
Tutti gli eurodisastri di Berlusconi: così ha affossato il Made in Italy
23 gennaio 2018 alle ore 09:06•di Tiziana Beghin
di Tiziana Beghin, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa.
Il Made in Italy è nuovamente sotto attacco: nel 2019 entrerà in vigore un Regolamento europeo del 2011 che renderà vane le leggi italiane che prevedono l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di pasta, riso, latte, formaggi e pomodoro. Il prossimo primo febbraio la Commissione europea concluderà la consultazione pubblica e poi ci sarà il via libera ufficiale che prevede l'entrata in vigore in tutta Europa del Regolamento nell'aprile 2019.
Il Regolamento è stato approvato il 25 ottobre 2011, era in carica il governo Berlusconi che non si è opposto, in sede di Consiglio, a questo provvedimento estremamente dannoso per le imprese italiane. Il Regolamento prevede, infatti, che sarà obbligatorio dichiarare la provenienza dell'ingrediente primario se questa è diversa dal quella del prodotto finale, ma esenta da tale dovere i marchi registrati che, a parole o con il logo, già indicano la provenienza.
Tale eccezione apre, ovviamente, il campo al cosiddetto "Italian Sounding", ovvero quel fenomeno che evoca il Made in Italy in maniera ingannevole (attraverso diciture simili, immagini con il tricolore italiano) su prodotti che non sono lavorati in Italia. Guarda caso il paniere dei prodotti italiani maggiormente colpiti all'estero dall'Italian sounding sono pasta, olio, salse, sughi e pomodoro, prodotti da forno e mozzarelle, le nostre eccellenze. Favorite da questo provvedimento sono le grandi lobby industriali che hanno interesse a occultare l'origine dell'ingrediente primario.
Questo epilogo si sarebbe potuto evitare se Berlusconi e gli eurodeputati italiani della scorsa legislatura (quando noi non eravamo ancora presenti al Parlamento europeo) avessero seguito la questione con la dovuta oculatezza e lungimiranza.
Il regolamento è stato approvato dalla plenaria di Strasburgo nel luglio del 2011. La delfina di Berlusconi, l'ex eurodeputata di Forza Italia Licia Ronzulli in aula difendeva il provvedimento con queste parole: "Grazie infatti all'accordo politico raggiunto la scorsa settimana con il Consiglio, il testo approvato consentirà ai consumatori europei di avere etichette alimentari più chiare con informazioni più dettagliate sui prodotti che ogni giorno troviamo sulle nostre tavole". La Ronzulli non sapeva di che parlava o forse si sarà fatta scrivere il discorso da qualche lobbista amico... I partiti combinano solo disastri. È arrivato il momento di mandarli a casa!.
Commenti (6)
Paola
23 gennaio 2018 alle ore 11:26Sarà andato a Bruxelles a tranquillizzare sull'applicazione di ciò che aveva già accettato nel 2011. Gli italiani devono sapere.
Patrizia M.
23 gennaio 2018 alle ore 12:00Abbiamo l'occasione di mandarlo definitivamente in pensione! il 4 marzo votiamoli VIA!
mario genovesi
23 gennaio 2018 alle ore 15:26Comunque il PPE per affidarsi a Berlusconi è proprio disperato.
Paola
23 gennaio 2018 alle ore 19:43Questa mattina, in un commento inserito in un articolo del suo giornale "Il Giornale", ho chiesto di chiarire l'accordo del 2011 per il superamento del made in Italy, votato dal suo partito. Ebbene devo dirvi che non me lo hanno pubblicato.
Giampaolo M5S
24 gennaio 2018 alle ore 14:54Negli ultimi dieci anni dal governo berlusconi fino al governo gentiloni passando per monti, letta e renzi centinaia di aziende made in Italy sono state svendute a stranieri con perdite di lavoro, sarebbe un suicidio fare altri 5 anni di governo con questi.
antonio carbone
25 gennaio 2018 alle ore 19:20che roba ragazzi! E poi vanno in tv a raccontare tutto l'opposto. Che rabbia. Ma perchè queste cose non le denunciate o meglio non le gridate in TV?
