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#ProgrammaTelecomunicazioni: La banda ultra larga

#ProgrammaTelecomunicazioni: La banda ultra larga

Author di MoVimento 5 Stelle
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Il tema della diffusione della banda larga è un tema chiave per il nostro Paese, perché il digital divide è uno dei principali problemi dell’Italia. È un problema per lo sviluppo economico, ma anche per quello culturale e sociale. Il tema che affrontiamo è quello dello sviluppo della connessione da banda larga e ultra-larga in tutte le aree del Paese.

di Maurizio Gotta, esperto ICT e co-fondatore Anti-Digital-Divide

Innanzi tutto è importante chiarire cosa sono la banda larga e la banda ultra larga. La banda larga è una connessione internet fissa o mobile con una velocità superiore ai 2 Mbit al secondo, e fino a qualche decina di Mbit al secondo, per esempio l’ADSL e la connessione mobile 3G. La banda ultralarga invece è una connessione con velocità tipicamente dai 30-40 Mbit in su, e viene trasportata sulle reti di nuova generazione: fibra ottica per il fisso e 4G e 5G e loro evoluzioni per la rete mobile. Uno degli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea è quello di assicurare la diffusione capillare e l’accesso a internet ad altissima velocità per i cittadini, offrendo entro il 2020 l’accesso a Internet a velocità pari o superiore a 30 Mbit al secondo per tutti. Un altro obiettivo ambizioso è lavorare perché entro la stessa data almeno il 50% delle famiglie sia su internet con connessione ad almeno 100 megabit al secondo. Nel Regno Unito, per raggiungere un obiettivo analogo, la rete di proprietà di British Telecom – ex operatore nazionale – è stata scorporata dall’operatore storico ed è una società pubblica chiamata Open Reach, che opera anche nelle zone a fallimento di mercato, ovvero dove il puro ritorno economico non giustificherebbe gli investimenti privati.

La situazione italiana e che cosa ha fatto il governo: il 3 marzo 2015 il governo italiano ha approvato la strategia italiana per la banda ultralarga, con la quale si intende coprire entro il 2020 l’85% della popolazione con infrastrutture di rete in grado di veicolare servizi a velocità pari e superiori a 100 Mbit al secondo, garantendo al contempo al 100% dei cittadini l’accesso alla rete internet ad almeno 30 Mbit al secondo. Allo scopo di raggiungere tali obiettivi, il piano nazionale per la banda ultralarga poggia su un mix di investimenti pubblici e privati. In particolare si prevede l’investimento di circa 7 miliardi di euro di risorse pubbliche entro il 2020, che dovrebbe comportare l’impegno di un importo simile da parte degli operatori privati. In Italia, da quando Telecom Italia è stata privatizzata, quasi tutta la rete è di soggetti privati, quindi di proprietà dei vari operatori. Diciamo “quasi” perché non è possibile conoscere con precisione il dato relativo alle varie proprietà, non si sa con esattezza quanta fibra oramai presente in Italia sia di proprietà privata e quanta di proprietà pubblica, neanche addirittura quanta infrastruttura spenta ma già posata ci sia. Anche per questa ragione abbiamo presentato un emendamento per realizzare un catasto delle infrastrutture di telecomunicazione, progetto che il governo sta realizzando proprio in questi mesi.

In questi mesi il governo italiano, per rispondere ai dettami dell’Europa, ha lanciato un piano per la banda ultralarga dividendo l’Italia in zone. Di particolare interesse è la zona cosiddetta “a fallimento di mercato”, una somma di aree per le quali solo l’intervento pubblico può garantire alla popolazione residente un servizio di connettività a più di 30 Mbit. Parliamo di circa 19 milioni di persone e 5500 comuni, per un investimento pari a oltre 4 miliardi di euro. Per raggiungere questo scopo a dicembre è stata creata una nuova azienda: Enel e Cassa Depositi hanno acquistato Metroweb ed è nata Open Fiber, in cui sono soci al 50% appunto la Cdp che è un’entità pubblica, ed Enel nel cui capitale è presente al 22% lo Stato. Open Fiber in pratica sta partecipando e parteciperà ai bandi per portare la fibra in queste aree a fallimento di mercato, ma sarà un operatore all’ingrosso, per capirci in pratica offrirà l’accesso solo agli operatori di mercato interessati: Tiscali, Vodafone, Wind e quanti altri saranno coloro che rivenderanno il servizio al cliente finale. Proprio in questo contesto si pone la nostra domanda iniziale: visto che stiamo investendo quasi 5 miliardi di euro di denaro pubblico per costruire la rete, rendiamo Open Fiber un’azienda completamente pubblica, e ove ci fossero le condizioni creiamo una società che si occupi di tutta l’infrastruttura.

Questa direzione ha senso economicamente e giuridicamente solo in queste aree a fallimento di mercato, che comprendono dunque 19 milioni di cittadini italiani. Le altre aree sono già servite con una buona scelta di tecnologie diverse dagli operatori privati, e al momento la cifra necessaria per riscattare diverse infrastrutture e portarle sotto controllo pubblico è sicuramente fuori dalla portata delle finanze del nostro Paese.



