
Diritti civili e libero mercato
22 maggio 2005 alle ore 13:36•di MoVimento 5 Stelle
Amnesty International sta da tempo denunciando la repressione attuata dal Governo cinese contro i cosiddetti cyberdissidenti e la libertà di espressione in Rete.
Dal Rapporto di Amnesty: "People's Republic of China control tighten as Internet activism grows", almeno 54 persone sono in carcere per:
- aver scaricato informazioni da Internet,
- aver espresso le loro opinioni o aver fatto circolare opinioni di terzi in Rete,
- aver aderito a petizioni on line,
- aver pubblicato informazioni on line sulla SARS,
- essersi opposti alla persecuzione del movimento Falun Gong,
- aver chiesto di rivedere le posizioni governative su Tienanmen,
- aver comunicato con gruppi stranieri su Internet,
- aver pianificato la fondazione di un partito democratico.
In Cina, l'accesso alla Rete è regolamentato e filtrato dal governo con la collusione di molte aziende tecnologiche americane.
In Cina chi cerca su Internet con Google o Yahoo! parole come "Free Tibet", "Falun Gong" o "Taiwan" trova il nulla o quello che vuole il governo.
La tecnologia al servizio della repressione.
In Cina esportiamo i diritti civili e non le nostre industrie.
Chi sa di cosa parlerà oggi Prodi in Cina...
Commenti (387)
Alessandro Bandini
22 maggio 2005 alle ore 14:23Tanto per restare in tema
Stilata la classifica mondiale del Wto: adesso anche Hong Kong prosegue la scalata e si avvicina
Turismo, il sorpasso cinese
l'Italia scende al quinto posto
La Francia mantiene la prima posizione, gli Usa in crescita dopo la crisi, la Spagna si mantiene stabile
E meno male che c'abbiamo il turismo...
stefano solinas
22 maggio 2005 alle ore 14:34Su una rivista (mi pare hacker journal di un paio di mesi fa) c'era un articolo di uno che aveva fatto alcuni test in cina e diceva che non solo alcuni siti vengono oscurati, ma alcuni vengono sostituiti, per cui uno crede di vedere il sito ma non lo vede. La cosa è facilissima da fare e potrebbe essere fatta da chiunque in qualunque paese.
Luca Geraci
22 maggio 2005 alle ore 14:34La Cina è una bomba ad orologeria.
Dopo aver investito con la propria esplosione economica (avvenuta per un minimo del suo potenziale, fate attenzione!) il mondo intero, avrà un esplosione di conflitti sociali e politici al suo interno le cui proporzioni e i cui esiti fatichiamo ad immaginare.
"Il futuro è un ipotesi" scriveva Ruggeri, in questi anni è un ipotesi che difficilmente ci fa sognare.
Fabio Midolo
22 maggio 2005 alle ore 14:37Sapevo già di questo oscuramento dell'informazione, quando fu eletto il nuovo Papa. Non era concesso a nessuno di loro nè di celebrare commemorazioni nè di accedere ad informazioni sul Papa via internet, oscurando così tutti i siti che lo riguardavano...è vero loro esportano merce a basso costo ma non importano democrazia...la vanno a trovare direttamente a domicilio in altri Paesi.
umberto rossi
22 maggio 2005 alle ore 14:39DAZI FLESSIBILI ED INTELLIGENTI
A mali estremi, estremi rimedi
CRISI DELL'ECONOMIA
Sono ormai tre anni che i "luminari" dell'economia globale ci predicano una ripresa dietro l'angolo, ma sono puntualmente smentiti dai dati dell'economia reale. L'inflazione galoppa sul dato ufficiale del 2,9% ma diventa, secondo le Associazioni dei Consumatori tra il 9-11% e, visti gli aumenti ai quali siamo sottoposti nell'"Era dell'euro", c'è da crederci. L'inflazione si è abbattuta come un macigno sugli italiani che ormai guardano con rabbia e sospetto chi ancora continua a parlare di fiducia nel mercato. Questa situazione si aggiunge agli scandali ed ai default finanziari; da Ernon all'Argentina per passare per Cirio fino ad arrivare a Parmalat.
All'interno di questo scenario sconcertante tutti si lamentano richiedendo riforme per uscire dalla crisi. Nel nome della "Sacra" competitività la Confindustria chiede al governo detassazioni e privatizzazioni. Gli imprenditori impegnati sul mercato globale con Paesi come la Cina richiedono a gran voce maggior flessibilità del mercato del lavoro per contenere i costi della produzione e quindi mantenere la competitività. Perfino i lavoratori dipendenti disubbidiscono ai sindacati scendendo in sciopero spontaneamente per richiedere aumenti salariali adeguati all'aumento del carovita. Lo Stato, stretto dal debito riduce le spese usando la legge del taglione.
Tutti piangono la crisi ma il problema è rimasto fino ad ora irrisolto, ne è conferma il trend economico negativo. Né il Governo, né le alte istituzioni, nazionali, europee o globali hanno prodotto soluzioni capaci di convertire questo flusso che sta portando alla deriva l'intera società italiana. I bassi salari e la sfiducia stanno facendo calare a picco i consumi costringendo molti imprenditori e commercianti ad aumentare i prezzi per mantenere i loro profitti e, molte volte, per non chiudere le proprie aziende. In queste condizioni, lo Stato riceve, in proporzione, meno entrate fiscali dagli scambi commerciali e va alla ricerca di nuovi tagli alla spesa pubblica. Si può rompere questo circolo vizioso e creare una vera e solida ripresa evitando soprattutto che questa crisi si trasformi in uno scontro sociale che farebbe male a tutti?
COSA NON CI FARA' USCIRE DALLA CRISI.
Sicuramente si può uscirne ma prima bisogna individuate le cose che, a livello socio economico, non vanno fatte. Una di queste è quella di non partire dal principio di "avere la botte piena e la moglie ubriaca" che in periodo di vacche magre è una cosa sconsiderata e palesemente iniqua per molti. Questa purtroppo è la posizione della Confindustria e di molta politica del nostro Paese. Quindi non si può pretendere, ad esempio, di detassare le fasce di popolazione più ricche e allo stesso tempo avere i conti pubblici a posto. Promettere di tagliare le tasse senza pensare al debito pubblico italiano che è il più alto in Europa significa garantire al nostro Paese il collasso economico. Oppure depenalizzare i reati di falso in bilancio o ostacolare le rogatorie internazionali su conti bancari all'estero e pretendere che allo stesso tempo nessuno truffi consumatori e risparmiatori (vedi Parmalat, Cirio, Ernon, Argentina). Soprattutto non si può pretendere una ripresa concedendo agli imprenditori maggior flessibilità del mercato del lavoro (vedi legge 30) mentre i dipendenti devono vivere con conseguenti tagli salariali e maggior insicurezza sociale. "Dulcis in fundo": come si può pensare di essere competitivi nel mercato globalizzato con nazioni come la Cina o i Paesi dell'Est Europa quando noi giustamente pretendiamo dalle aziende maggior sicurezza sugli ambienti di lavoro, norme antinquinamento, salari equi, ampliamento dei diritti dei lavoratori, ecc., mentre in questi Paesi tali norme non esistono ed addirittura non applicano persino le ingiuste ed insufficienti regole imposte dal WTO. Come si può pretendere che l'Italia e l'Unione Europea possano avere una crescita rapida e soprattutto duratura nel tempo? Siamo inondati da merce contraffatta, prodotta con manodopera sottopagata e con il costo 5, 10 o 15 volte minore della manodopera locale. A queste condizioni non c'è automazione che possa sostenere la nostra produttività. In Italia lo abbiamo già visto nei settori manifatturieri come l'abbigliamento, il tessile, il chimico e presto altri settori si uniranno ad essi. Di questo passo la nostra capacità produttiva scomparirà senza che nessuno abbia posto dei rimedi a questa emorragia economica.
L'uscita dalla crisi è possibile a patto che vadano smitizzate due rigidità della teoria neoliberista:
A) che la globalizzazione è portatrice di benessere socioeconomico per tutti
B) che tutti possono competere sul mercato globale.
Questi due principi sono le cause maggiori del dissesto economico e sociale del nostro Paese e del Mondo intero. Abbiamo già detto che è impossibile competere con certi Paesi perché non esistono le condizioni per farlo ma soprattutto non si possono impiantare politiche economiche che sacrificano in nome del mercato i diritti ed il potere d'acquisto della maggior parte della popolazione, pena la morte del mercato stesso. Ma perché, nonostante questo disastro che si sta compiendo sotto gli occhi di tutti, si continuano a sostenere politiche così fallimentari? Semplice, perché la politica, le istituzioni ed il mondo accademico sono influenzati dallo strapotere economico delle grandi multinazionali. Sono le multinazionali che hanno capitali e risorse necessarie per competere nel mercato globale, tutto il resto della popolazione si adatta ed in parte vive in base alle esigenze e alle necessità di mercato di questi colossi. Può sembrare inverosimile eppure è così, tant'è vero che le statistiche dicono che le multinazionali occupano direttamente solo 1% della forza lavoro mondiale mentre le lunghe mani delle lobby economiche multinazionali arrivano dappertutto. Ad esempio alla maggior parte della popolazione mondiale non interessa lo sbocco commerciale e produttivo sul nascente mercato cinese. I cinesi sono in grado di operare e produrre su piccola scala come fanno i nostri artigiani e le nostre piccole e medie industrie. Questo è dimostrato da recenti accadimenti dove aziende italiane si sono viste "clonare" intere gamme di prodotti talvolta scippati anche del marchio; dove la qualità era pressappoco la stessa, ma il prezzo molto inferiore. Le uniche invece in grado di usufruire di commesse sul mercato cinese sono le multinazionali che possono competere sulla costruzione delle infrastrutture e dei servizi (telefoni, autostrade, dighe, produzione d'auto. . . ), oltre a tutte quelle multinazionali che vogliono produrre in Cina per il basso costo della manodopera. La maggior parte della popolazione di quei Paesi che subiscono la concorrenza dei prodotti importati da Paesi come la Cina, non trae nessun beneficio economico da ciò e, nel lungo periodo, tocca con mano che quei prodotti al supermercato non costano di meno ma sono la causa dei tagli salariali e talvolta anche della perdita del posto di lavoro.
Anche alla stessa popolazione cinese importerebbe poco produrre per le multinazionali ed il ricco occidente se la produzione invece di essere esportata fosse indirizzata per il consumo del mercato interno. Anzi considerando il volume della popolazione cinese questa politica potrebbe far aumentare non solo l'occupazione ma adeguare i salari alle necessità delle persone.
SOLUZIONI ALLA CRISI.
Per uscire dalla staticità economica che il neoliberismo ha causato vanno affrontate e risolte tre questioni:
1. Ricreare il potere d'acquisto della popolazione
2. Contenere l'inflazione
3. Mantenere la competitività delle nostre aziende
Sostanzialmente questi tre dilemmi che oggi non fanno dormire gli economisti hanno secondo noi una chiave d'accesso molto semplice: puntare sulla localizzazione dell'economia. Sostanzialmente questo significa rimuovere le ormai vecchie convinzioni che con la globalizzazione si possa ottenere benessere economico diffuso visto che è ormai sotto gli occhi di tutti il contrario: la globalizzazione arricchisce pochi e impoverisce tutti non solo economicamente ma anche nei diritti e nella dignità umana oltre che ad essere disastrosa per l'ambiente.
Localizzare l'economia significa fondamentalmente che il mercato dovrebbe difendere le produzioni locali: l'occupazione, i salari, il potere d'acquisto, i diritti e la sicurezza delle persone che vivono in quel luogo oltre alla salvaguardia dell'ambiente. Al subentrare di agenti esterni che mettono a rischio queste necessità economiche vanno attivate misure di difesa del mercato locale. Le misure di difesa possono essere molteplici, dall'uso di maggiori tecnologie, alla riconversione di vari settori produttivi, all'aiuto statale ma in una situazione come quella odierna queste strategie si stanno rivelando insufficienti.
Chi in economia parla di protezionismo è considerato blasfemo, guai a chi nomina tale parola, guai a chi mette in discussione il liberismo economico! In natura, difendersi o proteggersi sono atteggiamenti innati, sarebbe sicuramente meglio non arrivare a questi estremi ma talvolta gli avvenimenti e le circostanze rendono necessarie tali misure. In questa materia poi l'atteggiamento dei sostenitori del capitalismo neoliberista è veramente irrazionale. Non si capisce perché quando gli Stati Uniti d'America pongono dei pesanti dazi sull'acciaio, il tessile e l'alimentare nessuno apre bocca o si scandalizza mentre quando qualcuno nomina questa parola in Italia succede il finimondo ed è messo alla pubblica gogna. Oggi queste misure sono indispensabili, non allo stesso modo nel quale sono state applicate e concepite nel passato, ma è possibile applicarle.
DAZI INTELLIGENTI E FLESSIBILI.
Va premesso che quando si parla di dazi affrontiamo una questione controversa di cui sicuramente tutti vorremmo liberarci visto che è una tassa sull'importazione e ciò può impedire l'espansione dei mercati, quindi tutti conveniamo che debbano essere superati. Nessuno vuole dar luogo ad una nuova era di protezionismo incondizionato e di guerre commerciali ma ristabilire un equilibrio economico che la globalizzazione neoliberista ha distrutto favorendo gli interessi delle multinazionali. Il loro superamento va legato sicuramente alla creazione di quelle condizioni di mercato necessarie per garantire pari opportunità economiche, che salvaguardino le produzioni locali da meccanismi di dumping economico che è uno dei fattori che impedisce una reale competitività di mercato.
Per entrare nel pratico, come si è già detto siamo tutti concordi nel sostenere che certe misure di salvaguardia dell'ambiente sono necessarie. Se le nostre aziende, per produrre rispettando l'ambiente, debbono investire una percentuale di capitale sarà difficile competere con le aziende di quei Paesi in cui non esistono leggi anti inquinamento come la Cina o che non tengano conto del risicato accordo di Kyoto. Ancor peggio, se i nostri imprenditori debbono rispettare: statuto dei lavoratori, accordi salariali ed il versamento dei contributi è praticamente impossibile competere con la Cina ed altri Paesi che non hanno queste indispensabili regole che dovrebbero salvaguardare i diritti di chi lavora. E' assurdo pensare che con una deregulation del mercato del lavoro o con l'aumento della tecnologia si possa ristabilire la competitività con questi Paesi e la situazione attuale di profonda crisi delle economie occidentali conferma questa tesi.
I dazi devono essere usati come duplice arma: per mantenere la competitività delle nostra economia e per spingere le economie dei Paesi terzi o dei Paesi emergenti ad applicare regole e legislazioni per la salvaguardia dei diritti sul lavoro e la tutela dell'ambiente, di modo che si possano avvicinare agli standard produttivi europei. I dazi non devono essere intesi, come si è sempre fatto, come armi di difesa per stroncare ogni possibilità di interscambio tra economie diverse. Questi processi dovrebbero essere governati in maniera flessibile. Vanno individuati settori a rischio di dumping ed applicati a quei Paesi che non rispettano e non fanno passi in avanti nella lotta per i diritti umani e l'ambiente.
Bisogna creare un organismo economico apposito dove gli esperti valutano in quale maniera ed in quali circostanze i dazi debbano essere applicati. L'ammontare percentuale del dazio su un determinato prodotto dovrebbero essere calcolati in modo da coprire le differenze dei costi per gli investimenti che le nostre aziende fanno per le sopraddette necessità umane ed ambientali in maniera da tenere sempre una porta aperta ai prodotti esteri e favorire la competitività. In questa direzione, da una parte si scongiureranno tensioni inflazionistiche ed i prodotti importati manterranno una certa competitività con i prodotti locali. Oppure, se il prezzo di un prodotto locale difeso dai dazi aumenta troppo sul mercato, le tasse di importazione vanno soppresse o ridimensionate.
In più, nel momento in cui l'assetto monetario delle due economie influisce pesantemente sui costi di produzione, vanno calcolate anche queste differenze all'interno del conteggio fino a che non verranno perfezionati accordi per avvicinare i sistemi monetario, finanziario e bancario. Ci sono decine migliaia di modi differenti di utilizzare in maniera positiva i dazi e non si capisce perché questi non debbano essere applicati se l'obbiettivo è quello di trasformare il mercato verso una dimensione maggiormente positiva per la qualità della vita sia di chi consuma che di chi produce.
Perché dovremmo permettere a quelle aziende che delocalizzano all'estero unicamente per scopi di lucro e di aumento dei profitti, tagliando centinaia di migliaia di posti di lavoro in patria, di introdurre le merci senza nessuna tassa di ingresso, visto che pretendono di venderle alle stesse persone che sono state mese in difficoltà occupazionale e salariale? Perché un produttore che onestamente paga le tasse e crea lavoro dovrebbe essere sfavorito nei confronti del produttore che per non pagare le tasse decide di produrre all'estero e poi introdurre le merci prodotte nel nostro territorio? In questa logica non c'è niente che possa assomigliare alla libertà di mercato sognata da Adam Smith.
DAZI SI MA SENZA GUERRE COMMERCIALI
Uno dei motivi per i quali non vogliamo i dazi è che essi possano creare delle guerre commerciali tali da far contrarre il mercato. Questo in parte può essere vero ma questa motivazione diventa una mera scusante quando la "libera circolazione delle merci" interpretata dai sostenitori del neoliberismo economico diventa motivo di sfruttamento economico, privazione di diritti, inquinamento ambientale e caos sociale. Per applicare un sistema di dazi equo ed intelligente vanno considerati alcuni fattori:
1. la tendenza del mercati locali all'autosufficienza economica;
2. la dimensione del mercato;
3. creazione di scambi economici internazionali bilaterali.
1. Per non subire guerre commerciali la pianificazione economica va programmata nella direzione della massima utilizzazione delle risorse economico produttive a livello locale. Maggiormente l'economia si diversifica coprendo tutte le necessità e richieste di mercato in loco più quella determinata zona sarà al riparo da guerre commerciali, ricatti economico finanziari, embarghi o qualsiasi altro intento di destabilizzazione. Ogni economia dovrebbe essere autosufficiente soprattutto per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico e delle materie prime ed in generale tutto quello che è necessario per garantire le minime necessità alla popolazione.
2. Alcuni politici pensano che l'applicazione dei dazi si possa ancora applicare alle frontiere nazionali: ciò è solo propaganda intensa a sfruttare il malcontento della gente per finalità elettorali o di consenso: questa soluzione oggi non è applicabile in Italia. Quello che si può fare a livello nazionale è, allo stato della legislazione attuale, aumentare i controlli sulla merce importata per verificarne se sono conformi alla nostra legislazione. Questo però avrà degli effetti parziali che forse porterà a dei sequestri e al massimo potrà rallentare la merce in entrata ma l'applicazione dei dazi potrebbe creare una guerra commerciale che l'Italia non può sostenere per l'organizzazione e le dimensioni del suo mercato. Va stabilita quindi un'area di mercato più ampia. L'Europa Comunitaria a nostro avviso è un'area sufficientemente grande per sostenere scambi commerciali senza temere il ricatto o la pressione di altre aree che prenderebbero simili accorgimenti nei confronti della UE. E' da precisare, per quelli che temono per le ripercussioni dell'export nei Paesi extra comunitari, che quelle quote di mercato perse si potranno facilmente recuperare riversando la produzione nel mercato interno. Al contrario di quello che la paura di una guerra commerciale può portare a pensare, riteniamo che questa inversione di mercato intenta a soddisfare il consumo locale porterà grossi benefici per l'occupazione, i consumi ed il potere d'acquisto di milioni di persone. E' scontato che se le aziende per accedere al mercato interno dovranno produrre in Europa, i lavoratori comunitari ne beneficeranno. E' altrettanto vero che la competitività tra le aziende diventerà più realistica e possibile visto che le differenze tra i Paesi UE non sono così marcate come lo sono ora con la Cina o altri Paesi orientali. Questo renderà possibile ai lavoratori di fare richieste salariali senza che le aziende soffrano a livello di competitività. L'effetto dell'aumento del potere d'acquisto delle persone creerà un aumento della produzione e quella spinta necessaria per una ripresa economica certa, sicura e soprattutto duratura.
3. Come abbiamo già detto l'uso delle tasse doganali non hanno come obbiettivo quello di chiudersi creando delle barriere ma ha la duplice funzione di proteggere e di indurre gli altri Paesi ad adeguare il loro mercato alle esigenze ai diritti degli esseri umani e dell'ambiente. Sotto questa luce l'Unione Europea dovrà ricercare dei partners economici extra comunitari che siano disposti a strutturare gli scambi con questa filosofia di mercato. Vanno individuati in maniera bilaterale quei Paesi disponibili a recepire queste nuove direttive. Non credo che sia un'impresa impossibile quella di trovare partners disposti ad accettare di adeguarsi a regole che salvaguardino i diritti dei lavoratori ed il rispetto dell'ambiente quando la contropartita è quella di avere scambi bilaterali con un mercato ricco e pieno di possibilità come quello della Comunità Europea.
E' evidente che applicare queste nuove regole cambierà positivamente la logica del mercato. Questo aiuterà ai Paesi Comunitari a provvedere a quelle lacune produttive che non è in grado di coprire ed ad avere aperture di mercato per quei prodotti dove sussiste il surplus produttivo. Lo stesso sarà per quei Paesi extracomunitari che oltre a questo guadagneranno in democrazia economica e sviluppo.
CONCLUSIONI
Va ricordato ai sostenitori della Liberalizzazione Neoliberista che nella storia economica contemporanea non sempre il protezionismo ha fatto del male al mercato, anzi. Alla fine dell'ottocento l'Europa era inondata dalle merci Inglesi prodotte in patria con sistemi industriali e soprattutto usando le materie prime, prodotte a costi bassissimi, provenienti dalle Colonie. Il predominante colonialismo inglese mise in crisi le altre nazioni del vecchio continente impossibilitate a competere con prezzi così bassi, le quali furono costrette ad iniziare una politica protezionistica usando dei forti dazi a per proteggere il mercato interno. Belgio, Francia, Germania, Italia ebbero grossi benefici da tali misure protezionistiche: si salvarono dal collasso economico finanziario e si aprì la possibilità di riorganizzare i sistemi produttivi nazionali. Fu proprio in quel periodo che in Italia nacquero i poli siderurgici, i poli tessili e manifatturieri che dettero inizio ad un nuovo periodo di prosperità e di crescita economica.
Oggi l'Italia e l'Europa, compressi nella morsa della globalizzazione, hanno perso la loro competitività e non si può pensare che questa situazione si possa superare unicamente con l'innovazione, la ricerca o il taglio delle tasse.
In primo luogo bisogna definire chi ed in quale maniera finanzierà questo cambio di rotta dell'organizzazione dell'assetto produttivo. Lo Stato? Le istituzioni internazionali e le grandi lobby italiane degli industriali, dei banchieri e dei commercianti richiedono al Governo Italiano di intervenire in questa direzione ma con il debito pubblico fuori controllo non può agire. In questa situazione di staticità del sistema economico è facile farsi prendere la mano da rimedi irrazionali. Difatti il governo Berlusconi ha imboccato la strada del suicidio economico per il nostro Paese. Credere che risparmiando denaro tagliando le spese per sanità, istruzione e riformando le pensioni, lo Stato possa trovare i fondi per investire in infrastrutture ed aiuti alle aziende è pressoché pura follia! Si potrà resistere ancora un paio di anni per trovarci con gli stessi problemi accentuati e con i piedi in bilico di fronte al baratro.
La necessità di rifondare il mercato con regole e controlli precisi che salvaguardino diritti e competitività nel pieno rispetto dell'ambiente è una necessità urgente. L'uso dei dazi in maniera flessibile ed intelligente per raggiungere questi obbiettivi è oggi una strada necessaria che le economie mondiali dovranno prendere in considerazione per evitare il collasso: la storia parla chiaro.
Antonio Stefanelli
22 maggio 2005 alle ore 14:41Sono d'accordo con te, solo esportando i diritti ci potrà essere una sana concorrenza.....altrimenti è solo una concorrenza truccata.
Paul Olden
22 maggio 2005 alle ore 14:41L'autoritarismo di mercato cinese è quanto di più funzionale al capitalismo postmoderno globale possa esserci al mondo.
Il rischio è che i potenti del mondo, anzichè spingere per l'esportazione in Cina dei nostri diritti, facciano una nuova campagna di pressione per l'adozione degli efficacissimi metodi repressivi cinesi anche qui da noi, motivandola con l'evidente beneficio degli stessi sulla crescita del P.I.L.
Luca Geraci
22 maggio 2005 alle ore 14:43X Stefano Solinas
E' di questi giorni la notizia che, con l'accordo delle maggiori compagnie telefoniche, in Gran Bretagna verrà posto un filtro "a monte" (tecnicamente non so come funzioni) in tutto e per tutto uguale a quello che utilizzano paesi totalitari come la Cina per censurare e rendere inaccessibili particolari aree della rete.
Si intende in questa maniera mettere un freno alla pornografia infantile e alla pedofilia. L'intento è ottimo e quindi difficilmente troverà grossi ostacoli ad essere accettato dall'opinione pubblica. Il pericolo, gravissimo, è che una volta installato un sistema del genere possa essere usato per "filtrare" qualunque libera ricerca nel Web e che, a seconda della volontà del politico o gruppo di pressione di turno, possano man mano entrare a far parte degli argomenti all'"indice" tematiche scomode a qualcuno ma del tutto legittime.
Adesso il Web è un'area libera... è facile presumere che da qui a poco lo diventi sempre meno.
umberto rossi
22 maggio 2005 alle ore 14:46Dagli Stati Uniti d'America un altro dispiacere per il premier italiano Silvio Berlusconi. Se il Cavaliere chiede a destra e a manca un po' di sano ottimismo nel commentare la salute della nostra economia, gli americani descrivono una situazione veramente allarmante. Un gruppo di esperti economici che lavora per le assicurazioni Aig ha dedicato alcune righe del proprio ultimo rapporto al nostro Paese. Ne è uscita una fotografia imbarazzante per il Governo di Roma.
"L'Italia - hanno sentenziato - è vicina al disastro. Solo una svalutazione dell'euro pari al 20% potrebbe salvarla".
Nel rapporto si legge che il nostro Paese "sta andando incontro a una catastrofica esplosione del proprio debito pubblico".
Secondo gli esperti Usa la situazione dell'Italia è addirittura "peggiore di quella dell'Argentina".
Alessandro Bandini
22 maggio 2005 alle ore 14:46Il nuovo che avanza:
http://213.215.144.81/public_html/18000-18999/articolo_18000.html
umberto rossi
22 maggio 2005 alle ore 14:49
Quando la trasmissione di Rai Tre "Report" affermò che quasi tutti gli imprenditori siciliani pagano il pizzo, nella Casa delle Libertà ci fu una levata di scudi: "Infangato l'onore dell'isola" si disse, sentenziando che quei dati erano completamente fasulli.
Eppure, a poche settimane di distanza, la Confcommercio non ha potuto fare altro che confermare quando rivelato dal programma della terza rete della tv pubblica.
In Sicilia, secondo una recente indagine, il 70% dei negozianti versa soldi alla mafia per avere in cambio la "protezione". Cifre impressionanti, che diventano ancora più gravi in alcune grosse città come Palermo e Catania, dove il pizzo è pagato da otto imprenditori su dieci.
"Tocca a voi - ha commentato il Procuratore di Palermo Pietro Grasso rivolgendosi alle vittime della criminalità organizzata - serve uno scossone, bisogna reagire contro il racket. Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità".
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 14:49La Cina di oggi è l'impero ottomano dell'800. Un sistema economicopolitico gestito non dalla popolazione, ma da un governo asservito alle potenze straniere, una volta politiche, adesso economiche. Altra analogia con la situazione dei primi '900. Una bomba ad orologeria, hanno detto bene...rivolte in aumento. Solo che noi(ma anche loro) conosciamo solo quelle contro il Giappone, perchè fanno comodo al loro governo per far sapere quanto sono nazionalisti, e quanta paura possono fare se si agitano senza controllo.
Si sono insegnati a vicenda il sistema del controllo mentale tramite il terrore...e tentano di farci fessi.
E Prodi va a parlare...di che? E Ciampi...ma fateci il piacere, levatevi da tre passi.
I sapienti del Blog che nutrono gli ignoranti con la fionda o fanno ironia sulle speranze delle persone ci si augura siano impegnati più di questi signori a salvare le sorti del nostro paese.
Riccardo Galatolo
22 maggio 2005 alle ore 14:51agli imprenditori gli stanno sui coglioni solo i comunisti italiani...
chissà perchè quelli cinesi no?!
chissà...
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 14:53Ed esportare i diritti civili in Cina sarebbe lo stesso che averli esportati in Iraq, Iran, Afghanistan. A noi sono serviti venti secoli di tentativi,lotte all'ignoranza e rivoluzioni tecnologiche e politiche per tornare dall'impero romano ad un sistema che non arriva neanche ad essere decente...
Se una popolazione non è matura per un cambiamento è inutile spingerla. Se invece è pronta, farà da sola.
alberto casatello
22 maggio 2005 alle ore 15:00Come facciamo ad esportare i diritti italiani in Cina se NON RIUSCIAMO A FAR RISPETTARE LE LEGGI ITALIANE AI CINESI IN ITALIA??????????
Magari io spero solo che non accada il contrario.....
Ciao a tutti
Bruno Panetta
22 maggio 2005 alle ore 15:02Appena sentito alla radio ragazzi!! Grillo e' STATO ELETTO DIRETTORE GENERALE DELLA WTO!!! Io vivo a Londra quindi lo sento dalla BBC, ma in Italia sicuramente c'e' la censura del Berluska!
Spargete la voce e BATTIAMOCI insieme a Grillo per un mondo piu' giusto!
Bush ha gia' annunciato che boicottera' la nomina. Protestiamo!
Bruno Panetta
Londra
bpanetta@gmail.com
Luca Geraci
22 maggio 2005 alle ore 15:06Facendo seguito al post sulla situazione italiana di Umberto Rossi e approfittando del fatto che sembrano scrivere su questo Blog tanti che masticano di economia (io al massimo posso far di conto con quello che una volta era definito il metodo "del buon padre di famiglia" e che tante volte penso basterebbe a far si che lo cose vadano nel verso giusto).
Mi vien da chiedermi, ma lo stato italiano verso chi ha questo debito di più di 2 MILIONI DI MILIARDI di vecchie lire ?
Non penso e credo che siano tutti BOT, CCT et similia... ma allora a chi li dobbiamo questi soldi?
Gradirei una risposta semplice, perchè cose come il signoraggio (pur essendo interessanti) sono di non facilissima comprensione.
giovanni perrino
22 maggio 2005 alle ore 15:11E di che può parlare? Ciampi esortò l'UE a revocare il provvedimento di embargo del settore armamentario verso la Cina. Prodi sarà lì forse per sapere se lo yuan sarà disancorato dal dollaro così da poter capire se è il momento per gli amici di acquistare la moneta cinese che verrebbe enormemente rivalutata. Loro queste cose le capiscono. A noi non conviene farcele sapere, tanto siamo una massa di ignoranti!
Bruno Panetta
22 maggio 2005 alle ore 15:12Luca:
Lascia stare il signoraggio, che e' una balla spaziale e non significa nulla, come ti puo' confermare qualsiasi economista.
Il debito pubblico di uno stato e' costituito proprio dai buoni del tesoro. Nel caso di paesi in via di sviluppo a questi si possono aggiungere anche prestiti verso organismi internazionali come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale. Tieni presente che i buoni del tesoro non sono comprati solo da piccoli risparmiatori ma anche e soprattutto da banche, fondi pensionistici, fondi d'investimenti, ecc. Per es. le banche centrali di paesi asiatici come la Cina e il Giappone fanno incetta di buoni del tesoro americani per tenere alto il dollaro (e quandi bassa la loro valuta) in modo da esportare di piu'.
Quando un governo ha bisogno di soldi, puo' alzare le tasse oppure mettere in vendita buoni del tesoro. In quest'ultimo caso pero' i debiti vanno pagati e con gli interessi. Un motivo per cui in Italia le tasse sono cosi' alte in Italia e' che il debito publico e' altissimo e quindi buona parte delle tasse se ne va a pagare gli interessi sul debito.
Cordialita'
Bruno Panetta
bpanetta@gmail.com
Alessandro Bandini
22 maggio 2005 alle ore 15:13Luca non so a chi li dobbiamo sti soldi ma posso assicurarti che son molti di più: quella cifra che hai citato te risale a Mani Pulite
Marco A. Bartolucci
22 maggio 2005 alle ore 15:14Caro Beppe,
ho provato a scriverti sul blog ma ho l'impressione che tu non dia grande impegno a chi ti scrive e ciò è più che comprensibile.
Quindi mi rivologo a chi scrive sul blog:
Posso chiedervi un favore?
ho 20 anni ed ho appena creato un sito con degli amici.
potete visitarlo e dirmi cosa ne pensate
www.iltavolodivoltaire.it
ogni commento, anche negativo sarà ben accetto
iltavolodivoltaire@libero.it
Grazie per l'attenzione
Dario Stievani
22 maggio 2005 alle ore 15:15x Panetta
sai solo mettere zizzania con notizie false (WTO) facilmente verificabili in rete. Forse perchè non hai un'idea sparata sulla situazione cinese di cui si sta parlando?
I diritti civili interessano tutti, anche quelli che vogliono semplicemente dire quello che gli passa nel neurone come te.
x tutti
Qualcuno ha per caso dei link a ricerche fatte sulla censura in rete cinese? Mi interesserebbe molto.
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 15:20@Geraci...
ma la risposta è proprio il Signoraggio:
in pratica noi dobbiamo i soldi alla banca d'Italia che ci dava le lire e ora a quella Europea che ci dà gli Euro.
Mettendolo ad un livello terra terra, sarebbe come se tu coltivassi dei pomodori che nascono con la scritta 100 sopra. Per coltivare un pomodoro spendi, metti, 1 euro, ma lo rivendi a 100 Euro solo perchè sopra c'è scritto così. E i pomodori ti vengono pagati con i risparmi di tutta una famiglia che così resta senza soldi.
Sarebbe una truffa. Arriverebbero i carabinieri, ti farebbero un processo, ti metterebbero dentro per furto, truffa, contraffazione.
è una cosa talmente assurda che uno dice: no, non è possibile che sia permessa una cosa del genere. Sarebbe come andare a comprare al supermercato una bottiglia d'acqua a 500 euro!
Le banche invece vengono premiate.
Esempio un pò meno terra terra:
un Casinò dà ai giocatori dei dischetti di plastica con scritto 10, 100, 1000. Che sono il valore che viene dato a quei dischetti sul tavolo di gioco: io gioco con un dischetto con scritto 10, che io ho pagato 10 euro. E fin qui va bene, è la prassi, perchè i dischetti sono un simbolo. Ma i dischetti il Casinò li ha pagati, alla ditta "Dischetti&figli spa" pochi centesimi l'uno.
Ora: la "Dischetti e figli SPA" è la banca che stampa le banconote, il Casinò è lo stato e i giocatori sono la popolazione.
Nel caso del signoraggio, sarebbe come se il Casinò pagasse alla Dischetti&Figli ogni dischetto per la cifra che ci è scritta sopra.Un dischetto da 10 euro, 10 euro e uno identico con scritto 1000, 1000 euro. Più un altro pò, tanto per gradire.
Spero di essere stato un pò più chiaro. Io sono un aspirante scrittore©writer, non mangio economia^__^
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 15:22Panetta vai a palleggiare da qualche altra parte. Finchè posti commenti intelligenti va bene, ma per favore non fare disinformazione.
Yang Chenping
22 maggio 2005 alle ore 15:25> Lascia stare il signoraggio, che e' una balla spaziale e non significa nulla, come ti puo' confermare qualsiasi economista.
Ma certo, e magari potrà confermare che siamo sotto gold standard con 100% di riserva, e che con i soldi delle tasse vengono pagati i servizi dello "stato sociale", proprio come auspicava Greenspan nel '66...
Sentiamo un po', allora, da dove arrivano tutte queste magiche banconote?
Yang Chenping
22 maggio 2005 alle ore 15:28PS per Grillo: ci siamo già dimenticat chi è andato in Cina a promettere la fine all'embargo sulle armi, perché Tien An Men è "un fatto lontano e dimenticato?"
Non sarà mica stato un certo ex banchiere centrale, oggi osannato come garante della libertà e della democrazia? Chissà per quale motivo i responsabili sono sempre "gli americani" o "le aziende", mai quelli che vanno in giro parlando di solidarietà, Europa, un mondo "unito", "global governance", "lotta alla povertà", statalismo, socialismo, interventismo a tavoletta...
Strano!
Un caro saluto a Mugabe, che ha appena implorato i white farmers di ritornare all'ovile perché non hanno ancora capito come si coltiva un pezzo di terra. Il mondo solidale, ovviamente, tace e fa finta di nulla.
Stefano Serra
22 maggio 2005 alle ore 15:30Ciao dal Serra
Poco fa , su Linea Verde(Rai 1) si parlava di Cina. Senza voler entrare in merito al taglio del programma, mi limito a considerare l'aspetto più evidente: la maggiorparte dell'import dell'europei con la cina,risiede in join-venture(alcune sono gia 10 anni che esistono), gestite da gruppi europei e cinesi. Molte aziende italiane violano ,loro per prime, determinate regole che disciplinano l'import!
Nel senso che i cinesi che esportano (quasi sempre in accordo con soci italiani) stabiliscono un valore delle merci sull export decisamente inferiore a quello che ci ritroviamo sul nostro mercato,quindi (almeno se dobbiamo cercare le ragioni più immediate della concorrenza"sleale" della cina) dovremmo guardare prima in casa nostra.
La violazione dei tetti massimi di rincaro applicabili sul prodotto importato (disciplinata anche dal WTO), abbinata alla quantità abnorme delle merci stesse produce un effetto devastante sul nostro mercato. Il mio dubbio (e quasi certezza) è che alla fine i cinesi ci guadagnano molto meno in proporzione rispetto ai nostri imprenditori. Per molti economisti nostrani,questo potrebbe essere positivo se le nostre(si fa per dire) aziende reinvestissero gran parte di tale profitto sul nostro territorio,per produrre ad esempio beni e merci esportabili sul territorio cinese, ma questo non avviene.
E' in atto una speculazione che produce effetti evidenti.Sto leggendo "l'altra moneta" di de Simone, è molto articolato e può sembrare difficile capirne pienamente i contenuti, tuttavia suggerisco di leggerlo ugualmente perché offre molti suggerimenti, anche riguardo questa tematica della cina.
Sembra quindi ragionevole,come per ciò che concerne i "gruppi d'acquisto",che i sistemi più immediati di reagire da parte di noi cittadini, consistano nel creare spontaneamente dei gruppi di persone che (come per il commercio equo e solidale) accomunate dall'intento di ridistribuire diversamente il denaro sul territorio, ad esempio nel caso della cina. Mi rendo conto che non sia la panacea di tutti i mali, ma almeno provare a comprare solo quei prodotti che siano di provenienza
esclusivamente italiana(tale certificazione è possibile stabilirla con molti mezzi), a cominciare da ciò di cui sia più facilmente riscontrabile tale origine( prodotti agricoli ecc.).
Potrebbe già un inizio di presa di coscienza da parte del singolo individuo, ma occorreranno sicuramente misure più di ampio respiro, e di questo l'autore sopraccitato ne scrive in modo dettagliato
Mario Rossi
22 maggio 2005 alle ore 15:33I diritti civili, a differenza delle cravatte, delle utilitarie e del mais, non possono essere esportati.
Ogni paese ha la sua storia e i suoi tempi.
Alessandro Bandini
22 maggio 2005 alle ore 15:34Io ho mandato la seguente mail:
"BEPPE GRILLO"
a enquiries@wto.org
Perlomeno non potranno dire che non lo sapevano.
Sveglia che la nomina c'è giovedì o venerdì prossimo(che spettacolo sarebbe mandare a casa quel francese borioso)
Yang Chenping
22 maggio 2005 alle ore 15:35> Sto leggendo "l'altra moneta" di de Simone, è molto articolato e può sembrare difficile capirne pienamente i contenuti
Mettici dentro anche Gesell che fa affittare il terreno dallo Stato, e una botta di Keynes: così siamo veramente a posto...
spirito renato
22 maggio 2005 alle ore 15:37Stato,mafia,sicilia,imprenditori,libertà,lavoro,dignità, e bla e bla e bla.
Che tipo di tessuto può essere quello di una società la cui trama è si la politica ma che l'ordito E' la mafia? Ed ilProcuratore di palermo che accusa un popolo di aver poca dignità???!!!ma se l'ordine costituito non è nemmeno riuscito a proteggere un proprio servo come l'assassinato dalla chiesa,o i vari borsellino e falcone senza dimenticare i piccoli imprenditori (anonimi ai più) che si ribellano e finiscono prematuramente e violentemente la loro vita? da tempo ho lasiato la nostra amata e violentata penisola.....non me pento!! anzi..
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 15:47Fausto...siamo sicuri. Del contrario.
fabio martino
22 maggio 2005 alle ore 15:47Tolleranza zero
ALESSANDRO ROBECCHI
Ormai è emergenza immigrazione. Una vera e propria invasione, quasi un assalto, che la cronaca impietosa registra sbarco per sbarco. Anche ieri quattro grossi natanti gremiti all'inverosimile sono approdati sulle coste della Margherita. Impauriti e infreddoliti, disperati che vengono da partiti lontani dove non c'è più da mangiare e non esiste democrazia. Qualche imbarcazione si perde nell'andar per mare e sbaglia approdo, o finisce in minuscole isolette, tipo i Repubblicani della Sbarbati. Molti passano interi mesi di disperazione e speranza in alcuni centri di prima accoglienza, come il gruppo misto della Camera. Altri, più astuti, chedono asilo politico presso la Pia Opera Mastella, che, avendo le porte girevoli, garantisce un'uscita rapida e indolore quanto l'entrata. Altri ancora, appena messo piede a terra dalla traballante scialuppa, fanno gli amiconi e cominciano a vantare amicizie: ehi! Io sono amcio di Minoli! Ehi! Io ho bevuto un caffè con Freccero! E' una nuova ondata di immigrazione, gente che farebbe di tutto per avere un permesso di soggiorno nel centrosinistra. Peggio ancora: questi nuovi immigrati da Forza Italia, da An, non vengono a fare lavori "che gli italiani non vogliono più fare". Anzi: vogliono fare l'assessore, il deputato. Quello che è sbarcato dalla Sbarbati vuol fare il sottosegretario. E' chiaro a tutti che occorre una legge. Ma forse basta adottare la Bossi-Fini. Aiutiamoli a casa loro. Sono istituiti speciali campi profughi in Forza Italia. Il leader di quel grande Paese si impegna a recintare e attrezzare alcuni spazi sul suo territorio per impedire ai suoi cittadini - o a quelli in transito - di lasciare Forza Italia verso le coste della Margherita, dei Ds o dell'Udeur. Pene severe per gli scafisti. Chi in qualche modo sfrutta i poveri immigrati che rischiano di perdere la trasmissione in tivù o il collegio elettorale, è condannato a pene severissime e raccapriccianti (abbonarsi alla rivista Area, per esempio, o sostenere Scapagnini a Catania).
Impronte digitali. Pur rendendoci conto che si tratta di una pratica antipatica, adottare riconoscimenti biometrici sarà inevitabile. Come ci ha insegnato il loro leader, questi immigrati da Forza Italia cambiano connotati. Possono tirarsi gli occhietti, eliminare le rughe e persino trapiantarsi i capelli, quindi la foto sul passaporto non basta.
Contratto di lavoro. Per sbarcare senza problemi sulle coste della Margherita l'immigrato di Forza Italia dovrà dimostrare di avere una chiamata diretta, un contratto di lavoro (minimo: portaborse, massimo: sottosegretario) e un mazzetto di voti (minimo 5.000, massimo 25.000). Per i presidenti di enti, authority, commissioni parlamentari è istituito un apposito sportello.
Ricongiungimenti familiari. Prima di chiamare la moglie, i figli, i nipoti e tutti i parenti, l'immigrato da Forza Italia alla Margherita dovrà restare cinque anni all'interno del partito, senza mai uscire, preferibilmente destinato ai lavori più umili.
Compatibilità culturali. L'ondata di immigrazione riguarda culture molto diverse dalle nostre, come Forza Italia e An. Oppure minuscole minoranze etniche, i repubblicani di La Malfa, o scherzi del destino, i socialisti di De Michelis. E' bene che questi immigrati capiscano bene i fondamenti culturali, seppur vaghi, di chi li ospita. Si promuovono dunque esami di idoneità con piccoli test mirati. Dov'era quando si votava la Cirami? E la Gasparri? Come si dichiarò al momento di votare la legge 30 sul lavoro sfigato? Qual è la sua posizione sulla devolution? Si raccomanda massimo rigore in queste prove scritte.
Ordine pubblico. Queste righe sono molto delicate, e addirittura rischiose per un giornale di sinistra come questo (addirittura comunista!). Eppure bisogna affrontare il problema senza timori. Sia chiaro a tutti che questa ondata di immigrazione non porta brave persone in cerca di un futuro migliore. Moltissimi di quelli che sbarcano oggi, apparentemente affranti e spaventati, sulle coste della Margherita hanno per quattro lunghi anni impoverito il Paese, gestito la cosa pubblica come un affaruccio privato, orchestrato ed eseguito la propaganda. Hanno applaudito le peggiori stupidaggini e partecipato alle convention. Hanno rilasciato dichiarazioni a favore della riforma Moratti e sputato su tutto ciò che è pubblico. Dunque, attenzione. Le nostre ben note posizioni umanitarie non devono farci abbassare la guardia. La politica dell'accoglienza non deve rivelarsi un'amnistia generalizzata.
(alessandro robecchi)
Paolo Sartori
22 maggio 2005 alle ore 15:48Meno male che hai citato Prodi, perche' questo e' il futuro che ci aspetta, da quel che capisco leggendo certi post... ma costoro capiranno? Ho dei seri dubbi...
Luca Geraci
22 maggio 2005 alle ore 15:56X Niccolò Petrilli
La cosa sembra chiara (parlo di signoraggio) ma messa in questa maniera cosa se ne desume... che il debito è "di fatto" inestitente?
E se così fosse perchè stampare anche titoli di stato?
X Bruno Panetta
Come su discorso discorso, cos' nel cazso del signoraggio, esistono versioni contrastanti, in questo caso non si tratta poi di stabilere se un bicchiere e mezzo pieno o mezzo vuoto (percezione individuale) ma se una cosa è bianca o nera (dato di fatto) percui quando dici:
"Lascia stare il signoraggio, che e' una balla spaziale e non significa nulla, come ti puo' confermare qualsiasi economista."
A quali studi ti riferisci? A quali economisti? E su quali siti posso trovare informazioni riguardo questa presunta balla?
P.S. Trovo che l'atteggiamento aggressivo ed offensivo di tanti che ti si contrappongono sia quantomeno esagerato.
Magari non condivido i tuoi post ma per sensibilità personale dinnanzi ad uno scontro, diatriba o semplice discussione che vede i "tanti" attaccare l"uno" o i pochi, provo un'immediata simpatia e solidarietà per il gruppetto più sparuto.
Antonio Alvino
22 maggio 2005 alle ore 16:07Se tutti noi ci unissimo (Utopia!!) , la Cina come le grandi Multinazionali, non farebbero più paura...Ma...c'è sempre un Ma grosso come una casa!!!
Quanto riusciamo ad esser uniti e soprattutto coerenti????
I motori di ricerca in Cina son filtrati, i diritti civili calpestati..ma i Nostri (!!!) grandi (!!!) Manager(!!!) ritengono remunerativo chiudere in europa ed aprire attività in Cina...!!!
Allora ?...
Allora ...perchè non scriviamo tutti (ma proprio Tutti) a Valentino pregandolo di rinunciare alla pubblicità AGV ????...uhmm dubito che saremmo ascoltati...al MAX ...dovremmo ricordarci di non comprare caschi AGV!!!
MA pensandoci bene ...questo stesso PC che uso per scrivere "liberamente"....quanto made in China ha in sè???
Beppe!!!....siamo circondati...e siamo noi stessi che siam finiti nella nostra stessa rete...come dei poveri pesci!!!!! Ahinoi!!!!
Ammetto di esser sinceramente pessimista!
Ciao a tutti.
Yang Chenping
22 maggio 2005 alle ore 16:10Visto che si parla di immigrazione...
http://tinyurl.com/c2f92
avlas avlas
22 maggio 2005 alle ore 16:17La Cina e le sue ingiustizie, fanno comodo a molti paesi occidentali. Perchè non iniziamo a boicottare i prodotti la cui provenienza è sicuramente cinese: scarpe Nike, Puma, abbigliamento fimato in genere?
vito liberto
22 maggio 2005 alle ore 16:18A tutti quelli che vanno allo stadio scrivete cartelloni WWW.BEPPEGRILLO.IT e teneteli sempre a vista telecamere per fare pubblicità gratis al grandissimo Grillo.Pensate a rai-mediaset quanto lavoro gli tocca fare per la censura dei cartelloni.
FORZA AIUTIAMO BEPPE LUI FA MOLTO PER NOI
vito liberto svizzera.
avlas avlas
22 maggio 2005 alle ore 16:25Rispondo a Franco Pascucci
Non si spiegherebbe in altro modo (la composizione di Bankitalia) la totale indifferenza con cui è stata lanciata la bomba delle obbligazioni Cirio,Parmalat, Argentina ecc. E'bellissima questa cosa: un organismo controllore, fatto dai controllati stessi!
Mark Brio
22 maggio 2005 alle ore 16:33Scusate il fuori argomento, ma c'è una notizia clamorosa:
22 mag 16:24
Ogm: Independent, "Danni alla salute"
LONDRA - Nuove accuse al cibo Ogm nascoste dalle multinazionali. Le cavie nutrite con mais geneticamente modificato avrebbero sviluppato anomalie nei reni e nel sangue, rispetto a un gruppo di controllo nutrito con mais tradizionale. Il preoccupante risultato emerge da una ricerca effettuata e tenuta finora segreta dalla multinazionale americana del biotech Monsanto, ripresa dal quotidiano britannico "The Independent". Secondo il quotidiano, la Monsanto non ha reso pubblico il proprio studio con la motivazione che conterrebbe "informazioni confidenziali industriali".
Spero che Grillo tratterà prossimamente degli OGM
linda cima
22 maggio 2005 alle ore 16:40Per ... Mark Brio
Tranquillo Mark...
gli americani sono educati...
quando sbagliano chiedono sempre scusa...
linda cima
22 maggio 2005 alle ore 16:45Greenpeace rivela tracce di contaminazione: dai laboratori della Monsanto USA ai polli McNuggets (McDonald's) in Inghilterra
I prodotti dichiarati "GM-free" (senza organismi modificati geneticamente OGM) richiedono nuove indagini e approfondimenti.
