
Un passo in avanti per la sanità campana
2 aprile 2018 alle ore 09:30•di MoVimento 5 Stelle
di MoVimento 5 Stelle Campania
È finalmente legge della Regione Campania il testo del MoVimento 5 Stelle in materia di recupero e reimpiego dei farmaci inutilizzati, approvato all'unanimità in Consiglio regionale della Campania. Siamo partiti circa un anno e mezzo fa raccogliendo le segnalazioni di numerosi cittadini che si erano ritrovati nell'impossibilità di restituire o donare alle strutture sanitarie regionali quei medicinali che per vari motivi non venivano utilizzati. Si pensi, per esempio, ai casi in cui il medico deve cambiare una terapia già prescritta a causa dell'inefficacia di quella somministrata in precedenza piuttosto che per il sopraggiungere di effetti collaterali intervenuti a danno del paziente, o nei casi più estremi per il decesso prematuro dello stesso.
Una serie di circostanze che in assenza della possibilità di recuperare i medicinali, si traducono in uno spreco inaccettabile per un Servizio Sanitario Regionale che in Campania sconta una spesa farmaceutica che occupa da anni colloca la nostra regione ai vertici delle graduatorie nazionali. Con la nostra legge si punta a realizzare una rete regionale di raccolta dei medicinali non utilizzati che una volta reinseriti nel bilancio complessivo regionale ci permettono di non acquistarne di nuovi, realizzando un concreto contenimento della spesa farmaceutica.
Ulteriore finalità della legge è quella di offrire un contributo sensibile nell'ambito del contrasto alla povertà sanitaria. Gli ultimi dati infatti parlano di 225mila famiglie campane che per non mostrare la propria condizione di povertà arrivano a rinunciare alle cure. Condizione inaccettabile in un Paese che ha il diritto alla salute sancito in Costituzione e che con questa legge è possibile fronteggiare strutturando un sistema di riutilizzo dei medicinali recuperati da parte di strutture sanitarie o altri enti operanti in materia di assistenza sanitaria.
Da considerare ancora che i medicinali non utilizzati, se lasciati scadere, si trasformano inevitabilmente in rifiuti speciali. E sappiamo benissimo cosa significa, in regioni come la Campania, lo smaltimento di questa categoria di rifiuti. Per non parlare dei problemi legati al commercio in nero degli stessi farmaci che in assenza di opportuni canali di recupero e riutilizzo che intendiamo realizzare con questa norma rischiano di finire in un mercato sommerso che è facile preda di una criminalità sempre a caccia di guadagni illeciti.
Insomma siamo di fronte a una norma che realizza finalmente un risparmio per la sanità campana, da troppi anni strozzata dal deficit, un sostegno alle fasce più deboli della cittadinanza e un contenimento dell'inquinamento legato ai rifiuti.
Commenti (5)
Il Barone Zazà
2 aprile 2018 alle ore 11:27Dovrebbe essere una norma da estendere a tutte le regioni!
non dubito che in alcune, le più efficienti, già ve ne sia una simile, ma sono altrettanto convinto che ce ne sono tante altre che ne sono prive.
Certe leggi in materia sanitaria dovrebbero avere validità nazionale.
Barbarossa
2 aprile 2018 alle ore 12:01Apprezzando le giusta e corretta decisione del consiglio regionale campano. Senza niente togliere ai cittadini campani. In Campania, per rimuovere l'incrostazioni della collusione corruzione vigente nel sistema sanitario campano, che ricordo essere retto dal commissario De Luca, ci vorrebbero tonnellate di anticalcare concentrato. La legge è passata grazie ai risultati ottenuti alle politiche dal M5S, cosi le anguille e i capitoni, cominciano a muoversi verso il nuovo corso d'acqua. Non si sa mai.
Dar T.
2 aprile 2018 alle ore 19:03Acc...! Ma allora si fa qualcosa di buono pure noi?!?... Grazie ragazzi! FINALMENTE!
Aldo
2 aprile 2018 alle ore 23:19Ottima idea,un dubbio lecito:Chi garantisce lo stato della conservazione di questi medicinali,tipo tenuti al sole ecc.
Giuseppe C. Budetta
3 aprile 2018 alle ore 15:19LA SANITA CAMPANA COSTOSA ED INEFFICIENTE
Occorrerebbe ristabilire l'obbligo del tempo pieno per i medici ed in contemporanea, evitare che i manager delle unità sanitarie locali siano nominati dai partiti in pianta stabile, contraddicendo la legge che ne impone la rotazione quadriennale e l'eventuale licenziamento.