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6 Lug 2017, 09:51 | Scrivi | Commenti (60) | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: adsl, banda larga, governo, m5s, tim, tiscali, ultra larga

Commenti

 

Ho copiato il commento di Lorenzo, nella speranza che qualcuno legga:
Praticamente secondo il Professore anche per le telecomunicazioni si dovrebbe adottare lo schema GUADAGNI lasciamoli ai PRIVATI mentre le PERDITE si ripianano coi fondi PUBBLICI.
Quando il Movimento andrà al governo invece mi piacerebbe che venisse abrogata e ridiscussa ogni singola concessione: gli operatori privati dovrebbero farsi carico proporzionalmente anche delle cosiddette "zone a fallimento di mercato"perchè, caro il mio Professore, come direbbe Totò: E' LA SOMMA CHE FA IL TOTALE!
La stessa cosa che si è fatto con le Ferrovie!!

antonio B. Commentatore certificato Commentatore in marcia al V3day Commentatore che partecipa alle Europee Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle Commentatore che partecipa alla marcia per il reddito di cittadinanza Commentatore che partecipa a Italia a 5 stelle 2015 19.07.17 17:10| 
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Tutti parlano, giustamente, della rete di accesso, di zone più o meno "depresse".
Ma secondo me il vero scandalo, è che in Italia la dorsale nazionale è in mano a dei privati. Un caso molto singolare, non solo nello scenario europeo, ma anche in quello mondiale.
In Europa, prima delle privatizzazioni, è stata scorporata la dorsale che è rimasta nazionale.
In Italia, non solo è stata privatizzata, ma è in mano ad un operatore straniero.
Questo crea non pochi problemi, anche a livello di sicurezza nazionale.
Anche se molto costosa, secondo me una delle priorità dovrebbe essere quella di rientrare in possesso della Dorsale.

Daniele F. 19.07.17 13:01| 
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Ciao Mr. & Mrs.

I Am Rindisbacher Susanne, Azionista e Operatore Ecomonique finanziaria.
Che tu sia un individuo francesi, svizzeri, canadesi, belgi, portoghese, italiano e in qualsiasi parte del mondo, per voi che sono bloccati, banca vietato e non hanno il vantaggio di banche e la necessità di pagare denaro tra particolare mi concede pronto a persone serie e oneste che mi può rimborsare il prestito in tempo capacità normale.Ma di concedere prestito di € 5.000 a € 50 milioni, con un tasso del 3 % di molto semplici condizioni senza problem.I fare anche investimenti e prestiti tra persone di tutti i tipi. I miei crediti di acquisto sono a breve, medio e lungo termine. I miei trasferimenti sono forniti da Banca per la sicurezza della transazione a chiunque. Se siete interessati, vi prego di contattarmi per ulteriori informazioni Qui è la mia e-mail: rindisbachersusanne327@gmail.com

rindisbacher susanne, milan Commentatore certificato 11.07.17 14:41| 
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FRANK HEINZ 07.07.17 21:54| 
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Non capiaco perché si debba parlare di banda larga. Noi abbiamo, la fortuna di avere, la banda extra large al governo. Se qualcuno non fosse soddisfatto, basta farlo presnte.
Talelbano

Gianfranco B. Commentatore certificato 07.07.17 17:08| 
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*****
Viviana, mi congratulo con i post che fai in quanto sono basati sulla realtà e sulla memoria storica dei fatti che si dimenticano dopo una settimana. Sarei curioso di sapere quali punti, diciamo una decina in ordine di importanza, sceglieresti per risollevare questa povera italia se ti trovassi ad avere il potere quasi assoluto, alla Putin per capirci. Sarebbe buona cosa che il M5S facesse un blog in cui ogni lettore elenca i suoi dieci punti fondamentali: alla fine credo ne uscirebbe una statistica interessante.
*****

Pietro Z., Padova Commentatore certificato 06.07.17 16:15| 
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Oggi abbiamo superato sia il pensiero sistemico tribale e i grandi geni isolati del Rinascimento che il pensiero massificato successivo bisognoso di capi e di organizzazioni verticali.
Siamo a un nuovo tipo di ‘pensiero collettivo orizzontale’, che salva in sé le individualità e le incentiva, ma allo stesso tempo si muove (anche grazie al web che permette di pensare insieme in tempo reale) come un fiume collettivo, senza aver bisogno di capi e gerarchie, che cresce in sé e per sé e ripudia le vecchie categorie centralistiche del potere.
E’ chiaro che chi è ancora attaccato ai vecchi paradigmi non riesce nemmeno a capire il rifiuto delle piramidi di potere e la necessità di liberare il pensiero orizzontale, collettivo e partecipativo.
Ma le rivoluzioni dell’Africa settentrionale e dei paesi occidentali e i movimenti che rifiutano la partitocrazia e la democrazia parlamentare, come forme ormai inette e controproducenti, manifestano una forte e nuova esigenza di autonomia dal basso. Questa è una modalità nuova di autorganizzazione sociale che ha caratteristiche impossibili in altri tempi ed esalta la partecipazione e la creatività di ognuno, grazie al web, come effetto di un pensiero multiplo, simultaneo e inter-partecipante che mai prima sarebbe stato possibile, un pensiero che rifiuta la sudditanza di sempre ai soliti pochi, lesiva ormai degli interessi di ognuno, e porta avanti ed esalta le doti di ogni singolo in un modo totalmente innovativo e potenzialmente produttivo di grandi sviluppi, come avviene in ogni équipe ma grazie al potenziale EQUIPE-MONDO.
Il web ha permesso di passare dalla globalizzazione che ha verticalizzato il potere economico alla globalizzazione del pensiero collettivo che porterà alla DEMOCRAZIA ORIZZONTALE.
Lo strumento che permette questo salto evolutivo è il web, grazie a cui per la prima volta nella storia si può avere un pensiero nuovo, individuale e collettivo allo stesso tempo, grazie alla sincronicità e la sintonia.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 15:57| 
 
