Blog History: le parlamentarie e l’importanza di essere diversi dai partiti

Con la rubrica “Blog History” vogliamo combattere il fenomeno della cosiddetta “amnesia selettiva politica” ricordando le battaglie raccontate nel corso degli anni su questo Blog.

Una delle grandi battaglie portate avanti da questo Blog è stata sempre quella di esigere trasparenza dalle forze politiche, chiedendo ad esempio di comporre le liste dei candidati per ogni elezione con candidature e processi di elezione dal basso, orizzontali e aperte.

Le parlamentarie dal basso per la scelta dei candidati sono state da sempre un innovativo ed enorme esercizio di democrazia dal basso che ha portato forze politiche come il MoVimento 5 Stelle – guidato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio – a raggiungere prima circa il 25% nel 2013 ed il 33% nel 2018. 

Anni fa il MoVimento additava le simulazioni di finta partecipazione democratica da parte di altre forze politiche con il nome di buffonarie…

————————————————–

[…] Vengono così inaugurate, dopo le Parlamentarie del M5S, le Buffonarie del pdmenoelle. Le Buffonarie avranno una “modica quantità” di aspiranti parlamentari, un 10%, scelti da lui,medesimo […]

[…] La consapevolezza delle disfatta alla elezioni sta spingendo il Pd ad usare i collegi come poltronifici, calpestando ogni principio di competenza e radicamento territoriale. […]

[…] Si parla di “solo” 10% delle liste bloccate, più tutti i 54 capilista, più 10 “big” che saranno derogati dall’obbligo statuario di massimo tre mandati parlamentari. […] 

Ma di che “parlamentarie” stiamo parlando? Di democratico c’hanno solo il nome! […]

[…]  Nella democrazia bersaniana non servono votazioni, basta nominare le “persone giuste” e farle ratificare dall’assemblea per acclamazione. Porcellum style. “L’assemblea ha accolto la proposta con degli applausi all’annuncio dei nomi.“. Togliattiane reminiscenze. […]

[…] L’ebetino sa che le primarie sarebbero state un flop, nessuno avrebbe partecipato alle ennesime buffonarie, nessuno avrebbe pagato altri due euro per sostenere ancora Berlusconi. Ha quindi optato per il votante unico: lui stesso, ma si è smascherato da solo. […]

Anna Finocchiaro, approdata per la prima volta in Parlamento nel 1987 con il PCI, derogata, scortata, siciliana, si presenta a Taranto per le Buffonarie del pdmenoelle. Non per sua scelta: “Me lo ha chiesto il partito di candidarmi qui“.

[…] ha fissato il regolamento in modo che un 10% dei candidati da lui scelti siano “blindati“, ovvero avranno la poltrona assicurata in Parlamento. I candidati non sono tutti uguali, ce ne sono alcuni “migliori” di altri che non si abbassano ad essere giudicati dai cittadini della base, che in fondo nel pd (menoelle, ndr) non contano e non hanno mai contato nulla. […]

Il regolamento delle Buffonarie del pdmenoelle al punto 4.3 recita: “Le rose [di candidature alle primarie] devono […] rispondere a criteri di radicamento territoriale“. Rosy Bindi derogata, candidata a Reggio Calabria, nata 61 anni fa a Sinalunga in Toscana, deve quindi avere lontani parenti calabresi. Anche a pensarci non viene proprio in mente nessun altro motivo plausibile che spieghi questa scelta.

L’odore di truffa si fa forte quando si va a controllare alcune liste e si nota che il numero di candidati è inferiore o giusto uguale al numero necessario per completare le liste. Insomma, i cittadini saranno chiamati a scegliere solo in quale ordine mettere i candidati in lista.

Sono tutti candidati in due o tre collegi perché hanno una paura enorme che non li votino da nessuna parte. Più che comporre le liste pare abbiano giocato al lotto puntando all’ambo su tutte le ruote.

Un candidato dovrebbe presentarsi per rispetto verso gli elettori in una sola circoscrizione. Questo è uno schifo, si vota il faccione dominante usato per fare eleggere il secondo e il terzo in lista