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(tradotto febbraio 2000 da Tactical Media Crew)
Un'inchiesta di Greenpeace, "Contrabbandare gli OGM di nascosto", ha rivelato una traccia di contaminazione con Organismi Modificati Geneticamente (OGM) che ci conduce dai laboratori della Monsanto USA ai consumatori inglesi di pollo nei ristoranti McDonald's (il prodotto si chiama McNuggets).
L'inchiesta evidenzia anche quale veridicita' possono avere le tanto pubblicizzate dichiarazioni di catene di distribuzione, supermercati, produttori e catene di fast-food di essere "GM-free" (senza organismi modificati geneticamente).
La contaminazione con OGM inizia quando la soia geneticamente modificata da Monsanto, coltivata negli Stati Uniti viene trasportata in Gran Bretagna dalla Cargill, una societa' americana che e' la piu' grande compagnia di trasporti di grano mondiale. Questi mangimi geneticamente modificati vengono utilizzati per nutrire il polli della Sun Valley (il piu' grande allevatore di pollame inglese) anche questa societa' e' di proprieta' della Cargill.
Il piu' grande cliente della Sun Valley e' McDonald's
Jim Thomas attivsta di Greenpeace che si occupa della campagna sul cibo ha dichiarato: "Molti pezzi grossi dell'idustria alimentare stanno dando vita ad un mercato di cibo geneticamente modificato malgrado un rifiuto molto esteso da parte dei consumatori. Le persone che hanno detto NO al cibo geneticamente modificato criticando e polemizzando con le industrie potrebbero poi invece ritrovarsi a comprare delle uova o consumare una porzione di pollo McNuggets (McDonald's) senza sapere che sono contaminati da OGM. Ciò che ha scoperto Greepeace è solo una delle tante catene di rifornimento. Questa scia di cotaminazione si ripete continuamente, non solo nell'industria del pollame, ma anche in quella dei suini, del latte e del pesce".
La soia è il maggior prodotto di coltivazione esportato dagli USA. Trenta milioni di ettari di coltivazioni sono stati piantati solo nel 1999, Principalmente negli stati del Illinois, Ohio ed Iowa. Di questi, il 57% dei raccolti erano una varietà di OGM di soia prodotta dai laboratori Monsanto. La Monsanto vende la soia geneticamente modificata tramite compagnie di semi, come la Cargill. Negli USA la soia GM viene mischiata con la soia normale o durante il raccolto o nelle lavorazioni ed il trasporto successivi. La soia della Cargill viene esportata via mare da New Orleans ai maggiori porti Europei, ovvero, Rotterdam, Liverpool, Amburgo e Barcellona.
A Liverpool, la Cargill e' proprietaria dell'unico frantoio di soia del paese, nel bacino di Gladstone. Dopo che il amteriale e' stato lavorato, l'olio estratto viene venduto per il consumo umano, mentre il resto (genticamente modificato) va agli allevamenti come prodotto principale per la nutrizione del bestiame: bovini, suini, pollame e pesce. In Gran Bretagna il 60% della soia utilizzato per il bestiame viene dato ai polli.
Il più grande allevatore di polli in Inghilterra è la Sun Valley che ha i suoi impianti nel Herefordshire, nel Galles del nord e nel Wolverhampton. Sun Valley e' interamente di proprieta' della Cargill e attraverso i prodotti di pollo marchiati Sun Valley il controllo/monopolio del cibo geneticamente modificato e' completo, dai semi agli scaffali del supermercato.
La Sun Valley "è famosa" per i suoi cibi pre-confezionati / pre-cotti, come il Sun Valley Garlic Butter Chicken Kiev (piatto tipico Inglese), e dichiara che questo piatto (nella versione prodotta da Sun Valley) è il più amato dagli inglesi ['The Nations favourite Kiev']. Comunque il più grande cliente di Sun Valley è la McDonald's, la catena di ristoranti più grande e più famosa del mondo, per la quale la Sun Valley produce i Chicken McNuggets (bocconcini di pollo) e sandwich di pollo.
Un terzo dell'impianto Sun Valley di Balliol nel Wolverhampton è impiegato per rifornire McDonald's.
Anche se McDonald's ha dichiarato che aspirano a non utilizzare i prodotti geneticamente modificati. Ma quando si parla degli OGM come alimenti per il bestiame McDonald's è meno entusiasta e meno spavaldo nel parlare di "GM-free" . (insomma solo l'ultimo passaggio sarebbe senza manipolazione genteica) [1]
Ma, come dichiara Thomas: "I clienti non vogliono scuse, ma vogliono cibi senza tracce di contaminazioni GM. Molti altri commercianti si stanno già muovendo in questa direzione, e anche McDonald's ha la stessa opportunità"s.
L'inchiesta sui mangimi geneticamente modificati è stata seguita dal lancio di una grande campagna di Greenpeace per fermare la contaminazione di OGM nella catena alimentare e del nostro ecosistema facendola passare clandestinamente di nascosto attraverso i mangimi degli animali d'allevamento.
[segue la descrizione di diverse azioni di Greenpeace in USA, Messico, Francia e Germania contro l'esportazione di mangimi GM]
Greenpeace è contro l'inquinamento delle catene alimentari e ambientali, causati dalle coltivazioni GM. I mangimi GM sono solo un altro passo verso la contaminazione del nostro ecosistema. E ora di porre fine alla coltivazione ed esportazione di questi organismi e insistere che gli animali che danno la carne e i latticini abbiamo una dieta priva di OGM.
Note:
E' possibile vedere un piccolo film che illustra la contaminazione da Monsanto a McDonald's su Greenpeace Digital, il nuovo web site di Greenpeace UK -
http://www.greenpeace.org.uk -
[1] In una lettera a Greenpeace del 05.11.99, Mike Love, Direttore delle Pubbliche Relazioni di McDonald's ha scritto: "Ci sono difficolta' nella separazione all'interno della catena di rifornimento dei mangimi per allevamento e per questo al momento non abbiamo dato direttive riguardo ingerdienti GM nel mangime."
Per ulteriori info contattate Greenpeace Press office al 0171 865
8255/6/7/8
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Franco Trario
22 maggio 2005 alle ore 16:49Esportare i diritti civili? E dall'alto di quale piedistallo possiamo arrogarci il diritto di farlo? Abbiamo forse noi i diritti civili? Se si, allora perchè tutto questo malcontento?
rosario pisanò
22 maggio 2005 alle ore 16:53Poveri cinesi, loro non centrano a niente, è colpa del loro fottuto regime che li tiene oppressi,, leggendo gli articoli di Amnesty International stanno vivendo lo stesso periodo del fascismo qua in italia..
Buona idea Vito Liberto, e bravo Mark Brio,
L'unica cosa che possiamo fare è quella di diffondere la libera informazione, anzi diffondiamo di più proprio le notizie che ci vengono nascoste, diffondiamo il blog di beppe..
contaminiamo internet con la verità!!!
"La verità ci renderà Liberi"
Tullio Saba
22 maggio 2005 alle ore 17:00A avlas avlas
> un organismo controllore
L'organismo controllore e' la Consob.
a sandro pascucci, questa storia del signoraggio ormai ha stancato, in vari newsgroup e' stato spiegato che non e' cosi' la situazione, leggete lo statuto della banca d'Italia prima di scrivere (o credere) a queste cose.
Giuseppe Franza
22 maggio 2005 alle ore 17:16A PROPOSITO DI GLOBALIZZAZIONE ECONOMIE ETC...
A mio modesto parere (non sono un economista ma da divesro tempo scruto oltre quello che ci propinano) prima delle ricette bisognerebbe indagare sulle cause di questo COLLASSO ECONOMICO.
Per capire cercare informazioni sul termine "SIGNORAGGIO", poi bisogna scoprire chi possiede la proprietà privata di chi emette moneta prestandola ai governi (che s'indebitano mica per pagare i servizi).
Poi bisognerebbe capire che in ITALIA il CAPITALISMO E' UN BIDONE VUOTO (non lo dico io lo ha detto un tizio autorevole) ovvero fonda la sua dinamica sugli aiuti del governo (che ci tassa oltre misura).
Se pensiamo anche che il nostro ospite dice che LE AZIENDE SI QUOTANO IN BORSA QUANDO HANNO I DEBITI e io gli credo perchè è una cosa che avevo fiutato qualche anno fa ma non ne avevo la certezza.
E potrei proseguire... e allora perchè LA COLPA E' DI CHI LAVORA PER MANTENERE UNA CLASSE DIGERENTE (si non è un errore) CHE SI APPROPRIA SISTEMATICAMENTE DEL NOSTRO REDDITO IN MILLE MODI?
A proposito di libero mercato: è una pia illusione ottica, perchè chi detiene il potere economico regge anche il gioco delle borse azionarie che sono come un acquario in cui ci sono gli azionisti (i pesci piccoli) e ci sono gli squali che quando vogliono divorano il nostro reddito.
Un consiglio: la borsa è la piscina in cui devono essere divorati i piccoli risparmiatori, l'unica cosa che non è dato sapere è quando ciò avviene.
Aprite gli occhi e cercate le cause vere.
Gianluca Gendusa
22 maggio 2005 alle ore 17:21Mi fanno ridere le considerazioni che oggi ci propinano su TG riguardo alla cina:
- Grande sviluppo economico
- PIL al 9%
- Cazzate varie su come sta cambiando
Ma agli operai ipersfruttati ed ai perseguitati politici che cosa gliene frega del PIL? Che cosa gliene frega delle multinazionali che aprono le fabbriche da loro, se in pratica sono già schiavi?
Non vedo l'ora che il popolo cinese insorga, sarà doloroso ma inevitabile.
massimo merighi
22 maggio 2005 alle ore 17:21Per Tullio Saba:
il suo contributo potrebbe essere assai più prezioso se supportasse la sua dichiarazione da spiegazioni e documentazioni...
io trovo che sia assurdo pretendere che cisacuno si organizzi per autoinformarsi.
come faccio a sapere come stanno le cose? potrebbe dirci quale è la sua opinione (per esteso) sul signoraggio e quali sarebbero le incongruenze delle teorie formulate dal sig. pascucci e da altri che ho letto in rete?
grazie
sarebbe buono che lo staff di grillo e lui stesso potessero esprimere la loro opinione sull'argomento... io ho seguito il consiglio di beppe; ho cercato e reperitop notizie fra le più preoccupanti, ma non sono mai certo della loro veridicità, nè ho gli strumenti per certificarla.
Sarebbe bello se Beppe Grillo mi potesse venire incontro anche in questo. Già fa tanto, e lo ringrazio.
rosario pisanò
22 maggio 2005 alle ore 17:24In riferimento all'ultimo messaggio di Giuseppe Franza e per tutti gli altri:
Una mia amica che studiava economia e commercio, già 2 o 3 anni fa mi disse che se avessi dei soldi di non investirli in borsa..
Gia io non mi fido delle banche per l'impiego che ne fanno del nostro denaro (ad esempio il finanziamento delle industrie belliche) figuriamoci se poi li investo in borsa..
Stefano Fiaschi
22 maggio 2005 alle ore 17:38Perchè la Banca d'Italia non è la rappresentanza Italiana di Amnesty International?
Ho perso qualche lezione alle elementari...
Paolo Discacciati
22 maggio 2005 alle ore 17:40X Rosario Pisanò
Credo non ci sia bisogno di essere Dio o Berlusconi nè tantomeno uno stupid white men qualsiasi per arrogarsi il diritto di esportare una qualsiasi cosa in questo mondo.
Sarebbe più stupido non dare la possibilità ad uno stupido come mè di non poter dire la sua ad uno come tè in questo blog, non trovi,magari domani mi viene tolta e io scendo in piazza incazzato duro e faccio un casino bestiale insieme ad altri amici........... MAH
Forse è meglio comunicare........forse
BYE BYE
Francesco Broso
22 maggio 2005 alle ore 17:42Gent.mo sig. Grillo sono conteto della sua candidatura per lei, per noi suoi assidui lettori e per tutti i consumatori.
In bocca al lupo...
Paolo Discacciati
22 maggio 2005 alle ore 17:45ERRATA CORRIGE
IL POST NON E'PER
ROSARIO PISANO'
con il quale mi scuso
ma bensì per FRANCO TRARIO
massimiliano reddavide
22 maggio 2005 alle ore 17:51ciao a tutti , ieri dialogando con un mio amico ho avuto 2 notizie , 1 bella e l altra brutta , la prima era che nn sapevo dello spettacolo d grillo a torino , altrimenti sarei venuto , mentre per passare a quella bella mi ha lanciato la pulce che sul sito d grillo c e una püagina dove puoi acquistare 1 telefono x poter risparmiare parecchi soldini telefonando con quel gestore americano , ora io mi chiedo , como posso fare x acquistare questo aggeggio qui sul sito d grillo e sopratutto dove posso vedere la pagina x capirne d + aspetto una risposta , nelö frattempo vi saluto e ringrazio per questa notizia sensazionale
Mark Brio
22 maggio 2005 alle ore 17:51Visto che parliamo di Cina
qualcuno saprebbe spiegarmi perché revocare l'embargo sulle armi alla Cina?
Caro Ciampi, cosa cazzo dice?
Solo perché il nano malefico ha distrutto la nostra economia e la nostra credibilità, pure il nostro futuro, adesso dobbiamo rifarci con i cinesi???
Così il regime puo' ammazzare meglio i dissidenti o quelli che non sono in linea. O che semplicemente non vogliono essere schiavizzati?
Affanculo alla Beretta e a tutti i produttori di armi. Siete la specie più ignobile del pianeta!
Mai mi sarei aspettato che Ciampi andasse a fare propaganda per la Beretta.
rosario pisanò
22 maggio 2005 alle ore 17:57Per Mark Brio e tutti
Ciampi è stato governatore della banca d'italia come ha fatto osservare giustamente Domenico Schietti.. per me ha tutto l'interesse a promuovere le beretta .... ma che razza di persone ci rappresentano.. pensa un pò te
antonio la barbera
22 maggio 2005 alle ore 17:58A PROPOSITO DI CINESI
Da decenni il mondo sembra subire l'invasione dei cinesi. In Europa ne sono arrivati diversi milioni ma a quanto pare sono immortali o una volta deceduti... vengono serviti come pietanze nei ristoranti e take away?
Claudio Senato
22 maggio 2005 alle ore 18:03Spero che questa cosa non si diffonda anche in altri paesi, internet è rimasta l'unica possibilità di avere una informazione libera.
Mark Brio
22 maggio 2005 alle ore 18:08Cari amici,
i nostri industriali provincialotti hanno voluto fortemente la Cina nel WTO, perché vedevano 1 miliardo di acquirenti potenziali. Poi una volta entrata, gli industrialotti non ce l'hanno fatta a reggere la concorrenza (e come potevano i nostri mammoncelli) e ora chiedono protezione, dazi, filtri e via dicendo.
Avete già perso cari imprenditori (anzi direi "prenditori" visto che le prendete e pure parecchio).
Quelli delocalizzati non sono un problema invece: basta non comprargli i loro prodotti, specie se prodotti in Cina da operai pagati a 2 dollari al giorno, e rivenduti in Europa a prezzi svizzeri. Questi non solo hanno lasciato a terra molte famiglie, ma guadagnano di più sfruttando i cinesi e spennando gli italiani.
Avete capito il gioco?
laura galli
22 maggio 2005 alle ore 18:08argomento: Cina
ragazzi, questi sono quelli che se vanno avanti così saranno i nuovi padroni del mondo!
ho cinquant'anni, se sono fortunata non me li trovo fuori casa, ma penso ai miei figli e ai miei nipoti e mi preoccupo terribilmente.
inoltre sono pessimista, non faccio parte dell'italia rincitrullita e ottimista del cavaliere, e prevedo il peggio. scusatemi, ma proprio non riesco a vedere rosa.
sarebbe ora di fare QUALCOSA DI SERIO, nel nostro piccolo potremmo migliorare. propongo la formazione di un movimento di protesta. sono la prima a sottoscrivermi per una marcia, qualsiasi cosa che porti l'attenzione sul malcontento della gente comune. aderite?
rosario pisanò
22 maggio 2005 alle ore 18:09Guardate cose sta facendo la il presidente della Telecom Tronchetti Provera a Cuba.
Non è repressa solo in cina la liberta su internet..
http://unimondo.oneworld.net/article/view/82485/1
Sono molto incazzato :/
alberto busto
22 maggio 2005 alle ore 18:09ma cosa pretendete da un paese divorato dall'alienazione lavorativa....
rosario pisanò
22 maggio 2005 alle ore 18:11Aderisco Laura Galli!!!
questa è la mia mail whatthehellsgoinon@yahoo.com
E' da un pò che volevo creare un qualcosa per demolire questo stato di cose tipo boicottaggio o roba del genere.. ma .. siamo troppo disuniti ancora..
Giovanni Panzera
22 maggio 2005 alle ore 18:14giuro che non sono razzista. A me vanno bene tutti i cinesi, i senegalesi, i marziani, i venusiani, tutti proprio tutti. Basta che si guadagnino da vivere onestamente e senza fare del male a nessuno. Fare del male nel senso più largo possibile. L'altro giorno sono andato al mercato di Ponte Tresa Italia ed ho costatato che una buona parte di mercatari sono stranieri. Cinesi, marocchini, africani d'ogni genere. La differenza fra i mercatari italiani e quest'altri sta nel prezzo della merce. I Cinesi vendono scarpe e cinture a dieci euro. I marocchini binocoli a quindici euro. Gli italiani scarpe "al mercato" da centodieci euro e più. Mi chiedo come faranno a vivere questi cinesi etc. nel nostro mondo occidentale. Dove per tutti il pane costa cinque euro al chilo!! Dove prendono la loro merce a prezzi così bassi? Di quale qualità e chi fabbrica della merce a prezzi impossibili? Pagheranno le tasse? saranno a posto colla dogana? Mah!!! Speriamo che almeno i cinesi che sono qui da noi siano meno concorrenziali che quelli laggiù. Prodi ai cinesi é andato a prometter loro la FIAT.
Good bye Mao.
Sviz
rosario pisanò
22 maggio 2005 alle ore 18:14"Attualmente per la gran parte dei Cubani l'accesso a Internet è proibito. Possono accedere a Internet solo le persone che hanno ottenuto una specifica autorizzazione da parte delle autorità del paese ed è illegale anche il semplice possesso di materiale informatico. L'interdizione di accesso alla Rete è particolarmente severa in tutta l'isola: gli stessi cybercaffè sono riservati unicamente ai turisti e vengono sottoposti a controlli rigidissimi. Nei mesi scorsi anche Amnesty International ha denunciato le misure repressive e di controllo di Internet a Cuba. [GB] "
Se ci tolgono questo strumento di libera informazione anche in italia divento una belva, è capace che divento anch'io un terrorista.. contro lo stato italiano :/
Bruno Panetta
22 maggio 2005 alle ore 18:18Giuseppe Franza:
> Per capire cercare informazioni sul
> termine "SIGNORAGGIO", poi bisogna scoprire
> chi possiede la proprietà privata di chi
> emette moneta prestandola ai governi (che
> s'indebitano mica per pagare i servizi).
Guarda che questo non significa niente. Lascia stare i deliri di Sandro Pascucci sul signoraggio. Le cose funzionano cosi':
1. La zecca (che ha nome diverso a seconda da paese a paese) stampa le banconote per conto della banca centrale. La banca centrale paga alla zecca un costo di circa il 5% del valore delle banconote per questo servizio.
2. La banca centrale non distribuisce i soldi, li vende alle varie banche del paese. Quando una banca ha bisogno di contanti, li compra dalla banca centrale pagando tramite il suo conto presso la banca centrale stessa.
3. Anche lo stato ha un conto presso la banca centrale. E' da li' che prende i soldi per pagare, ad es., gli interessi sui buoni del tesoro, le opere pubbliche, ecc.
4. Il compito della banca centrale e' di mantenere la stabilita' monetaria. In alcuni paesi (come la Gran Bretagna, gli USA, o l'Unione Europea) la banca centrale e' indipendente dal governo. Se la gente comincia a spendere da matti prosciugando i propri conti in banca e si crea un eccesso di moneta - con possibile pericolo di inflazione - allora la banca centrale puo' decidere di vendere alcuni buoni del tesoro in suo possesso, "succhiando" via la cartamoneta in circolazione in eccesso.
5. Prima dell'entrata nell'Euro, in Italia la banca centrale (Banca d'Italia) non era affatto indipendente. Il governo poteva fare il buono e il cattivo tempo.
6. L'Italia era diventato un paese moderno e industrializzato negli anni '50-'60 grazie a industrie di basso livello (es. tessile, manifatture). Questo e' normale, tutti i paesi si industrializzano cominciando cosi', poi passano a industrie come IT e servizi finanziari. In Italia questo non succedeva perche' ogni volta che le nostre industrie andavano in crisi il governo (che dominava la banca centrale) svalutava la lira, e tutti diventavamo piu' poveri. Ora che ce l'Euro, per fortuna non possono farlo piu'.
Bruno Panetta
bpanetta@gmail.com
Yang Chenping
22 maggio 2005 alle ore 18:19> http://www.liberaassociazioneilpopolo.it/
Micidiale! ORRORE!
Ti sei guadagnato un post sul blog cinese...
Mark Brio
22 maggio 2005 alle ore 18:20Caro Panzera,
tu lo sai che nei mercatini del nord italia (nel tuo caso ponte tresa) le scarpe costano circa 6 volte di più che direttamente alla produzione?
Sai che le stesse scarpe prodotte in Italia sono vendute in svizzera a 60-70 franchi mentre in Italia viaggiano sui 120 euro? (quasi 3 volte di più)
Constatato personalmente !
Più che preoccuparsi per i cinesi e i senegalesi, mi comincerei a preoccupare per noi italiani
federico bonacci
22 maggio 2005 alle ore 18:31continuiamo a combattere contro il lavoro nero e losfruttamento qui in italia, mentre il governo invece invoglia gli imprenditori a fuggire all'estero verso i paesi dell'est europeo dove un lavoratore è sotto pagato e spesso e volentieri anche sfruttato dai ricchi capitalisti occidentali....bell'esempio di democrazia!
Mark Brio
22 maggio 2005 alle ore 18:33La storia del signoraggio bisognerebbe appurare se è vera, oppure una balla.
Nel caso fosse vera sarebbe un argomento su cui fare un casino infernale, perché è talmente incredibile che succeda questo da rasentare l'imbecillità totale dei governanti.
Oppure come al solito c'è qualcuno che ci guadagna... e sono sempre i soliti noti
Alfonso Loro
22 maggio 2005 alle ore 18:36TE LO DO IO IL DISCORSO DI PRODI:
"...cari amici cinesi, vi ringrazio immensamente per l'ospitalita' concessami, in qualita' di prossimo presidente del consiglio dell'Italia!!!
Ritengo assai importante per lo sviluppo delle nostre economie che ci sia una grande collaborazione economica tra i nostri paesi.
Vedo con grande interesse l'aumento esponenziale dei nostri investimenti nel vostro paese: sempre piu' imprese italiane investono da voi per le sacrosante leggi del liberismo e della globalizzazione e noialtri spingeremo ancora affinche' questa sinergia si sviluppi in modo piu' proficuo per tutti, in virtu' degli splendidi risultati fin qui ottenuti.
Viva la Ferrari e God bless you! "
ANCHE SE A ME PIACEREBBE CHE DICESSE:
"...cari amici cinesi, vi ringrazio immensamente per l'ospitalita' concessami, in qualita' di probabile (e ahime' unico) oppositore di Berlusconi alla carica di Presidente del Consiglio, sempre che non ci sia prima delle votazioni nessun kamikaze nella nostra coalizione che mandi tutto a putt... (amen!).
Nessuno in Italia frenera' l'importazione delle vostre merci in nome dei tanto odiati e anacronistici dazi, ma vi ricordo che altrettante persone accetteranno beni di stati in cui non ci sia almeno il nostro stesso livello di diritti civili e morali, nonche' di attenzione per l'ambiente.
Diritti ottenuti dopo decine e decine di anni di dura lotta operaia "comunista" contro i "capitalisti" dei vari decenni.
E per questo mi fa ridere che oggi siano i capitalisti a chiedere ai "comunisti" le stessissime cose!
Che lo sforzo sia con noi!"
Mark Brio
22 maggio 2005 alle ore 18:40x alfonso loro
Il kamikaze c'è già: si chiama francesco rutelli "er pupone".
O se preferisci il trombato del 2001 che consegnò l'Italia a un manipolo di furfanti.
DArei oro per non vedere più le facce di schifani, bondi, cicchitto, la russa e quella del nano
marco rizzuto
22 maggio 2005 alle ore 18:48Oggi sul passo dello Stelvio durante il giro d'Italia, all'apice dello sforzo dei ciclisti, sono comparse due scritte enormi con scritto
"W BEPPE GRILLO"
cosa vorrà dire?
Massimiliano verlato
22 maggio 2005 alle ore 18:56Bruno Panetta ha affermato che:
La zecca (che ha nome diverso a seconda da paese a paese) stampa le banconote per conto della banca centrale. La banca centrale paga alla zecca un costo di circa il 5% del valore delle banconote per questo servizio.
La banca centrale non distribuisce i soldi, li vende alle varie banche del paese. Quando una banca ha bisogno di contanti, li compra dalla banca centrale pagando tramite il suo conto presso la banca centrale stessa.
Mi sembra evidente da quello che affermi che le Banche centrali vendano le monete che pagano al 5% del loro valore alle zecche( la domanda è a chi appartiene la zecca e come mai il denaro viene pagato così poco?) e quindi il denaro stampato rimane nelle mani di entità private e non statali. Ciò non è minimanete in contraddizione con quanto finora affermato sul signoraggio.
Rimane il fatto che ci sia un ente automomo che si appropria del denaro per venderlo......denaro che sarebbe della collettività......senza parlare della truffa della riserva frazionaria...
Preferirei che rendessi più specifiche e inerenti le tue affermazioni riguardo le presunte fandonie sul signoraggio.
By un lettore attento
Alfonso Loro
22 maggio 2005 alle ore 19:01x il signor Panetta:
per favore mi puo' spiegare la ragione che ha portato nel 1971 la federal reserve allo svincolare la quantita' di moneta circolante dal reale valore di beni (oro in questo caso) posseduto dall'entita' che la stampa?
Tradotto, nel mio piccolo, cio' significa firmare un assegno scoperto. Che mi succede se lo faccio?
Non sono polemico e percio'aspetto una sua gradita risposta. Grazie.
PS
cerchi per favore di omettere nella sua spiegazione principi come 'fiducia', 'garante del sistema economico', ecc..., perche' oggi sa benissimo che corriamo sul filo del precipizio e tali termini non hanno molto valore, anche se coloro che usano tali parole sono potenze blasonate ormai in decadenza e banche centrali sempre piu' padrone del mondo).
Graziano Menghi
22 maggio 2005 alle ore 19:03Se i governanti cinesi fanno in modo di mettere in galera chi prova a consultare internet e quindi cerca di aggiornarsi sui fatti che succedono nel mondo, allora capisco che i governanti fanno di tutto per tenere nell'ignoranza i cittadini cinesi.
Questo fatto per me significa che un cittadino cinese ignorante sulla maggior parte del sapere utile, che darebbe luogo solo a contestazioni generali che non sarebbero assolutamente utile al sistema lavorativo e quindi all'industria, allora anch'io sono disposto a spostare la mia azienda in Cina.
W la Cina e i cinesi ignoranti che lavorano come dei negri per realizzare i nostri guadagni.
Abbasso i sindacalisti italiani e i lavoratori troppo intelligenti.
Saluti da Graziano menghi.
massimo merighi
22 maggio 2005 alle ore 19:11mi unisco al sig Massimiliano Verlato.
la problematica del signoraggio e della riserva frazionaria è un argomento certamente interessante. immagino che chiunque abbia letto qualcosa in rete (molto si trova pubblicato dal sig. pascucci) desideri SERIE conferme o smentite, suffragate da prove e argomentazioni inconfutabili. Nell'attesa che qualcuno di voi lettori (o meglio ancora Grillo e il suo staff) ci aiuti a discernere nel vasto mare di internet quali acque siano "salubri" e quali no.
Io mi aspetto che chi come Beppe Grillo possiede una credibilità ed una serietà "certificata", provata da anni e anni di lotte e di vittorie in un paese in "leggera controtendenza" nell'ambito della libertà di informazione, mi aspetto che chiunque abbia tali referenze possa esprimersi con chiarezza in merito.
Grillo, inventati qualcosa. Che bello sarebbe un quotidiano di controinformazione gestito da te e da te diretto. Molti sarebbero i fruitori.
Avendo seguito il tuo consiglio, mi sono informato, ma sono più confusao che persuaso. Chi mi garantisce?
Mark Brio
22 maggio 2005 alle ore 19:20La nostra salvezza in questa marea di fango è il contagio della conoscenza.
Diffondete informazioni, siate gli untori di più persone possibili.
I furbi e i disonesti esistono perché ci sono vaste chiazze di ignoranza ed è proprio lì che ci nuotano.
Purtroppo ci sono anche molte persone laureate tra gli ignoranti. Evidentemente la scuola ha fallito il suo obiettivo.
Così la rete è diventato il "tutor".
Diffondete informazioni e dimostratene la veridicità. E' il solo modo per uscirne intatti !
Grillo è un faro, nell'auspicio che nel frattempo nascano tanti fari fino a comporre una luce abbagliante
Mark
Pino Silvestri
22 maggio 2005 alle ore 19:21Per aggirare la censura cinese su Internet è stato creato da qualche anno, elgooG [Google scritto al contrario] all'indirizzo http://www.alltooflat.com/geeky/elgoog/.
elgooG, simile al motore di ricerca più usato al mondo, fornisce gli stessi risultati di Google ma scritti al contrario, come fossero il riflesso allo specchio dei dati originali.
Naturalmente i rischi per chi lo usa sono enormi, ma è l'unico modo per poter utilizzare Google aggirando la censura.
giovanna favaro
22 maggio 2005 alle ore 19:27Ciao, ho assistito con grande piacere allo spettacolo di venerdi 20 maggio a Torino,inutile dire quanto e' stato emozionante rendersi conto dal vivo in che razza di Stato di m....a viviamo,solo su un argomento mi son ritrovato perplessa,il caso Telecom e il fatto che siamo tutti invivtati a usare il pc...Purtroppo per navigare in internet l'unico modo possibile e' avere un numero telef telecom,anche usando l'adsl devi comunque dipendere da telecom,quindi pagare pur usando solo il pc e non il telefono,le tasse fisse piu' il costo degli scatti per ogni connessione,quindi volendo usare anche skype,dovresti tenere il pc acceso tutto il giorno e comunque per ogni telefonata che farei usando skype il piccolo costo della chiamata si aggiungerebbe automaticamente il costo dello scatto per il collegamento a internet...Morale:anche la nostra conoscenza pur via internet dipende da telecom e costa!!!
Gianluca Gendusa
22 maggio 2005 alle ore 19:33Signoraggio
Debito pubblico
Banche
Borsa
Azioni
Industrie
Capitali
Economia
In tutto questo parlare, i cosiddetti governanti insieme ai cosiddetti industriali e banchieri si sono scordati delle persone, se mai hanno saputo cosa sono.
L'umanità sta perdendo se stessa.
Si possono fare cento discorsi uno contro l'altro riguardo alla veridicità o meno del signoraggio, riguardo alla situazione in cui i cinesi devono vivere o lavorare, riguardo a tutti i diritti calpestati nel mondo, ma la realtà è una sola.
Pochi hanno in mano da sempre la vita di molti.
Questo intervento non serve a niente ma mi andava di farlo... sempre che altri interventi servano a qualcosa.
Saluto tutti.
Umberto Mas
22 maggio 2005 alle ore 19:45@ Claudio Senato
purtroppo anche da noi succedonbo queste cose, ma in modo silenzioso.
Ad esempio, se qualche mese fa si digitava berlusconisilvio.it veniva fuori un divertente sito di satira e informazione (condanne, giustizia, frasi celebri etc). Ora se si digita berlusconisilvio.it o- indifferentemente- silvioberlusconi.it e un'altra dozzina di cose del genere il risultato sarà identico: pagina ufficiale di forza italia. Con altre cose si è reindirizzati al sito di ragionpolitica.it, ovvero l'"organo d'informazione di forza italia".
E' solo un esempio, ma significativo
alessandro alimeri
22 maggio 2005 alle ore 19:48Un popoli di sumpatici figuri, solo ocn il tremendo difetto di essere praicamente in dittatura. Che tristezza. in quei paesi la mafia è molto piu forte che da noi praticamente assume dei caratteri tradizionali non troppo sommersi. Lavorano benissimo per moltissime ore al giorno pagati nulla credo. La cultura di quei popoli è tanto affascinante quanto restrittiva. Ciao ale visitate il mio sito vi va? ale http://kaospuntoesclamativo.clarence.com
Luca Geraci
22 maggio 2005 alle ore 19:48X Giuseppe Franza
Concordo pienamente, da sempre penso che le borse siano un organismo assolutamente ignobile e che sarebbe una gran cosa fossero abolite.
Nelle borse oggigiorno non si acquistano più quote di una società per quadagnare un (ipotetico) dividendo. Si acquistano e rivendono quote per realizzare unicamente un guadagno di tipo speculativo. In questo meccanismo perverso del comprare e rivendere (continuo) la quota di valore che si acquisice di un'azienda è in realtà infinitamente inferiore rispetto a quello rappresentato dal costo al momento dell'acquisto.
Passando di mano in mano il valore nominale dell'azione cresce, discostandosi sempre più dal valore reale.
Ma siccome questo processo non può continuare all'infinito prima o dopo qualcuno rimane scottato (classico gioco del cerino) e nel momento del crollo (inevitabile) dell'azione ad un valore più vicino a quello reale quel qualcuno ci lascia anni di risparmi.
I grandi banchieri, le società di brokeraggio, le assicurazioni, i consulenti hanno strumenti per analizzare il mercato e per proteggersi, i loro clienti (risparmiatori, lavoratori, pensionati e gli illusi del guadagno facile), cioè la gente comune, no. Facile capire chi si scotta le dita!
Vieterei le borse (e relative speculazioni) per riportare i soldi ad investimenti realmente produttivi. Chi dovesse avere dei soldi e volesse ricavarne un guadagno dovrebbe aver la possibilità di finanziare aziende (anche piccole e piccolissime) e progetti nei quali crede e dai quali si aspetta un reale dividendo quale socio.
Tutto il resto è una fregatura; allora meglio metterli sotto al materasso.
Alfredo Serafini
22 maggio 2005 alle ore 19:49Beppe oggi Prodi... ma ricordi quando ci andò Craxi in Cina????
Li cominciò la tua odissea :)!!!!!!!!!!!!!1
marco ancinelli
22 maggio 2005 alle ore 19:51PER PANETTA
5. Prima dell'entrata nell'Euro, in Italia la banca centrale (Banca d'Italia) non era affatto indipendente. Il governo poteva fare il buono e il cattivo tempo.
Scusa, fammi capire io ho sempre saputo che da quando esistono le banche , con il loro sistema hanno sempre fatto in modo di indebitare i governi per tenerli per le palle e poi se quanto segue è vero:
"Un'altra notizia tenuta nascosta è che la Banca d'Italia S.p.A. è una Azienda Privata, come la Federal Reserve americana. Bankitalia è costituita dalle seguenti Banche Private:
Gruppo Intesa (27,2%),
Gruppo San Paolo (17,23%),
Gruppo Capitalia (11,15%),
Gruppo Unicredito (10,97%),
Assicurazioni Generali (6,33%),
INPS (5%),
Banca Carige (3,96%),
BNL (2,83%),
Monte dei Paschi di Siena (2,50%),
Gruppo La Fondiaria (2%),
Gruppo Premafin (2%),
Cassa di Risparmio di Firenze (1,85%),
RAS (1,33%)..."
è chiaro chi fa il bello e il brutto tempo da sempre.
Per esempio cosa ha impedito al nostro stato di stamparsi da se la valutà? Può stampare la moneta ma non la carta?
de raho andrea
22 maggio 2005 alle ore 19:55Bravo beppe, Ciao sono andrea da lecce.
La gente, noi, non capiamo che siamo solo dei "polli di allevamento..." ci allevano prendendoci x il... facendoci credere d'eesere importanti solo per essere sfruttati !!! siamo i nuovi servi, anzi i moderni schiavi. Siamo utili e abbiamo VALORE solo qnd in qualche modo , in qlsiasi modo possiamo generare denaro:ODIO essere visto cosi!!!! NN sarò mai il servo di nessuno... non farò mai niente acriticamente, che la mia mente nn lo condivida. Qnd provo a far ragionare qlcuno sul mio modo di vedere cosa c'è dietro le mode, i prodotti, la politica ecc ecc me ne dicono di tutti i colori.Oggi ho visto ke nn sono solo, ti ho scoperto tramite un divx che mi è stato passato... complimenti sono cn te e cm me tante altre persone che nn vogliono essere imprigionate, IMBROGLIATE, anzi URLA più forte e SVEGLIALI dalla loro condizione (ma sempre in coerenza e conformita' con la VERITA',che DIO ti protegga e ti benedica ). Ciao
Bruno Panetta
22 maggio 2005 alle ore 19:58Massmiliano Verlato:
> Mi sembra evidente da quello che affermi che
> le Banche centrali vendano le monete che
> pagano al 5% del loro valore alle zecche( la
> domanda è a chi appartiene la zecca e come mai
> il denaro viene pagato così poco?)
La zecca, che in Italia e' l'Istituto Polografico e Zecca dello Stato (IPZS), e' una Societa' per Azioni quotata in borsa. Puoi comprare azioni IPZS cosi' come puoi comprare azioni Mediaset.
In che senso il denaro viene pagato cosi' poco? Stampare banconote e' un servizio che la zecca presta allo stato, e viene pagata per questo.
> e quindi il denaro stampato rimane nelle mani
> di entità private e non statali.
Eh? Scusa ma non capisco. Dove starebbe la truffa del signoraggio?
Per Alfonso Loro:
La fine del gold standard significa che le valute possono fluttuare liberamente. Se un paese cerca di "barare" stampando troppa carta moneta, questo genera inflazione e il cambio si aggiusta sfavorevolmente.
Bruno Panetta
marco ancinelli
22 maggio 2005 alle ore 20:04Grande LINDA
La notizia degli OGM forse non centra una mazza, ma queste sono esattamente le notizie che dovremmo avere dai nostri giornali e media vari....
e che potrebbero cambiare la qualità della nostra vita.
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 20:08@Geraci(scusa il ritardo)
Il debito non è inesistente, perchè se tu ricevi un servizio(la stampa dei soldi) e non lo paghi, l'azienda in credito può denunciarti e avviare istanza di fallimento.
I Buoni di stato servono a prendere i soldi reali prodotti con il lavoro vero per pagare i foglietti di carta.
max dibe
22 maggio 2005 alle ore 20:10non ho più parole!
Ci indignamo (giustamente) x il fatto che i cinesi vengono a farci concorrenza sleale in Europa, ma dovremmo indignarci anche x il fatto che la popolazione cinese o x meglio dire la gran parte di essa (perchè anche lì c'è una nicchia di super ricchi), vive in condizioni difficilissime, lavora 12 ore al giorno (quando va bene!) con una paga irrisoria senza nessuna tutela o diritto ed è sottoposta ad una censura ferrea che impedisce loro anche il libero accesso ad internet che invece dovrebbe essere lo strumento democratico x eccellenza ma come vediamo può essere purtroppo censurato con la connivenza di aziende occidentali pronte ad approfittarne.
di fronte a una situazione del genere il famoso WTO dovrebbe quantomeno richiamere il governo cinese ad un maggiore rispetto dei diritti umani pena l'esclusione dai mercati dei prodotti cinesi. Perchè niente di tutto questo viene fatto?
Quali enormi interessi si nascondono dietro il mercato cinese tanto appetito da moltissime aziende occidentali? Non dimentichiamoci infatti che la Cina è oggetto di critiche ma è anche considerata, non ultimo dal nostro Presidente della Repubblica, un'enorme oppportunità di guadagno in un mercato spaventoso ( 1,3 MILIARDI DI PERSONE!!!!). E allora tutti in Cina....
Bruno Panetta
22 maggio 2005 alle ore 20:11Massimo Arcinelli:
> Scusa, fammi capire io ho sempre saputo che da
> quando esistono le banche , con il loro
> sistema hanno sempre fatto in modo di
> indebitare i governi per tenerli per le palle
Il governatore della banca d'italia e' sempre stato nominato dal governo, quindi non vedo come potesse tenere il governo per le palle...
> e poi se quanto segue è vero:
E' una marea di cazzate. Tra l'altro Pascucci chiede: "cosa ha impedito allo stato di stamparsi da se la valuta"? Cosa c'entra questo col signoraggio? Se anche lo stato stampasse moneta da solo (come succede per es. in Inghilterra) stampare banconote costerebbe per forza di cose meno del valore reale. O pensi davvero che sia necessario spendere 100 Euro in filigrana, inchiostri e manodopera per produrre una banconota da 100 Euro?
Il signoraggio esisteva ai vecchi tempi quando le banconote non esistevano e il signore, o re, decideva di diluire il contenuto d'oro delle monete, fregandosi lui la differenza. Ma oggi il gold standard non esiste piu' perche' si e' deciso (a torto o a ragione) che era meglio lasciar fluttuare le valute. L'equivalente moderno del signoraggio sarebbe quindi un paese che decidesse di stampare cartamoneta a iosa per pagare i suoi debiti... Ma questo non funziona, perche' l'unica conseguenza e' un'inflazione enorme.
Bruno Panetta
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 20:16Panetta, ma allora? Certo che se lo stato si stampa da solo le banconote spende molto molto meno! è proprio lì il vantaggio! Se hai un pozzo d'acqua potabile sotto casa vai a comprare la minerale al supermercato? Perchè dobbiamo pagare centinaia di euro per cose che valgono molto meno?
Il governatore della banca d'italia lo nomina il governo...appunto...ç__ç...povera Italia.
franco yato
22 maggio 2005 alle ore 20:21Cari "sinistrorsi"uno puo' perdere la testa,oltre il tempo,a leggere le infinite utopiche critiche,comunque tra i giornalisti a Cuba,tra l'altro io ho vissuto all'Avana e li' ci diventi veramente "comunista" a vedere le ingiustizie che vivono i locali(non andando a Caio largo o simili che sono proibiti ai cubani che non ci lavorano!)e il rinnovato "comunismo" in Cina,mi chiedo come potete professare la Vs ideologia senza provare un poco di vergogna tacitandovi la coscienza dicendo"ma in Italia e' diverso!"Non capite che bisogna pararsi ilc...o,specialmente da quelli che te lo massacrano dicendoti che e' per il bene dei piu' umili!!?Palle son tutti uguali se hanno il potere,meglio saper con chi hai a che fare che con i falsi populisti.
vito liberto
22 maggio 2005 alle ore 20:32Caro B.Grillo
Moratti, Gasparri e compani non ti vogliono in telivisione,io invece si.Cominciamo nelle manifestazioni sportive ad esporre cartelloni e far conosciere WWW.BEPPEGRILLO.IT ( BISOGNA FERMARLI CON LE LORO ARMI ).
Piu cartelloni ci saranno e piu poplema avra la censura nelle trasmissioni.
massimo corda
22 maggio 2005 alle ore 20:33Scusate l'intromissione ma volevo solo dire che oggi al giro d'Italia c'erano parecchi murales inneggianti a Beppe (W Beppe Grillo, per l'esattezza) e addirittura uno striscione vicino all'arrivo !
Essendo una tappa dolomitica nell'ascesa dei corridori era facile vedere le scritte viste le loro velocità (abbastanza)limitate.
ciao !
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 20:34Yato, come tutti i "un paese meraviglioso distrutto dalle barbarie del comunismo"...siete noiosi.
Il comunismo non è mai esistito, sulla Terra. Mai.
E' stato solo nazismo travestito, quello. Ma ci sono anche strade alternative che nessuno ha seguito, perchè troppo scomode, che avrebbero consentito al liberismo di portare benessere a tutte le popolazioni senza creare quel dislivello pauroso tra ricchi e poveri che viviamo adesso, e lo stato di malessere generale. Ora è il momento di seguire queste vie, o di abbandonare la civiltà per tornare alla guerra. Economica o militare.
flavia manetti
22 maggio 2005 alle ore 20:41Caro Beppe
Sulla Cina: perchè unirsi alla litania anticinese di tutti? E' diventato un ritornello assurdo. La nostra informazione non è molto più libera; e neanche qui la tecnologia è "al servizio dei popoli" mi pare...Unirsi a certi cori, pur con le migliori intenzioni, è pericoloso di questi tempi.
Mario Rossi
22 maggio 2005 alle ore 20:44Argomento Cina.
Alessandro A. scrive:
"un popoli di simpatici figuri, solo con il tremendo difetto di essere praicamente in dittatura. Che tristezza. in quei paesi la mafia..." eccetera.
Rosario P. scrive:
"Poveri cinesi, loro non centrano a niente, è colpa del loro fottuto regime che li tiene oppressi,, leggendo gli articoli di Amnesty International stanno vivendo lo stesso periodo del fascismo qua in italia.."
Tanto per citare 2 interventi.
Allora.
Ognuno e` libero di scrivere un commento o un opinione su un fatto su un idea e fin qui va bene.
Ma non spariamo cose a caso sulla Cina, sui cinesi ecc ecc. Qualcuno qui in Cina ci e` mai stato? Qualcuno qui con dei Cinesi ci ha mai parlato? Qualcuno qui ne ha studiato la storia? o la lingua? Non penso proprio.
Non facciamoci un idea della Cina basata solo sulle notizie che arrivano dal telegiornale ("cina sorpassa l`italia nel turismo", "Prodotti Cinesi invadono i mercati" ecc. ecc.)
Parlarne a caso serve solo o ad alimentare inutili allarmismi o a cadere in banali commenti pietistici.
La Cina e` vicina. Qualcuno e` preoccupato? Si informi. Basta andare in libreria.
Yang Chenping
22 maggio 2005 alle ore 20:51> By un lettore attento
E' veramente strano! (dehe!)
Yang Chenping
22 maggio 2005 alle ore 20:52Tutti nella mischia!
http://tinyurl.com/4uy59
Bruno Panetta
22 maggio 2005 alle ore 20:54Niccolo':
> Panetta, ma allora? Certo che se lo stato si
> stampa da solo le banconote spende molto molto
> meno! è proprio lì il vantaggio!
Questo e' da dimostrare... Nei paesi comunisti lo stato faceva tutto da solo e non funzionava niente. Comunque in Italia lo Stato detiene la maggior parte delle quote nell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (cioe' e' privata per finta, come lo sono l'ENEL e l'ENI), quindi dal tuo punto di vista non ci dovrebbe essere problema.
Bruno
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 21:08Mario Rossi...
incredibile: il nome più qualunquista(se è il nome vero mi dispiaccio con te) per accusare migliaia di utenti di qualunquismo.
Panetta:
Che detenga la maggioranza non vuol dire un'acca, a livello economico. I dividendi che non riceve vanno in perdita.
Zago Stefano
22 maggio 2005 alle ore 21:15Cari bloggatori vorrei dire la mia su questo argomento che e' decisamente complicato e difficile.
Prima di tutto penso che x risolverlo le parti in causa debbano essere sia il WTO,Unione Europea,USA ,insomma grosse istituzioni e non provvedimenti localisti di un solo paese (vedi dazi proposti dalla Lega)
Partiamo da un presupposto con un semplice esempio,poniamo io sia un industriale,uno di quelli seri ,che investo nella azienda in cui credo,pago le tasse perche vanno pagate,investo in tecnologia,e ritengo che la mia azienda debba rispettare i vincoli imposti dalla UE.
Mi vado ascontrare con lo spauracchio di oggi,la Cina,e debbo fare concorrenza con tutto quello che e' il contrario di quello che ho scritto sopra.
Meno tasse,Nessun vincolo ambientale(la Cina e' diventata il paese piu' inquinato al mondo),pochissimi diritti dei lavoratori(record dei minori utilizzati nell'industria,e anche di suicidi),nessuna mutua,nessuna pensione(inglobata dal datore di lavoro in un rapporto medioevale tra i due soggetti),sfruttamento del lavoratore con un lavaggio del cervello dove "tu lavori per il paese,il tuo impegno e' importante per il Paese,prima il paese e il partito (PARTITO COMUNISTA CINESE)" e cosi via,e dul ci sin fundo un regime comunista(?)dittatoriale che ovviamente non permette nessuna protesta.
Allora non c'e' la concorrenza,questo non e' libero mercato.non e' capitalismo.
Se questa e' la realta',bene,come sono vietate le carni USA in Europa perche' cancerogene,si vieti i prodotti cinesi di quelle aziende che non rispettano un protocollo etico,attenzione non tutte,ma solo quelle che non le rispettano.
Insomma se siamo stati tanto bravi a produrre noi europei Ferrari,Mercedes,champagne,e quantaltro(pensiamo alla cultuta che ci invidiano anche gli USA),allora esportiamo anche un po di diritti,che ci hanno permesso di migliorare tutti,dico TUTTI,e magari anche i CINESI.
Grazie
Stefano Pisani
22 maggio 2005 alle ore 21:15E ci battono pure sul turismo, pensa te.
Che ci troverà la gente in una quattro sassi ammucchiati? E parlo dei politici, eh.
boh.
marco ancinelli
22 maggio 2005 alle ore 21:28Sempre per PANETTA
A parte che se io tengo uno per le palle gli dico io chi deve eleggere, vorrei chiederti un'altra cosa:
ma è possibile che tutti gli abitanti del globo dicono solo cazzate e tu sei l'unico fedele depositario della verità?
Penso che tu sia un fedele riportatore di quello che leggi o di tutte quelle baggianate che ti hanno fatto studiare all'università e allora si che siamo a posto!!
Facci un piacere , convinciti che non basta studiare e poi continuare ad aggiornarsi con il sole 24 ore o leggendo libri di classici economisti amici tuoi. Ci sono un sacco di fonti alternative alla verita "conosciuta" che tu non te lo sogni neppure. Leggiti la storia di Mayer Rothschild, i cui 5 figli fondarono la Banca di Berlino, di Vienna , di Parigi e di Napoli ( Nathan, e dovresti saperlo disse: " se posso emettere la moneta di un paese non mi importa chi fa le sue leggi) o chi era la famiglia Warburg, la storia di Cecil Rhodes e della sua ossessione per la creazione di un governo mondiale con sede in Gran Bretagna, o cerca di scoprire cosa vuol dire il triangolo con l'occhio che tutto vede, stampato sulla banconota da un dollaro con scritto in latino" ecco l'inizio di un nuovo ordine del mondo.