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Siamo malati terminali che possono scegliere se staccarsi o no dalla macchina che li tiene in vita ma anche li uccide lentamente.Nel nostro caso la macchina che ci alimenta ma allo stesso tempo ci ammazza è l’euro e la sua demoniaca dipendenza dal FM e dagli speculatori internazionali.Ormai le elezioni hanno il significato di scegliere se staccarsi o no da questo sistema terminale per riconquistare una autonomia rischiosa
Ma il significato storico della scelta va al di là della globalizzazione stessa e della nostra dipendenza dal mercato degli squali finanziari che è diventato ormai l’unico potere.Quando un sistema presenta troppi squilibri che ne mettono a rischio l’esistenza,il sistema stesso produce i suoi anticorpi e si lancia verso un equilibrio totalmente nuovo
Il fatto è che sia il comunismo che il liberismo sono sistemi chiusi,cioè non permettono nessuna evoluzione dai loro paradigmi e costruiscono entrambi piramidi di potere che esautorano la base concentrando ogni decisione nei vertici.Il nuovo equilibrio rivoluzionario non può essere che il rovesciamento della piramide,IL PASSAGGIO DALLA DEMOCRAZIA VERTICALE ALLA DEMOCRAZIA ORIZZONTALE
Carnot affermava che ogni sistema chiuso tende a un crescente disordine,ma Prigogine diceva:“Non è vero che andiamo verso il caos anzi,al contrario la vita si evolve dal caos”.L’intuizione è bellissima:i sistemi viventi sono vortici fluttuanti e instabili nella corrente di un fiume, in un interscambio continuo di input in cui essi dissipano continuamente energia e questo scambio è tale da trasformarli continuamente.Ma in certi momenti il flusso può diventare cosi forte da rompere l’equilibrio,rendendoli troppo instabili Un sistema è troppo instabile quando alla minima variazione risponde in modo eccessivo rischiando al collasso,come oggi l’eccessiva dipendenza della vita degli Stati dalla Borsa,ciò vuol dire che il sistema si avvicina pericolosamente a un punto critico che può superare solo passando a un ordine superiore

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 15:55| 
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Quando il sistema diventa dispotismo
la democrazia è la medicina

