Le dichiarazioni di Luigi Di Maio dopo le consultazioni con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Il mio discorso al Qurinale dopo le consultazioni con il Presidente Sergio Mattarella

Abbiamo degli obiettivi da realizzare e il nostro programma è sempre lo stesso, quello che hanno votato 11 milioni di italiani. Abbiamo iniziato un lavoro il 4 marzo del 2018 e vogliamo portarlo a termine. Non scapperemo, noi, dalle promesse fatte agli italiani.

Pubblicato da Luigi Di Maio su Mercoledì 28 agosto 2019

 

Buonasera a tutti,

abbiamo ringraziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sensibilità istituzionale che ancora una volta sta dimostrando in questo delicato momento del nostro Paese.

60 milioni di italiani hanno vissuto questo agosto nell’incertezza assoluta. Gli italiani è da circa un mese che non hanno più un Governo pienamente in carica. Sulla testa delle loro famiglie è piombata una crisi inaspettata, provocata da una forza politica che ha staccato la spina al Governo di Giuseppe Conte, dopo che quel Governo aveva: rimborsato i truffati delle banche, aveva dato a questo Paese Quota 100 e il Reddito di Cittadinanza, aveva adottato nuove politiche sull’immigrazione e si era guadagnato il rispetto ai tavoli europei e internazionali.

Molti di questi Italiani stavano aspettando l’abbassamento delle tasse a dicembre o il salario minimo, nuove politiche ambientali, il taglio dei parlamentari, una scuola più forte, una sanità più libera dai partiti, la revoca delle concessioni autostradali a chi ha fatto crollare il ponte Morandi, l’abolizione di inutili leggi che creano solo più burocrazia, l’autonomia per Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e gli investimenti per il Sud.

Ma si è deciso di far saltare tutto. Eppure gli italiani il 4 marzo del 2018 avevano votato per vedere risolti i propri problemi, non per risolvere i problemi di qualche partito. Qualcuno nella storia ha detto: che in politica ci sono sempre due categorie di persone, quelli che la fanno e quelli che ne approfittano.

Oggi abbiamo detto al Presidente della Repubblica che il Movimento 5 Stelle non si sottrarrà alle proprie responsabilità. Abbiamo preso degli impegni con gli italiani, come quello di evitare l’aumento dell’iva a fine anno, ebbene, costi quel che costi, questi impegni vogliamo mantenerli.

Siamo sempre stati un Movimento post-ideologico, siamo convinti che non esistano soluzioni di destra o di sinistra, bensì – semplicemente – soluzioni. Qualcuno, a seconda delle questioni che portavamo avanti in questi anni, ci ha accusato di essere di destra o di sinistra. Noi crediamo che questi schemi siano ampiamente superati. Lo abbiamo detto in passato e continuiamo a pensarlo.

Sono i programmi, i temi, le scelte, i veri protagonisti della politica. Siamo cresciuti nella consapevolezza che la politica sia servizio. Uno spirito che ci ha portato ad essere la prima forza politica del Paese e del Parlamento. E in questi anni il nostro obiettivo è sempre stato quello di cambiare, guardando ad un progetto per l’Italia di grande respiro, che rimettesse al centro la persona, i beni comuni essenziali: l’acqua, la scuola, le infrastrutture, l’ambiente, la sanità, la cultura, lo sviluppo economico.

Uno dei grandi interpreti di questo “nuovo umanesimo”, come ama definirlo lui stesso, è stato Giuseppe Conte. Il Presidente del Consiglio indicato dal Movimento 5 Stelle a giugno del 2018. Un uomo di grande coraggio, che ha dimostrato di voler servire il Paese con spirito disinteressato e di abnegazione.

Oggi abbiamo detto al Presidente della Repubblica che c’è un accordo politico con il Partito Democratico affinché Giuseppe Conte possa ricevere di nuovo l’incarico di Presidente del Consiglio e provare a formare un governo di lungo termine. Il suo ruolo ci fa sentire garantiti sulle politiche che intendiamo portare avanti come Movimento 5 Stelle. Abbiamo degli obiettivi da realizzare e il nostro programma è sempre lo stesso, quello che hanno votato 11 milioni di italiani. Abbiamo iniziato un lavoro il 4 marzo del 2018 e vogliamo portarlo a termine. Non scapperemo, noi, dalle promesse fatte agli italiani.

Vado verso la conclusione: in questi giorni e in queste ore si sono alimentate tante polemiche sulla mia persona e mi ha sorpreso che in una fase così delicata qualcuno abbia avuto il tempo di pensare al sottoscritto piuttosto che ai problemi reali dell’Italia.
Vorrei comunicare all’opinione pubblica una cosa: la Lega mi ha informato in questi giorni di voler proporre me come Presidente del Consiglio, per riproporre un Governo con il Movimento 5 Stelle. E mi ha informato di averlo comunicato anche a livello istituzionale. Li ringrazio, con sincerità. Ma a me interessa il meglio per il Paese e non il meglio per me stesso.

Oltre un anno fa, dopo aver vinto le elezioni del 2018, ho rinunciato al mio ruolo di candidato premier e grazie a quella scelta l’Italia ha conosciuto Giuseppe Conte Presidente del Consiglio. Anche grazie a quella scelta il Movimento 5 Stelle è andato al Governo iniziando ad approvare provvedimenti storici che i cittadini aspettavano da anni.

E come ho fatto allora, anche oggi rifiuto l’offerta della Lega con serenità e gratitudine per chi l’ha avanzata. E tengo a dire che non rinnego il lavoro fatto insieme in questi 14 mesi. Ma quel che conta, per noi, è che l’Italia sia sempre più forte anche a livello internazionale. E il riconoscimento arrivato ieri dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ci fa capire che siamo sulla strada giusta.

Lasciatemi dire infine che nelle ultime ore i cittadini hanno assistito ad un dibattito politico poco edificante, su ruoli e cariche. Non è questo che meritano gli italiani. Se nelle prossime ore il Presidente della Repubblica dovesse decidere di dare l’incarico al Presidente Conte, ci aspettiamo che il percorso di formazione del nuovo Governo parta dalla creazione di un programma omogeneo e che metta al centro i cittadini e i problemi che vivono ogni giorno.

Solo dopo aver ben definito cosa fare insieme, si potrà decidere chi sarà chiamato a realizzare le politiche concordate. E su questo, chiediamo che si rispettino le prerogative del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Presidente della Repubblica.

Grazie a tutti.