Caro mio, magari tu sei in buona fede, magari all'università si sono ooops dimenticati di rivelarti qualche particolare, come non dicono alle medie che lo stronzo di Colombo fu il primo a importare gli schiavi in europa.
Sta di fatto che non hai nessuna propensione al dubbio, che centinaia di persone in questo blog potrebbero farti venire, se solo tu mettessi insieme vari pezzi che poi portano alle stesse conclusioni.
Ho come la sensazione che tu tenga a salvare le apparenze, impuntandoti sulle TUE certezze e spacciandole per sicuramente certe. Oggi come oggi , il fatto che tu le abbia studiate in un ateneo non significa proprio un cazzo, credimi.
Mario Scafroglia
22 maggio 2005 alle ore 21:30 Concordo con Mario Rossi. L'ignoranza è il peggiore dei mali...
"Sono certamente innegabili i progressi compiuti dal drago cinese in fatto di competitività produttiva, nonché l'avanzata, in seguito all'adesione cinese al WTO, quale astro trainante dell'economia non solo asiatica, ma anche mondiale. La presente analisi, però, non vuole mettere in mostra i punti forti della potenza cinese in fatto di competitività nella comunità internazionale e del recente peso rivestito nei rapporti economici con le altre potenze mondiali. Quello che si vuol focalizzare è, se così è lecito dire, l'altra faccia della medaglia di una società che, per quanto abbia corso nel nome di una crescita economico-produttiva, si trova ancora oggi a dover fare i conti con il terreno bruciato nella sua stessa corsa.
Ecco allora l'accumularsi delle proteste di ben 50.000 dimostranti scesi a manifestare in un città del Sichuan di fronte agli uffici dell'amministrazione locale contro il dilagare della disoccupazione in seguito all'incessante privatizzazione delle ex aziende socialiste di proprietà dello Stato. Oppure basta segnalare l'urlo disperato emerso dalla protesta di altri 100.000 agricoltori emigrati nel Sichuan in cerca di lavoro. Fra le loro richieste vi era l'assistenzialismo e il sostegno economico da parte del governo in una situazione di grave indigenza e il bisogno di un nuovo impiego nel mondo del lavoro.
Alla protesta d'operai senza più una fabbrica e di agricoltori senza più una terra collettiva da lavorare si aggiunge la protesta dei giovani universitari ansiosi di toccare davvero con mano quel mondo occidentale (xishijiè) che ora è diventato impareggiabile partner economico e che fino a 40 anni fa era ignorato, strappato dai libri di storia, riassunto e disprezzato in bigini di fattura marxista. Una libertà di conoscere che il governo di Pechino vuole controllare, ordinare, calibrare e ancor più selezionare. Il rock va bene ma fino a un certo punto, ne è l'esempio fornito dal rinvio di un concerto tanto atteso, quello di una rock band mongola, simpatizzante, nella sua attività musicale, ai progetti sostenuti dal centro d'informazione di New York per il diritti umani nella mongolia meridionale. Pechino ha cancellato la data del concerto e immediata e forte è stata la protesta dei giovani studenti universitari.
Fame di lavoro, di conoscenza, di intraprendenza. Questo bisogno, unito alla povertà dilagante di quelle regioni sfruttate dalla corruzione locale e lontane dal neobenessere economico accende la protesta. Ed è lo stesso Outlook Weekly, portavoce del partito comunista, a riportare un dato sconcertante: ben 58.000 sono stati nel 2003 i casi di rivolte per malcontento sociale, con un incremento del 15 % rispetto all'anno precedente e con un coinvolgimento di oltre 3 milioni di individui.
Un particolare deve essere però messo in rilievo quando si parla di Cina e di disordini sociali. Ciò che, di fatto, oggi realizza questa rabbia sociale, questo sentimento di stanchezza e di logoramento non è solamente dato dalle problematiche economiche gravose per moltissime province della Repubblica, estraniate dall'ondata di benessere economico e sacrificate dall'avvento delle privatizzazioni. Bisogna considerare anche il peso che oggi riveste l'ondata di "occidentalizzazione" sulla cultura cinese. Si può realmente affermare che oggi, quello che è definito "regno del mezzo" stia vivendo a livello culturale una sorta di dibattito e di scontro. Da una parte vi stanno i valori confuciani di stabilità, ordine gerarchico, rispetto del proprio ruolo all'interno della famiglia così come all'interno della società, la fiducia nelle istituzioni e nei riti della tradizione, dall'altra, invece, giunge con forza quella voce occidentale che grida all'uguaglianza, alla libertà per tutti, al riscatto sociale, all'apertura, alla rottura dell'ordine sociale prestabilito, e che esalta il dinamismo, il faber est suae quisquae fortunae (ognuno è artefice del proprio destino). Questo scontro di culture destabilizza notevolmente un popolo che ha sempre vissuto con la convinzione di essere il centro culturale da cui ogni pensiero e ogni giusta forma di governo ha origine e fondamento, che ha sempre prosperato nel rispetto delle tradizioni e di ciò che forniva sicurezza e stabilità. Ora la mondializzazione dei dialoghi, nel bene e nel male, complica l'affidamento cieco dell'individuo cinese al sistema mentale millenario della propria cultura. E questa complicazione non è che aggravata dall'incedere di gravose situazioni economiche per il singolo e la propria comunità locale. Ecco, perciò che la riflessione sul perché di un periodo di destabilizzazione sociale non implica solo considerazioni di taglio economico e l'assunzione della povertà come dato unico ed essenziale; i fattori sono molteplici e complessi. Certamente questo è chiaro alle autorità che hanno escluso dalla propria linea di risoluzione tentativi forti di chiusura e d'estraniazione dal dialogo con altri mondi e culture.
Quello che, però, forse manca in questo dialogo è il rispetto delle parti che, se non del tutto assente, appare molto carente da parte occidentale. I media, i centri culturali europei o americani, molto spesso non si fanno scrupoli nel formulare ipotesi o critiche adottando come metro di valutazione il proprio "io culturale". Parlando di oriente e in particolar modo di Cina bisognerebbe avere la modestia di relativizzare per un attimo il proprio genoma culturale per vestire i panni dell'osservatore e dell'ascoltatore. È fuorviante categorizzare le rivolte sociali dell'odierna Cina secondo categorie "europee" e secondo canoni derivanti da un tradizionalismo democratico, giacobino e liberale. Il carattere orientale di queste rivolte ha un peso differente, in ordine con il passato cinese e in diretta unione con il bagaglio di simboli e sensibilità culturali accumulate in millenni di tradizioni sociali e politiche. Per capire non bisogna forzatamente sinizzarsi, assumendo come punto di vista quello derivante da una cultura che non ci appartiene e che anche volendo non riusciremo mai totalmente a capire e che mai dovremo interamente condividere, bensì cercare di stare un po' più nel mezzo, adattandoci ad un terreno di confine realmente fertile per la comprensione dell'altro. La Cina, in questo caso, offre davvero dei confini dalla vastità enorme.
Al di là delle riflessioni di carattere più specificatamente "interculturale" e quindi di mediazione, non si possono però dimenticare alcuni dati fondamentali per contestualizzare in senso più pratico i punti deboli dell'odierno sistema cinese. Si è parlato della povertà che incede senza sosta in moltissime regioni periferiche dal punto di vista economico, ma soprattutto abbiamo menzionato la corruzione dilagante nei localismi amministrativi. Ebbene, la conseguenza diretta di un sistema burocratico che corrompe e logora dall'interno l'economia di una provincia, scatenandone l'insostenibilità popolare è data dal tentativo di denuncia al governo centrale dell'irresponsabilità politica dell'autorità locale. Costituzionalmente in Cina è previsto un organo centrale a cui qualsiasi cittadino può fare ricorso per denunciare al governo, attraverso una petizione, un torto subito dai burocrati o funzionari locali. Si tratta di un vero e proprio strumento di controllo popolare chiamato "shangfang" che, di fatto, negli ultimi tempi non garantisce una reale difesa a coloro che denunciano un'ingiustizia subita. Un dato è però interessante per capire come l'aumento delle rivolte e dei fenomeni di malcontento non sia fittizio o estremizzato dai media: solo nello scorso anno il sistema di petizione centrale della Repubblica Popolare Cinese ha segnalato l'inoltro di oltre 10 milioni di denunce. Una cifra mai raggiunta prima d'ora, che testimonia la sensazione d'insostenibilità da parte di moltissimi cinesi della propria realtà amministrativa locale. Il dato ancora più sconcertante e preoccupante non solo per l'autorità centrale, ma soprattutto per la componente sociale che ha inoltrato le petizioni, è data dal fatto che solo 1.000 casi sulla mole totale di proteste depositate hanno visto una reale risoluzione e debita giustizia. La riflessione conseguente a questo dato è più che immediata: se il sistema di petizione al governo centrale è inefficiente e non risponde nemmeno in minima parte alle richieste popolari per cui in origine era stato pensato, quale via alternativa è auspicabile per mettere fine alla corruzione degli uffici amministrativi locali? La sensazione d'abbandono fra la popolazione, che consegue all'inefficienza di questo sistema di petizione, è davvero alto e non fa che accrescere la rabbia popolare. Sono in molti a volere un'abolizione dello shangfang e a chiedere un nuovo codice che sancisca concretamente i diritti dei cittadini e la loro tutela nei confronti delle azioni perpetrate dall'autorità locale. La necessità è realmente quella di mettere fine a un culto della "fiducia nei burocrati e negli amministratori", eredità di sun yat-seiana memoria, e di realizzare un insieme di leggi che puniscano direttamente quanti, a livello locale, si macchino di corruzione. L'assenza di un sistema di leggi che tuteli direttamente i cittadini in questo genere di situazioni rende, di fatto, le autorità locali inattaccabili sotto il profilo giuridico. Questa posizione è appoggiata oggi da Yu Jianrong, un ricercatore di scienze sociali della Chinese Academy, e da moltissime autorità in ambito accademico. Secondo gli stessi studiosi cinesi, l'ostinazione del governo centrale a non privarsi di questo inconcludente sistema di petizione centrale non farebbe che aggravare fino a livelli allarmanti la rabbia delle popolazioni dei centri rurali più vessati dall'insostenibilità di tale situazione. Dall'altro lato, invece, è più che comprensibile la paura del governo di Pechino; per le autorità centrali, difatti, abolire il sistema di petizione vorrebbe dire privarsi di un mezzo di controllo del malcontento sociale e potrebbe portare ad un ulteriore aumento dei fenomeni di ribellione. La risoluzione della questione non appare oggi ancora del tutto ben delineata e, ovviamente, dal suo esito dipenderà molto dell'attuale contestazione sociale rivolta alle autorità centrali.
In questa argomentazione bisogna, però, introdurre un elemento aggiuntivo per comprendere la differenza che intercorre fra la concezione occidentale e quella cinese di disuguaglianza economica. L'accesso al benessere, o meglio, alle risorse di riscatto economico è concepito diversamente dalla mentalità cinese rispetto alla visione occidentale. Il concetto d'egualitarismo, difatti, è ben diverso in prospettiva sinica, da quello osannato in Europa a partire dalla fine del XVIII secolo negli inni rivoluzionari francesi. Per la concezione cinese di benessere sociale, gli uomini non sono tutti uguali. Ed è più che giusto che tale uguaglianza non sussista, perché la gerarchia, o meglio, l'assunzione di un determinato ruolo e funzione all'interno della società è sinonimo d'ordine e di benessere, e in virtù di queste è lecita la disuguaglianza.
Questo sentimento è pura eredità confuciana e alla luce di ciò risulta inadeguata la conciliazione del "vivere cinese" al nostro termine di democrazia, inteso, come uguaglianza d'azione nello sfondo sociale
Infatti secondo la visione cinese, la differenza di competenze e del possesso di mezzi economici deve essere impiegata, dalle autorità che le possiedono, in funzione sociale, investendo nella formazione culturale, e soprattutto, in seguito all'avvento del socialismo di mercato, nelle attività economiche. Sono queste personalità ad essere investite legittimamente dalla società popolare della facoltà di amministrare lo Stato, proprio perché considerati "superiori" in senso di competenza tecnica e disponibilità economica. È come se il concetto ideologico d'egualitarismo fosse sacrificato in una funzione più pragmatica di stabilità generale all'interno della società. Questa forma mentis era valida anche nell'epoca del più acceso rigore maoista, e fu un elemento di discordia con la propaganda stalinista, rivoluzionaria e internazionalmente egualitarista nell'emancipazione delle masse. La Cina ha sempre sviato questa "comunione internazionale", restando sempre salda al proprio background culturale. In fondo le personalità politiche che guidarono la liberazione cinese dall'inettitudine politica mancese e la riscattarono dalla dominazione straniera furono personalità d'autorevole provenienza sociale e culturale. Essi furono dei veri e propri tecnici depositari del benessere sociale come fine ultimo, ma unici padroni della scena politico amministrativa, lontani da qualsiasi giudizio democratico nel senso occidentale del termine.Di fatto, però, questo meccanismo di fiducia e di tangibile benessere economico derivante da una accettata disuguaglianza nei ruoli, nelle competenze e nell'accesso alle disponibilità economiche del paese, appare oggi scalfito e destabilizzato, come spiega Wu Ximing, l'economista autore di China's Income Distribution and Inequality, in un'intervista all'Asia Times.
Oggi la collettivizzazione delle terre, punta di diamante nel programma di sostentamento sociale cinese, ha lasciato posto all'investimento e alla privatizzazione, alla cessione di lotti di terreno a imprese edili private, alla speculazione industriale e alla conseguente perdita di concretezza da parte di semplici braccianti e famiglie di contadini. Il divario fra neo ricchi, fra i nuovi borghesi e il resto della società diviene allarmante e provoca oggi il blocco di quel sistema che vedeva "i meritevoli diversi" al governo e in prima linea nel coinvolgimento sociale. I nuovi borghesi, invece, vivono più il contatto con l'Europa e i mercati mondiali, i loro interessi convogliano nell'investimento internazionale, nell'espansione del ruolo cinese nel WTO e poco al benessere nazionale, comune, del popolo.
Lungo ma esaudiente...
http://www.equilibri.net/dossiers/dx1.htm
Almeno spero che qualcuno capirà che la CORRUZIONE, l'ODIO, la VIOLENZA, la DISINFORMAZIONE, lo STRAPOTERE DI MODELLI ECONOMICI ed in generale la GLOBALIZZAZIONE STRACCIONA che prevede SOLO lo sfruttamento di vantaggiosi margini di profitto sono le cose che dovremmo cambiare, invece di continuare a sfruttarle.
franco yato
22 maggio 2005 alle ore 21:31X Niccolo' Petrilli
giuro che non e' per far polemica,ma ho notato un certo senso di disprezzo riferito al "nazismo",e' lo stesso che provo io,ma pure per il "comunismo"in quanto per me sono pari(se non peggio il secondo, per le illusioni che crea),non so quanti anni hai,ma ti assicuro che in 56 anni non ho mai incontrato uno di sinistra che vivesse secondo i canoni di
quanto predicasse per gli altri,se gli facevi notare un comportamento non consono alle sue idee ,si difendeva dicendo"non devo essere io il primo!"Purtroppo l'essere"umano"e' la causa di tutto e solo una educazione a essere ,nei limiti,attento al proprio interesse senza calpestare gli altri potrebbe essere la soluzione,ma non esistera' mai qualcuno che te lo potra' imporre se non ti viene da dentro,quindi il problema non e' di" rovinare i bei paesi",ma di poterci vivere tranquillamente senza rotture di palle,e' giusto che ci siano differenze tra popoli e gente,continuando cosi' diventeremo noi il terzo mondo e nel terzo mondo si vivra' sempre peggio volendo somigliare a noi,cosidetti "civili!".Guarda il Brasile dove Lula,magnificato da verdi, rossi e via col vento,a parte essersi comprato un aereo a costi assurdi per quel paese,sta permettendo la distruzione della foresta amazzonica a ritmi superiori del passato per produrre piu' cereali,vedi che basta dare una bacchetta del potere in mano a chiunque che te la ritrovi a prenderla...non dico dove!!!Ciao,piacere di averti conosciuto
Davide Ricci
22 maggio 2005 alle ore 21:32PEr quanto riguarda il turismo, perché non dicono le cose come stanno?
Ho sentito il Tg2 (!) che diceva:
"E il cambio col dollaro ci penalizza... nonostante non penalizzi Francia e Germania".
Ma perché non dicono che stiamo scivolando in basso perché offriamo ai turisti SERVIZI SCADENTI A PREZZI ESORBITANTI?
Non serve fare come i padroni dei bagni: alzano i prezzi A DISMISURA e poi si lamentano perché hanno cali di afflussi E VOGLIONO ANCHE GLI AIUTI DAL GOVERNO
Gabriele Bernabini
22 maggio 2005 alle ore 21:37Speriamo che le restrizioni alle libertà che ci sono in Cina non vengano esportate come i loro prodotti..
E' sicuramente deprecabile l'atteggiamento del Governo cinese ma purtroppo non siamo noi un Paese nella condizione di fare la predica agli altri..
Noi sicuramente non abbiamo le limitazioni alle libertà che hanno in Cina (questo non è in discussione) ma invece di scandalizzaci per la censura che c'è in Cina faremmo meglio a scandalizzarci prima per la censura che abbiamo qui..
Luca Geraci
22 maggio 2005 alle ore 21:44X Yang Chenping
Ottimo il tuo link. Bisogna impegnarsi in una lunga lettura ma ne vale davvero la pena.
Peccato per le parti in Inglese (con la mia conoscenza a braccio non se ne esce).
Consiglio a tutti di darci un'occhiata.
http://tinyurl.com/4uy59
E vorrei sapere da Panetta come mai se il signoraggio è una boiata ne parla anche il governatore della BCE ?
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 21:53Yato: Figurati. Scusate piuttosto se talvolta i miei post sembrano irriverenti o troppo offensivi...la mancanza di emoticon rispetto ad un FORUM si fa sentire(ogni riferimento è puramente casuali). E purtroppo i sistemi di riferimento classici della comunicazione solo nella scrittura non sono disponibili. Tuttavia faccio presente che sono per un dialogo continuamente aperto e sono sempre pronto a mutare opinione, qualora le mie idee e prove crollassero.
Comunque il Nazismo, o per meglio definire, il Fascismo, ha una connotazione psichiatrica che esula da quella politica. Una persona può essere denominata "fascista" anche se sventola la bandiera del Che, basandosi sulla sua personalità.
Le dittature sono quasi sempre portate avanti e mantenute da personalità "fasciste", anche se si chiamano Mao, Hitler, Vespasiano o Murdock.
Io ho quasi 21 anni, e sono uno di quelli invece che dicono "qualcuno deve pur iniziare". Per questo lotto contro il qualunquismo quotidiano e la pigrizia mentale di chi, destra o sinistra, nord o sud, non vede i problemi che ci pesano sulla testa e usa il sistema del Laissez Faire per ogni singolo evento della vita.(voi non vivete, voi ammazzate il tempo, diceva Montag di Fahrenheit 451)
Mi considero di sinistra, ma non sinistrorso. Cerco, nei miei limiti(ho curiosità di economia,legge e medicina, ma non conoscenze approfondite)di comprendere tutti i sistemi e le loro falle. E anche se a volte in queste ricerche mi sento solo, non per questo smetto di credere.
Forse tra 30 anni avrò perso la voce, o magari la Vita. Chissà. Intanto ci provo,a difendermi e difendere.
Massimo Pugliese
22 maggio 2005 alle ore 21:54sei un grande.....
continua cosi beppe sei la nostra voce
Bruno Panetta
22 maggio 2005 alle ore 22:01Marco Ancinelli:
> Ci sono un sacco di fonti alternative alla
> verita "conosciuta" che tu non te lo sogni
> neppure. Leggiti la storia di Mayer
> Rothschild, i cui 5 figli fondarono la Banca
> di Berlino, di Vienna , di Parigi e di Napoli
> ( Nathan, e dovresti saperlo disse: " se posso
> emettere la moneta di un paese non mi importa
> chi fa le sue leggi) o chi era la famiglia
> Warburg, la storia di Cecil Rhodes e della sua
> ossessione per la creazione di un governo
> mondiale con sede in Gran Bretagna
Mamma mia, qui siamo degenerati alla propaganda antisemita di piu' basso livello stile "Protocolli dei Savi di Sion" 8-(
Tra l'altro il passo che citi tu sui Rotschild e' tratto proprio da un documentario nazista chiamato "Der ewige Jude" del 1940...
In ogni caso dai tempi di Meier Rothschild sono passati 200 anni e la situazione e' leggermente diversa. Gli unici governi a dipendere dalle banche (soprattutto la Banca Mondiale) sono quelli dei paesi in via di sviluppo.
> o cerca di scoprire cosa vuol dire il
> triangolo con l'occhio che tutto vede,
> stampato sulla banconota da un dollaro
E' un segno massonico. I padri fondatori degli Stati Uniti d'America erano quasi tutti massoni, cosi' come Cavour e Garibaldi. All'epoca la massoneria era un centro di idee liberali e di tolleranza e gran parte degli intellettuali ne facevano parte.
Lasciamo perdere le conspiracy theories, per favore...
Bruno
Simone Maccanti
22 maggio 2005 alle ore 22:04Vorrei dire che è da un po' di tempo che negli ambienti informatici si parla della "Muraglia Cinese", ossia l'impossibilità da parte dei cinesi di poter accedere a certi siti web extra-nazionali, considerati dal loro governo "inopportuni". Non c'è bisogno di scomodare i motori di ricerca, basta digitare cose tipo www.usa.com dalla cina per venir dirottati sul sito.. che so, delle pantofole made in usa!
Che tristezza...
Mario Scafroglia
22 maggio 2005 alle ore 22:04 Certo Franco Yato, vivendo in italia...
X tutti
NB: Il nazismo (o fascismo, nazi-fascimo, etc..) è una dottrina condannata e VIETATA PER LEGGE in molti paesi del mondo, il nostro compreso (XII disposizione Comma I: "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista".
Infatti la legge 20 giugno 1952. n. 645 "Norme di attuazione dela XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, all'art. 1 riorganizzazione del disciolto partito fascista dispone: "Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista".)
Il Partito Comunista è perfettamente legale.
Giusto per farti capire la mia posizione posto un botta e risposta che ho trovato su un sito di discussione su Forza Nuova (che pero, nonostante l'articolo precedentemente citato e perfettamente attiva sul suolo italiano!):
Intervento 1
"molto probabilmente sto perdendo del tempo a risponderti comunque ci prover��munque, la barzelletta che comunismo e fascismo sono la stessa cosa 蠯rmai troppo vecchia e non fa proprio pi��dere nessuno, anzi fa decisamente inkazzare...
Dici che Rifondazione Comunista e Forza Nuova sono la stessa cosa?!? Bene allora sappi che mentre F.N. 蠩mpegnata nei suoi pestaggi a immigrati, omossesuali, frequentatori di centri sociali o a organizzare manifestazioni imbevute del razzismo e dellla xenofobia pi��cera, il partito della rifondazione comunista 蠩mpegnato per allargare a tutti i lavoratori l'art. 18, per grantire a tutti il diritto alla studio contro la privatizzazione del ministro Moratti, per fermare questa guerra che sta massacrando migliaia di persone...
Marx non ha mai parlato di "Genocidio" o "Sterminio di Massa". Il Nazismo ne faceva la sua bandiera.
Risposta:
"e xke rifondazione si e forza nuova no??? ucciditi tu e i bastardi comunisti ke sono buoni solo con le canne in mano. drogati! w il duce .w forza nuova"
o anche:
"ALLORA...IL COMUNISMO NN E' IMPEGNATO A LOTTARE X I LAVORATORI.. L'UNICA COSA KE SIETE IN GRADO DI FARE E' COMPRARE IL FUMO DAGLI IMMIGRATI DI MERDA....DROGATI DEL CAZZO....XO SE NN CI SAREBBERO I COMUNISTI..KI CI FAREBBE RIDE ????????FoRzA e OnOre!!!!"
e tu me li paragoni?
Si commenta da solo...
Se sei stato a Cuba magari sai cosa significa la parola "EMBARGO"...
Più in generale concordo col post di petrilli.
Un conto sono le idee, un altro chi le sfrutta...
Se volete controllare...
http://www.censurati.it/censurati/?q=node/150
Peppe Lobefaro
22 maggio 2005 alle ore 22:11Io, per lavoro e per stanchezza, me ne sono andato all'estero. Nonostante le contraddizioni e le ingiustizie, qui hanno capito cosa significa la competitività. Hanno capito cosa significa il mercato e fanno rispettare le regole.
Peppe
P.S. sto a Londra
franco yato
22 maggio 2005 alle ore 22:13X Niccolo' Petrilli
Sentiti auguri,comunque ti consiglio di guardare il piu' possibile le cose con i tuoi occhi ,senza pregiudizi,non fermarti a quello che appare o come te lo vogliono far vedere gli altri e,soprattutto frequenta gente piu' diversa possibile e vai a vedere le parti di mondo di cui si parla,e non nei club Mediterrane'...buona notte
Bruno Panetta
22 maggio 2005 alle ore 22:24Niccolo':
Il signoraggio di cui parla la BCE e' tutt'altra cosa di quello del sito di Pascucci. Ci sono due tipi di signoraggio nell'economia moderna
1. L'effetto che si ottiene quando la gente invece di spendere denaro lo colleziona (es. per scopi numismatici) o lo distrugge. In questo caso il profitto e' generale. Ci sono meno monete o banconote in circolazione e quindi valgono tutte un po' di piu'. Questo signoraggio non e' facilmente misurabile.
2. Anche se non esiste piu' il gold standard, molte banche centrali devono avere riserve costituite da buoni del tesoro per ogni banconota che mettono in circolo. Le banconote non guadagnano interessi, i buoni del tesoro si'. La differenza e' il signoraggio.
Esempio: la BCE vende un biglietto da 20 Euro in cambio di un buono del tesoro dello stesso valore. Se il tasso d'interesse e' del 5%, la BCE guadagna 1 Euro all'anno sul buono. Il costo di rimpiazzare il biglietto (che mettiamo dura tre anni e poi si rovina) e' di 6 cents, quindi 2 cents all'anno. Aggiungi mettiamo 2 cents per spese di distribuzione (consegna valute ecc), quindi il biglietto costa 4 centesimi l'anno. Visto che col buono la BCE guadagna 1 Euro la differenza, 96 centesimi, e' il signoraggio. Questo e' misurabile e ci sono regole precise sul sito della BCE su come viene ripartito. Ma non c'entra assolutamente nulla col signoraggio di Pascucci...
Ciao
Bruno
bpanetta@gmail.com
Mariano Pasini
22 maggio 2005 alle ore 22:29Guardate "Citizen Berlusconi" censurato in italia dal duce nano. E prodotto dagli americani della PBS, non da rifondazione comunista.
Ironia della sorte lui guarda all'america, quella che l'ha bollato come un neo dittatore.
GUARDATE E DIFFONDETE !
ps: bisogna avere l'adsl perché sono circa 90 Megabyte
Mariano Pasini
22 maggio 2005 alle ore 22:30Il link è questo:
http://www.cormorano.net/media/
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 22:37Panetta:
straordinario come un uomo possa passare da Troll a fonte di informazioni.^__^
Hai però qualche sito obiettivo da cui prendere informazioni(richiesta lecita, non metto in dubbio la tua spiegazione)?
Tra parentesi: boicottate i Club Med e tutte le agenzie turistiche! Vi fanno vedere solo quello che vogliono loro...il turismo si fa con forza di volontà, intelligenza e zaini in spalla. A tutte le età.
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 22:40Mariano: ho giusto appena finito di vederlo^__^
è per questo che mi arrabbio con chi tiene le bende sugli occhi e pensa di essere la Giutizia.
Comunque si trova anche sui peer to peer(solito emule+, uso io)in formati diversi.
C'entra poco con la Cina, ma ormai tanto siamo un blog di OT continui.
FORUUUUUUUM!
Bruno Panetta
22 maggio 2005 alle ore 23:05Niccolo' Petrilli:
Vedi questi siti
http://en.wikipedia.org/wiki/Seigniorage
http://www.investopedia.com/offsite.asp?URL=http://www.bank-banque-canada.ca/en/backgrounders/bg-m3.htm
Ciao Bruno
Riccardo Palazzani
22 maggio 2005 alle ore 23:14Tu Beppe quando parti?
:-)
Non puoi non andare. Hanno bisogno di te. Hai le possibilità mediatiche e finanziarie che noi poveri mortali ci sogniamo.
E' ora di scendere in campo. Crediamo in te.
Buon viaggio e in bocca al lupo.
Alessandro Bandini
22 maggio 2005 alle ore 23:20Con quante diavolo di parole ci sono in italiano c'era proprio bisogno di invitare Beppe a "scendere in campo"?
Benvenuti anche questa sera al Palazzani Time.
P.S. Già finita la puntata di Star Trek?
Alessandro Tufi
22 maggio 2005 alle ore 23:22Signoraggio
Ho visto che qualcuno ne parla, e magari mi può chiararire un po' le idee.
Ecco quel poco di cui sono blandamente sicuro:
- la stampa di una bancanota da 100 costa (per esempio) 1 tutto compreso. Chi stampa e vende la bancanota da 100 a 100 (e magari ci mette gli interessi) ci guadagna 99 e passa; questo guadagno viene chiamato 'signoraggio'. E' il guadagno dei falsari, per rendere l'idea. (Attenzione: se tecnicamente per "signoraggio" si intedesse un'altra cosa, diamo un altro nome a questo creazione di valore e andiamo avanti)
- la zecca stampa le banconote. Questo servizio viene pagato, credo, 1 per ogni banconota di 100. E' una società per azioni. La zecca non ci interessa, perché stampa soldi per la banca centrale e non c'e' "creazione" di valore; viene pagato il servizio e la materia prima.
- La banca centrale (prima italiana, ora europea) è una società per azioni. Tutte le banconote da 100 che vengono date in prestito vengono pagate 100 più gli interessi. Tutte le altre banche possono richiedere soldi a quella centrale, la quale non ha sportelli x il pubblico. Per semplificare, posso pensare a tutte le banche come filiali di quella centrale
Ecco le domande/affermazioni che riassumono i miei dubbi:
1- supponiamo che io vada in banca a chiedere 100 in prestito; se la banca ha la cassaforte vuota, chiama quella centrale e se li fa stampare. Quando avrò reso il prestito, io avrò dato al sistema bancario 100+ interessi per un lavoro che al sistema stesso è costato 1+ tempo di attesa (ma anche se il tempo di attesa fosse ridicolo, e quindi gli interessi zero, ci avrebbe guadagnato 99 cioè il signoraggio).
2- i dividendi degli azionisti della banca centrale come vengono calcolati? Voglio dire: i 99 di valore creato dal niente (su ogni banconota da 100) va in tasca agli azionisti? Chi si arricchisce e di quanto?
3- lo stato in che rapporti è con la banca centrale? E' un semplice rapporto cliente/banca? Oppure lo stato può decidere che interessi fare e se far emettere prestiti o altro?
4- supponiamo che allo stato servano i soldi per pagare gli statali o le opere pubbliche o altro: chiede soldi in prestito alla banca. Con cosa paga? Con i buoni del tesoro? Cioè: con 1 stampa questi buoni del tesoro da 100 che vengono dati alla banca la quale stampa 100 veri al costo di 1... Mah.. Iniziando davvero a arrampicarmi sugli specchi (e tralasciando discorsi inflazionistici, politiche monetarie ecc), mi sembra che gli stipendi e le opere pubbliche vengano così pagate con soldi create dal niente, se non fosse per il buono del tesoro che la banca ha in mano. E' questo il famoso debito italiano (o parte di esso)? Questo cosa comporta? Che la banca può rendere indietro il b.d.t. e chiedere soldi in cambio più gli interessi. Tali soldi vengono rastrellati dallo stato con le tasse, ma così si torna al caso 1: l'Italia ha lavorato per rendere alla banca una banconota da 100+interessi, ma la banconota è costata alla banca 1. Per questo è importante la domanda 2. Ma qui perdo il filo...
Scusate se sono stato prolisso. Se mi rispondete con un semplice link esplicativo, va benissimo.
Un saluto a tutti e.. grazie Beppe!
Vittorio Vezzola
22 maggio 2005 alle ore 23:23INFORMATEVI
Io non ho notizie di prima mano (anche se per quanto ho capito per uno straniero anche sul luogo non è facile averne molte), ma informatevi con i vari libri usciti sulla Cina contemporanea e vedrete quanto la censura di Internet possa considerarsi un aspetto marginale. Decisioni come quanti figli fare, il tipo di studi, il lavoro da intraprendere vengono decise dai funzionari di partito.
Sono stupito di come non si riesca a capire a certi livelli che il pericolo più grande della Cina non sono le mutande a 50 centesimi, ma il pericolo che per fare anche noi le mutande a 50 centesimi dobbiamo affidarci ad una dittatura stile grande fratello e perdere le nostre libertà personali. La sfida è di tipo culturale e bisogna combatterla con ogni mezzo disponibile. Una paese così popoloso e con un'economia così forte, ma senza democrazia è un pericolo per tutto il mondo.
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 23:30Mammola...(amichevolmente)come diceva Grillo nel suo spettacolo "Apocalisse Morbida" non c'è niente di peggio di chi ricorda ogni cosa
Lo sappiamo che sul blog è già comparsa la "pubblicità" per questo documentario...ma ogni giorno questo blog ha centinaia di nuovi contatti, gente che dimentica, che non ha letto tutti i commenti, che ha perso il link.
Repetita Juvant, dicevano i latini...tanto più che anche se alcuni di noi ormai sono fissi nelle discussioni, moltissimi sono appena arrivati!
Da scaricare(o acquistare, come preferite): Citizen Berlusconi.
The agronomist.
Super size me.
Fahrenheit 9/11.
Corporation.
Bowling for Columbine.
Ma è inutile, senza cervello. quindi prima accendere quello, poi la TV.
Siamo politicamente nelle stesse condizioni degli USA con Bush&Kerry. Apparentemente diversi, uguali in sostanza. Però Bush ha a suo carico sospetti tali da renderne lecita una deposizione democratica. Che non essendoci stata(legale o meno) ha dato un vero shock al mondo.
Stessa identica cosa con destra e sinistra italiana. Il mondo intero ci guarda con ironia e disprezzo. Ma io detesto essere detestato.
Bruno: grazie mille, mi informerò a 360 gradi su questa questione...sperando di trarne delle conclusioni reali.
roby cadeddu
22 maggio 2005 alle ore 23:31nooooo stiamo già esportatori di industrie e democrazia...
se esportiamo i diritti civili nn ci rimane più nulla
Niccolò Petrilli
22 maggio 2005 alle ore 23:35Tufi...LOL!^__^
Panetta(scusa se ti chiamo ancora per cognome, dato che preferisco i nomi...ma di Niccolò finora ho letto solo il mio nome, mentre di Bruno ce ne sono altri e così si è più precisi)
perchè allora il Regno Unito stampa da solo la propria valuta?
mauro migli
22 maggio 2005 alle ore 23:37COMUNICATO STAMPA
PETIZIONE ENERGIA SOLARE
In Germania sono installati oltre 600MW di pannelli solari fotovoltaici, l'equivalente di una centrale nucleare. In Italia soltanto 5 MW. La causa di questo paradosso è di natura normativa. In Germania ogni impresa e cittadino ottiene in cambio dell'energia prodotta dai pannelli solari una tariffa d'acquisto elevata, garantita per 20 anni. Anche in Italia il Dlgs 387 del 2003 ha istituito un sistema simile detto "Conto Energia" cui doveva seguire entro un anno la determinazione delle tariffe tramite decreto di attuazione... mai realizzato.
E' stata avviata dal 27 aprile 2005 una petizione online per chiedere al governo l'emanazione dei decreti di attuazione indispensabili per rendere operativo il conto energia. In pochi giorni oltre 3.000 persone l'hanno sottoscritta online e molti siti web e associazioni hanno mostrato una spontanea volontà di sostenere l'iniziativa.
L'associazione ecologista NIM per lo sviluppo sostenibile nel meridione cura l'iniziativa condividendo l'obiettivo comune con tutte le altre associazioni vicine alla petizione. Ci poniamo l'obiettivo di raggiungere entro il 30 settembre 2005 almeno 50.000 sottoscrizioni online da consegnare al Ministero delle Attività Produttive e al Ministero dell'Ambiente per mostrare l'evidente interesse dei cittadini nei confronti dell'energia solare e la consapevolezza diffusa del ritardo di attuazione del "conto energia". Nel caso in cui il conto energia venga reso operativo da parte dei ministeri competenti prima del 30 settembre 2005, sarà cura dell'associazione interrompere la petizione online e dare comunicazione a tutti i firmatari della nascita del conto energia.
10 maggio 2005
Andrea Minini
Vicepres.associazione NIM
Marconia (MT)
www.nimer.it
per info e contatti: info@nimer.it
Paolo Campanelli
22 maggio 2005 alle ore 23:46La pirateria è un crimine!
Chi di voi non ha mai visto lo spot che dice:
"Non ruberesti mai una macchina..., non ruberesti mai una borsa..., non ruberesti mai una televisione..., non ruberesti mai un film..., scaricare film piratati è come rubare..."
Ora viene la parte più bella: "Rubare è contro la legge!"
"La pirateria è un crimine!".
Infine oggi ho ascoltato uno spot sponsorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ('mei coioni, excuse my french!) nel quale Giorgio Faletti (il comico che dava vita al personaggio di "Vito Catozzo", e che recentemente si è dato alla scrittura di romanzi gialli con discreto successo) recita tutta una tiritera su quanto è sbagliato copiare un libro, un cd, un dvd... e che se lo fate siete cattivi. Ecco!
Per un attimo, solo per un attimo, consideriamo che la LEGGE E' UGUALE PER TUTTI. Sempre durante questo breve attimo di pura follia, la frase "Rubare è contro la legge!" acquista un significato magnifico.
Poi l'attimo finisce, e ti ritrovi a pensare a quel branco di simpaticoni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che depenalizzano il falso in bilancio ribatezzandolo "contabilità creativa". Le banche, tutte uguali, che ti rifilano bond argentini e azioni Parmalat giurandoti che non c'è pericolo alcuno... poi col piffero che ti restituiscono i soldi: loro hanno sempre ragione, anche quando hanno torto.
Le case discografiche, che vendono i CD musicali ad un prezzo vergognoso.
La SIAE, che impone una tassa sui supporti multimediali vergini con la causale di "mancato introito per pirateria". E se io su un DVD ci voglio masterizzare l'ultima versione di Linux, "Open Source", che ho liberamente scaricato da Internet, cosa faccio? Invio una richiesta di rimborso alla SIAE per i soldi pagati in eccesso?
Allora mi sono detto: che cosa faccio di bello stasera?
Anzichè copiare un film su DVD, visto che è reato, potrei studiare un metodo per evadere il fisco applicando alcuni dei principi della "contabilità creativa": intesto una ventina di finanziarie a mia moglie, creo un paio di società off-shore alle Antille, muovo un paio di milioni di euro sporchi di qua, li recupero puliti di la... nooo!, troppo noioso, che barba che noia! Allora, potrei pensare ad un modo per rifilare delle patacche in giro, sulla falsa riga di quanto hanno fatto le banche verso i loro risparmiatori. Divertente, ma si rischia il linciaggio.
Eureka! Ci sono!! Prendo in gestione una stazione di rifornimento, tarocco le pompe e faccio la cresta sul carburante erogato! Pare che sia l'ultimo grido in fatto di moda!
Uffa! A forza di pensare a tutte queste cose mi è venuto un gran mal di testa!!! Non ho più voglia di infrangere la legge stasera. Adesso mi trasformo per quindici minuti in italiano medio: mi guardo un bel filmetto porno rilassante, poi di corsa a letto felice come una pasqua a rincorrere allegramente il Lunedì che incombe.
Poi, all'improvviso... uno spasmo: e lunedì... infrangerò la legge? Diventerò un pirata? Girano le targhe pari o dispari? Basta, il filmino inizia... almeno quelli per prenderlo di dietro li pagano!
Saluti a tutti e buonanotte
Pablo
umberto rossi
23 maggio 2005 alle ore 00:04per Luca Geraci che voleva saperne di piu sul debito pubblico Debito pubblico
Ammontare totale di moneta dovuto da uno stato alla sua popolazione, ad altri stati o a istituzioni internazionali, quali la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo.
In Italia, il debito pubblico viene contratto a livello nazionale dal governo centrale e a livello locale dagli organi amministrativi regionali, provinciali e comunali. Il debito pubblico nazionale viene creato principalmente mediante l'emissione di prestiti fruttiferi (con pagamento di interessi) rappresentati da titoli, in particolare obbligazioni. Storicamente, tali prestiti venivano contratti dagli stati soprattutto per raccogliere fondi destinati a condurre guerre o a finanziare opere pubbliche, cioè sostanzialmente per coprire spese straordinarie o investimenti pubblici. In epoche più recenti i governi sono ricorsi sempre più frequentemente al prestito anche per finanziare le spese ordinarie dello stato, o per cercare di migliorare le condizioni economiche combattendo la disoccupazione e la depressione; tali spese sono sempre più frequentemente in disavanzo (ossia non sono coperte da entrate), e vengono finanziate emettendo nuovi titoli, che accrescono ovviamente l'ammontare del debito.Non tutti concordano sull'opportunità di mantenere un debito pubblico elevato, che può risultare inflazionistico.
Tuttavia nel giudicare la situazione del debito, più che il suo ammontare assoluto, occorre considerare la capacità di una nazione di provvedere al rimborso e al servizio del debito (cioè al pagamento degli interessi); infatti i fondi occorrenti per il servizio e il rimborso devono venire prelevati da ciò che una nazione produce annualmente (cioè dal suo prodotto interno lordo o PIL) ed è quindi essenziale che si mantenga una certa proporzione fra il debito pubblico e il PIL. Tuttavia non esistono criteri fissi per stabilire tale proporzione; in effetti oggi il debito pubblico raggiunge in tutti i paesi percentuali elevate del PIL, fino a oltre il 100%, e tale situazione si può sostenere in quanto i titoli del debito pubblico hanno scadenze molto lunghe o possono venire rimborsati alla scadenza emettendo nuovi titoli, cioè contraendo nuovi debiti che sostituiscono quelli estinti; è ovvio che un simile meccanismo consente anche di trasferire di fatto l'onere del debito alle generazioni future.Più significativo, dal punto di vista economico, è osservare la relazione fra il disavanzo (o deficit) di bilancio e il PIL.
Il disavanzo costituisce l'eccedenza delle uscite sulle entrate del bilancio di uno stato in un determinato anno, e va ovviamente tenuto distinto dal debito pubblico, che è dato dalla somma accumulata di tutti i disavanzi di bilancio che si sono verificati in passato; ovviamente esiste una relazione fra il debito pubblico e il bilancio, soprattutto in quanto gli interessi sul debito pubblico vengono a pesare sul bilancio dei singoli esercizi, per i quali rappresentano uscite, e contribuiscono quindi a creare disavanzi. Un disavanzo di bilancio pari al massimo al 3% del PIL è uno dei criteri fondamentali posti dal trattato di Maastricht per l'ammissione di un paese all'Unione monetaria europea.
Tipi di debito
La principale classificazione del debito pubblico nel sistema delle finanze pubbliche italiane è quella fra debito fluttuante e debito consolidato. Il primo è una forma di finanziamento con scadenze brevi (da 3 a 12 mesi), destinato a far fronte a esigenze momentanee di cassa dello stato e creato mediante l'emissione di buoni del tesoro ordinari o il ricorso a prestiti della Banca d'Italia o di altre istituzioni creditizie; è amministrato dal Tesoro. Il debito consolidato in origine era garantito da un fondo, detto consolidato, che raggruppava varie entrate; oggi il debito consolidato è venuto praticamente a coincidere con il debito a lunga scadenza e può essere di due tipi: redimibile e irredimibile.
Nel primo caso lo stato si impegna, oltre a pagare gli interessi, anche a rimborsare il capitale alla scadenza; il titolo che rappresenta questo tipo di debito è detto obbligazione; nel caso del debito irredimibile lo stato è obbligato a pagare gli interessi ma non a rimborsare il capitale e il titolo che lo rappresenta è detto rendita.Il debito pubblico si estingue col rimborso dei titoli, alla data di scadenza o anteriormente, mediante sorteggio; per estinguere quote di debito pubblico lo stato può anche acquistare i titoli in borsa o esercitare l'opzione di rimborso anticipato, se le clausole di emissione del titolo lo prevedono. Sebbene in genere i prestiti governativi non siano coperti da effettive garanzie reali, vengono considerati dalla legge come contratti, con l'obbligo di pagamento da parte del debitore.Talora però gli stati, in situazioni di forti pressioni causate da gravi crisi economiche o turbolenze politiche, sono ricorsi all'estremo rimedio di disconoscere il proprio debito pubblico per intero o in parte.
Storia
Fino ai tempi moderni i prestiti venivano contratti dai capi di stato sotto forma di debiti personali; il debito pubblico in quanto elemento permanente e sistematico dell'economia di una nazione si affermò quando divennero disponibili fonti di regolari entrate utilizzabili per rimborsare i prestiti, in seguito alla formazione di un organico sistema monetario europeo. I primi esempi di debito pubblico si ebbero nel XVII secolo in Europa e divennero sempre più rilevanti con lo sviluppo degli stati moderni e del sistema di credito bancario che crebbe in seguito alla rivoluzione industriale. Oggi i mezzi finanziari coinvolti dal debito pubblico di un paese rappresentano una proporzione rilevante del suo bilancio. Dato che il denaro per l'estinzione del debito pubblico viene raccolto principalmente attraverso la tassazione, l'ammontare del debito è un fattore importante per la determinazione del prelievo fiscale sul reddito prodotto da un paese. Storicamente, il debito pubblico nazionale considerato su scala mondiale, ossia come somma dei debiti pubblici di tutti i paesi, ha mostrato una costante tendenza all'aumento. Alla fine del XVIII secolo l'indebitamento pubblico totale nel mondo fu stimato in circa 2,5 miliardi di dollari. Nel secolo successivo, la Gran Bretagna fu l'unica potenza mondiale a ridurre il proprio debito e nel 1890 il totale mondiale dell'indebitamento pubblico era salito a un valore stimato di 27,5 miliardi di dollari, con una crescita superiore al 1.000% in meno di un secolo. Nel periodo successivo la crescita continuò sino alla fine della prima guerra mondiale, dopo la quale il debito diminuì. In seguito alla crisi economica mondiale del 1929, il debito pubblico crebbe poiché i governi ricorsero ampiamente alla spesa pubblica per creare occupazione e risollevare l'economia dalla Grande Depressione. Con la seconda guerra mondiale il debito pubblico nazionale di tutti gli stati coinvolti nel conflitto raggiunse livelli altissimi.Dagli anni Settanta in poi l'inflazione, gli alti tassi di interesse e le impennate del prezzo del petrolio contribuirono alla costante crescita del debito mondiale. I paesi in via di sviluppo chiesero quindi ingenti prestiti di capitale ai mercati internazionali per pagare le proprie importazioni. I prestiti, concessi dalle principali banche con tassi d'interesse variabili, che crescono cioè con l'inflazione, aggravarono la crisi del debito nel 1982, quando la crescita economica mondiale subì un brusco arresto; diversi paesi in via di sviluppo, fra i quali Messico, Brasile e Argentina, furono costretti dai loro creditori paesi esteri e istituzioni finanziarie internazionali ad adottare programmi d'austerità per poter continuare a pagare gli interessi sui propri debiti.
Il debito pubblico dell'Italia ha seguito in gran parte l'andamento verificatosi nei maggiori paesi mondiali. Con la costituzione del Regno d'Italia, nel 1861 venne istituito il
Gran libro del debito pubblico: mentre in precedenza il debito dello stato era costituito da prestiti ottenuti in epoche diverse, in forme e con caratteristiche estremamente disparate, con tale provvedimento tutti i titoli vennero consolidati, ossia iscritti nel Gran libro del debito, che unificò i debiti che i vari stati della penisola avevano contratto anteriormente all'unità d'Italia. Verso la fine degli anni Ottanta dell'Ottocento il debito dello stato italiano aveva raggiunto quasi il 100% del PIL, sospinto dagli ingenti investimenti effettuati dallo stato per creare le grandi infrastrutture nazionali (ferrovie, porti, strutture industriali di base e urbane) e dalle spese per la guerra con l'Austria del 1866.Le enormi spese belliche causate dalla prima guerra mondiale, giunte ad assorbire quasi la metà del prodotto nazionale durante il confitto, determinarono un aumento vertiginoso del debito pubblico italiano, che al termine della guerra ammontava probabilmente al 150% del PIL.
Ridisceso negli anni successivi a livelli normali, e cioè non di molto superiori al 50% del PIL, tornò a superarne il 100% per effetto della seconda guerra mondiale. Dopo la fase di stabilizzazione postbellica, caratterizzata da una politica di bilancio austera che fece scendere il debito pubblico ben al di sotto del 50% del PIL, il debito ricominciò a crescere negli anni Sessanta per effetto della politica volta a stimolare lo sviluppo economico per mezzo degli investimenti pubblici, politica che fu una delle cause determinanti del cosiddetto 'miracolo economico italiano'. Negli anni Settanta il forte calo della crescita del prodotto nazionale e l'inflazione a due cifre accelerarono nuovamente la crescita del rapporto fra debito e PIL. Verso la fine degli anni Ottanta varie cause portarono a una nuova incontrollata crescita del debito, che nel 1994 aveva raggiunto il 125% del PIL.
Contemporaneamente saliva anche il rapporto fra disavanzo di bilancio e PIL, che nel 1994 superava il 10% (contro il 3% massimo richiesto dal trattato di Maastricht come requisito di ammissione all'Unione Monetaria Europea). L'energica politica di contenimento della spesa e di incremento delle entrate perseguita a partire dal 1994 è riuscita a riportare il suddetto rapporto nei limiti richiesti dal trattato; tuttavia il rientro dell'ingente debito pubblico, ossia la sua riduzione verso il livello considerato accettabile del 60% del PIL, non potrà che avvenire lentamente e molto gradualmente.
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 00:30Scarichiamoci tutti il video Citizen Berlusconi
io lo sto vedendo adesso..
"Il documentario è stato prodotto dalla PBS (emittente pubblica americana) ed è stato trasmesso in molti paesi europei. "The prime minister and the press", questo il titolo originale, è stato trasmesso in Svezia e nei Paesi Bassi, in Finlandia e in Australia, ma finora nessuna televisione italiana lo ha comprato.Trasmesso dalle maggiori emittenti televisive del globo, ancora resta occultato dalla Rai, da Mediaset e dal gruppo la 7."