Tutto il resto è l’invidia di chi non vuol capire
e ha buttato
l’occasione che la storia gli aveva dato
Viviana
.
“… perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.”
(Gandhi)
.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 15:50| 
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Quando nacque il portatile,in IBM dissero che non avrebbe attecchito.Lo stesso scetticismo ci fu col bancomat.La prima mostra degli Impressionisti suscitò ribrezzo e risate.Nessuno volle credere che il piccolo aereo dei fratelli Right potesse levarsi in aria.Il primo telefono finì in un parco divertimenti.Il cannocchiale di Galilei non convinse i saggi veneziani a guardarci dentro. Oggi c’è chi dubita della democrazia digitale.
Chi non capisce la banda larga.
Chi non vede che col web si apre una nuova era nel modo di intendere la politica la stessa vita, lo stesso ruolo di ognuno nel mondo.
E sulla democrazia diretta,si continua a dimenticare che è una realtà di fatto in Svizzera da 40 anni e viene praticata in Islanda.
Spesso accade che i precursori non siano capiti.
Cortezza di visione.Conservatorismo.Ignoranza. Mancanza di immaginazione.E poi tanti che trovano più facile denigrare invece che capire.
Ma Casaleggio era avanti e aveva una visione.
Per nostra fortuna,il progresso e la civiltà vanno avanti sulle gambe dei visionari. In caso contrario resteremmo chiusi in una ripetizione ossessiva come una colonia di formiche che ripete sempre i suoi schemi immutabili.
Casaleggio era un visionario e noi facciamo parte della sua visione.
Casaleggio ha il gran merito di aver dato voce e rappresentanza a chi ormai si era allontanato dalla politica perché forse la politica si era allontanata da loro.Ha canalizzato in forme democratiche il dissenso verso la cattiva politica.Ha il gran merito di aver riportato a discutere di scelte ideali molti giovani che erano diventati indifferenti nei confronti della politica perché la politica era diventata indifferente nei confronti delle loro sofferenze e dei loro diritti.Onore al merito!
Gianroberto era un pioniere e uno stratega.
La sua grandezza sta proprio nella singolarità del proprio ruolo di sintesi tra teoria e pratica. Di fautore e garante di un grande processo di rinnovamento e trasformazione dell'Italia e del mon mondo.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 15:24| 
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PROFEZIA
Sono nata alla fine della 2° guerra mondiale, prima di Nagasaki.
Ho cavalcato il miracolo italiano quando ricostruzione e sviluppo ispiravano tutti e l’Occidente si rialzava dalle rovine della guerra.
Ho superato i terrori della bomba durante la Guerra Fredda.
Ho gioito degli stop alla proliferazione atomica e della perestroika di Gorbaciov.
Ho visto allargarsi nel mondo le menzogne neoliberiste, le grandi multinazionali, gli organismi economici planetari che ancor oggi dettano ordini ai Governi e li piegano alle ricette della debitocrazia, che riduce in rovina gli Stati e li obbliga a svendere beni e diritti, a distruggere il welfare, a prostituire il lavoro. Che racconta loro che i debiti si pagano facendo altri debiti, ma questo nel privato si chiama USURA, e nel pubblico COLONIALISMO. Nessuno è mai uscito dai debiti facendo altri debiti. Fare altri debiti significa solo diventare più schiavi.
Ho visto sorgere di contrappasso un nuovo pensiero che non era né marxismo né mercatismo e non era basato sul lucro o sul PIL, ma universalizzava tutto il mondo partendo da una democrazia dal basso. Ho visto i dubbi e le crisi e le speranze che si accompagnano a una nascita nuova.
Ho visto gli attentati alle Torri e il barbaro regime bushiano, la democrazia esportata con la guerra e l’indebitamento che cresceva e cresceva, ho assistito al fallimento del sistema di mercato, imposto dal capitalismo statunitense per un nuovo “colonialismo da sistema”, che spezza le reni ai popoli, non con le bombe, ma con le Borse, le Banche e le Agenzie di Rating.
Ho visto un nemico molto più subdolo di Al Qaeda, molto più feroce degli eserciti mercenari o degli ordigni nucleari, che atterrava gli Stati non col napalm o l’uranio impoverito, ma attraverso le perversione di un sistema bancario e borsistico intoccabile e considerato come sacro, fatto di derivati, sub prime, vendite allo scoperto, tassi di interesse usurai, speculazioni senza controllo, paradisi fiscali..

segue sotto

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 15:12| 
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Io,l’unica scheggia umanistica della casa, tuttavia col suo blog e attaccata al pc. Mia figlia e mio genero due laureati in informatica, noi Microsoft, loro Apple, mia figlia esperta in grandi reti. Mio marito entra come ingegnere in IBM nel 71, i ‘calcolatori’, 360, erano grandi come una stanza, con l’aria condizionata, e ci si lavorava la notte, ho ancora da qualche parte le schede perforate. Nel 74 arrivarono i 370, e abbiamo trovato un personal dell’82 che lui è riuscito miracolosamente ad accendere, non fa altro: si accende! Una vita in IBM, la grande nemica di Jobs. Quella che dichiarò che il pc era una scoperta inutile e che nessuno lo avrebbe usato! Ma Jobs ci credeva e mezzo mondo con lui. Se fossimo rimasti con IBM e i grandi cervelloni, non saremmo qui col nostro maus o lo smartphone. Ci sono menti che cambiano un’epoca. Ma ci vogliono gli Steve Jobs per farlo. Quelli che veramente ci credono. Quando nel 65 arrivò il personal computer, solo i giovani ci impazzirono. I governi non hanno capito la grandezza nemmeno ora. Il nostro ignora persino la banda larga. L’ignoranza al potere.
Grazie Steve Jobs, non ci hai dato solo una gioia infinita, non ci hai solo reso il mondo più semplice e più vicino. Ci hai mostrato una grande lezione di civiltà: avere un sogno e combattere per esso cambia il nostro mondo, cambia il mondo.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 15:08| 
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Ci sono uomini come Cartesio che ci hanno insegnato che un pensiero complesso può essere espresso in forma elementare e hanno riformato una lingua e un modo di intendere la scienza.
Ci sono uomini come Einstein che ci hanno mostrato come un mondo complesso può essere descritto in modo facile come nella creazione di Dio.
Jobs appartiene al regno di coloro che ci hanno semplificato l’esistenza e ci hanno permesso una comunicazione facile, allargata, simultanea. Non è poco.
Tra tutte le invenzioni di questi due secoli, le sue hanno ci cambiato la vita quotidianamente.
Ma la maggiore fortuna di Steve Jobs è stata quella di non nascere in Italia!
Il genio qualche volta non basta.
Leonardo da Vinci si è salvato a pelo.
Giordano Bruno lo hanno bruciato.
Galilei ha dovuto abiurare.
E Rubbia lo hanno cacciato.
Noi siamo il paese delle Gelmini, dei Scilipoti e del Trota. Speriamo che il prossimo Jobs nasca anche lui in America. Lo dico per il bene di tutti. Qua il genio o fa la fame o espatria.
Provate a chiedere a qualche politico nostrano: “Jobs chi?”

