quelli di destra, quelli di destra non leggono e fallisce l'obiettivo del confronto.
Ciao a tutti e grazie Beppe!
Simone Maccanti
27 maggio 2005 alle ore 09:24Per Davide Sanna e Concorrennza Telecom,
probabilmente non sarà la cosa migliore, ma dato che in Italia le varie infrastrutture sono di proprietà di quel o quell'altro monopolista, Ferrovie, Telecom, Enel... ecc, il vero problema non è la concorrenza ma bensì l'accesso alle infrastrutture di compagnie concorrenti! Qui serve una vera regolamentazione "statale", è inutile
paventare una concorrenza in questi campi quando De Facto non può esserci perchè "l'infrastruttura e mia e non la do a nessuno"!! Lo stato non ha
forse "Affittato" le bande per l'UMTS? Perchè non fare la stessa cosa con le ferrovie e Elettrodotti? Sarebbe una cosa così paurosa?
vincenzo gitti
27 maggio 2005 alle ore 09:24Ripeto il mio post di ieri:
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Ma vi preoccupate di 2 giornalisti ai quali non hanno torto nemmeno un capello e che oltretutto hanno VIOLATO le norme cubane?
Che piacciano o no, che siano democratiche o dittatoriali sono pur sempre regole ! E sono state violate !
Ma una parola per Biagi, Santoro, Luttazzi non la spendete affatto!
E Grillo, che per vederlo bisogna andare in Svizzera, e il documentario "citizen Berlusconi" che l'hanno fatto vedere in mezzo mondo ma non in Italia?
Lo capite o no che la repressione ce l'abbiamo in casa da 4 anni ?
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Allora, qualcuno commenti il regime "nano" che abbiamo in Italia ! Prima di andare a guardare cosa fanno gli altri guardiamo alle zozzerie nostre.
Postato da: Mark Brio il 27.05.05 07:23
ciao Mark.
non avevo letto il tuo post di ieri, per me ci hai preso al 100% !!
così come, in parte, concordo con LUCA FANTIN .
sembra cotraddittorio, ma non lo è.
io ammiro Cuba e il suo popolo fiero, un popolo che se volesse ribaltare Castro lo farebbe.
guardate la storia dei cubani e troverete più di un secolo di rivolte contro dittature feroci e repressive (stranamente appogiate dagli usa e getta, mah!). Il problema è che, è vero, Castro non lascia piena libertà al suo popolo e non si capisce perchè. Io ho due amici che abitano da 10 anni a Cuba, e conosco una ragazza cubana che si è sposata e vive in Italia. dicono tutti la stessa cosa:in Italia arriva di Cuba l'immagine distorta che i signori del mondo vogliono che arrivi, Cuba rappresenta una sconfitta inaccettabile per gli usa;
se Castro indicesse libere elezioni vincerebbe. I cubani al contrario di noi italiani, sono colti, conoscono la loro storia e mai dimenticherebbero da quale dittatura Castro e i Barbudos li hanno liberati.
Ammirare un popolo, così come voler bene a un amico, non significa approvare tutto bovinamente, senza spitrito di critica. Io sono contro ogni pena di morte, qualunque sia il reato, e questo vale anche per Cuba e per Castro, però è vero quel che dice l'amico Mark:
a Cuba si vive in stato di guerra da oltre 40 anni e la causa principale delle repressioni, sbagliatissime ripeto, secondo me è questa pratica incivile dell'embargo. Insomma vorrei vedere alla prova Cuba, ma solo dopo che è stata ripristinata la totale libertà dell'isola soprattutto dall'ingerenza esterna.
ciao a tutti, vincenzo
fabio tarantini
27 maggio 2005 alle ore 09:24Scusa Beppe, non capisco. Il nostro sistema di informazione mente e strumentalizza sistematicamente ed è protetto da organi repressivi che picchiano e sequestrano attrezzature a giornalisti stranieri (ultimamente una troupe norvegese ed una svizzera n.d.r.) con la scusa che che "nel nostro paese non si può parlar male del capo del governo". Perchè mai uno come Tronchetti provera, che ne fa parte, dovrebbe avere per Cuba qualche problema di coscienza diverso da quelli che dovrebbe farsi per l'Italia?
saluti,
Fabio
Manni filippo
27 maggio 2005 alle ore 09:25OH BEPPE!! TU MI STAI MANDANDO PIù DI UN MESSAGGIO CONTENTE IL SOLITO ARTICOLO.
UNNè CHE SOTTO SOTTO TU CI PIGLI QUARCOSA??
DOPO CAZZI E FACCE SATANISTE NEI CARTONI ANIMATI DELLA DISNEY DUBITO DI TUTTI.
SEI UN GRANDE!!!
Tiziana Manaresi
27 maggio 2005 alle ore 09:34x Simone Fineschi
Cuba la conosco molto bene,ho imparato a conoscere i cubani durante i sedici viaggi che ho fatto percorrendo tutta l'isola.ho vissuto anche in casa con loro,ho tanti amici cubani.Posso affermare che se Castro continua da tanti anni a governare quell'isola non è merito della repressione, ma del consenso che continua ad avere dalla maggioranza del suo popolo.Prova a guardare i filmati di quando ci sono i suoi discorsi in piazza, le migliaia di persone che sotto il loro sole cocente passano ore ad ascoltarlo! Si chiama "fede" come quella dei buoni cattolici che stanno in piazza s.pietro per il Papa!Il dissenso c'è, paragonabile a quello di tutti i paesi "democratici". La "libertà" non è senz'altro solo quella dei cosiddetti paesi dell'occidente!
Gianni Raco
27 maggio 2005 alle ore 09:34Bappe, ma sei impazzito ?
Non lo sai che Cuba e` la patria della liberta` dove tutti vorrebbero vivere ?
Si sta cosi` bene che provi ad andartene sei sicuramente un pazzo pericoloso e devi per forza essere ammazzato.
Flavio Bertoldi
27 maggio 2005 alle ore 09:34Caro Beppe Grillo, ho appena letto un articolo dal sito www.reporterassociati.org, parla del rapporto di Amnesty International sullo stato in cui versa la giustizia in Italia ( Amnesty International, Rapporto 2005. Italia: "Uso eccessivo della forza, maltrattamenti e abusi..")
Mi fà pensare che parliamo tanto dell'estero ma non dell'Italia, non è una critica ma solo una mia consapevolezza. Mi stò rendendo conto sempre più che oramai la cosidetta società civile guarda lontano per non vedere il marcio in casa propria; allora mi chiedo perchè i nostri nonni e padri hanno lottato e si sono ammazzati di fatica.
Grazie che almeno tu cerchi di darci una sveglia.
Riccardo Galatolo
27 maggio 2005 alle ore 09:38se facessimo l'embargo a tutte le nazioni che violano i diritti umani...
e comunque meglio sotto Castro che sotto Bush!
o sopra Anna D'Arco...
Luca Rinaldoni
27 maggio 2005 alle ore 09:48Per coerenza e logica cartesiana vanno fatte alcune considerazioni generali:
1. Nel post di Grillo si intrecciano due aspetti che vanno opportunamente tenuti separati:
a) il fatto che Tronchetti Provera e la sua Telecom Italia perseguano gli utili ovunque e dovunque in un regime postcapitalista che ignora lealtà ed etica, premia i furbi e sodomizza gli ingenui (a proposito, qualcuno pensava ai tre ciniconi della Gialappa's come ad una troika marxista-leninista? Ma andiamo... Se sono da dieci anni i giullari scemotti della corte di Berlusconi..... Cos'altro vi aspettavate? E tra l'altro chiedete a Gene Gnocchi e a Simona Ventura quanto sia stressante lavorare con loro...);
b. A Cuba esiste da quasi mezzo secolo un regime totalitario ed oppressivo ed il popolo italiano dovrebbe ribellarsi a chiunque favorisca o agevoli Fidel Castro e i uoi corrotti lacchè che ancora si ostinano a non capire che l'epoca delle dittature è finita.
Sul punto a. non c'è altro da aggiungere a quanto già detto sopra, la Telecom oramai non fa più neppure finta di essere un ente al servizio del cittadino, è una moderna azienda di stampo neoberlusconiano e postcapitalista che, appunto, persegue l'utile con qualsiasi mezzo e strumento a disposizione. Punto e a capo.
Sul punto b. il discorso sarebbe babelico e interminabile perchè vedo che quando si parla di regimi e/o di ideologie, argomenti che potrebbero tranquillamente essere trattati con atteggiamento non dico scientifico ma almeno un po' più freddo, ci si accalora come alla vigilia di un derby di Coppa. Cuba è una dittatura, O.K. Anche la Cina lo è. Ma poichè la Cina non si avvia ad essere ma già E' una terrificante potenza economica e scientifica, a loro ci si inchina e ci si genuflette. Lasciamo poi perdere la finta democratizzazione della Russia del Putìn (alla lombardo-veneta) addirittura amico intimo del mangiacomunisti Berlusca che si arrampica sugli specchi per dire che i soldati dell'Armata Rossa sono comunisti buoni e patriottici (mentre gente come Grillo o Bisio sono comunisti cattivi e nemici della libertà, immagino....). E l'Italia? Il modo in cui Berlusconi e la sua corte dei miracoli ha occupato lo Stato è più decoroso di quanto avvenga per Fidel Castro con Cuba? Mi sembra poi che ci si continui a dimenticare che gli Stati Uniti (portatori sani di democrazia, come genialmente li definiva Gaber nel lontano 1976) vorrebbero caldamente riservare a Cuba lo stesso "amichevole" trattamento che hanno riservato al Vietnam e all'Iraq. Se poi volessi anch'io farmi travolgere dalle emozioni, potrei dire che i cubani espellono i giornalisti con l'atteggiamento del preside incazzato, gli americani ai giornalisti scomodi tendono a riservare censure un po' più drastiche. Ma mi guardo bene dal dirlo...
Ce la facciamo a ragionare pacatamente su queste tematiche? Ciao a tutti.
stefano pirani
27 maggio 2005 alle ore 09:59Ecco vedi...Ma porco giuda non era meglio la vecchia e cara SIP ??
Non erano meglio la cara vecchia impacaltura dello stato.....
Quello che non riesco a capire, e che si è parlato del Comunismo come la morte dei popoli la disgrazia mondiale la morte della demoscrazia....
E ora....di con chi ce la dobbiamo prendere..?
La Telecom o altre aziende Italiane possonoliberamente finanziare con i soldi NOSTRI qualsiasi dittatura regime o governo del mondo tranquillamante...tanto la bandiera esposta no e' quella comunista ma se mai quella LIBERTISTAche no ha colori ha solo ma semmai solo un gran sorriso sopra una giacca con cravatta.
Quella non dei profitti ma delle SPECULAZIONI, quella non del LAVORO ma dello SFRUTTAMENTO, quella non del progresso ma dello sfruttamento delle risorse naturali!!!!! E noi ci preoccupiamo di mettere i dazi alla Cina e di non andare a produrre in quel paese.Non dovremmo comprare piu prodotti cinesi non perche uccidono la nostra produttività ma perchè sono fatte sfruttando i lavoatori, negandogli i diritti più elementari come quello di andare a pisciare nell'orario di lavoro.....chissa dove la faranno mai??? E mo voglio vedere chi si mette un paio di scarpe prodotto in Cina!!!!
Buona giornata a tutti e al Beppe.
stefano crema
27 maggio 2005 alle ore 10:03Come direbbe ignazio "Beppe, diciamocelo, stavolta hai toppato" per quanto possiamo voler bene agli ex compagni cubani , perchè a cuba ormai l'unico comunista rimasto è Fidel, per quanto ci dispiaccia per la loro situazione, ne abbiamo già abbastanza a casa nostra di cazzi amari per pensare anche a quelli altrui.
Che il tronchetto dell'infelicità sia un grandissimo figlio di .... imprenditori, già lo sappiamo , con questa uscita mi dà l'impressione tu non abbia più molto da dire....
e quando non si ha più molto da dire di solito si passa all'azione.
Certo la prima linea è sempre pericolosa ma dopo i risvegli che hai determinato e operato adesso non ci puoi mollare così. Alzati e prendi in mano questa cazzo di bandiera, qui solo tu puoi farlo o vuoi lasciarci allo sbando ancora a decidere quale meno peggio scegliere, dai al solo pensiero ci viene la nausea e poi va a finire che voti uno che poi si mette col nano e te lo prendi nel culo due volte, se invece il voto lo diamo a te siamo sicuri che non ti venderai al nano.
E poi abbiamo già un comico come presidente del consiglio solo che fa ridere a dentri stretti e per il resto del tempo ci fa girare i coglioni.
Dai Beppe, non vedi come siamo ridotti, è un tuo dovere morale provarci altrimenti chiudi questo cazzo di blog e lasciaci morire in pace.
Stefano Crema
Fiorenzo Chillon
27 maggio 2005 alle ore 10:05Etica è una parola scomparsa dal vocabolario dei finanzieri d'assalto, sta scomparendo anche dal vocabolario degli industriali, e praticamente assente nel vocabolario dei politici.
L'etica è rimasta solo ai cittadini che capiscono e osservano e lo sanno che nulla è eterno e questi paladini del business a tutti i costi finirà.
Simone Fineschi
27 maggio 2005 alle ore 10:09Ciao Tiziana,
e vero quando dici che la liberta non e da intendere solo quella di stampo occidentale. Non posso che essere daccordo. Ma per favore, non mi dire che le folle oceaniche sono sintomo di consenso! Sappiamo tutti come funzionano queste cose. Fatti raccontare dai tuoi parenti piu anziani cosa succedeva qui in Italia quando nel paese o nella citta di turno arrivava il potestà o Benito. Le dittature se arrivano al governo e ovvio che hanno dei simpatizzanti sostenitori, tutto sta vedere se questi sono la maggioranza o la minoranza della popolazione. Per il concetto etimologico della parola Democrazia questo e fondamentale! Se Castro avesse tenuto delle libere elezioni Tiziana, non ci sarebbe discussione alcuna. Pensi davvero che ai tuoi amici non piacerebbe votare?
Forse ora non interessa loro.... non sanno nemmeno cosa sia.
Finche uno stato non permette ai propri cittadini il voto, non e uno stato. E' una dittatura e va abbattuta.
Alessandro Cortigiani
27 maggio 2005 alle ore 10:14x Stefano Crema
Io credo che quello che non ha niente da dire sei proprio tu.
tu guardi al tuo interesse e gli altri?
il tuo mi sembra un messaggio troppo egoista per riuscire ad andare oltre!
sei tu che hai toppato!
Ale
Marco Baz
27 maggio 2005 alle ore 10:16x Pallazzani......
Se qui c'è uno stronzo quello sei tu....nel mio caso ti faccio notare che mia moglie (cubana) paga le tasse da 14 anni e anche se manda i soldi (giustamente visto i tantissimi problemi) alla sua famiglia, rispetta gli italiani. Tu che sei meno di un cilindro fecale (prima di apostrofare) dovresti fare lo stesso.
Geri Tommaso
27 maggio 2005 alle ore 10:20************************************************
Caro Beppe, l'idea proposta qui nei commenti che tu possa creare un nuovo partito (magari con il nome: Italia Nuova) non mi sembra male, (Reagan era attore prima di diventare presidente). Io se fossi in te lo farei, i sostenitori non ti mancano. Vai Beppe siamo tutti con te!
Chi e' d'accordo con me?
************************************************
GILBERTO DI BENEDETTO
23 dicembre 2006 alle ore 09:27ITALIA NUOVA ESISTE E SAREMMO FIERI DI AVERE PEPPE GRILLO COME PRESIDENTE
www.italianuova.eu
cell 3383415053
stefano crema
27 maggio 2005 alle ore 10:21Caro Ale
per come siamo conciati non possiamo aiutare nessuno, è inutile che stiamo a spendere parole sulle dittature altrui se non abbattiamo prima la nostra come ricordava qualcuno qui si parla di giornalisti cazzoni che non hanno rispettato le regole in un paese sotto dittatura che mi sembra oltremodo stupido e non si dice niente dei giornalisti che sono stati buttati fuori dal nostro paese, che dovrebbe essere in democrazia, o dei giornalisti che sono stati "cancellati" dal governo e di tutti gli altri sotto minaccia quotidianamente.
Che senso ha parlare delle dittature altrui quando tu stesso sei sotto dittatura ?
Vogliamo fare come i meridionali che chiamano i negri terroni ???
Cominciamo a scrollarci di dosso la nostra dittatura poi parleremo delle altre.
Stefano
stefano crema
27 maggio 2005 alle ore 10:25Perchè arnold schwarzenegger cos'era ?
E se non fosse che per diventare presidenti degli states bisogna essere 'mericani potrebbe correre anche per la casa bianca.
lala sala
27 maggio 2005 alle ore 10:27x Simone Fineschi
Mi sembra un'analisi precisa e accurata. Sono daccordo con quello che dici, e credo (tanto per cambiare, mi annoio da sola!) che ognuno guardi al di fuori di sè per non guardarsi dentro.
Peccato solo per il modo in cui ti sei espresso. Le idee giuste non hanno bisogno di essere espresse con la violenza e gli insulti.
Lala
Stefano Serra
27 maggio 2005 alle ore 10:31CIAO DAL SERRA
Qualcuno di voi avrà sicuramente visto "the corporation"(ogni tanto si legge in qualche post):
Uno degli aspetti più agghiaccianti riguarda il rapporto diretto che unisce le multinazionali alle guerre.Se vi và,andatelo a scaricare,c'è una parte riguardante il coinvolgimento della IBM coi nazi durante la seconda guerra mondiale per la fornitura di calcolatori all'interno dei lager(con relativa assistenza tecnica in loco mediante visti speciali che permettessero ai tecnici di entrare in territorio tedesco),dimostrata in più modi,poi insabbiata con mille trucchi alla fine del conflitto per non screditare ovviamente il proprio marchio.
Gli interessi delle corporazioni(il nome è così evocativo) nei conflitti, o semplicemente in quegli stati con forme di governo dispotiche, sono spesso favorite dal fatto che corrompere pochi individui per fare contratti a tanti zeri sono la prassi comune. Non c'è ormai più da stupirsi del "comportamento" di queste entità( a mio giudizio il Tronchetti non è altro che un galoppino al servizio,come altri, di grossi gruppi finanziari), le quali se esistono,è proprio per agire così! Una compagnia,o multinazionale, opera nel mondo come un avvoltoio alla ricerca di risorse da sfruttare a proprio vantaggio, senza tale scopo non avrebbe la ragione di esistere
..
Stefano Serra
Alessandro Cortigiani
27 maggio 2005 alle ore 10:32x stefano
Vedi non e' una polemeca contro di te la mia, anzi cerco la costruttivita' non lo scontro.
Beppe e' uno dei pochi nel mondo, non in italia che si occupa di tutte le VIOLENZE contro l'uomo da parte di altri uomini ( se mi e' concesso chiamarli cosi). E' vero che bisognerebbe iniziare da il nostro paesucolo, pero' l'informazione di cio' che accade nel mondo e' sempre un mezzo per stare in guardia. Non mi meraviglierei che le stessi controlli fatti a Cuba non ci siano anche in Italia...
Comunque non avermene se ti ho attaccato se sei qui sei sicuramente uno dalla mia stessa parte.
ale
manuela caglio
27 maggio 2005 alle ore 10:35Ciao Beppe.
Ti leggo tutti i giorni come se il tuo blog fosse per me la vera fonte autorevole da dove prendere le mie informazioni da dove farmi un'idea del mondo. Mi piacerebbe poterti sostenere di più e invece nel mio piccolo sono solo costretta a divulgare a chiuinque l'indirizzo del tuo blog. Ma come con ogni amico c'e' una volta in cui devi dire "non sono d'accordo". L'informazione su Cuba viene manipolata sulla stampa italiana. Non tutti i cubani scappano, non tutti i cubani sono scontenti di quella che noi qui chiamiamo dittatura, non tutti i cubani vorrebbero essere liberi, almeno non la libertà che intendiamo noi.
Ma tu sei una persona molto intelligente e sicuramente non ti fermerai alle apparenze: se fosse regime perchè autorizzare una riunione tra dissidenti, fidel e' un dittatore, innegabile, come tanti nel mondo che si nascondono dietro la frase "democrazia da esportare" ma siamo sicuri che un cubano oggi vorrebbe vivere come un brasiliano, un vnezuelano, un dominicano o qualsiasi altro dell'america latina "libera"? Credimi e' questo il paragone che dobbiamo fare. Vorrei solo che Cuba fosse valutata per quello che e' , vorrei che gli fosse data la possibilità di vivere senza un embargo che oramai da anni la mette in ginocchio. E solo allora quando la renderemo libera di decidere, libera di scambiare libera di comprare potremmo valutare quali sono le mosse politiche di apertura al mondo, se ci saranno.....se il mondo si chiude a Cuba perchè Cuba dovrebbe aprirsi al mondo.
Scusami Beppe, mi sento molto piccola a contraddire proprio te che sei il mio informatore per eccellenza ma questa volta non sono d'accordo.
MAnuela
stefano leopardi
27 maggio 2005 alle ore 10:37Rispondo a Stefano Crema e a chi come lui ritiene che siamo in un regime o peggio in una dittatura:
è mia personale opinione (e riepto mia personale) che finquando si ha la possibilità di mandare a casa chi malgoverna con il voto (es. le recenti amministrative e perché no le prossime politiche) o di spernacchiare i potenti di turno (e sottolineo di turno) non possiamo parlare di dittatura o regime, al contrario di chi è costretto a tenerseli (i malgovernanti o i tirannici bengovernanti) fino a che non schiattano (vedi appunto Cuba o Cina o Zimbawe etc. etc. di destra o di sinistra che siano) e a non poter dissentire neanche quando scoreggiano per il gusto di far respirare meno il "loro" popolo
Gio Bianchi
27 maggio 2005 alle ore 10:37x Caruso Nicola
Io a Cuba sono stato non avevo problemi per Internet, i Cubani non se lo possono permettere perche' e' caro, anche in italia non tutti hanno internet, magari quando sara' gratuito come in alcuni paese in europa ne parleremo di nuovo.
Ricorda che tutte le associazioni americane parlano male di cuba per far credere quello che non e' vero, ma non ti chiedi mai perche' tutti quelli che vanno a Cuba parlano bene di Cuba? Mentre quelli che sono stati in Iran oppure in Iraq sono poi quasi scappati?
E smettetela di essere contro Castro, mentre Berlusconi ve la mette con un sorriso.
Rita Porrega
27 maggio 2005 alle ore 10:49@ SIMONE FINESCHI
Non avrei la polizia in casa e non passerei dei giorni in carcere perchè, se è vero quello che è scritto nel post di Beppe, non avrei potuto usare internet per scrivere il mio post...giusto, no?
E poi la mia voleva essere anche una provocazione per dire di guardare prima di tutto in casa nostra: come possiamo pensare di avere una libera informazione se tutte le testate televisive e non, sono di proprietà diretta o indiretta della stessa persona?Ma l'avete mai visto un TG4 di Fede?
Come dire, per citare un proverbio cinese (toh!): "PRIMA DI GUARDARE LA PAGLIUZZA CHE HA IL TUO VICINO NELL'OCCHIO, GUARDA IL TRONCO CHE E'NEL TUO!"
Rita
P.S: Certo che sono proprio un'ingenua:usare il mio vero nome per firmare quello che penso!Devo essere ....unica!
Gianni Raco
27 maggio 2005 alle ore 10:57X Tiziana Manaresi
Anche Hitler e Stalin avevano migliaia di persone che ascoltavano i loro comizi, se questo e` il metro per giudicare quanto un regime e` amato ...
Il dissenso c'e` ovunque, ma in alcuni posti i dissidenti vengono ammazzati, in altri no.
Alessandro Cortigiani
27 maggio 2005 alle ore 10:58In italia abbiamo non una semi liberta'... ma una liberta' apparente... che fine hanno fatto tutti quei giornalisti che hanno dato contro il portatore nano... fatti fuori dal mercato... la sudditanza e' gia' una dittatura e l'italia e' suddito del portatore nano!
Monica Tortora
27 maggio 2005 alle ore 11:01Bella persona il Tronchetto! Io ho la linea fastweb e ho appena disdetto tim (una compagnia così poco seria non s'era mai vista!...solo perchè non ho dato il consenso al trattamento dei miei dati mi è stato revocato il premio delle Lune!! ed io ho li ho revocati del tutto!!! Sono passata ad altra compagnia!) E non comprerò mai pneumatici Pirelli!!! Siamo noi consumatori che possiamo "punire" questi begli imbusti da strapazzo con le ns scelte di protesta!!! Finchè ci sarà la possibilità di fare le scelte facciamole!!!! Acci!!! Meglio colpirli nel vivo, nei valori per cui vivono!!! IL FATTURATO!
PS: Il blog di oggi mi sembra incentrato sul Tronchetto che fa affari con un regime dittatoriale ...e tutti a parlare di Castro e Berlusconi... mah!!!....mi sembra fuori tema!
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 11:01@Porrega:
Grazie a Dio...no!^__^
Leopardi: una nazione che vota compatta per un partito di brocchi solo perchè è la soluzione migliore...le regioni che tornano di sinistra con un rapporto di 5.5 a 1...
e il governo traballa solamente...
e i giornali che ci fanno sapere che va tutto bene
salvo poi scoprire che siamo nella cacca, sempre di più...
forse è peggio di un regime. Perchè nei regimi lo sai che c'è un grosso rischio di essere fxttuti da un momento all'altro. Noi andiamo in giro con delle scimmie sulla schiena e l'unica cosa che diciamo è "cosa ci manca? Abbiamo tutto!"
Ma il tutto è relativo...le idee di Schietti possono essere nobili...ma la gente non ha bisogno di soldi. Ha bisogno di BENESSERE.
Ottavio Notaro
27 maggio 2005 alle ore 11:02Per Carlo e per tutti coloro che sostengono la democrazia alberga in America e negli americani:
la democrazia l'hanno insegnata agli indiani d'America, li hanno quasi sterminati, ma sono riusciti alla fine ad insegnargli il concetto di democrazia.
L'hanno insegnata anche alla gente di colore loro schiavi per lunghi e lunghi anni, ancora oggi nel Sud degli U.S.A. hanno un grandissimo rispetto per la gente di colore (se sanno stanno al loro posto, cioè "schiavi").
La volevano insegnare ai vietnamiti, ma dopo la grande carneficina ne uscirono con il culo rotto, e capirono per la prima volta che non tutti amano la loro democrazia.
La stanno insegnando agli iracheni che per tanti anni hanno vissuto sotto un tremendo dittatore che preparava ordigni nucleari e armi per fare stragi di massa, dimenticando che il primo a fornire i primi elementi fu il paparino dell'attuale presidente, e dimenticando che i primi al mondo a costruire armi letali ed ordigni nucleari sono proprio loro.
Da tanto tempo affogano Cuba con il loro embargo perchè la gente cubana non vuole la loro democrazia.
Ma la democrazia deve essere imposta ad un popolo, o è il popolo a chiederla a gran voce.
La Cuba di Fidel si era ribellata ai precedenti oppressori scacciandoli via (il pruno però non è stato ingerito dagli americani). Se la gente di Cuba non volesse Fidel si ribellerebbe all'istante, ed avrebbe l'immediato appoggio dall'America (felice di importare la propria democrazia anche a Cuba).
A proposito date un'occhiata qui http://www.linearossage.it/campagnapersilvia.htm
oppure qui http://silvia.malcolmx.it/
Silvia Baraldini è detenuta da 22 anni per un reato che non meriterebbe più di 5 anni di carcere, ma era comunista e bisognava dargli una lezione.
Amici che bella democrazia c'è negli USA, quando verranno ad insegnarla anche a noi ?
Genovese Incazzato
27 maggio 2005 alle ore 11:02Per Stefano Serra
Cuba è piena di turisti, i cubani non sono fessi, le informazioni arrivano anche laggiù, ho molti amici cubani alcuni dei quali vivono in Italia.
Non ho mai sentito un cubano parlare male di Fidel senza fare riferimento alla politica scellerata imposta dagli USA nei confronti della loro nazione.
Anche loro riconoscono che la maggior parte dei loro problemi viene dal fatto che i cubani sanno cos'è il capitalismo e se possono farne a meno tanto meglio, il problema è quando ti manca la salute, non quando non puoi chattare su internet, e fidati che i giovani cubani userebbero la rete per le stesse frivolezze per cui tutto il mondo ne fa uso (chat, scaricare musica, pornografia ecc.ecc.), tutto ciò a Cuba è superfluo.
Riccardo Palazzani
27 maggio 2005 alle ore 11:02X il moderatore (ammesso che esista)
messaggi come quello di Marco Baz andrebbero censurati a mio giudizio visto che sono insulti gratuiti.
X Marco Baz
al di là della sua pochezza lessicale, le faccio notare che sua moglie, che le piaccia o meno è 14 anni che finanzia in maniera nemmeno troppo indiretta Castro, contribuendo a mantenere immutata la condizione sociale dei suoi cari.
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 11:05"Anche Hitler e Stalin avevano migliaia di persone che ascoltavano i loro comizi, se questo e` il metro per giudicare quanto un regime e` amato..."
Incredibile che l'ultimo film di una saga riesca a trasmettere un messaggio così forte...semplicemente con delle immagini.
Guerre Stellari, episodio III.
Da vedere al cinema.
Non sto facendo pubblicità...ma secondo me è da vedere...per ciò che cerca di comunicare.
"Così muore la libertà...sotto scroscianti applausi"
Padme Skywalker Maroon
stefano crema
27 maggio 2005 alle ore 11:05al mio omonimo leopardi
prova ad essere un giornalista rai o peggio mediaset e a parlare male del premier e ti ritrovi a spalare letame dopo 5 minuti, se questo non è regime non saprei come altro poterlo definire, un paese dove è VIETATO parlare male del presidente del consiglio secondo te è un paese libero ??? Una repubblica, siii delle banane!!
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 11:08Palazzani, ma oltre al tuo ego possiedi qualcosa?
Mi dispiace per le offese.
Però di Cuba non hai capito una mazza.