Porca miseria ne mandiamo a casa uno Dittatore e ne arriva un'altro, e che cazzo...
Ha rotto i coglioniii.. scusate lo sfogo.
Guardiamoci il video
http://www.cormorano.net/media/index.htm
è un pò lungo 92 Mega.. però ne vale la pena
massimiliano verlato
23 maggio 2005 alle ore 00:40Panetta afferma che:
"Anche se non esiste piu' il gold standard, molte banche centrali devono avere riserve costituite da buoni del tesoro per ogni banconota che mettono in circolo"
E questo ci porta direttamente al problema della riserva frazionaria: in che misura e che valore di titoli deve avere la banca in rapporto al valore della moneta che emette? secondo alcune fonti sembrerebbe che per le banche comerciali ( non stiamo parlando delle banche centrali) il tasso di riserva è del 2%, e indica la percentuale minima di soldi che devono esserci fisicamente nei forzieri su 100 prestati. Quindi, quando un consumatore versa in banca 100 euro in contanti sul suo conto, la banca sostanzialmente può creare 50 volte tanto, dal nulla. Cioè 5000 euro!!!
Inoltre Panetta afferma
"Le banconote non guadagnano interessi, i buoni del tesoro si'. La differenza e' il signoraggio.
Esempio: la BCE vende un biglietto da 20 Euro in cambio di un buono del tesoro dello stesso valore. Se il tasso d'interesse e' del 5%, la BCE guadagna 1 Euro all'anno sul buono. Il costo di rimpiazzare il biglietto (che mettiamo dura tre anni e poi si rovina) e' di 6 cents, quindi 2 cents all'anno. Aggiungi mettiamo 2 cents per spese di distribuzione (consegna valute ecc), quindi il biglietto costa 4 centesimi l'anno. Visto che col buono la BCE guadagna 1 Euro la differenza, 96 centesimi, e' il signoraggio. Questo e' misurabile e ci sono regole precise sul sito della BCE su come viene ripartito"
Da ciò che scrivi si evince che le banche centrali (quindi private) si limitano a servire gli stati del denaro che serve e loro si accontenterebbero solamente di una percentuale sul valore del denaro prodotto. in questo caso rimane un furto ma inferiore.....e ancora non si capisce perchè lo stato non dovrebbe stamparselo da solo tutto questo denaro senza dover pagare gli interessi ad altri.
Ma siamo sicuri che sia così?
Aggiungo che il tema inflazionistico con il quale tendi a giustificare l'operato delle banche centrali mi sembra quantomeno inappropriato visto che il costo della è andato continuamente via via aumentando ( certo nessuno si sognerebbe distruggere i poteri d'acquisto immettendo pesanti quantità di valuta improvisamente....ma piano piano si possono rovinare e intaccare gli averi della popolazione produttiva
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 00:50Alessandro Tufi:
Ti rispondo brevemente, per queste tematiche ti consiglio comunque il newsgroup it.economia oppure it.economia.banche, dove molta gente e' contenta di rispondere a domande del genere.
1. "1- supponiamo che io vada in banca a chiedere 100 in prestito; se la banca ha la cassaforte vuota, chiama quella centrale e se li fa stampare"
La premessa non e' del tutto esatta: se la banca ha le casse vuote i soldi li chiede alla banca centrale, ma non se li puo' far stampare gratis. La banca centrale gliela da' ma gli toglie 100 Euro dal conto che la banca cliente ha presso la banca centrale. La banca centrale ha il compito di mantenere una certa quantita' di moneta in circolo nel paese. Se la banca centrale decide di stimolare l'economia, puo' aumentare la quantita' di moneta semplicemente comprando buoni del tesoro da banche, dando cosi' un' "iniezione" di contanti al sistema. Oppure puo' diminuire il tasso d'interesse (presso i conti che le banche hanno con la banca centrale, ma si ripercuote poi su tutti i conti in tutte le banche). Cosi' la gente tende a tenere meno i soldi in banca e li spende di piu'.
2. "2- i dividendi degli azionisti della banca centrale come vengono calcolati? Voglio dire: i 99 di valore creato dal niente (su ogni banconota da 100) va in tasca agli azionisti? Chi si arricchisce e di quanto?"
La banca centrale non puo' essere una societa' per azioni perche' il suo compito non e' quello di far soldi ma di mantenere la stabilita' monetaria. La BCE non e' una societa' per azioni cosi' come non lo e' la Bank of England o la Federal Reserve. La Banca d'Italia lo e' ma non e' una banca centrale, da quando hanno introdotto l'Euro. Detto questo pero' e' possibile che la Banca d'Italia, in quanto SpA, profitti di signoraggio (nel senso che ho descritto prima) tramite la BCE. Si tratta di un problema interessante che andrebbe investigato. Io proverei a chiedere su it.economia.banche.
3. "3- lo stato in che rapporti è con la banca centrale? E' un semplice rapporto cliente/banca? Oppure lo stato può decidere che interessi fare e se far emettere prestiti o altro?"
Lo stato non puo' chiedere soldi in prestito alla banca centrale. Per prendere soldi in prestito lo stato emette buoni del tesoro (e in questo viene aiutato dalla banca centrale che in alcuni paesi si occupa della vendita). Pero' in molti paesi la banca centrale non ha tutto il controllo sulla politica monetaria. Fino al 1997 la Banca d'Inghilterra per esempio non poteva decidere i tassi d'interesse.
Lo stesso per il punto 4. I buoni del tesoro possono essere comprati da chiunque, sia da piccoli risparmiatori che da banche, sia italiane che straniere.
Massimiliano Caboni
23 maggio 2005 alle ore 00:51E se la cina fosse l'unica salvezza?..e se la cina fosse al centro della futura politica economica italiana?..secondo voi perchè Prodi e Ciampi sono cosi sensibili al problema economico della Cina (vedi tutte le visite fatte in Cina)??..che in italia si stia preparando un avvicendamento politico era già nell'aria...sinceramente nn so se anche l'economia seguira questo trend di Cambiamento...ma se lo farà andrà ad oriente..credo di aver dedotto...(è come se prodi si stesse preparando a governare in italia prendendo già i rapporti con gli alleati che lo aiuteranno a sollevare l'economia italiana..volendoci guadagnare anche loro...).
Tutto il mio sproloquio nn vuole essere che una riflessione..in pratica vi ho esposto delle domande che mi sono posto...
spero solletichino anche le vs curiosità
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 00:53Niccolo':
Attenzione, avevo scritto Inghilterra non Regno Unito 8-) In Inghilterra le banconote vengono stampate dalla Royal Mint per conto della Bank of England, che decide la politica monetaria per tutto il Regno Unito. Pero' fuori dall'Inghilterra (Scozia, Galles, Irlanda del Nord) la stampa di banconote e' affidata a varie banche private. Non so perche' sia cosi', forse e' un misto di tradizione e del fatto che gli scozzesi e gallesi non sopportano gli inglesi... In Scozia quindi puo' capitare di trovare tipi diversi di banconote, sempre in sterline, emesse da due banche scozzesi diverse. In Inghilterra le banconote scozzesi in genere le accettano, ma quelle dell'Ulster no (anche se in teoria dovrebbero!).
umberto rossi
23 maggio 2005 alle ore 00:59RICORDARE FALCONE I pentiti hanno parlato, le Procure hanno riempito pagine e pagine di verbali. Sul registro degli indagati, a Caltanissetta e Firenze, sono finiti Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri. Indicati, per motivi di segretezza dell'indagine, rispettivamente come "Alfa" e "Beta", "Autore uno" e "Autore due".
A Firenze, la prima inchiesta sui mandanti occulti è stata archiviata il 14 novembre 1998: il coinvolgimento di "Autore uno e due - sostiene comunque il gip nelle due pagine del provvedimento - è un'ipotesi che conserva una sua plausibilità". E le indagini adesso continuano, anche se contro ignoti, ripartendo da quegli elementi.
A Caltanissetta, stessa sorte per "Alfa" e "Beta", ma le valutazioni del procuratore Giovanni Tinebra sono state più critiche: "Una forzatura arbitraria" credere "all'istigazione" dei fondatori di Forza Italia, "un'ipotesi sfornita di aderenza alla successiva realtà", è stato scritto nella richiesta di archiviazione inviata a metà febbraio del 2001 al gip Giovanbattista Tona. Trentasei pagine, firmate anche dal procuratore aggiunto Paolo Giordano e dal sostituto Salvatore Leopardi, per mettere in rilievo più d'una riserva sul pentito Cancemi e le sue dichiarazioni sulle "persone importanti contattate da Riina"; piuttosto, i magistrati danno credito a Giovanni Brusca, che ha parlato di stragi realizzate da Cosa nostra "per indurre lo Stato alla trattativa".
Ai pm di Caltanissetta non convince l'analisi del pentito Maurizio Avola: "Va osservato che egli ha dichiarato che la riunione a Catania in cui Eugenio Galea, di ritorno da altra riunione con Riina, disse che stava nascendo un partito nuovo risale al settembre '92, dopo le stragi. A tutto concedere - scrivono i pm nella loro richiesta di archiviazione - le dichiarazioni di Avola dimostrano soltanto che Cosa nostra avrebbe guardato con interesse la nascita della nuova formazione, non già che erano stati stipulati patti con tale formazione". Poi ancora: "Prima della costituzione di Forza Italia - si legge nel provvedimento della Procura - in Cosa nostra era stato caldeggiato il progetto di costituzione di un movimento indipendentista con caratterizzazione di leghismo meridionale, poi abbandonato solo sul finire del 1993, inizi del 1994. Il che mal si concilia con un impegno politico dei vertici della Fininvest".
Infine, per la Procura di Caltanissetta, anche un teste d'eccezione a difesa di "Alfa" e "Beta", l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: "La decisione di scendere in politica di Berlusconi, per quanto mi consta - ha fatto mettere a verbale - va collocata esclusivamente a due, tre mesi prima delle elezioni del '94".
Quindi, il "papello" con le richieste di Riina: "Le clausole previste (abolizione dell'ergastolo, del 41 bis e della legge sui pentiti) - ne è convinta la Procura di Caltanissetta - coincidono in parte con alcune importanti leggi che però sono state varate non da Forza Italia ma attraverso un ampio consenso politico".
Insomma, tutto da ricominciare, e questa volta sul versante degli appalti, così come suggerisce la stessa richiesta di archiviazione. Eppure, quando i giornali diedero la notizia del provvedimento, uno dei magistrati che a quell'indagine aveva lavorato negli anni passati, Luca Tescaroli, restò non poco sorpreso. "Finché ho potuto - ha scritto in un articolo pubblicato da Micromega - ho fatto la scelta più naturale per un magistrato, quella della riservatezza".
Cosa era accaduto: sui giornali era apparsa anche la bozza della sua richiesta di archiviazione per "Alfa" e "Beta", ben più pesante di quella poi firmata da Tenebra. "Un fatto grave - scrive Tescaroli nel suo articolo - sia per la fuga di notizie su atti riservati, sia per la sovraesposizione e la delegittimazione di chi ha semplicemente svolto il proprio dovere, indagando senza distinguere le persone sulla base del censo, del potere personale e del ruolo sociale, com'è previsto dal nostro ordinamento (almeno sino ad oggi)".
Tescaroli rispondeva a chi lo aveva accusato di "teoremi fantasiosi", difendeva la sua indagine e le conclusioni che aveva preparato: mettevano in rilievo come le dichiarazioni dei collaboratori fossero "concordanti" e "integrate" fra loro, e che era necessario proseguire le indagini. "Perché ad esempio - è adesso la sua proposta - non creare un pool temporaneo sovraterritoriale di magistrati, trasversale alle singole procure, che convogli le migliori energie ed esperienze professionali e continui a lavorare sulle stragi del '92-93 e sul tema connesso del riciclaggio?"
Luca Tescaroli era già andato via da Caltanissetta, per "l'impossibilità - ha spiegato - di proseguire il suo lavoro".
All'inizio di maggio del 2002, il gip Giovanbattista Tona ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti di Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri.
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 01:04Propongo un boicottaggio di massa per colpire il presidente del consiglio al cuore del suo sistema che senza accorgercene sta affondando e continuerà ad affondare l'italia nell'ignoranza, nella povertà e nella schiavitù da regime più completa della storia italiana se non lo fermeremo in tempo.
Inivito tutti i blogger e tutti gli italiani a spegnere la televisione per qualche giorno.
Per quanto siamo dipendenti dal mezzo televisione lo so che è difficile fare questa cosa ma.. i vantaggi che avremo saranno altrettanto numerosi.. ci libereremo da questa faccia che col suo sorriso da.... continua a prendere per i fondelli l'italia.
Prima cosa non ci sorbiremo tutta quella massa di informazione di merda manipolata e filtrata dal regime.. secondo non ci sorbiremo la pubblicità da mediaset, noi non andremo a comprare i suoi prodotti e il suo sistema collasserà perchè non avrà più introiti dalle sue aziende. Semplice no!!
Un industriale, inquisito di corruzione ai giudici e altre accuse di collusione con la mafia che governa l'italia, e i media!! , ma stiamo scherzando davvero o cosa?
Questo non è ne un politico ne un economista, è solo un altro mafioso che applica i suoi sistemi da ghestapo a chi tenta di fermarmarlo nella sua scalata al potere per arrivare non so dove..
E intanto noi stiamo zitti e subiamo..
E' inaccettabile una situazione del genere!!
E' inaccettabile una presa per il culo di queste proporzioni agli italiani!!!
Scarichiamoci e diffondiamo il video per conoscere..
http://www.cormorano.net/media/index.htm
E poi boicottiamo spegnendo la televisione..
Biagi, Santoro, Luttazzi e company non li vedremo più in televisione per colpa sua!!
Una lode personale a Travaglio, Gomez, e il mitico Beppe Grillo che hanno il coraggio ancora di denunciare questo stato di cose vergognoso..
Non facciamoci intimidire da questo nuovo Mussolini!!
Matteo Merlino
23 maggio 2005 alle ore 01:20a proposito.....in questo momento esatto il sito di Gianluca Neri (colui che aveva copiaincollato il dossier usa su Calipari scoprendone i "segreti") http://www.macchianera.net/ è sotto sequestro.
Spero sia uno scherzo
BEPPEEEEE....TERROREEEEE!!!!!
andrea zurlì
23 maggio 2005 alle ore 01:31dal sito di neri selezionare in fondo a mo di censura U.S.A
"Pecore d'aprile (dall'archivio di Wittgenstein)
Non me ne voglia Gianluca Neri che me ne dà lo spunto: ma posso dire che una ricorrenza così sfigata e stupida come il primo aprile - che istituzionalizza la sovversione: cioè prescrive che ogni anno lo stesso giorno sia lecito e spiritoso fare un bello scherzone - non credo esista, nemmeno la festa dei nonni? (Oddio, anche il carnevale se la batte). Il vero mattacchione colpisce il 23 maggio, a sorpresa."
penso che gli abbiano bucato il sito :(
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 01:33Scarichiamoci il video su silvio berlusconi da questo sito:
http://www.cormorano.net/media/index.htm
E' veramente agghiacciante quello che ha fatto e che sta continuando a fare questo criminale all'italia..
Diffondiamolo il più possibile, regaliamolo, mettiamolo sulle bancarelle nelle strade, condividiamolo col p2p, con win mix, con emule , con tutti gli strumenti possibili e immaginabili..
La gente deve sapere!!!
Mario Scafroglia
23 maggio 2005 alle ore 01:58"in questo momento esatto il sito di Gianluca Neri (colui che aveva copiaincollato il dossier usa su Calipari scoprendone i "segreti") http://www.macchianera.net/ è sotto sequestro"
Mi sà proprio di no...
THIS SITE HAS BEEN SHUT DOWN BY THE COUNTER TERRORIST UNIT (C.T.U.) AND SHALL REMAIN UNTIL A THROUGH INVESTIGATION HAS BEEN CONDUCTED ON THE FOLLOWING VIOLATIONS:
(15 U.S.C.) § 421: Identify covert agents
(18 U.S.C.) § 793: Gathering, transmitting or losing defense information
(18 U.S.C.) § 794: Disclose information to aid foreign governments
Mario Scafroglia
23 maggio 2005 alle ore 02:02Dimenticavo questo...
(18 U.S.C.) § 798: Disclosure of classified information
...Ho sentito un rumore...mi devo assentare un att...argh...houc...no..no...noooOOO!!!!
bipbipbipbipbipbipbipbipbipbip...........
Massimiliano Caboni
23 maggio 2005 alle ore 02:42No ragazzi fatemi capire ..quello che c'è scritto sul sito macchianera è reale?????..cioè nn è mica una burla??...ma stiamo scherzando????
http://www.macchianera.net
mario rossi
23 maggio 2005 alle ore 03:04Personalmente credo che i Cinesi siano il popolo più "Mafioso" del pineta. Bisognerebbe cancellarli dal pianeta.
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 03:15x bartolucci
il tuo sito testimonia grandi capacità critiche e voglia di cambiare.
approvato a pieni voti! parola di professore!
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 03:17
Come al solito, il buon vecchio Grillo parla parla, critica, fa polemica su problemi che tutti conoscono pero` poi.. NON FA ASSOLUTAMENTE NIENTE !!
Non sto dicendo che dica niente di sbagliato o falso, solo che criticare quello che va male nel mondo e non fare niente e` molto facile.
Come e` facile puntare a dito tutti i problemi del mondo dal tuo palcoscenico !!
Senza ovviamente metterci l` impegno e la buona volonta` per risolvere da te qualcosa..
Grillo poi si dimentica di dire che l` economia cinese sta migliorando, c` e` ancora la censura e la pena di morte ma le cose sono decisamente migliori di quanto non erano 10 o 20 anni fa ..
E si spera che le cose migliorino ancora.
Pero` non va bene essere ottimisti, bisogna assolutamente trovare il marcio e spalare fango !!
Ho letto proprio stamattina un articolo sull` Istituto Rossi di Vicenza che sta organizzando in Burundi delle lezioni gratuite di elettromeccanica e manutenzione tramite un collegamento internet.
Leggo poi che " l'associazione ex alunni del Rossi ha provveduto anche a finanziare il rinnovo dell'istituto africano, con 90 mila euro dedicati alla ristrutturazione della aule e 20 quintali di materiali elettronici arrivati nei mesi scorsi per via aerea. "
Gente che si da da fare al mondo ce n` e`.
Ma questa gente non guadagna milioni facendo spettacoli !!
E` molto piu` facile spalare fango su quello che va male in Cina che rimboccarsi le maniche e usare i soldi che si hanno per fare qualcosa di buono.
E oltretutto, spalando fango su tutto e su tutti, trovi molta piu` gente che viene ai tuoi spettacoli.
Coe diceva mia nonna: " criticare e` facile, risolvere i problemi piu` difficile "
Nuccio Fava
23 maggio 2005 alle ore 03:20Stavo per cascarci: Il sequestro di Macchianera è un pesce d' aprile a scopo ritardato. Per rendersene conto basta leggere il codice sorgente della pagina. In fondo, nascosto usando lo stesso maldestro metodo dei pdf americani ( colore font= colore fondo) si può leggere:
Pecore d'aprile (dall'archivio di Wittgenstein)
Non me ne voglia Gianluca Neri che me ne dà lo spunto: ma posso dire che una ricorrenza così sfigata e stupida come il primo aprile - che istituzionalizza la sovversione: cioè prescrive che ogni anno lo stesso giorno sia lecito e spiritoso fare un bello scherzone - non credo esista, nemmeno la festa dei nonni? (Oddio, anche il carnevale se la batte). Il vero mattacchione colpisce il 23 maggio, a sorpresa.
All' inizio ci avevo creduto. Poi ho cercato counter terrorist unit e non mi usciva nulla di governativo. l' email di riferimento presente sulla pagina di oscuramento puntava ad un dominio inesistente.
Et voila. Non so. Vi ha fatto ridere?
NF
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 03:20
Per Mario Rossi:
" Personalmente credo che i Cinesi siano il popolo più "Mafioso" del pineta. Bisognerebbe cancellarli dal pianeta. "
Questo e` il livello culturale delle persone che sostiene Grillo??
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 03:22Per Rosario Pisano`:
" Propongo un boicottaggio di massa per colpire il presidente del consiglio al cuore del suo sistema che senza accorgercene sta affondando e continuerà ad affondare l'italia nell'ignoranza, nella povertà e nella schiavitù da regime più completa della storia italiana se non lo fermeremo in tempo. "
Devi anche boicottare quindi anche quei venti e piu` milioni di elettori che lo hanno VOTATO questo Presidente del consiglio !!
Oppure scendi in politica e vedi quanti votano TE!!
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 03:35Ma te da che parte stai Matteo Martini?
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 03:37X verlato
si infatti. qui c'è da ridere.
non sono intervenuto perchè non sono molto informato sul signoraggio. per me è una cosa nuova.
però leggendo il post del signor panetta mi chiedevo: ma non è la stessa cosa che dice il signor pascucci relativamente al signoraggio?
infatti...
AH AH AH AH :-)
bè almeno ora siamo tutti certi che il signoraggio è una realtà comprovata!!!
grazie signor panetta!
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 03:42ma no signor merighi.
il signor panetta è stato chiarisimo ed esaudiente.
non ha letto?
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 03:53x pisanò
sempre in guerra eh? :-)
la mia tv è sempre spenta!
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 03:54Per Mauro Migli:
" In Germania sono installati oltre 600MW di pannelli solari fotovoltaici, l'equivalente di una centrale nucleare. In Italia soltanto 5 MW. "
Facciamo due conti ..
Premetto che non sono sicurissimo della correttezza dei miei conti, posso aver sbagliato, ma e` solo per abbozzare un ragionamento quantitativo
Sono aperto a critiche
In Germania sono stati installati 600 MW di energia solare.
Intanto e` da capire, sono 600 MW di picco o di media?
Se e` di media la centrale eroga 600MW continuamente 24 ore al giorno per 365 giorni l` anno ( difficile, visto che generalmente le attuali centrali a pannelli fotovoltaici la notte non erogano energia e quando non c` e` molto sole ne erogano poca ).
Se e` di picco e` lecito assumere che eroghino energia per 16 ore al giorno e, facciamo pure un` ipotesi ottimistica, per 365 giorni l` anno ( ipotesi ottimistica visto che d` inverno le ore di sole sono meno di 16 e i giorni di sole non sono 365 l` anno, ma forse 250 )
Ipotesi 600MW di media ( estremamente ottimistica ):
600MW per 24 ore al giorno e 365 giorni l` anno = 5256000 MWh = 5256GWh = 5,2 TWh prodotti anno
Ipotesi 600MW di picco per 16 ore e 365 giorni l` anno( ottimistica ):
600MW per 16 ore al giorno e 365 giorni l` anno = 3,6 TWh prodotti anno
Consumo annuale di energia elettrica in Germania nel 2002: 566905 GWh = 566,9 TWh ( dati della IEA, International Energy Agency )
Questo vuol dire che, a seconda delle ipotesi che abbiamo considerato, il solare in Germania contribuisce per una percentuale dallo 0,6% all` 1% scarso del totale dell` energia prodotta.
E questo e` il paese all` avanguardia nel solare, figuriamoci gli altri.
Conclusione: la tanto sbandierata alternativa del solare non e` cosi` percorribile in quanto nemmeno in questi paesi " solar-friendly " si e` riuscti a far partire una produzione significativa di energia solare.
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 03:59
Per Rosario Pisano`:
" Ma te da che parte stai Matteo Martini? "
Grazie Rosario perche` mi dai l` opportunita` di dire una cosa importantissima !!
IO NON STO DA NESSUNA PARTE !! CERCO DI RAGIONARE CON LA MIA TESTA E SE MI ACCORGO DI AVERE SBAGLIATO CHIEDO SCUSA E TORNO INDIETRO !!
Voi invece prendete tutti questi discorsi come una guerra di religione, o come una partita di calcio dove bisogna essere pro-Juve o pro-Milan !!
Io cerco invece di guardare il problema senza gli occhiali con le lenti color giallo o con le lenti color viola.
( e non fate la battuta che senza occhiali uno non ci vede .. )
CERCATE DI RAGIONARE CON LA VOSTRA TESTA, E SE IO DICO QUALCHE CRETINERIA, NON ABBIATE PROBLEMI A DIRMELO !! '( Chiaro, con la dovuta educazione !! )
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 04:03X Luca Frangella
certo Luca :)
io penso che fra un pò la venderò la televisione..
..i telegiornali una volta avevano un altro peso.. erano davvero informativi.. e poi non c'era tutto questo interesse a veicolare tutta sta valanga continua di pubblicità .. che scassa sinceramente le b...
aspetta.. il bello è che quando vai al cinema, anche li paghi il biglietto e cosa ti devi sorbire prima del film? la pubblicità!!!
Ma per cosa ho pagato io per il film o per la pubblicità?
Non la voglio vedere la pubblicità al cinema ca..volo!! Ho pagato per il film non per la pubblicità!!
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 04:05
Per Max Dibe:
" non ho più parole!
Ci indignamo (giustamente) x il fatto che i cinesi vengono a farci concorrenza sleale in Europa, ma dovremmo indignarci anche x il fatto che la popolazione cinese o x meglio dire la gran parte di essa (perchè anche lì c'è una nicchia di super ricchi), vive in condizioni difficilissime, lavora 12 ore al giorno (quando va bene!) con una paga irrisoria senza nessuna tutela o diritto ed è sottoposta ad una censura ferrea che impedisce loro anche il libero accesso ad internet che invece dovrebbe essere lo strumento democratico x eccellenza ma come vediamo può essere purtroppo censurato con la connivenza di aziende occidentali pronte ad approfittarne.
di fronte a una situazione del genere il famoso WTO dovrebbe quantomeno richiamere il governo cinese ad un maggiore rispetto dei diritti umani pena l'esclusione dai mercati dei prodotti cinesi. Perchè niente di tutto questo viene fatto? "
Due spuinti di riflessione:
1) anche da noi e in Inghilterra all` inizio e durante le cosiddette " Rivoluzione Industriali" le condizioni di lavoro erano pessime ( forse peggiori anche di quelle che hai scritto tu perche` facevano lavorare i bambini )
2) se vogliamo aiutare veramente la Cina a progredire , perche` vogliamo alzare le barriere all` entrata dei prodotti cinesi del tessile ??
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 04:10X per Matteo Lignini
Neanch'io sto ne con i "sinistri" ne con i "destri" ne con i "centri".. io sto dalla parte di chi apporta veramente progresso e sviluppo al nostro paese, e non con chi monopolizza l'informazione, fa scendere il famoso PIL, fa triplicare i prezzi in tre mesi e poi ha la faccia anche di ridersela in televisione..
Non la accendo più la televisione io perchè ogni volta che vedo quella faccia da piglia per i fondelli.. ne dovrei scassare una al giorno per il nervoso che mi provoca...
Non mi serve uno strumento che nasconde le notizie e che dice quello che vuole lei ..
preferisco un miglione di volte internet, dove le notizie me le cerco io e non che me le devono imporre loro.. e che cavolo!!
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 04:10
Per Rosario Pisano`:
" Se ci tolgono questo strumento di libera informazione anche in italia divento una belva, è capace che divento anch'io un terrorista.. contro lo stato italiano :/ "
Caro Rosario,
non ti sei ancora accorto che il Signor " Stato Italiano " .. NON C` E` !!
Ci sono delle leggi, dei tribunali, dei deputati, dei senatori e dei liberi cittadini che eleggono questi deputati e questi senatori.
Non ha senso prendersela con lo stato italiano perche` equivarrebbe prendersela con noi stessi !!
Come diceva mia nonna ..
Vabbe` spero che abbiate capito ..
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 04:22Me la prendo con la classe dirigente Matteo Lignini che pensa sempre e solo ai suoi interessi e non a quelli del popolo, pensano ad aumentarsi gli stipendi come se non gli bastasse quello che già hanno, pensano ad inventare nuove tasse e pansano ad elogiarsi in televisione.. ecco cosa fa la politica italiana..
A te piace questo stato di cose?
L'altra mattina sentii alla radio, pensa un pò te: che in Svezia SONO CONTENTI DI PAGARE LE TASSE i cittadini, ti rendi conto?
perchè sanno che lo stato li ripaga con servizi altrettanto efficenti..
lo stesso in italia........
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 04:27Scusate volevo dire per Matteo Martini non Lignini..
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 04:28scusate se il seguente pensiero è un pò pessimista ma mi premeva discuterne con tutti voi.
molti di noi sono quà ad esaltare la democrazia, la libertà di pensiero, le possibilità che offre internet. perfetto, concordo, ottimo. continuiamo.
ogni mezzo è lecito nel rispetto delle regole democratiche.
ma...
ma se la realtà qui fuori sta precipitando, se stiamo affondando, se saremo la nuova argentina, se tutto il sistema mondiale sta collassando, ci potrà salvare, mi chiedo, una presa di coscienza?
la chiave di tutto è nell'economia, come giustamente afferma grillo. nell'economia e nella politica che la supporta.
ma noi siamo tagliati fuori dalla gestione economica e politica del paese e del mondo intero.
capite? non possiamo che subire le malefatte degli altri!!! che mezzi di intervento abbiamo? praticamente nessuno!
con le loro stronzate ci stanno condannando. ma noi cosa possiamo fare concretamente? come intervenire? le elezioni? pfffff ah ah era una battuta!
boicottaggio? marce? manifestazioni?
finora non sono servite a molto, se non a testimoniare taluni ideali. ma di pratico ben poco... :-(
ci vorrebbe una presa di coscienza generale affinchè funzionassero. ma a quel punto non sarebero nemmeno necessarie, le cose cambierebbero da sè.
una presa di coscienza è qualcosa di molto lento.
e poi l'info è controllata, l'istruzione boccheggia....
ma anche se fosse immediata (fantascienza ed utopia!) cosa si potrebbe fare?
potete bloccare un elefante che sta cadendo da un precipizio?
come diceva quel film, "l'odio"?
c'è una molotov (se non ricordo male) che sta cadendo.
fin qui tutto bene, fin qui tutto bene.
ma il problema non è la caduta, bensì l'atteraggio...
p.s.: giusto per tirare su i vostri animi: il regista de "l'odio" adesso è un regista "commerciale" e pensa più a fare soldi che altro..
sarà l'ora tarda a ispirarmi tali pensieri negativi?
buona(?)notte...
(qualcuno mi trovi una soluzione, please!)
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 04:34Ma si Luca Frangella, non ti preoccupare,
io per questo ho fatto il mio sito, per questo continuo a bloggare su questo grande blog di beppe, per cercare di smuovere quante più coscienze possibili, perchè sinceramente anch'io sento che "l'ora è gia tarda", perchè i potenti che si dovevano premunirsi si son già premuniti a controllarci e a schiavizzarci a partire dall'informazione per finire al monopolio di tutte le altre cose di cui abbiamo bisogno ogni giorno.. l'acqua, il cibo, la benzina ecc..
Siamo noi che ancora dormiamo e ci dobbiamo dare una mossa veramente decisiva.. altrimenti resteremo irreversibilmente schiacciati da questo sistema..
Buona notte anche da parte mia
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 04:37
Per Rosario Pisano`:
" Me la prendo con la classe dirigente Matteo Lignini che pensa sempre e solo ai suoi interessi e non a quelli del popolo, pensano ad aumentarsi gli stipendi come se non gli bastasse quello che già hanno, pensano ad inventare nuove tasse e pansano ad elogiarsi in televisione.. ecco cosa fa la politica italiana..
A te piace questo stato di cose?
L'altra mattina sentii alla radio, pensa un pò te: che in Svezia SONO CONTENTI DI PAGARE LE TASSE i cittadini, ti rendi conto?
perchè sanno che lo stato li ripaga con servizi altrettanto efficenti..
lo stesso in italia........ "
Non ho capito se chiamarmi Lignini e` un modo di prendermi in giro.
Caro Rosario, stai dimenticando una cosa fondamentale, che continui a dimenticarti !!
Questi politici che comandano ..
LI HANNO VOTATI GLI ITALIANI, NON SONO ANDATI AL POTERE CON UN GOLPE !!
E ho qualche dubbio che in Svezia siano contenti di pagare le tasse ..
Dovresti forse essere piu` critico con quelli che ascolti !!
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 04:40
Per Luca Frangella:
" ma noi siamo tagliati fuori dalla gestione economica e politica del paese e del mondo intero.
capite? non possiamo che subire le malefatte degli altri!!! che mezzi di intervento abbiamo? praticamente nessuno! "
Che mezzi abbiamo?
Il voto?
Candidarsi in un partito?
Fondare un giornale, parlare alla gente, aprire un sito internet per dire tutto quello che si vuole?
Forse i mezzi dopo tutto non mancano
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 05:00Per Matteo Martini
prova ad andare su yahoo e metti come parole di ricerca: svezia tasse contenti, e vedi cosa ti esce fuori,
solo che a quel sito di macchianera non si può andare.. ma l'hanno davvero censurato? :/
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 06:02
Per Pisano`:
sul web c` e` scritto tutto e il contrario di tutto.
C e` persino il sito di una societa`, la Flat Earth, che sostiene o sosteneva che la terra e` piatta.
Dal momento che e` scritto nel web, vuol dire che devo credere anche a questo?
Per non parlare di tutti i siti di associazioni di reiki, di poteri paranormali, di santoni etc. che pullulano nel web.
Siate scettici con quello che leggete ragazzi, non prendete tutto quello che vi dicono per oro colato..
Relativamente al sito di macchianera, sono curioso anche io di sapere cosa e` successo !!
Alvise Sommariva
23 maggio 2005 alle ore 07:19Qualchee giorno fa ho visto una trasmissione sulla Walmart, un colosso americano che ha fondato le sue radici sul mercato cinese. Ai primi degli anni 90 erano arrivati alla frutta, ma basandosi sul prodotto cinese (e non statunitense) sono rientrati in carreggiata e ora hanno un monopolio non troppo diverso da Microsoft. Prezzi concorrenziali (chissa' come mai ...) e invasione dei loro ipermercati dappertutto. Walmart decide tutto, dai prezzi da imporre alla manifattura cinese, e' capace di far chiudere i battenti a diverse fabbriche americane (alcune delle quali erano fortissime negli anni 90 come Rubbermaid) e via discorrendo. E ora, caso strano, Walmart apre pure in Cina. Nel frattempo, negli Stati Uniti non si trova facilmente lavoro come qualche anno addietro (vedi l'Ohio ...). Chiaro dove e' andato a finire ... in Cina! Ma quello che gli americani non credono possa accadere e' che prima o poi i cinesi gli tirano un benservito come e' gia' successo per lo sviluppo della rete ferroviaria cinese a scapito di qualche societa' europea, o da parte di Lenovo che si e' fatta un boccone di parte dell'IBM!
Mark Brio
23 maggio 2005 alle ore 08:09La Walmart ha una marea di roba cinese nei suoi scaffali. L'america in generale importa da tanti anni un mare di roba cinese e quindi loro hanno lo stesso problema nostro.
Io non vedo niente di male in questo: ci siamo seduti sugli allori e non ce n'è fregato nulla dei diritti umani, fin quando non ci hanno levato il posto di lavoro a causa di una concorrenza da far paura.
Non ci sarà dazio che tenga, la Cina avanzerà perché è un paese gigantesco
Raffaele Scilanga
23 maggio 2005 alle ore 08:12In Cina la comunicazione e l'accesso ai dati è controllato dallo Stato?
Davvero?!
Ma non ci posso credere!
E' proprio come in Italia!
Ma Sig. Grillo, lei che viene ascoltato (perché conosciuto e non qualunque come noi), dica la verità. Non è una novità, anche nel nostro bel paese è lo stesso. Chi fa come lavoro informazione dice ciò che si deve dire o meglio ciò che i poteri forti vogliono che sia detto. E noi gente qualunque, con un pò di cervello, siamo messi da parte e non siamo ascoltati. Anzi, i grandi comunicatori riescono pure a dimostrare che l'asino è capace di volare.
Secondo me, l'unico modo per venirne a capo è avere il coraggio di portare al governo gente capace di mettersi in discussione e di anteporre la verità ed il benessere della cittadinanza al proprio.
UTOPIA.
E' più facile parlare che fare.
E' facile informarsi e comunicare agli altri, ma certamente è più difficile, informarsi e fare per gli altri.
La sua candidatura alla WTO? No! Lei è una persona nata per la comunicazione. Occorre trovare una persona capace di dialogare con i poteri forti, la quale però anteponga sempre l'interesse della collettività a quella dei potenti.
Aldo Vincent
23 maggio 2005 alle ore 08:25Io invece vi invito ad adottare un blog.
Proprio cosi'.
E' il blog di John Pasden, residente a Shangai che tiene un blog con le notizie "scomode" dalla cina e che ha il fondato timore di venire oscurato.
Ecco, la cosa e' semplice da farsi.
Dovete andare un paio di volte alla settimana a leggere le sue notizie, e poi rilanciarle a quei quattro-cinque amici con blog che possano fare altrettanto. Pensate se scegliete bene, in cinque passaggi potremo coprire 3.000 bloggers. Un'utopia.
Ne basterebbero un centinaio e una decina di giornalisti, per tenere accesi i fari sulle faccende cinesi.
Per visitare il blog andate qui:
http://www.sinosplice.com/weblog/
istruzioni qui :
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ALDO VINCENT IL GELATAIO DI TEHERAN
http://www.ciaoteheran.com
Fabrizio Donati
23 maggio 2005 alle ore 08:25Purtroppo tutti sanno che la Cina non è un esempio di democratica ma oramai fa gola a troppa gente il suo mercato ed il bassissimo costo della sua manodopera... che purtroppo sfrutta anche i minori. Sfruttamento che lo stesso governo cinese protegge anche con il "segreto di stato"!!!!
Leggete questo articolo:
http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/economia/nostrolusso/cinminb/cinminb.html
Pasquale Gallo
23 maggio 2005 alle ore 08:38Hanno chiuso http://www.macchianera.net
Sono inetti e se la prendono con Gianluca Neri.
edmond dantes
23 maggio 2005 alle ore 08:43Se solo 'almnesy' international si occupasse della regolarita' in italia delle multe da autovelox credo staremo gia' tutti molto meglio, persino i giudici di pace.
Pare che qualcuno di 'sky afasy' abbia detto a un prodi sorridente in cina..... 'faccia da contrappeso!'
Di certo una vecchia nota di esortazione :)
Giorgio Piccinini
23 maggio 2005 alle ore 08:58Invitiamo gli italiani a non comprare prodotti cinesi almeno fino a quando non sarà istituita in Cina la Previdenza sociale e l'assistenza sanitaria per tutti.Così come dovrebbe essere in tutti i paesi civili, compresa l'America.
Aldo Vincent
23 maggio 2005 alle ore 09:05Scusate.
Vorrei solo fare una pacata riflessione.
Proprio in questi giorni, oltre allo scandalo Ricucci ed i suoi soldi che non si sa da dove arrivino, ci sono quattro individui che fanno il bello e cattivo tempo in Borsa.
Tre sono scarpari (Della Valle, Geox, e l'altro al momento mi sfugge il nome) il quarto e' un magliaro che si e' comprato pure le autostrade coi maglioncini fatti all'estero.
Ora io dico: se per comprare un paio di scarpe oggi occorre accendere un mutuo per permettere a questi marpioni di ingrassare, perche' non sono benvenuti i cinesi che mettono sul mercato scarpe meno fighe ma accessibili al mio portafoglio?
Dite: ma non durano. Meglio! Vorra' dire ne ne comprero' un paio ad ogni cambio di stagione senza svenarmi !!
O no?
ALDO VINCENT IL GELATAIO DI TEHERAN
http://www.ciaoteheran.com
denis Convento
23 maggio 2005 alle ore 09:06buongiorno a tutti
probabilmente molti di voi non saranno d'accordo su ciò che dirò ma secondo me la crisi che abbiamo in Italia soprotutto per il commercio interno è da attribuirsi ai commercianti stessi.
con l'entrata dell'euro i prezzi sono radoppiati senza una logica spiegazione.Ultimamente quando vado a comperare qualcosa da vestire non spendo meno di 300 euro. faccio un esempio: un paio di pantaloni jeens costano 100 ( ma ce ne sono anche da 120 - 160) quando 4 anni fa costavano 120.000 lire), una camicia costa 80 ( un tempo 80.000 lire), un maglioncino in cotone 120 ( 150.000) tutto è raddoppianto mentre la paga è sempre quella. E poi si lamentano perchè non vendono e i negozzi sono vuoti.Dico io ma se teniamo i prezzi di 5 anni fa vedrete che non saremmo costretti ad andare a comperare la raba da cinesi.
E
MARIANNA DIBISCEGLIA
23 maggio 2005 alle ore 09:10ciao Beppe, ho visto il tuo spettacolo a milano e volevo farti i miei complimenti, per essere un comico, non sei niente male!
l'unico momento in cui ho avuto delle perplessità è stato quando hai parlato degli esami preventivi per il tumore al pancreas o alla prostata. scusami ma non sono daccordo, sono certa che la prevenzione possa aiutare a salvare la vita...
marianna
Fabio Meloni
23 maggio 2005 alle ore 09:10Devo dare il benvenuto ai cinesi nell'era della disinformazione?
Anche in Italia oggi si rischia la galera "scaricando la cosa sbagliata". Un po' eccessivo forse. Evidentemente ci sono interessi in gioco, in Cina come in Italia, come stupirsi?
Hanno tolto anche a noi la liberta' della rete, trasformandola in un altro canale televisivo, non capisco perche' tutta questa necessita' di parlare della Cina. Oggi e' tutto colpa della Cina. Ma la Cina c'e' sempre stata, ha sempre esportato, a nessuno e' mai fregato nulla. Pero' oggi con la crisi del nostro mercato, con la perdita' di potere d'acquisto dei nostri stipendi sempre piu' spesso ci rivolgiamo ai prodotti cinesi. Costano meno e sono di scarsa qualita', lo sappiamo e giudichiamo che il gioco valga la candela. I nostri commercianti si arricchiscono a suon di botte da 100 euro? Benvenga il prodotto cinese! Evviva la Cina!
Se i prodotti italiani sono in diretta concorrenza con quelli cinesi e' perche' sono scadenti come quelli cinesi ma costano di piu'. Se in Italia invece che lamentarsi per quattro felpe firmate del c.z.o si comciasse a produrre oggetti innovativi e di qualita' i Cinesi sarebbe tagliati fuori. Invece qui e' sempre la solita minestra, vogliono venderci prodotti scadenti ad un prezzo da monopolio, e vogliono lucrarci sopra sempre e solo le stesse aziende italiane. Per questo ora il cinese e' cattivo, il cinese e' represso, il cinese e' maltrattato, il cinese e' obbligato a lavorare con orari indecenti e privo di tutela, il cinese non ha liberta' di informazione, il cinese non ha liberta' della rete.
Bene, vi diro' una cosa ovvia:
l'italiano e' represso, l'italiano e' maltrattato, l'italiano e' obbligato a lavorare con orari indecenti e privo di tutela, l'italiano non ha liberta' di informazione, l'italiano non ha liberta' della rete.
Siamo sulla stessa barca, non facciamo il gioco di chi vuole trasformare il cinese nel nemico, perche' il cinese e' nostro fratello e sta nelle identiche condizioni nostre.
Oggi mi sono svegliato di buon umore, e la coda a Sestri fa sempre riflettere, mi sa che se vogliono tenerci buoni devono abolire le code, o qualcun'altro finira' per pensare...
buona settimana a tutti!
Dino LUPO
23 maggio 2005 alle ore 09:15Il video CITIZEN BERLUSCONI (della PBS tv pubblica americana) si può comprare a 7 euro dal sito www.internazionale.it (dove scrive pure Grillo).
Mi sembra corretto invitare tutti voi a comprarlo, viste le numerose segnalazioni di inviti a "scaricarlo".
Ovviamente se non potete permettervi 7 euro per questa chicca... scaricatelo!
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 09:19Bravo Fabio Meloni,
Siamo noi i cinesi, che fra un pò ci abbasseremo allo stesso livello di poverta (con gli stipendi del dopoguerra appunto e i prezzi raddoppiati se non triplicati dal 2001 a questa parte)
Siamo noi i cinesi ai quali già l'informazione pubblica è sotto controllo.. non si sa internet ancora..
Mi sa che fra un pò saranno i cinesi a comprare da noi.... se non protesteremo vivamente contro questo stato di cose vergognoso!!!
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 09:22Invito anch'io tutti a scaricare questo video di Citizen Berlusconi, lo si può trovare anche su quest'altro sito:
http://www.cormorano.net/media/index.htm
Non è stato trasmesso da nessuna televisione italiana per ovvi motivi, ma all'estero lo conoscono bene...
scopriremo veramente chi è che sta governando e come l'italia oggi!!!
daniele marino
23 maggio 2005 alle ore 09:23scusate, non c'entra nulla con il topic.
hanno chiuso www.macchianera.net (andate a vedere), il sito del tizio che ha sbiancato gli omissis del PDF del caso calipari. invece di prendersela con se stessi e darsi dei cretini, se la prendono con chi ha sollevato il foglio di carta velina.
beppe, fai qualcosa tu... :-(
daniele
paolo gazza
23 maggio 2005 alle ore 09:25
visto che parlate di Cina...
http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/economia/nostrolusso/cinminb/cinminb.html
Denunciare gli sfruttamenti dei ragazzi è un reato punito col carcere
Ma sui giornali del Guandong qualche vicenda sfugge al silenzio
Cina, le "città segrete"
del lavoro minorile
dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI
PECHINO - Jimi: in cinese è l'equivalente di "top secret". Nel 2000 il ministero del Lavoro e l'Ufficio di polizia per la protezione dei segreti di Stato hanno varato un regolamento che all'articolo 3 comma 1 classifica come jimi la "diffusione di informazioni sul lavoro minorile". Chiunque contribuisca a rivelare casi di sfruttamento di bambini nelle fabbriche cinesi è quindi imputabile di avere tradito "segreti di Stato". È un crimine per il quale si rischia l'arresto immediato, una condanna per le vie brevi senza avvocato difensore, e pesanti pene in carcere.
Questo spiega perché sia molto difficile trovare informazioni sul lavoro infantile, una piaga sociale che secondo le stime più prudenti colpisce almeno 10 milioni di bambini in Cina (ma è ben più drastico l'Ufficio internazionale del lavoro con sede a Ginevra: calcola siano fino all'11,6% i minorenni costretti a lavorare, cioè molte decine di milioni). Eppure sui giornali del Guangdong - la regione meridionale che è il cuore della potenza industriale cinese - qualche vicenda sfugge alla legge del silenzio. Il sito online del quotidiano di Nanfang espone un'inchiesta sui lavoratori immigrati: c'è la foto di un sedicenne con un dito amputato da un incidente in fabbrica. Un'altra immagine, ripresa da lontano con il teleobiettivo, mostra una piccola impresa di giocattoli: tanti bambini lavorano seduti dietro i banconi.
Si scopre che uno dei paraventi utilizzati per nascondere il lavoro minorile è camuffarlo come apprendistato organizzato dalle scuole. Zhang Li, un ragazzo di 15 anni, ha rivelato che la sua scuola tecnica lo ha portato insieme con altri 40 studenti (alcuni di soli 13 anni) a lavorare in una fabbrica elettronica di Shenzhen. Salario: dai 600 agli 800 yuan (60-80 euro) al mese per lavorare dall'alba a mezzanotte, e dormire stipati in 12 per stanza. L'inganno delle scuole usate come una copertura per far lavorare i ragazzi venne alla luce per la prima volta con una sciagura del 2001, riportata anche dai mass media nazionali. 42 bambini delle elementari morirono nel rogo di una scuola dello Jianxi. L'incendio era scoppiato perché quella in realtà non era una scuola ma una fabbrica di fuochi d'artificio. Non ha "bucato" i filtri della censura, invece, una tragedia più recente. È accaduta due giorni prima dello scorso Natale nel paesino di Beixinzhuang. Cinque ragazzine quattordicenni sono morte soffocate dal fumo nel sonno, nel minuscolo dormitorio adiacente alla fabbrica di tessuti in cui lavoravano. Particolare atroce, si sospetta che un paio di loro siano state sepolte ancora agonizzanti dal padrone dell'azienda che aveva fretta di fare sparire i corpi.
Lo si è saputo cinque mesi dopo, e solo grazie all'associazione umanitaria Human Rights in China. Sun Jiangfen, la mamma di una delle ragazzine morte, si è spiegata così: "Nelle campagne noi non possiamo permetterci di mandare i figli a scuola come fanno i cittadini. In questo villaggio ogni famiglia ha dei figli che lavorano in fabbrica". Sua figlia Jia Wanyun era diventata operaia a 14 anni perché i genitori potessero pagare gli studi al fratello. Le era stato promesso un salario di 85 euro al mese per lavorare dodici ore al giorno, sette giorni alla settimana, senza ferie. Quando è morta era in fabbrica già da più di un mese ma il padrone non le aveva versato lo stipendio, con la scusa che era ancora una apprendista.
Le organizzazioni umanitarie che si battono per proteggere i bambini contestano la credibilità delle multinazionali che subappaltano la produzione in Cina, quando i manager occidentali affermano che nelle loro fabbriche i diritti umani sono rispettati. In realtà nelle aziende cinesi che riforniscono le multinazionali, i manager locali obbligano gli operai a imparare a memoria le risposte false che devono dare in caso di ispezione. Gli operai dell'azienda He Yi di Dongguan sono riusciti a procurare all'associazione China Labor Watch un esemplare originale delle "istruzioni per l'inganno": è un questionario in 28 punti distribuito dai capi, per preparare i lavoratori ad affrontare una visita dei rappresentanti di Wal-Mart, la grande catena di ipermercati americani. Una delle domande-risposte da imparare a memoria: "Avete mai visto lavorare dei minorenni in questa fabbrica? No, mai". Sono in tutto 28 domande, dal salario agli orari di lavoro, dalle ferie allo spazio vitale nei dormitori. Su ogni punto gli operai sono addestrati in anticipo, con l'obbligo di mentire se non vogliono perdere il posto. È previsto che rispondano di sì anche alla domanda: "Qui siete felici?"