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 15:05| 
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Dobbiamo essere ottimisti!
La democrazia diretta attraversa il mondo da 40 anni e ha già penetrato le svolte più civili dei paesi di tutto il mondo, dall’Islanda all’Ecuador.
L’incubazione ideologica del pensiero no global, che ha coinvolto centinaia di migliaia di persone su tutto il globo, nell’oscuramento più totale dei media tradizionali e dei politici, ha prodotto una nascita irreversibile.
Oggi, in Italia, l’apporto tecnico-ideale profondo e profetico di Casaleggio e la forza umana, passionale e propulsiva, di Grillo, la sua incredibile capacità di andare oltre se stesso, permettendo alle risorse dei 5stelle di prodursi al meglio per una innovazione di massa, hanno creato una velocità persino insperata che ci fa sperare una resurrezione.
Tutto vola. Ed è impossibile pensare che le energie e le aspirazioni che sono nate possano accettare un ritorno alla vecchia partitocrazia, ormai obsoleta, involuta e incapace di rinascita, e non solo per l’enorme peso di falsità e corruzione che si porta addosso e da cui non intende lavarsi, ma soprattutto perché rappresenta un modo di far potere che contrasta ogni esigenza di democrazia e ogni possibilità di futuro.
Questo potere uccide perché è morto.
Il potere non logora solo chi non ce l’ha, logora soprattutto l’immagine e l’anima di chi lo esercita male per troppo tempo, diventandone schiavo fino a trasformarsi da tutore della comunità nel suo principale nemico.
Questa Casta non è morta solo per la sua infamità irreversibile, ma per la sua incapacità di dare vita.
E questo vale sia per il carbone o il nucleare o qualunque altro tema ambientale o civile o economico, come per la visione generale che il vecchio mondo impone per la gestione dei popoli.
Ci sono idee che una volta nate non moriranno mai perché aprono una nuova visione del mondo, iniziano una nuova era. Idee che possono essere ostacolate o combattute ma non possono più essere distrutte.
E’ come il bambino che va a gattoni e poi si alza e non gattona mai più.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 15:03| 
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Conoscenza significa libertà
Oggi il neoliberismo tiene in pugno i popoli grazie ad una disinformazione diffusa che fa leva soprattutto sugli anziani, spesso analfabeti di ritorno oppure omologati a preconcetti creati dal potere per non destabilizzare i gruppi di comando che desiderano solo la conservazione dello status quo
Non è un caso se i giovani, che sono informatizzati e si liberano più facilmente dalle false credenze politiche, rompono coi tabu ufficiali e sono la parte più consistente dell'elettorato a 5stelle.

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 14:59| 
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A QUANDO UNA BELLA SMENTITA CON QUERELA PER L'ANONIMO CHE HA SCRITTO QUESTO?

https://pianetax.wordpress.com/2016/04/02/mentana-beppe-grillo-era-a-bordo-del-famoso-britannia-nel-1992-emma-bonino-non-so-a-che-titolo-fosse-li/

Zampano . Commentatore certificato 06.07.17 14:59| 
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@ viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 13:47


Alla tua lista vorrei aggiungere il dott. Ignaz Semmelweis. Egli debellò lafebbre puerperale e inventò teoria dei germi.
Lo fecero morire pazzo solo perhè contraddì la "scienza" ufficiale!

In tempi di "furore" a favore/contro i vaccini, un po' di equilibrio e di studio, gioverebbe ai cittadini. Capire che alcuni "scienziati" pro decine di vaccini obbligatori andrebbero messi al loro posto, così come quegli scienziati "fatti in casa", che vorrebbero eliminare i vaccini.


Il futuro può sempre superare le nostre previsioni più ottimistiche.
Lumiere (inventore del proiettore cinematografico) disse: "La mia invenzione è priva di applicazioni commerciali".
E l'IBM valutò che la costruzione del computer portatile (pc) non avrebbe avuto futuro. Il primo elaboratore programmabile immesso sul mercato dalla DEC, il PDP-1 del 1960, vendette solo 49 esemplari.
Il famosissimo libro "L'interpretazione dei sogni " di Freud, uno dei libri più diffusi nel mondo, che avrebbe segnato la nascita della psicoanalisi moderna, fu scambiato per un testo esoterico e in 6 anni vendette solo 354 copie.
Marconi non era nemmeno laureato, e la sua invenzione strepitosa, il telegrafo senza fili, la cui evoluzione portò ai moderni sistemi di radiocomunicazione, la televisione ecc., trovò solo critiche e rifiuti negli accademici dell'epoca che lo considerarono un millantatore.
Anche la democrazia diretta ha avuto notevoli denigratori.
Tutto questo è rassicurante se non entusiasmante.
Non abbiamo che da sconfessaregli scettici e i molestatori. E, per Diana, lo faremo!