Però anche tu finanzi indirettamente Castro...tramite Telecom. Tutti noi, anzi. E se la signora consegna i suoi soldi che verranno spesi per scuole, ospedali, commercio interno...anche sigari di Castro, purtroppo...i nostri finiscono nel bloccare la libertà. Quella vera, senza casa.
stefano crema
27 maggio 2005 alle ore 11:11Per uno che fa pagare di meno la connessione adsl in uno stato estero dove è in concorrenza con altri operatori e nel suo stato dove ha il monopolio assoluto la fa pagare il doppio di quanto la fa pagare all'estero ci si può aspettare che faccia affari col demonio in persona. L'etica, non sa manco dove sta di casa.
stefano leopardi
27 maggio 2005 alle ore 11:12rispondo a Niccolò Petrilli:
ciò che intendevo dire non era "ma di cosa ci lamentiamo, tanto a noi chi ce la guasta", ma "le cose vanno male? Ok si cambia registro", ossia siamo liberi di esercitare questa grande facoltà di mandare a casa chi non è stato in grado di far bene il proprio dovere, al contrario di chi o volente o nolente deve sopportare tutto per anni e anni e anni, per questo ritengo di non vivere in un regime, non perché le cose vadano alla grande ma perché se vogliamo possiamo cambiarle
Riccardo Palazzani
27 maggio 2005 alle ore 11:13Caro Petrilli,
io c'avrò l'ego grosso ma anche il suo non scherza.
Mi la spieghi lei, che ha capito tutto, Cuba.
Mi spieghi coraggio, che qui ne sto leggendo di belle.
Mi spieghi perché Grilluccio nostro se la piglia tanto con Tronchetti ma dimentica il turismo sessuale (per me ben più grave sul piano etico di una joint venture).
Telefonia no, prostituzione si?
Mi spieghi lei, che c'ha l'ego più grosso.
ELENA FERRACINI
27 maggio 2005 alle ore 11:13Basta con i messaggi che dicono:
x tizio e caio!
x pinco pallino!
volevo dire a ...
messaggio x ...
insomma inserite commenti e non conversazioni virtuali e insulti tra chi posta.
Graziano napolitano
27 maggio 2005 alle ore 11:16Sono d'accordissimo con Alessandro Cortigiani, e ne approfitto per esprimere la mia idea: il regime cubano non è per fortuna una democrazia se per democrazia dobbiamo intendere questa specie di illusione costruita in America (USA) ed esportata (la si sta esportando ancora!)in Europa nel secondo dopoguerra.In politica (mi si perdoni il tono arrogante) la libertà di stampa vale quando è strumento concreto di partecipazione politica, se questo non è allora tutte le nostre "libere" opinioni (compreso questo mio intervento) possono essere tranquillamente assimilate (dal punto di vista formale!!) ad un prurito, ad uno sbadiglio, ad una scoreggia, ad uno scarabocchio ecc., nella migliore delle ipotesi ad uno sfogo. Ma amore per la politica è cercare strade per cambiare non per sfogarsi.Evito di dilungarmi con le mie "opinioni" noiose e lancio una proposta, anche a Beppe Grillo: ogni volta che si parla di Cuba approfittiamo per parlare di forme autentiche di democrazia e di partecipazione, perchè, se no, si rischia di fare della gran confusione, e soprattutto di fare il gioco dei potenti di casa nostra che tanto critichiamo, imbrigliati nelle loro categorie politiche e concettuali.DEFINIZIONE DELLA PROPOSTA:PARTIAMO DA GRAMSCI (come disse qualcuno a sproposito:non abbia(te)mo paura)
RICCARDO BRANDONI
27 maggio 2005 alle ore 11:19I quotidiani italiani hanno montato un vero e proprio caso politico su una vicenda inesistente.
La notizia non c’era ed è stata creata: un giornalista ha violato la legge ed è stato rimpatriato, senza abusi o torture. Fine del problema.
La legge è legge, ovunque. Il suo rispetto implica l’accettazione delle norme, altrimenti si è dei fuorilegge.
A Cuba, nonostante molti in Italia e in Europa sperassero in arresti, retate, violenze e bagni di sangue, non è accaduto nulla.
I cosiddetti ‘dissidenti’ hanno tenuto il convegno dimostrando anche la loro vera faccia, grazie al messaggio di Bush: vogliono diventare una stella in più nella bandiera nordamericana dimenticando le lotte per l’indipendenza, le parole di Martì, gli attacchi terroristici della mafia cubano-americana, le figure di Posada Carriles e di altri loschi personaggi legati alla destra più oltranzista del governo statunitense.
Si è anche visto che rappresentano solo se stessi. Se l’incontro è stato organizzato da 350 organizzazioni di ‘dissidenti’, come è possibile che al Convegno ne fossero presenti solo 100? Gli altri erano osservatori, giornalisti, diplomatici. Queste cifre provengono dallo stesso Corriere della Sera, uno dei principali quotidiani italiani per cui lavora Battistini. Evidentemente la voglia di scrivere contro Cuba non fa riflettere la cosiddetta ‘stampa libera’ italiana.
C’è la questione dei visti. Cuba non è l’unico paese al mondo che richiede un visto giornalistico. Accade quasi dappertutto, dall’India all’Indonesia, dall’Australia al Brasile, dai paesi Arabi ad Israele, dai Paesi Africani agli Stati uniti.
NOTA STAMPA DELL'AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA DI CUBA IN ITALIA
In base alle norme internazionali ed agli accordi bilaterali, nessun cittadino cubano può entrare nel territorio di un altro Stato senza aver previamente ottenuto un visto, qualunque sia il motivo del viaggio: per turismo, per lavoro, per studio o anche per ragioni di salute.
Naturalmente, la Repubblica di Cuba ha un proprio regolamento migratorio assistito dagli strumenti giuridici che il paese si é dato.
Recentemente, gli organi di stampa italiani Corriere della Sera e La Repubblica, entrambi al corrente dei regolamenti esistenti nel nostro paese concernenti lo svolgimento dell'attività giornalistica da parte di professionisti stranieri, hanno mandato a Cuba dei loro inviati provvisti soltanto di tessera turistica con la deliberata intenzione di violare i suddetti regolamenti, come é stato ampiamente dimostrato dal modo di agire di tali inviati nel territorio nazionale cubano dove, fin dal primo momento, essi hanno svolto attività giornalistica. Nessuno dei due inviati rimpatriati aveva chiesto il corrispondente visto per l'ingresso nella Repubblica di Cuba.
Di conseguenza, le autorità cubane competenti hanno proceduto ad agire in base alle leggi vigenti che regolano l'esercizio dell'attività della stampa estera a Cuba.
Entrambi gli organi di stampa, nel violare le leggi di un altro Stato e in aperta provocazione verso le nostre autorità, hanno con ciò dato dimostrazione di un atteggiamento irresponsabile. Per quanto riguarda il Corriere della Sera, il caso é ancora più grave dato che tale quotidiano aveva ricevuto un chiaro segnale secondo cui le autorità cubane non avrebbero permesso l'ingresso nel paese di un inviato che non avesse presentato neanche la richiesta di accredito, come occorso in una precedente occasione, quando un altro giornalista dello stesso organo di stampa era stato reimbarcato.
Il trattamento informativo dato a tali fatti ha scatenato una nuova campagna contro Cuba, facendo intendere all'opinione pubblica che era stato impedito a due giornalisti l'esercizio della loro professione, mentre si é taciuto sui veri motivi che hanno provocato il loro rimpatrio, e cioè la violazione delle leggi del nostro paese. E' inoltre passato sotto silenzio il comportamento disonesto, -------
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manipolatore e poco obiettivo che, come in tante altre occasioni, viene applicato contro Cuba dai mezzi di informazione.
A differenza di quanto sopra segnalato, organi di stampa italiani (tra cui un importante canale televisivo) che, nel rispetto dei regolamenti vigenti, hanno fatto richiesta di inviare un loro gruppo per svolgere attività giornalistica in questo periodo, hanno ottenuto l'autorizzazione ed il relativo visto. Ciò pone in evidenza chiaramente la nostra disponibilità ad accogliere e a lasciar lavorare ogni professionista che agisca seriamente rispettando le istituzioni e le leggi cubane.
Roma, 23 maggio 2005
stefano leopardi
27 maggio 2005 alle ore 11:21rispondo a Stefano Crema:
ma è sempre stato così, perché quando al potere c'era la sinistra non era lo stesso? Io me la ricordo la trasmissione di Reporter quando intervistarono Fassino sulle lobby europee e il casino che venne fuori, o anche le inchieste di Antonio Ricci sulla missione Arcobaleno e sugli affitti irrisori di D'Alema e co.
il fatto è che chiunque salga al potere ha la tendenza a nascondere il più possibile le verità "brutte" e mostrare le verosimiglianze "belle", ma poi dopo 5 anni so c..zi loro.
Gio Bianchi
27 maggio 2005 alle ore 11:21*************************************************
x Caruso Nicola
Sei andato a Cuba molte volte, ma mi sembra che non hai capito una mazza. Cuba ha bisogno di altre cose che il collegamento a Internet, dato che molti lavorano la terra, la quale e' stata regalata da Castro. Li il capitalismo non esiste ed e' una cosa bellissima, non esiste pubblicita', la gente compra quello che vuole, naturalmente alle capacita' finanziarie, ... potrei elencarti ancora mille cose, ma se tu vai li per sesso, allora ragione con la testa sbagliata.
In italia chi ha parlato male di Berlusconi ha perso il posto, Grillo e' sotto causa, ... certo non ti mettono in carcere, ma soffri allo stesso modo.
Rifletti (con la testa giusta) e forse capirai.
Ottavio Notaro
27 maggio 2005 alle ore 11:21PER CARLO:
dimenticavo di dirti che su questo blog ognuno è libero (o almeno penso) di esprimere la propria opinione.
Riporto di seguito le tue frasi:
"Non sai neanche quello che dici perchè sei ignorante e analfabeta torna a scuola che è meglio e vai a cuba a vedere cosa fà fidel ai cubani"
"Ottavio Notaro vai a miami e chiedi ai cubani che sono scappati da cuba rischiando la loro vita chi è fidel e sciacquati la bocca prima di parlare degli americani e degli inglesi comunista dei miei cogl..ni!!!!!"
1) Io non sono nè analfabeta, nè ignorante, e non so con quale parametro mi stai giudicando
2) Io parlo di americani, di inglesi e di chi mi pare e quando mi pare, quando me ne è concessa facoltà
3) E' evidente il tuo stampo nazifascista-filoamericano, così come è evidente che hai dei paraocchi a stelle e strisce (blu/rossi/bianchi con qualche stellina).
Se i concetti degli altri non ti piacciono o non li leggi oppure ribadisci con lo stesso linguaggio con il quale sono stati espressi.
Per quanto ne so io a Cuba amano Fidel e se così non fosse ribadisco che avrebbero (anche grazie agli americani) ribaltato il loro dittatore, così come prima avevano cacciato a pedate i capitalisti, amici degli americani, che opprimevano il loro paese.
IMPARA L'EDUCAZIONE E LA DEMOCRAZIA, QUELLA VERA NON QUELLA DEGLI AMERICANI, E RISPETTA LE OPINIONI DEGLI ALTRI.
Clausi Caludia
27 maggio 2005 alle ore 11:25x ELENA FERRACINI
ma chi sei? Lascia la gente scrivere liberamente ... ogni commento e' un commento!
Enrico Levorato
27 maggio 2005 alle ore 11:27La connivenza di Reporters Sans Frontieres con CIA e personaggi criminali come Otto Reich e' gia' stata segnalata in altri post.
Dispiace vedere Beppe Grillo fungere da propagatore di campagne create dalla propaganda anticubana e dimostrare ahime' in questo caso colpevole superficialita'.
Dispiace altresi' riscontrare come pontificare a sproposito su Cuba sia uno dei passatempi preferiti dagli italiani che, grazie alle piu' di 100 basi americane sul nostro suolo, ad un presidente del consiglio piduista amico degli amici e alla Gazzetta dell Sport del lunedi' - giornale piu' venduto (mi fermo a tre ma la lista e' infinita) si possono vantare di vivere in una grande democrazia e di disquisire circa il feroce e spietato dittatore sanguinario Castro dimostrandosi, ancora una volta, piu' piccoli del proprio premier.
Venceremos?
mauro mazzerioli
27 maggio 2005 alle ore 11:29Non vedo perchè mettiate tutti Cuba in prima posizione, è una realtà un po' malata... lo sanno tutti che gli Usa pagano scienziati, politici, terroristi, servizi segreti e molte prostitute per un proprio "tornaconto" contro quello che rappresenterebbe Cuba secondo la loro mentalità universale: il pericolo comunista.
E' come se in una rissa, nessuno se la pigliasse col più grosso, ma tutti dessero la colpa al più piccolo continuando a fare rissa perchè ha cominciato il più piccolo, è colpa del più piccolo, e il piccolo fa questo, il piccolo quà e là etc... secondo me è un modo per nascondersi e per poter continuare a fare quello di cui si ha paura di ammettere (vedi modello capitalista attuale)
Ancora peggio è nascondersi dietro Cuba accusandola di reprimere le libertà, demonizzando ogni forma di comunismo e sottobanco trarne profitto reprimendo la poca libertà che quel paese si può permettere.
In questo caso si tratta di bietto sciacallaggio e paraculaggine aguzzina.
A Cuba ad esempio, il sistema scolastico funziona benissimo, solo che non essendoci i soldi a causa degli Usa (nemico non indifferente per un paese solo), per cui i dottori fanno i tassinari ai turisti e le professoresse ogni tanto devono darla a qualche manager americano in vacanza.
Lo stolto direbbe che il dr. non gli va di fare niente e che la prof è semplicemente una troia.
La confusine però è l'arma del nemico.
Ed è il motivo per cui Tronk.Prov.& Co non subisce un linciaggio mediatico se è per questo.
Alex Morutti
27 maggio 2005 alle ore 11:34x ELENA FERRACINI:
ma se uno vuol dare del pirla a PALAZZANI non puo'???
bella questa...
Marco Antonello
27 maggio 2005 alle ore 11:37Il fatto che i cubani apprezzino e meno il loro Lider Maximo sono solo affari loro, il problema è che un'azienda italiana ne sostitene attivamente uno degli aspetti repressivi. La cosa interessante perciò è leggere la risposta del Sig. Tronchetti Provera. Se mai ne darà una.
Buona giornata a tutti
Giorgio Muccio
27 maggio 2005 alle ore 11:38La censura nei suoi vari aspetti, compreso l'abuso di notizie futili che occupano il posto di notizie d'interesse sociali, è l'evoluzione in salsa democratica della repressione della libertà di pensiero con olio di ricino e manganello.
Invito tutti ad andare sul sito di articolo21 per firmare l'appello contro la censura sul referendum del 12 e 13 giugno
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 11:40Palazzani:
"Mi spieghi perché Grilluccio nostro se la piglia tanto con Tronchetti ma dimentica il turismo sessuale (per me ben più grave sul piano etico di una joint venture)."
Perchè il turismo sessuale è una pratica disgustosa attuata da degli idioti col pisello al posto della testa e che spendono milioni ogni anno solo per buttarlo dentro a qualche ragazzina dalla pelle scura, perchè in Italia non gliela danno neanche se paga oppure non gli basta mai.
Persone del genere non conoscono la vergogna, ma anche se la conoscessero sarebbe sempre troppo tardi. Sono solo errori genetici, delinquenti che avrebbero dovuto morire molto, molto tempo fa.
Mentre prendere parte alla repressione di un popolo con la potenza di una multinazionale(anche se indebitata fino ai capelli) non è dettata da malattie mentali(in realtà sì, ma non mi soffermo), ma da motivi economici. Il che è disgustoso e senza giustificazioni.
Inoltre se la pratica della prostituzione diffusa è dovuta al fatto che se non la dai non hai come soddisfare bisogni primari perchè l'embargo ti impedisce di importare beni che Cuba non può produrre e devi comprarli al mercato nero...
Capito?
Leopardi:
Non vorrei essere polemico(è solo uno scambio di opinioni^__^)...però se un governo eletto democraticamente svolge pessimamente il suo lavoro, va tenuto comunque 5 anni. Mentre un regime può essere destituito in qualsiasi momento, proprio perchè non basato su una decisione popolare.
A Cuba basterebbe una rivolta.
Noi dobbiamo aspettare le elezioni. E nelle nostre condizioni non abbiamo neanche più chi votare.
Riccardo Galatolo
27 maggio 2005 alle ore 11:41mi ripeto:
agli imprenditori italiani dà fastidio solamente il comunismo EUROPEO!
quello cinese no, e a quanto pare neanche quello cubano...
e comunque meglio sotto Fidel che sotto a bush e al NANO MALEDETTO!!!
Luca Floris
27 maggio 2005 alle ore 11:42x Palazzani
Possibile che non ci arrivi? Secondo te gli immigrati cubani cercano di finanziare Castro o di aiutare la famiglia?? Guarda che questo discorso prescinde da cosa tu possa pensare di Cuba.
Magari al posto dei soldi potrebbero spedire direttamente panini con la mortadella
O magari delle cartoline? no!! anzi, cartoline con raffigurazioni di panini con la mortadella
Palazzani un buco con un culo intorno
come dice Megan Gale:
"e tuto intorno a te
."
Riccardo Galatolo
27 maggio 2005 alle ore 11:46Pallazzani!
non tutti vanno a Cuba x scoparele prostitute...
un mio caro amico ci ha trovato moglie!io a Cuba non ci sono stato e neanche a puttane, ma se vado a Cuba, o a Parigi, o a Brescia, o a Catrone sul Minchio e trovo una MAGGIORENNE che mi piace e ci stà, io ci scopo...
poi la prostituzione e i viaggi del sesso sono tutt'altra cosa...
e di puttane è pieno anche in Italia!
Marco Baz
27 maggio 2005 alle ore 11:49...volevo dire a Pallazzani (così va meglio?) adesso so che non potrò mai essere al suo livello culturale. Evidentemente la mia pochezza lessicale (non tutti siamo così fortunati per avere potuto acculturarci come lei) è talmente lontana dalla sua immensa cultura che nel farmelo notare testimonia quanto lei sia colto. Grazie per farmelo notare, ma non per la sua poca educazione. Io mi scuso per averla apostrofata come cilindro fecale. Per essere considerato da Lei poco colto, ed avermelo fatto notare, non pretendo scuse. Forse, però, lei dovrebbe fare lo stesso quei cubani che sono in italia.
MARCO CATONI
27 maggio 2005 alle ore 11:51E' TUTTO GIUSTO, DEL RESTO CUBA E' UNA DITTATURA DICHIARATA.
FIDEL POI E' VECCHIO E SICURAMENTE UN PO' RINCO.
PERO' IO HO TERRORE DI VEDERE COSA SUCCEDERA' A CUBA QUANDO FIDEL MORIRA'.
GLI USA SONO A GUANTANAMO DA UNA VITA PRONTI A FARE GLI AFFARI LORO.
LE ALTRE POTENZE ECONOMICHE GIA' CI STANNO METTENDO LE MANI ...
TEMO CHE DIVENTERA' UN ENORME BORDELLO.
E NON SAREBBE NEANCHE L'UNICO AL MONDO ...
SPERIAMO BENE ...
Marco Liminta
27 maggio 2005 alle ore 11:56Toh, adesso salta fuori che è colpa nostra se a Cuba i comunisti reprimono la libertà di parola...bene, un plauso, direi.
ottone ermini
27 maggio 2005 alle ore 11:57beh, visto che con la tutina rossa di star trek non lo hanno voluto neanche a Gardaland, il "pala" sta cercandola notorietà quì.
In pratica poi lamenta degli insulti ma in pratica dà delle "troie" a tutte le donne cubane. sempre più un bell'"esemplare" di coerenza: non sta neanche più nella pelle quasi, aspetta un post di Grillo per attaccarlo in ogni modo. Idee, come al solito niente.
Qual'è il tuo problema? sarà mica carenza d'affetto?
No.. sono sicuro che da qualche parte qualcuno ti vorrà bene come se fossi normale.
stefano leopardi
27 maggio 2005 alle ore 11:59per Petrilli:
figurati nessuna polemica sono contento di scambaire idee (a questo dovrebbe servire il blog, tornando a noi quella da te esposta non mi pare una buona argomentazione, il fatto che una persona o partito abbia preso il potere "non basandosi su una decisione popolare" è grave di per se, ma poi dire che è meglio perché con una rivolta si può destituire...minchia!
stefano leopardi
27 maggio 2005 alle ore 12:01per Petrilli:
figurati nessuna polemica sono contento di scambaire idee (a questo dovrebbe servire il blog, tornando a noi quella da te esposta non mi pare una buona argomentazione, il fatto che una persona o partito abbia preso il potere "non basandosi su una decisione popolare" è grave di per se, ma poi dire che è meglio perché con una rivolta si può destituire...minchia!
Francesco Romano
27 maggio 2005 alle ore 12:02petrilli,prendere le armi e rischiare di morire nn è una decisione?
claudio manca
27 maggio 2005 alle ore 12:02A favore di Cuba e tutti i paesi che cercano libertà.
E' con grande dispiacere che in questo periodo leggo notizie riguardanti Cuba e la sua crisi. Chiunque parli di Cuba parla esclusivamente di spiagge da sogno, belle donne, e dittatura feroce. Mi piacerebbe riflettere un po' sulla storia di Cuba che è anche quella di molti paesi dell'America Latina, del terzo mondo e di chi finora deve solamente sottostare al dominio dei superpotenti.
Questo stato è piccolissimo, ha un'economia condizionata da un embargo chiesto dalla superpotenza che la vorrebbe far sua. La popolazione gode di diritti (che in Italia sono PRIVILEGI) che in Europa stentiamo a raggiungere tra i quali: l'efficienza della sanità e il livello ed efficienza delle scuole. Tutto fatto nel loro piccolo paese, dove il cibo scarseggia, dove esiste la lotta al narcotraffico, dove esiste un piano politico contro il terrorismo (fatto anche dalla CIA).
Ci sarebbero tante cose a favore di Cuba che purtroppo non vengono divulgate. Forse a noi converrebbe controllare i nostri organi d'informazione, capire fino a che punto sono genuini o pilotati.
Grazie Beppe per l'opportunità e spero di creare un dibattito di conferme e di smentite anche per cercare di aprire gli occhi.
Francesco Romano
27 maggio 2005 alle ore 12:04scusa Petrilli intendevo leopardi
Francesco Romano
27 maggio 2005 alle ore 12:06perchè non conosciamo chi è il proprietario della banca d'italia?etica dell'informazione
Luca Floris
27 maggio 2005 alle ore 12:07Scusate l'OT
A TUTTI I SARDI PRESENTI SUL BLOG
C'è un Referendum regionale il 12/13 giugno 2005 di cui nessuno organo di stampa regionale parla...
Infatti il 12/13 giugno 2005, oltre che al referendum statale sulla fecondazione
assistita, si terrà in Sardegna il referendum regionale per l'abrogazione
della legge regionale n°8/2001 che consentiREBBE l'importazione in Sardegna di
scorie tossiche qualificandole come materie prime. La legge regionale n° 8,
infatti, consente l'introduzione di rifiuti di origine extra-regionale
da utilizzare esclusivamente quali materie prime nei processi produttivi
degli impianti industriali ubicati in Sardegna e già operanti alla data
dell'approvazione delle legge regionale, non finalizzata al trattamento
ed allo smaltimento dei rifiuti".
In questo modo, SECONDO ME, con la scusa di ulteriori lavorazioni di
impercettibili quantità, le scorie veRREBBERO fatte passare per materie prime e aggirando le normative Europee che impongono una documentazione sull'origine, il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti tossici, E si smaltIREBBERO in Sardegna scorie che SICURAMENTE nessuno al mondo vuole.
Queste scorie lascEREBBERO nella nostra terra MILIONI di tonnellate di residui
tossici con il loro contenuto di metalli pesanti e talvolta anche
radioattivi, estremamente nocivi per il territorio e per gli esseri viventi,
dei quali possono modificare (FORSE...) addirittura il DNA.
SECONDO ME, tutto ciò è incompatibile con il nostro popolo e con il nostro territorio.
E SEMPRE SECONDO ME, stravolgerà il giusto rapporto che la civiltà sarda ha stabilito con il
proprio habitat! Ciò non può essere tollerato, ANZI IO NON LO TOLLERO.
LA SARDEGNA NON PUO' DIVENTARE UNA DISCARICA ! , QUESTO ALMENO E' IL MIO PUNTO DI VISTA...
PERCIO' Il 12 e 13 Giugno
VOTA SI' CONTRO LE SCORIE, SEMPRE SECONDO ME, MA NON VORREI IMPORRE IL MIO PENSIERO A NESSUNO
OK?
Votando "SI'" viene abrogata la legge regionale n. 8/2001 e ripristinato
il comma 19 dell'art. 6 della Legge Regionale 24 aprile 2001 n. 6, recanti
norme in tema di rifiuti speciali, che cita: "E' fatto divieto di
trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire, nel territorio della
Sardegna rifiuti, comunque classificati, di origine extraregionale".
Passate l'informazione la vostra terra ve né sarà grata.
PS
Al gestore, grazie...
FORTZA PARIS!!!!
CI BOLINTI CODDAI CUSTA BORTA PURU...
Roberto Pitetti
27 maggio 2005 alle ore 12:07Cuba è un posto talmente contraddittorio che esprimere pareri definitivi mi risulta difficile.
E' comunque grave che si violi la libertà di informazione e di pensiero. D'altro canto in tutto il mondo (e tu ce lo insegni) più o meno velatamente l'informazione è controllata, vagliata, e spesso censurata.
Combattiamo per le libertà di qualunque tipo.
Ps prima volta che sono qui e mi ci trovo bene.
salutoni
Roby
stefano leopardi
27 maggio 2005 alle ore 12:07Per Romano:
è una decisione ma non delle migliori
claudio manca
27 maggio 2005 alle ore 12:07A favore di Cuba e tutti i paesi che cercano libertà.
E' con grande dispiacere che in questo periodo leggo notizie riguardanti Cuba e la sua crisi. Chiunque parli di Cuba parla esclusivamente di spiagge da sogno, belle donne, e dittatura feroce. Mi piacerebbe riflettere un po' sulla storia di Cuba che è anche quella di molti paesi dell'America Latina, del terzo mondo e di chi finora deve solamente sottostare al dominio dei superpotenti.
Questo stato è piccolissimo, ha un'economia condizionata da un embargo chiesto dalla superpotenza che la vorrebbe far sua. La popolazione gode di diritti (che in Italia sono PRIVILEGI) che in Europa stentiamo a raggiungere tra i quali: l'efficienza della sanità e il livello ed efficienza delle scuole. Tutto fatto nel loro piccolo paese, dove il cibo scarseggia, dove esiste la lotta al narcotraffico, dove esiste un piano politico contro il terrorismo (fatto anche dalla CIA).
Ci sarebbero tante cose a favore di Cuba che purtroppo non vengono divulgate. Forse a noi converrebbe controllare i nostri organi d'informazione, capire fino a che punto sono genuini o pilotati.
Grazie Beppe per l'opportunità e spero di creare un dibattito di conferme e di smentite anche per cercare di aprire gli occhi.
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 12:08Leopardi!
Ma no! Mi hai frainteso!^__^
Ovviamente la democrazia(quella vera) è mille volte superiore ad un regime di qualsiasi tipo.
Io intendevo dire che se compiamo un errore democratico(come se Hitler formasse un nuovo governo, metti), sarebbe un errore della maggioranza della popolazione, e nel bene o nel male per l'idea di democrazia che abbiamo avrebbero il diritto di governare per almeno 5 anni...con tutto quel che ne consegue.
A meno di una rivoluzione o un colpo di stato(e non una rivolta).
Mentre un uomo che diviene dittatore si espone direttamente alla possibilità di essere destituito in qualsiasi momento, perchè non è salito al potere con i voti di una popolazione, e non a tempo determinato.
Se un Premier sbaglia, ha comunque diritto a 5 anni.
Se un dittatore sbaglia, può essere eliminato in qualsiasi momento.(è per questo che i greci in guerra usavano la Tirannia come sistema politico)
Ovviamente può essere destituito se
a)la popolazione è discorde
b)la popolazione è informata
c)la popolazione può agire.
Il che, anche grazie a Tronchetti Provera, anche fosse possibile, non lo è.
In parole povere: per la democrazia deve esserci una base di "intelligenza" della popolazione superiore a quanto necessiti per un regime. perchè se la popolazione perde di vista la democrazia, finisce sotto un regime.
Guerre Stellari III è un buon esempio di quanto detto.
Simone Fineschi
27 maggio 2005 alle ore 12:08Per Rita Porrega,
riguardo al nome conta anche me. Il mio è vero come lo è l'indirizzo e-mail. Per certi versi ti dico che uno come Fede io lo ascolto solo quando ho voglia di ridere e mi manca Zelig. Solo una cosa.... la pagliuzza e Fede? o le fucilazioni cubane? Analizziamo la cosa con due metri di giudizio, credo sia giusto nei confronti delle vittime. Quelle vere.
Per Lala Sala,
ti ringrazio per l'apprezzamento e mi scuso per il linguaggio. Trovo però molto piu offensivo per la mia morale gente che esprime delicatamente messaggi allucinanti e dal contenuto subdolamente violento. A volte si urla, non sempre per rabbia, ma anche per disperazione.
Marcus Libero
27 maggio 2005 alle ore 12:10Petrilli in cerca di notorietà.......
Petrilli in cerca di notorietà........
petrilli...sei mai stato a roma?