La He Yi di Dongguan è al centro di uno scandalo che colpisce una delle marche americane più celebri in tutto il pianeta, la Walt Disney. Alla He Yi nella stagione di punta (maggio-ottobre) 2.100 operai fabbricano bambole e giocattoli di plastica con il marchio Disney. Dall'interno della fabbrica gli operai insieme con il "manuale delle bugie" hanno fatto giungere agli attivisti umanitari anche le fotocopie dei veri cartellini orari, le buste paga autentiche. Fanno turni quotidiani che con gli straordinari obbligatori possono raggiungere le 18 ore al giorno. Hanno una settimana lavorativa di sette giorni su sette, con un solo giorno di riposo al mese. Le paghe sono di 13 centesimi di euro all'ora, inferiori perfino al salario minimo legale cinese. I ritardi nel pagare i salari sono frequenti, e 50 operai sono stati licenziati nel gennaio 2004 dopo aver osato protestare perché la paga non arrivava. Non c'è pensione, né assistenza sanitaria in caso di malattia. Nei dormitori vengono stipati venti operai per stanza. E si riducono a una farsa le ispezioni della Walt Disney: vengono annunciate con ben venti giorni di anticipo al management della He Yi, che obbliga gli operai a recitare una versione dei fatti più rassicurante. La Disney, messa di fronte a questi documenti, è costretta ad ammettere. Ho scritto alla direttrice delle Corporate Communications della Walt Disney Consumer Products negli Stati Uniti, Nidia Caceros Tatalovich, per avere una reazione ufficiale dell'azienda di fronte allo scandalo dei "giocattoli della miseria". Mi ha risposto che "una verifica condotta dalla Disney (in seguito alle denunce delle associazioni umanitarie, ndr) ha confermato la validità di varie accuse". La direttrice delle relazioni esterne aggiunge che adesso la Disney sta "incoraggiando" il management dell'azienda a migliorare le condizioni in fabbrica.
Gli attivisti di China Labor Watch non vogliono aizzare il protezionismo anti-cinese in Occidente. Le loro denunce si concludono sempre con un appello: "Questa non è una campagna per il boicottaggio dei prodotti cinesi. Non vogliamo spingere le multinazionali americane ad annullare i loro acquisti. I lavoratori che ci hanno rivelato queste notizie non possono permettersi di perdere il posto. È meglio essere sfruttati che essere disoccupati. Loro chiedono solo di poter essere trattati come esseri umani". In questo avvertimento c'è una preoccupazione comprensibile. Le inchieste che cominciano a spezzare l'omertà sul lavoro minorile in Cina, sullo sfruttamento e sui soprusi contro i lavoratori, possono portare a conclusioni pericolose: un alibi per i paesi ricchi che vogliono chiudere le frontiere.
Gli operai cinesi stanno indicando che un'altra soluzione è possibile. Nella stessa città di Dongguan c'è un gigante dell'industria calzaturiera che si chiama Stella International: 42.000 operai. Il nome di quell'azienda sta diventando il simbolo di una nuova èra per la Cina, la stagione delle lotte operaie. L'anno scorso il malcontento è esploso, la Stella è stata paralizzata dagli scioperi spontanei. Ci sono state anche manifestazioni violente, centinaia di operai hanno saccheggiato alcuni stabilimenti, hanno ferito un dirigente, finché un esercito di poliziotti ha riconquistato la fabbrica e arrestato i leader della rivolta. Tutta la vicenda è stata isolata da un cordone sanitario di censura. Ma di recente è trapelata una notizia sorprendente. Dieci leader della protesta operaia, condannati in primo grado a tre anni e mezzo di carcere, sono stati assolti dalla corte d'appello del Guangdong. È un segnale di speranza per i tanti altri conflitti sociali che sono già esplosi, e per quelli che covano sotto la cenere. Dalla protezione dei bambini agli aumenti salariali, dal diritto di sciopero al Welfare, i lavoratori cinesi cominciano a battersi per le loro conquiste sociali. In un paese dove la Asian Development Bank stima vi siano 230 milioni di persone sotto la soglia della povertà assoluta - un dollaro al giorno - la strada è ancora lunga.
(23 maggio 2005)
Michele Scovazzi
23 maggio 2005 alle ore 09:37macchianera non è stato chiuso.... è un pesce d'aprile.... dovete selezionare il testo è in fondo appare la scritta:
Pecore d'aprile (dall'archivio di Wittgenstein)
Non me ne voglia Gianluca Neri che me ne dà lo spunto: ma posso dire che una ricorrenza così sfigata e stupida come il primo aprile - che istituzionalizza la sovversione: cioè prescrive che ogni anno lo stesso giorno sia lecito e spiritoso fare un bello scherzone - non credo esista, nemmeno la festa dei nonni? (Oddio, anche il carnevale se la batte). Il vero mattacchione colpisce il 23 maggio, a sorpresa.
Dante Tettamanti
23 maggio 2005 alle ore 09:45Non ho parole,
e io che credevo internet fosse ancora un posto "democratico".
ivana iorio
23 maggio 2005 alle ore 09:46purtroppo e' cosi...ma noi possaimo fare poco..possono fare molto i politici su queste cose, ma sembra che da destra a sinistra pensino solo a parlare di altre cose a cui la gento non importa nulla...purtroppo va cosi la vita: devono essere gli studenti, specie universitari che alzino la testa ede liminino i loro politici, ..purtroppo sono tutte cariatidi con in mente la loro idea politica di 40 anni fa
Luca Gianantoni
23 maggio 2005 alle ore 09:48Anche in Italia non siamo messi molto bene:
questo è il post di un ragazzo catanese sul forum di Repubblica:
180 euro per 20.000 voti, gente che veniva controllata nei seggi!!!! Scapagnini coi soldi di Berlusconi ha organizzato numerose feste tra i dipendendi comunali per ottenere il voto!! 10% di chede annullate??ecco il motivo: si votava anche per il referendum regionale. Votando per il sì la X rimaneva trascritta anche sotto nella scheda elettorale sulla lista di Scapagnini, quelli che volevano votare per Bianco e si ritrovavano questa X trascritta, la cancellavano e mettevano la X su Bianco vedendo il loro voto annullato!!
e questa è una notizia appresa da la sicilia.it stranamente non citata da alcun telegiornale nazionale:
CATANIA - La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo conoscitivo, nei confronti di ignoti, sulle elezioni comunali a Catania, dove si ipotizza il reato di corruzione elettorale.
L'inchiesta è stata avviata in seguito ad alcune segnalazioni su presunti regalie a elettori per comprarne il voto. Il fascicolo, secondo quanto si è appreso, è stato aperto come atto dovuto e non ha indagati
vedi link: http://www.lasicilia.it/articoli.nsf/0/70BB9A39803C0633C1257003005A2F0A?OpenDocument
Un saluto a tutti
daniele marino
23 maggio 2005 alle ore 09:57(la storia di macchianera.net era uno scherzo... sorry... evidenziate il testo a fondo pagina... LOL...) ;-))
Gabriele Bernabini
23 maggio 2005 alle ore 09:59Datte Tettamanti scrive:
"Non ho parole,
e io che credevo internet fosse ancora un posto democratico"
Beh in effetti internet è attualmente lo strumento di informazione più democratico che c'è anche se PURTROPPO non ancora accessibile a tutti.. E comunque come ogni strumento può essere manipolato e controllato..
In Cina (ma non solo in Cina) ci sono restrizioni alla democrazia scandalose e deprecabili, tuttavia prima di scandalizzarci per la mancanza di democrazia nell'informazione che c'è in Cina (cosa sulla quale credo siamo tutti daccordo) faremmo bene a scandalizzarci per la mancanza di democrazia nell'informazione che abbiano QUI (e su quest'altra cosa invece non siamo PURTROPPO tutti daccordo).
Non voglio fare un confronto fra la nostra libertà e quella che c'è in Cina, ci mancherebbe altro, voglio solo dire che di problemi ne abbiamo tanti anche noi ed allora non è il caso di osservare e criticare solo chi sta messo peggio ma sarebbe il caso di osservare ed analizzare anche chi sta messo meglio!
Se noi ci scandaliziamo per il controllo del governo cinese su internet, è altrettanto vero che in Francia, Germania, Svezia, ecc. si scandalizzano per il controllo del governo italiano su tutta la televisione...
Andrea Zanchi
23 maggio 2005 alle ore 10:00Ho appena aperto la mia homepage sul sito di La repubblica e ho trovato questo articolo sul lavoro minorile in Cina...anche La Repubblica non lo mette nei titoli di testa ma cito il link così che possiate leggerlo..
http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/economia/nostrolusso/cinminb/cinminb.html
Un'altra cosa..vorrei che ricordando la Cina non ci dimenticassimo anche dei problemi che affliggono l'Africa..Beppe ho visto il tuo spettacolo e tu non ne parli neanche lì...eppure 30000 bambini che muoino al giorno sarebbe una notizia di cui parlare...o no?? Penso che se succedesse in uno qualsiasi dei paesi europei che morissero 30000 bambini in un giorno i TG ne parlerebbero per mesi, invece per L'Africa niente. Nemmeno una parola. E nemmeno una parola sulle centinaia di guerre al suo interno soprattutto alla guerra che da anni si combatte fra il nord e il sud del congo...centinaia di persone sgozzate e seppellite vive dai musulmani solo perchè sono cristiani e non si piegano e resistono con la forza della loro fede. Se mai ci fosse un Dio spero che almeno lui sia con loro visto che qui fanno quasi dico quasi tutti gli indifferenti. Beppe fai sentire la tua voce su questo problema!!
P.S.
Sono contentissimo per aver rivisto ieri Enzo Biagi tornare in Rai alla trasmissione di Fazio, qualcosa piano piano cambia...
Gabriele Bernabini
23 maggio 2005 alle ore 10:00Evidentemente ho sbagliato nel riportare il nome di Dante Tettamanti me ne scuso..
Pasquale Gallo
23 maggio 2005 alle ore 10:01Complimenti a Neri per il pesce di maggio, ho abboccato. :-D
Fabio Greggio
23 maggio 2005 alle ore 10:06CITIZEN BERLUSCONI GRATIS IN STREAM
Sul sito www.politikon.it si può accedere
ai link clikkando sui quali si vede in stream CITIZEN BERLUSCONI in italiano
lo sconcertante documentario americano si Berlusconi
che non è mai arrivato in Italia.
Per accedere ai link occorre registrarsi:
http://www.politikon.it/register.php
Tornate poi nella home page e clikkate sulla voce Download nel menu in alto a sinistra DOPO AVER FATTO IL LOGIN.
Oppure seguite le info qui:
http://www.politikon.it/modules/news/article.php?storyid=434
Beppe ho messo il link del tuo blog nella home page di politikon in basso a sx.
Se hai qualcosa in contrario fammelo sapere: e.fabio@politikon.it
Politikon è un sito di contrinformazione NO PROFIT.
Grazie e ciao
Fabio Greggio
Alessandro Cremonini
23 maggio 2005 alle ore 10:07NO COMMENT!
Nel 2005, con Internet, sentire certe cose fa davvero male!
...e la cosa buffa è che, in questo caso, grandi società come Microsoft, Apple, IBM etc pare non facciano nulla! Ma non è negli interessi di questi che ci sia la libertà di comunicazione su tutto il globo? Vuoi dire che a Bill Gates Jr. non importa nulla che la "sua" Rete sia SOTTO CONTROLLO di Governi così primordiali? Il concetto di Internet non è più quello legato all'informazione? E allora a cosa serve? Torniamo alle normali biblioteche, ai telefoni fissi, tanto, cosa ce ne facciamo di Internet e dei cellulari se poi ci sono nazioni dove tutto quello che dici o scrivi viene "filtrato", controllato e punito dalla legge (!!!)? Già che ci siamo, perchè non aboliamo tutto? Probabilmente il Governo cinese sarebbe assai felice se nel Mondo non ci fosse più nessun mezzo di comunicazione! Niente telefoni, niente giornali, niente computers... peccato che così la LORO economia andrebbe allo sfascio!
Ecco! Facciamo così! Non compriamo più niente! Così anche il Made in China sparisce dalla faccia della Terra, e "magari" gli ignoranti governatori cinesi apriranno i loro occhi!
ABOLIAMO DAL MONDO IL MADE IN CHINA!
Gabriele Bernabini
23 maggio 2005 alle ore 10:10Vado fuori argomento (off topic) ma ho notato che Daniele Marino a riportato la scritta "LOL" che però non credo tutti sappiano cosa significa.. INTERNET sta anche creando un nuovo modo di comunicare, cosa che in parte hanno gia fatto gli SMS..
E' comunque una cosa interessante e secondo me anche positiva..
L.O.L. è una sigla che deriva dall'inglese ed in forma estesa è: Lots Of Laugh (tradotto UNA BELLA RISATA)
Rossano Basile
23 maggio 2005 alle ore 10:12E` strano che ai paladini della democrazia esportata (a fucilate) siano sfuggite le condizioni di oppressione in cui sono costretti a vivere i cinesi. O forse tali condizioni sono funzionali ai loro interessi, al contrario delle altre?
Ilario Moresco
23 maggio 2005 alle ore 10:22Ma il bello è che noi italiani andiamo a piantare le nostre fabbriche in cina... ma una volta non si parlava di "etica"?...
Beh, il problema è che se n'è sempre e solo parlato, ma di fronte alla convenienza i princìpi vanno a farsi un giro turistico a quel paese...
In fondo i primi fautori della nostra rovina siamo noi, di che ci lamentiamo?...
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 10:22
Per Alessandro Cremonini:
" Così anche il Made in China sparisce dalla faccia della Terra, e "magari" gli ignoranti governatori cinesi apriranno i loro occhi!
ABOLIAMO DAL MONDO IL MADE IN CHINA! "
E cosa dovrebbero fare i Cinesi allora?
Tornare a fare i contadini e morire di fame come prima?
Meditate gente, meditate ..
Luca Gianantoni
23 maggio 2005 alle ore 10:22x Rossano Basile
Ci sono decine di paesi nel mondo che hanno condizioni politiche peggiori rispetto all'Iraq di Saddam, ma questi hanno la fortuna di non avere petrolio nel loro territorio.
Per quanto riguarda la Cina credo che esportare la democrazia alla Cina a fucilate sia "un pochino" complicato, in quanto al limite vedo più probabile che siano loro a esportare il comunismo in tutto l'occidente trattandosi di una piccola nazioncina popolata da quasi due miliardi di persone.
Maurizio Manca
23 maggio 2005 alle ore 10:36Purtroppo dovrei avere una settimana intera per poter leggere tutti i post su questo blog quindi chiedo scusa in partenza se quello che scrivo è già stato detto...
Come ha detto Beppe nel suo spettacolo l'Italia è stata declassata a "parzialmente libera" per quanto riguarda la libertà di stampa. Credo però possano interessare le motivazioni che troverete a questo indirizzo http://www.freedomhouse.org/research/pressurvey/pfs2005.pdf
... cose che oramai tutti sappiamo ma che fa sempre bene rileggere soprattutto se scritte da stranieri... E questi di Freedom House, va detto, non sono "cUmunisti"!
Francesco Lechiara
23 maggio 2005 alle ore 10:37Porto alla vostra attenzione quest'articolo traddo da Punto Informatico del 23/05/2005
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52970
Pechino (Cina) - Libretti rossi? Carta obsoleta. Parate militari nei villaggi e flagellazione dei reazionari? Metodi adatti al medioevo. La piccola rivoluzione culturale promossa dai vertici del Partito Comunista Cinese sarà tutta digitale. Dopo pesantissime ed asfissianti politiche censorie applicate a tutti i mass media, il governo di Pechino ha annunciato l'inizio di una nuova era per la propaganda di regime.
Un esercito di guerriglieri dell'informazione, al soldo dell'ultimo Impero Rosso del pianeta, invaderà la Rete. Dispongono di uffici speciali presso le prefetture di oltre 700 città della grande Repubblica Popolare e presto inizieranno la loro opera di propaganda online. La notizia proviene da un articolo apparso sul quotidiano cantonese Nanfang Daily, immediatamente rimosso non appena pubblicato. Fortunatamente l'episodio ha subito fatto il giro del mondo grazie all'intervento di Reporters Sans Frontieres ed altri osservatori internazionali.
Le guardie rosse digitali dovranno difendere l'immagine del PCC e mantenere sotto stretto controllo proprio i gangli vitali dell'informazione sovversiva, evitando che i cittadini cinesi entrino in contatto con messaggi negativi. La loro missione è manipolare in maniera occulta l'opinione pubblica, contaminandone la sua sorgente più viva e più accessibile: chat, forum e gruppi di discussione.
Pubblicando notizie manipolate ed intrise di retorica partitica, le guardie telematiche (definite "lavoratori dell'opinione") potranno reagire contro ogni forma di critica e dissenso sull'operato del regime. Secondo fonti ufficiali, oltre 120 ufficiali dell'esercito avrebbero ricevuto un addestramento speciale per entrare a far parte di questa task force antilibertà, che agisce -garantiscono gli esponenti del PCC nell'articolo rimosso- per il "bene comune della nazione". Le tattiche impiegate vanno dalla mera confutazione di semplici questioni fino alla pubblicazione di false opinioni in grado di confondere i frequentatori delle comunità online.
Naturalmente questi professionisti della propaganda di regime, già ben oltre i limiti di pervasività ed efficacia conosciuti dalle dittature del secolo scorso, godranno di tutti i benefici degli strumenti informatici: possibilità di rimanere nascosti, avere molteplici identità ma sopratutto raggiungere una visibilità incredibile grazie alla propagazione virale dei messaggi.
Appositi centri per il controllo dell'opinione pubblica sono già spuntati nelle zone di Suqian e Wuxi ed impiegano oltre 30 militari ciascuno. Il progetto del governo, secondo quanto riportato nell'articolo originale del Nanfang Daily, è di creare appositi distaccamenti locali per ogni grande città. I Centri di Propaganda Cittadina agiranno su tutto il territorio nazionale allungando la propria mano invisibile su tutto ciò che è informazione: dalla stampa fino ai siti web.
Tommaso Lombardi
ciao a tutti e forza Beppe non mollare mai
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 10:40
Per Rossano Basile:
" E` strano che ai paladini della democrazia esportata (a fucilate) siano sfuggite le condizioni di oppressione in cui sono costretti a vivere i cinesi. O forse tali condizioni sono funzionali ai loro interessi, al contrario delle altre? "
Vogliamo veramente far l` interesse dei cinesi?
E` molto semplice, istituiamo il libero mercato tra Italia e Cina cosicche` i Cinesi possano vendere liberamente le proprio merci in Italia.
Ovviamente ad un costo molto inferiore e molto competitivi.
In questa maniera i Cinesi diventano piu` ricchi e progrediscono.
Ma mi pare che in Italia si abbia paura a fare questo.
Anche Grillo parla contro l` apertura di quello stabilimento di caschi in Cina.
Ma non si puo` avere tutto e il contrario di tutto.
O si accetta il libero mercato con la Cina, cosicche` la Cina progredisce ma noi ci dobbiamo mettere a lavorare su prodotti che richiedono un contenuto tecnologico a cui la Cina non e` ancora arrivata, oppure ci chiudiamo e iniziamo una guerra commerciale con la Cina che e` quello che minaccia di succedere.
Grillo ovviamente vuole la botte piena e la moglie ubriaca.
Parla contro lo spostamento delle nostre fabbriche in Cina, cosa che crea posti di lavoro la` e li aiuta a uscire dalla miseria, ma poi se la prende con il Governo per i diritti umani e perche` non concede la liberta`
Ricordo ancora di aver letto uno scambio di battute tra un presidente americano ( Kennedy ? ) e il segretario cinese.
Kennedy chiedeva maggiori diritti umani al segretario cinese ed in particolare la liberta` di movimento.
Il segreteario cinese rispondeva che per lui sarebbe andato anche bene, ma cosa avrebbero fatto gli americani quando 200 0 300 milioni di cinesi avrebbero chiesto di entrare negli Stati Uniti?
Come diceva mia nonna, " criticare e` facile, risolvere i problemi e` piu` difficile ".
Forse e` per questo che Grillo si candida per cariche dove e` SICURO che non verra` accettato?
Perche` Grillo non fonda un partito qua in Italia?
Luca Canavese
23 maggio 2005 alle ore 10:53Mah, di che cosa volete che parli...
Di tutto fuorche di quello di cui bisognerebbe parlare, anche perchè non abbiamo ne' la forza ne' la credibilità per poter avere voce in capitolo su questioni diplomatiche così delicate e controverse come possono essere quelle riguardanti il colosso cinese.
marco croma
23 maggio 2005 alle ore 10:54c'è ancora bisogno di dire quanto siano simili comunisti e capitalisti? sulle sorti della cina non si reggono tutte le prerogative economiche degli stati uniti? non potremmo sopravvivere se le nostre scarpe non costassero alle varie nike ltd 90 centesimi, o meglio non potremmo vivere a queste condizioni di benessere, tutti lo sappiamo!
una logica conseguenza è far vivere come veri schiavi miliardi di persone, vi stupite del divieto delle comunicazioni di massa (e cuba?!),
io, a differenza della limitata soluzione-proposta della lega, ho un'idea migliore: invadiamoli turisticamente, portiamo la il peggio dell'occidente assieme al quale non mancheranno di arrivare democrazia e diritti fondamentali.
scusate ma non vedo soluzioni migliori se non arrivare in cina e dire al cameriere che mi serve l'involtino primavera(ma esisteranno veramente in cina??) che è un pazzo a lavorare 14 ore al giorno.
fattevede
marco croma
Gabriele Viola
23 maggio 2005 alle ore 11:09Mi trovo completamente d'accordo col Sig. Umberto Rossi. Non ci può essere vera e sana competizione (come sognava A. Smith) se non c'è una certa omogeneità nelle regole. L'apertura al mercato globale così come è stata realizzata nella UE è solo una scelleratezza tesa a favorire esclusivamente alcuni interessi economici "forti". Iniziamo dal mercato europeo, in cui ci sono, grazie alla presenza di regole comuni, pari opportunità di competere per tutti.
Ma perchè nessuno alza la voce? Va bene, abbiamo ormai rinunciato a credere che i nostri politici difendano i nostri ineteressi, ma almeno qualche voce forte dal mondo "accademico"...
Alessando Ratti
23 maggio 2005 alle ore 11:10A proposito di Cina, segnalo qui un link interessante a una notizia su un nuovo sistema di controllo sui cittandini cinesi: http://punto-informatico.it/p.asp?i=52970&r=PI
mostruoso, da libro come "1984"
Mark Brio
23 maggio 2005 alle ore 11:10Cominciate a imparare il cinese (almeno una delle due parlate più comuni) e preparatevi alla sfida. C'è un miliardo e 300 milioni di persone che vogliono la democrazia e il livello di vita di noi occidentali e quindi si fanno avanti giustamente. O volete che lo stare bene sia solo prerogativa di noi occidentali?
W la Cina
e abbasso chi non ha capito nulla della Cina
mauro migli
23 maggio 2005 alle ore 11:11Per Matteo Martini
da Mauro Migli
Perché il Conto Energia è importante?
Il "Conto Energia" fissa una tariffa di acquisto dell'energia elettrica. Tutti i cittadini interessati o le imprese possono installare pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione o sui terreni al fine di produrre energia elettrica da rivendere alle società elettriche in cambio di una tariffa incentivata (cd "Conto Energia").
I vantaggi economici e sociali del Conto Energia sono evidenti:
1. Fabbisogno energetico nazionale. crescita della produzione di energia elettrica dalle energie rinnovabili (solare) con conseguente miglioramento dell'autosufficienza energetica nazionale;
2. Occupazione nel settore delle rinnovabili. La crescita dell'occupazione nel settore delle energie rinnovabili distribuita sul territorio nazionale (es. operai e personale impiegato per l'installazione dei pannelli e la loro manutenzione da parte delle imprese private, lavoro edile per la realizzazione degli impianti ecc.).
3. Ogni famiglia o impresa potrà ottenere un reddito producendo energia mediante pannelli solari installati sui propri terreni o sulle superfici degli edifici.
4. La crescita nelle vendite dei pannelli solari consentirà la riduzione del prezzo di acquisto dei pannelli solari FV grazie alle economie di scala. A vantaggio di ogni consumatore.
5. Minore inquinamento. L'energia elettrica prodotta dalle energie solari non produce inquinamento da CO2 (effetto serra) o polveri sottili. Favorisce pertanto il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto.
6. Maggiore redditività di impresa. Le aziende agricole potranno beneficiare di un'ulteriore forma di redditività investendo nella produzione di energia elettrica tramite il solare o mettendo a disposizione i terreni incolti o gli spazi non utilizzati alle società interessate ad installarvi pannelli solari. Le tariffe di acquisto garantite per venti anni daranno certezza agli investimenti e favoriranno l'accesso delle imprese ai finanziamenti.
7. Produzione di energia distribuita. La produzione di energia elettrica dal solare favorisce le piccole e medie imprese in ogni regione italiana (nord, centro, sud). Particolarmente favorito il sud per la maggiore esposizione solare e l'ampia disponibilità di terreni incolti o aridi.
La presenza del "conto energia" è fondamentale per l'ottenimento di questi risultati. Per questi motivi si chiede al Governo di emanare al più presto il decreto di attuazione del D.lgsl 387/2003 per fissare le tariffe del "conto energia" e le modalità di regolamentazione.
Andrea Minini
Vicepres.associazione NIM
Marconia (MT)
www.nimer.it
per info e contatti: info@nimer.it
eva moschini
23 maggio 2005 alle ore 11:15grazie per esserci. il tuo blog è diventato il mio buogiorno sulla rete. vorrei sapere se ce la fai a venire a lucca, la città avrebbe bisogno di essere un poco smossa dal tuo uragano.
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 11:15la cina è vicina diceva bellocchio!!!
mai come oggi!
nella mia piccola città si sono aperte decine di negozi di abbigliamento cinese, l'uno a pochi passi dall'altro, a volte l'uno di fronte all'altro!!!
strana idea di commercio e concorrenza hanno i cinesi!!! poi aprono e chiudono e cambiano in continuazione!!! ma sarà commercio di vestiti o di qualcos'altro? organi? droga?
scusate ma il dubbio è lecito, con la mafia che c'è dalle mie parti....
vi lascio la mia mail nel caso voleste partecipare alla raccolta di firme per la richiesta dei FORUM suu questo sito. lucafg@libero.it
Alessio Carugola
23 maggio 2005 alle ore 11:15Tu Palazzani quando parti con la tua astronave per qualche pianeta??? Secondo me, guardando il tuo sito, sei completamente pazzo!!!! Fatti visitare da uno bravo, ma bravo veramente...
in bocca al lupo,
Al.
Filippo Baule
23 maggio 2005 alle ore 11:26Ehi Beppe!
perchè non dai la possibilità di visualizzare i contenuti del blog anche in cinese?
Così un colpetto a quei divoratori di diritti umani glielo diamo noi!!
gianluca pellegrino
23 maggio 2005 alle ore 11:29ciao beppe,
non vorrei contraddirti, anche perchè affermare che la Cina sia un paese democratico è come pensare che le tavolette dimagranti di Wanna Marchi avevano effetto!
ma se vai sul sito di GOOGLE CHINA (www.google.cn) e inserisci la parola TAIWAN escono fuori ben 92 milioni di pagine!!!
io non capisco il cantonese, ma do per scontato che quello che ci sia sciritto non sia del tutto filtrato!
gianluca
Ilario Moresco
23 maggio 2005 alle ore 11:30@Gianluca Pellegrino
Il tuo ragionamento cozza contro un'unico scoglio: il tuo server di provenienza non è cinese, quindi per te niente filtri...
Ale Iaco
23 maggio 2005 alle ore 11:33www.disinformazione.it
Per chi non lo avesse mai consultato, questo sito spiega veramente molte cose che Beppe Grillo da solo non potrebbe spiegare.
Consigliato A TUTTI.
lodovico rossetti
23 maggio 2005 alle ore 11:41ciao Beppe, sono lieto che tu abbia creato questo blog.
Da qualche anno, da quando ti hanno bandito dalla tv, cercavo la tua voce su internet;
In questo mondo di disinformazione, l' informazione televisiva è vergognosa, la tua è una delle poche voci per noi cittadini non so di quale nazione ormai.
Un saluto affettuoso
matteo martini
23 maggio 2005 alle ore 11:41
"
Per Matteo Martini
da Mauro Migli
Perché il Conto Energia è importante?
Il "Conto Energia" fissa una tariffa di acquisto dell'energia elettrica. Tutti i cittadini interessati o le imprese possono installare pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione o sui terreni al fine di produrre energia elettrica da rivendere alle società elettriche in cambio di una tariffa incentivata (cd "Conto Energia").
.. "
Gentile Sig. Migli,
sono interessato all` iniziativa del Conto Energia e ritengo che tali iniziative siano assolutamentye encomiabili per il raggiungimento dell` obiettivo di un` energia solare a costi comparabili di quella ottenibile dalla rete.
Ho letto quello che lei ha scritto e su cui mi trova d` accordo al 100%
Tuttavia, bisogna anche considerare che, al momento attuale, che l` energia solare:
1) richiede un investimento immediato piuttosto alto per una famiglia media;
2) e` ancora alcune volte piu` cara di quella ottenibile in rete.
Poi e` anche vero quello ceh dice lei: cioe` che si spera che il costo dei pannelli decresca con il tempo e con la base installata, che l` innovazione tecnologica ci porti a pannelli piu` economici e con una vita media piu` lunga, etc.
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 11:42@Marco Croma
Ovviamente non so dove abitiate. Ma io vivo in una cittadina di 80mila abitanti circa. E abbiamo 4 ristoranti cinesi e una decina di Chineserie, in cui vado abitualmente a comprare cose carine a basso prezzo. Inoltre hanno ormai diverse bancarelle al mercato dove lavoro il giovedì. Avete mai provato a parlare con loro? Avete mai provato inserirvi nel loro contesto politico? Sono totalmente a-politici. La prima reazione dell'uomo comune alla dittatura è il menefreghismo. E se dite loro che lavorare così tanto è ingiusto perchè impedisce loro di vivere una vita tranquilla e stare con i figli e andare in vacanza e così via, ti guardano stupiti. I loro figli nati in Italia sono già diversi, ma gli adulti, anche giovani, sono irraggiungibili. E immagino la situazione dei cinesi in Cina.
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 11:50Matteo Martini:
Ben detto! Tra l'altro e' proprio favorendo il commercio con la Cina che si incoraggia li' lo sviluppo di una vera classe media, che e' sempre stata una condizione necessaria per lo sviluppo della democrazia.
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 11:55Panetta...vorrei ricordare però che lì con la borghesia e la richiesta di democrazia in eccesso fanno come facciamo noi con i pomodori di troppo per l'unione europea: giù coi trattori. Lì usano i carri armati, ma il discorso è lo stesso.
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 11:56Finchè l'esercito resta fedele al partito, non c'è niente da fare. E dato che entrare nell'esercito è l'unico modo per tirarsi su dal resto della popolazione...:/
Rossano Basile
23 maggio 2005 alle ore 11:56Quello che i sedicenti "liberatori" del mondo vogliono esportare non e` la liberta` e` il libero mercato. Non e` detto che le due cose vadano di pari passo. Se mi guardo attorno, noto che piu` il mercato e` "libero" (come lo intendono loro), piu` e` feudo dei pochi che hanno gli strumenti necessari per poterlo dominare. Lor signori ci dicono che stanno esportando la liberta`, ma intendono il sistema liberista. Peccato non siano sinonimi.
Gabriele Bernabini
23 maggio 2005 alle ore 12:03Denis Convento ha scritto:
"faccio un esempio: un paio di pantaloni jeens costano 100 ( ma ce ne sono anche da 120 - 160) quando 4 anni fa costavano 120.000 lire), una camicia costa 80 ( un tempo 80.000 lire), un maglioncino in cotone 120 ( 150.000) tutto è raddoppianto mentre la paga è sempre quella. E poi si lamentano perchè non vendono e i negozzi sono vuoti.Dico io ma se teniamo i prezzi di 5 anni fa vedrete che non saremmo costretti ad andare a comperare la raba da cinesi."
Tutto giusto, tutto condiviso.. E' quello che pensiamo e diaciamo un pò tutti.. Però il vero punto della questione sta nella frase "MENTRE LA PAGA E' SEMPRE QUELLA".
In un libero mercato, ammesso che l'Italia lo sia, i negozianti sono liberi di mettere il prezzo che vogliono (anche se il governo dovrebbe pur sempre sorvegliare che vi sia correttezza e magari evitare la creazione di cartelli, lobby o cose simili), però la vera ENORME colpa del governo sta nel fatto che LA PAGA E' SEMPRE QUELLA! e sai perchè la paga è sempre quella? Prima cosa perchè i contratti non vengono rinnovati e seconda cosa perchè se e quando saranno rinnovati, la paga sarà comunque legata all'inflazione e SE IL GOVERNO NELLE FINANZIARIE PREVEDE (magicamente) UNA INFLAZIONE SOTTO IL 2% ANNUO E' OVVIO CHE I SALARI SARANNO AUMENTATI MENO DEL 2% ANNUO!..
Io non voglio criticare i commercianti e gli imprenditori perchè nella maggior parte dei casi non credo abbiano grandi colpe e sarebbe comunque una guerra fra poveri..
TUTTAVIA INVITO A FARE UN CONFRONTO.
ALLE PERSONE STIPENDIATE NESSUN AUMENTO DI SALARIO, TASSAZIONE PRESSOCHE' INVARIATA E COMUNQUE INELUDIBILE E NIENTE RINNOVI CONTRATTUALI.
I COMMERCIANTI INVECE HANNO MESSO TRANQUILLAMENTE I PREZZI CHE VOLEVANO, EVADONO LE TASSE E MI PARE NON VIENE FATTO NIENTE PER IMPEDIRLO (per più di un anno è stato tolto anche l'obbligo dello scontrino fiscale..) ED ADESSO GLI VIENE TOLTA L'IRAP (definita tassa ingiusta ma non scordiamoci che l'Irap ha racchiuso in se le tasse che c'erano prima)..
Ognuno faccia le sue valutazioni eppoi valuti il perchè c'è un calo dei consumi, valuti come mai l'economia è in crisi e soprattutto valuti il PERCHE' LA GENTE VA A COMPRARE DEI CINESI CHE HANNO I PREZZI PIU' BASSI!
Tullio Saba
23 maggio 2005 alle ore 12:06Per:
massimo merighi;
sandro pascucci;
tutti i fans del discorso sul signoraggio.
---
Le norme legali e statutarie della banca di emissione, italiana o europea, escludono che quella differenza chiamata signoraggio si trasformi in profitto privato. Se profitto c'è, e mai può essere dell'entità che ipotizzi, viene devoluto allo stato.
La spesa pubblica complessiva si aggira sui 500 miliardi di euro l'anno,
quindi 40 miliardi al mese; comprende non solo gli stipendi, ma anche il
costo di opere pubbliche, pensioni, servizi pubblici di ogni tipo ecc.
Per finanziare questa spesa col metodo che suggerisci, bisognerebbe stampare
ogni mese banconote per 40 miliardi di euro. L'ammontare di banconote emesse
dalla Banca d'Italia è 85 miliardi di euro; più esattamente dovremmo dire
che questa somma è la parte di banconote emesse dalla Banca Europea che si
stima circolino in Italia, e quindi sono attribuite contabilmente
all'Italia.
Bastano quindi due mesi di finanziamento della spesa pubblica col tuo
sistema per raddoppiare la circolazione monetaria in Italia; dopo un anno,
avremmo immesso in circolazione banconote per un ammontare pari a sei volte
quelle attualmente esistenti.
Domanda al prof. Auriti se è in grado di dimostrare che, moltiplicando per
sei la circolazione monetaria, i prezzi possono restare stabili. Domandagli
anche se ha mai sentito parlare degli assegnati, emessi dal governo
rivoluzionario francese, se sa la fine che fecero, e se riesce a vedere una
differenza fra il modo in cui furono gestiti gli assegnati e il tuo metodo
di finanziare la spesa pubblica eliminando le tasse.
---
Dunque. Dimostriamo per assurdo. :-)
Ammettiamo p. a. che la teoria alle spalle di questo scritto sia "vera".
Se è vera, vorrà dire che per i soli dipendenti pubblici, ogni
contribuente è tenuto a sborsare 143 euro di tasse al mese, cioè circa
1700 euro all'anno. Ma se è vera, va anche calcolato tutto ciò viene
nominato nello scritto, ma non conteggiato nell'esempio: "i ponti", "gli
Ospedali", "le scuole", "le strade", "ecc"...
Ipotizziamo che per ogni categoria indicata si spenda altrettanto (il
che non è affatto vero, ma tant'è) e che l'eccetera valga una sola
categoria: in tutto, coi dipendeti pubblici, fan 6 categorie.
Moltiplicate per 143 euro fanno circa 850 euro, circa 10'300 l'anno.
Quel poverino che guadagna 16'800 euro l'anno, in effetti ne spende il
60% circa in tasse allo Stato. Il che è assurdo, quindi l'assunzione
iniziale è falsa. Cioè non è vero che la teoria alle spalle di questo
scritto sia "vera". :-)
Basterebbero 10 volte i soldi spesi per i dipendenti pubblici (ossia,
basterebbero 42 miliardi di euro) affinché, divisi per 30 milioni di
tassati, le tasse siano di 1400 euro al mese. Cioè la maggioranza della
popolazione non potrebbe più vivere. E questo senza considerare alcuna
altra spesa a carico del tassato. Solo per pagare lo Stato... :-)
---
Ti sfido. A quanto ammonta il reddito da signoraggio e a quanto ammonta
il debito pubblico? Dai che ci facciamo due risate con ste panzane.
Scomettiamo che non mi rispondi?
---
Scommetto che non lo sai che le famiglie italiane (e bada, le sole
famiglie!!! Non le imprese) possiede 3050 miliardi di euro (si si hai
letto bene) di prodotti finanziari vari. Una bella parte sono buoni
dello stato. Vedi un po' tu a chi si pagano gli interessi sul debito
....
Tra l'altro, il nuovo debito non e' vero che venga sempre emesso
stampando nuova moneta ;-)
---
Ti sfido ad intavolare una
discussione seria sull'argomento cifre alla mano, cosi' mi faccio un
paio di risate. Tanto per cominciare il monte stipendi dei dipendenti
pubblici e' oltre 150 miliardi di euro l'anno vedi un po' tu quello che
hai scritto se non e' una cazzata ....
---
Ma leggiti il bilancio della banca d'Italia e il suo statuto invece di
sparare panza, e guardati a quanto ammonta il "dividendo" (lo chiamo
cosi' impropriamente) che si prendono i soci che dici tu ogni anno. Dai
che ci facciamo due risate ....su .....vai a cercare ..... io la
risposta la so gia'. :-))
---
Tutte queste e tante altre risposte a voi e quelli come voi le trovate in it.economia [http://groups.google.it/group/it.economia/browse_thread/thread/cec6be790de16acb/da2fd4bd4a1d21f4?q=signoraggio&rnum=1&hl=it#da2fd4bd4a1d21f4]
Tullio Saba
23 maggio 2005 alle ore 12:11@ sandro pascucci
Lascia pure il tuo sito aperto, la rete e' piena di informazioni fasulle o pilotate, che differenza vuoi che faccia una in piu'?
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 12:13Niccolo':
I carri armati li usano perche' gli oppositori sono dei poveracci. Quando in Cina ci sara' un forte ceto medio come da noi che manda avanti l'economia, gli sara' un po' difficile mandare i carri armati. Anche in Europa prima c'erano i sovrani che al minimo segno di opposizione ti sbattevano in gattabuia in catene per tutto il resto della tua vita... E' stata proprio la crescita economica e lo sviluppo del ceto medio che ha portato alla democrazia.
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 12:20Panetta. Però bisogna considerare anche che quando da noi è scoppiata la democrazia(con la rivoluzione francese, mettiamo) la capacità difensiva dello stato di fronte ad una rivolta era inferiore alla capacità di attacco di una popolazione numerosa e inferocita. Non per niente una popolazione inferiore numericamente come quella americana ha dovuto combattere molto più a lungo.
In cina c'è un'enorme popolazione, ma la capacità di attacco di una mandria di uomini nei confronti di un singolo mitragliatore è minima.
Dici che la Cina non attaccherebbe mai la propria base economica, una volta nata una classe media?
Ha attaccato la propria base culturale senza curarsi minimamente delle opinioni altrui.
Francesco Casellato
23 maggio 2005 alle ore 12:23Ho trovato questo articolo... Ma non ho capito se la Comunità Europea s'è incazzata con Berlusconi o con noi polli italiani!
Mi aiutate?
http://www.sciencedaily.com/upi/?feed=TopNews&article=UPI-1-20050503-23265100-bc-eu-court-italy.xml
enrico bosco
23 maggio 2005 alle ore 12:23Ci sono novita' nell'ambito VOIP!
Oltre a SKYPE adesso si puo' utilizzare anche QUESTO:http://punto-informatico.it/p.asp?i=52962&r=Telefonia
Vi consiglio di fare un saltino...
E sono altresi' convinto che il Grillo nazionale lo mettera' come LINK accanto al piu' famoso SKYPE.
Saluti!
Tullio Saba
23 maggio 2005 alle ore 12:26@ sandro pascucci
Ma non ti accorgi delle contraddizioni?
Prima dici che il signoraggio va alle banche (privato), poi dici che va allo Stato (pubblico). Deciditi. Sono i dati e le cifre che indicano cio' che e' e cio' che non e', non le tue supposizioni.
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 12:30In che senso la popolazione americana aveva dovuto combattere piu' a lungo?
Riguardo alla Cina, il governo non ci mette niente a distruggere la propria base culturale, ma si fa solo del male se colpisce la borghesia. I politici cinesi l'hanno capito dopo la Rivoluzione Culturale, che era stata un disastro economico per la Cina. Hanno quindi cominciato a sostenere la borghesia e cercano di evitare una rivoluzione stile francese concedendo sempre piu' diritti alla borghesia stessa... Ma questa e' una strada che a lungo andare portera' per forza alla democrazia.
Francesco Casellato
23 maggio 2005 alle ore 12:30...lo stesso articolo ma molto più chiaro!
http://news.monstersandcritics.com/world/article_7521.php/EU_court_ruled_against_Italys_use_of_law
Siamo propro noi italiani polli che permettiamo ai cowboy di Montecitorio di fare ciò che vogliono!!!
Riccardo Zamana
20 febbraio 2007 alle ore 14:55ciao Francesco... ti ricordi ancora di me?
Gabriele Bernabini
23 maggio 2005 alle ore 12:31FRANCESCO CASELLATO SCRIVE:
"Ho trovato questo articolo... Ma non ho capito se la Comunità Europea s'è incazzata con Berlusconi o con noi polli italiani!
Mi aiutate?
http://www.sciencedaily.com/upi/?feed=TopNews&article=UPI-1-20050503-23265100-bc-eu-court-italy.xml"
Io prima ancora di leggere l'articolo ti volevo solo dire che il problemma è appunto questo.. Berlusconi ne ha fatte di cotte e di crudo ovunque ed in qualsiasi settore ed inevitabilmente la reputazione di TUTTI gli italiani non può che risentirne..
Io infatti credo che sarebbe il caso di citarlo in tribunale per danni morali...
Adesso vado a leggere l'articolo ma di qualsiasi cosa fatta da Berlusconi parli non può che parlarne male
Tullio Saba
23 maggio 2005 alle ore 12:37@ sandro pascucci
E se proprio lo vuoi sapere, lo Stato non stampa banconote per evitare che con esse paghi il debito e faccia salire l'inflazione, lo stesso motivo per cui c'e' stato il "divorzio" tra Banca d'Italia e Stato, se tu vedi complotti ovunque...
ANTONIO CAIAZZO
23 maggio 2005 alle ore 12:43L'attuale situazione cinese e d'esempio per tutti fedeli dell'utopia chiamata comunismo!,
(premesso che non sono di destra)e incredibile come alcuni si ostinino a credere che in Russia e Cina si stava e si sta bene:es. quando Mao e salito al potere la prima cosa che ha fatto e quella di eliminare tutta la millenaria cultura che ha reso grande la Cina( ha perfino vietato la pratica delle arti marziali perseguitanto e cacciando tutti maestri ha eliminato l'arte della scrittura)e poi sappiamo tutti cosa e successo a p.Tienammenn,anche se fanno di tutto per non farcelo ricordare,ora di che ci meravigliamo?la Cina fara stessa fine della Russia (finanziata prima da i nazzisti,poi dagli americani,europei.)1bel boom di una ventina d'anni dove ci andranno a guadagnare gli speculatori(i potenti)cinesi,americani,ecc.
mentre il popolo continuua a vivere lavorando 24 ore su 24(sui 5picchi)fin quando 1bel giorno si accorgeranno di avere diritto pure loro alla cocacola,alle nike(k cuciono loro)ai macchinoni,
allora il Robin Hood americano di turno finanziera 1 altra bella rivoluzione(come avviene a Cuba)e si ritroveranno nella pupu,
1 cosa sola sara diversa;non ci sara nessuna guerra preventivademocraticaliberalevolutadadio,perche in Cina di petrolio non c'e' n'e,
e con il riso le Macchine non camminano!!!!!
(NO ALLA PENA DI MORTE SI ALLA SOPPRESIONE DI b.vespa ADERISCI PURE TU!!!)
Pace
LUCA FANTIN
23 maggio 2005 alle ore 12:46Bella domanda. Cosa farà Prodi in Cina? Forse vuole trasferire anche lui la sua azienda da quelle parti? E poi ha un qualche ruolo istituzionale? Vabbè, comunque che bei silenzi da sinistra qundo si parla di diritti umani libertà ecc. ecc nei pochi paesi rimasti comunisti. Vero? ma quanto è bella la vita in Cina, in Corea e soprattutto nella mitica terra dei sogni che è Cuba dell'amatissimo e riveritissimo Fidel! E che dire di Lula, nuovo paladino della sinistra nostrana, maggiore artefice della distruzione della foresta amazzonica, si è scoperto. Bel bugiardo anche lui. Ma quanti silenzi qui da noi...sono quasi assordanti.
Stefano Serra
23 maggio 2005 alle ore 12:477 ANNI A PREVITI! (poverino!)
ECCO QUANTO VALE IL SILENZIO DI UN ITALIANO
QUANTO VALE IL VOTO DI UN ITALIANO?
Ciao a tutti dal Serra
Ho seguito con attenzione tutti gli interventi di st'ultimo post di Beppe, e di cose ne sono state dette a bizzeffe,perciò ho preferito non intervenire.
Complimenti a Panetta: finalmente lo nomino, ho notato che comincia pure lui a fare discorsi costruttivi, continui così!
Riguardo all'intervento di Luca Gianantoni postato alle 9:48 di oggi :
X Gianantoni e tutti:
Vorrei innanzitutto far notare a tutti (la maggioranza) quelli che si domandavano come mai il berlusca fosse stato votato (nonostante quasi nessuno ammettesse d'averlo fatto), che il problema del voto in italia, riguarda praticamente il nostro paese da prima dell'unità d'italia.
Ricorrono a brogli elettorali,utilizzando tutti i sistemi possibili:
COMPRAVENDITA DI VOTI (L'ULTIMA MAGAGNA IN ORDINE DI TEMPO QUELLA DEI 180 EURO A CRANIO)
Qualcuno di voi a mai sentito parlare (se si,gradirei aver risposta da qualcuno) del sistema della "scheda volante"? Viene utilizzata praticamente in tutto il paese,da praticamente cinquant'anni,ed ha un margine di successo enorme!
Consiste nel riuscire, attraverso vari trucchi, a far uscire una scheda elettorale "bianca" dalla cabina di voto, prima di essere introdotta nell'urna,(ad esempio sostituendola in cabina con un falso il più identico possile),poi ,una volta portata fuori dal "compare",con un sistema "a catena" viene barrato il voto e consegnato ad un altro "compare"che la porta dentro e, una volta in cabina la sostituisce con un'altra nuova da portare nuovamente fuori! Tale sistema garantisce un broglio quasi perfetto!
Forse non è che non possiamo manco decidere chi va al governo?
Meditate Bloggers
meditate!
Stefano Serra
ANTONIO CAIAZZO
23 maggio 2005 alle ore 12:50(NO ALLA PENA DI MORTE SI ALLA SOPPRESIONE DI b.vespa ADERISCI PURE TU!!!)
Pace
Mario Scafroglia
23 maggio 2005 alle ore 12:55 Sono certamente innegabili i progressi compiuti dal drago cinese in fatto di competitività produttiva, nonché l'avanzata, in seguito all'adesione cinese al WTO, quale astro trainante dell'economia non solo asiatica, ma anche mondiale. La presente analisi, però, non vuole mettere in mostra i punti forti della potenza cinese in fatto di competitività nella comunità internazionale e del recente peso rivestito nei rapporti economici con le altre potenze mondiali. Quello che si vuol focalizzare è, se così è lecito dire, l'altra faccia della medaglia di una società che, per quanto abbia corso nel nome di una crescita economico-produttiva, si trova ancora oggi a dover fare i conti con il terreno bruciato nella sua stessa corsa.
Ecco allora l'accumularsi delle proteste di ben 50.000 dimostranti scesi a manifestare in un città del Sichuan di fronte agli uffici dell'amministrazione locale contro il dilagare della disoccupazione in seguito all'incessante privatizzazione delle ex aziende socialiste di proprietà dello Stato. Oppure basta segnalare l'urlo disperato emerso dalla protesta di altri 100.000 agricoltori emigrati nel Sichuan in cerca di lavoro. Fra le loro richieste vi era l'assistenzialismo e il sostegno economico da parte del governo in una situazione di grave indigenza e il bisogno di un nuovo impiego nel mondo del lavoro.
Alla protesta d'operai senza più una fabbrica e di agricoltori senza più una terra collettiva da lavorare si aggiunge la protesta dei giovani universitari ansiosi di toccare davvero con mano quel mondo occidentale (xishijiè) che ora è diventato impareggiabile partner economico e che fino a 40 anni fa era ignorato, strappato dai libri di storia, riassunto e disprezzato in bigini di fattura marxista. Una libertà di conoscere che il governo di Pechino vuole controllare, ordinare, calibrare e ancor più selezionare. Il rock va bene ma fino a un certo punto, ne è l'esempio fornito dal rinvio di un concerto tanto atteso, quello di una rock band mongola, simpatizzante, nella sua attività musicale, ai progetti sostenuti dal centro d'informazione di New York per il diritti umani nella mongolia meridionale. Pechino ha cancellato la data del concerto e immediata e forte è stata la protesta dei giovani studenti universitari.
Fame di lavoro, di conoscenza, di intraprendenza. Questo bisogno, unito alla povertà dilagante di quelle regioni sfruttate dalla corruzione locale e lontane dal neobenessere economico accende la protesta. Ed è lo stesso Outlook Weekly, portavoce del partito comunista, a riportare un dato sconcertante: ben 58.000 sono stati nel 2003 i casi di rivolte per malcontento sociale, con un incremento del 15 % rispetto all'anno precedente e con un coinvolgimento di oltre 3 milioni di individui.