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 13:47| 
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Una parlamentare-poetessa-artista-blogger-fan-della-rete islandese ha presentato un progetto di legge, subito approvato dal Parlamento, che intende fare dell’isola «un paradiso dell’informazione». Niente di nuovo, in realtà. Semplicemente viene preso in considerazione il potenziale dei blogger, ritenuti oggi i nuovi “pirati mediatici”.

Dice: "Il cyberspazio esemplifica la vittoria dell’opinione pubblica. E non posso che esserne felice. Sempre più persone sono legate dalla passione di raccontare gli avvenimenti di tutti i giorni, con un forte senso civico. È molto interessante vedere le donne occupare lo spazio mediatico attraverso uno strumento come Internet. Per loro, infatti, è diventato un nuovo terreno di espressione, oltre che l’affermazione della loro indipendenza
Ho voluto redigere una normativa riguardante «la libertà d’espressione nell’era digitale», denominata “Icelandic Modern Media Initiative” (IMMI), cioè “Iniziativa islandese in favore dei nuovi mezzi di comunicazione”
L’idea originale era di creare un “paradiso” per la libertà d’espressione, con l’obiettivo di rendere tutto di pubblico dominio. Trasparenza totale. È un’occasione per l’Islanda, dato che il Governo, avvilito e preoccupato dai problemi burocratici, non riesce ad agire in modo efficace, ma è anche un’occasione per il mondo del giornalismo in generale, poiché in questo modo si mette in moto una sorta di “tsunami dell’informazione”. È fondamentale, secondo me, dare la possibilità ad una nuova generazione di autori di esprimersi

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 13:21| 
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Beppe
Ma dietro la sostanza è semplice da capire : la Globalizzazione significa che i lavoratori occidentali (non le merci!) vengono di fatto "scambiati" con lavoratori del terzo mondo. NON È LIBERO SCAMBIO DI MERCI,MA SCAMBIO DI LAVORATORI ! I quali lavoratori dell'Asia, Sudamerica e Africa però sono circa 3-4 MLD, per cui è obbio che si crea una equalizzazione continua verso il basso dei redditi e salari occidentali verso quelli turchi, messicani, indiani,cinesi e thailandesi....
L'unico modo per reagire a questa terribile minaccia per il tenore di vita della maggioranza degli occidentali (non tutti, perchè un 10 o 20% probabilmente se la cava ugualmente in quanto statale o beneficiario dell'economia globale tipo managers, consulenti o traders o banchieri ...) sarebbe ovviamente un movimento NAZIONALISTA. Fino agli anni '30 il NAZIONALISMO era normale, i sindacati in particolare in America ad esempio erano in prima linea per imporre barriere all'immigrazione dall'Asia o alle merci estere per non parlare dell'idea folle di chiudere le fabbriche e farle produrre da un altro continente
I lavoratori e la massa della popolazione europea ed americana bianca dovrebbero essere in rivolta, in piazza con le torce e i forconi da anni contro questo meccanismo che li minaccia fisicamente, come persone ed invididui, sostituendoli con altre persone ed individui di altri continenti, etnie e razze solo perchè che costano meno.

Tutto l'articolo (molto interessante) su
http://www.cobraf.com/blog/default.php?idr=253461#253461

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 13:18| 
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Bravissimi!!!

Paolo V 06.07.17 13:17| 
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Maria Pia Caporuscio
DOVE REGNA SATANA
Tutto ciò che i nostri genitori ci hanno insegnato si è ribaltato, ci dicevano che la bontà era quel che ci distingueva dagli animali, che la solidarietà ci arricchiva, che la gentilezza ci rendeva superiori, che il lavoro ci dava dignità e tutti rispettavamo questo che era il credo di tutti o quasi.
Ma che ci è successo?
Se ci riconoscevamo tutti in queste regole, erano regole comuni che nessuno rifiutava e poi? Improvvisamente, senza neppure accorgercene ci ritroviamo,senza lavoro, senza principi, senza più fede, senza nemmeno una speranza di cambiamento, con una diffidenza verso gli altri, una rabbia verso tutti, pronti a scannarci per niente e quel che è peggio senza nessuna prospettiva per un domani, il domani è stato cancellato, proprio come il passato, esiste il presente. Un presente angosciante fatto di prove per qualche giorno di lavoro,che non arriva e quando arriva molto spesso è sottopagato,la tristezza di dover dipendere dai genitori, dai nonni per le necessità più impellenti, rinunciare a un caffè con gli amici, a comprarsi un pantalone a sentirsi un disgraziato. E chi un lavoro ce l'ha vivere con la paura di perderlo,doversi piegare a luridi ricatti o uscire di casa sapendo che forse rimarrà sotto qualche pilastro.Poi sentire che chi ci governa guadagna 150 volte il tuo stipendio e sono li a cazzeggiare tutto il giorno senza fare niente mentre tu schiatti otto ore al giorno senza interruzione.I datori di lavoro che si sgargarozzano miliardi senza il minimo scrupolo Faccendieri che fanno fallire le imprese per portare all'estero miliardi senza pagare tasse che tu che guadagni centesimi devi pagare anticipatamente.Vedere questi coglioni mangiare in piazza come porci chiamando porci chi non sono degni di nominare, ridere beati senza problemi mentre il Paese che dovrebbero governare lo sbranano come lupi e gli italiani muoiono di fame
GLI ASSATANATI DEL POTERE STANNO ASSATANANDO GLI ITALIANI!
NON DIAMOGLIELA VINTA!

