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Difendiamo le nostre eccellenze in Italia e all'estero

Difendiamo le nostre eccellenze in Italia e all'estero

Author di MoVimento 5 Stelle
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di Fabio Massimo Castaldo

Le eccellenze agroalimentari della nostra penisola sono apprezzate dai consumatori di tutto il mondo perché uniche, inconfondibili ed incomparabili. Ma chi vive all’estero e non è mai stato nel nostro paese è in grado di distinguere il vero Parmigiano reggiano da altri formaggi con nomi simili? La risposta è no.

Ci sono dei prodotti commercializzati che dell’Italia, non hanno neppure le cromie della nostra bandiera sulla confezione. Due prodotti su tre commercializzati all’estero si riconducono solo apparentemente al nostro Paese.
Questo fenomeno ha un nome ed è conosciuto con “Italian Sounding” con un giro d’affari mondiale di oltre 50 miliardi di euro l’anno. Quasi il doppio delle nostre esportazioni agroalimentari, circa 23 miliardi di euro.

Su questo tema noi del Movimento 5 Stelle abbiamo le idee molto chiare.

Per tutelare le nostre eccellenze agroalimentari ed i nostri distretti produttivi dobbiamo intervenire fortemente sulla regolamentazione delle etichette. Dobbiamo ottenere un’etichettatura trasparente, con l’obbligatorietà di indicare le origini dei prodotti e l’intera filiera di produzione che deve rispettare gli standard qualitativi del nostro Paese.

Vogliamo e dobbiamo difendere la nostre eccellenze in Italia ed all’estero.



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13 Mar 2018, 10:08 | Scrivi | Commenti (10) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: eccellenze agroalimentari, Fabio Massimo Castaldo, m5s, prodotti italiani

Commenti

 

Circa 25 anni fa sono stato in australia a visitare dei parenti che abbiamo là.
Parlando mi hanno riferito che a loro non piaceva il parmigiano.
Sconcertato ho provato quello che mangiavano loro,mi sembra che si chiamasse" Parmesan".Ovviamente del prodotto originale non aveva nulla ,sembrava un blocco di plastica gialla ,una via di mezzo tra la fontina ed il burro con un odore nauseabondo. Questi prodotti oltre che a danneggiarne la vendita ne danneggiano anche la reputazione dell'originale,perche l'acquirente si aspetta comunque che almeno assomigli all'originale quindi schifandosi con quell'orrore non gli verra mai voglia di provare l'originale spendendo il doppio...

Francesco Corsetti 21.03.18 21:08| 
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Credo che bisogni, col prossimo governo, intervenire a livello internazionale contro il cibo falsamente italiano. Possiamo lanciare campagne pubblicitarie mirate sui rischi per la salute dei consumatori che comprano prodotti spacciati per italiani, fino a vietare l'importazione in Italia e pretendere che lo faccia l'Europa Comunitaria dei prodotti delle ditte che falsificano i nostri nomi, chiedendo all'Europa e attuando nel nostro Paese, il boicottaggio economico dei Paesi da cui questi prodotti provengono. Avendo la cosa risonanza mediatica internazionale, sarebbe anche un'ottima sponsorizzazione del "made in Italy"

Roberto C., Venezia Commentatore certificato 17.03.18 21:06| 
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D accordissimo, l agro-alimentare, insieme agli immensi beni artistici e culturali, è parte integrante del nostro patrimonio che ci identifica e distingue dalle altre culture. È e deve restare una nostra ricchezza. Proteggiamola!
Avanti così!

donatella davanzo 14.03.18 21:39| 
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👍🇮🇹

Dar T., dartes Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che ha donato a Rousseau 14.03.18 17:07| 
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Tutto bene, però cominciamo anche a tutelare la nostra cultura che si esplica attraverso la difesa della nostra lingua, usate talmente tanti termini inglesi che non si capisce il contenuto. Di questo passo perderemo la nostra lingua, nessuno vieta lo studio di altre lingue, ma in Italia che si parli in italiano, non ne posso più di fake newus, e-comerce, austerity, spending review, smart-nation, green economy.....e bastaaa

donata saggiorato 13.03.18 16:36| 
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Problema di priorità assoluta! Soprattutto se si tratta di alimenti bio.
E poi il problema di una etichettatura completa, rigorosa e affidabile è importante averla anche in Italia, oltre che all'estero.

Fiorenzo Necci 13.03.18 15:26| 
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sono d'accordo controlli e punizioni esemplari, è questo che manca in Italia

Carmelina Di Pietro 13.03.18 15:23| 
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Interessante solo che anni fa imparai di alcune ditte specializzate(Italiane) che stampavano etichette ... FALSE! Mi ricordo 25 anni fa di un salumiere che rifilò un formaggio "taroccato- italiano" al posto di uno originale Svizzero! Peccato per il salumiere perchè il cliente era un ISPETTORE della Ditta Svizzera!! Multa + proibizione di vendere il prodotto originale ... a vita! Se seguiamo l'esempio Svizzero qualche modifica "coercitiva" caviamo il ragno dal buco, altrimenti non se ne fa niente! Basta con la mano di velluto!

Dall'Olio Ermes 13.03.18 15:08| 
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Penso che sia solo la punta dell' iceberg:
sono in gastronomia ormai da 40 anni prima in germania e negli ultimi 25 anni per conto mio in Olanda.
Di prodotti contraffatti ve ne e' una marea basta girare in un semplice supermercato per rendersene conto iniziando dalla mozzarella prodotta in germania fino ad arrivare all' olio d' oliva o aceto balsamico e il tutto alla luce del sole con etichette che richiamano all' Italia.
Ve ne racconto una : va molto forte una marca si chiama: Grand' italia produce pasta salse pesto aceto balsamico e compagnia cantando ebbene questa ditta ha sede a Utrecht e di Italiano non ha nulla .
Credi si sia a un livello di non vorrei dire contraffazione piuttosto di uso indiscriminato del tricolore e di tutto cio' che richiama all' Italia del 70 80% dei prodotti spacciati per italiani.
Li' bisogna incidere ma servono regole europee cosa non facilissima visto le lobby che lavorano per questi grandi ditte a Brussel.
Di Maio for president
Di Battista prossima tornata!

Attilio Disario R dam Commentatore certificato Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2016 13.03.18 11:24| 
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è proprio così le vere nostre eccellenze agroalimentari faticano ad imporsi sul mercato soppiantate dalle tante fake-made in italy, non sono mai state tutelate anzi si è cercato di affossarle di dare al nostro paese una vocazione prettamente industriale che non aveva non riconoscendo il potenziale delle piccole e medie imprese che offrono la qualità

Carmelina Di Pietro 13.03.18 10:49| 
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