Un particolare deve essere però messo in rilievo quando si parla di Cina e di disordini sociali. Ciò che, di fatto, oggi realizza questa rabbia sociale, questo sentimento di stanchezza e di logoramento non è solamente dato dalle problematiche economiche gravose per moltissime province della Repubblica, estraniate dall'ondata di benessere economico e sacrificate dall'avvento delle privatizzazioni. Bisogna considerare anche il peso che oggi riveste l'ondata di "occidentalizzazione" sulla cultura cinese. Si può realmente affermare che oggi, quello che è definito "regno del mezzo" stia vivendo a livello culturale una sorta di dibattito e di scontro. Da una parte vi stanno i valori confuciani di stabilità, ordine gerarchico, rispetto del proprio ruolo all'interno della famiglia così come all'interno della società, la fiducia nelle istituzioni e nei riti della tradizione, dall'altra, invece, giunge con forza quella voce occidentale che grida all'uguaglianza, alla libertà per tutti, al riscatto sociale, all'apertura, alla rottura dell'ordine sociale prestabilito, e che esalta il dinamismo, il faber est suae quisquae fortunae (ognuno è artefice del proprio destino). Questo scontro di culture destabilizza notevolmente un popolo che ha sempre vissuto con la convinzione di essere il centro culturale da cui ogni pensiero e ogni giusta forma di governo ha origine e fondamento, che ha sempre prosperato nel rispetto delle tradizioni e di ciò che forniva sicurezza e stabilità. Ora la mondializzazione dei dialoghi, nel bene e nel male, complica l'affidamento cieco dell'individuo cinese al sistema mentale millenario della propria cultura. E questa complicazione non è che aggravata dall'incedere di gravose situazioni economiche per il singolo e la propria comunità locale. Ecco, perciò che la riflessione sul perché di un periodo di destabilizzazione sociale non implica solo considerazioni di taglio economico e l'assunzione della povertà come dato unico ed essenziale; i fattori sono molteplici e complessi. Certamente questo è chiaro alle autorità che hanno escluso dalla propria linea di risoluzione tentativi forti di chiusura e d'estraniazione dal dialogo con altri mondi e culture.
Quello che, però, forse manca in questo dialogo è il rispetto delle parti che, se non del tutto assente, appare molto carente da parte occidentale. I media, i centri culturali europei o americani, molto spesso non si fanno scrupoli nel formulare ipotesi o critiche adottando come metro di valutazione il proprio "io culturale". Parlando di oriente e in particolar modo di Cina bisognerebbe avere la modestia di relativizzare per un attimo il proprio genoma culturale per vestire i panni dell'osservatore e dell'ascoltatore. È fuorviante categorizzare le rivolte sociali dell'odierna Cina secondo categorie "europee" e secondo canoni derivanti da un tradizionalismo democratico, giacobino e liberale. Il carattere orientale di queste rivolte ha un peso differente, in ordine con il passato cinese e in diretta unione con il bagaglio di simboli e sensibilità culturali accumulate in millenni di tradizioni sociali e politiche. Per capire non bisogna forzatamente sinizzarsi, assumendo come punto di vista quello derivante da una cultura che non ci appartiene e che anche volendo non riusciremo mai totalmente a capire e che mai dovremo interamente condividere, bensì cercare di stare un po' più nel mezzo, adattandoci ad un terreno di confine realmente fertile per la comprensione dell'altro. La Cina, in questo caso, offre davvero dei confini dalla vastità enorme.
Al di là delle riflessioni di carattere più specificatamente "interculturale" e quindi di mediazione, non si possono però dimenticare alcuni dati fondamentali per contestualizzare in senso più pratico i punti deboli dell'odierno sistema cinese. Si è parlato della povertà che incede senza sosta in moltissime regioni periferiche dal punto di vista economico, ma soprattutto abbiamo menzionato la corruzione dilagante nei localismi amministrativi. Ebbene, la conseguenza diretta di un sistema burocratico che corrompe e logora dall'interno l'economia di una provincia, scatenandone l'insostenibilità popolare è data dal tentativo di denuncia al governo centrale dell'irresponsabilità politica dell'autorità locale. Costituzionalmente in Cina è previsto un organo centrale a cui qualsiasi cittadino può fare ricorso per denunciare al governo, attraverso una petizione, un torto subito dai burocrati o funzionari locali. Si tratta di un vero e proprio strumento di controllo popolare chiamato "shangfang" che, di fatto, negli ultimi tempi non garantisce una reale difesa a coloro che denunciano un'ingiustizia subita. Un dato è però interessante per capire come l'aumento delle rivolte e dei fenomeni di malcontento non sia fittizio o estremizzato dai media: solo nello scorso anno il sistema di petizione centrale della Repubblica Popolare Cinese ha segnalato l'inoltro di oltre 10 milioni di denunce. Una cifra mai raggiunta prima d'ora, che testimonia la sensazione d'insostenibilità da parte di moltissimi cinesi della propria realtà amministrativa locale. Il dato ancora più sconcertante e preoccupante non solo per l'autorità centrale, ma soprattutto per la componente sociale che ha inoltrato le petizioni, è data dal fatto che solo 1.000 casi sulla mole totale di proteste depositate hanno visto una reale risoluzione e debita giustizia. La riflessione conseguente a questo dato è più che immediata: se il sistema di petizione al governo centrale è inefficiente e non risponde nemmeno in minima parte alle richieste popolari per cui in origine era stato pensato, quale via alternativa è auspicabile per mettere fine alla corruzione degli uffici amministrativi locali? La sensazione d'abbandono fra la popolazione, che consegue all'inefficienza di questo sistema di petizione, è davvero alto e non fa che accrescere la rabbia popolare. Sono in molti a volere un'abolizione dello shangfang e a chiedere un nuovo codice che sancisca concretamente i diritti dei cittadini e la loro tutela nei confronti delle azioni perpetrate dall'autorità locale. La necessità è realmente quella di mettere fine a un culto della "fiducia nei burocrati e negli amministratori", eredità di sun yat-seiana memoria, e di realizzare un insieme di leggi che puniscano direttamente quanti, a livello locale, si macchino di corruzione. L'assenza di un sistema di leggi che tuteli direttamente i cittadini in questo genere di situazioni rende, di fatto, le autorità locali inattaccabili sotto il profilo giuridico. Questa posizione è appoggiata oggi da Yu Jianrong, un ricercatore di scienze sociali della Chinese Academy, e da moltissime autorità in ambito accademico. Secondo gli stessi studiosi cinesi, l'ostinazione del governo centrale a non privarsi di questo inconcludente sistema di petizione centrale non farebbe che aggravare fino a livelli allarmanti la rabbia delle popolazioni dei centri rurali più vessati dall'insostenibilità di tale situazione. Dall'altro lato, invece, è più che comprensibile la paura del governo di Pechino; per le autorità centrali, difatti, abolire il sistema di petizione vorrebbe dire privarsi di un mezzo di controllo del malcontento sociale e potrebbe portare ad un ulteriore aumento dei fenomeni di ribellione. La risoluzione della questione non appare oggi ancora del tutto ben delineata e, ovviamente, dal suo esito dipenderà molto dell'attuale contestazione sociale rivolta alle autorità centrali.
In questa argomentazione bisogna, però, introdurre un elemento aggiuntivo per comprendere la differenza che intercorre fra la concezione occidentale e quella cinese di disuguaglianza economica. L'accesso al benessere, o meglio, alle risorse di riscatto economico è concepito diversamente dalla mentalità cinese rispetto alla visione occidentale. Il concetto d'egualitarismo, difatti, è ben diverso in prospettiva sinica, da quello osannato in Europa a partire dalla fine del XVIII secolo negli inni rivoluzionari francesi. Per la concezione cinese di benessere sociale, gli uomini non sono tutti uguali. Ed è più che giusto che tale uguaglianza non sussista, perché la gerarchia, o meglio, l'assunzione di un determinato ruolo e funzione all'interno della società è sinonimo d'ordine e di benessere, e in virtù di queste è lecita la disuguaglianza.
Questo sentimento è pura eredità confuciana e alla luce di ciò risulta inadeguata la conciliazione del "vivere cinese" al nostro termine di democrazia, inteso, come uguaglianza d'azione nello sfondo sociale
Infatti secondo la visione cinese, la differenza di competenze e del possesso di mezzi economici deve essere impiegata, dalle autorità che le possiedono, in funzione sociale, investendo nella formazione culturale, e soprattutto, in seguito all'avvento del socialismo di mercato, nelle attività economiche. Sono queste personalità ad essere investite legittimamente dalla società popolare della facoltà di amministrare lo Stato, proprio perché considerati "superiori" in senso di competenza tecnica e disponibilità economica. È come se il concetto ideologico d'egualitarismo fosse sacrificato in una funzione più pragmatica di stabilità generale all'interno della società. Questa forma mentis era valida anche nell'epoca del più acceso rigore maoista, e fu un elemento di discordia con la propaganda stalinista, rivoluzionaria e internazionalmente egualitarista nell'emancipazione delle masse. La Cina ha sempre sviato questa "comunione internazionale", restando sempre salda al proprio background culturale. In fondo le personalità politiche che guidarono la liberazione cinese dall'inettitudine politica mancese e la riscattarono dalla dominazione straniera furono personalità d'autorevole provenienza sociale e culturale. Essi furono dei veri e propri tecnici depositari del benessere sociale come fine ultimo, ma unici padroni della scena politico amministrativa, lontani da qualsiasi giudizio democratico nel senso occidentale del termine.Di fatto, però, questo meccanismo di fiducia e di tangibile benessere economico derivante da una accettata disuguaglianza nei ruoli, nelle competenze e nell'accesso alle disponibilità economiche del paese, appare oggi scalfito e destabilizzato, come spiega Wu Ximing, l'economista autore di China's Income Distribution and Inequality, in un'intervista all'Asia Times.
Oggi la collettivizzazione delle terre, punta di diamante nel programma di sostentamento sociale cinese, ha lasciato posto all'investimento e alla privatizzazione, alla cessione di lotti di terreno a imprese edili private, alla speculazione industriale e alla conseguente perdita di concretezza da parte di semplici braccianti e famiglie di contadini. Il divario fra neo ricchi, fra i nuovi borghesi e il resto della società diviene allarmante e provoca oggi il blocco di quel sistema che vedeva "i meritevoli diversi" al governo e in prima linea nel coinvolgimento sociale. I nuovi borghesi, invece, vivono più il contatto con l'Europa e i mercati mondiali, i loro interessi convogliano nell'investimento internazionale, nell'espansione del ruolo cinese nel WTO e poco al benessere nazionale, comune, del popolo.
http://www.equilibri.net/dossiers/dx1.htm
Giorgio Gabel
23 maggio 2005 alle ore 12:55Carissimi,
vorrei essere aiutato a capire.
Negli ultimi quattro anni il focus è stato sugli Stati di Religione Islamica, negli ultimi mesi si parla (tanto) di CINA e (un po'meno) di India. In IRAQ la guerra continua, i morti non diminuiscono........ma ora ci occupiamo delle guerre piu' economiche.
Mi pare di essere in 1984 di Orwell (i nemici vengono periodicamente cambiati).......Oddio che stampa di M...A abbiamo!!!!!!!!!!!
Grillo non ci cascare!!!!!!!!
GG
Giorgio Gabel
23 maggio 2005 alle ore 12:56Carissimi,
vorrei essere aiutato a capire.
Negli ultimi quattro anni il focus è stato sugli Stati di Religione Islamica, negli ultimi mesi si parla (tanto) di CINA e (un po'meno) di India. In IRAQ la guerra continua, i morti non diminuiscono........ma ora ci occupiamo delle guerre piu' economiche.
Mi pare di essere in 1984 di Orwell (i nemici vengono periodicamente cambiati).......Oddio che stampa di M...A abbiamo!!!!!!!!!!!
Grillo non ci cascare!!!!!!!!
GG
Gianni Raco
23 maggio 2005 alle ore 12:58Di cosa volete che parli Prodi in Cina ?
Si fara` dare un po` di soldi come ha sempre fatto da tutti e chi se ne frega dei diritti civili.
E poi per alcuni dei suoi alleati la Cina e` il faro della liberta` dove la rivoluzione del popolo contro i padroni ha eliminato le ingiustizie della proprieta` privata.
Gabriele Bernabini
23 maggio 2005 alle ore 12:59Avvicendamento al vertice della Ragioneria Generale dello Stato.. In un momento in cui i conti pubblici sono come dire.. un pò sotto pressione.. ed in vista di una finanziaria elettorale ma senza soldi.. Il Governo ha visto bene di togliere Grilli e mettere un nuovo Ragioniere Generale dello Stato ...
Forse chissà magari il Governo ha pensato bene che fosse il momento migliore per fare un avvicendamente al vertice dell'organismo che controlla i conti pubblici..
Paolo Vitali
23 maggio 2005 alle ore 12:59SI all'esportazione di Previti in Cina!
Gabriele Ciolli
23 maggio 2005 alle ore 13:07x Paolo Vitale
E i Dell'Utri, Confalonieri, La Loggia, Bondi Schifani e... FEDE li vuoi lasciare a Milano2???
Alfio Brambilla
23 maggio 2005 alle ore 13:12Qualcuno mi spiega perchè quando viene rapito un cittadino italiano all'estero il cavaliere sparisce e riappare solo a crisi ultimata per dire che va tutto bene? Perchè nessuno dice che gli accordi italia-libia sull'immigrazione clandestina sono una baggianata?
...e poi:
Qualcuno mi spiega cosa è andato a fare prodi prima in russia e poi in cina? Prende accordi? Lecca culi? Prende soldi da qualcuno? Paga qualcuno? Prega qualcuno?
Cazzo, sempre le stesse cose...
Marco Agate
23 maggio 2005 alle ore 13:23ultime notizie dal fronte giudiziario: PREVITI CONDANNATO , BERLUSCONI CONDONATO.
Beh, non è una grande notizia, ma magari qualche dubbio a qualcuno lo creera (spero)...possibile che sia tutto accanimento giudiziario? 2 gradi di giudizio...il salvagente della prescrizione...l'evasione fiscale come modus operandi....BAH!
Simone Maccanti
23 maggio 2005 alle ore 13:26E' SCONCERTANTE!!!!
Ma avete letto l'articolo di sandro pascucci?? Se l'azione legale avrà un corso ragazzi... c'è da tremare!! Se sta notizia avrà un minimo di riscontro... no no, non ci voglio nemmeno pensare. Ma siamo sicuri di questa faccenda?
Ciao
marco bortoli
23 maggio 2005 alle ore 13:28ciao beppe, vorrei capirne un po' di più su sto belin di referendum sulla fecondazione assistita perchè, per quanto io legga e rilegga sia la legge 40 sia i 4 referendum, continuo a non capirci! la legge attuale ha molti punti sbagliati, ma i referendum, secondo me (e io non posso certamente essere definito cattolico!!!) celano dei rischi, uno su tutti quello di mettere le basi per avere, tra qualche decennio, un mondo di bastardi (nel vero senso della parola) e di famiglie con genitori di un solo sesso (o perchè singoli o perchè omosessuali) con i gravi problemi di educazione che questo può portare. l'educazione sarà sempre di più affidata alla televisione e alla scuola...si ma quella del futuro, io la chiamo squola (AIUTO!).per non parlare del fatto che chi potrà permetterselo(vedi multimiliardari vari...insomma i soliti) potranno farsi la dinastia su misura. basta ho perso il filo perchè ho chiuso le finestre, se sei a genova sai cosa non sta venendo giù.
Simone Maccanti
23 maggio 2005 alle ore 13:35Per Stefano Serra,
sulla questione brogli ci andrei piano fossi in te. Io credo nella nostra, anche se scricchiolante, democrazia. Berlusconi ha vinto le elezioni perchè lo hanno votato, come Prodi le ha vinte prima di lui e probabilmente le vincerà alla prossima tornata elettorale! Diciamo la verità per piacere: il Berlusca con tutte le sue stupidaggini, di fatto, dico di fatto, è un leader che sa e ha saputo tenere le redini di una coalizione per oltre tre anni!!! Bisogna tornare a Craxi ( No comment ) per rivedere un governo di tre anni! Pensate veramente che il Rutelli Premier avrebbe saputo fare altrettanto?
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 13:36> Ma siamo sicuri di questa faccenda?
Certo, basta non perdere tempo dietro al globalismo terzomondista proposto da certi blog e leggere le news...
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 13:38pascucci... la banca d'italia e' stata fondata nel 1893, 32 anni dopo il regno d'italia. studiare la storia proprio no eh?
in ogni caso, puoi fare un riassunto di quali sono le tue argomentazioni? secondo te cosa si dovrebbe fare per rimediare al problema che tu credi di aver identificato?
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 13:47La cosa allegra e divertente è che Grillo ci propone ogni giorno la consueta apologia di governo mondiale, cittadinanza globale, ONU, tassa mondiale, socialismo, controllo centralizzato dell'economia, luddismo rampante, protezionismo a tavoletta e compagnia assortita.
I lettori del blog invece passano le giornate parlando di banche e signoraggio, cosa sulla quale Grillo ben si guarda dallo scrivere mezzo post, eppure le informazioni non mancano. Meglio però parlare dell'amena letterina di Mina (a chi importa? chi ci crede?) o di Skype.
Caro Grillo: Skype te l'hanno portata il mercato e la competizione, non certo il WTO, l'ONU o qualche altra manica di delinquenti.
Domanda bonus: chi ha indovinato cosa sta succedendo?
Marcus Libero
23 maggio 2005 alle ore 13:48L'ultimo scoglio
Il presidente del Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (Bbva)
Francisco González è molto vicino al trionfo definitivo
dell'opa sulla Banca nazionale del lavoro. Due settimane fa
la banca spagnola ha superato uno dei principali ostacoli
all'operazione, ottenendo il via libera del governatore
della Banca d'Italia. Antonio Fazio però ha posto una
condizione incomprensibile, dichiarando che la sua
autorizzazione vale solo nel caso in cui l'offerta raccolga
più del 50 per cento di azioni di adesione. Ma Bbva riuscirà
a superare anche questa difficoltà: sabato ha conquistato la
maggioranza nel consiglio di amministrazione di Bnl,
assicurandosi otto consiglieri su 15.
Cinco Días, Spagna [in spagnolo]
http://www.cincodias.com:80/articulo.html?d_date=20050523&xref=20050523cdscdiopi_4&type=Tes&anchor=cdsemp
................................................
Bbva rompe i tabù italiani
Bbva ha compiuto ieri un passo importante per assicurarsi
il controllo di Banca nazionale del lavoro: insieme agli
alleati, Generali e Della Valle, ha ottenuto il 48 per
cento dei voti nel consiglio d'amministrazione. Nonostante
gli ostacoli posti dal governatore Antonio Fazio, l'opa
spagnola sembra avviata al successo. L'eccessivo
protezionismo non è servito a rendere più forte il settore
bancario italiano. L'ingresso di istituti stranieri come
Bbva e Abn Ambro è un fatto positivo, che farà crescere la
competitività delle banche italiane.
El Mundo, Spagna [in spagnolo - a pagamento]
http://www.elmundo.es/papel/2005/05/23/opinion/1804823.html
fabio vola
23 maggio 2005 alle ore 13:51scusate
volevo dire marx non martu
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 13:53> secondo te cosa si dovrebbe fare per rimediare al problema che tu credi di aver identificato?
Con o senza guerra civile? :-D
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 13:58Avanti...
http://www.mises.org/money.asp
umberto rossi
23 maggio 2005 alle ore 13:59recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (la cosa nn mistupisce affatto!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 2.200.000 lire al mese (circa 1.136,20 .)
Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare
nei verbali ufficiali: VERGOGNOSO!!!
STIPENDIO 37.086.079 AL MESE (pari a 19.153,361 )
STIPENDIO BASE 19.325.396 al mese (pari a 9.980,734 )
PORTABORSE (generalmente parente o familiare) 7.804.232 al mese (pari a 4.030,549 )
RIMBORSO SPESE AFFITTO 5.621.690 al mese (pari a 2.903,360 )
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per 2.850 milioni di lire)
Si intascano uno stipendio, hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni
INDENNITA'DI CARICA (da 650.000 circa a 12.500.000)
200.000.000 circa li incassano con il rimborso spese elettorali (in
violazione alla legge sul finanziamento ai partiti) (ma i referendum a cosa servono?), 50.000.000 ogni anno ciascuno e fondano un giornaletto. (Es: la sig.ra Pivetti, l'auto blu ed una scorta sempre a suo servizio)
La classe politica ha causato un danno al paese di 2 MILIONI E 446
MILA MILIARDI.
La sola camera dei deputati costa al cittadino 4.289.968 AL MINUTO
creare un referendum per l'abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari sarebbe la cosa più giusta da fare, ma come stiamo vedendo (vedi legge sull'immunità parlamentare ) sembra che poi alla fine i nostri eletti hanno il potere di ripristinare in un modo o nell'altro sempre ciò che a loro più conviene!!!
come mai queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet, e perchè quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani... Ma che bello vivere in italia
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 14:01Caiazzo.
In Cina petrolio non ce n'è, è vero: è diventata la principale importatrice di petrolio e gas.
Però produce ancora un sacco di carbone(nonostante la maggior parte delle miniere siano ormai in fiamme...ma questo non si racconta...)...
e chiedi al governo perchè stiamo passando al carbone.
Che non ci saranno guerre di liberazione del popolo cinese ci credo. L'esercito cinese ha milioni di soldati e un buon armamento.
Penso che ci siano più rischi per il resto dei paesi intorno.
Stiamo parlando della Cina perchè è l'indirizzo economico odierno...
Che il governo Berlusconi sia ancora integro è, a parte simbolo di vero mefreghismo nei confronti del volere popolare(le regionali...) anche l'evidenza di quanta coerenza vi sia nei vari partiti di destra e centrodestra. La sinistra è frammentata per troppa coerenza, ma almeno credono in quello che dicono. O ne fanno di tutti i colori per creare una maggioranza che dia credito a tutti. Invece il CDL...
Alessandro Tufi
23 maggio 2005 alle ore 14:03X Gianluca Pellegrino
Ho amici e colleghi in Cina, ti assicuro che i canali internet sono censurati.
Inoltre i punti di ingresso/uscita di internet dalla cina sono pochi, filtrati e perdono pacchetti.
Questo vale per la maggior parte della popolazione. Le aziende, al contrario, si abbonano a società che portano un collegamento "privato". Questo li porta direttamente fuori dalla Cina in modo veloce e non censurato, come se avessero un internet "normale". Così fanno le multinazionali e gli alberghi. Evidentemente il governo non vuole mettere i bastoni fra le ruote alle aziende, e comunque il costo di un tale servizio è inaccessibile per il cittadino medio.
alessandro alimeri
23 maggio 2005 alle ore 14:04mi hanno invitato in un sito intitolato www.internetcrazia.it un sito ben fatto ma nuovo mi pare di promoszione delle idee di ognuno con sondaggi e proposte di legge velutate dagli utenti. Carino . Visitate anche il mio sito linkato qua nel commento ciao ale
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 14:08> recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (la cosa nn mistupisce affatto!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 2.200.000 lire al mese (circa 1.136,20 .)
Succede quando vai votare la gente su domande come "Volete soldi gratis?" - si chiama "democrazia."
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 14:09 **********************
VOGLIAMO UN FORUM DIVISO CON LE STESSE AREE DEL BLOG!
Solo in questa lista di commenti stiamo discutendo contemporaneamente di:
Signoraggio
Import-Export
Diritti civili e storia cinese
Berlusconi e il suo governo.
Totale:
Berlusconi è un cinese con diritti civili che esporta il signoraggio. O___O
********************
*_*Comunque a questo punto vorrei chiedere una cosa semplicissima agli economisti che discutono di Signoraggio: ma esiste o no?
Cioè, non sto dicendo che lo stato vada in perdita o meno, o come paghi e da dove...
ma quanto paga queste caxxo di banconote? Questo è un dato oggettivo, no? Non è una teoria economica o un sospetto: se io potessi andare a comprare due banconote da cento euro alla banca europea, quanto caxxo le pagherei?
Grazie
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 14:09Ancora...
http://www.cronologia.it/mondo28s.htm
Stefano Serra
23 maggio 2005 alle ore 14:10Per Simone Maccanti(invitandolo a rileggere attentamente il mio intervento)
La tua fiducia nel nostro sistema pseudodemocratico è lodevole, tuttavia gradirei ricevere da chiunque abbia argomenti più validi, rassicurazioni più articolate, tipo :
-Come viene tutelato il nostro voto in italia?attraverso quali metodi?
-A parte il carabiniere di turno(che normalmente si fa gli affaracci suoi) chi controlla che una scheda elettorale non possa essere sottratta e poratata fuori dal luogo ove si vota?
-Come mai in italia si vota ancora con la croce, come ai tempi del dopoguerra quando metà degli italiani erano analfabeti?
-Come mai in italia (rimando all'intervento di giorni fa) non si utilizzano sistemi di voto informatizzati,elettronici mentre possiamo comprare un caimano in australia senza muoverci di casa?
-Perché nessuno mi risponde
. più articolatamente?
..Percheeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeè?
il Serra
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 14:15> Come mai in italia (rimando all'intervento di giorni fa) non si utilizzano sistemi di voto informatizzati,elettronici mentre possiamo comprare un caimano in australia senza muoverci di casa?
Per non fare la fine degli USA, dove Diebold ha regalato le elezioni a Bush e soci?
Domanda di riserva: ma su cosa dovrà mai votare tutta questa gente? Sulle tasse da far pagare agli altri?
Alessandro Tufi
23 maggio 2005 alle ore 14:17X Bruno Panetta
Grazie delle risposte! In effetti, crollato il punto 1...
Ottima l'idea di chiedere nei newsgroup; essendomi appassionato a questo blog non ci avevo pensato.
Ciao
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 14:20> ma la capacità di attacco di una mandria di uomini nei confronti di un singolo mitragliatore è minima.
Questo è il motivo per cui fu inventato il famigerato secondo emendamento, ed è anche il motivo per cui i vari governi insistono nel voler disarmare il cittadino.
Stefano Serra
23 maggio 2005 alle ore 14:217 ANNI A PREVITI! (poverino!)
ECCO QUANTO VALE IL SILENZIO DI UN ITALIANO
QUANTO VALE IL VOTO DI UN ITALIANO?
Ciao a tutti dal Serra
Ho seguito con attenzione tutti gli interventi di st'ultimo post di Beppe, e di cose ne sono state dette a bizzeffe,perciò ho preferito no intervenire.
Complimenti a Panetta: finalmente lo nomino, ho notato che comincia pure lui a fare discorsi costruttivi, Continui così!
Riguardo all'intervento di Luca Gianantoni postato alle 9:48 di oggi :
X Gianantoni e tutti:
- Vorrei innanzitutto far notare a tutti (la maggioranza) quelli che si domandavano come mai il berlusca fosse stato votato (nonostante quasi nessuno ammettesse d'averlo fatto), che il problema del voto in italia, riguarda praticamente il nostro paese da prima dell'unità d'italia.
Ricorrono a brogli elettorali,utilizzando tutti i sistemi possibili:
-COMPRAVENDITA DI VOTI (L'ULTIMA MAGAGNA IN ORDINE DI TEMPO QUELLA DEI 180 EURO A CRANIO)
Qualcuno di voi a mai sentito parlare (se si,gradirei aver risposta da qualcuno) del sistema della "scheda volante"? Viene utilizzata praticamente in tutto il paese,da praticamente cinquant'anni,ed ha un margine di successo enorme!
Consiste nel riuscire, attraverso vari trucchi, a far uscire una scheda elettorale "bianca" dalla cabina di voto, prima di essere introdotta nell'urna,(ad esempio sostituendola in cabina con un falso il più identico possile),poi ,una volta portata fuori dal "compare",con un sistema "a catena" viene barrato il voto e consegnato ad un altro "compare"che la porta dentro e, una volta in cabina la sostituisce con un'altra nuova da portare nuovamente fuori! Tale sistema garantisce un broglio quasi perfetto!
Forse non è che non possiamo manco decidere chi va al governo?
Meditate Bloggers
meditate!
Per Simone Maccanti(invitandolo a rileggere attentamente il mio intervento)
La tua fiducia nel nostro sistema pseudodemocratico è lodevole, tuttavia gradirei ricevere da chiunque abbia argomenti più validi, rassicurazioni più articolate, tipo :
-Come viene tutelato il nostro voto in italia?attraverso quali metodi?
-A parte il carabiniere di turno(che normalmente si fa gli affaracci suoi) chi controlla che una scheda elettorale non possa essere sottratta e poratata fuori dal luogo ove si vota?
-Come mai in italia si vota ancora con la croce, come ai tempi del dopoguerra quando metà degli italiani erano analfabeti?
-Come mai in italia (rimando all'intervento di giorni fa) non si utilizzano sistemi di voto informatizzati,elettronici mentre possiamo comprare un caimano in australia senza muoverci di casa?
-Perché nessuno mi risponde
. più articolatamente?
..Percheeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeè?
il Serra
umberto rossi
23 maggio 2005 alle ore 14:22Quando la democrazia ha un senso. La lezione tedesca al governo italiano. Nonostante la secca sconfitta alle amministrative e la gravissima crisi economica, Berlusconi pretende ancora di governare l'Italia
umberto rossi
23 maggio 2005 alle ore 14:23Qualcuno lo guarda con sospetto da molti anni, adesso da quando avanza inarrestabile come le divisioni panzer nazisti nei meandri delle principali scatole finanziarie italiane, Stefano Ricucci è ricercato come il miele dai giornalisti in cerca di scoop mondani, tanto si è infatti avvilito il nostro giornalismo. L'odontotecnico di Zagarolo che da cava denti è assurto sulle principali cronache finanziarie con aggressività maniacale e strategia perfetta, in realtà è un simpaticissimo gattone da salotto, uno di queli con il pelo lungo, che si fanno accarezzare e ti fanno le fusa. Non è neanche troppo baldanzoso, crepita di intelligenza, se vogliamo per il suo passato anche raffinato, un micione che tutti vorrebbero vedere nella zuppa della sera in pubblicità nella televisionie di casa. Stefano Ricucci non incute dunque terrore, è come diciamo noi qui del Corsera.it "un Sedere Glabro" uno di quei finanzieri da esposizione, un uomo di gesso appunto, plasmato a immagine e strategie delle superbe menti che decidono le sorti del mercato finanziario italiano. Io che lo conosco bene ricordo bene il suo sorriso quando ci incontravamo in aereo Roma Fiumicino Olbia per volare dalle nostre belle castellane che ci attendevano con la coda tirata giù dai balconi delle ville.Insieme ci siamo fatti delle grasse risate, Stefano cercava ancora le garconierre per Chicco.
Alessandro Tufi
23 maggio 2005 alle ore 14:28x Stefano Serra
Vuoi il voto elettronico? Lasciamo perdere: dalla padella alla brace..
In america le macchine adibite al voto elettronico hanno software proprietario, quindi non si può sapere se ci sono backdoor, bug o altro. Direi che è un fatto gravissimo.
marco bianchi
23 maggio 2005 alle ore 14:30Del resto 65 anni fa (che è pochissimo per la storia dell' uomo) in Italia si facevano i rastrellamenti.
60 anni fa non esistevano diritti per le donne in Italia.
Oggi noi crediamo di avere il senso del giusto, e forse pretendiamo che il nostro senso del giusto sia anche quello degli altri. Le leggi ci sono in Italia e chi non le rispetta finisce in galera, ci sono in Cina e chi non le rispetta finisce in galera o ammazzato. Noi lasciamo libero Izzo, loro imprigionano chi parla di Sars, noi mettiamo in galera chi fuma le canne. Amnesty lotta per i diritti umani, tutto il resto di politica, Prodi o altro c' entra poco.
Non vedrei nulla di scandaloso anche se un paese vietasse del tutto l' uso di Internet. Pensate che da noi è vietata l' inseminazione artificiale, mentre è legale fare esperimenti su animali. Meditate chi ha ragione e chi ha torto, il Papa o il comunista o il capista o il musulmano, o l'indigeno che vuole solo vivere nella sua terra (per i pochi che ne hanno ancora) ??
Francesco mangiacotti
23 maggio 2005 alle ore 14:32Non Attinete ai post ma Sicuramente Anche ad Altri risultera' strano.....cmq E' la Mail che ho mandato A Moneybookers.com la qual si occupa di Accreditare attraverso la Carta di credito , del denaro sul conto SKYPE per effettuare telefonate a telefonia fissa e cellulare, facendomi pagare otretutto anche il 3% di servizio,+ la percentuale che vevo dare alla mia banca+ i costi degli stratti conto.uhmm....allora li regalo a Telecom Trochetti Provera, visto che e' Luomo piu indebitato d'europa..
Vi prego vivamente di cancellare tutti e dico tutti i miei dati che vi ho inviato.
non sono daccordo con voi sul fatto di dovervi inviarvi fotocopie di miei documenti personali e quantomeno relative al mio conto bancario
NON rispondete a questa Mail. in caso contrario la considerero' "SPAM" e di conseguenza mi rivolgero' alle autorita competenti.
Questa decisione e dettata dal fatto che: i documenti da voi sollecitati non li ritengo necessari per poter spendere 10 $ dollari attraverso la mia carta di credito
visto che eseguiamo ben altre operazioni attraverso la rete e non mi e stata mai richiesta da nessuna Azienda internazionale o nazionale le quali ci inviano materiale di ben altro valore. nessuna fotocopia di DOCUMENTI PERSONALE E ESTRATTI DI CONTO Corrente (FIRMATO). e' mai stata richiesta.
DA parte vostra sarebbe molto corretto se certe richieste le precisaste PRIMA DI avervi fatto CONSEGNARE dati di email e numeri di carte di CREDITO con relativo numero di SICUREZZA.
oltremodo non capisco una cosa :
visto che i 10$ servivano per utilizzare il servizio offerto da SKYPE per contattarvi telefonicamente dovrei spendere o.6
2 cent al minuto quando credo che usare il servizio skype attraverso il PC che sicuramente avete, sarebbe GRATIS.
Mangiacotti Francesco
marco bianchi
23 maggio 2005 alle ore 14:32il capista è il capitalista :p
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 14:45In pratica moneybookers è come goldmoney, solo che tratta soldi finti? (dehe!)
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 14:46Mangiacotti.
Perchè sei il primo con problemi del genere
Perchè il link che pubblicizzi è un sito che sa di fregatura con una traduzione in Italiano che sembra fatta da un cinese analfabeta?^__^
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 14:49A proposito di secondo emendamento e di armi...credi che vengano tolte le armi ai cittadini per impedire le rivoluzioni? O magari per impedire che la gente si ammazzi a vicenda come negli USA?
Alessandro Rossi
23 maggio 2005 alle ore 14:51Per Pascucci:
a prescindere dai toni della tua polemica, dai quali traspare un'acidità che non mi piace molto, ciò che dici è vero, ma basta legger qualcosa di molto piàù dozzinale per scoprirlo, e da almeno 150 anni.
La teoria la spiegò già Keynes e altri prima e dopo lui:
i soldi non esistono perchè non sono mai esistiti: si tratta di convenzioni.
Ma, secondo te, se tali convenzioni non esistessero, come si vivrebbe.
L'inflazione è fittizia: secondo alcuni viene originata dal disavanzo fra le riserve auree di uno stato e la produzione di carta moneta, secondo altri dipende dall'imposizione fiscale che equivale a distruzione di ricchezza in una certa percentuale.
Se leggete qualche testo di macroeconomia scoprirete che tutte queste sono teorie economico-matematiche basate su modelli generali.
IN realtà ogni Stato è sovrano se ha il controllo di alcuni settori, fra gli altri quello della produzione della moneta.
Ogni stato, quindi, può produrre quanta moneta vuole e, un'inflazione al 50%, se non dovuta a motivi produttivi interni, non è in nulla differente da un'inflazione allo 0,2%, anzi, dal punto di vista sociale crea un apparente ricchezza e fiducia nel futuro poichè gli stipendi aumentano molto puù vistosamente.
Tutto quello che ho detto, comunque, è falso, poichè, come detto all'inizio, sui tratta solo di convenzioni e nessuno è tenuto ad osservarle.
Popper, nella sua esposizione della teoria decostruzionista, disse che il primo passo per il controllo dell'economia globale a livello oligopolistico, consiste nella frammentazione dello stato e nella riduzione del suo potere di controllo.
Solo uno stato forte può opporsi allo strapotere economico delle multinazionali.
Bhè, se volete sapere cosa sta succedendo leggetevi qualche libro di economia e non tralasciate di leggre direttamente (senza passare per i riassunti e le spiegazioni di altri) i libri di Keynes e Popper.
Se i Canadesi vinceranno la loro battaglia, sarà l'inizio della fine per il mondo come noi lo conosciamo: si tornerà al baratto, alle razzìe e al feudalesimo.
Ricordate che, per quanto vogliate fare i duri e puri, il solo fatto che scriviate qui sopra è indice del fatto che avete un computer, quindi non siete nè duri nè puri.
Inoltre, per inciso, questo blog non funziona con mozilla, va aperto con explorer, quindi il 90% dei presenti usa prodotti Microsoft...
Vitangelo Moscarda
23 maggio 2005 alle ore 14:55In attesa di esportare i nostri Diritti Civili in Cina... la Cina ha importato il nostro Diritto Civile... non è una battuta, nè un gioco di parole, ma mi risulta che da un paio di anni la cina abbia riformato e adeguato il proprio diritto privato, di fatto traducendo il nostro codice civile!
Prima o poi magari ci copiano anche la costituzione e si troveranno con 100 partitini invece del partito comunista, tanti diritti... e sempre una sola televisione.
Alfredo Amato
17 agosto 2007 alle ore 10:59Sono affascinato dalle tue conoscenze di economia e probabilmente leggerò Popper... sono un pò meno affascinato dalle tua ignoranza informatica (e non solo..). Io sto usando Mozilla..e funziona! Perciò, continua pure da solo a mantenere Bill.. ;-)
Carlo Palazzolo
23 maggio 2005 alle ore 14:59@Alessandro Rossi
Gentilissimo,
io vedo questo blogo con Mozzilla quindi immagino che sia il suo programma ad avere dei problemi di visualizzazione.
Lucio Pizzuti da Caserta
23 maggio 2005 alle ore 15:03E' un reato pensere che la democrazia è una forma di governo superata ?
E' un reato pensare che il pane, la frutta e la verdura dovrebbero essere distribuiti gratuitamente ?
E' un reato pensare di avere l'acqua da bere gratis ?
E' un reato pensare che non dovremmo più accendere la televisione ?
E' un reato pensare che il denaro, l'economia e la pubblicità sono il peggior flagello dell'umanità ?
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 15:03Rossi...caxxo c'entra l'uso del computer col non essere nè duri nè puri?
Avere un pc non significa fottersi il cervello davanti alla TV. è molto più somigliante al leggere. O magari bisogna essere anche ignoranti per credere a qualcosa, in modo che i "sapienti" possano dirci cosa fare e quanto siamo ignoranti noi?
Tra parentesi. Io uso explorer per questo sito e pochi altri(anche se talvolta mi dimentico e uso firefox e a volte funziona a volte no), mentre per gli altri ho firefox. Non parlare al vento.
Nicola Vannucci
23 maggio 2005 alle ore 15:04Un "Prodotto" che non si vuole sia in commercio non si vende e tantomeno si cerca di esportare (avessero mai poi a venderlo gli altri a casa tua!).. a maggior ragione se il "Prodotto" in questione si chiama "Democrazia e Diritti Umani".
Massimo Tomassini
23 maggio 2005 alle ore 15:06Per BRUNO MAMMOLA
GRAZIE dell'informazione su "Citizen BERLUSCONI"
Abbiamo visto, immaginavamo... ma non così tanto!
Niccolò Petrilli
23 maggio 2005 alle ore 15:09Tra parentesi: proprio in questo momento avevo firefox, guarda un pò.
E intendevo dire "a Vanvera", non "al vento"
Comunque mi sto leggendo Hayek: "Capitale, giudizi di valore e principi d'ordine" (Ed italiana Francoangeli)...non è male...ma lo condivido in minima parte.
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 15:24Di Hayek ho letto solo "The Road to Serfdom" e qualche saggio ma lo condivido solo in parte. Gran parte di quello che diceva sulla socialdemocrazia si e' rivelato sbagliato o esagerato. Per chi e' interessato all'economia consiglio invece i libri di Paul Krugman, che e' neokeynesiano (come me).
Mauro Mura
23 maggio 2005 alle ore 15:29Buongiorno Signor Grillo,
ho visto il suo ultimo spettacolo a Torino, una sola parola "elettrizzante"! da sempre sono un suo ammiratore sia per il suo lato comico che per il suo lato d'informatore/speranza di noi poveri "umani"... continui così xchè prima o poi dovranno accorgersi che Lei esiste e con Lei tutti noi, allora si che ci sarà da ridere!
In bocca al lupo
Mauro
anni 36
Torino
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 15:40Sonia: ma hai capito quello che dice Pascucci sul signoraggio? Sei d'accordo?
Se la risposta a una di queste domande e' no, perche' vuoi manifestare?
Ale Iaco
23 maggio 2005 alle ore 16:21andate a firmare questa per il solare
http://www.nimer.it/nimer.asp?ar=320
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 16:26Pascucci:
dimostrare per COSA? Cosa chiederete alla Banca d'Italia, si puo' sapere?
marco bianchi
23 maggio 2005 alle ore 16:41Esportando valori e democrazia
Non è in tema ma mi ha colpito molto :
da ansa
Iraq: media, boom mercato nero reni
Sunday Telegraph denuncia, per troppa poverta'
(ANSA) - LONDRA, 22 MAG - A causa della poverta' e della disoccupazione, in Iraq molti giovani disperati decidono di vendere un rene, scrive il Sunday Telegraph. Secondo il domenicale il mercato nero degli organi nel paese e' diventata un'attivita' commerciale in piena espansione con prezzi relativamente modici: acquistare un rene e farselo trapiantare in ospedale costa solo 1.600 euro. I principali acquirenti sono gli iracheni stessi ma sta nascendo una sorta di turismo dei trapianti
Bruno Panetta
23 maggio 2005 alle ore 16:49Propongo di fare una colletta per un trapianto urgente di testa a Beppe Grillo...
Silvia Carnio
23 maggio 2005 alle ore 17:10TI CHIEDO DI PARLARE ANCHE DEI NOSTRI DIRITTI CIVILI IN QUANTO CITTADINI ITALIANI DI POTER ESSERE INFORMATI SUL REFARENDUM DI GIUGNO(FECONDAZIONE ASSISTITA):
Roma, 23 mag. (Apcom) - Dieci scienziati inizieranno alla mezzanotte di oggi uno sciopero della fame per protestare contro il "buco" dell'informazione sui quesiti referendari. L'iniziativa, promossa da Gilberto Corbellino, professore di Storia della medicina alla Sapienza, e dal ginecologo Luigi Montevecchi, è stata presentata oggi.
Al digiuno contro la "sistematica negazione dei diritti dei cittadini a 'conoscere e deliberare', ad essere correttamente e completamente informati sulla rilevante scadenza elettorale che si approssima", come si legge in una lettera inviata alle massime autorità dello Stato, ma anche ai presidenti di Rai e Mediaset, aderiranno anche Demetrio Neri (Ordinario di Bioetica all'Università di Messina), Maurizio Mori (membro del direttivo della International association of bioethics), Adolfo Allegra (Diretore Centro Andros, Palermo), Anna Pia Ferraretti (ginecologa, componente del Direttivo della società Europea per la riproduttiva e la sterilità), Luca Gianaroli (Direttore scientifico della società italiana Studi di medicina della Riproduzione), Claudio Giorlandino (Direttore Centro Artemisia), Marcello Crivellino (Professore di organizzazione sanitaria al Politecnico di Milano), Fabrizio Starace (Direttore area sociosanitaria Asl Caserta 2, docente di Epidemiologia comportamentale Università di Napoli).
La lettera lamenta in particolare che "sulle reti del servizio pubblico, l'informazione delle cosiddette 'tribune' è relegata negli anfratti più oscuri dei palinsesti; quella delle cosiddette 'trasmissioni di approfondimento' è pressoché nulla; quella dei telegiornali, tranne eccezioni, è irregolare nella quantità e discutibilissima nella sua qualità, assai spesso partigiana, scorretta, faziosa. E' insomma in pieno corso non solo l'alterazione di una prova democratica, ma la commissione di un preciso reato: quell'attentato ai diritti politici dei cittadini (fattispecie chiaramente dall'articolo 294 del Codice penale) che può compiersi attraverso l''inganno' ed è volto a 'impedire l'esercizio di un diritto politico' o a 'indurre qualcuno ad esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà'".
Alberigo Masucci
23 maggio 2005 alle ore 17:19PER SERRA: sul voto elettronico e per tutti i curiosi.
Il voto elettronico è un rischio alla democrazia, non funziona è falsibicabile in qualsiasi cosa informatica è modificabile.
Leggete attentamente:
http://www.voto-elettronico.it/
ed anche l'articolo
http://punto-informatico.it/p.asp?i=52928&r=PI
Voto elettronico? Un pericolo
Lo sostiene un webmaster che attraverso il proprio sito cerca di far capire le ragioni per le quali l'e-vote può trasformarsi in un drammatico grimaldello per la Democrazia
Opinioni e commenti
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Voto elettronico REALE
Meglio informarsi prima di parlare
Chi conosce l'informatica è contrario
Roma - Buongiorno alla redazione di Punto Informatico, scrivo a proposito del voto elettronico. Ho notato con stupore che Punto Informatico dà giudizi positivi, o almeno non critici, sui vari esperimenti di voto elettronico che si stanno svolgendo nel mondo.
Lo stupore nasce dal fatto che, fino ad ora, mi è capitato che tutte le persone "tecnologicamente" istruite abbiano sempre condiviso i miei dubbi circa il voto elettronico. Lavoro in un ente di ricerca dove insieme ai miei colleghi scriviamo programmi di migliaia di istruzioni C e Fortran, ebbene nessuno di noi vuole che la scelta dei nostri governanti avvenga per via elettronica.
La contrarietà al voto elettronico non è dovuta alla possibilità che avvengano malfunzionamenti o guasti hw o sw, ma è proprio teorica, direi filosofica e, quindi, valida anche se vivessimo in un mondo tecnologicamente perfetto.
Il voto elettronico può essere un grimaldello per scassinare una volta per tutte la Democrazia poiché i risultati elettronici non sono verificabili e perciò vanno accettati passivamente sperando che siano stati raccolti, memorizzati e contati onestamente e senza intromissioni esterne.
Il motivo per cui i voti elettronici non sono verificabili non è tecnico, e quindi superabile, ma concettuale e come tale insuperabile. Tutto ha origine dall'esigenza che i voti siano segreti, ossia che nessuno possa mai conoscere le scelte elettorali dei singoli elettori. L'unico sistema per garantire ciò è che non sia mai raccolto nè memorizzato alcun riferimento che possa portare all' identificazione dell'elettore. Praticamente ciascun voto dovrebbe essere memorizzato nei computer in questo modo:
"Un ignoto elettore ha votato per il candidato X"
Possiamo utilizzare i sistemi di crittografia più complessi, le password più inviolabili, speciali computer e reti di computer, sistemi di voto matematici e qualunque altra tecnica, ma alla fine avremo sempre un insieme di voti anonimi del tipo sopra descritto. È ovvio che in questa situazione non è possibile alcuna verifica dei voti memorizzati in quanto gli unici che potrebbero farlo sono i rispettivi elettori, ma nessuno sa chi siano!
Se anche ci fosse un modo sicuro che permettesse agli elettori di verificare come è stato memorizzato il proprio voto, non potremmo fidarci della loro verifica poiché potrebbero riconoscere o disconoscere il voto in seguito a pressioni illecite, a cambiamenti d' opinione o anche solo per invalidare il voto. Che un voto sia stato correttamente memorizzato non garantisce che sia stato anche correttamente contato per produrre il risultato elettorale.
Il fatto che i risultati del voto elettronico non possono mai essere verificati implica che i governi non possono mai dimostrare la correttezza dei risultati, ma anche che le opposizioni non possono mai dimostrare l'esistenza di eventuali brogli elettorali! Si aggiunga a questo che, mentre nel voto tradizionale è il pubblico che conta i voti in ciascun seggio, lasciando al governo il mero compito di sommare i risultati, nel voto elettronico è il solo governo che conta i voti ed emette i risultati.
Purtroppo, nonostante l'opposizione fatta, soprattutto negli USA, da tantissimi informatici, l'uso dell' elettronica nelle procedure di voto sembra essere inarrestabile. Esiste in tal senso una fortissima pressione esercitata dai venditori di apparati per il voto elettronico, ma il problema maggiore è che la pubblica opinione e, soprattutto, la classe politica ed intellettuale non si avvedono dei rischi che il voto elettronico comporta.
Esse sembrano aver dimenticato che le attuali procedure di voto pubbliche e verificabili servono in primis ad impedire brogli elettorali da parte di chi gestisce il potere. Infatti i governi hanno nella propria conferma il movente per fare brogli elettorali e nella gestione dell'apparato elettorale il mezzo ideale per farlo.
Il voto attribuisce quel potere da sempre ambìto da persone, partiti politici, gruppi economici, gruppi criminali, gruppi terroristici di tutto il mondo. È il potere di governare su milioni di persone e di fare e disfare imperi economici e non necessariamente per il bene comune. Che il desiderio di potere non sia stato imbrigliato una volta per tutte nelle maglie della democrazia è dimostrato dal fatto che pochi mesi fa, nella nostra civile Europa, qualcuno ha avvelenato l' avversario politico con la diossina per ucciderlo. Pensate si sarebbe fermato davanti alla contraffazione di tabulati anonimi?
L'opposizione al voto elettronico va contro il pensiero "tecnologista" tanto in voga e quindi è difficile da inserire in qualunque agenda politica, eppure il voto elettronico è un argomento da approfondire e dibattere prima che anche nel nostro Paese qualche multinazionale dell' informatica abbia l'appalto delle elezioni politiche elettroniche e decida, fuori da ogni controllo democratico, chi saranno i nostri prossimi governanti.
I cittadini, tutti i cittadini, devono poter scegliere se vogliono affidarsi a risultati elettorali non verificabili oppure se vogliono continuare a votare con le schede cartacee e le procedure di scrutinio pubbliche che non hanno mai generato dubbi circa la legittimità dei risultati.
Mi rendo conto di aver scritto un po' troppo, ma è solo parte di quanto ho messo sul sito voto-elettronico.it cui rimando per ulteriori approfondimenti.
Vi ringrazio per l' attenzione (e la pazienza!)
distinti saluti,
Emanuele Lombardi
Gentile Emanuele
credo che sia del tutto opportuno sollevare una discussione seria sulla fattibilità del voto elettronico, a partire proprio dalla tutela dell'anonimato del voto, che è una delle più importanti garanzie democratiche.