viviana vivarelli, bologna Commentatore certificato 06.07.17 13:14| 
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Il Paese è in macerie dopo le tante scosse , che dal 1992 hanno martoriato l'Italia ,è arrivata tre anni fa la botta finale con Renzi ! Molte le vittime , sopratutto i feriti che a milioni giacciono ancora sotto le macerie , ma anche i morti non sono pochi . Oltre alle migliaia di suicidi per disperazioni economiche bisogna aggiungere all'elenco tanta gente deceduta per scarsa o nulla assistenza sanitaria , per stenti veri e propri , per fame ! Preferiamo spendere migliaia di euro al mese per sostentare baldi giovani africani piuttosto che i nostri poveri ! Rompiamo i coglioni agli altri Paesi europei che non vogliono , giustamente , seguirci nella follia dell'accoglienza a tutti i costi e noi stiamo a discettare della banda larga !

vincenzodigiorgio 06.07.17 12:55| 
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ciao, a me per il momento me basterebbe che a casa arrivasse il metano ,dato che con il gas per i riscaldamenti ce vole uno stipendio.

giuliano da jesi 06.07.17 12:41| 
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La banda ultralarga l'abbiamo al governo !

vincenzodigiorgio 06.07.17 12:26| 
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*****
Quando avremo la banda larghissima e velocissima cosa ne faremo se non c'è il lavoro a cui poterla applicare? Nel Veneto si rifiutano commesse perchè mancano figure professionali quali saldatori, fresatori, tornitori, ecc, lavori duri che se pagati bene si " addolciscono ", come l'agricoltura trascurata da anni. Questi gli effetti della mancanza di prorammazione economica a medio - lungo termine.

Pietro Z., Padova Commentatore certificato 06.07.17 12:11| 
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A proposito di un “temi chiave”, vorrei andare oltre “La banda ultra larga” e raccontarvi una storia di onestà intellettuale.

La storia inizia con il cittadino C. il quale pensa :-“leader” è una parola del passato, una parola sporca; leader di che cosa? Vuol dire che tu attribuisci ad altri l’intelligenza e la capacità decisionale, allora non sei neanche più uno schiavo, sei un oggetto -.
Espone allora la sua idea al cittadino G. il quale condivide e la divulga ad altri cittadini che a loro volta la condividono.
Da questa larga condivisione nasce quindi un Movimento politico “leaderless”, un Movimento di cittadini punto e basta, la cui rivoluzionaria Finalità è rovesciare la piramide del potere Testimoniando, appunto, che la capacità decisionale non è attribuita ad alcun leader, ma alla intelligenza collettiva della Rete.
Una Rete di cittadini i quali elaborano la linea politica e il programma, con un metodo orizzontale, basato su un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi.
Organismi Coerentemente assenti in un Movimento “leaderless” che non è un partito e ha dunque semplici Portavoce, i quali svolgono il Ruolo di accertare e riportare nelle Istituzioni la volontà dell’intelligenza collettiva, tale e quale come espressa sulla Piattaforma di Rete, un Trasparente spazio decisionale dove ognuno veramente conta uno.
I “temi chiave” che caratterizzano il Movimento, oltre l’Onestà intellettuale, sono infatti la Trasparenza e la Coerenza.

Fine della storia.
Grazie per l’attenzione :)

Pami Pati 06.07.17 12:04| 
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verra' data la cittadinanza onoraria a maradaona..,un chiaro esempio di etica e moralita..'forza napoli.

ernest il che 06.07.17 11:55| 
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e' inutile lasciare il banner principale di questo sito dove si visualizza il conto alla rovescia per la pensione dei parlametari.e' chiarissimo che si andra' a votare a scadenza naturale della legislatura..mica so fessi!!!!!I FESSI SIAMO NOI.(puo' essere un titolo per una nuova trsmissione,o canzone,o articolo di giornale,cmq sempre fessi siamo)se vogliamo salvarci votiamo m5s.