è come essere a CUBA.(per via delle donne che ci sono)
ehehehehehhehehehehheh
max pagani
27 maggio 2005 alle ore 12:10scusate ma sono senza parole...d'accordo che qui tutti possono scrivere quello che vogliono e pensano (al limite vengono insultati) ma questa discussione sembra un comizio elettorale tanto è politicizzata. Perche' non si ammainano un po' di bandiere rosse con falce e martello e si prova a discutere un po' piu' obiettivamente? Adesso stai attento che viene fuori che Cuba è il paradiso delle libertà e che la dittatura sta qui da noi! Benissimo se è così chiunque può andarsene da qui e trasferisi a Cuba senza che nessuno gli dica nulla, peccato che nel caso opposto, se solo ci provi, il "buon Fidel" ti mette una palla nella zucca come ha già fatto con migliaia di persone che hanno provato ad andarsene dal quel "paradiso terrestre".
Domenico Pedullà
27 maggio 2005 alle ore 12:14"Chiedo a Tronchetti di dimostrare cos'è veramente l'etica prendendo una posizione pubblica sulla repressione che avviene attraverso la compagnia ETEC SA da lui partecipata."
credimi.... fatica sprecata!
saluti
lala sala
27 maggio 2005 alle ore 12:16X Simone Fineschi
giusto, però le idee e i pensieri civili vanno espressi con civiltà non per "formale educazione" ma per non fargli perdere forza.
Rispondere con laccatta formalità (o diplomazia) senza dire niente è facile ma lascia il tempo che trova (vedi i politici nostrani: dimmene uno che sia credibile).
Esprimere idee e proposte in forma civile fa pensare molta più gente (almeno tra quelli che volgiono pensare) piuttosto che le accuse e gli improperi che permettono a chi vuole di agganciarsi alle provocazioni, ma non stimolano riflessioni.
(ed è un parere ilmio, non un giudizio).
OT
per Marcus, please consolami, tasso fisso andrebbe meglio (se lo trovo!!)
Lala
stefano leopardi
27 maggio 2005 alle ore 12:17per Petrilli:
si però in "democrazia" almeno sai che se non ti dice culo con le elezioni anticipate, puoi rosicare al massimo 5 anni, nell'altro caso il tempo è incerto (come direbbe Giuliacci) e proprio perché il potere è stato preso "con la forza" non si faranno scrupoli ad usarne altrettanta per mantenerlo
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 12:17Libero:
riguardo al turismo sessuale?
Devi essere un cultore dell'argomento, allora(scherzo)
Lì le paghi meno
e puoi fare quello che ti pare
senza essere visto dalla polizia italiana
e da tua moglie
o dalla tua ragazza
e scoparti ragazzine di 11 anni.
Come definiresti persone del genere?
Che ci siano anche a Roma è colpa di altri criminali che ce le portano e di altri criminali che le scopano.
Non ho bisogno di notorietà...ne ho abbastanza, grazie a Dio ;)
A dopo!
gianni rotolo
27 maggio 2005 alle ore 12:18ma lol.
Mai stato a cuba, però vorrei sapere se sta meglio una prostituta in Italia o a Cuba.
VOrrei sapere se meglio un povero senza soldi a cuba o in Italia.
A milano vi dico: se non hai un euro non conti niente, 0 di zero, se poi sei extracomunitario vali ancora meno. E' facile fare i conti e criticare paesi in cui quasi nessuno ha ricchezza, perchè vivono in paesi poveri.
Cuba ha un solo difetto: è troppo vicina agli USA.
Se no non ne parlerebbe nessuno.
Marcus Libero
27 maggio 2005 alle ore 12:19lala.
tasso fisso IBSP di TO 20 anni
Oppure Bancaintesa strutturato 25 anni..
poi non dirmi che non ti avevo avvertito..
dimenticavo...Unicredit 100% di mutuo....
gianni rotolo
27 maggio 2005 alle ore 12:22e aggiungo: Fidel ha fatto tutto il meglio per il popolo cubano anche se ha fatto grandi errori come lo schierarsi con i russi durante la guerra fredda.
Del resto si sa, schierarsi contro i padroni del mondo non è conveniente ^^
anna paolini
27 maggio 2005 alle ore 12:22che dire.....rimanere senza parole.....lascia dell'amaro in bocca....
ma poi riflettendoci bene mi chiedo....
cosa mi deve sconvolgere di questa notizia sulla telecom, quando alla fine, facendo un esempio, si parla tanto di cina, anche dagli organi politici....e poi che fanno le grandi industrie??? bè semplice.....vanno ad aprire filiali dove usano bambini che non sanno cosa voglia dire la parola "ricreazione".....
si che dire
solo che mi vergogno di fare parte di una popolazione il cui karma prima o poi dovrà essere scontato....
e nonostante io nn la pensi uguale.....ci sarò in mezzo.....e dovrò scontarmelo anche io....
saluti a tutti
DELUSA ANNA
davide scaramuzzino
27 maggio 2005 alle ore 12:25per max pagani
Dal 1985 esiste un accordo bilaterale fra usa e cuba che consente di regolare il flusso di cittadini cubani verso gli usa.Tale accordo è stato sin dalla sua firma completamente disatteso dalle autorità americane, al solo scopo di rendere tragico e quindi spendibile mediaticamente la fuga dei "balzeros" verso la "amata" miaimi.A ciò bisogna aggiungere il rapporto stretto fra le autorità americane,gli anticastristi e la mafia cubana di miami,anchessi interessati alla disperata traghettata degli esuli de l'Avana.
Cordiali saluti.
Marcus Libero
27 maggio 2005 alle ore 12:25************************
PETRILLI!!!!
************************
MAI ANDATO CON UNA PROSTITUTA!!!
ma se vedo una bella donna sono mica scemo..no?
Il turismo sessuale è odioso, ma in un mondo dove tutto è commercio e profitto.
CORPORATION IN THE WORD
****************************************
LE CORPORAZIONI ECONOMICHE , hanno un obiettivo chiaro, eliminare la tassazione e il welfare, per farci pagare direttamente i servizi che oggi sono dello stato, e domani verranno distruibiti direttamente da loro, che sono nati solo per creare profitto.
Acqua, luce, gas, terra, aria, etere...tutto anche L APROSTITUZIONE, sarà privatizzato, e avrà un costo.
quello che oggi è invivibile, è il clima dove lo stato Ti ruba il 60 % di quello che guadagni, ma avendo privatizzato tante parti di aziEnde statali, paghiamo i servizi in pratica due volte.
ECCO PERCHè NON SI ARRIVA PIU' A FINE MESE.
O fallisce lo stato, o falliamo noi...possiamo pagare i costi a mala pena una volta, due sono troppi!
600 multinazionali, controllano il mondo.....
Meditate, quando andate a fare la spesa, quAndo fate prestiti, quando comprate auto...E QUANDO ANDATE A cuba(EHEHEH)
Aziende come la Renault, si vendONO le macchine trA stesse aziende Renault, solo per profitto.
Non investite in borsa...vi fottono i risparmi.
SVEGLIATEVI, LEGGETE, SVEGLIATEVI, LEGGETE!
Francesco Romano
27 maggio 2005 alle ore 12:27prendere le armi è una decisione se sia migliore o no dipende da che cosa si deve cambiare.
e logico che se ci fosse un'altra strada attuabile sarebbe sempre meglio di distruggere altre vite
Gino Latino
27 maggio 2005 alle ore 12:31Caro Beppe ,
provo a leggere qualche commento in riferimento al tuo articolo e la situazione e' la seguente :
70 % : insulti tra i commentatori
20 % : argomenti postati che c'entrano davvero come i cavoli a merenda (ne ho letto uno sul tfr , un altro sul referendum in sardegna .... decisamente inerenti al tuo articolo)
10 % : opinioni ....
Per quel 90% di zavorra , presumo che come accade a me , occorre una damigiana di novalgina per placare un terribile mal di testa .....
per cui ti chiedo ... vedi, se puoi, di metterti d'accordo con qualche casa farmaceutica per farci avere degli sconti su questi farmaci , almeno riusciamo a districarci in questa giungla .
Grazie comunque Beppe , sono quasi certo che tu convenga con me ..... sul fatto che i commenti dovrebbero rimanere sul tema da te espresso ... altrimenti diventa un inutile fritto misto ....
Grazie e buona giornata a tutti
G.
Francesco Romano
27 maggio 2005 alle ore 12:32Schietti hai iniziato a fare il comico al posto di Beppe?
Preferisco lui
Nicola Ditel
27 maggio 2005 alle ore 12:32FORUS - FORUM.... Fantastico quando a far pubblicità di questa finanziaria è la Dalla Chiesa nei messaggi pubblicitari all'interno del suo programma FORUM appunto. Secondo voi crea confusione il nome moooolto simile? Mah...
Paolo Mori
27 maggio 2005 alle ore 12:33Di hobby, Berlusconi non ne riconosce nessuno in particolare: "Gli unici veri hobbies sono lo studio e il lavoro". E infatti, come smentirlo? Se da studente di ginnasio, nell'ora di italiano, scriveva non uno ma tre temi, e poi passava gli altri due ai compagni meno dotati...
TRATTO DAL SITO DI FORZA ITALIA
Marcus Libero
27 maggio 2005 alle ore 12:33****************************************
CONSULENZA GRATUITA
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SAREBBE IL CASO DI PENSARE AD UNA FORMA COLLABORATIVA A MO DI MUTINAZIONALE DI POPOLO, GLI AMICI DEL BLOG DANNO CONSULENZA GRATUTIA SU VARI ARGOMENTI AI SOCI DEL BLOG....IN MODO DA RISPARMIARE FREGATURE.
IO MI PRESTO VOLENTIERI.
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Luca Rinaldoni
27 maggio 2005 alle ore 12:36Io a Cuba ci sono stato, non certo per ragioni di turismo sessuale, cinque anni fa. Concordo con chi dice che Cuba è un crogiolo di contraddizioni che non possono essere sintetizzati in slogan alla Pino Campagna. Una settimana è sicuramente poco, i posti visitati altrettanto (l'orrida Varadero che sembra una Gabicce tropicale, solo al ritorno ho capito che le spiagge più belle sono quelle del versante sud che si affaccia sul mar dei Caraibi e non quelle del Nord che si affacciano più banalmente sull'Atlantico; la bellissima Matanzas e quell'incredibile mix di Napoli, Barcellona e Manhattan che è L'Avana). Cercando di pormi senza impalcature ideologiche (a 20 anni durante gli anni di piombo ne avevo, oh se ne avevo, adesso un po' di meno) ho visto una decorosa povertà, poche macchine in giro, quasi tutte vecchie di una cinquantina d'anni (chissà come funzionano là le revisioni? Boh...) e comunque tutte rigorosamente di produzione americana (così come il dollaro era l'unica moneta con cui si poteva accedere ad acquisti), tanti camion che trasportavano decine di cubani accaldati (era la fine di febbraio ma a mezzogiorno si seuperavano tranquillamente i 30 gradi); il taxi che ci ha trasportato da Varadero a Cuba fermato 5-6 volte dalla polizia per controlli, quasi tutti di routine ma almeno uno non so quanto, col taxista trattenuto per una mezz'oretta e noialtri squadrati a lungo con modalità da guardie di confine cecoslovacche ma non degnati di una domanda; la gente in generale povera, allegramente povera, decorosamente povera, ma comunque un fenomeno mi ha colpito: io per abitudine non faccio elemosine a nessuno "per principio", a volte la coscienza mi rimorde ma porto avanti comunque la scelta: o la faccio a tutti e poi vado a chiederla io, o per non saper nè leggere nè scrivere non la faccio a nessuno. Ebbene, il mendicante-tipo italiano dopo un po' di insistenza ti molla e talora ti maledice in modo più o meno esplicito. A Cuba mai. Quanti ragazzotti scalcagnati ci seguivano e, non ottenuto alcun obolo, restavano comunque a chiacchierare con me che ero l'unico del gruppo che masticava un decoroso castigliano. A Napoli, Roma e Milano spesso mi sono dovuto difendere e/o arrivare a contraccare sulla mia scelta di non fare l'elemosina. A Matanzas e all'Avana mai. Ignoro come fosse la realtà di Budapest o Praga sotto il socialismo reale. E in queste lunghe chiacchierate ho registrato un malanimo più che comprensibile contro gli "yanquis" ma non una parola contro Castro, nonostante io avessi verso quest'ultimo un atteggiamento non certo di ostilità ma senz'altro, disemm inscì, "critico".
Basta. Nient'altro. Se si può parlare con onestà,umiltà e neutralità di quello che si è visto e si conosce senza indulgere in stereotipi credo che il dibattito ne guadagnerà.
Gian Luca Corso
27 maggio 2005 alle ore 12:40L'incapacità di usare il proprio senso critico per guardare liberamente anche alle mostruose questioni che riguardano i propri scheletri nell'armadio ( o quelli della propria fazione...) genera queste simpatiche cose. Si parla di repressione a Cuba, può essere largamente documentata senza che si ricorra alla solita argomentazione del complotto americano.
Castro non ha neanche consentito all'inviata dell'Onu, Christine Chanet, di mettere piede nell'isola per riferire dettagliatamente sulla precaria situazione dei diritti umani. Quasi trecento oppositori siano rinchiusi in luoghi da incubo come Combinado del Este, Canaleta, La Pendente, Ceramica Roja, Kilo 8 (nella provincia di Camaguey). Castro è, nella classifica di Forbes, uno degli uomini più potenti e ricchi della terra, sì ricchi perchè il suo patrimonio diponibile a vita è quello dello Stato cubano. I diritti politici a Cuba, semplicemente non esistono. Gli italiani vanno a far turismo a Cuba perchè piace e fa anche un po' intellettuale. Bene. Alcuni italiani dicono "ma guardatevi Berlusconi e lasciate in pace Castro". Castro è sicuramente in pace, in guerra ci sono costretti i suoi oppositori che si sbattono per cercare di far capire che i percorsi guidati per i turisti non sono la realtà di Cuba. Le carceri non sono visitabili. Di Berlusconi, ammesso che lo voglia, il popolo italiano si potrà libererare fra poco...personalmente per l'occasione non mi metterò in lutto. Di Castro come e quando e a quale costo si potrà liberare il popolo cubano?Quando smetteremo di difendere l'indifendibile per agitare una bandierina un po' scolorita?
Luca Rinaldoni
27 maggio 2005 alle ore 12:48E va bene, continuiamo così, facciamoci del male, diceva quell'acidone di Nanni Moretti ma in realtà per il banale motivo che i genitori della sua partner non conoscevano la Sacher Torte. Anche noi ci facciamo del male banalmente continuando ad indulgere in stereotipi e in esercizi di "pensiero per assoluti": a Cuba ci si va per trombare , a Cuba ci si va perchè fa figo, a Cuba ci si va per provare il mojito nello stesso bar in cui ci si sbronzava Hemingway.... Trovate civile etichettare le persone con queste modalità barbariche? Io credo che ci possano essere 1000 motivi diversi per andare a Cuba, magari si spera più d'uno, come per andare a Strasburgo o a Cormano....
Francesco Romano
27 maggio 2005 alle ore 12:52Il popolo cubano si potrebbe liberare da Castro se realmente lo volesse, come si liberò di Batista appoggiato dagli americani.
Ricordo che erano in 80 contro batista e america!
Se la dittatura di Castro fosse cosi' odiatà come quella di Batista, allora in 80 oggi farebbero meno fatica (magari con qualche aiuto dall'america che sarebbe dall'altra parte dello schieramento).
Luca Rinaldoni
27 maggio 2005 alle ore 12:55E sulla povertà ha ragione il grande Benigni quando, con l'Oscar fresco in mano, ringraziò in modo direi sublime il su' babbo e la su' mamma per "avergli dato il più grande dono: la povertà". Ieri sul tema finanziarie ladrone in quanti hanno detto che bisogna tirare la cinghia e imparare a fare i poveri invece di inseguire "falsi miti di progresso". Beh, un po' di coerenza....
mauro mazzerioli
27 maggio 2005 alle ore 12:57Avete rovinato il Blog, avreste dovtuo dire che pensate "solo" riguardo a quello che ha scritto Grillo e basta, non riempite il blog di polemicuzze, non stiamo in un Forum!
Grillo ha evidenziato un paradosso capitalistico. Ed io ho postato questo:
http://www.beppegrillo.it/archives/2005/05/etica_della_rep_1.html#c37373
Punto, non vomito addosso a nessuno, non scrivo cose inutili, non faccio sprecare tempo a chi legge, non sono un troll, come tanti altri.
anna paolini
27 maggio 2005 alle ore 12:58X LUCA RINALDONI
le faccio una proposta o lo veda come un consiglio.....
primo provi a vivere all'avana in qualche famiglia dove ogni gg mangierà riso e fagioli, stia con loro giorno e notte....e vedrà che prima o poi il malumore verso castro salterà fuori.....
secondo
quando va in un paese dove è certo che la povertà la fa da padrona....x favore....non faccia voti alla madonna o nn so a chi forse al dio che sta in lei.....di non fare elemosine.....
provi a viaggiare sui loro mezzi di trasposrto invece dei taxi.....e i soldi che avanzano li dia a qualcuno con i quali magari potrà comprarsi una bistecchina di carne....
mi scusi sa.....ma se è andato fino a cuba sono certa che un cento euro da "sperperare" in questo modo se le possa "permettere"
saluti a tutti
anna
Rita Porrega
27 maggio 2005 alle ore 12:58@ Simone Fineschi
Non mi permetterei mai di ironizzare sulle fucilazioni, in qualsiasi paese avvengano!
Fede per ora è una "pagliuzza", ma può diventare anche un "tronco"...bisognerà vedere come e quanto si lascerà strumentalizzare!!!
Rita
P.S.: Anch'io lo guardo.... ma non quando ho voglia di ridere (....perchè da ridere c'è veramente poco!),ma quando voglio vedere a che punto siamo arrivati!
Riccardo Palazzani
27 maggio 2005 alle ore 13:02Caro Floris
cito:Possibile che non ci arrivi? Secondo te gli immigrati cubani cercano di finanziare Castro o di aiutare la famiglia??
Non conta quale sia l'intenzione ma il risultato. Se Grillo sentenzia contro Tronchetti perché lo definisce complice di Castro (e stando ad alcuni andrebbe per questo, il Tronchetti, ringraziato visto il bene che ha fatto ai cubani la dittatura castrista) allora, per semplice coerenza logica, dovrebbe sentenziare contro TUTTI coloro che volontariamente o meno, consapevolmente o meno, finanziano la dittatura.
anna paolini
27 maggio 2005 alle ore 13:03x mauro mazzerioli
ne avrei una anche x lei
mi scusi tanto sig. mauro
a parte qualche castroneria folle....
lei sa cosa vuole dire dare una notizia???
credo di si....
la notizia la si da
uno legge, riflette, magari dice la sua, o magari in seguito a quella vengono fuori altre cose....
si chiama libertà di espressione...
poi chiaramente ringraziamo che lei esiste.....
come grillo....
ma sa......siamo in tanti.....
lei ha la libertà di scegliere cosa leggere.....
che bello poterlo fare....non trova???
saluti a tutti
Riccardo Palazzani
27 maggio 2005 alle ore 13:06X Petrilli
quinid, se ho ben capito il suo pensiero, visto che quelli che fanno turismo sessuale sono dei maiali irrecuperabili, nella lista delle priorità scivolano direttamente fuori?
Onestamente, se dovessi fare una lista dei problemi che affliggono Cuba e che riguardano il nostro paese, il turismo sessuale e lo sfruttamento della prostituzione, erano decisamente molto più in alto di una joint venture che al massimo permette a Castro di controllare le telefonate.
La bambina di 11 anni abusata x fame è meno importante della Telecom?
giuseppe castro
27 maggio 2005 alle ore 13:07strano che nessuno parli del messico, dove gli indigeni vivono come bestie, dove i diritti per la maggior parte del popolo non esistono, dove la ricchezza è in mano a sceicchi, Americani agli Italiani e agli altri mangia mangia....
Ah dimenticavo è colpa di che guevara !!
A no scusate sono cose che non esistono perchè in messico non c'è un dittatore spietato come FIdel.
Ragazzi FIdel ha salvato cuba, o almeno ci ha tentato, lui vuole solo la libertà del suo popolo, libertà da quei cani che mangiano tutto ciò che c'è sulla terra !!!!
Ma io mi chiedo come si può difendere quei porci ancora oggi !!
Luca Rinaldoni
27 maggio 2005 alle ore 13:08Disse il filosofo ed epistemologo Gregory Bateson: la prima cosa che puoi fare per capire il mondo è "fai una differenza". L'importante è capire che ogni differenza è relativa e parziale, e la molteplicità del mondo nasce dall'intreccio di migliaia di differenze che si intersecano. Ma una differenza che risalta in codesto blog come in quasi tutti gli altri è quella tra chi parla con onestà e senza ipocrisie di quello che sa e che ha visto, conscio delle sue contraddizioni, e chi ha una metafisica capacità di fare la morale ragionando per preconcetti e sconfinando nell'anatema. E del resto è sulla tutela di queste differenze che cerca di fondarsi la nostra pericolante democrazia (pericolante perchè quasi nessuno di noi ne è degno). Questo blog (ecco, passando dal codesto al questo me ne riapproprio) resta uno straordinario spazio di espressione e confronto.
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 13:13 A Noi vengono a parlare di informazione e libertà di stampa...e a noi chiedono partecipazione? Sembra incredibile...
Ricordo poi che fà ed ha sempre fatto comodo attaccare la mancanza di Libertà a Cuba, la povertà, il turismo sessuale...
Però nessuno si ricorda mai quel fazzoletto di democraticità che in tutti i modi gli Stati Uniti hanno occupato e difeso, circondato da km di terreno minato (e indovina a tutt'oggi chi è che salta in aria...) e dove si perpetuano i crimini peggiori che l'aberrazine umana riesce a concepire: Guantanamo.
Nessuno si ricorda come è morto il loro più grande Leader rivoluzionario(Cheguevara) o quell'episodio di "sponsorizzazione democratica" che fù la baia dei porci...
Senza contare i decenni di embargo...
Con questo non voglio certo discolpare le incarcerazioni dei dissidenti o altri episodi liberticidi, ma spezzare una lancia a favore di un paese che ha veramente dovuto organizzarsi e crescere da solo (Non hanno certo sfruttato gli ingenti investimenti del piano Truman, loro...)e che ha vissuto in maniera gravissima le conseguenze più dure dello scontro tra Superpotenze.
E' sempre bene ricordare che le aberrazioni di quel periodo storico ci sono state dall'una e dall'altra parte (noi poi, con la nostra storia ed i nostri "segreti di stato", dovremmo capirlo ancora meglio...); che se da un lato si condannava il blocco di berlino, poi si faceva altrettanto a Cuba. Che pur denunciando le installazioni miss. di Cuba gli US le avevano in Turchia già da parecchio tempo. Senza parlare poi della Nato...
Insomma, un paese figlio della lotta per l'esistenza, la sopravvivenze. Che ha ripudiato forse in maniera troppo netta una parte del sistema economico mondiale, isolandosi (?), autoamministrandosì.
Con ciò non mancano gli aspetti positivi (come il sistema sanitario: tasso di mortalità infantile bassissimo (il più basso di tutto il continente!"Il dottor Hiroshi Nakajima, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha affermato che "Cuba può insegnare molto al mondo sul modo di affrontare i problemi della salute nelle circostanze difficili che sta vivendo l'umanità". Questa frase sintetizza il riconoscimento e l'ammirazione internazionali per quello che è riuscito a fare questo piccolo grande popolo di Cuba.") così come quelli negativi...ma come diceva Gesù, chi è senza peccato...(Fresca fresca..."Madrid, April 10 (Prensa Latina).- An energetic denounciation of the terrible conditions five Cubans jailed in the US for fighting terrorism are undergoing has been made by Olga Salanueva, the wife of one of these political prisoners"
Mi indignerei anch'io fossi Cubano (e avessi già mangiato!) per questo ennesimo tentativo di Colonialismo commerciale...("Cuba condanna il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni.
Cuba non permetterà mai che il suo territorio venga utilizzato per azioni terroristiche
contro il popolo degli Stati Uniti o contro qualsiasi paese.
Cuba rivendica il diritto a difendersi contro il terrorismo
FIDEL CASTRO
Da oltre quarant'anni negli Stati Uniti come risulta anche da documenti del Governo statunitense, ora declassificati vengono progettate, finanziate, promosse, favorite e attuate azioni contro Cuba che vanno dall'invasione armata all'assassinio dei dirigenti della Rivoluzione, dagli attentati contro persone o beni alla diffusione di malattie epidemiche, dalle trasmissioni radio-televisive illegali che incitano a commettere atti criminali o di guerra, al finanziamento e all'addestramento di gruppi paramilitari per azioni armate sul territorio cubano. Tutto questo è terrorismo.
Questa situazione ha avuto e continua ad avere un costo per Cuba. Finora i danni materiali ammontano a circa 54.000 milioni di dollari. Per i danni al popolo cubano non si possono fare stime in dollari: le 3.478 vittime o i 2099 feriti si possono solo contare e si può solo condividere il dolore arrecato alle famiglie e al popolo cubano.")
E' Che dire del'Urss(Ex) tanto pronta a schierarsi e a difendere il loro "Baluardo Socialista", così come a cedere ed a passare sul tavolo delle contrattazioni commerciali.
Sono stati abbandonati, isolati in un conflitto ideologico (ma non solo, a tutt'oggi Cuba esporta solo verso Russia(?) Messico e nussun altro paese:
"negli Stati Uniti non è possibile importare alcun prodotto da qualsiasi paese del mondo che contenga anche in una minima percentuale materia prima proveniente da Cuba.
La nave che attracca ad un porto cubano non può per sei mesi fare scalo nei porti statunitensi.
Ai dirigenti di una impresa (e ai loro familiari) che abbia relazioni economiche con Cuba è negato il visto di ingresso negli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti proibiscono a entità di paesi terzi di riesportare a Cuba prodotti di origine nordamericana, a meno di un'approvazione del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Di fatto le richieste relative sono sempre state respinte").
Si parli di Embargo o di Blocco, quello americano è comunque un atteggiamento criminale, che costa la vita e getta in condizioni di miseria un intero paese.
Trovo normale che molta gente fugga, abbagliata dal (falso) luccichio delle cosidettè "Democrazie Occidentali".
Penso ad una stampa oggettiva che rappresenti i danni, gli sfaceli e la degradazione creati dalle ingerenze e dai blocchi (=minacce) americani, contrapponendoli con le incarcerazioni dei dissidenti e le "mancate" libertà, dipingendo un quadro oggettivo e comprensibile di uno scontro ancora vivo.
Ed ancora parleremo della presenza sul suolo Cubano ripeto, di una installazione di tortura e repressione politica come Guantanamo.
A noi venite a chiedere di essere garanti, ma di cosa? Io Tronchetto ce lo manderei a Cuba, ma da solo...
Io tra Bush e Fidel preferisco di gran lunga il secondo.
giuseppe fidelfi
27 maggio 2005 alle ore 13:13Scusate ma se una nazione intera non si rivolta, significa che sta bene così!? Evidentemente i cubani non hanno intenzione di uscire da quella situazione...e poi credete che la nostra è una società più libera di loro? siamo veramente liberi noi italiani!? chiediamoci questo prima guardare le altre nazioni.
viva l'italia ....quella vera!
Yang Chenping
27 maggio 2005 alle ore 13:15> http://www.free-people-world.com/3/discorsi-opinioni/schietti/2005/03/neoliberalismo-e-scemenza-collettiva.html
Anche per oggi la porzione quotidiana di globalismo è servita.
claudio manca
27 maggio 2005 alle ore 13:17è giusto ricordare le guerre scomode, quelle che l'etica della repressione dei potenti non vogliono che si menzionino...
RIFLETTETE SU TUTTE LE COSE INGIUSTE, ANCHE SU DUE PAROLE CHE SI DICONO SU GUERRE "NASCOSTE" CHE NON INTERESSANO PERCHE' NON C'E' DI MEZZO L'ECOCONOMIA DEI POTENTI. Perchè il problema non è Cuba o Fidel ma le distorsioni volute delle notizie.
claudio manca
27 maggio 2005 alle ore 13:20X MARIO SCRAFOGLIA
Viva la sintonia
Ilario Moresco
27 maggio 2005 alle ore 13:28Ma povero il Tronchetto, tutti lo criticano, nessuno lo capisce! Solo Afef, tra una visita ginecologica e l'altra, gli dedica 5 minuti rispondendo sempre "sì" mentre sfoglia interessata l'ultimo numero di Cosmopolitan.
E poi caro il mio Beppe ricordati che dove ci sei tu non c'è lui. Parole del Tronchetto, mica pizza e fichi!...
Simone Maccanti
27 maggio 2005 alle ore 13:35E BASTA CON STA PRESUNTA DITTATURA ITALIANA...
ne ho pieni i maroni di sta storia! Mi riferisco a tutti quelli che, non sapendo cosa dire, parlano della pseudo-dittatura Italiana: informazione pilotata, Berlusconi Premier e via dicendo... cosa vi devo dire, emigrate in Spagna o in Svezia!
Vi faccio una domanda: ma siete veramente convinti che quando arriverà San Prodi a liberare l'Italia dalla dittatura poi cambierà davvero tutto??
Ecco appunto vi siete risposti da soli... impariamo intanto ad andare a votare, cosa che solo il 60 % degli italiani fa!
lidia tirina
27 maggio 2005 alle ore 13:39Da ieri non vi recevo più!!
sono disperata!!!
che sucede?
Luca Rinaldoni
27 maggio 2005 alle ore 13:40Alla fin fine viene comunque da dire che, lasciata aperta la querelle di quanto e come sia scandaloso e umanamente non condivisibile il regime castrista, rasenta l'evidenza la percezione che, sì, con tutto quello che Tronchetti Provera sta combinando in Italia, il fatto che prenda dei soldi da Cuba piuttosto che dal Liechtenstein rientra per così dire nei sintomi collaterali irrilevanti e trascurabili di una patologia che ha ben altri connotati di inaccetabilità e che forse stavolta lo sdegno di Grillo poteva orientarsi su temi più decisivi della nostra realtà nazionale. Aggrediamo il teorema e lasciamo perdere i postulati.
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 13:41 Gracias.
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 13:54Maccanti:
"Mi riferisco a tutti quelli che, non sapendo cosa dire, parlano della pseudo-dittatura Italiana: informazione pilotata, Berlusconi Premier e via dicendo..."