Credo invece meno al fatto che la sua introduzione significherebbe "automaticamente" dare più potere a chi si trova nella stanza dei bottoni: con il sistema attuale, infatti, dalla raccolta delle firme per la presentazione delle liste fino alla consegna dei tabulati (spesso mancanti, talvolta non originali e persino fotocopiati!), al deposito delle urne, tutti i passaggi del suffragio sono "a rischio", come comprovano decenni di denunce, conte suppletive dei voti e inutili ricerche di registri...
Sia come sia, ripeto, discutere della questione prima di introdurre l'e-vote significa evitare un automatismo nell'introduzione delle nuove soluzioni tecnologiche che certo non può garantire alcuna certezza.
Un saluto, Alberigo Massucci
G.Franza
23 maggio 2005 alle ore 17:38X Massimiliano Verlato: bravo!!!
si vede che sai leggere il post PIENAMENTE CONTRADDITTORIO sul signoraggio.
Ti do' alcuni spunti di approfondimento:
JFKennedy fu ELIMINATO perchè emanò un decreto per stampare dollari governativi (circa 4 miliardi) ricusando quelli federali, alla sua morte il suo successore Johnson si premurò subito di annullarne la validità e di rastrellare i dollari del governo (questa è storia non sono chiacchiere, fatevi una ricerca sull'argomento)
Abramo Lincoln fu ELIMINATO perchè fece lo stesso per non pagare il 30% di interessi alla banca federale per condurre la guerra di seccessione... ancora storia non chiacchiere.
Uno spunto: se una nazione si deve approvvigionare di petrolio che non ha e l'unico sistema per averlo è quello di acquistarlo all'estero in DOLLARI AMERICANI FEDERALI ovviamente se li deve procurare presso chi VENDE DOLLARI FEDERALI...
Potrei proseguire, evidentemente la metastasi del signoraggio alligna su tutta la superficie terrestre cosidetta civilizzata.
I governi si reggono democraticamente su chi lavora ma si guardano bene dal mettersi contro chi ha il potere di emettere moneta dal nulla.
Il politico che governa deve scegliere tra la morte e la ricchezza ...
Questa è la democrazia che ci propinano: una metastasi.
Se il governo avesse il potere di stampare tutta la moneta di cui avesse bisogno, non avrebbe necessità di indebitarsi con le banche centrali!
Quello che fa la banca centrale (x es. la politica monetaria a spese nostre) lo potrebbe fare benissimo il governo, ma noi siamo masochisti non ci basta indebitarci con le banche vogliamo avere come presidente della repubblica un banchiere esponente di quella gente che "governa i politici" col ricatto.
Ne trattato di Mastricht c'è un articolo che delega in modo assoluto la "creazione" di moneta cartacea alla BCE, allora ha ragione quel pazzo in camicia verde che ce l'ha a morte con l'europa, almeno questo bisogna riconoscerlo.
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 17:40> O magari per impedire che la gente si ammazzi a vicenda come negli USA?
Certo, e in Iraq abbiamo esportato la democrazia, l'ho letto sul giornale.
Prova a chiedere agli Ebrei in Germania o agli Armeni quanto sono stati contenti di essere "difesi" dalle "forze dell'ordine", oppure in Cina, o qualche altro posto a scelta. Così ridiamo fino al 2020...
> Gran parte di quello che diceva sulla socialdemocrazia si e' rivelato sbagliato o esagerato
Si?
> Per chi e' interessato all'economia consiglio invece i libri di Paul Krugman, che e' neokeynesiano (come me)
Questo buffo personaggio?
http://www.mises.org/fullstory.aspx?control=1318
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 17:46> JFKennedy fu ELIMINATO perchè emanò un decreto per stampare dollari governativi
Con il lieve dettaglio dell'argento. Per non parlare della lievissima vicenda di Dimona, ovviamente dimenticata da tutti (strano!)
> Abramo Lincoln fu ELIMINATO perchè fece lo stesso per non pagare il 30% di interessi alla banca federale per condurre la guerra di seccessione...
Una rapida ricerca su Google rivelerà comunque che Lincoln era un personaggio tutt'altro che raccomandabile.
> Se il governo avesse il potere di stampare tutta la moneta di cui avesse bisogno
Potrebbe tenere un milione di celerini sul libro paga, e cantare "evviva evviva l'inflazione" mentre rifila manganellate ai manifestanti.
Evviva!
Ok eliminare il signoraggio sui soldi di carta straccia, ma vediamo di non infilarci in qualche altro grottesco incubo.
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 17:47> E' un reato pensere che la democrazia è una forma di governo superata ?
Vero!
> E' un reato pensare che il pane, la frutta e la verdura dovrebbero essere distribuiti gratuitamente ?
Come no.
> E' un reato pensare di avere l'acqua da bere gratis ?
Quindi?
> E' un reato pensare che non dovremmo più accendere la televisione ?
Sei libero di farlo.
> E' un reato pensare che il denaro, l'economia e la pubblicità sono il peggior flagello dell'umanità ?
E' un reato pensare favole assortite e fare apologia di socialismo e governo mondiale?
Quindi?
Francesco mangiacotti
23 maggio 2005 alle ore 17:49@ Niccolò Petrilli..
Chiedo scuse per la traduzione hai ragione....ma sai il cinese che lo ha fatto non e' potuto andare alle scuole alte come te immagino maa...dimmi non e che per caso hai comperato delle azioni della MONEYBOOK ????
e poi che cosa non hai capito?..io non ho capito cosa non hai capito, (chiedo scusa di nuovo)
pero' tu con la tua intelligenza (Hai capito che il sito e' una fregatura) se ti sforzi ..solo poco , magari capisci.
NON rispodere...non ti risponderei!
ciao bello. COLTIVATE LINUX CHE WINDOWS SI PIANTA DA SOLO ((((non e' che magari hai anche delle azioni Microsoft?.....
Simone Maccanti
23 maggio 2005 alle ore 17:50Per Stefano Serra
1: Il voto viene giusto tutelato dal carabiniere di turno che si fa gli affaracci suoi!!!
Se qualcuno ha qualcosa da ridire sul voto o vede qualcosa di strano, non ha che da chiamare il sopracitato carabiniere di turno, è li per questo!
E' mai capitato a qualcuno di fare un cosa del genere?
Naturalmente no, siamo tutti buoni a chiacchierare, ma come si tratta di agire.... ci facciamo prendere dagli attacchi di ansia.
2: In italia si vota ancora con la croce perchè è un modo semplice e intuitivo: vuoi dare la possibilità alla vecchia di 185 di votare o no? Oppure ai celebrolesi?
Non sto scherzando: si vota anche negli ospedali psichiatrici con il cosidetto "Seggio Volante" che
gira di camera in camera a far votare i malati di mente! Poverini, magari non capiscono nemmeno
cosa hanno davanti... ma ne hanno diritto pure loro!
3: Sul voto elettronico: si può fare e sarebbe bello farlo: costerebbe meno, sarebbe immediato e via dicendo. Ovviamente "assicurare" la sicurezza/regolarità non è cosa semplice: mentre non frega nulla a nessuno se ti clonano la
carta di credito su internet, frega a qualcuno se un pirata "sniffa" il traffico di rete relativo alla votazione! Ma, e questo lo dico per tutti, è solo una questione di tempo, prima o poi ci arriveremo!
Ribadisco che la sicurezza informatica non è un problema da poco.
Sono stato abbastanza articolato? ;-)
Simone Maccanti
23 maggio 2005 alle ore 17:58Per Francesco mangiacotti.
HAHAHAHAHHAHAHAHAAAAHAHAHH!
Mi hai fatto scompisciare con la battuta su linux! Io sono un appassionato di Linux, forse si era già capito, ma questa mi mancava!!!
Sei fortissimo!!
Ciao
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 18:29> Ma, e questo lo dico per tutti, è solo una questione di tempo, prima o poi ci arriveremo!
Orrore...
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 18:40 **********************
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Signoraggio
Import-Export
Diritti civili e storia cinese
Berlusconi e il suo governo.
Totale:
Berlusconi è un cinese con diritti civili che esporta il signoraggio. O___O
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AH AH AH AH :-))
antonio castelli
23 maggio 2005 alle ore 18:44caro Beppe
la rete è l'espressione virtuale di mondo reale.
Se la realtà supera la follia Internet può solo mostrarla. Tu hai dimostrato una cosa, da sempre. Accomunare migliaia di persone intorno al fuoco dell'Informazione (con la I maiuscola) sia dentro un tendone che nei grovigli della rete. Perchè non continui espandendo il tuo sito ad una iniziativa per lo sviluppo di quest'Informazione? Nella notizia di qualche giorno fa sulle Nanopatologie non si poteva non calcolare che un rutto di Bonolis a Mediaset potesse invece far continuare a lavorare persone così preziose alle vite di tutti (anche quella di Bonolis). E allora finanziamola noi questa ricerca. In modo trasparente. Attraverso un sito che ci dimostri quanto incassa, come viene impiegato e i risultati. Un sito sulla RICERCA senza dogmi e senza multinazionali, con la garanzia Tua e di altre persone che nella fortuna del tuo mestiere hai potuto conoscere, valutare nella coscienza e nell'etica ma soprattutto nel rispetto dei valori della vita.
Forse scopriremmo dove sono finite le scoperte di tutti i rami delle scienze soppresse, tagliati dalle cesoie dell'interesse commerciale ma che forse ci avrebbero fatto violentare meno il povero pianeta che ci sopporta.
Ciao e buona fortuna.
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 18:57x masucci
si lo so che il voto elettronico non è sicuro.
comunque i brogli si fanno anche con le urne.
nei miei post passati proponevo internet come canale di intervento democratico a favore del cittadino.
ma non intendevo il voto elettronico.
innanzitutto la possibilità di suervisionare in tempo reale l'attività politica ed istituzionale del paese.la possibilità di informarsi in tempo reale su ogni azione politica ed amministrativa, e poi creare un canale istituzionale di intervento diretto.
ho scritto decine di post spiegando per sommi capi la questione. è un primo abbozzo ancora non ben definito, ma a mio avviso pratico e realizzabile.
ma ora mi scoccia ripetere per l'ennesiama volta le mie idee in proposito.
se c'era un FORUM il problema non si poneva.
così le idee volano al vento....
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 19:09sull'aumento di stipendi dei parlamentari.
purtroppo un referendum su tale tema non si farà mai perchè i referendum sono proposti dai partiti, dunque...
se la nostra democrazia fosse più diretta (tramite internet come ho spiegato più volte) il problema non sussisterebbe. saremmo potuti intervenire per evitare un simile furto.
è assurdo che i nostri rappresentanti, impiegati dello stato, cioe nostri dipendenti, possano decidere di aumentarsi lo stipendio senza il nostro consenso.
povera democrazia!!!
chissà se ci riusciamo noi a raccogliere firme per una petizione? sull'esempio della petizione del conto energia.
dovremmo chiedere:
1)l'annullamento di molti dei privilegi parlamentari
2)la determinazione in base a criteri di utilità sociale e pubblica dello stipendio parlamentare.
3)una legge che impedisca ai soli parlamentari di aumentare tale stipendio senza il consenso popolare (cioè del datore di lavoro!) o senza un motivo valido a discrezione dei cittadini.
il problema è che io non so come si organizza una petizione che sia poi legalmente riconosciuta dalle cariche dello stato.
c'è qualcuno che ne capisce?
mi meraviglio che GRILLO non sia intervenuto in proposito.
dai BEPPE è un'occasione troppo ghiotta per rinunciarci. falli neri. organizzala tu una petizione!!!
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 20:10> se la nostra democrazia fosse più diretta (tramite internet come ho spiegato più volte) il problema non sussisterebbe.
Immagino l'orrore...
> è assurdo che i nostri rappresentanti, impiegati dello stato, cioe nostri dipendenti, possano decidere di aumentarsi lo stipendio senza il nostro consenso.
Questo perché, nella tua fantasia, "lo stato siamo noi", cosa che non corrisponde assolutamente alla realtà. Da nessuna parte il "lavoratore" viene pagato con i soldi rubati al "datore di lavoro" sotto la minaccia delle multe e del carcere.
Quindi...
luca frangella
23 maggio 2005 alle ore 21:13scusi signor chenping
le fa paura una democrazia più reale e diretta o internet? nel primo caso allora al suo orrore rispondo con raccapriccio!!
nel secondo caso le consiglio di non spaventarsi di una tecnologia che promette grandi vantaggi in termini di libertà e democrazia!! bensì la invito a prenderne coscienza ed usarla (o trovare e proporre idee per usarla) per il bene della comunità, impedendo che i soliti poteri forti le mettano il bavaglio e la usino come ennesimo mezzo di persuasione e sottomissione (vedi la tv).
ma poi mi chiedo: a lei non le fa orrore lo stato di cose attuale? chissà, forse l'orrore che a suo avviso io propongo, in confronto a quello attuale, sarebbe un paradiso....
ma lei la conosce la costituzione italiana?
l'italia è una res pubblica nonchè uno stato democratico per costituzione, non per fantasia....
i politici dovrebbero essere i nostri rappresentanti per costituzione. le multe e il carcere di cui parla dovrebbero essere, sempre per costituzione, istituzioni a tutela dello stato e dunque del cittadino. in qualsiasi società chi ruba o evade le tasse viene imputato di reato.
mi sembra giusto! il problema è che la legge non è uguale per tutti. ma forse maggiori poteri di intervento ai cittadini (leggi democrazia reale)potrebbero migliorare la situazione.
oggi la democrazia, intesa come insieme di valori e come forma di aggregazione sociale e governo, è in piena crisi. questo è il gravissimo problema.
ma poi come si permette di giudicare una mia idea non espressa, visto che non avrà sicuramente letto i miei post precedenti (persi in altre pagine del blog) in cui la enucleavo nei dettagli? ci rifletta prima di essere offensivo!
forse nella sua testa l'associazione internet-democrazia-intervento dei cittadini ha generato un immagine negativa.
non si è chiesto se la sua immagine corrisponde alla mia idea?
ma anche se così non fosse,perchè invece di offendere non ha espresso la sua di idea, il perchè della sua opposizione.
cosa propone lei?
il suo comportamenro è davvero incivile!
è la prima persona che direttamente mi provoca e fa il saputelo nei miei confronti.
neanche il signor panetta aveva osato tanto, lanciando più che altro ingiurie generiche a tutto il blog.
se scrivo qui è per passione, per speranza, per sfogo, per scambiare idee, aumentare la mia conoscenza, etc etc.
non per fare "porta a porta" con gli altri utenti.
risponda con rispetto e civilmente la prossima volta, per favore.
Blus Blus
23 maggio 2005 alle ore 21:27opposizionecivile.it non raggiumgibile..perchè?
Franco Celli
23 maggio 2005 alle ore 21:59I DIRITTI DELLA DONNA ANCORA DA ACQUISIRE! IN FRANCIA E' POSSIBILE IN ITALIA SI TENTA DI BOICOTTARE IL REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA DA PARTE DELLA CHIESA.
Se almeno un elettore su due non andrà a votare i referendum non saranno validi.
Fonte:
Dal messagero cartaceo pagina 4 PRIMO PIANO, trafiletetto in piccolo.
Fecondazione, dai radicali offensiva non violenta.
Una denuncia sull'attivismo del clero nella propaganda dell'astensione in questa vigilia referendaria viene intanto da Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni:.
A questo - prosegue Cappato - si aggiungono sistematiche segnalazioni di utilizzo dell'ora di religione, della benedizione delle case, dei "corsi-prematrimoniali" e di ogni altra occasione, evento,festa e attività religiosa per indurre gli italiani a non esercitare il proprio diritto di voto il 12-13 giugno>>.
Osservato che i ministri del culto , l'esponente radicale sostiene che , invitando
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Fonte:
http://www.comitatoreferendum.it/xml/hp.asp
SCIENZIATI IN SCIOPERO DELLA FAME: «MANCA INFORMAZIONE SUI REFERENDUM»
da Repubblica.it - 23/05/05
Uno sciopero della fame, per chiedere iniziative immediate contro la "mancata informazione" sui referendum dei prossimi 12 e 13 giugno.
E' la forma di protesta che adotteranno, dalla mezzanotte di oggi, dieci ricercatori, scienziati e accademici italiani, che hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, al premier Silvio Berlusconi, ai presidenti di Camera e Senato, ai presidenti delle commissioni di Vigilanza Rai e dell'Authority per le telecomunicazioni, Claudio Petruccioli e Corrado Calabrò, al direttore generale della Rai Flavio Cattaneo e al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Una richiesta di intervento per "restituire ai cittadini italiani" la possibilità di esercitare "il diritto politico".
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Dichiarazioni:
Veronesi:
«La legge tutela più le cellule che le donne»
Lella Costa
«Referendum: uomini, svegliatevi»
Miriam Mafai
«Sono con voi, per dire sì a un'Italia laica, civile e tollerante»
Monica Bellucci
«La legge 40 offende le donne. Che ne sanno politici e preti delle mie ovaie?»
Sabrina Ferilli
«Devono smetterla di perseguitare le donne»
Andrea De Carlo
«Andrò a votare e saranno 4 sì, per la ricerca e la salute delle donne»
Giulio Giorello
«La legge sulla fecondazione è anticristiana»
Paolo Hendel
«Ma quale fecondazione. L'Italia è concentrata sul lifting»
Renato Dulbecco
«Proibire la ricerca sulle staminali embrionali è un insulto alla medicina»
Margherita Hack
«Uniti a favore del sì, contro una legge iniqua e medievale»
http://www.comitatoreferendum.it/xml/hp.asp
rosario pisanò
23 maggio 2005 alle ore 22:12Il curriculum giudiziario del Cavaliere farebbe invidia a un boss della mala
"Le gesta di Lucky Berlusca"
Per salvarlo un plotone di parlamentari, avvocati e giornalisti
In realtà, i cosiddetti "guai giudiziari" di Silvio Berlusconi non appartengono tutti al medesimo ceppo (da intendersi come blocco...).Berlusconi infatti, ha molteplici e differenti fronti aperti con la giustizia - più qualcuno appena chiuso con pesanti condanne - che in qualche modo rappresentano, dal punto di vista del codice penale, la sua intera carriera di imprenditore.Andiamo a ritroso.
RICICLAGGIO SOLDI DELLA MAFIA
Attualmente Silvio Berlusconi è sotto inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Palermo - magistrato delegato alle indagini il sostituto procuratore Domenico Gozzo ....
continua su la padania, il giornale del nord..
da un articolo del 1998 ..
cliccare su L'archivio dal 1998 all'anno in corso -> 1998 -> 30 agosto -> Primo piano..
ECCO CHI CI GOVERNA!!
Rita Porrega
23 maggio 2005 alle ore 22:34Ci vuole meno impegno ad esportare industrie che diritti civili!
E poi con che "scusa" possiamo "imporre" diritti civili ad un paese che non li vuole?
Ci imbarchiamo in qualche nuova "missione di pace"?
Rita
Yang Chenping
23 maggio 2005 alle ore 23:36> le fa paura una democrazia più reale e diretta o internet? nel primo caso allora al suo orrore rispondo con raccapriccio!!
Il raccapriccio e l'orrore sono tutti miei, e Le consiglio vivamente di documentarsi sulla differenza tra "republic" e "democracy" prima di tirare in ballo concetti che sembrano essere una cosa, ma sono l'esatto opposto.
> nel secondo caso le consiglio di non spaventarsi di una tecnologia che promette grandi vantaggi in termini di libertà e democrazia!!
Non capisco quale possa essere il vantaggio in termini di "libertà" nell'introduzione del voto via Internet, che porterà sicuramente ad una maggiore frequenza delle consultazioni in qualsiasi tema. In particolare, trabocco di orrore e raccapriccio immaginando un governo del branco in grado di votare in massa su qualsiasi tema, dove il potere deriva semplicemente dalla maggioranza senza alcuna tutela a priori dei diritti personali. Dato che lo Stato non è altro che una macchina per la redistribuzione del reddito, è ovvio e palese che la sua "maggioranza democratica" voterà puntualmente per vedersi attribuire nuovi "diritti" a spese di qualcuno. Se questi "diritti" vanno messo in conto a qualcuno, il quale sarà evidentemente obbligato a sostenere l'incombenza con qualche tassa o forma di lavoro forzoso, non capisco come si possa insistere a parlare di "democrazia."
> bensì la invito a prenderne coscienza ed usarla (o trovare e proporre idee per usarla) per il bene della comunità,
Prendo coscienza, tra l'altro, del fatto che in questo blog si dice di fare "controinformazione" mentre in realtà si fa apologia di governo mondiale, luddismo, controllo dell'economia a forza di tasse ed altre meraviglie che sicuramente qualcuno chiamerà "democratiche" se sostenute dal voto dei telespettatori del TG4 o simili.
> impedendo che i soliti poteri forti le mettano il bavaglio e la usino come ennesimo mezzo di persuasione e sottomissione (vedi la tv).
Mi ha scoperto: sono una pedina delle banche.
> ma poi mi chiedo: a lei non le fa orrore lo stato di cose attuale?
Un orrore smisurato, che infatti è stato votato da qualcuno. Mi fa ancora più orrore leggere i discorsi dell'ex banchiere "garante della democrazia" che parla più di ONU e d'Europa che della misera nazione che gli paga lo stipendio, naturalmente con il denaro rubato ai cittadini che l'hanno guadagnato onestamente.
> chissà, forse l'orrore che a suo avviso io propongo, in confronto a quello attuale, sarebbe un paradiso....
La maggioranza potrebbe votare per mangiare gratis tutti i giorni e far lavorare solo lei dalla mattina alla sera. Ci rifletta a tempo perso.
> ma lei la conosce la costituzione italiana?
Quella che non specifica il ruolo della banca centrale? Ho dato una vaga occhiata...
> l'italia è una res pubblica nonchè uno stato democratico per costituzione, non per fantasia....
Se è per quello, il servizio militare (ovvero la schiavitù di Stato) è garantito dalla Costituzione. Quindi la schiavitù diventa accettabile?
> i politici dovrebbero essere i nostri rappresentanti per costituzione.
E' per quello che siamo in Iraq a difendere i pozzi dell'AGIP con il benestare dell'ex banchiere piazzato al Quirinale?
> le multe e il carcere di cui parla dovrebbero essere, sempre per costituzione, istituzioni a tutela dello stato e dunque del cittadino.
E' tutto corretto, tranne la parte dopo "e dunque." Lei pensa che lo Stato sia tenuto a proteggere il cittadino?
> in qualsiasi società chi ruba o evade le tasse viene imputato di reato.
Mi scusi la puntualizzazione, ma chi ruba coincide con chi *esige* le tasse. Non a caso si parla di "evasione" come dal carcere, benché nessuno sia stato processato prima della condanna a lavorare per mantenere lo Stato. Lei ha una vaga idea dei soldi rubati con le tasse che finiscono a pagare interessi su debiti non dovuti nei confronti di una certa banca centrale?
> mi sembra giusto!
Se io vengo in casa sua, rubo, lei si lamenta e io l'arresto, le sembra giusto? Eppure lo Stato siamo noi, dovrei avere facoltà di farlo.
> il problema è che la legge non è uguale per tutti.
Infatti per lo Stato non è uguale per nulla, dato che gli è concesso rubare e fornire servizi previdenziali in una situazione di tale bancarotta che sarebbe costata il fallimento a qualsiasi privato.
> ma forse maggiori poteri di intervento ai cittadini (leggi democrazia reale) potrebbero migliorare la situazione.
Forse potrebbero votare la pena di morte il primo giorno. Lei ha qualche garanzia sul fatto che questa "democrazia del popolo" non evolva in qualcosa di peggio?
> oggi la democrazia, intesa come insieme di valori e come forma di aggregazione sociale e governo, è in piena crisi.
Non potrebbe essere altrimenti, dato che lo Stato continua a promettere l'impossibile per comprare voti.
> questo è il gravissimo problema. ma poi come si permette di giudicare una mia idea non espressa, visto che non avrà sicuramente letto i miei post precedenti (persi in altre pagine del blog) in cui la enucleavo nei dettagli?
Io leggo "democrazia diretta" e capisco "democrazia diretta", questo è più che sufficiente.
> ci rifletta prima di essere offensivo!
Ci rifletta lei, prima di mettere al governo un branco di ignoranti, che dovrebbe votare su questioni economiche delle quali non ha la minima idea.
> forse nella sua testa l'associazione internet-democrazia-intervento dei cittadini ha generato un immagine negativa.
Negativa è dir poco. Se il cittadino o lo stato "intervengono", solitamente intervengono a scapito di qualcuno utilizzando il monopolio sulla forza pubblica detenuto dallo Stato. Le sembra il caso di armare il "collettivo votante" con una cosa del genere?
> non si è chiesto se la sua immagine corrisponde alla mia idea?
Magari nella mia testa se salto da un palazzo rimbalzo come il protagonista di Matrix. In realtà mi sfracello a terra. Per quanto possa apparire giusta, solidale, illuminata ed equa la sua idea, resta il fatto che la mandria votante voterà nel suo interesse e qualcuno dovrà farne le spese. Questo non può essere chiamato "libertà" se non prendendoci in giro.
> ma anche se così non fosse,perchè invece di offendere non ha espresso la sua di idea, il perchè della sua opposizione.
Questo è un altro grande problema della democrazia. Non sono io ad offenderla, è lei ad offendersi leggendo le mie parole. Non faccia come quelli che fanno causa a McDonald's perché sono diventati obesi, come se non sapessero cosa stavano facendo.
> cosa propone lei?
Le parole "republic" o "limited government" cosa le suggeriscono?
> il suo comportamenro è davvero incivile!
Rifletta con cura: se io fossi la "maggioranza democratica" sarebbe costretto per legge a subire il mio comportamento incivile perché sancito dalla maggioranza. Comincia a cogliere il senso?
> è la prima persona che direttamente mi provoca e fa il saputelo nei miei confronti.
Stupore.
> neanche il signor panetta aveva osato tanto, lanciando più che altro ingiurie generiche a tutto il blog.
Idea: forse Panetta è keynesiano!
> se scrivo qui è per passione, per speranza, per sfogo, per scambiare idee, aumentare la mia conoscenza, etc etc.
Aumenti allora la sua conoscenza documentandosi con le risorse gratuite che il web le mette a disposizione, soprattutto sulla natura della democrazia, e non si faccia prendere in giro da chi vuol mettere "Grillo a capo del WTO" o roba del genere.
> non per fare "porta a porta" con gli altri utenti.
Mi dispiace. Ma questo è il dialogo democratico, l'accesa e vivace dialettica che muove le idee. Altrimenti saremmo sempre tutti d'accordo, come i polli in batteria (e quelli che bevono tutte le trovate di Grillo pensando che siano "alternative" e "coraggiose")
> risponda con rispetto e civilmente la prossima volta, per favore
Ma io ho il massimo rispetto nei suoi confronti.
Tuttavia se lei propone di far votare tutti in coro per decidere come spartirsi la torta potrà ben comprendere che la cosa susciti qualche vaga reazione.
Già il voto non costa nulla all'elettore, ci manca solo che sia pure inflazionato per bene e vedrà che ci faremo delle grasse risate.
Inoltre, dubito fortemente che la "democrazia" non includa il diritto a non essere offesi, magari con qualche "legge speciale" a favore del "politically correct". Le ricorda qualcosa? Le sembra che somigli ad una cosa chiamata "libertà?"
In bocca al lupo a tutti, perché ne avremo bisogno molto presto.
Non dubito della sua buona fede, ma se la vedo prendere in mano una pistola e puntarsela dritta sul piede credo che sia quantomeno opportuno distrarla un attimo prima che si spari addosso.
Tantopiù se la punta sorridente nella mia direzione, convinto che serva per curare il mal di testa! :-D
Le lascio anche un allegro link per meditare.
http://tinyurl.com/85yes
Donato Giordano
24 maggio 2005 alle ore 00:54Salve Beppe, sono uno studente universitario e devo dire una sola cosa: "Abbiamo consegnato il nostro paese al gatto e alla volpe, l'intero globo terrestre a mangia fuoco...".Complimenti Beppe per quello che dici e fai,torno a studiare perchè sapere ci aiuta a difenderci come spesso tu insegni. Ciao ciao
P.S: vengo dalla regione delle scorie che nessuno conosce...precisamente dalla città di Matera, se non la conosci ti invito io a farci un salto.
P.S²:ti invito a casa mia GRATIS :)ciao
luca frangella
24 maggio 2005 alle ore 01:38senta signor chenping
lei mi attribuisce tante di quelle sciocchezze in modo gratuito e presuntuoso. e continua a giudicare e sputare sentenze acide e fuori luogo. inoltre risponde uscendo fuori argomento.
molte delle cose che dice le reputo poco intelligenti e molto superficiali.
fa delle sue interpretazioni le mie idee. questo mi da molto fastidio!
mi da indirettamente dell'ignorante.
invece lei sa tutto vero?
si fa i discorsi da solo!!! legge fra le mie righe e toglie fuori interpretazioni che io nemmeno mi sogno!!!
lo dica che lei è Dio e sa tutto di me e del mondo!!!
non mi piace parlare con lei, e daltronde non ne sento la necessità. non voglio convertire nessuno alle mie idee nè tantomeno fare proseliti, organizzare rivoluzioni o altro.
non voglio sfidare e sopraffare nessuno, soprattutto in questa sede.
ma ascolti un consiglio: forse qualcuno l'ha irritata in questo blog e reagisce così.
ma non si scarichi con me. e cambi il tono dei suoi post.
e sia più profondo nei suoi "deliri".
i suoi ragionamenti (dal punto di vista logico e critico) hanno poca profondità e molta superficialità. ci vuole più apertura mentale per certe cose.
si apra al discorso civile e costruttivo con gli altri.
cerchi di capire con chi sta parlando. non giudichi a priori. non sono tutti uguali i simpatizzanti di grillo. non butti le sue parole acide a casaccio, al primo che le capita.
matteo martini
24 maggio 2005 alle ore 02:16
Panetta:
" Ben detto! Tra l'altro e' proprio favorendo il commercio con la Cina che si incoraggia li' lo sviluppo di una vera classe media, che e' sempre stata una condizione necessaria per lo sviluppo della democrazia. "
Sono d` accordo con te, ma mi raccomando .. smettila di provocare !!
:) :)
matteo martini
24 maggio 2005 alle ore 02:53
Per Alex " Stancato ":
" Bisognerebbe solamente che a tutti quelli del governo (destra, sinistra, centro che siano), togliessero tutte le ricchezze e le case, e che li facessero vivere con 800-1000 euro al mese e casa in affitto a 500 euro... Vediamo poi se fanno le stesse riforme di prima... non credo proprio.. Ah ! Già dimenticavo.. loro 500 euro li hanno come rimborso spese per gli occhiali.. Piccini.. Se non hanno gli occhiali come possono leggere tutte le c...ate che fanno durante il giorno ? Aveva proprio ragione mio nonno (buonanima)... Le vere carogne sono in giacca e cravatta non "quelli coi capelli lunghi o l'orecchino"... Quanto avevi ragione nonno !!!! "
Ti dimentichi come tutti..
CHE QUEI POLITICI LI ABBIAMO VOTATI NOI!!
SE GRILLO E` COSI` BRAVO CHE SI CANDIDI O FONDI UN PARTITO.
Mia nonna diceva: " criticare e` facile, risolvere i problemi e` difficile ".
Io aggiungo, criticare e` facile,soprattutto se arrivi a guadagnare milioni !!
Simone Maccanti
24 maggio 2005 alle ore 09:38Per Yang Chenping,
ho letto con attenzione il suo post e sono "in un certo senso" d'accrodo con lei. 30 milioni di italiani con potere decisionale affidato ad un "tastino" è un'idea di difficile focalizzazione, ma, e dico ma, il popolo è sovrano!! Bisognorebbe capire cosa significa essere Sovrani: il parlamento sovrano del resto non si è aumentato
lo stipendio? Se lo facesse il popolo sovrano sarebbe la catastrofe!! Purtroppo l'unione fa la forza ma anche la stupidità! E' brutto dirlo, ma nei fiumi di persone si possono celare grandi ideali, ma spesso i portatori di questi ideali sono una piccola percentuale, tutti gli altri corrono semplicemente dietro.. perchè? Vallo a chiedere a loro.
Raoul Redditi
24 maggio 2005 alle ore 10:32DIRITTO INTERNAZIONALE SUI DIRITTI UMANI......
GLI ALTRI FUORI DAL MONDO.....
NUOVE REGOLE PER WTO, ONU, NATO...
BASTA CON STI LADRI
SOLO I PAESEI RISPETTOSI DI REGOLE SUI DIRITTI UMANI POSSONO COMMERCIARE ED ALTRO....
Raoul Redditi
24 maggio 2005 alle ore 10:40Grazie Presidente Ciampi...
dopo la sua felicità nel congratularsi con i Cinesi nell'aver avuto la fine dell'embargo sulla vendita di Armi.....
Tu grande presidente hai subito piazzato le nostre prime armi
Grazie.... Sapete penso che avevamo fame di morti.
Ma per fortuna ..... 1 volta arriverà il giudizio di Dio
P.S. Beppe se entri in Politica, io ti seguo, almeno saprò per chi votare "me stesso"
Francesco Fei
24 maggio 2005 alle ore 12:08Uau.. in Cina sarei un criminale.
"Esportiamo i diritti umani, non le fabbriche": sottoscrivo.
Yang Chenping
24 maggio 2005 alle ore 12:18> 30 milioni di italiani con potere decisionale affidato ad un "tastino" è un'idea di difficile focalizzazione, ma, e dico ma, il popolo è sovrano!!
Infatti ogni elemento del "popolo" dovrebbe essere "sovrano" rispetto a se stesso. Purtroppo la sovranità viene spesso interpretata come la facoltà di far pagare il conto a qualcun altro (con la "responsabilità sociale" ed altre curiose amenità...)
===
> lei mi attribuisce tante di quelle sciocchezze in modo gratuito e presuntuoso.
Non solo non corre a leggere Hoppe, Rothbard, Paine o Hamilton: insiste. Non è straordinario?
> molte delle cose che dice le reputo poco intelligenti e molto superficiali.
Che importa? Basta avere la maggioranza democratica, le idee non contano. No?
> si apra al discorso civile e costruttivo con gli altri.
Ha dimenticato l'operosa concordia, il consenso globale, la nuova era dell'uomo nuovo e tutto il resto.
Ma detto tra noi: lei vuole veramente farsi governare da un branco belante, o stiamo solo parlando di vaghe teorie e speranze a buon mercato?
gennaro tosti
24 maggio 2005 alle ore 14:43Chiedo scusa, ma non ho finito di leggervi del
tutto, sull'argomento. Ma date un occhiata,
sul mio sito preferito, senza offesa per gli
altri. WWW.DISINFORMAZIONE.IT
''I lager cinesi che fabbricano il sogno
occidentale''. Ditemi non è un autentica
porcheria? Si salvi chi può!!!!
gennaro tosti
24 maggio 2005 alle ore 14:53Dimenticavo: basta leggere le prime cinque righe!
paolo severino
24 maggio 2005 alle ore 15:38Ieri 23/05/2005 ho assitito a scene di vittoria da parte del sig. Fini perche aveva vinto ( non so che cosa) a Bolzano, anche in Sardegna mi pare che qualcuno aveva vinto...
ma invece di pensare ai problemi dell'Italia perche pensano solo a vincere le elezioni? perche destra sinistra invece di chiacchierare in televisione e dire solo cazzate, non risolvono i problemi di quelle famiglie (come la mia) che non arrivano a fine mese. Perche non fanno dei controlli a tappeto su chi ha aumentato i prezzi in maniera spropositata?
lei che può sig. Beppe Grillo glielo dica.
p.s. dimenticavo il sig. Rutelli in televisione ha detto che mangiava negli ultimi tempi pane e cicoria, ebbene sig. Beppe grillo glielo dica al sig. Rutelli che qualche euro per pranzare come si deve glielo posso dare anche io.
Massimiliano Verlato
24 maggio 2005 alle ore 17:02Ho trovato un esplicativa discussione sul Signoraggio all'indirizzo web: http://www.open-economy.org sotto la sessione signoraggio del forum. Qui vengono dibattuti gli art 3 e 54 dello Statuto della Banca d'Italia, e gli artifizi contabili per far apparire nel passivo i proventi dovuti al Signoraggio.....Un saluto
LUIGI SARTINI
24 maggio 2005 alle ore 17:03ciao a tutti
sono un semplice operaio di una ditta calzaturiera famosa in tutta italia dove per un mese all'anno i dipendenti vengono messi in cassa integrazione,perche,dicono loro non c'è lavoro.
ma mi potete spiegare perchè ogni settimana mi fanno caricare un bilico pieno di merce che servirà a far produrre la nostra merce a fabbriche del marocco,romania e cina.
IN PIù ARRIVANO IN ITALIA CON IL NOSTRO MARCHIO CIOè...MADE IN ITALY....
Debora Cilli
24 maggio 2005 alle ore 21:41I lavoratori svelano le spaventose condizioni di lavoro
Orari infernali, sfruttamento e paghe da fame
I lager cinesi che fabbricano il sogno occidentale
dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI
Per confezionare un paio di Timberland, vendute in Europa a 150 euro, nella città di Zhongshan un ragazzo di 14 anni guadagna 45 centesimi di euro.
Lavora 16 ore al giorno, dorme in fabbrica, non ha ferie né assicurazione malattia, rischia l'intossicazione e vive sotto l'oppressione di padroni-aguzzini. Per fabbricare un paio di scarpe da jogging Puma una cinese riceve 90 centesimi di euro: il prezzo in Europa è 178 euro per il
modello con il logo della Ferrari. Nella fabbrica-lager che produce per la Puma i ritmi di lavoro sono così intensi che i lavoratori hanno le mani penosamente deformate dallo sforzo continuo.
Gli operai cinesi che riforniscono i nostri negozi - l'esercito proletario che manda avanti la "fabbrica del mondo" - cominciano a parlare. Rivelano le loro condizioni di vita a un'organizzazione umanitaria, forniscono prove dello sfruttamento disumano, del lavoro minorile, delle violenze, delle malattie. Qualche giornale cinese rompe l'omertà. Ci sono scioperi spontanei, in un Paese dove il sindacato unico sta dalla parte dei padroni. Vengono alla luce frammenti di una storia che è l'altra faccia del miracolo asiatico, una storia di sofferenze le cui complicità si estendono dal governo di Pechino alle multinazionali occidentali. La fabbrica dello "scandalo Timberland" è nella ricca regione meridionale del Guangdong, il cuore della potenza industriale cinese, la zona da cui ebbe inizio un quarto di secolo fa la conversione accelerata della Cina
al capitalismo.
L'impresa di Zhongshan si chiama Kingmaker Footwear, con capitali taiwanesi, ha 4.700 dipendenti di cui l'80% donne. Ci lavorano anche minorenni di 14 e 15 anni. La maggioranza della produzione è destinata a un solo cliente, Timberland. Kingmaker Footwear è un fornitore che lavora su licenza, autorizzato a fabbricare le celebri scarpe per la marca americana. Le
testimonianze dirette sui terribili abusi perpetrati dietro i muri di quella fabbrica sono state raccolte dall'associazione umanitaria China Labor Watch, impegnata nella battaglia contro lo sfruttamento dei minori e le violazioni dei diritti dei lavoratori. Le prove sono schiaccianti. Di fronte a queste rivelazioni il quartier generale della multinazionale ha dovuto fare mea culpa. Lo ha fatto in sordina; non certo con l'enfasi con cui aveva pubblicizzato il premio di "migliore azienda dell'anno per le relazioni umane" decretatole dalla rivista Fortune nel 2004. Ma attraverso una dichiarazione ufficiale firmata da Robin Giampa, direttore delle relazioni esterne della Timberland, ora i vertici ammettono esplicitamente: "Siamo consapevoli che quella fabbrica
ha avuto dei problemi relativi alle condizioni di lavoro. Siamo attualmente impegnati ad aiutare i proprietari della fabbrica a migliorare". I "problemi relativi alle condizioni di lavoro" però non sono emersi durante le regolari ispezioni che la Timberland fa alle sue fabbriche cinesi (due
volte l'anno), né risultano dai rapporti del suo rappresentante permanente nell'azienda. Sono state necessarie le testimonianze disperate che gli operai hanno confidato agli attivisti umanitari, rischiando il licenziamento e la perdita del salario se le loro identità vengono scoperte. "In ogni
reparto lavorano ragazzi tra i 14 e i 16 anni", dicono le testimonianze interne: uno sfruttamento di minori che in teoria la Cina ha messo fuorilegge. La giornata di lavoro inizia alle 7.30 e finisce alle 21 con due pause per pranzo e cena, ma oltre l'orario ufficiale gli straordinari sono obbligatori.
Nei mesi di punta d'aprile e maggio, in cui la Timberland aumenta gli ordini, "il turno normale diventa dalle 7 alle 23, con una domenica di riposo solo ogni 2 settimane; gli straordinari s'allungano ancora e i lavoratori passano fino a 105 ore a settimana dentro la fabbrica". Gli
informatori dall'interno dello stabilimento hanno fornito 4 esemplari di buste paga a China Labor Watch. La paga mensile è di 757 yuan (75 euro) "ma il 44% viene dedotto per coprire le spese di vitto e alloggio". Vitto e alloggio significa camerate in cui si ammucchiano 16 lavoratori su
brandine di metallo, e una mensa dove "50 lavoratori sono stati avvelenati da germogli di bambù marci". In fabbrica i manager mantengono un clima d'intimidazione "incluse le violenze fisiche; un'operaia di 20 anni picchiata dal suo caporeparto è stata ricoverata in ospedale, ma
l'azienda non le paga le spese mediche".
Un mese di salario viene sempre trattenuto dall'azienda come arma di ricatto: se un lavoratore se ne va lo perde. Altre mensilità vengono rinviate senza spiegazione. L'estate scorsa il mancato pagamento di un mese di salario ha provocato due giorni di sciopero.
Anche il fornitore della Puma è nel Guangdong, località Dongguan. Si chiama Pou Yuen, un colosso da 30.000 dipendenti. In un intero stabilimento, l'impianto F, 3.000 operai fanno scarpe sportive su ordinazione per la multinazionale tedesca. La lettera di un'operaio descrive la sua
giornata-tipo nella fabbrica. "Siamo sottoposti a una disciplina di tipo militare. Alle 6.30 dobbiamo scattare in piedi, pulirci le scarpe, lavarci la faccia e vestirci in 10 minuti. Corriamo alla mensa perché la colazione è scarsa e chi arriva ultimo ha il cibo peggiore, alle 7 in punto bisogna
timbrare il cartellino sennò c'è una multa sulla busta paga. Alle 7 ogni gruppo marcia in fila dietro il caporeparto recitando in coro la promessa di lavorare diligentemente. Se non recitiamo a voce alta, se c'è qualche errore nella sfilata, veniamo puniti. I capireparto urlano in continuazione.
Dobbiamo subire, chiunque accenni a resistere viene cacciato. Noi operai veniamo da lontani villaggi di campagna. Siamo qui per guadagnare.
Dobbiamo sopportare in silenzio e continuare a lavorare. (...) Nei reparti-confezione puoi vedere gli operai che incollano le suole delle scarpe. Guardando le loro mani capisci da quanto tempo lavorano qui. Le forme delle mani cambiano completamente. Chi vede quelle mani si spaventa. Questi operai non fanno altro che incollare... Un ragazzo di 20 anni ne dimostra 30 e sembra
diventato scemo. La sua unica speranza è di non essere licenziato. Farà questo lavoro per tutta la vita, non ha scelta. (...) Lavoriamo dalle 7 alle 23 e la metà di noi soffrono la fame. Alla mensa c'è minestra, verdura e brodo. (...) Gli ordini della Puma sono aumentati e il tempo per mangiare
alla mensa è stato ridotto a mezz'ora. (...) Nei dormitori non abbiamo l'acqua calda d'inverno". Un'altra testimonianza rivela che "quando arrivano gli uomini d'affari stranieri per un'ispezione, gli operai vengono avvisati in anticipo; i capi ci fanno pulire e disinfettare tutto, lavare i pavimenti; sono molto pignoli".
Minorenni alla catena di montaggio, fabbriche gestite come carceri, salari che bastano appena a sopravvivere, operai avvelenati dalle sostanze tossiche, una strage di incidenti sul lavoro. Dietro queste piaghe c'è una lunga catena di cause e di complicità. Il lavoro infantile spesso è una
scelta obbliga per le famiglie. 800 milioni di cinesi abitano ancora nelle campagne dove il reddito medio può essere inferiore ai 200 euro all'anno.
Per i più poveri mandare i figli in fabbrica, e soprattutto le figlie, non è la scelta più crudele: nel ricco Guangdong fiorisce anche un altro mercato del lavoro per le bambine, quello della prostituzione. Gli emigranti che arrivano dalle campagne finiscono nelle mani di un capitalismo cinese predatore, avido e senza scrupoli, in un paese dove le regole sono spesso calpestate. Alla Kingmaker che produce per la Timberland, gli operai dicono di non sapere neppure "se esiste un sindacato; i rappresentanti dei lavoratori sono stati nominati dai dirigenti della fabbrica".
Le imprese che lavorano su licenza delle multinazionali occidentali, come la Kingmaker e la Pou Yuen, non sono le peggiori. Ancora più in basso ci sono i padroncini cinesi che producono in proprio. Per il quotidiano Nanfang di Canton, i due giornalisti Yan Liang e Lu Zheng sono riusciti a penetrare in un distretto dell'industria tessile dove il lavoro minorile è la regola, nella contea di Huahu. Hanno incontrato Yang Hanhong, 27 anni, piccolo imprenditore che recluta gli operai nel villaggio natale. Ha 12 minorenni alle sue dipendenze. Il suo investimento in capitale consiste nell'acquisto di forbici e aghi, con cui i ragazzini tagliano e cuciono le rifiniture dei vestiti. "La maggior parte di questi bambini - scrivono i due reporter - soffrono di herpes per l'inquinamento dei coloranti industriali. Con gli occhi costretti sempre a fissare il lavoro degli aghi, tutti hanno malattie della vista. Alla luce del sole non possono tenere aperti gli occhi infiammati. Lamentano mal di testa cronici. Liu Yiluan, 13 anni, non può addormentarsi senza prendere 2 o 3 analgesici ogni sera. Il suo padrone dice che Liu gli costa troppo in medicinali". Se mai un padrone venisse colto in flagrante reato di sfruttamento del lavoro minorile, che cosa rischia? Una multa di 10.000 yuan (mille euro), cioè una piccola percentuale dei profitti di queste imprese. La revoca della
licenza invece scatta solo se un bambino "diventa invalido o muore sul lavoro". Comunque le notizie di processi e multe di questo tipo scarseggiano. La battaglia contro lo sfruttamento del lavoro minorile non sembra una priorità per le forze dell'ordine.
Tra le marche straniere Timberland e Puma sono il campione rappresentativo di una realtà più vasta. Per le opinioni pubbliche occidentali le multinazionali compilano i loro Social Reports, quei "rapporti sulla responsabilità sociale d'impresa" di cui la Nike è stata il precursore.
Promettono trasparenza sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche dei loro fornitori. Salvo scoprire" con rammarico che i loro ispettori non hanno visto, che gli abusi continuano. Diversi auditor denunciano il fatto che in Cina ora prolifera anche la contraffazione delle buste-paga, i falsi cartellini orari, le relazioni fasulle degli ispettori sanitari: formulari con timbri e numeri artefatti per simulare salari e condizioni di lavoro migliori, documenti da dare alle multinazionali perché mettano a posto le nostre coscienze. La Nike nel suo ultimo Rapporto Sociale dice delle sue
fabbriche cinesi che "la falsificazione da parte dei manager dei libri-paga e dei registri degli orari di lavoro è una pratica comune".
La parte delle belle addormentate nel bosco non si addice alle multinazionali. I loro ispettori possono anche essere ingenui ma i numeri, i conti sul costo del lavoro, li sanno leggere bene in America e in Germania (e in Francia e in Italia). La Puma sa di spendere 90 centesimi di euro
per un paio di sneakers, gli stessi su cui poi investe ben 6 euro in costose sponsorizzazioni sportive. La Timberland sa di pagare mezzo euro l'operaio che confeziona scarpe da 150 euro.
Hu Jintao, presidente della Repubblica popolare e segretario generale del partito comunista cinese, ha accolto lunedì a Pechino centinaia di top manager, industriali e banchieri stranieri venuti per il Global Forum di Fortune. Il discorso di Hu di fronte ai rappresentanti del capitalismo
mondiale è stato interrotto da applausi a scena aperta. Il quotidiano ufficiale China Daily ha riassunto il suo comizio con un grande titolo in prima pagina: "You come, you profit, we all prosper". Voi venite, fate profitti, e tutti prosperiamo. Non è evidente chi sia incluso in quei
"tutti", ma è chiaro da che parte sta Hu Jintao.
(19 maggio 2005)
paolo de gregorio
24 maggio 2005 alle ore 22:37Della serie “perle di democrazia”
Giornalisti e parlamentari di molti paesi arrivati a Cuba per assistere all’assemblea dei dissidenti, arrestati ed espulsi.
Cresce lo sdegno, fino a Rifondazione Comunista, per il trattamento ricevuto dai nostri valorosi giornalisti accorsi a Cuba per raccontarci dei delitti del Regime contro la libertà.
Peccato però che gli stessi, presenti da due anni a Baghdad e reclusi all’Hotel Palestine, costretti a fornire notizie di solo fonte Usa, portati raramente a documentare qualche fatto sotto scorta americana e dove gli americani decidevano, ad eccezione della Sgrena che cercava da sola qualche notizia autentica, non abbiano sentito il dovere di denunciare questa violazione totale della libertà di informazione.
Gli stessi fatti legati alla pratica delle torture nelle carceri e delle uccisioni di detenuti, sono venuti fuori per vie interne all’esercito Usa e non per inchiesta giornalistica.
Non parliamo poi dei divieti americani che hanno impedito qualunque documentazione sul fatto che portò alla morte di Calipari, un bell’esempio di libertà, non troppo sottolineato dai nostri valenti giornalisti, sempre consolati da buoni trattamenti alberghieri e da ottimi stipendi.
Ma una volta fatto un viaggio a vuoto a Cuba, potevano approfittare del fatto che proprio nell’isola, a due passi, vi è un avamposto della democrazia e della libertà che è la base militare Usa di Guantanamo, dove si tortura democraticamente e si detengono illegalmente centinaia di persone al di fuori di ogni diritto internazionale, dove sicuramente gli avrebbero aperto le porte per documentare convenientemente la situazione.
Ma forse si sono distratti o temevano le punture dei “mosquitos” così fastidiosi in questa stagione.
La verità che nessuno dice, ad eccezione del grande intellettuale americano NOAM CHOMKY nel suo libro “Il golpe silenzioso”, ciò che si rimprovera a Cuba è di non fare mancare il latte ai bambini, di avere sconfitto l’analfabetismo, di avere un sistema sanitario all’avanguardia con una mortalità infantile inferiore a quella degli Usa, di non essere più il bordello a disposizione dei ricchi americani, e di non fornire manodopera a basso costo.