ernest il che 06.07.17 11:48| 
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Scusate se insisto ... L'intervento come sempre è preciso e chiaro, solo che non è coerente con la redazione di un Programma Politico. Cerco di farmi capire. Il problema della Banda Larga non è un problema meramente tecnico esistono tante soluzioni per far avere ad ogni cittadino una connessione ad una velocità "decente". Il punto politico è invece è quali contesti produttivi e/o abitativi auspichiamo di realizzare in queste aree e quindi quale è lo sforzo "reale" che è necessario fare. Nell'ambito del programma Ambiente c'era un pregevole intervento sulla rivalutazione di borghi e quindi anche piccoli comuni o grandi fattorie agricole. Quindi il punto è che un progetto sulla Banda Larga non può limitarsi ad investire su una rete di tipo "primario" che non raggiunga l'utenza finale. La totale mancanza di coordinamento nella stesura del programma fa si che anche soluzioni tecniche molto economiche non possano essere adottate. Per esempio, non aver previsto , nel piano energetico la creazione di "isole" al servizio delle realtà di cui sopra, impedisce l'utilizzo della palificazione esistente per la stesura della fibra ottica a costi molto contenuti, oltre a consentire un notevole risparmio energetico sia in termini di energia che di costi considerando che circa il 30% dei costi in bolletta è relativo solo al fatto di essere connessi alla rete. Non vorrei che queste osservazioni vengano prese come mere critiche ai post ma solo come spunto su una riflessione più generale che consenta di creare un programma che non sia la semplice collazione di tantissime "belle" idee ma che nell'insieme non producono quella nuova visione che tutti auspichiamo e sopratutto non sia in grado di traguardare obbiettivi con un orizzonte più ampio di quello di vincere l'elezioni.. un mondo nuovo si realizza facendolo .. se si è al potere è meglio ... ma lo si può fare anche partendo dal quotidiano

Giovanni Velato, Roma Commentatore certificato 06.07.17 11:40| 
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Non si può amare solo con la voglia di amare.
Con il voler amare.
Con il voler restare.
Con il crederci.
Con io lo amo.
Perché poi non basta.
Non regge.
L’amore non basta per amare.
Bisogna che ci sia la storia, per amare.
La vita, per amare.
Non bastano le parole, per amare.
Neanche quelle giuste, bastano.
Neanche le parole d’amore bastano per amare.
Dobbiamo fare una passeggiata.
Dobbiamo cenare insieme.
Leggere un giornale.
Andare a fare la spesa.
Fare una cosa insieme.
Che sia nostra.
Che siamo noi.
Io e te.
Non basta fare sesso per fare l’amore.
Anzi.
Ci vogliono i baci.


Ci vuole anche solo stare con la fronte appoggiata alla fronte.
Per amare ci vuole una storia. Da vivere. Vissuta.
Ci vuole tempo.
Non puoi non esserci mai.
Per amare ci vuole una storia. Da fare e raccontarsi.
Non puoi non aver voglia di parlare.
Non puoi parlare sempre.
Una storia da fare insieme.
Non puoi trovare tutto pronto.
Arrivare quando tutto è fatto.
Io amo solo chi fa la giornata con me.
Chi fa la vita con me.
Chi fa la spesa con me.
Chi fa una passeggiata con me.
Chi fa tempo con me.
Chi fa storia con me.
Non amo se no.
Amo solo chi sa stare tutto con me.
Chi parla con me.
Chi torna da me.
Chi chiama per non dire niente.
Chi mi bacia la testa, tra i capelli, passandomi vicino.
Chi mi porta i capelli indietro.
Io non le voglio le romanticherie.
Voglio le cose che sono nella mia giornata.
Voglio che sono con te.
Fatte con te.
Raccontate a te.
E poi ti racconto le cose solo mie.
Che faccio io.
Entro e esco dalla tua vita.
E tu dalla mia.
Come l’ago che cuce .
Come l’ago che per unire, entra e esce.

Frida Kahlo

marco ., roma Commentatore certificato 06.07.17 11:37| 
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BARRIERA DI MILANO DOCET .
IO CHIEDO TU NON VUOI. LA DEMENZA DILAGA.
LA MAGGIOR PARTE DEGLI ABITANTI E' ANZIANA E NON VUOLE L'ADEGUAMENTO EUROPEO. COME FACCIAMO A SOSTENERE QUESTA GENTE.

flavio guglielmetto mugion, Torino Commentatore certificato 06.07.17 11:21| 
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NON C'E' TRIPPA PER GATTI.
T

flavio guglielmetto mugion, Torino Commentatore certificato 06.07.17 11:17| 
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Se non ho capito male, soltanto le aree di non interesse economico saranno servite dalla rete pubblica, invece le altre aree sono già privatizzate e noi non possiamo permetterci di renderle pubbliche?
Che affare hanno fatto i politici, avevamo telecom che era pubblica e ora ci ritroviamo nelle mani di privati?

Rosa 06.07.17 11:12| 
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la banda larga si chiama PD&FI

Clesippo Geganio, LT Commentatore certificato 06.07.17 10:55| 
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Praticamente secondo il Professore anche per le telecomunicazioni si dovrebbe adottare lo schema GUADAGNI lasciamoli ai PRIVATI mentre le PERDITE si ripianano coi fondi PUBBLICI.
Quando il Movimento andrà al governo invece mi piacerebbe che venisse abrogata e ridiscussa ogni singola concessione: gli operatori privati dovrebbero farsi carico proporzionalmente anche delle cosiddette "zone a fallimento di mercato"perchè, caro il mio Professore, come direbbe Totò: E' LA SOMMA CHE FA IL TOTALE!

Lorenzo B., Trieste Commentatore certificato 06.07.17 10:49| 
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