La gente sta emigrando, non temere.
Comunque tra quelli che non sanno cosa dire ci sono giornalisti, economisti, avvocati, ingegneri, pubblicitari, personaggi della televisione. Italiani. E stranieri.
E nessuno dice che Prodi rimetterà a posto le cose. Si tratta di scegliere tra il peggio e il pochino meno peggio.
Gino Pasquino
27 maggio 2005 alle ore 13:55 REFERENDUM: RUINI RINGRAZIA CATTOLICI PER IMPEGNO
Vorrá dire "disimpegno", Sua Eccellenza....
Salute e Frasca
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 14:00Palazzani: Macro
e Micro
sociologia.
Per impedire alla gente di andare a scoparsi le ragazzine andrebbero posti dei filtri molto più ampi di quelli su turismo e giornalismo.
Tessera di "turista sessuale". Da portare sempre appeso alla camicia, in tutti i locali e per strada.
Sei venuto solo per turismo e ti fotti una minorenne? Arrestato. Senza estradizione. O con estradizione e gogna.
Per la telecom e tutte le imprese...quindi anche Google in Cina collaborazioniste invece ci dovrebbero essere delle Norimberga.
Il tutto è un dovrebbero, perchè l'onestà è sotterrata nei corpi dei potenti.
Rita Porrega
27 maggio 2005 alle ore 14:06@ SIMONE MACCANTI
Mai pensato che con Prodi cambierebbero le cose e sono d'accordo con te che gli italiani dovrebbero andare a votare sempre e comunque e non soltanto quel 60% che già lo fa (...io comunque l'ho sempre fatto!) e non è neanche giusto lasciare la scheda bianca.....ma il problema, forse è proprio qui:la gente non va a votare perchè non SA chi votare, non SA dov'è l'alternativa...Allora, mi risponderai tu, non si può lamentare di quelli che si ritrova al Governo!
Giusto, ma io Berlusconi non l'ho votato e ce l'ho ugualmente!!!!
Rita
Riccardo Palazzani
27 maggio 2005 alle ore 14:07Caro Petrilli
la morale di questa storia è che comunque vada sti cubani devono sempre farsi fottere :-)
Poveracci, speriamo che la morte di Castro li liberi da questo giogo.
lala sala
27 maggio 2005 alle ore 14:16X Rita Porrega
qualcuno l'ha votato, ed era la maggioranza.
(si può pure pensare che fossero voti tarocchi, ma se alle prossime vince Prodi&co, saranno voti tarocchi pure quelli?)
Si chiama democrazia.
Se poi si pensa che è meglio un dittatore che con una rivolta se non ti sta bene lo cambi...
Bhò, sono molto perplessa.... forse anche un po' ottusa. Ci deve essere qualcosa che non ho capito, o forse ho capito che per molti (per fortuna non tutti, e spero non la maggioranza) che si autoproclamano di sinistra, una dittaturina è meglio di un governo liberamente (anche se poco oculatamente) votato.
E poi si fanno proclami contro il portatore nano che avrebbe creato un regime.
Già, c'è molto non capisco...
Gian Luca Corso
27 maggio 2005 alle ore 14:25"Io tra Bush e Fidel preferisco di gran lunga il secondo."
Auguri, un bel trasferimento nel Paradiso terrestre non è all'ordine del giorno?
Se ci si sente in dovere di oggettivizzare occorre dare un peso ad un dato oggettivo. Bush può far schifo, la sua politica è opinabile, viene largamente criticata per primo nel suo Paese, al massimo può provocar danni per la durata di due mandati per un totale di otto anni e, piccolissimo particolare, è scelto per elezioni. Capisco che alcuni preferiscano le rivoluzioni, de gustibus, ma le elezioni parrebbero ad un democratico ancora un buon sistema per scegliere una leadership politica.
Fidel si è autonominato guida di una nazione tramite la leadeship di un processo rivoluzionario circa quarant'anni fa (ottanta rivoluzionari dice qualcuno...), ha mantenuto iol potere con la forza, la sua politica non è opinabile in patria ma solo ed esclusivamente dai dissidenti all'estero (a sentire alcuni dei sostenitori espetrni dell'Havana, essi sarebbero sempre schiavi del Satana americano.. sembrerebbe quasi che anche all'estero la politica di Fidel non sia opinabile), la dissidenza è un reato punibile con il carcere, la tortura e la morte a Cuba quindi è assolutamente un controsenso affermare che se i cubani volessero rimuovere il regime lo rimuoverebbero (!?!?!?!?). Semplicemente nei sistemi autoritari e in quelli totalitari non è ammessa dissidenza, il problema dell'alternanza di governo non c'è, non esiste. Il non allineamento si reprime. Nei casi migliori c'è il carcere o il confino, nei peggiori la morte per reato politico. Quindi volendo si può oggettivizzare, a meno che di non voler a tutti costi sfuggire all'argomento per rincorrerne altri (il Messico, la Baia dei Porci, la guerra Fredda, le fasi lunari son tutte cose intereassanti ma cosa cacchio centrano con il permanere di uno stato dittatoriale a Cuba?). Io penso che per l'Havana il blocco "criminale" statunitense (ma una nazione può scegliere o no con chi commerciare?!?) sia un alibi. Si tiene in piedi la stessa tensione che ha caratterizzato la guerra fredda, per cercare un motivo di coesione all'interno, visto che probabilmente la coesione non si può trovare diversamente. Inoltre evocare continuamente l'embargo per giustificare una dittatura, per caso, non fa il gioco della dittatura? L'embargo leggittima la repressione, la negazione dei diritti politici? L'embargo legittima il potere assoluto di Fidel nei secoli dei secoli?
Gino Pasquino
27 maggio 2005 alle ore 14:26A proposito di Cuba!
Gent.mo nonché stimatissimo Beppe Grillo da Genova!
É facile essere "democratico" in un Paese dalla pancia piena occidentale ed europeo. Ma vorrei vedere te, a qualche km dagli Yankees, ai quali da fastidio un Paese che con una rivoluzione ha voluto conquistarsi una propria indipendenza, con una forma di Stato Socialista.Perché da fastidio?Perché non si puó assoggettare al volere degli Yankees, che stanno schiavizzando il sudamerica(e non solo...) succhiandole le risorse, solo per far star bene gli Yankees!
Finanziano di tutto per far cadere Castro, alla faccia della libera determinazione e sovranitá nazionale dei Paesi!Contemporaneamente fabbricano false prove per entrare nei Paesi ove ritengono che siano lesi i loro interessi, portanto sangue e morte(dove sono le armi di distruzione di massa in Iraq?e Bin Laden in Afganistan?Se dovessero cercare un terrorista italiano, verrebbero con l'esercito ad occuparci?)! Temo per Cuba, perché prima o poi Castro morirá....
Salute e Frasca
Simona Pianosi
27 maggio 2005 alle ore 14:31Penso che il torto stia da entrambe le parti: è deplorevole e scandaloso il blocco economico esercitato dagli USA contro Cuba, ma i problemi di Cuba sono anche da imputare a un sistema che nega la dignità e la libertà della persona.
Comunque sia, molte volte mi chiedo se gli Stati Uniti non siano veramente "El Diablo" sulla terra...
fabio manfredi
27 maggio 2005 alle ore 14:33Vorrei ricordare che R.S.F è stato pagato a suon di bigliettoni verdi dalla C.I.A per esercitare pressioni su Cuba e "deviare" l'opinione internazionale. A mio parere Castro è a capo di un regime. Vorrei però che la situazione fosse vista in un quadro più generale, comprendente un embargo ai danni di Cuba che dura da oltre 40 anni. Inoltre mi chiedo, in quale paese, tra quelli in via di sviluppo, esiste una vera democrazia, fate una conta e poi rispondetemi. Per concludere non credo che Tronchetti Provera abbia fatto una cosa giusta, e che troppe poche volte è stato messo sul banco degli imputati dall'opinione pubblica, ma questa è un altra storia.
marco baz
27 maggio 2005 alle ore 14:35...............grazie pallanzani per avere rsposto. Forse ho chiesto troppo.
Riccardo Palazzani
27 maggio 2005 alle ore 14:35Ma chi è sto "pallanzani" che spesso nominano?
Eppure non posta mai.
:-)))))))))))))))))))
Michele Riva
27 maggio 2005 alle ore 14:39PALLANZANI
è uno che racconta PALLE
o se si preferisce
PALLANZANI è l'unione di "PALLE" + "PANZANE"
meglio di cosÌ ;-)
giovanni catalonga
27 maggio 2005 alle ore 14:41UAZUAZUAZ
A tutti quelli che si fanno portavoci delle libertà negate !!!
Di libertà negate ce ne sono miliardi sulla terra !
Non scherzo col numero MILIARDI di uomini hanno libertà e diritti negati.
Ora vorrei chiedervi se siete CONSAPEVOLI CHE se giustizia ci sarà, il giorno nel quale LORO si ribelleranno verranno da voi paladini della libertà a prendervi a calci in culo e farvi subire tutto ciò che loro oggi subiscono.
MEDITATE perchè non è Cuba il problema, sono i miliardi di asiatici, i milioni di africani, i milioni di arabi che sono il vero problema.
Le carceri esistono in ogni paese, non vedo perchè quelle cubane devono essere peggio di quelle di altri paesi , poi a parlare siamo noi italiani , con le carceri piene di ragazzi colvepoli solo di essere nati poveri e ignoranti!!
Suvvia cerchiamo di essere più obiettivi.
marco baz
27 maggio 2005 alle ore 14:43Ha ragione...la persona a cui mi riferisco è il Sig. Riccardo Palazzani (forse della Palazzani Industrie SpA - Paderno F.C. Brescia)
Riccardo Palazzani
27 maggio 2005 alle ore 14:45Esatto signor Baz, vede che quando vuole le riesce di fare ctrl+c e ctrl+v.
Complimenti!
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 14:47Lala.
Trasforma per un attimo la politica in un palcoscenico.
Hai pagato per vedere un comico, fai conto.
Ma lo spettacolo fa schifo.
La pubblicità era deliziosa, ma il comico non fa ridere nessuno. Non puoi chiedere indietro i soldi, perchè ti sei fatto attrarre dalla pubblicità...hai pagato...nessuno ti ha chiesto niente.
Puoi solo andartene prima della fine, sconsigliare lo spettacolo, scrivere una pessima recensione se sei un giornalista.
Cambio di scena: tu sei andato a vedere uno spettacolo di cui non sai niente, ma a un certo punto sul palco sale un tizio qualsiasi e inizia a fare LUI lo show.
Se è un talento divertente può anche restare(magari per quei 10 minuti prima dell'inizio del vero spettacolo)...ma se è un deficente qualsiasi, qualcuno sale sul palco e lo butta fuori.
La democrazia è un'arma delicatissima. è un rasoio che può diventare a doppio taglio. La dittatura è una scure.
Ovviamente come impostazione è migliore la democrazia! Però bisogna stare attenti, e molto.
Ora se vuoi fraintendere, fraintendi.
andrea riberti
27 maggio 2005 alle ore 14:47Non esiste scusante alla dittatura, sia essa di sinistra o di destra. C'é ancora chi ricorda con nostalgia Stalin o Mao. Ma altro non sono stati che criminali sanguinari al pari di Hitler o Pinochet. A Cuba vi è una dittatura. Forse non sanguinaria come quelle citate sopra, ma di regime duro si tratta. In fondo basta chiederlo (se fosse possibile) a chi si vede incriminato e imprigionato "SOLO" per la raccolta di firme, per chi osa non pensarla allo stesso modo. (A Cuba si finisce in prigione perché si fanno petizioni mentre in Europa, ove votare, far firmare, eleggere, non solo è un diritto ma anche un dovere, la partecipazione langue; raramente si raggiungono quote elettorali che onorino la "democrazia"). E' vero, gli Stati Uniti aggrediscono l'Isola indecentemente da sempre e io in fondo tifo per Cuba. Ma proprio perché ho molta simpatia per lei, ogni volta che vedo i diritti umani calpestati sento tanta rabbia: l'opposizione democratica fa bene, è necessaria, rappresenta lo spirito critico che eviti le derive del potere. Ho lavorato in Nicaragua durante la Rivoluzione Sandinista, credendo in quel moto di popolo e nella buona fede del Governo. Ma che delusione constatare che a molti dignitari sandinisti non faceva affatto schifo circondarsi di tutti gli orpelli del capitalismo, quando la gente comune faceva fatica a trovare una tanica di benzina, un pezzo di pane, un litro di latte. A Cuba è forse diverso?
Andrea
Luca Rinaldoni
27 maggio 2005 alle ore 14:52Marco M., dammi l'indirizzo del tuo pusher....
Simona Pianosi
27 maggio 2005 alle ore 14:58Caro Andrea,
Concordo pienamente con te, nessun tipo di dittatura è scusabile e giustificabile. Su questo non ci piove. Ma Castro che 'resiste' all'egemonia degli Stati Uniti rimane comunque grande, purtroppo a discapito della sua gente.
lala sala
27 maggio 2005 alle ore 15:01x Niccolò Petrilli
no, non credo di fraintedere, è che mi pare che in genere quello che sale sul palcoscenico a scacciare il cattivo comico, non lo faccia con lo spirito di dire "ragazzi questo faceva schifo e lo cacciamo. Vediamo che fa il prossimo."
In genere quello che sale sul palcoscenico per "liberare", ha come mira più quella di subentrare allo scacciato che quella di liberare gli spettatori.
Grazie, ma io preferisco lo spettacolo interettivo.
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 15:03 Rispondo
Per quanto riguarda:
"Auguri, un bel trasferimento nel Paradiso terrestre non è all'ordine del giorno?"
Col dovuto rispetto, coi tuoi consigli e col tuo sarcasmo mi ci pulisco il c..o.
"al massimo può provocar danni per la durata di due mandati per un totale di otto anni "
Mi fai quasi compassione! Se per te, la guerra in afghanistan, in Iraq (e chissà chi saranno i prossimi), la deligittimazione in seno all'onu (hai presente l'onu, quella che oggi non conta più un c...o!)e le decine di migliaia di morti (di Guerra!) di tutte le "Fazioni", rapimenti, torture nei campi di prigionia, etc etc sono poca cosa DIO CI SALVI! e tutto in cinque anni! te lo immagini in otto!
"Quindi volendo si può oggettivizzare, a meno che di non voler a tutti costi sfuggire all'argomento per rincorrerne altri (il Messico, la Baia dei Porci, la guerra Fredda, le fasi lunari son tutte cose intereassanti ma cosa cacchio centrano con il permanere di uno stato dittatoriale a Cuba?). "
E che un problema mio se non ci arrivi? Se non capisci che un regime, come quello castrista era la risposta ad una ingerenza, violenta e autoritaria, inserita nel contesto dello scontro tra modello capitalistico e modello socialistico, è colpa mia?
Se non capisci che gli arresti dei dissidenti, l'incarcerazione o l'espulsione sono risposte, dure, a tentativi armati di occupazione dell'isola (non sò se l'hai studiato, ma solo la minaccia di uso dell'atomica da parte dell'Urss evitò una seconda INVASIONE, AGGRESSIONE e OCCUPAZIONE del suolo Cubano.
Non è colpa mia se non capisci che sono ritorsioni per ciò che da decenni accade a Guantanamo (ma anche mooolto recenti no? vedi iraq...) dove cubani non-dissidenti venivano arrestati, torturati, uccisie fatti sparire.
Non è colpa mia se non capisci che la ragione non stà ne di "qua" ne di "La", ma la si deve CERCARE nel mezzo.
" Io penso che per l'Havana il blocco "criminale" statunitense (ma una nazione può scegliere o no con chi commerciare?!?) sia un alibi."
NO COMMENT
Lascio al resto dei lettori del blog l'ardua sentenza su questa tua affermazione, e vediamo cosa viene fuori...
Cordiali saluti
"negli Stati Uniti non è possibile importare alcun prodotto da qualsiasi paese del mondo che contenga anche in una minima percentuale materia prima proveniente da Cuba.
La nave che attracca ad un porto cubano non può per sei mesi fare scalo nei porti statunitensi.
Ai dirigenti di una impresa (e ai loro familiari) che abbia relazioni economiche con Cuba è negato il visto di ingresso negli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti proibiscono a entità di paesi terzi di riesportare a Cuba prodotti di origine nordamericana, a meno di un'approvazione del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Di fatto le richieste relative sono sempre state respinte"
..non ho resistito...
ercoli alessandro
27 maggio 2005 alle ore 15:12ma lasciatelo stare Fidel
avrà le sue pecche, ma perchè noi qua siamo totalmente liberi come si dice,
caro beppe ti stimo moltissimo, ma prova a far stare l'Italia 40 anni con l'embargo di Cuba poi ne riparliamo, saremo tutti a strasciconi come si dice a firenze.
leviamo pure il regime rivoluzionario a Cuba e cosa mi diventa il parco giochi degli americani
mi piace ancora meno.
suerte!
alessandro
Simona Pianosi
27 maggio 2005 alle ore 15:24Il probelma è proprio questo: che cosa bisogna fare per non trasformare Cuba nel parco giochi degli americani? Bisognerebbe - presumo alla dipartita di Castro - che gli altri stati tirassero fuori le palle - per una volta - e si schierassero contro gli usa. Una volta per tutte. Per appoggiare sì una democrazia, ma non quella che vogliono imporre gli americani al mondo.
Alessandro Di Maio
27 maggio 2005 alle ore 15:27Onestamente non vedo nulla di male nel legittimo governo cubano. Certo (!), Cuba non è il paradiso terrestre, ma neanche l'Italia lo è! Ha cose positive e negative come qualsiasi altro paese. Ciò che rende Cuba un paese orribile sono, a mi modesto parere, le accuse diffamatorie rivolte da parte di governi e testate giornalistiche. Consiglio di andare a Cuba e di chiedere ai cubani cosa pensino del loro sistema e del loro governo. (Anche se minima) una percentuale di cubani desiderosi di capitalismo è realmente presente: gli hanno anche dato la possibilità di riunirsi in un convegno in cui hanno priettato Bush che diceva "..stiamo lavorando per liberare Cuba".
Dunque, non avendo alcun problema riguardo il governo cubano, non credo sia negativo che la Telecom investa a Cuba. Pensiamo, invece, agli illeciti e tuciuti investimenti italiani in Libia o in Somalia dove, come diceva Ilaria Alpi, si costruiscono strade a non finire.
Cordiali saluti
Luca Rinaldoni
27 maggio 2005 alle ore 15:27Comunque alla fine ben pochi sono degni dello spazio messo a disposizione: ricordatevi che il confine fra il blog e la chat (altro che il forum) è quanto mai labile. La tendenza ad offendersi l'uno con l'altro, cercando di squalificare il portatore di opinioni diverse dalle proprie piuttosto che cercare di confutarle, o addirittura immaginandosi cosa voleva dire dietro quello che ha esplicitamente detto, questo è degno dei politici che ci rappresentano e contro cui non abbiamo alcun diritto di protestare se appena ci viene fornito uno straccio di tribuna facciamo peggio di loro.
Gian Luca Corso
27 maggio 2005 alle ore 15:28Mario Scafroglia sei tristissimo, cambi di continuo argomento e ti appassioni all'arrampicata sugli specchi, mi spiace che non ti vada di trasferirti e che la prenda così a male solo per un suggerimento...non fai altro che cercar di parlar male degli Stati Uniti per procurarti un paravento e non affrontare l'argomento che ti ricordo riguardava vagamente la dittatura e i diritti politici a Cuba...estensibile quanto vuoi tu, per carità. Mi spiace per tutte le cose che io ignoro e che tu invece conosci in maniera così approfondita, soprattutto in materia di Stati Uniti e di relazioni con Cuba. Eppure parrebbe da fonti ben informate che lì esista un problema di democrazia, almeno secondo un po' di dissidenti esiste, ma vuoi parlare di Iraq (tutt'altra cosa, immagino che per te però siano la stessa cosa...), di Afghaninstan (ancora un'altra cosa...) e di non so che altro e lo fai così bene che inviti al confronto democratico. Se la cosa non ti disturba troppo, al sito www.cubaitalia.org c'è qualche esule che parla dell'argomento di cui trattasi, che cioè sarebbe Cuba e la mancanza di diritti politici, lì se vuoi c'è anche una lista di oltre 70 prigionieri politici relativi all'ultima ondata di persecuzioni castriste a partire dal 2003. Ancora mi sfugge il passaggio logico per cui l'embargo statunitense legittimerebbe la dittatura cubana, sono sicuro che a te, mente illuminata, non sfugge che che lo spiegheresti abilmente alle famiglie di quei condannati per reati politici. Ciao
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 15:29 X Andrea Riberti
CONCORDO PIENAMENTE. Anche io in fondo simpatizzo per quella formichina, che ha saputo sfidare i giganti e ne ha pagato le conseguenze. Ed anche io non posso non vedere la durezza e l'intransigenza di quel sistema illiberale.
Meglio Il regime Castrista o il golpe alla Pinochet in pieno stile repubblica delle Banane?
Mi ripeto, la realtà stà sempre nel mezzo e spesso è anche peggio...
ale ercoli
27 maggio 2005 alle ore 15:31io ci sono stato a cuba
ed ho parlato con la gente, chi ha vissuto la rivoluzione ci crede ancora, perche conosce il passato e sa da cosa si ribellava,
le nuove generazioni le ha sciupate l'occidente con la rincorsa al superfluo, il turismo sessuale, il "tutto è dovuto perchè pago" ecc ecc. ho parlato anche con un italiano anticastrista che però si faceva 2-3- mesi l'anno a cuba per pescare... ma si può!!!!!!!!
stefano tozzi
27 maggio 2005 alle ore 15:32Come mai tutti quei signori che parlano di libertà,hanno la bandiera della pace appesa sul davanzale di casa e dicono che a Cuba si stà bene(sicuramente in vacanza,meglio da single)non fanno commenti sul compagno Fidel?
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 15:34 Per fortuna c'è qualno che la pensa come me, e anche se non lo fà con cui almeno si può discutere. Tutto il resto è noia...
Francesco D'Offizi
27 maggio 2005 alle ore 15:36Colgo uno dei tanti interventi sulla libertà di informazione per informarvi di un'iniziativa della quale spero si interesserà anche Beppe prossimamente.
Dopo l'ennesimo spot controinformativo lanciato dal governo per fronteggiare il problema della pirateria in italia (come se i problemi si risolvessero a suon di spot!) su un post su punto informatico è nata l'idea di rispondere con le stesse armi, ovvero con uno spot, al governo e alle varie major.
L'idea è ospitata sul mio sito alla pagina: http://www.ciccio.org/controspot.php
dove ho da qualche ora aperto un paio di forum (uno a registrazione l'altro libero) su cui discutere del progetto e dare il proprio contributo.
Come si può leggere sul sito e soprattutto nel forum si tratta di realizzare uno spot in cui si faccia notare come acquistando un cd o dvd originale, oggi, si danno i soldi a aziende che hanno il brutto vizio di violare la privacy degli utenti, di interferire nelle decisioni dei governi. Il boicottaggio è l'unica arma rimasta ai consumatori per farsi sentire e far capire, forse, che non è mandando in galera un 16enne perché s'è scaricato un mp3 che si risolve il problema.
Lo spot ha l'obiettivo di raggiungere il target che i tanti siti di protesta non possono raggiungere, ovvero chi internet non la usa assiduamente. Vorremmo riuscire a raggiungere la gente fuori dai cinema, o negli spettacoli di Beppe ad esempio, sarebbero migliaia di persone in più raggiunte e sono sicuro che forse, una volta, l'occhio di bue si sposterà da Faletti che si fa trafiggere dai CD per finire su chi quei cd in teoria li dovrebbe comprare.
Spero che anche da questo blog qualcuno venga a far sentire la sua voce, la sua presenza e il suo sostegno.
Se poi ci vuol dare una mano, ben venga che fra impegni di studio e altro siamo tutti ben incasinati!!!
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 15:38Rinaldoni!
A Bello!
PRIMA SCRivi queste cazzate:
"Marco M., dammi l'indirizzo del tuo pusher..."
e poi fai il moralista? Ma per favore...
guarda che sano leggere tutti...
giuseppe mazzara
27 maggio 2005 alle ore 15:38citazione
"ho deciso di fare politica anch'io. Senza candidarmi. Senza dare nell'occhio. Di nascosto. L'ho fatto per tanti anni nei teatri. Ora voglio abbinare i teatri e la rete, cioè Internet. Per fare politica senza intermediari, senza politici: quelli non servono più, sono obsoleti, superflui, cadaveri ambulanti. Non rappresentano più nessuno, nemmeno se stessi. Lancio un movimento politico che, tanto per cominciare, punta a smuovere un milione di persone. A tirar fuori il furore che c'è il loro. Lo chiameremo "A furor di popolo". Voglio un po' vedere come potranno ignorarlo. E, soprattutto, come faranno a censurarlo."
Beppe Grillo."
ti appongio in pieno e invito tutti a far conoscere questo blog a tutti per tutti i canali disponibili sia rete che a voce.Se vi e possibile scrivetelo anche sui muri e più facile togliere un pò di vernice che spalare tonnellate di mer.a in continuo aumento
ale ercoli
27 maggio 2005 alle ore 15:39qualcuno può anche pensare che da single a cuba si sta bene.
io li ho visti i nostri conpatrioti al ristorante con le famose fidanzate cubane,... mi sono vergognato di essere italiano!!
ma questa è un'altra storia.
per legittimare o meno il regime di Fidel bisogna leggere molto attentamente la storia di Cuba e forse qualcuno potrebbe cambiare idea
suerte!
Silvia Federici
27 maggio 2005 alle ore 15:39"E' inconcepibile che un'azienda italiana possa partecipare alla repressione di un popolo, sia pur per via finanziaria". Cito e correggo: E' inconcepibile che un'azienda italiana possa partecipare alla repressione di un popolo, soprattutto per via finanziaria". E capirai in un paese di poveretti senza soldi si decuplica lo strapotere economico . . . . . E' inutile dire che non mi sorprende la fonte di questo "aiutino" alla repressione!!!!
Alex Morutti
27 maggio 2005 alle ore 15:47A tutti gli utenti del blog:
Attenzione Palazzani e' uno psicopatico!!! guardate questo link con le sue foto:
http://www.veridiano3.com/html/chi%20sono.htm
Paolo abcd
27 maggio 2005 alle ore 15:54Sostegno alla difesa dei diritti del bambino
http://helpchildren.blog.tiscali.it/
Katya Madio
27 maggio 2005 alle ore 15:55E intanto Gianni Minà realizza un altra ode a Cuba e al potere di Fidel e Mara Venier dice: accattatavill' !!!!
marco baz
27 maggio 2005 alle ore 15:56....PALAZZANI FATTI VEDEREEEEEE.......MA DA UNO BRAVO
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 16:02Lo riposto perchè è TROPPO BELLO.
"Mario Scafroglia sei tristissimo, cambi di continuo argomento e ti appassioni all'arrampicata sugli specchi, mi spiace che non ti vada di trasferirti e che la prenda così a male solo per un suggerimento...non fai altro che cercar di parlar male degli Stati Uniti per procurarti un paravento e non affrontare l'argomento che ti ricordo riguardava vagamente la dittatura e i diritti politici a Cuba...estensibile quanto vuoi tu, per carità. Mi spiace per tutte le cose che io ignoro e che tu invece conosci in maniera così approfondita, soprattutto in materia di Stati Uniti e di relazioni con Cuba. Eppure parrebbe da fonti ben informate che lì esista un problema di democrazia, almeno secondo un po' di dissidenti esiste, ma vuoi parlare di Iraq (tutt'altra cosa, immagino che per te però siano la stessa cosa...), di Afghaninstan (ancora un'altra cosa...) e di non so che altro e lo fai così bene che inviti al confronto democratico. Se la cosa non ti disturba troppo, al sito www.cubaitalia.org c'è qualche esule che parla dell'argomento di cui trattasi, che cioè sarebbe Cuba e la mancanza di diritti politici, lì se vuoi c'è anche una lista di oltre 70 prigionieri politici relativi all'ultima ondata di persecuzioni castriste a partire dal 2003. Ancora mi sfugge il passaggio logico per cui l'embargo statunitense legittimerebbe la dittatura cubana, sono sicuro che a te, mente illuminata, non sfugge che che lo spiegheresti abilmente alle famiglie di quei condannati per reati politici."
Nb Ma chi se la prende, riportavo solo il tuo tono BLASONATO (devi aver studiato ad oxford...).
Io se una persona non la conosco, non la giudico, ne tantomeno mi interessano offese e sarcasmo. Ho risposto alle tue affermazioni e tanto mi basta.Se i tuoi argomenti poi sono:
"Mario Scafroglia sei tristissimo, cambi di continuo argomento e ti appassioni all'arrampicata sugli specchi, mi spiace che non ti vada di trasferirti e che la prenda così a male solo per un suggerimento"
Mi sa' che stavi parando a te stesso...
Da oltre quarant'anni negli Stati Uniti come risulta anche da documenti del Governo statunitense, ora declassificati vengono progettate, finanziate, promosse, favorite e attuate azioni contro Cuba che vanno dall'invasione armata all'assassinio dei dirigenti della Rivoluzione, dagli attentati contro persone o beni alla diffusione di malattie epidemiche, dalle trasmissioni radio-televisive illegali che incitano a commettere atti criminali o di guerra, al finanziamento e all'addestramento di gruppi paramilitari per azioni armate sul territorio cubano. Tutto questo è terrorismo.
Questa situazione ha avuto e continua ad avere un costo per Cuba. Finora i danni materiali ammontano a circa 54.000 milioni di dollari. Per i danni al popolo cubano non si possono fare stime in dollari: le 3.478 vittime o i 2099 feriti si possono solo contare e si può solo condividere il dolore arrecato alle famiglie e al popolo cubano.
Ma ancora oggi, dopo la tragedia che l'11 settembre ha colpito il popolo degli Stati Uniti e dopo che il Governo degli Stati Uniti dichiara e attua una guerra mondiale prolungata e indefinita contro il terrorismo presentandola come una guerra umanitaria, per la libertà, la democrazia e i diritti violati, c'è una situazione paradossale che continua.