Dovrebbe somigliare alla vicina Haiti, una isola libera, dove gli Usa con i loro sistemi che si chiamano soavemente “programmi di sviluppo della democrazia” impongono dittatori e classi dirigenti, dove l’isola, ridotta alla fame, esporta derrate alimentari negli Stati Uniti, e dove vengono fabbricate, in stabilimenti di proprietà Usa dove le operaie guadagnano 10 cent l’ora, palle da baseball considerate estremamente buone, perché vengono immerse a mano in bagni di sostanze chimiche che le rendono estremamente resistenti. Quello che non si dice è che le sostanze in cui le donne immergono le palle sono tossiche e di conseguenza le operaie addette a questo processo produttivo non hanno una vita lunga.
Questo è un paese libero, almeno secondo gli Usa!
Non vi è alcun dubbio che la “libertà” e la democrazia che si vogliono portare a Cuba consegnerebbero il paese in mano alle varie multinazionali e in breve tempo il modello Haiti sarebbe realizzato.
A Castro mi sentirei di dire solo due cose: non incarcerare, né perseguitare i dissidenti, ma offrire loro un biglietto di sola andata per la Florida.
La seconda, non accettare mai più i dollari che stanno corrompendo i giovani, cacciare le grandi organizzazioni del turismo ed affidarlo interamente ai cubani, con piccole iniziative (le case particular), diffuse su tutto il territorio.
Massimo Di Matteo
24 maggio 2005 alle ore 22:53Ho letto che la S.A.R.S. è stata con ogni probabilità un atto di guerra bio-economica perpretata dagli Usa alla Cina come avvertimento per frenare il loro sviluppo economico. Cosa ne pensate?
Si tratta solo di fantapolitica?
Yang Chenping
25 maggio 2005 alle ore 13:27> Si tratta solo di fantapolitica?
Visto che ci siamo...
http://tinyurl.com/bhbe3
Paolo Razzini
25 maggio 2005 alle ore 18:05Cina: vi cambieremo le idee
Pechino passa ad una nuova fase di evangelizzazione: le guardie rosse non sventoleranno più il libretto di Mao per le strade, invaderanno il mondo digitale della Rete per manipolare forum e chat
Pechino (Cina) - Libretti rossi? Carta obsoleta. Parate militari nei villaggi e flagellazione dei reazionari? Metodi adatti al medioevo. La piccola rivoluzione culturale promossa dai vertici del Partito Comunista Cinese sarà tutta digitale. Dopo pesantissime ed asfissianti politiche censorie applicate a tutti i mass media, il governo di Pechino ha annunciato l'inizio di una nuova era per la propaganda di regime.
Un esercito di guerriglieri dell'informazione, al soldo dell'ultimo Impero Rosso del pianeta, invaderà la Rete. Dispongono di uffici speciali presso le prefetture di oltre 700 città della grande Repubblica Popolare e presto inizieranno la loro opera di propaganda online. La notizia proviene da un articolo apparso sul quotidiano cantonese Nanfang Daily, immediatamente rimosso non appena pubblicato. Fortunatamente l'episodio ha subito fatto il giro del mondo grazie all'intervento di Reporters Sans Frontieres ed altri osservatori internazionali.
Le guardie rosse digitali dovranno difendere l'immagine del PCC e mantenere sotto stretto controllo proprio i gangli vitali dell'informazione sovversiva, evitando che i cittadini cinesi entrino in contatto con messaggi negativi. La loro missione è manipolare in maniera occulta l'opinione pubblica, contaminandone la sua sorgente più viva e più accessibile: chat, forum e gruppi di discussione.
Pubblicando notizie manipolate ed intrise di retorica partitica, le guardie telematiche (definite "lavoratori dell'opinione") potranno reagire contro ogni forma di critica e dissenso sull'operato del regime. Secondo fonti ufficiali, oltre 120 ufficiali dell'esercito avrebbero ricevuto un addestramento speciale per entrare a far parte di questa task force antilibertà, che agisce -garantiscono gli esponenti del PCC nell'articolo rimosso- per il "bene comune della nazione". Le tattiche impiegate vanno dalla mera confutazione di semplici questioni fino alla pubblicazione di false opinioni in grado di confondere i frequentatori delle comunità online.
Naturalmente questi professionisti della propaganda di regime, già ben oltre i limiti di pervasività ed efficacia conosciuti dalle dittature del secolo scorso, godranno di tutti i benefici degli strumenti informatici: possibilità di rimanere nascosti, avere molteplici identità ma sopratutto raggiungere una visibilità incredibile grazie alla propagazione virale dei messaggi.
Appositi centri per il controllo dell'opinione pubblica sono già spuntati nelle zone di Suqian e Wuxi ed impiegano oltre 30 militari ciascuno. Il progetto del governo, secondo quanto riportato nell'articolo originale del Nanfang Daily, è di creare appositi distaccamenti locali per ogni grande città. I Centri di Propaganda Cittadina agiranno su tutto il territorio nazionale allungando la propria mano invisibile su tutto ciò che è informazione: dalla stampa fino ai siti web.
Tommaso Lombardi
Tutto ciò è tratto da punto informatico....
io non sò che cosa abbiano scritto i nostri amici prima di me, ma io dico soltanto che durante lo sbarco dell'uomo sulla luna cina, corea del nord e albania non hanno ritenuto l'informazione importante da trasmettere ai loro network....
Sicuramente Orwell in 1984 non aveva visto in maniera del tutto sbagliata la situazione mondiale futura...
E dovrebbe essere questa la nazione che dovrebbe dirigere il mercato e guidare l'economia mondiale nel prossimo secolo?? Ma che bello...
Io tuttavia rimango in parte fiduciso soprattutto dopo quello che è successo in piazza tienanmen le cose cambieranno, ma servirà un'ennesima rivoluzione culturale? Speriamo che non usino i campi di rieducazione anche per quella!!!
Arrivedorci...
Lisa Vitolo
25 maggio 2005 alle ore 23:31Ragazzi se si censura la Rete siamo veramente finiti. Ma, anche se il fatto resta grave, 54 persone non sono nulla in confronto ai miliardi che hanno accesso ad Internet.
La Rete, proprio per la sua vastità e la possibilità di connettere computer da ogni angolo del mondo, è la più grossa opportunità che ci siamo mai costruiti. Un'opportunità per scambiare informazioni di qualunque tipo (proibite e non) in nome della più assoluta libertà che da tempo non conosciamo più.
Vogliono controllare la Rete? Bene, non ci riusciranno. Non puoi mettere un fermo su miliardi di miliardi di siti che forniscono file e conoscenza su qualunque argomento, anche quello che gli altri non vogliono venga diffuso. E sarà compito nostro, compito degli utenti sparsi nel mondo, impedire che ciò accada.
Quando accendente il vostro computer, non limitatevi alle ricerche di scuola, ai conti bancari o alle transazioni di Borsa. Leggete, esplorate, imparate: non ci basta una vita per farlo a dovere, ma intanto cominciate. Iscrivetevi a siti che, come questo, diffondono delle vere notizie, e non i "taglia e cuci" che ci propongono i tg o i giornali.
USATE INTERNET!
Lisa
Margie Viviani
26 maggio 2005 alle ore 08:33Caro Beppe e cari tutti,
leggo con piacere (nel senso di una rabbia catartica) il commento di Rampini. Vivo in Cina, e purtroppo ho avuto notizie di storie che lui racconta. Storie che non vengono mai alla luce, ricoperte da una sfavillante copertura fatta di progresso economico, città all'avanguardia e quant'altro.
Europa, svegliati! Se vuoi continuare ad esistere!
Alessandro Fargnoli
26 maggio 2005 alle ore 23:45Ciao Beppe sono alcuni giorni che seguo i Blog il mio pensiero e sui cinesi avevo un laboratorio d'abbigliamento con 22 dipendenti ora lavorano con me 4 dipendenti.
Molti commenti ho letto dove gli imprenditori frodano il fisco,ricordo che noi diamo lavoro e non lo stato, ricordo che i cinesi aprono laboratori continuamente senza pagare tasse e se arrivano i controlli li fanno chiudere e loro aprono da un'altra parte.
Ancora qualche anno e saranno come le cavallette e noi faremo i camerieri a loro.
Ricordo che purtroppo la tv si guarda bene a dire che i posti di lavoro calano ma questa e la realtà.
Ricordo che L'IRAP per le aziende con dipendenti non possono togliere i costi dei dipendenti dal conteggio IRAP e credete la randellata e enorme.
Finisco caro Beppe con una domanda a te: Una tua candidatura in politica con i tuoi ideali forse cambierebbero le cose veramente sarei fiero di votarti e ti dico un altra cosa mi piacerebbe vedere un tuo spettacolo ma non potrei permettermelo i cinesi sono dietro l'angolo per rilevare il mio laboratorio.
Massimo Pastorino
27 maggio 2005 alle ore 12:26Caro Beppe,Telecom è proprio una cosa pazzesca ho fatto in data 7 aprile la richiesta per il passaggio ad alice 4 mega e tutt'oggi ancora sto andando sempre alla solità velocità. Ma c'è di più, stamattina mi è arrivata la bolletta ed io sto già pagando i 4 mega senza usufruirne. Ormai è un mese che faccio segnalazioni al 187 e ogni volta mi dicono che la segnalazione e il disservizio sono stati risolti,ma non è così. Mi è stato detto che hanno dei problemi tecnici ed io mi chiedo perchè mi tocca pagare 3 euro in più (questa la differenza economica tra i due abbonamenti) per i loro problemi. Sarei curioso di sapere se c'è qualcun'altro nella mia stessa situazione.
Bob Caprai
27 maggio 2005 alle ore 13:18Anche il web italiano ti vuole sanotare Beppe?Sul mio modesto sito ho messo un articolo per pubblicizzare il tuo blog. Gli sponsor pubblicano, attraverso l'agenzia, il loro annuncio "sentendo" l'argomento di cui si sta parlando. Si parla di Beppe Grillo? Sono spariti gli sponsor da quella pagina! Provare per credere. Il mio sito si raggiiunge cliccando sul mio nome, più in basso. Ciao
Davide Giacomazzi
27 maggio 2005 alle ore 16:01La cosa più bella è che, anzichè chiedere al governo cinese di iniziare a rispettare i diritti umani, la Coca Cola (insieme ad altre organizzazioni criminali) ha portato le Olimpiadi del 2008 a Pechino.
Per fortuna i nostri eroi dello sport ricorderanno ogni momento in mondovisione che in quel paese (minuscolo) non si rispettano i diritti umani ... seeee
Stefano Galli
27 maggio 2005 alle ore 17:44Secondo il mio umile punto di vista la Cina è una delle illusioni meglio riuscite, a mio parere ha una contraddizione di fondo alla base: Paese con una crescita del PIL esponenziale (9-10%) quindi paese strettamente capitalista poggiato su basi comuniste.
Sicuramente, prima o poi, anche loro alzeranno la testa in modo tale da non farsi continuamente calpestare da un regine oppressivo. Ed allora saranno C...i
Gaetano Saraniti
27 maggio 2005 alle ore 18:47Vi mando un estratto di quanto accade alla Fiera di Catania, il più grande e pittoresco mercato cittadino. Supponiamo che un locale di 15-20 metri quadri per uso vendita tessile venga messo in vendita da un esercente al prezzo di 100000 (cifra ipotetica, ma è per rendere l'idea). Arriva l'italiano interessato all'acquisto e come è giusto che sia iniziano a concordare il prezzo:100000, no 80000 al massimo 90000, e così via...Nel contempo arriva il cinese di turno che non solo accetta al prezzo pattuito, ma addirittura rilancia a 120000 e più. Ditemi voi, chi vende accetta? Ovviamente. Ora ditemi, come fanno ad avere sull'unghia tutta la cifra in contanti? E chi gliela dà? Così facendo si stanno pigliando tutto.
Ludovigo De Dominicis
27 maggio 2005 alle ore 19:49http://punto-informatico.it/p.asp?i=53093&r=PI
:-) .
Piero de Dominicis
27 maggio 2005 alle ore 20:08Non mi piacerebbe insultare o denigrare chi lascia il proprio paese per andare a vivere e lavorare in una terra straniera.
Ma qui siamo di fronte non a pacifici lavoratori che sporadicamente arrivano sperduti in una citta' cercando posti di lavapiatti in ristoranti e pizzerie...
Questa e' un' orda pianificata e controllata dal governo cinese in combutta con le sacre triadi cinesi , perche' ditemi...
Quale Governo non vorrrebbe usare una lobby potente e regolamentizzata , un virus di cui e' portatore benigno , come la mafia contro potenti nemici ?
e se a questo aggiungiamo che la torta da spartirsi e' la parte debole dell' Europa Unita il gioco e' fatto .
Sono come le formiche... lavorano 24ore su 24 , aprono negozi e stands ovunque...hanno seminterrati adibiti a fabbriche...mafiosi cinesi che risultano essere invece brillanti managers dell ' import-export Italia-China , e non hanno nemmeno bisogno di gommoni , i passaporti e i permessi di soggiorno sono tutti legali o non si spiegherebbe come nel mio paese di 10000 abitanti ci siano 3 negozi di abbigliamento gestiti da cinesi e ben 12 nel vicino paese che di abitanti ne fa 20000 .
Hanno capito come batterci...
Ci stanno riuscendo alla grande ,
sia qui che nella loro terra , dove i nostri marchi aprono le fabbriche ...
Stanno riuscendo a vincere con le nostre stesse armi fuori e dentro il loro paese .
Ci arrendiamo ?
C'e' un solo problema...
se un giorno non ci dassero la cittadinanza cinese e non ci facessero lavorare ?
matteo martini
28 maggio 2005 alle ore 20:02
PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO! PIANGIAMO!
Che bello che e' piangere !!
Gabriele Galliani
28 maggio 2005 alle ore 20:36Premetto che non ho letto "TUTTI" i post relativi al popolo cinese in quanto al momento ho pochissimo tempo, ma dai primi che ho letto mi pare che nessuno abbia ben chiaro cosa stia succedendo.
Se mi concedete 2 minuti, mi permetto di spiegarvelo io.
Supponiamo che X venda biscotti al prezzo di 1 euro l'uno in tutta europa e che egli stesso sia l'unico produttore-venditore dei suddetti biscotti.
Inserirsi nel mercato dei biscotti per una nuova compagnia è cosa quasi improponibile (torniamo al vecchio discorso dei "monopolini")...a me no che...IO NON AVVII LA MIA ATTIVITA' in perdita!
Ed ecco il trucco: io entro nel mercato IN PERDITA.
Vendo i miei biscotti al prezzo di 0,5 euro l'uno (poco importa se produrli MI costa 0,80 euro).
Così facendo RUBO letteralmente il mercato dei biscotti alla precedente azienda, la quale ha così 2 scelte...vendere anch'essa sottoprezzo i biscotti o arrendersi.
Essendo l'azienda X impreparata al passivo e la mia azienda BASATA su quello...ne consegue che X chiuderà ed io assumerò il monopolio.
Alla fine di tutto mi potrò permettere di rialzare i prezzi anche oltre quelli iniziali della vecchia azienda.
Gabri.
P.S. Sono un ragazzaccio di 25 anni cresciuto in strada, non sono un economista o un guru del marketing...è semplicemente il metodo che usano gli "spaccini" nuovi quando vogliono rimpiazzare i vecchi agli angoli delle strade. (Non sono nè tossico, nè spacciatore...semplicemente so fare 2+2)
P.P.S. Ho letto un post riguardante l'oscurantismo in Cina.
Amico mio, non hai bisogno di andare così lontano: negli ultimi 6 anni mi hanno chiuso 4 siti perchè parlavo di economia, politica, vivisezione, medicina e genetica.
La cosa sconvolgente è che in ognuno di questi siti non vi era traccia di MIEI pareri personali...mi limitavo a riportare FATTI DOCUMENTATI.
Per fortuna sono uno che il culo lo tiene sempre stretto ed ho ancora tutto il materiale salvato su cd alla faccia loro...prima o poi riprenderò a scrivere ^_*
antonino valastro
28 maggio 2005 alle ore 22:21ciao volevo segnalarti l ennesima ladrata della tim due mesi fa ho chiesto di cambiare gestore tenendo il vecchio numero tim nessuno si è fatto sentire anche perchè nel periodo della mia richiesta ho sempre tenuto al minimo il mio credito ormai rassegnato ho dovuto fare una ricarica max tim il giorno dopo mi arriva un sms dal 119 che mi dice che il mio credito è andato perso perchè avevo cambiato gestore propio il giorno dopo..... ma come si fa,inoltre durante la mia richiesta ho sollecitato più volte entrambi i gestori che si davano la colpa a vicenda ed io spendevo soldi per fare i fax alla tim che mi richiedeva lo so che ho dovuto scegliere tra lo stronzo e lo stronzone.
Antonio Mansi
29 maggio 2005 alle ore 12:43Carisimo Beppe,
perchè non crei una rete televisiva dove quotidianamente potresti tenere sotto controllo tutte le c.....e che vengono dette e fatte? Immagina che successo e che rotture per politici, amministratori, industriali e produttori di danni vari. Pensaci.
Vincenzo Savona
30 maggio 2005 alle ore 12:07Caro Beppe e cari lettori,
avete visto quali personaggi in Italia sono membri dell'Autorità garante per la privacy? Leggete un po' qui:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=53111&r=PI
Uno condannato con sentenza definitiva per violazione della privacy diventa garante della medesima?!!! Mi fa pensare all'amministratore delegato dell'ENEL che Beppe nomina nel suo spettacolo... con tali credenziali...
Yuri Rossini
30 maggio 2005 alle ore 13:51********A TUTTI I PROTESTANTI********
IT-ALT.FAN.BEPPE-GRILLO
FINALMENTE MI E' STATA APPROVATA LA RICHIESTA PER IL NG.
E' GIA' POSSIBILE SCRIVERCI.
TUTTI COLORO CHE HANNO QUALCOSA DA DENUNCIARE O DA CHIEDERE E SI ASPETTANO UNA RISPOSTA DA QUALCUNO E' OPPORTUNO CHE OLTRE A POSTARE QUI', POSTINO ANCHE DI LA'.
PER CHI NON SA COS'E' UN NEWSGROUP O PER CHI NON SA DOVE CERCARLO:
APRITE OUTLOOK EXPRESS; SOTTO POSTA ELETTRONICA, C'E' SCRITTO NEWSGROUP; SOTTO C'E' SCRITTO SOTTOSCRIVI NEWSGROUP; CI CLICCATE SOPRA E VI SCARICATE TUTTI I NEWSGROUP.
QUESTA OPERAZIONE VA FATTA UNA VOLTA SOLTANTO.
VI VERRANNO CHIESTE ALCUNE INFORMAZIONI ALLE QUALI DOVETE RISPONDERE. UNA VOLTA TERMINATO DI SCARICARE TUTTI I NG ANDATE A CERCARE
IT-ALT.FAN.BEPPE-GRILLO E VE LO SCARICATE.
A QUESTO PUNTO, OGNI VOLTA CHE VOLETE SCRIVERE UN POST QUI' E SUFFICIENTE CHE CLICCHIATE ANCHE SUL NG E CON UN SEMPLICE COPIA/INCOLLA INVIATE LO STESSO POST ANCHE SUL NG.
L'UNICA COSA CHE DOVETE AGGIUNGERE E IL TITOLO DEL POST.
IN QUESTO MODO L'UTENTE CAPISCE SUBITO IL SOGGETTO DEL POST GIA' DAL TITOLO, SE E' INTERESSATO A QUELL'ARGOMENTO SE LO VA A LEGGERE, ALTRIMENTI PASSA AD UN ALTRO.
IN QUESTO MODO CHI INTENDE RISPONDERE AD UN POST CHE HA COME TITOLO "IL REFERENDUM", CI CLICCA SOPRA E RISPONDE, IL POST SI VA A COLLOCARE SUBITO SOTTO IN MODO CHE TUTTI COLORO CHE SONO INTERESSATI A QUELLA DISCUSSIONE POSSONO SEGURE SOLO QUELLA SENZA LEGGERSI DECINE DI POST SU ALTRE COSE.
QUI DI SEGUITO VI POSTO LE PASSWORD DI ALCUNI DEI MAGGIORI NEWSREADER; SE IL VOSTRO NON E' TRA QUESTI, ANDATE SUL VOSTRO SERVER E LA CERCATE LI'
Tin - news.virgilio.it
Alice - news.tin.it
Libero - powernews.libero.it
Tiscali - news.tiscali.it
Supereva - news.supereva.it
Ciaoweb - news.ciaoweb.it
Infinito - news.albacom.net
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Interfree - news.interfree.it
PER QUANTO RIGUARDA IL FORUM C'E' DA ASPETTARE UN PO DI TEMPO IN QUANTO IL FORUM PREVEDE DEI MODERATORI; INTANTO VEDIAMO DI SFRUTTARE AL MEGLIO IL NG. CHE NON E' MODERATO; IL FORUM VERRA' DI CONSEGUENZA
Funkie
1 marzo 2006 alle ore 04:48À good site, good short contents of the good work. Ñongratulations !
Hero
1 marzo 2006 alle ore 11:57À good site, good short contents of the good work. Ñongratulations !
Emiliano Pisu
30 maggio 2005 alle ore 17:59Caro Beppe,
ormai diamoci del tu (è la seconda volta che ti scrivo) ;-)
Volevo parlarti di una cosa che io reputo molto peggio di "una vergogna vergognosa": la legge Urbani e tutto quello che concerne il mondo del file sharing!
Tanto per cominciare spieghiamo il problema:
Il fenomeno del file sharing nato con Napster è un fenomeno sociale per nulla diverso all'avvento dei videoregistratori o degli Hi-Fi con mangianastri a doppia piastra.
Ogni apparecchio in commercio che permette la duplicazione di una qualsiasi "opera d'ingegno" dalla macchina fotografica in poi non è quindi diverso da uno strumento di condivisione dei file attraverso la rete.
Che poi questa definizione "opera d'ingegno" ha del ridicolo, immagina Van Gogh che dice "Oggi per dipingere 'sta tela mi ingegno un po'" oppure Freddie Mercury che dice "Uhm..... come mi posso ingegnare per scrivere questa canzone?", scandaloso!!!!!!!
Cmq torniamo a noi, il "file sharing" a mio modesto parere non ha nessun effetto sul mercato: chi vuole può sentire un pezzo musicale e vagliarne la qualità prima di andare inutilmente a spendere soldi per un disco che nella maggior parte dei casi contiene solo una o due belle canzoni.
Lo stesso vale per i film, perchè dobbiamo per forza sottostare alle regole delle grandi case produttrici cinematografiche e delle catene di videonoleggio, se mi voglio comprare un film perchè devo farlo alla cieca?
Perchè sono costretto, se voglio vederlo prima di spendere i soldi, ad affittarmi un film di prima visione a 5 euro e cioè 1/5 in media del costo di un DVD originale?
Io personalmente adoro il cinema, ci vado almeno una volta a settimana, ma prima mi scarico il film da internet per vedere se ne vale la pena, la maggior parte delle volte ho il film a casa prima che esca nelle sale ma vado puntualmente al cinema a vederlo perchè è una mia passione.
Secondo me se la gente non va al cinema, o non compra i DVD o CD musicali non è per colpa del file sharing ma per colpa dei prezzi.
Ti faccio un esempio un videogioco per Pc in media costa 50-60 euro, per Playstation o Xbox anche fino ad 80 euro, non è un mercato questo!
Come fa un bambino di 10 anni che vuole un nuovo gioco per la Playstation ad avere 80 euro?
E' incredibile!
Vietare il file sharing è come vietare di copiare una videocassetta o una musicassetta, allora se carceriamo ragazzi di 16 anni per 4 anni per aver scaricato un film a chi produce i masterizzatori o i videoregistratori dovremmo dare l'ergastolo?
Secondo me si dovrebbero rivedere i prezzi di mercato e renderli abbordabili per le masse, voglio nessuno riesce ad arrivare a metà mese, come possono pensare che si trovino 7 euro per il cinema o 25 euro per un DVD?
Questa è pazzia!
Rivediamo il mercato oppure rivediamo le leggi!
Speculano in tutti sulla nostra pelle!
E se non risolvete il problema concludo con un modo di dire delle mie parti:
"ma annate a venne i carciofi!"
Grazie
Emiliano
Roma
federico biancacci
30 maggio 2005 alle ore 19:27Quale profondo pensiero porta Grillo verso un boiarda di stato come Prodi?
Agnes? una perla a confronto.
vittorio fusi
31 maggio 2005 alle ore 10:11Aiuto, la cina mi fa veramente paura!
Come l'America 100 anni fa ha iniziato a impensierire seriamente l'Europa, cosi la Cina fare ora gli USA.
e' una ruota che gira!
matteo martini
1 giugno 2005 alle ore 06:32
Per Emiliano Pisu:
" Come fa un bambino di 10 anni che vuole un nuovo gioco per la Playstation ad avere 80 euro? "
Fare a meno di comprarlo?
Carlo Bonaventura
1 giugno 2005 alle ore 06:58Caro Grillo
io vivo in Cina ed ho provato a digitare su google e su yahoo "Free Tibet", "Falun Gong" o "Taiwan" e in tutti i casi mi ha dato esito positivo. Vedi in questo grande stato vivono 1.300.000 persone che si stanno lentamente arricchendo e democratizzando ed è oramai un processo irreversibile. Personalmente do ragione allo stato Cinese il quale sta pianificando questo processo per evitare ciò che è successo in Russia con la caduta del comunismo.
iacopo Nappini
2 giugno 2005 alle ore 19:03Al responsabile del sito
Forse potrebbe essere giusto a questo punto che il responsabile del sito prendesse in considerazione la possibilità di inserire tra le voci del sito stesso la voce GUERRA; ormai è da quasi un decennio che questo strano Paese è tirato dentro i conflitti degli altri.
Le domande a cui questa voce dovrebbere poter (forse)rispondere sono molte ne elenco alcune: Che armi si usano oggi?, cosa sono le nuove armi nucleari tattiche di cui si parla?, cosa è la guerra asimmetrica? da chi sono gestite le nuove compagnie di mercenari, chi le usa e perchè?, come mai lo strumento della forza militare e della violenza organizzata è uno dei più evidenti strumenti di dominio e controllo?, quali imprese militari, e non solo, hanno compiuto i nostri militari all'estero?, come è cambiato il costume degli italiani in rapporto al conntinuo clima di guerra e alle continue avventure militari? Quanto ci costano le spedizioni militari, e quanto ci sono costate? Qualcuno sa dirmi l'attuale proposta politica dell'opposizione al governo nazionale in relazione alla guerra in atto, o comunque la si voglia chiamare?
Queste le doande degli ultimi cinque minuti; figurarsi cosa può uscir fuori se ci si pensa per un paio di giorni.
Con devota cordialità
Iacopo Nappini
Guido Trentini
2 giugno 2005 alle ore 22:53Ciao a tutti!
Io volevo fare presente a tutte quelle persone che non approvano o che reputano illegale scaricare file dalla rete (file sharing), che non è illegale scaricare file musicali o video, in quanto con molti dei programmi che si usano, sono proprio le altre persone della rete che danno il permesso di scaricare!!
In più è praticamente impossibile fermare questo fenomeno dei file sharing, e probabilmente anche ingiusto, io conosco tantissime persone che scaricano dalla rete, e tutto quello che ascoltano e vedono, se è stato di loro gradimento lo comprano. Perchè non si può provare un prodotto prima???...Quando si compra una macchina la si prova prima, anche i vestiti si provano, adesso volendo provi anche i cellulari!!!! E perchè i file da internet no?
I programmi che si utilizzano per scaricare Emule-Winmx-kaaza e tantissimi altri non violano nessuna legge, delimitano soltanto sul pc su cui sono installati quali file condividere sulla rete.
un dvd adesso è capace di costare 30.00 cioè quasi 60.000 lire...ma stiamo scherzando??!un ragazzo o una ragazza dai 15 ai 30 anni come si può permettere di spendere delle somme simile per un solo film?? e se poi ai 30 ci aggiungi i cd musicali??bhè o sono molto sicuri di quello che comprano....o comprano poco o hanno dei genitori con dei portafogli di dimensioni notevoli!!!!
Io prima preferisco provare, poi comprare.Perchè dare dei soldi al cantante del quale ho comprato il cd, se poi in realtà il cd non mi è piacito?
Grazie e ciao a tutti!
Guido Trentini
carlo Florio
3 giugno 2005 alle ore 16:41Beppe,
Sei grande, ho partecipato al tuo show di Roma: perché solo 3 giorni? quanta gente voleva assistere, e non ha trovato posto.
Inoltre, poiché così costoso? mai un uno stadio!!
Perché non facciamo via rete una ONG, culturale, politica, vera, operativa per fare insieme a tanta altra GENTE DI BUONA VOLONTA' e CONSAPEVOLEZZA, tante cose vere.....DI VITA ETERNA.
Tu dovresti essere fatto PAPA, Beppe Grillo I°....ma, se non Papa, almeno il vero leader per una VERA ALTERNATIVA POLITICA, con Benigni, Zanotelli, Ciotti, Guzzi,......
A disposizione, operativamente, per darti una mano nei tuoi progetti. Grazie per l'energia che irradi e per il tuo ESSERCI
Carlo
Ubaldo Gioia
4 giugno 2005 alle ore 15:52Perché tutta questa meraviglia sull'esplosione del'economia cinese. Fin da piccolo (per la cronaca ho 28 anni) i giocattoli che mi compravano erano made in China, Taiwan e Corea, e le loro marche erano Mattel, Hasbro ecc. La manodopera di questi paesi è stata da sempre (e lo è tutt'ora) sfruttata dalle multinazionali occidentali.
Imporre dazi sui prodotti cinesi, o lamentarsi dello sfruttamento dei suoi lavoratori e del fatto che i diritti più elementari vengano quotidianamente calpestati, lo considero un atteggiamento ipocrita e miope. Ci indigna (e ci mancherebbe altro) la condizione in cui vessano centinaia di milioni di bambini cinesi, costretti a lavorare nelle aziende tessili al posto degli adulti, ma facciamo finta di non sapere che i profitti di tale sfruttamento sono quasi esclusivamente ad appannaggio delle multinazionali americane ed europee.
Hanno voluto la globalizzazione ed ora vogliono imporre restrizioni alle importazioni dalla Cina. I dazi non vanno applicati ai prodotti cinesi, ma alla Nike, all'Adidas, alla Coca Cola, alla Walt Disney e a tutte quelle aziende che fanno affari d'oro sfruttando la manodopera minorile in Asia, in America Latina e in tutti quei paesi in cui lo stipendio mensile medio è inferiore ai 10 dollari.
Così come hanno dichiarato guerra al terrorismo, si apprestano ora ad intraprendere una guerra economica contro la Cina, si badi bene, non per esportarvi democrazia o diritti, ma unicamente per averne maggior profitto.
Ubaldo Gioia
Campobasso
Marco Preda
5 giugno 2005 alle ore 18:25SKYPE:
Attenzione per un italiano normale (che non chiama l'australia tutti i giorni) Skype non è assolutamente conveniente (costo di accesso=telefonino=140 euro e costo dell'adsl)Il costo delle urbane è uguale a quello degli operatori più convenienti, le chiamate da fisso a mobile (tutte le telefonate fatte ai cellulari) sono più care del 30%. Considerando che un italiano medio effettua il 70% del suo traffico in urbane e fisso mobile, il vantaggio che acquisisce con le nazionali e le internazionali, non ripagano l'investimento.
Cari saluti
pierluigi perin
22 giugno 2005 alle ore 15:36Anche Microsoft ha aderito al patto censura del governo di Pechino, non usate più msn, anzi non usate più Windows che è meglio.
Addirittura Cisco fornisce al governo cinese dei sistemi di spionaggio per controllare se nei siti cinesi (costretti a registrarsi i propri siti sui canali controllati dal governo) vi siano contenuti sconvenienti e dunque chiusi o "censurati"... la cosa che fa più paura è che potrebbe diventare un modello, non facciamoci portar via anche questo di mondo.
Niacola C.
27 giugno 2005 alle ore 23:00Ancora una domanda ma perchè dobbiamo sempre fare tutte le tappe che multinazionali ci propinano a nostre spese; quando sappiamo, oppure immaginiamo che abbiano già trovato accordi a tavolino. Per spiegarmi meglio vi porto un esempio la nascita del cd (supporto innovativo che ha permesso di archiviare dati a "bizzeffe") esso è talmente popolare a tal punto che persino in atuo abbiamo il lettore e qui va bene....poi l'avvento del Dvd ("laser a raggio rosso"), archiviazione di film e dati di capacità immensa ma fino ad un certo punto 4,7 Gb oppure dual layer 8,4 Gb bene tutto ok .... ma allora perchè cambiare per il famoso Dvd Blu-ray (laser Blu) che raddoppia le capacità e quindi l'archiviazione. Ragionando il cd chi non ce l'ha, il dvd chi non l'ha comprato, il dvd recorder è uscito, non tutti lo conoscono....ed ora il blu ray... insomma ma perchè tutte queste tappe non è meglio sviluppare l'ultima tecnologia a tempo pieno senza trovare vie di mezzo??
daniele trovato
4 luglio 2005 alle ore 19:35Il vecchio progetto di Bill Gates (controllare il copyright attraverso la scheda madre) ha compiuto giovedì scorso, nel silenzio generale, un grosso passo avanti. Intel ha annunciato di aver inserito un protocollo di Digital Rights Management all'interno del suo Pentium dual-core.
In silenzio arriva Palladium
Il vecchio progetto di Bill Gates (controllare il copyright attraverso la scheda madre) ha compiuto giovedì scorso, nel silenzio generale, un grosso passo avanti. Intel ha annunciato di aver inserito un protocollo di Digital Rights Management all'interno del suo Pentium dual-core.
Possiamo quindi annotare la data del 26 maggio 2005 come il giorno di uscita del primo processore simil-Palladium. Secondo Intel, la nuova linea è abilitata DRM, e, in teoria, consentirà ai "titolari dei contenuti" (cioè le grandi multinazionali dell'intrattenimento) di evitare copie non autorizzate agendo attraverso l'hardware piuttosto che attraverso il sistema operativo, più manipolabile dai maledetti smanettoni.
Intel ha messo la sordina sulla nuova tecnologia di DRM, evitando proclami al momento del lancio dei nuovi prodotti. Tuttavia, secondo Digitmag, il responsabile tecnico Intel, Graham Tucker ha pubblicamente confermato che il sistema DRM di Microsoft sarà una caratteristica dei Pentium D e del relativo chip 945.
"Il chipset 945g supporta il DRM Microsoft, ma è stato progettato per andare oltre" dice Tucker, aggiungendo che comunque la tecnologia non sarà retroattiva, cioè non potrà essere applicata a contenuti non prodotti con le specifiche richieste dal nuovo progetto.
Massimo riserbo sulle modalità operative di questo processore, perché "non è interesse della società rivelare particolari che potrebbero nuocere alla sua sicurezza."
Come si vede, Intel opera in perfetto stile Microsoft: stiamo lavorando per la vostra sicurezza, ma non possiamo dirvi cosa facciamo, altrimenti tutta la sicurezza se ne andrebbe in malora. E chi si fa garante della bontà delle operazioni segrete? Ma noi, sciocchini.
Gli amministratori di sistema rimangono molto perplessi sulle scarse possibilità di accesso al DRM, così, per dar loro un contentino, nei nuovi chip è stato realizzato l'"active management technology" (AMT). È un sotto-sistema operativo residente nel firmware del chip, che consentirà agli amministratori di controllare le macchine in remoto, indipendentemente dal sistema operativo.
Inoltre, sarà possibile abilitare, disabilitare formattare e configurare singole periferiche, il tutto, ancora, in remoto e indipendentemente dal sistema operativo. Più potere agli amministratori, insomma, in cambio della scarsa trasparenza sul funzionamento dei diabolici processori. Inutile dire che questa facoltà non sarà appannaggio solo del personale aziendale.
La reticenza di Intel a parlare pubblicamente del contenuto del firmware ha provocato insofferenza presso i responsabili della sicurezza delle grandi aziende. L'Università del Queensland, per bocca del preside di informatica, Bill Caelli, ha dichiarato: "È una tecnologia a doppio taglio. Potrebbe favorire abusi. Intel dica quali garanzie ci sono per gli utilizzatori di essere al riparo dagli hacker (sic). Vogliamo garanzie, non possibilità."
Non siamo completamente d'accordo con Caelli. Indipendentemente dall'uso improprio della parola hacker, riteniamo che una forma di Digital Rights Management, incassata nell'hardware, non possa mai essere una buona cosa, nemmeno quando va a proteggere interessi leciti.
Porre limitazioni ai processori provocherà da parte nostra la progressiva perdita di diritti su prodotti regolarmente acquistati, spesso a caro prezzo. Diritti che fino ad oggi abbiamo considerato sacrosanti.
Pensiamo alle copie ad uso personale, o al prestito di un CD a un amico, ma anche all'esecuzione di software libero. Chi ci garantisce che queste pratiche saranno sempre e comunque permesse, se l'arbitro è un chip di cui nessuno conosce il funzionamento e che può essere controllato in remoto?
Per ora non possiamo far altro che segnarci il nome di una serie di processori: Intel Pentium D 820, 830 e 840 dual core. Evitarli non significa boicottare, ma risparmiarsi probabili problemi.
Michele Bottari - Quelli di Zeus
Danilo Elia
21 settembre 2005 alle ore 14:12Ho visto ieri il DVD di Beppegrillo.it. Mi ha colpito la notizia su Google e i soldi presi per limitare l'accesso alle informazioni. Ho provato a cercare su Google.cn "Tibet" e "Free Tibet" e ho ricevuto in 0,20 secondi, rispettivamente, sette e sei milioni circa di pagine contenenti le parole. Esattamente le stesse che si ottengono cercando su Google.it o .com.
Forse effettuando la ricerca in Cina i risultati cambiano? E' così, è cambiato qualcosa dalla registrazione del DVD, oppure l'informazione non era corretta?
A chi si può chiedere di fare una verifica in Cina?
Ale Rus
25 settembre 2005 alle ore 02:00Ciao Beppe, mi trovavo a Taipei circa 3 mesi fa, era un caldo pomeriggio estivo e passeggiavo con la mia ragazza nel piazzale del Chiang Kai-Shek Memoriall Hall. Ad un certo punto mi si avvicina una donna con un volantino che invitava le persone a partecipare del tutto gratuitamente ai corsi di falun gong o falun dafa chiamalo come vuoi. Si tratta di una particolare forma di ginnastica energetica cinese (quigong). La donna inizia a parlarci di quello che accade in Cina a chi non vuole rinnegare le pratiche del falun gong... queste persone non fanno nulla di male ma nella cina continentale le perseguitano in modo disumano. Il governo cinese teme l'associazionismo che il falungong crea, lo temono in quanto movimento sociale e solidaristico capace di mobilitare migliaia di persone. A taiwan i praticanti di falun dafa sono moltissimi e parte di questi sono stati costretti a rifugiarsi sull'isola per fuggire alle persecuzioni cinesi! sembra incredibile e pure è così al giorno d'oggi continuano ad accadere cose del genere!! grazie di averne parlato! un saluto Alessandro
Gaetano Toro
9 ottobre 2005 alle ore 12:09Caro Beppe e cari amici del Forum, questa mattina ho ascoltato su Radio Radicale un'intervista sull'argomento della limitazione del libero accesso alle informazioni contenute nel web, soprattutto in Cina. La proposta di Paolo Pietrosanti, militante radicale, è quella di attribuire agli Usa la competenza giudiziaria sulle controversie in materia di navigazione sul web, del tipo di quelle che proprio in Cina hanno mandato in galera alcune persone colpevoli solo di aver inviato messaggi di posta elettronica che, evidentemente, al governo cinese non andavano molto a genio. Il parallelo storico è quello della competenza che il Regno Unito aveva sulle controversie sorte nelle acque internazionali, in forza del loro predominio sui mari. Nello stesso modo, essendo il web un'invenzione degli Usa, agli stessi dovrebbe essere attribuita analoga competenza. Io, però, mi chiedo: poiché il web è diventato il luogo della comunicazione senza barriere, in grado di far comunicare ed informare persone nel modo più libero ed "informale", in una parola è uno dei principali strumenti della democrazia e della partecipazione dei "tempi nuovi", perché attribuire ad un solo Paese una funzione che è a garanzia della libertà di tutti? Chi ci garantisce sull'effettiva terzietà degli Usa? Non è meglio pensare ad un organismo permanente sovrannazionale, come quelli creati "ad hoc" in campo penale, ad esempio, per giudicare i crimini dell'ex Jugoslavia? Ricordiamo che, rimanendo in campo penale, gli Usa (se non vado errato) non hanno ancora dato il via libera al Tribunale Penale Internazionale ed i loro militari di stanza nei Paesi alleati, come il nostro, sono sottratti alla giurisdizione penale del Paese che li ospita (caso Cermis). Insomma, gli Usa, pur essendo un Paese democratico ed avendo in sé risorse che noi italiani possiamo invidiare (libertà dell'informazione), non mi sembrano i più idonei a fare i guardiani della libertà del web. Scusate per la lunghezza, un saluto a tutti. Gaetano.
Toni Brandi
11 novembre 2005 alle ore 13:25In Cina non vi e' solamente repressione verso ogni dissenso.
Vi sono 1000 campi di concentramento chiamati LAOGAI. I LAOGAI sono campi di lavoro forzato in Cina,ideati da Mao Zedong negli anni cinquanta, dove un numero imprecisato di milioni di persone, sono, attualmente, costrette a lavorare in condizioni disumane, a profitto del Governo Cinese e di numerose multinazionali.
La tanto decantata competitivita' cinese si basa sul lavoro forzato poiche' la Cina offre alle multinazionali il lavoro a costo zero..(+ con l'aggiunta del profitto per il partito ovviamente).
Inoltre la realta' cinese include esecuzioni di massa con relativa vendita di organi freschi. Lo sfruttamento dei bambini sottoposti ai lavori forzati. Rappresaglie nei confronti delle varie Chiese. Gli aborti e le sterilizzazioni forzate. Queste sono le realta' della Cina odierna !
Realta' ignorate dai mass-media occidentali, che non vogliono disturbare i commerci internazionali.
Consiglio consultare il nostro sito www.laogai.org o www.chinalaborwatch.org.
Toni Brandi
Coordinatore
Fondazione LAOGAI
Martina Soldati
20 novembre 2005 alle ore 10:37se una popolazione, o meglio, il capo di stato, ha paura, TERRORE di un popolo realmente PACIFICO, che non fa assolutamente nulla di male se non predicare la nonviolenza, e si ha paura di quel popolo a tal punto da volerlo eliminare, cancellare anche dalle carte geografiche... bè, allora ci deve essere qualcosa di profondamente sbagliato nella civiltà odierna...
perlomeno gli americani la guerra l'hanno giustificata facendo passare gli altri per "cattivoni".
come possono gli altri Stati anche solo allacciare relazioni economico politiche con uno stato che reprime non la violenza ma la nonviolenza, e la reprime con violenza!?!?!?!
si sta andando verso il delirio più totale.
free tibet
www.ecohimal.ch
www.ecohimal.it
cESARE pIRI
29 novembre 2005 alle ore 15:54LE CONDIZIONI CONTRATTUALI CAPESTRO DELLA ADSL DI TELE 2
"il Cliente avrà la facoltà di recedere in ogni momento con preavviso di 30 giorni da comunicare a TELE2"
però......
1) Se recedi prima della scadenza naturale del contratto ti devi pagare lo stesso tutti i 12 mesi del canone della ADSL: - "tutti i corrispettivi di cui all'art. 15 (ivi inclusi gli eventuali canoni per il noleggio del modem) dovuti fino alla scadenza della Durata prevista e/o prescelta dal Cliente"
2)Ti devi pagare pure il canone di noleggio del modem, anche se nel frattempo si rompe !!
3) Devi rendergli a spese tue il modem che avevi a noleggio (corriere espresso 60 euro) e se non glielo mandi ti addebitano la bellezza di 69 euro: - "la cessazione, per qualsiasi motivo, delle presenti condizioni generali determina l'obbligo del Cliente di restituire a TELE2, entro 30 giorni dal momento in cui la cessazione divenga efficace, il dispositivo e gli eventuali accessori a proprie spese. In caso di mancata restituzione, trascorsi 90 giorni dalla cessazione delle presenti condizioni generali, nonché in caso di restituzione di dispositivi danneggiati, il Cliente dovrà corrispondere a TELE2 una penale pari a 69".
"Alla scadenza della Durata prescelta dal Cliente, le presenti condizioni generali si intenderanno tacitamente rinnovate alle medesime condizioni per periodi, di volta in volta, di durata pari ad un anno, salvo che una delle parti non comunichi all'altra la propria disdetta almeno 60 giorni prima della scadenza".
TRADUZIONE: PUOI RECEDERE QUANDO VUOI CON 30 GIORNI DI PREAVVISO, MA TI PAGHI TUTTE LE SPESE DI UN ANNO DI CONTRATO oppure DEVI DARE DISDETTA 60 GIORNI PRIMA DELLA SCADENZA ANNUALE, ALTRIMENTI IL CONTRATO SI RINNOVA AUTOMATICAMENTE DI UN ALTRO ANNO ALLE MEDESIME CONDIZIONI ! !!!
Cesare Piri
4 dicembre 2005 alle ore 23:54RISPARMIARE SU INTERNET E TELEFONO SI PUO' ! ! !
Ovviamente è un'azienda francese, si chiama Parla.it, e ha da poco iniziato ad operare in Italia; fa parte del gruppo France Telecom.
Utilizza il sistema VOIP, quello usato anche da Skype.
Tramite un router fornito da loro cui si attacca un normale telefono e il pc è possibile navigare e telefonare a prezzi bassissimi.
Ci si può staccare da Telecom, non pagando più il "dazio" del canone oppure si possono tenere due linee quella Telecom e quella nuova, con un secondo numero.
ALCUNE OFFERTE
Linea Unica (staccandosi da Telecom): telefonate nazionali + internet = 29 euro
Linea Aggiuntiva (restando con Telecom): telefonate nazionali + internet = 39 euro
Con 10 euro in più si può telefonare gratis in tutta Europa !!!!
PARLA.IT
http://www.parla.it/corsaire/html/it/home.htm
giovanni buonocore
14 gennaio 2006 alle ore 03:57In fondo all'articolo in "La Repubblica" di Giovedì 12.01.06 pag.19: "La Cina alla guerra delle parole proibite", sono citate la Microsoft e Yahoo.C'è da riflettere sulla chiusura dell'articolo:"Credevamo che Internet potesse esportare le nostre libertà a Pechino e Shanghai. A giudicare dal caso della Microsoft che ha applicato la giurisdizione cinese in America, sembra quasi che possa succedere il contrario" . Infatti il blog chiuso An Ti dalla Microsoft dipendeva tecnicamente da San Francisco come riferito nello stesso articolo. Questo dovrebbe indurre ad una maggiore diffusione dei sistemi operativi, browser, motori di ricerca alternativi piu liberi dalle logiche di mercato con scopo unico il profitto, le quali, proprio per questo non sono portatrici di libertà, al contrario di quanto afferma il ns. dipendente n.1.
Francesco Cavalieri
24 gennaio 2006 alle ore 17:18Su skype: all COOP di Borgo Panigale, Bologna, ho visto telefono compatibile skype a 29 E e rotti. Chi vuole verifichi se anche altrove sono disponibili, il prezzo è ben diverso da i 100+ Euro letti qui..
serena greco
20 ottobre 2007 alle ore 20:27ciao Beppe,
non credo che tu abbia cosi tanto tempo per leggerci..ma io ci provo lo stesso..del resto tentar non nuoce.
Ho 19 anni abito a Catania, parlavo con mio padre e guardando blob ho detto che non andrò mai a votare..ehehe si parla di ideali, ma quando gli metti sotto al naso una valigetta con dei contanti non pensano piu a chi li ha votati e cosa dovrebbero rappresentare..
Cmq apparte questo nella mia immensa ignoranza per quanto riguarda il diritto volevo chiederti: se non voto quale diritto civile perdo?
ps:sei anche un bell'uomo..se hai voglia e tempo risp...ciao serena
aldo b.
15 marzo 2008 alle ore 23:11NON SOLO L'ITALIA NON DEVE PARTECIPARE ALLE OLIMPIADI SPORCHE DI SANGUE MA ANCHE TUTTI GLI ATLETI CHE ABBIANO UN MINIMO DI SENSO DELLA GIUSTIZIA!
SE IO FOSSI UN ATLETA OLIMPIONICO NON ANDREI IN CINA NEANCHE PER TUTTE LE MEDAGLIE D'ORO DEL MONDO!
CHI E' ATLETA O ALLENA DOVREBBE INVITARE A CHIUDERE QUESTO TRISTO CAPITOLO DELLA OLIMPIADI CON UN FERMO RIFIUTO DI PARTECIPAZIONE!!!
Nicoletta Arcuri
31 maggio 2008 alle ore 13:29per favore è urgente questa notizie è della comunita tibetana in italia
Una notizia drammatica riguarda la
MARCIA VERSO IL TIBET
La polizia indiana ha arrestato i Presidenti delle ONG organizzatrici ed il Coordinatore della Marcia.
L'arresto è avvenuto alle 11 AM e ci stanno trasferendo dalla stazione di polizia di Berinag a quella di Pithoragarh .
C.Y.
NDPT
DIFFONDETE E AIUTATEMI A FARE QUALCOSA !! GRAZIE
NICOLETTA ARCURI
Nicola Imperati
16 novembre 2009 alle ore 00:21Salve a tutti. Ho aperto online il mio nuovissimo negozio: http://super-iper-bazar.shops.neonisi.com dove potete scegliere tra tantissime categorie; a dei prezzi ribassati al massimo, proprio per venirvi incontro e farvi così risparmiare tantissimo, rispetto agli altri negozi presenti sul web.
Vi aspetto!!!
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28 settembre 2015 alle ore 15:04x Paolo Vitale
E i Dell'Utri, Confalonieri, La Loggia, Bondi Schifani e... FEDE li vuoi lasciare a Milano2???
europa
11 marzo 2018 alle ore 08:43Ciao
Sei bloccato, vietato le operazioni bancarie e non hai il favore di Banks o meglio hai un progetto e hai bisogno di finanziamenti, di crediti scadenti o di denaro per pagare le bollette, fondi per investire in società. Quindi se hai bisogno di un prestito non esitare a contattarci per saperne di più sulle nostre condizioni hai l'opportunità di fare un prestito da 2.000 a 5.000.000 ad un prezzo molto conveniente e-mail : europainvestire@gmail.com