A Miami, nella Florida, sono stati incarcerati cinque cittadini cubani che raccoglievano informazioni sui gruppi paramilitari e sulle attività della mafia cubano-americana, per prevenire atti di terrorismo e difendere il proprio popolo dalle aggressioni e dalla morte. L'accusa nei loro confronti è stata quella di avere messo in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
I giudici di Miami, condizionati dalla mafia della Fondazione Nazionale Cubano-Americana, hanno emesso questa sentenza: due ergastoli e 15 anni di carcere a Gerardo Hernández; ergastolo a Ramón Labañino; ergastolo ad Antonio Guerrero; 19 anni di carcere a Fernando González; 15 anni di carcere a René González.
Come se questo non bastasse, gli Stati Uniti hanno inserito Cuba nella lista degli 80 paesi che, secondo loro, hanno connivenze con il terrorismo: siamo arrivati alla situazione incredibile per cui negli Stati Uniti, dove da decenni si organizza il terrorismo contro Cuba con la complicità di apparati dello Stato (la C.I.A.) vengono condannati cittadini cubani che indagavano su piani terroristici e sono giudicati, dalla giustizia nordamericana, come terroristi.
Ma la giustizia degli Stati Uniti, non accuserebbe e non condannerebbe mai un cittadino di qualunque paese che offrisse informazioni su azioni di terrorismo in preparazione contro di loro, o contro le proprie Ambasciate, o che potrebbero costare la vita di cittadini nordamericani. Come sempre, la doppia morale produce infamie.
Per questi motivi, ci impegniamo in una campagna di solidarietà con i cinque cittadini cubani ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti e lanciamo un appello per sostenere ogni possibile iniziativa per la loro liberazione.
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
mail amicuba@tiscalinet.it
http://www.italia-cuba.it
Come vedi IO qualche ARGOMENTO c'e l'ho, non faccio demagogia...
NB:guarda che l'argomento è la partecipazione della Telecom al progetto Etec Sa...
http://www.venceremos.it/cuba/blocco.htm
http://www.italia-cuba.it/cuba/i_cinque/terrorismo_usa.htm
Ciao Ciao
Alex Morutti
27 maggio 2005 alle ore 16:09E' vero Max... ma a volte non è facile far finta di niente davanti a certe affermazioni...
ciro lanza
27 maggio 2005 alle ore 16:10Conferenza stampa dopo il vertice con Tony Blair Berlusconi: «In Italia benessere e ricchezza» «L'Economist sbaglia: siamo un Paese benestante». Poi l'ammissione: «Ci sono difficoltà difficili da superare» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
ROMA - «L'Economist sbaglia a raffigurare l'Italia con le stampelle. L'Italia è un paese ricco e benestante. Lo dimostrano i dati sulle case di proprietà, sulle automobili, sui telefonini e su alcune regioni che sono fra le più ricche di Europa». Lo afferma il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa con il premier britannico Blair. Il presidente del Consiglio si è detto tuttavia convinto che l'economia italiana stia vivendo «delle difficoltà non facili da superare», che potranno essere affrontate «solo con un ammodernamento del sistema produttivo, con una qualificazione tecnologica e con un intervento dell'Unione europea che possa far fronte alla contraffazione e alla concorrenza sleale attraverso un sistema di dazi sui quali siamo impegnati in Europa, con la Commissione, a trovare una soluzione adeguata».
27 maggio 2005
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 16:10Max Stirner
link molto interessanti...
te ne propongo uno sull'argomento Cuba...
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=67&ida=&idt=&idart=428
Ciao
Marco Guarnieri
27 maggio 2005 alle ore 16:11Eh eh eh! Se non siete d'accordo con le idee ok, ma non sfottete i trekkers ;D
Lunga vita e prosperità. ^_^
ciro lanza
27 maggio 2005 alle ore 16:17 Berlusconi e la crisi
"L'Italia è ricca
più di altri paesi"
Si, più ricca della tanzania del mali e del niger e forse anche del pakistan
kitterle gnosky
27 maggio 2005 alle ore 16:22Tronchetti Provera che pensa senza scrupoli al profitto? Ma dai. Io me lo sono sempre immaginato missionario in Zambia.
Gianni Raco
27 maggio 2005 alle ore 16:24X Domenico Schietti
Hai ragione, i ragazzi dei paesi piu` poveri vanno aiutati a poter progredire da soli, bastano pochissimi dei nostri soldi.
Se gli si compra un PC, pero` va evitato di dare soldi a Bill Gates che e` il nuovo dittatore mondiale, puo` controllare tutto cio` che viene fatto sulla maggioranza dei computer del mondo !
Usate Linux, evitate tutto cio` che ha a che fare con Micro$oft, soprattutto chi e` particolarmente critico con la politica degli USA.
ciro lanza
27 maggio 2005 alle ore 16:25Dal resto del carlino di oggi:
BERLUSCONI E LA CRISI
'L'Italia è ricca e benestante
Non ha bisogno di stampelle'
Il quadro a tinte rosa di Berlusconi
*BOTTA E RISPOSTA 'L'Economist sbaglia a raffigurare l'Italia con le stampelle', dice durante l'incontro con Blair
*SIAMO RICCHI E ancora: 'L'Italia è un paese ricco e benestante. Lo dimostrano i dati sulle case di proprietà, sulle automobili, sui telefonini e su alcune regioni che sono fra le più ricche di Europa'
Francesco Angiolieri
27 maggio 2005 alle ore 16:29x Alex Morutti
Anch'io non ho nessuna simpatia per Palazzani, pero' ne ho ancora meno per i colpi sotto la cintura, come quello che hai sferrato tu.
Tolto il consueto "rumore di fondo" (trolls, messaggi estemporanei di passanti, eccetera) questo e' uno dei rari blog in cui il livello di discussione a volte raggiunge punti abbastanza alti, e penso sarebbe meglio se ci adoperassimo tutti per migliorarlo ancora, magari cercando di utilizzare idee e contenuti invece che attacchi personalizzati e inutili.
Ah, questo e' il mio primo post. Ciao a tutti.
Franci
Ilario Moresco
27 maggio 2005 alle ore 16:30Piccola parentesi che chiudo molto in fretta: qualcuno scrisse "Parla, anche male ma parla. L'importante è che se ne parli". In questo il presidente del conSilvio è un maestro...
Gianluca Corso
27 maggio 2005 alle ore 16:32Quanto ondeggi...dall'accusa di ignoranza nei miei confronti passi a quella di "oxfordismo"...vabbè le questioni sul personale le lasciamo a te e al tuo stile.
Come dicevi giustamente, il punto di tutta la discussione è il ruolo di telecom nell'appoggio al regime castrista, che, è dato per assunto nel post di Beppe Grillo, è una dittatura che reprime i diritti politici. Continui a scrivere cose interessanti sugli Stati Uniti, come se l'affermazione di un certo numero di malefatte americane compensi quelle del regime castrista ...come noti non sono mai entrato nella discussione, semplicemente non capisco che centri, tantomeno tu mi rispondi sei troppo occupato a cercare qualcosa sugli Stati Uniti. Ora, non che non mi interessi, anzi, direi che è parecchio interessante (si potrebbe dire scavando indietro che l'atto fondativo della nazione statunitense è un genocidio se ti fa particolarmente piacere, quello degli indiani d'America, si potrebbe risalire indietro agli atti fondativi di nazioni un po' meno recenti e non so se scopriremmo di meglio, se ne potrebbero dire di cose risalendo all'indietro...non so se aiuterebbe a capire e se ci illuminerebbe su Cuba che dovrebbe essere vittima di tutta la storia americana)...ma posso ri-chiederti che centra? Parlando di Cuba e di diritti umani tu facevi un parallelo tra Fidel e Bush sostenendo che preferivi il primo. Io mi son limitato a constatare alcune cose oggettive relativamente ai diversi sistemi istituzionali (non mi sembra pochissimo detenere il potere a vita o essere vincolato a qualcosa come una costituzione, un elezione, un numero finito di mandati...). A te non piace sentirti dire che Bush può fare solo due mandati e ti inalberi un po' (rileggiti i tuoi post, non ho davvero voglia di tagliare e incollare), anche se ora fai il distaccato. Questo è quanto... se uno è interessato a conoscere un problema, credo sia inutile costruire paraventi...probabilmente, ma solo probabilmente il regime castrista QUALCHE responsabilità ce le ha sulla sua persecuzione per reati politici, così pare agli esuli cubani, e continuo a non capire perchè dovrebbero averle gli Stati Uniti. Esaltare Cuba solo perchè si oppone agli Stati Uniti sembra una negazione di un problema. Fine dei miei interventi, grazie mille per democraticità del confronto.
BRUNA LENTI
27 maggio 2005 alle ore 16:34CARO BEPPE,
PERCHE PREOCCUPARSI DEL VECCHIO FIDEL, IL BUON DIO CI METTE SEMPRE LA SUA SANTA MANO, ANCHE SE A VOLTE UN PO IN RITARDO (PER NOI) MA TUTTE LE DITTATURE FINISCONO MALE; PIUTTOSTO SONO DA CONDANNARE QUELLI CHE FANNO "AFFARI" CON PERSONAGGI DEL GENERE!CHE NAUSEA!
CIAO BRUNA
ANTONIO CAIAZZO
27 maggio 2005 alle ore 16:39IL punto del discorso non e se sia giusto o sbasgliata la represione della stampa(di sicuro non fa bene a 1nazione)ma cosa s'intende per stampa;la stampa in teoria e l'unico metodo di controllo verso i potenti in pratica sta in mano ai potenti, 1giornale non dovrebbe nemmeno avere publicita al suo interno se vogliamo essere sicuri della sua imparzialita,ma visto che lo scopo della stampa e vendere piu copie possibili se ne fregeranno sempre della verita!!
ora se i Cubani non vogliono piu Fidel per ciocche ho appena elencato ben venga1altra rivoluzione,ma se invece della liberta vanno trovando di bere la COCACOLA,di camminare con le NIKE SHOX,la MERCEDES,ECCC.be sapete cosa vi dico VIVA LA FIDEL FANCULO L'AMERICA
Pace
carlo azelio
27 maggio 2005 alle ore 16:45Ma vi immaginate se in un altro stato qualcuno volessere venire a liberarci dal capitalismo e decidesse per cui di farci un embargo mondiale, poi magari ci buttano le bombe addosso?? saremmo contenti??
Penserei di più a casa nostra e meno alla casa dei cubani.
Per quel che dice grillo invece come al solito si dimostra che per fare soldi si scende a tutto.
Del resto in Italia esistono ancora le prostitute di 15 anni schiavizzate dalle organizzazioni criminali, esistono miliaia di ragazzi costretti a tutto per aver un permesso di soggiorno, esistono ragazze costrette a tutto per un permesso di soggiorno, esistono interi paesi in mano alla mafia.
Esistono organizzioni che fatturano miliardi col traffico di droga.
Esiste ancora il pizzo.
In Italia l' informazione è una: il tg danno le stesse identiche notizie, nello stesso ordine.
I giornali danno le stesse notizie (magari commentate in modo diverso dai giornali più politicizzati).
L' unica cosa che fanno è informare: ci parlano degli scienziati che fanno lo sciopero della fame per il referendum, ma non ci dicono e spiegano cosa significa il referundum.
Ci dicono che Prodi dice che Berlusconi fa schifo e viceversa, ma non ci parlano delle loro idee (forse in questo caso perchè non ne hanno)
Del resto cosa ci si aspetta da giornalisti che non fanno niente se non pensare a come fare rumore, e cosa ci si può aspettare se a dirigere il paese ci sono da una parte uno che ha fatto giurisprudenza e diventato ricco facendo edilizia, e dall' alta parte un cattolico de mitiano andreottiano bigotto e cellino anche lui laurea in giurisprudenza?
Va bhè, this is I T A L I A, intanto a Cuba sono più felici (almeno sorridono) che a Milano, anche se senza soldi :)
se per voi è poco...
emiliano giannarelli
27 maggio 2005 alle ore 16:47Non mi sembra giusto che la Telecom rinuci a operare a Cuba, rafforzerebbe solo l'embargo ignobile che gli USA stanno imponendo all'isola a cuisi sta aggiungendo di riflesso e non, anche l'europa schiavetta di Bush. Pensiamo prima a noi stessi (occidente) ed ai diritti umani che ogni giorno no rispettiamo.
Due esempi:
USA = pena di morte, guantanamo, IRAQ, ecc
ITALIA = "Campi di concentramento" per immigrati, ecc...
Sergio Bianchini
27 maggio 2005 alle ore 16:52Per Max Stirner
Forse è un'ovvietà, ma il tuo nick deriva dall'autore de "l'unico e le sue proprietà"?
Per tutti:
in vari post ho trovato critiche al giornalismo in genere e a Reporters sans frontières in particolare. volevo sapere se c'è qualcuno che può citare qualche associazione di giornalisti che sia davvero indipendente.
non è una domanda polemica ma solo una richiesta di informazione
Maurizio Balla
27 maggio 2005 alle ore 16:54Vorrei porre un punto di vista leggermente differente, non per fare l'avvocato del diavolo ma per dare una prospettiva in un quadro piu' generale.. di come ragionano le ditte, forse.
Ho lavorato per una multinazionale americana di telefonia mobile.
Tra i molti contratti di appalto (per i soliti miliarid di dollari), c'erano nazioni tipo Arabia saudita, Cina e altri stati africani dove i diritti umani sono poco piu' di leggende metropolitane...
In un meeting ho avuto occasione di chiedere ad un manager di alto livello americano quali fossero le nostre prese di posizione a riguardo, la risposta e' stata un po'amara.
In pratica mi ha semplicemente risporto che se non lo prendevamo noi il contratto lo avrebbe preso un concorrente, e che con quei soldi ci si pagavano i nostri stipendi (ed il suo superbonus, ovviamente)..
E che in fondo i nostri installatori sarebbero stati trattati come un qualsiasi impiegato americano ( che pero gode del 20% die diritti di un europeo) e non sarebbe stato uno schiavo (tipo come i ragazzini della nike o credo la chicco).
il tutto era presentato come una scelta:
sono leale verso la mia ditta e perdo il businnes o verso questi popoli oppressi MA licenzio il mio personale ?
Una risposta che lascia l'amaro in bocca...
Francesco Angiolieri
27 maggio 2005 alle ore 17:02x Max Stirner
Grazie per l'accoglienza!
Per fortuna lavoro in questo settore e sono venuto a conoscenza di questo blog da quando era disponibile on-line da poche ore, e ovviamente mi sono letto gli interventi di tutti, evitando solo trolls e sciroccati di varia natura.
Purtroppo non posso essere d'accordo con te perche' non amo il macchiavellismo, e non mi convincero' mai del fatto che il fine giustifichi i mezzi. Mi rendo conto che questo ragionamento e' poco pratico ed in ogni caso decisamente fuori moda, soprattutto in un momento come questo nel quale l'utilizzo di "qualsiasi mezzo" e' praticamente diventato uno standard non in discussione, ma continuo a pensare che anche nella lotta debba esistere un confine etico che non va superato, anche se da questo dovesse dipendere la differenza tra la vittoria e la sconfitta.
Inoltre, per quanto possano essere sempre provocatori, i messaggi di Palazzani hanno spesso provocato risposte lunghe, articolate e dense di informazioni. Quindi piu' che i suoi post in se' lo considero in ogni caso interessante per il flusso di informazione che una figura come la sua puo' alimentare in uno spazio pubblico come questo.
Ciao. Franci
carlo azelio
27 maggio 2005 alle ore 17:02Independenti da cosa??
I giornalisti sono indipendenti....solo che sono loro stessi disinformati e non hanno voglia di informarsi (tranne pochi, non vorrei generalizzare)
A fare il giornalista basta poco, si prendono le notizie ansa (o altro) e si ricamano un pò scrivendo qualche cagata e ecco sono pronti i giornali.
Un lavoro veramente impegnativo che ci difende e ci da libertà (scherzo ovviamente).
La cosa più bella è che ora vanno di moda le statistiche, ogni tesi supportata da una stupida statistica.
Per il resto concordo con SIlvio, in Italia stiamo bene, c'è chi sta male e è povero ma pochi sono davvero poveri come nel resto del mondo. In Italia siamo fortunati!
CHi sta male in Italia sono quei poveri immigrati, che (io non li chiamo campi di concentramento) sono rinchiusi in prigioni appposite.
Bello no? In prigione perchè sei scappato dalla disperazione; e come possiamo noi allora giudicare gli altri??
Silvio B.
27 maggio 2005 alle ore 17:13Signori in italia va tutto bene cribbio!!!E non ascoltate il signor Beppe Grillo perchè ha dei pregiudizi.....cribbio!!!
Niccolò Petrilli
27 maggio 2005 alle ore 17:14Lala...il rimpiazzo di dittatori con dittatori è un problema
che rientra nei
"dovrebbero".
Esattamente come le democrazione DOVREBBERO essere interattive al 100%.
Andrea Bonomi
27 maggio 2005 alle ore 17:16non so se è qui il posto giusto per scrivere, ma dato che riguarda l'informazione:
date un'occhiata al sito www.disinformazione.it
non è la bibbia,(e già qui ce ne sarebbero di cose da dire ;-) ma molte cose sono indiscutibilmente acute.
per esempio questo articolo intitolato:
come il DNA si difende da darwin
http://www.disinformazione.it/darwin2.htm
ciao! e mi raccomando, cercate cercate e comparate! mai fermarsi a una sola campana! anche (anzi, soprattutto) se esplicitamente dichiaratasi obbiettiva e democratica!
ps per beppe grillo: ma ti è arrivato il plico di fotocopie (milano, la prima serata) da una ragazza seduta sul palco? mi aveva detto che ti avrebbe consegnato il materiale dopo, nel tuo camerino! spero di si cmq perchè era davvero interessante e trattava di argomenti importanti!
Rosario Lambiase
27 maggio 2005 alle ore 17:27UNA CURA PER TUTTE LE INGIUSTIZIE, PER TUTTI I SOPRUSI E TUTTE LE SCEMENZE CHE CI PROPINANO OGNI GIORNO...
BUTTATE VIA LA TV,NON LEGGETE I GIORNALI ITALIANI E NON ASCOLTATE IL SEGNALE PIATTO DEI TELEGIORNALI ITALIANI...
Con questa operazione non diventerete Immortali ma certamente sarete più SANI !
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 17:31Ma ci fai o ci sei? Mai sentito parlare di IRONIA? Se dico ad uno che mi apostrofa, "Hai studiato ad Oxford?" non è proprio un complimento, comunque...
(Riguardo al Castrismo...)
E chi ha mai detto il contrario!
Come noterai da questo mio post, quando si tratta di discutere, parlare e confrontarsi sono sempre pronto a farlo. Quando i toni scendono nel qualunquismo della retorica (è inutile che attacchi il mio modo di pensare, che puoi modificare con interventi intelligenti, ma non certo cambiare!)allora si che mi inalberò. Non ho certo mai parlato di "Giustificazioni" al Regime Castrista, bada bene, semmai di motivazioni:
Se Hitler (paradosso) perseguitava gli Ebrei, non vi si trovano motivazioni plausibili. Se Castro perseguita i dissidenti, invece, un motivo c'è. Ed è ben diverso dalle "inquisizioni" Staliniste a mio avviso...
Se poi ancora insisti sulla democratica America, e sull'"alibi del Blocco" (anche a me fà fatica il copia incolla...)allora mi incazzo proprio.
Se vuoi parlare di diritti calpestati a Cuba allora facciamolo dappertutto, no? Ecco allora perchè ti parlavo di Iraq e Afganistan, due paesi occupati, additando fantomatiche motivazioni, rivelatesi sempre fasulle. O vogliamo negare pure questo?
Ascolta prima di parlare. Sopratutto quando gli argomenti sono Democrazia e Libertà.
Pensi ci sia Democrazia oggi in Afganistan? ed in Iraq? Senti cosa dice a proposito uno degli ITALIANI impegneti nella ricostruzione:
http://www.rainews24.it/ran24/speciali/guerra_petrolio/
(il filmatino in 2 parti! molto int.)
Senti come parla di democrazia, di Stati Uniti e di interessi. Un Italiano!
Pensi che oggi nel 2005 Cuba sia (nei rapporti con l'estero...) libera ed indipendente (come qualsiasi altro paese)?
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=67&ida=&idt=&idart=428
http://www.nuovimondimedia.com/sitonew/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1219&topic=46
http://www.nuovimondimedia.com/sitonew/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1216&topic=28
C'è chi la pensa diversamente...
Quello che non capisco io è questo:
Assodato che Cuba è una realtà poco liberale e democratica, cosa sulla quale siamo bene o male tutti daccordo (anche se ripeto, non più illiberale di molte altre realtà, ad esempio la cina etc...), cosa programma la politica internazionale? La "Baia dei Porci 2" con Arnold Spazzaneger?
Ti prego di dare un'occhiata ai link postati, sono molto interessanti...
Cordiali Saluti.
X Max Stirner.
Grazie, uno dei tuoi link come vedi l'ho già "riciclato"...
La verità è che la sfera sociale non esiste più.
Esiste solo un'egemone, immensa e monopolistica sfera economica, dove il valore di tutto(anche della vita) si misura in barili di petrolio.
E mi viene da vomitare vedendo come con la scusa della democrazia si attacchi in realtà il diritto ad esistere.
Come il lupò che si traveste da agnello, per poter entrare nel recinto a fare man bassa.
Sergio Bianchini
27 maggio 2005 alle ore 18:57@Max Stirner
Grazie per avermi risposto
Concordo con te su tutta la linea, specie sulla strumentalizzazione del suo pensiero.
Però, per ciò che concerne l'informazione credo che le cose non possano stare così. Se è vero che la rete mi mette nella condizione di raggiungere più efficacemente fonti indipendenti, è perlomeno verosimile che chi vi scrive oggi, deve avere avuto altre possiblità per esprimersi prima dell'avvento di questa tecnologia. Non so, forse sono solo ottimista, o forse il punto è che le cose sono talmente degenerate da non lasciare altri spazi che non siano la rete. concludo questo intervento citando il nome di una delle poche riviste d'informazione che reputo piuttosto complete : "Internazionale"
per chi non la conoscesse, vi invito a visitarne il sito www.internazionale.it per comprenderne le caratteristiche.
tra l'altro, potete trovare una raccolta completa di tutti gli articoli pubblicati da vari giornalisti e non.... E indovinate un pò... c'è qualcosa anche del buon vecchio Beppe
E. Belcampo
27 maggio 2005 alle ore 19:41Era inevitabile che si passasse dalla questione Tronchetti-Telecom ad uno scontro su Cuba, quindi vorrei raccontare brevemente la mia esperienza: a marzo sono andato a Cuba con la mia famiglia, ho visitato L'Avana e l'occidente dell'isola: Vinales, Pinar del Rio, Puerto Esperanza, Maria la Gorda, ecc.
Mi interesso piu' di filosofia che di politica, e non avevo preconcetti su Cuba, se non confrontarla con gli altri paesi sudamericani che ho visitato (Brasile, Costarica, Nicaragua,
Argentina e Peru'). Oltre alle spiaggie, ho visitato anche scuole ed asili, per far contenta la mia ragazza; la conclusione che ho tratto e'
semplice: a Cuba si sta meglio che negli altri paesi latino-americani che ho visitato.
Tutto e' relativo: il castrismo e' un regime, ma con quale Stato lo volete confrontare, con la Danimarca, con la Norvegia, con il Liechtentsein?
Diciamo dei fatti: sapete che in Honduras, in Salvador, ci sono ancora gli squadroni della
morte? Siete stati in Giamaica, sapete che rischiate la vita ad ogni angolo?
Vogliamo parlare di Haiti, l'inferno in Terra? Perche' gli Stati Uniti, che fanno il bello e il cattivo tempo, non portano un po' di
democrazia-soldi-verita'-liberta' in questi paesi dove hanno mano libera?
Cerchiamo di essere un minimo obiettivi; a Cuba per esempio, la televisione cerca di fare un poco di cultura, i mafiosi e gli sfruttatori sono mosche bianche, i bambini sono tutti a scuola, e solo la polizia ha armi da fuoco; c'e' miseria, e c'e' poca liberta' di opinione, ma intorno a lei cosa troviamo?
Tra i tanti slogan piu' o meno retorici che campeggiavano sui pannelli stradali, quello che mi e' piaciuto di piu' recitava:
50 MILIONI DI BAMBINI AL MONDO, SOTTO I DODICI ANNI, SONO COSTRETTI A LAVORARE. NESSUNO DI LORO E' CUBANO.
Dall'educazione, dall'istruzione si parte per formare dei cittadini meno ignoranti e rozzi.
Su certe cose avremmo da imparare anche noi, e penso alla mia terra natia, il Sud, coi problemi che ha...
Rispettiamo le differenze, ogni popolo ha diritto a vivere e sbagliare a modo suo, senza ingerenze fasulle e interessate.
E. Belcampo
paganesimo@libero.it
p.s. volevo ringraziare il cittadino Raggi che ha ricordato la richiesta di abolire il segreto bancario; se i magistrati avessero quest'arma,
cambierebbero le cose.
Sergio Ostuni
27 maggio 2005 alle ore 20:29Non trovo neanche le parole ....Sei un grande Beppe!!!
Mario Scafroglia
27 maggio 2005 alle ore 21:12X E. Belcampo
Parole sante.
Ciao.
Yang Chenping
27 maggio 2005 alle ore 21:41> e solo la polizia ha armi da fuoco
Poi magari ti stupisci perché c'è un "regime", vero?
Biagio Stramaglia
27 maggio 2005 alle ore 21:43Non ci posso credere che queste società utilizzino volti noti per "rubare" soldi a persone spesso anziani o ragazzini che un trucco così malefico. Mi meraviglio di certi personaggi che vorrebbero fare trasmissioni per il prossimo, ma forse solo per il loro prossimo futuro.
Grazie dello spazio concessomi.
Biagio
Rita Porrega
27 maggio 2005 alle ore 22:29X LALA SALA
Posso ANCORA dire che non sono d'accordo con quelli che hanno votato x Berlusconi, anche se sono la maggioranza, oppure no?
(Ed io non ho parlato di voti "tarocchi":l'hai fatto TU!)
Questa si chiama LIBERTA' DI PENSIERO!
Rita
Fabio Rinaldi
27 maggio 2005 alle ore 22:31COMPLIMENTI X E. Belcampo
Hai dato forma a quello che ho sempre pensato quando leggo critiche e commenti su Cuba.
Non sono mai stato a Cuba ma ho visto alcuni documenti molto interessanti in televisione che confermano quello che hai visto con i tuoi occhi: alcuni diritti fondamentali come il diritto allo studio, il diritto all'assistenza sanitaria, una casa, un lavoro sono cose acquisite e consolidate laddove a non molti chilometri di distanza il problema giornaliero è di riuscire a sbarcare il lunario e intere famiglie per non morire di fame sono costrette a scavare, bambini compresi, tra montagne di spazzatura ai margini delle grandi metropoli del Brasile o del Messico in una continua lotta tra poveri per accaparrarsi la "spazzatura" migliore.
Allora mi chiedo: ha veramente un senso fare continui confronti tra Cuba e la realtà in cui noi siamo abituati a vivere senza valutare il contesto in cui è inserita CUBA ma soprattutto senza ricordare cosa era CUBA prima della rivoluzione Cubana?
E. Belcampo
27 maggio 2005 alle ore 22:42Grazie Max, sei troppo buono...
Ci siamo conosciuti in un'altra vita? Forse si', eravamo a Roma insieme a combattere la tirannia dei Tarquinii, o forse a Parigi per difendere la Repubblica contro la Restaurazione, oppure tra le brigate di Giustizia e Liberta' per cercare di riscattare l'Italia e darle un futuro migliore...
Comunque sono Corrado Canzanella, e ti saluto con fraternita', a te e a tutti i compagni e i cittadini che lottano in piccolo o in grande per migliorare il mondo.
Ciao.
-per Yang Cheping: scusami ma non capisco bene il tuo commento; premesso che in varii Stati del mondo le leggi sono diverse sul possesso delle armi da fuoco, io resto convinto che nessuno al di fuori dei funzionarii dello Stato debba avere armi; c'e' chi sostiene che il popolo debba essere armato perche' sarebbe una sua forza, diciamo insurrezionale, ma secondo vale soltanto se tutti, proprio tutti sono armati, e non i soliti pazzi o gli esaltati, come avviene negli Stati Uniti d'America.
Saluti.
paganesimo@libero.it
Capretti Maria Romana
27 maggio 2005 alle ore 22:44Troncheti Provera che cosa ci guadagna a prendere una posizione pubblica sulla repressione a cuba?
Capretti Maria Romana
27 maggio 2005 alle ore 22:46Troncheti Provera e l'etica del capitalismo? risibile
Yang Chenping
27 maggio 2005 alle ore 23:06> io resto convinto che nessuno al di fuori dei funzionarii dello Stato debba avere armi
Ohibò: in modo da poter caricare più facilmente la gente sui treni?
> non i soliti pazzi o gli esaltati, come avviene negli Stati Uniti d'America.
L'ultima volta che ho controllato il secondo emendamento valeva per tutti. Gli unici pazzi esaltati che vedo negli USA sono gli "agenti di polizia" armati come militari ("contro il terrorismo", ovviamente, come se qualcuno ci credesse ancora...)
Una rapida ricerca con google per "Amadou Diallo" e "Firearms Training Systems, Inc." porterà all'elenco clienti della suddetta azienda, in figurano anche alcune "forze dell'ordine" italiane. Questo tanto per non parlare sempre di Tronchetti ed altre grillaggini assortite :-D
sergio pensato
28 maggio 2005 alle ore 02:00x Max Stirner:
proprio questa mattina, nella mia Catania, assistevo ad una scenetta assai poco edificante. Un energumeno, facendo ritorno col bimbetto da scuola, accostava la sua macchina al marciapiede e minacciava al cellulare (gridando tanto forte da assordare ancora a due isolati di distanza) il suo interlocutore che gli avrebbe ucciso il nonno. Ciò accadeva, emblematicamente, davanti alla sede della Polizia Scientifica. Non so dove vivi, ma purtroppo a Catania la violenza è diventata un connotato di cittadinanza, mentre Stato e legalità sono concetti liturgici, ipostasi di un credo assai incerto. Non c'è una consapevole società civile, come ho constatato in altre comunità. Mafia e voto di scambio insegnano. Per conto mio, ho digerito l'assassinio per scannamento di mia sorella sotto casa, in un quartiere popoloso: nessuno è intervenuto a difendere una signora aggredita in piena luce e soprattutto nessuno ha poi fornito indicazioni utili a rintracciare l'assassino. In un autobus affollato, un parente della bestia di cui sopra schiaffeggiava un cieco, senza che nessuno intervenisse... Un altro tizio rantolava dopo essere stato investito da un pirata della strada. Uno studente in medicina gli prestava i primi soccorsi, ma era a piedi e perciò chiedeva alle macchine di fermarsi. Quando si decise a bloccare l'ennesimo cittadino che tirava dritto, quello lo picchiò lasciandolo tramortito accanto al ferito, urlandogli che mai avrebbe sporcato i sedili di sangue. Ho visto un'auto a gas andare a fuoco in un quartiere del Centro ed un Vigile del Fuoco incazzarsi come un saracino, dopo quel finimondo, con i numerosi gestori di esercizi commerciali (compresa una autorimessa) nella zona: costoro esponevano estintori rosso fiammante, come da Legge. Mi ero rintanato dentro la bottega di un fotografo, che si lasciò scappare la frase: e a me la ricarica poi chi me la paga? Dove vivo (si fa per dire) io, l'aggressività inizia col cercarsi un posteggio a discapito di qualcuno più debole e dirime poi tutte le questioni; si salta la fila agli sportelli, si fa la voce grossa quando si ha sfacciatamente torto; soprattutto la violenza si manifesta in forme più subdole e sublimate: raccomandazioni e favori dai politici, protezione dalla malavita. Nella frazione in cui abitavo risiedevano alcuni luogotenenti di una rinomata impresa criminale. Un bel giorno un esercente rimostra sgarbatamente contro la signorina che gli ha parcheggiato la macchina sul marciapiede davanti al negozio: purtroppo per lui, è la donna di un boss. La signora invita quindi il compagno ad uno scambio di vedute col negoziante, colloquio che si formalizza in un lago di sangue. Dopo appena un'ora arrivano i Vigili Urbani... l'accoltellatore si era allontanato tranquillamente e non c'è stata mai alcuna azione legale contro di lui. Il bottegaio è sopravvissuto per un pelo, ma morì suicida in circostanze oscure. Lavoro come dipendente dello Stato. Due miei colleghi sono stati ammazzati da killer. Uno di essi aveva una fedina penale da fare spavento (ci trovavi di tutto, dall'omicidio all'associazione mafiosa, ai brogli elettorali) eppure lavorava in un Ente Pubblico con la motivazione che così si sarebbe potuto recuperare.
Allo stesso modo, se prendi le difese di un debole aggredito per strada la gente ti riprende infastidita: ma chi te lo fa fare? Fatti i fatti tuoi! Ciò che un settentrionale non può capire della Mafia (semplicemente perchè non ne ha esperienza) è il suo profondo radicamento sociale. Il controllo del territorio non agisce come una forza militare dall'esterno, bensì è un atteggiamento condiviso (nei fatti, che sono tanti) a tutti livelli dalla comunità. Ivi compresi i rapporti di sangue: in un grosso paese dell'interland catanese, la Digos dichiarava anni fa che una famiglia su quattro aveva parenti coinvolti in fatti di mafia. E se vuoi, dai pure un'occhiata alle liste elettorali ed ai politici eccellenti della mia Sicilia. Ed in scala minima, se il sangue ti da la nausea, considera una scenetta che nella mia città è abituale: due vigili stanno prendendo le contravvenzioni ad una fila di auto in divieto di sosta; ignorando deliberatamente che in tutte le strade circostanti le macchine sono accatastate sui marciapiedi. Ti garantisco che in tale circostanza l'applicazione della legge farebbe gridare allo scandalo. Maledetta Sicilia! Se si facessero multe a tappeto, i cittadini indignati chiederebbero agli amministratori della città posteggi, strade, un piano del traffico: meglio allora accomodarsi, facciamo il minimo indispensabile con la complicità di tutti; c'è persino la possibilità per i più intraprendenti di non pagare affatto la multa. Temo che le origini del fenomeno mafioso siano collegate a problematiche di sviluppo, stante che le varie mafie si connotano in modo sostanzialmente simile nel Sud di tutto il mondo. E mi accorgo che sono andato abbondantemente fuori tema. Chiedo scusa a te e a tutti gli altri. Concludendo: non pensi che in un ambiente come quello che ti ho descritto la libera vendita di armi avrebbe effetti devastanti?
daniele marmondi
28 maggio 2005 alle ore 09:41caro beppe vorrei ricordarti che il presidente di Reporters sans frontières è a libro paga della CIA, quindi tutti i giudizi e le prese di posizione su Cuba sono quantomeno dubbie.
In merito alle recenti espulsioni dei due giornalisti entrati irregolarmente a Cuba con visto turistico, vorrei fare qualche considerazione:
New York riunione dell'opposizione comunista al governo americano intervento in video conferenza di Fidel Castro.....................a Cuba è successo il contrario.
Andrea Claudio Galluzzo
28 maggio 2005 alle ore 10:41Castro sempre e da sempre nemico del suo popolo. Provera nemico dei suoi clienti...?
Comunque sia ti do manforte e ripubblico anchio il tuo articolo nella rubrica Spiritus Mundi (http://www.galluzzo.it/news.asp?cat=26)
Cari Saluti e avanti a tutto Grillo!
paolo de gregorio
28 maggio 2005 alle ore 10:54Della serie "perle di democrazia"
Giornalisti e parlamentari di molti paesi arrivati a Cuba per assistere all'assemblea dei dissidenti, arrestati ed espulsi.
Cresce lo sdegno, fino a Rifondazione Comunista, per il trattamento ricevuto dai nostri valorosi giornalisti accorsi a Cuba per raccontarci dei delitti del Regime contro la libertà.
Peccato però che gli stessi, presenti da due anni a Baghdad e reclusi all'Hotel Palestine, costretti a fornire notizie di solo fonte Usa, portati raramente a documentare qualche fatto sotto scorta americana e dove gli americani decidevano, ad eccezione della Sgrena che cercava da sola qualche notizia autentica, non abbiano sentito il dovere di denunciare questa violazione totale della libertà di informazione.
Gli stessi fatti legati alla pratica delle torture nelle carceri e delle uccisioni di detenuti, sono venuti fuori per vie interne all'esercito Usa e non per inchiesta giornalistica.
Non parliamo poi dei divieti americani che hanno impedito qualunque documentazione sul fatto che portò alla morte di Calipari, un bell'esempio di libertà, non troppo sottolineato dai nostri valenti giornalisti, sempre consolati da buoni trattamenti alberghieri e da ottimi stipendi.
Ma una volta fatto un viaggio a vuoto a Cuba, potevano approfittare del fatto che proprio nell'isola, a due passi, vi è un avamposto della democrazia e della libertà che è la base militare Usa di Guantanamo, dove si tortura democraticamente e si detengono illegalmente centinaia di persone al di fuori di ogni diritto internazionale, dove sicuramente gli avrebbero aperto le porte per documentare convenientemente la situazione.
Ma forse si sono distratti o temevano le punture dei "mosquitos" così fastidiosi in questa stagione.
La verità che nessuno dice, ad eccezione del grande intellettuale americano NOAM CHOMKY nel suo libro "Il golpe silenzioso", ciò che si rimprovera a Cuba è di non fare mancare il latte ai bambini, di avere sconfitto l'analfabetismo, di avere un sistema sanitario all'avanguardia con una mortalità infantile inferiore a quella degli Usa, di non essere più il bordello a disposizione dei ricchi americani, e di non fornire manodopera a basso costo.
Dovrebbe somigliare alla vicina Haiti, una isola libera, dove gli Usa con i loro sistemi che si chiamano soavemente "programmi di sviluppo della democrazia" impongono dittatori e classi dirigenti, dove l'isola, ridotta alla fame, esporta derrate alimentari negli Stati Uniti, e dove vengono fabbricate, in stabilimenti di proprietà Usa dove le operaie guadagnano 10 cent l'ora, palle da baseball considerate estremamente buone, perché vengono immerse a mano in bagni di sostanze chimiche che le rendono estremamente resistenti. Quello che non si dice è che le sostanze in cui le donne immergono le palle sono tossiche e di conseguenza le operaie addette a questo processo produttivo non hanno una vita lunga.
Questo è un paese libero, almeno secondo gli Usa!
Non vi è alcun dubbio che la "libertà" e la democrazia che si vogliono portare a Cuba consegnerebbero il paese in mano alle varie multinazionali e in breve tempo il modello Haiti sarebbe realizzato.
A Castro mi sentirei di dire solo due cose: non incarcerare, né perseguitare i dissidenti, ma offrire loro un biglietto di sola andata per la Florida.
La seconda, non accettare mai più i dollari che stanno corrompendo i giovani, cacciare le grandi organizzazioni del turismo ed affidarlo interamente ai cubani, con piccole iniziative (le case particular), diffuse su tutto il territorio.
carlo gentilin
28 maggio 2005 alle ore 11:49devi sapere che per operare a Cuva ci vuole un permesso di lavoro e non un visto turistico come i giornalisti espulsi.
quando vai in un paese straniero ti devi adeguare alle loro leggi altrimenti stiano a casa loro, questi giornalisti.
Perchè questi giornalisti non si interessano a far togliere l'EMBARGO?. sono solo capaci di parlare a vanvera, l'embargo dura da quasi 50 anni i chi paga le conseguenze è solo il popolo cubano. Fidel è vero che è un dittatore ma, se non ci fosse stato lui, ora a Cuba ci sarebbe nuovamente la mafia americana e i cubani esuli, i quali se le danno la possibilità di ritornare porterebbero solo prostituzione e droga alla grande. Quindi questi giornalisti prima è meglio che si informino di un paese che li ospita.
Io in questo paese di cui si parla solo male ci sono stato per 7 anni, mi sono adeguato ai loro
costumi , modi e usi.
Beppe continua io ti seguo sempre
Ciao Carlo
Mauro Mazzerioli
28 maggio 2005 alle ore 11:54ONU: 173 voti contro 3, a favore della cessazione dell'embargo a Cuba, il veto degli USA però ha costretto il blocco politico, commerciale ed economico, a continuare. In maniera globale e più aspra. Questa forse è guerra non dichiarata? Se è così, non può fininre nemmeno la dittatura. Questa è una semplice conseguenza di una guerra. Cuba era nata per essere un'altra cosa. Ai politici "corrotti" piace strumentalizzare Cuba con due pesi e due misure.
sergio pensato
28 maggio 2005 alle ore 12:43A Cuba non c'è democrazia, è una società socialista in cui la rivoluzione non ha (e temo che non avrà) modo di normalizzarsi: penso che noi italiani saremmo un tantino isterici se fossimo come i cubani una enclave nel Meso/Sudamerica dove si vedono ben altri abusi; se fossimo sopravvissuti come loro al torto proprio del Comunismo, ed alla strategia del domino applicata dalle democrazie avanzate contro i superstiti stati socialisti, cancellati con la guerra; se subissimo un embargo spietato contro i nostri bambini (la barbarie di non vendere medicinali è cominciata contro Cuba, prima che in Irak); se ci trovassimo a due passi dal governo di pazzi criminali USA, che sta devastando il mondo. Penso che sia un errore grossolano paragonare grandezze tanto diverse: Castro è un leader (con tutte le sue luci e le sue ombre) e Provera è... Provera. A Cuba serve la tecnologia, non credo che Provera sia particolarmente caro a Castro, nè gli auspico una carriera migliore dal tagliare canna da zucchero in una piantagione (a sera controllategli le tasche, però: lo hanno visto intrattenersi con dei brutti ceffi dell'Eridania).
Penso che sia sbagliato applicare formalmente i canoni di una società all'altra, senza la critica di un adeguato senso storico: altrimenti il nostro giudizio ha scarso valore perchè non sa fondarsi, e, con buona pace dei mascalzoni, non ne usciamo più. Napoleone era accusato a ragione di tirannia da papalini e reazionari, intanto che però esportava le idee repubblicane e dettava la costituzione moderna; credo che il mondo gli deva qualcosa.
Castro è vecchio e il Comunismo finito... Cuba rientrerà nell'orbita amerikana ed esporterà sesso e ballo, crociere organizzate come sta facendo. Vorrei che finisse con tanta dignità e amore, com'è cominciato e come merita questo popolo meraviglioso, ma è così e così sarà: appena muore il leone si avvicinano le iene.
Yang Chenping
28 maggio 2005 alle ore 13:00> Concludendo: non pensi che in un ambiente come quello che ti ho descritto la libera vendita di armi avrebbe effetti devastanti?
Può anche darsi che certi personaggi, presa coscienza del fatto che il bottegaio, il passante, il pensionato possono sparare indietro con un'arma automatica, prendano opportunamente in considerazione i rischi e i benefici delle loro azioni.
L'alternativa è aspettare che "lo Stato ci difenda perché lo Stato siamo noi" (infatti si è visto) o chiedere "maggiori poteri per lo Stato", un "governo forte" ed altre meraviglie di cui sono pieni i libri di storia.
La triste verità è che i delinquenti sono tutti armati, anche se è "illegale" (non a caso sono delinquenti), il cittadino onesto è carne da macello e lo Stato si occupa esclusivamente di rubare altro denaro con le tasse per finanziare campagne contro l'obesità dei bambini o roba del genere.
Il problema è che prima o poi il cittadino medio capirà più o meno come funziona il tutto e andrà a saldare qualche conto con chi di dovere.
claudio manca
28 maggio 2005 alle ore 13:12l'america ha paura
altrimenti non si spiega come faccia
a vedere questo stato in miniatura
questa orribile minaccia
il progresso della cultura cubana senza embargo sarebbe schiacciante verso la pochezza degli USA
Hasta siempre Fidel! Venceremos!
sergio pensato
28 maggio 2005 alle ore 13:13>Il problema è che prima o poi il cittadino medio capirà più o meno come funziona il tutto e andrà a saldare qualche conto con chi di dovere.
Ho un conto molto molto lungo, e lo presenterò a chi governa lo Stato Italiano
Yang Chenping
28 maggio 2005 alle ore 14:02> Ho un conto molto molto lungo, e lo presenterò a chi governa lo Stato Italiano
Non è un caso che ultimamente si investa molto sui cosiddetti "crowd control weapons." Indovina a cosa serve...
stefano rossi
28 maggio 2005 alle ore 14:46vorrei ricordare a tutti e a Beppe che il presidente di RSF è a libro paga della cia, come da lui stesso ammesso, e che rsf ha ricevuto ingenti fondi dal governo degli stati uniti per indebolire i governi cubano e venezuelano
http://www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=7466
Gian Luca Corso
28 maggio 2005 alle ore 15:48Cuba solleva un fuoco di emotività. Io credo che riguardino principalmente il ruolo che il destino ha riservato a quell'isoletta, un ruolo di simbolo decadente e romantico sia di quel che è rimasto del socialismo reale (la Corea del Nord è davvero difficilmente presentabile...), sia di quel che è rimasto del contrasto alla potenza egemone mondiale, gli Stati Uniti. E' evidente che le due cose fanno emergere parecchia emotività sia perchè ci sono un po' di nostalgici del socialismo reale, sia perchè ci sono molti più oppositori alla politica di Bush che ha ri-infiammato l'antiamericanismo. Siamo sicuri che il regime di Cuba debba essere assolto perchè rappresenta queste due cose? I diritti politici esistono o sono conculcati a Cuba? Se non esistono è sicuramente tutta colpa degli americani e del loro blocco "criminale"? Senza quello Cuba avrebbe "prosperato" come tutti gli altri sistemi di socialismo reale? Non sono mai stato a Cuba, nemmeno son sicuro di aver fretta di andarci. Il fatto che a Cuba si sia creato qualcosa di simile ad uno stato che interviene positivamente nel sociale, che la sanità pubblica funzioni, che l'istruzione sia gratuita, che la televisione trasmetta cultura (non di regime? mi vien da chiedere, ma vabbè...) non può che far piacere per i cubani. Dispiace che haitiani, salvadoreni, brasiliani e altri siano da questo punto di vista, secondo molti, in condizioni peggiori. Onestamente non mi fido dei sistemi che non garantiscono nessun ricambio di governo, perchè di questo si parla, al di la del fatto che siano riusciti o meno a costruire uno stato sociale. In Italia lo stato sociale fu costruito dal fascismo, nonostante la nostra repubblica non sia da ammirare mi guardo bene dal rimpiagere il ventennio, anche con tutte le contestualizzazioni storiche del caso. Torniamo a Cuba. La signora dell'associazione cubana ci parlava di elezioni a livello locale, diciamo che ho i miei dubbi che quelle elezioni significhino qualcosa per Cuba, è evidente che Fidel è intoccabile. Temo che gli USA facciano un errore grossolano con l'embargo (ferma restando per ogni stato la possibilità di far la politica commerciale che crede...), a mio parere diventa un potente alibi per l'Havana, inoltre non credo che abbia significativi effetti politici se non quello di far apparire l'isola una vittima del gigante statunitense e di affamare ulteriormente il popolo cubano. Quanto a Fidel, che non viene certamente affamato dall'embargo, per lui è un vero affare...avrà modo di brindarci sopra con Gianni Minà.
sergio pensato
28 maggio 2005 alle ore 16:30x Yang Chenping:
Mio caro amico (ma perchè non ti firmi?credi che sarebbe impossibile risalire a te, se a tua insaputa fossi indagato?) mi sembra che la questione che tu sostieni presenta due aspetti per così dire paralleli.
Il primo è etico e quindi soggettivo: è giusto? Qualunque società, oltre che essere fatta da cose materiali, nasce da un progetto talmente vasto e partecipato da ricalcare il mondo e sostituirglisi nella comune percezione: infatti noi non abbiamo nè possiamo avere (nell'universo relativistico che ci lega al nostro orizzonte) una esperienza diretta della realtà, ma la percepiamo coi sensi e ricostruiamo quegli impulsi col cervello, rappresentandocela tramite il linguaggio in una sorta di teatro che è il nostro ambiente culturale. A maggior ragione, il nostro limite dal nulla è fatto di tanti punti fermi e ragionevoli, ancor più necessari perché sono opinabili. Può una società giudicarne un'altra? Si, con l'esercizio di un abuso (non importa per quali ragioni) sostenuto dalla forza. Non sarebbe altrimenti plausibile rimproverare ai Romani l'inferno della schiavitù ed ai coloni americani il Far West (che sarebbe la negazione del moderno Stato di Diritto). Anche quando siamo minoranza, dobbiamo partecipare le nostre idee agli altri per ottenerne il consenso, perchè in un certo senso siamo noi gli artefici del mondo. Allora il controllo degli altri, sia la fisicità degli individui coi loro bisogni, che il controllo delle coscienze, diventa per le classi dirigenti un mezzo per possedere il mondo. C'è un delirio di onnipotenza nell'esercizio del potere, talmente evidente che non può essere rimosso senza esserne complici. La tecnologia offre oggi alla catena della comunicazione mezzi potenti, che condizionano la libertà di agire e di pensare.
Mia sorella è stata assassinata... ti lascio immaginare cosa avrei fatto all'essere capace di un'azione tanto efferata. Ma hai idea di cosa significhi poi essere lasciati soli dalle migliaia di persone che affollavano la chiesa, dopo essersi nascosti in casa mentre scannavano una donna, e poi hanno avuto paura di collaborare? E cosa merita chi dirige e lavora al giornale che commentava la vicenda con la frase UNA VITA BRUCIATA (se fosse stata una prostituta avrebbe avuto eguali diritti, ma per renderti il grottesco, Pina Pensato era una persona talmente banale da non offrire il minimo spunto per le indagini)amplificando sulla piazza l'infame senso comune che una finita tanto male, chissà cosa si portava sulla coscienza. Ad ogni anniversario il giornale LA SICILIA usciva con un grazioso fumetto che mostrava lo scempio della signora, o un articoletto pruriginoso. Bene... l'assassino era un pazzo o un sadico, e questa massa cos'altro? La mattina al lavoro vedo tanti bravi padri di famiglia improvvisarsi strateghi e sentenziare contro tutti i dittatori del mondo, con una scintillina d'orgoglio per la nostra partecipazione armata in Irak. Gente che non fa una grinza di fronte ai bambini massacrati e gli orrori della guerra. Allora mi chiedo quante persone normalissime e pulite affollavano i raduni fascisti. Sartre diceva L'Inferno sono gli altri e gli do ragione: siamo tutti legati nel bene e nel male. Io non ho perdonato l'assassino e non amo la folla; ma scelgo egualmente per la Legge contro la giustizia sommaria. Non pretendo per questo di avere ragione, propongo dei valori ed un modello conseguente.
Sul secondo punto, invece, ci possiamo tirare i capelli: la delinquenza E' ORGANIZZATA come una efficientissima (nel Sud poi è l'unica cosa che funziona) impresa del crimine. Credi che alzare la soglia di costi-benefici avrebbe ripercussioni significative? Forse sfiducerebbe i balordi non più di tanto, perchè di cazzate in pieno giorno ne ho viste fare tante... E a due bambini scippatori cosa proponi? Del piombo nella schiena? Una persona che non ha inclinazione e passione per le armi (ero un appassionato di armi e strategia) quante ore è disposto ad allenarsi al tiro? E chi va a delinquere sapendo che l'aspetta una pistola, cosa farà col vantaggio del primo colpo? In ogni modo, il discorso della diffusione di armi da fuoco non può prescindere dalla società in cui si applica. E veniamo al punto che taglia la testa al toro: l'organizzazione del crimine - almeno nel Sud - è talmente vasta e capillare che certamente chi ha reagito si troverà a renderne conto ad un boss, e se non risponderà personalmente ne risponderà la famiglia. Proprio perchè chi è solo non ha possibilità di spuntarla contro una intera organizzazione è fondamentale la presenza dello Stato, e se non funziona i più grandi pezzi di merda sono coloro che lo dovrebbero guidare. Le vittime della Mafia, gli esercenti che rifiutano di pagare il pizzo, tutte le associazioni legalitarie sono in prima fila e appese ad un filo, la loro sorte è quella dello Stato.
Quindi occorre sanare le ingiustizie a monte, creando condizioni di vita dignitose ed un futuro per tutti.
Infine, ci sarebbe un giudizio necessario e difficile, che è il giudizio politico. Hai un esempio negli scabrosi fatti di Genova. Un intreccio di tante forze e spinte, talmente aggrovigliato che la nostra stessa facoltà di giudizio è costretta ad operare scelte arbitrarie per reggere ai fatti. Mi sforzo di essere obbiettivo sulla violenza come su ogni questione, ma ho scelto il marxismo rivoluzionario e conseguentemente sono pronto ad usarla per un fine sociale... pragmaticamente, non credo invece che distribuire armi alla popolazione avrebbe benefici di sorta, tranne che per gli armieri.
Stiamo facendo un torto agli altri del blog... se vuoi ribattere scrivimi, per favore.
E. Belcampo
28 maggio 2005 alle ore 19:07Ciao Max,
rispondo sul tema delle armi da fuoco, brevemente, visto che siamo fuori tema.
Ritengo la legge italiana sul porto d'armi abbastanza equilibrata, io la vorrei piu' restrittiva, ma potrebbe andare, se non fosse che, come in altri casi, l'applicazione non e' all'altezza delle intenzioni. Ci sono persone come te, che per passione sportiva, o altri motivi, ne fanno richiesta, e passi, se sono persone incensurate; il problema, come rimarchi tu, sono gli altri, quelli in possesso di armi illegalmente.
In tempi di emergenza tali soggetti venivano fucilati. Io non dico di fare cosi', ma di prendere provvedimenti drastici, si'. Parlo di qui e adesso, non voglio fare un discorso storico; a me piacerebbe che esistesse una societa' anarchica, nel senso di una societa' dove non c'e' bisogno di leggi coercitive perche' ognuno rispetta gli altri... per adesso pero' abbiamo solo lo Stato, e dobbiamo rassegnarci.
Resto convinto che la maggioranza delle leggi siano concepite per favorire la democrazia, se non la demagogia; il problema e' lo stesso da decenni: la legge viene scritta per tutti, ma non viene applicata su tutti.
Ciao.
paganesimo@libero.it
p.s.: Gli scritti di Sergio Pensato, mi fanno tornare in mente la situazione della mia citta'; sono originario di Napoli, e non posso dimenticare come la mancanza della legge si faccia sentire nella convivenza civile.
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:27
Per Gian Luca Corso:
" ruolo di simbolo decadente e romantico sia di quel che è rimasto del socialismo reale (la Corea del Nord è davvero difficilmente presentabile...), "
Qualche milione di morti fatti dal socialismo reale..
Che romantico..
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:30
Per Mauro Mazzerioli:
" Cuba era nata per essere un'altra cosa "
Come l' U.S.S.R. di Stalin e la Romania di Ceaucescu ??
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:31
Per Anna d' Arco:
" Mandiamoci qualcuno a fare una vacanzina a CUBA
o in CINA.... a scelta!
CHE VERGOGNA QUESTA DITTATURA REPRESSIVA
che ancora regge nel 3 millennio!
CUBA ES NO LIBRE! "
Giustissimo.
Pero' la Cina sta cambiando..
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:33
Per Ale Ercoli:
" io ci sono stato a cuba
ed ho parlato con la gente, chi ha vissuto la rivoluzione ci crede ancora "
Certo di matti ce n' è dappertutto !!
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:35
Per Niccolo' Petrilli:
" Gli stoici avrebbero accettato il suicidio, in queste condizioni. "
Vai avanti tu per primo?
Piangiamo, piangiamo..
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:37
Per Riccardo Galatolo:
" comunque meglio sotto Fidel che sotto a bush e al NANO MALEDETTO!!! "
Questo bisognerebbe mandarlo qualche anno a Cuba.
Con lo stipendio di un cubano, ovviamente!!
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:40
Per Alma Masé
Segretaria del Circolo Hilda Guevara Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Trieste
Quindi a Cuba si sta bene e Fidel è buono?
Ma per piacere..
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:42
Per Giovanni Retone:
" credimi siamo meno liberi in italia che a Cuba. "
Questo lo manderei a Cuba ad aprire un giornale che dice di Castro quello che l' Unita' dice di Berlusconi.
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:45
Per Umberto Rossi:
" LA SALUTE PUBBLICA A CUBA PRIMA E DOPO LA RIVOLUZIONE "
Quindi se a Cuba si sta male è solo colpa dell' embargo?
E come mai che 15 anni fa si stava male anche in Cina, U.S.S.R., Romania, Bulgaria, Vietnam.. ?
E qualcuno di questi paesi si deve ancora riprendere?
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:47
Per Pietro Sannino:
" Chissà se ne nascerà un altro, anche fra cent'anni!!!"
Speriamo di no con tutti i morti che ha fatto..
Benito Le Rose
29 maggio 2005 alle ore 12:46XXx Grillo Beppe xxxxx
Ormai Signor.Grillo come a potuto constatare gli italiani hanno aperto gli occhi.
Quindi,la sua crociata per l informazione potrebbe espandarla in altri paesi tipo Cuba ,Cina etc. etc.
Porti con lei pure gli altri paladini di democrazia Rizzo,Bertinotti,Cossutta,D alema,etc etc etc etc
Distinti saluti
claudio manca
29 maggio 2005 alle ore 13:19Speriamo che il sig. Bush la smetta di minacciare di morte Fidel, e speriamo che queste notizie siano rese pubbliche e non insabbiate.
Rosario Ferrante
29 maggio 2005 alle ore 14:49Perchè da ogni parte del mondo cosiddetto democratico si levano voci contro Cuba per la repressione in atto contro i giornalisti?
Essi hanno violato le leggi di quel paese ed è giusto che vengano espulsi.
Gli Usa, che dovrebbero essere la culla della democrazia, violano sistematicamente i diritti fondamentali dell'uomo con la scusa della lotta al terrorismo (vedi Guantanamo, Abu Ghaib ecc.)e
poi non dimentichiamo che Guantanamo e territorio della Repubblica Cubana, occupato illegalmente dagli USA; e noi li definiamo un paese democratico:Democrazia non significa votare
ogni quattro, cinque anni per mandare al potere bande di guerrafondai e capitalisti annoiati:
Maria Rita Angioni
29 maggio 2005 alle ore 20:21E’ difficile dare la parola al popolo, quando questo non partecipa per mancanza di mezzi. Avrebbe valore forse l’insegnamento di Freire, e cioè la coscientizzazione.
Non basta fornire agli uomini nuove tecniche di comunicazione, occorre farli passare a una nuova coscienza della loro situazione e della possibilità di liberarsene, è questo il momento del processo globale di trasformazione della società. Il senso è imparare a scrivere la propria vita come autore e testimone della propria storia, questo è coscientizzare e politicizzare.
Quando c'è un regime di oppressione delle coscienze, i dominatori hanno il monopolio anche della parola. Imparare a conquistare la parola è il primo passo: nella lotta per la liberazione la prima azione liberatrice è il dialogo.
Va corretta la visione " depositaria " in cui l’uomo viene riempito di idee, in cui la coscienza degli uomini diventa un settore vuoto da riempire di contenuti, come una stanza passivamente aperta al mondo. Il " leader rivoluzionario” non deve sovrapporsi all'oppresso ma deve dialogare, così si avrà una pratica il cui il metodo non è più manovrare le coscienze. Gli oppressori invece sono contrari a qualsiasi cosa che stimoli veramente il pensiero, anche l'educazione viene vista come pratica di dominio che pretende di addottrinare l'uomo affinché si adatti al mondo dell'oppressore, gli oppressori non capiscono che la vita umana ha senso solo nella comunicazione.
Questa rigidità vuole controllare il pensiero, nega la conoscenza come processo di ricerca, proibisce di pensare veramente, così l’uomo non si inserisce nel mondo ma vi si adatta passivamente come un automa negando la sua vocazione a " essere di più ".
Non bisogna cadere perciò nell'errore di depositare anche la voglia di liberazione: la liberazione autentica è umanizzazione, non è una cosa che si deposita ma è una prassi che comporta azione e riflessione degli uomini sul mondo per trasformarlo, non si può compiere un azione liberatrice usando le stesse armi della dominazione....il depositare.
A distanza di anni da “La pedagogia degli oppressi”…Freire insegna?
Alfredo Monaco
30 maggio 2005 alle ore 01:49Son iscritto da poco a questo blog (che mi sembra un'ottima fonte di INFORMAZIONE, quella vera, a cui noi non siam + abituati) quindi non so se questo link http://www.cormorano.net/media sia già stato segnalato. Questo è un documentario, dal titolo CITIZEN BERLUSCONI, sul nostro DORIAN GRAY e la sua influenza sull'informazione, sviluppato da un'emittente pubblica amaricana (PBS), che NATURALMENTE non è stato comprato da nessuna tv italiana! Dura meno di un'ora e invito tutti a vederlo e a riflettere...!
Simone Maccanti
30 maggio 2005 alle ore 09:22ANCORA SULLA PSEUDO-DITTATURA ITALIANA:
Scusate se mi arrabbio un po'... non ho simpatico il Berlusca nazionale, ma non vi pare di stare esagernado? Berlusconi è stato inquisito non so quante volte, con sentenze non certo favorevoli... "prescrizione alla Andreotti" direi, basta leggere
Repubblica e il suo settimanale Venerdì per scoprirne di cotte e di crude: io ho scoperto
li dell'esistenza degli accordi Agip-Saddam, e del fatto che Nassyria è la sede dei "Pozzi" italiani. Il problema è la Televisione non la stampa in generale!! Del resto cosa vi aspettate da un pubblico che guarda il Grande Fratello? La televisione ormai è mercè della pubblicità,
per quello io preferisco un po' di più le Tv a pagamento, è ovvio che sia l'informazione che
la programmazione sia fatta per "quel pubblico": sempliciotti che NON GUARDEREBBERO MAI IL GRANDE FRATELLO, troppo stupido, ma che poi di nascosto.... un po' come chi vota Berlusconi!!
stefano "akiro" meraviglia
30 maggio 2005 alle ore 10:07"E' inconcepibile che un'azienda italiana possa partecipare alla repressione di un popolo, sia pur per via finanziaria."
in teoria lo stesso discorso doveva esser applicato anche per le mine antiuomo (e chissà cos'altro) che anni fa venivano fabbricate in italia e vendute all'estero...
sempre in teoria, etica e morale non dovrebbero avere un prezzo, purtroppo con la società moderna non è così, troppe persone si fanno corrompere, troppe persone sono avide.
Il tronchetto non leggerà nemmeno la lettera forse... risponderanno per lui, ma non sperate in miracoli.
donatella farina
30 maggio 2005 alle ore 11:08ci scandalizziamo di un regime dittatoriale che offre a tutti gratuitamente e ad alti livelli formazione, sanità, casa ecc.
Io conosco un cubano che purtroppo si è innamorato di un'italiana e ha deciso di trasferirsi nel nostro paese. Ebbene nel suo paese era professore universitario, da noi viene sfruttato da un'achitetto per 6 all'ora. Lui fa i progetti e l'architetto, che gli paga questa miseria, li firma a nome suo. Ora mi chiedo: è migliore la nostra democrazia della loro dittatura?
Per quelli invece che parlano di concorrenza e privatizzazione, vorrei sapere se non rimpiangono la vecchia gloriosa SIP dove avevi riferimenti fermi, precisi ed efficienti, rispetto alla nuova Telecom, dove senza tutti i raccomandati, come qualcuno li ha chiamati, che per il piacere di tanti, grazie al tanto citato Tronchetto, sono già tutti licenziati o in mobilità o in cigs.
Perchè non ci preoccupiamo della fine che rischia di fare il nostro paese senza cercare altri imputati altrove?
Gian Luca Corso
30 maggio 2005 alle ore 12:49Ciao Max Stirner,
apprezzo molto il tuo contributo, hai merito di scrivere senza che la scrittura ti si rivolti contro, liberamente senza, credo, essere ciecamente orientato da incrostature ideologiche. Tuttavia io credo che tu smarrisca un pezzo del ragionamento, o se preferisci che io non sia stato in grado di spiegarlo appieno. Il punto non è chiedersi se Fidel Castro e Cuba siano legittimamente antiamericani o se Bush e gli Stati Uniti siano legittimamente anticubani...la cosa ha le sue radici storiche, non sosterrei che una parte per essere meno armata sia stata per questo meno aggressiva, c'è un conflitto ideologico sotto l'embargo, sotto la baia dei porci, sotto lo schieramento delle testate nucleari sovietiche a Cuba. Non credo che la contabilità dei torti subiti sia così univoca. Per spiegarmi meglio non risucirei a interpretare il conflitto israelo-palestinese sostenendo che siccome il bambino lancia pietre contro il carroarmato, il bambino ha certamente ragione...( e mentre lo scrivo temo di sollevare un vespaio di fraintendimenti, ma tant'è...). Il punto della questione sono i diritti politici a Cuba. A mio parere non si dovrebbe legittimare, giustificare o comprendere qualcosa del tipo "siccome il governo di Cuba ha subito degli enormi torti da parte americana, o anche, siccome ha creato una sorta di stato sociale, allora può reprimere i diritti politici, incarcerare o mandare a morte dei dissidenti cubani". E' un ragionamento un po' strabico, mentre legittima la persecuzione dei dissidenti, non è scontato che miri agli americani. O sì? tutti i dissidenti sono agenti della CIA sotto copertura? se così fosse allora sì che mi trasferirei IO, domani stesso a Cuba (e la cosa non sarebbe ritenuta sarcastica e offensiva da nessuno), la terra della spontanea concordia sotto una dittatura. Una dittatura che non reprima il pensiero, che non conosca violenza, che è unanimemente accettata. Perchè non fare le elezioni? Sarebbero un successone.
chiara banchini
30 maggio 2005 alle ore 14:45Beppe leggi cosa dice il sito di Reporter Associati a proposito di Reporters sans frontieres.
Mariagrazia Fortieri
30 maggio 2005 alle ore 15:18Cari amici, caro Beppe,
la repressione non è MAI giustificata e Fidel sbaglia di grosso a farla, dovrebbe lasciare andare chi vuole....troverebbe certo molte persone pronte ad andare a Cuba (gli scriverò un giorno quando proprio non ce la farò più chiedendo asilo politico).
TRE cose: 1. Cerco casa a Milano per vivere da sola: i monolocali sono arrivati a 900-1300 euro al mese se vuoi una casa decente e non uno sgabuzzino maleodorante! 2.Ho lavorato gratis per 3 anni in attesa che qualcuno si decidesse a pagarmi (dittatura e ricatto degli stage...una vergogna da terzo mondo)3. Tre miei amici (giovanissimi) sono stati arrestati l'altro ieri (e non sotto il fascismo) per "attentato alla democrazia" o qualcosa di simile per aver manifestato! E QUESTA LA CHIAMATE DEMOCRAZIA????
friedrich pepper
30 maggio 2005 alle ore 16:58ho lavorato in: 1967/68 Cecoslovachia
68/71 Ungheria e Romania,72/76 Jugoslavia Polonia, Bulgheria e per finire la favolosa Albania. Per favore non parlate MAI di Socialismo e tanto meno di Comunismo.Beppe sei super OK OK OK FRITZ
giulio dinapoli
30 maggio 2005 alle ore 19:59no beppe,che accantonata che hai preso....
reporters sans frontieres?
ma non sai ancora che tipo di organizazzione sia quella? ecco un link utile:
http://www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=7466
cuba è un argomento delicatissimo,beppe ti prego,sii più preciso e più onesto.sei un uomo informatissimo e sveglissimo,non fare questi errori.
giorgio schvarcz
31 maggio 2005 alle ore 00:39Chiunque sia stato a Cuba e abbia avuto contatti con i cittadini cubani ha percepito sicuramente tante, diverse, emozioni.
Per quanto mi riguarda, più che dall'orgoglio cubano, dal livello di istruzione, e dai servizi sanitari, sono stato colpito dalla paura e dalla miseria.
I paragoni con gli altri paesi sono fuorvianti, le attrattive dei turisti non hanno senso per un Cubano, un Cubano non è libero di comunicare via internet, non è libero di decidere se andare via da Cuba e non è libero neppure di andare in spiaggia dove vuole.
La miseria è ovunque, la paura si legge negli occhi di chi non può dissentire, commentare, contestare, esprimere un'opinione dissonante.
Provate a chiedere ad un cubano che significa incontrare un poliziotto che ti chiede i documenti per un controllo e poi non te li restituisce,altro che inviato del corriere......
Giorgio Schvarcz
claudio manca
31 maggio 2005 alle ore 09:02... nel tempo dell'inganno universale dire la verità è rivoluzionario...
Ernesto Che Guevara, rivoluzionario
claudio manca
31 maggio 2005 alle ore 09:34In base alle norme internazionali ed agli accordi bilaterali, nessun cittadino può entrare nel territorio di un altro Stato senza aver
previamente ottenuto un visto, qualunque sia il motivo del viaggio: per turismo, per lavoro, per studio o anche per ragioni di salute.
Naturalmente, la Repubblica di Cuba ha un proprio regolamento migratorio assistito dagli strumenti giuridici che il paese si é dato.
Recentemente, gli organi di stampa italiani Corriere della Sera e La Repubblica, entrambi al corrente dei regolamenti esistenti nel nostro paese concernenti lo svolgimento dell'attività giornalistica da parte di professionisti stranieri, hanno mandato a Cuba dei loro inviati provvisti soltanto di tessera turistica con la deliberata intenzione di violare i suddetti regolamenti, come é stato ampiamente dimostrato dal modo di agire di tali inviati nel territorio nazionale cubano dove, fin dal primo momento, essi hanno svolto attività
giornalistica. Nessuno dei due inviati rimpatriati aveva chiesto il corrispondente visto per l'ingresso nella Repubblica di Cuba.
Di conseguenza, le autorità cubane competenti hanno proceduto ad agire in base alle leggi vigenti che regolano l'esercizio
dell'attività della stampa estera a Cuba.
Entrambi gli organi di stampa, nel violare le leggi di un altro Stato e in aperta provocazione verso le nostre autorità, hanno con ciò dato dimostrazione di un atteggiamento irresponsabile. Per quanto riguarda il Corriere della Sera, il caso é ancora più grave dato che tale quotidiano aveva ricevuto un chiaro segnale secondo cui le autorità cubane non avrebbero permesso l'ingresso nel paese di un inviato che non avesse presentato neanche la richiesta di accredito, come occorso in una precedente occasione, quando un altro giornalista dello stesso organo di stampa era stato reimbarcato.
Il trattamento informativo dato a tali fatti ha scatenato una nuova campagna contro Cuba, facendo intendere all'opinione pubblica che era stato impedito a due giornalisti l'esercizio della loro professione, mentre si é taciuto sui veri motivi che hanno provocato il loro rimpatrio, e cioè la violazione delle leggi del nostro paese. E' inoltre passato sotto silenzio il comportamento disonesto, manipolatore e poco obiettivo che, come in tante altre occasioni, viene applicato contro Cuba dai mezzi di informazione.
A differenza di quanto sopra segnalato, organi di stampa italiani (tra cui un importante canale televisivo) che, nel rispetto dei regolamenti vigenti, hanno fatto richiesta di inviare un loro gruppo per svolgere attività giornalistica in questo periodo, hanno ottenuto l'autorizzazione ed il relativo visto. Ciò pone in evidenza chiaramente la nostra disponibilità ad accogliere e a lasciar
lavorare ogni professionista che agisca seriamente rispettando le istituzioni e le leggi cubane.
Roma, 23 maggio 2005
Stefano Tozzi
31 maggio 2005 alle ore 11:39Repressione a Cuba. Dedicato a tutte quelle persone che sventolano le bandiere della pace,che cantano "evviva il comunismo e la libertà"e dicono che a Cuba si stà bene(sicuramente in vacanza,meglio ancora senza fidanzate o famiglia al seguito).CIao a tutti Stefano.
Alessandro Sironi
31 maggio 2005 alle ore 15:37Beppe ciao, volevo segnalarti che hanno assegnato i BIG BROTHERS AWARDS: http://punto-informatico.it/p.asp?i=53111&r=PI (fonte ufficiale: https://bba.winstonsmith.info/ - Privacy International: http://www.privacyinternational.org/ - progetto Smith: http://www.winstonsmith.info/pws)..Guarda quanti bei premi, e soprattutto guarda chi casualmente ha vinto... =D
Leonardo Vecchi
31 maggio 2005 alle ore 18:42eppure la castrointerite è malattia assai diffusa, il contagio è in aumento a sinistra
Pietro Sannino
31 maggio 2005 alle ore 19:49Dio mio!E' orribile ciò che viene scritto di reporters sans frontières!Visitate anche voi il sito di reporter associati!Grazie a Giulio Dinapoli ed a Chiara Banchini!Beppe,se questo è vero,fai attenzione!Ti prego!Documentati ed informaci!
Carlo Laiso
31 maggio 2005 alle ore 22:28Salve, sono molto apero ai problemi mondiali e quindi anche a quello che succede a Cuba, ma i problemi di casa mia mi toccano un pò di più e non siamo lontani da quello che succede a cuba.
Consiglio a tutti di guardare CITIZEN BERLUSCONI e di riflettere un pò forse e tempo di rivoluzione nel nostro paese. Programma non trasmesso in Italia dovete trovarlo sul web.
Guardatelo
michele giannoni
1 giugno 2005 alle ore 00:01ma quante parole, e quanti link... comunque mi par di aver capito in linea di massima il pensiero generale. Contro ogni repressione e dittatura, vera o presunta.... tranne quella di Cuba. L'eccezione che conferma la regola, dico bene? Eh?
Matteo Turchetti
1 giugno 2005 alle ore 04:14Per Matteo Martini,
ma i nostalgici del fascismo sono tutti noiosi come te?!
Abbiamo capito! I comunisti mangiano bambini....
"Miseria, terrore e morte!"
E BASTA!!
Tornate a parlare di calcio tra di voi e non scassate più!!
matteo martini
1 giugno 2005 alle ore 06:12
Per Matteo Turchetti:
" Per Matteo Martini,
ma i nostalgici del fascismo sono tutti noiosi come te?!
Abbiamo capito! I comunisti mangiano bambini.... "
Se non sei bianco devi essere nero, se non sei nero devi essere bianco.
Certa gente non conosce ancora i colori.
Poverini, come li compiango..
matteo martini
1 giugno 2005 alle ore 06:13
Per Matteo Giannoni:
" Contro ogni repressione e dittatura, vera o presunta.... tranne quella di Cuba. "
Bravo!
matteo martini
1 giugno 2005 alle ore 06:16
Per Donatella Farina:
" ci scandalizziamo di un regime dittatoriale che offre a tutti gratuitamente e ad alti livelli formazione, sanità, casa ecc.
Io conosco un cubano che purtroppo si è innamorato di un'italiana e ha deciso di trasferirsi nel nostro paese. Ebbene nel suo paese era professore universitario, da noi viene sfruttato da un'achitetto per 6 all'ora. Lui fa i progetti e l'architetto, che gli paga questa miseria, li firma a nome suo. Ora mi chiedo: è migliore la nostra democrazia della loro dittatura? "
Un' altra che deve andare a Cuba per qualche annetto SOPRAVVIVENDO CON LO STIPENDIO LOCALE!!
matteo martini
1 giugno 2005 alle ore 06:19
Per Rosario Ferrante:
" Perchè da ogni parte del mondo cosiddetto democratico si levano voci contro Cuba per la repressione in atto contro i giornalisti?
Essi hanno violato le leggi di quel paese ed è giusto che vengano espulsi.
Gli Usa, che dovrebbero essere la culla della democrazia, violano sistematicamente i diritti fondamentali dell'uomo con la scusa della lotta al terrorismo (vedi Guantanamo, Abu Ghaib ecc.) "
Facciamo una prova.
Io vado a New York e inizio a dire al primo venuto che non condivido l' operato di George Bush.
Tu vai all' Avana e dici che non condividi l' operato di Fidel Castro.
Chi dei due finisce in galera?
Eleonora Proietti
2 giugno 2005 alle ore 23:01Beppe, sei andato a Cuba?
Hai vissuto con un cubano qui in Italia?
Hanno la possibilità di rendersi conto che quanto da loro è gratis et amor dei, qui si paga, comunque si paga.
Se ha sbagliato Fidel è stato ad aprire all'occidente.
Finito lui, finirà un sogno, di tanti, di tutti noi, nostalgici e idealisti.
Il caldo che ti ammmazza, i mosquitos, gli odori incredibilmente forti, el caribe e la voglia di vivere di questa gente: al di sopra di tutto.
Che significa INTERNET se tu vivi i tuoi giorni beato e contento di esere nato?
Beppe, vai a Cuba, lasciati portare dal vento caldo, dai sorrisi veri, dalla bellezza nella sua forma piu' assoluta.
Ti troverai, come me, sulla scaletta dell'aereo a chiederti:" Perchè dovrei tornare?"
Cuba starà peggio quando questo sogno finirà, quando la voglia d'amore avrà soltanto un prezzo, torneranno al 1956, con lo spalancare una porta.
Luca Bordoni
5 giugno 2005 alle ore 16:40Il problema è sempre quello: vi dà PIU' FASTIDIO il fatto che il popolo cubano sia oppresso da CASTRI, o vi dà PIU' SODDISFAZIONE che, indirettamente, siano anche gli odiati capitalisti a finanziare il DITTATORE???
E. Belcampo
6 giugno 2005 alle ore 23:05C'e' poco da dire: al mondo esistono le chiacchiere e i fatti.
I fatti sono semplici: a Cuba si vive meglio che in qualsiasi altro paese di tutta l'America Latina.
A meno che siate dei terroristi, o dei latifondisti, o dei vescovi, allora, lo ammetto, a Cuba si sta' proprio male, meglio l'Honduras con le sue tragedie, oppure i grandi Stati Uniti, li' si che c'e' rispetto per i veri ricchi!
E. Belcampo
paganesimo@libero.it
enrico pompilio
7 giugno 2005 alle ore 08:48Caro ministro Pisanu
d'accordo con i vertici del calcio, hai risolto il problema della violenza negli stadi ... a favore delle squadre di calcio...
dopo i biglietti nominativi, le riprese negli stadi (ma non c'erano già)e non ricordo cosa è stato risolto il problema violenza.....
c'è una soluzione semplicissima che non costa nulla e che mi permetto di suggerire: far pagare in solido alle squadre di calcio il costo delle forze dell'ordine impegnate ogni domenica negli stadi, far pagare alle squadre ed in solido tutti i danni causati prima - durante - dopo dell'incontro, dai vandali calcistici
individuato il vandalo, fargli pagare in solido i danni causati, senza intervistare la mamma che ovviamente dice che è un bravo ragazzo...
è tutto molto semplice... perchè non si può fare...???
semplice, perchè giustamente i vertici del calcio scaricano sulla massa incolpevole la colpa ed i costi di tutto... tanto la massa non ... "s'incazza"... ma subisce.
saluti.
enrico
enrico pompilio
7 giugno 2005 alle ore 08:49Caro ministro Pisanu
d'accordo con i vertici del calcio, hai risolto il problema della violenza negli stadi ... a favore delle squadre di calcio...
dopo i biglietti nominativi, le riprese negli stadi (ma non c'erano già)e non ricordo cosa è stato risolto il problema violenza.....
c'è una soluzione semplicissima che non costa nulla e che mi permetto di suggerire: far pagare in solido alle squadre di calcio il costo delle forze dell'ordine impegnate ogni domenica negli stadi, far pagare alle squadre ed in solido tutti i danni causati prima - durante - dopo dell'incontro, dai vandali calcistici
individuato il vandalo, fargli pagare in solido i danni causati, senza intervistare la mamma che ovviamente dice che è un bravo ragazzo...
è tutto molto semplice... perchè non si può fare...???
semplice, perchè giustamente i vertici del calcio scaricano sulla massa incolpevole la colpa ed i costi di tutto... tanto la massa non ... "s'incazza"... ma subisce.
saluti.
enrico
Luca Bordoni
7 giugno 2005 alle ore 12:35C'e' poco da dire: al mondo esistono le chiacchiere e i fatti.
I fatti sono semplici: a Cuba da quando sono finiti i contributi che l'URSS forniva strapagando lo zucchero e regalando il petrolio, la situazione non ha fatto che peggiorare, solo il turismo permette di far sopravvivere il povero popolo cubano. Fra altri dieci anni vedrete se Cuba sarà ancora il paese dell'America Latina dove si vive meglio (sempre che questo dogma sia mai stato vero e non sia semplicemente il frutto dell'indottrinamento ideologico della sinistra...).
Se siete degli esponenti delle alte gerarchie del partito comunista, allora, lo ammetto, a Cuba si sta' proprio bene.
Mauro Sintini
7 giugno 2005 alle ore 15:46Ciao a tutti
Sono un nostalgico della Rivoluzione Cubana anche se non l'ho vissuta in diretta perchè non ero ancora nato ma ho letto molto sull'argomento e credo che tutto sia stato mosso da alta morale e sincero amore verso la patria (Cuba) e i sui abitanti. Senza dubbio non è stata fatta una guerra, perchè di questo si è trattato, perchè "l'obiettivo" era ricco di petrolio o interessava per motivi strategici.
Ciò nonostante sostengo che, in mezzo alla moltitudine di strumentalizzazioni come l'ultima dei giornalisti espulsi, la dirigenza cubana dovrebbe avere maggiore attenzione per i diritti umani e quindi per la democrazia perchè senza questa non si può costruire nulla che non sia dittatura.
Permettetemi però un'opinione che non può essere null'altro che ampiamente positiva su quegli uomini, appoggiati completamente dal popolo, che alla fine degli anni '50 hanno lottato per avere per se e i loro concittadini delle condizioni di vita dignitose e ora cercano di difendere quello che allora è stato conquistato. Purtroppo a volte si usano dei metodi sbagliati perchè è difficile difendere un'ideale che in quanto "ideale" non è realizzabile completamente.
Ciao
Luca Bordoni
7 giugno 2005 alle ore 16:24Purtroppo a volte per realizzare o difendere degli ideali si decide VOLONTARIAMENTE di incarcerare od uccidere delle persone che non si dichiarano concordi con gli ideali stessi. Purtroppo... certo, e intanto noi possiamo mangiare bere e divertirci e discutere delle magnifiche sorti del popolo cubano dalle nostre comode scrivanie. Purtroppo...
giorgio secci
7 giugno 2005 alle ore 17:13Carissimo Beppe quando comincerai la battaglia contro gli abbonamenti RAI, perchè non promuovi un referundum sull'abollizione del canone RAI? Perchè dobbiamo vedere questo balzello di spartizioni di posti per far funzionare una televisione? Inizia una forte campagna contro questa TV, meglio dire un mirror di pessime webcam. Non guardo più la Tv, mi fà letteralmente schifo. Perchè non prendi una frequenza digitale e fai una televisione vera, sono sicuro, da me è certo, che riuscirai ad ottenere tantissime adesioni e contribuzioni, anche tramite abbonamneto, per tutti i costi necessari.
Ci sei rimasto solo tu, non è più questione di destra, sinistra, centro, è necessario svuotare il calzino. Perchè siamo un popolo di banderuole!!Perchè!!!
ti saluto
scusa lo sfogo
giorgio
Alessandro Rendina
7 giugno 2005 alle ore 17:59Personalmente non mi interessa sapere se a Cuba si vive meglio o peggio. Anche Mussolini quando ha preso il potere aveva motivi che sembravano validi. Il punto è che a Cuba c'è un dittatore, questo a seconda dei gusti e dei fatti può essere un buon dittatore o un cattivo dittatore ma sempre dittatura è! Il che non è altro che il nome moderno del re.
Chi ha un approccio democratico non può provare nè simpatia nè giustificazione per la dittatura.
Simon Basten
9 giugno 2005 alle ore 13:54Due giornalisti italiani vengono espulsi da Cuba perchè con UN VISTO TURISTICO stavano LAVORANDO.
La stessa cosa sarebbe accaduta anche in Italia.
Avessero avuto un visto per lavoro e dopo fossero stati espulsi, allora vedrei lo scandalo.
Pietro Sannino
10 giugno 2005 alle ore 18:19Per matteo martini (28.05.05 20,47):
Ma stiamo parlando entrambi di Che Guevara?
Mi sembra impossibile...
Mi vieni a dire "con tutti i morti che ha fatto"?
Dico, ma hai bevuto prima di scrivere questo commento?
Inutile dire che quelli come te sono degnii sudditi del regime che hanno votato....
E non farmi il pistolotto sui "colori" che io li vedo molto meglio di te!
O magari sei un diessino che legge "Il Riformista", sdogana l'ex psi e gli annessi craxiani, rinnega trascorsi da militante radicale... Se non sei un missino, sei un nuovo prototipo di D'Alema o Rutelli in versione cittadina...
Goditi la tua cultura da cruciverba!
marco dimitri
14 giugno 2005 alle ore 19:58Sig.Grillo,
lei che è un comico, saprebbe dirmi se mi stavano prendendo per il culo? (http://www.bambinidisatana.com/montatura/interrogatorio.htm) l'ho esaminato con politici, avvocati, giornalisti, gli studenti ci fanno anche la tesina ma nessuno c'ha mai capito niente...
PS. Qualcuno c'ha pure scritto un libro
(http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/lasciate.htm)
emiliano buglione
18 giugno 2005 alle ore 00:47Storia allucinante....from Naples
Cari amici...
oggi ho voglia di raccontarvi una storia...
molto reale e purtroppo molto poco romanzata... purtroppo
una di quelle storie che ti viene in mente di dire:"è successa a mio Cugggino..."
SCENARIO:
all'1.00 di notte di un ipotetico 16 giugno 2005, 2 pericolosissimi criminali si accingevano a tornare a casa anzi nei loro covi...da via dei tribunali...che per chi conosce Napoli è tra FORCELLA e San FERDINANDO...2 bei quartierini insomma...
LA STORIA:
quando venivano quasi investiti dalla volante dei prodi servitori della patria anche detti volgarmente "carabinieri"...
dalla scintillante volante discesero solerti 2 valorosi servitori dell'arma...Donatoranieri e Ranierodonati eraro i loro nomi...appuntati...chi scelto e chi no...
"patente e libretto" quasi disarcionandomi dalla moto...
estraggo la patente e porgo gentilmente il portadocumenti...
"HO DETTO CHE VOGLIO IL LIBRETTO!!!!" mi urla in faccia
"eh si ... appunto appuntato sono questi i documenti..."
"QUELLO E' SOLO UN INVOLUCROOOO"
"che?"
"HO DETTO CHE E' SOLO UN INVOLUCROOOOO"
"è sicuro di sentirsi bene?"
"SIIIIII...STO BENISSIMO"
estraggo dopo una ricerca di mezz'ora il libretto di circolazione e l'assicurazione...e quello mi fa...
"MA LO SA CHE L'ASSICURAZIONE VA ESPOSTA?"
"che? ha mai visto una moto al mondo con l'assicurazione esposta??????" "si immagina su una R1..ehhehe... vola via al primo rettilineo..."
"ANDIAMO MALE..."
"ma perchè grida! ci sento benissimo"
"sono 31 di multa"
"che? ma state male... stiamo fra forcella e san ferdinando e fra 2 basi di fumo... che conosco io comeconoscetevoi... e mi state facendo la multa perchè non esponevo l'assicurazione!!! ma a Napoli ringrazia a maronn' ca aa tenev' l'assicurazione...."
nel mentre sfreccia una coupè con 2 criminaloni dentro... e Ranierodonati li ferma e gli fa..
"ahiahi andate più piano che la prossima mi devo prendere le chiavi..."
"cheeeeeeeeeeeeeeeeeee????????"
MA FACCIA DI CAZZO A ME MI FAI 250 DI VERBALE E A QUEL CAZZO DI TRAFFICANTE DI DROGA GLI FAI LA RAMANZINA????????
"ahiahaiahai"
"che c'è adesso?"
"qui la seconda revisione è scaduta da 2 giorni"
"ommadonna ci dovevo andare ma dato che parto per un posto a 6 ore di volo da qui... dopodomani ....per 2 settimane, l'avrei fatto al rientro a luglio...tranquillo tranquillo"
"sono 153 di multa"
"ma voi veramente state facendo???"
nel mentre sfrecciano due criminali senza casco su una moto di grossa cilindrata...
e ci sorridono compassionevoli...
"senza considerare che la sua ragazza è senza casco ed è prevista multa di 71 + fermo amministrativo della moto di una mese"
"ma voi da che parte state??? no, perchè fatemi capire? mi state facendo capire che quelli delle brigate rosse hanno ragione?" " cioè mi state facendo un secondo verbale e il sequestro della motooooo?"
"FIRMI IL VERBALE O FACCIO VENIRE IL CARRO ATTREZZI!"
"ma lei è sempre così...o io stasera ho avuto una botta di culo? e cmq contesto tutto il verbale"
"SI MA FACCIA PRESTO CHE ABBIAMO FRETTA"
"il cazzo... mi avete fatto perdere un'ora, non ho potuto festeggiare la mia migliore amica che mi sta aspettando da 1 ora a piazza S.Maria la Nova!!!!...mo mi devo leggere ATTENTAMENTE tutti i verbali prima di contestarli... è un mio diritto..."
"FACCIO VENIRE IL CARROATTREZZIIIII"
"faccia venire chi vuole lei..pure il carro funebre ma mo stiamo un'altra mezz'ora ed io mi leggo i verbali"
nel mentre si era assembrata una folla di amici che cercavano di farli ragionare... ma nulla come parlare con un muro...
ah... dimenticavo.... mi voleva fare pure un quarto verbale perchè sulla patente c'è scritto "guida con lenti" (ossia non con uno dei due dietro la moto con me)...ed io essendo operato agli occhi dovevo camminare col certficato medico dietro....che certificasse che ci vedevo...
volete sapere come l'ho convinto????
lo volete sapere???
GLI HO LETTO LA TARGA... si ho letto la targa della volante dimostrando vista acuta...
alchè ho cominciato a ridere... nonostante la moto sequestrata ...la pila di verbali che si accatastavano... io ridevo... e pensavo....
ho delle splendide scarpe verdi al piede...
dopodomani vado per 2 settimane a CapoVerde...
me le sono sudate... e 2 ignoranti non mi rovineranno il mio angolo di quiete...
lontano da tutto questo....
e vaffanculo gli mando pure una cartolina!
io vado in paradiso... gli umanoidi torneranno a casa con loro stessi ed è già un bel fardello....
ma temo...
senza la consapevolezza... di aver perso un occasione.
CONSIDERAZIONI:
...e poi dicono che non è vero che con i malamente almeno ci puoi parlare...puoi convicerli...
ma con la simbiosi Donatoranieridonati... la letal weapon dell'arma... è praticamente impossibile...
impossibile spiegargli che dovremmo essere dalla stessa parte... che sono qui per proteggerci ed eventualemente per educarci (voglio proprio esagerarla...)
che se posso capire l'aggressività iniziale...
perchè stiamo sempre a napoli e non sai mai chi puoi incontrare...
una volta accertato che non eravamo pericolosi criminali o terroristi... (che poi quelli erano a 15 metri svoltato l'angolo...vabbè) che bisogno c'era di infierire? ... fammi la multa senza casco... fammi una ramanzina raccomandandomi di fare subito la seconda revisione ed io ti stringo pure la mano...
ma farmi 3 verbali... il sequestro della moto... 250 euro di multa... ma sei proprio ignorante... non posso pensare altro... non vivi il contesto... dovresti essere contento tu di aver incontrato due persone per bene che avevano l'unica colpa di essersi dati appuntamento al locale dimenticando di portare il secondo casco...potevi insegnare senso civico..ed invece hai guadagnato 250 ma hai perso Credibilità e Stima...
in questa città devi metterti più paura dei Carabinieri che dei "Mariuoli"... quelli almeno possono rubarti solo quello che hai addosso... i carabinieri anche quello che hai in banca...
bella morale
ed una profonda tristezza... e non per i soldi che pure pesano e molto sul mio bilancio...
perchè ti viene proprio di mollare...
ti viene lo schifo...
RIFLESSIONE:
ma se da una parte ci sono i criminali che in questa città ti martellano dalla mattina alla sera... IMPUNITI!
e dall'altra parte questa specie non ben definita di tutori non si sa bene di quale ordine...
la gente perbene dove cazzo va?
perchè al criminale gli fai la ramanzina e a me mi fai nero?????
Ranierodonati ha avuto pure il coraggio di chiedere i documenti alla mia ragazza con tono minaccioso dopo aver scrupolosamente appuntato su un foglio di carta l'ingiuria ricevuta...
ma leggiamola assieme questa tremenda ingiuria....
"m a q u e s t i n o n s o n o m o d i"...
GRAVISSSSSSSSSSSSSSIMA MIO BEL APPUNTATO..
ma vi rendete conto...
no perchè io non mi faccio capace...
maltrattato...minacciato... un mobbing dell'arma ^_^
dissanguato economicamente... perchè?
perchè non ho la faccia da criminale e non ti sparo addosso quando tenti di fermarmi...
o non caccio un qualsiasi tesserino del cazzo...
ma veramente stiamo facendo?
beh io parto e vi lascio con un augurio ^_^
spero che da queste parti arrivi un enorme ed intelligente Tsunami... un onda immensa .... altissima...ma di un acume ed un ironia travolgenti...che non si porti via solo i poveracci... no quelli li lasci stare... ma che si scelga bene i percorsi ed i sentieri... e che magari ci regali un bel Sole splendente....dopo il suo passaggio...
scherzavo!
vabbè buona notte
...e se non è repressione questa....
Emiliano
K.Gibran : "...xché , in fondo, chi ci capisce ci rende in qualche modo Schiavi..."
Gabriele Bellussi
5 ottobre 2005 alle ore 14:45A proposito di Reporter Sans Frontiere:
www.giannimina.it
cliccate su entra e successivamente su America Latina, poi cercate l'articolo del 09/07/2005.
Vorrei ricordare che Cuba è un paese che si trova sotto la minaccia degli USA da più di cinquant'anni i quali, se ben ricordo, si trovano a 90 km di distanza dalle coste Cubane e sono il paese più armato al mondo, non solo in termini relativi, ma anche in termini assoluti.
Sono il solito sentimentale? No, sono stufo dell'ipocrisia.
Saluti.
Davide Messi
16 novembre 2005 alle ore 10:34Cuba ottiene di nuovo una schiacciante e ampia vittoria alle Nazioni Unite
(Cubaminrex) - 8 novembre 2005 Per la quattordicesima volta consecutiva, e in questa occasione con il più alto sostegno mai raggiunto, Cuba ha ottenuto una schiacciante e ampia vittoria all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove 182 paesi hanno oggi approvato la risoluzione che richiede al Governo degli Stati Uniti di porre fine immediatamente al blocco economico, finanziario e commerciale contro la nazione dei Caraibi.
Dei 191 paesi rappresentati nell'Assemblea Generale dell'ONU, solo quattro hanno votato contro la risoluzione (Stati Uniti, Israele, Palau e Isole Marshall) e uno si è astenuto (Micronesia).
Da parte loro, non erano presenti alla votazione El Salvador, Iraq, Marocco e Nicaragua.
Discorso pronunciato dal Ministro degli Esteri cubano Felipe Perez Roque all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite - 8 novembre 2005
Signor Presidente, signori delegati,
oggi è un giorno di speciale importanza per le Nazioni Unite poiché si vota per la quattordicesima volta il progetto di risoluzione presentato da Cuba dal titolo "Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba". L'Assemblea Generale non deciderà su un tema di interesse solo per Cuba, voterà anche a favore dei principi e delle norme del diritto internazionale, contro l'applicazione extra-territoriale delle leggi e in difesa dei diritti umani dei cubani, dei nordamericani e dei paesi dei 191 Stati rappresentati in questa assemblea.
È verità che il Governo degli Stati Uniti ha ignorato la reiterata esigenza, quasi unanime, della comunità internazionale ed è certo che il Presidente Bush renderà ancora più duro il blocco, che è già il più lungo e crudele della storia. Ma questo non diminuisce l'importanza etica, morale e giuridica di questa votazione.
Mai prima, come negli ultimi 18 mesi, il blocco è stato applicato con tanto accanimento e brutalità, mai prima è stata tanto crudele e spietata la persecuzione di un Governo degli Stati Uniti contro l'economia e il diritto dei cubani a una vita degna e decorosa.
Da quando il 6 maggio 2004 il Presidente degli Stati Uniti ha firmato il suo nuovo piano per annettere Cuba, si è prodotta un'isterica scalata senza precedenti nell'applicazione di nuove e aggressive misure, compresa la minaccia dell'uso della forza militare contro Cuba e la persecuzione di aziende e di persone non solo cubane, ma anche degli Stati Uniti e del resto del mondo. Così nel maggio del 2004 è stata imposta una multa di cento milioni di dollari alla banca svizzera Unione delle Banche Svizzere, la maggiore sanzione contro un ente bancario per avere violato in modo presunto il blocco contro Cuba.
Il 30 settembre 2004 nel colmo del delirio e della ridicolaggine sono state rese più dure le cosiddette regole di controllo sui fondi cubani ed è stato stabilito che i cittadini o i residenti permanenti negli Stati Uniti non possono comprare legalmente in un paese terzo prodotti di origine cubana compreso tabacco e alcool, neanche per proprio uso personale all'estero.
Le sanzioni penali per queste violazioni possono giungere a multe fino a un milione di dollari per le aziende e a 250.000 dollari e fino a 10 anni di carcere per le persone.
E' la unica volta nella storia in cui fumare un sigaro cubano o comprare una bottiglia dell'incomparabile rum Havana Club è proibito a un nordamericano, perfino se lo fa in un viaggio turistico in un altro paese. In materia di pazzia questa proibizione draconiana dovrebbe essere inserita nel libro del Guinness de primati.
Il 9 ottobre 2004 il Dipartimento di Stato ha annunciato, con un'aggressione senza precedenti nella storia delle relazioni finanziarie internazionali, la costituzione di un gruppo di persecuzione dei fondi cubani. La sola esistenza di un gruppo con tale nome dovrebbe far vergognare il Presidente della nazione più potente della storia.
Nel gennaio 2005 l'ufficio di controllo dei fondi esteri ha reinterpretato le regole sui viaggi in modo tale che oramai non è più permesso a cittadini nordamericani di partecipare a riunioni a Cuba che siano patrocinate e organizzate da agenzie delle Nazioni Unite con sede negli Stati Uniti, salvo che ottengano una licenza previa del Governo nordamericano.
Il 24 febbraio 2005 in netta e sfrontata violazione delle regole internazionali sui marchi e sui brevetti è stata realizzata una manovra legale orchestrata per sottrarre a Cuba i diritti sulla marchio Cohíba, il più prestigioso tra i sigari cubani.
Il 13 aprile 2005 è stato emesso il verdetto di colpevolezza contro il cittadino nordamericano Stefan Broil, ex-presidente dell'azienda Piurolait (come si pronuncia) accusato di avere venduto a Cuba resine ionizzate per la purificazione dell'acqua negli acquedotti cubani.
Il 29 aprile 2005 il Presidente Bush ha ordinato al Dipartimento del Tesoro di consegnare 198.000 dollari dei fondi cubani illegalmente congelati nelle banche degli Stati Uniti, per adempiere a una delle illegittime richieste contro Cuba dei gruppi violenti ed estremisti che da Miami organizzano in totale impunità piani terroristici contro Cuba.
Nell'aprile 2005 è stata negata l'entrata negli Stati Uniti ai nuovi dirigenti della compagnia canadese Sherrit e ai loro familiari in applicazione della legge Helms-Burton. Pure nell'aprile 2005 l'ufficio di controllo dei fondi esteri ha reso più dura la sua persecuzione persino contro organizzazioni religiose che possiedono permessi per viaggi a Cuba a tale scopo.
Nell'anno 2004 il Governo ha imposto multe a 316 cittadini residenti negli Stati Uniti per avere violato disposizioni del blocco. Fino al 12 ottobre 2005 si era già arrivati a 537 multe.
Nell'anno 2004 un totale di 77 compagnie, istituti bancari e organizzazioni non governative nordamericane e di vari paesi è stato multato per avere violato il blocco a Cuba. Undici di esse sono aziende estere o filiali di compagnie nordamericane in Messico, Canada, Panama, Italia, Regno Uniti, Uruguay e Bahama. Altre sette compagnie, tra esse Iberia, Air Italia, Air Giamaica, sono state sanzionate perché le loro filiali negli Stati Uniti hanno violato, secondo il Governo nordamericano, le leggi del blocco.
I viaggi dei cittadini nordamericani a Cuba sono diminuiti del 55 % a paragone dello stesso periodo del 2003 prima delle nuove sanzioni approvate dal Presidente Bush. Nel caso dei cubani residenti negli Stati Uniti la diminuzione di coloro che viaggiano direttamente è stata del 49 %.
Gli scambi culturali, sportivi, accademici, studenteschi e scientifici, così come i vincoli dei cubani che vivono su entrambi i lati dello stretto della Florida, sono stati bersaglio speciale delle aggressioni anticubane di questa amministrazione. Si è arrivati perfino a proibire i viaggi a Cuba di zii e cugini, tra gli altri, adducendo il fatto che non fanno parte della famiglia.
Eccellenze, il blocco è costato al popolo di Cuba, in questi quasi 47 anni, più di 82.000 milioni di dollari. Non c'è attività economica o sociale a Cuba che non patisca le sue conseguenze. Non c'è diritto dei cubani che non sia aggredito dal blocco. In virtù del blocco Cuba non può esportare alcun prodotto negli Stati Uniti. Per la sua vicinanza, Cuba potrebbe esportare ogni anno negli Stati Uniti oltre 30.000 tonnellate di nichel o un milione di tonnellate di zucchero a un prezzo tre volte maggiore di quello che Cuba riceve oggi. Venderebbe pure 180 milioni di dollari all'anno di ateromixol se solo raggiungesse l'1 % delle vendite negli Stati Uniti di medicine che riducono il colesterolo. Secondo gli editori della rivista Harvard Internazionale Review questo è il miglior farmaco anticolesterolo disponibile.
Inoltre Cuba avrebbe esportato lo scorso anno negli Stati Uniti quasi 30 milioni di dollari di rum Havana Club e più di 100 milioni di dollari in sigari. Cuba non può neppure importare dagli Stati Uniti altre merci che non siano prodotti agricoli e questo con ampie e sempre nuove restrizioni.
Cuba non può ricevere turismo dagli Stati Uniti. Nel 2004 se Cuba avesse ricevuto solo un 15 % degli 11 milioni di turisti nordamericani che hanno visitato i Caraibi, Cuba avrebbe incassato oltre 1.000 milioni di dollari.
Diversi studi pubblicati negli Stati Uniti stabiliscono da 2 a 4 milioni i turisti provenienti da questo paese che Cuba riceverebbe se il blocco fosse tolto.
A causa del blocco Cuba non può utilizzare neanche il dollaro nelle sue transazioni con l'estero, né ha accesso a crediti, né può realizzare operazioni con istituti finanziari nordamericani, con le loro filiali e perfino con istituzioni regionali o multilaterali. Cuba è l'unico paese dell'America Latina e dei Caraibi che non ha mai ricevuto in 47 anni un credito dalla Banca Mondiale né della Banca Interamericana di Sviluppo.
Se il blocco fosse solo un tema bilaterale tra Stati Uniti e Cuba, sarebbe già una cosa molto grave per il nostro piccolo paese, ma è molto di più di questo, il blocco è una guerra economica, applicata con zelo incomparabile a livello mondiale.
Il blocco è inoltre l'applicazione extra-territoriale di leggi degli Stati Uniti contro i paesi che voi qui rappresentate, eccellenze, ed è pertanto una grave violazione del diritto internazionale.
Ora Cuba ha due nuovi ostacoli da affrontare. Da una parte l'impotente superbia imperiale del Presidente Bush, che l'ha portato più lontano di qualsiasi altro in questa pazzia e la crescente globalizzazione dell'economia mondiale, perché gli Stati Uniti controllano quasi la metà delle aziende multinazionali del pianeta, comprese otto delle dieci più importanti. Gli Stati Uniti sono padroni anche della quarta parte dell'investimento estero diretto e importano il 22 % delle merci a livello mondiale. Gli Stati Uniti sono padroni di 11 delle 14 maggiori aziende multinazionali nel settore informatico e delle comunicazioni e assorbono circa l'80 % del commercio elettronico mondiale.
Delle dieci compagnie farmaceutiche che realizzano quasi la metà delle vendite mondiali di medicine, cinque sono nordamericane e alcuni di questi paesi sono unici. È per questo motivo che sia gli investimenti negli Stati Uniti di aziende di paesi terzi sia di compagnie nordamericane all'estero riducono lo spazio economico estero di Cuba. Ogni fusione o acquisizione tra aziende presuppone per il nostro paese la sfida molte volte insuperabile di trovare un nuovo fornitore o un nuovo mercato per i nostri prodotti.
Ricordiamo eccellenze le disposizioni extraterritoriali del blocco.
Si proibisce, in virtù della legge Torricelli, a filiali di aziende nordamericane in paesi terzi, di commerciare con Cuba. Una parte delle apparecchiature e degli articoli dei centri di ricerca della biotecnologia cubana che già producono vaccini terapeutici contro il cancro, era fornita dall'azienda svedese Famacma, che è stata comprata dall'azienda britannica Amerchin e questa a sua volta dalla nordamericana General Electric, che ha dato un termine di una settimana per sospendere ogni contatto con Cuba.
Quando l'azienda brasiliana Oro Rojo è stata comprata da un'azienda nordamericana, ha cancellato le sue vendite di carni in scatola a Cuba che venivano destinate a malati di AIDS come parte di un progetto con il Fondo Mondiale di Lotta Contro l'AIDS, la malaria e la tubercolosi. Non erano, eccellenze, armi di distruzione di massa, non erano droghe, non erano prodotti proibiti, era carne da fornire ai malati di AIDS come parte di un programma delle Nazioni Unite. Si perseguono, si proibiscono queste vendite, si perseguono le aziende che cercano di avere commerci normali con Cuba. Si viola un diritto del nostro paese e un diritto di aziende e di imprenditori cittadini di altri paesi.
La compagnia Cairo Corporation non ha più venduto a Cuba dopo essere stata multata lo scorso anno con 168.500 dollari perché una delle sue filiali europee aveva esportato a Cuba due vaccini per bambini. Non armi nucleari, non razzi strategici, due vaccini per bambini.
Il 7 febbraio 2005 la Caribean Internacional Bank di Bahama ha cancellato le sue operazioni con Cuba sotto la minaccia del Governo degli Stati Uniti.
La Banca Britannica Barkeis ha recentemente indicato che avrebbe fatto la stessa cosa di fronte alla paura di sanzioni nordamericane. L'azienda canadese Beko, a partecipazione di capitali nordamericani, ha dovuto sospendere la sua progettata partecipazione allo sviluppo a Cuba di capacità per l'immagazzinamento di combustibile.
La compagnia danese Sabrot è stata acquistata dall'azienda nordamericana York e immediatamente sono state cancellate le operazioni in atto per vendere a Cuba compressori di refrigerazione necessari per il programma cubano di fornitura di yogurt di soia per tutti i bambini dai sette ai tredici anni.
Il blocco proibisce pure ad aziende di paesi terzi la vendita a Cuba di beni o di servizi in cui sia utilizzata tecnologia nordamericana o che contengano oltre il 10 % di parti di questa provenienza. Per questo, il Governo nordamericano mantiene dall'anno 2004 la sua proibizione alla compagnia olandese Interbet per la vendita a Cuba di vaccini aviari adducendo il fatto che contengono un antigene prodotto negli Stati Uniti.
La compagnia messicana Bafe S.A. ha dovuto sospendere la vendita a Cuba di un materiale necessario per la fabbricazione di pentole domestiche a pressione perché conteneva una materia prima degli Stati Uniti.
Nel settembre 2004 la compagnia aerea della Svezia ha cancellato il contratto di affitto di un'aeronave Airbus 330 con Cubana de Aviación perché non poteva ricevere i servizi di manutenzione perché, anche se l'aereo era di fabbricazione europea, utilizzava varie tecnologie nordamericane.
Nell'ottobre 2004 la compagnia giapponese Hitachi Higth Tecnologies Corporation non ha potuto vendere un microscopio elettronico per un prestigioso ospedale cubano per le stesse ragiona già elencate.
Il blocco proibisce ad aziende di paesi terzi, quelle che qui voi rappresentate, signori delegati, di esportare negli Stati Uniti qualunque prodotto o apparecchiatura se questi contiene materia prima cubana. Nessuna azienda al mondo può esportare confetture negli Stati Uniti se contengono zucchero cubano. Nessuna azienda al mondo può esportare negli Stati Uniti automobili o altre apparecchiature se prima non dimostra che i metalli usati per la loro fabbricazione non contengono nichel cubano.
Il blocco proibisce l'entrata ai porti degli Stati Uniti a navi che abbiano trasportato merci a o da Cuba, non navi nordamericane, navi dei paesi che voi rappresentate non possono andare negli Stati Uniti se prima hanno toccato un porto cubano. È la legge Torricelli firmata dal Presidente Bush padre nel 1992. Il blocco proibisce in virtù della legge Helms-Burton gli investimenti a Cuba di aziende di paesi terzi, sotto l'ipotesi che siano in relazione con proprietà soggette a reclamo da parte degli Stati Uniti.
Per questo motivo, signori delegati, restano sanzionati i dirigenti della compagnia canadese Sherrit e l'anno scorso si è ritirata da Cuba, sotto questa minaccia, la compagnia giamaicana di turismo Superclub.
Il blocco, eccellenze, viola i diritti costituzionali del popolo nordamericano, gli impedisce di recarsi a Cuba, di godere della nostra cultura e di scambiare liberamente con il popolo cubano. Cuba si trova oggi in questa tribuna non solo per difendere i diritti del popolo cubano, lo fa anche per difendere i diritti del popolo nordamericano, verso il quale proviamo sentimenti di simpatia, di amicizia e di rispetto, il popolo nordamericano a cui non diamo la colpa per la nostra sofferenza e per l'ingiusta e genocida politica che ha contro la nostra patria. E siamo qui pure in difesa del diritto di tutta la comunità internazionale, che è violato da questa politica illegale unilaterale.
Il blocco colpisce anche gli interessi economici, non solo i diritti degli Stati Uniti. Secondo uno studio del luglio 2005 pubblicato dal centro di commercio e di ricerca dell'Università del Sud dell'Alabama l'eliminazione del blocco potrebbe generare centomila nuovi posti di lavoro ed entrate per 6.000 milioni di dollari all'economia nordamericana.
Signori delegati, signor Presidente. Dopo molti anni, osserviamo che la delegazione degli Stati Uniti qui presente ha rinunciato a partecipare al dibattito previo a questa votazione. Penso che si deve al fatto che non hanno idee, che non hanno neppure un solo argomento, hanno rinunciato per tal motivo almeno a difendere le loro posizioni nel dibattito generale. Sono angosciati perché una ventina di delegazioni è intervenuta qui prima della delegazione cubana.
Fanno probabilmente silenzio perché, come diceva il Presidente Abraham Lincoln, non si può ingannare tutto il mondo per sempre. Devo dire che intendiamo questa decisione come una specie di resa di tipo morale. Si richiede più che potere, si richiede etica, si richiede autorità morale, e l'autorità morale non si ottiene con la forza, non si ottiene con la guerra, non si ottiene con le armi. L'autorità morale si conquista con atti esemplari, con il rispetto al diritto degli altri anche se sono piccoli e poveri.
So che sono iscritti per partecipare poi alla spiegazione del voto. Parleranno dopo, e pertanto io non posso commentare le loro opinioni ma garantisco che nel turno di replica la delegazione cubana respingerà ogni menzogna e ripeterà ogni verità che sia necessario dire in questa sala.
Signori delegati, signor Presidente, alla fine voglio insistere sul fatto che il blocco contro Cuba deve essere tolto. Il Governo degli Stati Uniti deve far finire le sue aggressioni contro Cuba, alla fine deve riconoscere il nostro diritto alla libera determinazione. Il Governo degli Stati Uniti si crea false illusioni, e lo dico con tutta chiarezza, con l'idea che si può sconfiggere la Rivoluzione cubana. Maschera i suoi piani, chiama transizione quello che sarebbe una rozza e sanguinosa annessione di Cuba.
Ma si sbaglia, ignora il coraggio, lo spirito di indipendenza e il livello di coscienza politica che la Rivoluzione ha seminato nel popolo cubano. La fermezza ed il senso della dignità che hanno dimostrato i cinque giovani cubani prigionieri politici nelle carceri nordamericane, eroi della lotta contro il terrorismo, i cui familiari, le cui mogli, le cui madri, i cui figli là a La Habana seguono questo dibattito e confidano nel senso di giustizia delle delegazioni presenti. La fermezza di questi cinque giovani è una prova dello spirito indomabile con cui i cubani difendono oggi e difenderanno sempre il nostro diritto a costruire una società più giusta, solidale e umana.
Nel nome di questi cinque eroi, signori delegati, nel nome dei bambini e dei giovani cubani che hanno dovuto vivere tutta la loro vita sotto il blocco, nel nome del popolo generoso, allegro e coraggioso che là a Cuba confida in voi perché sa che il mondo ha visto i cubani combattere, insegnare e curare dovunque sia stato necessario il loro concorso.
Perché sa che il mondo ha visto sempre i cubani non dare quello che eccede, bensì condividere quello che hanno nel nome del diritto di Cuba, signori delegati, che è oggi anche il diritto di tutti, che è oggi anche il vostro e quello dei popoli che voi rappresentate in questa Assemblea, vi chiedo rispettosamente di votare a favore del progetto di risoluzione "Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba.
Molte grazie.
Leggere tutto poi fare commenti sui dittatori americani dal 50 a oggi e sul dittatore Fidel
Il mio commento è siamo tutti schiavi del sistema stelle e strisce e se non si è dentro al sistema c'è l'enbargo = emarginazione totale,(sopra descritto) tutto il resto sono bla bla bla
Saluti Davide
Marco Gilles
21 dicembre 2005 alle ore 14:57====================================================================================================
Il Patto dello Sciacchetrà
Le ultime dichiarazioni di Fiorani stanno facendo emergere la verità sull'incontro che ha visto il SENATORE LUIGI GRILLO, Gran Maestro dell'operazione di corruzione e appropriazione indebita più sporca dalla fine di Tangentopoli.
L'incontro ha visto la partecipazione di: Fazio, Fiorani, Berlusconi e Grillo. Le dichiarazioni ufficiali vollero far passare l'idea di una difesa delle banche italiane contro l'assalto dei Barbari europei.
In realtà, il Senatore Luigi Grillo, eletto in Liguria nelle fila di Forza Italia, aveva bisogno di tanti soldini per costruirsi la VILLA nella Riviera Ligure (costruita abusivamente nel Parco Naturale delle Cinque Terre e poi condonata); quale sistema migliore per fare ciò se non fregare un po' di soldi ai correntisti della Banca Popolare di Lodi.
Il sistema a quanto sta dicendo Fiorani era semplice: bastava aprire un conto nella sua Banca, dare l'appoggio politico all'operazione bancaria più sporca della Seconda Repubblica e in cambio ci si ritrovava un bel gruzzoletto sul proprio conto corrente.
Il Senatore Grillo, una delle figure più losche della Politica italiana, ha fiutato subito l'affare e si è lanciato nella strenua difesa della scalata di Fiorani, ovviamente le sue dichiarazioni pubbliche sono state ripagate a suon di MILIONI di euro.
Il problema è che i soldi affluiti nelle tasche di LUIGI GRILLO erano dei correntisti della Banca Popolare di Lodi che sono stati truffati, rapinati e beffati; una persona che ha rubato dei soldi agli italiani dovrebbe stare in GALERA e non in Parlamento in una posizione chiave (Presidente della Commissione Trasporti del Senato).
IL SENATORE LUIGI GRILLO DEVE STARE IN GALERA E NON IN PARLAMENTO !!!!
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Davide Messi
15 gennaio 2006 alle ore 23:57Che delusione mi è sembrata abbandonata, stanca, un popolo alla ricerca di espedienti per vivere pur lavorando.Penso che i Cubani stiano facendo una "cura" che gli U.S. li rende stitici è il proprio governo li....... purga
per il resto lo vista come il sig. Giorgio Schvarcz
Chiunque sia stato a Cuba e abbia avuto contatti con i cittadini cubani ha percepito sicuramente tante, diverse, emozioni.
Per quanto mi riguarda, più che dall'orgoglio cubano, dal livello di istruzione, e dai servizi sanitari, sono stato colpito dalla paura e dalla miseria.
I paragoni con gli altri paesi sono fuorvianti, le attrattive dei turisti non hanno senso per un Cubano, un Cubano non è libero di comunicare via internet, non è libero di decidere se andare via da Cuba e non è libero neppure di andare in spiaggia dove vuole.
La miseria è ovunque, la paura si legge negli occhi di chi non può dissentire, commentare, contestare, esprimere un'opinione dissonante.
Provate a chiedere ad un cubano che significa incontrare un poliziotto che ti chiede i documenti per un controllo e poi non te li restituisce,altro che inviato del corriere......
fabri balzani
19 settembre 2007 alle ore 14:54La repressione e le dittature utilizzano il controllo mentale
guarda questi video su youtube
http://it.youtube.com/watch?v=m6vxwmy9XNA
fabri balzani
19 settembre 2007 alle ore 14:59Le dittature ultilizzano il controllo mentale ,se vuoi saperne di piu' digita controllo mentale su youtube
fabri balzani
19 settembre 2007 alle ore 15:04 marcello messere
22 ottobre 2007 alle ore 14:56e' la prima volta che partecipo ad un commento,sfiduciato dalla politica di natura mafiosa che si e' ormai insediata al governo,immaginavo che un governo di destra avrebbe pensato prima ai suoi ,ma da uno di sinistra in pieno stile staliniano,mah !cosa aspetta ai nostri figli.non ho idee per modificare lo stato di non diritto,ma visto che le leggi se le fanno su misura ,perche'non costituire,un parlamento virtuale,ovvero una community che discute le leggi del parlamento italiano e le vota ,o meglio propone le leggi e le presenta al parlamento italiano,una comunity che decida che tipo di legge elettorale ci vuole.
forse sono un sognatore . stanno contribuendo al degrado mentale e civile e detto da un napoletano che ci vive ogni giorno col degrado deve essere vero
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28 settembre 2015 alle ore 15:05Non avrei la polizia in casa e non passerei dei giorni in carcere perchè, se è vero quello che è scritto nel post di Beppe, non avrei potuto usare internet per scrivere il mio post...giusto, no?
E poi la mia voleva essere anche una provocazione per dire di guardare prima di tutto in casa nostra: come possiamo pensare di avere una libera informazione se tutte le testate televisive e non, sono di proprietà diretta o indiretta della stessa persona?Ma l'avete mai visto un TG4 di Fede?
Come dire, per citare un proverbio cinese (toh!): "PRIMA DI GUARDARE LA PAGLIUZZA CHE HA IL TUO VICINO NELL'OCCHIO, GUARDA IL TRONCO CHE E'NEL TUO!"
Rita
